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TIM_Bilancio_2025_Cover_Separatori_ITA_1.jpg
Egregie Azioniste, Egregi Azionisti,
il 2025 conferma, con la concretezza dei numeri, che il Gruppo TIM ha ritrovato una
traiettoria industriale e finanziaria solida. Abbiamo chiuso l’esercizio con ricavi in crescita
a 13,7 miliardi di euro e con un miglioramento della redditività che riflette un mix di
disciplina sui costi, qualità commerciale e contributo del Brasile.
Questo risultato è il frutto di scelte precise che abbiamo portato avanti con
determinazione: maggiore focalizzazione strategica, una governance più snella e
un’allocazione del capitale più selettiva. In Italia continuiamo a lavorare sulla
stabilizzazione del business e sul valore della nostra base clienti, rafforzando la capacità
di accompagnare imprese e Pubblica Amministrazione nella trasformazione digitale
attraverso cloud, cybersecurity e servizi avanzati. In Brasile prosegue una crescita sana e
profittevole, sostenuta da un forte posizionamento competitivo e da investimenti
industriali che nel 2025 sono stati pari a 720 milioni di euro.
Il 2025 è stato anche un anno di passaggi importanti per la struttura del capitale e per la
visibilità sulla generazione di cassa. L’ingresso di Poste Italiane come primo azionista ha
portato maggiore stabilità all’assetto societario e un orizzonte di medio periodo coerente
con la natura infrastrutturale del nostro settore. Nello stesso tempo si è chiuso un
contenzioso storico: la Corte di Cassazione ha confermato la restituzione del canone
concessorio relativo al 1998, con un rimborso atteso poco superiore a 1 miliardo di euro, il
cui impatto sulla posizione finanziaria netta è previsto nel 2026. Si tratta di un elemento
che rafforza ulteriormente la nostra flessibilità finanziaria. Guardiamo con la stessa
concretezza al processo di cessione di Sparkle, già avviato e soggetto alle autorizzazioni
regolatorie e di Golden Power: ci attendiamo che possa completarsi entro il primo
semestre del 2026.
La credibilità del nostro percorso si riflette anche nell’andamento del titolo in Borsa: negli
ultimi dodici mesi il mercato ha riconosciuto la rinnovata leggibilità della nostra storia
industriale. Sono queste le premesse che ci consentono di valutare il ritorno alla
remunerazione degli azionisti, attraverso un programma di buyback fino a 400 milioni di
euro, subordinato al completamento dell’operazione Sparkle.
Il Brasile merita una menzione particolare. Oltre ai risultati economici, continuiamo a
investire per rafforzare la leadership nella qualità della rete e per espandere la nostra
presenza nel mercato business. In questa direzione si inseriscono anche operazioni
mirate, come l’acquisizione della società V8.Tech, che rafforza le competenze su cloud,
trasformazione digitale e applicazioni di intelligenza artificiale, accelerando la nostra
offerta a valore per i clienti corporate.
Gli obiettivi ESG continuano a essere un pilastro della nostra strategia industriale.
Riduzione delle emissioni, efficienza energetica, resilienza delle infrastrutture e
valorizzazione delle persone guidano le nostre scelte. Come già avvenuto in Brasile dal
2021, nel 2025 abbiamo raggiunto anche in Italia l’obiettivo di approvvigionamento
elettrico al 100% da fonti rinnovabili certificate. Allo stesso tempo abbiamo rafforzato
l’equilibrio di genere, con un aumento della presenza femminile nei ruoli di responsabilità
e oltre il 50% delle nuove assunzioni femminili. È un risultato particolarmente significativo
considerando l’età media aziendale – superiore ai 50 anni – e il contesto di forte
trasformazione del settore.
Il 2025 non è un punto di arrivo. È la conferma di un metodo: esecuzione, disciplina e
scelte coerenti. Con questo approccio affrontiamo il 2026, con tre priorità chiare:
rafforzare ulteriormente la generazione di cassa, ridurre la leva finanziaria e continuare a
investire nelle aree dove vediamo crescita e valore duraturo.
Desidero ringraziare tutte le persone di TIM che hanno contribuito a questi risultati e voi
Azioniste e Azionisti per l’attenzione e la fiducia che continuate a dimostrarci.
firma AD lettera azionisti 2025.jpg
TIM_Bilancio_2025_Cover_Separatori_ITA_2.jpg
INDICE
RELAZIONE SULLA GESTIONE ............................................................
Gruppo TIM .............................................................................................................................
Principali dati economico - finanziari del Gruppo TIM ........................................................................................................
Andamento economico consolidato ....................................................................................................................................
Principali dati economici e operativi delle Business Unit del Gruppo TIM .......................................................................
Principali sviluppi commerciali ..............................................................................................................................................
Principali variazioni del contesto normativo ........................................................................................................................
Il contesto competitivo ...........................................................................................................................................................
Andamento patrimoniale e finanziario consolidato ...........................................................................................................
Tabelle di dettaglio – Dati consolidati ..................................................................................................................................
Indicatori After Lease .............................................................................................................................................................
Risorse immateriali essenziali................................................................................................................................................
Innovazione, ricerca e sviluppo ..............................................................................................................................................
Eventi successivi al 31 dicembre 2025 ..................................................................................................................................
Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2026 .................................................................................................
Principali rischi e incertezze ...................................................................................................................................................
Informazioni per gli investitori ...............................................................................................................................................
Operazioni con parti correlate ...............................................................................................................................................
Indicatori alternativi di performance ....................................................................................................................................
TIM S.p.A. .................................................................................................................................
Commento ai principali dati economico-finanziari di TIM S.p.A. ......................................................................................
Tabelle di dettaglio - TIM S.p.A. .............................................................................................................................................
Indicatori After Lease - TIM S.p.A. .........................................................................................................................................
Riconciliazione del Patrimonio Netto consolidato ..............................................................................................................
Organi sociali ...........................................................................................................................................................................
Macrostruttura organizzativa al 31 dicembre 2025 .............................................................................................................
Relazione della società di revisione sulla dichiarazione di Sostenibilità ..........................................................................
BILANCIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO TIM ...................................
Indice ........................................................................................................................................................................................
Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata ................................................................................................................
Conto economico separato consolidato ..............................................................................................................................
Conto economico complessivo consolidato ........................................................................................................................
Movimenti del patrimonio netto consolidato ......................................................................................................................
Rendiconto finanziario consolidato ......................................................................................................................................
Note al Bilancio consolidato ..................................................................................................................................................
1999 e successive modifiche ed integrazioni .......................................................................................................................
Relazione della società di revisione ......................................................................................................................................
BILANCIO SEPARATO DI TIM S.p.A. ....................................................
Indice ........................................................................................................................................................................................
Situazione patrimoniale-finanziaria ......................................................................................................................................
Conto economico separato ....................................................................................................................................................
Conto economico complessivo ..............................................................................................................................................
Movimenti del patrimonio netto ...........................................................................................................................................
Rendiconto finanziario ............................................................................................................................................................
Note al Bilancio di TIM S.p.A. .................................................................................................................................................
1999 e successive modifiche ed integrazioni .......................................................................................................................
Relazione della società di revisione ......................................................................................................................................
ALTRE INFORMAZIONI .........................................................................
Glossario ...................................................................................................................................................................................
Notizie utili ...............................................................................................................................................................................
Relazione finanziaria annuale
al 31 dicembre 2025
Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale
di TIM S.p.A
6
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Ad oggi, la composizione del Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. è la seguente:
Presidente
Alberta Figari (indipendente)
Amministratore Delegato e Direttore Generale
Pietro Labriola
Consiglieri
Paola Camagni (indipendente)
Lorenzo Cavalaglio (indipendente)
Federico Ferro Luzzi (indipendente)
Paola Giannotti De Ponti (indipendente)
Giovanni Gorno Tempini
Alessandra Perrazzelli (indipendente)
Stefano Siragusa (indipendente)
Segretario
Agostino Nuzzolo
COLLEGIO SINDACALE
La composizione del Collegio Sindacale di TIM S.p.A. è la seguente:
Presidente
Francesco Fallacara
Sindaci Effettivi
Anna Doro
Massimo Gambini
Francesco Schiavone Panni
Mara Vanzetta
Sindaci Supplenti
Massimiliano Di Maria
Laura Fiordelisi
Paolo Prandi
Carlotta Veneziani
Società di Revisione
EY S.p.A.
TIM_Bilancio_2025_Cover_Separatori_ITA_3.jpg
TIM_Bilancio_2025_Principali Dati Economici Finanziari_GRUPPO TIM_ITA.jpg
Relazione sulla gestione del
Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
9
PRINCIPALI DATI ECONOMICO - FINANZIARI DEL GRUPPO
TIM
Dati economici e finanziari consolidati (*) (**)
(milioni di euro)
2025
2024
2023
2022
2021
Ricavi
13.734
13.653
14.311
15.788
15.316
EBITDA
(1)
4.566
4.744
4.645
5.347
5.080
EBIT
(1)
1.564
1.669
1.342
606
(3.529)
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in
funzionamento
707
412
(38)
(588)
(4.515)
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
595
234
(94)
(2.654)
(8.400)
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
(76)
(598)
(1.013)
Utile (perdita) dell'esercizio
519
(364)
(1.107)
(2.654)
(8.400)
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai Soci della
Controllante
297
(610)
(1.441)
(2.925)
(8.652)
Investimenti industriali & spectrum
1.903
2.032
2.168
4.077
4.630
Dati patrimoniali consolidati (*) (**)
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2023
31.12.2022
31.12.2021
Totale Attività
36.734
37.663
62.159
62.027
69.187
Totale Patrimonio Netto
13.455
13.361
17.513
18.725
22.039
- attribuibile ai Soci della Controllante
12.219
11.957
13.646
15.061
17.414
- attribuibile alle partecipazioni di minoranza
1.236
1.404
3.867
3.664
4.625
Totale Passività
23.279
24.302
44.646
43.302
47.148
Totale Patrimonio Netto e Passività
36.734
37.663
62.159
62.027
69.187
Capitale
11.628
11.624
11.620
11.614
11.614
Indebitamento finanziario netto contabile
(1)
9.875
10.237
25.776
25.370
22.416
Indebitamento finanziario netto rettificato
(1)
9.778
10.126
25.656
25.364
22.187
Capitale investito netto rettificato
(2)
23.233
23.487
43.169
44.089
44.226
Debt Ratio (Indebitamento finanziario netto rettificato/
Capitale investito netto rettificato)
42,1%
43,1%
59,4%
57,5%
50,2%
Indici reddituali consolidati (*) (**)
2025
2024
2023
2022
2021
EBITDA / Ricavi
(1)
33,2%
34,7%
32,5%
33,9%
33,2%
EBIT / Ricavi (ROS)
(1)
11,4%
12,2%
9,4%
3,8%
(23,0%)
Indebitamento finanziario netto rettificato/EBITDA
(1)
2,1
2,1
5,5
4,7
4,4
(*) In data 14 aprile 2025 TIM e Boost BidCo, veicolo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipato da Retelit, hanno firmato l’accordo per la
cessione di Telecom Italia Sparkle, attiva nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale (International wholesale), sulla base
dell’offerta approvata dal Consiglio di Amministrazione di TIM del 12 febbraio 2025. Essendo realizzate le condizioni necessarie ai fini della cessione integrale della
partecipazione detenuta in Telecom Italia Sparkle e l'uscita del gruppo Sparkle dal perimetro di consolidamento del Gruppo TIM (Domestic) i dati economici del gruppo
Telecom Italia Sparkle dell'esercizio 2025, nonché i dati comparativi dell'esercizio 2024, sono stati classificati tra le "Attività cessate/attività non correnti destinate ad
essere cedute", in applicazione dell'IFRS 5.
(**) In data 1° luglio 2024 TIM S.p.A. ha conferito il Ramo d'Azienda "NetCo", costituito da attività relative alla rete primaria, all’attività wholesale e dall’intera
partecipazione nella società controllata Telenergia S.r.l., in favore di FiberCop S.p.A., società che già gestiva le attività relative alla rete secondaria in fibra e rame;
contestualmente al conferimento, TIM S.p.A. ha ceduto a Optics Bidco S.p.A. (società controllata da Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. ("KKR")) l’intera partecipazione
detenuta nel capitale sociale di FiberCop S.p.A. e ha sottoscritto, con la stessa FiberCop S.p.A. un master services agreement che regola i termini e le condizioni dei servizi
resi tra FiberCop S.p.A. e TIM S.p.A.. In tale data, pertanto, si è verificato il deconsolidamento dell’entità ceduta ed alla stessa data sono stati rilevati gli effetti economici
e patrimoniali dell’Operazione. I dati economici dell'esercizio 2024 del Ramo d'Azienda oggetto di conferimento, della società Telenergia S.r.l. e di FiberCop S.p.A. di
pertinenza del Gruppo TIM fino alla data di cessione, nonché i dati comparativi del solo esercizio 2023, ove presenti, sono stati classificati tra le "Attività cessate/attività
non correnti destinate ad essere cedute", in applicazione dell'IFRS 5.
(1) Per i relativi dettagli si rimanda a quanto riportato nel capitolo “Indicatori alternativi di performance”.
(2) Capitale investito netto rettificato = Patrimonio netto totale + Indebitamento finanziario netto rettificato.
Relazione sulla gestione del
Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
10
Personale, consistenza di Gruppo a fine esercizio (1)
(unità)
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2023
31.12.2022
31.12.2021
Personale (esclude l'organico relativo alle Attività cessate/
Attività non correnti destinate a essere cedute)
25.602
26.887
47.180
50.392
51.929
Personale relativo alle Attività cessate/Attività non correnti
destinate a essere cedute
696
Personale, consistenza media di Gruppo (1)
(unità equivalenti)
2025
2024
2023
2022
2021
Personale (esclude l'organico relativo alle Attività cessate/
Attività non correnti destinate a essere cedute)
22.410
23.752
24.966
45.912
47.942
Personale relativo alle Attività cessate/Attività non correnti
destinate a essere cedute
618
9.089
18.524
Indicatori finanziari
TIM S.p.A.
(euro)
2025
2024
2023
Quotazioni (media dicembre)
- Ordinaria
0,50
0,25
0,28
- Risparmio
0,58
0,29
0,28
Capitalizzazione di Borsa (in milioni di euro)
11.100
5.507
5.934
Market to Book Value
(*)
0,93
0,46
0,45
Gruppo TIM
(euro)
2025
2024
2023
Risultato per azione (base) – azioni ordinarie
0,01
(0,03)
(0,07)
Risultato per azione (base) – azioni di risparmio
0,02
(0,03)
(0,07)
Risultato per azione (diluito) – azioni ordinarie
0,01
(0,03)
(0,07)
Risultato per azione (diluito) – azioni di risparmio
0,02
(0,03)
(0,07)
(1) Comprende il personale con contratto di lavoro somministrato.
(*) Capitalizzazione/Patrimonio Netto di TIM S.p.A.. 
Relazione sulla gestione del
Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
11
Premessa
I risultati economico-finanziari del Gruppo TIM e di TIM S.p.A. dell’esercizio 2025 e dell’esercizio precedente posto a confronto sono
stati predisposti in conformità ai principi contabili IFRS emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati
dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”). I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati sono omogenei a quelli utilizzati
in sede di Bilancio consolidato del Gruppo TIM e di Bilancio separato di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2024, fatta eccezione per le
modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2025.
L'andamento operativo del Gruppo TIM risente di oneri e proventi non ricorrenti connessi a eventi e operazioni che per loro natura
non si verificano continuativamente nella normale attività operativa e che sono evidenziati in quanto di ammontare significativo.
Tali partite non ricorrenti comprendono, fra gli altri, eventuali svalutazioni dell’avviamento, oneri connessi a riorganizzazione/
ristrutturazione aziendale, accantonamenti per contenziosi di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlati, passività
con clienti e/o fornitori, accantonamenti per contratti onerosi e rettifiche relative ad esercizi precedenti.
Al 31 dicembre 2025 (così come già indicato a partire dal primo trimestre 2025) il gruppo Sparkle è classificato, ai sensi dell’IFRS 5,
quale Attività disponibile per la vendita. A soli fini comparativi, i dati di conto economico consolidato e di rendiconto finanziario
consolidato già pubblicati al 31 dicembre 2024 sono stati coerentemente riclassificati. La partecipazione in Telecom Italia Sparkle
S.p.A. è detenuta dalla Capogruppo TIM S.p.A.; il gruppo Sparkle, è attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in
campo internazionale (International wholesale).
Inoltre, a seguito della cessione, in data 1° luglio 2024, dell’intera partecipazione detenuta da TIM S.p.A. in FiberCop S.p.A.
successivamente al conferimento da parte della stessa TIM S.p.A. in FiberCop S.p.A. di un ramo d'azienda, costituito dalle attività
relative alla Rete Primaria, dall’attività cosiddetta "Wholesale" e dall’intera partecipazione nella società controllata Telenergia S.r.l.
(“Operazione NetCo”), e ai fini di consentire una migliore comprensione dell'andamento del business, sono state inserite 
informazioni economico finanziarie organiche, relative all'andamento della gestione dei primi dodici mesi del 2024, rielaborate sulla
base di informazioni gestionali. Tali informazioni organiche sono predisposte simulando l'operazione di separazione della rete fissa,
con la creazione della componente NetCo e la conseguente definizione del nuovo perimetro del Gruppo TIM come se la stessa
fosse avvenuta all'inizio del periodo di riferimento (1° gennaio 2024). Pertanto, per tutti i dati organici la definizione "like-for-like"
viene utilizzata per evidenziare sia le informazioni organiche (Business Unit Brasile) sia le informazioni organiche come sopra
ricostruite (Business Unit Domestic, Gruppo TIM), simulando per i primi sei mesi del 2024, l’impatto della relazione fra TIM e NetCo/
FiberCop, regolata dal Master Service Agreement (MSA) e registrando, dal 1° luglio 2024 (data  della cessione), l’effettivo impatto
contabile dell’MSA e del Transitional Services Agreement (TSA).
Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e
finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards, alcuni
indicatori alternativi di performance.
In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA e EBIT; variazione organica e impatto delle partite non
ricorrenti sui ricavi, sull’EBITDA e sull’EBIT; EBITDA margin e EBIT margin; Indebitamento finanziario netto contabile e rettificato;
Equity free cash flow; Investimenti industriali (al netto delle licenze TLC); Flusso di cassa della gestione operativa e Flusso di cassa
della gestione operativa (al netto delle licenze). A seguito dell’adozione dell’IFRS 16, inoltre, il Gruppo TIM presenta i seguenti
ulteriori indicatori alternativi di performance: EBITDA After Lease (“EBITDA-AL”); Indebitamento finanziario netto rettificato After
Lease; Equity free cash flow After Lease.
In linea con gli orientamenti dell’ESMA sugli indicatori alternativi di performance (Orientamenti ESMA/2015/1415), il significato ed il
contenuto degli stessi sono illustrati nel capitolo "Indicatori alternativi di performance" ed è anche fornito il dettaglio analitico degli
importi delle riclassifiche apportate e delle modalità di determinazione degli indicatori.
Si segnala, infine, che il capitolo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2026” contiene dichiarazioni previsionali
(forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e
ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore della presente relazione finanziaria annuale non deve porre un indebito
affidamento su tali dichiarazioni previsionali, in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli
contenuti in dette previsioni come conseguenza di rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al
di fuori della sfera di controllo del Gruppo. Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto illustrato nel capitolo “Principali rischi e
incertezze”, in cui sono dettagliatamente riportati i principali rischi afferenti all’attività di business del Gruppo TIM che possono
incidere, anche in modo considerevole, sulla capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Relazione sulla gestione del
Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
12
Sono di seguito riportati i principali risultati economici finanziari del Gruppo TIM in cui il gruppo Telecom Italia Sparkle è classificato
quale Discontinued Operations: "Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations).
Highlights finanziari Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations)
(milioni di euro) - dati reported
2025
2024
Variazioni %
(a)
(b)
(a-b)
Ricavi
13.734
13.653
0,6
EBITDA
(1)
4.566
4.744
(3,8)
EBITDA Margin
(1)
33,2%
34,7%
(1,5)pp
EBIT
(1)
1.564
1.669
(6,3)
EBIT Margin
(1)
11,4%
12,2%
(0,8)pp
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai Soci della
Controllante
297
(610)
2025
2024
Variazioni assolute
(a)
(b)
(a-b)
Investimenti industriali & spectrum
1.903
2.032
(129)
Equity Free Cash Flow
(1)
1.120
243
877
Equity Free Cash Flow After Lease
(1)
736
(321)
1.057
31.12.2025
31.12.2024
Variazioni assolute
(a)
(b)
(a-b)
Indebitamento Finanziario Netto rettificato (2)
(1)
9.778
10.126
(348)
Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease(2)
(1)
6.854
7.266
(412)
(1)  Per i relativi dettagli si rimanda a quanto riportato nel capitolo “Indicatori alternativi di performance".
(2) La variazione del fair value dei derivati e delle correlate passività/attività finanziarie è rettificata dall'Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti
monetari.
Relazione sulla gestione del
Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
13
Sono di seguito riportati i principali risultati economici finanziari del Gruppo TIM "like-for-like" in cui il gruppo Telecom Italia
Sparkle è classificato quale Discontinued Operations Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations).
Risultati like-for-like Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations)
(milioni di euro) - dati organici (*)
2025
2024
Variazioni %
Ricavi
13.734
13.368
2,7
TIM Domestic
9.543
9.369
1,9
di cui  TIM Consumer
6.023
6.078
(0,9)
di cui  TIM Enterprise
3.520
3.291
7,0
TIM Brasil
4.220
4.034
4,6
Ricavi da servizi
12.860
12.426
3,5
TIM Domestic
8.791
8.563
2,7
di cui  TIM Consumer
5.515
5.546
(0,6)
di cui  TIM Enterprise
3.276
3.017
8,6
TIM Brasil
4.098
3.898
5,2
EBITDA
4.353
4.092
6,4
TIM Domestic
2.217
2.107
5,2
TIM Brasil
2.143
1.991
7,7
EBITDA AL
3.689
3.463
6,5
TIM Domestic
2.029
1.931
5,1
TIM Brasil
1.667
1.538
8,5
CAPEX (al netto delle licenze per telecomunicazioni)
1.903
1.935
(1,7)
TIM Domestic
1.183
1.214
(2,6)
TIM Brasil
720
721
(0,2)
EBITDA AL-CAPEX (al netto delle licenze per telecomunicazioni)
1.786
1.528
16,9
TIM Domestic
846
717
18,0
TIM Brasil
947
817
16,1
(*) I risultati organici escludono le partite non ricorrenti e la base comparabile è calcolata al netto dell’effetto di conversione dei bilanci in valuta e della variazione del
perimetro di consolidamento.
Highlights 2025
I ricavi totali di Gruppo ammontano a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7% rispetto al 2024 (+1,9% nel domestico a 9,5
miliardi di euro, +4,6% in Brasile a 4,2 miliardi di euro); i ricavi da servizi di Gruppo sono in crescita del 3,5% rispetto al 2024 su
anno a 12,9 miliardi di euro (+2,7% nel domestico a 8,8 miliardi di euro, +5,2% in Brasile a 4,1 miliardi di euro);
in crescita l’EBITDA di Gruppo, che aumenta del 6,4% rispetto al 2024 a 4,4 miliardi di euro (+5,2% nel domestico a 2,2 miliardi
di euro, +7,7% in Brasile a 2,1 miliardi di euro);
in netta crescita anche l’EBITDA After Lease di Gruppo, che sale al 26,9% dei ricavi, a 3,7 miliardi di euro, in aumento del 6,5%
rispetto al 2024 (+5,1% nel domestico a 2,0 miliardi di euro, +8,5% in Brasile a 1,7 miliardi di euro);
TIM Consumer ha registrato ricavi totali in leggero calo (-0,9% rispetto al 2024) a 6 miliardi di euro, mentre i ricavi da servizi
sono sostanzialmente stabili a 5,5 miliardi di euro (-0,6% rispetto al 2024). L’andamento di TIM Consumer si caratterizza per un
business retail stabile e per un calo del business MVNO legato al graduale avvicendamento di grandi clienti wholesale tra il
2025 e il 2026, che porterà a una normalizzazione dei volumi nel corso dell’esercizio. In miglioramento i principali KPI: ARPU in
netta crescita nel fisso (+5,1% rispetto al 2024) e in leggero rialzo nel mobile (+0,4% rispetto al 2024), grazie anche alle attività
di repricing effettuate che, da inizio 2025, hanno riguardato circa 4,1 milioni di linee fisse e circa 4,2 milioni di linee mobili.
Inferiori alle attese gli effetti sul churn, che si mantiene stabile, con un saldo netto di linee legato alla mobile number portability
(“MNP”) che si conferma neutro. Prosegue con successo l’implementazione della strategia legata alla Customer Platform, con
l’aumento del 4,6% dei ricavi da servizi di TimVision e la positiva accoglienza del mercato al servizio TIM Energia powered by
Poste Italiane.
TIM Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 3,5 miliardi di euro (+7,0% rispetto al 2024) e ricavi da servizi pari a 3,3 miliardi
di euro (+8,6% rispetto al 2024), continuando a performare meglio del mercato di riferimento e con un trend di crescita
tendenziale che ha raggiunto il quattordicesimo trimestre consecutivo. Il Cloud si conferma la principale linea di business e
quella a maggior crescita, con un aumento dei ricavi da servizi del 24% rispetto al 2024, anche grazie al Polo Strategico
Nazionale, il cui contributo raddoppia rispetto al 2024. In crescita IoT e Security, mentre è in leggero calo la connettività. Sale al
68% (+4 punti percentuali rispetto al 2024) la percentuale di ricavi da servizi legata all’ICT. Il valore del portafoglio ordini è in
crescita a oltre 4,0 miliardi di euro.
TIM Brasil ha registrato ricavi totali pari a 4,2 miliardi di euro (+4,6% rispetto al 2024) e ricavi da servizi pari a 4,1 miliardi di
euro (+5,2% rispetto al 2024). L’EBITDA After Lease è pari a 1,7 miliardi di euro (+8,5% rispetto al 2024), in crescita tendenziale
da undici trimestri consecutivi grazie alla spinta del segmento mobile e all’efficientamento dei costi.
Gli investimenti di Gruppo ammontano a 1,9 miliardi di euro, pari al 13,9% dei ricavi. 
La forte generazione di cassa, con un Equity Free Cash Flow After Lease di oltre 0,7 miliardi di euro nel quarto trimestre, ha
portato a una riduzione dell’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease del Gruppo al 31 dicembre 2025 sotto
quota 6,9 miliardi di euro.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
14
Eventi non ricorrenti
(milioni di euro)
2025
2024
Oneri/(Proventi) non ricorrenti con impatto su EBITDA
Ricavi
Rettifiche ricavi
Altri proventi operativi
Assorbimento altri fondi operativi
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
(973)
Altri
(16)
(55)
Acquisti di materie e servizi e Variazione delle rimanenze
Costi contrattuali differiti di rete fissa -  passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di riconoscimento a
conto economico
589
Altri costi e oneri
46
23
Costi del personale
Costi contrattuali differiti di rete fissa -  passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di riconoscimento a
conto economico
39
Oneri connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale e altri
84
85
Altri costi operativi
Altri oneri ed accantonamenti
18
44
Impatto su EBITDA
(213)
97
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti
Minusvalenze (plusvalenze) nette da realizzo di attività non correnti
(3)
Impatto su Risultato operativo (EBIT)
(213)
94
I proventi netti non ricorrenti dell'esercizio 2025 comprendono principalmente:
provento operativo di 973 milioni di euro, riferibile al risarcimento del danno complessivo relativamente al canone di
concessione per l'esercizio di attività di telecomunicazioni, versato dal Gruppo TIM con riferimento all'esercizio 1998,
confermato in via definitiva dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 33241 del 19 dicembre 2025 che ha riconosciuto la
decisione della Corte d'Appello di Roma dell'aprile 2024. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Canone di concessione
1998";
altri proventi operativi per 16 milioni di euro principalmente conseguenti al rilascio di fondi rischi commerciali;
costi operativi pari a 628 milioni di euro (589 milioni di euro rilevati negli acquisti di materie e servizi e 39 milioni di euro rilevati
nei costi del personale) connessi alla modifica prospettica, nell'ambito della Business Unit Domestic, della durata da 8 a 4 anni
del riconoscimento a conto economico dei costi contrattuali differiti di rete fissa. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo
"Costi contrattuali differiti";
altri costi per acquisti di materie e servizi per 46 milioni di euro di costi relativi principalmente a consulenze e prestazioni
professionali connesse a operazioni societarie e allo sviluppo di progetti non ricorrenti;
altri costi del personale per 84 milioni di euro principalmente connessi a piani di esodo individuale e a vertenze con il personale;
altri costi operativi per 18 milioni di euro riferibili principalmente ad accantonamenti per contenziosi, sanzioni di carattere
regolatorio e potenziali passività ad essi correlate.
Canone di concessione 1998
Telecom Italia (anche “la Società” e “TIM”) nel 2010 ha convenuto in giudizio in sede civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri
per il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano per effetto della sentenza n. 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato - a
seguito del giudizio instaurato da Telecom Italia innanzi al TAR Lazio nel 2003 - che aveva definitivamente dichiarato dovuto il
canone di concessione anche per l’anno 1998 in violazione, ad avviso della Società, dei principi del diritto comunitario che, a partire
da tale anno, vietava agli Stati Membri di mantenere simili oneri concessori in capo alle imprese di comunicazione elettronica.
In particolare, a seguito dei suddetti giudizi amministrativi sfavorevoli, la Società ha avviato iniziative presso:
la Corte di Giustizia Europea affinché confermasse la non debenza del canone concessorio alla luce della normativa europea  e,
a seguire,
il Giudice civile italiano per richiedere il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano.
Di seguito le principali fasi del contenzioso civile per il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano per effetto della sentenza
d'appello 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato:
a marzo 2015 il Tribunale civile di Roma emetteva una sentenza con cui dichiarava la domanda risarcitoria della Società
inammissibile;
Telecom Italia proponeva appello e in data 3 aprile 2024 la Corte di Appello di Roma, con sentenza  n.2320/2024 accoglieva la
domanda e condannava la Presidenza del Consiglio dei Ministri a corrispondere a Telecom Italia 528.711.476,152 euro, oltre
accessori e spese di lite, riconoscendo dunque un risarcimento del danno per complessivi circa 973 milioni di euro (importo
comprensivo di rivalutazione ed interessi fino al 3 aprile 2024), oltre ulteriori interessi legali che, sino al 31 dicembre 2025,
ammontano a circa 38 milioni di euro;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
15
il calcolo del danno complessivo tiene conto della rivalutazione all’attualità dalla data di deposito del ricorso al TAR (novembre
2003) che costituisce l’atto introduttivo della domanda di ripetizione dell’indebito; sull’importo rivalutato all’attualità sono
dovuti gli interessi compensativi - secondo il criterio di cui alla nota sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite 1712/1995
- sugli importi rivalutati anno per anno;
la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha quindi notificato a Telecom Italia il ricorso per Cassazione avverso la sentenza della
Corte d’Appello di Roma, chiedendone la cassazione “con ogni conseguenziale provvedimento anche, occorrendo, di decisione
della controversia nel merito”;
Telecom Italia ha depositato il proprio controricorso con ricorso incidentale condizionato;
con sentenza del 19 dicembre 2025 n. 33241, la Corte di Cassazione ha confermato le ragioni della Società e resa
definitiva la decisione della Corte d’Appello del 3 aprile 2024 n. 2320/2024 e la misura del risarcimento complessivo del
danno da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti di Telecom Italia.
Pertanto le somme riconosciute dalla suddetta sentenza n.2320/2024 costituiscono nel loro insieme un credito pecuniario, per un
ammontare di circa 973 milioni di euro, iscritti fra gli Altri Proventi del Conto economico; la valorizzazione degli interessi legali sino
al 31 dicembre 2025 (circa 38 milioni di euro) è iscritta nei Proventi finanziari; nella situazione patrimoniale al 31 dicembre 2025 la
voce Crediti vari correnti rileva l'importo complessivo pari a 1.011 milioni di euro, come di seguito dettagliato:
(milioni di euro)
Gruppo TIM/
Business Unit Domestic
Canone di concessione 1998
altri proventi operativi
973
proventi finanziari
38
Totale
1.011
Crediti vari correnti
1.011
Si rammenta inoltre che nel mese di luglio 2025 si era proceduto alla cessione a un pool di primarie banche dell’intero credito
relativo alla restituzione del Canone di Concessione 1998 (per un importo complessivo di 995,4 milioni di euro comprensivo degli
interessi legali maturati sino alla data della cessione); la cessione non ha avuto alcun impatto sull'Indebitamento Finanziario Netto.
Costi contrattuali differiti di rete fissa
Con la cessione della rete fissa, perfezionata nella seconda metà del 2024, e la progressiva introduzione di elementi commerciali
accessori alla pura vendita di connettività, legati allo sviluppo del concetto di customer platform (multimedia, energia,
assicurazioni…), realizzata a partire da metà 2025 (a valle anche delle modifiche allo Statuto di TIM S.p.A.),  la nozione di cliente
legato a una specifica linea telefonica/dati sta perdendo progressivamente di significato, sostituito da una visione di cliente al
centro di un ecosistema di servizi e offerte.
A seguito della cessione della rete fissa il business Domestico si è confrontato con un nuovo modello industriale che ha un impatto
significativo sul modello di costi/investimenti industriali, significativamente collegati alle relazioni contrattuali che TIM intrattiene
con gli operatori wholesale (FiberCop e altri). Tale nuovo modello ha consentito di aumentare il livello di stretta correlazione fra
capacità di acquisizione dei clienti e costi connessi agli stessi, superando il modello basato su “livello di copertura della rete”.
Nelle seconda parte del 2025 TIM ha, inoltre, proseguito ed accelerato il percorso di sviluppo commerciale basato sul concetto di
customer platform, nel quale il cliente è destinatario di un portafoglio di servizi ed offerte.
Si richiama inoltre che i costi contrattuali che vengono sostenuti nel mercato Domestico per l’ottenimento e l’adempimento di un
contratto verso il cliente di Rete fissa (riferibili principalmente a costi per le provvigioni alla rete di vendita e a costi tecnici di
attivazione), in coerenza con quanto richiesto dall’IFRS 15, sono oggetto di capitalizzazione e successiva imputazione a conto
economico, lungo la loro stimata vita utile.
Pertanto, ai fini del Bilancio 2025, è stata effettuata la valutazione sulla recuperabilità dei Costi contrattuali differiti in essere su rete
fissa e si è ritenuto di vincolare la durata degli stessi non più alla vita utile del cliente (precedentemente stimata in circa 8 anni) in
quanto difficilmente tracciabile e non più rappresentativa del modello di business, ma al periodo lungo il quale si realizza la
recuperabilità economica dei costi “one-off”, periodo calcolato in 4 anni.
Tale variazione delle durate non ha alcun impatto sugli indicatori di natura finanziaria (quali Cassa, Indebitamento finanziario
netto, Flussi di cassa).
La modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa – effettuata
in termini prospettici – comporta, al 31 dicembre 2025, maggiori costi (per Acquisti e del Personale) riversati a conto economico - al
fine di adeguarli alle nuove durate - per un impatto complessivo sulla Business Unit Domestic di 628 milioni di euro. La consistenza
in essere al 31 dicembre 2025 dei Costi contrattuali differiti per l’acquisizione del cliente e per l’adempimento del contratto di rete
fissa è pertanto pari, per la Business Unit Domestic, a 642 milioni di euro.
La modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa – effettuata
in termini prospettici – ha comportato al 31 dicembre 2025 maggiori costi riversati a conto economico - al fine di adeguarli alle
nuove durate - sulla Business Unit Domestic e sul Gruppo TIM così dettagliati:
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM
16
(milioni di euro)
Gruppo TIM/
Business Unit Domestic
Costi contrattuali differiti di rete fissa - riconoscimento a conto economico da 8 a 4 anni
acquisti di materie prime e servizi
(589)
costi del personale
(39)
Totale
(628)
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota "Crediti vari e altre attività non correnti" del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025  del
Gruppo TIM.
Principali variazioni del perimetro di consolidamento del
Gruppo TIM
Nel corso dell'esercizio 2025 non sono intervenute variazioni significative dell'area di consolidamento.
Nel corso dell'esercizio 2024 le principali variazioni dell'area di consolidamento intervenute sono state:
la cessione, in data 1° luglio 2024, dell’intera partecipazione detenuta da TIM S.p.A. in FiberCop S.p.A. successivamente al
conferimento da parte della stessa TIM S.p.A. in FiberCop S.p.A. di un ramo d'azienda, costituito dalle attività relative alla Rete
Primaria, dall’attività cosiddetta "Wholesale" e dall’intera partecipazione nella società controllata Telenergia S.r.l. (“Operazione
NetCo”). In tale data, pertanto, si è verificato il deconsolidamento delle attività cedute ed alla stessa data sono stati rilevati gli
effetti economici e patrimoniali dell’Operazione classificati, in applicazione dell'IFRS 5, tra le Discontinued Operations;
l'acquisizione del controllo, attraverso la società controllata Telsy S.p.A. (Business Unit Domestic), di QTI S.r.l., società attiva
nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento economico consolidato
17
ANDAMENTO ECONOMICO CONSOLIDATO
Ricavi
I ricavi totali del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) dell'esercizio 2025 ammontano a 13.734 milioni di euro,
+0,6% rispetto all'esercizio 2024 (13.653 milioni di euro).
L’analisi dei ricavi totali dell'esercizio 2025 ripartiti per settore operativo in confronto all'esercizio 2024 è la seguente:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
peso %
peso %
assolute
%
%
like-for-like
Domestic
9.543
69,5
9.318
68,2
225
2,4
1,9
Brasile
4.220
30,7
4.366
32,0
(146)
(3,3)
4,6
Altre attività
Rettifiche ed elisioni
(29)
(0,2)
(31)
(0,2)
2
Totale consolidato
13.734
100,0
13.653
100,0
81
0,6
2,7
I ricavi consolidati "like-for-like" del Gruppo TIM sono calcolati come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni %
RICAVI
13.734
13.653
0,6
Effetto conversione bilanci in valuta
(332)
Oneri/(Proventi) non ricorrenti
RICAVI ORGANICI esclusa componente non ricorrente
13.734
13.321
3,1
Impatti derivanti da:
Master Service Agreement (MSA)
67
Altri
(20)
RICAVI ORGANICI like-for-like
13.734
13.368
2,7
EBITDA
L’EBITDA del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) dell'esercizio 2025 è pari a 4.566 milioni di euro (4.744 milioni di
euro nell'esercizio 2024, -3,8%).
Il dettaglio dell’EBITDA ripartito per settore operativo dell'esercizio 2025 in confronto con l'esercizio 2024 è il seguente:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
peso %
peso %
assolute
%
%
like-for-like
Domestic
2.437
53,4
2.593
54,7
(156)
(6,0)
5,2
Brasile
2.136
46,8
2.155
45,4
(19)
(0,9)
7,7
Altre attività
(7)
(0,2)
(6)
(0,1)
(1)
Rettifiche ed elisioni
2
(2)
Totale consolidato
4.566
100,0
4.744
100,0
(178)
(3,8)
6,4
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento economico consolidato
18
L'EBITDA consolidato "like-for-like" è calcolato come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni %
EBITDA
4.566
4.744
(3,8)
Effetto conversione bilanci in valuta
(164)
Oneri/(Proventi) non ricorrenti
(213)
97
EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente
4.353
4.677
(6,9)
Impatti derivanti da:
Nuovo Master Service Agreement (MSA)
(902)
Storno precedente MSA fra TIM e FiberCop
341
Altri
(24)
EBITDA ORGANICO like-for-like
4.353
4.092
6,4
Sull’EBITDA del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) hanno inciso in particolare gli andamenti delle voci di seguito
analizzate:
Acquisti di materie e servizi (8.647 milioni di euro; 7.391 milioni di euro nell'esercizio 2024):
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Acquisti di beni
906
938
(32)
Quote di ricavo da riversare ad altri operatori e costi per servizi di
accesso a reti di telecomunicazioni
1.960
1.664
296
Ospitalità e delivery
594
449
145
Costi commerciali e di pubblicità
2.240
1.719
521
Consulenze e prestazioni professionali
212
208
4
Energia, manutenzioni, servizi in outsourcing
1.067
964
103
Costi per godimento beni di terzi
1.231
1.068
163
Altri
437
381
56
Totale acquisti di materie e servizi
8.647
7.391
1.256
% sui Ricavi
63,0
54,1
8,9pp
La crescita della voce "Acquisti di materie e servizi" dell'esercizio 2025 risente, in particolare:
degli effetti connessi alla modifica, effettuata in termini prospettici, della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto
economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa (589 milioni di euro). Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione
"Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM - Eventi non ricorrenti - Costi contrattuali differiti".
agli oneri di accesso alla rete e di ospitalità e delivery, legati al Master Service Agreement (MSA) stipulato da TIM S.p.A. con
FiberCop, che nel 2024 avevano impattato solo nella seconda parte dell'esercizio.
Costi del personale ( 1.474 milioni di euro; 1.414 milioni di euro nell'esercizio 2024):
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Costi del personale Italia
1.162
1.079
83
Costi e oneri del personale ordinari
1.039
994
45
Oneri di ristrutturazione e altro
123
85
38
Costi del personale Estero
312
335
(23)
Costi e oneri del personale ordinari
312
335
(23)
Oneri di ristrutturazione e altro
Totale costi del personale
1.474
1.414
60
% sui Ricavi
10,7
10,4
0,3pp
L'incremento di 60 milioni di euro dei costi del personale è principalmente attribuibile:
all’incremento di 45 milioni di euro della componente italiana dei costi ordinari del personale principalmente dovuto ai
maggiori oneri accertati per l’erogazione dei premi di produttività correlati agli obiettivi aziendali;
all'incremento di 38 milioni di euro della voce “Oneri di ristrutturazione e altro” della componente italiana. Nell'esercizio
2025 sono stati accantonati oneri per 123 milioni di euro correlati principalmente all’accantonamento degli oneri per
vertenze con il personale, all’integrazione salariale connessa al Contratto di Solidarietà e ai piani di esodazione individuale,
come previsto dall’accordo sindacale firmato dalla Società il 12 aprile 2024. Inoltre, è stato rilevato l'impatto connesso alla
modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa (con
riferimento ai costi sostenuti in esercizi precedenti per personale tecnico di rete per attività di delivery e provisioning (39
milioni di euro). Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione "Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM - Eventi non
ricorrenti - Costi contrattuali differiti".
alla diminuzione di 23 milioni di euro della componente estera correlata principalmente all’impatto della variazione dei tassi
di cambio della Business Unit Brasile.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento economico consolidato
19
Altri proventi operativi ( 1.254 milioni di euro; 231 milioni di euro nell'esercizio 2024):
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
973
973
Indennità di ritardato pagamento dei servizi telefonici
36
37
(1)
Recupero costi del personale, acquisti e prestazioni di servizi
12
18
(6)
Contributi in conto impianti e in conto esercizio
29
16
13
Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze
37
7
30
Revisioni di stima e altre rettifiche
57
96
(39)
Proventi per attività di formazione agevolata
1
1
Servizi correlati al MSA con FiberCop S.p.A.
82
42
40
Altri
27
14
13
Totale
1.254
231
1.023
Gli "Altri proventi operativi" dell'esercizio 2025 beneficiano in particolare del provento non ricorrente connesso al
riconoscimento del risarcimento del danno complessivo relativamente al canone di concessione per l'esercizio di attività di
telecomunicazioni, versato dal Gruppo TIM con riferimento all'esercizio 1998, confermato in via definitiva dalla sentenza della
Corte di Cassazione n. 33241 del 19 dicembre 2025 che ha riconosciuto la decisione della Corte d'Appello di Roma dell'aprile
2024. Per ulteriori dettagli si veda la sezione "Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM - Eventi non ricorrenti - Canone
di concessione 1998".
Altri costi operativi (580 milioni di euro; 638 milioni di euro nell'esercizio 2024):
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Svalutazioni e oneri connessi alla gestione dei crediti
216
214
2
Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri
36
56
(20)
Contributi e canoni per l’esercizio di attività di telecomunicazioni
187
211
(24)
Oneri e accantonamenti per imposte indirette e tasse
73
76
(3)
Penali, indennizzi per transazioni e sanzioni amministrative
11
9
2
Quote e contributi associativi, elargizioni, borse di studio e stages
10
8
2
Altri oneri
47
64
(17)
Totale
580
638
(58)
Ammortamenti
Nell'esercizio 2025 ammontano a 2.938 milioni di euro (3.063 milioni di euro nell'esercizio 2024) e sono così dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita
1.321
1.390
(69)
Ammortamento delle attività materiali
1.075
1.130
(55)
Ammortamento diritti d'uso su beni di terzi
542
543
(1)
Totale
2.938
3.063
(125)
Svalutazioni nette di attività non correnti
Nell'esercizio 2025 le Svalutazioni nette di attività non correnti sono pari a  69 milioni di euro (14 milioni di euro nell'esercizio
2024).
In particolare, le svalutazioni dell'esercizio 2025 sono state operate dalla Capogruppo TIM S.p.A., a seguito dell’analisi di
recuperabilità delle immobilizzazioni aziendali coinvolte negli accordi siglati nel corso del 2025 con fornitori di apparati di rete e con
altri operatori TLC; tali accordi hanno come obiettivo l’estensione della copertura delle reti 5G, in particolare nelle aree a bassa
densità, al fine di fornire servizi evoluti ai clienti del Gruppo con una migliore copertura della rete, contribuendo a portare la banda
ultra-larga nelle aree meno servite, e hanno comportato la necessità di rivedere il valore recuperabile degli apparati nelle diverse
aree geografiche coinvolte nel progetto.
Inoltre si è proceduto a svolgere il processo di impairment test sull’Avviamento. Come noto, l’Avviamento, ai sensi dello IAS 36, non
è soggetto ad ammortamento, ma a verifica per riduzione di valore (impairment test) con cadenza annuale in occasione della
redazione del bilancio consolidato e separato della società. Le risultanze di tale valutazione, effettuata nel rispetto della specifica
procedura di cui il Gruppo si è dotato, hanno confermato i valori dell’Avviamento attribuito alle due Cash Generating Unit del
Gruppo, Domestic e Brasile.
Per ulteriori dettagli si rimanda a quanto riportato nelle Nota “Avviamento” del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del
Gruppo TIM.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento economico consolidato
20
EBIT
L’ EBIT del Gruppo TIM (Sparkle Discontinued Operations) dell'esercizio 2025 è pari a 1.564 milioni di euro (1.669 milioni di euro
nell'esercizio 2024). L'EBIT dell'esercizio 2025 comprende proventi netti non ricorrenti per un importo di 213 milioni di euro
(principalmente riferibili al provento operativo relativo al canone di concessione 1998, solo parzialmente compensato dai maggiori
costi connessi alla modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei costi contrattuali differiti di rete
fissa, nonché ad altre partite non ricorrenti). L'EBIT dell'esercizio 2024 comprende oneri netti non ricorrenti per un importo di 94
milioni di euro; occorre inoltre ricordare che il primo semestre del 2024 includeva gli impatti economici di “NetCo/FiberCop” (ceduta
il 1° luglio 2024), e che, dalla data della cessione, è diventato efficace il Master Services Agreement, che regola i rapporti tra TIM
S.p.A. e FiberCop.
Saldo dei proventi/(oneri) finanziari
Il saldo dei proventi/(oneri) finanziari è negativo e pari a 901 milioni di euro (negativo per 1.312 milioni di euro nel'esercizio 2024). La
riduzione è sostanzialmente correlata alla diminuzione dell'indebitamento finanziario conseguente alla cessione di NetCo,
effettuata a metà del 2024.
Imposte sul reddito
Nell'esercizio 2025 la voce imposte sul reddito è pari a 112 milioni di euro ( 178 milioni di euro nell'esercizio 2024):
52 milioni di euro sono attribuibili a società della Business Unit Domestic, di cui 33 milioni di euro riferibili alla Capogruppo TIM
S.p.A., sostanzialmente relativi all'imposta IRAP;
43 milioni di euro sono attribuibili alla Business Unit Brasile.
Utile (perdita) dell'esercizio
E’ così dettagliato:
(milioni di euro)
2025
2024
Utile (perdita) dell'esercizio
519
(364)
Attribuibile a:
Soci della Controllante:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
372
51
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(75)
(661)
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai Soci della Controllante
297
(610)
Partecipazioni di minoranza:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
223
183
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(1)
63
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile alle Partecipazioni di minoranza
222
246
Il risultato relativo alle “Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” dell'esercizio 2025 è relativo
principalmente al risultato economico del gruppo Telecom Italia Sparkle classificato, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibili
per la vendita". Il risultato dell'esercizio 2024 comprende anche i risultati economici dell'"Operazione NetCo".
Il Risultato netto dell'esercizio 2025 è positivo per 519 milioni di euro ed è comprensivo di un impatto di partite non ricorrenti
positive per 157 milioni di euro; la quota del Risultato netto attribuibile ai Soci della Controllante è positivo per 297 milioni di
euro.
TIM_Bilancio_2025_Principali Dati Economici Finanziari_BUSINESS UNIT_ITA_.jpg
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM
Business Unit Domestic
22
PRINCIPALI DATI ECONOMICI E OPERATIVI DELLE BUSINESS
UNIT DEL GRUPPO TIM
Domestic
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
(a-b)
(a)
(b)
assolute
%
%
like-for-like
Ricavi
9.543
9.318
225
2,4
1,9
EBITDA
2.437
2.593
(156)
(6,0)
5,2
% sui Ricavi
25,5
27,8
(2,3)pp
EBIT
549
714
(165)
(23,1)
% sui Ricavi
5,8
7,7
(1,9)pp
Personale a fine esercizio (unità) (°)
16.887
17.751
(864)
(4,9)
(°) Comprende il personale con contratto di lavoro somministrato: 121 unità al 31 dicembre 2025 (63 unità al 31 dicembre 2024).
Ricavi
I ricavi della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) ammontano a 9.543 milioni di euro, in aumento di 225
milioni di euro rispetto all'esercizio 2024 (+2,4%).
I ricavi Domestic "like-for-like" sono calcolati come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
VariazionI
%
RICAVI
9.543
9.318
2,4
Effetto conversione bilanci in valuta
Proventi/(Oneri) non ricorrenti
RICAVI ORGANICI - esclusa componente non ricorrente
9.543
9.318
2,4
Impatti derivanti da:
Master Service Agreement (MSA)
67
Altri
(16)
RICAVI ORGANICI like-for-like
9.543
9.369
1,9
I ricavi da Servizi "like-for-like" ammontano a 8.791 milioni di euro (+228 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024, +2,7 %), grazie
alla crescita dei ricavi ICT nonostante gli impatti del contesto competitivo sulla customer base.
I ricavi Handset e Bundle & Handset "like-for-like" , inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari a 752 milioni di euro
nell'esercizio 2025, in diminuzione di 54 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per una contrazione sia del
segmento TIM Enterprise che del segmento TIM Consumer.
***
TIM Consumer. Il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme di servizi e prodotti di fonia e internet gestiti e sviluppati nel
Fisso e nel Mobile per le persone e le famiglie (dalla telefonia pubblica, dalle attività di caring e gestione amministrativa dei clienti),
per la clientela delle PMI (Piccole e medie imprese) e SOHO (Small Office Home Office) e per altri operatori mobili (MVNO); è inclusa
la società TIM Retail, che coordina l’attività dei negozi di proprietà.
Si riportano di seguito i principali "Key Performance Indicators " di TIM Consumer:
31.12.2025
31.12.2024
Accessi totali Fisso (migliaia)
6.904
7.169
di cui accessi ultra-broadband attivi (migliaia)
5.556
5.478
ARPU Fisso Consumer (€/mese) (1)
32,0
30,5
Consistenza linee mobili a fine periodo (migliaia)
15.173
15.984
di cui Human calling (migliaia)
13.048
13.280
Churn rate Mobile (%) (2)
18,5
19,4
ARPU Mobile Consumer Human calling (€/mese) (3)
10,7
10,6
(1)  Ricavi da servizi organici Consumer rapportati alla consistenza media degli accessi Consumer. I dati del 2024 sono stati proformati a pari perimetro del 2025.
(2)  Percentuale di linee human cessate nel periodo rispetto alla consistenza media linee human.
(3)  Ricavi da servizi organici Consumer (visitors e MVNO esclusi) rapportati alla consistenza media linee human calling.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM
Business Unit Domestic
23
(milioni di euro) - dati organici
2025
2024
VariazionI %
(a)
(b)
(a-b)/b
(a-b)/b
Ricavi TIM Consumer – like-for-like
6.023
6.078
(2,3)
(0,9)
Ricavi da servizi
5.515
5.546
(2,3)
(0,6)
Ricavi Handset e Bundle & Handset
508
532
(1,7)
(4,5)
I ricavi di TIM Consumer dell'esercizio 2025 sono pari a 6.023 milioni di euro, la riduzione di 55 milioni di euro rispetto allo stesso
periodo dell'anno precedente, è correlata alla contrazione dei ricavi da servizi mobile e alla minor vendita di prodotti.
I ricavi da servizi, che sono pari a 5.515 milioni di euro, sono in riduzione di 31 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024.
I ricavi Handset e Bundle & Handset di TIM Consumer sono pari a 508 milioni di euro, in diminuzione di 24 milioni di euro rispetto
all'esercizio 2024: la variazione è principalmente connessa ai minori volumi di vendita di prodotti del fisso.
TIM Enterprise. Il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme di servizi e prodotti di connettività e soluzioni ICT gestiti e
sviluppati per la clientela Top, Public Sector, Large Account. Sono incluse le società: Olivetti, TI Trust Technologies, Telsy e Noovle.
(milioni di euro) - dati organici
2025
2024
Variazioni %
(a)
(b)
(a-b)/b
Ricavi TIM Enterprise - like-for-like
3.520
3.291
7,0
Ricavi da servizi
3.276
3.017
8,6
Ricavi Handset e Bundle & Handset
244
274
(10,9)
I ricavi di TIM Enterprise sono pari a 3.520 milioni di euro, in aumento rispetto all'esercizio 2024 di 229 milioni di euro (+7,0%), grazie
alla componente dei ricavi da servizi (+259 milioni di euro, +8,6%), trascinati dai servizi di IT Cloud.
EBITDA
L’EBITDA dell'esercizio 2025 della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) è pari a 2.437 milioni di euro (-156
milioni di euro rispetto all'esercizio 2024).
L'EBITDA Domestic "like-for-like" è calcolato come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
%
EBITDA
2.437
2.593
(6,0)
Effetto conversione bilanci in valuta
Oneri/ (Proventi) non ricorrenti
(220)
97
EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente
2.217
2.690
(17,6)
Impatti derivanti da:
Nuovo Master Service Agreement (MSA)
(902)
Storno precedente MSA fra TIM e FiberCop
341
Altri
(22)
EBITDA ORGANICO like-for-like
2.217
2.107
5,2
Con riferimento ai risultati della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) e alle dinamiche delle principali voci
si evidenzia che hanno influito le stesse dinamiche già commentate nell'ambito del Gruppo consolidato; in dettaglio le voci
analizzate:
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM
Business Unit Domestic
24
Altri proventi operativi sono pari a 1.230 milioni di euro con un incremento di 1.025 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
973
973
Indennità di ritardato pagamento dei servizi telefonici
17
19
(2)
Recupero costi del personale, acquisti e prestazioni di servizi
12
17
(5)
Contributi in conto impianti e in conto esercizio
29
16
13
Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze
35
6
29
Revisioni di stima e altre rettifiche
57
96
(39)
Proventi per attività di formazione agevolata
1
1
Servizi correlati al MSA con FiberCop S.p.A.
82
42
40
Altri
24
8
16
Totale
1.230
205
1.025
Gli Altri proventi operativi dell'esercizio 2025 beneficiano in particolare del provento non ricorrente connesso al
riconoscimento del risarcimento del danno complessivo relativamente al canone di concessione per l'esercizio di attività di
telecomunicazioni, versato dal Gruppo TIM con riferimento all'esercizio 1998, confermato in via definitiva dalla sentenza della
Corte di Cassazione n. 33241 del 19 dicembre 2025 che ha riconosciuto la decisione della Corte d'Appello di Roma dell'aprile
2024.. Per ulteriori dettagli si veda la sezione "Principali dati economico-finanziari del Gruppo TIM - Eventi non ricorrenti -
Canone di concessione 1998".
Inoltre gli altri incrementi sono dovuti principalmente ai proventi (40 milioni di euro) derivanti dal MSA con FiberCop S.p.A. in
vigore dal secondo semestre 2024 e all'incremento per 29 milioni di euro della voce Risarcimenti, penali e recuperi connessi a
vertenze sostanzialmente legato al rilascio di fondi rischi commerciali e a penali attive.
Acquisti di materie e servizi sono pari a 7.120 milioni di euro con un incremento di 1.303 milioni di euro rispetto all'esercizio
2024:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Acquisti di beni
723
751
(28)
Quote di ricavo da riversare ad altri operatori e costi per servizi
di accesso a reti di telecomunicazioni
1.741
1.452
289
Ospitalità e delivery
594
449
145
Costi commerciali e di pubblicità
1.776
1.236
540
Consulenze e prestazioni professionali
106
92
14
Energia, manutenzioni, servizi in outsourcing
861
725
136
Costi per godimento di beni di terzi
941
797
144
Altri
378
315
63
Totale acquisti di materie e servizi
7.120
5.817
1.303
% sui Ricavi
74,6
62,4
12,2
L'incremento della voce Acquisti di materie e servizi è dovuto principalmente agli effetti connessi alla citata modifica
prospettica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei costi contrattuali differiti di rete fissa (589
milioni di euro) nonchè agli oneri di accesso alla rete e di ospitalità e delivery, legati al contratto MSA con FiberCop, che nel 2024
avevano impattato solo nella seconda parte dell'anno.
Costi del personale sono pari a 1.165 milioni di euro con un incremento di 84 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024. Hanno
influito su tale andamento le stesse dinamiche già commentate nell'andamento economico consolidato del Gruppo.
Altri costi operativi sono pari a 226 milioni di euro con un incremento di 14 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Svalutazioni e oneri connessi alla gestione dei crediti
95
95
Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri
26
37
(11)
Contributi e canoni per l’esercizio di attività di telecomunicazioni
19
19
Oneri e accantonamenti per imposte indirette e tasse
32
31
1
Penali, indennizzi per transazioni e sanzioni amministrative
11
9
2
Quote e contributi associativi, elargizioni, borse di studio e stages
7
6
1
Altri oneri
36
43
(7)
Totale
226
240
(14)
EBIT
L’EBIT nell'esercizio 2025 della Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) è positivo per 549 milioni di euro
(+714 milioni di euro nell'esercizio 2024) e risente delle stesse dinamiche già commentate nell'ambito del Gruppo consolidato.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM
Business Unit Brasile
25
Brasile
(milioni di euro)
(milioni di reais)
2025
2024
2025
2024
Variazioni
assolute
%
% organica
esclusi non
ricorrenti
(a)
(b)
(c)
(d)
(c-d)
(c-d)/d
Ricavi
4.220
4.366
26.625
25.448
1.177
4,6
4,6
EBITDA
2.136
2.155
13.477
12.562
915
7,3
7,7
% sui Ricavi
50,6
49,4
50,6
49,4
1,2pp
1,4pp
EBIT
1.022
960
6.449
5.597
852
15,2
16,1
% sui Ricavi
24,2
22,0
24,2
22,0
2,2pp
2,4pp
Personale a fine esercizio (unità)
8.702
9.123
(421)
(4,6)
I tassi di cambio medi utilizzati per la conversione in euro (espressi in termini di unità di real per 1 euro) sono pari a 6,30892 nell'esercizio 2025 e a 5,82877 nell'esercizio
2024.
2025
2024
Consistenza linee mobili a fine periodo (migliaia) (*)
61.974
62.058
ARPU mobile (reais)
32,8
31,4
ARPU BroadBand (reais)
94,8
97,2
(*) Include linee aziendali.
La Business Unit Brasile (gruppo TIM Brasil) fornisce servizi di telefonia mobile, offre la trasmissione di dati in fibra ottica utilizzando
tecnologia IP completa e servizi di banda larga residenziale. Inoltre, il gruppo TIM Brasil fornisce servizi IoT, focalizzati sui verticali
Agroalimentare, Industria, Logistica e Utilities.
Ricavi
I ricavi dell'esercizio 2025 della Business Unit Brasile (gruppo TIM Brasil) ammontano a 26.625 milioni di reais (25.448 milioni di
reais nell'esercizio 2024, +4,6%).
La crescita è stata determinata dai ricavi da servizi (25.856 milioni di reais rispetto ai 24.588 milioni di reais nell'esercizio 2024,
+5,2%) con i ricavi da servizi di telefonia mobile in crescita del 5,4% nell'esercizio 2025 grazie al continuo miglioramento del
segmento post-paid. I ricavi da servizi di telefonia fissa hanno registrato un leggero incremento dello 0,4% rispetto all'esercizio
2024. Nel quarto trimestre del 2025 i risultati dell'Ultrafibra evidenziano un ritorno alla crescita, a testimonianza degli sforzi profusi
dall'azienda nel corso dell'anno per migliorare la propria operatività.
I ricavi da vendite di prodotti si sono attestati a 769 milioni di reais ( 860 milioni di reais nell'esercizio 2024).
L’ARPU mobile nell'esercizio 2025 è stato pari a 32,8 reais (31,4 reais nell'esercizio 2024, +4,6%).
Le linee mobili complessive al 31 dicembre 2025 sono pari a circa 62 milioni, sostanzialmente in linea alle linee mobili
complessive al 31 dicembre 2024 (62,1 milioni). Il positivo andamento del segmento post-paid è stato compensato dalla riduzione
delle linee del segmento pre-paid. Al 31 dicembre 2025 i clienti post-paid rappresentano il 52,8% della base clienti (48,7% al 31
dicembre 2024).
L’ARPU BroadBand dell'esercizio 2025 è stato di 94,8 reais (97,2 reais nell'esercizio 2024).
EBITDA
L'EBITDA dell'esercizio 2025 ammonta a 13.477 milioni di reais (12.562 milioni di reais nell'esercizio 2024,+7,3%) e il margine sui
ricavi è pari al 50,6% (49,4% nell'esercizio 2024).
L'EBITDA organico al netto della componente non ricorrente è in crescita del 7,7% ed è calcolato come segue:
(milioni di reais)
2025
2024
Variazioni
assolute
%
EBITDA
13.477
12.562
915
7,3
Oneri/(Proventi) non ricorrenti
47
47
EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente
13.524
12.562
962
7,7
La crescita dell'EBITDA è attribuibile principalmente alla positiva performance dei ricavi da servizi parzialmente compensata dalla
crescita dei costi operativi.
L'incidenza dell'EBITDA sui ricavi si attesta, in termini organici, al 50,8% (49,4% nell'esercizio 2024).
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali dati economici e operativi delle BU del Gruppo TIM
Business Unit Brasile
26
Sono di seguito evidenziate le dinamiche delle principali voci di costo:
(milioni di euro)
(milioni di reais)
2025
2024
2025
2024
Variazioni
(a)
(b)
(c)
(d)
(c-d)
Acquisti di materie e servizi
1.552
1.601
9.789
9.330
459
Costi del personale
307
331
1.935
1.930
5
Altri costi operativi
349
393
2.206
2.288
(82)
EBIT
L' EBIT dell'esercizio 2025 è pari a 6.449 milioni di reais (5.597 milioni di reais nell'esercizio 2024, +15,2%).
L'EBIT organico al netto della componente non ricorrente si attesta nell'esercizio 2025 a 6.496 milioni di reais (5.597 milioni di
reais nell'esercizio 2024) con un margine sui ricavi del 24,4% (22,0% nell'esercizio 2024) ed è calcolato come segue:
(milioni di reais)
2025
2024
Variazioni
assolute
%
EBIT
6.449
5.597
852
15,2
Oneri/(Proventi) non ricorrenti
47
47
EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente
6.496
5.597
899
16,1
Operazione di raggruppamento e frazionamento azionario di TIM S.A.
Il 27 marzo 2025 l'Assemblea degli Azionisti di TIM S.A. ha approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione della Società del
24 febbraio 2025 relativa all'operazione di raggruppamento (nel rapporto di 100:1) e il successivo frazionamento (nel rapporto di
1:100) delle azioni ordinarie (reverse stock split and stock split) della Società.
La proposta ha previsto che l'operazione: (i) si applicasse a tutti gli azionisti della Società, (ii) non comportasse una variazione del
valore del capitale sociale della Società o del numero totale di azioni, (iii) non modificasse i diritti conferiti dalle azioni emesse dalla
Società ai rispettivi titolari e (iv) non comportasse una variazione del numero di azioni che compongono ciascun ADR, lasciando
invariato il numero totale di ADR in circolazione.
All'inizio di luglio 2025 la Società ha perfezionato la procedura di raggruppamento e frazionamento azionario. Il 14 luglio 2025 si è
tenuta un'asta per la cessione di 22.059.698 azioni ordinarie corrispondenti alle frazioni risultanti dall'operazione, formate
dall'aggregazione delle azioni frazionate. Il risultato dell'asta, pari a 455,7 milioni di reais già al netto di costi e commissioni,
equivalente a 20,66 reais per azione ordinaria, è stato messo a disposizione dei titolari delle azioni frazionarie, nelle proporzioni
appropriate, a partire dal 23 luglio 2025. A seguito dell'asta, al 31 dicembre 2025 è stato pagato l'importo di 79,2 milioni di reais,
lasciando 376,5 milioni di reais a disposizione degli ex azionisti non identificati o di quelli senza dati di registrazione completi.
Gli importi connessi alle frazioni di azioni non reclamate dagli azionisti hanno un termine di prescrizione di 3 anni.
TIM_Layout_Infografica_Bilancio2025_Verticale.jpg
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali sviluppi commerciali
28
PRINCIPALI SVILUPPI COMMERCIALI
Domestic
Rafforzamento del Brand
Nel 2025 TIM ha rafforzato la piattaforma di comunicazione "La forza delle connessioni", attraverso il proseguimento del format
TV di successo che racconta storie di connessioni umane abilitate dalla tecnologia TIM, coinvolgendo le maggiori eccellenze italiane
nel panorama sportivo e presidiando il mondo della musica su tutti i segmenti.
Con una storia centenaria al servizio dello sviluppo e della crescita del Paese, l'impegno di TIM non è solo quello di servire le
persone e le aziende attraverso l’affidabile offerta di servizi, ma di essere presenti come forza per il cambiamento e il progresso del
Paese, sentendo come brand la responsabilità di massimizzare l’impatto positivo sulla società.
Per questo anche "La Parità Non Può Aspettare", campagna lanciata a fine 2023, si arricchisce di progetti e iniziative che
sottolineano l'impegno di TIM a favore della parità di genere e sensibilizzano su questo importante tema.
Inoltre, TIM ha rafforzato la sua immagine verso l'innovazione con una nuova visual identity in ambito servizi innovativi per il
mercato Business e la Pubblica Amministrazione con TIM Enterprise, orientata all’innovazione, portatrice di flessibilità creativa e
riconoscimento unico, la nuova identità visiva integra le diverse anime di innovation in cui TIM è protagonista. Stiamo assistendo
infatti alla più grande trasformazione della nostra società, il digitale sta permeando tutti gli ambiti della vita e del lavoro, e con esso
crescono le sfide legate alla sicurezza e alla sostenibilità. Le nuove tecnologie, le nuove strategie di business e le esigenze dei clienti
ci pongono davanti nuove sfide e come attori di questo cambiamento la risposta è un’evoluzione del brand per affermarsi in modo
sempre più forte come partner per la trasformazione digitale per le aziende e il sistema Paese, offrendo soluzioni avanzate e servizi
innovativi a 360 gradi. Perché non si costruisce il futuro rimanendo fermi.
Nel mercato Business e Pubblica Amministrazione, il ruolo di TIM come leader digitale è stato ulteriormente rafforzato della
creazione di una Joint Venture con Poste Italiane, volta a sviluppare un Centro di Eccellenza per accelerare lo sviluppo del Cloud
Sovrano e dei servizi Cloud/AI, unendo il posizionamento come leader Cloud di TIM e l’expertise acquisita da Poste Italiane nello
sviluppo di applicativi Open Source.
Inoltre, TIM ha ulteriormente ampliato la consapevolezza dei mercati finanziari relativamente al posizionamento di TIM Enterprise
sul mercato Business e Pubblica Amministrazione attraverso l’evento “Unboxing TIM Enterprise”, che ha riscosso notevole
successo, con impatti positivi in termini di multipli di valutazione e target price.
A febbraio è inoltre stata rilanciata l’immagine del brand TIM con un look&feel più fresco, digitale e giovane, valorizzando
ulteriormente la riconoscibilità del brand. In particolare, si è evoluto il blu TIM rendendolo più acceso, per esprimere un’identità
ancora più energica, vibrante e performante sulle piattaforme digitali, rendendo la TIM icon ancora più protagonista in tutte le
comunicazioni.
Per accompagnare questa evoluzione, è stato lanciato un nuovo spot istituzionale con il claim “Dovunque tu sarai, noi ci saremo”
che, sulle note di “Figli delle Stelle”, ripercorre la storia di TIM e il suo ruolo al fianco delle famiglie e dei cittadini, confermandola
come presenza affidabile e forza di connessione.
Rinnovamento della value proposition, con un focus sull’evoluzione tecnologica, la
convergenza dei servizi, l’attenzione ai segmenti strategici e un forte impegno verso la
sostenibilità
Consumer
Continua il primato di TIM sul mercato nazionale con l’offerta in Fibra 10Gbps; 5 milioni di clienti 5G e sviluppo
5G ULTRA in oltre 6.000 comuni con velocità fino a 2Gbps e priorità di navigazione
Lancio di TIM Energia powered by Poste Italiane, l'offerta luce e gas per tutte le famiglie. Si tratta della prima
collaborazione industriale fra TIM e Poste Italiane
Ampliato ulteriormente il modello d’offerta: da oggi anche luce e gas oltre a connettività, contenuti streaming,
servizi e prodotti innovativi ad alto utilizzo quotidiano
L’offerta bundle Fibra + TV più completa del mercato
Push convergenza, con benefici cross per i clienti Fissi e/o Mobili di TIM
Nuovo portafoglio di offerta TIM WiFi Casa a taglie, Fibra e 5G ULTRA con i migliori contenuti TV inclusi per
tutte le esigenze
Lancio di TIM WiFi Go per navigare da subito aspettando l’attivazione della Fibra e per portare il WiFi anche in
un’altra casa
TIM consolida la sua leadership tecnologica anche nel 2025, con la Fibra fino a 10 Gigabit al secondo (XGS-PON) garantendo
connessioni all’avanguardia e portando l’innovazione in sempre più case per soddisfare le crescenti esigenze dei clienti.
Nel corso del 2025 TIM ha ulteriormente rafforzato la spinta commerciale dell’offerta TIM WiFi Casa, caratterizzata da logiche e
comunicazione al cliente più semplici, intuitive ed immediate grazie alla possibilità di scegliere opzioni, contenuti e prodotti a
condizioni vantaggiose in un’unica soluzione.
TIM WiFi Casa offre anche il modem TIM HUB Pro di ultima generazione (WiFi 7), garantendo una connessione potente, stabile,
sicura in ogni angolo della casa per un’esperienza di navigazione di altissimo livello.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali sviluppi commerciali
29
Inoltre, grazie alla collaborazione con Open Fiber l’offerta TIM WiFi Casa è disponibile anche nei piccoli comuni delle Aree Bianche,
con un’assistenza di qualità in tutte le fasi di attivazione tramite l’intervento di tecnici specializzati. 
Nel 2025 TIM ha ulteriormente ampliato la copertura di FWA in tecnologia 5G con logica complementare alla fibra, per garantire
la migliore esperienza di connettività e di fruizione dei servizi ai propri clienti.
TIM WiFi Casa, infatti offre tutti i vantaggi e opzioni del portafoglio Fisso anche in tecnologia FWA nelle zone non coperte dalla
Fibra. Nel corso del 2025 è stata inoltre lanciata la nuova offerta TIM WiFi GO in tecnologia FWA 5G solo dati, per garantire al
cliente la navigazione immediata in attesa dell’attivazione della Fibra e per navigare anche in un’altra casa portando con sé il
modem.
Una particolare spinta commerciale è stata data nel corso di tutto il 2025 con un approccio “ultra convergente”, implementando
dei pacchetti integrati tra fisso, mobile, contenuti, con una logica a “taglie” per soddisfare le diverse esigenze dei Clienti.
Inoltre, è stata ulteriormente migliorata la customer experience dei clienti convergenti anche grazie a TIM Unica Power, arricchita
di promozioni dedicate (e.g. pacchetti di contenuti per la famiglia con prezzi vantaggiosi, prodotti scontati, ecc.).
Strategia Mobile: Leadership Tecnologica e Valorizzazione della Customer Base
Nel corso del 2025, TIM ha impresso una forte accelerazione allo sviluppo delle infrastrutture Ultra BroadBand Mobile,
consolidando il proprio ruolo di riferimento nel mercato domestico. La qualità superiore della rete, asse portante della strategia
aziendale, si conferma il principale fattore di differenziazione competitiva, permettendo a TIM di distanziarsi dalle dinamiche di
pura competizione sul prezzo attraverso un posizionamento nettamente Premium.
Performance di Rete e Copertura 5G ULTRA
L’eccellenza infrastrutturale di TIM ha permesso di superare la soglia dei 6 milioni di clienti con 5G attivo.
Copertura: Il servizio 5G ULTRA è stato esteso a oltre 6.000 comuni, garantendo una capillarità senza precedenti.
Prestazioni: grazie a velocità di connessione fino a 2 Gigabit al secondo, TIM offre un’esperienza d’uso ai vertici della
categoria, abilitando servizi di nuova generazione e garantendo standard di affidabilità superiori.
Strategia "Value-First" e posizionamento Premium
In un contesto di mercato caratterizzato da un'elevata pressione competitiva, TIM ha scelto di puntare sulla qualità della rete.
Questa scelta strategica si riflette in:
nuove acquisizioni: TIM ha integrato l'accesso alla tecnologia 5G come standard in tutto il portafoglio d'offerta per i nuovi
clienti, stabilendo fin dal principio un elevato standard di servizio.
gestione della Customer Base: TIM ha implementato mirate azioni di upselling verso il 5G ULTRA. L'obiettivo è duplice:
migliorare l'esperienza d'uso del cliente attraverso una tecnologia più performante e, contestualmente, incrementare
l’ARPU (Average Revenue Per User) e la fedeltà del parco clienti (Retention).
Il Vantaggio Competitivo della Qualità
La qualità della rete TIM non è solo un dato tecnico, ma un valore riconosciuto che abilita la strategia di Customer Platform. La
superiorità prestazionale del 5G ULTRA funge da abilitatore per tutti i servizi convergenti (Entertainment, Security, Smart Home),
trasformando la connettività da semplice utility a piattaforma di servizi ad alto valore aggiunto.
Evoluzione verso la Customer Platform
Espansione nel Mercato Energy: la partnership con Poste Italiane
Nel corso del 2025, TIM ha consolidato la propria strategia di diversificazione entrando nel mercato dell'energia attraverso TIM
Energia, in partnership con Poste Italiane. L'obiettivo è offrire alle famiglie italiane una gestione integrata e semplificata delle
utenze domestiche, puntando su trasparenza e sostenibilità.
TIM Energia Luce: caratterizzata da un modello a "rata fissa" basato sullo storico dei consumi annui, la soluzione
protegge il bilancio familiare dalla volatilità del mercato. Il prezzo della materia prima è bloccato per 12 mesi, con ricalcolo
annuale basato sull'effettivo utilizzo.
TIM Energia Gas: un'offerta dinamica indicizzata al PSV (Punto di Scambio Virtuale), che garantisce il prezzo all'ingrosso
con un margine di fornitura bloccato per il primo anno, assicurando massima trasparenza e allineamento ai trend di
mercato.
Sostenibilità ed ESG
La proposta è 100% green-oriented, con energia elettrica derivante esclusivamente da fonti rinnovabili certificate e gas con
emissioni di CO₂ interamente compensate.
Strategia di convergenza e Customer Loyalty
Il lancio di TIM Energia è il pilastro di una strategia di cross-selling volta a incrementare l'ARPU (Average Revenue Per User) e ridurre
il tasso di abbandono.
Telepass
Un’ulteriore partnership strategica in ambito Customer Platform è quella tra Telepass e TIM, annunciata nel dicembre 2025, che
abilita l’intera rete dei punti vendita TIM alla commercializzazione dei servizi e dei prodotti Telepass. Il partner si conferma in una
fase di crescita continua e opera in un mercato potenziale ancora molto ampio e ricco di opportunità. Tale evoluzione rappresenta
per TIM un vantaggio rilevante, contribuendo ad aumentare la pedonalità nei negozi oltre a generare ricavi incrementali.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali sviluppi commerciali
30
Leadership nell'Intelligenza Artificiale e innovazione
Nel 2025, TIM ha accelerato la transizione verso il modello di "Customer Platform", integrando l'Intelligenza Artificiale nei servizi
quotidiani. 
Partnership con Perplexity
TIM si è distinta come pioneer nel mercato consumer offrendo un anno di Perplexity Pro a tutta la base clienti fissa e mobile.
Questa iniziativa non solo differenzia il portafoglio servizi, ma assolve a un ruolo educativo, democratizzando l'accesso alle
tecnologie AI d'avanguardia e riducendo il digital divide.
Evoluzione Multi-Service: servizi digitali, sicurezza e soluzioni assicurative
Per rafforzare il posizionamento distintivo sul mercato e incrementare l'ARPU, TIM ha potenziato il portafoglio di servizi integrati:
sicurezza, identità e Cloud: consolidamento di TIM Navigazione Sicura, Cloud in partnership con Google, One Number, PEC e
SPID, garantendo una gestione sicura dell'identità digitale e dei dati;
soluzioni di protezione (Insurance): espansione e consolidamento dell’offerta assicurativa, integrando la tutela della casa e
della persona nell'ecosistema di offerta TIM;
Digital Customer Experience: l'esperienza utente è stata ottimizzata attraverso la digitalizzazione completa delle eSIM. Nel
2025, la procedura di attivazione e cambio carta è stata semplificata tramite identificazione con CIE e SPID, integrando la
gestione direttamente nei menu dell’iPhone e rendendo i QR Code sempre accessibili nell'App MyTIM.
Device
Il portafoglio device di TIM nel 2025, oltre al consueto presidio del segmento smartphone, con un portafoglio per la gran parte
articolato su referenze 5G e con il lancio delle novità dei principali brand del mercato, ha registrato un ulteriore consolidamento
della categoria di prodotti “House of Device” lanciati nel 2023, con l’introduzione di nuovi brand e tipologie per arricchire e
diversificare ulteriormente le opportunità di acquisto per la clientela e con l’ampliamento delle logiche di offerta legate ad essi
caratterizzate anche da logiche di proposizione di offerta al cliente, di sinergia di vendita tra il mondo smartphone e il mondo HoD
(es. offerte 2x1). Oltre a questo, nel 2025 è proseguito il focus sui prodotti wearable con un incremento delle volumetriche circolate
sui mercati oltre che una ricerca di nuovi prodotti innovativi tecnologicamente e distintivi sul mercato, seguendo una strategia
di diversificazione che punta sia ad attirare nuovi segmenti di clientela, sia a contrastare la contrazione del mercato smartphone
dando ulteriore valore alla proposizione di vendita.
In questo ambito, le categorie più rilevanti sono:
Dyson: in continuità con il 2024 ha incrementato la numerosità di portafoglio introducendo anche nuovi ambiti di prodotti in
categorie ancora non coperte nel mercato TIM come i prodotti Beauty e Personal Care;
Wearables, in particolare si è assistito ad un'ulteriore crescita rispetto al 2024 e di ampliamento dei brand nel portafoglio con il
brand Motorola e Xiaomi e introduzione di bundle fisici con smartphone e con altro weareable;
Smart AI Glasses, con l’inserimento dei nuovi brand Ray-Ban Meta e Oakley Meta arricchendo la proposizione di portafoglio
con una nuova categoria di prodotto volta ad introdurre anche un nuovo canale di fruizione delle capacità di Intelligenza
Artificiale;
Gaming e Smart TV, consolidamento portafoglio con aggiornamento dei prodotti ai nuovi lanci commerciali per mantenere
competitiva e allineata l’evoluzione tecnologia e di servizio delle due categorie.
Il successo nella commercializzazione di questi nuovi prodotti è stato possibile soprattutto grazie al consolidamento e
all’evoluzione delle politiche di commercializzazione dei device finanziati tramite TIMFin, la Joint Venture con Santander Consumer
Bank.
La crescita delle linee Fisse e Mobili con device finanziati è fondamentale nell’ambito della politica di presidio del valore della
Customer Base di TIM, con un churn delle linee con finanziamento inferiore del -58% rispetto alle linee senza finanziamento
(dato riferito alle linee mobili).
Per questo, anche nel corso del 2025 TIM ha lavorato al consolidamento delle modalità di vendita dei device finanziati, grazie anche
a partnership importanti con i principali brand del mercato smartphone.
I più rilevanti sono stati:
TIM Next Evolution: la piattaforma di TIM, unica nell’ambito degli operatori in Italia, che permette di acquistare prodotti Apple
(iPhone, Apple Watch, iPad), a rate e senza interessi, con uno sconto immediato pari al valore futuro garantito del prodotto al
termine del periodo di finanziamento, e con un ulteriore sconto legato alla valorizzazione di un iPhone usato;
possibilità per i punti vendita di finanziare prodotti direttamente da magazzino TIM, senza la necessità di avere fisicamente
il prodotto; questa funzionalità, disponibile da luglio 2023 , è particolarmente rilevante per prodotti ingombranti (smart TV), per
massimizzare le vendite in fase di scarsità di prodotto nel mercato, per garantire sempre ad ogni cliente in ogni punto vendita
la gamma completa di tutti i prodotti a portafoglio TIM, e che ha contribuito al successo di TIM nel lancio del nuovo iPhone 17;
costruzione di nuove offerte sempre più segmentate, volte sia a favorire l’ingresso di nuovi clienti Fissi e Mobili in TIM sia a
innescare meccanismi premianti per la Customer Base di valore;
nuova Customer Journey su Digital e semplificazione della Sales Journey in negozio;
evoluzione dei sistemi e dei processi TIM/TIMFin con l’obiettivo di ridurre al minimo il time to market, ridurre i tempi di
onboarding, generare logiche evolute di contenimento del rischio.
Continua la crescita dei servizi associati alla vendita degli smartphone finanziati offerti in collaborazione con TIMFin:
TIMFin Assicura Smartphone” (assicurazione che copre la riparazione o la sostituzione dello smartphone in caso di danni
accidentali e/o in caso di furto) nel corso del 2025 ha venduto polizze sul 40% degli smartphone finanziati, con un aumento
di 121 punti percentuali rispetto al 2024. è stata inoltre aperta la possibilità di assicurare anche le altre tipologie di prodotti
(oltre agli smartphone) e anche i prodotti acquistati anche in soluzione unica.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali sviluppi commerciali
31
TIM Rivaluta Smartphone”, il programma di tradeIn sviluppato in ottica di sostenibilità e convenienza, grazie al quale i clienti
TIM possono valorizzare uno smartphone usato per ottenere uno sconto sull’acquisto del nuovo, agevolando il rinnovo del
parco tecnologico dei clienti TIM (che hanno risparmiato circa 4 milioni di euro sull’acquisto di nuovi prodotti) e favorendo la
gestione responsabile del ciclo di vita dei prodotti;  il servizio è valido su diverse categorie di prodotto, non solo smartphone (es.
smart watch, gaming consolle, ecc.).
La rete distributiva TIM annovera circa 3 mila dealer convenzionati con TIMFin, con oltre 4 mila punti vendita (PoS) ed offre una
copertura capillare su tutto il territorio nazionale. E' prevalentemente impegnata nel finanziamento degli smartphone, a cui si sono
aggiunti anche altri device (no-SIM), che l’offerta di TIM prevede in modalità rateale, quali TV, PlayStation, Nintendo, prodotti
Dyson.
La soluzione di finanziamento di TIMFin è completamente digitale ed é inserita nel sistema informativo che TIM mette a
disposizione alla sua rete di vendita. È caratterizzata da tecnologia OCR (Optical Character Recognition), per l’acquisizione
documentale, da algoritmi di scoring per la valutazione immediata dei clienti, dalla tecnologia OTP (One-Time-Password) per la
formalizzazione dei contratti in forma elettronica. L’intero processo è paperless, garantendo ai clienti una innovativa e digitale
journey. L’esperienza del finanziamento dei device all’interno dei punti di vendita TIM è completata da TIMFin con le proposte
assicurative in materia di furto e di protezione dalle rotture accidentali e con il ritiro dell’usato, garantendo al cliente un'immediata
valutazione che genera una riduzione di prezzo del nuovo telefono acquistato a rate.
Il volume dei finanziamenti continua a crescere anno su anno e trimestre su trimestre, nonostante la continua contrazione del
mercato degli smartphone TelCo. Alla fine del 2025, includendo sia il mercato Consumer che quello Business, TIMFin ha registrato
un aumento del 3,7% dei volumi di finanziamento rispetto al 2024.
Il finanziamento di prodotti no-SIM (come TV, dispositivi di gioco, prodotti Dyson, auricolari, smart ring e PC) rappresenta il 26,4%
del volume totale dei finanziamenti. Il finanziamento dei dispositivi traina anche i risultati del segmento assicurativo, con un
incremento del +32,9% rispetto al 2024.
A fine 2025, nel segmento Business, i volumi di finanziamento sono cresciuti dell'89% grazie alle vendite nei negozi al dettaglio.
Small e Medium Business
Nel 2025 TIM Business ha ulteriormente consolidato la propria strategia di creazione di valore, orientandosi verso soluzioni
qualitative sempre più in linea con le evolute esigenze della clientela.
Tra le principali direttrici di sviluppo:
il lancio dell’FWA 5G, disponibile anche su connettività a banda minima garantita, che porta un’esperienza Ultrabroadband
veloce, stabile e resiliente anche nelle aree non raggiunte dalla Fibra;
l’estensione della copertura Fibra nei piccoli centri delle Aree Bianche e nei principali centri urbani, grazie alla collaborazione
strategica con Open Fiber;
nuove logiche di cross selling, per valorizzare l’integrazione tra la proposta core e le opportunità della customer platform;
soluzioni Cloud sempre più intuitive, flessibili e Plug&Play, a supporto della trasformazione digitale delle imprese;
un rinnovato focus sulla connettività professionale, con offerte a Banda Minima Garantita e la soluzione TIM Comunica, mirate
a intercettare e fidelizzare una clientela più strutturata e ad alto potenziale;
un portafoglio d’offerta mobile arricchito con un servizio di noleggio operativo di terminali;
un’attenzione sempre maggiore alle richieste dei clienti in mobilità, con piani tariffari sempre più ricchi di contenuto anche per
l’estero e con una rinnovata propensione alla personalizzazione dell’offerta per i clienti più grandi.
Un percorso che conferma la vocazione di TIM Business come partner di riferimento per la competitività digitale del Paese.
Gestione data driven della customer base
Nel 2025 sono proseguite le azioni mirate allo sviluppo del valore e la difesa della Customer Base in logica Data driven e la
prosecuzione del piano di trasformazione del frame CVM. Gli sviluppi in ambito abilitano logiche evolute di campaign management
attraverso la continua evoluzione di strumenti di Machine Learning (ML) e dati Real Time (RT) per incrementare il livello di efficacia e
personalizzazione delle azioni commerciali.
Consumer
Nell’ottica della strategia di posizionamento "Volume to Value", le azioni di Customer Value Management del 2025 sono state
sempre più focalizzate all'incremento della share of wallet della Customer Base e all’upgrade tecnologico
Le iniziative di cross-selling, con particolare enfasi su TIM Unica e Contenuti, continuano ad essere leve distintive per incrementare
la penetrazione della Customer Base convergente. Per i clienti Mobile Only o Fixed Only l’introduzione offerte e vantaggi sempre più
differenziati hanno continuato a contribuire all’incremento del valore della Customer Base e a prevenire il churn.
Un altro aspetto rilevante è stato l'ulteriore incremento della penetrazione della fibra ottica (FTTH) e un action plan dedicato
all'upgrade tecnologico verso FWA attraverso campagne personalizzate e l’utilizzo a scala della Customer Data Platform.
A sostegno dell’ARPU mobile nel 2025 si è rafforzata l’attività di Upselling Core, mediante l’utilizzo di modelli di private pricing
multicanale sempre più mirati.
Inoltre, sempre nell’ambito della strategia "Volume to Value", sono proseguite le azioni di riposizionamento di prezzo applicate a
una parte della base clienti fissa e mobile, con conseguente incremento dell’ARPU sia nel fisso sia nel mobile ed impatti limitati sul
tasso di abbandono (churn rate) grazie ad un approccio selettivo sulla scelta dei target e il continuo rafforzamento delle azioni di
churn management basato su gestione a caldo e scale–up dei team dedicati alla gestione della retention.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali sviluppi commerciali
32
Small e Medium Business
Nel corso del 2025, TIM ha ulteriormente rafforzato le azioni commerciali sulla customer base, costituita da piccole e medie
imprese, attraverso l’adozione di una segmentazione di mercato evoluta, fondata sull’integrazione di molteplici dimensioni
informative - dimensione aziendale, settore merceologico, propensione all’acquisto, coperture tecnologiche e valore del cliente -
che ha consentito una più efficace prioritizzazione delle iniziative e un migliore allineamento tra offerta e fabbisogni del cliente.
Sulla base dei cluster identificati, TIM ha implementato azioni mirate di upselling su servizi IT ed altri servizi aggiuntivi (quali, ad
esempio, soluzioni con giga illimitati), abilitate dall’utilizzo di strumenti avanzati di propositività commerciale con meccanismi di
attivazione automatica. Tali iniziative sono state affiancate da azioni strutturate di retention e difesa dei clienti a maggiore rischio
di cessazione. In parallelo, TIM ha ulteriormente potenziato le campagne di upgrade tecnologico verso soluzioni FTTH e FWA, con
un focus crescente sulle opportunità abilitate dal 5G, in particolare a partire dal quarto trimestre dell’anno.
Nel corso dell’esercizio TIM ha intensificato il presidio della customer experience attraverso un approccio strutturato di ascolto del
cliente, che ha previsto la raccolta a caldo di oltre 150 survey, finalizzate all’individuazione puntuale delle principali criticità e
all’attivazione tempestiva delle opportune azioni di miglioramento. Tale attività si è tradotta in un incremento delle analisi sui
principali pain point e nell’implementazione di interventi correttivi mirati, tra cui il miglioramento delle modalità di pagamento delle
fatture, il rafforzamento delle comunicazioni e delle notifiche lungo i diversi step del customer journey e il lancio dell’App TIM
Modem, a supporto dell’autodiagnosi delle problematiche tecniche.
Per la gestione dei clienti a rischio cessazione che entrano in contatto con il servizio clienti, TIM ha introdotto un modello operativo
dedicato, con code e operatori specializzati, in grado di formulare proposte commerciali in tempo reale. Tale modello consente in
particolare di intercettare in modo proattivo i clienti con voucher governativi in scadenza, trasformando una potenziale criticità in
un’opportunità di stabilizzazione.
Al fine di prevenire il churn, TIM ha rinforzato il presidio commerciale dei clienti a maggior valore e sono state incrementate le
azioni che migliorano in generale il tasso di churn: push domiciliazione, convergenza e migrazione su servizi di connettività evoluta.
A supporto dell’intero impianto strategico e operativo, TIM ha ulteriormente sviluppato e affinato gli strumenti di monitoraggio
delle performance delle campagne commerciali e delle dinamiche della customer base, garantendo una maggiore capacità di
lettura dei dati e la possibilità di intervenire tempestivamente e in tempo reale in presenza di discontinuità o segnali di rischio.
Infine, a dicembre TIM ha lanciato l’iniziativa di loyalty TIMxTE, rivolta all’intera base clienti, che consente di usufruire di promozioni
e offerte speciali messe a disposizione dai nostri stessi clienti di maggiori dimensioni, i quali beneficiano, in cambio, di visibilità e
promozione del proprio business, rafforzando così la relazione e il valore dell’ecosistema clienti.
Servizi digitali: nuovo modello di content delivery, soluzioni ICT chiavi in mano e nuovi servizi
innovativi
Consumer
Anche nel 2025 l’offerta di contenuti audiovisivi conferma e rafforza il ruolo determinante a sostegno del posizionamento di TIM.
TIMVISION consolida ulteriormente la sua posizione di principale aggregatore di contenuti sia sportivi sia di intrattenimento
sul mercato televisivo italiano, grazie alla continuità degli accordi con i principali operatori del mercato nazionale e internazionale, 
all’evoluzione del portafoglio delle offerte TIMVISION Family verso una logica a “taglie” – TIMVISION Family S, M, L - a maggio -
con una proposizione di contenuti crescente che ha portato ad una ulteriore e maggiore  integrazione con il portafoglio di
offerte fisso (TIM WiFi Casa e TV), mobile (TIM Mobile e TV) e device con l’ingresso di TIMVISION nel programma di loyalty TIM Club
attraverso promozioni riservate ai clienti con rateizzazioni; ed infine al lancio di nuovi pacchetti di offerta che hanno reso il
portafoglio TIMVISION ancora più completo, conveniente e vicino alle esigenze molteplici del cliente.
