Scope 1, 2 e 3: un codice segreto o una formula matematica? Più semplicemente sono le tre categorie in cui vengono classificate le emissioni di gas serra, secondo il Greenhouse Gas Protocol (GHG Protocol), lo standard internazionale che ha creato un linguaggio comune per misurare l’impatto delle attività produttive sul clima.
Comprendere queste categorie è importante, perché ci aiuta a combattere il riscaldamento globale. Quando i gas serra si accumulano nell’atmosfera, intrappolano il calore e innalzano la temperatura media del pianeta. Per fermare questa spirale, dobbiamo prima capire da dove arrivano le emissioni. Ed è qui che entrano in gioco Scope 1, 2 e 3.
Scope 1, 2 e 3: cosa sono e cosa sta facendo TIM
Le emissioni di Scope 2 sono quelle su cui in TIM abbiamo già raggiunto il nostro primo importante obiettivo. Sono legate all’utilizzo di energia elettrica, e in TIM già dal 2025 le abbiamo azzerate, scegliendo di acquistare al 100% energia elettrica green.
Le emissioni di Scope 1 sono quelle generate da fonti possedute o controllate dall’azienda. Per TIM sono principalmente quelle prodotte dal consumo di combustibili fossili per l’alimentazione degli impianti di riscaldamento e degli impianti di trigenerazione delle centrali di Rete e dei Data Center, dei gruppi elettrogeni e della flotta aziendale.
Per ridurle innanzitutto teniamo sotto controllo i consumi energetici e cerchiamo di ridurli. Questo si traduce sia in scelte operative, come l’implementazione di sistemi digitali per il monitoraggio e la gestione energetica degli uffici e delle nostre infrastrutture di rete, sia in decisioni strategiche, come l’adozione di modelli di RAN (Radio Access Network) Sharing, che in Brasile ha portato alla condivisione della rete di accesso con Vivo e in Italia all’accordo con Fastweb+Vodafone. Non solo, stiamo mettendo in campo progetti per l’autoproduzione di energia fotovoltaica sia in Italia che in Brasile e, nel nostro Paese stiamo incidendo sulle emissioni derivanti dagli spostamenti con lo smart working per oltre il 90% dei dipendenti e con l’elettrificazione del parco auto aziendale che comporta la progressiva sostituzione delle auto a benzina/diesel con modelli ibridi e full electric.
Lo Scope 3 è l’ambito più complesso, che include tutte le emissioni a monte e a valle delle attività aziendali. E per TIM, come per tutte le aziende TLC, rappresenta la parte più consistente: tra il 70% e l’80% del totale. Per ridurle, abbiamo introdotto elementi di verifica della performance di sostenibilità dei nostri fornitori:
- applicazione di criteri ESG per l’iscrizione all’Albo Fornitori
- periodica valutazione dei nostri fornitori per conoscerne l’impatto ambientale
- adozione di linee guida ESG per indirizzare gli acquisti aziendali
- introduzione di requisiti ESG nelle gare, con un peso fino al 10%
- coinvolgimento dei fornitori in percorsi di miglioramento ESG tramite la piattaforma Open-es, con strumenti di analisi, formazione e condivisione di best practice.
Il futuro è una scelta che facciamo oggi
Quest’anno, in concomitanza con il Piano Industriale, presenteremo il Piano di Transizione Ambientale di TIM, che definisce le azioni concrete che ci impegniamo a realizzare entro il 2030. Sarà una roadmap che traduce gli impegni climatici in interventi operativi, misurabili e verificabili nel tempo, per ridurre progressivamente l’impatto di tutte le nostre attività.
Noi abbiamo scelto di agire come azienda, ma ogni gesto conta: dall’energia che consumiamo nelle nostre case ai mezzi di trasporto che scegliamo per muoverci. Insieme possiamo fare la differenza. Perché la transizione climatica non è solo una sfida ambientale: è una sfida culturale, industriale e collettiva. Riguarda tutti noi, ed è un percorso che possiamo costruire solo insieme.