TIM ha realizzato a Milano il primo collegamento quantum-safe tra due Data Center utilizzando la Quantum Key Distribution (QKD), una tecnologia basata sui principi della fisica quantistica che consente di generare e scambiare chiavi crittografiche in modo estremamente sicuro, rendendo più difficile qualsiasi tentativo di intercettazione.
L’elemento di maggiore innovazione della sperimentazione è che la distribuzione delle chiavi quantistiche è avvenuta su una rete commerciale attiva e con traffico reale, senza interrompere i servizi. Il segnale quantistico è stato trasmesso sulla stessa fibra ottica utilizzata per i dati tradizionali, lungo un percorso di circa 40 Km che collega due Data Center del Gruppo TIM nell’area di Milano. Il test, realizzato in condizioni operative e non in laboratorio, dimostra che le tecnologie quantistiche possono essere integrate nelle infrastrutture di rete esistenti.
La sperimentazione rappresenta un passo importante per rafforzare la sicurezza dell’ecosistema rete-data center-cloud, sempre più strategico per imprese e Pubblica Amministrazione. In questo scenario, la capacità di proteggere e governare infrastrutture e dati critici con soluzioni robuste diventa un fattore competitivo e abilita un modello di sovranità digitale fondato su maggiore controllo, autonomia tecnologica e resilienza delle infrastrutture, a beneficio dell’Italia.
Il progetto ha coinvolto le competenze dell’ecosistema TIM Enterprise, con il contributo di Telsy e QTI per la sicurezza quantistica e di Noovle per l’infrastruttura Data Center, ed è stato realizzato in collaborazione con Cisco.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno europeo sulle comunicazioni quantistiche, ambito in cui TIM ha coordinato il progetto EQUO finanziato dalla Commissione Europea.
Con questa sperimentazione TIM compie un ulteriore passo avanti nello sviluppo di soluzioni innovative per la sicurezza delle comunicazioni e la protezione dei dati, portando tecnologie avanzate dal laboratorio alla rete reale e contribuendo a rendere più resilienti le infrastrutture digitali.