Nel 2025 gli accordi editoriali e di partnership hanno sostenuto l’offerta TIMVISION: per il calcio e lo sport, nell’ambito della
partnership con Amazon Prime è stato possibile rafforzare i contenuti sportivi con la UEFA Champions League e quelli di
intrattenimento con l’inclusione gratuita di MGM+ (fino a luglio 2026) all’interno di Prime. Continua anche la partnership con DAZN
che si è ulteriormente rafforzata grazie alla integrazione tecnica per l’acquisto di singoli match in pay-per-view. Inoltre, l’accordo in
essere con Warner Bros. Discovery assicura la disponibilità su TIMVISION di tutti i contenuti sportivi di Eurosport, e
conseguentemente nel 2025 è stato possibile offrire la copertura dei Campionati mondiali di atletica di Tokyo e dei Grand Slam di
tennis (AO, Roland Garros) e delle principali corse ciclistiche a tappe (Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta). In termini di
intrattenimento, oltre all’offerta sempre rinnovata di film e serie TV - grazie al rinnovo delle intese con RTI e con La7 S.p.A. – sono
sempre disponibili su TIMVISION tutti i canali Discovery+, Mediaset e La7, e on demand i contenuti trasmessi negli ultimi 7 giorni,
senza pubblicità; è inoltre disponibile dal 2025 il canale all-news Euronews.
A febbraio 2025, inoltre, TIMVISION ha ampliato il proprio bouquet di partner con Apple TV, con un catalogo di grandi film e
premiate serie come F1, Scissione e Pluribus e a novembre 2025 con il lancio di Paramount+, l’offerta di contenuti di TIMVISION si è
arricchita ulteriormente, consentendo ai clienti di accedere a grandi successi di Hollywood, produzioni originali ed esclusive, serie
TV di primo piano e contenuti per tutta la famiglia
Da punto di vista commerciale, oltre alle varie formule abbinate con fibra, mobile e device, le novità di offerta hanno riguardato
l’ambito calcio e sport con l’inserimento di Prime e di un nuovo tier di abbonamento DAZN, in particolare c’è stato il lancio di tre
nuovi pacchetti: TIMVISION con DAZN e Prime (che include le partite del mercoledì di UEFA Champions League) a giugno, 
TIMVISION con DAZN MyClub Pass e Prime (che include l’abbonamento DAZN che offre tutte le partite di una squadra di Serie A
a scelta del cliente) ad agosto e TIMVISION con DAZN, Netflix e Prime a settembre. Inoltre, per rispondere alle crescenti esigenze
dei clienti, si sono aggiunte anche due offerte in modalità add-on, acquistabili in aggiunta ad un pacchetto TIMVISION già in
consistenza: Paramount+ e Apple TV.
Da un punto di vista della user interface, nel 2025 TIMVISION ha introdotto la possibilità di avere dei pre-roll di auto-promo, in
apertura di film o episodi di serie. Ha migliorato l’algoritmo di raccomandazione e search, già fatto evolvere con l’integrazione dei
cataloghi dei partner. Sempre nel 2025 l’esperienza del cliente nella fruizione di contenuti dei partner si è arricchita della possibilità
di potenziare la propria offerta, tramite upselling dalla scheda contenuto e si è uniformata a quella dei contenuti proprietari, grazie
all’uso di deeplink diretti al play del contenuto, anziché alla scheda contenuto. Non solo contenuti TV: nel febbraio 2025 TIM ha
lanciato Apple Music nelle sue offerte mobili, annunciando una partnership strategica con Apple che ha reso l'operatore il primo in
Italia a includere il servizio di streaming musicale nelle tariffe dedicate, con particolare focus sul target Young.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali sviluppi commerciali
33
Small e Medium Business
Nel 2025 TIM Business ha intrapreso il percorso di arricchimento della Customer Platform: oltre alle soluzioni ICT, per rispondere con
maggiore efficacia all'evoluzione dei bisogni delle PMI, l'azienda ha aperto nuovi mercati ad alto valore con l'introduzione di servizi
integrati per energia (luce e gas), assicurazioni e mobilità aziendale in partnership con leader del settore.
Sicurezza informatica
Consolidamento dei servizi di verifica della sicurezza aziendale, con funzionalità evolute di monitoraggio continuativo del
perimetro digitale e reportistica per remediation, inclusi canali dedicati per emergenze cyber e supporto specialistico h24.
Estensione della protezione della navigazione su rete fissa e mobile, con policy centralizzate basate su intelligenza artificiale e
dashboard per monitoraggio in tempo reale degli eventi di sicurezza.
Rafforzamento delle valutazioni di vulnerabilità e simulazioni di attacchi reali, per identificare proattivamente punti deboli e
definire piani di mitigazione infrastrutturali e applicativi.
Cloud & collaboration
Lancio di una nuova piattaforma cloud basata su tecnologia open source, progettata specificamente per le PMI italiane, che
garantisce flessibilità, scalabilità e pieno controllo dei dati grazie a infrastrutture ospitate interamente in data center italiani
certificati.
Evoluzione delle piattaforme cloud in partnership con leader globali per abilitare lavoro ibrido, continuità operativa, backup e
automazione dei processi aziendali.
Integrazione di intelligenza artificiale nelle soluzioni di produttività e collaborazione, con assistenti digitali e automazione di
task per migliorare efficienza e velocità decisionale.
Marketing digitale e presenza online
Potenziamento di piattaforme di marketing automation basate su AI per contenuti dinamici, personalizzazione customer
journey e ottimizzazione real-time degli investimenti adv.
Servizi energia e utilities
Lancio di soluzioni integrate per forniture di luce e gas dedicate alle PMI,
Servizi assicurativi e mobilità
Lancio di polizze specializzate contro rischi catastrofali (alluvioni, terremoti, eventi estremi) e cyber risk (attacchi ransomware,
data breach, business interruption), accessibili tramite piattaforma digitale di intermediazione con comparazione rapida,
consulenza dedicata e attivazione immediata per tutelare continuità operativa e asset aziendali.
Partnership con Telepass per servizi di mobilità aziendale integrati.
Enterprise
Nel corso del 2025, TIM ha ulteriormente consolidato il proprio ruolo di leadership nel mercato ICT italiano delle Grandi Imprese e
della Pubblica Amministrazione, confermata da performance commerciali superiori a quelle medie del mercato di riferimento
sulle aree a maggiore potenziale e sviluppo, facendo anche leva sulla propria capacità di portare innovazione sul mercato, su tutte
e cinque le principali aree d’affari (TLC fisse, TLC mobili, cloud computing e servizi IT, cyber security e Internet of Things), anche
grazie alle fabbriche del Gruppo: Noovle per il Cloud e i Data Center, Telsy per i servizi Cyber, Olivetti per l’IoT e i big data, le smart
cities e lo smart metering, Trust Technologies per la digital identity.
La performance commerciale di TIM Enterprise ha proseguito il virtuoso percorso di crescita dei ricavi degli ultimi anni, con un mix di
ricavi da servizi ulteriormente spostato verso il comparto IT, che ha stabilmente superato il 65%. Particolarmente significativa è
stata la crescita dei ricavi, che si è attestata al 7% rispetto al 2024, con un'over performance superiore al triplo della crescita del
mercato di riferimento.
Crescita in particolare trainata dalla Line of Business Cloud, che ha segnato un incremento rispetto al 2024 superiore al 22% anche
grazie alle attività del Polo Strategico Nazionale - di cui TIM è principale socio e abilitatore tecnologico. La value proposition
multicloud di TIM – in particolare sullo IaaS, in cui TIM Enterprise ha confermato la leadership – è stata ulteriormente rafforzata in
logica di Sovranità Digitale, ovvero attraverso la creazione di servizi progettati, realizzati e gestiti da TIM, a garanzia dei clienti con
necessità di garanzie di sovranità. TIM ha infatti avviato un progetto di arricchimento del portafoglio Cloud, con servizi basati
sull’open source, attivati a fine anno, e con infrastrutture destinate alle applicazioni Cloud moderne (cloud native) ad all’Artificial
Intelligence con hardware accelerato (GPU), in rilascio nel 2026.
Il ruolo di TIM come motore digitale del sistema industriale e delle Amministrazioni italiane è stato ulteriormente rafforzato dalla
joint venture con Poste Italiane, volta a creare un Centro di Eccellenza per accelerare lo sviluppo del Cloud Sovrano e dei servizi
Cloud/AI. L’operazione mira ad unire il forte posizionamento TIM nel mercato Cloud, all’expertise acquisita da Poste Italiane nello
sviluppo di applicativi Open Source, per affermare un posizionamento da First Mover nel mercato del Cloud Sovrano e
dell’intelligenza artificiale, con lo scopo di creare sinergie di prodotto, insourcing di capabilities e skills industriali e miglioramento dei
margini.
Brasile
Il 2025 è stato caratterizzato dal consolidamento di TIM come leader nella copertura del settore mobile, principalmente nel
Network Consistency Quality Index.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali sviluppi commerciali
34
TIM continua a rafforzare il suo impegno nelle pratiche sociali, ambientali e di governance. Nel 2025 TIM è rimasta anche
uno dei componenti degli indici ESG S&P B3 Brazil e S&P Global LargeMidcap ESG. Nel gennaio 2025 TIM è stata selezionata per
rimanere nel portafoglio del Carbon Efficient Index, o ICO2, di B3, con l'impegno di misurare, divulgare e monitorare le proprie
emissioni di gas serra (GHG), ed è stata selezionata per rimanere nel Great Place to Work Index di B3, o IGPTW, poiché è
rimasta un'azienda certificata GPTW nel 2025, riconoscendola come datore di lavoro che crea un'esperienza eccezionale per i
dipendenti. La costante ricerca delle migliori pratiche ambientali, sociali e di governance garantisce anche la presenza di TIM in
diversi indici e rating internazionali, come FTSE4GOOD Emerging Markets, FTSE4GOOD Latin America, MSCI AWCI ESG
Leaders, MSCI Emerging Markets ESG Leaders, FTSE D&I Index, tra gli altri.
Marketing e posizionamento del marchio: TIM continua a rafforzare la credibilità del marchio, sostenendo lo sviluppo sociale
e la digitalizzazione in Brasile e sviluppando al contempo le caratteristiche qualitative della rete. Nel 2025 TIM ha continuato a
portare avanti la strategia di innovazione e gli sforzi pionieristici in tutti i segmenti di consumo (pre-paid, Controle e post-paid),
rafforzando l'impegno a fornire prodotti sempre più pertinenti e differenziati. TIM ha esteso le funzionalità del pacchetto di
opzioni al segmento Controle, consentendo ai clienti di questo nuovo piano di scegliere, senza costi aggiuntivi, tra i principali
servizi di streaming, con la massima flessibilità di modificare la propria scelta in base ai contenuti che desiderano seguire,
garantendo una maggiore libertà di godersi i film e le serie preferiti su qualsiasi piattaforma. Nella seconda metà dell'anno TIM
ha compiuto progressi significativi come azienda guidata dalla tecnologia approfondendo l'associazione con dispositivi
altamente ambiziosi offerti a prezzi eccezionalmente competitivi. TIM è diventata il primo operatore di telecomunicazioni in
Brasile a integrare PlayStation 5 direttamente nella propria proposta di valore, rafforzando la propria differenziazione sul
mercato ed elevando la percezione del proprio marchio tra i clienti ad alto valore.
Offerte di telefonia mobile: nel 2025 TIM ha continuato a migliorare il posizionamento nei confronti dei consumatori ad alto
valore, offrendo una varietà di piani che includono pacchetti voce, dati, roaming verso America Latina, Europa e mondo (in
base al piano sottoscritto) e accesso gratuito a determinate applicazioni, nonché servizi digitali a valore aggiunto (musica, e-
reading, streaming video). L'approccio a questo segmento è imperniato sulla strategia di aggiungere valore per la base clienti e
garantire agli utenti un'esperienza personalizzata premium.
Esperienza del cliente: nel 2025 TIM ha fatto un significativo passo avanti con il lancio di un nuovo portale di assistenza clienti
MEU TIM, che integra completamente l'applicazione mobile e gli ambienti web in una piattaforma unificata che offre
un'esperienza coerente e uniforme su tutti i canali. Questa iniziativa ha portato a miglioramenti sostanziali nell'esperienza del
cliente, tra cui una maggiore usabilità, continuità del percorso e risoluzione dei problemi, oltre a influire positivamente sui
principali KPI aziendali come il coinvolgimento digitale, l'adozione self-service, l'efficienza operativa e la generazione di entrate
attraverso i canali digitali. Secondo TELECO, una società di consulenza di market intelligence, TIM si colloca davanti agli altri
operatori di rete mobile (“MNO”) in termini di numero di comuni coperti dalla tecnologia 5G, con più di 1.000 città brasiliane
servite dalla propria rete di quinta generazione; TIM ha portato la tecnologia 5G a quasi il 70% della popolazione urbana
brasiliana al 31 dicembre 2025, raggiungendo una copertura 5G del 100% in tutti i quartieri delle 26 capitali statali del Brasile e
del Distretto Federale (Brasilia) e consolidando la posizione di TIM nella tecnologia 5G più veloce e a bassa latenza. Di
conseguenza, TIM ha ottenuto il 5G Consistent Quality e si è aggiudicata anche il premio Reliability Experience di Open Signal.
Canali di vendita: TIM sta migliorando la propria strategia relativa ai canali di vendita per aumentare non solo l'efficienza ma
anche la produttività delle vendite. La strategia di crescita si concentra principalmente sulla gestione del potenziale
dell'Internet mobile nel mercato brasiliano, in particolare sull'aumento della penetrazione dell'Internet mobile e del traffico di
dati. TIM ritiene che gli operatori mobili godano di una solida posizione per soddisfare la domanda di banda larga in Brasile, con
la capacità di fornire piani tariffari flessibili accessibili alla maggior parte della popolazione brasiliana. Inoltre, la strategia di TIM
prevede anche di posizionarsi come partner della propria base clienti esistente, aumentandone la fedeltà attraverso l'offerta di
prodotti esclusivi ai clienti esistenti, concentrandosi sui servizi a valore aggiunto nelle proprie offerte e differenziando i propri
prodotti e servizi. I servizi a valore aggiunto rappresentano una parte importante della strategia TIM, in quanto si tratta già di
un mercato rilevante che presenta tassi di crescita elevati con il potenziale di aumentare i flussi di entrate.
Mercato residenziale: TIM ha portato avanti il proprio piano di rafforzamento ed espansione del servizio Internet fisso. TIM
UltraFibra offre una banda ultra-larga di alta qualità, con connessione dati ad alta velocità. Per farsi strada attraverso nuovi
mercati, grazie alla partnership con I-Systems e altri, TIM ha accelerato l'espansione della propria presenza, la copertura della
rete FTTH e ha continuato a crescere, dando priorità al consolidamento di cluster già attivi. TIM ha chiuso il 2025 con una
crescita del 54% su base annua delle home passed (HP) totali con fibra, operando in 302 città e con un ARPU in aumento
dell'1,9% rispetto al 2024.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
35
PRINCIPALI VARIAZIONI DEL CONTESTO NORMATIVO
Domestic
Si riportano di seguito i principali aggiornamenti del contesto normativo in ambito domestico intervenuti nel corso dell'esercizio
2025.
In merito ai procedimenti Antitrust, si rimanda alla Nota “Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e
garanzie” del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo TIM.
Regolamentazione europea
2030 Policy Programme “Path to the Digital Decade”
Nel quadro della Decisione (UE) 2022/2481 che istituisce il programma strategico per il decennio digitale 2030, la Commissione
pubblica annualmente la Relazione sullo Stato del Decennio Digitale, nella quale valuta i progressi dell’UE e dei singoli Stati
membri, esamina le roadmap nazionali e formula raccomandazioni l’ultima edizione disponibile è quella del 16 giugno 2025,
che aggiorna il monitoraggio delle performance nei pilastri competenze digitali, infrastrutture e connettività, digitalizzazione delle
imprese e servizi pubblici digitali, sostituendo le precedenti edizioni (2023 e 2024).
La strategia per il mercato unico
La Strategia per il Mercato Unico 2025, presentata il 21 marzo 2025 dal VPE della Commissione, Stéphane Séjourné, propone
un piano rinnovato per rendere il mercato unico più semplice, moderno e competitivo. L’iniziativa nasce dalla richiesta della
Presidente Von Der Leyen di sviluppare un quadro aggiornato che promuova una più profonda integrazione dei servizi e delle
merci nell’UE, acceleri la rimozione degli ostacoli esistenti e prevenga la creazione di nuove barriere. In evidenza, nonostante i
progressi, tra gli ostacoli che limitano la piena realizzazione del mercato unico: la frammentazione ancora esistente nel settore
delle telecomunicazioni, caratterizzato da 27 mercati distinti.
La Single Market Strategy 2025 si articola in 5 pilastri principali, ciascuno con misure operative e normative:
Riduzione delle barriere interne
Interventi su norme UE troppo complesse, armonizzazione degli standard, revisione del quadro sugli appalti pubblici,
competitività delle regole e iniziative di semplificazione come il Digital Omnibus. 
Rafforzamento del settore dei servizi
Modernizzazione delle regole per le costruzioni e per le consegne postali/pacchi; supporto ai servizi industriali transfrontalieri
(installazione, manutenzione, riparazione). 
Sostegno a PMI e “small mid-caps
Nuova definizione di small mid-cap companies e strumenti digitali come l’“ID PMI”; misure di facilitazione per favorire
l’espansione transfrontaliera.
Semplificazione normativa e digitalizzazione come norma
Riduzione degli oneri amministrativi, pacchetti Omnibus per allineare i requisiti alle esigenze delle imprese, promozione
dell’uso sistematico di strumenti digitali.
Governance più intelligente e migliore applicazione del diritto UE
Introduzione di riunioni periodiche di alto livello degli sherpa del mercato unico e del Single Market Enforcement Taskforce
(SMET), con l’obiettivo di migliorare il coordinamento e l’enforcement. Secondo la Commissione, il mercato unico ha già
aumentato il PIL dell’UE del 3–4% e generato oltre 3,6 milioni di posti di lavoro; il completamento delle riforme proposte
potrebbe raddoppiare tali benefici.
Digital Networks Act (DNA) e revisione del Codice delle Telecomunicazioni
Il 21 gennaio 2026 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di Regolamento Digital Networks Act (DNA),  un intervento
strutturale volto a modernizzare, semplificare e armonizzare il quadro delle comunicazioni elettroniche nell’UE, sostituendo
l’attuale Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (EECC) con un regolamento direttamente applicabile. L’obiettivo
dichiarato è creare un vero mercato unico per la connettività, facilitando gli investimenti in reti in fibra, 5G e future reti 6G,
riducendo la frammentazione normativa e permettendo agli operatori di operare più agevolmente su base transfrontaliera.
Tra le principali novità figura l’introduzione del Single Passport, una procedura di autorizzazione unica che consentirà agli operatori
di notificare la propria attività a un solo Stato membro per poter offrire servizi in tutta l’UE, con condizioni armonizzate e obblighi di
reporting semplificati.
In materia di spettro radio, con un rafforzamento deciso del coordinamento a livello UE tramite un ruolo ampliato della
Commissione e del nuovo Radio Spectrum Policy Body (RSPB), la proposta introduce durate illimitate delle licenze come
regola generale, subordinata a condizioni armonizzate di uso efficiente, e incoraggia la condivisione dello spettro come norma.
Viene inoltre previsto un innovativo meccanismo di peer‑review europeo sulle assegnazioni nazionali, che consente alla
Commissione e al RSPB di valutare in anticipo le condizioni, i criteri e l’impostazione delle procedure nazionali per evitare
divergenze e garantire maggiore coerenza fra Stati membri.
Sul fronte del rapporto tra operatori telco e grandi piattaforme, il DNA conferma l’assenza di “network fees” obbligatorie e
introduce invece un meccanismo volontario di conciliazione per le controversie IP-interconnection e traffico, che rischia di avere
impatto limitato in termini di riequilibrio negoziale.
Introduce anche importanti novità in materia di accesso alla rete, tra cui la creazione di un nuovo prodotto di accesso UE
armonizzato, destinato a ridurre la frammentazione delle attuali soluzioni wholesale nazionali. Tale prodotto, applicabile almeno
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
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nelle aree concorrenziali o transfrontaliere, mira a garantire condizioni tecniche e commerciali uniformi a livello europeo,
agevolando l’ingresso e l’operatività degli operatori su scala continentale. La proposta integra inoltre criteri comuni per la
valutazione delle offerte di accesso e nuovi strumenti per semplificare la migrazione dalle reti legacy, con l’obiettivo di garantire un
quadro più prevedibile e coerente per gli investimenti infrastrutturali.
Il regolamento include anche obblighi sulla transizione dalle reti legacy, prevedendo piani nazionali per lo switch-off del rame e il
passaggio a reti ad altissima capacità; misure rafforzate su resilienza, sicurezza e preparazione alle crisi, in coordinamento con
il nuovo Office for Digital Networks (ODN) e interventi per ridurre le flessibilità nazionali nella regolazione consumeristica,
favorendo un quadro più convergente e proporzionato.
Il regolamento include infine le norme sulla Net Neutrality, abrogando contestualmente i relativi articoli del Regolamento UE
2120/2015 (Open Internet Regulation), senza apportare modifiche, ma prevedendo la possibilità per la Commissione di adottare atti
di esecuzione per chiarire meglio le condizioni per fornire i cosiddetti servizi specializzati.
I tempi di successiva negoziazione del testo ed approvazione, potrebbero andare dai 12 ai 24 mesi nell’ambito della procedura di
codecisione che coinvolge Parlamento europeo e Consiglio.
Cyber Security Act (CSA)
Il 20 gennaio 2026 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di revisione del CyberSecurity Act (CSA2) per rafforzare la
sicurezza della supply chain ICT, incrementare l’armonizzazione UE e rendere vincolanti le misure del 5G Toolbox. L’iniziativa si
inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento della resilienza cibernetica dell’Unione e di riduzione dei rischi strategici da
dipendenza tecnologica.
I tempi di successiva negoziazione del testo ed approvazione del CSA2 dovrebbero collocarsi tra i 12 e i 18 mesi nell’ambito della
procedura di codecisione che coinvolgerà Parlamento europeo e Consiglio.
European Accessibility Act (EAA)
Il 28 giugno 2025 sono entrati in vigore i primi obblighi implementativi previsti dalla Direttiva (UE) 2019/882 sui requisiti di
accessibilità dei prodotti e dei servizi (European Accessibility Act - EAA), già recepita in Italia dal decreto legislativo del 27 maggio
2022 n. 82.
Tale provvedimento tutela le persone con disabilità, ad es. uditiva, imponendo ai fornitori di servizi certi obblighi (ad es. il real time
text per i servizi di customer care o servizi di emergenza).
AI Continent Action Plan
Ad aprile la Commissione Europea ha pubblicato l’AI Continent Action Plan, un documento di indirizzo strategico per rafforzare le
capacità di innovazione dell'Unione europea nell'IA, con particolare attenzione alla creazione del Cloud “europeo” ed il mercato
interno dei dati.
I cinque pilastri chiave del piano della Commissione sono:
costruire un’infrastruttura di dati e calcolo AI su larga scala, che include le iniziative sulle AI factories e la proposta di un AI &
Cloud Development Act, con cui si punta a triplicare la capacità dei data center in 5-7 anni, con attenzione a sostenibilità
energetica e indipendenza tecnologica;
aumento dell'accesso a dati di grandi dimensioni e di alta qualità tramite la creazione di Laboratori di Dati;
promozione dell’adozione dell’IA nei settori strategici dell’UE tramite l’adozione della Strategia "Apply AI";
rafforzare le competenze e i talenti dell'IA;
semplificazione normativa, che includerà il Service Desk dell’AI Act.
Intelligenza artificiale
Dal 2 febbraio 2025 sono diventate applicabili le prime norme del Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) entrato in vigore
il 1 agosto 2024. Le disposizioni ora in vigore includono il  divieto dei sistemi di IA ritenuti  a rischio inaccettabile e gli obblighi di AI
literacy per fornitori e utilizzatori.
L’AI Act classifica  i sistemi di IA in base al rischio:  sono vietati  nell’UE i sistemi che manipolano il comportamento umano, quelli
utilizzati per il punteggio sociale o la polizia predittiva basata sulla profilazione, e  l’inferenza di caratteristiche sensibili tramite dati
biometrici o la sorveglianza biometrica non mirata .
L’AI Act prevede sanzioni per le violazioni fino al 7% del fatturato globale annuo per infrazioni sui sistemi vietati.
E’ in discussione, nell’ambito della proposta Digital Omnibus on AI, un possibile slittamento della data di applicazione delle misure
sui sistemi ad alto rischio (oggi previste per agosto 2026) fino al 2027 o 2028, in funzione della disponibilità degli standard
armonizzati.
Digital Operational Resilience Act (DORA)
A gennaio 2025 è diventato applicabile il regolamento EU 2022/2554 (DORA), indirizzato al settore finanziario che impone ai
fornitori terzi di servizi ICT obblighi di sicurezza, resilienza operativa e monitoraggio, prevedendo registrazione presso le autorità
competenti, valutazioni di rischio e la possibilità di supervisione diretta da parte delle autorità europee se ritenuti critici.
Digital Omnibus Package
Nel novembre 2025 la Commissione europea ha presentato il Digital Omnibus Package, un’iniziativa di semplificazione normativa
che mira ad armonizzare le principali regole UE in materia di dati, intelligenza artificiale, privacy e sicurezza informatica. Il
pacchetto, in attesa di esame ed adozione da parte di Parlamento e Consiglio europeo interviene su: Data Act, introducendo
esenzioni mirate al cloud switching per PMI e servizi su misura e semplificando il quadro sui data intermediaries; GDPR, integrando
le regole sui cookie dell’ePrivacy, ampliando la condivisione dei dati pseudonimizzati nei casi a basso rischio e portando da 72 a 92
ore il termine per notificare i data breach. Per l’AI Act, il pacchetto allinea i tempi di applicazione dei sistemi ad alto rischio alla
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
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disponibilità degli standard tecnici (fino a dicembre 2027/agosto 2028) e rafforza i poteri dell’AI Office. In materia di cybersecurity, il
Digital Omnibus introduce un single-entry point gestito da ENISA per tutte le notifiche di incidente previste da NIS2, GDPR, DORA,
CER ed eIDAS, alleggerendo gli oneri amministrativi per gli operatori digitali.
EU Business Wallet
Nel novembre 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta di Regolamento sul Portafoglio Digitale Europeo delle
Imprese (EU Business Wallet). L’iniziativa, attualmente in fase di esame presso Parlamento e Consiglio, introduce un sistema
unico e armonizzato che consentirà alle imprese di identificarsi digitalmente, autenticarsi, firmare e scambiare documenti e
certificati in tutta l’Unione, con pieno valore legale. Il Business Wallet mira a ridurre gli oneri amministrativi, facilitare gli
adempimenti transfrontalieri e migliorare la competitività, grazie a un’infrastruttura interoperabile basata sull’eIDAS riformato e su
identità digitali verificabili per imprese e rappresentanti legali.
Revisione ePrivacy
Nel febbraio 2025 la Commissione europea ha ufficialmente ritirato la proposta di Regolamento ePrivacy del 2017, dopo anni di
stallo negoziale. Al suo posto, la Commissione ha avviato un percorso di revisione e semplificazione delle norme esistenti,
integrandole in parte nella proposta di Digital Omnibus Package (novembre 2025) e, in prospettiva, in iniziative settoriali come il
Digital Networks Act. Le misure in discussione includono: semplificazione delle regole sui cookie, maggiore ricorso a basi
giuridiche diverse dal consenso per la misurazione aggregata dell’audience, e convergenza delle norme di sicurezza e notifica degli
incidenti verso un unico punto di contatto europeo. Non esiste, al momento, una proposta autonoma ePrivacy rinnovata.
Tassonomia UE
Il Regolamento Delegato (UE) 2026/73, pubblicato l’8 gennaio 2026 ed entrato in vigore il 28 gennaio 2026, semplifica
l’applicazione della Tassonomia UE, modificando gli atti delegati sugli obblighi di divulgazione, sui criteri climatici e sugli obiettivi
ambientali. Le modifiche introducono soglie di materialità, template di reporting ridotti e criteri DNSH meno onerosi, inclusi quelli
relativi a data center e soluzioni digitali “data‑driven” (AI, IoT). Le nuove regole si applicano ai bilanci 2025 con effetto retroattivo,
salvo facoltà per le imprese di utilizzare ancora il regime precedente per un anno. L’obiettivo della riforma è ridurre gli oneri
amministrativi e migliorare la qualità delle rendicontazioni. Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione Dichiarazione di sostenibilità
2025 del Gruppo TIM.
Estensione Roam‑Like‑At‑Home (RLAH) a Ucraina e Moldavia
Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato nel luglio 2025 le decisioni che integrano Ucraina e Moldavia nello spazio di
roaming “Roam Like At Home”. Dal 1° gennaio 2026, cittadini europei, ucraini e moldavi possono utilizzare servizi voce, SMS e dati
alle stesse condizioni tariffarie del proprio Paese di origine. L’estensione è parte del processo di avvicinamento economico dei due
Paesi all’UE e comporta adeguamenti per gli operatori mobili in termini di accordi wholesale, qualità del servizio e trasparenza
tariffaria
Tariffe di terminazione
Il 19 gennaio la Commissione ha completato la revisione del regolamento delegato (EU) 2021/654, che stabilisce la tariffa unica 
massima di terminazione fissa e mobile in Europa, confermando i valori attuali di 0,07 eurocent/minute per il fisso e di 0,20
eurocent/minute per il mobile.
CISAF (State Aid Framework Supporting Clean Industrial Deal)
Il 25 giugno 2025, la Commissione ha adottato il nuovo impianto per facilitare gli aiuti di stato per promuovere la decarbonizzazione
dell’industria, promuovere energia pulita e sviluppare tecnologia verde. Il nuovo quadro regolamentare è in applicazione dal 25
giugno 2025 al 31 dicembre 2030 e contiene disposizioni per i seguenti tipi di misure di aiuto:
misure per accelerare la diffusione dell'energia pulita;
di sostegno ai costi dell'energia elettrica per gli utenti ad alta intensità energetica;
che agevolano la decarbonizzazione industriale;
a garantire una capacità produttiva sufficiente nelle tecnologie pulite; e
per ridurre il rischio degli investimenti privati.
Sostenibilità
CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) - Omnibus Stop the clock
La Direttiva (UE) 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD) modifica diverse direttive precedenti
(Direttive 2013/34/UE, 2004/109/CE, 2006/43/CE e Regolamento UE 537/2014) in materia di rendicontazione societaria di
sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni relative agli impatti ambientali, sociali
e di governance delle imprese. La normativa si applica alle grandi imprese (di interesse pubblico e non), alle PMI quotate e alle filiali
di imprese extra-UE con fatturato netto annuo nell’Unione Europea pari ad almeno 150 milioni di euro.
Il quadro normativo europeo è stato oggetto di successive revisioni nell’ambito del Pacchetto Omnibus, avviato dalla Commissione
Europea il 26 febbraio 2025 con l’obiettivo di semplificare gli obblighi in materia di sostenibilità e ridurre gli oneri amministrativi per
le imprese.
In tale contesto, il 17 aprile 2025 è entrata in vigore la Direttiva “Stop the Clock” (Direttiva UE 2025/794), recepito in Italia l'8
agosto 2025 con la legge n. 118. La direttiva prevede, con riferimento alla CSRD, il rinvio di due anni degli obblighi di
rendicontazione per le grandi imprese non ancora tenute a rendicontare nel 2025 e per le PMI quotate, la cui prima scadenza slitta
dal 2027 al 2029. Con riferimento alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), viene invece previsto il rinvio di
un anno del termine di recepimento da parte degli Stati membri (al 26 luglio 2027) e dell’entrata in vigore degli obblighi per le prime
categorie di imprese (dal 2027 al 2028).
Successivamente, con il Regolamento Delegato “Quick Fix” (Regolamento Delegato UE 2025/1416) dell’11 luglio 2025, entrato
in vigore il 13 novembre 2025, la Commissione Europea ha prorogato di due anni, per tutte le imprese della prima wave di
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
38
applicazione della CSRD (tutte le grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti e già soggette alla rendicontazione
non finanziaria) e a partire dall’esercizio finanziario 2025, la rendicontazione dei requisiti informativi previsti in fase di introduzione
graduale (phase-in) dagli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).
Con riferimento alla Tassonomia UE, l’Atto Delegato di semplificazione, entrato in vigore il 28 gennaio 2026, introduce una
soglia di materialità del 10%, che consente di escludere dall’assessment le attività economiche non rilevanti. L’applicazione delle
nuove disposizioni è facoltativa per l’esercizio 2025 e diviene obbligatoria a partire dall’esercizio 2026.
Infine, la Direttiva (UE) 2026/470 (Omnibus I), adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 febbraio 2026 e la cui entrata in
vigore è prevista per il 18 marzo 2026, introduce una revisione significativa del quadro normativo in materia di sostenibilità. Gli Stati
membri sono tenuti a recepire le disposizioni entro il 19 marzo 2027 per la CSRD ed entro il 26 luglio 2028 per la CSDDD. Tra le
principali novità si segnalano:
con riferimento alla CSRD, l’applicazione dell’obbligo di rendicontazione, a partire dall’esercizio 2027, alle imprese con oltre
1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato, con esclusione delle PMI quotate; l’eliminazione degli standard settoriali
obbligatori; l’introduzione del value chain cap, che riconosce alle imprese della catena del valore con meno di 1.000 dipendenti
il diritto di rifiutare richieste informative eccedenti quanto previsto dallo standard volontario VSME; e la conferma della limited
assurance come livello definitivo di verifica della rendicontazione;
con riferimento agli ESRS, la proposta da parte dell’EFRAG di una revisione degli standard che prevede una riduzione del 61%
dei datapoint obbligatori, con l’adozione degli ESRS semplificati prevista entro la metà del 2026 e la loro applicazione a
partire dall’esercizio 2027;
con riferimento alla CSDDD, l’innalzamento delle soglie applicative a oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di
fatturato netto mondiale, l’eliminazione dell’obbligo di adottare un piano di transizione climatica, la riduzione delle sanzioni
massime al 3% del fatturato globale e il rinvio dell’applicazione per le prime imprese al 26 luglio 2029.
Il Gruppo TIM rientra tra le imprese già soggette alla CSRD in quanto grande impresa di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti
e ha avviato la rendicontazione di sostenibilità ai sensi della normativa europea a partire dall’esercizio 2024.
Il Gruppo continua pertanto a monitorare l’evoluzione del quadro normativo europeo e ad adeguare progressivamente i propri
processi di raccolta dati e rendicontazione agli sviluppi regolatori e agli aggiornamenti degli standard ESRS.
Mercati wholesale di rete fissa
Analisi mercato dell’accesso di rete fissa
Con la delibera n. 205/25/CONS, pubblicata il 1° agosto 2025, l’AGCOM ha avviato la consultazione pubblica sull'analisi dei mercati
dei servizi all’ingrosso di accesso alla rete fissa.
AGCOM raggiunge le seguenti conclusioni nello schema di provvedimento posto in consultazione (delibera conclusiva attesa per
marzo 2026):
FiberCop può essere qualificato come operatore "wholesale only", ai sensi dell’art. 91 CCE, con conseguente alleggerimento
degli obblighi ex ante (non più approvazione delle offerte di riferimento e passaggio da prezzi con orientamento al costo a
condizioni eque e ragionevoli);
suddivisione del territorio nazionale in mercati geografici distinti, in virtù del differente grado di sviluppo della concorrenza
infrastrutturale, valutato in base ai seguenti criteri:
presenza di più operatori con reti FTTH;
quote di mercato;
adozione dei servizi FTTH;
Mercato 1
(Accesso Fisico + VULA-C e VULA-H
Prezzi
# comuni
Mercato 2
(Terminating)
Prezzi
# comuni
Mercato 1A: No SMP
commerciali
247
Mercato 2A: No SMP
commerciali
136
Mercato 1B:
Mercato 2B: Resto d'Italia
equi e ragionevoli
7.760
Area 1B.1: Aree ad elevata concorrenza
infrastrutturale
equi e ragionevoli
83
Area 1B.2: Aree legacy
equi e ragionevoli
4.999
Area 1B.3: Aree a bassa concorrenza
infrastrutturale
equi e ragionevoli
2.567
nei comuni in cui si rilevano condizioni di piena competitività (NO SMP) viene rimosso l’intero set di obblighi regolamentari ex
ante;
nel resto d’Italia, FiberCop detiene un Significativo Potere di Mercato (SMP) e viene sottoposto agli obblighi di non
discriminazione e di prezzi equi e ragionevoli;
sono confermate in via definitiva le previsioni del provvedimento cautelare con il quale, prendendo atto del sopravvenuto venir
meno dell’integrazione verticale al 1° luglio 2024, AGCOM aveva rimosso i previgenti obblighi regolatori in capo a TIM;
FiberCop è tenuta, fino a dodici mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento, ad assicurare la fornitura e la
manutenzione dei servizi già attivi alla data della pubblicazione, applicando condizioni economiche al massimo uguali a quelle
approvate dall’Autorità per l’anno 2025, nonché garantendo le condizioni tecniche e gestionali, inclusi SLA e penali,
attualmente vigenti.
L’analisi di mercato non tocca i rapporti commerciali TIM/FiberCop, che saranno regolati secondo quanto previsto da MSA, per
come sarà approvato da AGCM.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
39
Confermato il processo di decommissioning, già definito con la precedente analisi di mercato (delibera n. 114/24/CONS): FiberCop,
seguendo le autorizzazioni di AGCOM, si sta predisponendo a chiudere, entro agosto 2027, circa 5.500 centrali su un totale di circa
10.000 centrali.
Bandi Infratel per il sussidio delle reti a Banda Ultra Larga
Piano 5G in mobilità - copertura gallerie Milano - Cortina 2026
Tra gli interventi previsti dalla Strategia sulla copertura 5G è compreso quello mirato a garantire la continuità dei servizi 5G lungo le
principali linee di collegamento stradale tra le sedi di svolgimento degli eventi delle Olimpiadi “Milano – Cortina 2026”. L’obiettivo è
garantire continuità di servizio 4G/5G lungo i principali collegamenti stradali tra le sedi olimpiche, con particolare attenzione alle
gallerie, considerate aree strutturalmente a fallimento di mercato.
In data 14 gennaio 2024 Infratel ha pertanto avviato una consultazione, con scadenza 20 febbraio 2024, a cui TIM ha partecipato, al
fine di dotare di copertura 5G le gallerie presenti lungo le principali linee di collegamento stradale tra le sedi di svolgimento degli
eventi delle Olimpiadi “Milano–Cortina 2026” mediante la realizzazione di un'infrastruttura radio mobile multi-operatore e la
realizzazione del relativo backhauling in fibra ottica, ove necessario.
La procedura di gara pubblica per l’attuazione del Piano relativo alla realizzazione e gestione delle infrastrutture di connettività
mobile 4G/5G nelle gallerie stradali connesse agli eventi delle Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina 2026 è stata avviata con la
pubblicazione del bando in data 1° agosto 2025 e si è conclusa con la chiusura del termine per la presentazione delle offerte il 19
settembre 2025. L’intervento ha riguardato il territorio delle Regioni Lombardia e Veneto.
All’esito della procedura, in data 20 ottobre 2025, la gara è stata aggiudicata a Cellnex Italia S.p.A., con l’assegnazione di un
contributo pubblico pari a 892.010 euro. Il modello adottato si fonda sulla realizzazione di un’infrastruttura neutrale, concepita per
garantire l’accesso wholesale multi‑operatore, così da consentire a tutti gli operatori di telecomunicazioni interessati di erogare
servizi di connettività mobile all’interno delle gallerie oggetto di intervento.
A completamento del quadro regolatorio, l’AGCOM ha provveduto ad integrare le Linee guida in materia di accesso wholesale, al
fine di assicurare condizioni di accesso eque e non discriminatorie per gli operatori e di garantire la piena coerenza dell’intervento
con la disciplina europea sugli Aiuti di Stato.
Mercati retail di rete fissa
Offerte indicizzate con inflazione
La delibera n. 307/23/CONS disciplina anche i contratti con previsione di adeguamento dei prezzi all’inflazione.
Secondo AGCOM le offerte indicizzate sono lecite e in caso di adeguamento il cliente non ha facoltà di recesso senza costi. Per
poter applicare le clausole di indicizzazione è necessario però acquisire il consenso espresso del cliente (opt-in).
I contratti non possono prevedere alcun correttivo rispetto all’applicazione integrale dell’indice di adeguamento pubblico, inclusa
l’applicazione di soglie rispetto all’indice o mark-up aggiunti o aumenti minimi nel corso del periodo contrattuale.
La prima indicizzazione non può avvenire prima che siano trascorsi 12 mesi dalla sottoscrizione del contratto.
In caso di variazione dei prezzi superiore al 5%, il cliente deve poter passare ad un’offerta equivalente non indicizzata.
Le condizioni contrattuali devono prevedere che l’operatore ha il diritto di incrementare le tariffe in misura corrispondente
all’aumento dell’indice annuale dei prezzi al consumo ed è, al contempo, obbligato a ripercuotere le riduzioni di tale indice,
diminuendo le tariffe in misura corrispondente alla riduzione.
Le clausole finora introdotte nei contratti in essere sono nulle se il cliente non le “accetta” ex post.
L’indice di riferimento usato per adeguare i contratti è l’Indice Nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
(FOI). Infine, la comunicazione commerciale deve osservare stringenti requisiti di trasparenza sugli effetti economici
dell’indicizzazione.
Mercati retail di rete mobile
Trasparenza tariffaria - AGCOM Delibera 106/25/CONS
Con la Delibera 106/25/CONS in vigore dal 24 novembre 2025 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni definisce il nuovo
quadro delle regole sugli obblighi di trasparenza verso gli utenti finali.
La nuova disciplina introduce importanti novità in materia di comunicazioni promozionali sulle offerte 5G che dovranno avere
bollini di diverso colore a seconda del livello di prestazioni assicurate agli utenti ed anche sulle offerte riservate che dovranno avere
apposite schede di trasparenza tariffaria similmente alle offerte generalizzate.
CLI Spoofing
A seguito di consultazione pubblica (del. 457/24/CONS) e delle risultanze del successivo tavolo tecnico tra operatori in ambito
AGCOM, è stata emanata la delibera 106/25/CONS che definisce alcune misure obbligatorie di contrasto al CLI spoofing per le
chiamate provenienti da estero con CLI nazionale.
La delibera prevede che i carrier internazionali autorizzati in Italia (ad es. Sparkle) attuino 3 tipologie di blocco per le chiamate
provenienti da estero:
blocco di CLI nazionali (+39) incoerenti nel formato con la normativa ITU-T E.164, inclusa l’assenza del CLI e di CLI associati a
numerazioni non geografiche nazionali;
blocco di CLI nazionali corrispondenti a numerazioni fisse (decade 0);
blocco di CLI nazionali corrispondenti a numerazioni mobili (decade 3), qualora il cliente mobile, a cui è associata tale
numerazione utilizzata come CLI, non sia in roaming all’estero.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
40
I blocchi 1 e 2 sono di pertinenza dei soli carrier internazionali (nessuna implementazione da parte di TIM ma solo di Sparkle) e sono
stati implementi ad agosto 2025. Il blocco 3 è stato implementato a novembre 2025 da parte dei carrier internazionali e degli
operatori mobili, inclusa TIM.
Servizio di assistenza clienti
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la delibera n.255/24/CONS del 10 luglio 2024, disciplina il nuovo quadro delle
regole per la fornitura del servizio di assistenza clienti nel settore delle comunicazioni elettroniche nonché del settore audiovisivo
nella fornitura dei servizi live di grande interesse pubblico a pagamento (di cui all'art. 33 co. 3 e 4 del TUSMA).
La nuova disciplina conferma l’obbligatorietà del servizio tramite il canale telefonico e raccomanda la modalità di contatto digitale.
Le disposizioni del Regolamento sono entrate in vigore l’8 agosto 2025. In particolare la Delibera 255/24/CONS fissa le seguenti
previsioni:
la gratuità dei servizi di assistenza clienti, a conferma del vigente quadro regolamentare;
il servizio telefonico di assistenza clienti con un operatore umano è erogato, per i servizi di comunicazioni elettroniche, almeno
nei giorni feriali tra le ore 8.30 e le ore 21.30 (fino alle 19.30 per i numeri di assistenza clienti affari);
le opzioni dell’albero IVR che permettono di colloquiare con un addetto sono esplicite, trasparenti e comprensibili, consentendo
all’utente di ottenere assistenza da parte di un addetto e di presentare reclamo nel minore tempo possibile;
per i servizi di assistenza telefonica, ai clienti è resa disponibile una opzione dedicata alla presentazione del reclamo al primo
livello dell’albero IVR;
il termine per la definizione del reclamo, a partire dalla data di ricevimento dello stesso, non può essere superiore a trenta
giorni (il termine è stato portato da 45 a 30 giorni);
il cliente ha diritto a formulare il reclamo attraverso il canale telefonico, la raccomandata A/R, e il contatto digitale, laddove
l’operatore metta tale modalità a disposizione del cliente;
l’operatore ha l’obbligo di comunicare al cliente, una volta acquisito il reclamo, un codice identificativo dello stesso.
La delibera inoltre adotta nuovi indicatori di qualità del servizio di assistenza clienti telefonica, di assistenza digitale e di gestione
dei reclami che saranno operativi a partire dall’8 agosto 2025.
E’ pendente al Consiglio di Stato un’impugnativa avviata dall’AGCOM  sull’annullamento da parte del TAR dell’obbligo di gratuità
del servizio di assistenza telefonica (art. 5 co 7).
Qualità dei servizi dei servizi mobili e personali
Con delibera n. 23/23/CONS, AGCOM ha aggiornato la regolamentazione in materia di qualità e carte dei servizi di comunicazioni
mobili e personali nonché la disciplina delle campagne di misura della qualità del servizio dati a banda larga. La nuova delibera, tra
l’altro:
recepisce alcune misure previste dal Regolamento (UE) n. 2015/2120 e dalle correlate Linee Guida del BEREC in tema di
accesso a una Internet aperta ed in particolare l’obbligo di indicare nei contratti degli operatori mobili la velocità massima
stimata e la velocità pubblicizzata in download e in upload;
introduce l’obbligo di prevedere sui siti web degli operatori delle mappe di copertura per le diverse tecnologie, con una
granularità dei pixel coperti non superiore a 100 m2.
Qualità dei servizi da postazione fissa
Con la delibera n. 156/23/CONS del 31 luglio 2023 AGCOM ha introdotto una nuova direttiva in tema di “qualità e carte dei servizi di
comunicazione elettroniche da postazione fissa”, accorpando le due precedenti direttive su “qualità e carte dei servizi di telefonia
fissa” (ex delibera n. 254/04/CSP, 131/06/CSP e 244/08/CSP che vengono contestualmente abrogate a partire dal 29 giugno 2024,
termine ultimo per l’implementazione delle misure previste dalla delibera 156/23/CONS).
La nuova disciplina prevede che:
tutte le disposizioni della nuova direttiva (comprese quelle che comportano obblighi contrattuali) si applicano anche alle linee
FWA;
nei prospetti che riportano le caratteristiche tecniche delle offerte devono essere riportate (oltre alle “velocità minime” in
download e upload, al “ritardo massimo di connessione” e al “tasso massimo di perdita dei pacchetti”) anche le “velocità
massime” e le “velocità normalmente disponibili” in download e in upload;
in caso di mancato rispetto da parte dell’operatore anche di uno solo dei valori dei livelli di qualità del servizio la nuova direttiva
prevede che il cliente possa cessare la linea senza alcun addebito (previsione già esistente e che viene confermata), oppure che
possa richiedere gli indennizzi contrattualmente previsti o avviare una procedura tramite piattaforma ConciliaWeb.
Qualità del servizio di assistenza clienti nel settore delle comunicazioni elettroniche e dei
servizi media audiovisivi
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la delibera n. 255/24/CONS del 10 luglio 2024, ha concluso dopo un lungo iter
istruttorio il procedimento volto a disciplinare il servizio di assistenza clienti nel settore delle comunicazioni elettroniche nonché del
settore audiovisivo nella fornitura dei servizi live di grande interesse pubblico a pagamento (di cui all'art. 33 co. 3 e 4 del TUSMA).
Le disposizioni del Regolamento dovranno essere attuate dagli Operatori entro 12 mesi dalla pubblicazione sul sito AGCOM,
avvenuta l’8 agosto 2024; nel frattempo continua a trovare applicazione il quadro regolamentare definito dalla delibera n. 79/09/
CSP.
La nuova disciplina mira a garantire:
la massima accessibilità al servizio di assistenza clienti,
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
41
la trasparenza e la tracciabilità delle procedure di gestione dei reclami;
la qualità del servizio di assistenza clienti.
La nuova disciplina conferma l’obbligatorietà del servizio tramite il tradizionale canale telefonico e raccomanda fortemente la
modalità di contatto digitale.
In particolare la Delibera 255/24/CONS fissa le seguenti previsioni:
la gratuità dei servizi di assistenza clienti, a conferma del vigente quadro regolamentare;
il servizio telefonico di assistenza clienti con un operatore umano è erogato, per i servizi di comunicazioni elettroniche, almeno
nei giorni feriali tra le ore 8.30 e le ore 21.30 (fino alle 19.30 per i numeri di assistenza clienti affari);
le opzioni dell’albero IVR che permettono di colloquiare con un addetto sono esplicite, trasparenti e comprensibili, consentendo
all’utente di ottenere assistenza da parte di un addetto e di presentare reclamo nel minore tempo possibile;
per i servizi di assistenza telefonica, ai clienti è resa disponibile una opzione dedicata alla presentazione del reclamo al primo
livello dell’albero IVR;
il termine per la definizione del reclamo, a partire dalla data di ricevimento dello stesso, non può essere  superiore a trenta
giorni (il termine è stato portato da 45 a 30 giorni);
il cliente ha diritto a formulare il reclamo attraverso il canale telefonico, la raccomandata A/R, e il contatto digitale, laddove
l’operatore metta tale modalità a disposizione del cliente;
l’operatore ha l’obbligo di comunicare al cliente, una volta acquisito il reclamo, un codice identificativo dello stesso.
La delibera inoltre adotta nuovi indicatori di qualità del servizio di assistenza clienti telefonica, di assistenza digitale e di gestione
dei reclami a partire dall’8 agosto 2025.
Gli operatori devono fissare degli obiettivi annuali per ciascuno di questi indicatori (facoltativi per assistenze digitale) entro il 31
dicembre dell’anno precedente. Per il tempo di risposta dell’operatore e il tasso di chiamate servite entro 20 secondi il
Regolamento introduce i seguenti standard minimi da rispettare: tempo di risposta dell’operatore non superiore a 150 secondi e
tasso di chiamate servite entro 20 secondi non inferiore al 40%.
Nuovo TUSMA - Eventi di interesse sociale o di grande interesse pubblico: indicatori di qualità
dell’esperienza degli utenti delle piattaforme di live video streaming, indennizzi, procedure di
gestione reclami, strumenti di assistenza tecnica
Il decreto del 27 maggio 2022 del MISE ha elencato, ai sensi dell'art. 33, co. 3 del TUSMA (Testo Unico dei Servizi di Media
Audiovisivi) gli eventi di interesse sociale o di grande interesse pubblico (offerti, in diretta o in differita, in chiaro o a pagamento, al
pubblico italiano), cui deve essere garantita da parte dei fornitori, a tutela dell'utenza, la fruizione nel rispetto di adeguati standard
di regolarità, continuità del servizio e qualità delle immagini, come determinati dall’AGCOM.
Con la delibera n. 74/24/CONS l’Autorità, d’intesa con il Ministero, ai sensi dell'art. 33, co. 4 del TUSMA, ha definito per tali eventi:
gli indicatori di qualità dell’esperienza (QoE) degli utenti delle piattaforme di live video streaming e i relativi indennizzi;
le idonee procedure di gestione di reclami, istanze e segnalazioni degli utenti e strumenti di assistenza tecnica.
AGCOM, ritenendo che gli eventi di carattere sportivo, tra cui le partite di campionato di calcio, costituiscono la maggior parte degli
eventi di interesse pubblico, ha considerato come base di riferimento le delibere riguardanti il procedimento DAZN.
Le misure previste dalla suindicata Delibera sono state progressivamente implementate da TIM entro il 16 ottobre 2025.
Nuovo TUSMA – Eventi di interesse generale - Prominence SIG
Con delibera 390/24/CONS, l’Autorità ha definito - tramite apposite Linee guida - i criteri di qualificazione di un servizio di media
audiovisivo o radiofonico quale servizio di interesse generale nonché le relative modalità di presentazione di tali servizi sulle
interfacce degli utenti. AGCOM ha escluso l’applicazione delle norme in esame al servizio TIMVISION. Con Delibera 110/25/CONS
AGCOM ha avviato una consultazione pubblica sulla revisione delle suddette Linee guida
Il procedimento si è concluso con la Delibera 250/25/CONS che ha confermato l’esclusione dal campo di applicazione dei dispositivi
venduti in bundle con servizi di media a pagamento come TIMVISION.
Nuovo TUSMA - Norme a tutela del pluralismo
L’Autorità ha adottato con la delibera 6/24/CONS le linee guida volte a definire la metodologia specifica per la verifica dell’esistenza
di posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo di cui all’articolo 51, comma 5, del TUSMA e l’adozione di
eventuali remedies.
Con la Delibera 251/25/CONS AGCOM ha concluso la consultazione avviata l’anno precedente riguardante l’individuazione dei 14
mercati che compongono il Sistema Integrato delle Comunicazioni. Per quanto riguarda il Mercato dei servizi di media audiovisivi a
pagamento di dimensione nazionale, l’Autorità include tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi a pagamento, anche se privi di
titolo abilitativo italiano, purché legittimati a operare sul territorio nazionale (es. operatori UE e quindi non solo aventi titolo italiano
come TIM per TIMVISION) e l’ obbligo di iscrizione al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) di tali soggetti, ciò per
garantire trasparenza degli assetti proprietari e applicazione delle norme sul pluralismo.
Nuovo TUSMA - obblighi di programmazione ed investimento a favore di opere europee
Con decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 50, sono state approvate le disposizioni integrative e correttive del testo unico dei servizi
di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato, in attuazione della direttiva (UE) 2018/1808 di
modifica della direttiva 2010/13/UE (c.d. Decreto correttivo del TUSMA).
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
42
Per quanto riguarda gli obblighi dei fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta (TIMVISION), nell’ambito dei correttivi
introdotti, si evidenziano nello specifico:
obblighi di investimento in opere audiovisive UE prodotte da produttori indipendenti: introdotta la riduzione dal 20% al
16%;
obblighi di programmazione di opere audiovisive UE: rimane invariato l’impianto normativo attuale ovvero obbligo del 30%
e riferimento ad opere recenti (ultimi 5 anni). Le modalità di assolvimento degli obblighi di programmazione devono essere
definite da AGCOM in un Regolamento. Tali obblighi non si applicano ai fornitori di servizi di media aventi fatturato o pubblico
di modesta entità, secondo criteri di soglia contenuti nel suddetto regolamento (5 milioni di euro);
sotto-quota italiana: una quota pari al 70% della percentuale prevista rispettivamente per gli obblighi di investimento e
programmazione è riservata alle opere di espressione originale italiana, ovunque prodotte negli ultimi 5 anni, da produttori
indipendenti, di cui il 27% è riservato a opere cinematografiche;
eliminazione regolamentazione secondaria per l’individuazione di ulteriori sotto-quote di investimento in opere audiovisive
di espressione originale italiana di produttori indipendenti, nonché per la limitazione temporale dei diritti di utilizzazione e
sfruttamento delle opere e per le modalità di valorizzazione delle stesse sulle diverse piattaforme;
il sistema sanzionatorio rimane inalterato.
Con delibera 70/25/CONS ha recepito nel proprio Regolamento in materia di obblighi di programmazione ed investimento a favore
di opere europee le novità previste dal suddetto decreto legislativo.
Nuovo TUSMA - Accessibilità ai servizi media da parte delle persone con disabilità
Con la Delibera 291/25/CONS AGCOM ha pubblicato gli “Orientamenti condivisi” elaborati nell’ambito del tavolo tecnico di co-
regolamentazione e riguardanti le misure di accessibilità ai servizi media. In sede di prima applicazione (anno 2026), tali misure non
si applicano ai fornitori dei servizi di media audiovisivi a pagamento.
Tutela dei minori – Age verification
La Delibera 96/25/CONS attua l’art. 13-bis del “Decreto Caivano” che impone il divieto di accesso ai minori a contenuti pornografici
online, prevedendo un obbligo di verifica dell’età da parte di gestori di siti web e piattaforme di condivisione di video (stabiliti in
Italia o in altro Stato membro) che diffondono in Italia immagini e video a carattere pornografico. La Delibera non individua gli
operatori mobili né come soggetti obbligati, né automaticamente considerati soggetti certificatori indipendenti della maggiore età
degli utenti per l’accesso ai contenuti vietati ai minori.
Content Delivery Network: applicabilità del regime di autorizzazione generale previsto dal
Codice delle comunicazioni elettroniche
Con la delibera n. 207/25/CONS l’Autorità ha approvato gli esiti della consultazione pubblica di cui alla Delibera n. 55/25/CONS e
confermato la riconducibilità delle Content Delivery Network (CDN) nell’ambito della definizione di rete di comunicazione
elettronica di cui all’articolo 2 del Codice delle comunicazioni elettroniche con conseguente applicazione del regime di
autorizzazione generale. Il provvedimento è stato trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per i seguiti di
competenza.
Contributi Autorità
Contributo AGCOM
Il 10 febbraio 2025, AGCOM ha emesso le delibere n 474/24/CONS, 475/24/CONS, 481/24/CONS e 482/24/CONS relative al
pagamento del contributo AGCOM per l'anno 2025 (calcolato sui dati del bilancio 2023). Per l'anno 2025, il tasso per il mercato delle
comunicazioni elettroniche si è attestato al 1,30 per mille, quello per i servizi media al 2,00 per mille, quello per le attività di
prevenzione e repressione della diffusione illecita di contenuti è risultato pari allo 0,40 per mille e quello per il funzionamento
correlato al coordinamento dei servizi digitali allo 0,135 per mille.
TIM ha pagato complessivamente, sotto riserva, circa 10,5 milioni di euro.
Privacy e protezione dei dati personali
Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), Codice Privacy e ulteriore normativa
applicabile in materia
TIM si è dotata sin dal 2003 di un Modello operativo articolato, a presidio della corretta applicazione a livello di Gruppo del
Regolamento (UE) n. 2016/679 (c.d. “General Data Protection Regulation” o in breve GDPR), del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (cd.
Codice privacy) e dell’ulteriore normativa applicabile in materia di protezione dei dati personali.
Dal 2023 è entrato a regime il rinnovato Modello operativo privacy aziendale in conformità al principio della privacy-by-design,
avendo realizzato una serie di attività migliorative, tra cui in particolare:
l’esecuzione di una nuova mappatura delle attività di trattamento di dati personali in raccordo con i processi operativi aziendali
con la definizione di una nuova metodologia di valutazione del rischio privacy associato ad ogni trattamento;
la rivisitazione del processo di gestione dei trattamenti e di aggiornamento dei Registri delle attività del trattamento;
l’introduzione di nuovi strumenti informatici, tra cui quello per la gestione delle Informative fornite alle differenti tipologie di
interessati (es. clienti, dipendenti, visitatori) e quello per la gestione dei citati Registri, che consentono la digitalizzazione e
l’integrazione delle informazioni gestite.
Nel corso 2025 sono state assicurate le consuete necessarie attività per la gestione del Modello Operativo privacy, con particolare
riguardo al periodico aggiornamento del registro dei trattamenti in relazione a nuove attività/progetti e all’evoluzione
dell’organizzazione aziendale.
A livello normativo, nel corso del 2025, non vi sono state novità legislative in materia di protezione dei dati personali.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
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Per quanto riguarda l’attività del Garante privacy, risultano di interesse per TIM e per le società del Gruppo le determinazioni e
valutazioni assunte con alcuni provvedimenti prescrittivi e sanzionatori adottati nei confronti di alcune aziende e pubbliche
amministrazioni, che hanno riguardato: i) il trattamento illecito dei dati personali per finalità di marketing e le modalità di
acquisizione dei consensi e ii) il trattamento dei metadati della posta elettronica aziendale e dei log della navigazione internet dei
dipendenti, che possono essere raccolti e conservati solo in presenza di specifiche condizioni e garanzie (adempimenti privacy e in
ambito controlli a distanza dei lavoratori ex art. 4 della legge 300/1970) e questioni relative al controllo a distanza dei lavoratori.
Inoltre, si evidenzia che a febbraio 2025 TIM ha aderito al Codice di condotta per le attività di telemarketing e teleselling, che
costituisce un importante strumento di accountability idoneo a dimostrare il rispetto della normativa di riferimento. Si ricorda
l’importante ruolo svolto al riguardo dalla Funzione Privacy, nel coordinamento delle numerose attività attuate dalle Funzioni
aziendali interessate per la conformità alle disposizioni del Codice di Condotta e per la successiva adesione da parte di TIM, tra cui
la raccolta dell’ingente documentazione e degli elementi richiesti dall’Organismo di Monitoraggio
La Funzione Privacy cura lo studio della normativa (inclusi i provvedimenti dell’autorità Garante della protezione dei dati personali),
dandone informativa alle Funzioni aziendali/Società del Gruppo e assicurando emissione/aggiornamento di policy e linee guida in
materia. A quest’ultimo riguardo, la più importante policy è il “Sistema delle regole per l’applicazione della normativa sulla
protezione dei dati personali nel Gruppo TIM”, che è l’insieme delle norme e delle regole operative che disciplinano il trattamento
dei dati personali ai sensi delle disposizioni di legge e regolamentari applicabili in materia, definite specificamente per il Gruppo TIM,
è tenuta costantemente aggiornata ed è reperibile sulla intranet aziendale.
La Funzione Privacy fornisce inoltre la consulenza alle Funzioni aziendali/Società del Gruppo per il corretto trattamento dei dati
personali nei processi aziendali in conformità alle policy/procedure interne e il supporto specialistico su specifiche attività (es.
redazione delle clausole privacy nei contratti con clienti e fornitori, contributo nella predisposizione dei testi di risposta  alle
numerose richieste di esercizio dei diritti da parte degli interessati), nonché coordina le attività legate a rilevanti adempimenti,
come quelli in materia di data breach e di redazione delle valutazioni di impatto privacy.
Infine, la Funzione Privacy di TIM pianifica, in base alle esigenze, specifici piani di formazione finalizzati a sensibilizzare le diverse
funzioni aziendali e a illustrare le policy e procedure emesse per l’applicazione della normativa sul trattamento dei dati personali.
Spettro frequenze
Diritti d’uso in scadenza al 2029
Tra luglio e settembre 2025 (a seguito della analoga precedente consultazione svolta tra luglio e settembre 2024 - Delibera 247/24/
CONS), AGCOM ha di nuovo posto in consultazione pubblica (Delibera n. 154/25/CONS ) alcune proposte sulle misure regolamentari
concernenti l’assegnazione delle frequenze radio per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche i cui diritti d’uso scadono il 31
dicembre 2029 (800MHz, 900MHz, 1400MHz, 1800MHz, 2100MHz, 2600MHz, 3,4-3,6 GHz, 28GHz). TIM è titolare di blocchi di
frequenza in tutte le bande interessate alla scadenza dei diritti d’uso oggetto della consultazione, ad eccezione della banda 28GHz i
cui diritti sono stati trasferiti a FiberCop.
Le 2 proposte, alternative, di AGCOM, prevedono:
di prorogare o rinnovare circa l’85% delle frequenze in scadenza e metterne a gara il 15%;
di rinnovare tutte le frequenze in scadenza.
Entrambe le soluzioni prevedono un pagamento per il rinnovo o la proroga e l’introduzione di obblighi in termini di copertura o
livello di servizio.
Telefonia pubblica
A seguito del recepimento della Direttiva UE 2018/1972, che lascia al singolo Stato membro la possibilità di rimuovere o confermare
gli obblighi in vigore, il Codice delle Comunicazioni elettroniche non prevede più la telefonia pubblica tra i servizi sottoposti a obbligo
di Servizio Universale, ma rimanda la materia a una successiva valutazione.
L’Autorità con la Delibera 98/23/CONS, del 19 aprile 2023, ha concluso la sua analisi riconoscendo per le postazioni stradali il venir
meno delle esigenze di Servizio Universale e abrogando pertanto il relativo obbligo di fornitura in capo a TIM. Le cabine, quindi,
potranno essere rimosse previa verifica dell’esistenza di un’adeguata copertura mobile da parte di tutti gli operatori. In questi casi,
TIM può procedere previa affissione di un apposito cartello almeno 30 giorni prima della data prevista per la dismissione
dell’impianto.
Per le postazioni pubbliche ubicate nei luoghi di rilevanza sociale (ospedali con almeno 10 posti letto; carceri; caserme, con almeno
50 occupanti stabili, in cui sia prevista la schermatura del segnale di telefonia mobile), AGCOM conferma, invece, l’obbligo di
Servizio Universale. L’Autorità però riconosce la necessità di poter provvedere al superamento della concezione tradizionale del
Servizio Universale per queste specifiche fattispecie e stabilisce l’avvio di un tavolo tecnico con l’obiettivo di definire le nuove
tecnologie di fornitura e modalità di gestione dei costi a carico del chiamante del servizio di telefonia pubblica al fine di consentire
l’upgrade tecnologico alla rete in fibra ottica".
Golden Power
La Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 28 settembre 2017 ha stabilito che la Società è soggetta agli obblighi di cui al D.L. n.
21/2012 (cosiddetto “Decreto Golden Power”, recante norme in materia di poteri speciali), in quanto impresa che:
svolge “attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale” (come da art. 1 del D.L.) e
detiene reti e impianti “necessari ad assicurare l’approvvigionamento minimo e l’operatività dei servizi pubblici essenziali”, beni
e rapporti “di rilevanza strategica per l’interesse nazionale” nel settore delle comunicazioni (come da art. 2 dello stesso D.L.).
L’architettura normativa relativa a TIM, conseguentemente, ha comportato una prima fase nel 2017 con l’emanazione dei D.P.C.M.
16 ottobre e 2 novembre 2017.
Con il provvedimento del 16 ottobre 2017, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali previsti dall’articolo 1
del Decreto Golden Power mediante l’imposizione di specifiche prescrizioni e condizioni, gravanti su TIM e sulle società controllate
Telecom Italia Sparkle e Telsy, tra cui in particolare l’obbligo di assicurare la presenza nei rispettivi Consigli di Amministrazione di un
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali variazioni del contesto normativo
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Consigliere Delegato alla Sicurezza – figura attualmente coincidente con quella dell'Amministratore Delegato – (con cittadinanza
italiana e munito di abilitazione di sicurezza) e la costituzione di una Organizzazione di Sicurezza.
Con provvedimento del 2 novembre 2017 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha altresì esercitato i poteri speciali previsti
dall’articolo 2 del Decreto Golden Power, mediante l’imposizione di ulteriori prescrizioni e condizioni con l'obiettivo di assicurare
adeguati piani di sviluppo, atti a garantire la continuità della fornitura del Servizio Universale. Inoltre, con D.P.C.M. del 16 novembre
2020, la Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguito della notifica presentata da TIM in ordine all’operazione societaria
riguardante FiberCop S.p.A., ha esercitato i poteri speciali mediante l’imposizione di specifiche prescrizioni facenti riferimento alle
reti e agli impianti inclusi nel ramo di azienda trasferito a FiberCop. Con tali prescrizioni il Governo ha richiesto l’adozione di
adeguati piani di sviluppo, investimento e manutenzione necessari a garantire la continuità del Servizio Universale.
Il dettato governativo è successivamente evoluto attraverso il D.L. n. 21/2022 (Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e
umanitari della crisi ucraina), convertito con modificazioni dalla L. n. 51/2022, che ha introdotto novità sia in tema di gestione
societaria che di servizi di comunicazione basati su tecnologia 5G.
Con riguardo a tale ultima tematica, con tale Decreto il legislatore ha rinnovato la forte attenzione al tema del 5G, in quanto
attività di rilevanza strategica per il sistema di Difesa e Sicurezza nazionale, estendendo l’ambito di riferimento dalle forniture extra
UE prese a riferimento dalla precedente L. n. 41/2019 a qualunque fornitura relativa al 5G, indipendentemente dall’appartenenza
geografica del fornitore e ha ridefinito i poteri speciali dello Stato. In particolare, il Decreto ha introdotto a carico delle imprese
l’obbligo di notifica preventiva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di un Piano annuale di acquisti di beni e servizi in tecnologia
5G, con possibilità di apportare aggiornamenti con cadenza quadrimestrale.
Il Piano è soggetto all’approvazione del Governo, eventualmente con imposizione di prescrizioni o condizioni; l’omessa notifica
comporta per l’impresa una sanzione fino al 3% del proprio fatturato.
Con il perfezionamento della cessione di NetCo e della conseguente dismissione delle attività wholesale della rete primaria di
accesso fissa e della partecipazione di TIM in FiberCop, avvenute in data 1° luglio 2024, le prescrizioni del D.P.C.M. del 16 novembre
2020 sono da ritenersi superate alla luce del mutato perimetro aziendale di TIM.
Network and Information System Directive (NIS2)
La nuova Direttiva 2022/2555 (NIS2), che sostituiva la precedente  Direttiva 2016/1148 (NIS), è entrata in vigore il 16 gennaio 2023
ed obbligo di trasposizione negli ordinamenti nazionali entro il 17 ottobre 2024, diventando applicabile dal 18 ottobre 2024.
La NIS2 prevede l’ampliamento dell’ambito di applicazione delle norme in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi,
includendo da un lato settori attualmente coperti da altre normative, che sono state contestualmente abrogate (i.e. le misure di
sicurezza delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica, attualmente incluse nel Codice delle Comunicazione elettroniche
europeo) ed estendendo dall’altro le norme a nuovi soggetti (e.g. Data center, CDN, ecc.).
La Direttiva mantiene l’obbligo di adottare misure di sicurezza commisurate al rischio, introducendo tuttavia una serie di requisiti di
base, inclusa la gestione della sicurezza della catena di approvvigionamento, e rivede le procedure di notifica obbligatoria degli
incidenti informatici.
Le sanzioni in caso di inottemperanza possono arrivare fino al 2% del fatturato.
La Direttiva prevede, inoltre, il rafforzamento del coordinamento europeo, con ruoli più incisivi per le autorità nazionali e per ENISA,
con l’obiettivo di migliorare la collaborazione per contrastare la minaccia informatica globale, grazie alla condivisione delle
esperienze tra gli stati membri.
Misure di agevolazione, semplificazione e innovazione digitale
Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) - entrata in vigore: 1° gennaio 2025. Introdotte agevolazioni per la fruizione degli
incentivi del Piano Transizione 5.0 (definizione aliquota unica fino a 10 milioni di euro, possibilità di cumulare il credito
d’imposta con ulteriori agevolazioni, semplificazione procedure di calcolo della riduzione dei consumi energetici). La legge ha
inoltre ampliato il bacino di applicazione della web tax che quindi si applica alle imprese con ricavi da servizi digitali ovunque
realizzati superiori a 750 milioni di euro.
DL Milleproroghe (Legge n. 15/2025) - entrata in vigore: 25 febbraio 2025. Il provvedimento ha esteso sino al 31 dicembre 2025
i contratti riguardanti il Servizio Pubblico di Connettività (SPC), infrastruttura strategica per l’erogazione dei servizi digitali
della Pubblica Amministrazione. Tale disposizione assicura la continuità operativa e l’evoluzione dei servizi digitali pubblici in
coerenza con gli obiettivi del PNRR.
DL Bollette (Legge n. 60/2025): entrata in vigore: 30 aprile 2025. Il provvedimento ha previsto il mantenimento fino al 30
giugno 2025 della tassazione agevolata (fringe benefit) sui veicoli aziendali concessi in uso promiscuo, purché il veicolo sia
stato ordinato entro il 31 dicembre 2024.
DL Pubblica Amministrazione (Legge n. 69/2025) - entrata in vigore: 14 maggio 2025. Autorizzato stanziamento di 389,2
milioni di euro dal 2026 al 2029 per il completamento della rete nazionale Te.T.Ra per le forze di polizia su tutto il territorio, per
assicurare comunicazioni sicure e interoperabilità con le tecnologie LTE Public Safety. Inoltre, è stata estesa la norma su
agevolazioni anche per grandi programmi di investimento strategici nazionali – es. Creazione Data Center – (superiori a 1
miliardo).
DL Sicurezza Pubblica (Legge n. 80 /2025) - entrata in vigore: 10 giugno 2025. Il provvedimento ha eliminato l’onere per gli
operatori di acquisire anche il titolo di soggiorno in caso di attivazione SIM per clienti extra-UE, prevedendo solo l’acquisizione
del passaporto ovvero un documento di viaggio equipollente o un documento di riconoscimento in corso di validità.
DDL Space Economy (Legge n. 89/2025) - entrata in vigore: 25 giugno 2025. Istituito un fondo di 35 milioni di euro per il 2025
per sostenere l’innovazione e lo sviluppo delle attività spaziali nazionali. Prevista una riserva nazionale di capacità
trasmissiva via satellite attraverso l’impiego di satelliti gestiti esclusivamente da soggetti dell’UE o della NATO.
DL Infrastrutture Legge n. 107/2025) – entrata in vigore: 20 luglio 2025. Tra le disposizioni di maggior interesse l’erogazione di
contributi per circa 28 milioni di euro per il 2025-27 a favore di Autostrade per lo Stato S.p.A. per rafforzare i livelli di sicurezza e
di innovazione delle autostrade statali e per la dotazione di servizi informatici (piattaforme cloud).
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DDL Zone Montane (Legge n. 131/2025) – entrata in vigore: 20 settembre 2025. Eliminati gli oneri in capo agli operatori per la
copertura mobile e fissa della rete stradale e ferroviaria. Viene precisato che la continuità dei servizi di telefonia mobile e
delle connessioni digitali rappresenta una priorità per lo sviluppo dei territori montani e che deve essere favorito il ricorso al
partenariato pubblico e privato per la realizzazione di progetti volti a incrementare il trasferimento tecnologico e
l’alfabetizzazione digitale.   
PDL Call Center (CC). In fase di analisi in Parlamento. La proposta ha l'obiettivo di rafforzare le tutele dei consumatori e dei
lavoratori del comparto introducendo disposizioni in tema di costo del lavoro per l’attività di CC, pronta risposta del servizio CC,
contrasto al telemarketing aggressivo e al fenomeno dello spoofing.
PDL Data Center (DC). In fase di analisi in Parlamento. La proposta ha l’obiettivo di redigere un quadro normativo organico
semplificando il procedimento di costruzione dei DC. Il 16 luglio 2025 il MIMIT ha avviato una Consultazione pubblica sulla
Strategia per incentivare gli investimenti nazionali ed esteri nel settore dei Data Center. Il documento definitivo,
pubblicato il 5 novembre 2025, recepisce anche i contributi presentati da TIM, prevedendo un procedimento autorizzativo unico
con tempi certi e governance centralizzata, l’ampliamento dei data center esistenti, lo sviluppo infrastrutturale nel Centro-Sud
e meccanismi di premialità per i centri più virtuosi.
Legge Delega in materia di IA (Legge 132/2025) – entrata in vigore: 10 ottobre 2025. Tra le disposizioni di diretta applicazione:
autorizzazione alla spesa fino a 1 miliardo di euro per investimenti nel capitale di rischio di imprese innovative attive nei
settori dell’IA, cybersecurity, costituzione di AGID e ACN come Autorità nazionali per l'IA, impiego dell’IA per rafforzare la
cybersicurezza nazionale, istituzione di un Osservatorio sull'adozione dell’IA nel mondo del lavoro. Numerose disposizioni
richiederanno l’emanazione di successivi decreti attuativi.
DDL Semplificazione Normativa (Legge 167/2025) – entrata in vigore: 29 novembre 2025. La disposizione di maggior interesse
attribuisce al Governo il potere di emanare, entro fine novembre 2026, decreti volti a modificare il CAD con la finalità di
aggiornare le norme su identità digitale, rafforzare l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle banche dati delle PA e dei
gestori di servizi pubblici, semplificare le procedure mediante utilizzo della Piattaforma Digitale Nazionale Dati.
DDL Semplificazione attività economiche (Legge 182/2025) - entrata in vigore: 18 dicembre 2025. La disposizione di maggior
interesse è relativa alla semplificazione per l’installazione degli impianti di TLC in base alla quale la pubblicizzazione
dell’istanza relativa alle infrastrutture TLC non rileva ai fini della formazione del silenzio assenso e la sua mancata
pubblicizzazione non è motivo di annullabilità del titolo autorizzativo.
DL Economia (Legge 191/2025) – entrata in vigore 20 dicembre 2025. Tra le disposizioni di maggiore interesse: rifinanziamento
di 3,5 milioni di euro del Fondo per l’innovazione tecnologica e digitalizzazione per digitalizzare i servizi pubblici,
modernizzare le infrastrutture IT della PA, sviluppare piattaforme digitali; stanziamento di risorse per completamento delle
opere essenziali per Giochi Milano - Cortina 2026, utilizzo dei fondi PNRR da parte degli enti locali.
D. Lgs. Bullismo e cyberbullismo (D.lgs. 99/2025) – entrata in vigore: 16 luglio 2025. La disposizione di maggior interesse
prevede l’obbligo per i fornitori di servizi di comunicazione offerti mediante reti di comunicazione elettronica di richiamare
espressamente l’art. 2048 del c.c. per responsabilizzare i genitori in caso di danni causati dai figli minori che compiono atti
illeciti online.
Il MIMIT ha avviato due misure per sostenere la digitalizzazione di imprese e cittadini:
Voucher Cloud & Cyber – Dotazione finanziaria 150 milioni di euro - volta a incentivare la domanda di servizi cloud e cyber
per PMI e lavoratori autonomi. La misura è disciplinata dal DM 18 luglio 2025 (quadro degli interventi) e dal DD 21
novembre 2025 (modalità attuative). TIM può candidarsi come fornitore e commercializzare i propri servizi (tra inizio marzo e
fine aprile). L’avvio complessivo della misura è previsto nell’estate 2026.
Voucher Famiglie e KO Infrastrutturali - Dotazione finanziaria 50 milioni di euro, rifinanziabili fino a 140 milioni di euro
(previa notifica alla CE), finalizzata a stimolare la domanda di connettività a banda ultra-larga. A seguito della
Consultazione pubblica indetta da Infratel il 7 agosto 2025 e chiusa il 15 settembre 2025, sono in corso interlocuzioni con
Infratel e MIMIT per definire un modello procedurale più efficiente; l’avvio della misura è previsto nel medio-lungo periodo.
Misure normative in tema di lavoro
DDL Lavoro (Legge 203/2024) – entrata in vigore: 12 gennaio 2025. Tra le disposizioni di maggior interesse: Incremento di 2,1
milioni di euro per il 2025 del Fondo sociale per occupazione e formazione, misure in tema di lavoro agile, risoluzione rapporto
di lavoro, Fondi di solidarietà bilaterali, pagamento dilazionato dei debiti contributivi.
Delega Governo in materia di retribuzione e contrattazione collettiva (Legge 144/2025) – entrata in vigore: 18 ottobre
2025.  Prevede la delega al Governo ad adottare entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge (entro aprile 2026) uno o più
decreti legislativi in materia di retribuzione dei lavoratori con l’obiettivo di assicurare che il trattamento economico complessivo
minimo dei contratti collettivi di lavoro maggiormente applicati costituisca la condizione economica minima da riconoscere ai
lavoratori appartenenti alla stessa categoria (cd. salario minimo).
Osservatorio sull’impatto dell’IA nel mondo del Lavoro istituito presso il Ministero del lavoro con la partecipazione di
diversi soggetti (Ministeri, Amministrazioni pubbliche, Associazioni di categoria, big tech, aziende private) – tra cui TIM – ad un
tavolo di confronto volto alla condivisione di Linee guida sull’intelligenza Artificiale. L’Osservatorio è stato istituito in attuazione
dell’art. 12 della legge 132/2025 nel dicembre 2025.
Tutela degli interessi nazionali strategici
DPCM 2 ottobre 2025 che aggiorna il precedente DPCM del 30 aprile 2025 relativo alla disciplina dei contratti di beni e
servizi informatici impiegati per la tutela degli interessi nazionali strategici e della sicurezza nazionale. Il Decreto
prevede l’inclusione dei servizi e dei sistemi di telefonia mobile 4G e 5G, sia stand-alone (SA) che non stand-alone (NSA) e delle
loro evoluzioni tecnologiche future, tra le categorie soggette al rispetto degli elementi essenziali di cybersicurezza e dei criteri di
premialità previsti per gli appalti strategici.
DPCM 30 aprile 2025 - Disciplina dei contratti di beni e servizi informatici impiegati per la tutela degli interessi nazionali
strategici e della sicurezza nazionale – entrata in vigore: 20 maggio 2025. Il Decreto definisce gli elementi essenziali di
cybersicurezza dei beni e servizi informatici; individua beni e servizi ICT strategici o critici per la cybersicurezza nazionali e
prevede criteri di premialità per la tutela della sicurezza nazionale.
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Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025
E’ stata approvata con la Legge 18 dicembre 2025 n. 190 (GU 294 del 19 dicembre 2025), entrata in vigore il 3 gennaio 2026.
L’unica disposizione di interesse è relativa alla riforma degli strumenti pubblici dedicati al trasferimento tecnologico volta a
rafforzare il collegamento tra ricerca e imprese e che prevede l’adozione da parte del MIMIT/Ministero dell’Università, sentita la
Conferenza delle Regioni, di un piano triennale di indirizzo strategico per le politiche di trasferimento tecnologico.
Contrasto alla diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d’autore mediante reti di
comunicazione elettronica
La L. n. 93/2023 (c.d. “Legge anti-pirateria”) ha previsto l’introduzione di una piattaforma tecnologica automatizzata per la
gestione delle richieste di oscuramento dei contenuti illeciti in grado di procedere al blocco in 30 minuti delle risorse internet (IP/
FQDN) utilizzare a fini illeciti. La piattaforma è ufficialmente attiva dal 1° febbraio 2024.
Con DL n. 113/2024, convertito dalla L. 143/2024, (c.d. “DL Ominibus”), si è previsto:
un inasprimento delle norme riguardanti il blocco dei contenuti illeciti (tra cui estensione blocco anche per IP prevalentemente
destinati ad attività illecite);
la possibilità di sblocco degli indirizzi IP e dei nomi di dominio DNS da parte di AGCOM;
l’introduzione sanzione penale per operatori TLC in caso di omessa segnalazione di accesso abusivo ai sistemi informatici.
Con delibera 47/25/CONS, l’Autorità ha avviato un procedimento volto ad ampliare il perimetro dei contenuti da bloccare in 30
minuti. Il procedimento si è concluso con la Delibera 209/25/CONS che, modificando il Regolamento sulla tutela del diritto d’autore
online, ha esteso dal 15 settembre 2025 l’obbligo della disabilitazione in 30 minuti anche a contenuti audiovisivi e musicali che
rientrano in una definizione estesa di “contenuto audiovisivo trasmesso in diretta”.
Brasile
Revisione del modello per la fornitura di servizi di telecomunicazioni
La legge n. 13.879/2019, in vigore dal 4 ottobre 2019, ha introdotto la riforma normativa più significativa nel settore delle
telecomunicazioni in Brasile in oltre 20 anni. Consente di convertire i contratti di concessione di rete fissa in un regime di
autorizzazione, previa approvazione dell'ANATEL. In cambio, i licenziatari devono impegnarsi a investire nell'espansione dei servizi
broadband fissi e di telefonia nelle aree scarsamente servite, con l'obiettivo di ridurre le disparità regionali.
La riforma ha inoltre modernizzato la gestione dello spettro consentendo il rinnovo multiplo delle autorizzazioni di frequenza e
permettendo lo scambio dello spettro tra operatori. Il decreto n. 10.402/2020 ha ulteriormente dettagliato le procedure per questa
transizione e ha stabilito i criteri per il calcolo degli impegni di investimento. Ha inoltre fornito linee guida per estendere le licenze
dello spettro e migliorare la prevedibilità normativa e la sicurezza degli investimenti. I processi di migrazione per i licenziatari
primari sono stati implementati nel corso degli ultimi due anni, in continua interazione con ANATEL e altre autorità.
La riforma ha inoltre modernizzato la gestione dello spettro consentendo il rinnovo multiplo delle autorizzazioni di frequenza e
permettendo lo scambio dello spettro tra operatori. Il decreto n. 10.402/2020 ha ulteriormente dettagliato le procedure per questa
transizione e ha stabilito i criteri per il calcolo degli impegni di investimento. Ha inoltre fornito linee guida per estendere le licenze
dello spettro e migliorare la prevedibilità normativa e la sicurezza degli investimenti. I processi di migrazione per i licenziatari
primari sono stati implementati nel corso degli ultimi due anni, in continua interazione con ANATEL e altre autorità.
Politiche pubbliche applicabili al settore delle telecomunicazioni
Piano di connettività (decreto n. 9.612/2018): promuove l'espansione delle reti di trasporto e di accesso, in particolare nelle
regioni meno servite.
Decreto n. 10.799/2021: dà priorità alla copertura a banda larga vicino alle scuole pubbliche e nelle aree non servite.
Regolamento sulla legge sulle antenne (decreto n. 10.480/2020): facilita l'implementazione della rete risolvendo i colli di
bottiglia dell'infrastruttura.
Riforma FUST (legge n. 14.173/2021): consente l'accesso del settore privato al FUST (Fondo di universalizzazione dei servizi di
telecomunicazione) e offre riduzioni tariffarie agli operatori che investono in progetti di universalizzazione. I regolamenti
successivi (decreto n. 11.004/2022 e delibera n. 02/2022) hanno chiarito i meccanismi di utilizzo e supervisione del fondo.
Politica nazionale sulla sicurezza informatica (decreto n. 11.856/2023): rafforza la governance dei dati e gli standard di
sicurezza.
Risoluzione n. 783/2025: Nuovo Piano Generale degli Obiettivi di Concorrenza (PGMC), ancora in attesa della definizione
definitiva da parte del Consiglio di Amministrazione di ANATELl su alcuni dei suoi articoli.
Esenzione fiscale per dispositivi IoT e stazioni di telecomunicazione (Legge n. 15.320/2025): prorogati fino al 31 dicembre
2030 i benefici fiscali relativi i diritti per le ispezioni per l'installazione e l'esercizio, il contributo per la promozione della
radiodiffusione pubblica e il contributo per lo sviluppo dell'industria cinematografica nazionale (Condecine) riscossi sulle
stazioni di telecomunicazione che fanno parte di sistemi di comunicazione machine-to-machine e piccole stazioni satellitari.
Nel 2025 ANATEL ha approvato i seguenti aggiornamenti per modernizzare il quadro normativo e promuovere un uso efficiente
dello spettro:
Risoluzione n. 772/2025: Nuovo piano di allocazione delle frequenze;
Risoluzione n. 773/2025: Condizioni aggiornate per l'uso delle radiofrequenze;
Risoluzione n. 777/2025: Regolamento generale rivisto dei servizi di telecomunicazione.
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Queste misure mirano a promuovere l'innovazione, la concorrenza e l'inclusione digitale, sostenendo il continuo sviluppo dei servizi
di telecomunicazione in Brasile.
Revisione del Regolamento sulla qualità dei servizi
A dicembre 2019 ANATEL ha approvato il nuovo Regolamento sulla qualità dei servizi (Regulamento de Qualidade dos Serviços de
Telecomunicações - RQUAL), in risposta alla regolamentazione reattiva. Secondo questo nuovo modello la qualità viene misurata
sulla base di tre indicatori principali – Indice di Qualità del Servizio, Indice di Qualità Percepita e Indice dei Reclami degli Utenti – e
gli operatori sono classificati in cinque categorie (da A a E). Sulla base di tale regolamentazione reattiva, ANATEL potrà adottare
provvedimenti in base a casi specifici, quali il risarcimento dei consumatori, l'adozione di un piano d'azione o l'adozione di misure
precauzionali per garantire il miglioramento degli standard di qualità.
A seguito del lavoro congiunto di ANATEL, operatori ed ESAQ (Entidade de Suporte à Aferição da Qualidade) per definire obiettivi,
criteri e valori di riferimento di questi indicatori, alla fine di novembre 2021 il Consiglio di amministrazione di ANATEL ha
formalizzato i documenti di riferimento a sostegno del presente regolamento: il Manuale Operativo e i Valori di Riferimento; ha
inoltre stabilito l’entrata in vigore operativa il 1° marzo 2022. L'agenzia ora pubblica mensilmente i risultati degli indicatori di qualità
sul proprio sito web. Per quanto riguarda i marchi di qualità, nel novembre 2023 l'Agenzia ha annunciato la sospensione
temporanea e parziale del Documento sui valori di riferimento e del Documento sui marchi di qualità per gli anni 2022 e 2023,
concedendo un periodo di 120 giorni per presentare una nuova proposta sul metodo e sui parametri per l'istituzione dei marchi di
qualità.
Nel dicembre 2024, a seguito di una consultazione del settore, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un aggiornamento del
Documento sui valori di riferimento (Documento de Valores de Referência - DVR); tuttavia, ciò si discostava dalle richieste del
settore, spingendo gli operatori a presentare ricorsi amministrativi. Alla luce di tali ricorsi, l'Agenzia ha parzialmente accolto la
richiesta di revisione degli operatori nel giugno 2025.
Inoltre, nel dicembre 2025 ANATEL ha pubblicato i primi marchi di qualità, utilizzando come riferimento i dati del primo semestre
del 2025.
Revisione del Regolamento Generale sui Diritti dei Consumatori (RGC)
Nel novembre 2023 ANATEL ha pubblicato la Delibera 765/2023, il nuovo Regulamento Geral de Direitos do Consumidor de Serviços
de Telecomunicações (RGC), che revoca la Delibera 632/2014 e stabilisce nuove regole generali in materia di assistenza ai clienti,
fatturazione e offerte, applicabili ai clienti di rete fissa, mobile, banda larga e TV via cavo.
Nel dicembre 2024, il Consiglio di Amministrazione di ANATEL ha valutato le richieste degli operatori per la sospensione di alcuni
obblighi normativi, introducendo una maggiore flessibilità in aree chiave come la migrazione delle offerte, l'adeguamento delle
fonti di dati, i rinnovi automatici, la fatturazione durante la sospensione del servizio, l'asimmetria per i piccoli fornitori e le
commissioni relative ai partner. Il quadro normativo rivisto è entrato in vigore nel settembre 2025.
Protezione dei dati
Il 14 agosto 2018 è stata emanata la Lei Geral de Proteção de Dados Pessoais (Legge 13.709/2018 - LGPD).
Nel dicembre 2018 la misura provvisoria 869/2018 ha creato l'Autorità nazionale per la protezione dei dati (Autoridade Nacional
de Proteção de Dados - ANPD) e ha esteso il periodo di entrata in vigore della legge a 24 mesi (agosto 2020).
Nel giugno 2020 la Legge 14.010/2020 ha rinviato l'entrata in vigore della LGPD, unicamente per le disposizioni relative a multe
e sanzioni, all’agosto 2021. Le altre disposizioni della legge sono entrate in vigore a settembre 2020. Inoltre, nell'agosto 2020 è
entrato in vigore il decreto n. 10.474/2020 che istituisce l'ANPD, che tra l'altro sarebbe diventato responsabile di:
elaborare linee guida per la politica nazionale sulla protezione dei dati;
vigilare sulle imprese e applicare sanzioni;
emanare regolamenti e procedure in materia di protezione dei dati personali.
Nel febbraio 2023 il Regolamento sulla dosimetria e sull'esecuzione delle sanzioni amministrative è stato approvato dalla Res.
CD/ANPD n. 4/2023.
Nell'aprile 2024 l'ANPD ha pubblicato un Regolamento sulla segnalazione degli incidenti di sicurezza.
Nel luglio 2024 l'ANPD ha approvato i Regolamenti sul ruolo del responsabile del trattamento dei dati.
Nell'agosto 2024 l'ANPD ha pubblicato il Regolamento sul trasferimento internazionale di dati e il contenuto delle clausole
contrattuali standard.
Nel settembre 2025 l'Autorità nazionale per la protezione dei dati (o ANPD) è stata convertita in un'agenzia di
regolamentazione con la misura provvisoria n. 1.317/2025.
1 Fonte: Asstel “Rapporto sulla Filiera delle Telecomunicazioni in Italia” – Edizione 2025.
2 Fonte: AGCOM “Relazione annuale 2025” (dati 2024).
3 Quota della partecipazione alla data del 31 dicembre 2025.
4 Herfindahl-Hirschman Index.
5 Fonte: Osservatorio AGCOM 3° trimestre 2025.
6 Fonte: Osservatorio AGCOM 3° trimestre 2025.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Il contesto competitivo
48
IL CONTESTO COMPETITIVO
Domestic
Il mercato
Sulla base delle informazioni pubbliche più recenti, in termini di ricavi nel corso del 2024 il mercato italiano delle telecomunicazioni
retail (TLC) è rimasto pressoché costante per effetto di una lieve crescita del mercato fisso (+2% rispetto al 2024) del tutto
compensata dalla decrescita del mercato mobile (-3% rispetto al 2024). 1
Questo mercato rimane altamente competitivo, evidenziando una deflazione strutturale che dura da oltre un decennio. Nel 2024,
l'indice dei prezzi di settore è calato del -4% rispetto al 2024, in netta controtendenza rispetto alla crescita dell'indice generale dei
prezzi al consumo (+1,3% rispetto al 2024), confermando una tendenza di medio termine. Infatti, nel periodo 2020-2024, l'Indice
Nazionale dei prezzi al consumo (NIC) è salito di 20 punti (da 110,4 a 130,4), mentre l'indice delle comunicazioni elettroniche è
sceso di circa 10 punti (da 72,4 a 62,6) 2.
Nel 2025, lo sviluppo della banda larga e ultra-larga continua ad essere il principale elemento di evoluzione del mercato, favorendo
il progressivo incremento del traffico trasportato dalle reti, sia per il fisso (+6,8% rispetto al 2024 è l’incremento di traffico download
di rete fissa nei primi nove mesi del 2025) sia per il mobile (+15,7% rispetto al 2024 è l’incremento di traffico download trasportato
nella rete mobile nei primi nove mesi del 2025).
