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La rete: un asset imprescindibile per TIM, una risorsa decisiva per il Paese

Le reti di telecomunicazioni sono un'infrastruttura dinamica, che cambia pelle in continuazione. Per questo, l’azienda che ne gestisce la parte principale per il Paese deve poter esprimere competenze distintive e radicate nel tempo.

24/02/2020 - 18:10

Le reti a banda larga e ultralarga fissa e mobile sono l’asset principale delle nostre infrastrutture.  Esse riflettono l’evoluzione della tecnologia delle telecomunicazioni nel momento storico e nel contesto socioeconomico in cui si inseriscono.

La pianificazione e la realizzazione pluriennale delle infrastrutture comportano tempistiche di sviluppo differenti per le differenti aree del Paese. Ogni area geografica, con le persone e imprese che lo popolano, reagisce infatti con diversa intensità e rapidità all'adozione di nuovi servizi.

Ciò che accomuna tutte le diverse aree del Paese è una costante crescita dei volumi di traffico, dovuta ad un incremento del numero degli utenti ma anche e soprattutto ad un aumento dell'intensità dei consumi per singola linea.

I dati sullo stato dell’arte della nostra infrastruttura sono consultabili sul Netbook, la pubblicazione annuale di TIM e il sito con le informazioni e le infografiche aggiornate in tempo reale relative al Paese, nella sua globalità, e nelle singole province.

TIM è l’unico operatore europeo che attraverso il Netbook mette a disposizione in formato chiaro e immediato un livello di informazione così dettagliato sulla consistenza degli apparati, sul numero delle linee e sull’utilizzo delle proprie reti a banda ultralarga. Tra tutti i dati, uno dei più significativi racconta che ogni anno, a partire dal 2011, abbiamo messo a disposizione di ogni singolo utente una ulteriore "corsia" con dimensioni pari a quelle di cui disponeva nel 2011, e il trend è in ulteriore crescita. Ogni giorno gestiamo, manuteniamo e miglioriamo la rete a banda larga e ultralarga più estesa d'Italia.

 

Una risorsa decisiva per la crescita del Paese non si improvvisa

Le reti di telecomunicazioni sono un'infrastruttura dinamica, che cambia pelle in continuazione. Per questo, l’azienda che ne gestisce la parte principale per il Paese deve poter esprimere competenze distintive e radicate nel tempo. Ma non solo: è necessario conservare la capacità di aggiornarle continuamente, con grande velocità, per far fronte all’evoluzione delle tecnologie dell’intera filiera ICT. Questo è necessario, anzitutto, per poter tener fede a un impegno che non riguarda solo le persone e le imprese come clienti, ma anche un dovere morale verso l'Italia, per accompagnare la sua crescita economica, e con essa la realizzazione sociale dei cittadini in quanto tali.  

 

Il confronto col resto d’Europa

Le nostre reti a banda larga e a banda ultralarga in termini di copertura e performance sono in linea se non migliori a quelle dei principali contesti europei. Nel 2018 il 90% delle famiglie italiane risultava raggiunto da un’infrastruttura a banda ultralarga, un valore inferiore solo al Regno Unito tra i grandi Paesi europei.  


L'andamento della copertura Broadband negli ultimi 10 anni, comparato con i principali mercati europei.

Questo risultato è stato possibile soprattutto grazie all’estensione delle reti a banda larga ed ultralarga di TIM che nel dicembre 2019 raggiungevano rispettivamente il 99% e l’81% delle famiglie italiane.

Lo sforzo della nostra azienda ha accompagnato, in questi anni, quello dello Stato Italiano, in particolare per le aree del Mezzogiorno non coperte dalle reti a banda ultralarga. Attraverso appositi bandi (c.d. progetto Eurosud), a queste aree sono state assegnate significative risorse pubbliche per la realizzazione di una rete a disposizione di tutti gli operatori. Siamo sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi infrastrutturali dell’agenda digitale 2020: garantire la copertura a 30 Mb/s al 100% delle famiglie e abbonamenti attivi a 100 Mb/sec per il 50% delle famiglie. Le aziende private continueranno a collaborare con le istituzioni pubbliche per garantire infrastrutture adeguate per un Paese che rappresenta la settima potenza industriale a livello globale.

 

Il problema della domanda

L’enorme sforzo compiuto a livello paese è stato in grado di colmare il gap infrastrutturale.  Un freno molto importante all’ulteriore sviluppo digitale rimane una domanda meno vivace rispetto a quella degli altri Paesi europei: siamo agli ultimi posti in Europa in termini di famiglie con una linea a banda larga o ultralarga attiva .  Questo dato si riflette anche nell’uso meno intenso che viene fatto degli strumenti e dei servizi digitali “di base”. Secondo i dati della Commissione Europea, infatti:   

Anche per questo motivo, nel Novembre del 2019 TIM ha lanciato un vasto programma di educazione al digitale, che abbiamo chiamato “Operazione Risorgimento Digitale”.

 

 

Operazione Risorgimento Digitale: un grande progetto di educazione al digitale per l’Italia

Insegnare a centinaia di migliaia di italiani l’uso degli strumenti digitali non è una operazione di marketing, né una gara a chi fa l’annuncio più rumoroso. Bisogna scendere nei territori, sedersi accanto alle persone, in particolare quelle che hanno più difficoltà, per questioni geografiche o demografiche, a utilizzarli. Perché senza toccare con mano la rivoluzione in atto è impossibile comprenderne le opportunità: personali, sociali, di semplificazione della vita quotidiana.

Per questo abbiamo creato la più grande scuola mobile di Internet, e l’abbiamo chiamata "Operazione Risorgimento Digitale", allo scopo di contribuire attivamente alla digitalizzazione del Paese anche mettendo le persone nelle condizioni di usufruire dei vantaggi di questo processo.  Una iniziativa che erogherà oltre 20.000 ore di lezione impegnando 400 formatori in 107 province italiane, con l’obiettivo di coinvolgere fino a un milione di persone.

 

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