TIM: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA LA RELAZIONE FINANZIARIA AL 31 MARZO 2021

Risultati organici:

EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE IN CRESCITA DEL 57% YOY NEL Q1 A € 0,3 MLD

RICAVI STABILI YOY

PROSEGUE LA RIDUZIONE DEL DEBITO IN LINEA CON GLI OBIETTIVI DI PIANO: -€ 5,6 MLD YOY (-€ 5,1 MLD SU BASE AFTER LEASE)

SIGLATO L’ACCORDO CON DAZN PER LA DISTRIBUZIONE DEL CAMPIONATO DI CALCIO DI ‘SERIE A’ SU TIMVISION

19/05/2021 - 19:39

■  Indebitamento Finanziario Netto After Lease: € 16,6 mld (-€ 5,1 mld YoY,  -€ 2 mld QoQ)

■  Ricavi a € 3,8 mld in linea con l’anno precedente

■  Ricavi telefonia fissa domestica in crescita (+3,0% YoY)

■  Accelera la riduzione dei costi operativi nel mercato domestico (-8,9% YoY per la base gestibile)

■  EBITDA organico: € 1,6 mld (-1,3% YoY) in linea con le previsioni di piano

■  Risultato netto, escludendo le partite non ricorrenti, si attesta a € 0,1 mld

■  A partire da luglio sarà attivo l’accordo con DAZN per portare tutte le partite di Serie A su TIMVISION. Oltre a generare ricavi addizionali, contribuirà ad accelerare l’adozione di connessioni UBB e rafforzerà la strategia convergente, consolidando il posizionamento di TIMVISION come principale aggregatore di contenuti televisivi del Paese

■  Incassati € 1,8 mld dal perfezionamento dell’accordo per l’ingresso di KKR Infrastructure nel capitale di FiberCop

■  TIM ha avviato, tra i primi operatori in Europa e unico in Italia, il programma di sviluppo Open RAN (Open Radio Access Network) con l’obiettivo di accelerare l’implementazione delle reti mobili di nuova generazione (5G, Cloud ed Edge Computing)

■  Firmato l’accordo con le Organizzazioni sindacali, presso il Ministero del Lavoro, per il contratto di espansione 2021-2022

■  A seguito dell’emissione del primo Sustainability Bond, TIM è entrata a far parte del Nasdaq Sustainable Bond Network, confermando l’impegno nella realizzazione del piano ESG comunicato al mercato

■  Rinnovata a maggio fino al 2026, la Revolving Credit Facility (RCF) per un importo di € 4 mld, ammontare in linea con l’attuale ridotto indebitamento lordo del gruppo. TIM ha introdotto sulla nuova linea di credito target di sostenibilità che la rendono la più grande Facility ESG nel settore Telco.

 

Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi oggi sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato la Relazione Finanziaria al 31 marzo 2021.

Nel primo trimestre è stato avviato il nuovo piano strategico 2021-2023 ‘Beyond Connectivity’, che ha impresso un’accelerazione alle attività di sviluppo di servizi digitali e accordi strategici sia nel mercato consumer che in quello business. Al tempo stesso è proseguito il percorso di stabilizzazione degli indicatori operativi e di fatturato, nonché di generazione di cassa e di riduzione del debito.

L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2021 si è ridotto di 5.590 milioni di euro YoY (5.120 milioni di euro su base After lease), attestandosi a 21.155 milioni di euro (16.591 milioni di euro su base after lease). L’equity free cash flow ha contribuito per 469 milioni di euro (307 milioni di euro su base after lease).

Ulteriori progressi significativi sono stati registrati nell’implementazione delle iniziative strategiche:

           

  • Sviluppo offerta convergente e TIMVISION: TIM e DAZN hanno firmato una partnership che porterà su TIMVISION offerte dedicate per il servizio DAZN, l’unica piattaforma streaming che trasmetterà la totalità delle partite della ‘Serie A’ per le stagioni 2021-2024, per un bacino di utenza di circa 5 milioni di famiglie fino ad oggi in prevalenza via satellite. Attraverso questo accordo, attivo a partire da luglio 2021, si prevede un’accelerazione nel passaggio degli utenti verso la banda ultralarga. Al tempo stesso, l’accordo permetterà di potenziare il processo di digitalizzazione del Paese e supportare la Lega Calcio di Serie A nella lotta alla pirateria che proprio nei giorni scorsi ha registrato un importante passo avanti grazie alla straordinaria operazione della Polizia Postale e della Procura di Catania che ha permesso di oscurare 1,5 mln di abbonamenti a servizi di streaming illegali.
  • Rete in fibra: perfezionato l’accordo per l’ingresso di KKR Infrastructure e Fastweb nel capitale di FiberCop. La nuova società, grazie all’adozione del modello di coinvestimento, accelererà la chiusura del digital divide con l’obiettivo di raggiungere tramite FTTH circa il 75% delle unità immobiliari delle aree grigie e nere del Paese. Ai sensi del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, lo scorso 29 gennaio TIM ha presentato ad AGCOM e al mercato l’offerta di coinvestimento in fibra relativa alla rete secondaria di FiberCop, che attualmente è in fase di consultazione pubblica.
  • Rete mobile: tra i primi operatori in Europa e unico in Italia, TIM ha avviato il programma di sviluppo Open RAN (Open Radio Access Network) per l’innovazione della rete di accesso mobile.   Grazie a questa iniziativa il Gruppo potrà implementare sulla propria rete commerciale nuove soluzioni a beneficio dei clienti e delle imprese, in modo da velocizzare lo sviluppo dei servizi digitali. L’iniziativa rientra nell’ambito della firma del Memorandum of Understanding dello scorso febbraio con i principali operatori europei per promuovere la tecnologia Open RAN con l’obiettivo di accelerare l’implementazione delle reti mobili di nuova generazione, in particolare 5G, Cloud ed Edge Computing. Lo sviluppo di soluzioni Open RAN consente, in linea con gli obiettivi del piano di TIM 2021-2023 ‘Beyond Connectivity’, di unire le potenzialità del cloud e dell’Intelligenza Artificiale con l’evoluzione della rete mobile, permettendo di rafforzare ulteriormente gli standard di sicurezza, migliorare le prestazioni della rete e ottimizzare i costi, in modo da fornire servizi digitali sempre più evoluti.
  • Al via Noovle, il più grande progetto Cloud per l’Italia: lo scorso 25 gennaio è stata annunciata la costituzione di Noovle SpA, la nuova società interamente controllata dal Gruppo TIM, che si propone sul mercato come centro  d’eccellenza per il Cloud e l’Edge computing, con l’obiettivo di potenziare l’offerta di TIM con servizi innovativi di public, private e hybrid Cloud destinati alle imprese - dalle piccole e medie aziende alla grande industria - e alla Pubblica Amministrazione, accelerando così la trasformazione digitale del Paese.
  • Avviato il progetto Smart District con le TIM factories: in linea con il piano ‘Beyond Connectivity’, è operativa la trasformazione organizzativa di TIM verso un modello di specializzazione delle factories del Gruppo su aree di competenza specifiche, con l’obiettivo di consolidare TIM come fornitore di riferimento e top partner di qualità di soluzioni integrate per le PMI e le grandi aziende. Grazie a questo approccio è stato possibile avviare il programma ’Smart District’ finalizzato ad accelerare la digitalizzazione delle imprese negli oltre 140 distretti industriali italiani (25% del sistema produttivo nazionale), dove TIM offrirà connettività a banda ultralarga abbinata ai servizi innovativi di Noovle (Cloud e Edge computing), Olivetti (IoT), Telsy (Cybersecurity) e Sparkle (servizi internazionali).
  • In Brasile: firmato accordo per lo sviluppo della rete in fibra con il partner industriale IHS Fiber Brasil, che entrerà nel capitale della newco FiberCo, proprietaria della rete secondaria in fibra e valutata 2,6 miliardi di reais (enterprise value, corrispondente a un multiplo di 21x dell’EBITDA). L’accordo consentirà di accelerare il rollout della rete in fibra, con l’obiettivo di raggiungere 8,9 milioni di famiglie nei prossimi 4 anni e comporterà il deconsolidamento delle relative attività da TIM Brasil che manterrà il 49% della società e le decisioni sul rollout della rete. La transazione, che è soggetta alle consuete autorizzazioni delle Autorità competenti (Anatel e Cade), prevede un pagamento a FiberCo di circa 0,6 miliardi di reais (circa 93 milioni di euro) e a TIM di circa 1,0 miliardo di reais (circa 160 milioni di euro), contribuendo alla copertura finanziaria per l’acquisizione di parte del business mobile di Oi, per il quale è atteso il via libera dell’antitrust entro il quarto trimestre 2021.
  • Nasdaq Sustainable Bond Network: a marzo TIM è entrata a far parte della piattaforma sulla finanza sostenibile gestita da Nasdaq che riunisce investitori, emittenti, banche di investimento e organizzazioni specialistiche. Aderendo a questa iniziativa TIM conferma il suo impegno per un futuro più sostenibile, segnando un ulteriore passo nel percorso avviato dall’azienda dopo la pubblicazione del Sustainability Financing Framework e l’emissione, lo scorso gennaio, del primo Sustainability Bond da 1 miliardo di euro con il coupon più basso della storia di TIM (1,625%).