I principali OTT, tra cui Google (YouTube), Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp), Netflix, Amazon (Prime Video) e Microsoft
(Teams, Xbox), continuano a generare i volumi di traffico più elevati, sostenuti dalla domanda di contenuti video in alta definizione,
gaming online e applicazioni collaborative. A questi driver si aggiunge l'intelligenza artificiale, che genera flussi massivi di dati
concentrati soprattutto nell'interconnessione tra data center, e generati dall'addestramento dei modelli e l'elaborazione dei carichi
di lavoro computazionali. Questa dinamica accentua la pressione sui costi infrastrutturali degli operatori tradizionali.
Per quanto riguarda l'attuale posizionamento degli operatori di telecomunicazioni nei mercati convergenti, si evidenziano alcune
tendenze con differenti livelli di evoluzione:
lo sviluppo di nuovi servizi nel settore dei media e dell'intrattenimento (TV, Musica, Gaming) e nuovi servizi digitali (smart
home, digital advertising, mobile payment, identità digitale);
lo sviluppo di servizi innovativi nel mercato IT, in particolare in ambito Cloud, IoT e Cybersecurity;
la comparsa di offerte integrate TLC, energia, assicurazioni, basate su bundle che combinano servizi di connettività fissa con
forniture di luce, gas, assicurazioni, finalizzate a rafforzare la competitività nei pacchetti domestici multiservizio.
Il contesto competitivo è stato ulteriormente ridefinito da due operazioni di rilievo.
Fastweb e Vodafone sono diventate un’unica realtà societaria sotto la denominazione Fastweb S.p.A. a partire dal 1° gennaio 2026,
completando un processo di integrazione avviato nel biennio 2024-2025. Questa riorganizzazione industriale ha determinato un
rafforzamento dimensionale del nuovo operatore, con una quota di mercato più vicina a quella di TIM, e un conseguente aumento
del livello di concentrazione, con potenziali effetti di riduzione della pressione competitiva nei segmenti chiave, dei mercati fisso e
mobile.
Parallelamente, nel 2025 Poste Italiane ha acquisito il controllo di TIM, raggiungendo una partecipazione complessiva del 27,32% 3,
in un’operazione di rilevanza strategica per il settore delle telecomunicazioni in Italia.
Concorrenza nel settore delle telecomunicazioni fisse
Il mercato delle telecomunicazioni fisse continua a essere caratterizzato sia dalla flessione dei ricavi da accesso e voce sia dalla
crescita dei ricavi da banda larga e ultra-larga. Negli ultimi anni gli operatori si sono concentrati principalmente sull’incremento di
penetrazione della banda larga e ultra-larga, attraverso l'introduzione di pacchetti "bundled" voce, banda larga e servizi, in un
contesto di elevata concorrenza e pressione sui prezzi.
Il mercato retail continua progressivamente ad aumentare il livello di competizione, con l’indice di concentrazione HHI 4 che si
riduce rispetto al 2024.
A settembre 2025, gli accessi fissi complessivi sono 20,49 milioni e registrano un leggero calo su base trimestrale (-0,3% Quarter on
Quarter), ma una sostanziale stabilità su base annuale (+0,1% rispetto al 2024).
TIM è primo operatore con una quota di mercato del 35,9%, in calo di -1,6 punti percentuali rispetto al 2024; segue
Fastweb+Vodafone con una market share del 28,4%, in leggera diminuzione di -0,9 punti percentuali rispetto al 2024.
A settembre 2025 gli accessi broadband ammontano a 19,26 milioni e sono in aumento, su base trimestrale, di +22 mila unità
(+0,1% Quarter on Quarter), ma in diminuzione, su base annua, di -160 mila unità (-0,8 % rispetto al 2024) 5.
Su base annuale al terzo trimestre 2025 risultano in crescita gli accessi in tecnologia FTTH (6,7 milioni, +22,0% rispetto al 2024) e
FWA (2,56 milioni, +11,5% rispetto al 2024) mentre sono in diminuzione gli accessi in tecnologia FTTC (8,5 milioni, -8,4% rispetto al
2024) 6.
Nel 2025 si è rafforzata la presenza di operatori satellitari a bassa orbita (LEO), come Starlink, che offrono servizi broadband con
prestazioni sempre più comparabili alle soluzioni FTTC ed FWA. Questa evoluzione amplia le opzioni di connettività nelle aree rurali
e difficili da raggiungere con reti terrestri, introducendo una nuova forma di concorrenza nel mercato dell’accesso fisso e
aumentando la pressione sugli operatori tradizionali.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Il contesto competitivo
49
Parallelamente, lo scenario competitivo domestico è stato caratterizzato da una crescente convergenza tra telecomunicazioni,
energia e assicurazioni. I principali operatori TLC hanno rafforzato le proprie offerte integrate TLC, Luce, Gas, Assicurazioni, mentre
gli operatori energetici e le multiutility (tra cui ENEL, Sorgenia ed Eni Plenitude) hanno fatto il loro ingresso nel mercato della
connettività fissa traendo vantaggio dalla riduzione delle tariffe di telecomunicazioni wholesale, generata dalla forte pressione
competitiva sviluppatasi in questo segmento della filiera.
L’ingresso di nuovi attori non tradizionali aumenta la pressione competitiva e richiede agli operatori TLC di differenziare le proprie
offerte, attraverso servizi digitali ad alto valore aggiunto e strategie di fidelizzazione.
Concorrenza nel settore delle telecomunicazioni mobili
Nel terzo trimestre 2025 le linee mobili totali (Human+M2M) sono pari a 110,5 milioni, con una crescita su base annua di +1,91
milioni (+1,8% rispetto al 2024): risultano in crescita sia le linee M2M, che raggiungono i 31,3 milioni, (+2,8% rispetto al 2024), sia le
linee Human, che sono pari a 79,3 milioni (+1,4% rispetto al 2024). Rispetto al trimestre precedente, le M2M sono in leggera crescita,
mentre le linee Human sono stabili.
Contestualmente, la diffusione delle eSIM ha aumentato la contendibilità del mercato, riducendo le barriere al cambio operatore e
introducendo nuovi canali di accesso, anche tramite provider internazionali di travel eSIM. Questo fenomeno ha inciso sui modelli
tradizionali di monetizzazione del roaming, intensificando la pressione competitiva su prezzi e condizioni delle offerte.
Nel 2025 lo scenario competitivo delle telecomunicazioni mobili continua ad essere caratterizzato da un'offerta aggressiva da parte
dell'operatore Iliad, in termini di prezzo e volume di dati offerti, seguita da quelle degli operatori virtuali (MVNO). Nel mercato
human l'operatore Iliad e gli operatori virtuali nel complesso continuano a guadagnare clienti e quote di mercato, a scapito di tutti
gli altri operatori infrastrutturati.
Nel terzo trimestre 2025 Fastweb+Vodafone è leader del mercato mobile totale (Human+M2M) in volume, con una quota del
29,9% (+0,1 punti percentuali rispetto al 2024), seguito da TIM, con una quota del 25,9% (-1,3 punti percentuali rispetto al 2024) e
da WindTre, con una quota del 24,1% (+0,3 punti percentuali rispetto al 2024).
Considerando le sole linee Human, sempre Fastweb+Vodafone è leader con una quota del 25,4% ma in calo di -0,3 punti
percentuali rispetto al 2024; seguono WindTre, con una quota del 23,7% in calo di -0,4 punti percentuali rispetto al 2024, Iliad
raggiunge una quota del 15,6%, in crescita di +0,9 punti percentuali rispetto al 2024.
Nel 2025 la competizione 5G è proseguita con la presenza contemporanea di tutti gli operatori infrastrutturati (TIM,
Fastweb+Vodafone, WindTre, Iliad) e la progressiva copertura di tutte le principali città e delle aree extraurbane.
La diffusione del 5G si è sviluppata progressivamente anche nel segmento business, abilitando soluzioni specializzate per i mercati
verticali anche se in questo segmento la diffusione di questi servizi ancora non sembra decollare.
A livello globale, sono stati avviati i primi servizi commerciali di connettività “direct to cell”, che consentono a normali smartphone
4G/5G di collegarsi direttamente a satelliti in orbita bassa (LEO), per servizi di messaggistica, trasmissioni dati a bassa velocità e
comunicazioni vocali.
Brasile
Nel 2025, lo scenario macroeconomico del Brasile presenta un rallentamento dopo la forte performance economica osservata nel
2024. Mentre il 2024 è stato caratterizzato da una robusta crescita del PIL di circa il 3,5%, da un aumento del reddito medio e dal
calo della disoccupazione al minimo storico del 6,6%, l'attività economica nel 2025 è rallentata attestandosi a circa il 2,3%,
riflettendo sia fattori contrari esogeni (come i dazi statunitensi e la pressione valutaria) che i vincoli interni (persistenza di tassi di
interesse elevati e incertezza fiscale). Le prospettive per il 2026 indicano un continuo indebolimento dell'economia, con una
crescita del PIL che dovrebbe rallentare ulteriormente fino a circa l'1,8%. L'inflazione è rimasta una preoccupazione per tutto il
2025: l'IPCA (Índice de Preços ao Consumidor Amplo) ha chiuso l'anno intorno al 4,3%, un dato inferiore alle aspettative di inizio
anno ma che tiene comunque il costo della vita sotto pressione, una tendenza che probabilmente continuerà nel 2026 con una
proiezione del 4,1%. Al contempo i tassi di interesse sono stati elevati rispetto ai livelli storici, intorno al 15%, e dovrebbero diminuire
solo gradualmente, con il tasso Selic che dovrebbe raggiungere circa il 12% entro la fine del 2026.
La combinazione di inflazione elevata, aumento dei tassi di interesse ed elevato indebitamento delle famiglie continua a erodere il
potere d'acquisto reale. La quota della popolazione inadempiente è salita al 49%, rispetto al 45% nel 2024, il che, insieme
all'inflazione, tende a pesare sulla resilienza dei consumi, soprattutto tra le famiglie a reddito medio-basso. Nonostante queste
pressioni, l'occupazione rimane relativamente solida con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 5,2% nel novembre del 2025.
Sul fronte fiscale e politico, l'incertezza aumenta man mano che il Brasile si avvicina all'anno elettorale del 2026. I cicli elettorali nel
paese portano in genere a un rallentamento del processo decisionale e a una riduzione dello slancio legislativo, poiché le priorità
politiche si spostano verso il posizionamento nella campagna elettorale e la gestione delle coalizioni. Allo stesso tempo, le
dinamiche pre-elettorali tendono ad aumentare le pressioni fiscali, poiché i governi sono incentivati a preservare la spesa sociale e
limitare misure di adeguamento impopolari. I risultati politici e fiscali dopo il 2026 influenzeranno il potere d'acquisto delle famiglie
e la propensione al rischio degli investitori. Questo contesto rafforza la cautela del mercato, aumenta la percezione del rischio e
contribuisce a un atteggiamento più conservativo da parte degli investitori nazionali ed esteri.
Nel 2025 il settore delle telecomunicazioni rimane in una fase di razionalità competitiva. Gli operatori continuano a concentrarsi
sullo sviluppo di offerte sempre più interessanti, non solo in termini di prezzi ma anche attraverso l'aggiunta di servizi a valore
aggiunto, tra cui partnership con società di streaming di video e di contenuti, nonché servizi di altri settori verticali come servizi
finanziari, istruzione, sanità ed energia. Allo stesso tempo, le società di telecomunicazioni sfruttano sempre più l'intelligenza
artificiale e l'analisi avanzata per personalizzare le offerte, ottimizzare i prezzi, migliorare le prestazioni della rete e automatizzare le
interazioni con i clienti. La sfida principale consiste nell'approfondire il coinvolgimento dei clienti offrendo un'esperienza digitale
end-to-end più conveniente, supportata da soluzioni digitali abilitate all'intelligenza artificiale e completamente integrate, con il
duplice obiettivo di ridurre il tasso di abbandono e migliorare la monetizzazione della base clienti.
Il passaggio strutturale verso i piani post-pagati continua: dopo aver superato il 50% della base mobile totale nel 2024, il segmento
ha registrato una forte crescita nel 2025, con un aumento del 9,9% su base annua a ottobre, trainata sia dai servizi post-pagati ex-
M2M (+7,4% su base annua) sia dalla più rapida espansione delle connessioni M2M (+15,7% su base annua). La crescita riflette una
migliore segmentazione dell'offerta e dei servizi a valore aggiunto, nonché la continua migrazione dai piani "Control" pre-pagati a
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Il contesto competitivo
50
quelli post-pagati e ibridi, incoraggiata da offerte combinate, migliori esperienze di dati e maggiore comodità. Queste dinamiche
continuano a rimodellare la base clienti verso relazioni più stabili e di maggior valore, supportando la crescita dell'ARPU e
riducendo il tasso di abbandono nel tempo. Allo stesso tempo, l'espansione M2M è supportata da una più ampia adozione di
soluzioni IoT in settori come la logistica, i servizi di pubblica utilità e l'agroalimentare, insieme a piattaforme IoT end-to-end più
potenti delle società di telecomunicazioni.
Al contrario, il segmento dei pre-pagati ha continuato a diminuire, con la base clienti in calo del 8,6% su base annua nell'ottobre
2025. Al di là delle dinamiche macroeconomiche, la contrazione è in gran parte spiegata dalla migrazione sostenuta tra i segmenti.
In risposta, gli operatori di mercato hanno dato la priorità all'aumento dell'utilizzo dei servizi, concentrandosi sull'incoraggiare i
clienti a migrare da piani pre-pagati sporadici e a basso consumo verso offerte settimanali o mensili, supportate da pacchetti che
combinano servizi voce, dati e digitali illimitati allineati a diversi profili di utilizzo. Queste iniziative sono concepite non solo per
compensare il calo dei volumi della base pre-pagata, ma per migliorare il mix complessivo di clienti, aumentare la visibilità dei
ricavi, ridurre il tasso di abbandono e sostenere una crescita sostenibile dell'ARPU.
La qualità della rete, in particolare le prestazioni del 5G, rimane un fattore di differenziazione competitivo fondamentale in questo
contesto. La velocità continua a essere la misura più visibile e tangibile delle prestazioni del 5G, a dimostrazione della capacità
avanzata delle reti di nuova generazione. Nei grandi mercati terrestri, TIM, Vivo e Claro sono tra i leader globali per la velocità di
download nei 5G Global Mobile Network Experience Awards 2025 di Opensignal, rafforzando la posizione del Brasile come punto di
riferimento globale. Questo posizionamento è ulteriormente supportato dallo Speedtest Global Index pubblicato da Ookla nel
novembre 2025, che posiziona il Brasile come il sesto paese per velocità di rete mobile a livello globale, con Rio de Janeiro (6^) e
San Paolo (8^) tra le prime 10 città al mondo per questo indicatore.
In termini di copertura, il Brasile continua a mostrare forti progressi nelle tecnologie mobili. Secondo ANATEL, le reti 4G coprono
attualmente il 93,1% della popolazione, garantendo un accesso quasi universale ai servizi mobili. Allo stesso tempo, la copertura 5G
si è ampliata costantemente su base annua, raggiungendo il 64,9% della popolazione alla fine del 2025, per un totale di 2.019
comuni. Riflettendo questa diffusione, la base di abbonati 5G ha raggiunto 55 milioni di accessi nell'ottobre 2025, con un aumento
del 49,8% rispetto al 2024. Questa combinazione di ampia disponibilità del 4G e accelerazione dell'adozione del 5G rafforza la
solidità dell'infrastruttura mobile brasiliana, supportando un maggiore utilizzo dei dati, servizi digitali avanzati e la migrazione
continua verso piani a più alto valore.
Il mercato della banda larga fissa si sta avvicinando alla maturità, con una penetrazione che ha raggiunto il 74,2% a ottobre 2025,
ed è estremamente frammentato in Brasile, con oltre 9.000 attori tra grandi operatori di telecomunicazioni e un vasto numero di
ISP regionali. Questo livello di frammentazione aiuta a spiegare perché il mercato rimanga altamente competitivo e impegnativo.
La base di abbonati alla banda larga ammonta attualmente a 53,1 milioni di accessi, con fluttuazioni osservate nel corso del 2025.
In questo contesto, il consolidamento del settore è rimasto una tendenza determinante, con l'attività di M&A che è proseguita a un
ritmo sostenuto per tutto il 2025 e mostra chiari segni di estensione fino al 2026. Questa dinamica di consolidamento riflette la
ricerca da parte degli operatori di scalabilità, efficienza operativa e ottimizzazione del portafoglio in un mercato in cui le
opportunità di crescita organica sono sempre più limitate.
In questo contesto sfidante e competitivo, la strategia di TIM è incentrata sulla crescita sostenibile dei ricavi, sostenuta dalla
competitività in tutti i segmenti mobili, da una gestione più solida della base e una segmentazione più netta. Allo stesso tempo, la
società mira a migliorare l'efficienza operativa nella banda larga fissa preservando al contempo l'opzionalità per la convergenza
futura e ad accelerare la crescita del B2B attraverso la connettività, l'IoT e l'ICT.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento patrimoniale e finanziario consolidato
51
ANDAMENTO PATRIMONIALE E FINANZIARIO
CONSOLIDATO
Attivo non corrente
Avviamento: la voce si riduce di 5 milioni di euro, da 11.030 milioni di euro al 31 dicembre 2024 a 11.025 milioni di euro al 31
dicembre 2025 principalmente per le differenze cambio negative relative all’avviamento attribuito alla Cash Generating Unit
Brasile.
Attività immateriali a vita utile definita: si riducono di 566 milioni di euro, da 6.011 milioni di euro di fine 2024 a 5.445 milioni
di euro al 31 dicembre 2025, quale saldo fra:
investimenti industriali (+ 825 milioni di euro);
ammortamenti dell'esercizio (- 1.321 milioni di euro);
riclassifica nell’ambito delle "Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" delle attività immateriali a
vita utile definita relative al gruppo Telecom Italia Sparkle (-56 milioni di euro);
un saldo netto negativo di 14 milioni di euro relativo a dismissioni, differenze cambio (negative per 8 milioni di euro e relative
alla Business Unit Brasile) ed altre variazioni.
Attività materiali: si riducono di 446 milioni di euro, da 4.560 milioni di euro di fine 2024 a 4.114 milioni di euro al 31 dicembre
2025, quale saldo fra:
investimenti industriali (+1.024 milioni di euro);
ammortamenti dell'esercizio (- 1.075 milioni di euro);
riclassifica nell’ambito delle "Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" delle attività materiali relative
al gruppo Telecom Italia Sparkle (-334 milioni di euro);
un saldo netto negativo di 61 milioni di euro relativo a svalutazioni, dismissioni, differenze cambio (negative per 8 milioni di
euro e relative alla Business Unit Brasile) ed altre variazioni.
Diritti d’uso su beni di terzi (comprendono principalmente i diritti d'uso su connettività di rete e infrastrutture di
telecomunicazioni e contratti di locazione immobiliare): si riducono di 227 milioni di euro, da 3.467 milioni di euro di fine 2024 a
3.240 milioni di euro al 31 dicembre 2025, quale saldo fra:
investimenti (+54 milioni di euro) e incrementi di contratti di leasing (+598 milioni di euro); in particolare, gli incrementi sono
relativi per 508 milioni di euro alla Business Unit Brasile e per 90 milioni di euro alla Business Unit Domestic;
ammortamenti dell'esercizio (-542 milioni di euro);
riclassifica nell’ambito delle "Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" dei diritti d'uso relativi al
gruppo Telecom Italia Sparkle (-206 milioni di euro);
un saldo netto negativo di 131 milioni di euro relativo a dismissioni, svalutazioni, differenze cambio (negative per 11 milioni di
euro ed essenzialmente relative alla Business Unit Brasile) ed altre variazioni.
Patrimonio netto consolidato
Al 31 dicembre 2025 è pari a 13.455 milioni di euro (13.361 milioni di euro al 31 dicembre 2024), di cui 12.219 milioni di euro
attribuibili ai Soci della Controllante (11.957 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e 1.236 milioni di euro attribuibili alle partecipazioni
di minoranza (1.404 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Più in dettaglio, le variazioni del patrimonio netto consolidato sono state
le seguenti:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
A inizio esercizio
13.361
17.513
Utile (perdita) complessivo dell'esercizio
557
(1.091)
Dividendi deliberati da:
(317)
(158)
TIM S.p.A.
Altre società del Gruppo
(317)
(158)
Deconsolidamento NetCo
(2.283)
BU Brasile - operazioni sul capitale
(119)
Altri movimenti
(27)
(620)
A fine esercizio
13.455
13.361
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento patrimoniale e finanziario consolidato
52
Flussi finanziari
L’indebitamento finanziario netto rettificato al 31 dicembre 2025 è pari a 9.778 milioni di euro (10.126 milioni di euro al 31 dicembre
2024).
Le principali operazioni che hanno inciso sull’andamento dell’indebitamento finanziario netto rettificato sono di seguito esposte:
Variazione dell’Indebitamento finanziario netto rettificato
(milioni di euro)
2025
2024
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
EBITDA
4.566
4.744
(178)
Investimenti industriali di competenza
(1.903)
(2.032)
129
Variazione del capitale circolante netto operativo:
(762)
(41)
(721)
Variazione delle rimanenze
(12)
(10)
(2)
Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti
(232)
114
(346)
Variazione dei debiti commerciali
274
114
160
Variazione di debiti per licenze di telefonia mobile / spectrum
(24)
24
Altre variazioni di crediti/debiti operativi
(792)
(235)
(557)
Variazione dei fondi relativi al personale
(9)
(12)
3
Variazione dei fondi operativi e altre variazioni
18
(91)
109
Operating Free Cash Flow netto
1.910
2.568
(658)
% sui Ricavi
13,9
18,8
(4,9)pp
Flusso cessione di partecipazioni e altre dismissioni
95
278
(183)
Aumenti/Rimborsi di capitale comprensivi di oneri accessori
3
3
Investimenti finanziari
(142)
(46)
(96)
Pagamento dividendi
(273)
(159)
(114)
Incrementi di contratti di leasing
(598)
(718)
120
Flusso oneri finanziari, imposte e altri fabbisogni netti, non operativi
(625)
(432)
(193)
Impatto su PFN operazione cessione NetCo
15.321
(15.321)
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato delle attività
in funzionamento
370
16.812
(16.442)
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto delle attività cessate/attività
non correnti destinate ad essere cedute
(22)
(1.282)
1.260
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato
348
15.530
(15.182)
L'Equity Free Cash Flow (calcolato applicando IFRS 16) dell'esercizio 2025 è positivo per 1.120 milioni di euro (positivo per 243
milioni di euro nell'esercizio 2024).
L’Equity Free Cash Flow è determinato come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazione
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato
348
15.530
(15.182)
Impatto per locazioni finanziarie (nuove operazioni di leasing e/o i rinnovi e/o le proroghe (-) /
eventuali disdette/estinzioni anticipate di operazioni di leasing (+))
448
77
371
Pagamento delle licenze TLC e per l’utilizzo di frequenze
24
(24)
Impatto finanziario derivante da operazioni di acquisizione e/o cessioni di partecipazioni
54
(15.547)
15.601
Pagamento dei dividendi e Change in Equity
270
159
111
Equity Free Cash Flow
1.120
243
877
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento patrimoniale e finanziario consolidato
53
Oltre a quanto già precedentemente dettagliato con riferimento all’EBITDA, hanno in particolare inciso sulla variazione
dell’indebitamento finanziario netto rettificato dell'esercizio 2025 le seguenti voci:
Investimenti industriali e per licenze di telefonia mobile/spectrum
Nell'esercizio 2025 gli investimenti industriali e per licenze di telefonia mobile/spectrum del Gruppo TIM (Sparkle
Discontinued Operations) sono pari a 1.903 milioni di euro ( 2.032 milioni di euro nell'esercizio 2024).
Gli investimenti industriali sono così ripartiti per settore operativo:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazione
peso %
peso %
Domestic
1.183
62,2
1.252
61,6
(69)
Brasile
720
37,8
780
38,4
(60)
Altre attività
Rettifiche ed elisioni
Totale consolidato
1.903
100,0
2.032
100,0
(129)
% sui Ricavi
13,9
14,9
(1,0)pp
In particolare:
la Business Unit Domestic (Sparkle Discontinued Operations) presenta investimenti industriali per 1.183 milioni di euro, con
una quota significativa volta allo sviluppo dell’infrastruttura Mobile, IT e Cloud;
la Business Unit Brasile ha registrato nell'esercizio 2025 investimenti industriali per 720 milioni di euro (780 milioni di euro
nell'esercizio 2024). Escludendo la dinamica sfavorevole dei tassi di cambio (-59 milioni di euro), gli investimenti industriali della
Business Unit sono sostanzialmente stabili rispetto al 2024.
Variazione del Capitale circolante netto operativo
Nell'esercizio 2025, il Capitale circolante netto operativo del Gruppo TIM (Sparkle Discontined Operations) presenta una riduzione di
762 milioni di euro ascrivibile principalmente alle variazioni dei crediti/debiti operativi ( -792 milioni di euro) e dei crediti commerciali
(-232 milioni di euro) solo parzialmente compensate dalla variazione dei debiti commerciali (+274 milioni di euro).
Investimenti finanziari
Nell'esercizio 2025 gli investimenti finanziari del Gruppo TIM (Sparkle Discontined Operations) sono pari a 142 milioni di euro (46
milioni di euro nell'esercizio 2024) di cui 132 milioni di euro attribuibili alla Business Unit Brasile, correlati principalmente al
programma di buyback azionario di TIM S.A., e 10 milioni di euro alla Business Unit Domestic.
Incrementi di contratti di leasing
Nell'esercizio 2025 la voce è pari a 598 milioni di euro (718 milioni di euro nell'esercizio 2024) e comprende il maggior valore di diritti
d’uso iscritti a seguito di nuovi contratti di locazione passiva, di incrementi dei canoni di locazione e di rinegoziazioni di contratti di
locazione esistenti.
Flusso oneri finanziari, imposte e altri fabbisogni netti non operativi
Nell'esercizio 2025 il flusso presenta un saldo negativo per complessivi 625 milioni di euro (negativo per 432 milioni di euro
nell'esercizio 2024). Comprende principalmente gli esborsi relativi alle componenti della gestione finanziaria, il pagamento delle
imposte sul reddito nonché la variazione dei debiti e crediti di natura non operativa.
Cessioni di crediti a società di factoring
Si segnala che le cessioni di crediti commerciali pro-soluto a società di factoring perfezionate nell'esercizio 2025 hanno comportato
un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 pari a 1.137 milioni di euro (1.134 milioni di euro al 31
dicembre 2024).
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento patrimoniale e finanziario consolidato
54
Indebitamento finanziario netto
La composizione dell’indebitamento finanziario netto è la seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
Passività finanziarie non correnti
Obbligazioni
6.918
7.527
(609)
Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie
1.073
1.201
(128)
Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva
2.476
2.421
55
10.467
11.149
(682)
Passività finanziarie correnti (*)
Obbligazioni
1.188
2.401
(1.213)
Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie
1.839
1.469
370
Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva
515
523
(8)
3.542
4.393
(851)
Passività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
89
89
Totale debito finanziario lordo
14.098
15.542
(1.444)
Attività finanziarie non correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
(1)
(1)
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva 
(34)
(40)
6
Crediti finanziari e altre attività finanziarie non correnti
(396)
(646)
250
(431)
(686)
255
Attività finanziarie correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
(1.370)
(1.539)
169
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
(44)
(44)
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti
(168)
(112)
(56)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
(2.048)
(2.924)
876
(3.630)
(4.619)
989
Attività finanziarie comprese nelle Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute
(162)
(162)
Totale attività finanziarie
(4.223)
(5.305)
1.082
Indebitamento finanziario netto contabile
9.875
10.237
(362)
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie
(97)
(111)
14
Indebitamento finanziario netto rettificato
9.778
10.126
(348)
Così dettagliato:
Totale debito finanziario lordo rettificato
13.839
15.189
(1.350)
Totale attività finanziarie rettificate
(4.061)
(5.063)
1.002
(*) di cui quota corrente del debito a M/L termine:
Obbligazioni
1.188
2.401
(1.213)
Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie
196
991
(795)
Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva
487
474
13
Le politiche di gestione dei rischi finanziari del Gruppo TIM tendono alla minimizzazione dei rischi di mercato, all’integrale copertura
del rischio di cambio sulle passività finanziarie e all’ottimizzazione dell’esposizione ai tassi di interesse attraverso opportune
diversificazioni di portafoglio, attuate anche mediante l’utilizzo di selezionati strumenti finanziari derivati. Si sottolinea che tali
strumenti non hanno fini speculativi.
Si evidenzia inoltre che, al fine di determinare la propria esposizione ai tassi di interesse, il Gruppo definisce una composizione
ottimale della struttura di indebitamento a lungo termine tra componente a tasso fisso e componente a tasso variabile e utilizza gli
strumenti finanziari derivati al fine di tendere alla prestabilita composizione del debito. Tenuto conto dell’attività operativa del
Gruppo, la combinazione ritenuta più idonea nel medio-lungo termine delle passività finanziarie non correnti è stata individuata,
sulla base del valore nominale, nel range 65%-85% per la componente a tasso fisso e 15%-35% per la componente a tasso
variabile.
Nella gestione dei rischi di mercato il Gruppo si è dotato di Linee Guida “Gestione e controllo dei rischi finanziari” e utilizza
principalmente gli strumenti finanziari derivati IRS e CCIRS.
Al fine di meglio rappresentare la reale dinamica dell’indebitamento finanziario netto il Gruppo TIM presenta, oltre al consueto
indicatore (ridefinito “Indebitamento finanziario netto contabile”), anche una misura denominata “Indebitamento finanziario netto
rettificato”, che sterilizza gli effetti causati dalla volatilità dei mercati finanziari. Considerando che alcune componenti della
valutazione al fair value dei derivati (contratti per determinare il tasso di cambio e di interesse di flussi contrattuali) e di derivati
embedded in altri strumenti finanziari, non comportano un effettivo regolamento monetario, l’Indebitamento finanziario netto
rettificato esclude tali effetti meramente contabili e non monetari dalla valutazione dei derivati e delle correlate passività/attività
finanziarie.
Per ulteriori dettagli si rimanda al capitolo “Indicatori alternativi di performance”.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento patrimoniale e finanziario consolidato
55
L’Indebitamento Finanziario Netto contabile al 31 dicembre 2025 è pari a 9.875 milioni di euro, in diminuzione di 362 milioni di
euro rispetto al 31 dicembre 2024 (10.237 milioni di euro). Tale riduzione è principalmente dovuta alla positiva dinamica della
gestione operativa-finanziaria al netto del pagamento dei dividendi e del programma di buyback azionario da parte della Business
Unit Brasile.
L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato (comprensivo dei debiti netti IFRS 16) ammonta a 9.778 milioni di euro al 31
dicembre 2025, in diminuzione di 348 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (10.126 milioni di euro). Lo storno della
valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie registra una variazione positiva di 14 milioni di euro; tale
valutazione rettifica l’Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti monetari.
L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease (al netto dei contratti di lease) al 31 dicembre 2025 risulta pari a
6.854 milioni di euro, in diminuzione di 412 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (7.266 milioni di euro).
Per una migliore comprensione dell’informativa, nella tabella che segue sono illustrate le diverse modalità di rappresentazione
dell’Indebitamento Finanziario Netto:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
Indebitamento Finanziario Netto contabile
9.875
10.237
(362)
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie
(97)
(111)
14
Indebitamento Finanziario Netto rettificato
9.778
10.126
(348)
Leasing
(2.913)
(2.860)
(53)
Leasing  - Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(11)
(11)
Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease
6.854
7.266
(412)
Nel quarto trimestre 2025 l’indebitamento finanziario netto rettificato diminuisce di 756 milioni di euro rispetto al 30 settembre
2025.
(milioni di euro)
31.12.2025
30.9.2025
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
Indebitamento Finanziario Netto contabile
9.875
10.652
(777)
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie
(97)
(118)
21
Indebitamento Finanziario Netto rettificato
9.778
10.534
(756)
Leasing
(2.913)
(2.966)
53
Leasing - Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(11)
(23)
12
Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease
6.854
7.545
(691)
Si segnala che nel mese di luglio 2025 si era proceduto alla cessione a un pool di primarie banche, dell’intero credito relativo alla
restituzione del Canone di Concessione 1998 (per un importo complessivo di 995,4 milioni di euro comprensivo degli interessi legali
maturati sino alla data della cessione); la cessione non ha avuto alcun impatto sull'Indebitamento Finanziario Netto.
Debito finanziario lordo
Obbligazioni
Le obbligazioni al 31 dicembre 2025 sono iscritte per un importo pari a 8.106 milioni di euro (9.928 milioni di euro al 31 dicembre
2024). In termini di valore nominale di rimborso sono pari a 7.830 milioni di euro (9.625 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Relativamente all’evoluzione dei prestiti obbligazionari nel corso del 2025 si segnala quanto segue:
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di emissione
Nuove emissioni
TIM Brasil 2.791,7 milioni di BRL CDI+0,70%
BRL
2.791,7
23/7/2025
TIM Brasil 2.208,3 milioni di BRL CDI+0,85%
BRL
2.208,3
23/7/2025
TIM S.p.A. 500 milioni di euro 3,625%
EUR
500
30/9/2025
TIM Brasil 1.400 milioni di BRL CDI+0,35%
BRL
1.400
22/12/2025
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di rimborso
Rimborsi
TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+2,3%
BRL
294
27/1/2025
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 2,750%
EUR
1.000
15/4/2025
TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+2,3%
BRL
294
25/4/2025
TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+2,3%
BRL
3.824
25/7/2025
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 3,000%
EUR
1.000
30/9/2025
TIM S.p.A. 375 milioni di euro 2,875% (1)
EUR
375
24/11/2025
(1) In data 24 ottobre 2025, TIM ha notificato il rimborso anticipato integrale del prestito obbligazionario da 375 milioni di euro in scadenza il 28 gennaio 2026, a seguito
dell’esercizio della Clausola 7.4 (Redemption at the option of the Issuer – c.d. Issuer Maturity Par Call) dei termini e condizioni applicabili alle Notes. Tale rimborso è
stato effettuato in data 24 novembre 2025 a un prezzo di rimborso pari al 100% del valore nominale delle obbligazioni.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Andamento patrimoniale e finanziario consolidato
56
Revolving Credit Facility e Term Credit Facility
Nella tabella sottostante sono riportate le linee di credito committed:
(miliardi di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Accordato
Utilizzato
Accordato
Utilizzato
Revolving Credit Facility – aprile 2030 (*)
3,000
4,000
Term Credit Facility - luglio 2030
0,750
0,015
Totale
3,750
0,015
4,000
(*) Ai sensi del contratto firmato le Banche sono impegnate a provvedere i fondi a chiamata (con un preavviso di almeno 3 giorni). Trattandosi di una linea “Committed”,
le banche non hanno meccanismi per non onorare la richiesta di fondi avanzata dalla Società, fatte salve le clausole di cancellazione obbligatoria anticipata standard di
mercato (Scadenza naturale del contratto, Cambio di controllo, Borrower Illegality, Events of default, ognuna come definita nel contratto).
In data 31 marzo 2025 TIM ha sottoscritto un accordo di modifica della Revolving Credit Facility esistente, con efficacia dal 4 aprile
2025, estendendone la scadenza al 4 aprile 2030 e riducendone l’importo da 4 miliardi di euro a 3 miliardi di euro.
In data 22 luglio 2025 TIM ha sottoscritto una nuova Term Credit Facility stipulata con un pool di banche primarie nazionali e
internazionali per un importo pari a 750 milioni di euro e scadenza 22 luglio 2030, parzialmente garantita da SACE (ai sensi della
Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive modificazioni). Al 31 dicembre 2025 l'importo utilizzato è pari a 15 milioni di euro.
Successivamente, in data 20 gennaio 2026, la linea è stata interamente utilizzata.
Scadenza media passività finanziarie non correnti e Costo medio del debito
La scadenza media delle passività finanziarie non correnti (inclusa la quota del medio-lungo termine scadente entro dodici mesi) è
pari a 7,74 anni.
Il costo medio del debito di Gruppo, inteso come costo di periodo calcolato su base annua e derivante dal rapporto tra oneri
correlati al debito ed esposizione media, è pari a 6,8%, mentre il costo medio del debito di Gruppo “After Lease” risulta pari a 5,9%.
Attività finanziarie correnti e margine di liquidità
Al 31 dicembre 2025 il margine di liquidità disponibile per il Gruppo TIM è pari a 7.153 milioni di euro ed è calcolato considerando:
la "Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti" e i "Titoli correnti diversi dalle partecipazioni" per complessivi 3.418 milioni di
euro (4.364 milioni di euro al 31 dicembre 2024), comprensivi anche di 334 milioni di euro (nominali) di pronti contro termine
scadenti entro febbraio 2026;
l’ammontare della Revolving Credit Facility pari a 3.000 milioni di euro, totalmente disponibile;
la nuova Term Credit Facility stipulata in data 22 luglio 2025 da TIM con un pool di banche primarie nazionali e internazionali
per un importo pari a 750 milioni di euro, parzialmente garantita da SACE (ai sensi della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e
successive modificazioni), utilizzata per 15 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie non correnti di Gruppo (inclusa la quota del medio-lungo termine
scadente entro dodici mesi) in scadenza per almeno i prossimi 48 mesi.
In particolare:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti per 2.048 milioni di euro (2.924 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Le differenti forme tecniche di impiego delle disponibilità liquide sono così analizzabili:
scadenze: gli impieghi hanno una durata massima di tre mesi;
rischio controparte: gli impieghi delle società europee sono stati effettuati con primarie istituzioni bancarie, finanziarie e
industriali con elevato merito di credito. Gli impieghi delle società in Sud America sono stati effettuati con primarie controparti
locali;
rischio Paese: gli impieghi sono stati effettuati sulle principali piazze finanziarie europee.
Titoli correnti diversi dalle partecipazioni per 1.370 milioni di euro (1.539 milioni di euro al 31 dicembre 2024): tali forme di
investimento rappresentano un’alternativa all’impiego della liquidità con l’obiettivo di migliorarne il rendimento. Comprendono 303
milioni di euro di Titoli di Stato italiani ed esteri detenuti da Telecom Italia Finance S.A., 512 milioni di euro di titoli obbligazionari
acquistati da Telecom Italia Finance S.A. con differenti scadenze, tutti con un mercato di riferimento attivo e quindi facilmente
liquidabili, e 555 milioni di euro relativi a impieghi in fondi monetari effettuati dalla Business Unit Brasile.
Gli acquisti dei suddetti Titoli di Stato, che ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011, rappresentano
impieghi in “Titoli del debito sovrano”, sono stati effettuati nel rispetto delle Linee guida per la “Gestione e controllo dei rischi
finanziari” di cui il Gruppo TIM si è dotato.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tabelle di dettaglio - Dati consolidati
57
TABELLE DI DETTAGLIO – DATI CONSOLIDATI 
Si riportano di seguito gli schemi di Conto Economico Separato Consolidato, Conto Economico Complessivo Consolidato, Situazione
Patrimoniale–Finanziaria Consolidata, Rendiconto Finanziario Consolidato nonché Altre informazioni del Gruppo TIM (Sparkle
Discontinued Operations).
Conto economico separato consolidato
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
(a-b)
(a)
(b)
assolute
%
Ricavi
13.734
13.653
81
0,6
Altri proventi operativi
1.254
231
1.023
Totale ricavi e proventi operativi
14.988
13.884
1.104
8,0
Acquisti di materie e servizi
(8.647)
(7.391)
(1.256)
(17,0)
Costi del personale
(1.474)
(1.414)
(60)
(4,2)
Altri costi operativi
(580)
(638)
58
9,1
Variazione delle rimanenze
12
11
1
9,1
Attività realizzate internamente
267
292
(25)
(8,6)
Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/
(minusvalenze) e ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non
correnti (EBITDA)
4.566
4.744
(178)
(3,8)
Ammortamenti
(2.938)
(3.063)
125
4,1
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
5
2
3
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti
(69)
(14)
(55)
Risultato operativo (EBIT)
1.564
1.669
(105)
(6,3)
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint
Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto
(23)
(20)
(3)
(15,0)
Altri proventi/(oneri) da partecipazioni
67
75
(8)
(10,7)
Proventi finanziari
938
1.053
(115)
(10,9)
Oneri finanziari
(1.839)
(2.365)
526
22,2
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in
funzionamento
707
412
295
71,6
Imposte sul reddito
(112)
(178)
66
37,1
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
595
234
361
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad
essere cedute
(76)
(598)
522
87,3
Utile (perdita) dell’esercizio
519
(364)
883
Attribuibile a:
Soci della Controllante
297
(610)
907
Partecipazioni di minoranza
222
246
(24)
(9,8)
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tabelle di dettaglio - Dati consolidati
58
Conto economico complessivo consolidato
Ai sensi dello IAS 1 (Presentazione del bilancio) è di seguito esposto il prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato,
comprensivo, oltre che dell’Utile (perdita) dell'esercizio, come da Conto Economico Separato Consolidato, delle altre variazioni dei
Movimenti di Patrimonio Netto diverse dalle transazioni con gli Azionisti.
(milioni di euro)
2025
2024
Utile (perdita) dell’esercizio
(a)
519
(364)
Altre componenti del conto economico complessivo consolidato
Altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato consolidato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(16)
9
Effetto fiscale
(b)
(16)
9
Rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19):
Utili (perdite) attuariali
4
13
Effetto fiscale
(c)
4
13
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite)
Effetto fiscale
(d)
Totale altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato consolidato
(e=b+c+d)
(12)
22
Altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico
separato consolidato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
45
10
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato
(18)
(3)
Effetto fiscale
(f)
27
7
Strumenti derivati di copertura:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(177)
(127)
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato
238
132
Effetto fiscale
(15)
(1)
(g)
46
4
Differenze cambio di conversione di attività estere:
Utili (perdite) di conversione di attività estere
(23)
(760)
Perdite (utili) di conversione di attività estere trasferiti al conto economico separato
consolidato
Effetto fiscale
(h)
(23)
(760)
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite)
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato
Effetto fiscale
(i)
Totale altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato consolidato
(k=f+g+h+i)
50
(749)
Totale altre componenti del conto economico complessivo consolidato
(m=e+k)
38
(727)
Utile (perdita) complessivo dell'esercizio
(a+m)
557
(1.091)
Attribuibile a:
Soci della Controllante
306
(1.057)
Partecipazioni di minoranza
251
(34)
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tabelle di dettaglio - Dati consolidati
59
Prospetto della situazione patrimoniale–finanziaria consolidata
In applicazione dell’IFRS 5, la Situazione Patrimoniale-Finanziaria al 31.12.2024 coincide con quanto pubblicato nel Bilancio 2024;
solo nei saldi patrimoniali al 31.12.2025 il gruppo Telecom Italia Sparkle è riclassificato fra le "Attività destinate ad essere cedute
(Discontinued Operations)".
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazioni
(a)
(b)
(a-b)
Attività
Attività non correnti
Attività immateriali
Avviamento
11.025
11.030
(5)
Attività immateriali a vita utile definita
5.445
6.011
(566)
16.470
17.041
(571)
Attività materiali
Immobili, impianti e macchinari di proprietà
4.114
4.560
(446)
Diritti d’uso su beni di terzi
3.240
3.467
(227)
Altre attività non correnti
Partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto
241
265
(24)
Altre partecipazioni
120
150
(30)
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva 
34
40
(6)
Altre attività finanziarie non correnti
397
646
(249)
Crediti vari e altre attività non correnti
1.110
1.795
(685)
Attività per imposte anticipate
510
513
(3)
2.412
3.409
(997)
Totale Attività non correnti
(a)
26.236
28.477
(2.241)
Attività correnti
Rimanenze di magazzino
235
297
(62)
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
5.317
4.146
1.171
Crediti per imposte sul reddito
89
124
(35)
Attività finanziarie correnti
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
44
44
Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
1.538
1.651
(113)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
2.048
2.924
(876)
3.630
4.619
(989)
Sub-totale Attività correnti
9.271
9.186
85
Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad essere cedute
di natura finanziaria
162
162
di natura non finanziaria
1.065
1.065
1.227
1.227
Totale Attività correnti
(b)
10.498
9.186
1.312
Totale Attività
(a+b)
36.734
37.663
(929)
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tabelle di dettaglio - Dati consolidati
60
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazioni
(a)
(b)
(a-b)
Patrimonio netto e Passività
Patrimonio netto
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante
12.219
11.957
262
Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza
1.236
1.404
(168)
Totale Patrimonio netto
(c)
13.455
13.361
94
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri
7.991
8.728
(737)
Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva
2.476
2.421
55
Fondi relativi al personale
188
200
(12)
Passività per imposte differite
55
61
(6)
Fondi per rischi e oneri
439
485
(46)
Debiti vari e altre passività non correnti
612
896
(284)
Totale Passività non correnti
(d)
11.761
12.791
(1.030)
Passività correnti
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri
3.027
3.870
(843)
Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva
515
523
(8)
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
7.317
7.074
243
Debiti per imposte sul reddito
63
44
19
Sub-totale Passività correnti
10.922
11.511
(589)
Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
di natura finanziaria
89
89
di natura non finanziaria
507
507
596
596
Totale Passività correnti
(e)
11.518
11.511
7
Totale Passività
(f=d+e)
23.279
24.302
(1.023)
Totale Patrimonio netto e passività
(c+f)
36.734
37.663
(929)
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tabelle di dettaglio - Dati consolidati
61
Rendiconto finanziario consolidato
(milioni di euro)
2025
2024
Flusso monetario da attività operative:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
595
234
Rettifiche per:
Ammortamenti
2.938
3.063
Svalutazioni (ripristini di valore) di attività non correnti (incluse partecipazioni)
69
14
Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite)
(40)
88
Minusvalenze (plusvalenze) da realizzo di attività non correnti (incluse partecipazioni)
(4)
(73)
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il
metodo del patrimonio netto
23
20
Variazione dei fondi relativi al personale
(9)
(12)
Variazione delle rimanenze
(12)
(10)
Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti
(232)
114
Variazione dei debiti commerciali
(98)
(70)
Variazione netta dei crediti/debiti per imposte sul reddito
51
73
Variazione netta dei crediti/debiti vari e di altre attività/passività
(743)
(264)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative
(a)
2.538
3.177
Flusso monetario da attività di investimento:
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa
(1.531)
(1.873)
Contributi in conto impianti incassati
1
7
Acquisizione del controllo in imprese e rami d'azienda, al netto delle disponibilità acquisite
(1)
(4)
Acquisizione/Cessione di altre partecipazioni
(23)
(34)
Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie (esclusi i derivati attivi di copertura
e non)
(1)
81
2.864
Corrispettivo incassato per la cessione del controllo in imprese controllate e di rami d'azienda,
al netto delle disponibilità cedute
4.169
Corrispettivo incassato/rimborsato dalla vendita di attività immateriali, materiali e di altre
attività non correnti
95
278
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento
(b)
(1.378)
5.407
Flusso monetario da attività di finanziamento:
Variazione delle passività finanziarie correnti e altre
1.103
(800)
Accensione di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
1.542
1.886
Rimborsi di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
(4.369)
(8.426)
Variazione Derivati Attivi/Passivi di copertura e non
91
320
Corrispettivo incassato dalla vendita di strumenti rappresentativi di patrimonio netto
3
Incassi per aumenti/rimborsi di capitale (comprese società controllate)
Dividendi pagati
(273)
(159)
Variazioni di possesso in imprese controllate
(119)
(8)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento
(c)
(2.022)
(7.187)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
(d)
50
(1.283)
Flusso monetario complessivo
(e=a+b+c+d)
(812)
114
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio
(f)
2.924
2.912
Differenze cambio di conversione nette sulla cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette
(g)
(8)
(102)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio
(h=e+f+g)
2.104
2.924
(1) La voce include investimenti su titoli negoziabili per 1.939 milioni di euro nel 2025 ( 2.295 milioni di euro nel 2024) e rimborsi di titoli negoziabili per 2.332 milioni di euro
nel 2025 (2.673 milioni nel 2024) relativi a TIM S.A. e a Telecom Italia Finance S.A..
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tabelle di dettaglio - Dati consolidati
62
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d’uso su beni di terzi
(milioni di euro)
2025
2024
Acquisti di attività immateriali
(825)
(832)
Acquisti di attività materiali
(1.024)
(1.139)
Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi
(652)
(779)
Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per competenza
(2.501)
(2.750)
Variazione debiti per acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi
970
877
Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa
(1.531)
(1.873)
Informazioni aggiuntive del rendiconto finanziario consolidato
(milioni di euro)
2025
2024
Imposte sul reddito (pagate)/incassate
(78)
(31)
Interessi pagati
(1.105)
(1.838)
Interessi incassati
364
582
Dividendi incassati
2
19
Analisi della cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette
(milioni di euro)
2025
2024
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
2.924
2.912
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
2.924
2.912
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
2.104
2.924
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
2.104
2.924
Le ulteriori informazioni integrative richieste dallo IAS 7 sono presentate nell’ambito della Nota “Indebitamento finanziario netto”
del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo TIM.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tabelle di dettaglio - Dati consolidati
63
Altre informazioni
Consistenza media retribuita del personale
(unità equivalenti)
2025
2024
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
Consistenza media retribuita–Italia
13.870
14.312
(442)
Consistenza media retribuita–Estero
8.540
8.809
(269)
Totale consistenza media retribuita
22.410
23.121
(711)
Discontinued Operations
618
9.720
(9.102)
Totale consistenza media retribuita–comprese Discontinued Operations (1)
23.028
32.841
(9.813)
(1)Comprende il personale con contratto di lavoro somministrato: 76 unità medie in Italia nel 2025; 18 unità medie in Italia nel 2024.
Organico a fine esercizio
(unità)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
Organico – Italia
16.847
17.521
(674)
Organico – Estero
8.755
9.366
(611)
Totale organico a fine esercizio
25.602
26.887
(1.285)
Discontinued Operations
696
696
Totale organico a fine esercizio - comprese Discontinued Operations (1)
26.298
26.887
(589)
(1)Comprende il personale con contratto di lavoro somministrato: 121 unità in Italia al 31.12.2025; 63 unità in Italia al 31.12.2024..
Organico a fine esercizio - dettaglio per Business Unit
(unità)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
Domestic
16.887
17.751
(864)
Brasile
8.702
9.123
(421)
Altre attività
13
13
Totale
25.602
26.887
(1.285)
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indicatori After Lease
64
INDICATORI AFTER LEASE
Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e
finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards, alcuni
indicatori alternativi di performance. In particolare, a seguito dell’adozione dell’IFRS 16 il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori
indicatori alternativi di performance:
EBITDA AFTER LEASE GRUPPO TIM LIKE-FOR-LIKE
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
assolute
%
EBITDA ORGANICO like-for-like
4.353
4.092
261
6,4
Canoni per leasing
(664)
(629)
(35)
EBITDA After Lease (EBITDA-AL) like-for-like
3.689
3.463
226
6,5
EBITDA AFTER LEASE DOMESTIC LIKE-FOR-LIKE
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
assolute
%
EBITDA ORGANICO like-for-like
2.217
2.107
110
5,2
Canoni per leasing
(188)
(176)
(12)
EBITDA After Lease (EBITDA-AL) like-for-like
2.029
1.931
98
5,1
EBITDA AFTER LEASE BRASILE
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
assolute
%
EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente
2.143
1.991
152
7,7
Canoni per leasing (*)
(476)
(453)
(23)
EBITDA After Lease (EBITDA-AL)
1.667
1.538
129
8,5
(*) Non includono le penali connesse al decommissioning plan conseguente all’acquisizione delle attività mobili del gruppo Oi pari a circa 37 milioni di reais; circa 6 milioni
di euro nell'esercizio 2025 (circa 287 milioni di reais; circa 45 milioni di euro nell'esercizio 2024).
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO AFTER LEASE GRUPPO TIM
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
Indebitamento Finanziario Netto Rettificato
9.778
10.126
(348)
Leasing
(2.924)
(2.860)
(64)
Indebitamento Finanziario Netto Rettificato - After Lease
6.854
7.266
(412)
EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE GRUPPO TIM
(milioni di euro)
2025
2024
Variazione
Equity Free Cash Flow
1.120
243
877
Pagamenti contratti di Leasing (quota capitale)
(384)
(564)
180
Equity Free Cash Flow After Lease
736
(321)
1.057
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Risorse immateriali essenziali
65
RISORSE IMMATERIALI ESSENZIALI
Il Gruppo TIM identifica nelle risorse immateriali elementi essenziali e strategici per il proprio modello di business. Tali risorse, prive
di consistenza fisica, rappresentano un fattore determinante per la creazione di valore nel medio-lungo periodo e costituiscono una
leva fondamentale per la competitività e la sostenibilità dell’impresa. In particolare, si identificano le seguenti categorie di risorse
immateriali strategiche:
il Capitale Umano, che include la condivisione e il sostegno del modello di governance , dell’approccio di gestione dei rischi e
dei valori etici dell’organizzazione; la capacità di comprendere, sviluppare e implementare la strategia di un’organizzazione; la
lealtà e l'impegno per il miglioramento di processi, beni e servizi, inclusa la capacità di guidare, gestire e collaborare; il valore
fornito dai dipendenti attraverso l'applicazione delle loro capacità, esperienze e competenze;
il Capitale sociale-relazionale, che include le regole condivise, i comportamenti e i valori comuni; le Relazioni con gli
stakeholder chiave, nonché la fiducia e l’impegno che l’organizzazione ha sviluppato e si sforza di costruire e tutelare a
vantaggio degli stakeholder esterni; i beni immateriali associati al marchio e alla reputazione sviluppata dall’organizzazione; il
valore intrinseco delle relazioni di un'azienda con i suoi clienti (customer relationship), fornitori, partner commerciali, investitori
e altri attori chiave;
il Capitale Intellettuale, che include la proprietà intellettuale, quali brevetti, copyright, software , diritti e licenze;
il Capitale organizzativo, come conoscenze implicite, sistemi, procedure e protocolli; nonché il valore creato dall'azienda
attraverso le sue innovazioni e i suoi processi.
Per le informazioni relative alle attività iscritte a bilancio, si rimanda alla nota "Attività immateriali a vita utile definita” del Bilancio
consolidato e separato.
Il modello aziendale del Gruppo TIM si fonda sulla capacità di integrare e trasformare tali forme di capitale — insieme al capitale
finanziario, sociale e fisico-strutturale — in risultati economici, sociali e ambientali lungo l’intera catena del valore.
Il capitale fisico-strutturale comprende le infrastrutture di rete, i data center e gli asset tecnologici. Il capitale intellettuale include
diritti di proprietà industriale, brevetti, marchi e know-how tecnologico; al 31 dicembre 2025 il Gruppo dispone di un portafoglio
brevetti relativo a oltre 440 invenzioni brevettate e comprende oltre 2.200 tra domande di brevetto e brevetti concessi.
Attraverso le proprie attività operative e progettuali, il Gruppo realizza un processo di trasformazione degli input disponibili in valore
sostenibile, ponendo le basi per una crescita solida e duratura nel tempo.
Le decisioni strategiche e operative si fondano su analisi di mercato, feedback della clientela, requisiti normativi e sistemi interni di
monitoraggio delle performance (KPI).
Attraverso tali input, TIM realizza infrastrutture di rete, servizi di connettività e soluzioni digitali rivolti a clienti retail, imprese e
Pubblica Amministrazione. Questi costituiscono gli output del modello aziendale.
Gli outcome di tale modello rappresentano il valore generato attraverso tali attività, sia per l’impresa sia per i propri stakeholder.
Per TIM, gli outcome si traducono in:
solidità economico-finanziaria (ricavi, redditività, ottimizzazione dei costi);
innovazione e sviluppo di nuovi modelli di business;
rafforzamento del posizionamento competitivo e della reputazione del brand.
Per gli stakeholder, il valore generato include:
miglioramento della customer experience e fidelizzazione della clientela;
impatti sociali positivi, quali inclusione digitale, sviluppo di competenze e tutela della salute e sicurezza;
benefici ambientali, tra cui riduzione delle emissioni, utilizzo di energia rinnovabile e promozione di modelli di economia
circolare;
sviluppo di relazioni e partnership di lungo periodo.
Il modello di creazione di valore del Gruppo si realizza attraverso un ecosistema articolato di relazioni che coinvolge fornitori
strategici, partner tecnologici e operatori infrastrutturali, sia a monte sia a valle delle attività aziendali.
A monte, il Gruppo si avvale di fornitori di energia e servizi energetici, di hardware e apparati di rete, di soluzioni software e licenze,
nonché di terminali e dispositivi destinati alla commercializzazione nei segmenti Consumer e Business. Rientrano inoltre nella
catena di fornitura prestazioni specialistiche in ambito ICT, servizi logistici e di facility management, nonché subappaltatori per la
manutenzione della rete, per la realizzazione e manutenzione degli impianti d’abbonato, oltre ai fornitori per la gestione dei call
center.
A seguito della cessione della NetCo, FiberCop è divenuto fornitore all’ingrosso di connettività ADSL e FTTC e fornitore leader di
connettività FTTH in Italia, nonché principale partner del Gruppo per i servizi di installazione e manutenzione presso la clientela. Il
Gruppo si avvale inoltre di fornitori infrastrutturali per l’ospitalità degli apparati di rete mobile su stazioni radio base e torri di
telecomunicazione, tra cui INWIT, operatore specializzato nella gestione di infrastrutture passive di telecomunicazione.
La catena del valore comprende altresì subappaltatori per la manutenzione delle reti e la gestione dei call center, nonché contratti
pluriennali per l’ospitalità e la gestione degli apparati di rete per la distribuzione di contenuti televisivi.
A valle, la catena del valore comprende clienti retail (famiglie e PMI), grandi imprese e Pubblica Amministrazione, altri operatori di
telecomunicazioni, reti di vendita e partner commerciali.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
66
INNOVAZIONE, RICERCA E SVILUPPO
Innovazione e ricerca
L’innovazione è una componente fondamentale del Gruppo TIM che investe in nuovi business e tecnologie, competenze, ricerca e
partnership con l’obiettivo di accompagnare la trasformazione digitale dell’Italia, abilitando la competitività delle imprese,
l’evoluzione dei servizi della Pubblica Amministrazione e dei cittadini e la crescita di un ecosistema innovativo e sostenibile.
Storicamente – dallo CSELT ai più recenti TIM Innovation Lab – l’attenzione è stata sempre quella di attivare laboratori e centri di
ricerca che anticipassero tecnologie e standard, contribuendo allo sviluppo dell’industria italiana delle telecomunicazioni e del
comparto ICT. Una tradizione che si è rafforzata attraverso un modello sempre più aperto in ottica di open innovation.
Partnership, collaborazioni pubblico-privato, laboratori, hub di innovazione, centri di competenza, brevetti e progetti, compongono
oggi un sistema capace di trasformare la ricerca in soluzioni concrete per cittadini, aziende e istituzioni locali.
TIM, primo operatore infrastrutturato in Italia, è impegnata nello sviluppo di soluzioni e tecnologie che abilitano nuovi modelli di
business e di servizio migliorando la qualità dell’esperienza digitale: intelligenza artificiale, cloud ed edge computing, reti 5G e di
nuova generazione, Internet of Things con particolare riferimento alla smart land, cybersecurity, extended reality, data analytics e lo
sviluppo di nuove competenze.
Nel segmento consumer e delle piccole e medie imprese, TIM evolve verso un modello di customer platform che supera i servizi
telco tradizionali, proponendosi come punto di accesso unico alla vita digitale dei clienti, semplificando l’esperienza e integrando
servizi selezionati di qualità nei settori dell’intrattenimento, dell’energia e dell’assicurazione, oltre a piattaforme digitali a valore
aggiunto.
L’intero sistema è orientato a creare valore reale, soluzioni scalabili e impatti misurabili. Gli interventi di innovazione si articolano
con casi d’uso e soluzioni specifiche, con piattaforme e servizi digitali innovativi e nel lungo periodo con la ricerca tecnologica e il
contributo agli standard internazionali.
Innovazione, ricerca e sviluppo Domestic
Il 2025 ha visto il Gruppo TIM farsi portavoce di attività di innovazione trasversali, centrali per il cambiamento tecnologico, di
mercato e competitivo. La funzione di Innovazione Tecnologica e Innovazione di Business, con sedi a Torino, Milano, Roma e
Catania, che impiega circa 160 persone, si focalizza sulle attività che creano un vantaggio competitivo per l’Azienda in termini di
business, di innovazione tecnologica e di riconoscimento del valore innovativo del brand, sia in ottica di crescita della top line sia di
aumento dell’efficienza dell’Azienda. Più in generale nelle attività di Ricerca e Sviluppo TIM impegna 1.450 persone in Italia. ha
rafforzato la sua adesione al paradigma Open Innovation quale modello operativo puntando:
alla creazione di un ampio ecosistema di partner (start-up, aziende, Università, Pubblica Amministrazione, ecc.), per favorire
l’incontro della “domanda” e dell'“offerta”;
alla creazione di rapporti duraturi con partner strategici;
ad un approccio orientato al modello di piattaforma in cui TIM rende accessibili funzionalità utilizzate dai soggetti (sia interni
che esterni) coinvolti nel processo di innovazione per creare nuovi prodotti/servizi digitali.
L’innovazione di rete e i servizi 5G based
TIM è fortemente impegnata nello sviluppo e nella trasformazione tecnologica: a livello di Gruppo, nel piano strategico 2025-2027
sono previsti circa 6 miliardi di euro su 5G, Cloud, Intelligenza Artificiale e IoT.
Gli investimenti sulla rete mobile permetteranno un’accelerazione nello sviluppo del 5G, capace di abilitare scenari innovativi in
ambito industriale, pubblico e privato, con soluzioni avanzate e sostenibili basate sull’utilizzo del Cloud, dell’Intelligenza Artificiale e
dell’IoT.
TIM continua ad estendere la copertura in 5G, con l’obiettivo di raggiungere, a partire dal 77% del 2024, circa il 90% della
popolazione entro il 2027. Il servizio è già disponibile nelle principali città e in migliaia di Comuni per cittadini e imprese ad una
velocità fino a 2 Gigabit al secondo.
Sono oltre 30 i progetti di ricerca e innovazione europei relativi all’evoluzione del 5G a cui TIM ha partecipato negli ultimi anni, in
particolare Horizon Europe, che riguardano le attività promosse dalla 6G Industry Association. TIM è infatti uno dei più attivi
operatori in Europa per numero di progetti finanziati (oltre dieci quelli nuovi negli ultimi tre anni) e per entità dei finanziamenti. In
questo ambito si distinguono il recente 6G-Sustain, progetto europeo per la sostenibilità delle reti mobili del futuro; 6GREEN, che si
occupa della relativa efficienza energetica dei prossimi sistemi e Trialsnet, per sperimentazioni di soluzioni 5G innovative.
A novembre 2025, TIM ha annunciato un importante accordo con Nokia per l’espansione e la modernizzazione della rete 5G,
garantendo servizi evoluti ai clienti del Gruppo e contribuendo a portare la banda ultra-larga nelle aree meno servite. L’accordo
permetterà ai clienti di TIM di beneficiare di connessioni mobili ancora più veloci e stabili, una maggiore qualità della rete nelle aree
urbane e rurali, tempi di risposta più rapidi per applicazioni digitali e servizi cloud, e un’esperienza più efficiente per lo streaming, il
gaming, la collaborazione da remoto e i servizi digitali delle aziende e della Pubblica Amministrazione.
TIM, a gennaio 2026, ha definito con Fastweb+Vodafone un accordo preliminare per avviare una cooperazione per lo sviluppo delle
reti di accesso mobile attraverso un modello di Radio Access Network (RAN) sharing. L’accordo - propedeutico alla finalizzazione di
un contratto definitivo, previsto entro il secondo trimestre 2026 – mira ad accelerare l’espansione del 5G in Italia. Il progetto,
soggetto alle autorizzazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dell’Autorità Garante della Concorrenza e del
Mercato (AGCM) e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), rappresenta un importante passo avanti nell’uso
efficiente delle infrastrutture esistenti e per realizzare una copertura 5G più ampia e sostenibile. L’accordo prevede che ciascun
operatore possa utilizzare - nelle aree interessate - l’infrastruttura di accesso radio-mobile dell’altro, evitando duplicazioni
infrastrutturali. Le efficienze consentiranno di estendere la copertura delle reti 5G ad alte prestazioni ad aree a bassa densità poco
servite, migliorando l’inclusione digitale e la qualità del servizio per famiglie e imprese.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
67
Recenti applicazioni del 5G
TIM Enterprise ha aderito al MOST - Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, il progetto PNRR per una mobilità
sempre più efficiente e a supporto dello sviluppo delle smart city, grazie all’interconnessioni tra veicoli, infrastrutture e utenti.
Con il coordinamento dello Spoke 7 (Mobilità Cooperativa Connessa e Automatizzata – CCAM – e Infrastrutture Intelligenti)
dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, TIM Enterprise sviluppa e sperimenta soluzioni innovative per le Smart Roads
attraverso la piattaforma di proprietà "Via-Nova", in grado di abilitare servizi Cellular Vehicle-to-Everything (C-V2X),
interoperabili grazie alla rete 5G e l’Edge Cloud per migliorare sicurezza, gestione del traffico e sostenibilità
Lo scorso dicembre a Napoli, TIM Enterprise ha partecipato alla "Piattaforma nazionale per la mobilità connessa e integrata",
l’appuntamento dedicato alle tecnologie CCAM (Cooperative Connected and Automated Mobility) nel corso del quale sono stati
presentati alcuni scenari dimostrativi. TIM Enterprise ha messo a disposizione connettività avanzata 5G, Edge Cloud e la
piattaforma "Via Nova" capace di far dialogare i veicoli con l'infrastruttura stradale e i sistemi di controllo della mobilità
cittadina, accelerando la diffusione di servizi cooperativi sicuri ed efficienti, nuovi modelli per le Smart Roads.
Ad aprile 2025, TIM Enterprise prende parte al progetto Smart Port - realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio,
Porto di Taranto - che grazie all’implementazione della rete 5G di TIM è diventato un modello per la gestione integrata di
applicazioni tecnologiche nel settore portuale, migliorando le prestazioni dei servizi digitali. L’infrastruttura di rete 5G
consentirà la gestione integrata di servizi e soluzioni avanzate in grado di coprire diversi ambiti: operazioni di arrivo e partenza
delle navi, carico e l scarico di container, logistica, magazzini e trasporto interno dei container.
Grazie alla rete 5G privata di TIM è stato possibile connettere ad alta velocità il Porto di Livorno e il ponte di Comando della
nave, potendo così abilitare servizi di geolocalizzazione ad altissima precisione, integrati con i sistemi GPS.
Al BI-REX di Bologna, in occasione dell’evento "5G Industrial Experience Hub", sono state presentate soluzioni avanzate per il
settore manifatturiero con la rete privata 5G, che abilita una nuova era della "smart factory" wireless. Presso il Bi-REX, TIM in
collaborazione con Qualcomm, ha potenziato la rete privata 5G Stand Alone di ultima generazione con una copertura anche
alle frequenze millimetriche dei 26 GHz, creando un ambiente digitalmente interconnesso per favorire i processi di innovazione
tecnologica e digitale delle imprese. Il Competence Center BI-REX è un esempio di fabbrica digitale all’avanguardia dove le
imprese possono sperimentare concretamente i benefici dell’adozione del 5G, integrato con tecnologie abilitanti come IoT, AI,
Edge Computing e Cloud Robotics, effettuando test before invest di soluzioni innovative per l’industria. Tra gli esempi, la
piattaforma software "TIM Multi Robot Orchestrator" di TIM Enterprise per gestire robot (terrestri e droni) in scenari industriali,
integrando servizi cloud per l’analisi dei flussi video con l’Intelligenza Artificiale e l’analisi dei dati in tempo reale. Inoltre, presso
il BI-REX TIM Enterprise ha presentato una soluzione di Extended Reality progettata per ottimizzare le operazioni aziendali: i
tecnici, direttamente dai propri smartphone, accedono a informazioni in Realtà Aumentata, ricevendo istruzioni interattive e
contestualizzate. Ciò consente di migliorare l’efficacia degli interventi e di ridurre notevolmente i tempi di fermo macchina.
Utilizzando i visori in Realtà Virtuale, è inoltre possibile simulare scenari operativi in un ambiente immersivo, offrendo
un’esperienza di apprendimento e formazione più coinvolgente, sicura ed efficace, con un impatto diretto sull’ottimizzazione
dei processi formativi.
Lo scorso gennaio è stato effettuato un intervento di chirurgia corneale a distanza da Bangalore (India) al Policlinico di Bari
reso possibile grazie alla tecnologia 5G di TIM, in collaborazione con Ericsson, installando presso la Clinica Oculistica del
Policlinico di Bari l’infrastruttura idonea, che consente di mantenere una latenza di trasmissione adeguata tra la iVis Remote
Control Station ed il laser iRes®2. In questo ambito sono stati già realizzati numerosi interventi a distanza con le stesse
tecnologie da Bari a Barcellona, Grosseto, Dubai e Roma.
Il 5G di TIM per la clientela consumer e business
TIM propone tutte le offerte commerciali mobili e fisso-mobili con il profilo 5G alla clientela consumer e business. In particolare, per
il segmento consumer due i profili per offrire velocità sempre più elevate e con minor latenza: 5G ULTRA fino a 2Gbps in download
e 300Mbps in upload e priorità d’accesso sulla rete mobile e 5G con velocità fino a 250Mbps in download e 75 Mbps in upload. Le
offerte del portafoglio consumer TIM Mobile e TIM Young (per i giovani under 30) e le offerte business TIM 5G Power nelle
versioni Premium+, Unlimited One e Unlimited+ hanno incluso il 5G ULTRA. Per conoscere le località raggiunte dal 5G è possibile
consultare il seguente link: https://www.tim.it/fisso-e-mobile/5g#c-116697820.
TIM offre la velocità del 5G anche ai clienti che viaggiano oltre confine. Con un’offerta 5G già attiva e valida in Italia è possibile
beneficiare automaticamente degli accordi di roaming 5G stipulati tra TIM e i principali partner presenti in numerosi paesi europei e
internazionali. Per maggiori dettagli è possibile visitare la pagina https://www.tim.it/fisso-e-mobile/estero/copertura-5g.
Applicazioni e scenari d’uso del 5G
Offerta rete privata 5G per le imprese
TIM propone l’offerta di rete 5G privata per tutti i clienti che hanno necessità di connettività dedicata. La soluzione garantisce bassa
latenza, alta capacità di traffico, sicurezza e affidabilità dei dati, componenti per ottimizzare il successo competitivo in molti settori
del mercato. TIM offre la possibilità di realizzare una virtual private network utilizzando un APN 5G dedicato e, tra gli strumenti a
supporto del business, può fornire SIM 5G M2M con una piattaforma dedicata per la gestione.
Robotica industriale e Automazione
Interconnettere, scambiare dati e gestire a distanza gli impianti industriali, garantendo una maggiore efficienza, affidabilità,
sicurezza e migliorare in modo significativo il ciclo produttivo. L‘utilizzo di una connettività dedicata 5G (5G private network)
consente di raggiungere gli obiettivi di bassissima latenza e sicurezza dei dati richiesti dalle aziende produttive.
Il robot NTB-01 - sviluppato da Ducati Corse e Lenovo – si evolve con il 5G. Il robot impiegato per l’analisi e la mappatura di
precisione dei circuiti di gara con sistemi avanzati come la stereo camera e il LiDAR, ha ora a bordo la connettività 5G di TIM
per la trasmissione dei dati in tempo reale, superando la necessità di interventi manuali e con il vantaggio di connettersi da
remoto alla workstation Lenovo integrata nel robot. Altra novità è l’introduzione di una soluzione di localizzazione GPS-RTK,
sviluppata da TIM Enterprise in collaborazione con WAY, che offre al robot una precisione di posizionamento centimetrica.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
68
Smart City
TIM presidia la Control Room di Venezia per la smart city del futuro, riunisce in una "cabina di regia" soluzioni per
migliorare la mobilità e la sicurezza della città realizzando un modello di intelligenza urbana basato su tecnologie abilitanti
quali IoT, Intelligenza Artificiale e Cloud. TIM Enterprise ha reso possibile l’implementazione del progetto con la soluzione
TIM Urban Genius sviluppata in collaborazione con Olivetti, società del Gruppo specializzata nell’IoT. "TIM Urban
Genius" è una consolle, dotata delle migliori tecnologie digitali, che realizza un modello di smart city sostenibile in grado di
rispondere anche ad eventi improvvisi, a supporto delle Amministrazioni, dei cittadini e a beneficio della collettività e già
adottata da diversi comuni di grandi e piccole dimensioni. "TIM Urban Genius" utilizza le più moderne tecnologie di Information
Technology, in particolare Big Data e Video Analytics e Machine Learning, Internet of Things, Cloud Computing e 5G per fornire
informazioni e previsioni in tempo reale, a supporto delle decisioni  delle Amministrazioni per il controllo e la misura dello stato
della città, del traffico stradale e acqueo, per il governo dei flussi e per l’assistenza alla mobilità dei cittadini, consentendo di
intervenire rapidamente o in anticipo in situazioni di necessità e di ottimizzare la pianificazione dei servizi.
TIM è partner del nuovo laboratorio urbano di Torino "La Casa delle tecnologie emergenti - CTE Next" per lo sviluppo di
settori strategici come la mobilità intelligente, l'industria 4.0 e i servizi urbani innovativi. Si tratta di un centro di trasferimento
tecnologico diffuso sulle tecnologie emergenti abilitate dal 5G e dalla soluzione edge cloud di TIM.
TIM è partner della CTE COBO, Casa delle Tecnologie Emergenti del Comune di Bologna, che rappresenta
un’infrastruttura tecnologica diffusa sul territorio dell’Emilia-Romagna, volta a portare innovazione e crescita sostenibile in
settori strategici come: Industria 4.0, Industria Culturale e Creativa e Servizi urbani innovativi. Si tratta di un centro di
trasferimento tecnologico diffuso sulle tecnologie emergenti abilitate dal 5G di TIM per lo sviluppo dei servizi digitali di nuova
generazione e della CTE di Cagliari che sta sperimentando soluzioni di blockchain associate al 5G.
TIM è partner della CTE di Napoli la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE), un centro di innovazione avanzata nel settore
delle Industrie culturali e creative in via di realizzazione nella zona di Napoli Est. TIM realizzerà un’infrastruttura di rete 5G
indoor dedicata al nuovo centro tecnologico. L’infrastruttura è finalizzata a supportare la sperimentazione dei servizi delle
aziende che aderiscono al progetto.
Turismo, Cultura & Entertainment
Le nuove tecnologie di eXtended reality (realtà estesa) rappresentano valide alternative di contatto con spettatori e visitatori, per
una fruizione dei contenuti in contesti museali, archeologici e nella promozione del territorio e della cultura. La piattaforma
tecnologica consente la creazione e la personalizzazione delle esperienze di realtà aumentata e virtuale e nasce da sperimentazioni
realizzate dall’area Innovazione di TIM. Numerose soluzioni sono a catalogo nell’offerta di TIM Enterprise.
TIM è in prima linea per garantire ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 una connettività avanzata, sicura
e capillare, grazie al potenziamento della rete 5G con la predisposizione di punti di connettività ad altissima densità nei luoghi
chiave delle Olimpiadi: un ecosistema tecnologico pensato per supportare atleti, organizzatori, sedi di gara e impianti sportivi,
media e pubblico, ma anche per accompagnare la trasformazione dei territori coinvolti in vere e proprie smart land.
TIM Enterprise ha presentato a Borgo Panigale il progetto di innovazione tecnologica nato dalla collaborazione sui
circuiti di tutto il mondo tra TIM e Ducati Corse e realizzato in partnership con Qualcomm Technologies Inc.. L’iniziativa si
compone di diverse soluzioni tecnologiche avanzate, che TIM Enterprise ha sviluppato allo scopo di esplorare nuove esperienze
immersive per gli appassionati. Grazie alle nuove soluzioni digitali di Virtual Reality di TIM Enterprise e al 5G i visitatori del
Museo Ducati potranno immergersi a 360° nell’atmosfera del Box del Team ufficiale Ducati in MotoGP™ con una visione POV
(Point of View) in qualità video fino a 8K oppure ripercorrere in una "stanza delle meraviglie" virtuale la storia dell’iconica Ducati
916, attraverso una collezione interattiva di immagini, rari documenti storici e progettuali. Con l’occasione è stato presentato
un caso d’uso dimostrativo delle potenzialità dei robot connessi in 5G per l’ambito industriale e logistico, per la tracciabilità
delle moto movimentate all’interno del nuovo polo logistico Ducati di Valsamoggia (BO).
TIM Enterprise ha presentato a Firenze, insieme a Opera di Santa Croce, un progetto che consente di unire cultura e
tecnologia per valorizzare il patrimonio artistico italiano.
Innovazione e ricerca
Attività di ricerca finanziata
TIM anche nel 2025 è attiva nella partecipazione alle iniziative di innovazione e ricerca finanziate dall’Unione Europea e dalle
pubbliche amministrazioni nazionali, prendendo parte, in particolare, a progetti internazionali su tematiche fondamentali per TIM.
Nel periodo 2021-2027, nei programmi di ricerca e innovazione europei (quali Connecting Europe Facility, Horizon 2020 e la sua
recente evoluzione Horizon Europe) TIM è e sarà impegnata in un significativo numero di progetti di ricerca finanziata (10-15 per
anno), ottenendo un finanziamento complessivo annuo di circa 1,5-2 milioni di euro. In questo ambito, le attività svolte nei progetti
finanziati sulle tematiche del 5G, della virtualizzazione e dei servizi di mobilità intelligente e, più recentemente, il "Beyond 5G", che
porterà alla definizione della nuova generazione di sistemi mobili del prossimo futuro, sono quelle che hanno consentito, da un
lato, di arricchire il bagaglio di competenze e, dall’altro, di acquisire e consolidare un ruolo riconosciuto a livello internazionale.
I Laboratori di Innovation del Gruppo, oltre a gestire il patrimonio brevettuale, partecipano a oltre 20 progetti di innovazione
finanziata a livello nazionale ed europeo - tra cui Horizon Europe e CEF - posizionando TIM tra le principali aziende italiane per
volume di finanziamenti ricevuti.
TIM è inoltre membro della Fondazione Restart, il programma di riferimento promosso dal MUR e MIMIT in ambito ricerca e
sviluppo per le telecomunicazioni in Italia. La collaborazione coinvolge le principali università italiane con progetti congiunti, tesi di
laurea e dottorato di ricerca.
Il programma IPCEI-CIS
TIM è tra le aziende italiane assegnatarie dei finanziamenti IPCEI-CIS - “Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo – Cloud
Infrastructure Services” finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.
Il progetto punta a sviluppare e realizzare un "Edge Cloud Continuum" di nuova generazione, che possa offrire prestazioni elevate
in termini di latenza e larghezza di banda minima garantita, assicurare un accesso aperto e pubblico a tutti i casi d'uso, e la relativa
gestione degli open data, garantire sicurezza e conformità alla legislazione sui dati dell'UE e fornire le basi per nuovi servizi digitali
europei.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
69
"TIM Edge & Cloud Continuum" è il progetto di TIM avviato nell'ambito degli IPCEI indetti dalla Commissione Europea per
promuovere e finanziare la collaborazione tra imprese e centri di ricerca nella realizzazione di progetti innovativi e strategici
dedicati allo sviluppo e alla produzione industriale in specifici settori.
In particolare, a dicembre 2023 la Commissione Europea ha autorizzato la realizzazione del primo IPCEI incentrato sulle tecnologie
che mirano a creare una catena del valore europea per le Infrastrutture e i Servizi Cloud (CIS). L’obiettivo è favorire l’interoperabilità
e l’integrazione delle offerte cloud in Europa, la disponibilità di investimenti pubblici e privati nell’ambito dell’Edge e del Cloud e
l'ingresso di nuove imprese sul mercato, con conseguente crescita dell’ecosistema.     
Innovazione e ricerca con le Università
Per quanto riguarda le attività di ricerca e sviluppo, da sempre TIM è concentrata nella creazione di un vero e proprio "Open
Innovation Ecosystem" incentrato sulla collaborazione con alcune Università italiane proprio per sviluppare nuovi Open Lab e
Progetti di Ricerca, anche attraverso la contribuzione a PhD per interiorizzare conoscenze specialistiche, ma anche per la
condivisione di trend tecnologici forieri di nuove opportunità di crescita all’interno di un mercato sempre più globale.
Open Innovation si innesca quindi in un ecosistema integrato con le direzioni strategiche europee ed italiane costituito da
commesse, dottorati, PoC, sviluppo di prototipi-demo, Community Open Source, progetti finanziati e dissemination.
La pianificazione delle attività di ricerca con le Università per il 2025 ha individuato dei veri e propri percorsi strutturati su alcune
tematiche di medio-lungo termine per complementare ed arricchire il know-how interno e costruire una visione d’insieme a 360°; in
particolare, sono previsti:
l'impostazione di percorsi e collaborazioni di medio termine;
la continuità delle Convenzioni di ricerca attraverso specifici Accordi Quadro con:
Politecnico di Torino per progetti di ricerca su AI&Big Data, Edge&Cloud, IoT, Mobility, Musei, turismo, Web3, Metaversi,
Algoritmi avanzati "quantum-ready" per real world applications, Radio Evolution;
Università di Milano per studi rivolti alla modellazione e design di un simulatore 5G con funzionalità avanzate di telco edge
node, il quale sia compatibile con le specifiche delle reti TIM in grado di supportare nodi di Mobile Edge Computing;
il CNIT sul tema del 5G con lo scopo di definire e realizzare un ambiente simulato ("Environment") realistico grazie all’utilizzo
sinergico di campagne di misura dei dati MDT, dei dati prestazionali di rete (KPI di cella) e del software di simulazione
elettromagnetica delle reti radiomobili TIMPLAN di TIM;
Università di Torino con una ricerca sul tema del AI&HCI;
Università di Catania con 2 progetti su: “IoT, Nature-Based solutions, Smart Land, Sostenibilità” e AI, IoT e Multimedia
Intelligence. Tali progetti potranno essere valorizzati nell'ambito delle collaborazioni in essere con il gruppo IoT Factory
Olivetti su cui TIM Enterprise sta puntando per estendere la sua offerta Smart City e Smart Land;
Università di Trento e UniPisa per progetti di ricerca sul tema del Radio Evolution.
Di seguito si riportano alcuni dati relativi all'innovazione e ricerca con le Università:
collaborazioni di ricerca per oltre 1 milione di euro per il 2025, si tratta di commesse su tutti i temi tecnologici (Mobile,
Edge&Cloud, AI, Energia, IoT, Mobility, Industry) con diversi Dipartimenti dei centri di eccellenza sopracitati alcuni dei quali
condotti nel contesto dell’iniziativa IPCEI-CIS;
testimonianze di ricercatori TIM a vario titolo nei corsi universitari;
4 PhD finanziati da TIM;
Quantum Academy (prima in Italia) con il Politecnico di Torino e 5G Academy con l’Università Federico II di Napoli;
collaborazione nei progetti europei, in particolare nel programma Horizon e DEP;
programmi di ricerca nazionale, in particolare il progetto MUR PNRR Misura 4.3 RESTART.
Molto proficua è la collaborazione con l’ecosistema di ricerca in cinque Centri di Competenza Industria 4.0 (Birex, CIM 4.0, Smact,
Artes, Meditech) e nelle Case delle Tecnologie Emergenti (CTE Next di Torino, Genova, Cagliari, Bologna) promosse dal MIMIT.  Le
collaborazioni prevedono la realizzazione di coperture radio 5G ad alte prestazioni, come la rete di accesso di tipo pubblica, che
consente l’accesso sia a piattaforme messe a disposizione da TIM, sia ad applicativi disponibili su Internet, o reti di accesso di tipo
privato, che dedicano la capacità disponibile ai soli utenti coinvolti, dando accesso ad applicativi disponibili localmente. Gli use case
sono focalizzati in ambito Musei e Beni Culturali, Smart City, Industry 4.0 e Urban Air Mobility con lo sviluppo e integrazione di
componenti tecnologici relativi a Extended Reality, Intelligenza Artificiale, Sistemi di Monitoraggio IoT evoluti e Security/Blockchain.
Standardizzazione nazionale, europea e internazionale
Ogni anno TIM pianifica la propria presenza negli Enti di Standardizzazione, Fora e Open Community in modo da rendere la
partecipazione agli standard funzionale alla propria strategia di evoluzione delle Reti e dei Servizi, in termini di:
protezione degli asset Telco (spettro, rete, numerazione);
supporto all’espansione verso nuovi mercati verticali es. in ambito Enterprise;
consolidamento della posizione nei mercati tradizionali, es. Consumer.
Il presidio tecnico specialistico dei delegati TIM, alcuni dei quali ricoprono anche ruoli di leadership, viene centrato su temi prioritari
di rilievo per l’ambito Telco quali 5G, IoT, Orchestrazione ed evoluzione OSS, Intelligenza Artificiale, Efficienza Energetica, ecc… e
relativi impatti regolatori. La contribuzione ed il ruolo attivo negli enti che delineano l’evoluzione di questi temi cruciali per il
business di TIM permette di influenzarne gli sviluppi e di raggiungere soluzioni ottimali anche in coordinamento ai propri Vendor di
riferimento ed in relazione ad altri Operatori e stakeholder. 
Tra i principali Enti di rilevanza strategica:
1 Diritti di proprietà intellettuale.
2 TIM Lab é all'interno della Vicepresidenza Technology Development.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
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ETSI – è l'Istituto Europeo per le norme di Telecomunicazioni (European Telecommunications Standards Institute)
ufficialmente responsabile della definizione e dell'emissione di standard nel campo delle telecomunicazioni in Europa. È un
organismo di standardizzazione europeo riconosciuto dalla Commissione Europea per lo sviluppo di norme armonizzate.
ITU – è l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (International Telecommunication Union), una delle agenzie
specializzate delle Nazioni Unite, costituita per stimolare la cooperazione internazionale e favorire uno sfruttamento più
efficace delle risorse utilizzate nelle telecomunicazioni a livello mondiale, quali numerazione e spettro radio. ITU è divisa in 3
settori: ITU-R, settore radiocomunicazioni; ITU-T, settore telecomunicazioni; ITU-D, settore sviluppo.
3GPP - è un progetto di collaborazione fra Enti che si occupano di standardizzare sistemi di telecomunicazione in diverse
regioni del mondo, costituitosi in occasione dell’avvio dei lavori sullo standard della 3° generazione mobile (3rd Generation
Partnership Project). L’obiettivo è creare standard tecnologici adottabili in tutti i principali mercati mondiali. Ne fanno parte
ETSI (per l’Europa), ARIB e TTC (Giappone), CCSA (Cina), ATIS (Nord America), TSDSI (India) e TTA (Corea). Dal 3G in poi, il 3GPP
ha prodotto le specifiche tecniche per tutte le generazioni radiomobili e sta ora lavorando agli sviluppi per il 6G.
GSM Association - è l'organizzazione che rappresenta gli interessi degli operatori di telefonia mobile a livello globale. Fondata
nel 1995, riunisce oltre 750 operatori mobili e più di 400 aziende del settore, tra cui produttori, sviluppatori e fornitori di servizi.
La GSMA promuove standard tecnologici e politiche a favore dell’innovazione e della connettività mobile. Organizza eventi
internazionali come il Mobile World Congress. Ha un ruolo chiave nello sviluppo delle reti mobili, come 4G, 5G e future
tecnologie.
La standardizzazione è fondamentale per innovazione e sviluppo economico perché crea un linguaggio comune per prodotti e
processi, garantisce l'interoperabilità (specialmente digitale), riduce i costi, aumenta la qualità. TIM è l’unico operatore italiano che
contribuisce direttamente allo sviluppo degli standard globali di telecomunicazione, cloud e AI definiti dai principali enti
internazionali e nazionali, tra cui 3GPP, responsabile degli standard mobili dal 2G and 5G e del futuro 6G, ETSI, ITU e IEC,
assumendo ruoli di rilievo all’interno di comitati tecnici e scientifici, board direzionali e organismi normativi nazionali come CEI
Norme e UNI. Il Gruppo partecipa ai principali progetti open source nel settore delle telecomunicazioni, contribuendo attivamente
all’evoluzione delle tecnologie di rete, anche attraverso la partecipazione a comunità internazionali come la Linux Foundation. In
questo contesto si inserisce la partecipazione di TIM al programma europeo IPCEI CIS - Cloud Infrastructure & Services, volto alla
realizzazione di un’infrastruttura sovrana di cloud ed edge computing, sviluppata in collaborazione con operatori come Orange,
Telefónica e Deutsche Telekom, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea.
TIM è inoltre membro della Fondazione Restart, il programma di riferimento promosso dal MUR e MIMIT in ambito ricerca e
sviluppo per le telecomunicazioni in Italia. La collaborazione coinvolge le principali università italiane con progetti congiunti, tesi di
laurea e dottorato di ricerca.
Brevetti e Intellectual Property Rights 1
Nel 2025 il portafoglio brevetti del Gruppo ha mantenuto una dimensione comparabile con quella degli anni precedenti. La
produzione di nuove domande di brevetto è leggermente aumentata (7 domande di brevetto depositate su nuove invenzioni) così
come i nuovi brevetti concessi durante l’anno. L’attività di razionalizzazione del portafoglio brevetti è proseguita, ed ha portato
all’abbandono di alcuni brevetti che, con l’evoluzione tecnologica, non hanno mostrato possibilità di valorizzazione residue. Le aree
di brevettazione del Gruppo riguardano l’intero comparto ICT, con punte di eccellenza nel comparto mobile, in particolare
sull’accesso radio.
In dettaglio, il portafoglio brevetti di TIM a fine 2025, relativo a oltre 440 invenzioni brevettate, comprende oltre 2.200 tra domande
di brevetto e brevetti concessi: questi ultimi, concessi dopo l’esame dall’Ufficio Brevetti Europeo e dagli uffici brevetti nazionali di 13
paesi, rappresentano oltre il 90% del totale.
Un aspetto significativo dell’attività brevettuale è rappresentato dall’elevato numero di brevetti nati dalla collaborazione con le
Università e gli istituti di ricerca: il 15% delle invenzioni brevettate sono frutto di tali collaborazioni.
Si segnala inoltre la partecipazione a diversi patent pool gestiti da Sisvel e da Avanci su 3G, 4G e 5G, con invenzioni brevettate da
TIM che sono risultate essenziali per tali standard. I patent pool hanno acquisito nuovi partecipanti nel corso dell’anno: in particolare
il patent pool 3G+4G automotive di Avanci comprende attualmente 66 titolari di brevetti “standard essential” e ha concesso licenze
a più di 60 marchi auto.
TIM si è dotata di una policy che prevede un riconoscimento per i brevetti di prima concessione e per quelli che hanno portato un
ritorno economico. Gli inventori sono destinatari di un premio che tiene conto della rilevanza dei brevetti, valutata da un comitato
interno.
Innovazione, ricerca e sviluppo in Brasile
TIM Lab 2 è responsabile delle attività di Ricerca e Sviluppo Tecnologico (R&S); i suoi compiti principali sono la definizione
dell’innovazione tecnologica per la tecnologia di rete, l’identificazione delle esigenze evolutive per tecnologie e dispositivi, la
convergenza delle alleanze strategiche al fine di utilizzare i nuovi modelli di business e garantire che l'evoluzione dell'infrastruttura
di rete sia in linea con la strategia aziendale. 
A dicembre 2025 TIM Lab era composta da 25 persone, tra specialisti tlc, elettrici ed elettronici, informatici e altri con competenze
ed esperienze professionali che coprono tutte le aree di conoscenza IT e delle reti, rispondendo all'esigenza di innovazione e
sostegno alle attività di ricerca e sviluppo.
TIM Lab ha continuato a lavorare a progetti e iniziative per lo sviluppo del business di TIM, che si possono raggruppare nei seguenti
macro gruppi:
rete di prossima generazione;
con un impatto positivo su ambiente e società;
future applicazioni Internet;
3 TIM Lab di TIM S.A. collabora anche con TIM Lab Italia, che vanta oltre 50 anni di esperienza.
4 Condivisione della Radio Access Network (rete di accesso radio - RAN).
5  I costi infrastrutturali sono associati principalmente all'introduzione di nuovi sistemi radianti e di altri componenti elettronici, all’infrastruttura passiva dei siti e alle reti
di trasporto; pertanto, la condivisione delle risorse fornite da LTE RAN consente agli operatori delle telecomunicazioni una significativa ottimizzazione dei costi.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
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iniziative Open Lab.
TIM Lab Innovation Center 3 – da dicembre 2025, TIM Lab, situato nel quartiere di São Cristóvão di Rio de Janeiro, nello Stato di
Rio de Janeiro, come centro di innovazione è composto da 2 ambienti che si completano a vicenda: l'Innovation Lab e il TIM IoT
Solutions Showroom. È l'ambiente multifunzionale focalizzato sull'innovazione, che svolge anche un ruolo strategico nel
supportare credibility test, trial e PoC (proof of concept), collaborando con i principali fornitori e partner tecnologici attraverso la
condivisione delle conoscenze, l’infrastruttura tecnologica per test di interoperabilità , la valutazione del personale e la definizione
dei requisiti tecnici; in sinergia con il dipartimento R&S, favorisce le attività di innovazione e promuove collaborazioni con università
e istituti di ricerca.
L'Innovation Lab ha una superficie di 850 m2 e può essere utilizzato anche come spazio di innovazione aperto a nuove opportunità,
guidando l'innovazione sul mercato brasiliano delle telecomunicazioni e fungendo da punto di riferimento nazionale per la ricerca e
sviluppo, oltre a rafforzare la capacità di validazione di nuovi software, funzionalità, soluzioni, tecnologie, servizi e dispositivi ed
ampliare la struttura attuale al fine di perseguire e sviluppare maggiori business e opportunità nel 2026.
Il TIM IoT Solutions Showroom è uno spazio dimostrativo e di networking, creato per mostrare tecnologie e soluzioni innovative che
compongono il nostro portafoglio TIM IoT Solutions in modo pratico e immersivo, applicato ai verticali Agricoltura, Industria,
Utilities, Logistica e Internet dei Veicoli (IoV), con un'esperienza VR/AR immersiva.
