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Smart working: com’è e come sarà il nostro lavoro?

Lavorare in un luogo diverso dall’ufficio. Scardinare questa abitudine ha aperto le porte a tante domande e riflessioni sul futuro, perché ha ricadute su moltissimi ambiti.

10/06/2020 - 14:45

L’emergenza sanitaria ha accelerato fortemente l’uso del digitale nel nostro paese.

Pensiamo ai servizi online, l’e-commerce, la didattica digitale, e soprattutto alla rivoluzione dello smart working. 

L’evoluzione dei due mesi passati – da noi più accentuata che negli altri paesi europei perché partivamo da livelli più bassi di consumi digitali – richiede risposte durature perché, superata l’emergenza, quanto è stato fatto lasci un segno. E le domande sono molte.

Lavoro agile: di che cosa abbiamo bisogno? 

La digitalizzazione del lavoro,  il lavoro in modalità agile, deve poter poggiare innanzitutto su una connessione Internet veloce, capillare e stabile, e sulla disponibilità di device e servizi efficaci e sicuri.

Per questo ci impegniamo ogni giorno per fornire la velocità e l’affidabilità dell’ultrabroadband a ogni famiglia e ogni azienda sul territorio italiano. Un impegno che negli ultimi mesi ci ha portato a offrire connessioni ad alta velocità a circa 1 milione e 200.000 famiglie in più rispetto al passato, e che non si ferma qui.

Insieme alle imprese, non solo nell’emergenza, innoviamo il modo di lavorare e di produrre, e lo traduciamo in nuovi servizi e modelli di business. Così nasce la partnership con Google per la realizzazione di un progetto dedicato ai servizi cloud e all’edge computing. Ma anche la G Suite TIM Edition che, grazie alla collaborazione con Google Cloud e Intesa Sanpaolo, offre connettività professionale, applicazioni per la produttività e la collaborazione e un servizio di servizio di noleggio di PC.  

Ma sappiamo lavorare “smart”?

La diffusione delle competenze digitali è il presupposto per accedere alle potenzialità del digitale, a partire dalla nuova dimensione del lavoro: lavorare da casa. 

Il nostro contributo passa attraverso Operazione Risorgimento Digitale, un programma di iniziative che con l’arrivo del Covid-19 ha preso la forma di una scuola di internet online che si rivolge a diverse fasce della popolazione: cittadini, insegnanti, imprenditori, giovanissimi.

Anche in TIM, dove lo smart working era già utilizzato da tempo, la sua applicazione così diffusa e accelerata nel periodo dell’emergenza (sono 36.000 i nostri smart workers oggi) ha reso necessario un cambiamento culturale. Sono nati così consigli pratici per gestire il lavoro a distanza, guide e manuali per rispondere ad esigenze tecniche, corsi di formazione online. Ecco il nostro vademecum.

Scarica il testo integrale del Vademecum

Un nuovo modo anche di vivere l’ufficio?

Se per elaborare e condividere i documenti, fare meeting o formazione, non è necessario essere in ufficio, per quale ragione andarci? Gli smart building, gli uffici del futuro, rispondono a questa domanda perché saranno spazi dove incontrarsi con i colleghi, prendere un caffè, scambiare idee, nutrire quei rapporti che sono stimoli inconsapevoli alla nostra creatività e alla capacità di pensare e produrre.

È questo il modello che guiderà nei prossimi mesi anche la ristrutturazione di alcuni uffici TIM, in cui la scrivania personale verrà sostituita dal “desk sharing”, sistemi di controllo da remoto assicureranno alti standard di efficienza energetica e verranno utilizzati materiali eco-sostenibili. 

Può lo smart working rendere le nostre città più sostenibili?

Le immagini di questi giorni delle grandi città vuote, senza auto né smog, parlano da sole.

Quello che vediamo è non solo il minor uso di macchine e autobus ma anche la diffusione di biciclette e veicoli a due route elettrici, come bici, scooter, monopattini. Oggi stimolata anche dagli incentivi statali previsti per il loro acquisto. 

Ed in TIM, per favorire questa mobilità sostenibile, e con una attenzione particolare al rilancio dell’economia nazionale, abbiamo stipulato due convenzioni con aziende italiane innovative: Askoll, per gli scooter elettrici, ed Ekletta, per le bici elettriche.

Accanto alle minori emissioni esistono anche molte altre ricadute di questo modo di lavorare sull’ambiente e sulle risorse. Per esempio, il risparmio energetico legato all’uso di nuovi luoghi di lavoro e agli strumenti dello smart working.

Anche un utilizzo significativo delle piattaforme di collaborazione aiuta le aziende a diventare più “green”.  Ad esempio, l’editing condiviso di documenti piuttosto che l’abituale creazione di nuove versioni scambiate via mail, sul medio-lungo periodo porta ad avere meno allegati pesanti in circolazione, un minor impatto sui sistemi di archiviazione, e un minor uso di energia.

Lavorare in un luogo diverso dall’ufficio

Scardinare questa abitudine ha aperto le porte a tante domande e riflessioni sul futuro, perché ha ricadute su moltissimi ambiti. Servirà ripensare a elementi strutturali del lavoro, come le regole e gli spazi fisici, ma anche ad aspetti intangibili come il delicato equilibrio fra vita lavorativa e vita familiare e la percezione stessa del tempo, senza più una demarcazione così netta tra lavoro e vita privata. Un grande dibattito si è aperto.

Quando lo smart working dell'emergenza sarà sostituito da un suo uso nella normalità, con modalità scelte da ciascuna realtà aziendale, ci saranno ancora cose da fare. Ma resta, da oggi in poi, parte integrante di una nuova cultura del lavoro.  

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