Andamento del primo trimestre 2021  

(milioni di euro)

1° Trimestre 2021

1° Trimestre 2020 comparabile

Variazione %

Risultati organici (1)

(a)

(b)

 

RICAVI TOTALI

3.752

3.752

0,0

Domestic

3.101

3.121

(0,6)

Brasile

658

639

3,0

Altre attività, rettifiche e elisioni

(7)

(8)

RICAVI DA SERVIZI

3.387

3.476

(2,5)

Domestic

2.753

2.864

(3,9)

o/w Wireline

2.138

2.149

(0,5)

o/w Mobile

757

853

(11,3)

Brasile

641

620

3,3

Altre attività, rettifiche e elisioni

(7)

(8)

EBITDA

1.578

1.599

(1,3)

Domestic

1.276

1.310

(2,6)

Brasile

304

290

4,8

Altre attività, rettifiche e elisioni

(2)

(1)

EBITDA After Lease

1.383

1.406

(1,7)

Domestic

1.151

1.182

(2,6)

Brasile

234

225

3,9

Altre attività, rettifiche e elisioni

(2)

(1)

CAPEX

691

545

26,8

Domestic

490

408

20,1

Brasile

201

137

46,5

(1) I risultati organici escludono le partite non ricorrenti e la base comparabile è calcolata al netto dell’effetto di conversione dei bilanci in valuta e della variazione del perimetro di consolidamento.

(milioni di euro)

1° Trimestre 2021

1° Trimestre 2020

Variazioni %

 

(a)

(b)

 

Equity Free Cash Flow

469

466

0,6

Equity Free Cash Flow After Lease

307

195

57,4

Indebitamento Finanziario Netto (2)

21.155

26.745

(20,9)

Indebitamento Finanziario Netto After Lease(2)

16.591

21.711

(23,6)

(2) Indebitamento finanziario netto rettificato. La variazione del fair value dei derivati e delle correlate passività/attività finanziarie è rettificata dall’Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti monetari.

Prosegue l’implementazione della strategia commerciale che sta producendo, a partire dal Q4 2020, la stabilizzazione dei ricavi da servizi nel segmento del fisso e una maggiore soddisfazione e fedeltà dei clienti nel mercato del mobile. I principali indicatori commerciali evidenziano, nel primo trimestre, un ulteriore miglioramento nella soddisfazione dei clienti e la conseguente riduzione del tasso di abbandono (‘churn’) sia nel segmento fisso sia in quello mobile, quest’ultimo ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni.

Il numero complessivo delle linee mobili di TIM si è attestato a 30,2 milioni, in crescita rispetto al trimestre precedente di 52 mila linee. In un mercato che rimane competitivo nella parte a minor valore (clientela low-spending), prosegue il trend di stabilizzazione della base clienti: nella ‘mobile number portability’ (ovvero il flusso verso altri operatori, pari a -74 mila linee) TIM registra per il terzo trimestre consecutivo il miglior risultato tra gli operatori infrastrutturati. Al tempo stesso il settore vede il flusso delle portabilità ridursi complessivamente del 18% YoY, a dimostrazione del raffreddamento della competizione nella parte a maggior valore (clientela high-spending).

 

Nel fisso accelera la migrazione della base clienti verso la banda ultralarga, favorita da un portafoglio di offerta sempre più ricco e orientato alla convergenza, dal supporto della domanda attraverso lo strumento dei voucher e dalla spinta impressa nella copertura in fibra ottica, in particolare nelle aree bianche, che ha consentito di raggiungere con la banda ultralarga oltre il 92% delle famiglie italiane con linea fissa.

 

Nel primo trimestre 2021 sono state attivate 424 mila nuove linee ultrabroadband retail e wholesale (retail +119% YoY), raggiungendo i 9,1 milioni di unità con un incremento del 23% YoY.

I ricavi di Gruppo nel trimestre si sono attestati a 3,8 miliardi di euro, in linea con il primo trimestre 2020. In crescita nell’ordine del 3% YoY i ricavi della telefonia fissa domestica.

I ricavi da servizi di Gruppo sono stati pari a 3,4 miliardi di euro, con un trend rispetto all’anno precedente (-2,5%) in miglioramento rispetto al calo registrato nel 2020 (-5,6%).

Nel segmento Business è accelerata ulteriormente la crescita dei ricavi (+30% YoY) legati ai servizi innovativi (ICT, Cloud, soluzioni IT), anche grazie al contributo positivo della partnership con Google Cloud.

Nel Wholesale Domestico i ricavi da servizi di telefonia fissa nel primo trimestre 2021 sono aumentati dell’8,7% YoY, beneficiando della continua migrazione dei clienti verso l’ultrabroadband.

                 

In Brasile i ricavi da servizi hanno continuato a crescere (+3,3% YoY), grazie alle buone performance commerciali con effetto positivo sul trend della base clienti e dei prezzi medi per l’utente. Le efficienze realizzate hanno contribuito a una crescita dell’EBITDA organico del 4,8% YoY (+3,9% su base after lease).

L’EBITDA organico di Gruppo si è attestato a 1,6 miliardi di euro (-1,3% YoY) e quello della Business Unit Domestic a 1,3 miliardi di euro, -2,6% YoY rispetto all’esercizio precedente. Entrambi i risultati sono in crescita al netto di alcune discontinuità sul costo del lavoro, come ad esempio l’applicazione del contratto di espansione, già presente nel primo trimestre 2020 e che nel corso di questo esercizio partirà dal mese di maggio.

Le azioni di contenimento dei costi hanno portato ad un’ulteriore consistente riduzione rispetto all’anno precedente (-8,9% YoY sulla base addressable).

L’EBITDA After Lease si è attestato a 1,4 miliardi di euro (-1,7% YoY): 1,2 miliardi di euro a livello domestico (-2,6% YoY) e 0,2 miliardi di euro per TIM Brasil (+3,9% YoY).

A livello di Gruppo, gli investimenti si sono attestati a 0,7 miliardi di euro, in linea con il piano e con un trend in aumento nel trimestre (+26,8% YoY) legato al rallentamento imputabile al COVID 19 nel primo trimestre 2020 e allo sforzo profuso nel 2021 per accelerare i processi di crescita e trasformazione in Italia (reti in fibra, Cloud & Data center, partnership con DAZN) e Brasile.

Il risultato netto si è attestato a -0,2 miliardi di euro per effetto delle partite non ricorrenti (-0,3 miliardi di euro) e, in particolare, per l’accantonamento destinato all’uscita di personale per il pensionamento anticipato e volontario prevista nel secondo trimestre di quest’anno (circa 1.300 persone). Al netto di questo effetto, il risultato netto è pari a 0,1 miliardi di euro (0,1 miliardi nel IQ 2020).  