Guaratiba Valley — Fondato nel 2019, è stato ribattezzato TIM Lab Valley nel novembre 2025. TIM Lab Valley è un campus di
innovazione per soluzioni infrastrutturali ispirate alla Silicon Valley. Si estende su una superficie di circa 10.000 m² e consente lo
sviluppo di progetti di rete focalizzati su efficienza, agilità e costi contenuti. Le innovazioni prodotte includono arredi urbani, quali
fioriere e panchine, biositi, siti off-grid e le soluzioni a costi bassissimi (ELC) utilizzate nel progetto Sky Coverage, oltre ad iniziative di
monitoraggio da remoto, soluzioni per la sicurezza, test e omologazione di batterie e fonti di alimentazione a corrente continua
utilizzate nelle stazioni ricetrasmittenti base (BTS). Nel 2023 TIM S.A. ha lanciato il progetto Secure Site, in collaborazione con l'area
Security, per dimostrare/testare soluzioni di sicurezza in generale, con l'obiettivo di mitigare i furti di apparecchiature nei nostri siti.
Sul fronte dei progetti B2B TIM S.A. ha sviluppato un sito Zero Footprint che verrà utilizzato, ad esempio, per fornire copertura 4G
sulle autostrade.
Progetti di rete di nuova generazione
Prosegue la riallocazione delle bande da 1.800 MHz, 850 MHz e 2.100 MHz da 2G/3G a 4G, con una configurazione di
implementazione multistrato, apportando importanti vantaggi competitivi per TIM S.A., quali la riduzione del costo
dell'implementazione LTE, l'abilitazione della strategia di aggregazione dei vettori, il miglioramento dell'esperienza del cliente
attraverso un throughput più elevato e una migliore copertura interna (l'uso della banda 850/1.800/2.100 MHz potrebbe aumentare
la capacità in città già coperte dalla larghezza di banda LTE a 2,6 GHz, con extra-costi contenuti). In questo scenario, oltre il 99%
degli attuali terminali LTE sono compatibili con le nostre bande LTE disponibili. Pertanto, l’implementazione dell’LTE multilayer
continua ad essere un’ottima strategia che beneficia della diffusione dei dispositivi.
Dalla fine del 2022 TIM S.A. copre tutte le città del Brasile, garantendo una presenza al 100% a livello nazionale (con qualsiasi
tecnologia). Alla fine del 2023 il 100% delle città brasiliane (5.570) aveva una copertura 4G. L'implementazione del layer LTE a 700
MHz ha continuato a migliorare significativamente l'espansione della copertura e la penetrazione indoor, promuovendo la presenza
dell'LTE a livello nazionale e consolidando la leadership di TIM S.A. nell'LTE.
Inoltre, dal 2022 TIM S.A. sta utilizzando 78 siti con banda (3.500 MHz), secondo l’implementazione normativa specificata nell'asta,
il che significa che tutte le capitali del Brasile hanno copertura 5G SA (Standalone) di TIM. TIM guida i suoi concorrenti nella
copertura 5G, essendo il primo operatore in Brasile a raggiungere più di 1.000 città 5G: a dicembre 2025 TIM ha 1.089 città coperte
dal 5G, che servono oltre il 77,8% della popolazione urbana. Questa banda di frequenza ha una larghezza di banda di 100 MHz, che
offre un throughput più elevato.
Un altro elemento di spicco è il supporto alla strategia IoT di TIM, dove la copertura della rete NB-IoT ha raggiunto oltre 5.167 città
a livello nazionale. Ciò fornisce un’importante base per l’esplorazione di nuove opportunità di business.
Nel febbraio 2024 TIM ha raggiunto il record di velocità nelle Americhe (11,6 Gbps) testando la tecnologia 5.5G (5G Advanced) in
TIM Lab, utilizzando tutte le risorse disponibili delle radiofrequenze utilizzate.
Per rendere tangibile l'uso del 5G Advanced in uno scenario reale, nel novembre 2025 durante il Gran Premio di F1 di Interlagos,
utilizzando le frequenze disponibili in quella regione, TIM è stata la prima in Brasile a testare il concetto di "Connettività
differenziata" in 5G: si riferisce alla capacità di differenziare l'esperienza per determinati servizi, in base alle esigenze dei propri
clienti. Utilizzando tecnologie come 5G Standalone, Network Slicing, Guaranteed Data Rate (GBR) e API programmabili, è possibile
garantire un'esperienza ancora migliore per l'utente che la desidera, offrendo velocità e qualità in modo continuo, anche in un
ambiente molto affollato. TIM ha registrato la velocità massima in Brasile per il 5G Advanced, raggiungendo i 5 Gbps all'aperto.
Progetti che comportano una riduzione dei consumi energetici
L'espansione della "LTE RAN Sharing" (condivisione LTE RAN), in collaborazione con altri operatori mobili in Brasile per adempiere
agli obblighi normativi derivanti dall'asta dello spettro 4G, punta a definire i requisiti di architettura, i presupposti tecnici e le
specifiche per la soluzione "LTE RAN sharing 4", ottimizzando risorse e costi di rete 5. A oggi si tratta del più grande accordo di RAN
sharing a livello mondiale e fornisce servizi 4G alle principali città del Brasile.
L'accordo di condivisione RAN consente a TIM S.A. di favorire la diffusione dell'LTE nelle aree rurali brasiliane, grazie a un'efficace
condivisione di spettro, accesso e backhaul. Attualmente, la soluzione di condivisione RAN LTE è una partnership tra TIM S.A. e
Telefónica, basata sull'architettura MOCN, che ha ampliato i vantaggi e l'efficienza di questo modello tecnico. I consumi energetici
registrati per il sito, a seconda della tecnologia di accesso e delle condizioni di copertura, hanno registrato una riduzione fino al
10%.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
72
Nel dicembre 2019 TIM S.A. e Telefónica hanno stipulato nuovi contratti di sharing volti ad aumentare l'efficienza dei costi di rete
attraverso le seguenti iniziative:
Rete unica: condivisione delle reti 3G e 4G in città con meno di 30mila abitanti in cui entrambi gli operatori forniscono i propri
servizi. L'idea di fondo è quella di avere, nelle città incluse nell'accordo, un'unica infrastruttura di telecomunicazioni
interamente condivisa dagli operatori, consentendo così di spegnere i siti ridondanti e risparmiare sui costi per energia, affitto e
manutenzione. Ciò permette anche una maggiore efficienza negli investimenti futuri grazie alla condivisione dello spettro in
modalità MOCN. A maggio 2021 ciascuna parte ha aumentato la propria copertura 3G e 4G in oltre 300 città per un totale di
422 siti condivisi per parte. Dal 2021 a dicembre 2025 abbiamo inserito altre città all'interno dell'accordo di rete unica che
fornisce la copertura 3G e 4G. In 478 città uno degli operatori ha disconnesso le reti 3G e 4G (pari al 29% dell'ambito totale
dell'accordo attuato entro dicembre 2025).
Disattivazione del 2G: condivisione su tutto il territorio nazionale della rete 2G tramite tecnologia GWCN, consentendo ad
entrambi gli operatori di disattivare parte (circa il 50%) della propria rete con la stessa tecnologia, risparmiando di
conseguenza su costi energetici e di manutenzione. Dal 2021 a dicembre 2025, gli operatori hanno condiviso la propria rete 2G
in 4.818 siti, anche nelle principali città come Rio de Janeiro, Curitiba, Fortaleza, Brasilia, Belem e Recife tramite TIM; Belo
Horizonte, Salvador, Manaus, Porto Alegre e Campinas di Telefonica (circa l'89% dell'ambito totale dell'accordo attuato entro
dicembre 2025).
L'addendum all'accordo di condivisione firmato a dicembre 2019 è già stato presentato al CADE (Conselho Administrativo de
Defesa Econômica) e una decisione è già stata presa. L'accordo di condivisione è stato presentato ad Anatel (ancora in corso di
analisi).
Progetti di rete di nuova generazione, future applicazioni Internet, impatti positivi su
ambiente e società
Fondo 5G – Come comunicato in precedenza, abbiamo istituito il Fondo 5G in collaborazione con Upload Ventures Growth, LP
("Upload"), con l'obiettivo di supportare le aziende in fase iniziale che sviluppano soluzioni tecnologiche basate sul 5G. Il veicolo si
rivolge a startup e scaleup con modelli di business convalidati e piani di espansione chiari, che possono beneficiare anche
dell'accesso alla nostra infrastruttura industriale e tecnologica per accelerare la scalabilità. Entro il secondo trimestre del 2025, il
Fondo 5G aveva generato 73 milioni di reais di guadagni per la Società, con prestazioni supportate da tutte e tre le attuali società in
portafoglio.  I beneficiari del fondo includono Topsort, una piattaforma tecnologica per la vendita al dettaglio dei media, Simetrik,
un fornitore di infrastrutture per la riconciliazione finanziaria, e Tractian, una società di soluzioni industriali di manutenzione
predittiva. Il Fondo 5G è stato strutturato in collaborazione con Upload, un gestore di venture capital riconosciuto per la sua
esperienza negli investimenti basati sulla tecnologia e responsabile della raccolta fondi, della selezione e del monitoraggio continuo
delle società in portafoglio.
5G per il segmento automotive - nel giugno 2023, in collaborazione con Stellantis, IP Facens (l'Istituto di ricerca del Centro
Universitario Facens) e le università di USP - São Carlos, UFSCAR e la tedesca Technische Hochschule Ingolstadt (THI), TIM ha
annunciato l’avvio del progetto Conecta 2030: un ecosistema connesso e cooperativo per rilevare i pedoni agli incroci”, finalizzato a
creare un ambiente collaborativo incentrato su iniziative che garantiscano la sicurezza di pedoni e ciclisti. Da allora, le aziende
coinvolte in Conecta 2030 sono impegnate a sviluppare, per agosto 2026, un concept di ecosistema per lo sviluppo e
l'implementazione di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), basati su tre pilastri principali: connettività 5G, intelligenza
artificiale e gemelli digitali.
Nel 2024, sempre nel settore automotive, TIM, UFPE (Università Federale di Pernambuco) e Stellantis (insieme ad altre aziende e
università) hanno lanciato un'altra partnership, sostenuta anche dal programma del governo brasiliano «Rota 2030" per la
promozione della ricerca e dell’innovazione nel segmento automotive verticale attraverso il progetto «Vehicle OTA». Obiettivo
principale di tale progetto è l’implementazione di un modulo elettronico sicuro e integrato in grado di promuovere gli
aggiornamenti del firmware OTA (Over-The-Air) nelle unità di controllo elettronico (ECU) del veicolo. La conclusione del progetto è
prevista per aprile 2026.
5G RedCap – Nel 2024 il team di TIM Lab ha lavorato alla determinazione e convalida della soluzione 5G RedCap di TIM, il nuovo
standard 5G progettato per affrontare i casi d'uso del 5G a bassa potenza ed efficienza della batteria (eMBB, uRLLC e mMTC). TIM
Lab ha convalidato i principali vendor, avendo completato Ericsson entro ottobre 2024 e Nokia entro maggio 2025. L'adozione
commerciale della soluzione è in fase di discussione.
Favela Marte PoC di 5G FWA – Focalizzata sull'ampliamento dell'accesso alla connettività e impegnata all'inclusione digitale, TIM
ha collaborato con Gerando Falcões per dotare la prima Favela del 5G in Brasile. La comunità prescelta è stata l'ex Favela di Vila
Itália, a São José dos Campos, nell'entroterra di San Paolo, trasformata in una favela 3D (“Dignified, Digital and Developed”) e ora
chiamata Favela Marte. Attraverso la tecnologia FWA (Fixed Wireless Access), il Proof of Concept è iniziato nel dicembre 2024 ed è
ancora in corso con i residenti, con impatti in termini di inclusione digitale e trasformazione sociale ed economica, quali (elenco non
esaustivo): a) accesso a Internet di alta qualità; b) rafforzamento della comunità; c) riduzione del divario digitale; d) promozione
dell'istruzione e della formazione a distanza; e) imprenditorialità digitale; f) telemedicina; g) consegna e logistica.
Network Slicing – Nel 2024 TIM è stato il primo operatore in Brasile a eseguire a tecnica dello slicing di rete 5G su una rete pubblica
per la trasmissione di video in tempo reale. L'azione ha consentito la trasmissione di immagini interne ad alta definizione di 10
veicoli lanciati a oltre 260 km/h durante l'ultima tappa della stagione della Porsche Cup 2024 all'Autodromo di Interlagos (SP). In
questo senso, TIM ha validato la prioritizzazione delle risorse (PRB) nella RAN dei principali vendor, avendo completato Huawei ed
Ericsson entro marzo 2025 e Nokia entro maggio 2025. Nel 2026 è prevista una valutazione dell'orchestrazione multivendor
(NSSMF, NSMF, CSMF).
API Open Gateway – le API (Application Programmable Interfaces) Open Gateway hanno un'importanza strategica crescente
nell'ecosistema digitale globale. In quest'ottica, TIM Lab ha sviluppato e validato API strategiche per l'evoluzione del business di TIM
Brasil. A maggio 2025 TIM Lab ha completato il Proof of Concept per l'esposizione dell'API Device Location standardizzata da
CAMARA, che consente agli utenti di verificare la propria posizione all'interno di un'area specifica. La soluzione è stata validata end-
to-end sulla rete 4G, inclusi tutti i flussi, le misurazioni, le risposte integrate nell'architettura esistente, le parametrizzazioni e le
soluzioni di riserva. Da allora l'API TIM Device Location Open Gateway è in esecuzione per l'attivazione commerciale. A dicembre
2025 TIM ha ulteriormente migliorato il suo percorso di trasformazione digitale lanciando tre nuove API strategiche all'interno
dell'ecosistema Open Gateway: KYC ("Conosci il tuo cliente"), API KYC Tenure e API Device Swap. Queste soluzioni mirano a
migliorare la sicurezza, l'affidabilità e l'efficienza dei processi digitali in vari settori dell'economia, come fintech, assicurazioni,
vendita al dettaglio e servizi online.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Innovazione, ricerca e sviluppo
73
Iniziative Open Lab
Living Lab 5G Florianópolis – Nel maggio 2025, TIM ha concluso l'accordo con il Comune di Florianópolis e ACATE (Associazione
Tecnologica Catarinense) per una collaborazione tecnica, in cui è stata fornita l'infrastruttura di connettività per il programma
Living Lab 5G Florianópolis. Questo laboratorio urbano ha sfruttato l'ambiente reale della città per testare e convalidare innovazioni
tecnologiche e modelli di business utilizzando la tecnologia 5G. Sono state prese in considerazione, testate e validate soluzioni
innovative nei settori della sicurezza, dell'igiene e della mobilità urbana. Questa partnership ha incoraggiato l'innovazione aperta e
ha contribuito alla crescita e alla trasformazione digitale, che sta traendo vantaggio dalla rete 5G.
Award Winner – Nell'agosto 2025, TIM, insieme a NTT DATA, ha vinto il premio TM Forum DTW Ignite 2025 tenutosi a
Copenhagen. TIM è stata premiata nella categoria Best Moonshot Catalyst – Interactive Showcase, con un progetto che sviluppa un
nuovo protocollo di comunicazione per lo Spatial Web, o Web 3.0, la nuova generazione di Internet, che collega il mondo fisico e
digitale tramite IoT, 5G, calcolo spaziale e intelligenza artificiale. L'iniziativa ha dimostrato come gli operatori possano sfruttare lo
Spatial Web e le API aperte per lanciare nuovi servizi digitali, offrire esperienze utente personalizzate e creare nuovi flussi di entrate.
1 Escludendo le voci non ricorrenti, le variazioni nell'area di consolidamento e le fluttuazioni dei tassi di cambio. Dati di conto economico del Gruppo al tasso di cambio
medio di 6,31 R$/€.
2 Flusso di cassa di TIM Brasil basato sul tasso di cambio annuo pubblicato da Bloomberg Survey e basato sulle proiezioni di banche di primario standing (tasso di cambio
medio 2026 di 6,54 R$/€).
3 L’ammontare esatto sarà condizionato dalla percentuale di azionisti di risparmio che aderiranno alla conversione facoltativa delle azioni di risparmio in ordinarie.
4 Da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento azionario, a massime 70.000.000 azioni ordinarie complessive.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Eventi successivi al 31 dicembre 2025
74
EVENTI SUCCESSIVI AL 31 DICEMBRE 2025
Si rimanda alla Nota “Eventi successivi al 31 dicembre 2025” del Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2025
rispettivamente del Gruppo TIM e di TIM S.p.A..
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER
L’ESERCIZIO 2026
Il Consiglio di Amministrazione del 24 febbraio 2026 ha approvato l’aggiornamento del budget e della guidance per il 2026,
confermando i trend di crescita previsti negli obiettivi già presentati al mercato per l’esercizio. 
Di seguito i target finanziari 1:
Ricavi di Gruppo in crescita tra 2 e 3% da 13,7 miliardi di euro nel 2025; per TIM Domestic ricavi in crescita tra 1 e 2% da 9,5
miliardi di euro nel 2025.
EBITDA After Lease di Gruppo in crescita tra 5 e 6% da 3,7 miliardi di euro del 2025; per TIM Domestic EBITDA After Lease in
crescita di circa il 4% da 2 miliardi di euro del 2025.
Capex di Gruppo inferiori al 14% dei ricavi nel 2026; per TIM Domestic Capex pari a circa il 12% dei ricavi.
***
Equity Free Cash Flow After Lease 2 pari a circa 1,8 miliardi di euro nel 2026, comprensivo del risarcimento relativo al Canone
concessorio 1998.
Riduzione organica dell’indebitamento di Gruppo, con un rapporto Debito netto After Lease/EBITDA After Lease inferiore a
1,7x nel 2026 3, che rappresenta un livello "best in class" fra i peers europei.
Nel corso dell’esercizio 2026, TIM intende riconoscere agli azionisti, mediante buyback, una remunerazione pari a circa il 50% del
valore atteso dalla cessione di Sparkle, subordinatamente al closing, previsto nel secondo trimestre 2026, nonché all’efficacia della
riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle azioni di risparmio, già approvate dalle Assemblee dei Soci del 28
gennaio 2026. In particolare, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea degli Azionisti del 15 aprile 2026 un
programma di acquisto di azioni proprie (buyback) fino a un massimo di 400 milioni di euro e per massime 700.000.000 azioni
ordinarie 4, corrispondenti a circa il 3,3% del capitale sociale. Il riacquisto potrà essere in parte a servizio dei piani di remunerazione e
incentivazione azionaria.
Si ricorda, inoltre, che agli azionisti di risparmio è garantita, per l’esercizio in corso, la remunerazione derivante dal conguaglio in
denaro legato all’operazione di conversione volontaria o obbligatoria delle azioni di risparmio in ordinarie, come approvata dalle
Assemblee dei soci dello scorso 28 gennaio.
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti del prossimo 15 aprile 2026 un
raggruppamento delle azioni ordinarie TIM nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti. L’operazione è
subordinata all’efficacia della riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle azioni di risparmio di cui sopra. Il
raggruppamento azionario permetterà di ridurre la volatilità sul titolo, anche attraendo nuove classi di investitori e, assieme alla
conversione delle azioni di risparmio, di avere una struttura di capitale più snella ed efficiente.
Per l’esercizio 2026, il Gruppo conferma la guidance di remunerazione dei propri azionisti, con un importo pari a circa il 70%
dell’Equity Free Cash Flow After Lease generato, al netto dell’impatto del risarcimento relativo al Canone concessorio 1998 e dei
dividendi di pertinenza delle minoranze di TIM Brasil, da distribuire a valle dell’Assemblea di Bilancio prevista nel secondo trimestre
del 2027.
TIM, nel secondo semestre dell’anno, organizzerà un Capital Markets Day per illustrare al mercato il nuovo piano industriale che
intende adottare a valle della conversione delle azioni di risparmio e alla luce dei principali dossier industriali in corso di valutazione,
compresa la definizione del perimetro di sinergie con Poste Italiane.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
75
PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE
Il governo dei rischi rappresenta uno strumento strategico per la creazione di valore per il Gruppo TIM che ha adottato un Modello
di Enterprise Risk Management in continua evoluzione, allineato con normative e standard internazionali, per consentire di
individuare, valutare e gestire i rischi in modo omogeneo all’interno del Gruppo, evidenziando potenziali sinergie tra gli attori
coinvolti nella valutazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.
Il processo di Enterprise Risk Management è integrato con i processi di pianificazione strategica ed operativa, progettato per
individuare potenziali eventi che possano influire sull’attività d’impresa, al fine di gestire il rischio entro limiti accettabili ovvero
mantenendo i rischi entro un livello che non comprometta la stabilità finanziaria, operativa e/o la reputazione del Gruppo TIM,
fornendo un framework di riferimento a supporto del conseguimento degli obiettivi di Piano Industriale.
Inoltre, il Gruppo TIM, da sempre attento alle tematiche di sostenibilità, recepisce e integra i rischi considerati rilevanti dagli
stakeholder interni ed esterni e/o desunti dall’analisi di doppia rilevanza, sulla base della materialità finanziaria che influenza le
performance economico-finanziarie dell’azienda e della materialità di impatto, che mette in evidenza come le attività dell’azienda
possono influenzare l’ambiente, la società e gli stakeholders, contribuendo ad una gestione più completa e sostenibile dei rischi.
Il Modello di Enterprise Risk Management adottato dal Gruppo TIM:
individua e aggiorna, in collaborazione con i Risk Owner, il portafoglio complessivo dei rischi ai quali è esposto il Gruppo
mediante l’analisi del Piano Industriale e dei più significativi progetti di investimento;
monitora il contesto di riferimento (i.e. macroeconomico e regolatorio) al fine di aggiornare le analisi specifiche sui rischi a cui
possono essere esposti gli asset aziendali, al fine di intercettare eventuali variazioni e/o nuovi scenari di rischio, aggiornando
periodicamente il profilo di rischio del Gruppo;
valuta quantitativamente i rischi non solo singolarmente, ma anche in un’ottica di portafoglio, tenendo conto delle possibili
correlazioni;
supporta il management nella definizione del risk appetite e delle relative tolerance che sono validate preliminarmente dal
Comitato Controllo e Rischi (CCR) e successivamente approvate dal Consiglio di Amministrazione (CdA);
sostiene il management nella definizione e nel monitoraggio dei piani di mitigazione dei rischi ed altresì aggiorna
periodicamente il CCR sul livello di rischio rilevato, sempre rispetto alle tolerance approvate e tale documentazione viene poi
sottoposta per approvazione finale al CdA;
gestisce il flusso di informazioni verso il top management e gli organismi deputati alla valutazione del Sistema di Controllo
Interno e Gestione dei Rischi (SCIGR) con cadenza periodica o su espressa richiesta degli Organi di Controllo;
convoca periodicamente lo Steering Commette ERM al fine di documentare e comunicare ai rispettivi Risk Owner il profilo di
rischio rispetto alle tolerance approvate al fine di intervenire prontamente con opportune azioni di rimedio qualora necessarie
e/o indicate dal management.
A titolo non esaustivo, si richiamano di seguito i principali  fattori di rischio analizzati e descritti nei successivi paragrafi: evoluzione
del contesto geopolitico internazionale, di mercato e scenari competitivi per segmento di business, inclusi scenari di ingresso di
potenziali nuovi competitors; possibili procedimenti da parte delle Autorità e conseguenti ritardi nell’implementazione delle nuove
strategie; potenziali criticità della catena di fornitura ulteriormente aggravate dal rischio di un’estensione dei dazi commerciali
rispetto all’attuale situazione; possibili attacchi cyber sugli applicativi più rilevanti; tematiche connesse alla regolamentazione
sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale; problematiche connesse alle nuove reti e infrastrutture; adempimenti connessi all’esercizio
dei Poteri Speciali da parte del Governo (Golden Power) con effetti da valutare in termini di scelte strategiche e di sviluppo
temporale degli obiettivi di Piano.
Tali fattori di rischio, per ciascuna tematica giudicata rilevante dal punto di vista ESG - Environmental (ambiente), Social (società) e
Governance- , sono descritti nell’ambito della Dichiarazione di Sostenibilità all’interno della Relazione sulla Gestione, sezione
“Informazioni Generali - Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità”, in coerenza con la normativa europea della
“Corporate Sustainability Reporting Directive” (CSRD) e del relativo decreto attuativo 125/2024.
Rischi relativi alle attività di business e del settore
Rischi connessi alle dinamiche competitive
Il mercato delle telecomunicazioni continua a mantenere un elevato livello di competizione, con una persistente pressione sui
prezzi che genera una dinamica deflattiva che dura da oltre un decennio. Tale scenario comporta per il Gruppo TIM potenziali rischi
di riduzione della propria quota di mercato e/o un impatto negativo sulla redditività.
La recente integrazione tra Fastweb e Vodafone, che ha dato vita a un operatore di dimensioni comparabili a TIM, potrebbe
modificare l’equilibrio competitivo, aumentando la concentrazione del mercato e riducendo la pressione sui prezzi in alcuni
segmenti, ma al contempo intensificando la competizione per la conquista di clienti. Parallelamente, l’acquisizione di una
partecipazione di controllo da parte di Poste Italiane introduce nuove dinamiche strategiche che potrebbero influenzare il
posizionamento competitivo del Gruppo.
La competizione sul mercato delle telecomunicazioni è ulteriormente alimentata dall’ingresso di operatori non tradizionali, come le
multiutility energetiche e assicurative, che propongono offerte integrate (connettività, luce, gas, assicurazioni), e dagli operatori
satellitari a bassa orbita (LEO), in grado di offrire servizi broadband con prestazioni comparabili alle soluzioni terrestri.
In caso di disparità regolamentari tra operatori satellitari e terrestri, si potrebbe creare un rischio di concorrenza sleale a svantaggio
di TIM, Inoltre, l’evoluzione verso modelli di connettività “direct to cell” via satelliti introduce un ulteriore rischio competitivo,
ampliando le opzioni di accesso e riducendo le barriere all’ingresso per nuovi player globali.
Nel segmento mobile, la diffusione delle eSIM riduce le barriere al cambio operatore, aumentando la contendibilità del mercato e
introducendo nuovi canali di accesso, anche tramite provider internazionali di travel eSIM. Inoltre, la strategia aggressiva di Iliad e la
crescita degli operatori virtuali (MVNO) continuano a erodere quote di mercato degli operatori infrastrutturati, con impatti sui
margini.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
76
La diffusione del 5G richiede investimenti significativi e rapidità di adattamento, con potenziali impatti sulla redditività in caso di
ritardi o inefficienze nell’implementazione, e significative differenze di copertura e offerta 5G rispetto ai diretti concorrenti.
L’aumento del traffico generato da OTT e applicazioni di intelligenza artificiale accentua la pressione sui costi infrastrutturali,
richiedendo ulteriori investimenti per garantire capacità e qualità del servizio.
Oltre ai servizi tradizionali del core business, rimane rilevante la competizione nel mercato dei servizi innovativi e delle offerte
convergenti, con estensione verso contenuti, che amplia opportunità e rischi per gli operatori digitali, cloud, IoT e Cyber Security.
L’operatività di TIM Brasil si svolge in un mercato delle telecomunicazioni caratterizzato da un elevato livello di competizione, con la
presenza di più operatori mobili e broadband a copertura nazionale, player regionali e operatori virtuali (MVNO), oltre a fornitori di
servizi digitali e OTT che offrono comunicazioni e contenuti alternativi.
L’inasprimento della concorrenza può determinare una pressione sui prezzi e sulle condizioni commerciali, con conseguente
riduzione dei margini e della quota di mercato, nonché la necessità di sostenere maggiori investimenti in rete, marketing e
innovazione per preservare il posizionamento competitivo, con potenziale impatto negativo sui risultati operativi e sui flussi di cassa
della società.
Rischi connessi ad accordi con Fornitori e Partners
Il Gruppo TIM intrattiene rapporti importanti con diversi fornitori di hardware, software e servizi di cui si avvale per il funzionamento
della propria rete e dei propri sistemi e per l'assistenza ai clienti. Inoltre, si affida a terze parti per la fornitura di apparecchiature di
rete, smart device, licenze software e accessori necessari per la propria attività.
Nel caso in cui uno o più fornitori del Gruppo TIM dovessero non essere in grado di fornire i prodotti e/o servizi richiesti, questo
potrebbe influire sulla capacità del Gruppo di controllare completamente le proprie reti, offrire servizi di alta qualità e potrebbe
comportare costi aggiuntivi con impatto negativo rilevante sull'attività, sulla situazione economico-finanziaria e/o sui risultati
operativi.
Il Gruppo TIM si avvale inoltre di una serie di subappaltatori per la manutenzione della propria rete, la gestione dei propri call center
e la fornitura, installazione e manutenzione dei terminali presso le abitazioni dei propri clienti. Pur operando con un numero
limitato di subappaltatori che seleziona e monitora attentamente, non è sempre possibile garantire che i loro incarichi siano svolti
correttamente e pienamente conformi agli standard di qualità e sicurezza richiesti o che gli incarichi non vengano ulteriormente
assegnati a terzi appaltatori.
Nel caso in cui i prodotti hardware o software siano difettosi o i livelli di servizi erogati da terzi appaltatori non rispondano ai
requisiti contrattuali o non siano eseguiti correttamente, i rapporti con i clienti e la reputazione del brand potrebbero risentirne.
Il Gruppo TIM ha stipulato contratti pluriennali per l’ospitalità e la gestione dei propri apparati di rete, per la distribuzione di
contenuti televisivi che lo impegnano in alcuni casi a corrispondere alle controparti un importo minimo garantito. La valutazione di
tali contratti pluriennali, e la stima dei costi ad essi associati, sono soggetti a una serie di rischi e incertezze che includono, tra gli
altri, le dinamiche di mercato, i pronunciamenti delle autorità regolatorie del mercato e lo sviluppo di nuove tecnologie a supporto
dei servizi. Tali stime sono riviste periodicamente sulla base di dati consuntivi al fine di garantire che i dati previsionali rimangano
entro intervalli significativi. Non tutti i fattori citati sono sotto il controllo di TIM e potrebbero quindi avere un impatto significativo
sulle previsioni future circa l'andamento dei contratti, il margine stimato e/o i flussi di cassa che saranno generati.
La recente revisione della politica di dazi introdotta dall’amministrazione americana aggrava una situazione già ritenuta critica per
le supply chain del comparto ICT. Negli ultimi anni, così come fatto da altre aziende del settore, si è cercato di diversificare
l’approvvigionamento anche su base geografica, tuttavia, le nuove tariffe rischiano di compromettere anche queste alternative,
aumentando l'incertezza sia in termini di maggiori costi che di potenziali minori ricavi a causa della possibile contrazione della
domanda.
Le tensioni nello scenario internazionale relative sia alle politiche commerciali americane che ai conflitti in essere potrebbero avere
ripercussioni anche sui costi dell’energia che sono mitigati da TIM attraverso opportune strategie di copertura.
Assumono infine rilievo, anche in considerazione della normativa CSRD, i rischi connessi al rispetto dei diritti umani lungo la filiera,
in quanto eventuali violazioni possono generare conseguenze legali, reputazionali e impatti operativi, incidendo sull’affidabilità del
modello di business.
Rischi a seguito della cessione di NetCo
FiberCop, a seguito della cessione della NetCo e il conseguente trasferimento dell’infrastruttura fissa, è diventato dal 1° luglio 2024
fornitore esclusivo all’ingrosso di connettività ADSL e FTTC, fornitore leader di connettività FTTH in Italia e il maggiore fornitore del
Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM e FiberCop hanno sottoscritto un Contratto di Servizio con cui hanno regolato i rapporti di fornitura reciproci. Ai sensi
degli accordi, il Gruppo TIM acquista i servizi di accesso all'ingrosso di rete fissa da FiberCop per realizzare le proprie offerte fisse ai
clienti al dettaglio.
Qualora i servizi di FiberCop non fossero adeguati o se FiberCop dovesse interrompere la fornitura di tali servizi, il Gruppo TIM
potrebbe non essere in grado di fornire, in tutto o in parte, i servizi di rete fissa ai clienti privati e, di conseguenza, la domanda di
prodotti e servizi potrebbe risentirne in modo significativo incidendo materialmente e negativamente sull’attività, sulla situazione
finanziaria e sui risultati operativi.
Nel caso in cui FiberCop non riuscisse a sviluppare e mantenere la propria rete fissa, o subisse una grave interruzione, un
rallentamento o un problema nella catena di fornitura, l’attività, la situazione finanziaria e i risultati operativi del Gruppo TIM
potrebbero subire impatti anche significativi.
Rischi associati allo sviluppo delle reti e all’ICT
Il Gruppo TIM, per mantenere ed espandere il portafoglio clienti in ognuno dei mercati in cui opera, mantiene e sviluppa
costantemente le reti esistenti. Una rete affidabile e di alta qualità è necessaria per mantenere la base clienti proteggendo i ricavi
dell’azienda da fenomeni erosivi.
Il mantenimento e il miglioramento delle strutture esistenti dipendono dalla capacità del Gruppo di:
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
77
realizzare i piani di sviluppo delle reti con il necessario livello di efficacia/efficienza e nei tempi previsti dai piani di sviluppo del
business;
aggiornare le funzionalità delle reti per offrire ai clienti servizi sempre più vicini alle loro esigenze;
aumentare la copertura geografica dei servizi innovativi;
aggiornare la struttura dei sistemi e delle reti per adattarla alle nuove tecnologie;
sostenere nel lungo termine il necessario livello di investimenti;
espandere la capacità delle sue reti fisse e mobili esistenti per far fronte all'aumento dell'utilizzo della banda.
Se TIM non riuscisse a mantenere e sviluppare le reti, potrebbe essere meno attraente per i nuovi clienti e/o potrebbe perdere
quote di mercato a favore dei concorrenti.
Imprevedibile aumento istantaneo del traffico
Incrementi istantanei considerevoli e imprevedibili di traffico dovuti, ad esempio, a eventi live video trasmessi su rete da un OTT
(Over The Top), in alcuni casi potrebbero condizionare fortemente le prestazioni complessive della rete di TIM per tutta la durata del
periodo dell’evento, provocando rallentamenti o momentanei degradi delle comunicazioni con conseguenze sulla reputazione e
sulla soddisfazione del cliente.
Internet, banda larga e 5G
Il continuo sviluppo dei servizi internet e broadband, costituisce per il Gruppo TIM un obiettivo strategico che punta ad aumentare
l'utilizzo delle proprie reti. La sua capacità di implementare con successo questa strategia può essere influenzata negativamente
se:
la copertura mobile a banda larga non cresce come previsto;
la concorrenza cresce fino ad includere attori di mercati contigui o sviluppi tecnologici che introducono nuove piattaforme per
l'accesso e/o la distribuzione di Internet;
l’azienda non è in grado di fornire connessioni e servizi a banda larga superiori rispetto ai suoi concorrenti;
si verificano interruzioni del servizio o problemi di capacità con l'infrastruttura di rete;
si verificano ritardi nell'ottenimento dei necessari permessi e autorizzazioni;
si verificano shock di fornitura nell'approvvigionamento di materiale e dispositivi;
non si ottengono adeguati ritorni dagli investimenti relativi allo sviluppo della rete.
L'implementazione delle tecnologie mobili a banda larga dipende da una serie di fattori, tra cui la disponibilità e la selezione di
tecnologie all'avanguardia da parte dei fornitori di reti/piattaforme e dispositivi di TIM. Se il Gruppo non riuscisse a raggiungere i
suoi obiettivi per l'implementazione di una copertura mobile UBB (Ultra Broadband) adeguata, potrebbe perdere quote di mercato
a favore dei suoi concorrenti in questo segmento strategicamente importante.
Ciascuno dei suddetti fattori può influire negativamente sulla corretta attuazione della strategia e, di conseguenza, sull'attività e
sui risultati operativi.
Il mancato raggiungimento degli obiettivi di copertura e la mancata trasformazione tecnologica delle infrastrutture e delle
piattaforme legacy può limitare l'offerta di connettività ad alta velocità, ridurre la qualità del servizio offerto con conseguenze sulla
customer experience, sui flussi economici e sulla reputazione aziendale.
Asset e servizi ICT a supporto del Business
Il mercato ICT ed in particolare il mercato dei servizi cloud sia nel segmento privato che in quello pubblico è in continua crescita.
Il Gruppo TIM detiene tra l’altro una quota del 45% nel Polo Strategico Nazionale (“PSN”), che si occupa della progettazione,
predisposizione, allestimento e gestione delle infrastrutture per la fornitura di servizi e soluzioni cloud per le pubbliche
amministrazioni locali e nazionali italiane.
Le strategie del Gruppo, come la realizzazione di nuove infrastrutture tecnologiche (i.e. Data Center), la partnership con principali
player mondiali ed il continuo impegno a gestire ed ampliare una serie di soluzioni innovative IT proprietarie, rappresentano asset a
disposizione per l’esecuzione di una strategia di crescita in questo settore.
Il rapido tasso di innovazione tecnologico e la forte competizione sono le principali sfide che vanno indirizzate e gestite, in quanto
rappresentano un rischio in termini di ricavi e margini, richiedendo un’attenta e tempestiva valutazione degli investimenti. Questo
mercato, caratterizzato da una forte competizione, vede l’ingresso continuo di nuovi player nazionali ed internazionali, che si
contendono quote di mercato modificando continuamente gli equilibri di questo settore con un possibile impatto sugli obiettivi di
Piano del Gruppo TIM.
Rischi e sfide correlati all’implementazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale
Il mercato dei servizi associati all’Intelligenza Artificiale (IA) è in forte sviluppo e TIM, che si pone a fianco di aziende e Pubblica
Amministrazione (PA) quale abilitatore alla trasformazione digitale del Paese, ha realizzato a Torino un hub tecnologico per
sviluppare e sperimentare ulteriori soluzioni IA, adottando un approccio etico e responsabile per gestire i nuovi rischi derivanti
dell’integrazione ’dell’IA nei processi aziendali, quali ad esempio:
la conformità a leggi e regolamenti (i.e. regolamento europeo sull’intelligenza artificiale – EU AI Act);
la qualità dei dati (big data e data analytics);
l’infrastruttura tecnologica e la sua interoperabilità con i sistemi.
Per affrontare questa sfida TIM sta gestendo i rischi correlati all'utilizzo di soluzioni e sistemi IA quali:
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
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violazione del rispetto di leggi e regolamenti (compliance);
violazione della privacy e della sicurezza dei dati;
discriminazione contro l'individuo o le persone (equità nel trattamento dei gruppi di persone);
effetti di distorsione prodotti dai sistemi di IA;
sostenibilità degli investimenti in IA;
cyber security.
Gli effetti potenziali associati ai fattori di rischio identificati hanno rilevanti impatti economici, legali e reputazionali sull’azienda. Al
fine di mitigare tali possibili impatti, TIM ha scelto di adottare una governance centralizzata costituendo un team multifunzionale 
in cui convergono competenze trasversali.
In un contesto tecnologico in rapida evoluzione, la mancata allocazione tempestiva ed efficace di investimenti in soluzioni di
intelligenza artificiale, insieme al disallineamento rispetto ai principali trend evolutivi del settore, può compromettere la
competitività dell’azienda e generare ricadute negative sulla sua reputazione.
Rischi di Cyber Security
Il rischio cyber è un fenomeno in crescita a livello mondiale e come tale richiede un costante presidio da parte di TIM, dato l’ingente
patrimonio di asset informatici che l’azienda gestisce sia in termini di proprie infrastrutture di telecomunicazioni, sia in termini di
asset necessari all’erogazione di servizi alla clientela, alcuni dei quali, essenziali, rientranti nella normativa in materia di Perimetro di
Sicurezza Nazionale Cibernetica.
Attacchi cyber possono interrompere la disponibilità del servizio e compromettere i dati, mettendo a rischio la reputazione
dell'azienda come fornitore di infrastrutture nazionali critiche oltre che generare perdite finanziarie, riduzione della quota di
mercato e sanzioni regolatorie.
Nonostante gli sforzi per mantenere costantemente aggiornati i propri applicativi e sostituire i sistemi obsoleti, gli stessi potrebbero
essere vulnerabili e soggetti ad attacchi informatici provenienti da fonti interne ed esterne, che potrebbero causare indisponibilità
del servizio e compromettere i dati, ponendo un rischio significativo per la reputazione del Gruppo.
L’azienda opera per prevenire e limitare l’impatto degli attacchi informatici, ma non è possibile garantire una protezione assoluta.
Alla luce di queste considerazioni, particolare impulso è stato dato alla protezione dei sistemi dalle principali minacce (ad esempio:
virus, malware, furto di dati). Rispetto all’ampia tassonomia degli attaccanti (Cyber-Criminals, Cyber-Terrorists, Insiders, ecc.)
l’attività è condotta dal Gruppo non solo a salvaguardia delle proprie infrastrutture ma, in uno spirito di forte responsabilità, anche
nei confronti del patrimonio informativo della clientela, e dei servizi essenziali che rappresentano un target prioritario per l’azienda
e per il sistema paese.
Per quanto riguarda la fase di prevenzione, il Gruppo presidia le analisi di rischio cyber definendo i piani di sicurezza per gli asset
informatici dell’azienda, allo scopo di identificare preventivamente le azioni necessarie alla mitigazione del rischio cyber e di
garantire l’adozione di un approccio di security by design, provvedendo anche al monitoraggio dei piani delle suddette azioni e alle
verifiche di effettiva applicazione in campo.
Il Gruppo ha, inoltre, predisposto avanzati laboratori di sperimentazione per testare il livello di sicurezza degli apparati e dei sistemi
prima che vengano rilasciati in esercizio e ambienti isolati dedicati alla individuazione di possibili vulnerabilità nei prodotti hardware
e software impiegati.
Per quanto riguarda la fase di identificazione e reazione rispetto ad attacchi cyber, il Security Operation Center (SOC), opera h24 per
365 giorni l’anno, allo scopo di gestire incidenti di sicurezza informatica così da contribuire a contenerne gli impatti. Inoltre, al fine di
mitigare parzialmente eventuali impatti economico-finanziari derivanti da attacchi informatici, il Gruppo TIM ha strutturato una
specifica policy di trasferimento del rischio attraverso coperture assicurative dedicate.
Per quanto riguarda la comprensione e la prevenzione delle minacce cyber TIM è dotata di una struttura dedicata di Cyber Threat
Intelligence che acquisisce, elabora e utilizza dati e informazioni provenienti da molteplici fonti esterne (pubbliche, private,
istituzionali e del deep e dark web) per innalzare la sua capacità di identificazione e contrasto tempestivo delle minacce emergenti
e delineare scenari evolutivi di rischio e minaccia.
In questo contesto si inseriscono gli scambi informativi e la collaborazione con l’Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale (ACN) e le
altre istituzioni (es. Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche - CNAIPIC).
Il Gruppo TIM continua ad agire in coordinamento con l’Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale (ACN) e, in particolare, dato il
contesto geopolitico e a seguito dell'evoluzione degli scambi informativi a livello europeo e della NATO, ha innalzato il livello di
allerta in relazione al rischio cyber.
L’impossibilità di gestire le reti e i sistemi del Gruppo TIM a seguito di attacchi informatici, anche per un periodo di tempo limitato,
potrebbe comportare spese significative, una perdita di quote di mercato, minori ricavi derivanti dall’interruzione dell’attività e
maggiori costi per contenziosi. Un grave incidente di sicurezza e/o un’interruzione dell’attività e/o la mancata conformità a leggi e
regolamenti applicabili, potrebbero comportare perdite finanziarie, danni alla reputazione, perdita di quote di mercato e sanzioni.
Poiché gli attacchi informatici continuano ad evolversi, il Gruppo TIM potrebbe sostenere costi significativi per migliorare le misure
di protezione e/o per porre rimedio a qualsiasi vulnerabilità. La perdita di dati riservati o proprietari attraverso una violazione
potrebbe avere un effetto negativo materiale sull’attività, sulla situazione finanziaria, sui risultati operativi e sulle prospettive del
Gruppo TIM.
Rischi di continuità di business
Il successo del Gruppo TIM dipende in gran parte dalla continua performance dei propri sistemi IT, della rete e dei Data Center che
gestisce per i clienti. Le operazioni del Gruppo richiedono l'elaborazione e l'archiviazione quotidiana di grandi quantità di dati,
garantendo trasmissione e archiviazione ininterrotta, accurata, disponibile in tempo reale e sicura, in conformità con le leggi
vigenti.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
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L'infrastruttura tecnica di TIM e gli asset gestiti per conto dei clienti sono vulnerabili a danni o interruzioni causati da guasti
tecnologici, blackout, alluvioni, tempeste, incendi, atti terroristici, illeciti, errori umani e simili. Ognuno di questi eventi potrebbe
influire negativamente sulla soddisfazione dei clienti, danneggiando la reputazione dell’azienda.
TIM ha adottato un framework di “Business Continuity Management System” (BCMS), in linea con gli standard internazionali
rispetto ai quali ha conseguito e mantiene la certificazione ISO22301, per analizzare e prevenire le minacce sopra indicate e
considera la Business Continuity un elemento fondamentale per la tutela del valore e della reputazione del Gruppo, per
l’erogazione dei propri servizi e per il pieno rispetto di quanto definito dai contratti con la clientela, dalla normativa di settore e, più
in generale, dalle metodologie e dalle best practice di riferimento.
TIM ha inoltre posto in essere un programma assicurativo a copertura dei rischi di Business Interruption con riferimento alle attività
svolte nei Data Center del Gruppo.
Rischi di frodi
Il progresso tecnologico mette a disposizione strumenti e tecniche di perpetrazione di frodi e abusi sempre più sofisticati e
caratterizzati da rapidità di esecuzione ed elevati impatti economici.
Fenomeni “tradizionali” quali le frodi da sottoscrizione, interconnessione e commerciali generano oggi la quota maggiore di
revenue loss e continueranno ad essere significativi nel prossimo futuro, ma nuove tipologie di frodi telematiche hanno
progressivamente acquisito maggior rilievo (spamming/phishing, service reselling, VoIP bypass, ecc.). Inoltre, alcune specifiche
tipologie di servizi offerti (es. servizi wholesale di interconnessione internazionale, voce o dati, servizi Premium) si prestano al rischio
potenziale di utilizzo da parte di terze parti per la costruzione di schemi di transazione fittizie, asservite a illeciti di tipo fiscale e/o di
riciclaggio internazionale.
Il Gruppo TIM si è da tempo dotato di un modello organizzativo articolato su un presidio di governance dei fenomeni fraudolenti che
prevede al suo interno un’attività di fraud risk assessment che contribuisce, in sinergia con le evidenze di gestione delle frodi
esterne ed interne, alla identificazione, pianificazione e monitoraggio del presidio operativo della prevenzione e del contrasto delle
frodi. TIM ha inoltre posto in essere un programma assicurativo che prevede la copertura di alcune fattispecie di rischi frode.
Rischi correlati ai cambiamenti climatici
Gli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico rappresentano un rischio per TIM in quanto possono incidere sulla
continuità operativa dei servizi e sull’integrità delle infrastrutture, generando costi aggiuntivi connessi ai danni agli asset e alle
interruzioni del servizio. A tal riguardo TIM ha posto in essere un programma assicurativo specifico a copertura dei rischi naturali-
catastrofali. Parallelamente, l’evoluzione della normativa in ambito energetico può comportare un aumento dei costi per l’acquisto
di energia rinnovabile e maggiori oneri di conformità ambientale, con potenziali impatti sulle performance economiche del Gruppo.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione Dichiarazione di sostenibilità 2025 del Gruppo TIM, [ESR E1].
Rischi connessi all’engagement del personale
La capacità di attrarre e trattenere personale qualificato e motivato è un fattore chiave per garantire il perseguimento degli
obiettivi strategici ed assicurare al contempo livelli elevati di servizio e di soddisfazione dei clienti. Le disuguaglianze di genere e la
mancanza di trasparenza nei sistemi retributivi, nei percorsi di carriera e nell’accesso ai ruoli di responsabilità possono ostacolare
l’attrazione e la fidelizzazione dei talenti e generare rischi reputazionali.
In tale ottica, il Gruppo TIM conferma la propria attenzione verso i temi di pari opportunità e di inclusione per ridurre il rischio di
disuguaglianze di genere in termini di retribuzione, posizioni di responsabilità e percorsi di carriera con conseguenze sull'attrazione
e la fidelizzazione dei talenti.
Rischi finanziari
Il Gruppo TIM è esposto a diverse tipologie di rischi di natura finanziaria, come i rischi derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di
interesse, dei tassi di cambio e dei prezzi delle commodities, il rischio di credito, il rischio di liquidità e i rischi legati all’andamento in
generale dei mercati azionari di riferimento e, più specificamente, i rischi legati all’andamento della quotazione delle azioni di TIM
S.p.A. e delle società del Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM è esposto al rischio di tasso di interesse su quella parte del debito netto consolidato che è soggetta ad indicizzazione
a tassi variabili. La decisione di mantenere una certa struttura di debito a tasso fisso e variabile ha come obiettivo la
minimizzazione dell’impatto negativo degli interessi pagati e viene parzialmente realizzata attraverso l’impiego di strumenti
derivati tramite cui le passività a tasso variabile sono convertite sinteticamente in strumenti a tasso fisso. Qualsiasi variazione dei
tassi di interesse che non sia stata adeguatamente coperta da contratti derivati può comportare un impatto sul profilo economico
delle passività finanziarie a tasso variabile di TIM, il che può avere effetti negativi sui risultati delle sue operazioni e sui flussi
finanziari.
In generale, TIM copre l'esposizione in valute estere, ma non il rischio di traslazione relativo alle sue controllate estere. Tuttavia, a
partire dall’esercizio 2024, si è deciso di effettuare la copertura di parte dell’esposizione alle fluttuazioni del tasso di cambio Euro –
Dollaro e Euro - Real brasiliano in modo da mitigare l’effetto della volatilità a livello di Equity Free Cash Flow Consolidato di Gruppo.
Va evidenziato che, ciò nonostante, tali coperture realizzate potrebbero non riuscire a proteggere completamente il Gruppo da
movimenti avversi del tasso di cambio.
Secondo le policy di Gruppo, la copertura dell'esposizione in valute estere è obbligatoria quando relativa alle passività finanziarie.
Pertanto, le società consolidate che si finanziano in valute diverse da quelle di conto del proprio Bilancio generalmente coprono
tale esposizione al rischio di cambio attraverso cross-currency e interest rate swap.
Un aumento degli spread sovrani, e del rischio di default che essi riflettono, nei paesi in cui il Gruppo TIM opera, può incidere sul
valore delle sue attività in tali paesi.
Il Gruppo è esposto all’andamento del prezzo dell’energia che viene acquistata per il normale corso del business. La volatilità del
prezzo risente sia delle condizioni generali di offerta che del contesto geo-politico ed ambientale. Lo strumento utilizzato per
coprire tale rischio è l’energy swap che consente di predeterminare il livello medio di prezzo futuro di acquisto su orizzonti di breve-
medio termine.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
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In particolare, per mitigare il rischio di liquidità, il Gruppo TIM ha l’obiettivo di mantenere un “adeguato livello di flessibilità
finanziaria”, in termini di disponibilità liquide e linee di credito sindacate committed, che consenta la copertura delle esigenze di
rifinanziamento almeno dei successivi 12-18 mesi.
Inoltre, TIM potrebbe essere esposta a rischi finanziari come quelli legati all'andamento dei mercati azionari in generale e, più
specificamente, rischi legati all'andamento del prezzo delle azioni delle società del Gruppo TIM.
Tali rischi possono impattare negativamente i risultati e la struttura finanziaria del Gruppo. Pertanto, per la loro gestione, il Gruppo
TIM ha definito, a livello centralizzato, le linee guida alle quali deve essere ispirata la gestione operativa, l’individuazione degli
strumenti finanziari più idonei a soddisfare gli obiettivi prefissati e il monitoraggio dei risultati conseguiti.
Rischio credito commerciale
L'operatività del Gruppo TIM dipende in misura significativa dalla capacità dei propri clienti di pagare i propri servizi. Sul mercato
domestico TIM utilizza modelli analitici predittivi sia per la valutazione del rischio di credito dei clienti, sia per l’applicazione delle
azioni di gestione e recupero dei crediti in coerenza con quanto previsto dalle condizioni contrattuali e dalle normative vigenti, al
fine di intervenire tempestivamente per massimizzare gli incassi.
In Brasile, ai sensi della normativa Anatel, il Gruppo TIM è autorizzato ad adottare alcune misure per ridurre le inadempienze dei
clienti, come ad esempio limitare i servizi forniti ai clienti con una storia di inadempienze.
Qualora il Gruppo TIM non sia in grado di adottare misure per limitare i mancati pagamenti dei propri clienti o che gli consentano di
accettare nuovi clienti sulla base della storia creditizia, il Gruppo TIM rimarrà soggetto alle relative perdite da inesigibilità.
Rischi connessi ai fattori macroeconomici
La situazione economico-finanziaria del Gruppo TIM, ivi compresa la sua capacità di sostenere il livello atteso dei flussi di cassa e la
marginalità del business, dipende dall’influenza di molteplici fattori macroeconomici come la crescita economica, la fiducia dei
consumatori, i tassi di interesse, l’inflazione e i tassi di cambio dei mercati in cui è presente.
Lo scenario attuale presenta un’elevata e persistente incertezza a causa delle evoluzioni del contesto geopolitico, caratterizzato da
I conflitti, tensioni e politiche commerciali protezionistiche che si riflettono sulle prospettive di crescita internazionali.
Anche l’ISTAT, nell’ultima nota sull’andamento dell’economia italiana (gennaio 2026) riferita ai risultati del terzo trimestre 2025,
mette in primo piano i nuovi focolai di instabilità che segnano l’inizio del nuovo anno. Tuttavia, l’economia italiana mostra un lieve
incremento congiunturale del PIL (+0,1%) nel terzo trimestre (+0,6% su base tendenziale) dovuto in particolare ad una debole
ripresa degli scambi commerciali e da un contenuto aumento della spesa delle famiglie, quest’ultima stimolata dall’aumento del
reddito disponibile (+2,0% su base congiunturale). La produzione e l’occupazione mostrano segnali di rallentamento, mentre
l’inflazione media per l’anno 2025 è collocata al +1,7%.
Per quanto riguarda le prospettive, l’ISTAT conferma per il 2025 il dato di +0,5% (già anticipato nel Documento Programmatico di
Finanza Pubblica di ottobre) mentre per il 2026 si aspetta una crescita del +0,8%, sostenuta interamente dalla domanda interna.
Secondo le stime della Banca d’Italia il PIL italiano è atteso in crescita del +0,6% sia nel 2025, sia nel 2026. Anche in questo caso si
evidenzia il ruolo trainante della domanda interna. L’inflazione stimata per il 2025 è +1,7%, mentre per il 2026 è +1,4%.
L’economia brasiliana ha registrato una crescita congiunturale del PIL destagionalizzato del +0,1% nel terzo trimestre del 2025
(+1,8% su base tendenziale), secondo i dati dell’istituto di statistica nazionale IBGE pubblicati a dicembre. Per quanto riguarda lo
scenario previsivo, nell’ultimo Relatório de Política Monetária (dicembre 2025), il Banco Central do Brasil ha portato le previsioni di
crescita del PIL 2025 dal +2% al +2,3% per via di una revisione di alcune serie storiche nonché per i risultati migliori delle attese di
alcuni settori produttivi (in particolare, agricoltura e industria estrattiva). Per il 2026 si prevede una crescita più contenuta (+1,6%, in
miglioramento rispetto al +1,5% ipotizzato a settembre) a causa soprattutto delle aspettative di rallentamento dell’economia
globale che si riflettono sui risultati dei settori trainanti. Il tasso di inflazione è sceso dal 5,13% di agosto al 4,46% di novembre. Si
prevede una discesa del tasso (3,5%-3,0%) a valori più in linea con l’obiettivo fissato.
Incertezza geopolitica
Negli ultimi mesi, l'Amministrazione statunitense ha mantenuto la sua linea tariffaria basata su dazi alle importazioni. Le trattative
condotte dall’Unione europea ne hanno parzialmente mitigato l’impatto, ma permane il rischio di un’estensione dei dazi a settori
che sono stati meno colpiti nella prima fase.
A completare il quadro si aggiungono i fattori d’instabilità geopolitica portati dai conflitti in corso nonché dalle tensioni alimentate
da rivalità strategiche tra i diversi sistemi economici interessati ad assicurarsi forniture di materie prime essenziali, riducendo al
contempo la dipendenza da altri concorrenti.
Con riferimento agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, si evidenzia che il Gruppo TIM non svolge attività operative significative
né presenta esposizioni commerciali o finanziarie rilevanti verso controparti localizzate nelle aree direttamente interessate e
pertanto, allo stato attuale, non si rilevano impatti diretti sul business del Gruppo.
Tali fattori continuano tuttavia a generare incertezza, con possibili effetti negativi sulla sicurezza energetica e sulle catene di
approvvigionamento globali. Questo può influire sul clima di fiducia dei mercati finanziari e determinare tensioni che potrebbero
deteriorare le condizioni di finanziamento, oltre a produrre effetti più diretti sulle imprese che sostengono costi più elevati nei
processi di scambio internazionale. Per questo, restano più incerte del solito le prospettive di evoluzione dell’economia e
dell’inflazione e si conferma una certa volatilità dei tassi e dei cambi, fattori che possono influire sui costi di finanziamento e sulla
marginalità delle imprese.
Le attuali evoluzioni del quadro geopolitico incidono prevalentemente in modo indiretto sul business del Gruppo TIM, soprattutto
attraverso i possibili effetti sui costi dell’energia, dei materiali e dei trasporti che ad oggi rimangono contenuti, ma potrebbero
rivelarsi più significativi in caso di peggioramenti della situazione in essere. Vanno anche valutati i possibili effetti di una maggiore
inflazione nel breve e medio termine nonché la fluttuazione dei mercati finanziari e dei tassi di cambio che potrebbero determinare
condizioni di finanziamento più stringenti.
Quale operatore di infrastruttura critica, devono essere valutati inoltre gli effetti che potrebbero interessare il Gruppo TIM in termini
di sicurezza fisica e cibernetica nonché un aumento della probabilità di una interruzione delle catene di approvvigionamento.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
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Rischio pandemico
Sebbene il Covid-19 sembra essere stato superato, non si può escludere la possibilità che si verifichino nuovi scenari pandemici
dovuti all’emergere di varianti o nuovi agenti patogeni. Tali eventi potrebbero avere impatti significativi sull'operatività del Gruppo
TIM come una riduzione dei volumi di traffico internazionale, una crescita più contenuta della base clienti, un possibile aumento dei
crediti non recuperabili e difficoltà nella manutenzione della rete e nella gestione della catena di fornitura. Tutto ciò si rifletterebbe
su margini e ricavi, con potenziali ritardi nei flussi di cassa e una generale pressione sui risultati economico-finanziari.
Rischi relativi al contesto legislativo e regolatorio
Il Gruppo TIM può essere esposto a rischi di non conformità (Rischi di Compliance), derivanti dall’inosservanza/violazione della
normativa esterna (leggi, regolamenti, nuovi principi contabili, provvedimenti delle autorità) e interna (c.d. autoregolamentazione
come, ad esempio, statuto e codice etico), con conseguenti effetti sanzionatori di natura giudiziaria o amministrativa, perdite
finanziarie o danni reputazionali.
L'azienda ha come obiettivo la compliance dei processi, e quindi delle procedure e dei sistemi informativi che li regolano, e dei
comportamenti aziendali rispetto alle normative di riferimento. Il rischio è associato agli eventuali ritardi temporali necessari a
rendere compliant i processi rispetto all’evoluzione normativa o qualora sia rilevata una mancanza di conformità ed è monitorato
tramite il sistema dei controlli interni allo scopo predisposto.
Il Gruppo TIM deve affrontare controversie e contenziosi con autorità fiscali e di governo, autorità di regolamentazione, autorità
garanti della concorrenza, altri operatori di TLC ed altri soggetti. I possibili impatti di tali procedimenti sono generalmente incerti.
Questi temi potrebbero, singolarmente o nel loro insieme, in caso di soluzione sfavorevole per il Gruppo, avere un effetto negativo
anche significativo sui risultati operativi, sulla situazione finanziaria e sui flussi di cassa.
Il Gruppo TIM può inoltre essere esposto a rischi di non conformità ESG derivanti dal mancato rispetto delle norme anticorruzione,
antitrust, degli standard etici e degli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità, con possibili sanzioni, responsabilità legali,
limitazioni operative e impatti negativi su competitività e reputazione.
Rischi di natura regolatoria
Il settore delle comunicazioni elettroniche è fortemente regolamentato. In tale contesto, nuove decisioni da parte dell’Autorità per
le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) possono determinare cambiamenti nel quadro delle regole che possono incidere sui
risultati attesi del Gruppo e sulle guidance comunicate al mercato. Inoltre, la struttura dei mercati fissi e mobili comporta
un’elevata attenzione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulle dinamiche competitive del
settore.
I principali elementi che introducono incertezza sono i seguenti:
mancanza di prevedibilità nei tempi di avvio e nelle conseguenti decisioni finali di nuovi procedimenti sia da parte di AGCOM
che di AGCM;
eventuali decisioni AGCOM circa politiche tariffarie, per i servizi all’ingrosso di rete fissa, con potenziale impatto sulla
marginalità dei servizi erogati ai clienti finali;
eventuali decisioni AGCOM che possano condizionare le scelte tecnologiche, con potenziale impatto sui tempi di ritorno degli
investimenti infrastrutturali;
eventuali decisioni AGCM che possano limitare la capacità competitiva di TIM (ad esempio, in termini di livello minimo dei
prezzi retail per garantirne la contendibilità di un mercato);
eventuali decisioni AGCOM o AGCM che impongano vincoli sul pricing o sulle condizioni delle offerte fisse e mobili sulla base
della normativa a tutela dei consumatori.
General Data Protection Regulation (GDPR)
Il Regolamento UE 2016/679 (General Data Protection Regulation, GDPR), diventato direttamente applicabile a partire dal 25
maggio 2018 e recepito nell’ordinamento italiano tramite il D.Lgs. n. 101/2018 rispetto al previgente Codice Privacy prevede tra
l’altro un forte inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie, che per alcune fattispecie di violazioni possono essere
irrogate fino a 20 milioni di euro, o per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell'esercizio precedente, se
superiore.
Al fine di garantire nel Gruppo TIM  la conformità dei trattamenti dei dati personali al GDPR ed al Codice in materia di protezione
dei dati personali (D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196), vengono adottate tutte le necessarie iniziative.
I processi operativi della Società sono stati adeguati secondo il principio della privacy-by-design, con particolare attenzione ai
processi commerciali, di relazione con il cliente e quelli tecnologici, adottando le modalità definite dalla normativa aziendale
dedicata all’applicazione del GDPR ed ai provvedimenti dell’autorità Garante della protezione dei dati personali. I trattamenti di dati
personali, che presentano particolari rischi, sono sottoposti a valutazione preventiva di impatto privacy (PIA) secondo le indicazioni
del European Data Protection Board (EDPB), sono oggetto di censimento e le relative responsabilità vengono attribuite
all’opportuno livello manageriale della organizzazione della società, come previsto dal Codice Privacy in applicazione del principio di
accountability fissato dal GDPR.
Il Gruppo TIM monitora costantemente l'evoluzione normativa, i provvedimenti e i pareri adottati dal Garante per la Protezione dei
Dati Personali (GPDP), adotta tutte le iniziative necessarie per adempiere al rispetto delle predette disposizioni ed effettua controlli
sui processi/attività ritenute maggiormente a rischio.
Tuttavia, anche da un punto di vista ESG, il rischio di carenze nell'attuazione delle misure di sicurezza, nell'adempimento dei
requisiti legali sul trattamento dei dati, nell'applicazione delle norme sulla conservazione dei dati, nella notifica delle violazioni dei
dati entro i ristretti tempi obbligatori potrebbe portare a contenziosi con l'autorità per la protezione dei dati e a sanzioni. Inoltre, il
rischio di violazione dei dati personali può portare a contenziosi con gli interessati e danni reputazionali, con ripercussioni sulla
attività e i risultati operativi del Gruppo.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
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Salute e sicurezza sul Lavoro
L'azienda affronta diversi rischi legati alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro che potrebbero avere impatti significativi. Questi
includono la possibilità di infortuni causati da condizioni di lavoro non sicure o da incidenti imprevisti, nonché il rischio di malattie
professionali dovute a esposizioni a sostanze nocive o stress lavorativo. Inoltre, esiste il rischio di non conformità alle normative di
salute e sicurezza, che potrebbe comportare sanzioni legali e danni alla reputazione dell'azienda. Gli incidenti e le malattie sul
lavoro possono portare a interruzioni dell'attività lavorativa, riducendo l'efficienza operativa e aumentando i costi. Vi è anche il
rischio di affrontare significativi costi di risarcimento in caso di infortuni o malattie legate al lavoro.
Per mitigare tali rischi, l'azienda assicura il rispetto delle previsioni legislative in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Ciò
include la valutazione dei rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori con l'obiettivo di ridurli progressivamente al minimo e la
predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi. L'azienda adotta principi, standard e soluzioni mirati a conseguire “zero
infortuni sul lavoro”, implementando misure di prevenzione e verificandone l'adeguatezza ed efficacia.
La sensibilizzazione e il coinvolgimento dei dipendenti nelle politiche e obiettivi di salute e sicurezza, insieme alla formazione e
informazione sui rischi e sulle misure di controllo adottate, sono considerati strumenti fondamentali di mitigazione di tale rischio.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione Dichiarazione di sostenibilità 2025 del Gruppo TIM, [S 1].
Golden Power
L’emanazione dei Decreti cosiddetti “Golden Power”, con riferimento in primis al D.L. n. 21/2012, finalizzati all’attribuzione allo Stato
dei poteri speciali sugli assetti societari nei settori della Difesa e della Sicurezza Nazionale, nonché per le attività di rilevanza
strategica, nello specifico settore delle Telecomunicazioni, incide nella relazione pubblico-privato, arricchendo il valore degli asset
tecnologici e dei servizi inclusi nel perimetro Golden Power in ragione della finalità istituzionale perseguita. Ciò potrebbe, da un lato,
limitare l'autonomia di TIM nello svolgimento della propria attività nell'ambito dei servizi strategici, ma dall'altro, TIM, in quanto
operatore strategico, può garantire vantaggi ai propri azionisti rendendo più complesso un eventuale cambio di quote di controllo,
tutelando così gli investimenti e garantendo un più elevato livello di sicurezza degli asset e dei servizi strategici.
In sintesi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il provvedimento del 28 settembre 2017 ha stabilito che la Società è soggetta
agli obblighi di cui al D.L. n. 21/2012 (cosiddetto “Decreto Golden Power”, recante norme in materia di poteri speciali), in quanto
impresa che:
svolge “attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale” (come da art. 1 del D.L.) e
detiene reti e impianti “necessari ad assicurare l’approvvigionamento minimo e l’operatività dei servizi pubblici essenziali”, beni
e rapporti “di rilevanza strategica per l’interesse nazionale” nel settore delle comunicazioni (come da art. 2 dello stesso D.L.).
La mancata osservanza di tali obblighi determina, salvo che il fatto costituisca reato, l’applicazione di sanzioni amministrative
pecuniarie fino al doppio del valore dell'operazione e comunque non inferiori all’ 1% del fatturato d’impresa o del fatturato
cumulato delle imprese coinvolte nell’ultimo esercizio per il quale sia stato approvato il bilancio.
L’architettura normativa relativa a TIM ha comportato nel 2017 l’emanazione dei D.P.C.M. 16 ottobre e 2 novembre.
Con il provvedimento del 16 ottobre 2017, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali previsti dall’articolo 1
del D.L. n. 21/2012 mediante l’imposizione di specifiche prescrizioni e condizioni gravanti su TIM e sulle società controllate Telecom
Italia Sparkle e Telsy. Si tratta di misure, tra l'altro, in ambito governance aziendale e di organizzazione; in particolare, è imposto
l’obbligo di assicurare la presenza nei Consigli di Amministrazione di un Consigliere Delegato alla Sicurezza – figura attualmente
coincidente con quella dell'Amministratore Delegato – (con cittadinanza italiana e munito di abilitazione di sicurezza) nonché la
costituzione di una Organizzazione di Sicurezza. Quest’ultima, diretta dal Funzionario alla Sicurezza, è preposta alle attività rilevanti
per la sicurezza nazionale ed è coinvolta in tutti i processi decisionali afferenti ad attività strategiche e alla rete.
Con provvedimento del 2 novembre 2017 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha altresì esercitato i poteri speciali previsti
dall’articolo 2 del D.L. 21/2012, mediante l’imposizione a TIM di ulteriori prescrizioni e condizioni con l'obiettivo di assicurare
adeguati piani di sviluppo, atti a garantire la continuità della fornitura del servizio universale.
Relativamente al DPCM 16 ottobre 2017 lo stesso è stato modificato dal DPCM 20 giugno 2025 come di seguito rappresentato:
relativamente alla nomina del Funzionario alla Sicurezza, all’art 1 comma 1 lettera a) punto 3 è stato eliminato il periodo
“scelto in una terna di nominativi proposti dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio
dei ministri”
è stato abrogato l’art 1 comma 1 lettera a) punto 16 che prevedeva l’obbligo del possesso della sola cittadinanza italiana per la
nomina dei dirigenti apicali.
Inoltre, si notifica che il DPCM 4 agosto 2025 ha autorizzato la cessione del 100% del capitale sociale di Sparkle, subordinatamente
al rispetto di specifiche condizioni e prescrizioni.
In caso di inadempimento o violazione delle prescrizioni e condizioni imposte dai due D.P.C.M. del 2017 e successive modificazioni, è
prevista l’applicazione delle sanzioni di cui al D.L. n. 21/2012 sopra menzionate.
Il dettato governativo è successivamente evoluto attraverso il D.L. n. 21/2022 ("Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e
umanitari della crisi ucraina"), convertito con modificazioni dalla L. n. 51/2022, che ha introdotto novità sia in tema di gestione
societaria che di servizi di comunicazione basati su tecnologia 5G.
Con riguardo a tale ultima tematica, con tale Decreto il legislatore ha rinnovato la forte attenzione al tema del 5G, in quanto
attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale, estendendo l’ambito di riferimento dalle forniture extra
UE prese a riferimento dalla precedente Legge n. 41 del 2019 a qualunque fornitura relativa al 5G, indipendentemente
dall’appartenenza geografica del fornitore, e ha ridefinito i poteri speciali dello Stato. 
In particolare, il Decreto ha introdotto a carico delle imprese l’obbligo di notifica preventiva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
di un Piano annuale di acquisti di beni e servizi in tecnologia 5G, con possibilità di apportare aggiornamenti con cadenza
quadrimestrale.
Il Piano è soggetto all’approvazione del Governo, eventualmente con imposizione di prescrizioni o condizioni; l’omessa notifica
comporta per l’impresa una sanzione fino al 3% del proprio fatturato.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Principali rischi e incertezze
83
In relazione ai Piani annuali presentati da TIM nel 2022 e nel 2023 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri
speciali previsti dall’art. 1-bis del D.L. 21/2012, mediante l’imposizione di specifiche prescrizioni al fine di tutelare gli interessi
essenziali della difesa e della sicurezza nazionale.
Il piano 5G 2024 presentato all’Autorità ad agosto è stato approvato senza prescrizioni. Il piano 5G 2025 è stato presentato
all’Autorità il 25 luglio 2025 ed approvato con prescrizioni con DPCM 2 ottobre 2025.
Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica
Nel quadro delle disposizioni in materia di Sicurezza Nazionale, alla normativa Golden Power si è affiancata quella relativa al
Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica (PSNC), istituita con la L. n. 133/2019, di conversione del D.L. n. 105/2019.
L’impianto normativo in materia si fonda su tre elementi, disciplinati attraverso i successivi Decreti attuativi, che costituiscono
altrettanti obblighi per TIM nella veste di operatore strategico: l’adozione di misure di sicurezza volte a garantire elevati livelli di
sicurezza dei beni ICT, l’affidamento sicuro delle forniture ICT e la notifica degli incidenti di sicurezza.
Il rispetto degli obblighi imposti dalla normativa sul PSNC determina, per TIM, un impatto in termini organizzativi e di processi
operativi, in linea con i vincoli della norma tesi ad garantire un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei
servizi informatici di amministrazioni pubbliche, enti e operatori pubblici e privati con una sede in Italia, in considerazione del fatto
che da tali elementi dipende la prestazione di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche
fondamentali per gli interessi dello Stato e dal cui malfunzionamento, interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio, può
derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale.
La mancata osservanza degli obblighi normativi in ambito PSNC a carico di TIM comporta sanzioni amministrative che possono
arrivare fino a 1,8 milioni di euro. Inoltre, l’impiego di prodotti e di servizi in assenza delle previste comunicazioni alle Autorità
preposte, ovvero del superamento dei test o in violazione delle condizioni stabilite può comportare l’applicazione della sanzione
amministrativa accessoria della incapacità ad assumere incarichi di direzione, amministrazione e controllo nelle persone giuridiche
e nelle imprese, per un periodo di tre anni a decorrere dalla data di accertamento della violazione. Infine, è punito con la reclusione
da uno a tre anni chiunque fornisce informazioni, dati o elementi di fatto non rispondenti al vero per ostacolare o condizionare
l’espletamento dei procedimenti o delle attività ispettive e di vigilanza.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Informazioni per gli investitori
84
INFORMAZIONI PER GLI INVESTITORI
Capitale Sociale TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025
Capitale Sociale
euro 11.677.002.855,10
Numero azioni ordinarie (prive di valore nominale)
15.329.466.496
Numero azioni di risparmio (prive di valore nominale)
6.027.791.699
Numero azioni proprie ordinarie di TIM S.p.A.
89.040.415
Percentuale delle azioni proprie ordinarie del Gruppo sull’intero capitale sociale
0,42%
Capitalizzazione di borsa (su media prezzi mese di dicembre 2025)
11.100 milioni di euro
L’Assemblea del 25 maggio 2016 ha integrato la denominazione sociale con l'introduzione del nome “TIM S.p.A.” in alternativa a
“Telecom Italia S.p.A.”.
Le azioni ordinarie e di risparmio di TIM S.p.A. sono quotate in Italia (indice FTSE) mentre le azioni ordinarie di TIM S.A. sono quotate
in Brasile al B3.
Codici
TIM - Telecom Italia
TIM S.A.
ordinarie
risparmio
 
Borsa
IT0003497168
IT0003497176
BRTIMSACNOR5
Bloomberg
TIT IM
TITR IM
TIMS3 BZ
Reuters
TLIT.MI
TLITn.MI
TIMS3.SA
Le azioni ordinarie di TIM S.A. sono altresì quotate al NYSE (New York Stock Exchange); le quotazioni avvengono attraverso ADS
( American Depositary Shares) rappresentativi di 5 azioni ordinarie di TIM S.A..
Azionisti
Composizione dell’azionariato al 31 dicembre 2025 sulla base delle risultanze del Libro Soci integrate dalle comunicazioni
ricevute e da altre informazioni a disposizione (azioni ordinarie):
809
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Informazioni per gli investitori
85
Partecipazioni rilevanti nel capitale
Al 31 dicembre 2025 sulla base delle risultanze del Libro Soci, delle comunicazioni effettuate alla Consob e alla Società ai sensi
dell'art. 120 del D. Lgs. n. 58 del 24 febbraio 1998 e di altre informazioni a disposizione, risultavano le seguenti partecipazioni
rilevanti (superiori alla soglia del 3%) nel capitale ordinario di TIM S.p.A.:
Soggetto
Tipologia di possesso
Quota % su capitale ordinario
Poste Italiane S.p.A.(*)
Diretto
27,32%
BlackRock(**)
Indiretto
5,10%
(*) Si segnala che l’11 dicembre 2025 Poste Italiane S.p.A. ha comunicato di aver formalizzato l’acquisizione della partecipazione residuale detenuta da Vivendi SE in TIM
S.p.A. corrispondente al 2,51% del totale delle azioni ordinarie di TIM. Al termine dell’acquisizione, Poste Italiane – già azionista con il 24,81% delle azioni ordinarie –
detiene una partecipazione complessivamente pari al 27,32% delle azioni ordinarie TIM, con il conseguente superamento dell’attuale soglia rilevante ai fini della
disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie. Poste Italiane ha dichiarato l’intenzione di avvalersi dell’esenzione di cui all’articolo 106, comma 5, del D.lgs.
58/1998 e all’articolo 49, comma 1, lett. e), del Regolamento Consob n. 11971/1999. Pertanto – in vigenza dell’attuale quadro normativo - Poste Italiane si è impegnata a
cedere a parti non correlate le azioni ordinarie detenute in eccedenza rispetto alla predetta soglia rilevante, entro 12 mesi dal perfezionamento dell’acquisto,
astenendosi, nel mentre, dall’esercizio dei diritti di voto relativi a tali azioni.
(**) Partecipazione aggregata detenuta tramite 16 società controllate.fra cui 6 società controllate con partecipazione potenziale di azioni oggetto di contratti di prestito
titoli con possibilità di restituzione in qualsiasi momento senza scadenza e 4 società controllate con posizioni lunghe con regolamento in contanti (“Contracts for
difference” senza data di scadenza).
Rappresentanti comuni
L’Assemblea speciale degli Azionisti di risparmio del 24 giugno 2025 ha nominato l’Avv. Prof. Emanuele Rimini rappresentante
comune della categoria per tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027. Ad esito dell’assemblea di
approvazione del bilancio per l’esercizio 2027, sarà convocata l’assemblea di categoria per il rinnovo del rappresentante comune
degli azionisti di risparmio.
Per le informazioni relative alle deliberazioni delle Assemblee del 28 gennaio 2026 e altre operazioni sul capitale di TIM S.p.A. si
rimanda alle Note "Patrimonio netto" del Bilancio separato e del Bilancio consolidato e a quanto reperibile su https://
www.gruppotim.it/it/investitori/azioni/agm.html.
Rating
Al 31 dicembre 2025, il giudizio su TIM delle tre agenzie di rating - Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings – risulta il seguente:
Rating
Outlook
STANDARD & POOR'S
BB
stabile
MOODY'S
Ba2
stabile
FITCH RATINGS
BB
positivo
Deroga all’obbligo di pubblicazione dei documenti informativi per operazioni
straordinarie
In data 17 gennaio 2013 il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. ha deliberato di avvalersi della facoltà – di cui agli artt. 70
comma 8 e 71 comma 1-bis, del Regolamento Consob n. 11971/99 – di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti
informativi in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in
natura, acquisizioni e cessioni.
Condizioni per la quotazione di azioni di società controllanti società costituite
e regolate dalla legge di stati non appartenenti alla Unione Europea
TIM S.p.A. conferma la sussistenza al 31 dicembre 2025 delle condizioni di cui all’articolo 15, comma 1, lettera a), b) e c), punto i) del
Regolamento Consob n. 20249/2017 e s.m., per la quotazione delle proprie azioni in mercati regolamentati.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Operazioni con parti correlate
86
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Ai sensi dell’art. 5, commi 8 e 9, del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 concernente le “Operazioni con parti
correlate” e delle successive modifiche, nell'esercizio 2025 non si segnalano operazioni di maggiore rilevanza, così come definite
dall’art. 4, comma 1, lett. a) del summenzionato regolamento che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale
o sui risultati del Gruppo TIM e di TIM S.p.A..
Inoltre, non si segnalano operazioni concluse nell'esercizio 2025 che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione
patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM e di TIM S.p.A. né sono intervenute modifiche o sviluppi delle operazioni con parti
correlate descritte nella Relazione sulla gestione dell’esercizio 2024 che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione
patrimoniale o sui risultati del del Gruppo TIM  e di TIM S.p.A. nell'esercizio 2025.
Si precisa che:
in data 25 settembre 2025, il Consiglio di Amministrazione, con esclusivo riferimento all’applicazione della Procedura
Operazioni con Parti Correlate della società, ha deliberato di escludere il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le sue
controllate dall’elenco delle parti correlate in applicazione di quanto previsto dalla Legge 8 agosto 2025, n. 118 (di conversione
del Decreto Legge 30 giugno 2025, n. 95) che ha escluso la sussistenza di rapporti di correlazione per gli effetti di cui all’articolo
2391-bis del codice civile fra le pubbliche amministrazioni che non esercitano poteri di direzione e coordinamento e le società
da queste ultime partecipate anche in modo indiretto;
ai fini della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 il MEF continua ad essere Parte Correlata, inoltre, così come
richiesto dallo IAS 24 paragrafo 26, è stata svolta un'analisi qualitativa sui rapporti in essere con le società controllate dal MEF.
L’analisi ha evidenziato che tali rapporti sono principalmente relativi ad acquisti di beni e servizi (energia, trasporti, servizi
postali) che vengono condotti a normali condizioni di mercato;
nel corso dell'esercizio 2025 sono pervenute “Notifiche della partecipazione rilevante in azioni – Modello 120A” che hanno
evidenziato le seguenti variazioni dell'azionariato in TIM S.p.A., e che hanno comportato una modifica del perimetro delle Parti
Correlate incluse nelle "Altre Parti Correlate":
la partecipazione rilevante del 9,81%, detenuta da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. in TIM S.p.A., è stata interamente trasferita
a Poste Italiane S.p.A.; pertanto il gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e le società da lei controllate, a partire da marzo
2025 non sono più comprese fra le "Altre Parti correlate";
a fine giugno 2025 è divenuta efficace la cessione da parte di Vivendi a Poste Italiane S.p.A. di una quota – pari al 15% del
capitale ordinario - della partecipazione detenuta nel capitale ordinario di TIM S.p.A., in data 11 dicembre 2025 è stata
comunicata la cessione dell’ultima quota di possesso – pari al 2,506% del capitale ordinario; pertanto il gruppo Vivendi e le
società del gruppo a cui la stessa appartiene, a partire da fine giugno 2025, non sono più comprese fra le "Altre Parti
correlate";
in conseguenza delle sopra citate operazioni, il gruppo Poste Italiane, a partire da fine giugno 2025, è compreso fra le "Altre
Parti correlate"; al 31 dicembre 2025 Poste Italiane S.p.A. detiene una partecipazione rilevante in TIM S.p.A. pari al 27,32% del
capitale ordinario.
Si precisa inoltre che in data 11 dicembre 2025 Poste Italiane S.p.A., ha comunicato il superamento dell’attuale soglia rilevante ai
fini della disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie, dichiarando l’intenzione di avvalersi dell’esenzione di cui
all’articolo 106, comma 5, del D.lgs. 58/1998 e all’articolo 49, comma 1, lett. e), del Regolamento Consob n. 11971/1999. Pertanto –
in vigenza dell’attuale quadro normativo - Poste Italiane si è impegnata a cedere a parti non correlate le azioni ordinarie detenute
in eccedenza rispetto alla predetta soglia rilevante, entro 12 mesi dal perfezionamento dell’acquisto, astenendosi, nel mentre,
dall’esercizio dei diritti di voto relativi a tali azioni.
Le operazioni con parti correlate, quando non dettate da specifiche condizioni normative, sono state di norma regolate a condizioni
di mercato; la loro realizzazione è avvenuta nel rispetto della procedura interna che contiene le regole volte ad assicurarne la
trasparenza e la correttezza, ai sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010, consultabile nella versione in vigore sul sito
gruppotim.it, sezione Gruppo – Governance - Strumenti di Governance - Altri Codici e Procedure.
Nel corso del 2025 la Procedura è stata modificata con deliberazioni consiliari del 7 maggio, principalmente al fine di aggiornare le
previsioni inerenti la definizione di operazioni di importo esiguo e i flussi informativi nei confronti del Comitato Parti Correlate e di
altre funzioni aziendali, e del 25 settembre, al fine di tenere conto dell’esclusione, sopra richiamata, del Ministero dell’Economia e
delle Finanze dall’elenco delle parti correlate della Società.
Per le informazioni sui rapporti con parti correlate si fa rimando agli Schemi di bilancio e alla Note “Operazioni con parti correlate”
del Bilancio consolidato e del Bilancio separato.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indicatori alternativi di performance
87
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
In aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards, il Gruppo TIM utilizza nelle presentazioni
interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) alcuni indicatori alternativi di performance, al fine di
consentire una migliore valutazione dell’andamento della propria gestione economica e della propria situazione patrimoniale e
finanziaria. Tali indicatori rappresentano, infatti, un’utile unità di misura per la valutazione delle performance operative del Gruppo
(nel suo complesso e a livello di Business Unit).
Tali indicatori, che sono presentati nelle relazioni finanziarie (annuali e infrannuali), non devono, comunque, essere considerati
sostitutivi di quelli convenzionali previsti dagli IFRS Accounting Standards. Poiché queste misure non sono definite dagli IFRS
Accounting Standards, il loro calcolo può differire dagli indicatori alternativi pubblicati da altre società. Per questo motivo, la
comparabilità tra le società può essere limitata.
Gli indicatori alternativi di performance normalmente utilizzati sono nel seguito illustrati:
EBITDA: tale indicatore è utilizzato da TIM come financial target in aggiunta all’EBIT. Questi indicatori sono determinati come
segue:
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento
+
Oneri finanziari
-
Proventi finanziari
+/-
Altri oneri/(Proventi) da partecipazioni (1)
+/-
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto (2)
EBIT- Risultato Operativo
+/-
Svalutazioni/(Ripristini di valore) di attività non correnti
+/-
Minusvalenze/(Plusvalenze) da realizzo di attività non correnti
+
Ammortamenti
EBITDA-Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni) di Attività non correnti
(1) Oneri/(proventi) da partecipazioni per TIM S.p.A..
(2) Voce presente solo a livello di Gruppo.
Nel presente documento, a seguito dell’operazione di cessione di NetCo, al fine di fornire una migliore comprensione
dell'andamento del business, sono esposte le informazioni economico finanziarie organiche, relative all'andamento della
gestione dell'esercizio 2024, rielaborate sulla base di informazioni gestionali. Tali informazioni organiche sono predisposte
simulando l'operazione di separazione della rete fissa, con la creazione della componente NetCo e la conseguente definizione
del nuovo perimetro del Gruppo TIM come se la stessa fosse avvenuta all'inizio del periodo di riferimento (1° gennaio).
Pertanto, per tutti i dati organici la definizione "like-for-like" viene utilizzata per evidenziare sia le informazioni organiche
(Business Unit Brasile) sia le informazioni organiche come sopra ricostruite (TIM S.p.A., Business Unit Domestic, Gruppo TIM),
simulando per i primi sei mesi del 2024, l’impatto della relazione fra TIM e NetCo/FiberCop, regolata dal Master Service
Agreement (MSA) e registrando, dal 1° luglio 2024 (data  della cessione), l’effettivo impatto contabile dell’MSA e del
Transitional Services Agreement (TSA).
Variazione organica e impatto delle partite non ricorrenti sui Ricavi, sull’EBITDA e sull’EBIT: tali indicatori esprimono la
variazione in valore assoluto e/o in percentuale dei Ricavi, dell’EBITDA e dell’EBIT, escludendo, ove presenti, gli effetti della
variazione dell’area di consolidamento, delle differenze cambio e degli eventi e operazioni di natura non ricorrente. Il Gruppo
TIM presenta la riconciliazione tra il dato “contabile o reported” e quello “organico esclusa la componente non ricorrente”.
EBITDA margin e EBIT margin: TIM ritiene che tali margini rappresentino degli utili indicatori della capacità del Gruppo, nel
suo complesso e a livello di Business Unit, di generare profitti attraverso i suoi ricavi. L’EBITDA margin e l’EBIT margin misurano,
infatti, la performance operativa di un’entità analizzando le percentuali dei ricavi che diventano, rispettivamente, EBITDA e
EBIT.
Indebitamento Finanziario Netto: TIM ritiene che l’Indebitamento Finanziario Netto rappresenti un indicatore della capacità
di far fronte alle proprie obbligazioni di natura finanziaria, rappresentate dal Debito Finanziario Lordo ridotto della Cassa e Altre
Disponibilità Liquide Equivalenti e di altre Attività Finanziarie. Il Gruppo TIM presenta una tabella che evidenzia i valori della
situazione patrimoniale-finanziaria utilizzati per il calcolo dell’Indebitamento Finanziario Netto del Gruppo.
Al fine di meglio rappresentare la reale dinamica dell’indebitamento finanziario netto il Gruppo TIM presenta, oltre al consueto
indicatore (ridefinito “Indebitamento finanziario netto contabile”), anche una misura denominata “Indebitamento finanziario
netto rettificato”, che sterilizza gli effetti causati dalla volatilità dei mercati finanziari. Considerando che alcune componenti
della valutazione al fair value dei derivati (contratti per determinare il tasso di cambio e di interesse di flussi contrattuali) e di
derivati embedded in altri strumenti finanziari, non comportano un effettivo regolamento monetario, l’Indebitamento
finanziario netto rettificato esclude tali effetti meramente contabili e non monetari (compresi gli effetti dell’IFRS 13 –
Valutazione del fair value) dalla valutazione dei derivati e delle correlate passività/attività finanziarie.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indicatori alternativi di performance
88
L’indebitamento finanziario netto viene determinato come segue:
+
Passività finanziarie non correnti
+
Passività finanziarie correnti
+
Passività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate / Attività non correnti destinate ad essere cedute
A)
Debito Finanziario lordo
+
Attività finanziarie non correnti
+
Attività finanziarie correnti
+
Attività finanziarie comprese nelle Attività cessate / Attività non correnti destinate ad essere cedute
B)
Attività Finanziarie
C=(A - B)
Indebitamento finanziario netto contabile
D)
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività / attività finanziarie
E=(C + D)
Indebitamento finanziario netto rettificato
Equity Free Cash Flow (EFCF): tale indicatore rappresenta il Free Cash Flow disponibile per la remunerazione del capitale
proprio, per il rimborso del debito e per la copertura degli eventuali investimenti finanziari e dei pagamenti di licenze e
frequenze. L’indicatore, in particolare, evidenzia la variazione dell’indebitamento finanziario netto rettificato senza considerare
gli impatti derivanti dal pagamento dei dividendi, dalle variazioni di capitale (change in equity), dalle attività di acquisizione/
cessione di partecipazioni, dagli esborsi per acquisti di licenze e frequenze, dalle variazioni in aumento/diminuzione del debito
relativo alle passività per locazioni finanziarie (nuove operazioni di leasing, rinnovi e/o proroghe, disdette/estinzioni anticipate di
operazioni di leasing).
L’Equity Free Cash Flow viene determinato come segue:
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato delle attività in funzionamento
+/-
Impatto per locazioni finanziarie (nuove operazioni di leasing e/o i rinnovi e/o le proroghe (-) / eventuali disdette/estinzioni anticipate di operazioni di
leasing (+))
-
Pagamento delle licenze TLC e per l’utilizzo di frequenze
+/-
Impatto finanziario derivante da operazioni di acquisizione e/o cessioni di partecipazioni
-
Pagamento dei dividendi e Change in Equity
Equity Free Cash Flow
Investimenti industriali (al netto delle licenze di TLC): questa misura finanziaria rappresenta le attività di investimento
industriale al netto degli investimenti per competenza relativi alle licenze di TLC per l'utilizzo delle frequenze.
Flusso di cassa della gestione operativa (Operating Free Cash Flow - OFCF) e flusso di cassa della gestione operativa
(al netto delle licenze): queste misure finanziarie rappresentano il flusso di cassa disponibile per rimborsare il debito
(compresi i debiti per leasing) e per coprire eventuali investimenti finanziari e, nel caso dell'OFCF, i pagamenti delle licenze e
delle frequenze.
Il flusso di cassa della gestione operativa (Operating Free Cash Flow) e il flusso di cassa della gestione operativa (al netto delle
licenze) sono calcolati come segue:
EBITDA
-
Investimenti industriali di competenza
+/-
Variazione del capitale circolante netto operativo (Variazione delle rimanenze, Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti, Variazione dei
debiti commerciali, Variazione di debiti per licenze di telefonia mobile / spectrum, Altre variazioni di crediti/debiti operativi, Variazione dei fondi
relativi al personale, Variazione dei fondi operativi e altre variazioni)
Operating Free Cash Flow
-
Pagamento delle licenze di TLC e per l’utilizzo delle frequenze
Flusso di cassa della gestione operativa (al netto delle licenze)
Indicatori alternativi di performance After Lease
A seguito dell’adozione dell’IFRS 16, il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance:
EBITDA After Lease (“EBITDA-AL”), calcolato rettificando l’EBITDA Organico al netto delle partite non ricorrenti degli importi
connessi al trattamento contabile dei contratti di leasing;
Indebitamento finanziario netto rettificato After Lease, calcolato escludendo dall’Indebitamento finanziario netto
rettificato le passività nette connesse al trattamento contabile dei contratti di leasing. TIM ritiene che l’Indebitamento
Finanziario Netto rettificato After Lease rappresenti un indicatore della capacità di fare fronte alle proprie obbligazioni di natura
finanziaria;
Equity Free Cash Flow After Lease, calcolato escludendo dall’Equity Free Cash Flow i fabbisogni relativi ai canoni di
leasing.Tale indicatore viene determinato come segue:
+
Equity Free Cash Flow
-
Quota capitale dei canoni di leasing
Tale indicatore rappresenta un utile indicatore della capacità di generazione di Free Cash Flow.
TIM_Bilancio_2025_Principali Dati Economici Finanziari_TIMS.p.A_ITA_new.jpg
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
90
COMMENTO AI PRINCIPALI DATI ECONOMICO-FINANZIARI
DI TIM S.p.A.
Le principali variazioni del perimetro societario
Nel corso dell'esercizio 2025 le principali operazioni societarie sono state le seguenti:
in data 24 ottobre 2025 è stata liquidata la partecipazione detenuta in Fin Priv S.r.l..