 

Le iniziative di TIM per la digitalizzazione del Paese

Nonostante l’emergenza sanitaria, TIM, ha proseguito nel suo piano per la digitalizzazione del Paese. Proprio nell’ottica di far fronte alle esigenze di distanziamento sociale, all’interruzione delle prestazioni di servizi in presenza, al blocco della mobilità e all’interruzione dei servizi scolastici e didattici, TIM, è andata avanti con le proprie iniziative a supporto di cittadini, aziende e istituzioni. Di seguito le principali azioni che sono proseguite nel primo trimestre di questo anno:

Interventi di copertura in fibra

  • Nel primo trimestre 2021 sono stati realizzati 1.518 cabinet portando il totale dei Comuni che da marzo 2020 hanno beneficiato di interventi di copertura in fibra ad oltre 3.800.

Scuola e competenze digitali

  • Per consentire alle scuole dell’obbligo di proseguire con l’attività didattica, in ottica di social open innovation, TIM ha indicato la community di WeSchool al tavolo delle emergenze educative del Ministero dell’Istruzione, e lanciato il progetto #LaScuolaContinua insieme a Cisco, Google, IBM, e WeSchool mettendo a disposizione il supporto informativo per garantire la didattica a distanza. L’impegno di TIM con il Ministero dell’Istruzione prosegue inoltre con l’evoluzione di metodologie didattiche collaborative per le scuole aperte.
  • Prosegue l’attività di ‘Operazione Risorgimento Digitale’, la grande alleanza promossa da TIM e oltre 40 partner di eccellenza del settore pubblico, privato e del no-profit, per ridurre il digital divide e superare il ritardo rispetto agli altri Paesi europei nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Ad oggi sono state formate oltre 40.000 persone, gestite 60.000 richieste di supporto per l’utilizzo delle tecnologie e sono state realizzate iniziative di sensibilizzazione che hanno raggiunto oltre 1 milione di persone.

Clienti

  • Prosegue E-learning card, l’offerta a disposizione di tutti i clienti prepagati di telefonia mobile TIM che consente di navigare sulle principali piattaforme di e-learning senza limiti e costi. In totale sono 189 mila i clienti con card E-learning attiva e 27mila le nuove attivazioni registrate nel periodo gennaio-marzo 2021.

Dipendenti

  • Nell’ambito delle iniziative di welfare sanitario rivolte ai dipendenti è stata promossa una campagna di screening per la prevenzione del contagio da Covid-19 tramite l’effettuazione di test sierologici e antigenici rapidi che è iniziata nel 2020 e prosegue nel 2021, in collaborazione con ASSILT, e ha già interessato circa 12.000 dipendenti.
  • Sempre nell’ottica di contrastare la diffusione del virus tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 è stata condotta una campagna di vaccinazione antinfluenzale ad ampio spettro a cui hanno aderito circa 5.000 dipendenti.
  • Al fine di permettere l’adesione al lavoro agile è proseguita la distribuzione di PC portatili al personale che ne era sprovvisto, arrivando al numero complessivo di 8.177 computer.

TIM Brasil

  • Bonus Internet da 2 GB concesso ai clienti di tutti i segmenti.
  • TIM ha raddoppiato i dati di roaming internazionale disponibili per i clienti trattenuti negli Stati Uniti e in Europa durante la pandemia.
  • Inserimento gratuito di app dedicate ai bambini nei contenuti di intrattenimento.
  • Estensione della validità del credito dei clienti prepagati a basso reddito fino a 60 giorni.
  • Accesso all'applicazione Coronavirus SUS e al sito del Ministero della Salute senza consumare dati Internet.
  • Le società di telecomunicazioni brasiliane hanno collaborato e creato un piano Internet speciale a un costo inferiore per i governi statali con l'obiettivo di offrire accesso gratuito a Internet agli studenti delle scuole pubbliche su piattaforme di e-learning.
  • Realizzato un sondaggio nazionale, a cura di Instituto TIM, per valutare l’impatto del Covid sulla salute mentale degli insegnanti.

 

Performance non finanziaria

Gli impegni in ambito sociale, ambientale e di governance (ESG), inclusi nel Piano Strategico 2021-2023, rappresentano la promessa concreta del Gruppo per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Inoltre, i piani di incentivazione manageriale si sono arricchiti di obiettivi legati alla diversità di genere e all’equità retributiva, affiancandosi al minor spreco di risorse naturali, alla lotta al cambiamento climatico e all’engagement delle persone di TIM. Infine, anche la governance della sostenibilità si è rafforzata, con la definizione del Comitato di Sostenibilità ai primi di aprile, includendovi il compito di controllare la coerenza degli obiettivi e della gestione di TIM a criteri ESG.

Nel corso del trimestre TIM ha allineato le proprie fonti di finanziamento al Piano Strategico, collocando con grande successo il primo Sustainability Bond del Gruppo, grazie anche alla presenza del Gruppo nei principali indici e rating di sostenibilità.

 

I risultati del primo trimestre 2021 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante il webcast e audio conferenza il 20 maggio 2021. L'evento avrà inizio alle 13:00 (ora italiana). Alla presentazione seguirà una sessione di Q&A. I giornalisti potranno seguire telefonicamente e via web lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero +39 06 33444 seguendo le indicazioni per conferenze assistite oppure collegandosi al seguente link Le slide della presentazione saranno disponibili al link

                                                                      ***

TIM redige e pubblica in via volontaria le informazioni finanziarie periodiche riferite al primo e al terzo trimestre di ciascun esercizio, nell’ambito di una policy aziendale di regolare informativa sulle performance finanziarie e operative rivolta al mercato e agli investitori, in linea con le migliori prassi di mercato.

I dati consolidati inclusi nelle informazioni finanziarie periodiche al 31 marzo 2021 del Gruppo TIM sono stati predisposti in conformità ai principi contabili IFRS emessi dallo IASB e recepiti dalla UE; detti dati non sono sottoposti a revisione contabile.

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio Consolidato del Gruppo TIM al 31 dicembre 2020 ai quali si rimanda, fatta eccezione per le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica e impatto delle partite non ricorrenti sui ricavi, sull’EBITDA e sull’EBIT; EBITDA margin e EBIT margin; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato; Equity Free Cash Flow. A seguito dell’adozione dell’IFRS 16, inoltre, il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance:

  • EBITDA adjusted After Lease (“EBITDA-AL”), calcolato rettificando l’EBITDA Organico al netto delle partite non ricorrenti, degli importi connessi al trattamento contabile dei contratti di leasing secondo l’IFRS 16;
  • Indebitamento finanziario netto rettificato After Lease, calcolato escludendo dall’Indebitamento finanziario netto rettificato le passività nette connesse al trattamento contabile dei contratti di leasing secondo l’IFRS 16;
  • Equity Free Cash Flow After Lease, calcolato escludendo dall’Equity Free Cash Flow i fabbisogni relativi ai canoni di leasing.

In linea con gli orientamenti dell’ESMA sugli indicatori alternativi di performance (Orientamenti ESMA/2015/1415), il significato e il contenuto degli stessi sono illustrati in allegato ed è fornito il dettaglio analitico degli importi delle riclassifiche apportate e delle modalità di determinazione degli indicatori.