Nel corso dell'esercizio 2024 le principali operazioni societarie sono state le seguenti:
in data 1° luglio 2024 TIM S.p.A. ha conferito il Ramo d'Azienda - costituito dalle attività relative alla Rete Primaria, dall’attività
Wholesale e dall’intera partecipazione nella società controllata Telenergia S.r.l. - in favore di FiberCop S.p.A., società che già
gestiva le attività relative alla rete secondaria in fibra e rame; contestualmente al conferimento, TIM S.p.A. ha ceduto a Optics
Bidco S.p.A. (società controllata da Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. ("KKR")) l’intera partecipazione detenuta nel capitale
sociale di FiberCop S.p.A. e ha sottoscritto con la stessa FiberCop S.p.A. un Master Services Agreement che regola i termini e le
condizioni dei servizi resi tra FiberCop S.p.A. e TIM S.p.A.. In tale data, pertanto, sono stati rilevati gli effetti economici e
patrimoniali dell’operazione. I dati economici del Ramo d'Azienda di pertinenza di TIM S.p.A. fino alla data di cessione, sono
stati classificati tra le Discontinued Operations, in applicazione dell'IFRS 5, nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2024.
Andamento economico
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni %
% like-for-like
(a)
(b)
(a - b)/b
Ricavi
9.446
9.218
2,5
1,7
EBITDA
(1)
2.069
2.330
(11,2)
4,3
EBITDA Margin
(1)
21,9%
25,3%
(3,4)pp
EBIT
(1)
387
662
(41,5)
EBIT Margin
(1)
4,1%
7,2%
(3,1)pp
Utile (perdita) dell'esercizio
(155)
(1.242)
(87,5)
Investimenti industriali
973
1.037
(6,2)
31.12.2025
31.12.2024
Variazioni assolute
(a)
(b)
(a-b)
Indebitamento Finanziario netto contabile
(1)
10.595
10.180
415
Indebitamento Finanziario netto rettificato
(1)
10.407
9.915
492
Personale a fine esercizio (unità)
12.787
12.951
(164)
(1) Per i relativi dettagli si rimanda a quanto riportato nel capitolo “Indicatori alternativi di performance”.
Ricavi
I ricavi dell'esercizio 2025 sono pari a 9.446 milioni di euro (9.218 milioni di euro nell'esercizio 2024), con un incremento di 228
milioni di euro, pari al +2,5%.
I ricavi "like-for-like" sono calcolati come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
%
RICAVI
9.446
9.218
2,5
Proventi/(Oneri) non ricorrenti
RICAVI ORGANICI - esclusa componente non ricorrente
9.446
9.218
2,5
Impatti derivanti da:
Master Service Agreement (MSA)
67
Altri
RICAVI ORGANICI like-for-like
9.446
9.285
1,7
Così suddivisi:
Ricavi da servizi like-for-like
8.736
8.516
2,6
Ricavi Handset e Bundle & Handset like-for-like
710
769
(7,7)
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
91
I ricavi da servizi "like-for-like" ammontano a 8.736 milioni di euro (+220 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024, pari a +2,6%)
grazie alla crescita dei ricavi ICT e Multimedia nonostante gli impatti del contesto competitivo sulla customer base.
I ricavi Handset e Bundle & Handset "like-for-like", inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari a 710 milioni di euro
nell'esercizio 2025, in diminuzione di 59 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024, in ragione dei minori ricavi sia nel segmento
Enterprise che nel segmento Consumer.
***
Consumer & SMB. Il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme di servizi e prodotti di fonia e internet gestiti e sviluppati
nel Fisso e nel Mobile per le persone e le famiglie (dalla telefonia pubblica, dalle attività di caring e gestione amministrativa dei
clienti), per la clientela delle PMI (piccole e medie imprese) e SOHO (Small Office Home Office).
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni %
Ricavi Consumer & SMB - like-for-like
5.635
5.621
0,2
Ricavi da servizi
5.112
5.087
0,5
Ricavi Handset e Bundle & Handset
523
534
(2,1)
In particolare, i ricavi da servizi del segmento ammontano a 5.112 milioni di euro e registrano un aumento di 25 milioni di euro
(+ 0,5%) rispetto all'esercizio 2024, nonostante il contesto competitivo sulla customer base.
I ricavi Handset e Bundle & Handset del segmento sono pari a 523 milioni di euro, in diminuzione di 11 milioni di euro rispetto
all'esercizio 2024 (-2,1%); la variazione è connessa alla minor vendita di prodotti del segmento fisso.
Enterprise. Il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme di servizi e prodotti di connettività e soluzioni ICT gestiti e
sviluppati per la clientela Top, Public Sector, Large Account.
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni %
Ricavi Enterprise - like-for-like
3.478
3.265
6,5
Ricavi da servizi
3.281
3.031
8,2
Ricavi Handset e Bundle & Handset
197
234
(15,8)
In particolare, i ricavi da servizi di Enterprise sono pari a 3.281 milioni di euro, con un incremento di 250 milioni di euro (+8,2%)
rispetto all'esercizio 2024, grazie alla crescita dei servizi di cloud e security.
***
EBITDA
L' EBITDA dell'esercizio 2025 di TIM S.p.A. è pari a 2.069 milioni di euro (-261 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024, -11,2%).
L'EBITDA "like-for-like" è calcolato come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
%
EBITDA
2.069
2.330
(11,2)
Oneri/ (Proventi) non ricorrenti
(141)
97
EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente
1.928
2.427
(20,6)
Impatti derivanti da:
Nuovo Master Service Agreement (MSA)
(902)
Storno precedente MSA fra TIM e FiberCop
341
Altri
(17)
EBITDA ORGANICO like-for-like
1.928
1.849
4,3
A livello di EBITDA si registra inoltre quanto segue:
Altri proventi operativi
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
973
973
Indennità di ritardato pagamento dei servizi telefonici
17
19
(2)
Recupero costi del personale, acquisti e prestazioni di servizi
27
34
(7)
Contributi in conto impianti e in conto esercizio
27
15
12
Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze
33
2
31
Revisioni di stima e altre rettifiche
57
96
(39)
Proventi per attività di formazione agevolata
1
1
Servizi correlati al MSA con FiberCop S.p.A.
82
42
40
Altri
48
24
24
Totale
1.265
233
1.032
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
92
La voce Altri proventi operativi rileva un incremento di 1.032 milioni di euro, in particolare beneficia del provento non ricorrente
connesso al riconoscimento del risarcimento del danno complessivo relativamente al canone di concessione per l'esercizio di
attività di telecomunicazioni, versato dal Gruppo TIM con riferimento all'esercizio 1998, confermato in via definitiva dalla sentenza
della Corte di Cassazione n. 33241 del 19 dicembre 2025 che ha riconosciuto la decisione della Corte d'Appello di Roma dell'aprile
2024. Per ulteriori dettagli si veda la sezione "Commento dati TIM S.p.A. - Canone di concessione 1998".
Inoltre, ulteriori variazioni sono dovute principalmente ai proventi (40 milioni di euro) derivanti dal MSA con FiberCop S.p.A. in vigore
dal secondo semestre 2024 e alla voce Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze (31 milioni di euro) relativa
sostanzialmente al rilascio di fondi rischi commerciali e a penali.
Acquisti di materie e servizi
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Acquisti di beni
674
707
(33)
Quote di ricavo da riversare ad altri operatori e costi per servizi di accesso a
reti di telecomunicazioni
1.739
1.451
288
Ospitalità e delivery
594
449
145
Costi commerciali e di pubblicità
2.318
1.642
676
Consulenze e prestazioni professionali
97
85
12
Energia, manutenzioni, servizi in outsourcing
902
727
175
Costi per godimento di beni di terzi
896
759
137
Altri
321
315
6
Totale acquisti di materie e servizi
7.541
6.135
1.406
% sui Ricavi
79,8
66,6
13,2pp
La voce Acquisti di materie e servizi rileva un incremento di 1.406 milioni di euro, dovuto principalmente agli effetti connessi alla
modifica prospettica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei costi contrattuali differiti di rete fissa
(671 milioni di euro), a maggiori oneri di accesso alla rete e di ospitalità e delivery legati al contratto MSA con FiberCop, che nel
2024 avevano impattato solo nella seconda parte dell'anno.
La voce comprende una componente non ricorrente pari a 707 milioni di euro, relativa principalmente a costi commerciali per
commissioni connessi alla variazione di durata dei costi contrattuali differiti di rete fissa.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione "Commento dati TIM S.p.A. - Costi contrattuali differiti di rete fissa".
Costi del personale
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Costi e oneri del personale ordinari
869
826
43
Oneri di ristrutturazione e accantonamenti a fondi per il personale e altri costi
122
84
38
Totale costi del personale
991
910
81
I costi del personale si incrementano di 81 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024; si evidenziano di seguito i principali elementi
che hanno influito su tale variazione:
incremento di 43 milioni di euro dei costi ordinari del personale, principalmente dovuto ai maggiori oneri accertati per
l’erogazione dei premi di produttività correlati agli obiettivi aziendali.
incremento di 38 milioni di euro degli oneri di ristrutturazione aziendale e altri. Nell'esercizio 2025 sono stati sostenuti oneri
per complessivi 122 milioni di euro correlati principalmente all’accantonamento degli oneri per vertenze con il personale,
all’integrazione salariale connessa al Contratto di Solidarietà e ai piani di esodazione individuale, come previsto dall’accordo
sindacale firmato dalla Società il 12 aprile 2024, nonchè all'impatto connesso alla modifica prospettica della durata da 8 a 4
anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa per i costi sostenuti in esercizi
precedenti per personale tecnico di rete per attività di delivery e provisioning (39 milioni di euro). Per ulteriori dettagli si
rimanda alla sezione "Commento dati TIM S.p.A. - Costi contrattuali differiti di rete fissa".
L’organico al 31 dicembre 2025 ammonta a 12.787 unità ( 12.951 unità al 31 dicembre 2024), con un decremento di 164 unità.
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
93
Altri costi operativi
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Svalutazioni e oneri connessi alla gestione dei crediti
94
92
2
Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri
26
36
(10)
Contributi e canoni per l’esercizio di attività di telecomunicazioni
18
19
(1)
Oneri e accantonamenti per imposte indirette e tasse
29
28
1
Penali, indennizzi per transazioni e sanzioni amministrative
11
9
2
Quote e contributi associativi, elargizioni, borse di studio e stages
7
6
1
Altri oneri
36
44
(8)
Totale
221
234
(13)
Gli Altri costi operativi dell'esercizio 2025 diminuiscono di 13 milioni di euro, principalmente in ragione di minori accantonamenti
ai fondi per rischi e oneri (-10 milioni di euro).
La voce comprende una componente non ricorrente pari a 18 milioni di euro (44 nell'esercizio 2024), riferibile principalmente ad
accantonamenti e ad altri oneri connessi a vertenze.
Ammortamenti e investimenti
Gli ammortamenti dell'esercizio 2025 risultano pari a 1.611 milioni di euro (1.647 milioni di euro nell'esercizio 2024) e sono così
dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita
916
961
(45)
Ammortamento delle attività materiali
468
494
(26)
Ammortamento dei diritti d'uso su beni di terzi
227
192
35
Totale
1.611
1.647
(36)
Di seguito le principali evidenze:
l’ammortamento delle attività immateriali è pari a 916 milioni di euro e diminuisce di 45 milioni di euro rispetto all'esercizio
2024, principalmente in conseguenza di minori ammortamenti su sviluppi applicativi software e su diritti trasmissivi televisivi;
l’ammortamento delle attività materiali di proprietà è pari a 468 milioni di euro ed evidenzia una diminuzione di 26 milioni
di euro rispetto all'esercizio 2024, attribuibile alla dinamica degli investimenti e delle esercibilità. I minori ammortamenti si
riferiscono sostanzialmente alle voci Impianti e macchinari (-33 milioni di euro) mentre aumenta l’ammortamento della voce
Altri beni (+7 milioni di euro) a seguito di maggiori esercibilità di sistemi IT HW di gestione della clientela e dotazioni
informatiche sociali;
l’ammortamento dei diritti d'uso su beni di terzi è pari a 227 milioni di euro e aumenta di 35 milioni di euro rispetto
all'esercizio 2024, essenzialmente a seguito dell'iscrizione a luglio 2024, nell'ambito dell'operazione straordinaria come parte
della consideration, dei diritti d'uso (fair value) su connessioni B2B (755 milioni di euro) con durate variabili tra 7 e 20 anni.
Gli investimenti industriali sono complessivamente pari a 973 milioni di euro (1.037 milioni di euro nell'esercizio 2024) ed
evidenziano una riduzione di 64 milioni di euro. Sono così dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Investimenti nelle attività immateriali a vita utile definita
465
511
(46)
Investimenti nelle attività materiali
461
476
(15)
Investimenti nei diritti d'uso su beni di terzi
47
50
(3)
Totale
973
1.037
(64)
Gli investimenti nelle attività immateriali registrano un decremento di 46 milioni di euro, principalmente a seguito di minori
acquisizioni di licenze software e di minori attività di sviluppo di piattaforme software;
Gli investimenti nelle attività materiali registrano un decremento di 15 milioni di euro, dovuto a minori investimenti in Attività
materiali in corso (-66 milioni di euro) parzialmente compensati da maggiori investimenti in Impianti e macchinari (+47 milioni di
euro, relativi essenzialmente alla capitalizzazione del fondo ARO) e in Altri beni (+4 milioni di euro, relativi essenzialmente a sistemi
hardware di gestione).
Gli investimenti nei diritti d'uso su beni di terzi rilevano un decremento di 3 milioni di euro, essenzialmente legato alla minore
acquisizione di capacità trasmissiva in IRU (backhauling e altri diritti d'uso previsti dal MSA con FiberCop S.p.A.).
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
La voce è negativa per 2 milioni di euro nell'esercizio 2025 (negativa per 7 milioni di euro nell'esercizio 2024); in particolare si
rilevano:
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
94
minusvalenze per 6 milioni di euro, principalmente conseguenti alla dismissione di Stazioni Radio Base, alla chiusura di
contratti di lease e agli impatti conseguenti al progetto di decommissioning e di ammodernamento di asset;
plusvalenze per 4 milioni di euro, riferibili principalmente alla chiusura di contratti di lease e alla vendita in situ di apparati ai
clienti.
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti
La voce è negativa per 69 milioni di euro nell'esercizio 2025 (negativa per 14 milioni di euro nell'esercizio 2024) ed è comprensiva
delle svalutazioni iscritte a seguito dell’analisi di recuperabilità delle immobilizzazioni aziendali coinvolte negli accordi siglati nel
corso del 2025 con fornitori di apparati di rete e con altri operatori TLC; tali accordi hanno come obiettivo l’estensione della
copertura delle reti 5G, in particolare nelle aree a bassa densità, al fine di fornire servizi evoluti ai clienti del Gruppo con una
migliore copertura della rete, contribuendo a portare la banda ultra-larga nelle aree meno servite, e hanno comportato la necessità
di rivedere il valore recuperabile degli apparati nelle diverse aree geografiche coinvolte nel progetto.
In sede di Bilancio 2025 la Società ha effettuato il processo di impairment test sull’Avviamento. Le risultanze di tale valutazione,
effettuata nel rispetto della specifica procedura di cui il Gruppo si è dotato, hanno confermato i valori dell’Avviamento attribuito
alle attività domestiche del Gruppo. Per una più dettagliata analisi si rimanda a quanto illustrato nella Nota “Avviamento” del
Bilancio separato al 31 dicembre 2025 di TIM S.p.A..
EBIT
L’EBIT dell'esercizio 2025 di TIM S.p.A. è positivo per 387 milioni di euro (positivo per 662 milioni di euro nell'esercizio 2024). Il
risultato operativo risente dell’effetto positivo di proventi netti non ricorrenti per 143 milioni di euro  principalmente riferibili, come
sopra evidenziato, al provento netto del Canone 1998, in parte compensato dall'impatto della modifica prospettica della durata dei
Costi di acquisizione e attivazione dei clienti di rete fissa. Nel 2024 l'effetto delle partite non ricorrenti è stato negativo per 94 milioni
di euro  principalmente per l'impatto degli accantonamenti per piani di esodo individuale e per vertenze con il personale.
Si ricorda inoltre che, il primo semestre del 2024 comprendeva gli impatti economici del ramo d'azienda NetCo (conferita in
FiberCop il 1° luglio 2024), e che il Master Services Agreement, che regola i rapporti tra TIM S.p.A. e FiberCop, è diventato efficace a
decorrere dal 1° luglio 2024.
Per ulteriori dettagli si rinvia alla Nota “Eventi e operazioni significativi non ricorrenti” e alla Nota "Attività cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute" del Bilancio separato di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025.
Saldo dei proventi (oneri) da partecipazioni
La voce è positiva per 152 milioni di euro nell'esercizio 2025 (positiva per 30 milioni di euro nell'esercizio 2024).
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Dividendi
152
15
137
Plusvalenze nette su cessione partecipazioni
26
(26)
Altri proventi da partecipazioni
Minusvalenze e riduzioni di valore di attività finanziarie
(11)
11
Altri oneri da partecipazioni
Totale
152
30
122
I proventi/(oneri) da partecipazioni, positivi per 152 milioni di euro (positivi per 30 milioni di euro nell'esercizio 2024), includono
principalmente i dividendi ricevuti dalla controllata Telecom Italia Finance S.A. per 120 milioni di euro e da Fin. Priv. S.r.l. (per 30
milioni di euro).
La svalutazione della partecipazione detenuta in Telecom Italia Sparkle S.p.A., pari rispettivamente a 115 milioni di euro nel 2025 e
a 300 milioni di euro nel 2024, relativi alla perdita dell’esercizio 2024 consuntivata dal gruppo Telecom Italia Sparkle (70 milioni di
euro) e alla successiva verifica della recuperabilità del valore della partecipazione in funzione dell’offerta (230 milioni di euro), è
stata ricompresa tra le partite discontinuate.
Saldo dei Proventi/(Oneri) finanziari
Il saldo dei proventi/(oneri) finanziari è negativo e pari a 531 milioni di euro (negativo per 937 milioni di euro nell'esercizio 2024). La
riduzione in valore assoluto è sostanzialmente correlata alla riduzione dell'indebitamento finanziario conseguente alla cessione di
NetCo.
La voce è così composta:
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
Proventi finanziari
602
1.003
(401)
Oneri finanziari
(1.133)
(1.940)
807
Totale netto proventi (oneri) finanziari
(531)
(937)
406
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
95
Imposte sul reddito
Nel bilancio 2025 non sono state iscritte imposte anticipate sulle perdite fiscali riportabili, in considerazione della valutazione circa
la distribuzione temporale della recuperabilità delle attività per imposte anticipate di TIM S.p.A..
L’importo di imposte di 33 milioni di euro rappresenta per 31 milioni l’onere per Irap corrente e per 2 milioni l’impatto Ires della
fiscalità differita  e  del consolidato fiscale.
Nell'esercizio 2024 la voce Imposte rappresentava sostanzialmente il reversal a conto economico di attività per  imposte anticipate
connesse principalmente all'utilizzo di fondi rischi e non comportava un esborso finanziario.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota "Imposte sul reddito (correnti e differite)" del Bilancio separato di TIM S.p.A. al 31
dicembre 2025.
Risultato delle Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
Il risultato relativo alle “Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” è negativo per 130 milioni di euro; in
particolare, recepisce l’adeguamento del valore della partecipazione detenuta in Telecom Italia Sparkle al prezzo presunto di
realizzo per un importo di -115 milioni di euro (importo comprensivo del riconoscimento della perdita netta consuntivata dal gruppo
Sparkle nel 2025 e della stima del risultato netto per il primo semestre 2026), nonchè costi accessori legati alla separation di
Telecom Italia Sparkle oltre ad alcune partite residuali inerenti il ramo NetCo.
Risultato dell'esercizio
Il risultato dell'esercizio 2025 è negativo per 155 milioni di euro e comprende proventi netti non ricorrenti per 29 milioni di euro,
principalmente riferibili, come sopra evidenziato, al provento netto del Canone 1998, principalmente compensato dall'impatto della
modifica prospettica della durata dei Costi di acquisizione e attivazione dei clienti di rete fissa e dalla svalutazione per
l'adeguamento al presunto valore di realizzo di Sparkle.
Nell'esercizio 2024, TIM S.p.A. aveva registrato una perdita di 1.242 milioni di euro. Si ricorda che, il primo semestre del 2024
comprendeva gli impatti economici del ramo d'azienda NetCo (conferito in FiberCop e oggetto di cessione il 1° luglio 2024), e che il
Master Services Agreement, che regola i rapporti tra TIM S.p.A. e FiberCop, è diventato efficace a decorrere dal 1° luglio 2024.
Per ulteriori dettagli si rinvia alla Nota “Eventi e operazioni significativi non ricorrenti” e alla Nota "Attività cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute" del Bilancio separato di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025.
Eventi non ricorrenti
L'EBIT dell'esercizio 2025 di TIM S.p.A. comprende proventi netti non ricorrenti per complessivi 143 milioni di euro (oneri netti non
ricorrenti per 94  milioni di euro nell'esercizio 2024), così dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Oneri/(Proventi) non ricorrenti con impatto su Ebitda
Altri proventi operativi
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
(973)
Altri
(16)
(55)
Acquisti di materie e servizi e Variazione delle rimanenze
Costi contrattuali differiti di rete fissa - passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di riconoscimento a
conto economico
671
Oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti e altri oneri
36
24
Costi del personale
Costi contrattuali differiti di rete fissa - passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di riconoscimento a
conto economico
39
Oneri connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale e altri
83
84
Altri costi operativi
Altri oneri e accantonamenti
18
44
Impatto su EBITDA
(142)
97
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di attività non correnti
Plusvalenza da realizzo di attività non correnti
(1)
(3)
Impatto su Risultato operativo (EBIT)
(143)
94
I proventi netti non ricorrenti dell'esercizio 2025 comprendono principalmente:
provento operativo di 973 milioni di euro, riferibile al risarcimento del danno complessivo relativamente al canone di
concessione per l'esercizio di attività di telecomunicazioni, versato dal Gruppo TIM con riferimento all'esercizio 1998,
confermato in via definitiva dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 33241 del 19 dicembre 2025 che ha riconosciuto la
decisione della Corte d'Appello di Roma dell'aprile 2024. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Canone di concessione
1998";
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
96
costi operativi pari a 710 milioni di euro (671 milioni di euro rilevati negli acquisti di materie e servizi e 39 milioni di euro rilevati
nei costi del personale) connessi alla modifica prospettica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei
costi contrattuali differiti di rete fissa. Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Costi contrattuali differiti di rete fissa";
altri costi per acquisti di materie e servizi per 36 milioni di euro di costi relativi principalmente a consulenze e prestazioni
professionali connesse a operazioni societarie e allo sviluppo di progetti non ricorrenti;
altri costi del personale per 83 milioni di euro principalmente connessi a piani di esodo individuale e a vertenze con il personale;
altri costi operativi per 18 milioni di euro riferibili principalmente ad accantonamenti per contenziosi, sanzioni di carattere
regolatorio e potenziali passività ad essi correlate.
Canone di concessione 1998
Telecom Italia (anche “la Società” e “TIM”) nel 2010 ha convenuto in giudizio in sede civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri
per il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano per effetto della sentenza n. 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato - a
seguito del giudizio instaurato da Telecom Italia innanzi al TAR Lazio nel 2003 - che aveva definitivamente dichiarato dovuto il
canone di concessione anche per l’anno 1998 in violazione, ad avviso della Società, dei principi del diritto comunitario che, a partire
da tale anno, vietava agli Stati Membri di mantenere simili oneri concessori in capo alle imprese di comunicazione elettronica.
In particolare, a seguito dei suddetti giudizi amministrativi sfavorevoli, la Società ha avviato iniziative presso:
la Corte di Giustizia Europea affinché confermasse la non debenza del canone concessorio alla luce della normativa europea  e,
a seguire,
il Giudice civile italiano per richiedere il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano.
Di seguito le principali fasi del contenzioso civile per il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano per effetto della sentenza
d'appello 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato:
a marzo 2015 il Tribunale civile di Roma emetteva una sentenza con cui dichiarava la domanda risarcitoria della Società
inammissibile;
Telecom Italia proponeva appello e in data 3 aprile 2024 la Corte di Appello di Roma, con sentenza  n.2320/2024 accoglieva la
domanda e condannava la Presidenza del Consiglio dei Ministri a corrispondere a Telecom Italia 528.711.476,152 euro, oltre
accessori e spese di lite, riconoscendo dunque un risarcimento del danno per complessivi circa 973 milioni di euro (importo
comprensivo di rivalutazione ed interessi fino al 3 aprile 2024), oltre ulteriori interessi legali che, sino al 31 dicembre 2025,
ammontano a circa 38 milioni di euro;
il calcolo del danno complessivo tiene conto della rivalutazione all’attualità dalla data di deposito del ricorso al TAR (novembre
2003) che costituisce l’atto introduttivo della domanda di ripetizione dell’indebito; sull’importo rivalutato all’attualità sono
dovuti gli interessi compensativi - secondo il criterio di cui alla nota sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite 1712/1995
- sugli importi rivalutati anno per anno;
la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha quindi notificato a Telecom Italia il ricorso per Cassazione avverso la sentenza della
Corte d’Appello di Roma, chiedendone la cassazione “con ogni conseguenziale provvedimento anche, occorrendo, di decisione
della controversia nel merito”;
Telecom Italia ha depositato il proprio controricorso con ricorso incidentale condizionato;
con sentenza del 19 dicembre 2025 n. 33241, la Corte di Cassazione ha confermato le ragioni della Società e resa
definitiva la decisione della Corte d’Appello del 3 aprile 2024 n. 2320/2024 e la misura del risarcimento complessivo del
danno da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti di Telecom Italia .
Pertanto le somme riconosciute dalla suddetta sentenza n.2320/2024 costituiscono nel loro insieme un credito pecuniario, per un
ammontare di circa 973 milioni di euro, iscritti fra gli Altri Proventi del Conto economico; la valorizzazione degli interessi legali sino
al 31 dicembre 2025 (circa 38 milioni di euro) è iscritta nei Proventi finanziari; nella situazione patrimoniale al 31 dicembre 2025 la
voce Crediti vari correnti rileva l'importo complessivo pari a 1.011 milioni di euro, come di seguito dettagliato:
(milioni di euro)
TIM S.p.A.
Canone di concessione 1998
altri proventi operativi
973
proventi finanziari
38
Totale
1.011
Crediti vari correnti
1.011
Si rammenta inoltre che nel mese di luglio 2025 si era proceduto alla cessione a un pool di primarie banche dell’intero credito
relativo alla restituzione del Canone di Concessione 1998 (per un importo complessivo di 995,4 milioni di euro comprensivo degli
interessi legali maturati sino alla data della cessione); la cessione non ha avuto alcun impatto sull'Indebitamento Finanziario Netto.
Costi contrattuali differiti di rete fissa
Con la cessione della rete fissa, perfezionata nella seconda metà del 2024, e la progressiva introduzione di elementi commerciali
accessori alla pura vendita di connettività, legati allo sviluppo del concetto di customer platform (multimedia, energia,
assicurazioni…), realizzata a partire da metà 2025 (a valle anche delle modifiche allo Statuto di TIM S.p.A.), la nozione di cliente
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
97
legato a una specifica linea telefonica/dati sta perdendo progressivamente di significato, sostituito da una visione di cliente al
centro di un ecosistema di servizi e offerte.
A seguito della cessione della rete fissa il business Domestico si è confrontato con un nuovo modello industriale che ha un impatto
significativo sul modello di costi/investimenti industriali, significativamente collegati alle relazioni contrattuali che TIM intrattiene
con gli operatori wholesale (FiberCop e altri). Tale nuovo modello ha consentito di aumentare il livello di stretta correlazione fra
capacità di acquisizione dei clienti e costi connessi agli stessi, superando il modello basato su “livello di copertura della rete”.
Nelle seconda parte del 2025 TIM ha, inoltre, proseguito ed accelerato il percorso di sviluppo commerciale basato sul concetto di
customer platform, nel quale il cliente è destinatario di un portafoglio di servizi ed offerte.
Si richiama inoltre che i costi contrattuali che vengono sostenuti nel mercato Domestico per l’ottenimento e l’adempimento di un
contratto verso il cliente di Rete fissa (riferibili principalmente a costi per le provvigioni alla rete di vendita e a costi tecnici di
attivazione), in coerenza con quanto richiesto dall’IFRS 15, sono oggetto di capitalizzazione e successiva imputazione a conto
economico, lungo la loro stimata vita utile.
Pertanto, ai fini del Bilancio 2025, è stata effettuata la valutazione sulla recuperabilità dei Costi contrattuali differiti in essere su rete
fissa e si è ritenuto di vincolare la durata degli stessi non più alla vita utile del cliente (precedentemente stimata in circa 8 anni) in
quanto difficilmente tracciabile e non più rappresentativa del modello di business, ma al periodo lungo il quale si realizza la
recuperabilità economica dei costi “one-off”, periodo calcolato in 4 anni.
Tale variazione delle durate non ha alcun impatto sugli indicatori di natura finanziaria (quali Cassa, Indebitamento finanziario
netto, Flussi di cassa).
La modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa – effettuata
in termini prospettici – comporta, al 31 dicembre 2025, maggiori costi (per Acquisti e del Personale) riversati a conto economico - al
fine di adeguarli alle nuove durate - per un impatto complessivo su TIM S.p.A. di 710 milioni di euro. La consistenza in essere al 31
dicembre 2025 dei Costi contrattuali differiti per l’acquisizione del cliente e per l’adempimento del contratto di rete fissa è pertanto
pari, per TIM S.p.A., a 723 milioni di euro.
La modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa – effettuata
in termini prospettici – ha comportato al 31 dicembre 2025 maggiori costi riversati a conto economico - al fine di adeguarli alle
nuove durate - così dettagliati:
(milioni di euro)
TIM S.p.A.
Costi contrattuali differiti di rete fissa - riconoscimento a conto economico da 8 a 4 anni
acquisti di materie prime e servizi
(671)
costi del personale
(39)
Totale
(710)
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota "Crediti vari non correnti" del Bilancio separato al 31 dicembre 2025  di TIM S.p.A..
Andamento patrimoniale e finanziario
Struttura patrimoniale
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazioni
Attivo
Attivo non corrente
24.784
26.883
(2.099)
Avviamento
8.814
8.814
Attività immateriali a vita utile definita
3.504
3.957
(453)
Attività materiali
1.668
1.721
(53)
Diritti d'uso su beni di terzi
1.375
1.513
(138)
Altre attività non correnti
9.141
10.579
(1.438)
Attività per imposte anticipate
282
299
(17)
Attivo corrente
6.062
4.627
1.435
Rimanenze di magazzino, Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
4.561
3.287
1.274
Crediti per imposte sul reddito
34
48
(14)
Attività finanziarie correnti
876
1.292
(416)
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
591
591
30.846
31.510
(664)
Passivo
Patrimonio netto
11.989
12.103
(114)
Passivo non corrente
8.025
9.070
(1.045)
Passivo corrente
10.832
10.337
495
30.846
31.510
(664)
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
98
Attivo non corrente
Avviamento: risulta invariato rispetto al 31 dicembre 2024; per maggiori dettagli si rimanda alla Nota "Avviamento" del
bilancio separato al 31 dicembre 2025 di TIM S.p.A..
Attività immateriali a vita utile definita: si riducono di 453 milioni di euro, da 3.957 milioni di euro di fine 2024 a 3.504
milioni di euro al 31 dicembre 2025, quale saldo fra le seguenti partite:
investimenti industriali (+465 milioni di euro);
ammortamenti dell'esercizio (-916 milioni di euro);
dismissioni, riclassifiche e altre variazioni (-2 milioni di euro).
Attività materiali: diminuiscono di 53 milioni di euro per effetto delle seguenti partite:
investimenti industriali (+461 milioni di euro);
ammortamenti dell'esercizio (-468 milioni di euro);
dismissioni, riclassifiche e altre variazioni (-46 milioni di euro).
Diritti d’uso su beni di terzi (sono relativi principalmente a contratti di locazione immobiliare, connettività di rete e
infrastrutture di telecomunicazione, ecc.): diminuiscono di 138 milioni di euro per effetto delle seguenti partite:
investimenti e incrementi di contratti di leasing (+127 milioni di euro);
ammortamenti dell'esercizio (- 227 milioni di euro);
dismissioni, riclassifiche e altre variazioni ( -38 milioni di euro).
Attività per imposte anticipate: diminuiscono di 17 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024.
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
99
Patrimonio netto
Il Patrimonio netto, pari a 11.989 milioni di euro, si decrementa di 114 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 ( 12.103 milioni di
euro). Nella tabella che segue sono riportate le variazioni del patrimonio netto nell'esercizio 2025 e nell'esercizio 2024:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
A inizio esercizio
12.103
13.156
Utile (perdita) dell'esercizio
(155)
(1.242)
Dividendi deliberati
Strumenti rappresentativi di patrimonio netto e altre variazioni
7
1
Movimentazione della riserva per attività finanziarie rilevate al fair value nelle altre componenti del
conto economico complessivo e degli strumenti derivati di copertura
31
175
Movimentazione della riserva per rimisurazione piani per dipendenti a benefici definiti (IAS 19)
3
13
A fine esercizio
11.989
12.103
Flussi finanziari
Variazione dell’indebitamento finanziario netto rettificato
(milioni di euro)
2025
2024
Variazione
EBITDA
2.069
2.330
(261)
Investimenti industriali di competenza
(973)
(1.037)
64
Variazione del Capitale circolante netto operativo:
(740)
14
(754)
Variazione delle rimanenze
5
(12)
17
Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti
(178)
219
(397)
Variazione dei debiti commerciali
279
116
163
Altre variazioni di crediti/debiti operativi
(846)
(309)
(537)
Variazione dei fondi relativi al personale
(6)
(10)
4
Anticipo ricevuto su contributi PNRR
Variazione dei fondi operativi e altre variazioni
2
(99)
101
Operating free cash flow netto
352
1.198
(846)
% sui Ricavi
3,7
13,0
(9,3)
Flusso cessione di partecipazioni e altre dismissioni
47
271
(224)
Aumenti/rimborsi di capitale
3
3
Investimenti finanziari
(53)
53
Flusso dividendi
123
15
108
Incrementi di contratti di leasing
(80)
(199)
119
Flusso oneri finanziari, imposte e altri fabbisogni netti non operativi
(406)
(664)
258
Impatto su IFN derivante dall'operazione NetCo
11.644
(11.644)
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato
delle attività in funzionamento
39
12.212
(12.173)
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato delle
attività cessate / attività non correnti destinate ad essere cedute
(531)
(978)
447
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato
(492)
11.234
(11.726)
Equity Free Cash Flow
(milioni di euro)
2025
2024
Variazione
Riduzione/(Incremento) dell'Indebitamento finanziario netto rettificato
(492)
11.234
(11.726)
Impatto per locazioni finanziarie (nuove operazioni di leasing e/o i rinnovi e/o le
proroghe (-) / eventuali disdette/estinzioni anticipate di operazioni di leasing (+))
29
85
(56)
Pagamento delle licenze tlc e per l’utilizzo di frequenze
Impatto finanziario derivante da operazioni di acquisizione e/o cessioni di
partecipazioni
486
(11.859)
12.345
Pagamento dei dividendi e Change in Equity
(3)
(3)
Equity Free Cash Flow
20
(540)
560
La variazione dell’operating free cash flow netto (calcolato applicando IFRS 16) dell'esercizio 2025 rispetto all'esercizio 2024 (-846
milioni di euro) è principalmente riconducibile alla variazione del capitale circolante netto operativo in particolare dei crediti
commerciali e dei crediti/debiti operativi (principalmente per l'impatto del risarcimento del canone 1998 compensato in parte
dall'effetto della riduzione dei costi contrattuali differiti di rete fissa per la variazione della durata).
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
100
Oltre a quanto già precedentemente dettagliato con riferimento all’EBITDA, hanno in particolare inciso sulla variazione
dell’indebitamento finanziario netto nell'esercizio i flussi di seguito riportati.
Investimenti industriali
Gli investimenti industriali sono complessivamente pari a 973 milioni di euro (1.037 milioni di euro nell'esercizio 2024), con una
diminuzione di 64 milioni di euro, determinata da minori investimenti nelle attività immateriali (-46 milioni di euro), nelle attività
materiali (-15 milioni di euro) e nei diritti d'uso su beni di terzi (-3 milioni di euro).
Flusso cessione di partecipazioni e altre dismissioni
Risulta positivo per 47 milioni di euro (positivo per 271 milioni di euro nell'esercizio 2024) e si riferisce principalmente agli incassi
dalla vendita di partecipazioni.
Flusso investimenti finanziari
Nell'esercizio 2024 ammontava a 53 milioni di euro e si riferiva agli aumenti di capitale effettuati nell'esercizio a favore delle società
controllate Olivetti S.p.A. Società Benefit (30 milioni di euro) e TI Latam Participações e Gestão Administrativa Ltda (16 milioni di
euro) e a favore della società collegata Polo Strategico Nazionale (7 milioni di euro).
Flusso dividendi
Ammonta a 123 milioni di euro e presenta una variazione di +108 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024, dovuta principalmente
all'incasso dei dividendi dalla società controllata Telecom Italia Finance S.A. (120 milioni di euro) non distribuiti lo scorso anno, in
parte compensati dai dividendi incassati nel 2024 dalla società collegata Daphne 3 (11 milioni di euro) ceduta a novembre 2024.
Incrementi di contratti di leasing
La voce è pari a 80 milioni di euro (199 milioni di euro nell'esercizio 2024). Gli incrementi di contratti di leasing comprendono il
maggior valore dei diritti d’uso iscritto a seguito di nuovi contratti di locazione passiva, di incrementi dei canoni di locazione e di
rinegoziazioni di contratti esistenti.
Flusso oneri finanziari, imposte e altri fabbisogni netti non operativi
Risulta negativo per 406 milioni di euro (negativo per 664 milioni di euro nell'esercizio 2024) e comprende principalmente il
pagamento degli oneri finanziari netti per 378 milioni di euro (908 milioni di euro nell'esercizio 2024), a cui si aggiungono il flusso 
delle imposte e dei debiti e crediti di natura non operativa.
Impatto su IFN derivante dall'operazione NetCo
Nell'esercizio 2024 la voce era positiva per 11.644 milioni di euro e accoglieva il miglioramento dell'indebitamento finanziario netto
rettificato connesso all'operazione NetCo. Per maggiori dettagli si rimanda alla successiva sezione "Indebitamento finanziario
netto".
Cessioni di crediti a società di factoring
Si segnala che le cessioni di crediti commerciali pro-soluto a società di factoring perfezionate nell'esercizio 2025 hanno comportato
un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 pari a 1.132 milioni di euro (1.129 milioni di euro al 31
dicembre 2024).
Indebitamento finanziario netto
La composizione dell’indebitamento finanziario netto è la seguente:
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
101
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
(a)
(b)
(a-b)
Passività finanziarie non correnti
Obbligazioni
3.558
4.123
(565)
Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie
3.089
3.242
(153)
Passività per locazioni finanziarie
556
644
(88)
7.203
8.009
(806)
Passività finanziarie correnti (1)
Obbligazioni
770
2.127
(1.357)
Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie
4.342
2.698
1.644
Passività per locazioni finanziarie
241
231
10
5.353
5.056
297
Totale debito finanziario lordo
12.556
13.065
(509)
Attività finanziarie non correnti
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva
(10)
(14)
4
Crediti finanziari e altre attività finanziarie non correnti
(1.075)
(1.579)
504
(1.085)
(1.593)
508
Attività finanziarie correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
(41)
(26)
(15)
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti
(379)
(446)
67
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
(456)
(820)
364
(876)
(1.292)
416
Totale attività finanziarie
(1.961)
(2.885)
924
Indebitamento finanziario netto contabile
10.595
10.180
415
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/
attività finanziarie
(188)
(265)
77
Indebitamento finanziario netto rettificato
10.407
9.915
492
Così dettagliato:
Totale debito finanziario lordo rettificato
12.245
12.702
(457)
Totale attività finanziarie rettificate
(1.838)
(2.787)
949
(1) di cui quota corrente del debito a M/L termine:
Obbligazioni
770
2.127
(1.357)
Debiti verso banche, altri debiti e passività finanziarie
178
1.150
(972)
Passività per locazioni finanziarie
213
205
8
La quota non corrente del debito finanziario lordo pari a 7.203 milioni di euro (8.009 milioni di euro a fine 2024) rappresenta il 57%
del debito finanziario lordo totale.
Al fine del perseguimento a livello di Gruppo degli obiettivi in termini di composizione del debito a lungo termine e nell’ambito delle
Linee guida per la “Gestione e controllo dei rischi finanziari” adottate, TIM S.p.A., ricorrendo sia a finanziamenti da terzi che
intercompany, utilizza principalmente gli strumenti derivati IRS e CCIRS a copertura delle proprie passività.
Gli strumenti finanziari derivati vengono designati a copertura del fair value per la gestione del rischio di cambio sugli strumenti
finanziari denominati in valute diverse dall’euro e per la gestione del rischio di interesse sui finanziamenti a tasso fisso. Gli
strumenti finanziari sono, invece, designati a copertura dei flussi di cassa quando hanno l’obiettivo di predeterminare il tasso di
cambio e di interesse dei flussi contrattuali variabili futuri.
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
102
L’ Indebitamento Finanziario Netto rettificato (comprensivo dei debiti netti IFRS 16) ammonta a 10.407 milioni di euro al 31
dicembre 2025, in aumento di 492 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (9.915 milioni di euro), principalmente a causa della
conversione del credito finanziario nei confronti della società controllata Telecom Italia Sparkle S.p.A. con contestuale aumento del
valore della partecipazione per 525 milioni di euro.
Per una migliore comprensione dell’informativa, nella tabella che segue sono illustrate le diverse modalità di rappresentazione
dell’Indebitamento Finanziario Netto:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
Indebitamento Finanziario Netto Contabile
10.595
10.180
415
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/
attività finanziarie
(188)
(265)
77
Indebitamento Finanziario Netto Rettificato
10.407
9.915
492
Leasing
(746)
(835)
89
Indebitamento Finanziario Netto Rettificato - After Lease
9.661
9.080
581
Si segnala che nel mese di luglio 2025 si era proceduto alla cessione a un pool di primarie banche, dell’intero credito relativo alla
restituzione del Canone di Concessione 1998 (per un importo complessivo di 995,4 milioni di euro comprensivo degli interessi legali
maturati sino alla data della cessione); la cessione non ha avuto alcun impatto sull'Indebitamento Finanziario Netto.
L’Indebitamento Finanziario Netto contabile al 31 dicembre 2025 è pari a 10.595 milioni di euro, in aumento di 415 milioni di euro
rispetto al 31 dicembre 2024 (10.180 milioni di euro). Lo storno della valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività
finanziarie registra una variazione annua positiva di 77 milioni di euro, dovuta alla dinamica dei mercati sui tassi di interesse; tale
valutazione rettifica l’Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti monetari.
L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease (al netto dell’impatto di tutti i lease) al 31 dicembre 2025 risulta pari
a 9.661 milioni di euro, in aumento di 581 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (9.080 milioni di euro).
Debito finanziario lordo
Obbligazioni
Le obbligazioni al 31 dicembre 2025 sono iscritte per un importo pari a 4.328 milioni di euro (6.250 milioni di euro al 31 dicembre
2024). In termini di valore nominale di rimborso sono pari a 4.234 milioni di euro, con una riduzione di 1.875 milioni di euro rispetto
al 31 dicembre 2024 (6.109 milioni di euro).
Relativamente all’evoluzione dei prestiti obbligazionari nel corso del 2025 si segnala quanto segue:
Nuove emissioni
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di emissione
TIM S.p.A. 500 milioni di euro 3,625%
EUR
500
30/9/2025
Rimborsi
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di rimborso
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 2,750%
EUR
1.000
15/4/2025
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 3,000%
EUR
1.000
30/9/2025
TIM S.p.A. 375 milioni di euro 2,875% (1)
EUR
375
24/11/2025
(1) In data 24 ottobre 2025, TIM ha notificato il rimborso anticipato integrale del prestito obbligazionario da 375 milioni di euro in scadenza il 28 gennaio 2026, a seguito
dell’esercizio della Clausola 7.4 (Redemption at the option of the Issuer – c.d. Issuer Maturity Par Call) dei termini e condizioni applicabili alle Notes. Tale rimborso è
stato effettuato in data 24 novembre 2025 a un prezzo di rimborso pari al 100% del valore nominale delle obbligazioni.
Revolving Credit Facility e Term Credit Facility
Nella tabella sottostante sono riportate le linee di credito committed:
(miliardi di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Accordato
Utilizzato
Accordato
Utilizzato
Revolving Credit Facility – aprile 2030 (*)
3,000
4,000
Term Credit Facility - luglio 2030
0,750
0,015
Totale
3,750
0,015
4,000
(*) Ai sensi del contratto firmato le Banche sono impegnate a provvedere i fondi a chiamata (con un preavviso di almeno 3 giorni). Trattandosi di una linea “Committed”,
le banche non hanno meccanismi per non onorare la richiesta di fondi avanzata dalla Società, fatte salve le clausole di cancellazione obbligatoria anticipata standard di
mercato (Scadenza naturale del contratto, Cambio di controllo, Borrower Illegality, Events of default, ognuna come definita nel contratto).
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Commento ai principali dati economico-finanziari di
TIM S.p.A.
103
In data 31 marzo 2025 TIM ha sottoscritto un accordo di modifica della Revolving Credit Facility esistente, con efficacia dal 4 aprile
2025, estendendone la scadenza al 4 aprile 2030 e riducendone l’importo da 4 miliardi di euro a 3 miliardi di euro.
In data 22 luglio 2025 TIM ha sottoscritto una nuova Term Credit Facility stipulata con un pool di banche primarie nazionali e
internazionali per un importo pari a 750 milioni di euro e scadenza 22 luglio 2030, parzialmente garantita da SACE (ai sensi della
Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive modificazioni). Al 31 dicembre 2025 l'importo utilizzato è pari a 15 milioni di euro.
Successivamente, in data 20 gennaio 2026, la linea è stata interamente utilizzata.
Scadenze delle passività finanziarie non correnti
La scadenza media delle passività finanziarie non correnti (inclusa la quota del medio-lungo termine scadente entro dodici mesi) è
pari a 6,41 anni.
Per quanto concerne il dettaglio delle scadenze delle passività finanziarie in termini di valore nominale dell’esborso atteso, come
contrattualmente definito, si rimanda a quanto descritto nella Nota “Passività finanziarie (non correnti e correnti)” del Bilancio
separato al 31 dicembre 2025 di TIM S.p.A..
Attività finanziarie e margine di liquidità
Le attività finanziarie ammontano a 1.961 milioni di euro (2.885 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si riferiscono per 1.035 milioni
di euro a crediti finanziari verso società del Gruppo.
Si precisa, inoltre, che 876 milioni di euro (1.292 milioni di euro al 31 dicembre 2024) sono classificati come attività finanziarie
correnti.
Il margine di liquidità disponibile per TIM S.p.A. è pari a 4.191 milioni di euro ed è calcolato considerando:
la “Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti” e i “Titoli correnti diversi dalle partecipazioni” per 456 milioni di euro (820
milioni di euro al 31 dicembre 2024);
l’ammontare della Revolving Credit Facility pari a 3.000 milioni di euro, totalmente disponibile;
la nuova Term Credit Facility stipulata in data 22 luglio 2025 da TIM con un pool di banche primarie nazionali e internazionali
per un importo pari a 750 milioni di euro, parzialmente garantita da SACE (ai sensi della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e
successive modificazioni), utilizzata per 15 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
Tale margine consente la copertura delle scadenze di rimborso del debito previste nei prossimi 36 mesi.
Dal mese di luglio 2025 la Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti ha beneficiato dell’incasso di 995,4 milioni di euro, a seguito
della cessione a un pool di primarie banche dell’intero credito relativo alla restituzione del Canone di Concessione 1998 (quota
capitale, rivalutazione ed interessi legali). La cessione non ha alcun impatto sull'Indebitamento Finanziario Netto.
Al 31 dicembre 2025 la voce "Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti" è pari a 456 milioni di euro (820 milioni di euro al 31
dicembre 2024). Le differenti forme tecniche di impiego delle disponibilità liquide sono così analizzabili:
Scadenze: gli impieghi hanno una durata massima di tre mesi;
Rischio controparte: gli impieghi sono stati effettuati con primarie istituzioni bancarie e finanziarie con elevato merito di credito;
Rischio Paese: gli impieghi sono stati effettuati sulle principali piazze finanziarie europee.
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Tabelle di dettaglio - TIM S.p.A.
104
TABELLE DI DETTAGLIO - TIM S.p.A.
Conto economico separato
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
(a-b)
(a)
(b)
assolute
%
Ricavi
9.446
9.218
228
2,5
Altri proventi operativi
1.265
233
1.032
Totale ricavi e proventi operativi
10.711
9.451
1.260
13,3
Acquisti di materie e servizi
(7.541)
(6.135)
(1.406)
(22,9)
Costi del personale
(991)
(910)
(81)
(8,9)
Altri costi operativi
(221)
(234)
13
5,6
Variazione delle rimanenze
(5)
14
(19)
Attività realizzate internamente
116
144
(28)
(19,4)
Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/(minusvalenze) e
ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA)
2.069
2.330
(261)
(11,2)
Ammortamenti
(1.611)
(1.647)
36
2,2
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
(2)
(7)
5
71,4
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti
(69)
(14)
(55)
Risultato operativo (EBIT)
387
662
(275)
(41,5)
Proventi (oneri) da partecipazioni
152
30
122
Proventi finanziari
602
1.003
(401)
(40,0)
Oneri finanziari
(1.133)
(1.940)
807
41,6
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in
funzionamento
8
(245)
253
Imposte sul reddito
(33)
(31)
(2)
(6,5)
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
(25)
(276)
251
90,9
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad
essere cedute
(130)
(966)
836
86,5
Utile (perdita) dell'esercizio
(155)
(1.242)
1.087
87,5
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Tabelle di dettaglio - TIM S.p.A.
105
Conto economico complessivo
Ai sensi dello IAS 1 (Presentazione del bilancio), viene di seguito esposto il prospetto di Conto Economico Complessivo,
comprensivo, oltre che dell’utile (perdita) dell’esercizio come da Conto Economico Separato, delle altre variazioni dei movimenti di
Patrimonio Netto diversi da quelli con gli azionisti.
(milioni di euro)
2025
2024
Utile (perdita) dell'esercizio
(a)
(155)
(1.242)
Altre componenti del conto economico complessivo
Altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto economico
separato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(16)
9
Effetto fiscale
(b)
(16)
9
Rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19):
Utili (perdite) attuariali
3
13
Effetto fiscale
(c)
3
13
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite)
Effetto fiscale
(d)
Totale altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato
(e=b+c+d)
(13)
22
Altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico
separato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
1
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato
Effetto fiscale
(f)
1
Strumenti derivati di copertura:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(14)
253
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato
76
(36)
Effetto fiscale
(15)
(52)
(g)
47
165
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite)
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato
Effetto fiscale
(h)
Totale altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato
(i= f+g+h)
47
166
Totale altre componenti del conto economico complessivo
(k= e+i)
34
188
Utile (perdita) complessivo dell'esercizio
(a+k)
(121)
(1.054)
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Tabelle di dettaglio - TIM S.p.A.
106
Situazione patrimoniale-finanziaria
In applicazione dell’IFRS 5, la Situazione Patrimoniale-Finanziaria al 31.12.2024 coincide con quanto pubblicato nel Bilancio 2024;
solo nei saldi patrimoniali al 31.12.2025 la partecipazione in Telecom Italia Sparkle S.p.A. è riclassificata fra le Attività destinate ad
essere cedute (Discontinued Operations).
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazioni
(a)
(b)
(a-b)
Attività
Attività non correnti
Attività immateriali
Avviamento
8.814
8.814
Attività immateriali a vita utile definita
3.504
3.957
(453)
12.318
12.771
(453)
Attività materiali
Immobili, impianti e macchinari di proprietà
1.668
1.721
(53)
Diritti d'uso su beni di terzi
1.375
1.513
(138)
Altre attività non correnti
Partecipazioni
7.221
7.434
(213)
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva
10
14
(4)
Altre attività finanziarie non correnti
1.075
1.579
(504)
Crediti vari e altre attività non correnti
835
1.552
(717)
Attività per imposte anticipate
282
299
(17)
9.423
10.878
(1.455)
Totale Attività non correnti
(a)
24.784
26.883
(2.099)
Attività correnti
Rimanenze di magazzino
143
148
(5)
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
4.418
3.139
1.279
Crediti per imposte sul reddito
34
48
(14)
Attività finanziarie correnti
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
41
26
15
Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e altre attività
finanziarie correnti
379
446
(67)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
456
820
(364)
876
1.292
(416)
Sub-totale Attività correnti
5.471
4.627
844
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
di natura finanziaria
di natura non finanziaria
591
591
591
591
Totale Attività correnti
(b)
6.062
4.627
1.435
Totale Attività
(a+b)
30.846
31.510
(664)
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Tabelle di dettaglio - TIM S.p.A.
107
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazioni
(a)
(b)
(a-b)
Patrimonio netto e passività
Patrimonio netto
Capitale emesso
11.677
11.677
meno: Azioni proprie
(49)
(53)
4
Capitale
11.628
11.624
4
Riserva da sovrapprezzo azioni
Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l'utile (perdita)
dell'esercizio
361
479
(118)
Totale Patrimonio netto
(c)
11.989
12.103
(114)
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri
6.647
7.365
(718)
Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva
556
644
(88)
Fondi relativi al personale
159
163
(4)
Passività per imposte differite
Fondi per rischi e oneri
191
199
(8)
Debiti vari e altre passività non correnti
472
699
(227)
Totale Passività non correnti
  (d)
8.025
9.070
(1.045)
Passività correnti
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri
5.112
4.825
287
Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva
241
231
10
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
5.462
5.281
181
Debiti per imposte sul reddito
17
17
Sub-totale Passività correnti
10.832
10.337
495
Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute
di natura finanziaria
di natura non finanziaria
Totale Passività correnti
(e)
10.832
10.337
495
Totale Passività
(f=d+e)
18.857
19.407
(550)
Totale Patrimonio netto e passività
(c+f)
30.846
31.510
(664)
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Tabelle di dettaglio - TIM S.p.A.
108
Rendiconto finanziario
(milioni di euro)
2025
2024
Flusso monetario da attività operative:
Utile (perdita) dell'esercizio derivante dall'attività in funzionamento
(25)
(276)
Rettifiche per:
Ammortamenti
1.611
1.647
Svalutazioni (ripristini di valore) di attività non correnti (incluse partecipazioni)
69
26
Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite)
2
32
Minusvalenze (plusvalenze) da realizzo di attività non correnti (incluse partecipazioni)
2
(19)
Variazione dei fondi relativi al personale
(6)
(10)
Variazione delle rimanenze
5
(12)
Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti
(178)
219
Variazione dei debiti commerciali
(50)
Variazione netta dei crediti/debiti per imposte sul reddito
29
(5)
Variazione netta dei crediti/debiti vari e di altre attività/passività
(848)
(193)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative
(a)
611
1.409
Flusso monetario da attività di investimento:
Acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa
(645)
(920)
Contributi in conto impianti incassati
1
7
Acquisizione del controllo in imprese e rami d'azienda, al netto delle disponibilità acquisite
Corrispettivo incassato per la cessione del controllo in imprese controllate e di rami
d'azienda, al netto delle disponibilità cedute
4.169
Acquisizione/cessione di altre partecipazioni
(53)
Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie (esclusi i derivati attivi di
copertura e non)
(124)
2.504
Corrispettivo incassato/ rimborsato dalla vendita di attività immateriali, materiali, diritti
d'uso su beni di terzi e di altre attività non correnti
47
271
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento
(b)
(721)
5.978
Flusso monetario da attività di finanziamento:
Variazione delle passività finanziarie correnti e altre
1.012
(246)
Accensione di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
675
2.000
Rimborsi di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
(3.543)
(7.945)
Variazione dei derivati attivi/passivi di copertura e non
(85)
Corrispettivo incassato dalla vendita di strumenti rappresentativi di patrimonio netto
3
Corrispettivo pagato per l'acquisto di strumenti rappresentativi di patrimonio netto
Incassi per aumenti/rimborsi di capitale
Dividendi pagati
Variazioni di possesso in imprese controllate
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento
(c)
(1.853)
(6.276)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività cessate/attività non correnti
destinate ad essere cedute
(d)
(6)
(1.174)
Flusso monetario complessivo
(e=a+b+c+d)
(1.969)
(63)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio
(f)
(328)
(265)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio
(g=e+f)
(2.297)
(328)
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d’uso su beni di terzi
(milioni di euro)
2025
2024
Acquisti di attività immateriali
(466)
(511)
Acquisti di attività materiali
(461)
(476)
Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi
(127)
(248)
Totale acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza
(1.054)
(1.235)
Variazione debiti per acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi
409
315
Totale acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
cassa
(645)
(920)
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Tabelle di dettaglio - TIM S.p.A.
109
Informazioni aggiuntive del Rendiconto finanziario
(milioni di euro)
2025
2024
Imposte sul reddito (pagate)/incassate
(7)
143
Interessi pagati
(829)
(1.597)
Interessi incassati
340
645
Dividendi incassati
123
15
Analisi della cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette
(milioni di euro)
2025
2024
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
820
598
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
(1.148)
(863)
(328)
(265)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
456
820
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
(2.753)
(1.148)
(2.297)
(328)
Le ulteriori informazioni integrative, richieste dallo IAS 7, sono presentate nell’ambito della Nota “Indebitamento finanziario netto”
del Bilancio separato di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025.
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Indicatori After Lease - TIM S.p.A.
110
INDICATORI AFTER LEASE - TIM S.p.A.
Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e
finanziaria, la Società utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di
performance. In particolare, a seguito dell’adozione dell’IFRS 16, TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di
performance:
EBITDA AFTER LEASE TIM S.p.A. LIKE-FOR-LIKE
(milioni di euro)
2025
2024
Variazioni
assolute
%
EBITDA ORGANICO like-for-like
1.928
1.849
79
4,3
Canoni per leasing
(170)
(164)
(6)
3,7
EBITDA After Lease (EBITDA-AL) like-for-like
1.758
1.685
73
4,3
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO AFTER LEASE TIM S.p.A.
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Variazione
Indebitamento Finanziario Netto Rettificato
10.407
9.915
492
Leasing
(746)
(835)
89
Indebitamento Finanziario Netto Rettificato - After Lease
9.661
9.080
581
EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE TIM S.p.A.
(milioni di euro)
2025
2024
Variazione
EQUITY FREE CASH FLOW
20
(540)
560
Pagamenti contratti di Leasing (quota capitale)
(118)
(263)
145
EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE
(98)
(803)
705
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Riconciliazione del Patrimonio Netto consolidato
111
RICONCILIAZIONE DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
Risultato dell'esercizio
Patrimonio netto al 31.12
2025
2024
2025
2024
Patrimonio Netto e Risultato dell'esercizio di TIM S.p.A.
(155)
(1.242)
11.989
12.103
Patrimonio netto e risultato d'esercizio delle società consolidate al netto della quota di
pertinenza di Azionisti Terzi
1.624
751
12.954
12.267
Rettifiche di consolidamento sul Patrimonio Netto e Risultato dell'esercizio attribuibile ai
Soci della Controllante:
eliminazione del valore di carico delle partecipazioni consolidate
(24.851)
(23.793)
svalutazioni di partecipazioni in imprese controllate incluse nei risultati delle imprese
consolidate
117
284
10.101
9.979
eliminazione dell'avviamento iscritto nel bilancio della Capogruppo
(8.814)
(8.814)
iscrizione delle differenze positive derivanti dall'acquisto di partecipazioni, di cui:
- avviamenti
(52)
10.856
10.856
- allocazione del prezzo d'acquisto a poste dell'attivo e del passivo a seguito di
operazioni di aggregazione aziendale
9
9
valutazione degli strumenti derivati di copertura in ottica di Gruppo
12
(20)
55
52
effetto dell’eliminazione del valore di carico delle azioni della Capogruppo di
proprietà di TIM (ex Telecom Italia Finance)
57
56
dividendi infragruppo
(1.371)
(377)
variazioni di minusvalenze (plusvalenze) su vendite di partecipazioni
27
4
(528)
altre rettifiche
70
19
(141)
(230)
Patrimonio Netto e Risultato dell'esercizio attribuibile ai Soci della Controllante
297
(610)
12.219
11.957
Patrimonio netto e Risultato dell'esercizio attribuibile alle partecipazioni di minoranza
222
246
1.236
1.404
Patrimonio Netto e Risultato dell'esercizio del Bilancio Consolidato
519
(364)
13.455
13.361
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Organi sociali al 31 dicembre 2025
112
ORGANI SOCIALI AL 31 DICEMBRE 2025
Consiglio di Amministrazione
L’Assemblea degli azionisti ordinari di TIM S.p.A., tenutasi il 23 aprile 2024, ha nominato il Consiglio di Amministrazione stabilendo
in 9 il numero degli Amministratori e in tre esercizi (fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026) la durata del mandato. Il
Consiglio di Amministrazione, riunitosi il 24 aprile 2024, ha nominato Presidente Alberta Figari (che si qualifica come indipendente)
e Amministratore Delegato e Direttore Generale Pietro Labriola (che si qualifica come Amministratore esecutivo non indipendente).
L’attuale assetto di deleghe della Società prevede l'attribuzione:
al Presidente dei poteri di legge, Statuto e documenti di autodisciplina;
all’Amministratore Delegato, in sintesi, dei poteri necessari per compiere gli atti pertinenti all’attività sociale, ad eccezione di
quelli riservati al Consiglio di Amministrazione.
Al 31 dicembre 2025 il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. è così composto:
Presidente
Alberta Figari (indipendente)
Amministratore Delegato e Direttore Generale
Pietro Labriola
Consiglieri
Paola Camagni (indipendente)
Federico Ferro Luzzi (indipendente)
Paola Giannotti De Ponti (indipendente)
Giovanni Gorno Tempini
Umberto Paolucci (*) (indipendente)
Alessandra Perrazzelli (indipendente)
Stefano Siragusa (indipendente ai sensi del TUF)
Segretario
Agostino Nuzzolo
Dal 1° gennaio 2026 Umberto Paolucci (dimissionario) è stato sostituito da Lorenzo Cavalaglio (cooptato nel Consiglio di
Amministrazione del 21 dicembre 2025).
Il Consiglio di Amministrazione del 19 gennaio 2026 ha altresì accertato il possesso dei requisiti d’indipendenza, ai sensi dell’art. 148
del decreto legislativo n. 58/1998 e del Codice di Corporate Governance, dei Consiglieri Lorenzo Cavalaglio e Stefano Siragusa.
Al 31 dicembre 2025 sono presenti i seguenti Comitati consiliari:
Comitato per il Controllo e i Rischi , composto dai Consiglieri: Federico Ferro Luzzi (Presidente), Paola Camagni e Paola
Giannotti De Ponti;
Comitato per le Nomine e la Remunerazione, composto dai Consiglieri: Paola Giannotti De Ponti (Presidente), Umberto
Paolucci(**) e Alessandra Perrazzelli;
Comitato Parti Correlate, composto dai Consiglieri: Paola Camagni (Presidente), Federico Ferro Luzzi e Umberto Paolucci(***);
Comitato Sostenibilità, composto dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, Alberta Figari (Presidente),
dall’Amministratore Delegato Pietro Labriola, e dai Consiglieri Giovanni Gorno Tempini, Alessandra Perrazzelli e Stefano
Siragusa.
(**)  In data 19 gennaio 2026 Umberto Paolucci è stato sostituito da Lorenzo Cavalaglio.
(***) In data 19 gennaio 2026 Umberto Paolucci è stato sostituito da Stefano Siragusa..
Collegio Sindacale
L’Assemblea degli azionisti ordinari di TIM S.p.A. del 24 aprile 2024 ha nominato il Collegio Sindacale della Società con mandato
fino all’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2026.
Il Collegio Sindacale della Società risulta ad oggi così composto:
Presidente
Francesco Fallacara
Sindaci Effettivi
Anna Doro
Massimo Gambini
Francesco Schiavone Panni
Mara Vanzetta
Sindaci Supplenti
Massimiliano Di Maria
Laura Fiordelisi
Paolo Prandi
Carlotta Veneziani
Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione Rendicontazione di sostenibilità 2025 del Gruppo TIM, [21 a, b, c, d, e]; [22 a, b, c i, ii, iii,
d]; [G1 GOV-1 5 a]
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Organi sociali al 31 dicembre 2025
113
Società di Revisione
L’Assemblea degli Azionisti del 29 marzo 2019 ha conferito l’incarico per la revisione legale dei bilanci di TIM S.p.A. del novennio
2019-2027 a EY S.p.A..
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Il Consiglio di Amministrazione nella riunione del 24 aprile 2024 ha confermato Adrian Calaza Noia (Responsabile della Funzione di
Gruppo Chief Financial Office) quale Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili di TIM S.p.A. fino alla data del 6
novembre 2025. In pari data Piergiorgio Peluso ha assunto la carica di Chief Financial Officer e di Dirigente Preposto alla redazione
dei documenti contabili di TIM S.p.A..
Dirigente preposto alla rendicontazione di Sostenibilità
Il Consiglio di Amministrazione nella riunione dell’11 dicembre 2024 ha nominato Maria Enrica Danese (Responsabile della Funzione
di Gruppo Corporate Communication & Sustainability) quale Dirigente preposto alla rendicontazione di Sostenibilità di TIM S.p.A.. Il
Consiglio di Amministrazine del 11 dicembre 2025 ha confermato Maria Enrica Danese in tale ruolo per la medesima durata del
Consiglio di Amministrazione che l’ha nominata.
Relazione sulla gestione di
TIM S.p.A.
Macrostruttura  organizzativa al 31 dicembre 2025
114
MACROSTRUTTURA ORGANIZZATIVA AL 31 DICEMBRE 2025
CHAIRMAN
A. FIGARI
BOARD OF
DIRECTORS
Immagine4_FONDAZIONE TIM.jpg
CHIEF EXECUTIVE
OFFICER
P. LABRIOLA
COMPLIANCE
R. RAMONDINO
AUDIT
M. TURCONI
CHIEF STRATEGY,
BUSINESS DEVELOPMENT
&WHOLEBUY
OFFICE
C.G.E. ONGARO
CHIEF SECURITY
OFFICE
a.i. P. LABRIOLA
Immagine2_SPARKLE.jpg
CHIEF HUMAN
RESOURCES &
ORGANIZATION  OFFICE
P.CHIRIOTTI
CORPORATE
COMMUNICATION &
SUSTAINABILITY
M.E. DANESE
PUBLIC AFFAIRS
S. STRAZZULLO
LEGAL, REGULATORY
&TAX
A. NUZZOLO
PROCUREMENT &
LOGISTIC
G. LEONE
CHIEF FINANCIAL
OFFICE
P. PELUSO
CHIEF TECHNOLOGY
OFFICE
L. DE CARVALHO
CAPDEVILLE
CHIEF IT GROUP
OFFICE
R. MAZZILLI
CHIEF ENTERPRISE AND
INNOVATIVE
SOLUTIONS OFFICE
E. SCHIAVO
CHIEF CONSUMER,
SMALL & MEDIUM AND
MOBILE WHOLESALE
MARKET OFFICE
A. ROSSINI
PRESIDÊNCIA TIM S.A.
A.M. GRISELLI
Immagine1.png
Immagine3 TELSY.jpg
Immagine2.png
Immagine1 TIM SAN MARINO.jpg
Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione Rendicontazione di sostenibilità 2025 del Gruppo TIM, [66 a]
TIM_Bilancio_2025_Cover_Separatori_ITA_7.jpg
INDICE
RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ REDATTA AI SENSI DEL
D. LGS. 125/24
1. Informazioni generali ........................................................................................................
Nota metodologica e perimetro di rendicontazione ..........................................................................................................
Corporate Governance ...........................................................................................................................................................
Sistema di remunerazione .....................................................................................................................................................
Sistema di controllo ................................................................................................................................................................
Strategia ESG ...........................................................................................................................................................................
Coinvolgimento degli stakeholder e analisi di doppia rilevanza .......................................................................................
Politiche (MDR-P) ....................................................................................................................................................................
Indice dei contenuti ESRS ......................................................................................................................................................
2. Informazioni ambientali ...................................................................................................
Tassonomia UE .......................................................................................................................................................................
Cambiamenti climatici [ESRS E1] ..........................................................................................................................................
Uso delle risorse ed economia circolare [ESRS E5] .............................................................................................................
3. Informazioni sociali ............................................................................................................
Forza lavoro propria [ESRS S1] ..............................................................................................................................................
Lavoratori nella catena del valore [ESRS S2] .......................................................................................................................
Comunità e territori di riferimento [ESRS S3] ......................................................................................................................
Clienti e utilizzatori finali [ESRS S4] ......................................................................................................................................
4. Informazioni di governance .............................................................................................
Condotta delle imprese e gestione dei rapporti con i fornitori [ESRS G1] ........................................................................
1Pur non avendo dipendenti alla data del 31° dicembre 2025, Noovle Malta è inclusa nel perimetro di rendicontazione in quanto nel corso dell’anno ha avuto personale
dipendente fino al 1° dicembre 2025 e ha quindi contribuito ai dati sociali oggetto di reporting.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Criteri per la redazione
117
1. INFORMAZIONI GENERALI
Nota metodologica e perimetro di rendicontazione
Obbligo di informativa BP-1 - Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla
sostenibilità
[5 a]; [5 b i, ii]; [5 c, d, e]
Principi di rendicontazione
La Rendicontazione di Sostenibilità del Gruppo TIM è redatta in conformità alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD),
recepita nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. 125/2024, e in linea con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).
Nella sezione “Ambiente” sono incluse le informazioni richieste dall’articolo 8 del Regolamento 852/2020 “Tassonomia Europea" e
dai relativi atti delegati. La Rendicontazione è predisposta su base consolidata ed è stata approvata dal Consiglio di
Amministrazione (di seguito “CdA”) in data 11 marzo 2026.
La Rendicontazione di Sostenibilità include dati e informazioni relativi a TIM S.p.A. (Capogruppo) e alle società da essa controllate e
consolidate integralmente al 31 dicembre 2025, in coerenza con il perimetro del bilancio consolidato del Gruppo TIM, salvo le
specificità indicate di seguito. Il perimetro include tutte le società del Gruppo che soddisfano specifici criteri di materialità. È incluso
anche il Gruppo Sparkle che, alla medesima data, risulta ancora parte integrante del Gruppo TIM, anche se nel bilancio consolidato
finanziario è stato classificato come Discontinued Operations ai sensi dell’IFRS 5, quale attività destinata alla vendita.
Perimetri tematici di rendicontazione
I perimetri tematici di rendicontazione sono definiti a partire dal perimetro di consolidamento al 31 dicembre 2025 e applicando
specifici criteri di significatività, come di seguito descritti.
Perimetro ambientale
Con riferimento alle modalità di calcolo del perimetro ambientale, l’ambito di analisi è stato definito a partire dal bilancio
consolidato della semestrale 2025 della Business Unit Domestic, tenendo conto delle modifiche intervenute a luglio 2024.
Nell’analisi sono state incluse le società che soddisfano almeno uno dei seguenti criteri di significatività:
0,5% del fatturato totale (k€);
0,5% del numero totale di dipendenti (n);
0,1% della spesa totale per energia e fluidi (k€).
Sulla base di tali criteri, rientrano nel perimetro ambientale le seguenti 11 società: TIM S.p.A.; Telecom Italia Sparkle S.p.A.; TI
Sparkle Grecia; TI Sparkle Turchia; Panama Digital Gateway; Noovle S.p.A.; Olivetti S.p.A.; Telecontact Center S.p.A.; Telsy S.p.A.;
TIM Retail S.r.l.; TIM S.A..
Di queste, 10 società rientrano nel perimetro della Business Unit Domestic, mentre TIM S.A. è inclusa nel perimetro Brasile.
Nell’ambito di specifici obblighi di informativa in materia ambientale, il termine “BU Domestic” (oTIM Domestic”) identifica
pertanto le società ricomprese nel perimetro ambientale con esclusione di TIM S.A. (perimetro “Brasile”).
Perimetro social
In ambito sociale, i dati relativi alla forza lavoro includono tutte le società del Gruppo nelle quali è presente almeno un dipendente
nel corso dell’esercizio, in coerenza con il perimetro del bilancio consolidato.
Alla data del 31 dicembre 2025 rientrano in tale perimetro 17 società: TIM S.p.A.; Telecom Italia Sparkle S.p.A.; Noovle S.p.A.;
Noovle Malta1; Olivetti S.p.A.; Telecontact Center S.p.A.; Telsy S.p.A.; TIM Retail S.r.l.; TI Trust Technologies S.r.l.; QTI S.r.l.; Mindicity
S.r.l.; le società estere controllate da Telecom Italia Sparkle S.p.A.; TIM San Marino S.p.A.; Telefonia Mobile Sammarinese S.p.A.; TIM
Finance S.p.A.; TIM Capital; TIM S.A..
Di queste, 14 società rientrano nel perimetro della “BU Domestic” (o "TIM Domestic"), TIM S.A entra nel perimetro Brasile, mentre
TIM Finance e TIM Capital sono indicate come "altro".
Con riferimento a specifici datapoint previsti dall’obbligo di informativa ESRS S1 “Forza lavoro propria”, è richiesta la presentazione
dei dati distinti per Paese sulla base di un criterio di rilevanza, individuato in 50 o più dipendenti che rappresentino almeno il 10%
del totale dei dipendenti del Gruppo. L’applicazione di tale criterio comporta l’individuazione delle società operative in Italia e in
Brasile. Nel perimetro “Italia” rientrano: TIM S.p.A., Telecom Italia Sparkle S.p.A., Noovle S.p.A., Olivetti S.p.A., Telecontact Center
S.p.A., Telsy S.p.A., TIM Retail S.r.l., TI Trust Technologies S.r.l., QTI S.r.l. e Mindicity S.r.l..
Per taluni obblighi informativi previsti dalla CSRD, il Gruppo riporta, a fini di completezza informativa, anche iniziative realizzate
dalla Fondazione TIM in Italia e dall’Instituto TIM in Brasile. Tali enti, dotati di autonoma personalità giuridica e bilanci separati, non
rientrano nel perimetro di consolidamento del Gruppo; tuttavia, le loro attività, volte a promuovere progetti a impatto sociale nei
settori dell’inclusione, dell’educazione e dello sviluppo delle competenze, contribuiscono alla generazione di impatti positivi sui
territori e sulle comunità di riferimento.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Criteri per la redazione
118
Considerazione della catena del valore e completezza informativa
La Rendicontazione di Sostenibilità tiene conto, ove rilevante e possibile, anche della catena del valore, al fine di fornire una
rappresentazione completa degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alle attività del Gruppo, includendo gli attori
coinvolti sia a monte sia a valle. Tale approccio trova applicazione, in primo luogo, nell’analisi di rilevanza degli impatti, rischi e
opportunità (IRO), ove è specificato se essi si riferiscano alle attività del Gruppo o alla relativa catena del valore (cfr.“Obbligo di
informativa SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale”).
Le informazioni nell’ambito delle politiche, degli obiettivi e delle iniziative che coinvolgono attori a monte o a valle sono fornite
secondo il medesimo principio; analogamente, anche le metriche includono, ove applicabile, dati riferiti alla catena del valore,
come nel caso delle emissioni di gas a effetto serra Scope 3.
Nella predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità, il Gruppo TIM ha fornito un’informativa completa anche con
riferimento a informazioni sensibili, incluse quelle riguardanti brevetti, proprietà intellettuali, know-how e risultati dell’innovazione,
senza avvalersi delle esenzioni previste a tutela di eventuali vantaggi competitivi.
Analogamente, sono state fornite le informazioni suscettibili di influenzare il mercato o gli azionisti, incluse quelle relative a novità
finanziarie, modifiche sostanziali o questioni in fase di negoziazione o sviluppo, senza ricorrere all’esenzione prevista per gli sviluppi
imminenti o le questioni oggetto di negoziazione.
Obbligo di informativa BP-2 - Informativa in relazione a circostanze specifiche
[9 a, b]; [10 a, b, c, d]; [11 a, b i,ii]; [13 a, b, c]; [14 a, b, c]; [15]; [16]
Orizzonti temporali di riferimento
Nella Rendicontazione di Sostenibilità sono adottati i seguenti orizzonti temporali di riferimento, al fine di garantire una lettura
coerente delle analisi, dei target e dei rischi connessi alle tematiche di sostenibilità:
Breve periodo: 1 anno;
Medio periodo: entro 5 anni;
Lungo periodo: oltre 5 anni.
Nel 2025 è stato effettuato un aggiornamento degli orizzonti di medio e lungo periodo rispetto a quanto definito nell’esercizio
precedente, al fine di allineare le definizioni degli stessi a quanto suggerito dall’ESRS 1. La nuova articolazione temporale è in linea
con il quadro di riferimento utilizzato per l’aggiornamento dell’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità, nonché con la
definizione dei target ESG di Piano.
Criteri metodologici, stime e limitazioni informative
Nell’ambito della Rendicontazione di Sostenibilità, al fine di garantire una rappresentazione completa e trasparente delle
informazioni, sono inoltre segnalate eventuali stime o assunzioni utilizzate, nonché possibili limitazioni nella disponibilità dei dati.
A seguito dello scorporo del ramo NetCo dell’azienda, avvenuto nel luglio 2024, è stato sottoscritto un master service agreement
che disciplina i rapporti tra TIM S.p.A. e FiberCop. In assenza di criteri puntuali di attribuzione dei consumi, il Gruppo ha fatto ricorso,
ove necessario, a stime basate sulle migliori informazioni disponibili per la determinazione dei dati relativi agli uffici utilizzati dal
personale TIM e alle infrastrutture in colocation.
Con riferimento ad alcuni calcoli relativi alle categorie di emissioni di Scope 3, il Gruppo ha utilizzato assunzioni e dati provenienti
da fonti di terze parti. Le stime e le ipotesi adottate si basano su fonti consolidate e riconosciute a livello internazionale e non
presentano un livello di incertezza di misura significativo. Ulteriori informazioni sulle metodologie applicate sono riportate nei
paragrafi dedicati.
In relazione alle limitazioni informative sopra descritte, per alcune metriche che richiedono dati aggiuntivi o sistemi di raccolta più
articolati il Gruppo ha adottato un approccio graduale di attuazione (phase-in), come previsto dall’ESRS 1 con l’obiettivo di
pervenire a una piena copertura entro le scadenze previste dalla normativa. Le informazioni prospettiche sono state sviluppate
partendo da ipotesi e stime relative a eventi futuri e alle possibili azioni che il Gruppo potrà intraprendere.
Anche con riferimento alle informazioni finanziarie associate alle azioni, si riportano alcune precisazioni metodologiche. In generale,
ove rilevanti, sono indicate le spese operative (OpEx) e le spese in conto capitale (CapEx) connesse alle iniziative. Per alcune azioni
tali informazioni non possono essere fornite in modo puntuale, in ragione della natura non univoca delle spese (ad esempio costi
indiretti, costi condivisi o costi Intercompany), né risulta sempre disponibile una riconciliazione analitica tra OpEx e CapEx delle
singole azioni e le specifiche voci del conto economico consolidato del Gruppo TIM.
È attualmente in corso un processo di rafforzamento delle modalità di raccolta e monitoraggio dei dati, finalizzato a migliorare il
livello di dettaglio informativo nei prossimi cicli di reporting del Gruppo. Allo stato attuale sulla base della natura delle iniziative, è
possibile una riconduzione alta alle note pertinenti del Bilancio consolidato.
CapEx
N°5 Attività immateriali:
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Criteri per la redazione
119
Attività immateriali a vita utile definita
Attività immateriali in corso e acconti
N°6 Attività materiali:
Terreni
Fabbricati civili e industriali
Impianti e macchinari
Attrezzature industriali e commerciali
Altri beni
Attività materiali in corso e acconti
N°7 Diritti d’uso:
Immobili
Impianti e macchinari
Altri beni materiali
Attività materiali in corso e acconti
Attività immateriali
OpEx
 N° 28 Acquisti di materie e servizi:
Acquisti di materie prime e merci
Costi per prestazioni di servizio:
Quote di ricavo da riversare ad altri operatori
Costi per servizi di accesso a reti di telecomunicazioni
Ospitalità e delivery
Commissioni, provvigioni e altre spese commerciali
Spese di pubblicità e promozione
Consulenze e prestazioni professionali
Consumi energetici
Spese di manutenzione
Costi per altri servizi in outsourcing
Spese invio fatture, elenchi telefonici, altro materiale
Altre spese per servizi
Costi per godimento di beni di terzi:
Affitti e locazioni
Canoni per locazioni di circuiti
Altri costi per godimento di beni di terzi
N°29 Costi del personale:
Costi ordinari del personale:
Salari e stipendi
Oneri sociali
Altri costi connessi al personale dipendente
Costi e accantonamenti per lavoro somministrato
Oneri diversi del personale e altre prestazioni lavorative:
Oneri di ristrutturazione aziendale e per esodi agevolati
Altri
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Criteri per la redazione
120
Evoluzione metodologica e comparabilità delle emissioni
In relazione al periodo di rendicontazione 2024, per il quale erano state pubblicate le categorie emissive di Scope 3 n. 1, 2, 3, 11 e 12,
nel corso del 2025 il Gruppo TIM ha avviato una revisione metodologica del calcolo delle emissioni, con particolare riferimento
alle categorie 1, 3 e 11, per aumentarne l'accuratezza.
In particolare, nell’ambito della Categoria 1 (beni e servizi acquistati) è stata applicata una metodologia più avanzata (Average-
data method) agli acquisti di device; nella Categoria 3 (attività legate ai combustibili e all’energia) è stata integrata la
contabilizzazione delle perdite di rete associate alla fornitura di energia rinnovabile, in coerenza con la norma ISO 14064; per la
Categoria 11 (uso dei prodotti venduti) sono stati aggiornati i fattori emissivi relativi agli smartphone, utilizzando dati più puntuali e
rappresentativi.
L’applicazione retroattiva di tali affinamenti metodologici ai dati 2024 è stata oggetto di analisi; tuttavia, poiché lo scostamento
complessivo rispetto ai valori pubblicati è risultato inferiore alla soglia di materialità (circa -3,4% a livello di Gruppo), non si è
ritenuto necessario procedere a un restatement dei dati 2024. Le nuove metodologie sono pertanto applicate a partire dal 2025.
Nel corso del 2025 è stato inoltre effettuato un ampliamento del perimetro di rendicontazione dello Scope 3, attraverso
l’integrazione di ulteriori categorie applicabili al Gruppo TIM (Categorie 4, 5, 6, 7, 9, 13, 14 e 15).
Tali categorie sono state calcolate anche con riferimento al 2024 a fini comparativi, consolidando il 2024 come anno di baseline a
supporto del nuovo Piano di Transizione, la cui finalizzazione è prevista nel corso del 2026 (si veda l’obbligo di informativa E1-1
“Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici”).
Revisioni e rettifiche dei dati energetici e delle emissioni
Nel corso del 2025 è stata effettuata una revisione dei dati di consumo energetico per il calcolo delle emissioni di gas a effetto
serra (GHG) di Scope 1 relative all’esercizio 2024, con l’obiettivo di consolidare la qualità dei dati rendicontati in un contesto
caratterizzato da una significativa discontinuità organizzativa e in ottica di miglioramento continuo. In tale attività di
consolidamento è stato inoltre effettuato un aggiustamento su alcuni consumi di specifiche entità del Gruppo, in particolare di TIM
S.p.A.
In coerenza con i principi di trasparenza, affidabilità e comparabilità della rendicontazione previsti dalla CSRD e dagli ESRS, tali
consumi sono stati riprocessati e correttamente riallocati alle entità competenti, con conseguente aggiornamento dei valori
aggregati dei consumi energetici e delle emissioni di Scope 1 riportati per il 2024. I dati sono stati pertanto rettificati e
correttamente ricollocati nelle tabelle di riferimento.
È stato inoltre effettuato un aggiornamento relativo al fattore emissivo utilizzato per il calcolo delle emissioni biogeniche di Scope 1
relative al 2024; i dati sono stati quindi ricalcolati e aggiornati al fine di garantirne l’accuratezza e la comparabilità.
Perimetro informativo e rinvii ad altre sezioni
In un’ottica di completezza e trasparenza informativa, il Gruppo TIM include nella propria Rendicontazione di Sostenibilità, ove
rilevante, anche informazioni richieste da altre normative o da standard generalmente accettati; in caso di applicazione parziale di
tali riferimenti, sono forniti rimandi puntuali ai paragrafi applicati.
Al fine di agevolare la consultazione del documento, alcune informazioni sono inoltre fornite mediante rinvio ad altre sezioni della
Rendicontazione, con esplicita indicazione dell’obbligo informativo ESRS o dell’elemento specifico di riferimento (ad esempio: “si
veda obbligo di informativa ESRS 2 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione”).
Corporate Governance
Obbligo di informativa GOV-1 - Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
[21 a, b, c, d, e]; [22 a, b, c i, ii, iii, d]; [23 a, b]; [G1 GOV-1 5 a]
Composizione e caratteristiche degli organi di amministrazione e controllo
Il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A., nominato dall’Assemblea degli Azionisti del 23 aprile 2024 per il triennio 2024-2026,
è composto da nove Consiglieri, di cui un Consigliere esecutivo (l’Amministratore Delegato, cui è conferita anche la carica di
Direttore Generale) e otto Consiglieri non esecutivi, inclusa la Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Alla data del 31 dicembre 2025, la composizione del Consiglio risulta invariata, ad eccezione della cooptazione di Alessandra
Perrazzelli in sostituzione della Consigliera dimissionaria Domitilla Benigni, deliberata il 25 settembre 2025. A decorrere dal 1°
gennaio 2026 sono divenute efficaci le dimissioni del Consigliere Umberto Paolucci e la contestuale cooptazione del Prof. Avv.
Lorenzo Cavalaglio, deliberata il 21 dicembre 2025 e successivamente approvata dall’Assemblea degli Azionisti il 28 gennaio 2026.
Alla medesima data, sei Consiglieri, pari al 67% del totale, risultano qualificati come indipendenti ai sensi dell’art. 148 del TUF e
del Codice di Corporate Governance.
Il Gruppo promuove una governance equilibrata e plurale, favorendo la presenza del genere meno rappresentato nel Consiglio di
Amministrazione. Nel 2025, la rappresentanza femminile è pari al 44% (quattro Consigliere su nove), in linea con quanto previsto
dall’articolo 9.1 dello Statuto, che stabilisce una soglia almeno pari a due quinti del totale.
2 Si è dimessa il 25/09/2025.
3 Si è dimesso con efficacia a decorrere dal 01/01/2026, Lorenzo Cavalaglio è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti a decorrere dal 01/01/2026.
4 Qualificato come indipendente ai sensi dell’art. 148 del TUF fino al 31/12/2025. Dal 1/01/2026 è indipendente anche ai sensi del Codice di Corporate Governance.
5 Cooptata in data 25/09/2025 e successivamente nominata dall’Assemblea degli Azionisti del 28/01/2026.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Governance
121
La composizione del Consiglio assicura un’adeguata eterogeneità in termini di età, background professionale, competenze
linguistiche ed esperienze settoriali e internazionali. Le esperienze dei Consiglieri, coerenti con il settore di attività del Gruppo e con i
contesti geografici in cui opera, sono riconducibili a macro-ambiti funzionali al modello di business, alle esigenze di governance e ai
principali profili di rischio e opportunità.
Composizione e competenze del Consiglio di Amministrazione
Indipendenza
Età
Lingue
Digital TLC
Technology
Finance
(M&A)                       
Risk                   
Audit
Corporate
Governance
Legal
Esperienza in
settori diversi
dal TLC
Esperienza
internazionale
Domitilla Benigni 2
SI
50-60
IT-EN
X
X
Paola Camagni
SI
50-60
IT-EN-FR
X
X
Federico Ferro Luzzi
SI
50-60
IT-EN
X
X
X
Alberta Figari
SI
>60
IT-EN
X
X
X
Paola Giannotti De Ponti
SI
>60
IT-EN-FR-ES
X
X
X
X
Giovanni Gorno Tempini
NO
>60
IT-EN
X
X
X
Pietro Labriola
NO
50-60
IT-EN-PT
X
X
Umberto Paolucci 3
SI
>60
IT-EN
X
X
X
Stefano Siragusa 4
SI
50-60
IT-EN
X
X
X
X
Alessandra Perrazzelli 5
SI
>60
IT-EN-FR
X
X
X
X
X
In tale contesto, il Consiglio assicura un adeguato presidio delle competenze rilevanti, incluse quelle in materia di sostenibilità.
Con riferimento alle competenze ESG, il Consiglio di Amministrazione ne assicura la disponibilità sia direttamente, attraverso la
composizione e la complementarità dei profili dei Consiglieri, sia indirettamente, avvalendosi del supporto delle funzioni aziendali
competenti, inclusa la Direzione Corporate Communication & Sustainability, nonché, ove necessario, di contributi specialistici. Tale
supporto è reso disponibile anche ai membri del Collegio Sindacale.
All’interno del Consiglio di Amministrazione, le competenze ESG risultano in particolare concentrate in cinque Consiglieri (Figari,
Gorno Tempini, Labriola, Perrazzelli e Siragusa), che apportano esperienze ed expertise specifiche maturate, tra l’altro, nei seguenti
ambiti:
governance e funzionamento di comitati endoconsiliari con responsabilità in materia di sostenibilità;
integrazione dei fattori ESG nelle strategie di imprese e istituzioni;
regolamentazione e profili di compliance in ambito ESG;
sostenibilità ambientale e valutazione degli impatti ambientali di attività e infrastrutture;
innovazione e trasformazione digitale a supporto degli obiettivi di sostenibilità.
Le competenze ESG del Consiglio di Amministrazione consentono la supervisione efficace e l’integrazione delle tematiche di
sostenibilità nella strategia aziendale, con focus sui rischi climatici legati alla gestione delle infrastrutture, sui rischi di sicurezza
delle informazioni e protezione dei dati, nonché sui rischi di conformità derivanti dall’evoluzione normativa.
Il Collegio Sindacale, rinnovato dall’Assemblea degli Azionisti del 23 aprile 2024, è composto da cinque sindaci effettivi, tra cui il
Presidente, e quattro sindaci supplenti, in applicazione dell’articolo 17 dello Statuto. Alla data del 31 dicembre 2025, la
composizione risulta invariata.
Nel 2025, la rappresentanza femminile nel Collegio Sindacale è pari al 40%: dei cinque sindaci effettivi, tre sono di genere maschile
e due di genere femminile; dei quattro sindaci supplenti, due sono di genere maschile e due di genere femminile.
Il Collegio valuta periodicamente i requisiti di professionalità dei propri componenti e, nel 2025, l’autovalutazione ha confermato un
assetto equilibrato e diversificato in termini di competenze professionali e percorsi formativi.
Composizione e competenze del Collegio Sindacale
Età
Lingue
Digital TLC
Technology
Finance
(M&A)                                         
Risk                   
Audit
Corporate
Governance
Legal
Esperienza in
settori diversi
dal TLC
Esperienza
internazionale
settori
Francesco Fallacara
>60
IT-EN
 
X
X
 
X
Anna Doro
>60
IT-EN
 
X
X
 
X
Massimo Gambini
>60
IT-EN
 
X
X
 
X
Mara Vanzetta
50-60
IT-EN
 
X
X
 
X
Francesco Schiavone Panni
>60
IT-EN
 
X
X
 
X
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Governance
122
Nella scelta dei Consiglieri e dei componenti del Collegio Sindacale è esclusa qualsiasi forma di discriminazione fondata, tra l’altro,
su etnia, nazionalità, paese di origine, sesso, orientamento sessuale, religione, opinione politica o altre condizioni personali.
Il Gruppo non prevede la rappresentanza sindacale negli organi di amministrazione, direzione e vigilanza.
Funzioni del Consiglio di Amministrazione e comitati endo consiliari
Il Consiglio di Amministrazione della capogruppo TIM esercita funzioni di indirizzo e supervisione strategica, perseguendo la
creazione di valore nel medio-lungo periodo e tenendo conto degli interessi degli stakeholder, nella prospettiva della sostenibilità
dell’impresa.
Nell’ambito delle proprie responsabilità, il Consiglio:
definisce e approva i piani strategici, industriali, finanziari e di sostenibilità del Gruppo e ne monitora periodicamente
l’attuazione;
valuta le performance aziendali e finanziarie del Gruppo e delle principali società controllate, sulla base delle informazioni
fornite dall’Amministratore Delegato, verificando la coerenza dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi programmati;
valuta periodicamente, con il supporto del Comitato Sostenibilità, i progressi rispetto agli obiettivi del piano di sostenibilità e
l’eventuale necessità di azioni correttive;
assicura il rispetto dei principi etici e di responsabilità sociale sanciti nel Codice Etico e di Condotta del Gruppo, vigila sulla
conformità alle normative applicabili e approva il Codice Etico e di Condotta del Gruppo nonché il Modello di Organizzazione,
Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001, nominando i componenti dell’Organismo di Vigilanza, sentito il parere del
Comitato per il Controllo e i Rischi e del Collegio Sindacale;
definisce le linee guida del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) e ne verifica periodicamente
l’adeguatezza e il corretto funzionamento, assicurando che i principali rischi aziendali siano identificati, monitorati e gestiti in
modo appropriato;
approva, con cadenza almeno annuale e previo parere del Comitato per il Controllo e i Rischi, i Piani della Direzione Compliance
e della Direzione Audit;
assicura la trasparenza delle comunicazioni finanziarie e non finanziarie verso il mercato e gli investitori.
Nell’esercizio delle proprie funzioni, il Consiglio è supportato da quattro comitati endoconsiliari con funzioni consultive,
propositive, istruttorie e di monitoraggio: il Comitato per il Controllo e i Rischi, il Comitato per le Nomine e la Remunerazione, il
Comitato Parti Correlate e il Comitato Sostenibilità, ciascuno disciplinato da un apposito regolamento.
Il Comitato Sostenibilità, istituito nell’aprile 2021 e presieduto dalla Presidente del Consiglio di Amministrazione, supporta il
Consiglio nel presidio delle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG). In tale ambito, interagisce con il Comitato per le
Nomine e la Remunerazione per l’integrazione degli obiettivi ESG nella politica di remunerazione e con il Comitato per il Controllo e
i Rischi in relazione all’analisi di doppia rilevanza e alla Rendicontazione di Sostenibilità.
A conferma dell’impegno della Società sui temi ESG, il Consiglio del 29 maggio 2024 ha modificato i Principi di autodisciplina
prevedendo l’inclusione dell’Amministratore Delegato nel Comitato Sostenibilità; è inoltre assicurata la partecipazione della
Direzione Corporate Communication & Sustainability alle riunioni del Comitato.
L’integrazione delle pratiche di sostenibilità nelle operazioni aziendali è affidata alla Direzione Corporate Communication &
Sustainability, a diretto riporto dell’Amministratore Delegato. Nell’ambito di tale struttura, la funzione Sustainability, in
collaborazione con le Funzioni aziendali competenti, coordina il Piano ESG di Gruppo e i relativi target, le iniziative di sostenibilità
sociale e ambientale, la predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità e il presidio degli indici e rating di sostenibilità.
Il Collegio Sindacale scambia informazioni rilevanti con il Comitato per il Controllo e i Rischi e con il Comitato Sostenibilità, con
particolare riferimento al processo di predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità, vigilando affinché essa sia redatta in
conformità al quadro normativo di riferimento e agli standard applicabili. Il Presidente del Collegio Sindacale, o un Sindaco
designato, partecipa ai lavori dei comitati endoconsiliari, restando ferma la facoltà per gli altri Sindaci di partecipare alle riunioni.
In Brasile, TIM S.A. dispone di una propria struttura di governance, composta da un Consiglio di Amministrazione supportato da
quattro comitati (Audit, Remunerazione, Controllo e Rischi ed ESG), nonché da un Consiglio Fiscale e da una Diretoria. Le tematiche
di sostenibilità sono presidiate dalla Direzione Regulation, Institutions, Public Relations & Sustainability e, a livello strategico, dal
Comitato ESG, che riferisce periodicamente al Consiglio di Amministrazione.
Sistema di controllo interno e gestione dei rischi
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) disciplina le modalità attraverso cui gli impatti, i rischi e le
opportunità sono monitorati e presidiati a livello di Gruppo, assicurando la supervisione dei processi di identificazione, valutazione,
monitoraggio e gestione degli stessi da parte degli organi di direzione, amministrazione e controllo, ciascuno secondo le proprie
responsabilità.
Il SCIGR costituisce un elemento fondamentale dell’assetto di governance del Gruppo ed è composto da regole, procedure e
strutture organizzative finalizzate a garantire una gestione sana e coerente dei principali rischi aziendali, inclusi quelli ESG, in
coerenza con gli obiettivi strategici del Gruppo, "il Codice Etico e di Condotta" e i "Principi di Autodisciplina". Il sistema trova
applicazione a livello di Gruppo, tenendo conto delle specificità operative delle singole realtà.
Con riferimento all’assetto operativo del sistema, il SCIGR si articola su tre livelli di controllo:
il primo livello, affidato al management, responsabile dell’identificazione, valutazione e gestione degli impatti, dei rischi e
delle opportunità di competenza, nonché della definizione e attuazione delle azioni di mitigazione; in ambito ESG, la funzione
Sustainability identifica e valuta l’entità degli impatti, rischi e opportunità di sostenibilità rilevanti con le funzioni di Risk
Management, Compliance e Finance;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Governance
123
il secondo livello, rappresentato dal Dirigente Preposto della Rendicontazione Finanziaria, dal Dirigente Preposto della
Rendicontazione di Sostenibilità, dal Data Protection Officer e dalle funzioni di Enterprise Risk Management, Health & Safety,
Direzione Compliance e Tax Office e altre funzioni di controllo, che definiscono le metodologie di misurazione e monitoraggio e
supportano il management nella valutazione e mitigazione dei rischi;
il terzo livello, svolto dalla Direzione Audit, che valuta in modo indipendente l’adeguatezza e l’efficacia del disegno e del
funzionamento complessivo del Sistema di Controllo Interno, anche mediante attività di verifica sul primo e secondo livello.
Il Governo e la supervisione del SCIGR sono affidati al Consiglio di Amministrazione che:
verifica l’adeguatezza, l’efficacia e il corretto funzionamento del SCIGR, assicurando che i principali rischi aziendali, inclusi quelli
legati ai temi rilevanti, siano correttamente identificati, monitorati e gestiti nel tempo. A tal fine, il Consiglio valuta con cadenza
semestrale l’adeguatezza e l’efficacia del SCIGR, anche sulla base degli esiti delle verifiche svolte dalla Direzione Audit e dei
contributi delle altre funzioni di controllo, e definisce il livello di rischio accettabile in coerenza con gli obiettivi strategici di lungo
termine (Risk Appetite);
istituisce al proprio interno il Comitato per il Controllo e i Rischi, con il supporto del quale effettua le valutazioni e assume le
decisioni relative al SCIGR, nonché gli altri comitati endoconsiliari con funzioni consultive, propositive o istruttorie, disciplinati
nei Principi di Autodisciplina e nei rispettivi regolamenti.
La gestione del SCIGR è affidata all'Amministratore Delegato, al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili
e al Dirigente Preposto di Sostenibilità, ciascuno per le proprie competenze, per garantire l'adeguatezza e la funzionalità del
Sistema in un'ottica risk-based. A settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione di TIM ha creato lo Steering Committee SCIGR,
guidato dall'Amministratore Delegato, per identificare, definire e monitorare le iniziative di miglioramento del Sistema di Controllo
Interno e Gestione dei Rischi aziendali, sulla base di un'analisi integrata delle attività svolte dalle funzioni di controllo e dalle altre
funzioni aziendali. Il 27 settembre 2023 il CdA di TIM ha inoltre approvato, dietro parere del Comitato per il Controllo e i Rischi, le
“Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione Rischi del Gruppo TIM” (“Linee di indirizzo SCIGR”) che definiscono
l’architettura dello SCIGR, i principali ruoli e responsabilità aziendali in materia di SCIGR, le modalità di coordinamento e i flussi
informativi tra i soggetti coinvolti, e il processo di valutazione periodica del SCIGR di TIM.
Il Collegio Sindacale gioca un ruolo chiave nell'assicurare l'efficacia del SCIGR, in linea con il Codice di Corporate Governance. Riceve
le informazioni necessarie per svolgere i propri compiti di vigilanza, inclusi i Rapporti di Audit e le relazioni periodiche della Direzione
Audit, ed ha la facoltà di richiedere alla Direzione Audit la predisposizione tempestiva di relazioni su eventi di particolare rilevanza.
Assetto operativo, di gestione e di governance dello SCIGR
image.png
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Governance
124
Obbligo di informativa GOV-2 - Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione
e controllo dell’impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate
[26 a, b, c]
La gestione e il presidio delle tematiche rilevanti per il Gruppo si basano su un sistema strutturato di flussi informativi e processi
che coinvolge il Consiglio di Amministrazione, i Comitati endoconsiliari e gli organi di controllo.
Il Consiglio di Amministrazione è informato periodicamente sugli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti, inclusi quelli di natura
ambientale, sociale e di governance (ESG), nonché sulle azioni e sulle politiche adottate per la loro gestione. Tale informativa
avviene anche tramite i Comitati endoconsiliari, in particolare il Comitato per il Controllo e i Rischi e il Comitato di Sostenibilità, che
operano sulla base di un’agenda definita annualmente.
Anche il Collegio Sindacale è coinvolto in tali flussi informativi, avendo accesso a tutta la documentazione e alle informazioni
necessarie per lo svolgimento delle proprie funzioni di controllo e partecipando ai lavori dei Comitati endoconsiliari.
Con riferimento ai temi di sostenibilità, l’esito del processo di analisi di doppia rilevanza, che individua gli impatti, i rischi e le
opportunità ESG rilevanti e costituisce la base della Rendicontazione di Sostenibilità, è presentato annualmente dalla Direzione
Corporate Communication & Sustainability in seduta congiunta al Comitato per il Controllo e i Rischi, al Comitato di Sostenibilità e
al Collegio Sindacale, e successivamente al Consiglio di Amministrazione.
Gli organi di amministrazione, direzione e controllo del Gruppo TIM utilizzano il processo di Enterprise Risk Management (ERM) per
identificare, valutare quantificare e presidiare i rischi significativi per l’Azienda, inclusi quelli connessi alle tematiche ESG. Il processo
ERM è continuo e coinvolge tutte le funzioni aziendali competenti (Risk Owner), che partecipano a periodiche attività di Risk
Assessment finalizzate all’aggiornamento dei profili di rischio, compresi quelli emergenti.
Il processo di Enterprise Risk Management prevede le seguenti principali attività:
identificazione e aggiornamento del portafoglio complessivo dei rischi, in collaborazione con i Risk Owner, attraverso l’analisi
del Piano Industriale e dei progetti di investimento, il monitoraggio del contesto macroeconomico e regolatorio e l’analisi dei
rischi a cui possono essere esposti gli asset aziendali;
valutazione quantitativa dei rischi, sia a livello di singolo rischio sia in un’ottica di portafoglio, tenendo conto delle possibili
correlazioni;
supporto al management nella definizione del risk appetite e delle relative Tolerance, validate preliminarmente dal
Comitato per il Controllo e i Rischi e successivamente approvate dal Consiglio di Amministrazione;
definizione e monitoraggio dei piani di mitigazione dei rischi, con aggiornamenti periodici al Comitato per il Controllo e i
Rischi sul livello di rischio rilevato rispetto alle Tolerance approvate e successiva sottoposizione al Consiglio di
Amministrazione;
gestione del flusso informativo verso il top management e gli organi di controllo, mediante la predisposizione di reportistica
periodica o su richiesta, a supporto delle attività di valutazione del SCIGR;
gestione dello Steering Committee ERM, finalizzata a monitorare lo stato delle Tolerance e a coordinare i Risk Owner
nell’adozione tempestiva di eventuali azioni correttive.
Il modello di gestione dei rischi adotta un approccio integrato che considera anche le tematiche di sostenibilità, includendo i
rischi economici, ambientali, sociali e di governance rilevanti per gli stakeholder, in coerenza con l’analisi di doppia rilevanza.
Gli impatti individuati attraverso tale analisi sono integrati nelle strategie aziendali, nei processi decisionali e nel sistema di
Enterprise Risk Management, assicurando che le decisioni strategiche siano informate da una visione completa dei potenziali
impatti, rischi e opportunità.
Per una descrizione dettagliata dei processi di individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti dal
punto di vista ESG si rimanda agli obblighi informativi IRO-1 "Descrizione del processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e
le opportunità rilevanti", E1 IRO-1 "Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
legati al clima", ed E5 IRO-1 "Impatti, rischi e opportunità rilevanti – Uso delle risorse ed economia circolare".
La lista degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti affrontati dagli organi di amministrazione, direzione e controllo, o dai
relativi comitati, nel periodo di riferimento è riportata nell’obbligo informativo ESRS 2 SBM-3 “Impatti, rischi e opportunità rilevanti e
loro interazione con la strategia e il modello aziendale”, della presente sezione.
Sistema di remunerazione
Obbligo di informativa GOV-3 - Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei
sistemi di incentivazione
[29 a, b, c, d, e]; [E1 GOV-3 13]
La Politica di Remunerazione del Gruppo TIM è finalizzata a supportare il raggiungimento degli obiettivi strategici della Società,
garantendo al contempo la competitività sul mercato del lavoro e l’allineamento degli interessi del management con la creazione
di valore nel breve e nel lungo periodo. La Politica, approvata dall’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025, prevede un
equilibrato bilanciamento tra parametri economico-finanziari, di performance azionaria ed ESG, in coerenza con il Piano Industriale
triennale, integrando in modo strutturato le tematiche ESG, incluse quelle connesse al cambiamento climatico, nei sistemi di
incentivazione.
In attuazione della Politica di Remunerazione, la Relazione sulla politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti è
approvata dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione; con riferimento agli
aspetti alla componente ESG, il Comitato di Sostenibilità è coinvolto nel processo di definizione e valutazione dei relativi obiettivi.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Governance
125
La Politica di Remunerazione, per il 2025, prevede: una remunerazione variabile di breve periodo articolata come segue:
un obiettivo gate di natura economico-finanziaria, costituito dall’indicatore aziendale “TIM Group EBITDA After Lease”, il cui
raggiungimento al livello minimo rappresenta condizione necessaria per l’accesso al premio per tutte le funzioni tranne quelle
a riporto del CdA (Audit e Compliance), per il quale non è previsto. Il peso e la soglia minima dell’obiettivo sono differenziati per
cluster di popolazione, con una percentuale di gate pari al 95% per l’Amministratore Delegato e la Prima Linea e al 90% per
l’Altro Management;
una scala di pay-out uniforme per tutti i destinatari, basata su un meccanismo di interpolazione lineare tra i livelli minimo
(50%), target (100%) e massimo (150%) di ciascun obiettivo, misurato singolarmente;
obiettivi di Funzione, con un peso differenziato in funzione dei bacini dei destinatari;
obiettivi ESG, con un peso complessivo del 22%, articolati nei seguenti ambiti:
Environment: numero di Data Center certificati secondo la Tassonomia Europea (Italia), finalizzato a promuovere il
miglioramento dell’efficienza operativa dei Data Center, anche in termini di riduzione degli impatti ambientali e di utilizzo
efficiente delle risorse naturali;
Social: percentuale di assunzioni femminili sul totale delle assunzioni (Gruppo);
Governance: percentuale di detractor rilevati nel quarto trimestre 2025 (BU Domestic).
La remunerazione variabile di lungo periodo prevede un Piano LTI di Performance Share 2025-2027, rivolto all’Amministratore
Delegato, al Top Management e a un selezionato numero di dirigenti con ruoli chiave. I destinatari del Piano sono suddivisi in tre
fasce di pay opportunity, determinate in funzione del contributo agli obiettivi strategici aziendali. Per ciascuna fascia è definito il
numero di diritti a ricevere azioni, attribuiti a target.
Il Piano prevede:
due indicatori di performance economico-finanziaria:
“EBITDA – CapEx” cumulato nel triennio (valori reported) con un peso del 50%, rappresentato;
“Total Shareholder Return” con un peso del 20%, che misura il ritorno complessivo per gli azionisti, tenendo conto
dell’andamento del prezzo dell’azione e dei dividendi distribuiti. L’indicatore è valutato su un orizzonte temporale
triennale e riflette la capacità della Società di generare valore per gli azionisti nel medio-lungo periodo.
due indicatori ESG, con un peso complessivo del 30%, articolato nei seguenti ambiti:
Environment: eco-efficienza della rete mobile finalizzata a incentivare il miglioramento dell’efficienza energetica della
rete e a contribuire alla riduzione dei consumi e delle emissioni, con un peso del 15% (BU Domestic);
Social: percentuale di donne in posizioni di responsabilità formalizzate nell’organizzazione aziendale, con un peso del
15% (BU Domestic).
La componente variabile della remunerazione in azioni è collegata al raggiungimento di specifici obiettivi di performance. Il numero
di azioni assegnate dipende dal livello di conseguimento degli obiettivi, secondo una curva di payout che prevede il riconoscimento
del 50%, 75% o 100% dell’incentivo, con determinazione proporzionale in caso di risultati intermedi.
Il meccanismo assicura un collegamento diretto e trasparente tra i risultati conseguiti e la remunerazione variabile. Le tematiche
climatiche sono integrate nella componente variabile di lungo termine attraverso l’obiettivo Environment del Piano LTI di
Performance Shares 2025–2027, con un peso del 15%, applicato all’Amministratore Delegato e ai Dirigenti con Responsabilità
Strategiche.
Obbligo di informativa GOV-4 - Dichiarazione sul dovere di diligenza
[30]; [32]
Il Gruppo TIM identifica, valuta e gestisce gli impatti negativi, effettivi e potenziali, delle proprie attività sulle persone e
sull’ambiente, nonché i principali rischi e opportunità di sostenibilità connessi alle attività del Gruppo e alla catena del valore,
attraverso processi aziendali strutturati integrati nella governance e nei sistemi di controllo.
L’insieme di tali processi, definiti come dovere di diligenza, sono utilizzati per supportare le decisioni aziendali, definire le azioni di
prevenzione, mitigazione o rimedio e monitorarne nel tempo l’efficacia, assicurando la tracciabilità delle modalità con cui gli
impatti e i rischi di sostenibilità vengono individuati e affrontati.
Il dovere di diligenza si articola nelle seguenti fasi operative:
integrazione nella governance e nei processi decisionali: gli impatti, i rischi e le opportunità di sostenibilità sono considerati
nei sistemi di governance, nei processi di pianificazione e nei presidi di controllo del Gruppo;
coinvolgimento degli stakeholder: i principali stakeholder vengono coinvolti per raccogliere informazioni utili
all’identificazione e alla valutazione degli impatti negativi e dei rischi di sostenibilità relativi alle attività di Gruppo e alla
catena del valore;
identificazione e valutazione di impatti, rischi e opportunità: gli impatti negativi effettivi e potenziali e i rischi e le opportunità
di sostenibilità vengono analizzati, tenendo conto della gravità degli effetti, della probabilità di accadimento e del livello di
esposizione del Gruppo;
azioni di prevenzione, mitigazione e rimedio: sulla base delle valutazioni, TIM definisce e attua misure per prevenire o
mitigare gli impatti negativi e i rischi individuati o, ove necessario, per porre rimedio agli impatti effettivi;
monitoraggio e rendicontazione: l’efficacia delle azioni intraprese è monitorata nel tempo e i risultati sono comunicati
attraverso la Rendicontazione di Sostenibilità.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Governance
126
La tabella seguente indica, per ciascuna fase del processo, i paragrafi della Rendicontazione di Sostenibilità in cui tali aspetti sono
descritti.
Dichiarazione sul dovere di diligenza
Principali aspetti del dovere
di diligenza
Paragrafi di riferimento della Rendicontazione di Sostenibilità
Integrazione del dovere di
diligenza nella governance, nella
strategia e nel modello
aziendale
GOV-2
GOV-3
SBM-3 (inclusi i requisiti  previsti negli ESRS E1-S1-S2-S3-S4)
Coinvolgimento dei portatori di
interesse
ESRS 2 MDR-P
GOV-2
SBM-2
IRO-1 (inclusi i requisiti  previsti negli ESRS E1-S1-S2-S3-S4)
Individuazione e valutazione
degli impatti e dei rischi
IRO-1 (inclusi i requisiti  previsti negli ESRS E1-S1-S2-S3-S4)
SBM-3 (inclusi i requisiti  previsti negli ESRS E1-S1-S2-S3-S4)
Interventi per prevenire,
mitigare o rimediare agli impatti
negativi e ai rischi
ESRS 2 MDR-A
E1-3
E5-2
S1-4
S2-4
S3-4
S4-4
Monitoraggio e comunicazione
dell’efficacia delle azioni
intraprese
MDR-T
Sistema di controllo
Obbligo di informativa GOV-5 - Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di
sostenibilità
Responsabilità e struttura del sistema di controllo sulla rendicontazione di sostenibilità
[36 a, b, c, d]
La Rendicontazione di Sostenibilità è supportata da un sistema dedicato di gestione dei rischi e di controlli interni, finalizzato a
garantirne la completezza, l’accuratezza e la conformità agli standard applicabili.
In tale contesto, TIM ha introdotto la figura del Dirigente Preposto alla Rendicontazione di Sostenibilità, in conformità a
quanto previsto dalla Corporate Sustainability Reporting Directive, che attesta, unitamente all’Amministratore Delegato,
l’accuratezza, l’affidabilità e la conformità agli standard delle informazioni contenute nella Rendicontazione di Sostenibilità.
In data 11 dicembre 2024, il Consiglio di Amministrazione ha nominato la Responsabile della Direzione Corporate Communication &
Sustainability, Maria Enrica Danese, quale Dirigente Preposto alla Rendicontazione di Sostenibilità. La nomina è stata confermata
anche nel 2025 nel Consiglio di Amministrazione dell’11 novembre dello stesso anno.
A presidio del processo di attestazione e a supporto delle responsabilità attribuite al Dirigente Preposto, nel 2024 TIM ha
introdotto inoltre un Sistema di Controllo Interno sulla Rendicontazione di Sostenibilità (SCIRS). Il Modello è sviluppato in
coerenza con i principali rischi sull’informativa aziendale, utilizzati anche nel Modello di Controllo sull’Informativa Finanziaria, e
riflette l’attenzione dell’azienda verso il governo societario, la gestione del rischio, le responsabilità del sistema di controllo interno
e l’attribuzione di poteri e responsabilità.
Il Modello si ispira al framework del Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (COSO) e alla guida
“Achieving Effective Internal Control of Sustainability Reporting (ICSR)” pubblicata nel marzo 2023 ed è in linea con il COSO
Framework, articolato in 17 principi fondamentali raggruppati in cinque componenti del sistema di controllo interno: Ambiente di
Controllo, Valutazione dei Rischi, Attività di Controllo, Sistema Informativo e Attività di Monitoraggio, tra loro interconnesse e
integrate nei processi gestionali del Gruppo.
Il Modello SCIRS è finalizzato a garantire l’affidabilità e l’attendibilità della Rendicontazione di Sostenibilità ed è basato su un
approccio risk-based, che prevede l’identificazione, la valutazione e la prioritizzazione dei rischi connessi all’informativa di
sostenibilità, al fine di definire il perimetro di analisi e i controlli più appropriati. A tal fine, TIM ha adottato una procedura dedicata a
disciplinare il “Processo di attestazione sul Sistema di Controllo Interno sulla Rendicontazione di Sostenibilità ai sensi del Decreto
Legislativo n. 125 del 2024”, che individua i riferimenti metodologici, i criteri, il perimetro e le responsabilità del Modello SCIRS, e
definisce i controlli associati ai rischi sull’informativa di sostenibilità per i datapoint in perimetro.
Il Modello SCIRS è articolato nelle seguenti fasi:
definizione del perimetro di analisi sulla base della valutazione del rischio e della rilevanza;
esecuzione di controlli a livello di Società (Entity Level Controls – ELC), trasversali all’organizzazione o riferiti a singole società
del Gruppo;
esecuzione di controlli generali sui sistemi informativi (Information Technology General Controls – ITGC);
esecuzione di controlli a livello di processo (Process Level Controls – PLC);
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Governance
127
svolgimento dei test da parte del management, rilascio delle attestazioni tramite sign-off e sottoscrizione di lettere di
attestazione;
verifiche indipendenti da parte della Direzione Compliance;
valutazione delle carenze di controllo e definizione dei piani di remediation e relativa gestione;
attestazione finale e informativa verso gli Organi di Amministrazione e Controllo.
In applicazione del Modello, è stata condotta un’analisi di rischio e rilevanza che ha considerato fattori interni ed esterni e ha
riguardato tutti i datapoint e le società incluse nel perimetro di consolidamento della Rendicontazione di Sostenibilità.
Ai fini della prioritizzazione dei datapoint oggetto di controllo, il Modello SCIRS utilizza specifici driver di rilevanza, ai quali è
attribuito un peso omogeneo e uno score predefinito. Tali driver includono:
la complessità della base dati e/o della metodologia di calcolo;
il potenziale impatto reputazionale e/o materiale derivante da eventuali misstatement;
la centralità del datapoint rispetto al piano e ai target di sostenibilità della Società;
la rilevanza del datapoint ai fini delle valutazioni delle agenzie di rating;
la priorità del tema emersa ad esito dell’analisi di doppia rilevanza.
Sulla base dell’analisi condotta e della prioritizzazione dei datapoint, sono stati individuati i principali rischi connessi all’informativa
di sostenibilità, che riguardano in particolare la raccolta incompleta o inaccurata dei dati, errori di calcolo, aggregazione o
consolidamento, la non corretta imputazione dei dati nei sistemi informativi e nella piattaforma ESG, nonché la predisposizione
non coerente del documento di rendicontazione rispetto ai requisiti degli ESRS.
Al fine di mitigare i rischi individuati, il Modello SCIRS prevede la definizione di obiettivi di controllo e l’implementazione di controlli
strutturati, finalizzati a garantire la completezza, l’accuratezza, la coerenza e la tracciabilità delle informazioni di sostenibilità. I
controlli operativi sono costruiti a livello di Società (Entity Level Controls), a livello di processo (Process Level Controls) o sono
generali sui sistemi informativi (IT General Controls), con responsabilità attribuite e formalizzate.
La valutazione del disegno dei controlli e della loro adeguatezza rispetto ai rischi individuati prevede le seguenti fasi operative:
identificazione delle responsabilità del controllo;
analisi dei rischi di non conformità del controllo rispetto alle caratteristiche qualitative previste dagli ESRS;
verifica della copertura degli obiettivi di controllo attraverso l’esecuzione di test;
individuazione di eventuali aree di miglioramento e definizione delle azioni correttive.
Il Modello prevede inoltre un processo di monitoraggio periodico dell’adeguatezza e dell’operatività dei controlli, basato su attività
di self assessment e test svolte dalle funzioni aziendali responsabili e su verifiche indipendenti da parte della Direzione Compliance.
Delle risultanze della valutazione dei rischi e dei controlli si tiene conto per aggiornarne il disegno e rafforzarne i presìdi a
mitigazione dei rischi sull’informativa di sostenibilità.
Qualora emerga l’inefficacia di un controllo, le risultanze sono formalizzate mediante l’apertura di una carenza di controllo e la
definizione di un piano di rimedio, la cui attuazione è oggetto di monitoraggio.
Gli esiti delle attività di valutazione dei rischi e dei controlli interni sono rendicontati periodicamente agli Organi di Amministrazione
e Controllo. In particolare, il Dirigente Preposto alla Rendicontazione di Sostenibilità e la Direzione Compliance informano il Collegio
Sindacale, il Comitato per il Controllo e i Rischi e il Comitato Sostenibilità sullo stato dei controlli, sui risultati dei test, sulle carenze
riscontrate e sull’avanzamento dei relativi piani di rimedio, coordinandosi con il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti
contabili societari.
In considerazione della natura di società capogruppo e della conseguente necessità di procedere, ai sensi della normativa
applicabile, alla predisposizione della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità e all’emissione delle relative attestazioni di cui
all’art. 154 - bis del TUF, è stato definito un processo diretto ad assicurare il coordinamento dei flussi informativi verso la
controllante TIM. Tale coordinamento si basa su attestazioni interne rilasciate dai soggetti coinvolti a diverso titolo nei processi
aziendali, sia da parte dei responsabili di funzioni, sia da parte degli Amministratori Delegati delle società controllate rientranti nel
perimetro di attestazione.
Strategia ESG
Obbligo di informativa SBM-1 - Strategia, modello aziendale e catena del valore
[40 a i, ii, iii, iv]; [40 e, f, g]; [42 a, b, c]
Modello di business e di generazione di valore
Il Gruppo TIM è leader nel settore delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali ed è il principale operatore
infrastrutturato in Italia. Le sue attività comprendono lo sviluppo e la gestione di reti fisse e mobili, Data Center, servizi di
comunicazione e soluzioni digitali rivolti a clienti retail, imprese e Pubblica Amministrazione.
Nel segmento internazionale, la controllata Sparkle gestisce una rete globale in fibra ottica tra le più estese al mondo, offrendo
servizi di trasmissione dati, voce e video ad alta qualità. In Brasile, TIM S.A. è uno dei principali operatori del mercato delle
telecomunicazioni e si distingue per la leadership nella copertura 4G e 5G.
6 In Italia sono incluse: TIM S.p.A., Telecom Italia Sparkle S.p.A., Noovle S.p.A., Olivetti S.p.A., Telecontact Center S.p.A., Telsy S.p.A., TIM Retail S.r.l, TI Trust Technologies
S.r.l., QTI S.r.l., Mindicity S.r.l..
7 In Brasile viene considerata solo TIM S.A.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
128
Al 31 dicembre 2025, il Gruppo conta 26.177 dipendenti, dislocati principalmente in Italia (17.231) 6 e in Brasile (8.702) 7.
Il modello di business del Gruppo combina lo sviluppo di infrastrutture digitali con l’erogazione di servizi innovativi, integrando
innovazione tecnologica e sostenibilità al fine di generare valore nel lungo periodo e contribuire alla riduzione degli impatti
ambientali. Il Gruppo non offre prodotti o servizi vietati nei mercati in cui opera, in conformità con le normative vigenti.
Nel segmento Consumer, TIM offre a persone e famiglie un’ampia gamma di servizi di telefonia fissa e mobile, con soluzioni
dedicate alla connettività, ai contenuti digitali e all’intrattenimento, supportando al contempo le piccole e medie imprese nel loro
percorso di digitalizzazione con servizi e offerte dedicate.
Nel segmento Small Business, TIM si rivolge a professionisti, microimprese e PMI con un portafoglio integrato di servizi di
connettività fissa e mobile, soluzioni cloud e strumenti di comunicazione digitale, accompagnando le aziende nei processi di
digitalizzazione attraverso offerte dedicate e servizi a valore aggiunto.
Nel segmento Business, TIM Enterprise si configura come partner strategico per aziende e Pubblica Amministrazione, fornendo
soluzioni end-to-end nei settori del Cloud, dell’Internet of Things (IoT) e della Cybersecurity. Tali servizi, realizzati grazie ad una rete
di data center diffusa sul territorio nazionale, valorizzano le competenze delle società del Gruppo, tra cui Noovle, Olivetti, Telsy e
TI Trust Technologies, e si avvalgono di collaborazioni con partner tecnologici di rilevo internazionale.
Nell’ambito del Gruppo, alcune società hanno adottato lo status di Società Benefit, integrando nel proprio oggetto sociale finalità
di beneficio comune oltre agli obiettivi economici. In particolare:
Noovle, specializzata in soluzioni di Cloud ed Edge computing, è diventata Società Benefit nel luglio 2021 e opera con Data
Center certificati secondo standard internazionali di sicurezza ed efficienza energetica;
Olivetti, focalizzata su soluzioni IoT e Big Data, ha assunto lo status di Società Benefit nel gennaio 2023, promuovendo la
digitalizzazione sostenibile;
Mindicity, acquisita da Olivetti nel 2022, contribuisce allo sviluppo di soluzioni per le amministrazioni locali in ambito smart
city.
Attraverso tali attività, TIM si posiziona come attore chiave dell’innovazione tecnologica in Italia e in Brasile, contribuendo a uno
sviluppo responsabile dell’economia e della società.
Il Gruppo promuove inoltre iniziative a elevato impatto sociale tramite Fondazione TIM in Italia e Instituto TIM in Brasile, a supporto
dello sviluppo delle comunità e dell’inclusione digitale.
Per quanto riguarda il modello di generazione del valore si rimanda alla sezione Risorse immateriali essenziali della Relazione
sulla Gestione del Gruppo TIM.
Strategia e driver di sostenibilità
Nella definizione della propria strategia industriale, il Gruppo TIM integra in modo strutturato le dimensioni ambientale, sociale e di
governance nel modello di business, tenendo conto degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti in materia di sostenibilità, in
coerenza con l’evoluzione del contesto normativo, di mercato e tecnologico.
Sul fronte ambientale, assumono rilievo gli impatti connessi alle attività infrastrutturali e al consumo energetico, nonché i rischi
climatici e di transizione e le opportunità legate all’innovazione tecnologica, all’efficientamento dei processi e alla progressiva
decarbonizzazione.
Sul fronte sociale, risultano rilevanti sia gli impatti sulla forza lavoro — con riferimento all’evoluzione dei modelli organizzativi, allo
sviluppo delle competenze e alla valorizzazione del merito — sia le opportunità e gli impatti connessi alla crescente domanda di
digitalizzazione da parte di clienti, imprese e Pubblica Amministrazione, con effetti sull’inclusione e sullo sviluppo dei territori.
Sul fronte della governance, rilevano i rischi connessi alla conformità normativa, alla gestione etica e responsabile del business e
alla tutela degli stakeholder, nonché le opportunità derivanti dal rafforzamento dei presìdi di controllo e della trasparenza, quali
elementi abilitanti per la stabilità e l’affidabilità del modello aziendale.
In risposta agli impatti, ai rischi e alle opportunità sopra richiamati, il Gruppo declina la propria strategia di sostenibilità nei
seguenti driver prioritari:
ridurre l’impatto ambientale delle infrastrutture digitali (5G, fibra, data center), migliorando l’efficienza energetica,
rafforzando il monitoraggio delle emissioni e attuando un piano di transizione di lungo termine verso la progressiva
decarbonizzazione e l’uso efficiente delle risorse, anche attraverso il coinvolgimento della filiera e il tracciamento delle relative
emissioni;
accelerare la transizione digitale e ambientale di imprese e Pubblica Amministrazione, attraverso servizi e piattaforme
digitali orientati all’efficientamento dei processi e dei servizi, favorendone la diffusione e la scalabilità presso le amministrazioni
centrali e locali;
rafforzare la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture e dei servizi, interni e per i clienti, attraverso modelli di cloud
sovrano e soluzioni digitali avanzate che garantiscano controllo del dato, continuità operativa e autonomia tecnologica;
valorizzare competenze e merito come leva di crescita, promuovendo la riduzione del gender gap e investendo in programmi
strutturati di upskilling e reskilling, con particolare attenzione alle competenze in ambito IA.
Il modello di economia circolare (riuso/rigenerazione) permea in modo trasversale i processi operativi del Gruppo per ridurre
l’impatto ambientale dell'Azienda.
Il nuovo impianto strategico e i relativi target di sostenibilità, riferiti al periodo 2026-2028, sono attualmente in fase di definizione e
saranno formalizzati in occasione della presentazione del prossimo Piano Industriale, prevista nel corso del 2026. Il Gruppo
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
129
conferma comunque le direttrici strategiche e l’integrazione della sostenibilità nel modello di business e nel Piano Industriale, che
da anni ne costituisce parte integrante.
Risultati ESG 2025
Con riferimento agli obiettivi del Piano Industriale 2025–2027, attualmente in fase di aggiornamento, si riportano di seguito i
risultati conseguiti nel 2025, con evidenza dei target in scadenza nell’esercizio.
Immagine T.ESG.png
Sul versante ambientale, il Gruppo ha raggiunto il 100% di approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili, con
conseguente azzeramento delle emissioni di Scope 2 (approccio Market Based); il risultato costituisce il consuntivo del target con
scadenza 2025. Il Gruppo conferma l’impegno a mantenere nei prossimi esercizi un approvvigionamento da fonti rinnovabili,
valutando, ove possibile, un incremento della quota di autoproduzione.
Sul versante sociale, il target relativo alla presenza di donne in posizioni di responsabilità registra nel 2025 un valore pari al
33,5%, in lieve flessione rispetto al 33,8% del 2024, mantenendosi comunque coerente con la traiettoria di medio-lungo periodo.
Con riferimento al target “hiring”, il 2025 si è chiuso con un’incidenza di donne sulle assunzioni di Gruppo pari al 52,8%,
anticipando il raggiungimento dell’obiettivo previsto a Piano (50% entro il 2027). Il risultato è stato conseguito pur in presenza di un
mercato caratterizzato da una prevalenza di candidature maschili nei profili tecnologici e commerciali; anche su questo fronte TIM
conferma l’impegno a mantenere una quota di assunzioni femminili pari al 50% nei prossimi esercizi.
Relativamente ai temi della digitalizzazione nel mercato Domestic, i ricavi da servizi IoT, Cloud e Cybersecurity crescono del
22% rispetto al 2024, superando il target previsto (+17% rispetto al 2024), anche grazie al contributo di TIM Enterprise e delle
factories Olivetti, Noovle e Telsy. Il risultato riflette una performance solida sia nel Cloud (+24%), sostenuto dal posizionamento
multi Cloud di TIM e dalla crescente domanda della Pubblica Amministrazione, sia nelle soluzioni IoT (+27%), che riflettono il ruolo
di abilitatore dell’Azienda nello sviluppo di soluzioni integrate con AI, Big Data e connettività 5G.
Relativamente alla crescita dei servizi digitali (PEC, SPID e Firma Digitale), misurata come incremento percentuale dei servizi
attivi rispetto all’anno base 2023, nel 2025 si registra un aumento del 34%, superiore al target del 30% previsto dal Piano; il dato
rappresenta il consuntivo dell’obiettivo con scadenza nell’esercizio. La crescita è quasi interamente attribuibile alla Firma Digitale,
che rappresenta il 97% del totale dei servizi, finalizzata alla sottoscrizione di documenti digitali con valore legale e
all’efficientamento dei processi amministrativi.
Per TIM S.A., il Piano includeva un target relativo alla formazione sull’Intelligenza Artificiale, con il coinvolgimento del 90% dei
dipendenti entro il 2027. Nel 2025 la percentuale di dipendenti che ha completato i percorsi formativi dedicati si è attestata al 60%,
in linea con il percorso di progressivo raggiungimento del target.
Nel complesso, il 2025 conferma un rafforzamento del profilo ESG del Gruppo, non solo in termini di raggiungimento dei target, ma
anche di consolidamento dei presìdi strutturali.
Nel corso dell’anno sono stati certificati 11 Data Center secondo l’EU Code of Conduct sull’efficienza energetica ed è stata
ottenuta dalla capogruppo la certificazione ISO 14064 sulle emissioni di gas a effetto serra.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
130
Sul fronte sociale è proseguito il rafforzamento dell’equilibrio di genere nei ruoli di leadership ed è stato avviato un programma di
formazione sull’Intelligenza Artificiale rivolto all’intera popolazione aziendale in Italia e Brasile.
Sul versante di mercato, TIM Enterprise ha sviluppato il piano di servizi e piattaforme a supporto della transizione digitale
della Pubblica Amministrazione, con 23 progetti già avviati.
Infine, il posizionamento ESG del Gruppo è confermato dall’inclusione nei principali indici e rating internazionali, tra cui
l’inserimento di TIM nel S&P Global Sustainability Yearbook 2026 (Industry Distinction – Top 10%) e le performance di TIM S.A
nella “A List” del CDP Climate.
Integrazione della sostenibilità nell’offerta
In coerenza con la strategia di decarbonizzazione e con l’integrazione della sostenibilità nel modello di business, il Gruppo orienta
progressivamente la propria offerta verso soluzioni che riducono l’impatto ambientale lungo il ciclo di vita dei prodotti e favoriscono
modelli di consumo più responsabili, attraverso l’applicazione di principi di economia circolare volti a promuovere il riutilizzo, la
rigenerazione e il recupero dei dispositivi.
Di seguito si riportano alcune iniziative rappresentative di tale approccio.
In ambito Domestic, l’evoluzione dell’offerta verso modelli di consumo più responsabili si traduce principalmente in offerte
broadband che utilizzano dispositivi a marchio TIM corredati da certificazioni ambientali di prodotto (EPD); nell’utilizzo di materiali
riciclati per le SIM fisiche e per il packaging dei prodotti; nella progressiva diffusione delle e-SIM in alternativa alle SIM fisiche, al fine
di ridurre l’uso di materiali plastici; nei programmi di trade-in finalizzati al riutilizzo dei device e alla riduzione dei rifiuti elettronici;
nell’utilizzo di prodotti rigenerati per le attività di assistenza tecnica.
In Brasile, TIM S.A. adotta analoghi modelli circolari attraverso programmi di trade-in per dispositivi mobili e iniziative strutturate di
recupero, rigenerazione e reimmissione nel ciclo operativo delle apparecchiature obsolete restituite dai clienti, nonché mediante
attività di raccolta e corretto trattamento dei RAEE, in coerenza con la normativa ambientale vigente.
Le modalità operative, i volumi gestiti e i risultati quantitativi connessi a tali iniziative sono descritti nell'obbligo di informativa E1-3
Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici” del capitolo “Cambiamenti climatici ESRS E1” della
sezione “Informazioni ambientali”, nella quale sono illustrate le relative azioni ambientali.
Coinvolgimento degli stakeholder e analisi di doppia rilevanza
Obbligo di informativa SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori di interessi
[45 a i, ii, iii, iv, v]; [45 b]; [45 c, i, ii, iii]; [45 d]
Il Gruppo TIM intrattiene un dialogo strutturato con i propri stakeholder, attraverso canali differenziati in funzione delle
diverse categorie di riferimento.
Il coinvolgimento riguarda sia le attività operative sia i processi di pianificazione e consente di raccogliere elementi utili alla
gestione delle tematiche rilevanti per il Gruppo, inclusa la valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alle
proprie attività.
Le politiche e le strategie di coinvolgimento coprono sia le attività dirette sia la catena del valore e sono gestite dalla Direzione
Corporate Communication & Sustainability, sotto la supervisione del Comitato Sostenibilità e del Consiglio di Amministrazione.
L’identificazione degli stakeholder si fonda sull’analisi dei processi aziendali e sull’individuazione delle parti interessate, inclusi
eventuali gruppi vulnerabili. Gli stakeholder sono successivamente raggruppati in categorie omogenee e prioritizzati in funzione
della rilevanza degli impatti, dei rischi e delle opportunità. Le categorie individuate sono otto: Persone TIM (incluse le organizzazioni
sindacali); Clienti, Fornitori; Business community (inclusi peer, operatori over-the-top e associazioni di settore); Enti e istituzioni
(incluse pubbliche amministrazioni e istituzioni nazionali e internazionali); Comunità Finanziaria (inclusi azionisti e banche); Società
civile (incluse associazioni dei consumatori); Media (inclusi principali opinion maker).
Per ciascuna categoria sono definiti specifici canali e strumenti di engagement, coerenti con la natura della relazione e con gli
obiettivi del confronto.
Principali canali di ingaggio degli stakeholder del Gruppo
Stakeholder
Principali Canali di ingaggio
Persone TIM (include
organizzazioni sindacali)
Piattaforma Intranet Domestic. nel 2025
20 mln c.ca di visite;
760 mila c.ca di visualizzazioni di news;
273 news realizzate con 1.700 commenti.
Sistema strutturato di relazioni industriali con:
OO.SS. e RSU, a livello nazionale e territoriale;
incontri formali di informazione, consultazione e negoziazione.
Clienti
Piano strutturato di ascolto della clientela (survey/interviste). Nel 2025 c.ca 3,2 mln di interviste in Italia
Canali digitali di contatto diretto (instant messaging)
Canali social di caring (Facebook e X)
Area riservata MyTIM per segnalazioni e richieste
Fornitori
Processo di qualificazione e valutazione dei fornitori, inclusi criteri ESG . Nel 2025 299 nuovi fornitori con 35% valutati su tematiche ESG
Audit on site nell’ambito della Joint Alliance for Corporate Social Responsibility (JAC):nel 2025 4 audit
8 Il processo segue le linee guida degli standard AccountAbility 1000 (AA1000APS e AA1000SES).
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
131
Stakeholder
Principali Canali di ingaggio
Business Community (Include
peer, over the top, associazioni
di settore)
Partecipazione a tavoli di lavoro e gruppi intraoperatori in associazioni di categoria (ASSTEL, Anitec-Assinform) e nella Federazione Confindustria Digitale
Collaborazione con organizzazioni di rappresentanza europee del settore ICT (Uni Europa ICT)
Membership attiva in associazioni e network internazionali di settore (GSMA, Connect Europe)
Partecipazione a convegni ed eventi di settore in Italia
Enti e Istituzioni (include
pubbliche amministrazioni,
istituzioni nazionali ed
internazionali)
Tavoli di confronto con Ministeri e Pubbliche Amministrazioni su politiche industriali, lavoro e semplificazione
Interlocuzione con istituzioni europee (Commissione europea, Parlamento europeo, Consiglio dell’UE, Rappresentanza Permanente d’Italia a Bruxelles)
Comunità finanziaria (include
azionisti e banche)
Reporting finanziario periodico e comunicati stampa (relazioni trimestrali e altre disclosure finanziarie)
Presentazioni e webinar sui risultati trimestrali
Incontri individuali e di gruppo con analisti e investitori istituzionali, conferenze di settore e roadshow
Iniziative di engagement dedicate con investitori istituzionali e proxy advisor (off-season e pre-assembleari)
Partecipazione a questionari e survey di agenzie di rating ESG
Società civile (include
associazioni dei consumatori)
Partecipazione al Consumers’ Forum
Incontri periodici con le Associazioni dei Consumatori
Collaborazione con Italian Digital Media Observatory (IDMO) per il contrasto alla disinformazione e l’educazione digitale.
Collaborazione con Osservatorio Permanente Giovani-Editori (OPGE) ) su progetti di educazione civica e alfabetizzazione digitale
Media (include opinion maker)
Diffusione di comunicati stampa del Gruppo TIM (nel 2025 circa 175 )
Il sito del Gruppo TIM rappresenta un ulteriore canale di ingaggio per tutti gli stakeholder: nel 2025 sono state registrate c.ca 7 Mln
di visite al sito.
Il processo di coinvolgimento degli stakeholder in TIM8, integrato nei processi aziendali, si articola nelle seguenti fasi principali:
1. Integrazione nella governance e nelle strategie: il coinvolgimento degli stakeholder è considerato parte dei processi decisionali
ed è coerente con gli obiettivi strategici e di sostenibilità;
2. Identificazione degli stakeholder: gli stakeholder sono individuati attraverso l’analisi dei processi aziendali e delle relative parti
interessate, successivamente raggruppate in categorie omogenee. All’interno di ciascuna categoria sono individuati i gruppi
prioritari in funzione della rilevanza degli impatti, dei rischi e delle opportunità;
3. Pianificazione del coinvolgimento: per ciascuna iniziativa di engagement sono definiti: obiettivi, ambito e responsabilità; profilo
degli stakeholder coinvolti; livelli e modalità di coinvolgimento; risorse dedicate, indicatori di monitoraggio e presidi dei rischi
connessi al processo;
4. Strumenti e modalità di engagement: il coinvolgimento avviene attraverso strumenti diversificati, quali incontri individuali e
collettivi, sessioni informative, progetti collaborativi, survey e focus group;
5. Implementazione del coinvolgimento e documentazione: prevede l’informazione preventiva degli stakeholder su contesto,
obiettivi e modalità delle attività, l’ascolto attivo durante le iniziative di engagement, la raccolta e la documentazione
sistematica degli esiti e, ove rilevante, la definizione di piani di azione a supporto dei processi decisionali;
6. Monitoraggio, valutazione e apprendimento continuo: le attività di coinvolgimento sono monitorate e valutate rispetto agli
obiettivi definiti. Le evidenze raccolte e i feedback ricevuti sono analizzati per individuare eventuali aree di miglioramento;
7. Rendicontazione, comunicazione e gestione delle relazioni con gli stakeholder: i risultati delle attività di coinvolgimento sono
rappresentati nella Rendicontazione di Sostenibilità e, ove pertinente, nei documenti di governance. TIM assicura inoltre la
disponibilità di canali dedicati alla comunicazione, al feedback e alla gestione dei reclami.
I contributi raccolti attraverso il coinvolgimento degli stakeholder sono utilizzati per supportare il processo decisionale. In
particolare:
nell’ambito dell’analisi di doppia rilevanza, le valutazioni espresse dagli stakeholder sugli impatti ambientali e sociali delle
attività di TIM sono state integrate con le valutazioni del management al fine di individuare l'elenco degli IRO rilevanti per
TIM;
gli impatti, i rischi e le opportunità individuati come rilevanti sono successivamente considerati nella definizione delle priorità
strategiche e risultano coerenti con le linee di intervento del Piano industriale;
l’attenzione manifestata verso temi quali la tutela dell’ambiente e la parità di genere ha orientato il rafforzamento di
specifiche iniziative, tra cui azioni a favore dell’economia circolare, l’introduzione progressiva dell’impronta di carbonio dei
prodotti a brand TIM e il potenziamento delle politiche di inclusione e genitorialità condivisa;
i feedback dei clienti, rilevati anche attraverso il Customer Satisfaction Index, sono utilizzati per monitorare l’evoluzione della
soddisfazione in relazione allo sviluppo di nuove offerte, progetti e iniziative.
Attraverso i canali istituzionali di comunicazione e segnalazione, il Gruppo raccoglie le istanze e le aspettative espresse dagli
stakeholder, che sono valutate dalle funzioni competenti e considerate nei processi decisionali rilevanti. Alla data di
rendicontazione non sono emerse criticità tali da richiedere l’adozione di specifiche misure di rimedio; eventuali azioni correttive
sono valutate caso per caso in funzione della natura e della rilevanza delle segnalazioni ricevute.
Le principali attività e gli impegni del Gruppo TIM in materia di sostenibilità, inclusi quelli relativi al coinvolgimento degli
stakeholder, sono periodicamente condivisi con il Comitato Sostenibilità. L’esito del processo di analisi di doppia rilevanza è stato
presentato dalla Direzione Corporate Communication & Sustainability in una seduta congiunta con il Comitato per il Controllo e i
Rischi, il Comitato Sostenibilità e il Collegio Sindacale il 3 novembre 2025, e poi sottoposto al Consiglio di Amministrazione l’11
dicembre 2025.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
132
Obbligo di informativa SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
[48 a]; [48 c i, ii, iii, iv]; [48 g, h]
L’analisi di doppia rilevanza del Gruppo nel 2025 ha evidenziato 38 IRO rilevanti suddivisi in: 10 impatti negativi, 6 impatti
positivi, 12 rischi e 10 opportunità. In considerazione della copertura degli argomenti trattati, i 38 IRO sono stati ricondotti a 7
temi ESRS.
Di seguito si riporta la lista degli impatti, dei rischi e delle opportunità (IRO) rilevanti, con i seguenti dettagli:
numero dell’IRO: indica la rilevanza attribuita all’impatto, rischio o opportunità sulla base delle valutazioni degli stakeholder
nell’analisi. Lo stesso numero è utilizzato anche come identificativo dell’IRO nei riferimenti del documento;
descrizione dell’IRO: sintesi dell’impatto, rischio o opportunità con evidenza del contesto, degli stakeholder potenzialmente
interessati e degli effetti principali;
tipologia dell’IRO: classifica l’IRO come impatto, rischio o opportunità. Per gli impatti, è specificato se l’effetto è effettivo,
ossia già in atto, oppure potenziale, ossia che potrebbe verificarsi in futuro;
perimetro di applicazione: indica il punto della catena del valore a cui è riferito l’impatto, il rischio o l’opportunità. Se l’IRO
riguarda le attività del business di TIM, il perimetro è indicato come attività proprie; se riguarda la catena di fornitura, come
attività a monte; se riguarda i clienti, come attività a valle;
orizzonte temporale: indica il lasso di tempo entro il quale si manifesta l’effetto dell’IRO. L’orizzonte è distinto in breve
termine (entro un anno), medio termine (entro cinque anni) e lungo termine (oltre i cinque anni);
tema e sotto tema ESRS: indica gli argomenti ai quali l’IRO è ricondotto ai fini della rendicontazione;
obbligo di informativa: indica il riferimento del documento in cui il tema è trattato.
Lista degli IRO rilevanti
Ordine di
rilevanza
Descrizione
IRO
Tipologia
IRO
Perimetro di
applicazione
Orizzonte
temporale
Tema
ESRS
Sotto tema
ESRS
Obbligo di
informativa
1
Le vulnerabilità nei sistemi informatici possono
causare la perdita di dati sensibili, con
conseguenze sulla privacy di clienti e
dipendenti e sulla protezione delle
informazioni di aziende e pubbliche
amministrazioni
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a valle
Breve
S1 Forza lavoro
propria
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
S1 Altri diritti
connessi al lavoro
S4 Impatti legati alle
informazioni per i
consumatori e/o per
gli utilizzatori finali
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
2
Il mancato rispetto delle norme anticorruzione,
della normativa antitrust, degli standard etici e
degli obblighi di rendicontazione sulla
sostenibilità può comportare sanzioni
economiche, responsabilità legali e limitazioni
operative, con ricadute su competitività,
reputazione e fiducia del mercato
Rischio
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
G1 Condotta delle
imprese
G1 Corruzione attiva
e passiva
G1 Cultura d'impresa
G1-1
3
Lo sviluppo di partnership strategiche in ambiti
come la sicurezza informatica e l'intelligenza
artificiale può favorire la creazione di offerte
innovative, con benefici economici e
reputazionali
Opportunità
Attività
proprie
Attività a
monte
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
SBM-3
S4-1
S4-4
4
Procedure di segnalazione trasparenti e
adeguate garanzie per i segnalanti possono
rafforzare la governance, favorire la fiducia
degli informatori e sostenere una cultura
aziendale di integrità e legalità
Impatto
positivo
(Effettivo)
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
G1 Condotta delle
imprese
G1 Protezione degli
informatori
 
5
Iniziative di formazione e sviluppo, anche
orientate al reskilling, possono favorire lo
sviluppo di competenze, il coinvolgimento e la
soddisfazione dei dipendenti, contribuendo a
un ambiente di lavoro inclusivo e produttivo
Impatto
positivo
(Effettivo)
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S1 Parità di
trattamento e di
opportunità
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
6
Attività di informazione e formazione sull’uso
responsabile del digitale e sulla sicurezza
online possono supportare le persone,
soprattutto quelle più vulnerabili, nell’utilizzo
sicuro e consapevole della rete
Impatto
positivo
(Effettivo)
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori ed
utilizzatori finali
S4 Impatti legati alle
informazioni per i
consumatori e/o per
gli utilizzatori finali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
7
Lo sviluppo delle infrastrutture 5G e dei data
center, insieme alla crescita del traffico dati e
all’uso di tecnologie digitali come l’intelligenza
artificiale, può aumentare in modo significativo
il consumo energetico e le emissioni
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a
monte
Medio
Lungo
E1 Cambiamenti
Climatici
E1 Energia
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
8
Il coinvolgimento attivo degli stakeholder
come azionisti, clienti, dipendenti e comunità
nelle iniziative strategiche può favorire la
creazione di valore a lungo termine e generare
benefici condivisi
Impatto
positivo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a
monte
Breve
Medio
Lungo
G1 Condotta delle
imprese
G1 Cultura d'impresa
G1-1
9
L’adozione di tecnologie come l'intelligenza
artificiale, IoT e cloud può abilitare soluzioni
efficienti e ad impatto ambientale positivo,
come il monitoraggio intelligente, le smart
cities e l’agricoltura sostenibile
Impatto
positivo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a
monte
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
E1 Cambiamenti
climatici
E1 Mitigazione dei
cambiamenti
Climatici
E1 Adattamento ai
cambiamenti
Climatici
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
133
Ordine di
rilevanza
Descrizione
IRO
Tipologia
IRO
Perimetro di
applicazione
Orizzonte
temporale
Tema
ESRS
Sotto tema
ESRS
Obbligo di
informativa
10
L’adozione di tecnologie come l'intelligenza
artificiale, il 5G, il cloud e la sicurezza
informatica può rafforzare la capacità di
anticipare bisogni emergenti con soluzioni
innovative,consolidando il vantaggio
competitivo e allineando l’offerta alle
aspettative dei clienti
Opportunità
Attività
proprie
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori ed
utilizzatori finali
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
11
Soluzioni chiare e personalizzate che
rispondono alle aspettative dei clienti in
termini di trasparenza dell'offerta e continuità
della connessione, possono favorire la
fidelizzazione e la crescita dei ricavi
Opportunità
Attività
proprie
Attività a
monte
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
12
La mancanza di interventi per promuovere un
uso consapevole del digitale può favorire
l’esclusione sociale, l’esposizione a contenuti
dannosi e la diffusione di disinformazione, con
ricadute su istruzione e lavoro
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a valle
Breve
S4 Consumatori ed
utilizzatori finali
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S4 Impatti legati alle
informazioni per i
consumatori
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
13
La mancata diversificazione delle fonti
energetiche e il limitato ricorso a energia
rinnovabile, anche autoprodotta, accrescono la
dipendenza da fonti fossili e dunque le
emissioni
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a
monte
Breve
Medio
Lungo
E1 Cambiamenti
Climatici
E1 Energia
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
14
Il limitato coinvolgimento dei fornitori, con
progetti di miglioramento, codici di condotta e
audit per la riduzione dell’impatto ambientale
lungo la filiera, può indebolire la fiducia degli
stakeholder
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a
monte
Medio
Lungo
G1 Condotta delle
imprese
G1 Gestione dei
rapporti con i
fornitori, comprese
le prassi di
pagamento
G1-1
15
Misure di sicurezza carenti, formazione
insufficiente e mancanza di dispositivi di
protezione efficaci possono causare incidenti e
infortuni sul lavoro, con danni alla salute dei
dipendenti e dei lavoratori della filiera
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a
monte
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S2 Lavoratori nella
catena del valore
S1 Condizioni di
lavoro
S2 Condizioni di
lavoro
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
S2-SBM-3
S2-1
S2-4
16
Attacchi informatici, violazioni dei sistemi e
sabotaggi alle infrastrutture possono causare
interruzioni dei servizi, perdita di dati e
compromissione della continuità operativa, con
effetti sulla reputazione aziendale e sui
risultati economici
Rischio
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
S4 Impatti legati alle
informazioni per i
consumatori e/o per
gli utilizzatori finali
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
17
Sistemi inadeguati di incentivazione e benefit
volti a integrare la sostenibilità nella strategia
riducono la motivazione e la partecipazione dei
dipendenti agli obiettivi ambientali, sociali e di
governance, con effetti sull'ambiente e sulla
società
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Breve
Medio
S1 Forza lavoro
propria
S1 Condizioni di
lavoro
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
18
Le emissioni di gas serra generate dalle
attività dirette e dalla catena del valore
possono contribuire al cambiamento climatico,
con effetti rilevanti sulle persone e sui territori
più vulnerabili
Impatto
negativo
(Effettivo)
Attività
proprie
Attività a
monte
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
E1 Cambiamenti
Climatici
E1 Mitigazione dei
cambiamenti
Climatici
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
19
Prodotti accessibili, servizi digitali (come PEC,
firma digitale e SPID) e iniziative di inclusione
sociale possono stimolare le persone e le nuove
generazioni a partecipare più attivamente alla
vita della comunità
Impatto
positivo
(Effettivo)
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori ed
utilizzatori finali
S3 Comunità
interessate
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S3 Diritti economici,
sociali e culturali
delle comunità
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
S3-SBM-3
S3-1
S3-4
20
La valorizzazione delle diversità e la creazione
di un ambiente di lavoro inclusivo possono
favorire l’attrazione di talenti, lo sviluppo di
competenze diversificate e rafforzano la
reputazione aziendale
Opportunità
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S1 Parità di
trattamento ed
opportunità
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
21
L’evoluzione delle normative in ambito
energetico può portare a un aumento dei costi
per l’acquisto di energia rinnovabile e a
maggiori spese per la conformità ambientale.
Rischio
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
E1 Cambiamenti
Climatici
E1 Energia
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
22
L’adozione di modelli di lavoro flessibili e
ibridi, in linea con le aspettative dei lavoratori
e l'evoluzione dei modelli organizzativi, può
migliorare il benessere dei dipendenti,
aumentare la produttività e ridurre i costi
operativi
Opportunità
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S1 Condizioni di
lavoro
S1 Parità di
trattamento ed
opportunità
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
23
La crescente domanda di IoT, cloud, big data e
intelligenza artificiale può favorire lo sviluppo
di soluzioni sostenibili che riducono le
emissioni, con benefici sulla reputazione e sul
posizionamento di mercato
Opportunità
Attività
proprie
Attività a
monte
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
E1 Cambiamenti
Climatici
E1 Mitigazione dei
cambiamenti
Climatici
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
24
La definizione di obiettivi di performance chiari
e raggiungibili per i dipendenti può rafforzare
motivazione e senso di responsabilità,
aumentando la produttività aziendale
Opportunità
Attività
proprie
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S1 Condizioni di
lavoro
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
25
La mancata trasformazione tecnologica di
infrastrutture e piattaforme legacy può ridurre
la qualità del servizio, aumentare la
vulnerabilità e generare interruzioni, con
conseguenze sulla reputazione e sulle
performance economiche
Rischio
Attività
proprie
Medio
Lungo
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
134
Ordine di
rilevanza
Descrizione
IRO
Tipologia
IRO
Perimetro di
applicazione
Orizzonte
temporale
Tema
ESRS
Sotto tema
ESRS
Obbligo di
informativa
26
Il mancato rispetto delle leggi sulla privacy o
l’accesso non autorizzato ai dati personali di
clienti e dipendenti può comportare sanzioni
legali, oltre a danni economici e reputazionali
Rischio
Attività propri
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
S1 Altri diritti
connessi al lavoro
S4 Impatti legati alle
informazioni per i
consumatori e/o per
gli utilizzatori finali
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
27
L’aumento delle minacce digitali, come
attacchi informatici e campagne di
disinformazione, può generare costi imprevisti
e avere ricadute sulla reputazione aziendale
Rischio
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori ed
utilizzatori finali
S4 Impatti legati alle
informazioni per i
consumatori e/o per
gli utilizzatori finali
S4 Sicurezza
personale dei
consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
28
Il recupero dei materiali e le iniziative di
estensione della vita dei prodotti, favorite
dagli sviluppi normativi e dall’interesse dei
consumatori per l’economia circolare, possono
ridurre i costi di approvvigionamento, generare
nuovi ricavi dal riciclo e rafforzare la
competitività
Opportunità
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
E5 Economia
Circolare
S4 Consumatori ed
utilizzatori finali
E5 Rifiuti
E5 Deflussi di risorse
connessi a prodotti e
servizi
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
E5-1
E5-2
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
29
La mancata adozione di strumenti di
intelligenza artificiale e il disallineamento
rispetto ai principali tendenze evolutive del
settore possono compromettere la
competitività dell’azienda, con ricadute sulla
reputazione
Rischio
Attività
proprie
Attività a
monte
Breve
Medio
Lungo
G1 Condotta delle
imprese
G1 Cultura d'impresa
G1-1
30
Investimenti nella formazione e nelle
collaborazioni di ricerca possono anticipare e
gestire i cambiamenti del contesto
occupazionale, attrarre e mantenere una forza
lavoro competitiva e generare benefici
economici e reputazionali
Opportunità
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S1 Parità di
trattamento e di
opportunità
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
31
Gli eventi meteorologici estremi legati al
cambiamento climatico possono incidere sulla
continuità operativa dei servizi e sull’integrità
delle infrastrutture, con costi aggiuntivi per
danni agli asset e le interruzioni del servizio
Rischio
Attività
proprie
Attività a
monte
Attività a valle
Medio
Lungo
E1 Cambiamenti
Climatici
E1 Adattamento ai
cambiamenti
Climatici
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
32
Iniziative per lo sviluppo del territorio e che
coinvolgono gli stakeholder di riferimento
possono generare benefici economici e sociali
condivisi, rafforzando la reputazione aziendale
e l’attrattività per gli investitori
Opportunità
Attività
proprie
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
S3 Comunità
interessate
S3 Diritti economici,
sociali e culturali
delle comunità
S3-SBM-3
S3-1
S3-4
33
La carenza di connettività ad alta velocità e di
azioni di inclusione digitale, finalizzate ad
assicurare accessibilità e capillarità dei servizi
offerti, può influire sulla qualità
dell’esperienza dei clienti con ricadute su
competitività, reputazione e ricavi.
Rischio
Attività
proprie
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
S4 Impatti legati alle
informazioni per i
consumatori e/o per
gli utilizzatori finali
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
34
Contesti geopolitici instabili e crisi sanitarie
globali possono interrompere le catene di
approvvigionamento e aumentare i costi, con
effetti sulla continuità dei servizi e sui risultati
economici
Rischio
Attività
proprie
Attività a
monte
Medio
Lungo
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
G1 Condotta
aziendale
S4 Inclusione sociale
dei consumatori e/o
degli utilizzatori finali
G1 Gestione dei
rapporti con i
fornitori
S4- SBM-3
S4-1
S4-4
G1-1
35
Le disuguaglianze di genere e la mancanza di
trasparenza nei sistemi retributivi, nei percorsi
di carriera e nell’accesso ai ruoli di
responsabilità possono ostacolare l’attrazione
e la fidelizzazione dei talenti e generare rischi
reputazionali
Rischio
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S1 Parità di
trattamento ed
opportunità
S1- SBM-3
S1-1
S1-4
36
Un contesto lavorativo che non assicura il
“diritto alla disconnessione” e che non prevede
adeguate iniziative di equilibrio tra vita privata
e lavoro
può incidere sui livelli di stress e di benessere
dei dipendenti
Impatto
negativo
(Potenziale)
Attività
proprie
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S1 Condizioni di
lavoro
S1- SBM-3
S1-1
S1-4
37
Una gestione inadeguata dei rifiuti, come
quelli elettronici, può aumentare
l’inquinamento ambientale e ostacolare la
transizione verso l’economia circolare
Impatto
negativo
(Potenziale)
Attività
proprie
Medio
Lungo
E5 Economia
Circolare
E5 Rifiuti
E5 Deflussi di risorse
connessi a prodotti e
servizi
E5-1
E5-2
38
Le violazioni dei diritti umani, in azienda e
lungo la filiera, possono generare conseguenze
legali, danni reputazionali e impatti operativi
Rischio
Attività
proprie
Attività a
monte
Attività a valle
Breve
Medio
Lungo
S1 Forza lavoro
propria
S2 Lavoratori nella
catena del valore
S1 Condizioni di
lavoro
S1 Parità di
trattamento e di
opportunità per tutti
S1 Altri diritti
connessi al lavoro
S2 Condizioni di
lavoro
S2 Altri diritti
connessi al lavoro
S1- SBM-3
S1-1
S1-4
S2-SMB-3
S2-1
S2-4
Nel corso del 2025, il Gruppo TIM ha aggiornato l’analisi di doppia rilevanza rispetto al periodo precedente che ha confermato la
sostanziale continuità degli rilevanti nelle tematiche ESRS già identificate, evidenziando al contempo una crescente rilevanza delle
questioni legate all’intelligenza artificiale e alla trasformazione digitale.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
135
La tabella seguente riporta gli impatti rilevanti, positivi e negativi, identificati nell’analisi di doppia rilevanza. Per ciascun impatto
sono indicati: la descrizione sintetica; la tipologia (positivo o negativo, attuale o potenziale); l’effetto dell’impatto, inteso come
ambito su cui incide l'impatto (Ambiente, Persone o entrambi); il collegamento con il modello di business e, ove pertinente, con la
strategia aziendale; l'obbligo di informativa in cui l’impatto è trattato in modo più dettagliato.
Lista degli impatti rilevanti: ambito di incidenza e collegamento con strategia e modello aziendale
Descrizione dell’impatto
Tipologia
Impatto
Effetto
dell’impatto
Collegamento dell’impatto con
strategia/modello dell'Azienda
Obbligo
di informativa
Lo sviluppo delle infrastrutture 5G e dei data center,
insieme alla crescita del traffico dati e all’uso di
tecnologie digitali come l’intelligenza artificiale, può
aumentare in modo significativo il consumo energetico
e le emissioni
Impatto
negativo
(Effettivo)
Ambiente
Il modello di business è basato sullo sviluppo e sulla
gestione di infrastrutture di rete e data center che
comportano consumi energetici elevati
La strategia di investimento in reti 5G e tecnologie digitali
avanzate incrementa la domanda energetica complessiva
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
La mancata diversificazione delle fonti energetiche e il
limitato ricorso a energia rinnovabile, anche
autoprodotta, accrescono la dipendenza da fonti
fossili e dunque le emissioni
Impatto
negativo
(Effettivo)
Ambiente
Il modello di business richiede un approvvigionamento
energetico continuo e affidabile a supporto delle
infrastrutture di rete e dei data center, influenzando il mix
delle fonti utilizzate
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
Le emissioni di gas serra generate dalle attività
dirette e dalla catena del valore possono contribuire al
cambiamento climatico, con effetti rilevanti sulle
persone
e sui territori più vulnerabili
Impatto
negativo
(Effettivo)
Ambiente
Persone
Il modello di business è basato su attività operative dirette e
su una catena del valore estesa, caratterizzata da consumi
energetici ed emissioni di gas serra
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
Una gestione inadeguata dei rifiuti, come quelli
elettronici, può aumentare l’inquinamento ambientale
e ostacolare la transizione verso l’economia circolare
Impatto
negativo
(Potenziale)
Ambiente
Persone
Il modello di business è basato sull’utilizzo, la
commercializzazione e il rinnovo di apparati di rete e
dispositivi tecnologici, che generano flussi di rifiuti
elettronici lungo il ciclo di vita dei prodotti
E5-1
E5-2
L’adozione di tecnologie come l'intelligenza artificiale,
IoT e cloud può abilitare soluzioni efficienti e ad
impatto ambientale positivo, come il monitoraggio
intelligente, le smart cities e l’agricoltura sostenibile
Impatto positivo
(Effettivo)
Ambiente
Il modello di business è basato sull’offerta di soluzioni
digitali e infrastrutturali avanzate
La strategia di trasformazione tecnologica è orientata
all’adozione di intelligenza artificiale, IoT e cloud
E1-SBM-3
E1-2
E1-3
Le vulnerabilità nei sistemi informatici possono
causare la perdita di dati sensibili, con conseguenze
sulla privacy di clienti e dipendenti e sulla protezione
delle informazioni di aziende e pubbliche
amministrazioni
Impatto
negativo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business si fonda sull’erogazione di servizi di
connettività e ICT, per i quali la sicurezza dei sistemi e dei
dati è un elemento essenziale
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
La mancanza di interventi per promuovere un uso
consapevole del digitale può favorire l’esclusione
sociale, l’esposizione a contenuti dannosi e la
diffusione di disinformazione, con ricadute su
istruzione e lavoro
Impatto
negativo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business di TIM si fonda sull’offerta di servizi di
connettività e digitali che consentono l’accesso a tecnologie
e contenuti online
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
Misure di sicurezza carenti, formazione insufficiente e
mancanza di dispositivi di protezione efficaci possono
causare incidenti e infortuni sul lavoro, con danni alla
salute dei dipendenti e dei lavoratori della filiera
Impatto
negativo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business è basato su attività operative e
tecniche che espongono i lavoratori a rischi professionali
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
S2-SMB-3
S2-1
S2-4
Sistemi inadeguati di incentivazione e benefit volti a
integrare la sostenibilità nella strategia riducono la
motivazione e la partecipazione dei dipendenti agli
obiettivi ambientali, sociali e di governance, con
effetti sull'ambiente e sulla società
Impatto
negativo
(Effettivo)
Persone
La strategia include sistemi di incentivazione e performance
management a supporto dell’allineamento dei dipendenti
agli obiettivi ESG
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
Un contesto lavorativo che non assicura il “diritto alla
disconnessione” e che non prevede adeguate iniziative
di equilibrio tra vita privata e lavoro può incidere sui
livelli di stress e di benessere dei dipendenti
Impatto
negativo
(Potenziale)
Persone
Il modello di business e di organizzazione del lavoro
incidono sulle modalità di gestione dei tempi di lavoro, della
reperibilità e della disconnessione
S1- SBM-3
S1-1
S1-4
Iniziative di formazione e sviluppo, anche orientate al
reskilling, possono favorire lo sviluppo di competenze,
il coinvolgimento e la soddisfazione dei dipendenti,
contribuendo a un ambiente di lavoro inclusivo e
produttivo
Impatto positivo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business richiede competenze specialistiche e
in continua evoluzione
La strategia di investimento mira alla formazione e lo
sviluppo delle competenze
S1-SBM-3
S1-1
S1-4
Attività di informazione e formazione sull’uso
responsabile del digitale e sulla sicurezza online
possono supportare le persone, soprattutto quelle più
vulnerabili, nell’utilizzo sicuro e consapevole della
rete
Impatto positivo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business è basato sull’offerta di servizi e
soluzioni digitali
La strategia è orientata allo sviluppo di soluzioni e contenuti
digitali che mirano ad un utilizzo consapevole delle
tecnologia
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
Prodotti accessibili, servizi digitali (come PEC, firma
digitale e SPID) e iniziative di inclusione sociale
possono stimolare le persone e le nuove generazioni a
partecipare più attivamente alla vita della comunità
Impatto positivo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business è basato sull’offerta di prodotti e
servizi digitali e promuove iniziative di inclusione sociale di
comunità e consumatori
La strategia di trasformazione tecnologica è orientata
all’ampliamento e alla diffusione delle soluzioni digitali
S4-SBM-3
S4-1
S4-4
S3-SBM-3
S3-1
S3-4
Il limitato coinvolgimento dei fornitori, con progetti di
miglioramento, codici di condotta e audit per la
riduzione dell’impatto ambientale lungo la filiera, può
indebolire la fiducia degli stakeholder
Impatto
negativo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business è caratterizzato da una catena di
fornitura estesa e da relazioni con i fornitori che incidono
sulla trasparenza e sulla responsabilità lungo la filiera
G1-1
Procedure di segnalazione trasparenti e adeguate
garanzie per i segnalanti possono rafforzare la
governance, favorire la fiducia degli informatori e
sostenere una cultura aziendale di integrità e legalità
Impatto positivo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business è caratterizzato da assetti di
governance e da una cultura organizzativa orientata a
integrità e legalità
G1-1
Il coinvolgimento attivo degli stakeholder come
azionisti, clienti, dipendenti e comunità nelle iniziative
strategiche può favorire la creazione di valore a lungo
termine e generare benefici condivisi
Impatto positivo
(Effettivo)
Persone
Il modello di business è caratterizzato da relazioni
strutturate e continuative con gli stakeholder rilevanti
La strategia considera il coinvolgimento attivo degli
stakeholder un fattore abilitante del modello di business
G1-1
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
136
Effetti finanziari attuali e potenziali associati agli IRO
[48 b, d, f]
Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti identificati nell’analisi di doppia rilevanza sono considerati nei processi di pianificazione
strategica e contribuiscono a orientare le principali decisioni aziendali. In particolare, tali elementi sono valutati nella definizione del
Piano Strategico e delle priorità di investimento, al fine di assicurare la coerenza tra l’evoluzione del modello di business, il contesto
di mercato e le aspettative degli stakeholder.
Tale approccio consente all’impresa di valutare e rafforzare la resilienza della propria strategia e del modello di business rispetto ai
principali cambiamenti del contesto economico, tecnologico, normativo e ambientale, individuando le aree di sviluppo del business,
le iniziative di mitigazione dei rischi e le opportunità di innovazione.
Con riferimento agli effetti finanziari attuali e potenziali associati agli IRO rilevanti, si riportano di seguito le principali evidenze
suddivise per ambito tematico.
Environment
Gli eventi meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici rappresentano un rischio fisico che può interrompere le attività
aziendali e danneggiare le infrastrutture e gli asset del Gruppo, con potenziali effetti in termini di incremento dei costi operativi e di
ripristino, di aumento o anticipazione degli investimenti e di impatti sui flussi di cassa.
Al fine di mitigare tali rischi e limitarne l’esposizione finanziaria potenziale, il Gruppo ha adottato specifiche misure di presidio,
anche attraverso strumenti di trasferimento del rischio, differenziati per perimetro geografico:
Italia: nell’ambito domestico TIM ha sottoscritto un programma assicurativo “All Property”, con un premio annuo pari a circa
4,5 milioni di euro, a copertura dei principali asset e delle infrastrutture. Nel corso del 2025 non si sono verificati eventi
meteorologici estremi tali da comportare perdite economiche significative oltre la soglia di franchigia prevista dalla copertura
assicurativa; pertanto, non sono stati rilevati effetti finanziari attuali materiali riconducibili a tali eventi.
Brasile: TIM S.A. dispone di polizze assicurative attive che coprono, tra l’altro, i rischi operativi, la responsabilità civile generale e
ambientale e i rischi informatici. Tali coperture prevedono massimali di indennizzo complessivi superiori a 660 milioni di R$,
contribuendo a mitigare l’esposizione finanziaria potenziale del Gruppo in relazione a eventi climatici estremi.
Social
In materia di protezione dei dati personali, il mancato rispetto della normativa applicabile o eventuali accessi non autorizzati ai dati
di clienti e dipendenti possono comportare sanzioni, nonché impatti economici e reputazionali.
Nel corso del 2025 l’azienda ha proseguito le attività di prevenzione e contrasto agli attacchi informatici da parte di soggetti terzi,
notificando al Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP) i casi rilevanti di violazione dei dati personali (data breach) e
informando gli interessati, in conformità alle disposizioni di legge.
Nel medesimo esercizio, il GPDP ha svolto un’attività ispettiva incentrata sui processi di acquisizione e attivazione dei contratti, con
particolare riferimento ai contatti telefonici promozionali, i controlli sulla filiera del telemarketing, e alla gestione delle richieste di
esercizio dei diritti privacy dei clienti. All’esito delle verifiche, l’Autorità ha notificato l’avvio di un procedimento per l’eventuale
adozione di provvedimenti correttivi e sanzionatori.
Permane un rischio potenziale connesso ad altri procedimenti ancora in corso, che alla data di bilancio non hanno richiesto
rettifiche dei valori contabili.
In tema di sicurezza informatica, eventuali attacchi alle infrastrutture potrebbero generare interruzioni operative con possibili
impatti economici. Nel 2025 non si sono verificati incidenti di sicurezza ICT con impatto medio o alto; si sono registrati cinque
incidenti rilevanti, il cui impatto è stato contenuto dalle contromisure in essere, senza effetti finanziari significativi nel periodo.
Il mantenimento delle certificazioni ISO 27001, ISO 27035 e ISO 22301 e il miglioramento continuo nella gestione degli incidenti
contribuiscono a ridurre i tempi di ripristino dei sistemi, limitare le interruzioni di servizio ed evitare sanzioni normative, con effetti
positivi sui flussi di cassa.
Con riferimento alle pratiche commerciali scorrette, nel 2025 l’AGCM non ha avviato procedimenti nei confronti di TIM che abbiano
prodotto effetti finanziari nell’esercizio. Analogamente, in tema di tutela del consumatore, l’AGCOM non ha disposto procedimenti
con effetti finanziari nel corso dell’anno.
In Brasile, con riferimento ai diritti dei consumatori, TIM S.A. segnala 24 casi di non conformità a leggi e regolamenti significativi, di
cui 8 con sanzioni non pecuniarie e 16 con sanzioni pecuniarie; nel corso dell’anno sono stati versati complessivamente 13,3 milioni
di R$ a titolo di sanzioni, principalmente connesse all’addebito del servizio di dati mobili (4G).
Governance
In tema di condotta aziendale, nel 2025, con riferimento all’ambito Domestic, il Gruppo non ha riscontrato episodi significativi di
mancata conformità a leggi e normative vigenti; di conseguenza, non si sono registrate sanzioni o altri effetti finanziari nel periodo.
In Brasile, nel 2025, TIM S.A. ha ricevuto 53 procedimenti amministrativi in materia ambientale, prevalentemente connessi alla
discussione sull’applicabilità della legislazione statale e/o municipale in funzione della specifica giurisdizione. Di tali procedimenti,
31 si sono conclusi senza l’irrogazione di sanzioni pecuniarie, mentre in 22 casi sono state applicate sanzioni per un importo
complessivo pari a 666 k R$.
Con riferimento ai procedimenti avviati dall’Autorità brasiliana per le telecomunicazioni (Anatel), nel 2025 si sono registrati quattro
procedimenti significativi relativi alla mancata osservanza di specifici obblighi regolamentari, in particolare in materia di qualità del
servizio e di diritti e garanzie degli utenti (tre Procedimenti per l’accertamento dell’inadempimento di obblighi – PADO – e un
Procedimento per l’accertamento di un item di programma – PADIC). Di questi, uno è stato oggetto di contenzioso nel corso
dell’anno, mentre tre risultano tuttora pendenti. Nel 2025 sono state corrisposte sanzioni per un importo complessivo pari a 600 k
R$, relative a cinque procedimenti, di cui quattro riferiti a esercizi precedenti e uno relativo al periodo di rendicontazione.
In materia fiscale, nel triennio 2023–2025, con riferimento all’ambito Domestic, non sono state corrisposte sanzioni tributarie
significative di importo superiore a 100 k euro.
9 Il settore di riferimento, a valle dell’adeguamento dell’oggetto sociale, considera oltre a Technology & Telecommunication in continuità con il 2024 anche i settori
Insurance, Consumer finance, Electric utilities and power generation, Gas utilities and distribution.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
137
Obbligo di informativa IRO-1 - Descrizione del processo per individuare e valutare gli impatti, i
rischi e le opportunità rilevanti
Analisi di doppia rilevanza
[53 a]; [53 c iii]; [53 d, g, h]
In continuità con quanto svolto nell’esercizio precedente, il Gruppo TIM ha svolto un’analisi di doppia rilevanza per identificare gli
impatti rilevanti (Rilevanza di Impatto) nonché i rischi e le opportunità rilevanti (Rilevanza Finanziaria), in coerenza con la Corporate
Sustainability Reporting Directive (CSRD) e con le indicazioni dell’Implementation Guidance 1 – “Materiality Assessment” pubblicata
dall’EFRAG.
L’attività ha coinvolto le principali società del perimetro del Gruppo, tra cui TIM S.p.A., TIM S.A., Noovle S.p.A., Olivetti S.p.A.,
Telecom Italia Sparkle S.p.A. e Telsy S.p.A.. TIM S.A., oltre a partecipare all’analisi di doppia rilevanza di Gruppo, svolge con cadenza
periodica una propria analisi; l’ultimo aggiornamento disponibile, incluso nell’ESG Report 2024, non ha evidenziato differenze
significative rispetto all’analisi di Gruppo.
Per identificare una prima lista di impatti positivi e negativi, rischi e opportunità potenzialmente rilevanti, TIM ha utilizzato un
motore semantico dinamico basato su informazioni estratte da fonti pubbliche – quali normative, report finanziari e di sostenibilità,
nonché notizie online relative ai peer dei settori di riferimento.
L’analisi ha integrato, inoltre, attività di benchmarking e contributi derivanti dalle valutazioni dei rischi e delle opportunità svolte
nell’ambito del framework di Enterprise Risk Management (ERM), assicurando coerenza tra il processo di doppia rilevanza e il
sistema complessivo di gestione dei rischi aziendali.
La lista è stata successivamente sottoposta alla valutazione degli stakeholder interni ed esterni e integrata attraverso un’analisi
che, testando diverse ipotesi di soglia di rilevanza, ha individuato quella significativa che ha portato all'identificazione di 38 IRO
rilevanti.
A supporto del processo di valutazione, il Gruppo utilizza strumenti di analisi quantitativa e qualitativa, tra cui modelli probabilistici
e analisi di scenario, anche con riferimento ai rischi ambientali, in coerenza con le migliori pratiche di mercato e con gli standard
internazionali di riferimento, incluso il framework TCFD.
Tali strumenti consentono di valutare l’urgenza e la significatività dei rischi di sostenibilità in relazione alle altre categorie di rischio,
garantendo un approccio di gestione integrato e proattivo. In funzione degli esiti della valutazione, la Società definisce e attua
azioni di mitigazione prioritizzate in base al livello di rischiosità individuato.
L’intero processo di analisi di doppia rilevanza, comprensivo della lista degli impatti, dei rischi e delle opportunità individuati, si
inserisce in un sistema di governance strutturato che coinvolge il Consiglio di Amministrazione e i Comitati endoconsiliari
competenti, tra cui il Comitato Sostenibilità e il Comitato per il Controllo e i Rischi. In tale ambito, gli esiti dell’analisi sono stati
sottoposti all’esame dei Comitati competenti e successivamente presentati al Consiglio di Amministrazione ai fini della validazione.
Il processo è riesaminato con cadenza periodica e aggiornato in caso di cambiamenti significativi nel contesto normativo,
strategico o operativo del Gruppo. In continuità con l’esercizio precedente, l’attuale analisi è stata condotta sulla base della
medesima metodologia, tenendo conto dell’evoluzione del quadro regolatorio e degli sviluppi intervenuti nel perimetro e nelle
attività del Gruppo.
Per quanto concerne le procedure di controllo interno connesse alla rendicontazione di sostenibilità, si rinvia al paragrafo relativo
all’obbligo di informativa GOV-5 – "Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità".
Valutazione degli impatti rilevanti
[53 b i, ii, iii, iv]
Gli impatti potenzialmente rilevanti sono stati individuati considerando le dinamiche generali e specifiche del settore di
riferimento 9, nonché gli impatti generati direttamente dalle attività del Gruppo TIM e quelli derivanti indirettamente dai rapporti
commerciali con fornitori e clienti. L’analisi tiene conto, inoltre, delle caratteristiche della catena del valore del Gruppo nei contesti
italiano e brasiliano e considera gli impatti sulle persone e sull’ambiente, positivi o negativi, attuali o potenziali, lungo un orizzonte
temporale di breve, medio e lungo termine.
La valutazione degli impatti è stata condotta attraverso modalità differenziate in funzione delle categorie di stakeholder coinvolte.
In particolare, per gli stakeholder interni — che includono i Consiglieri del Comitato di Sostenibilità, il Presidente, il top management
(C-level) e i manager delle principali funzioni e Società del Gruppo — sono state realizzate interviste individuali (one-to-one),
mentre per gli stakeholder esterni è stata somministrata una survey strutturata.
Per la somministrazione della survey agli stakeholder esterni è stato selezionato un campione rappresentativo per ciascuna delle
seguenti categorie: Persone di TIM (inclusi dipendenti e rappresentanti dei lavoratori); Clienti; Media; Business community di
settore; Istituzioni ed enti regolatori; Fornitori; Società Civile; Comunità finanziaria. Complessivamente, sono stati coinvolti oltre
5.000 stakeholder, con un tasso di risposta pari al 34%.
Gli impatti sono stati valutati attribuendo un livello di rilevanza sulla base di una scala da 1 a 5 applicata ai diversi fattori di
valutazione, in modo coerente sia per gli impatti positivi sia per quelli negativi.
Per gli impatti negativi, la valutazione ha considerato la gravità dell’impatto, definita come la media dei fattori di entità, portata e
natura irrimediabile, e la probabilità di accadimento.
Per gli impatti positivi, la valutazione ha considerato la gravità dell’impatto, determinata come media dei soli fattori di entità e
portata, e la probabilità di accadimento.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
138
Il punteggio complessivo di ciascun impatto è calcolato come prodotto tra la gravità dell’impatto e la probabilità di accadimento e
può assumere un valore compreso tra 1 e 25. Gli impatti con un punteggio pari o superiore a 9 sono stati considerati rilevanti ai fini
dell’analisi di doppia rilevanza.
Valutazione dei rischi e delle opportunità rilevanti
[53 c i, ii]; [53 e, f]
Il Gruppo TIM attribuisce una priorità strategica ai rischi legati alla sostenibilità, integrandoli nei processi complessivi di gestione dei
rischi aziendali.
Analogamente agli impatti, anche i rischi e le opportunità sono stati identificati attraverso un’analisi semantica di fonti
documentali relative ai peer di settore e agli attori della catena del valore del Gruppo TIM, sia a monte sia a valle.
La lista così definita è stata condivisa con la funzione Enterprise Risk Management (ERM) al fine di verificarne la completezza e la
coerenza rispetto al framework di gestione dei rischi aziendali ed eventualmente integrarla. La funzione ERM ha inoltre partecipato
al processo di valutazione in qualità di stakeholder interno, contribuendo all’attribuzione dei punteggi.
La rilevanza dei rischi e delle opportunità è stata determinata attribuendo un punteggio ai fattori di valutazione su una scala da 1 a
5. In particolare, la valutazione ha considerato l’entità del rischio o dell’opportunità, intesa come rilevanza dell’effetto economico e/
o reputazionale, e la probabilità di accadimento. Il punteggio complessivo di ciascun rischio e opportunità è calcolato come
prodotto tra l’entità e la probabilità di accadimento e può assumere un valore compreso tra 1 e 25. I rischi e le opportunità con un
punteggio pari o superiore a 9 sono stati considerati rilevanti ai fini dell’analisi di doppia rilevanza.
Indipendentemente dall’esito della valutazione quantitativa, sono stati comunque considerati rilevanti i rischi connessi alla tutela
dei diritti umani.
La valutazione dei rischi rilevanti è svolta in coerenza con il framework ERM, assicurando l’allineamento con il profilo di rischio
complessivo del Gruppo e con gli obiettivi del Piano industriale. Le informazioni emerse nell’ambito dell’analisi di doppia rilevanza
sono considerate, ove pertinenti, ai fini dell’aggiornamento del modello di risk management e delle relative misure di mitigazione.
Analogamente, le opportunità rilevanti sono valutate in funzione del loro potenziale contributo economico-finanziario e del grado
di allineamento alle priorità strategiche del Gruppo. Le opportunità individuate come rilevanti sono integrate nei processi
decisionali e, ove pertinente, monitorate attraverso specifici indicatori (KPI), al fine di valutarne l’evoluzione e i potenziali effetti nel
medio-lungo periodo.
Impatti, rischi e opportunità rilevanti – Cambiamenti climatici
[E1 IRO-1, 20 a, b, c i, ii]; [E1 IRO-1 21]
In coerenza con il processo di analisi di doppia rilevanza, TIM ha individuato e valutato gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
connessi al cambiamento climatico.
Le attività del Gruppo TIM e della relativa catena del valore possono generare impatti significativi sul cambiamento climatico
attraverso le emissioni di gas a effetto serra, come descritto nell’obbligo di informativa E1-6 "Emissioni lorde di GES di Scope 1, 2, 3
ed emissioni totali di GES". In considerazione di tali impatti potenziali, il Gruppo ha integrato i rischi e le opportunità legati al
cambiamento climatico nel processo di Enterprise Risk Management, adottando un approccio strutturato che considera orizzonti
temporali di breve (0–3 anni), medio (3–5 anni) e lungo termine (5–20 anni) e che include l’intera catena del valore, comprendendo
operazioni proprie, upstream e downstream, in coerenza con il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi del Gruppo.
Nell’ambito di tale processo, TIM ha identificato e valutato, nel breve, medio e lungo termine, i principali rischi fisici legati al
cambiamento climatico, connessi sia all’aumento progressivo delle temperature sia alla maggiore frequenza e intensità di eventi
meteorologici estremi, quali smottamenti, inondazioni ed esondazioni, che possono determinare danni agli asset immobiliari e di
rete, un incremento dei costi assicurativi e potenziali impatti sulla continuità operativa e sulla capacità produttiva, anche in
relazione allo stress termico sulla forza lavoro.
Per la valutazione dei rischi, TIM ha condotto analisi di scenario qualitative e quantitative a livello di Gruppo, facendo riferimento
agli scenari climatici elaborati dal Network for Greening the Financial System (NGFS), in particolare agli scenari RCP 2.6 e RCP 4.5,
utilizzati come supporto alla valutazione della resilienza della strategia climatica del Gruppo su orizzonti temporali differenziati.
L’analisi degli scenari climatici è utilizzata come strumento integrativo nel processo di Enterprise Risk Management per orientare
l’identificazione e la valutazione dei rischi fisici, dei rischi di transizione e delle opportunità correlate. In particolare, gli scenari
selezionati vengono utilizzati per testare la resilienza degli asset e delle strategie aziendali su orizzonti temporali di breve, medio e
lungo periodo, per confrontare diverse traiettorie di cambiamento climatico e per definire piani di mitigazione e adattamento
adeguati.
Con riferimento al rischio idrogeologico, nello scenario di transizione verso il Net Zero al 2050, TIM ha utilizzato le mappe di rischio
fornite da Climada per correlare gli asset ai diversi livelli di rischio climatico e stimarne l’impatto economico sulla base dei costi di
ricostruzione e rimpiazzo, quantificando al 2030 un incremento del valore di rischio in relazione all’esposizione e alla vulnerabilità
degli asset in coerenza con le analisi di rischio condotte a supporto dei processi di pianificazione e gestione operativa. La
valutazione dell’esposizione di attivi e attività ai pericoli climatici prevede l’analisi delle condizioni di vulnerabilità, la mappatura
degli asset critici, la quantificazione dei livelli di esposizione in funzione di parametri fisici e la determinazione del rischio fisico lordo
associato, espresso in termini economici e operativi.
In relazione ai rischi fisici cronici, condizioni climatiche con temperature elevate e alta umidità possono determinare una riduzione
della produttività del lavoro. Per TIM questo rischio può tradursi in una perdita economica stimata tra i 16 MLN di euro (con una
riduzione della performance lavorativa dello 0,8% nello scenario migliore a +1,4°C) e i 50MLN di euro (con una riduzione della
performance lavorativa del 2,4% nello scenario peggiore a +2°C).
TIM ha inoltre identificato i principali rischi di transizione legati al cambiamento climatico, con particolare riferimento ai rischi
normativi, all’aumento dei costi operativi derivanti dall’introduzione di una carbon tax sulle emissioni di CO₂ e all’incremento della
spesa per l’acquisto o la produzione di energia rinnovabile. A tal fine, è stato considerato uno scenario di transizione NGFS allineato
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
139
al contenimento dell’aumento della temperatura globale entro 1,5°C, con un’analisi quantitativa coerente con il percorso verso il
raggiungimento dell’obiettivo di Net Zero al 2040. Al 2040 è stata stimata una riduzione progressiva delle emissioni di CO₂ coerente
con tale percorso, includendo scenari di mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione con scostamenti ipotetici pari al 10%,
20% e 30%.
Con riferimento all’ipotesi di introduzione di una carbon tax nel corso del decennio, TIM ha stimato una carbon tax annuale
assumendo un prezzo unitario di 83,5 euro per tonnellata di CO₂ (prezzo medio 2024) e, per mitigarne l’impatto economico, ha
anticipato al 2025 l’obiettivo di approvvigionarsi al 100% con energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia, mentre tale obiettivo
risulta già raggiunto per il Brasile.
Il Gruppo ha inoltre identificato opportunità connesse alla transizione verso un’economia a basse emissioni, in particolare in
relazione all’incremento dell’efficienza energetica, all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e al progressivo allineamento degli
investimenti ai criteri della Tassonomia UE, con potenziali benefici in termini di riduzione dei costi energetici e rafforzamento del
posizionamento competitivo.
Il rischio di transizione può comportare un aumento dei costi operativi nel medio periodo, in particolare a seguito dell’evoluzione
delle normative in ambito energetico, che potrebbe determinare maggiori costi per l’approvvigionamento di energia da fonti
rinnovabili e per l’adeguamento ai requisiti ambientali (IRO 21). In questo contesto, TIM ha valutato il grado di allineamento dei
propri asset e dei principali processi operativi alla transizione verso un’economia a zero emissioni, in conformità al Regolamento
Delegato (UE) 2021/2139 e ai principi della Tassonomia UE. L’analisi ha riguardato in particolare i data center, le infrastrutture di
rete, i consumi energetici e la dipendenza da fonti fossili lungo la catena di fornitura. Le azioni adottate per la gestione di questo
rischio sono descritte nell’obbligo di informativa E1-3 "Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici".