Si segnala infine che il capitolo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2021” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali, in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo. Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto illustrato nel capitolo “Principali rischi e incertezze”, nonché nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2020, in cui sono dettagliatamente riportati i principali rischi afferenti all’attività di business del Gruppo TIM che possono incidere, anche in modo considerevole, sulla capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TIM

Le principali operazioni societarie intervenute nel primo trimestre 2021 sono state le seguenti:

  • Noovle S.p.A. (Business Unit Domestic): dal 1° gennaio 2021 è efficace il conferimento a Noovle S.p.A. del ramo di azienda di TIM S.p.A. costituito dalle attività e passività e dal personale dipendente riconducibili all’erogazione di servizi relativi al Cloud e Edge Computing e all’affitto degli spazi, anche virtuali, offerto anche attraverso una rete dedicata di Data Centers;
  • FiberCop S.p.A.; Flash Fiber S.r.l. (Business Unit Domestic): dal 31 marzo 2021 è efficace il conferimento a FiberCop S.p.A. del ramo di azienda di TIM S.p.A. costituito dall’insieme di beni, attività e passività e rapporti giuridici organizzati funzionalmente per la fornitura di servizi di accesso passivi in rame o fibra, ad uso di TIM e a servizio di other authorized operators (OAO), mediante la rete secondaria (c.d. ‘ultimo miglio’). Al tempo stesso si è concluso l’acquisto da parte di KKR Infrastructure del 37,5% di FiberCop da TIM e Fastweb ha sottoscritto azioni FiberCop corrispondenti al 4,5% del capitale della società, mediante conferimento della quota detenuta in Flash Fiber, che è stata contestualmente incorporata in FiberCop.

Si segnala inoltre:

  • TIMFin S.p.A.: il 14 gennaio 2021 è stata iscritta all’Albo degli Intermediari Finanziari ex art. 106 TUB.

Nel primo trimestre 2020 la principale variazione del perimetro di consolidamento era stata la seguente:

  • Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A. (INWIT) (Business Unit Domestic): il 31 marzo 2020 si è perfezionata la fusione mediante incorporazione di Vodafone Towers S.r.l. in INWIT S.p.A.. Tale operazione, che ha consentito la nascita del primo Tower Operator italiano, ha comportato la diluizione, da parte del Gruppo TIM, della partecipazione nel capitale di INWIT dal 60% al 37,5%; pertanto, dal 31 marzo 2020 INWIT S.p.A. è valutata con il metodo del patrimonio netto. A decorrere dal Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2019 e sino al perfezionamento della fusione sopracitata INWIT S.p.A. è stata presentata come “Asset posseduto per la vendita (Asset held for sale)”; pertanto i dati economici e i flussi finanziari consolidati del primo trimestre 2020 del Gruppo TIM includono i dati del primo trimestre 2020 di INWIT S.p.A. al netto degli ammortamenti del periodo, come richiesto dall’IFRS 5. Si segnala inoltre che nel corso dell'esercizio 2020 sono stati ceduti ulteriori pacchetti azionari pari al 7,3% del capitale sociale di INWIT. Conseguentemente, la partecipazione al 31 marzo 2021 del Gruppo TIM in INWIT è pari al 30,2%.

 

RISULTATI DEL GRUPPO TIM PER IL PRIMO TRIMESTRE 2021

I ricavi totali del Gruppo TIM del primo trimestre 2021 ammontano a 3.752 milioni di euro, -5,3% rispetto al primo trimestre 2020 (3.964 milioni di euro); in termini organici i ricavi totali sono stabili rispetto al primo trimestre 2020.

L’analisi dei ricavi totali del primo trimestre 2021 ripartiti per settore operativo in confronto al primo trimestre 2020 è la seguente:

(milioni di euro)

1° Trim. 2021

1° Trim. 2020

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica esclusi non ricorrenti

Domestic

3.101 

82,6 

3.113 

78,5 

(12)

(0,4)

(0,6)

Brasile

658 

17,5 

859 

21,7 

(201)

(23,4)

3,0 

Altre Attività

— 

— 

0,1 

(3)

 

 

Rettifiche ed elisioni

(7)

(0,1)

(11)

(0,3)

 

 

Totale consolidato

3.752 

100,0 

3.964 

100,0 

(212)

(5,3)

— 

La variazione organica dei ricavi consolidati di Gruppo è calcolata escludendo l’effetto negativo delle variazioni dei tassi di cambio[1] (-224 milioni di euro), le variazioni del perimetro di consolidamento (INWIT) (-3 milioni di euro) nonché le componenti non ricorrenti. In particolare, il primo trimestre 2020 scontava rettifiche di ricavi non ricorrenti per -15 milioni di euro connesse alle iniziative commerciali di TIM S.p.A. a supporto della clientela per il contrasto dell’emergenza Covid-19.

 

L’EBITDA del Gruppo TIM del primo trimestre 2021 è pari a 1.177 milioni di euro (1.735 milioni di euro nel primo trimestre 2020,-1,3% in termini organici).

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi ripartiti per settore operativo del primo trimestre 2021 in confronto con il primo trimestre 2020 sono i seguenti:

 

[1]I tassi di cambio medi utilizzati per la conversione in euro (espressi in termini di unità di valuta locale per 1 euro) sono per il real brasiliano pari a 6,59747 nel primo trimestre 2021 e a 4,90557 nel primo trimestre 2020; per il dollaro americano sono pari a 1,20520 nel primo trimestre 2021 e a 1,10298 nel primo trimestre 2020. L’impatto della variazione dei tassi di cambio è calcolato applicando al periodo posto a confronto i tassi di conversione delle valute estere utilizzati per il periodo corrente.

(milioni di euro)

1° Trim. 2021

1° Trim. 2020

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica esclusi non ricorrenti

Domestic

875 

74,3 

1.346 

77,6 

(471)

(35,0)

(2,6)

% sui Ricavi

28,2 

 

43,2 

 

 

(15,0)pp

(0,9)pp

Brasile

304 

25,8 

390 

22,5 

(86)

(22,1)

4,8 

% sui Ricavi

46,3 

 

45,5 

 

 

0,8pp

0,8pp

Altre Attività

(2)

(0,1)

(2)

(0,1)

— 

 

 

Rettifiche ed elisioni

— 

— 

— 

(1)

 

 

Totale consolidato

1.177 

100,0 

1.735 

100,0 

(558)

(32,2)

(1,3)

L’EBITDA organico al netto della componente non ricorrente si attesta a 1.578 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi del 42,1% (1.599 milioni di euro nel primo trimestre 2020, con un’incidenza sui ricavi del 42,6%).

L’EBITDA del primo trimestre 2021 sconta oneri non ricorrenti per complessivi 401 milioni di euro (34 milioni di euro nel primo trimestre 2020, già al netto della variazione di perimetro di 5 milioni di euro) principalmente relativi a costi del personale connessi anche all’applicazione dell’art. 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92, come definita nell’Accordo sindacale siglato tra la Capogruppo TIM S.p.A. e le Organizzazioni Sindacali. Gli oneri non ricorrenti includono altresì accantonamenti per contenziosi, transazioni, sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate, oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti nonché accantonamenti relativi alla gestione dei crediti a seguito del deterioramento del quadro macroeconomico per effetto dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Gli oneri non ricorrenti del primo trimestre 2021 connessi all’emergenza Covid-19 ammontano a 12 milioni di euro (26 milioni di euro nel primo trimestre 2020).

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1° Trimestre 2021

1° Trimestre 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

1.177 

1.735 

(558)

(32,2)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

(101)

101 

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

 

(69)

69 

 

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

401 

34 

367 

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

1.578 

1.599 

(21)

(1,3)

% sui Ricavi

42,1 

42,6 

 

(0,5)pp

L’EBIT del Gruppo TIM del primo trimestre 2021 è pari a 45 milioni di euro (533 milioni di euro nel primo trimestre 2020).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 446 milioni di euro (467 milioni di euro nel primo trimestre 2020) con un’incidenza sui ricavi del 11,9% (12,4% nel primo trimestre 2020).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1° Trimestre 2021

1° Trimestre 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

45 

533 

(488)

(91,6)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

(27)

27 

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

 

(73)

73 

 

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

401 

34 

367 

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

446 

467 

(21)

(4,5)

L’effetto della variazione dei cambi è sostanzialmente relativo alla Business Unit Brasile.

Il risultato netto del primo trimestre 2021 attribuibile ai Soci della Controllante si attesta a -216 milioni di euro (+560 milioni di euro nel primo trimestre 2020), escludendo l’impatto delle partite non ricorrenti il risultato netto del primo trimestre 2021 è pari a 94 milioni di euro (145 milioni di euro nel primo trimestre 2020).

Il personale del Gruppo TIM al 31 marzo 2021 è pari a 52.194 unità, di cui 42.759 in Italia (52.347 unità al 31 dicembre 2020, di cui 42.680 in Italia) con una riduzione di 153 unità rispetto al 31 dicembre 2020 (in Italia +  79 unità). Rispetto al 31 marzo 2020 la riduzione è stata di 2.775 unità.

 

Nel primo trimestre 2021 gli investimenti industriali sono pari a 691 milioni di euro (599 milioni di euro nel primo trimestre 2020).

Gli investimenti industriali sono così ripartiti per settore operativo:

(milioni di euro)

1° Trim. 2021

1° Trim. 2020

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

Domestic

490 

70,9

414 

69,1

76

Brasile

201 

29,1

185 

30,9

16

Altre Attività

— 

— 

Rettifiche ed elisioni

— 

— 

Totale consolidato

691 

100,0

599 

100,0

92

% sui Ricavi

18,4

 

15,1

 

3,3pp

In particolare:

  • la Business Unit Domestic presenta investimenti industriali per 490 milioni di euro, +82 milioni di euro in termini organici rispetto al primo trimestre 2020, dovuto principalmente all’incremento per lo sviluppo delle reti FTTC/FTTH;
  • la Business Unit Brasile ha registrato nel primo trimestre 2021 investimenti industriali per 201 milioni di euro (185 milioni di euro nel primo trimestre 2020). Escludendo l’impatto dovuto alla dinamica dei tassi di cambio (-48 milioni di euro), gli investimenti industriali sono aumentati di 64 milioni di euro e sono principalmente finalizzati al rafforzamento dell’infrastruttura della rete UltraBroadBand mobile ed allo sviluppo del business fisso BroadBand di TIM Live.

Il flusso di cassa della gestione operativa (Operating Free Cash Flow) di Gruppo del primo trimestre 2021 è positivo per 755 milioni di euro (788 milioni di euro nel primo trimestre 2020).

 

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 21.155 milioni di euro al 31 marzo 2021, in diminuzione di 2.171 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 (23.326 milioni di euro). Alla riduzione hanno contribuito oltre alla solida generazione di cassa operativa, ottenuta anche con ottimizzazione del capitale circolante, la conclusione dell’acquisto da parte di KKR Infrastructure del 37,5% di FiberCop da TIM, come annunciato lo scorso 31 agosto, per un controvalore di 1.758 milioni di euro.

Per una migliore comprensione dell’informativa, nella tabella che segue sono illustrate le diverse modalità di rappresentazione dell’Indebitamento Finanziario Netto:

(milioni di euro)

31.3.2021

31.12.2020

Variazione

 

(a)

(b)

(a-b)

Indebitamento Finanziario Netto contabile

21.672 

23.714 

(2.042)

Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie

(517)

(388)

(129)

Indebitamento Finanziario Netto rettificato

21.155 

23.326 

(2.171)

Leasing

(4.564)

(4.732)

168

Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease

16.591 

18.594 

(2.003)

L’Indebitamento Finanziario Netto contabile al 31 marzo 2021 è pari a 21.672 milioni di euro, in diminuzione di 2.042 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 (23.714 milioni di euro). Lo storno della valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie registra una variazione di 129 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 sostanzialmente a seguito della marcata discesa dei tassi di interesse in dollari americani e la correlata rivalutazione delle coperture sulle obbligazioni in valuta US. Tale variazione è rettificata nell’Indebitamento Finanziario contabile non avendo effetti monetari.

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease (al netto dell’impatto di tutti i lease), metrica adottata dai principali peer europei, al 31 marzo 2021 risulta pari a 16.591 milioni di euro, in diminuzione di 2.003 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 (18.594 milioni di euro). La riduzione è inferiore a quella evidenziata nell’Indebitamento finanziario netto rettificato in quanto non si considerano gli effetti del tasso di cambio sul debito ai fini IFRS16 del Brasile.

Il margine di liquidità disponibile per il Gruppo TIM è pari a 10.356 milioni di euro ed è calcolato considerando:

  • la ‘Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti’ e i ‘Titoli correnti diversi dalle partecipazioni’ per complessivi 5.356 milioni di euro (5.921 milioni di euro al 31 dicembre 2020);
  • l’ammontare della Revolving Credit Facility pari a 5.000 milioni di euro, totalmente disponibile.

Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie (correnti e non) di Gruppo in scadenza per i prossimi 30 mesi.

Si segnala che le cessioni di crediti commerciali pro soluto a società di factoring perfezionate nel primo trimestre 2021 hanno comportato un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto rettificato al 31 marzo 2021 pari a 1.396 milioni di euro (1.970 milioni di euro al 31 dicembre 2020).

 

I RISULTATI DELLE BUSINESS UNIT

Domestic

I ricavi della Business Unit Domestic ammontano a 3.101 milioni di euro, in diminuzione di 12 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020 (-0,4%). In termini organici si riducono di 20 milioni di euro (-0,6% rispetto al primo trimestre 2020); in particolare, i ricavi del primo trimestre 2020 scontavano partite non ricorrenti per 15 milioni di euro, principalmente riferiti a rettifiche di ricavi connesse a iniziative commerciali di TIM S.p.A. a supporto della clientela per il contrasto dell’emergenza Covid-19.

I ricavi da Servizi stand alone ammontano a 2.753 milioni di euro (-108 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, -3,8%) e scontano gli impatti del contesto competitivo sulla customer base nonché una riduzione dei livelli di ARPU; in termini organici, al netto della sopra citata componente non ricorrente, essi si riducono di 111 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020 (-3,9%).

In dettaglio:

  • i ricavi da Servizi stand alone del mercato Fisso sono pari, in termini organici, a 2.138 milioni di euro, con una variazione rispetto al primo trimestre 2020 (-0,5%) dovuta prevalentemente alla diminuzione degli accessi e dei livelli di ARPU, che si riflette anche nell’andamento dei ricavi da servizi broadband (-20 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, -3,4%), parzialmente compensata dalla crescita dei ricavi da soluzioni ICT (+61  milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, +29,5%);
  • i ricavi da Servizi stand alone del mercato Mobile sono pari a 757 milioni di euro (-82 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, -9,7%) principalmente per effetto della contrazione della customer base e dei livelli di ARPU. In termini organici, data la già citata componente non ricorrente presente nel primo trimestre 2020, i ricavi da servizi stand alone del Mobile si riducono di 96 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020 (-11,3%).

I ricavi Handset e Bundle & Handset, inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari, in termini organici, a 348 milioni di euro nel primo trimestre 2021, con un incremento di 91 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, in maggior parte attribuibile al comparto Fisso

Relativamente ai segmenti di mercato della Business Unit Domestic si segnalano le seguenti dinamiche rispetto al primo trimestre 2020:

  • Consumer: il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme dei servizi e prodotti di fonia e internet gestiti e sviluppati per le persone e le famiglie nel Fisso e nel Mobile e dalla telefonia pubblica; attività di caring, supporto al credito operativo, loyalty e retention, attività di vendita di competenza e gestione amministrativa dei clienti; è inclusa la società TIM Retail, che coordina l’attività dei negozi Flagship. In termini organici, al netto della citata componente non ricorrente, i ricavi del segmento Consumer sono pari a 1.409 milioni di euro (-69 milioni di euro, -4,6%) e presentano un andamento, rispetto al primo trimestre 2020, che sconta l’impatto dello sfidante contesto competitivo e una maggiore disciplina dei processi commerciali. La dinamica osservata sui ricavi complessivi è presente anche sui ricavi da servizi stand alone, che sono pari a 1.195 milioni di euro, con una diminuzione di -129 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020 (-9,8%).  In particolare:
    • i ricavi da Servizi stand alone del Mobile sono pari, in termini organici, a 517 milioni di euro (-70 milioni di euro, -12% rispetto al primo trimestre 2020). Permane l’impatto della dinamica competitiva seppur con una minore riduzione della customer base calling; in riduzione i ricavi da roaming e quelli da traffico entrante per la progressiva riduzione delle tariffe di interconnessione ed il perdurare della situazione pandemica;
    • i ricavi da Servizi stand alone del Fisso sono pari, in termini organici, a 688 milioni di euro (-57 milioni di euro, –7,6% rispetto al primo trimestre 2020), prevalentemente per effetto della riduzione dei livelli di ARPU e della minore Customer Base, che nel corso del primo trimestre 2021 ha avuto un calo in progressiva attenuazione. Si evidenzia la crescita dei clienti BroadBand, in particolare gli Ultra BroadBand.