A supporto della resilienza operativa, TIM monitora l’evoluzione degli eventi climatici significativi che possono incidere sul settore
ICT e verifica periodicamente, attraverso esercitazioni e test, la capacità di risposta e la continuità dei Servizi Essenziali di
Comunicazione in presenza di eventi climatici estremi o situazioni di emergenza, nell’ambito dei presidi di continuità operativa e
gestione delle emergenze del Gruppo.
Impatti, rischi e opportunità rilevanti – Uso delle risorse ed economia circolare
[E5 IRO-1, 11 a, 11 b]
In coerenza con il processo di analisi di doppia rilevanza adottato dal Gruppo, l’individuazione e la valutazione della rilevanza degli
impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all’uso delle risorse e all’economia circolare hanno riguardato, in particolare, i flussi
di risorse in entrata, i flussi di risorse in uscita e la gestione dei rifiuti lungo l’intera catena del valore del Gruppo, sia a monte sia a
valle, tenendo conto del contributo degli stakeholder interni ed esterni, inclusa la Società civile.
A valle dell’analisi, sono stati identificati due IRO rilevanti riconducibili al tema ESRS E5 "Uso delle risorse ed economia circolare",
rispettivamente un impatto negativo e un’opportunità, legati ai flussi di risorse in uscita e la gestione dei rifiuti.
Impatti, rischi e opportunità rilevanti – Condotta dell'impresa
[G1 IRO-1, 6]
Nell’ambito del processo di individuazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità (IRO) rilevanti connessi alle questioni di
condotta delle imprese, il Gruppo TIM ha considerato una pluralità di fattori specifici del contesto operativo e del settore di
appartenenza.
In particolare, è stata valutata l’ubicazione geografica delle attività, tenendo conto dei Paesi in cui il Gruppo opera e dei potenziali
rischi di impatti negativi connessi a profili etici, ai diritti umani e alla conformità normativa. Sono state inoltre analizzate le attività
svolte e le diverse aree di business, al fine di valutare l’esposizione a rischi di condotta scorretta.
Il processo ha considerato anche le caratteristiche del settore di riferimento, contraddistinto da un quadro regolatorio stringente e
da specifiche tematiche in materia di privacy, sicurezza dei dati e responsabilità sociale. Infine, è stata presa in esame la struttura
delle operazioni del Gruppo, valutando il sistema di governance aziendale, le modalità di gestione delle controllate e delle joint
venture, nonché le politiche di compliance e di controllo interno adottate per prevenire comportamenti non etici.
Politiche (MDR-P)
Obbligo minimo di informativa – Politiche MDR-P – Politiche adottate per gestire questioni di
sostenibilità rilevanti
[MDR-P 65 a, b, c, d, e, f]
Le Policy di Gruppo prendono in considerazione aspetti identificati come fondamentali e prioritari sulla base di analisi condotte
internamente e, ove necessario o opportuno, anche tenendo conto di riferimenti normativi e di contesto esterni, inclusi standard e
linee guida di mercato. Tali aspetti riflettono gli interessi degli stakeholder rilevanti e sono strettamente legati all’operatività delle
Società del Gruppo TIM.
Al fine di garantirne un’adeguata diffusione, le Policy di Gruppo sono rese disponibili agli stakeholder rilevanti attraverso i canali
istituzionali del Gruppo TIM, nel rispetto dei principi di “least privilege” e “need to know”. In particolare, i documenti sono messi a
disposizione attraverso l’intranet aziendale e il sito istituzionale di Gruppo. Inoltre, nei rapporti con i terzi, laddove previsto, il Gruppo
disciplina la presa visione e/o il rispetto delle Policy mediante apposite clausole contrattuali. Le informazioni relative alle Policy di
TIM S.A. sono rese disponibili sul relativo sito istituzionale, nella sezione dedicata a regolamenti e politiche.
Di seguito la lista delle policy a rilevanza ESG.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
140
1. Acquisti di Prodotti e Servizi
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce i principi generali e il quadro di riferimento per la gestione dei processi di approvvigionamento lungo l’intero ciclo di vita degli acquisti, stabilendo
regole comuni per la pianificazione, la gestione e il controllo delle attività, nonché gli impegni del procurement in tema di responsabilità ambientale e sociale.
Il documento disciplina l’intero processo di acquisto, dalla pianificazione dei fabbisogni alla selezione e gestione dei fornitori, fino alla contrattualizzazione e al
monitoraggio delle forniture, garantendo un approccio orientato al presidio dei costi, della qualità e della continuità operativa, in coerenza con gli obiettivi industriali
del Gruppo.
La Policy stabilisce inoltre le modalità con cui la sostenibilità è integrata operativamente nel processo di procurement, prevedendo l’inclusione di criteri ambientali,
sociali ed etici nelle attività di pianificazione, selezione, qualificazione e gestione dei fornitori lungo la catena del valore.
Gli obiettivi principali della Policy sono:
governare in modo centralizzato i processi di acquisto, rafforzando il potere negoziale del Gruppo e assicurando il controllo dei costi, economie di scala e adeguati
livelli di qualità delle forniture;
pianificare in modo accurato i fabbisogni, supportando le decisioni di make or buy sulla base di costi, risorse disponibili e priorità operative;
favorire una competizione leale e trasparente tra i fornitori, assicurando parità di trattamento e coerenza con i criteri di sostenibilità applicabili;
selezionare, qualificare e monitorare fornitori e subfornitori sulla base di criteri tecnici, economici, reputazionali e di sostenibilità;
presidiare i rischi di fornitura e promuovere il miglioramento continuo delle performance dei fornitori, attraverso la definizione e il monitoraggio di livelli di servizio e
l’utilizzo di strumenti quali audit, sistemi di rating, attività formative e iniziative di collaborazione (es. JAC, Open-es);
richiedere a fornitori e subfornitori un impegno formale al rispetto dei principi ESG, inclusi legalità, diritti umani, salute e sicurezza sul lavoro e tutela ambientale
lungo l’intera catena del valore;
integrare criteri ambientali nel processo di acquisto, promuovendo soluzioni tecniche e operative volte alla riduzione degli impatti ambientali delle forniture e al
progressivo orientamento verso modelli circolari.
Con riferimento agli IRO rilevanti per "Cambiamenti climatici" e “Lavoratori nella catena del valore”, la policy assicura, nell’ambito di tutta la filiera di fornitura, il
costante rispetto dei valori di eticità e sostenibilità di Gruppo, richiedendo analogo formale impegno ai fornitori e promuovendo, per il tramite di questi ultimi (e degli
eventuali subcontraenti), il rispetto della legalità, dei diritti umani e della persona, della sostenibilità ambientale e della salute/sicurezza sul lavoro e di quanto
previsto dal Sistema di Gestione Anticorruzione di TIM.
A tal fine, i contratti di fornitura prevedono la possibilità per TIM e per le Società del Gruppo di effettuare attività di verifica sui fornitori e sulle prestazioni di loro
competenza, nel rispetto del quadro normativo e procedurale vigente, nonché di svolgere audit ESG in coerenza con le linee guida JAC.
Ambito di applicazione della Politica
Si rivolge a TIM S.p.A., alla Fondazione TIM e alle Società italiane ed estere del Gruppo TIM. Si applica a tutti gli acquisti gestiti dalla Direzione Procurement di TIM
S.p.A. per conto delle Società del Gruppo e costituisce un quadro di riferimento anche per le Società che non conferiscono il mandato d’acquisto o lo conferiscono in
forma parziale.
Per le Società estere, l’applicazione avviene nel rispetto delle normative locali e delle procedure interne vigenti.
La Policy è rivolta a dipendenti e collaboratori coinvolti nel processo di acquisto, a qualsiasi titolo e in qualunque modalità operativa, incluse le attività svolte in
presenza, da remoto e le comunicazioni digitali e definisce inoltre principi e aspettative di comportamento applicabili ai fornitori e, per quanto pertinente, ai
subfornitori e subappaltatori, con riferimento anche al rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro delle persone impiegate lungo la catena di fornitura.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione della Policy è affidata alle funzioni aziendali coinvolte nel processo di acquisto, ciascuna per le proprie competenze e responsabilità. In particolare, la
Direzione Procurement di TIM SpA assicura il presidio complessivo del processo di approvvigionamento, mentre le Funzioni e le Società utilizzatrici contribuiscono alla
pianificazione dei fabbisogni e alla supervisione delle forniture. Le Direzioni Chief Financial Office, Legal Regulatory and Tax e Corporate Communication &
Sustainability supportano l’attuazione della Policy, rispettivamente per gli aspetti di controllo economico, conformità normativa e integrazione dei criteri ESG nella
gestione della supply chain.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Decreto Legislativo 231/2001 – Responsabilità amministrativa degli enti;
Decreto Legislativo 196/2003 – Codice in materia di protezione dei dati personali (Codice Privacy);
Regolamento (UE) 2016/679 – General Data Protection Regulation (GDPR);
DPR 313/2002 – Testo unico sul casellario giudiziale e carichi pendenti;
Decreto Legislativo 81/2008 – Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro;
Decreto Legislativo 152/2006 – Testo Unico in materia ambientale;
Delibera Consob n. 17221/2010 – Operazioni con parti correlate;
Legge 28 dicembre 2005, n. 262 – Tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari;
Direttiva (UE) 2022/2464 – Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD);
Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125 – Attuazione della CSRD in Italia;
Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 – European Sustainability Reporting Standards (ESRS)
ESRS interessati dalla Politica:
E1-2; S2-1.
IRO interessati dalla Politica
7; 9; 13; 15; 21; 23; 38.
2. Anticorruzione
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce il quadro di riferimento, i principi e le regole di comportamento adottati dal Gruppo TIM per prevenire e contrastare qualsiasi forma di corruzione
attiva e passiva, diretta o indiretta, in coerenza con i valori espressi nel Codice Etico e di Condotta e con il Modello 231.
La Policy si inserisce nel Sistema di Gestione Anticorruzione del Gruppo, ispirato allo standard internazionale UNI ISO 37001, e rappresenta uno strumento centrale del
sistema di governance e di controllo interno. Definisce indirizzi e principi omogenei per l’approccio del Gruppo alla prevenzione del rischio di corruzione, promuovendo
comportamenti coerenti con i principi di legalità, integrità e trasparenza.
La Policy orienta i comportamenti delle persone del Gruppo e dei soggetti che operano per suo conto, promuovendo una cultura aziendale improntata alla tolleranza
zero verso pratiche corruttive o comunque non conformi alle leggi e ai principi etici, a tutela dell’affidabilità, della reputazione e della sostenibilità delle attività
aziendali, riducendo l’esposizione a rischi legali, economici e reputazionali.
Gli obiettivi principali della Policy sono:
prevenire, individuare e mitigare i rischi di corruzione attiva e passiva connessi alle attività aziendali, ai processi e ai rapporti con terze parti;
garantire la conformità alle normative anticorruzione nazionali e internazionali applicabili ai valori e alle linee di condotta del Gruppo;
promuovere comportamenti etici, corretti e responsabili da parte di tutti i destinatari della Policy, rafforzando la consapevolezza dei rischi di corruzione;
sostenere un approccio strutturato e coerente alla gestione del rischio di corruzione, in linea con il Sistema di Gestione Anticorruzione;
tutelare il Gruppo da sanzioni, limitazioni operative, perdite economiche e danni reputazionali derivanti da comportamenti illeciti o non conformi;
favorire la diffusione di una cultura di legalità, integrità e trasparenza, incoraggiando l’utilizzo consapevole degli strumenti di segnalazione anche da parte di terzi
che intrattengono rapporti con la Società.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e alle Società Controllate del Gruppo TIM, incluse le società nazionali ed estere, e riguarda i membri degli organi sociali, il management, i
dipendenti e tutti coloro che operano per conto delle società del Gruppo, a qualsiasi titolo.
La Policy trova applicazione anche nei rapporti con le terze parti, quali fornitori, partner commerciali, consulenti, intermediari e altri soggetti che intrattengono
relazioni d’affari con il Gruppo, cui è richiesto il rispetto dei principi e degli standard di comportamento definiti nella Policy.
Per le società controllate quotate e per le società certificate ai sensi della norma UNI ISO 37001, la Policy costituisce un riferimento per l’adozione di politiche
anticorruzione proprie, coerenti con i principi del Gruppo.
In relazione alle joint venture e alle Società Partecipate, TIM usa la propria influenza, per quanto ragionevole secondo le circostanze, affinché tali società ed enti
rispettino gli standard e le regole di comportamento definiti nella Policy Anticorruzione.
Responsabile di attuazione della Politica
La Policy Anticorruzione è approvata dal Consiglio di Amministrazione di TIM, previa istruttoria del Comitato Controllo e Rischi.
La responsabilità dell’attuazione della Policy e del monitoraggio del Sistema di Gestione Anticorruzione (SGA) è affidata alla Direzione Compliance, individuata quale
Funzione di conformità per la prevenzione della corruzione, che opera con adeguata autonomia e indipendenza ed è responsabile del presidio complessivo del SGA,
assicurandone la coerenza con i requisiti dello standard UNI ISO 37001:2016.
Nell’ambito delle proprie responsabilità, la Direzione Compliance supporta il management e gli organi competenti nell’attuazione della Policy e nel monitoraggio dei
presìdi di controllo, operando in coordinamento con gli altri attori del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
141
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
Codice penale e Codice civile, con riferimento alle fattispecie rilevanti in materia di corruzione;
Normative nazionali ed internazionali in materia di lotta alla corruzione;
Convenzioni internazionali anticorruzione, incluse la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) e la Convenzione OCSE sulla lotta alla
corruzione di pubblici ufficiali stranieri;
UK Bribery Act;
US Foreign Corrupt Practices Act (FCPA);
UNI ISO 37001:2016 – Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione.
ESRS interessati dalla Politica
G1-1
IRO interessati dalla Politica
2; 4.
3. Business Continuity
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce i principi e il quadro di riferimento adottati dal Gruppo TIM per garantire la continuità operativa dei servizi e la resilienza delle infrastrutture in
presenza di eventi che possano compromettere il funzionamento dei processi critici, inclusi eventi meteorologici estremi, incidenti di natura tecnologica e minacce
alla sicurezza dei sistemi informativi.
La Policy si inserisce nel sistema di governance del Gruppo e orienta un approccio strutturato alla gestione delle situazioni di crisi ed emergenza che possono
determinare interruzioni dei servizi, danni agli asset, perdita o compromissione dei dati e impatti sulla reputazione e sui risultati economici del Gruppo. In tale
contesto, la Policy contribuisce alla tutela delle infrastrutture critiche, dei sistemi informatici e delle informazioni, nonché alla protezione dei dati personali e sensibili
di clienti, dipendenti e altri soggetti interessati.
Gli obiettivi principali della Policy sono:
garantire la continuità dei servizi essenziali e dei processi critici anche in presenza di eventi climatici estremi, incidenti tecnologici o attacchi informatici;
proteggere l’integrità delle infrastrutture, dei sistemi informativi e degli asset aziendali, riducendo gli impatti derivanti da danni materiali o interruzioni operative;
prevenire e mitigare i rischi di perdita, indisponibilità o compromissione dei dati e delle informazioni, inclusi i dati personali e sensibili;
rafforzare la capacità dell’organizzazione di rispondere efficacemente a eventi di crisi, limitando gli effetti su continuità operativa, reputazione e performance
economiche;
assicurare un approccio coerente e integrato alla gestione della continuità operativa, in coordinamento con gli altri presìdi di sicurezza e resilienza del Gruppo.
Ambito di applicazione della Politica
La Policy di Business Continuity si applica a TIM S.p.A. e a tutte le Società del Gruppo TIM, in Italia e all’estero e riguarda le funzioni operative, i responsabili dei
processi e le strutture di supporto coinvolte nella gestione delle attività aziendali e dei servizi essenziali.
I principi della Policy trovano applicazione alle attività, ai processi, ai sistemi, ai dati e alle infrastrutture considerati critici per il raggiungimento degli obiettivi di
business del Gruppo e per la continuità dell’erogazione dei servizi, in coerenza con il perimetro dei rischi che possono incidere sulla resilienza operativa.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione della Policy di Business Continuity è affidata alla struttura organizzativa “Crisis, Monitoring & Continuity Management”, nell’ambito della Direzione “Chief
Public Affairs, Security & International Business Office” di TIM S.p.A., cui compete il presidio complessivo e il coordinamento del sistema di Business Continuity.
Le strutture aziendali competenti e i responsabili dei processi contribuiscono all’applicazione della Policy nell’ambito delle rispettive responsabilità, assicurando
l’allineamento agli indirizzi definiti e l’integrazione della continuità operativa nelle attività di propria competenza.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
La Policy di Business Continuity è definita in coerenza con i principi e le best practice internazionali in materia di continuità operativa ed è allineata allo standard ISO
22301 – Sistemi di gestione per la Business Continuity.
TIM S.p.A. è certificata ai sensi dello standard ISO 22301, che costituisce il riferimento per l’adozione di presìdi coerenti in materia di Business Continuity anche da
parte delle Società del Gruppo.
ESRS interessati dalla Politica
E1-2; S4-1.
IRO interessati dalla politica
1; 7, 16; 25; 27; 31; 34.
4. Carta dei servizi
Contenuti e obiettivi della Politica
La Carta dei Servizi TIM, relativa ai servizi di telefonia fissa e mobile, definisce i principi e il quadro di riferimento adottati da TIM per garantire un rapporto trasparente,
corretto e informato con i propri clienti lungo l’intero ciclo del rapporto contrattuale. Il documento rappresenta uno strumento di tutela e informazione, volto a
rendere chiare e comprensibili le caratteristiche dei servizi offerti, le condizioni contrattuali, gli standard di qualità, i diritti dei clienti e le modalità di accesso ai canali
di assistenza e reclamo.
La Carta orienta l’offerta di soluzioni chiare e personalizzate, rispondendo alle aspettative dei clienti in termini di trasparenza, accessibilità dei prodotti e dei servizi e
continuità della connessione, elementi che contribuiscono a rafforzare la fiducia, la soddisfazione e la fidelizzazione della clientela. In tale contesto, il documento
promuove anche l’accesso a servizi digitali e ad agevolazioni dedicate a clienti con bisogni speciali, favorendo l’inclusione e la partecipazione alla vita economica e
sociale.
La Carta dei Servizi contribuisce inoltre a presidiare i rischi connessi a interruzioni del servizio e a disservizi, definendo impegni misurabili in termini di qualità, tempi di
attivazione e riparazione, indennizzi e procedure di reclamo, a tutela della continuità del servizio e dell’affidabilità dell’offerta, con effetti positivi sulla fidelizzazione
dei clienti e sulla stabilità dei ricavi.
Gli obiettivi principali della Carta dei Servizi sono:
garantire trasparenza e chiarezza dell’offerta, fornendo informazioni complete e comprensibili su servizi, condizioni contrattuali e diritti dei clienti;
assicurare standard di qualità del servizio coerenti con la normativa applicabile, anche attraverso impegni misurabili e meccanismi di indennizzo in caso di
disservizi;
tutelare la continuità della connessione e la fruibilità dei servizi di telefonia fissa e mobile, riducendo gli impatti derivanti da interruzioni o malfunzionamenti;
promuovere prodotti e servizi accessibili, inclusi servizi digitali e agevolazioni per clienti con bisogni speciali, favorendo l’inclusione sociale;
rafforzare la fiducia e la soddisfazione dei clienti, contribuendo alla fidelizzazione e alla creazione di valore nel medio-lungo periodo.
Ambito di applicazione della Politica
La Carta dei Servizi è rivolta a tutti i clienti di TIM che fruiscono dei servizi di telefonia fissa e mobile, indipendentemente dalla tipologia di offerta o di contratto
sottoscritto.
I principi e gli impegni contenuti nella Carta si applicano ai servizi erogati da TIM lungo l’intero rapporto contrattuale con il cliente, dalla fase di attivazione alla
gestione del servizio e dell’assistenza, in coerenza con la normativa applicabile e con le condizioni contrattuali previste.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione della Carta dei Servizi è assicurata dalle funzioni aziendali competenti, che concorrono, nell’ambito delle rispettive responsabilità, a garantire il rispetto
degli standard di servizio e degli impegni di qualità previsti nei confronti dei clienti.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
La Carta dei Servizi TIM è redatta in conformità alle linee guida dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), di cui alla Delibera n. 179/03/CSP e
successive modifiche e integrazioni.
ESRS interessati dalla Politica
S4-2
IRO interessati dalla Politica
11; 16; 19; 33.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
142
5. Codice Etico e di Condotta
Contenuti e obiettivi della Politica
Il Codice Etico e di Condotta definisce i valori e le linee di condotta che guidano l’agire del Gruppo TIM nello svolgimento delle proprie attività e nelle relazioni con tutti
gli stakeholder, promuovendo una cultura aziendale improntata a integrità, legalità, trasparenza, rispetto delle persone e responsabilità sociale e ambientale. Il
documento costituisce un riferimento fondamentale del sistema di governance e del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ed è parte integrante del
Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Il documento orienta le decisioni e i comportamenti degli organi sociali, del management, delle persone del Gruppo e dei soggetti che operano per suo conto,
disciplinando le condotte nei rapporti interni e nelle relazioni con clienti, fornitori, partner, istituzioni e comunità. In tale quadro, il Codice presidia in modo trasversale i
principali profili di rischio e opportunità connessi alla condotta d’impresa, inclusi quelli relativi alla correttezza negli affari, alla prevenzione dei comportamenti illeciti,
alla tutela dei diritti umani e delle condizioni di lavoro, alla protezione dei dati e delle informazioni, all’uso responsabile delle tecnologie digitali, nonché agli impatti
sociali e ambientali delle attività del Gruppo.
Il Codice integra, inoltre, principi e impegni volti a promuovere inclusione, pari opportunità, salute e sicurezza sul lavoro, benessere delle persone, equilibrio tra vita
privata e lavorativa, nonché un utilizzo consapevole e responsabile dell’innovazione tecnologica, inclusa l’Intelligenza Artificiale, nel rispetto delle normative
applicabili e delle migliori linee guida nazionali e internazionali. Sono infine disciplinate le modalità di rispetto del Codice, inclusi i presìdi di segnalazione, controllo e
gestione delle violazioni, nonché i criteri di diffusione, adozione e aggiornamento periodico del documento.
Gli obiettivi principali del Codice sono:
definire i valori e le linee di condotta che ispirano l’agire del Gruppo e ne orientano le scelte strategiche e operative;
promuovere comportamenti etici, corretti e responsabili, coerenti con i principi di sostenibilità ambientale e sociale, nell’interesse degli stakeholder attuali e futuri,
valorizzando la sostenibilità e l’innovazione come fattori di sviluppo e di successo;
assicurare il rispetto delle leggi, dei regolamenti e delle normative applicabili nei contesti in cui il Gruppo opera;
prevenire comportamenti illeciti o non conformi, inclusi quelli rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti;
tutelare la dignità, i diritti, la salute e la sicurezza delle persone, favorendo un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso; contrastando ogni forma di discriminazione
e promuovendo pari opportunità, equilibrio tra vita lavorativa e vita privata e modalità di lavoro flessibili, nel rispetto del diritto alla disconnessione;
garantire correttezza, trasparenza e lealtà nei rapporti con tutti gli stakeholder; inclusi le comunità locali, le istituzioni e la società civile;
assicurare i presìdi di segnalazione, controllo e gestione delle violazioni;
contribuire a una crescita sostenibile del business, promuovendo la responsabilità ambientale e sociale e il rispetto dei diritti delle generazioni future e il benessere
delle comunità nei territori in cui il Gruppo opera;
promuovere la riduzione degli impatti ambientali delle attività del Gruppo e sostenere la transizione energetica, anche attraverso l’offerta di servizi e soluzioni che
promuovano modelli di sviluppo e stili di vita più sostenibili a beneficio delle comunità nei territori di riferimento e dei clienti.
Ambito di applicazione della Politica
Il Codice Etico e di Condotta si applica a TIM S.p.A. e a tutte le società del Gruppo TIM, incluse le controllate estere. TIM S.A. ha adottato un proprio Codice Etico e di
Condotta, i cui principi sono allineati a quelli adottati dal Gruppo TIM.
Il Codice costituisce un riferimento vincolante per gli organi sociali, il management, i dipendenti e tutti coloro che operano per conto del Gruppo, a qualsiasi titolo. Ove
previsto dal sistema procedurale aziendale, il Codice si applica inoltre ai soggetti terzi che intrattengono rapporti con il Gruppo, quali fornitori, partner e collaboratori, i
cui comportamenti possono incidere sulla reputazione e sull’affidabilità del Gruppo.
I principi e le regole di condotta si applicano lungo l’intera catena del valore e integrano il sistema di policy e procedure aziendali.
Responsabile di attuazione della Politica
Il “Codice Etico e di Condotta” è approvato dal Consiglio di Amministrazione di TIM, che ne assicura il presidio nell’ambito del sistema di governance del Gruppo. Gli
organi sociali e il management sono responsabili dell’attuazione del Codice e della promozione di comportamenti coerenti con i valori e le linee di condotta in esso
contenuti.
La Funzione Compliance supporta l’applicazione del Codice, cura le attività di diffusione e formazione. Attraverso la Procedura “Whistleblowing” viene assicurato il
presidio dei meccanismi di segnalazione e gestione delle violazioni, in coerenza con il Modello di Organizzazione , Gestione e Controllo adottato ai sensi del D.Lgs.
231/2001.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e s.m.i. – Disciplina della responsabilità amministrativa degli enti;
Legge 30 novembre 2017, n. 179 e Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24 – Tutela dei segnalanti (Whistleblowing);
Regolamento (UE) 2016/679 – General Data Protection Regulation (GDPR);
Normativa nazionale ed europea in materia di market abuse e informazioni privilegiate;
Normativa nazionale ed internazionale in materia di anticorruzione e contrasto ai reati contro la Pubblica Amministrazione;
UNI ISO 37001 – Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione;
Direttiva (UE) 2022/2464 – Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
ESRS interessati dalla Politica
E1-2; S1-1; S3-1; S4-1; G1-1.
IRO interessati dalla Politica
1; 6, 11, 15, 18, 20, 22, 24, 26, 35, 36.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
143
6. Diritti Umani
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce il quadro attraverso cui il Gruppo integra il rispetto dei diritti umani nelle proprie attività e nei rapporti con i terzi, formalizzando l’impegno a
operare in coerenza con i principali riferimenti internazionali in materia, inclusi i principi delle Nazioni Unite e del Global Compact . Tale impegno si applica
trasversalmente a tutte le aree di attività e si estende ai rapporti con dipendenti, lavoratori della catena del valore, partner commerciali, clienti e comunità nei
contesti in cui l’Azienda opera, includendo anche i popoli indigeni, secondo quanto previste dalle norme internazionali di riferimento della policy.
La Policy è richiamata nelle principali policy e procedure operative aziendali nonché nei sistemi di gestione; il Gruppo incoraggia inoltre i propri stakeholder, inclusi
consumatori e utilizzatori finali, a fornire feedback in un’ottica di miglioramento continuo.
In coerenza con tali principi, la Policy esplicita l’impegno del Gruppo a prevenire e contrastare qualsiasi forma di violazione dei diritti fondamentali della persona,
vietando ogni forma di lavoro forzato o obbligato, di tratta degli esseri umani e di sfruttamento del lavoro minorile e impegnandosi a non ricorrere, direttamente o
indirettamente, all’impiego di persone di età inferiore ai 18 anni.
A partire da tali principi generali, la Policy articola gli ambiti di tutela in relazione alle principali aree di impatto del Gruppo, distinguendo tra diritti connessi al core
business, diritti dei lavoratori e diritti lungo la catena del valore.
Con riferimento al core business, la Policy considera i diritti dei clienti e degli utilizzatori finali connessi all’erogazione dei servizi di telecomunicazione e digitali,
promuovendo l’accesso equo ai servizi e all’innovazione, la tutela della libertà di espressione, la protezione dei dati personali e la sicurezza delle informazioni, nonché
la salvaguardia dei gruppi vulnerabili — in particolare dei minori — rispetto a contenuti o servizi potenzialmente lesivi. Sono inoltre richiamati i principi di pubblicità
responsabile, di tolleranza zero verso la corruzione e di gestione attenta degli impatti ambientali connessi alle attività aziendali.
Con riferimento ai lavoratori del Gruppo, la Policy tutela i diritti fondamentali in ambito lavorativo, inclusi il divieto di discriminazione e molestie, la garanzia di
condizioni di lavoro eque, il rispetto dell’orario di lavoro e delle retribuzioni, la tutela della maternità e la libertà di associazione. Particolare rilievo è attribuito alla
salute e sicurezza sul lavoro, attraverso presìdi volti alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e alla promozione del benessere nei luoghi di lavoro.
I medesimi principi sono estesi, in misura proporzionata al livello di influenza esercitabile dal Gruppo, ai lavoratori lungo la catena del valore. In tale ambito, la Policy
richiede il rispetto dell’età minima per l’accesso al lavoro, di condizioni di lavoro dignitose e di standard adeguati di salute e sicurezza, prevedendo meccanismi di
qualificazione e monitoraggio nei confronti di fornitori e partner commerciali.
La Policy prevede, per tutte le attività rilevanti rientranti nel proprio ambito di applicazione, un processo periodico di due diligence interna, ispirato ai Principi Guida
delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani, finalizzato a:
identificare e valutare i temi rilevanti in materia di diritti umani connessi alle attività del Gruppo;
verificare che ciascun ambito sia adeguatamente presidiato, monitorato e tracciato — ove possibile attraverso indicatori — con responsabilità chiaramente
assegnate;
definire, se necessario, azioni di miglioramento progressivo dei presìdi adottati.
Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha avviato un processo di revisione e aggiornamento della propria due diligence in materia di diritti umani, volto a rafforzarne
l’allineamento al contesto settoriale e geografico di operatività. Nell’ambito di tale revisione sono stati individuati sei ambiti prioritari, che saranno formalmente
recepiti nella nuova versione della Policy, la cui approvazione è prevista nel corso del 2026. Gli ambiti prioritari individuati sono i seguenti:
Tutela dell’ambiente: presidio degli impatti ambientali connessi alle attività aziendali, con riferimento a emissioni, uso efficiente delle risorse, gestione dei rifiuti ed
economia circolare;
Parità di trattamento e condizioni di lavoro eque: garanzia di pari opportunità, non discriminazione, equità retributiva e rispetto della dignità della persona in tutte
le fasi del rapporto di lavoro;
Salute e sicurezza sul lavoro: prevenzione di infortuni e malattie professionali attraverso sistemi strutturati di gestione dei rischi e promozione di una cultura diffusa
della sicurezza, estesa anche ad appaltatori e subappaltatori;
Libertà, sicurezza ed equità nell’accesso alle tecnologie digitali: promozione dell’accesso equo ai servizi digitali, tutela dei soggetti vulnerabili e garanzia di sicurezza
e continuità dei servizi;
Protezione dei dati personali e sicurezza delle informazioni: gestione corretta e sicura dei dati e dei sistemi informativi, prevenzione delle violazioni e rafforzamento
dei presìdi di cybersecurity e continuità operativa;
Rispetto dei diritti umani lungo la catena del valore: prevenzione e gestione degli impatti sui diritti dei lavoratori di fornitori e partner, con particolare attenzione a
condizioni di lavoro eque, salute e sicurezza, divieto di lavoro forzato e minorile, attraverso processi di qualificazione e monitoraggio.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e a tutte le Società del Gruppo TIM, incluse le controllate estere, e costituisce un riferimento vincolante per le persone del Gruppo.
Riguarda i soggetti terzi che intrattengono rapporti con il Gruppo, quali fornitori, appaltatori, sub-appaltatori, partner e collaboratori, nonché i lavoratori impiegati
dagli stessi, in relazione ai comportamenti e alle pratiche rilevanti ai fini del rispetto dei diritti umani nell’ambito dei rapporti di business con il Gruppo.
I principi e i presìdi della Policy si integrano nel sistema di policy e procedure aziendali.
Responsabile di attuazione della Politica
L’adozione della Policy Diritti Umani è stata disposta dai primi livelli delle principali funzioni aziendali nell’ambito del sistema di governance del Gruppo. Il
management delle società del Gruppo e delle funzioni competenti è responsabile dell’attuazione della Policy e della promozione di comportamenti coerenti con i
principi e gli impegni in essa contenuti.
La Direzione Corporate Communication & Sustainability è responsabile dell’aggiornamento della Policy e del processo di due diligence; la Direzione Human Resources
& Organization è responsabile dell’osservanza della Policy con riferimento alle persone del Gruppo; la Direzione Procurement presidia l’applicazione della Policy nei
rapporti con fornitori, appaltatori e sub-appaltatori; la Direzione Compliance presidia il rischio di non conformità alle normative e agli standard di riferimento.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
La Policy è coerente con i principali standard e iniziative internazionali in materia di diritti umani, tra cui:
I Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani (UNGP);
La Dichiarazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sui Principi e Diritti Fondamentali del Lavoro e le relative Convenzioni fondamentali;
Le Linee Guida OCSE destinate alle imprese multinazionali;
I Principi del Global Compact delle Nazioni Unite, di cui TIM è tra i fondatori e partecipante attivo nei Network in Italia e in Brasile.
Nell’attuazione della Policy, il Gruppo tiene inoltre conto di ulteriori strumenti e riferimenti normativi nazionali e internazionali, tra cui:
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948);
Il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (1976);
Il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (1976);
Le principali Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro in materia di lavoro forzato, libertà sindacale, non discriminazione, parità retributiva, età
minima e tutela della maternità;
La Dichiarazione Tripartita di Principi sulle Imprese Multinazionali e la Politica Sociale dell’OIL;
Linee guida e strumenti settoriali, quali la ICT Sector Guide on Implementing the UN Guiding Principles on Business and Human Rights della Commissione Europea;
La Carta delle Pari Opportunità e l’Uguaglianza sul Lavoro, sottoscritta dal Gruppo.
ESRS interessati dalla Politica
S1-1; S2-1; S3-1.
IRO interessati dalla Politica
12, 15, 16, 17, 19, 20, 24, 25, 26, 27, 33, 35, 36, 38.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
144
7. Gestione Molestie di genere, sessuale e di bullismo
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce i principi e il quadro di riferimento per la prevenzione, la gestione e il contrasto degli episodi di molestia di genere, molestia sessuale e bullismo, al
fine di garantire un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e rispettoso della dignità delle persone.
La Policy definisce un processo strutturato per la prevenzione, la gestione e il contrasto degli episodi di molestia e bullismo, integrato nel sistema di governance del
Gruppo TIM e coerente con il Codice Etico e di Condotta, la Policy sui Diritti Umani, le politiche in materia di risorse umane e pari opportunità e le procedure di
"Whistleblowing". Il processo prevede l’attivazione di canali di segnalazione dedicati, accessibili e sicuri, una fase di valutazione preliminare delle segnalazioni e la
gestione operativa dei casi secondo modalità differenziate in funzione della loro rilevanza, nonché la comunicazione degli esiti nel rispetto della riservatezza. La Policy
disciplina, inoltre, l’adozione di misure di tutela e protezione del segnalante e delle altre persone coinvolte, inclusa la prevenzione di ritorsioni, e l’attivazione di
strumenti di supporto adeguati, assicurando imparzialità, tracciabilità e coerenza nella gestione degli episodi, in conformità alle normative applicabili e ai valori etici
del Gruppo.
Gli obiettivi principali della Policy sono:
prevenire e contrastare ogni forma di molestia di genere, molestia sessuale, stalking e bullismo attraverso iniziative di formazione, sensibilizzazione e diffusione di
una cultura del rispetto;
promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, sicuro e orientato al benessere e alla valorizzazione delle persone;
mettere a disposizione canali chiari, accessibili e sicuri per la segnalazione di comportamenti inappropriati, garantendo riservatezza e protezione;
assicurare una gestione strutturata, tempestiva e imparziale delle segnalazioni, attraverso processi di valutazione e trattamento coerenti con i principi di
correttezza e trasparenza;
tutelare e supportare le persone coinvolte, inclusi coloro che segnalano in buona fede, anche attraverso misure di protezione da ritorsioni e discriminazioni;
garantire tracciabilità e coerenza nella gestione degli episodi, nel rispetto delle normative applicabili e dei valori etici del Gruppo;
contribuire al mantenimento di un clima organizzativo sano e alla tutela della reputazione e dell’affidabilità del Gruppo.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e alle Società italiane del Gruppo TIM e costituisce un riferimento per le Società estere del Gruppo, che ne adottano i principi nel rispetto delle
normative locali.
Si rivolge a tutte le persone che operano per conto del Gruppo, indipendentemente dal ruolo, dalla sede o dalla tipologia contrattuale, nonché ai soggetti terzi che
entrano in relazione con l’ambiente di lavoro aziendale.
L’ambito di applicazione comprende tutti i contesti in cui si svolgono le attività di lavoro, inclusi uffici, trasferte, eventi, riunioni e ambienti digitali.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione della Policy è presidiata dalla Direzione Human Resources & Organization, che coordina le attività operative, assicura il rispetto delle procedure e
gestisce, per quanto di competenza, il processo di valutazione e trattamento delle segnalazioni.
Il presidio della Policy è garantito attraverso il coinvolgimento delle strutture aziendali competenti, in particolare la Direzione Audit e l’Organismo di Vigilanza ai sensi
del D.Lgs. 231/2001, nonché da una rete interfunzionale di referenti e commissioni dedicate, a garanzia di un’applicazione coerente, efficace e conforme al sistema di
governance del Gruppo.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Accordo Quadro Europeo sulle molestie e la violenza sul luogo di lavoro (2007);
CCNL Telecomunicazioni – Articoli 45 e 48;
Accordo Interconfederale del 25 gennaio 2016 sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro;
Accordo Quadro Asstel – OO.SS. del 16 gennaio 2019;
Codice civile – Art. 2043;
Codice penale – Artt. 594, 595, 604-bis, 609-bis, 612, 612-bis, 660;
Decreto Legislativo 30 maggio 2005, n. 145;
Legge 23 aprile 2009, n. 38;
Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
Legge 30 novembre 2017, n. 179 e Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24 (Whistleblowing);
Legge 19 luglio 2019, n. 69.
ESRS interessati dalla Politica
S1-1
IRO interessati dalla politica
5, 20, 35, 38.
8. Gestione rifiuti
Contenuti e obiettivi della Politica
La Procedura definisce il quadro di riferimento per la gestione dei rifiuti prodotti dalle attività aziendali, indicando regole e responsabilità per garantire una gestione
conforme alla normativa ambientale vigente e coerente con il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001.
Il documento disciplina l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla classificazione al conferimento a soggetti autorizzati, assicurando un approccio operativo strutturato e
omogeneo su tutto il territorio, orientato alla prevenzione dei rischi ambientali, di salute e sicurezza.
La Procedura orienta i processi aziendali verso una gestione corretta dei flussi di rifiuti, assicurando il rispetto degli obblighi legislativi cogenti e promuovendo, ove
possibile, la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti prodotti, in coerenza con i principi di economia circolare.
Gli obiettivi principali della Procedura sono:
garantire la conformità alla normativa ambientale applicabile in materia di gestione dei rifiuti;
assicurare una corretta identificazione, classificazione e tracciabilità dei rifiuti prodotti;
prevenire impatti ambientali e rischi per la salute e la sicurezza connessi a una gestione non conforme;
ridurre la produzione di rifiuti e favorire il riuso e il riciclo, anche attraverso l’estensione della vita utile dei beni;
integrare criteri di gestione sostenibile dei rifiuti nei processi di approvvigionamento e nella selezione e gestione dei fornitori;
promuovere comportamenti responsabili all’interno dell’Organizzazione mediante iniziative di formazione e sensibilizzazione;
supportare il miglioramento continuo delle performance ambientali attraverso attività di monitoraggio, controllo e audit;
Inoltre, al fine di rafforzare il commitment in materia di economia circolare, TIM ha definito ulteriori principi guida sulla gestione delle risorse e dei rifiuti che
prevedono tra l’altro:
l’implementazione di piani di azione mirati a ridurre la produzione di rifiuti ad aumentare la vita utile dei beni attraverso, ad esempio, la fornitura di prodotti
rigenerati per l’assistenza ai clienti e la vendita di prodotti ricondizionati;
la promozione di programmi di riciclo delle dotazioni aziendali (es. PC e cellulari) favorendone il riutilizzo interno o la donazione per scopi sociali;
la selezione di fornitori che massimizzano il recupero dei rifiuti conferiti e privilegiano il riuso di risorse rare e materiali preziosi.
Ambito di applicazione della Politica
Si rivolge a TIM S.p.A. e a Telecom Italia Sparkle S.p.A. a tutte le Funzioni aziendali che, a diverso titolo, partecipano alla gestione dei rifiuti derivanti dalle proprie
attività svolte sul territorio nazionale.
Costituisce un quadro di riferimento per le altre Società del Gruppo operanti in ambito Domestic, che possono recepirne i principi o utilizzarla come base per la
definizione delle proprie procedure interne, nel rispetto delle normative applicabili.
Si applica alle attività svolte presso sedi aziendali, unità locali, cantieri e infrastrutture e coinvolge dipendenti, collaboratori e soggetti terzi che operano per conto
dell’azienda, incluse le imprese appaltatrici e i fornitori le cui attività possono generare rifiuti o incidere sui processi di gestione degli stessi.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione è affidata alle Funzioni aziendali competenti, ciascuna per le proprie responsabilità, con il coordinamento della Funzione Health, Safety & Environment
(HSE), che assicura il presidio complessivo della Procedura, il supporto interpretativo e applicativo e il monitoraggio della corretta attuazione.
Le Funzioni operative e le strutture territoriali garantiscono l’applicazione delle disposizioni nelle attività di competenza, mentre la Direzione Procurement assicura la
qualificazione e il monitoraggio dei fornitori incaricati e il rispetto dei requisiti normativi lungo la catena del valore.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
145
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti e Decisione 2014/955/UE;
Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. – Norme in materia ambientale, Parte IV;
Decreto Ministeriale 17 dicembre 2009 – Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell’articolo 189 del Decreto Legislativo n. 152/2006 e
dell’articolo 14-bis del Decreto-Legge n. 78/2009, convertito con modificazioni dalla Legge n. 102/2009 e s.m.i.;
Decreto Ministeriale 1° aprile 1998, n. 145 – Formulari di identificazione dei rifiuti;
Decreto Ministeriale 1° aprile 1998, n. 148 – Registri di carico e scarico dei rifiuti;
Regolamento (UE) n. 1357/2014 – Classificazione dei rifiuti pericolosi;
Legge 20 maggio 2015, n. 68 – Delitti contro l’ambiente;
Direttiva (UE) 2022/2464 – Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
ESRS interessati dalla Politica
E5-1
IRO interessati dalla Politica
28; 37.
9. Intelligenza Artificiale
Contenuti e obiettivi della Politica
Le Linee Guida definiscono i principi e il quadro di riferimento che orientano lo sviluppo, l’utilizzo e l’acquisto dei Sistemi di Intelligenza Artificiale da parte del Gruppo
TIM, in coerenza con i valori espressi nel Codice Etico e di Condotta e con il quadro normativo applicabile. Le Linee Guida si inseriscono nel sistema di governance del
Gruppo e accompagnano l’evoluzione tecnologica dell’organizzazione, favorendo un’adozione dell’IA consapevole, responsabile e allineata ai principali trend evolutivi
del settore.
Il documento mira a garantire che l’Intelligenza Artificiale sia utilizzata come leva di innovazione, efficienza e competitività, prevenendo al contempo i rischi di natura
etica, giuridica, sociale e reputazionale connessi all’uso di tali tecnologie. In questo contesto, le Linee Guida contribuiscono a tutelare l’affidabilità e la reputazione del
Gruppo, assicurando che l’adozione dell’IA avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone, della sicurezza delle soluzioni e degli interessi della Società e dei
suoi stakeholder.
Le Linee Guida forniscono inoltre un riferimento comune per tradurre i principi etici in criteri e indirizzi applicabili ai processi aziendali, supportando lo sviluppo e
l’integrazione di soluzioni di IA in grado di generare valore nel medio-lungo periodo, anche in termini di qualità dei servizi, sostenibilità e posizionamento competitivo.
Gli obiettivi principali sono:
definire i principi etici che guidano lo sviluppo, l’uso e l’acquisto dei Sistemi di Intelligenza Artificiale nel Gruppo TIM;
fornire un quadro di riferimento normativo e valoriale a supporto dell’adozione dell’IA nei processi aziendali;
favorire un utilizzo dell’IA coerente con la strategia di innovazione e competitività del Gruppo, evitando disallineamenti rispetto ai principali trend tecnologici di
settore;
garantire sicurezza, affidabilità e tutela dei diritti fondamentali delle persone nell’impiego dei Sistemi di IA;
prevenire e mitigare rischi etici, giuridici e reputazionali connessi all’uso dell’Intelligenza Artificiale;
promuovere un utilizzo consapevole, responsabile e sostenibile dell’IA come tecnologia abilitante per la creazione di valore.
Ambito di applicazione della Politica
Si applicano alle Società italiane del Gruppo TIM e costituiscono un quadro di riferimento per le Società estere, nel rispetto delle normative locali applicabili.
Le Linee Guida si rivolgono a un perimetro ampio e trasversale di soggetti coinvolti, a diverso titolo, nello sviluppo, nell’utilizzo o nell’acquisto di Sistemi di Intelligenza
Artificiale, inclusi i componenti degli organi sociali, il management, i dipendenti, i collaboratori esterni e, laddove previsto dal sistema procedurale aziendale, i terzi
che intrattengono rapporti d’affari con il Gruppo.
I principi e gli indirizzi contenuti nelle Linee Guida trovano applicazione in tutte le attività che comportano lo sviluppo, l’uso o l’acquisto di Sistemi di IA,
indipendentemente dalla funzione aziendale coinvolta, dal contesto operativo o dalla tipologia di soluzione adottata.
Responsabile di attuazione della Politica
Le Linee Guida sull’Intelligenza Artificiale sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di TIM, che ne assicura la coerenza con la strategia aziendale ed esercita
un ruolo di indirizzo strategico, ricevendo un’informativa periodica sulle principali attività svolte in ambito IA.
Il Comitato di Gruppo per l’Intelligenza Artificiale, presieduto dall’Amministratore Delegato, rappresenta il fulcro della governance dell’IA e indirizza la strategia di
adozione dei Sistemi di Intelligenza Artificiale nel Gruppo.
Il Comitato per il Controllo e i Rischi supporta il Consiglio di Amministrazione nel presidio del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi con riferimento ai
Sistemi di IA.
Le funzioni aziendali competenti contribuiscono all’attuazione delle Linee Guida nell’ambito delle rispettive responsabilità.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea;
Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce regole armonizzate in materia di Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence
Act – AI Act);
Linee Guida della Commissione Europea del 25 Novembre 2021 Ethics by Design and Ethics of Use Approaches for Artificial Intelligence;
Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio (General Data Protection Regulation – GDPR);
Direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (e-Privacy);
UNESCO – Recommendation on the Ethics of Artificial Intelligence;
GSMA – The AI Ethics Playbook. Implementing ethical principles into everyday business;
Council of Europe – Framework Convention on Artificial Intelligence and Human Rights, Democracy and the Rule of Law.
ESRS interessati dalla Politica
G1-1
IRO interessati dalla Politica
29
10. Impegno alla sostenibilità ambientale
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce i principi e gli indirizzi per la gestione degli impatti ambientali generati dalle attività del Gruppo, con l’obiettivo di integrare in modo strutturato la
sostenibilità ambientale nei processi decisionali e operativi, in coerenza con le normative vigenti, gli standard internazionali e gli indirizzi strategici aziendali lungo la
catena del valore.
La Policy orienta la gestione delle infrastrutture, dei processi operativi, della logistica e della supply chain verso la prevenzione e la riduzione degli impatti ambientali,
promuovendo l’uso efficiente delle risorse naturali e la riduzione delle emissioni di gas serra, in un’ottica di miglioramento continuo delle performance ambientali.
La Policy promuove l’integrazione degli impegni ambientali nei processi di investimento, di approvvigionamento e di gestione operativa, assicurando un approccio
coerente e omogeneo all’interno del Gruppo. L’attuazione è supportata da sistemi di gestione, monitoraggio e rendicontazione delle performance ambientali e da
iniziative di formazione e sensibilizzazione.
Gli obiettivi principali della Policy sono:
garantire il rispetto delle leggi e dei regolamenti ambientali vigenti e degli standard di riferimento;
adottare sistemi di gestione ambientale ed energetica orientati all’efficienza nell’uso delle risorse naturali e alla riduzione degli impatti ambientali delle
infrastrutture, anche attraverso tecnologie avanzate;
contribuire alla riduzione delle emissioni dirette e indirette, promuovendo l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e la progressiva riduzione dei combustibili fossili;
sviluppare e investire in soluzioni, prodotti e servizi a basso impatto ambientale, a supporto della transizione verso modelli a basse emissioni di carbonio;
integrare criteri di sostenibilità ambientale nella selezione e gestione di fornitori e partner e nella valutazione dei rischi ambientali lungo la catena di fornitura,
adottando azioni di miglioramento condivise.
Gli obiettivi della Policy contribuiscono inoltre al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), rispetto ai quali il Gruppo TIM
riconosce le proprie responsabilità e orienta politiche, iniziative e comportamenti coerenti: SDG 7–Energia pulita e accessibile; SDG 9 – Industria, innovazione e
infrastrutture sostenibili; SDG 11–Città e comunità sostenibili; SDG 12–Consumo e produzione responsabili; SDG 13–Lotta contro il cambiamento climatico.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A., alla Fondazione TIM e alle Società italiane del Gruppo TIM. Per le Società estere del Gruppo e per l’Instituto TIM costituisce un quadro di
riferimento per la definizione e l’aggiornamento delle rispettive policy e procedure ambientali, nel rispetto delle normative locali.
Si rivolge a tutte le funzioni aziendali e alle strutture operative le cui attività possono generare impatti ambientali, diretti o indiretti, e si applica all’intera catena del
valore, incluse le attività a monte (ad es. fornitori e approvvigionamenti) e a valle (ad es. offerta commerciale, servizi e relazioni con i clienti), in tutte le aree
geografiche di operatività del Gruppo.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
146
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione è affidata alle funzioni aziendali coinvolte nella gestione degli impatti ambientali, ciascuna per le proprie competenze e responsabilità. In particolare, la
Direzione Corporate Communication & Sustainability assicura il presidio complessivo della Policy e il monitoraggio della sua attuazione, mentre le funzioni operative
competenti, le funzioni tecniche di gestione delle infrastrutture e la Direzione Procurement contribuiscono all’implementazione degli indirizzi ambientali nelle
rispettive attività.
Riferimenti normativi esterni della Politica
Decreto Legislativo 152/2006 e s.m.i. – Testo Unico in materia ambientale;
UNI EN ISO 14001 – Sistemi di gestione ambientale;
UNI CEI EN ISO 50001 – Sistemi di gestione dell’energia;
GHG Protocol – Standard per la contabilizzazione e la rendicontazione delle emissioni di gas a effetto serra;
ISO 14064 – Gas a effetto serra – Specifiche per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni;
UNFCCC – Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici;
Accordo di Parigi – Accordo internazionale sul contrasto ai cambiamenti climatici;
Direttiva 92/43/CEE – Direttiva Habitat;
Direttiva 2009/147/CE – Direttiva Uccelli;
Direttive UE del Pacchetto Economia Circolare – Prevenzione dei rifiuti, riuso, riciclo e uso efficiente delle risorse;
Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) – Agenda 2030 delle Nazioni Unite;
Direttiva (UE) 2022/2464 – Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
ESRS interessati dalla Politica
E1-2; E5-1.
IRO interessati dalla Politica
7; 9; 13; 18; 23; 28; 31; 37.
11. Modello 231
Contenuti e obiettivi della Politica
Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 definisce il quadro di riferimento adottato da TIM per prevenire la commissione di reati
posti in essere nell’interesse o a vantaggio della Società e che possono comportare la responsabilità amministrativa dell’ente. Il Modello costituisce parte integrante
del sistema di governance e del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi ed è coerente con i valori e le linee di condotta espressi nel Codice Etico e di
Condotta.
Il Modello orienta l’organizzazione verso una gestione delle attività aziendali improntata alla legalità, correttezza e responsabilità, promuovendo la consapevolezza
delle conseguenze derivanti da comportamenti illeciti e contrastando qualsiasi condotta non conforme alle leggi vigenti e ai principi etici adottati. In tale contesto, il
Modello si inserisce in un approccio integrato di cross compliance, tenendo conto degli altri sistemi e presìdi di controllo adottati dalla Società.
Gli obiettivi principali del Modello sono:
prevenire e mitigare i rischi di commissione di reati connessi alle attività aziendali, riducendo l’esposizione della Società a rischi sanzionatori;
rafforzare la consapevolezza degli organi sociali, del management, dei dipendenti e dei soggetti terzi che operano per conto della Società in merito alle
responsabilità e alle conseguenze derivanti da comportamenti illeciti;
contrastare qualsiasi comportamento illecito, indipendentemente dalle finalità perseguite, in quanto contrario alle leggi vigenti, ai valori e alle linee di condotta a
cui TIM si ispira;
promuovere l’adozione di comportamenti conformi alle regole, ai presìdi di controllo e agli indirizzi del Modello;
integrare il sistema di prevenzione dei reati con gli altri strumenti e modelli di controllo adottati dalla Società, in un’ottica di coordinamento e coerenza
complessiva.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e riguarda tutti i soggetti che operano nell’ambito delle attività della Società, a qualsiasi titolo, inclusi i componenti degli organi sociali, il
management, i dipendenti e i soggetti terzi che agiscono in nome e per conto della Società o che intrattengono con essa rapporti rilevanti ai fini del Decreto 231.
Il Modello costituisce inoltre un riferimento di indirizzo per le società del Gruppo TIM, incluse quelle estere, che vi si ispirano nella definizione dei rispettivi modelli di
organizzazione, gestione e controllo o di analoghi sistemi di compliance, nel rispetto delle normative locali applicabili e delle specificità operative.
Responsabile di attuazione della Politica
Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 di TIM S.p.A è adottato e aggiornato dal Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A.
La vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza del Modello è affidata all’Organismo di Vigilanza (OdV), dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, che ne
verifica l’efficacia e ne cura il monitoraggio continuo e l’aggiornamento.
Il management e le funzioni aziendali competenti contribuiscono all’attuazione del Modello nell’ambito delle rispettive responsabilità, assicurandone la diffusione e
l’effettiva applicazione all’interno dell’organizzazione e nei rapporti con i soggetti terzi.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 – Responsabilità amministrativa degli enti;
Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo;
Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24 “Attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e
delle disposizioni normative nazionali”.
ESRS interessati dalla Politica
G1-1
IRO interessati dalla Politica
2
12. Relazione sulla politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti
Contenuti e obiettivi della Politica
La Politica in materia di Remunerazione del Gruppo TIM definisce i principi e gli indirizzi che regolano i sistemi di remunerazione e incentivazione, in coerenza con la
strategia aziendale e con il Piano Industriale 2025-2027. La Politica costituisce uno strumento di governance volto garantire la coerenza dei sistemi retributivi con gli
obiettivi strategici del Gruppo e con i principi di sostenibilità, equità e responsabilità.
La Politica mira a supportare il coinvolgimento e la motivazione delle persone, promuovendo sistemi di incentivazione che favoriscano il raggiungimento di obiettivi di
performance chiari e misurabili, il rafforzamento del senso di responsabilità e il miglioramento della produttività. In tale contesto, la Politica promuove, ove
applicabile, l’integrazione di criteri ESG nei sistemi di remunerazione, rafforzando il collegamento tra risultati economici e sostenibilità.
La Politica integra meccanismi di gestione dei rischi connessi ai sistemi di incentivazione, prevedendo strumenti quali clausole di malus e clawback, volti a scoraggiare
comportamenti non coerenti con i valori del Gruppo o risultati non correttamente conseguiti, rafforzando il legame tra incentivazione e comportamenti responsabili.
Gli obiettivi principali della Politica sono:
promuovere la creazione di valore per gli azionisti nel medio-lungo periodo, in coerenza con il Piano Industriale;
allineare gli interessi del management con quelli degli azionisti e con gli obiettivi strategici del Gruppo;
assicurare un equilibrato bilanciamento tra sistemi di incentivazione di breve e di lungo termine;
rendere l’azienda attrattiva sul mercato dei talenti, favorendo accesso, motivazione e retention delle persone;
integrare, ove applicabile, obiettivi economico-finanziari e criteri ESG nei sistemi di remunerazione e incentivazione;
promuovere comportamenti responsabili e coerenti con i valori del Gruppo;
tutelare i principi di equità interna, inclusa quella di genere, e favorire il coinvolgimento e l’engagement delle persone;
salvaguardare la coerenza a livello di Gruppo, tenendo conto delle specificità dei mercati di riferimento.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e alle società controllate del Gruppo TIM, comprese quelle estere e riguarda, in particolare, i componenti degli Organi di Amministrazione, i
Dirigenti con Responsabilità Strategiche, il management e le categorie di personale per le quali sono previsti specifici sistemi di remunerazione e incentivazione.
L’applicazione della Politica alle società controllate estere avviene nel rispetto delle normative vigenti e dei contesti di mercato locali, salvaguardando al contempo la
coerenza dei principi e degli indirizzi a livello di Gruppo.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
147
Responsabile di attuazione della Politica
La Politica in materia di Remunerazione del Gruppo TIM è definita e approvata dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato per le Nomine e la
Remunerazione, ed è sottoposta all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti, nel rispetto della normativa vigente.
Il Comitato per le Nomine e la Remunerazione supporta il Consiglio di Amministrazione nel monitoraggio dell’attuazione della Politica, verificandone la coerenza con
la strategia aziendale, il Piano Industriale e gli obiettivi di sostenibilità del Gruppo.
L’Amministratore Delegato e il Direttore Generale assicurano la declinazione operativa degli indirizzi della Politica all’interno dell’organizzazione, con il supporto delle
funzioni aziendali competenti, nel rispetto del sistema di governance e di controllo interno.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
La Politica è adottata in conformità al quadro normativo e di autoregolamentazione applicabile alle società quotate e tiene conto di:
Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza – TUF);
Regolamenti Consob applicabili in materia di emittenti quotati e di informativa sulla remunerazione;
Direttiva (UE) 2017/828 (Shareholder Rights II);
Codice di Corporate Governance delle società quotate, cui TIM aderisce.
ESRS interessati dalla Politica
S1-1
IRO interessati dalla Politica
17; 24; 35.
13. Risorse Umane e Pari Opportunità
Contenuti e obiettivi della Politica
La Politica definisce i principi e il quadro di riferimento che orientano l’impegno del Gruppo TIM nella gestione, valorizzazione e sviluppo delle proprie persone,
individuando gli ambiti di intervento in materia di risorse umane e pari opportunità.
La Politica disciplina le condizioni di lavoro, con particolare riferimento alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e alla prevenzione delle malattie
professionali, attraverso la valutazione dei rischi e l’adozione di principi, standard e soluzioni riconosciuti come best practice in termini di adeguatezza ed efficacia.
La Politica affronta inoltre l’organizzazione del lavoro, promuovendo il bilanciamento tra vita professionale e vita privata mediante l’adozione del lavoro agile come
parte integrante del modello organizzativo e attraverso iniziative di caring e welfare aziendale. In tale ambito, la Politica riconosce e rispetta la libertà di associazione
e il diritto alla contrattazione collettiva, garantendo ai lavoratori la possibilità di costituire e aderire alle organizzazioni sindacali per la tutela degli interessi individuali
e collettivi.
La Politica disciplina anche le politiche retributive, adottando un sistema equo e bilanciato di remunerazione, con componenti fisse e variabili di breve e lungo
termine, che includono la componente di sostenibilità, al fine di attrarre, trattenere e motivare le persone.
La Politica promuove il rispetto delle persone e delle diversità lungo l’intero ciclo del rapporto di lavoro, contrastando ogni forma di discriminazione in fase di
assunzione, remunerazione, accesso alla formazione, sviluppo professionale e percorsi di carriera. In tale contesto, la Politica favorisce l’engagement e l’inclusione,
garantendo l’accessibilità dei sistemi, delle dotazioni e delle postazioni di lavoro per tutte le persone, incluse quelle con disabilità.
La Politica disciplina, inoltre, lo sviluppo e la formazione delle persone attraverso percorsi definiti e iniziative mirate, orientate al consolidamento delle competenze
professionali, all’aggiornamento e alla riqualificazione.
La Politica include infine la protezione dei dati personali delle persone del Gruppo, prevedendo l’adozione di un modello organizzativo articolato volto a presidiare la
corretta applicazione della normativa in materia, attraverso misure organizzative e tecniche idonee a garantire la riservatezza e la sicurezza dei dati personali.
Gli obiettivi principali della Politica sono:
migliorare la gestione e la promozione delle risorse umane nel Gruppo;
illustrare i principi a cui si ispirano le azioni delle Società del Gruppo affinché siano pratica condivisa all’interno dell’Organizzazione e nei rapporti con i partner
esterni;
promuovere engagement, rispetto e inclusione, garantendo un ambiente di lavoro inclusivo e contrastando ogni forma di discriminazione lungo l’intero ciclo del
rapporto di lavoro;
favorire il bilanciamento tra vita professionale e vita privata;
sostenere lo sviluppo delle competenze e la formazione continua delle persone;
adottare politiche retributive eque e bilanciate;
tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro;
riconoscere e rispettare la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva;
garantire la protezione dei dati personali delle persone del Gruppo.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e a tutte le Società del Gruppo TIM, in Italia e all’estero e si rivolge a tutte le persone che operano per conto del Gruppo, a qualsiasi titolo,
indipendentemente dal ruolo ricoperto, dalla sede di lavoro, dalla tipologia contrattuale o dall’area geografica di operatività.
I principi e le disposizioni della Politica trovano applicazione lungo l’intero ciclo del rapporto di lavoro, dalla fase di selezione e assunzione fino alla cessazione del
rapporto, e costituiscono un riferimento comune per l’adozione di comportamenti coerenti in materia di gestione delle risorse umane e pari opportunità all’interno del
Gruppo.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione della Politica delle Risorse Umane e Pari Opportunità è affidata alle Funzioni aziendali competenti, ciascuna per le proprie responsabilità, in coerenza con
il modello organizzativo del Gruppo. Il coordinamento complessivo è assicurato dalla Funzione Human Resources, che presidia l’applicazione della Politica, fornisce
supporto interpretativo e operativo alle strutture coinvolte e ne monitora la corretta attuazione.
Le Funzioni operative e le strutture territoriali sono responsabili dell’attuazione delle disposizioni della Politica nelle attività di rispettiva competenza, assicurandone
l’integrazione nei processi di gestione delle persone e nelle pratiche organizzative adottate a livello di Gruppo.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
La Politica delle Risorse Umane e Pari Opportunità è in linea con i principi del Global Compact delle Nazioni Unite al quale TIM ha aderito, in particolare con
riferimento al rispetto dei diritti umani, delle condizioni di lavoro e alla promozione delle pari opportunità.
ESRS interessati dalla Politica
S1-1
IRO interessati dalla Politica
5; 15; 17; 20; 22; 24; 26; 35; 36; 38.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
148
14. Salute e Sicurezza sul Lavoro
Contenuti e obiettivi della Politica
La Politica definisce i principi e il quadro di riferimento che orientano l’impegno di TIM nella tutela dell’incolumità, della salute e della sicurezza delle persone nei
luoghi di lavoro, in conformità a quanto previsto dalla norma UNI EN ISO 45001. La Politica costituisce uno strumento di indirizzo per la gestione sistematica delle
tematiche di salute e sicurezza, promuovendo condizioni di lavoro sicure e salubri e il benessere delle persone lungo l’intero perimetro delle operazioni.
La Politica disciplina la prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e di altri eventi incidentali, attraverso l’individuazione, la valutazione e il controllo dei
rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. In tale ambito, la Politica promuove l’eliminazione dei rischi alla fonte o, ove non possibile, la loro riduzione al minimo,
anche mediante l’adozione di principi, standard e soluzioni riconosciuti come best practice.
La Politica affronta inoltre gli aspetti connessi alla progettazione, realizzazione e gestione degli immobili e degli ambienti di lavoro, assicurando condizioni adeguate
di sicurezza, salubrità e vivibilità, nonché il rispetto delle prescrizioni legali e degli altri requisiti cogenti applicabili. Essa promuove un approccio orientato al
miglioramento continuo delle prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, anche in relazione all’evoluzione del contesto normativo, del business e delle
tecnologie utilizzate.
La Politica valorizza infine il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei lavoratori nella gestione della salute e sicurezza, favorendo la diffusione di una cultura della
prevenzione attraverso attività di informazione, formazione e addestramento, nonché la consultazione e la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
Gli obiettivi principali della Politica sono:
promuovere la riduzione degli infortuni, delle malattie professionali e di altri eventi incidentali attraverso l’adozione di misure di prevenzione e protezione e la
verifica della loro adeguatezza ed efficacia;
assicurare il pieno rispetto delle prescrizioni legali e degli altri requisiti cogenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
garantire condizioni di lavoro sicure e salubri, anche con riferimento alla progettazione, realizzazione e gestione degli immobili;
valutare i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, favorendone la progressiva eliminazione o riduzione al minimo mediante l’adozione di principi, standard e
soluzioni riconosciuti come best practice;
promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
favorire lo sviluppo di una cultura organizzativa della salute e sicurezza attraverso il coinvolgimento, la consultazione e la partecipazione attiva dei lavoratori;
definire e riesaminare periodicamente gli obiettivi in coerenza con i principi della Politica.
Ambito di applicazione della Politica
La Politica per la Salute e Sicurezza sul Lavoro si applica a TIM S.p.A. e riguarda tutte le persone che operano nell’ambito delle attività dell’Azienda, a qualsiasi titolo,
nonché i soggetti terzi coinvolti nello svolgimento di attività operative sotto la responsabilità di TIM, inclusi i lavoratori di fornitori e appaltatori impiegati nello
svolgimento di tali attività.
I principi e le disposizioni della Politica trovano applicazione in tutti i contesti lavorativi e lungo l’intero perimetro di operatività dell’Azienda.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione della Politica per la Salute e Sicurezza sul Lavoro è affidata alla Funzione Health, Safety & Environment (HSE), che assicura il presidio complessivo delle
tematiche di prevenzione, salute e sicurezza dei lavoratori, nonché il supporto applicativo e il monitoraggio della corretta implementazione della Politica.
La Funzione Real Estate è responsabile dell’attuazione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro con riferimento agli immobili aziendali,
garantendo la conformità delle strutture e degli ambienti di lavoro ai requisiti applicabili nonché dell’attuazione e mantenimento del Sistema di Gestione della Salute
e Sicurezza sul Lavoro.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
La Politica si ispira alla norma internazionale ISO 45001 relativa al sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
ESRS interessati dalla Politica
S1-1; S2-1.
IRO interessati dalla Politica
15; 38.
15. Sicurezza delle Informazioni
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce i principi e gli impegni del Gruppo TIM per la protezione delle informazioni aziendali e per garantirne un utilizzo corretto, sicuro e responsabile. Le
informazioni rappresentano un asset strategico per il funzionamento dei processi di business e per l’erogazione dei servizi; la loro tutela è pertanto essenziale per
assicurare la continuità operativa, l’affidabilità dei servizi e la protezione degli stakeholder.
La Policy stabilisce un quadro di riferimento strutturato per la gestione della sicurezza delle informazioni, individuando ruoli, responsabilità, criteri e regole operative
per la loro protezione. In tale ambito disciplina le modalità di classificazione, trattamento e protezione delle informazioni, con l’obiettivo di garantirne la riservatezza,
l’integrità e la disponibilità, tenendo conto del valore delle informazioni e delle conseguenze che eventuali incidenti di sicurezza possono generare.
La Policy è orientata alla prevenzione e mitigazione dei rischi connessi a vulnerabilità dei sistemi informatici, accessi non autorizzati, perdita o compromissione dei
dati, nonché a eventi che possano determinare interruzioni dei servizi o impatti sulla continuità operativa. Le informazioni oggetto della Policy comprendono qualsiasi
aggregazione di dati che abbia valore e interesse per il Gruppo, indipendentemente dalla forma, dal supporto o dalle modalità di trattamento.
In tale contesto, la Policy promuove un approccio integrato alla sicurezza delle informazioni, che include la definizione di processi, priorità e responsabilità, il presidio
della continuità operativa e la tutela delle informazioni strategiche, dei dati personali e dell’immagine aziendale, contribuendo a ridurre i rischi legali, economici e
reputazionali derivanti da incidenti di sicurezza o dal mancato rispetto delle normative applicabili.
La Policy valorizza inoltre il ruolo delle persone nella sicurezza delle informazioni, promuovendo attività di formazione e sensibilizzazione e assicurando il
monitoraggio, la gestione e l’analisi degli incidenti di sicurezza, anche in un’ottica di miglioramento continuo delle misure adottate. In tale quadro, la Policy supporta
anche l’evoluzione sicura delle soluzioni digitali e dei modelli di collaborazione con partner tecnologici, favorendo pratiche di sicurezza coerenti lungo l’ecosistema.
Gli obiettivi principali della Policy sono:
definire regole, processi, ruoli e responsabilità per la sicurezza delle informazioni, assicurando una gestione strutturata e coordinata a livello di Gruppo;
garantire un livello adeguato di riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni, proporzionato al loro valore per il business e agli impatti potenziali su clienti,
dipendenti e attività aziendali;
tutelare la sicurezza dei servizi e i livelli di continuità operativa previsti, a protezione dei clienti, degli utenti finali e dell’operatività aziendale;
proteggere in modo prioritario le informazioni strategiche, i dati personali e l’immagine aziendale;
prevenire e gestire efficacemente incidenti di sicurezza delle informazioni, riducendone gli impatti operativi, legali ed economici;
promuovere la formazione e la consapevolezza del personale sui rischi informatici e sulle responsabilità individuali;
favorire il miglioramento continuo delle misure di sicurezza adottate;
a supporto della Policy, TIM si è dotata di un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni, volto a garantire il governo dei processi e delle attività dedicate
alla protezione del patrimonio informativo.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e alle Società del Gruppo TIM in ambito Domestic e costituisce un riferimento per le Società estere del Gruppo, che ne adottano i principi nel
rispetto delle normative locali. La Policy riguarda la protezione delle informazioni aziendali e degli asset utilizzati per il loro trattamento lungo l’intero ciclo di vita delle
informazioni, indipendentemente dalle modalità operative adottate, dalle tecnologie utilizzate o dal ricorso a soggetti terzi.
Responsabile di attuazione della Politica
L’attuazione della Policy è supportata da un modello di governance che assicura una gestione coordinata e coerente della sicurezza delle informazioni con una chiara
attribuzione di ruoli e responsabilità.
La Funzione Chief Security Office svolge un ruolo di indirizzo e governo del sistema di sicurezza delle informazioni, assicurando il coordinamento complessivo e la
coerenza delle iniziative di sicurezza a livello di Gruppo. Le funzioni società del perimetro Domestic sono responsabili dell’attuazione operativa della Policy,
dell’applicazione delle misure di sicurezza, della gestione dei rischi e della protezione delle informazioni trattate nell’ambito dei propri processi, sistemi e asset.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
149
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
ISO/IEC 27000:2018 - Information technology - Security techniques - Information security management systems - Overview and vocabulary;
ISO/IEC 27001:2022 - Information security, cybersecurity and privacy protection;
Information security management systems - Requirements;
ISO/IEC 27002:2022 - Information security, cybersecurity and privacy protection;
Information security controls;
ISO/IEC 27035-1:2023 Information technology - Information security incident management - Part 1: Principles and process; Part 2: Guidelines to plan and prepare for
incident response; Part 3: Guidelines for ICT incident response operations;
ESRS interessati dalla Politica
S1-1; S4-1
IRO interessati dalla politica
1; 3; 16; 26; 27
16. Sistema delle regole per l’applicazione della normativa sulla protezione dei dati personali
Contenuti e obiettivi della Politica
La Policy definisce il quadro di riferimento adottato dal Gruppo TIM per garantire che il trattamento dei dati personali sia svolto nel rispetto della normativa vigente e
dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone fisiche, in coerenza con gli indirizzi del sistema di governance aziendale.
Il documento stabilisce i principi e gli impegni che guidano l’organizzazione nella gestione corretta e responsabile dei dati personali, individuando i criteri generali a cui
attenersi nelle attività di raccolta, utilizzo, conservazione e protezione dei dati. In tale quadro, la Policy fornisce un orientamento comune per la gestione dei dati
personali trattati nell’ambito delle relazioni con clienti, dipendenti, fornitori, partner, organi societari e altri stakeholder, promuovendo comportamenti coerenti e
presìdi adeguati a garantire liceità, correttezza, trasparenza, sicurezza e accountability dei trattamenti.
Il sistema di gestione promuove un approccio alla protezione dei dati personali basato sui principi di liceità, correttezza e trasparenza, nonché sulla sicurezza delle
informazioni, sulla responsabilizzazione dei soggetti coinvolti e sull’integrazione della tutela dei dati nei processi aziendali e nei sistemi informativi, anche in un’ottica
di prevenzione dei rischi.
Gli obiettivi principali della Policy sono:
garantire il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e dei principi del GDPR;
tutelare i diritti e le libertà fondamentali degli interessati in relazione al trattamento dei dati personali;
assicurare un governo omogeneo, coerente e strutturato dei trattamenti all’interno del Gruppo;
prevenire rischi connessi a utilizzi non conformi, perdite, accessi non autorizzati o violazioni dei dati personali;
rafforzare un approccio di responsabilizzazione e consapevolezza nella gestione dei dati personali, a supporto della fiducia degli stakeholder.
Il documento riguarda il corretto trattamento dei dati personali di tutti i portatori di interesse dell’azienda, definendo le modalità di presidio aziendali e le relative
responsabilità, nonché le misure tecniche/ amministrative per la protezione dei dati.
Relativamente ai lavoratori TIM (dipendenti e lavoratori assimilati), il documento richiama le normative e le procedure da osservare nel trattamento dei loro dati
personali nella fase precedente all’instaurazione del rapporto, durante lo svolgimento dello stesso, nonché nella fase di cessazione.
Relativamente ai clienti, il documento richiama le normative e le procedure da osservare nel trattamento dei loro dati personali con riferimento, tra l’altro, alle
attività di marketing e vendita, di profilazione, di fidelizzazione, di ricerche di mercato, di sperimentazione, di prevenzione e di contrasto delle morosità e delle frodi,
nonché alle specifiche disposizioni previste per le comunicazioni elettroniche (es. in materia di dati di traffico e dati di geolocalizzazione, cookie).
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e alle società del Gruppo TIM, italiane ed estere ed è rivolta alle funzioni aziendali e ai soggetti che, nell’ambito dell’organizzazione del Gruppo,
sono coinvolti nel trattamento dei dati personali.
I principi della Policy trovano applicazione nei diversi contesti di trattamento dei dati personali gestiti dal Gruppo, inclusi quelli riferiti ai clienti, ai dipendenti, ai
fornitori, ai partner, agli organi societari e ad altri soggetti interessati dai trattamenti svolti dal Gruppo.
Responsabile di attuazione della Politica
Il presidio complessivo della Policy a livello di Gruppo è affidato alla Direzione Legal, Regulatory & Tax di TIM, che la approva secondo il sistema di governance
aziendale ne cura l’aggiornamento e ne coordina l’attuazione.
All’interno della Direzione Legal, Regulatory & Tax opera la Funzione Privacy di TIM, che, nell’ambito del ruolo del Data Protection Officer (DPO), ha la responsabilità di
indirizzare, coordinare e presidiare a livello di Gruppo la corretta applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali, fornendo supporto
specialistico alle strutture aziendali coinvolte.
L’attuazione della Politica nel Gruppo TIM è assicurata dai Delegati interni privacy di TIM e dai Coordinamenti privacy delle società del Gruppo, che operano
nell’ambito delle rispettive competenze e responsabilità in raccordo con la Funzione Privacy di TIM.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Regolamento (UE) 2016/679 – General Data Protection Regulation (GDPR);
Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e s.m.i. – Codice in materia di protezione dei dati personali;
Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101 – Adeguamento della normativa nazionale al GDPR.
ESRS interessati dalla Politica
S1-1; S4-1
IRO interessati dalla Politica
1; 26
17. Strategia Fiscale
Contenuti e obiettivi della Politica
Il documento sulla Strategia Fiscale definisce i principi e gli indirizzi adottati da TIM nella gestione della fiscalità, in coerenza con il Codice Etico e di Condotta, il
Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 e il sistema di governance e di controllo interno del Gruppo.
La Strategia Fiscale orienta il Gruppo verso una gestione fiscale improntata a correttezza, trasparenza e rispetto delle normative tributarie nei Paesi in cui opera,
promuovendo comportamenti responsabili e un dialogo collaborativo con le Autorità fiscali. In tale ambito, TIM definisce il livello di rischio fiscale accettabile e adotta
un approccio volto a prevenire e gestire tempestivamente le potenziali controversie, riservandosi la possibilità di sostenere posizioni interpretative motivate quando
ritenute adeguatamente fondate.
La Strategia Fiscale prevede inoltre l’adozione di adeguati strumenti di controllo e monitoraggio e il coinvolgimento delle funzioni aziendali competenti nei processi a
rilevanza fiscale, promuovendo al contempo la diffusione della cultura fiscale all’interno dell’organizzazione attraverso attività di informazione e formazione.
Gli obiettivi principali sono:
diffondere, a partire dal vertice aziendale, i principi di condotta fiscale all’interno dell’organizzazione;
operare nel rispetto delle leggi e dei regolamenti fiscali nei Paesi in cui TIM è presente, assicurando il monitoraggio dell’evoluzione normativa;
promuovere rapporti trasparenti e collaborativi con le Autorità fiscali;
definire e presidiare una propensione al rischio fiscale coerente con la strategia aziendale;
adottare strumenti di controllo e monitoraggio adeguati a garantire la conformità fiscale dei processi aziendali;
assicurare il coinvolgimento delle funzioni competenti nei presìdi di controllo;
promuovere la formazione e la consapevolezza del personale coinvolto nelle attività a rilevanza fiscale.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a tutte le società del Gruppo TIM. In Brasile, la società del Gruppo ha adottato una policy fiscale propria, coerente con gli indirizzi definiti dal Gruppo ed il
contesto normativo locale.
Responsabile di attuazione della Politica
La Strategia Fiscale è approvata dal Consiglio di Amministrazione, previa istruttoria del Comitato Controllo e Rischi, ed è aggiornata in caso di evoluzioni rilevanti del
contesto normativo, strategico o operativo.
La Funzione fiscale nell’ambito della Direzione Legal, Regulatory and Tax assicura l’attuazione della Strategia Fiscale e il relativo presidio operativo, coordinando le
attività di monitoraggio e garantendo la coerenza dell’approccio fiscale con gli indirizzi definiti a livello di Gruppo.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Strategia
150
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
La Strategia Fiscale è definita in coerenza con le linee guida e le best practice internazionali in materia di governance fiscale elaborate dall’Organizzazione per la
Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). In particolare, il documento fa riferimento a:
OCSE, “Co-operative Compliance – A Framework: From Enhanced Relationship to Co-operative Compliance”;
OCSE, “Guidelines on Building Better Tax Control Frameworks”.
ESRS interessati dalla Politica
G1-1
IRO interessati dalla Politica
2
18. Whistleblowing
Contenuti e obiettivi della Politica
La procedura definisce il quadro di riferimento per la segnalazione e la gestione di violazioni di leggi e regolamenti, del Codice Etico e di Condotta, del Modello di
Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, nonché delle policy e procedure interne.
Il documento si inserisce nel sistema di governance e di controllo interno del Gruppo e costituisce uno strumento essenziale per la prevenzione di comportamenti
illeciti, incluse violazioni in materia di anticorruzione, concorrenza, diritti umani e standard etici, nonché per il rafforzamento della fiducia degli stakeholder.
La procedura disciplina i principi e gli indirizzi generali relativi ai canali di segnalazione, alle modalità di gestione delle segnalazioni e alle misure di tutela dei
segnalanti, assicurando la riservatezza delle informazioni, la protezione dell’identità e la prevenzione di qualsiasi forma di ritorsione, nel rispetto del quadro normativo
applicabile. In tal modo, contribuisce a rafforzare la trasparenza dei processi di segnalazione e l’efficacia dei presìdi di controllo, favorendo l’emersione tempestiva di
condotte non conformi che potrebbero generare rischi legali, operativi, economici o reputazionali.
Attraverso il sistema di whistleblowing, il Gruppo promuove una cultura aziendale improntata all’integrità, alla legalità e alla responsabilità, incoraggiando la
segnalazione responsabile di comportamenti irregolari o illeciti e supportando la tutela dei diritti fondamentali delle persone, anche lungo la catena del valore.
Gli obiettivi principali della procedura sono:
favorire la segnalazione responsabile di comportamenti illeciti, irregolari o non conformi, garantendo la riservatezza dell’identità del segnalante e delle persone
coinvolte;
assicurare la protezione dei segnalanti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione conseguente alla segnalazione;
garantire una gestione imparziale, tempestiva e strutturata delle segnalazioni ricevute, nel rispetto delle disposizioni normative applicabili;
rafforzare i presìdi di prevenzione dei rischi di non conformità, incluse le violazioni di norme, standard etici e diritti umani;
contribuire alla tutela della reputazione e dell’affidabilità del Gruppo TIM nei confronti degli stakeholder;
sostenere la diffusione di una cultura della legalità e dell’integrità all’interno dell’organizzazione.
Ambito di applicazione della Politica
Si applica a TIM S.p.A. e alle società controllate del Gruppo TIM, con esclusione delle società quotate e di quelle estere. Costituisce inoltre un riferimento per
Fondazione TIM e per le altre società controllate del Gruppo non incluse nel perimetro di applicazione, che possono recepirla nel rispetto delle normative, dei processi
e degli assetti organizzativi specifici e/o locali.
I destinatari della Procedura sono i Vertici aziendali e i componenti degli organi sociali e dell’Organismo di Vigilanza di TIM S.p.A. e delle Società Controllate; i
dipendenti, gli ex dipendenti e i candidati a posizioni lavorative, i soci, i clienti di TIM e delle Società Controllate, nonché i partner, i fornitori (anche in regime di
appalto/subappalto), i consulenti, i collaboratori nello svolgimento della propria attività lavorativa presso TIM e/o le Società Controllate, che sono in possesso di
Informazioni su violazioni come definite nella procedura stessa.
Le disposizioni della Procedura trovano applicazione in relazione alle attività svolte nell’ambito del perimetro operativo del Gruppo, incluse quelle connesse alla
catena del valore, per quanto compatibili con i rispettivi contesti normativi e contrattuali.
Responsabile di attuazione della Politica
La responsabilità del processo di gestione delle segnalazioni è attribuita all’Organismo di Vigilanza di TIM S.p.A. e delle società controllate, che assicura il presidio del
sistema di Whistleblowing e la corretta attuazione della Procedura, in coerenza con il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato dal Gruppo.
Ai fini della gestione e dell’istruttoria delle segnalazioni ricevute, l’Organismo di Vigilanza opera in coordinamento con la Funzione Audit di TIM e può avvalersi del
relativo supporto per lo svolgimento delle attività di verifica e approfondimento, nel rispetto delle disposizioni normative applicabili e dei flussi informativi vigenti.
L’Organismo di Vigilanza garantisce che le attività di analisi e valutazione delle segnalazioni siano svolte secondo criteri di riservatezza, imparzialità e indipendenza e
può, ove necessario, avvalersi di competenze specialistiche interne o di supporti professionali esterni, al fine di acquisire gli elementi informativi necessari alla corretta
gestione delle segnalazioni.
Riferimenti normativi esterni nazionali e internazionali della Politica
Direttiva (UE) 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione;
Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24, di recepimento della Direttiva (UE) 2019/1937;
Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, in materia di responsabilità amministrativa degli enti;
Regolamento (UE) 2016/679 (General Data Protection Regulation – GDPR);
Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e successive modifiche e integrazioni;
Decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito in Legge 11 maggio 2012, n. 56, e successive modifiche, in materia di poteri speciali dello Stato (c.d. Golden Power);
Decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, convertito in Legge 18 novembre 2019, n. 133, in materia di Perimetro di Sicurezza Nazionale e Cibernetica;
Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) applicabili in materia di esercizio dei poteri speciali e tutela delle informazioni e delle infrastrutture
strategiche.
ESRS interessati dalla Politica
S1-1
IRO interessati dalla Politica
2; 4; 38
Indice dei contenuti ESRS
Obbligo di informativa IRO-2 - Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione
sulla sostenibilità dell'impresa
[56]; [57]; [59]
In conformità alle disposizioni normative applicabili, si riporta di seguito l’elenco degli obblighi di informativa inclusi nella
Rendicontazione di Sostenibilità 2025, individuati sulla base dell’analisi di doppia rilevanza. Ai fini della selezione delle informazioni
rendicontate, sono stati esclusi gli obblighi relativi ai temi “ESRS E2 – Inquinamento”, “ESRS E3 – Acque e risorse marine” ed “ESRS
E4 – Biodiversità ed ecosistemi”, in quanto valutati come non rilevanti.
I cambiamenti climatici sono stati valutati come rilevanti a seguito dell’analisi di doppia rilevanza; pertanto, sono oggetto di
rendicontazione gli obblighi di informativa previsti dall’ESRS E1 “Cambiamenti climatici”.
Gli impatti, i rischi e le opportunità (IRO) rilevanti sono stati individuati applicando i criteri e le soglie descritti nella sezione 3.2
“Questioni rilevanti e rilevanza delle informazioni” dell’ESRS 1. Ciascun IRO identificato è stato successivamente associato ai temi e
sottotemi ESRS indicati nell’Appendice RA 16 dell’ESRS 1, al fine di determinare le informazioni specifiche da divulgare. Per ulteriori
dettagli si rinvia alla tabella IRO-1 “Descrizione del processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti”.
10 Paragrafi (datapoint) per i quali TIM non fornisce disclosure in quanto soggetti a possibilità di introduzione graduale
11 Obblighi di informativa per i quali TIM non fornisce disclosure in quanto soggetti a possibilità di introduzione graduale
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi
dell'UE
151
ESRS Content Index
ESRS Standard
Obbligo di informativa
Pagina
Note
Informazioni Generali
ESRS 2
Criteri per la redazione
BP-1 Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità
BP-2 Informativa in relazione a circostanze specifiche
Governance
GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
GOV-2 Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di
sostenibilità da questi affrontate
GOV-3 Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione
GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza
GOV-5 Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità
Strategia
SBM-1 Strategia, modello aziendale e catena del valore
per i DP. 42 a, b, c si
rimanda al capitolo "Risorse
Immateriali Essenziali"
SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori di interessi
SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
MDR-P Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti
Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi dell’UE
IRO-2 Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa
Informazioni Ambientali
Tassonomia UE                                                                                                                     
E1
Cambiamenti
Climatici
Governance
E1 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione
Strategia
E1-1 Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici
E1 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Datapoint RA 7c soggetto a
phase-in 10
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
E1 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al
clima
E1-2 - Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti
E1-3 Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici
Metriche e Obiettivi
MDR-T Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi
E1-4 Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
MDR-M Metriche relative a questioni di sostenibilità rilevanti
E1-5 Consumo di energia e mix energetico
E1-6 Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES
E1-7 Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti di carbonio
E1-8 Fissazione del prezzo interno del carbonio
-
(Il Gruppo non fissa prezzo
interno del carbonio)
E1-9 Effetti finanziari attesi di rischi fisici e di transizione rilevanti e potenziali opportunità legate al clima
-
Obbligo di informativa
soggetto a phase-in 11
E5 Uso delle
risorse ed
economia
circolare
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
E5 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare
E5-1 Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti
E5-2 Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Metriche e Obiettivi
MDR-T Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi
E5-3 Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare
MDR-M Metriche relative a questioni di sostenibilità rilevanti
E5-4 – Flussi di risorse in entrata
-
Obbligo non rilevante
E5-5 Flussi di risorse in uscita
E5-6 – Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità connessi all'uso delle risorse e all'economia
circolare
-
Obbligo soggetto a phase-
in
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi
dell'UE
152
ESRS Standard
Obbligo di informativa
Pagina
Note
Informazioni Sociali
S1  Forza
lavoro propria
Strategia
S1 SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
S1 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
S1-1 Politiche relative alla forza lavoro propria
S1-2 Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli
impatti
S1-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare
preoccupazioni
MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti
S1-4 Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il
perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni
Metriche e Obiettivi
MDR-T Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi
S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla
gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
MDR-M Metriche relative a questioni di sostenibilità rilevanti
S1-6 Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa
S1-7 Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa
-
Obbligo di informativa
soggetto a phase-in
S1-8 Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale
S1-9 Metriche della diversità
S1-10 Salari adeguati
S1-11 Protezione sociale
-
Obbligo di informativa
soggetto a phase-in
S1-12 Persone con disabilità
S1-13 Metriche di formazione e sviluppo delle competenze
S1-14 Metriche di salute e sicurezza
Datapoint 88a,b,c e RA80
soggetti a phase-in
limitatamente ai non
dipendenti
S1-15 Metriche dell'equilibrio tra vita professionale e privata
S1-16 Metriche di remunerazione (divario retributivo e remunerazione totale)
S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani
S2 Lavoratori
nella catena
del valore
Strategia
S2 SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
S2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore
S2-2 Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti
-
Obbligo di informativa
soggetto a phase-in
S2-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del
valore di esprimere preoccupazioni
-
Obbligo di informativa
soggetto a phase-in
MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti
S2-4 Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi
rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di
tali azioni
Metriche e Obiettivi
MDR-T Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi
S2-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla
gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
S3 Comunità
interessate
Strategia
S3 SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
S3 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
S3-1 Politiche relative alle comunità interessate
S3-2 Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti
-
Obbligo di informativa
soggetto a phase-in
MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti
S3-4 Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e approcci per gestire i rischi rilevanti e
conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché efficacia di tali azioni
Metriche e Obiettivi
MDR-T Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi
S3-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla
gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi
dell'UE
153
ESRS Standard
Obbligo di informativa
Pagina
Note
S4
Consumatori e
utilizzatori
finali
Strategia
S4 SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
S4 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
S4-2 Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti
S4-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori
finali di esprimere preoccupazioni
MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti
S4-4 Interventi su impatti rilevanti sui consumatori e gli utilizzatori finali e approcci per gestire rischi rilevanti e
conseguire opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori finali, nonché efficacia di tali
azioni
Metriche e Obiettivi
MDR-T Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi
S4-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla
gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Informazioni di Governance
G1 - Condotta
delle imprese
Governance
G1 GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
G1 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
G1-1 Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese
MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti
G1-2 Gestione dei rapporti con i fornitori
G1-3 Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva
Metriche e Obiettivi
G1-4 Casi di corruzione attiva o passiva
G1-5 – Influenza politica e attività di lobbying
-
Obbligo non rilevante
G1-6 Prassi di pagamento
Nella tabella seguente è riportata la mappatura tra i datapoint riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità e i corrispondenti
obblighi di informativa previsti da ulteriori normative dell’Unione Europea, oltre alla CSRD, quali il "Regolamento sull’informativa
sulla finanza sostenibile" (SFDR), il "Regolamento sui requisiti patrimoniali" (Terzo Pilastro), il "Regolamento sugli indici di riferimento
e la normativa europea sul clima". La tabella ha finalità di raccordo normativo e consente di individuare le interrelazioni tra gli ESRS
e gli altri quadro regolamentari UE. Per gli obblighi e i datapoint rendicontati viene indicato il numero di pagina della
Rendicontazione; qualora il paragrafo non sia oggetto di rendicontazione, il riferimento di pagina non è riportato.
Paragrafo e Obbligo di
informativa corrispondente
Riferimento SFDR
Riferimento terzo pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa
dell'UE sul
clima
Numero
pagina
ESRS 2 GOV-1
Diversità di genere nel consiglio, paragrafo
21, lettera d)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 13
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione (5),
allegato II
ESRS 2 GOV-1
Percentuale di membri indipendenti del
consiglio di amministrazione, paragrafo 21,
lettera e)
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione,
allegato II
ESRS 2 GOV-4
Dichiarazione sul dovere di diligenza,
paragrafo 30
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 10
ESRS 2 SBM-1
Coinvolgimento in attività collegate ad
attività nel settore dei combustibili fossili,
paragrafo 40, lettera d), punto i)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 4
Articolo 449 bis del regolamento (UE)
n. 575/2013;
regolamento di esecuzione
(UE) 2022/2453 della Commissione (6),
tabella 1 – Informazioni qualitative sul
rischio ambientale e tabella 2
– Informazioni qualitative sul rischio
sociale
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione,
allegato II
-
ESRS 2 SBM-1
Coinvolgimento in attività collegate alla
produzione di sostanze chimiche,
paragrafo 40, lettera d), punto ii)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 9
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione,
allegato II
-
ESRS 2 SBM-1
Partecipazione ad attività connesse ad
armi controverse, paragrafo 40, lettera d),
punto iii)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 14
Articolo 12,
paragrafo 1, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818 (7) e
allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1816
-
ESRS 2 SBM-1
Coinvolgimento in attività collegate alla
coltivazione e alla produzione di tabacco,
paragrafo 40, lettera d), punto iv)
Articolo 12,
paragrafo 1, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818 e
allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1816
-
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi
dell'UE
154
Paragrafo e Obbligo di
informativa corrispondente
Riferimento SFDR
Riferimento terzo pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa
dell'UE sul
clima
Numero
pagina
ESRS E1-1
Piano di transizione per conseguire la
neutralità climatica entro il 2050,
paragrafo 14
Articolo 2,
paragrafo 1, del
regolamento
(UE) 2021/1119
-
ESRS E1-1
Imprese escluse dagli indici di riferimento
allineati con l'accordo di Parigi, paragrafo
16, lettera g)
Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.