 

I ricavi Handset e Bundle & Handset del segmento Consumer sono pari a 213 milioni di euro, con +61 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020 (+39,6%), concentrata sul comparto mobile per la mutata strategia commerciale sui prodotti, focalizzata sulla difesa della marginalità. Sulla performance YoY ha avuto anche impatto la restrizione alla circolazione per emergenza sanitaria Covid-19 nel periodo di lockdown 2020.

  • Business: il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme dei servizi e prodotti di fonia, dati, internet e soluzioni ICT gestiti e sviluppati per la clientela delle PMI (Piccole e medie imprese), SOHO (Small Office Home Office), Top, Public Sector, Large Account ed Enterprise nel Fisso e nel Mobile. Sono incluse le società: Olivetti, TI Trust Technologies e Telsy e il gruppo Noovle. In termini organici, al netto della citata componente non ricorrente, i ricavi del segmento Business sono pari a 983 milioni di euro (-13 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, -1,3%, di cui -3,6% per la componente dei ricavi da servizi stand alone). In particolare:
    • i ricavi totali del Mobile evidenziano una performance organica negativa rispetto al primo trimestre 2020 (-8,2%), legata alla componente dei ricavi da servizi stand alone (-11,9%) e al trend dell’ARPU;
    • i ricavi totali del Fisso in termini organici hanno subito una variazione di +7 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020 (+0,9) con una lieve riduzione dei ricavi da servizi (-0,7%) principalmente trainati dall’incremento dei ricavi da servizi ICT.
  • Wholesale National Market: il perimetro di riferimento è costituito dalla gestione e sviluppo del portafoglio dei servizi wholesale, regolamentati e non, diretti agli operatori di telecomunicazioni del mercato domestico sia del Fisso che del Mobile. Sono incluse le società: TI San Marino e Telefonia Mobile Sammarinese. Il segmento Wholesale National Market presenta nel primo trimestre 2021 ricavi pari a 495 milioni di euro, in aumento rispetto al primo trimestre 2020 di +61 milioni di euro (+14,0%), con una performance positiva guidata prevalentemente dalla crescita degli accessi trainata dal comparto Ultra BroadBand.
  • Wholesale International Market: in tale ambito sono ricomprese le attività del gruppo Telecom Italia Sparkle che opera nel mercato dei servizi internazionali voce, dati e internet destinati agli operatori di telecomunicazioni fisse e mobili, agli ISP/ASP (mercato Wholesale) e alle aziende multinazionali attraverso reti proprietarie nei mercati Europei, nel Mediterraneo e in Sud America. I ricavi del primo trimestre 2021 del segmento Wholesale International Market sono pari a 218 milioni di euro, in lieve diminuzione (-3 milioni di euro, -1,4%) rispetto al primo trimestre 2020. Tale risultato è dovuto esclusivamente al delta cambio, al netto del quale ci sarebbe un incremento di +1 milione di euro.

 

L’EBITDA del primo trimestre 2021 della Business Unit Domestic è pari a 875 milioni di euro, (-471 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, -35,0%), con un’incidenza sui ricavi pari al 28,2% (-15,0 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2020).

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 1.276 milioni di euro, (-34 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020 -2,6%). In particolare, l’EBITDA del primo trimestre 2021 sconta un impatto complessivo di -401 milioni di euro di partite non ricorrenti, di cui -12 milioni di euro ricollegabili all’emergenza Covid-19 in Italia. Inoltre, gli oneri non ricorrenti includono oneri connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale, accantonamenti per contenziosi, sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate nonché oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti.

 

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1° Trimestre

2021

1° Trimestre

2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

875 

1.346 

(471)

(35,0)

Effetto conversione bilanci in valuta

— 

(1)

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

— 

(69)

69 

 

Oneri/ (Proventi) non ricorrenti

401 

34 

367 

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

1.276 

1.310 

(34)

(2,6)

L’EBIT del primo trimestre 2021 della Business Unit Domestic è pari a -43 milioni di euro, (-473 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020), con un’incidenza sui ricavi pari al -1,4% (-15,2 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2020).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 358 milioni di euro (-33 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020, -8,4%) con un’incidenza sui ricavi del 11,5% (12,5% nel primo trimestre 2020). L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1° Trimestre

2021

1° Trimestre

2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

(43)

430 

(473)

— 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

— 

(73)

73 

 

Oneri/ (Proventi) non ricorrenti

401 

34 

367 

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

358 

391 

(33)

(8,4)

Il personale è pari a 43.004 unità (42.925 unità al 31 dicembre 2020), con un incremento di 79 unità.

 

Brasile (cambio medio real/euro 6,59747)

I ricavi del primo trimestre 2021 della Business Unit Brasile (gruppo TIM Brasil) ammontano a 4.340 milioni di reais (4.215 milioni di reais nel primo trimestre 2020, +3,0%) in accelerazione rispetto ai livelli registrati a partire dal terzo trimestre 2020.

L'accelerazione è stata spinta dai ricavi da servizi (4.228 milioni di reais rispetto a 4.091 milioni di reais nel primo trimestre 2020, +3,3%) con i ricavi da servizi di telefonia mobile a +2,8% rispetto al primo trimestre 2020. Questa performance è riconducibile principalmente al recupero continuo dei segmenti pre-paid e post-paid. I Ricavi da servizi di telefonia fissa hanno mostrato una crescita del 12,4% rispetto al primo trimestre del 2020, determinata soprattutto dal ritmo di espansione di TIM Live.

I ricavi da vendite di prodotti si sono attestati a 112 milioni di reais (124 milioni di reais nel primo trimestre 2020). L’andamento riflette l'impatto della chiusura dei negozi in molte città brasiliane a marzo 2021 a causa della seconda ondata della crisi da Covid-19; la politica di vendita è ancora focalizzata più sul valore che sull'aumento dei volumi di vendita.

Nel primo trimestre 2021 l’ARPU mobile è stato di 25,5 reais, in crescita rispetto al dato registrato nel primo trimestre 2020 (23,9 reais) grazie al generale riposizionamento verso il segmento post-paid e a nuove iniziative commerciali volte a promuovere l'utilizzo dei dati e la spesa media per cliente.

Le linee mobili complessive al 31 marzo 2021 sono pari a 51,7 milioni, +0,3 milioni rispetto al 31 dicembre 2020 (51,4 milioni). Questa variazione è principalmente riconducibile al segmento post-paid (+0,4 milioni), parzialmente compensata dall’andamento nel segmento pre-paid (-0,1 milioni), anche per effetto del consolidamento in atto sul mercato delle seconde SIM. Al 31 marzo 2021 i clienti post-paid rappresentano il 42,9% della base clienti, con un incremento di 0,5 punti percentuali rispetto a dicembre 2020 (42,4%).

Le attività BroadBand di TIM Live hanno registrato, rispetto al 31 marzo 2020, una crescita netta positiva della base clienti di 78 mila unità (+13,3%). Inoltre, la base clienti continua a concentrarsi nelle connessioni ad alta velocità, con più del 50% che supera i 100Mbps.

L'EBITDA del primo trimestre 2021 ammonta a 2.008 milioni di reais (1.916 milioni di reais nel primo trimestre 2020, +4,8%) e il margine sui ricavi è pari al 46,3% (45,5% nel primo trimestre 2020).

La crescita dell'EBITDA è attribuibile alla crescita dei ricavi e all'efficienza del controllo dei costi.

L'EBIT del primo trimestre 2021 è pari a 592 milioni di reais (515 milioni di reais nel primo trimestre 2020, +15,0%).

Nel corso del primo trimestre 2021 il tasso di cambio puntuale utilizzato per la conversione in euro del real brasiliano (espresso in termini di unità di valuta locale per 1 euro) è passato da 6,3768 al 31 dicembre 2020 a 6,68008 al 31 marzo 2021. Ciò ha determinato, tra gli altri, la riduzione di 27 milioni di euro del valore dell’avviamento attributo alla Cash Generating Unit Brasile espresso in euro.

Il personale è pari a 9.177 unità, in riduzione di 232 unità rispetto al 31 dicembre 2020 (9.409 unità).

 

INDICATORI AFTER LEASE

Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance. In particolare, a seguito dell’adozione dell’IFRS 16 il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance:

 

EBITDA ADJUSTED AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

1° Trimestre 2021

1° Trimestre 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO  esclusa componente non ricorrente

1.578 

1.599 

(21)

(1,3)

Canoni per leasing

(195)

(193)

(2)

(1,2)

EBITDA adjusted After Lease (EBITDA-AL)

1.383 

1.406 

(23)

(1,7)

EBITDA ADJUSTED AFTER LEASE DOMESTIC

(milioni di euro)

1° Trimestre

2021

1° Trimestre

2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

1.276 

1.310 

(34)

(2,6)

Canoni per leasing

(125)

(128)

2,3

EBITDA adjusted After Lease (EBITDA-AL)

1.151 

1.182 

(31)

(2,6)

EBITDA ADJUSTED AFTER LEASE BRASILE

(milioni di euro)

1° Trimestre 2021

1° Trimestre 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

304 

290 

14 

4,8

Canoni per leasing

(70)

(65)

(5)

(8,2)

EBITDA adjusted After Lease (EBITDA-AL)

234 

225 

3,9

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

31.3.2021

31.12.2020

Variazione

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato

21.155 

23.326 

(2.171)

Leasing

(4.564)

(4.732)

168 

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato - After Lease

16.591 

18.594 

(2.003)

EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

1° Trimestre 2021

1° Trimestre 2020

Variazione

Equity Free Cash Flow

469 

466 

Leasing

(162)

(271)

109 

Equity Free Cash Flow After Lease

307 

195 

112 

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2021

La guidance comunicata con l’approvazione del Piano Strategico TIM 2021-2023 ‘Beyond Connectivity’ è invariata.

 

EVENTI SUCCESSIVI AL 31 MARZO 2021

TIM, KKR Infrastructure e Fastweb: perfezionato l’accordo per l’ingresso nel capitale di FiberCop

(si veda il comunicato stampa diffuso in data 1° aprile 2021)

Rinnovata la Revolving Credit Facility

Rinnovata a maggio fino al 2026, la Revolving Credit Facility (RCF) per un importo di € 4 mld, ammontare in linea con l’attuale ridotto indebitamento lordo del gruppo. TIM ha introdotto sulla nuova linea di credito target di sostenibilità che la rendono la più grande Facility ESG nel settore Telco.

 

Firmato con ERG il più grande accordo di lungo termine in Italia per la fornitura di energia rinnovabile

(si veda il comunicato stampa diffuso in data 14 maggio 2021)

Siglato l’accordo con le Organizzazioni sindacali, presso il Ministero del Lavoro, per il contratto di espansione 2021-2022

In data 17 maggio u.s., TIM, ha firmato con le Organizzazioni sindacali, presso il Ministero del Lavoro, l’accordo per il contratto di espansione 2021-2022. L’intesa prevede i seguenti aspetti qualificanti: 650 assunzioni a tempo indeterminato in TIM (330 nel 2021 e 320 nel 2022), più ulteriori 100 assunzioni di operatori di caring nella società del Gruppo, TeleContact; progetto formativo centrato sul reskilling delle competenze e su percorsi per acquisire nuove competenze di ruolo.

Quanto alla riduzione dell’orario di lavoro, l’accordo prevede due distinte percentuali in relazione all’ambito organizzativo di riferimento (-3,5% applicata a 10.525 persone; -12,1% applicata a 24.194 persone). Il periodo di applicazione è di 16 mesi (maggio 2021 – agosto 2022).

 

TIM S.A.: Nuovi finanziamenti

Nell'aprile 2021, la Società ha stipulato due contratti di finanziamento con le banche BNP e Bank of Nova Scotia, per un importo totale di 1,1 miliardi di reais, con scadenza entro aprile 2024.

 

TIM S.A.: Accordo con IHS per la partecipazione in FiberCo

Il 5 maggio 2021, TIM S.A. ha informato i propri azionisti e il mercato in generale che, in una riunione del Consiglio di Amministrazione della Società tenutasi in quella data, è stato approvato un accordo (“Accordo”) tra TIM S.A. e IHS Fiber Brasil - Cessao de Infraestruturas Ltda. (“IHS”), al fine di acquisire una partecipazione in FiberCo Soluções de Infraestrutura Ltda. (“FiberCo”), veicolo istituito dalla Società per la separazione degli asset di rete e la fornitura di servizi di infrastruttura.

IHS è un fornitore di infrastrutture di telecomunicazioni, di grandi dimensioni e diversificato, focalizzato sui mercati emergenti e operante in 9 Paesi in Africa, Medio Oriente e America Latina. Oltre a possedere più di 28 mila torri, punta all'espansione della catena del valore nei servizi infrastrutturali.

Secondo l'Accordo, TIM cederà il 51% del capitale sociale di FiberCo a IHS e il restante 49% rimarrà sotto il controllo della Società. Il rapporto tra i soci sarà regolato da un patto parasociale da stipulare al momento della chiusura della transazione.

L’asset base iniziale di FiberCo sarà costituito dal contributo dell'infrastruttura di rete secondaria di TIM che copre circa 6,4 milioni di abitazioni, di cui 3,5 milioni con linee FTTH e 3,5 milioni con linee FTTC. Inoltre, verranno trasferiti a FiberCo altri asset, contratti e dipendenti, tutti esclusivamente legati alle proprie attività. Tali trasferimenti avranno luogo solo dopo l'approvazione dell'Accordo da parte delle Autorità competenti.

In questo contesto, l'Enterprise Value di FiberCo è stato fissato a 2,6 miliardi di reais. La transazione include una componente primaria (609.000.000,00 reais) destinata alla liquidità di FiberCo e una componente secondaria (pari a 1.027.590.000 reais) da corrispondere a TIM.

La missione di FiberCo è quella di implementare, gestire e mantenere l'infrastruttura dell'ultimo miglio per l'accesso a banda larga da offrire nel mercato wholesale. Tuttavia, i termini dell'accordo definiscono TIM come cliente principale, avente la prerogativa di un periodo di esclusiva di 6 (sei) mesi dall'ingresso in nuove aree.

Questa transazione dovrebbe supportare il piano della Società per accelerare la fornitura di servizi di connettività in fibra ai clienti B2C e B2B. Di conseguenza, il piano industriale di FiberCo è di raggiungere 8,9 milioni di abitazioni con linee FTTH entro 4 anni. FiberCo parteciperà insieme a TIM anche ad altri progetti di infrastrutture, come FTTSite.

Tale operazione è sempre stata vista dall'azienda in un'ottica industriale, ricercando l'evoluzione e la crescita del proprio business nella banda larga. Tuttavia, non si possono trascurare gli effetti positivi a livello finanziario ed economico: si prevede che l'accordo consentirà alla Società di deconsolidare una parte rilevante del proprio CAPEX, determinando un effetto positivo sul flusso di cassa. Parallelamente, TIM prevede di utilizzare i proventi di questa transazione per contribuire a soddisfare i propri obblighi di investimento, come l'acquisizione degli asset di Oi Mobile.

La presente transazione è soggetta all'adempimento di alcune condizioni precedenti, tra cui il conferimento degli asset sopra descritti e l'ottenimento di autorizzazioni da parte delle Autorità competenti, come l’Agência Nacional de Telecomunicações - ANATEL e il Conselho Administrativo de Defesa Econômica - CADE.

 

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

Il governo dei rischi rappresenta uno strumento strategico per la creazione di valore.

Il Gruppo TIM ha adottato un Modello di Risk Management in continua evoluzione, allineato con normative e standard internazionali, per consentire di individuare e gestire i rischi in modo omogeneo all’interno delle società del Gruppo, evidenziando potenziali sinergie tra gli attori coinvolti nella valutazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.

Il processo Risk Management è progettato per individuare eventi potenziali che possono influire sull’attività d’impresa, per gestire il rischio entro limiti accettabili e per fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali.

Il Modello di Risk Management adottato dal Gruppo TIM

  • classifica i rischi sulla base del loro impatto in Strategici (derivanti dalla evoluzione dei fattori sottostanti le principali assunzioni utilizzate per lo sviluppo del Piano Strategico) e Operativi (derivanti dall'evoluzione dei fattori di rischio, sia endogeni che esogeni, che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi di business);
  • valuta i rischi non solo singolarmente, ma anche in un’ottica di portafoglio rischi (analisi delle correlazioni);
  • individua e aggiorna l’insieme complessivo dei rischi ai quali è esposto il Gruppo mediante l’analisi del Piano Industriale, il monitoraggio del contesto di riferimento (macroeconomico, regolatorio, ecc.), un monitoraggio ciclico con i Risk Owner al fine di intercettare eventuali variazioni e/o nuovi scenari di rischio, analisi specifiche sui rischi a cui possono essere esposti gli asset aziendali.

L’evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2021 potrebbe essere influenzata da rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

In tale ambito si evidenzia l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19. Inoltre, a titolo non esaustivo si richiamano i seguenti ulteriori fattori: il cambiamento del contesto di mercato, l’ingresso di nuovi potenziali competitors in ambito fisso e mobile, l’avvio di procedimenti da parte delle Autorità e i conseguenti ritardi nell’implementazione delle nuove strategie, gli eventuali vincoli connessi all’esercizio dei Poteri Speciali da parte del Governo (Golden Power) con effetti - al momento non prevedibili - in termini di scelte strategiche ed in termini di sviluppo temporale degli obiettivi triennali già annunciati che possono comportare, per alcuni di essi, una progressione temporale diversa rispetto alla tempistica inizialmente prevista o il relativo raggiungimento con percorsi nuovi e più articolati.

Rischi relativi alle condizioni macroeconomiche

Covid-19

Il perdurare dello stato di  emergenza sanitaria per la diffusione del Covid-19 e i provvedimenti restrittivi emanati da Autorità nazionali ed estere, oltre al peggioramento del quadro macroeconomico globale e al rischio di deterioramento del profilo creditizio di alcuni segmenti di clientela, potrebbe determinare rallentamenti nell’attività d’impresa, derivanti da limitazioni di alcune tipologie di interventi tecnici e commerciali, da difficoltà incontrate dalla clientela e da discontinuità nella catena di fornitura, con impatti negativi sui risultati complessivi del Gruppo.

La gestione di questo fenomeno emergenziale prevede, anche in considerazione del servizio pubblico erogato, la realizzazione di tutte le attività inerenti la continuità operativa dei processi aziendali con l’obiettivo di garantire la funzionalità dei servizi erogati e la tutela della salute dei dipendenti.

Rischi connessi ai fattori macroeconomici

La situazione economico-finanziaria del Gruppo TIM dipende dall’influenza di molteplici fattori macroeconomici come la crescita economica, la fiducia dei consumatori, i tassi di interesse e i tassi di cambio dei mercati in cui è presente.

L’ultimo trimestre 2020 ha registrato una contrazione congiunturale del PIL dell’1,9% (-6,6% rispetto al quarto trimestre 2019) causata dal contributo negativo della domanda delle famiglie e della domanda estera. Attualmente le incertezze relative alla campagna vaccinale e la terza ondata in corso con le conseguenti restrizioni, sia pur con differenti livelli di intensità a livello regionale, stanno rallentando il ritorno ad una normalità.

In generale nel 2020 l’economia italiana ha risentito in misura maggiore rispetto agli altri paesi dell’area euro dell’emergenza Covid-19 (stima PIL Italia -9,1% vs 2019; stima PIL UEM -7% vs 2019). Il quadro globale continua ad essere dominato dalle difficoltà e incertezze derivanti dall’evoluzione della pandemia e dai tempi delle campagne vaccinali condizionando le stime di crescita per i prossimi anni. Per il 2021 le stime prevedono una crescita del PIL di ca. 4,5% (Prometeia 4,8%, FMI outlook aprile 4,2%) con la ripresa attesa soltanto a partire dal secondo trimestre 2021 in relazione alla progressiva diffusione dei vaccini e al mantenimento delle politiche monetarie e fiscali espansive. Se non ci saranno ritardi l’implementazione del programma Next Generation EU rappresenterà un fattore di stimolo agli investimenti già nel 2021. La pandemia ha generato una forte contrazione sia sulla produzione sia sui consumi delle famiglie.

La propensione al consumo, soprattutto nel settore dei servizi, ha subito un’importante riduzione sia per effetto delle misure di contenimento dei contagi sia per una maggiore prudenza dei consumatori anche nella fase di convivenza con il virus. Le misure di contenimento dei contagi e di sostegno al reddito delle famiglie varate dal governo italiano, oltre ad avere ricadute positive sul lato della domanda, hanno determinato un significativo aumento del debito pubblico che si è attestato al 157% del PIL nel 2020 con un aumento di 21 p.p. rispetto al 2019. Le previsioni stimano una lieve riduzione del debito/PIL al 2023 di circa 6 p.p.. Anche nel 2021 i conti pubblici saranno condizionati da importanti stanziamenti di bilancio (ca. 100 mld di euro) destinati a contrastare gli effetti recessivi della crisi. Già sono state varate diverse misure tra cui il Decreto Sostegni per un importo pari a 32 miliardi di euro dedicati soprattutto alle imprese.

In Brasile, dopo tre anni di modesta crescita, il declino del PIL del 4,1% nel 2020 è stato influenzato significativamente dall’emergenza pandemica Covid-19 e dalle restrizioni imposte per contenerne la diffusione, dal lock-down e dalle misure di distanziamento sociale che hanno determinato una generale contrazione commerciale ed economica, soprattutto se confrontata con la crescita dell’1,1% del 2019.

Dopo un devastante primo semestre 2020 quando la pandemia ha portato alla chiusura delle attività commerciali, alle forti restrizioni nella circolazione e ad un considerevole deflusso dei capitali, già iniziato nel 2019, lo scenario nel secondo semestre è cambiato e il terzo trimestre ha registrato una forte crescita del PIL. L'anno 2020 non ha recuperato il livello di attività della fine del 2019, ma l’impatto è stato inferiore rispetto alle aspettative iniziali.

Recentemente, dopo l’adozione delle stringenti misure di restrizione nella circolazione e di distanziamento sociale per ridurre la trasmissione del Covid-19, il graduale alleggerimento delle misure restrittive e il ritorno alle attività economiche e il supporto finanziario del governo hanno contribuito ad un lieve recupero registrato nel secondo semestre 2020. Non è tuttavia ancora possibile prevedere se l’economia brasiliana e i risultati di TIM Brasil torneranno ai livelli precrisi.

 

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Giovanni Ronca, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art.154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

 

 

 

Roma, 19 maggio 2021

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