575/2013; regolamento di esecuzione (UE)
2022/2453 della Commissione, modello 1:
Portafoglio bancario – Indicatori del
potenziale rischio di transizione connesso
ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia
delle esposizioni per settore, emissioni e
durata residua
Articolo 12, paragrafo 1, lettere a d) a g), e
paragrafo 2, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818
-
ESRS E1-4
Obiettivi di riduzione delle emissioni di
GES, paragrafo 34
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 4
Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.
575/2013; regolamento di esecuzione (UE)
2022/2453 della Commissione, modello 3:
Portafoglio bancario – Indicatori del
potenziale rischio di transizione connesso
ai cambiamenti climatici: metriche di
allineamento
Articolo 6 del regolamento delegato (UE)
2020/1818
-
ESRS E1-5
Consumo di energia da combustibili fossili
disaggregato per fonte (solo settori ad alto
impatto climatico), paragrafo 38
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 5 e
allegato I, tabella 2,
indicatore n. 5
ESRS E1-5 Consumo di energia e mix
energetico, paragrafo 37
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 5
ESRS E1-5
Intensità energetica associata con attività
in settori ad alto impatto climatico,
paragrafi da 40 a 43
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 6
ESRS E1-6
Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed
emissioni totali di GES, paragrafo 44
Allegato I, tabella 1,
indicatori n. 1 e 2
Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.
575/2013; regolamento di esecuzione (UE)
2022/2453 della Commissione, modello 1:
Portafoglio bancario – Indicatori del
potenziale rischio di transizione connesso
ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia
delle esposizioni per settore, emissioni e
durata residua
Articolo 5, paragrafo 1, articolo 6 e articolo
8, paragrafo 1, del regolamento delegato
(UE) 2020/1818
ESRS E1-6
Intensità delle emissioni lorde di GES,
paragrafi da 53 a 55
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 3
Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.
575/2013; regolamento di esecuzione (UE)
2022/2453 della Commissione, modello 3:
Portafoglio bancario – Indicatori del
potenziale rischio di transizione connesso
ai cambiamenti climatici: metriche di
allineamento
Articolo 8, paragrafo 1, del regolamento
delegato (UE) 2020/1818
ESRS E1-7
Assorbimenti di GES e crediti di carbonio,
paragrafo 56
Articolo 2,
paragrafo 1, del
regolamento
(UE) 2021/1119
ESRS E1-9
Esposizione del portafoglio dell'indice di
riferimento verso rischi fisici legati al clima,
paragrafo 66
Allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1818 e allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816
phase-in
ESRS E1-9
Disaggregazione degli importi monetari
per rischio fisico acuto e cronico, paragrafo
66, lettera a)
ESRS E1-9
Posizione delle attività significative a
rischio fisico rilevante, paragrafo 66,
lettera c)
Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.
575/2013; punti 46 e 47 del regolamento di
esecuzione (UE) 2022/2453 della
Commissione; modello 5: Portafoglio
bancario – Indicatori del potenziale rischio
fisico connesso ai cambiamenti climatici:
esposizioni soggette al rischio fisico
phase-in
ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile
dei suoi attivi immobiliari per classi di
efficienza energetica, paragrafo 67, lettera
c)
Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.
575/2013; punto 34 del regolamento di
esecuzione (UE) 2022/2453 della
Commissione; Modello 2: Portafoglio
bancario – Indicatori del potenziale rischio
di transizione connesso ai cambiamenti
climatici: prestiti garantiti da beni immobili
– Efficienza energetica delle garanzie reali
phase-in
ESRS E1-9
Grado di esposizione del portafoglio a
opportunità legate al clima, paragrafo 69
Allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1818
phase-in
ESRS E2-4
Quantità di ciascun inquinante che figura
nell'allegato II del regolamento E-PRTR
(registro europeo delle emissioni e dei
trasferimenti di sostanze inquinanti)
emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo,
paragrafo 28
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 8;
allegato I, tabella 2,
indicatore n. 2;
allegato 1, tabella 2,
indicatore n. 1;
allegato I, tabella 2,
indicatore n. 3
-
ESRS E3-1
Acque e risorse marine, paragrafo 9
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 7
-
ESRS E3-1
Politica dedicata, paragrafo 13
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 8
-
ESRS E3-1
Sostenibilità degli oceani e dei mari
paragrafo 14
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 12
-
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi
dell'UE
155
Paragrafo e Obbligo di
informativa corrispondente
Riferimento SFDR
Riferimento terzo pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa
dell'UE sul
clima
Numero
pagina
ESRS E3-4
Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata,
paragrafo 28, lettera c)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 6.2
-
ESRS E3-4
Consumo idrico totale in m3 rispetto ai
ricavi netti da operazioni proprie,
paragrafo 29
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 6.1
-
ESRS 2 IRO-1 – E4 paragrafo 16, lettera a
punto i)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 7
-
ESRS 2 IRO-1 – E4 paragrafo 16, lettera b
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 10
-
ESRS 2 IRO-1 – E4 paragrafo 16, lettera c
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 14
-
ESRS E4-2
Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del
suolo sostenibili, paragrafo 24, lettera b
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 11
-
ESRS E4-2
Pratiche o politiche di utilizzo del mare/
degli oceani sostenibili, paragrafo 24,
lettera c
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 12
-
ESRS E4-2
Politiche volte ad affrontare la
deforestazione, paragrafo 24, lettera d
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 15
-
ESRS E5-5
Rifiuti non riciclati, paragrafo 37, lettera d)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 13
ESRS E5-5
Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi,
paragrafo 39
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 9
ESRS 2 – SBM3 – S1
Rischio di lavoro forzato, paragrafo 14,
lettera f
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 13
ESRS 2 – SBM3 – S1
Rischio di lavoro minorile, paragrafo 14,
lettera g
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 12
ESRS S1-1
Impegni politici in materia di diritti umani,
paragrafo 20
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
ESRS S1-1
Politiche in materia di dovuta diligenza
sulle questioni oggetto delle convenzioni
fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione
internazionale del lavoro, paragrafo 21
Regolamento delegato (UE) 2020/1816
della Commissione, allegato II
ESRS S1-1
Procedure e misure per prevenire la tratta
di esseri umani, paragrafo 22
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 11
ESRS S1-1
Politica di prevenzione o sistema di
gestione degli infortuni sul lavoro,
paragrafo 23
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 1
ESRS S1-3
Meccanismi di trattamento dei reclami/
delle denunce, paragrafo 32, lettera c)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 5
ESRS S1-14
Numero di decessi e numero e tasso di
infortuni connessi al lavoro, paragrafo 88,
lettere
b) e c)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 2
Regolamento delegato (UE) 2020/1816
della Commissione, allegato II
ESRS S1-14
Numero di giornate perdute a causa di
ferite, infortuni, incidenti mortali o
malattie, paragrafo 88, lettera e)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 3
ESRS S1-16
Divario retributivo di genere non corretto,
paragrafo 97, lettera a)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 12
Regolamento delegato (UE) 2020/1816
della Commissione, allegato II
ESRS S1-16
Eccesso di divario retributivo a favore
dell'amministratore delegato, paragrafo
97, lettera b)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 8
ESRS S1-17
Incidenti legati alla discriminazione,
paragrafo 103, lettera a)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 7
ESRS S1-17 Mancato rispetto dei principi
guida delle Nazioni Unite su imprese e
diritti umani e OCSE, paragrafo 104, lettera
a)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10 e
allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
Allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
ESRS 2 SBM-3 – S2
Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro
forzato nella catena del lavoro, paragrafo
11, lettera b)
Allegato I, tabella 3,
indicatori n. 12 e 13
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi
dell'UE
156
Paragrafo e Obbligo di
informativa corrispondente
Riferimento SFDR
Riferimento terzo pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa
dell'UE sul
clima
Numero
pagina
ESRS S2-1
Impegni politici in materia di diritti umani,
paragrafo 17
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori
nella catena del valore, paragrafo 18
Allegato I, tabella 3,
indicatori n. 11 e 4
ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi
guida delle Nazioni Unite su imprese e
diritti umani e delle linee guida dell'OCSE,
paragrafo 19
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10
Allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
ESRS S2-1
Politiche in materia di dovuta diligenza
sulle questioni oggetto delle convenzioni
fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione
internazionale del lavoro, paragrafo 19
Regolamento delegato (UE) 2020/1816
della Commissione, allegato II
ESRS S2-4
Problemi e incidenti in materia di diritti
umani nella sua catena del valore a monte
e a valle, paragrafo 36
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
ESRS S3-1
Impegni politici in materia di diritti umani,
paragrafo 16
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
ESRS S3-1
Mancato rispetto dei principi guida delle
Nazioni Unite su imprese e diritti umani,
dei principi dell'OIL o delle linee guida
dell'OCSE, paragrafo 17
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10
Allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
ESRS S3-4
Problemi e incidenti in materia di diritti
umani, paragrafo 36
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
ESRS S4-1 Politiche connesse ai
consumatori e agli utilizzatori finali,
paragrafo 16
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
ESRS S4-1
Mancato rispetto dei principi guida delle
Nazioni Unite su imprese e diritti umani e
delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10
Allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1816 e articolo 12, paragrafo
1, del regolamento delegato (UE)
2020/1818
ESRS S4-4
Problemi e incidenti in materia di diritti
umani, paragrafo 35
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
ESRS G1-1
Convenzione delle Nazioni Unite contro la
corruzione, paragrafo 10, lettera b)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 15
-
ESRS G1-1
Protezione degli informatori, paragrafo 10,
lettera d)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 6
-
ESRS G1-4
Ammende inflitte per violazioni delle leggi
contro la corruzione attiva e passiva,
paragrafo 24, lettera a)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 17
Allegato II del regolamento delegato (UE)
2020/1816
ESRS G1-4
Norme di lotta alla corruzione attiva e
passiva, paragrafo 24, lettera b)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 16
1 Attività che rientrano tra quelle elencate negli Atti Delegati della Tassonomia, a prescindere dal fatto che siano poi effettivamente allineate ai criteri tecnici.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
157
2. INFORMAZIONI AMBIENTALI
Tassonomia UE
Nota metodologica per la Tassonomia Europea
La Tassonomia Europea, introdotta dal Regolamento (UE) 2020/852 e dai relativi atti delegati, rappresenta il sistema di
classificazione adottato dall’Unione Europea per individuare le attività economiche considerate ecosostenibili dal punto di vista
ambientale.
La sezione illustra le attività del Gruppo TIM riconducibili a tale quadro normativo e valuta il loro contributo a uno o più dei sei
obiettivi ambientali definiti dall’UE:
mitigazione dei cambiamenti climatici;
adattamento ai cambiamenti climatici;
uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;
transizione verso un’economia circolare;
prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Un’attività economica è considerata “allineata” alla Tassonomia e dunque sostenibile qualora soddisfi congiuntamente le seguenti
condizioni:
contribuisca in modo sostanziale ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali;
non arrechi un danno significativo agli altri obiettivi (principio del Do No Significant Harm – DNSH);
sia svolta nel rispetto delle Garanzie Minime di Salvaguardia in materia di diritti umani e condotta responsabile d’impresa;
rispetti i criteri di vaglio tecnico (Technical Screening Criteria – TSC) definiti dalla Commissione Europea.
Nel corso del 2025, la Commissione europea ha adottato il Regolamento delegato (UE) 2026/73, entrato in vigore il 1° gennaio 2026,
che introduce misure volte a semplificare il sistema di classificazione delle attività economiche e degli investimenti sostenibili e a
ridurre l’onere amministrativo per le imprese.
Per l’esercizio 2025, in continuità con il precedente esercizio finanziario e in conformità alla normativa applicabile nel periodo di
riferimento, il Gruppo TIM ha predisposto la disclosure relativa alla Tassonomia europea facendo riferimento al Regolamento (UE)
2021/2178, al Regolamento delegato (UE) 2021/2139 e al Regolamento delegato (UE) 2023/2486, nella versione applicabile al 31
dicembre 2025.
Pertanto, il Gruppo TIM ha condotto l’analisi di ammissibilità e di allineamento delle proprie attività con riferimento a tutti e sei gli
obiettivi ambientali. L’analisi è stata effettuata rispetto al perimetro ambientale di rendicontazione e include le attività economiche
rilevanti che fanno capo alle seguenti società del Gruppo: TIM S.p.A., Noovle S.p.A., Olivetti S.p.A., Telecom Italia Sparkle S.p.A. e
TIM S.A.
Perimetro di ammissibilità del Gruppo TIM
L’identificazione delle attività ammissibili 1 ai sensi della Tassonomia UE si è articolata in quattro fasi:
analisi preliminare del modello di business del Gruppo e confronto con la classificazione delle attività economiche sostenibili
prevista dalla normativa;
individuazione delle attività potenzialmente ammissibili;
validazione attraverso il coinvolgimento delle funzioni aziendali competenti;
formalizzazione del processo e raccolta delle evidenze tramite la piattaforma ESG di Gruppo.
Al termine dell’analisi sono state mappate 16 categorie di attività ammissibili che comprendono 50 progetti.
La tabella seguente riporta la sintesi delle attività incluse nel perimetro di ammissibilità, con l’indicazione di:
il titolo dell’attività economica secondo la definizione del Regolamento Tassonomia UE;
la descrizione delle attività svolte dal Gruppo riconducibili a tale definizione;
l’obiettivo ambientale di riferimento;
le società del Gruppo che esercitano l’attività.
Gli obiettivi ambientali sono indicati con i seguenti acronimi: CCA – Adattamento ai cambiamenti climatici; CCM – Mitigazione dei
cambiamenti climatici; WTR – Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine; CE – Transizione verso un’economia
circolare.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
158
Attività economica
Descrizione delle attività TIM
Obiettivo
Società
4.1 Produzione di energia
elettrica mediante tecnologia
solare fotovoltaica
Gestione di impianti di generazione distribuita per la produzione di energia elettrica rinnovabile
da fonte solare: l’attività comprende la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici di
proprietà, installati su siti aziendali e destinati prevalentemente all’autoconsumo. Gli impianti sono parte
di un sistema di generazione distribuita che contribuisce alla copertura dei fabbisogni energetici operativi
di uffici, rete mobile e data center.
CCM
TIM S.A.
4.5 Produzione di energia
elettrica a partire
dall’energia idroelettrica
Gestione di impianti di generazione distribuita per la produzione di energia elettrica rinnovabile
da fonte idroelettrica: l’attività comprende la produzione di energia elettrica da impianti idroelettrici di
proprietà, destinata prevalentemente all’autoconsumo dei siti operativi del Gruppo. Gli impianti
contribuiscono alla copertura dei fabbisogni energetici aziendali di uffici, rete mobile e data center.
CCM
TIM S.A.
4.8 Produzione di energia
elettrica a partire dalla
bioenergia
Gestione di impianti di generazione distribuita per la produzione di energia elettrica rinnovabile
da biomassa: l’attività comprende la produzione di energia elettrica da impianti a biomassa di proprietà,
destinata prevalentemente all’autoconsumo dei siti operativi del Gruppo. Gli impianti contribuiscono alla
copertura dei fabbisogni energetici di uffici, rete mobile e data center
CCM
TIM S.A.
4.16 Installazione e
funzionamento di pompe di
calore elettriche
Installazione di pompe di calore per il riutilizzo e la valorizzazione del calore di scarto: l’attività
riguarda l’installazione e la gestione di pompe di calore elettriche presso il Data Center di Rozzano,
finalizzate al recupero dell’energia termica generata dalle apparecchiature IT. Il sistema consente di
riutilizzare il calore recuperato mediante l’immissione nella rete di teleriscaldamento per usi civili e
industriali e per la produzione di energia frigorifera destinata al raffreddamento delle sale IT,
contribuendo al miglioramento dell’efficienza energetica complessiva e alla riduzione dei consumi di
energia primaria.
CCM
Noovle
S.p.A.
4.25 Produzione di calore/
freddo utilizzando il calore di
scarto
Recupero e cessione del calore di scarto del Data Center di Rozzano per il riutilizzo nel
teleriscaldamento urbano: l’attività riguarda il recupero dell’energia termica generata dalle sale server
del Data Center di Rozzano e la sua cessione a un operatore energetico terzo per l’immissione nella rete
di teleriscaldamento urbano. Il calore prodotto dalle apparecchiature IT viene captato e valorizzato
mediante l’utilizzo di scambiatori e pompe di calore, che ne consentono l’innalzamento della
temperatura e il trasferimento alla rete sotto forma di acqua calda, permettendo il riutilizzo dell’energia
termica altrimenti dispersa.
CCM
Noovle
S.p.A.
4.30 Cogenerazione ad alto
rendimento di calore/freddo
ed energia elettrica a partire
da combustibili gassosi fossili
Gestione e manutenzione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento nei Data Center di
Padova e Bologna: l’attività riguarda la gestione operativa di impianti di cogenerazione ad alto
rendimento (CAR) alimentati a gas naturale, installati presso i Data Center di Padova e Bologna. Gli
impianti sono destinati alla produzione combinata di energia elettrica, termica e frigorifera a servizio
delle infrastrutture IT, contribuendo alla copertura del fabbisogno energetico dei siti attraverso un
utilizzo integrato dell’energia primaria, in coerenza con i requisiti di efficienza previsti per la
cogenerazione ad alto rendimento. Complessivamente risultano installati:
due impianti presso il Data Center di Bologna (2.019 kW e 860 kW);
un impianto presso il Data Center di Padova (2.019 kW).
CCM
TIM S.p.A
Gestione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento presso Data Center di Acilia, Pomezia e
Rozzano: l’attività riguarda la gestione operativa di impianti di cogenerazione ad alto rendimento (CAR)
alimentati a gas naturale, installati presso diversi Data Center del Gruppo, tra cui Acilia, Pomezia e
Rozzano. Gli impianti sono destinati alla produzione combinata di energia elettrica, termica e frigorifera a
servizio delle infrastrutture IT, contribuendo alla copertura del fabbisogno energetico dei siti attraverso
un utilizzo integrato dell’energia primaria, in coerenza con i requisiti di efficienza previsti per la
cogenerazione ad alto rendimento. Complessivamente risultano installati:
un impianto presso il Data Center di Acilia (1.560 kW);
due impianti presso il Data Center di Pomezia (1.800 kW ciascuno);
tre impianti presso il Data Center di Rozzano (2.019 kW, 2.300 kW e 1.000 kW).
CCM
Noovle
S.p.A.
4.31 Produzione di calore/
freddo a partire da
combustibili gassosi fossili in
un sistema di
teleriscaldamento e
teleraffrescamento efficienti
Cogenerazione ad alto rendimento per la produzione di energia elettrica e calore a servizio del
teleriscaldamento urbano: l’attività riguarda la produzione combinata di energia elettrica e calore
mediante un impianto di cogenerazione ad alto rendimento installato presso il Data Center di Rozzano. Il
calore recuperato dal processo di cogenerazione viene ceduto a un operatore energetico terzo per
l’immissione nella rete di teleriscaldamento urbano. L’energia termica è captata e valorizzata attraverso
sistemi di scambio e pompe di calore gestiti dall’operatore, che ne consentono la conversione in calore
utile destinato a usi civili e industriali.
CCM
Noovle
S.p.A.
5.1 Costruzione, espansione e
gestione di sistemi di
raccolta, trattamento e
fornitura di acqua
Ampliamento del sistema di monitoraggio idrico per la misurazione dell’efficienza idrica dei Data
Center: l’attività riguarda l’estensione e il completamento dei sistemi di misurazione dei consumi idrici
presso i Data Center di proprietà , al fine di monitorare in modo puntuale i principali punti di utilizzo
dell’acqua. L’intervento consente la rilevazione strutturata dei volumi idrici impiegati nei processi di
raffreddamento e supporta il calcolo dell’indicatore Water Usage Effectiveness (WUE), contribuendo al
miglioramento dell’efficienza nell’uso della risorsa idrica e alla riduzione degli sprechi.
CCM
Noovle
S.p.A.
7.3 Installazione,
manutenzione e riparazione
di dispositivi per l'efficienza
energetica
Manutenzione e ammodernamento impiantistico dei Data Center: l’attività comprende sia interventi
di manutenzione ordinaria e straordinaria, sia interventi di ammodernamento tecnologico sugli impianti
industriali a servizio dei Data Center del Gruppo, tra cui gruppi di continuità (UPS), gruppi frigoriferi,
batterie, gruppi elettrogeni e sistemi ausiliari.
Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono finalizzati a preservare nel tempo la
funzionalità e le prestazioni degli impianti, attraverso attività di riparazione, sostituzione di componenti e
ripristino delle condizioni operative ottimali, garantendo la continuità del servizio e l’affidabilità delle
infrastrutture IT.
Gli interventi di ammodernamento impiantistico, invece, riguardano la sostituzione programmata di
componenti obsoleti o a fine vita con soluzioni tecnologicamente più efficienti, con l’obiettivo di
migliorare le performance energetiche dei Data Center, ridurre il rischio di guasto e ottimizzare l’utilizzo
delle risorse.
CCM
Noovle
S.p.A.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
159
Attività economica
Descrizione delle attività TIM
Obiettivo
Società
8.1 Elaborazione dei dati,
hosting e attività connesse
Fornitura Servizi Cloud IaaS in partnership con hyperscaler: l’attività riguarda la fornitura di servizi di
elaborazione dati, hosting e infrastruttura digitale erogati tramite piattaforme di Public Cloud, in
collaborazione con fornitori internazionali (hyperscaler). TIM opera come partner qualificato, integrando
e gestendo servizi di Infrastructure as a Service (IaaS) che consentono ai clienti di utilizzare risorse
computazionali, di archiviazione e di rete in modalità scalabile e da remoto, senza necessità di
infrastrutture fisiche presso le proprie sedi. L’attività comprende servizi gestiti e non gestiti, includendo
configurazione, sicurezza, monitoraggio e ottimizzazione delle risorse digitali.
Fornitura Servizi Cloud e Data Protection tramite Data Center TIM: l’attività riguarda la fornitura di
servizi di elaborazione dati, hosting e protezione delle informazioni attraverso i Data Center di proprietà
del Gruppo, gestiti da Noovle. I servizi sono erogati secondo il modello Infrastructure as a Service (IaaS) e
consentono ai clienti di utilizzare risorse computazionali, capacità di archiviazione e soluzioni di
protezione dei dati in modalità virtualizzata e scalabile. Tra i principali servizi offerti rientrano soluzioni di
backup, continuità operativa e ripristino dei sistemi.
Erogazione Servizi Cloud in partnership per la Pubblica Amministrazione: l’attività riguarda
l’erogazione di servizi applicativi in modalità Software as a Service (SaaS) destinati alla Pubblica
Amministrazione, forniti attraverso infrastrutture cloud ospitate nei Data Center del Gruppo, progettati
per assicurare elevati standard di efficienza energetica, sicurezza informatica e continuità operativa. I
servizi permettono l’utilizzo remoto di applicazioni e piattaforme digitali, senza necessità di installazioni
locali, contribuendo alla razionalizzazione delle infrastrutture IT e a un utilizzo più efficiente delle risorse
computazionali. Le soluzioni includono strumenti per la gestione dei flussi informativi, la collaborazione
digitale e la digitalizzazione dei processi amministrativi.
Erogazione Servizi Cloud per identità digitale e firma elettronica: l’attività riguarda l’erogazione di
servizi digitali in modalità cloud per la gestione dell’identità digitale, delle firme elettroniche e della
conservazione dei documenti informatici, forniti da TIM e dalla controllata Trust Technologies,
Certification Authority qualificata. Le soluzioni includono servizi di Posta Elettronica Certificata (PEC),
identità digitale (SPID), firma elettronica qualificata e conservazione digitale a norma, consentendo a
imprese, cittadini e Pubbliche Amministrazioni di effettuare operazioni online con validità legale, integrità
e tracciabilità. I servizi comprendono l’emissione, la gestione e la revoca di certificati digitali, la gestione
sicura delle chiavi crittografiche e dei sistemi di autenticazione, nonché la protezione e conservazione
delle informazioni e delle transazioni digitali, attraverso infrastrutture ICT ad alta affidabilità e sicurezza.
Erogazione Servizi Cloud in partnership per applicazioni di collaborazione e gestione dei dati:
l’attività riguarda l’erogazione di soluzioni applicative in modalità Software as a Service (SaaS), fornite da
TIM in qualità di partner qualificato di grandi operatori internazionali (hyperscaler) e partner tecnologici
locali. I servizi consentono a imprese e Pubbliche Amministrazioni di utilizzare applicazioni digitali per la
collaborazione, la gestione dei dati e l’automazione dei processi, senza la necessità di disporre di
infrastrutture IT proprie. Le soluzioni includono strumenti di collaborazione e produttività, applicazioni di
gestione delle relazioni con i clienti (CRM) e piattaforme per la gestione documentale, l’analisi dei dati e i
workflow digitali. L’erogazione avviene tramite infrastrutture cloud centralizzate, che garantiscono
scalabilità, continuità operativa e livelli elevati di sicurezza e disponibilità del servizio.
Erogazione Servizi Cloud proprietari per la Pubblica Amministrazione: l’attività riguarda l’erogazione
di servizi applicativi digitali in modalità Software as a Service (SaaS) destinati alla Pubblica
Amministrazione, forniti attraverso infrastrutture cloud e Data Center di proprietà del Gruppo. I servizi
consentono la gestione, l’elaborazione e la trasmissione sicura dei dati digitali, garantendo continuità
operativa, protezione delle informazioni e affidabilità dei sistemi. L’utilizzo di infrastrutture centralizzate
e virtualizzate favorisce la razionalizzazione delle risorse IT pubbliche e l’ottimizzazione dell’impiego delle
capacità computazionali, in coerenza con i criteri previsti per le infrastrutture digitali ad alta efficienza.
Fornitura Servizi di housing e colocation proprietari per le imprese: l’attività riguarda la fornitura di
servizi di ospitalità infrastrutturale presso i Data Center di proprietà del Gruppo, che consentono alle
imprese di collocare server, apparati di rete e sistemi di archiviazione in ambienti tecnologici dedicati,
sicuri e ad alta efficienza energetica. I servizi includono la messa a disposizione di spazi attrezzati in sale
dati protette, dotate di sistemi di alimentazione elettrica ridondata e raffreddamento efficiente,
connettività ad alte prestazioni, monitoraggio continuo, controllo degli accessi e servizi tecnici accessori.
L’utilizzo di infrastrutture centralizzate consente una gestione più efficiente delle risorse energetiche e
una razionalizzazione delle infrastrutture IT rispetto a soluzioni distribuite presso le sedi dei clienti.
Erogazione Servizi Cloud SaaS proprietari tramite Data Center TIM: l’attività riguarda l’erogazione di
servizi applicativi digitali in modalità Software as a Service (SaaS), forniti attraverso i Data Center di
proprietà del Gruppo. Le soluzioni consentono a imprese e Pubbliche Amministrazioni di utilizzare
applicazioni e piattaforme digitali in modalità remota, senza necessità di infrastrutture IT dedicate
presso le proprie sedi. I servizi supportano la gestione sicura dei dati, la continuità operativa e
l’affidabilità dei sistemi informatici, contribuendo alla digitalizzazione dei processi e alla razionalizzazione
delle risorse tecnologiche. L’utilizzo di Data Center progettati secondo criteri di efficienza energetica
consente una gestione più ottimizzata dei consumi rispetto a soluzioni distribuite, favorendo
un’evoluzione digitale coerente con obiettivi di sostenibilità ambientale.
Digitalizzazione sicura della Pubblica Amministrazione -Polo Strategico Nazionale: l’attività
riguarda la progettazione, realizzazione e gestione dell’infrastruttura digitale nazionale destinata a
supportare la trasformazione tecnologica della Pubblica Amministrazione italiana nell’ambito del
progetto Polo Strategico Nazionale, sviluppato attraverso un partenariato pubblico-privato. Il
Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da TIM, con la partecipazione di partner industriali e
istituzionali, è responsabile della realizzazione e gestione di quattro Data Center di nuova generazione
localizzati nelle aree di Roma e Milano, destinati a ospitare sistemi e applicazioni della Pubblica
Amministrazione. I servizi comprendono hosting e housing, erogazione di risorse infrastrutturali e
piattaforme digitali in modalità Infrastructure as a Service (IaaS) e Platform as a Service (PaaS), nonché
attività di migrazione e trasformazione dei sistemi informativi pubblici. L’infrastruttura è progettata
secondo elevati standard di sicurezza, resilienza ed efficienza energetica, contribuendo alla
razionalizzazione delle infrastrutture IT pubbliche e al consolidamento dei data center esistenti in
ambienti tecnologicamente avanzati.
CCM
TIM S.p.A
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
160
Attività economica
Descrizione delle attività TIM
Obiettivo
Società
8.1 Elaborazione dei dati,
hosting e attività connesse
Migrazione di piattaforme digitali verso infrastrutture cloud di nuova generazione (Google Cloud e
Oracle Cloud): l’attività riguarda la migrazione e modernizzazione di sistemi e applicazioni aziendali
verso infrastrutture cloud ad alta efficienza energetica, nell’ambito di partnership strategiche con
fornitori internazionali di servizi cloud. Il progetto prevede il trasferimento progressivo di applicazioni e
workload da ambienti on-premise verso piattaforme cloud scalabili e virtualizzate, con l’obiettivo di
razionalizzare l’infrastruttura IT, migliorare la continuità operativa, la sicurezza e le prestazioni
complessive dei sistemi, nonché ottimizzare l’utilizzo delle risorse computazionali. Le attività
comprendono la migrazione di applicativi aziendali verso ambienti Google Cloud Platform e Oracle Cloud
Infrastructure e, ove applicabile, lo sviluppo e la commercializzazione di servizi digitali basati su tali
infrastrutture.
Migrazione e aggiornamento tecnologico di piattaforme core di rete su infrastrutture Data Center
del Gruppo: l’attività riguarda la modernizzazione e la migrazione di piattaforme centrali per la gestione
dei servizi di telefonia mobile, come i sistemi di charging e di billing, verso infrastrutture allocate nei Data
Center del Gruppo e gestite da Noovle. L’intervento è finalizzato al superamento dell’obsolescenza
tecnologica, all’allineamento con architetture di rete di nuova generazione (5G Service Oriented) e al
miglioramento della qualità e continuità del servizio. La migrazione su ambienti infrastrutturali più
efficienti e virtualizzati consente di razionalizzare l’utilizzo delle risorse IT, migliorare la sicurezza e
l’affidabilità operativa e ottimizzare i consumi energetici rispetto a sistemi legacy distribuiti.
Sviluppo dell’infrastruttura digitale Edge Cloud per la gestione distribuita dei dati: l’attività
riguarda la progettazione e realizzazione di un’infrastruttura digitale Edge Cloud finalizzata
all’elaborazione distribuita dei dati in prossimità dei punti di utilizzo, in alternativa a modelli centralizzati
basati su Data Center remoti. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Important Project of Common
European Interest in Cloud Infrastructure and Services (IPCEI CIS) ed è sviluppata in collaborazione con
primari operatori europei del settore delle telecomunicazioni, con l’obiettivo di contribuire alla definizione
di un framework tecnologico comune e alla creazione di un ecosistema federato europeo di servizi Edge
Cloud, in coerenza con i principi di sovranità digitale e sicurezza dei dati. Le attività comprendono ricerca,
sviluppo e prima applicazione industriale di soluzioni software open source testate in ambienti operativi,
finalizzate a migliorare latenza, resilienza ed efficienza nell’utilizzo delle risorse computazionali.
CCM
TIM S.p.A
Migrazione degli applicativi TIM verso infrastrutture cloud ad alta efficienza energetica: l’attività
riguarda la migrazione dei workload applicativi proprietari del Gruppo, precedentemente ospitati su
infrastrutture on-premise, verso ambienti cloud di provider internazionali operanti in data center europei
caratterizzati da elevati standard di efficienza energetica. L’iniziativa comprende la progressiva
riallocazione di applicazioni e sistemi aziendali su piattaforme Google Cloud, Oracle Cloud Infrastructure
e Microsoft Azure, con l’obiettivo di razionalizzare l’infrastruttura IT, migliorare la scalabilità e la resilienza
dei sistemi e ottimizzare l’utilizzo delle risorse computazionali.
Sostituzione dei sistemi di archiviazione dati per il miglioramento dell’efficienza energetica:
l’iniziativa prevede la sostituzione e il consolidamento di 50 dispositivi di archiviazione dati (apparati di
storage) obsoleti con 26 nuovi sistemi del fornitore “Pure Storage” caratterizzati da prestazioni più
elevate e minori consumi di energia. I Data center interessati dall’intervento sono Cesano, Bologna,
Padova, Oriolo e Pomezia. L’operazione consente di ottimizzare la capacità di archiviazione dei dati e di
ridurre il consumo energetico complessivo nei Data Center i migliorando l’efficienza delle infrastrutture
informatiche.
Modernizzazione e migrazione dei sistemi IT per l’efficienza dei Data Center: l’attività comprende
interventi di aggiornamento tecnologico e razionalizzazione delle infrastrutture IT finalizzati al
miglioramento dell’efficienza energetica e operativa dei Data Center del Gruppo. In particolare, sono
stati sostituiti tre sistemi di archiviazione dati obsoleti con nuove soluzioni ad alta efficienza energetica
presso i Data Center di Pomezia e Padova, con l’obiettivo di ridurre i consumi elettrici per unità di
capacità elaborativa installata.
L’iniziativa include inoltre la migrazione di workload applicativi captive dal Data Center di Napoli
al Data Center di Pomezia, caratterizzato da infrastrutture digitali più performanti e flessibili, in grado di
ottimizzare dinamicamente l’utilizzo di risorse computazionali, memoria e storage. La migrazione è stata
realizzata mediante procedure controllate, sia attraverso il trasferimento fisico delle apparecchiature sia
tramite migrazione di ambienti virtualizzati, garantendo la continuità operativa dei servizi.
Automazione digitale dei processi aziendali per l’efficienza operativa: l’attività riguarda lo sviluppo e
l’implementazione di soluzioni di workflow automation per la digitalizzazione e l’integrazione dei processi
aziendali, con particolare riferimento alle attività di Operations e di Asset Management delle
infrastrutture IT e di rete. Le soluzioni, erogate in modalità Software as a Service (SaaS), consentono di
centralizzare e automatizzare flussi operativi precedentemente distribuiti su sistemi eterogenei,
migliorando il coordinamento delle attività, la tracciabilità dei processi e l’efficienza nell’utilizzo delle
risorse informatiche. L’automazione dei flussi riduce ridondanze operative e cicli di elaborazione non
necessari, contribuendo all’ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture IT e, indirettamente, alla
riduzione dei consumi energetici associati ai sistemi digitali.
CCM
Noovle S.p.A
Potenziamento dei sistemi di alimentazione elettrica nel Data Center di Palermo: l’attività riguarda
l’ammodernamento dei sistemi di alimentazione elettrica del Data Center di Palermo (Sicily Hub),
mediante la sostituzione dei dispositivi di continuità esistenti con nuovi gruppi di continuità (UPS –
Uninterruptible Power Supply) ad alto rendimento. L’intervento è finalizzato al miglioramento
dell’efficienza energetica del sistema di alimentazione e alla riduzione delle perdite elettriche,
garantendo al contempo elevati livelli di affidabilità e continuità operativa delle infrastrutture IT.
Realizzazione e allestimento di una nuova sala dati presso il Data Center di Milano: l’attività
riguarda la realizzazione di una nuova sala dati di circa 125 m² presso il Data Center di Milano Malpaga,
destinata all’erogazione di servizi di colocation per operatori del settore digitale. L’intervento ha previsto
l’installazione di sistemi di alimentazione elettrica, climatizzazione e cablaggio, progettati per garantire
efficienza energetica, sicurezza e continuità operativa. La nuova infrastruttura consente l’ospitalità di
apparati IT ad alta densità, assicurando affidabilità e ottimizzazione dei consumi energetici.
CCM
Sparkle
S.p.A
Implementazione e gestione sistemi digitali per il controllo remoto di infrastrutture civili e di
telecomunicazione: l’attività riguarda lo sviluppo e la gestione di soluzioni digitali basate su sensori
connessi (IoT) e piattaforme software dedicate al monitoraggio e al telecontrollo da remoto di
infrastrutture civili e di rete. I sistemi consentono la raccolta e l’analisi in tempo reale di dati relativi a
consumi energetici, stato di funzionamento e condizioni strutturali, permettendo interventi tempestivi in
caso di anomalie e riducendo la necessità di sopralluoghi e attività manutentive in presenza. Nel caso di
infrastrutture critiche, quali ponti ferroviari, i sensori strutturali e sismici supportano il monitoraggio
continuo delle condizioni di sicurezza, contribuendo a una gestione più efficiente delle operazioni e alla
prevenzione dei rischi.
CCM
Olivetti
S.p.A
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
161
Attività economica
Descrizione delle attività TIM
Obiettivo
Società
8.1 Elaborazione dei dati,
hosting e attività connesse
Gestione ambientale dei Data Center: l’attività riguarda l’adozione di sistemi e pratiche di gestione
ambientale finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e dell’impatto ambientale associato alle
attività di elaborazione, archiviazione e trasmissione dei dati nei Data Center del Gruppo. La gestione è
orientata al miglioramento continuo delle performance ambientali attraverso il monitoraggio strutturato
dei consumi energetici, l’utilizzo di indicatori di efficienza e l’implementazione di interventi di
ottimizzazione, con particolare attenzione ai sistemi di climatizzazione, all’efficienza delle infrastrutture
tecnologiche e all’incremento dell’approvvigionamento da fonti rinnovabili. I Data Center operano in
conformità alle best practice di settore e a standard riconosciuti in ambito ambientale e di sicurezza,
assicurando un equilibrio tra efficienza operativa, continuità del servizio e sostenibilità.
CCM
TIM S.A.
8.2 Soluzioni basate sui dati
per la riduzione delle
emissioni di gas serra
Servizi digitali per il monitoraggio ambientale e la gestione intelligente del territorio: l’iniziativa
riguarda l’erogazione di soluzioni digitali per la gestione integrata del territorio in ambito Smart City,
rivolte principalmente alle amministrazioni pubbliche. I servizi si basano su tecnologie Internet of Things
(IoT), piattaforme cloud e strumenti di analisi avanzata dei dati, inclusi algoritmi di Intelligenza Artificiale,
che consentono la raccolta e l’elaborazione in tempo reale di informazioni ambientali e infrastrutturali.
Le soluzioni permettono il monitoraggio di parametri quali traffico e mobilità, disponibilità di parcheggi,
qualità dell’aria, condizioni meteorologiche, flussi di persone e veicoli e altri indicatori rilevanti per la
sicurezza urbana e la pianificazione territoriale.
Soluzioni per il monitoraggio e l’efficientamento dei consumi energetici: l’attività riguarda
l’erogazione di soluzioni digitali per la gestione integrata del territorio in ambito Smart City, rivolte
principalmente alle amministrazioni pubbliche. I servizi si basano su tecnologie Internet of Things (IoT),
piattaforme cloud e strumenti di analisi avanzata dei dati, inclusi algoritmi di Intelligenza Artificiale, che
consentono la raccolta e l’elaborazione in tempo reale di dati ambientali e infrastrutturali. Le soluzioni
permettono il monitoraggio di parametri quali traffico e mobilità, disponibilità di parcheggi, qualità
dell’aria, condizioni meteorologiche, flussi di persone e veicoli e altri indicatori utili alla pianificazione
urbana e alla gestione dei servizi pubblici.
CCM
TIM S.p.A
Sistema digitale per l’ottimizzazione della ricarica dei mezzi elettrici nel trasporto pubblico:
l’attività riguarda lo sviluppo e l’implementazione di una soluzione digitale a supporto della gestione
della ricarica degli autobus elettrici impiegati nel servizio di trasporto pubblico locale nella città di Napoli.
Il sistema consente la pianificazione e l’ottimizzazione delle operazioni di ricarica sulla base dei tempi di
sosta, dei turni di servizio e delle esigenze operative delle diverse tratte. Attraverso algoritmi di gestione
dell’energia, la piattaforma elabora in tempo reale i dati relativi allo stato dei veicoli e delle infrastrutture
di ricarica, assegnando priorità ai mezzi in funzione del fabbisogno energetico e della programmazione
del servizio. La soluzione si basa su tecnologie digitali e sensori connessi (IoT) per la raccolta e
l’integrazione dei dati operativi della flotta e delle stazioni di ricarica, consentendo una gestione
dinamica delle sessioni di ricarica e un utilizzo più efficiente delle infrastrutture disponibili.
CCM
Olivetti
S.p.A
8.3 Attività di
programmazione e
trasmissione
Diffusione di contenuti multimediali attraverso TIMVISION: l’attività riguarda la distribuzione e
gestione di contenuti audiovisivi in streaming tramite TIMVISION, il servizio di intrattenimento digitale del
Gruppo. L’accesso e la fruizione dei contenuti avvengono attraverso la piattaforma MyCanal, sviluppata
e gestita da Canal+, che funge da interfaccia utente per la navigazione, la ricerca dei contenuti, le
raccomandazioni personalizzate e la gestione dei profili. In base all’accordo contrattuale, la piattaforma
è erogata in modalità “in service”, con gestione operativa a cura del provider esterno; TIM non esercita
controllo diretto né accesso ai sistemi interni della piattaforma (modalità “black box”).
CCA
TIM S.p.A
4.1 Fornitura di soluzioni
basate sui dati IT/OT
(tecnologie
dell’informazione/ tecnologie
operative) per la riduzione
delle perdite
Implementazione sistema digitale per il monitoraggio da remoto delle risorse idriche del Comune
di Belluno: l’attività riguarda l’implementazione di una piattaforma digitale di supervisione e controllo
(SCADA) per la gestione e il monitoraggio a distanza della rete idrica comunale, con l’obiettivo di ridurre
le perdite e migliorare l’efficienza operativa del servizio. Il sistema, finanziato nell’ambito del PNRR,
integra dispositivi periferici intelligenti e unità di controllo remoto (RTU) per la raccolta e la trasmissione
in tempo reale dei dati lungo la rete, consentendo l’individuazione tempestiva di anomalie e
malfunzionamenti e supportando una gestione più efficiente delle risorse idriche ed energetiche.
WTR
Olivetti
S.p.A
5.3 Preparazione per il
riutilizzo di prodotti e
componenti di prodotti a fine
vita
Utilizzo di dispositivi rigenerati per i servizi di assistenza tecnica: l’attività riguarda l’impiego di
modem rigenerati nei servizi di assistenza destinati a clienti consumer e small business. I dispositivi
rientrati per guasto o cessazione del servizio sono sottoposti a un processo strutturato di selezione, test,
riparazione e aggiornamento presso centri specializzati, al fine di garantirne piena funzionalità e
sicurezza per il riutilizzo. Le apparecchiature rigenerate vengono reimmesse nel ciclo operativo come
dispositivi sostitutivi, contribuendo alla riduzione dei rifiuti elettronici e al minor utilizzo di nuove risorse
materiali, in coerenza con i principi di economia circolare
CE
TIM S.p.A
Recupero e riutilizzo delle apparecchiature elettroniche in disuso dei clienti: l’attività riguarda i
programmi di ritiro, rigenerazione e riutilizzo delle apparecchiature fornite ai clienti (modem, router,
decoder) restituite a seguito di cessazione o inattività del servizio. I dispositivi rientrati sono sottoposti a
ispezione, test funzionali e aggiornamento software per verificarne l’idoneità al riutilizzo; le unità
conformi vengono rigenerate e reimmesse nel ciclo operativo, contribuendo alla riduzione della
domanda di nuovi apparati e dei rifiuti elettronici. Le apparecchiature non riutilizzabili sono invece
avviate a trattamento e riciclo presso impianti autorizzati, nel rispetto della normativa ambientale
Recupero e riutilizzo di dispositivi mobili usati: l’iniziativa promuove la raccolta di smartphone usati
tramite programmi di trade-in che consentono ai clienti di restituire il proprio dispositivo in cambio di
agevolazioni sull’acquisto di nuovi modelli. I dispositivi raccolti sono sottoposti a verifica tecnica,
cancellazione sicura dei dati e, ove necessario, a interventi di rigenerazione e sostituzione di componenti,
al fine di certificarne l’idoneità al riutilizzo e reimmetterli sul mercato, contribuendo alla riduzione dei
rifiuti elettronici e all’estensione del ciclo di vita dei prodotti.
CE
TIM S.A.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
162
Attività economica
Descrizione delle attività TIM
Obiettivo
Società
5.4 Vendita di beni di seconda
mano
Dismissione e rivendita di apparati di rete inutilizzati e obsoleti: l’iniziativa riguarda la dismissione e
la valorizzazione di apparecchiature tecnologiche non più utilizzate nell’ambito del processo di
ammodernamento delle infrastrutture di rete. Gli apparati a fine vita operativa – tra cui router, switch e
server – vengono selezionati e, ove idonei, reimmessi sul mercato per il riutilizzo, contribuendo alla
riduzione dei rifiuti elettronici e alla valorizzazione degli asset. L’attività consente inoltre di ottimizzare gli
spazi fisici e i costi di gestione delle infrastrutture, incluse quelle in colocation.
CE
TIM S.p.A.
Fornitura di cartucce toner rigenerate per la Pubblica Amministrazione (Consip): l’iniziativa riguarda
la fornitura di cartucce toner ricondizionate nell’ambito di gare Consip destinate alla Pubblica
Amministrazione, con l’impegno che almeno il 30% delle forniture sia costituito da prodotti rigenerati. Le
cartucce esauste vengono recuperate, sottoposte a pulizia, verifica tecnica, eventuale sostituzione delle
componenti usurate e ricarica del toner, per essere reimmesse nel ciclo produttivo. L’attività contribuisce
alla riduzione dei rifiuti e del consumo di materie prime, favorendo l’estensione del ciclo di vita dei
prodotti.
Vendita di stampanti multifunzione rigenerate: l’iniziativa riguarda la commercializzazione, tramite la
rete di rivenditori autorizzati Olivetti, di stampanti multifunzione sottoposte a processi di rigenerazione.
Le apparecchiature vengono verificate, pulite, riparate e dotate di componenti sostitutive ove necessario,
per garantirne il corretto funzionamento e la conformità agli standard qualitativi. L’attività consente di
prolungare il ciclo di vita dei dispositivi, riducendo la produzione di rifiuti elettronici e il fabbisogno di
nuove risorse.
CE
Olivetti
S.p.A.
5.5 Prodotto-come-servizio e
altri modelli di servizi
orientati all’uso circolare e ai
risultati
Noleggio di dispositivi mobili: l’iniziativa riguarda la fornitura a noleggio di dispositivi mobili ai clienti
Small Business nell’ambito di contratti dedicati, comprensivi di connettività tramite SIM TIM. Al termine
del periodo contrattuale, i dispositivi vengono restituiti al Gruppo per la verifica dello stato e l’eventuale
rigenerazione o reimpiego, favorendo l’estensione del ciclo di vita delle apparecchiature e la riduzione dei
rifiuti elettronici.
Comodato d’uso di modem per l’accesso alla rete FWA: l’iniziativa prevede la concessione in
comodato d’uso di modem necessari per l’accesso ai servizi di connettività a banda larga tramite
tecnologia Fixed Wireless Access (FWA), in configurazione indoor e outdoor. I dispositivi restano di
proprietà di TIM e, al termine del contratto, vengono restituiti per verifica, rigenerazione o reimpiego,
favorendo l’estensione del ciclo di vita degli apparati e la riduzione dei rifiuti elettronici.
CE
TIM S.p.A.
Verifica del rispetto delle Garanzie Minime di Salvaguardia
La verifica del rispetto delle Garanzie Minime di Salvaguardia rappresenta una fase integrante del processo di valutazione
dell’allineamento delle proprie attività economiche alla Tassonomia UE. L’analisi costituisce una condizione trasversale e
preliminare rispetto alla verifica dei criteri tecnici di contributo sostanziale e del principio DNSH. L’esito positivo di questa
valutazione consente di considerare le attività ammissibili come potenzialmente allineate, laddove risultino soddisfatti anche gli
ulteriori requisiti previsti dal Regolamento.
Nello specifico, in questa fase si verifica che le attività siano svolte in coerenza con i principali standard internazionali di riferimento
in materia di diritti umani, lavoro e condotta responsabile d’impresa, tra cui le Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali, i
Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani e i principi fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro
(ILO). L’impegno si traduce in un sistema strutturato di policy, procedure e controlli interni volto a prevenire rischi di non conformità
e a promuovere comportamenti etici e responsabili in tutte le attività del Gruppo e lungo la catena del valore.
Diritti Umani
Il Gruppo tutela i diritti fondamentali delle persone attraverso:
adesione al Global Compact delle Nazioni Unite;
adozione di una Policy sui Diritti Umani, applicata a dipendenti, partner e fornitori, che copre temi quali lavoro forzato e
minorile, non discriminazione, libertà di associazione, equità retributiva, salute e sicurezza;
integrazione di tali principi nel Codice Etico e negli strumenti di governance;
In Brasile TIM S.A., rafforza dell’impegno attraverso la Social Responsibility Policy.
Prevenzione della corruzione
Il Gruppo tutela i diritti fondamentali delle persone attraverso:
adesione al Global Compact delle Nazioni Unite;
adozione di una Policy sui Diritti Umani, applicata a dipendenti, partner e fornitori, che copre temi quali lavoro forzato e
minorile, non discriminazione, libertà di associazione, equità retributiva, salute e sicurezza;
integrazione di tali principi nel Codice Etico e negli strumenti di governance;
In Brasile TIM S.A., rafforza dell’impegno attraverso la Social Responsibility Policy.
Fiscalità responsabile
L’approccio fiscale del Gruppo è improntato a trasparenza e collaborazione con le autorità, attraverso:
una strategia fiscale (TIM Tax Strategy) basata su correttezza e rispetto delle normative;
un sistema di gestione del rischio fiscale con responsabilità definite;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
163
il coinvolgimento del management e la supervisione del Consiglio di Amministrazione;
verifiche e revisioni periodiche dei presidi di controllo;
revisione contabile conforme agli standard brasiliani e internazionali da parte di TIM S.A.
Competizione leale
Il Gruppo opera nel rispetto delle regole di mercato e della concorrenza attraverso un framework di compliance dedicato che
include:
un Codice di Condotta Antitrust approvato dal Consiglio di Amministrazione;
un Programma di Compliance Antitrust rivolto ai dipendenti e alle funzioni maggiormente esposte a rischi concorrenziali;
attività di formazione periodica e iniziative di sensibilizzazione sui temi della concorrenza;
presidi di controllo e meccanismi di segnalazione.
In Brasile, l’adozione da parte di TIM S.A. della Competition Defence Policy, che disciplina i comportamenti da adottare nei rapporti
con concorrenti, clienti e autorità, in coerenza con la normativa locale.
Verifica di allineamento dei criteri di vaglio tecnico e DNSH
A valle dell’identificazione delle attività ammissibili alla Tassonomia Europea, il Gruppo TIM ha predisposto un processo strutturato
per valutare il possibile allineamento delle proprie attività economiche.
L’analisi, condotta con il coinvolgimento delle funzioni tecniche competenti e, ove necessario, di terze parti che collaborano con il
Gruppo nella gestione delle attività economiche, ha consentito di accertare, attraverso la verifica puntuale dei criteri di vaglio
tecnico e del rispetto del principio “Do No Significant Harm” (DNSH), quali attività risultino già pienamente conformi ai requisiti
previsti dalla normativa europea e di individuare, al contempo, le aree oggetto di iniziative finalizzate al progressivo rafforzamento
dell’allineamento.
Nel 2025, sono state identificate le seguenti  tre attività economiche allineate alla Tassonomia Europea:
4.16 - Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche;
4.25 - Produzione di calore/freddo utilizzando il calore di scarto;
8.1 - Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse.
Poiché le attività 4.16 e 4.25 sono realizzate nello stesso sito e utilizzano in parte le stesse infrastrutture tecniche, alcune verifiche
DNSH sono state condotte in modo coordinato, pur nel rispetto dei criteri specifici previsti per ciascuna attività. In particolare, i
criteri relativi all’Adattamento ai cambiamenti climatici e alla Transizione verso un’economia circolare, comuni ad entrambe le
attività, sono stati valutati mediante un’unica analisi, declinata secondo le prescrizioni previste dalle rispettive attività.
Anche il criterio DNSH relativo alla Prevenzione e riduzione dell’inquinamento è applicabile a entrambe le attività. Le verifiche, però,
sono state condotte separatamente in quanto i requisiti tecnici e i parametri di conformità previsti dalla normativa differiscono in
funzione della specifica tipologia di intervento.
Restano invece specifici per ciascuna attività alcuni ulteriori criteri DNSH previsti dalla normativa. In particolare, per l’attività 4.16 si
applica il criterio relativo all’Uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, mentre per l’attività 4.25 si applica il
criterio relativo alla Protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Con riferimento all’attività 4.16, l’attività è stata considerata allineata alla Tassonomia europea in quanto l’installazione del sistema
di pompe di calore elettriche, all’interno di un Data Center che soddisfa criteri di sostenibilità, fornisce un contributo all’obiettivo di
mitigazione dei cambiamenti climatici e rispetta il principio “Do No Significant Harm” (DNSH) previsto dalla normativa applicabile.
Nello specifico, è stato verificato che il Data Center di Rozzano presenta un livello di vulnerabilità climatica complessivamente
contenuto, anche grazie alle misure progettuali di adattamento adottate. Tale conclusione deriva da un’analisi specifica dei rischi
climatici che ha evidenziato esposizioni basse o medie, principalmente legate a eventi di caldo estremo e stress idrico, risultando
coerente con il DNSH relativo all’Adattamento ai cambiamenti climatici.
È stato inoltre accertato che, presso il Data Center di Rozzano, l’esercizio delle attività non comporta prelievi significativi di risorse
idriche né alterazioni rilevanti della qualità o della temperatura delle acque superficiali o sotterranee, in conformità al DNSH
relativo all’Uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine.
La verifica condotta sul sito ha inoltre riguardato l’adozione di un piano strutturato di gestione dei rifiuti a fine vita, nonché la
valutazione delle caratteristiche di durabilità, riciclabilità, smontabilità e possibilità di riqualificazione delle pompe di calore
elettriche, risultando in linea con quanto richiesto dal criterio DNSH relativo alla Transizione verso un’economia circolare.
Anche l’attività 4.25 risulta allineata alla Tassonomia europea in quanto è stato accertato che il sistema di produzione di calore e
freddo mediante recupero del calore di scarto consente la valorizzazione dell’energia termica generata dalle infrastrutture IT e
soddisfa i criteri di contributo sostanziale all’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici, nel rispetto del principio DNSH
previsto dalla normativa applicabile.
In aggiunta alle verifiche comuni all’attività 4.16 già descritte in tema di adattamento ai cambiamenti climatici, di uso sostenibile
delle acque e di transizione verso l’economia circolare, in quanto riferite al medesimo sito, è stata verificata la conformità
dell’impianto di produzione di calore e freddo ai criteri di progettazione ecosostenibile, efficienza energetica e adozione delle
migliori tecnologie disponibili per pompe di calore e di circolazione. Tale verifica ha confermato il rispetto del DNSH relativo alla
Prevenzione e riduzione dell’inquinamento. È stato infine espletato il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA),
volto a verificare e mitigare i potenziali effetti ambientali dell’intervento, in coerenza con il DNSH concernente la Protezione e il
ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
164
Anche l’attività 8.1 – Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse è stata considerata allineata alla Tassonomia europea,
limitatamente alla specifica iniziativa del Gruppo “Automazione digitale dei processi aziendali per l’efficienza operativa”. L’iniziativa
prevede l’adozione di una piattaforma digitale di workflow automation in modalità cloud (Software as a Service – SaaS), finalizzata
alla digitalizzazione dei processi interni di gestione delle infrastrutture e delle operations, tra cui l’Asset Management.
L’implementazione della piattaforma consente di razionalizzare i cicli di elaborazione, ridurre gli errori operativi e ottimizzare
l’utilizzo delle risorse informatiche.
Per tale iniziativa e per il relativo perimetro infrastrutturale di riferimento è stato accertato il rispetto dei requisiti di contributo
sostanziale all’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici, grazie all’utilizzo di infrastrutture digitali ad alta efficienza
energetica, nonché il rispetto del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) previsto dalla normativa applicabile.
In particolare, è stato verificato che l’attività si basa su servizi di elaborazione dati e hosting erogati tramite Data Center di fornitori
selezionati. Le infrastrutture offrono elevati standard di efficienza energetica e sostenibilità, aderiscono al Codice di condotta
europeo sull’efficienza energetica dei Data Center, sono stati sottoposti ad audit da parte di enti terzi negli ultimi tre anni e
utilizzano refrigeranti con Global Warming Potential (GWP) inferiore a 675.
Sui Data Center Sono state condotte analisi per valutare il livello di esposizione ai rischi fisici legati al clima e l’adeguatezza delle
relative misure di gestione, in linea con il criterio DNSH relativo all’Adattamento ai cambiamenti climatici.
Sono state inoltre effettuate analisi dei rischi idrici sui siti interessati, al fine di accertare l’assenza di impatti significativi sulle risorse
idriche, in coerenza con il criterio DNSH relativo all’Uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine.
Infine, è stata verificata l’adozione da parte dei Data Center di piani di gestione dei rifiuti a fine vita, finalizzati a massimizzare il
riutilizzo, la rifabbricazione e il riciclo delle apparecchiature installate, in linea con il criterio DNSH relativo alla Transizione verso
un’economia circolare.
Nel corso dell’esercizio, TIM ha inoltre avviato un percorso strutturato di presidio dei requisiti necessari per l’allineamento
delle attività  8.1 – Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse.
In tale ambito, è stata condotta un’analisi estesa dei rischi climatici sull’insieme degli asset fisici del Gruppo TIM rilevanti per
l’erogazione dei servizi digitali e infrastrutturali, inclusi i Data Center e le principali infrastrutture tecnologiche localizzate in Italia e
Brasile. L’analisi è stata finalizzata a rafforzare il presidio del principio DNSH con riferimento all’obiettivo di Adattamento ai
cambiamenti climatici e a garantire una valutazione omogenea e comparabile dei rischi fisici sull’intero perimetro operativo.
Parallelamente, al fine di soddisfare i criteri di vaglio tecnico dell’attività 8.1, nel 2025 enti indipendenti hanno svolto audit in loco
presso i principali Data Center del Gruppo nell’ambito del Codice di condotta europeo per l’efficienza energetica dei Data Center,
con esito positivo per 11 siti. Tali attività di audit e verifica tecnica rappresentano un passaggio evolutivo volto a creare le condizioni
per un progressivo ampliamento del perimetro di attività 8.1 potenzialmente allineabili alla Tassonomia europea nei prossimi
esercizi, attraverso un percorso graduale di adeguamento e formalizzazione dei requisiti previsti dalla normativa.
Le verifiche si inseriscono in un più ampio percorso di rafforzamento del presidio tecnico, organizzativo e documentale sui Data
Center del Gruppo. L’obiettivo, anche per gli esercizi futuri, è consolidare in modo sistematico le evidenze relative all’efficienza
energetica, alla gestione dei refrigeranti, al monitoraggio dei consumi e agli altri presidi ambientali rilevanti ai fini dei criteri di
contributo sostanziale e DNSH.
Criteri per il calcolo dei KPI richiesti per le attività ammissibili ed allineate
La normativa sulla Tassonomia UE richiede alle imprese di rendicontare specifici indicatori chiave di prestazione (KPI) — Turnover,
CapEx e OpEx — con l’obiettivo di rappresentare il grado di esposizione delle attività economiche del Gruppo ad attività sostenibili
dal punto di vista ambientale. Gli indicatori consentono di comprendere in che misura ricavi, investimenti e costi operativi siano
associati ad attività rientranti nell’ambito di applicazione della Tassonomia (ammissibili) e, tra queste, a quelle che soddisfano i
criteri tecnici previsti dal Regolamento (allineate).
Di seguito sono descritti i criteri contabili adottati dal Gruppo per il calcolo dei KPI, definiti in conformità alle disposizioni
dell’Allegato I del Regolamento Delegato (UE) 2021/2178 e coerenti con i principi contabili applicati nel bilancio consolidato.
KPI
Descrizione
Riferimenti al Bilancio consolidato
Turnover
Il numeratore è rappresentato dai ricavi netti associati alla vendita di prodotti e servizi del Gruppo
relativi ad attività ammissibili e/o allineate alla Tassonomia UE, come esplicitato al punto 1.1.1
dell’Atto Delegato.
Il denominatore corrisponde alla voce “Ricavi” del Conto economico complessivo consolidato
dell’esercizio 2025, redatto in conformità al principio contabile IAS 1, paragrafo 82(a).
Nota 26: Ricavi
CapEx
Il numeratore rappresenta la quota di spese in conto capitale iscritte nell’attivo del bilancio
consolidato riferibili ad attività ammissibili, individuate secondo i criteri del punto 1.1.2.2 dell’Atto
Delegato.
Il denominatore include gli incrementi degli attivi materiali e immateriali dell’esercizio, considerati
prima di ammortamenti, svalutazioni e rivalutazioni, inclusi gli effetti di rideterminazioni e riduzioni di
valore ed esclusi quelli derivanti da variazioni di fair value. Sono inclusi anche gli incrementi derivanti
da aggregazioni aziendali.
Nota 5, 6, e 7 : Attività immateriali a vita utile
definita, attività materiali e diritti d’uso su
beni di terzi
OpEx
Il numeratore rappresenta la quota di spese operative riferibili ad attività ammissibili, individuate
secondo i criteri del punto 1.1.3.2 dell’Atto Delegato. Al fine di evitare fenomeni di doppio conteggio,
sono state incluse esclusivamente le spese direttamente riconducibili ad attività conformi ai criteri
della Tassonomia.
Il denominatore include il totale delle spese operative definite dal punto 1.1.3.1 dell’Atto Delegato,
costituite dai costi diretti non capitalizzati relativi a ricerca e sviluppo, ristrutturazioni di edifici,
locazioni a breve termine, manutenzione e riparazione, nonché da altre spese dirette connesse alla
manutenzione ordinaria di immobili, impianti e macchinari.
L’OpEx definito dalla Tassonomia UE
differisce da quello riportato nel bilancio
consolidato, in quanto include solo specifiche
categorie di costi diretti di manutenzione e
riparazione degli asset materiali; pertanto non
è possibile una riconciliazione puntuale con le
voci di conto economico.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
165
I dati relativi a fatturato, spese operative e spese in conto capitale riferiti alle attività ammissibili e allineate alla Tassonomia,
utilizzati per il calcolo dei KPI, sono stati estratti dai sistemi di contabilità generale e analitica delle società consolidate del Gruppo.
Laddove non è stato possibile individuare puntualmente gli importi economici, si è fatto ricorso a stime gestionali. Ove necessario, i
dati sono stati rettificati per garantire la piena conformità agli IFRS adottati nel bilancio consolidato del Gruppo TIM, includendo le
opportune elisioni di consolidamento, quali operazioni infragruppo ed eliminazione degli utili interni.
Composizione del KPI di Fatturato
Attività Economica
Descrizione
Importi Economici (k€)
Attività Allineate
CCM 4.25
Produzione di calore/freddo utilizzando il calore di
scarto
55,00
Fatturato Allineato
55 k€
Attività Ammissibili
CCM 4.31
Produzione di calore o freddo da impianti di
cogenerazione o trigenerazione a gas per reti di
teleriscaldamento e teleraffrescamento efficienti
55,00
CCM 8.1
Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
814.360,00
CCM 8.2
Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle
emissioni di gas serra
14.823,00
WTR 4.1
Fornitura di soluzioni basate sui dati IT/OT (tecnologie
dell’informazione/tecnologie operative) per la
riduzione delle perdite
177,00
CE 5.4
Vendita di beni di seconda mano
337,00
CE 5.5
Noleggio di dispositivi mobili
3.725,00
Fatturato Ammissibile
83.3477 k€
Composizione del KPI del CapEx
Attività Economica
Descrizione
Importi Economici (k€)
Attività Ammissibili
CCM 4.30
Cogenerazione ad alto rendimento di calore/
freddo ed energia elettrica a partire da
combustibili gassosi fossili
729,70
CCM 5.1
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di
raccolta, trattamento e fornitura di acqua
247,80
CCM 7.3
Installazione, manutenzione e riparazioni di
dispositivi per l'efficienza energetica
12.000
CCM 8.1
Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
65.556,03
CCM 8.2
Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle
emissioni di gas serra
150,00
CE 5.5
Noleggio di dispositivi mobili
11.260,57
Spese in conto capitale ammissibili
89.944,1 k€
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Tassonomia UE
166
Composizione del KPI del OpEx
Attività Economica
Descrizione
Importi Economici (k€)
Attività Allineate
CCM 4.16
Installazione e funzionamento di pompe di calore
elettriche
215,80
CCM 4.25
Produzione di calore/freddo utilizzando il calore di
scarto
215,80
CCM 8.1
Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
3.350,00
Spese operative allineate
3781,6 k€
Attività Ammissibili
CCM 4.1
Produzione di energia elettrica mediante
tecnologia solare fotovoltaica
29.909,86
CCM 4.5
Produzione di energia elettrica da fonte
idroelettrica
5.830,63
CCM 4.8
Produzione di energia elettrica da bioenergia
2.971,76
CCM 4.30
Produzione combinata efficiente di energia
elettrica e calore da gas fossili (Cogenerazione ad
Alto Rendimento)
339,50
CCM 4.31
Produzione di calore o freddo da impianti di
cogenerazione o trigenerazione a gas per reti di
teleriscaldamento e teleraffrescamento efficienti
215,80
CCM 7.3
Installazione, manutenzione e riparazioni di
dispositivi per l'efficienza energetica
5.913,00
CCM 8.1
Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
54.363,00
CCA 8.3
Attività di programmazione e trasmissione
5.340,00
CE 5.3
Attività di preparazione per il riutilizzo di prodotti e
componenti di prodotti a fine vita
5.299,28
CE 5.4
Vendita di beni di seconda mano
77,00
Spese operative ammissibili
110.259,83 k€
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
167
Modelli per gli indicatori fondamentali di prestazione (KPI) delle imprese non finanziarie
Modello — Quota di fatturato derivante da prodotti o servizi associati ad attività economiche allineate alla tassonomia — Informativa relativa all’anno 2025
Esercizio finanziario 2025
2025
Criteri per il contributo sostanziale
Criteri DNSH ("non arrecare danno significativo")
Attività economiche
Codice
Fatturato
Quota fatturato, anno 2025
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Adattamento ai cambiamenti climatici
Acqua
inquinamento
Economia circolare
Biodiversità
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Adattamento ai cambiamenti climatici
Acqua
inquinamento
Economia circolare
Biodiversità
Garanzie minime di salvaguardia
Quota di
fatturato
allineato
(A.1.) o
ammissibile
(A.2) alla
Tassonomia
anno 2025
Categoria
attività
abilitante
Categoria
attività di
transizione
Testo
k€
%
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
%
A
T
A. ATTIVITA' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
4.25 Produzione di calore o freddo mediante recupero di
calore di scarto
CCM 4.25
55,00
0,0004%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
%
Fatturato delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1)
55,00
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
Si
Si
Si
Si
Si
Si
0,00%
Di cui abilitanti
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
No
No
No
No
No
No
0,00%
Di cui di transizione
0,00%
0,00%
No
No
No
No
No
No
0,00%
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia)
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
4.1 Soluzioni digitali per la riduzione delle perdite idriche
WTR 4.1
177,00
0,00%
N/AM
N/AM
AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
4.31 Produzione di calore o freddo da impianti di
cogenerazione o trigenerazione a gas per reti di
teleriscaldamento e teleraffrescamento efficienti
CCM 4.31
55,00
0,00%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
5.4 Vendita di beni di seconda mano
CE 5.4
337,00
0,00%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
AM
N/AM
0,00%
5.5 Modelli di utilizzo e servizi basati sull’economia
circolare
CE 5.5
3.725,00
0,03%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
AM
N/AM
0,03%
8.1 Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
CCM 8.1
814.360,00
5,93%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,71%
8.2 Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle emissioni
di gas serra
CCM 8.2
14.823,00
0,11%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia ma non
ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2)
833.477,00
6,07%
6,04%
0,00%
0,00%
0,00%
0,03%
0,00%
0,74%
A. Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2)
833.532,00
6,07%
6,04%
0,00%
0,00%
0,00%
0,03%
0,00%
0,74%
B. ATTIVITA' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
Fatturato delle attività non ammissibili alla tassonomia
12.900.825,00
93,93%
Totale
13.734.357,00
100,00%
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
168
Quota di fatturato/Fatturato totale
Allineata alla
tassonomia per obiettivo
Ammissibile alla
tassonomia per obiettivo
CCM
0,00%
6,04%
CCA
0,00%
0,00%
WTR
0,00%
0,00%
CE
0,00%
0,03%
PPC
0,00%
0,00%
BIO
0,00%
0,00%
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
169
Modello — Quota delle spese in conto capitale (CapEx) derivanti da prodotti o servizi associati ad attività economiche allineate alla tassonomia — Informativa
relativa all’anno 2025
Esercizio finanziario 2025
2025
Criteri per il contributo sostanziale
Criteri DNSH ("non arrecare danno significativo")
Attività economiche
Codice
CapEx
Quota di CapEx, anno 2025
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Adattamento ai cambiamenti climatici
Acqua
inquinamento
Economia circolare
Biodiversità
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Adattamento ai cambiamenti climatici
Acqua
inquinamento
Economia circolare
Biodiversità
Garanzie minime di salvaguardia
Quota di
CapEx
allineata
(A.1.) o
ammissibile
(A.2) alla
Tassonomia
anno 2024
Categoria
attività
abilitante
Categoria
attività di
transizione
Testo
k€
%
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
%
A
T
A. ATTIVITA' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
CapEx delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1)
0,00
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
No
No
No
No
No
No
0,00%
Di cui abilitanti
0,00
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
No
No
No
No
No
No
0,00%
Di cui di transizione
0,00
0,00%
0,00%
No
No
No
No
No
No
0,00%
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia)
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
4.30 Produzione combinata efficiente di energia elettrica e
calore da gas fossili (Cogenerazione ad Alto Rendimento)
CCM 4.30
729,70
0,03%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
5.1 Monitoraggio dei consumi idrici nei data center
CCM 5.1
247,80
0,01%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,01%
5.5 Modelli di utilizzo e servizi basati sull’economia
circolare
CE 5.5
11.260,57
0,45%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
AM
N/AM
0,10%
7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi
per l'efficienza energetica
CCM 7.3
12.000,00
0,48%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,01%
8.1 Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
CCM 8.1
65.556,03
2,62%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
1,61%
8.2 Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle emissioni
di gas serra
CCM 8.2
150,00
0,01%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili
(attività non allineate alla tassonomia) (A.2)
89.944,10
3,60%
3,15%
0,00%
0,00%
0,00%
0,45%
0,00%
1,73%
A. CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2))
89.944,10
3,60%
3,15%
0,00%
0,00%
0,00%
0,45%
0,00%
1,73%
B. ATTIVITA' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
CapEx delle attività non ammissibili alla tassonomia
2.410.895,90
96,40%
Totale
2.500.840,00
100,00%
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
170
Quota di CapEx/CapEx totale
Allineata alla tassonomia per
obiettivo
Ammissibile alla tassonomia
per obiettivo
CCM
0,00%
3,15%
CCA
0,00%
0,00%
WTR
0,00%
0,00%
CE
0,00%
0,45%
PPC
0,00%
0,00%
BIO
0,00%
0,00%
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
171
Modello — Quota delle spese operative (OpEx) derivanti da prodotti o servizi associati ad attività economiche allineate alla tassonomia — Informativa relativa
all’anno 2025
Esercizio finanziario 2025
2025
Criteri per il contributo sostanziale
Criteri DNSH ("non arrecare danno significativo")
Attività economiche
Codice
OpEx
Quota di OpEx, anno 2025
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Adattamento ai cambiamenti climatici
Acqua
inquinamento
Economia circolare
Biodiversità
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Adattamento ai cambiamenti climatici
Acqua
inquinamento
Economia circolare
Biodiversità
Garanzie minime di salvaguardia
Quota di
OpEx
allineata
(A.1.) o
ammissibile
(A.2) alla
Tassonomia
anno 2024
Categoria
attività
abilitante
Categoria
attività di
transizione
Testo
k€
%
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì; No; N/
AM
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
Sì/No
%
A
T
A. ATTIVITA' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore
elettriche
CCM 4.16
215,80
0,01%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
4.25 Produzione di calore o freddo mediante recupero di
calore di scarto
CCM 4.25
215,80
0,01%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
8.1 Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
CCM 8.1
3.350,00
0,21%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
T
Spese operative delle attività ecosostenibili (allineate alla
tassonomia) (A.1)
3.781,60
0,24%
0,24%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
SI
SI
SI
SI
SI
SI
0,00%
Di cui abilitanti
0,00
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
No
No
No
No
No
No
0,00%
Di cui di transizione
3.350,00
0,21%
0,21%
SI
SI
SI
SI
SI
SI
0,00%
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
172
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia)
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
AM; N/AM
4.1 Produzione di energia elettrica mediante tecnologia
solare fotovoltaica
CCM 4.1
29.909,86
1,87%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
1,32%
4.5 Produzione di energia elettrica da fonte idroelettrica
CCM 4.5
5.830,63
0,37%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,33%
4.8 Produzione di energia elettrica da bioenergia
CCM 4.8
2.971,76
0,19%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,16%
4.30 Produzione combinata efficiente di energia elettrica e
calore da gas fossili (Cogenerazione ad Alto Rendimento)
CCM 4.30
339,50
0,02%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,05%
4.31 Produzione di calore o freddo da impianti di
cogenerazione o trigenerazione a gas per reti di
teleriscaldamento e teleraffrescamento efficienti
CCM 4.31
215,80
0,01%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
5.3 Preparazione per il riutilizzo di prodotti e componenti di
prodotti a fine vita
CE 5.3
5.299,28
0,33%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
AM
N/AM
0,17%
5.4 Vendita di beni di seconda mano
CE 5.4
77,00
0,00%
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
AM
N/AM
0,02%
7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi
per l'efficienza energetica
CCM 7.3
5.913,00
0,37%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
8.1 Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse
CCM 8.1
54.363,00
3,41%
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
5,31%
8.3 Programmazione e trasmissione di contenuti
radiotelevisivi e multimediali
CCA 8.3
5.340,00
0,33%
N/AM
AM
N/AM
N/AM
N/AM
N/AM
0,00%
Spese operative delle attività ammissibili alla tassonomia ma non
ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2)
110.259,83
6,91%
6,24%
0,33%
0,00%
0,00%
0,34%
0,00%
7,36%
A. OpEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1 + A.2)
114.041,43
7,15%
6,24%
0,33%
0,00%
0,00%
0,34%
0,00%
7,36%
B. ATTIVITA' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
Spese operative delle attività non ammissibili alla tassonomia
1.481.785,57
92,85%
Totale
1.595.827,00
100,00%
Quota di OpEx/OpEx totale
Allineata alla
tassonomia per obiettivo
Ammissibile alla
tassonomia per obiettivo
CCM
0,24%
6,24%
CCA
0,00%
0,33%
WTR
0,00%
0,00%
CE
0,00%
0,34%
PPC
0,00%
0,00%
BIO
0,00%
0,00%
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
173
Modello 1 – Attività legate al nucleare e ai gas fossili
Riga
Attività legate all’energia nucleare
1
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti
innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una
quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile.
No
2
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l’esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la
generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la
produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l’ausilio delle migliori tecnologie disponibili.
No
3
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l’esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia
elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a
partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza.
No
Attività legate ai gas fossili
4
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia
elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili.
No
5
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di
generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili.
Si
6
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di
generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili.
Si
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
174
Modello 2 – Attività economiche allineate alla tassonomia (denominatore)
Riga
Attività economiche
Turnover
CapEx
OpEx
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
1
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.26 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
2
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.27 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
3
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.28 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
4
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.29 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
5
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.30 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
6
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.31 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
7
Importo e quota di altre attività
economiche allineate alla tassonomia
non incluse nelle righe da 1 a 6 al
denominatore del KPI applicabile
55,00
0,00
55,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.781,60
0,24
3.781,60
0,24
0,00
0,00
8
KPI applicabile totale
13.734.357,00
100,00
13.734.357,00
100,00
0,00
0,00
2.500.840,00
100,00
2.500.840,00
100,00
0,00
0,00
1.595.827,00
100,00
1.595.827,00
100,00
1.595.827,00
100,00
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
175
Modello 3 – Attività economiche allineate alla tassonomia (numeratore)
Riga
Attività economiche
Turnover
CapEx
OpEx
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
1
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.26 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
numeratore del KPI applicabile
2
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.27 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
numeratore del KPI applicabile
3
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.28 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
numeratore del KPI applicabile
4
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.29 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
numeratore del KPI applicabile
5
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.30 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
numeratore del KPI applicabile
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
6
Importo e quota dell’attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla
sezione 4.31 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
numeratore del KPI applicabile
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
7
Importo e quota di altre attività
economiche allineate alla tassonomia
non incluse nelle righe da 1 a 6 al
numeratore del KPI applicabile
55,00
100,00
55,00
100,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.781,60
100,00
3.781,60
100,00
0,00
0,00
8
Importo e quota totali delle attività
economiche allineate alla tassonomia al
numeratore del KPI applicabile
55,00
100,00
55,00
100,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.781,60
100,00
3.781,60
100,00
0,00
0,00
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
176
Modello 4 – Attività economiche ammissibili ma non allineate alla tassonomia
Riga
Attività economiche
Turnover
CapEx
OpEx
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
CCM+CCA
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai
cambiamenti
climatici (CCA)
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
Importo
%
1
Importo e quota dell’attività economica
ammissibile alla tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli
allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
2
Importo e quota dell’attività economica
ammissibile alla tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli
allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
3
Importo e quota dell’attività economica
ammissibile alla tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli
allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
4
Importo e quota dell’attività economica
ammissibile alla tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli
allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
5
Importo e quota dell’attività economica
ammissibile alla tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli
allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
729,70
0,03
729,70
0,03
0,00
0,00
339,50
0,02
339,50
0,02
0,00
0,00
6
Importo e quota dell’attività economica
ammissibile alla tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli
allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
55,00
0,00
55,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
215,80
0,01
215,80
0,01
0,00
0,00
7
Importo e quota di altre attività economiche
ammissibili alla tassonomia ma non allineate
alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a
6 al denominatore del KPI applicabile
829.183,00
6,04
829.183,00
6,04
0,00
0,00
77.953,83
3,12
77.953,83
3,12
0,00
0,00
104.328,25
6,54
98.988,25
6,20
5.340,00
0,33
8
Importo e quota totali delle attività economiche
ammissibili alla tassonomia ma non allineate alla
tassonomia al denominatore del KPI applicabile
829.238,00
6,04
829.238,00
6,04
0,00
0,00
78.683,53
3,15
78.683,53
3,15
0,00
0,00
104.883,55
6,57
99.543,55
6,24
5.340,00
0,33
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
La Tassonomia UE
177
Modello 5 – Attività economiche non ammissibili alla tassonomia
Riga
Attività economiche
Turnover
CapEx
OpEx
Importo
Percentuale
Importo
Percentuale
Importo
Percentuale
1
Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 1 del modello 1 che non è ammissibile alla
tassonomia conformemente alla sezione 4.26 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
2
Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 2 del modello 1 che non è ammissibile alla
tassonomia conformemente alla sezione 4.27 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
3
Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 3 del modello 1 che non è ammissibile alla
tassonomia conformemente alla sezione 4.28 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
4
Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 4 del modello 1 che non è ammissibile alla
tassonomia conformemente alla sezione 4.29 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
5
Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 5 del modello 1 che non è ammissibile alla
tassonomia conformemente alla sezione 4.30 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
6
Importo e quota dell’attività economica di cui alla riga 6 del modello 1 che non è ammissibile alla
tassonomia conformemente alla sezione 4.31 degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
7
Importo e quota di altre attività economiche non ammissibili alla tassonomia non incluse nelle righe
da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile
12.900.825,00
93,93
2.410.895,90
96,40
1.481.785,57
92,85
8
Importo e quota totali delle attività economiche non ammissibili alla tassonomia al denominatore del KPI
applicabile
12.900.825,00
93,93
2.410.895,90
96,40
1.481.785,57
92,85
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
178
Cambiamenti Climatici [ESRS E1]
Strategia
Obbligo di informativa E1-1 - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici
[17]
La strategia ambientale del Gruppo è orientata alla progressiva decarbonizzazione delle proprie attività e di quelle connesse
alla filiera, attraverso l’adozione di tecnologie innovative e asset resilienti ad alta efficienza energetica, il ricorso a energia
rinnovabile, la promozione di modelli circolari e l’acquisto di soluzioni e prodotti con impronta carbonica ridotta e certificata.
Nel 2022, al fine di accelerare il percorso di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, TIM ha introdotto nel Piano ESG il target
“Net Zero” al 2040 e un obiettivo intermedio al 2030 relativo alla riduzione delle emissioni della filiera. Nello stesso anno, la
strategia climatica è stata validata dalla Science Based Targets initiative (SBTi), che ne ha confermato l’allineamento a una
traiettoria compatibile con il contenimento dell’aumento della temperatura globale entro 1,5°C. In tale ambito, il Gruppo si è
impegnato a ridurre del 75% le emissioni assolute di Scope 1 e 2 entro il 2030 rispetto al 2019 e a raggiungere il 100% di
approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2025, obiettivo quest’ultimo conseguito con successo.
Gli esercizi 2023 e 2024 hanno rappresentato una fase di significativa evoluzione metodologica e organizzativa. Nel 2023 il Gruppo
ha rafforzato la metodologia di calcolo delle emissioni Scope 3, migliorandone robustezza e affidabilità, con conseguenti effetti
sulla comparabilità rispetto agli esercizi precedenti. Nel 2024, la cessione degli asset infrastrutturali di rete fissa a Kohlberg Kravis
Roberts & Co. L.P. (KKR) ha determinato una rilevante variazione del perimetro operativo, sia in termini di consistenza degli asset
sia di personale, con impatti significativi sulla configurazione emissiva del Gruppo.
Le modifiche significative intervenute nella struttura e nelle attività del Gruppo hanno inciso sulla comparabilità delle performance
emissive rispetto agli esercizi precedenti e hanno reso necessario individuare una nuova base di riferimento per il monitoraggio dei
progressi. In tale contesto, il 2024 rappresenta il nuovo anno base per la misurazione e il monitoraggio della riduzione delle
emissioni ed è stato oggetto, nel 2025, di ulteriori verifiche e integrazioni metodologiche.
Nel 2025 TIM ha avviato l’aggiornamento del proprio Piano di Transizione climatica, con l’obiettivo di ridefinire in modo
organico la traiettoria di decarbonizzazione e i relativi strumenti di attuazione, in coerenza con il nuovo assetto industriale, con le
raccomandazioni della Science Based Targets initiative (SBTi) e con i requisiti previsti dagli Standard ESRS.
Il Piano è attualmente in fase avanzata di definizione e sarà formalizzato e pubblicato nel corso del 2026, contestualmente
alla presentazione del Piano Industriale 2026–2028, al fine di garantirne il coerente allineamento strategico e l’integrazione nei
processi di pianificazione del Gruppo. Nel frattempo, il Gruppo prosegue l’attuazione delle principali direttrici di riduzione delle
emissioni già avviate e conferma il proprio impegno verso la transizione a un modello a basse emissioni di carbonio.
Obbligo di informativa SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
[E1 SBM-3 18, 19 a, b ,c]
Rischi climatici rilevanti e strategia di resilienza
Con riferimento ai rischi climatici emersi dall’analisi di doppia rilevanza, il Gruppo ha individuato un rischio di transizione connesso
all’evoluzione delle normative in ambito energetico, che può comportare un aumento dei costi per l’acquisto di energia rinnovabile
e maggiori spese per la conformità ambientale (IRO 21) e un rischio fisico legato all’intensificarsi di eventi meteorologici estremi,
che possono incidere sulla continuità operativa dei servizi e sull’integrità delle infrastrutture (IRO 31). Il dettaglio dei singoli IRO è
riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendalenella sezione “Informazioni generali”.
In considerazione della natura infrastrutturale delle attività dell’azienda e della distribuzione capillare degli asset sul territorio, tali
rischi assumono rilievo per il modello di business del Gruppo, rendendo necessaria una valutazione strutturata della resilienza della
strategia e degli asset critici.
La valutazione è condotta nell’ambito del processo di Enterprise Risk Management (ERM), integrato nel sistema di governo dei
rischi del Gruppo. Il processo di individuazione e valutazione dei rischi climatici è coerente con quanto descritto nell’obbligo di
informativa IRO-1 “Descrizione del processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti”, cui si rimanda
per il dettaglio metodologico.
I cambiamenti climatici osservati negli ultimi anni hanno determinato un aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni
meteorologici estremi, tra cui eventi piovosi intensi (flash floods) e tempeste caratterizzate da venti di forte intensità. In
considerazione della distribuzione capillare degli asset sul territorio, il modello di business del Gruppo risulta esposto a potenziali
impatti diretti e indiretti sugli impianti e sulla continuità operativa dei servizi, richiedendo un presidio strutturato della resilienza
degli asset critici.
La funzione Enterprise Risk Management, in collaborazione con la funzione Sustainability, ha sviluppato una metodologia dedicata
alla valutazione e al monitoraggio dei rischi ESG, basata su un approccio per Key Risk. Per i rischi climatici giudicati strategici, la
valutazione si fonda su un quadro probabilistico integrato, supportato da modelli statistico-matematici, che consente di analizzare
l’esposizione al rischio sia a livello di singolo fattore sia a livello di portafoglio, tenendo conto delle correlazioni tra i diversi rischi.
I risultati delle analisi consentono di elaborare distribuzioni di probabilità su scenari multipli e di stimare i potenziali impatti
economici associati ai rischi climatici, inclusi gli esiti negli scenari estremi, supportando la valutazione della resilienza della strategia
e del modello di business del Gruppo in differenti contesti climatici futuri. L’analisi considera scenari con esiti differenziati,
2 Strumento open-source sviluppato dal Centro di Competenza Svizzero per la Ricerca sui Cambiamenti Climatici e la Prevenzione delle Catastrofi (C2SM) e dal Centro
per il Rischio Climatico e la Resilienza (OCCR), che analizza la probabilità e l’intensità degli eventi climatici estremi, stima il potenziale impatto economico sugli asset
infrastrutturali, costruisce curve di impatto e scenari di danno e supporta le valutazioni strategiche in materia di resilienza, protezione degli asset, continuità operativa e
trasferimento del rischio al mercato assicurativo
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
179
evidenziando come variazioni nei fattori climatici possano influenzare la resilienza del business e consentendo di osservare la
variabilità degli esiti tra scenari più favorevoli e più avversi.
Con riferimento ai rischi fisici, il Gruppo utilizza strumenti quantitativi dedicati, tra cui il modello CLIMADA (CLIMate ADAptation)2,
per la valutazione del profilo di rischio degli asset e per il monitoraggio della sua evoluzione nel tempo. Tali strumenti consentono
di stimare la perdita potenziale associata al verificarsi di eventi climatici estremi e di valutare la vulnerabilità degli impianti, anche
al fine di orientare le decisioni strategiche in materia di protezione degli asset, continuità operativa e trasferimento del rischio al
mercato assicurativo.
L’azienda conduce inoltre periodiche analisi probabilistiche per stimare la potenziale perdita diretta derivante dal verificarsi di
fenomeni atmosferici avversi, quali esondazioni, alluvioni, frane, incendi e tempeste di vento, valutando sia il danno potenziale agli
asset sia il possibile impatto sulla continuità dei servizi. Tali analisi contribuiscono alla valutazione della resilienza della strategia e
del modello di business e supportano le decisioni in materia di misure di mitigazione e di coperture assicurative.
Per gli impianti ritenuti strategici o critici, alle valutazioni quantitative si affiancano analisi on-site finalizzate ad approfondire il
livello di esposizione e vulnerabilità degli asset e a rafforzare le misure di prevenzione e adattamento.
L’analisi di resilienza è condotta sull’intero perimetro degli asset del Gruppo e coinvolge le principali società del Gruppo, incluse TIM
S.A e Telecom Italia Sparkle S.p.A., consentendo una valutazione omogenea e comparabile nel tempo dell’esposizione ai rischi
climatici e della capacità della strategia e del modello di business di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico.
Valutazione e aggiornamento dell’analisi dei rischi climatici
In coerenza con il processo di pianificazione strategica, il Gruppo TIM effettua con periodicità ciclica l’analisi dei rischi climatici a
supporto della definizione e dell’aggiornamento delle proprie strategie di resilienza.
L’analisi è condotta nell’ambito del sistema di Enterprise Risk Management ed è sviluppata dalla funzione Enterprise Risk
Management in collaborazione con la funzione Sustainability, secondo una metodologia strutturata e integrata nei processi
decisionali del Gruppo e coerente con i principali riferimenti normativi europei in materia di sostenibilità.
L’ultimo aggiornamento dell’analisi di resilienza è stato effettuato in concomitanza con la definizione del Piano Strategico 2024–
2026, mediante l’utilizzo del modello quantitativo CLIMADA (CLIMate ADAptation).
Le analisi quantitative sono attualmente focalizzate sui rischi fisici acuti associati a fenomeni di catastrofi naturali rilevanti per il
Gruppo, tra cui alluvioni, frane, incendi e tempeste di vento, in considerazione della distribuzione capillare degli asset e della loro
rilevanza per la continuità dei servizi.
L’Azienda ha condotto analisi di rischio specifiche tenendo in considerazione due scenari allineati al mantenimento della
temperatura globale al di sotto di 1,5° C, tra quelli proposti dal "Network for Greening the Financial System", (NGFS) (si veda
l’obbligo d’informativa E1 IRO-1 "Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
legati al clima", dove sono riportate le narrazioni, gli orizzonti temporali, i parametri utilizzati, le forze e i fattori chiave di ogni
scenario, nonché gli input e i vincoli principali degli scenari).
Le simulazioni sono effettuate utilizzando scenari climatici riconosciuti a livello internazionale, in particolare gli scenari RCP
(Representative Concentration Pathways) - RCP 2.6 (scenario di forte mitigazione), RCP 4.5 (scenario intermedio) - che consentono
valutazioni forward-looking sull’evoluzione della frequenza e dell’intensità degli hazard climatici nel tempo.
Il Gruppo sta inoltre valutando l’estensione progressiva delle analisi anche ai rischi fisici cronici e a scenari climatici di medio-lungo
periodo, inclusi gli scenari IPCC di nuova generazione (SSP1-2.6, SSP2-4.5, SSP5-8.5), per ampliare nel tempo la valutazione degli
effetti del cambiamento climatico sulla strategia e sul modello di business.
Integrazione dei rischi climatici nella strategia e nel modello di business
Le analisi di resilienza ai cambiamenti climatici condotte dal Gruppo TIM consentono di valutare l’esposizione degli asset
infrastrutturali agli eventi climatici estremi e di stimarne i potenziali impatti economici diretti e indiretti, contribuendo a rafforzare
la capacità di adattamento della strategia e del modello di business nel medio-lungo periodo. I risultati derivanti dalla scenario
analysis sono utilizzati per delineare profili differenziati di resilienza in funzione della gravità degli hazard, evidenziando come
scenari più avversi possano comportare livelli di stress superiori sugli asset e sulla continuità dei servizi e orientando in maniera più
robusta le misure di mitigazione e adattamento strategiche così come la loro priorità di intervento.
Le valutazioni considerano sia i potenziali danni diretti agli asset fisici (edifici, infrastrutture e apparati tecnologici), sia gli effetti
indiretti derivanti dall’interruzione dei servizi, inclusi impatti sulla continuità operativa, possibili riduzioni dei ricavi e ricadute sui
clienti finali. I risultati delle analisi supportano la definizione dei piani di prevenzione e mitigazione dei rischi climatici e
l’individuazione delle più adeguate strategie di copertura assicurativa dei rischi residui.
Al fine di garantire la continuità dei servizi e limitare i potenziali effetti dei rischi fisici, il Gruppo adotta specifiche misure di
adattamento, tra cui sistemi di protezione dagli eventi alluvionali, la dislocazione geografica degli impianti, la ridondanza delle
infrastrutture critiche e il monitoraggio continuo del profilo di rischio climatico degli asset.
Le analisi di resilienza contribuiscono inoltre a orientare le principali aree di azione strategica del Gruppo, in particolare:
Prodotti e servizi
sviluppo e offerta di soluzioni digitali e infrastrutture di connettività resilienti, che supportano la continuità dei servizi e
favoriscono modelli operativi a minore impatto ambientale;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
180
sviluppo di soluzioni digitali abilitanti la transizione ecologica, quali cloud computing, smart working, telemedicina e smart
agriculture, anche attraverso il rafforzamento del business cloud quale leva strategica per aumentare la flessibilità operativa,
ottimizzare l’utilizzo delle risorse digitali e contribuire alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni.
Supply chain
integrazione di criteri ESG e requisiti ambientali nei processi di approvvigionamento;
valutazione e monitoraggio delle performance ambientali dei fornitori attraverso audit ESG e meccanismi di follow-up per i casi
di non conformità.
Ricerca e sviluppo
investimenti in soluzioni innovative finalizzate al miglioramento dell’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e alla
promozione di modelli di economia circolare, rafforzando il contributo della digitalizzazione alla transizione ecologica.
Operazioni
azioni mirate alla riduzione dell’impatto emissivo delle infrastrutture di rete e dei data center, attraverso l’adozione di
tecnologie che consentono migliori performance a parità di risorse energetiche;
revisione periodica della coerenza del modello operativo con l’evoluzione dello scenario climatico, anche in occasione della
definizione del Piano Strategico.
Nel complesso, i risultati delle analisi di resilienza confermano il ruolo centrale della gestione dei rischi climatici nell’evoluzione
della strategia del Gruppo e nel rafforzamento della sostenibilità e della resilienza del modello di business nel medio-lungo periodo.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Obbligo di informativa E1-2 - Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e
all'adattamento agli stessi
[24]; [MDR-P, 65 a, b, c, d, e, f]; [25 a, b, c, d, e]
Gli IRO rilevanti relativi all’ESRS E1 “Cambiamenti climatici” sono sette (IRO 7, 9, 13, 18, 21, 23 e 31) e sono presidiati dal Gruppo
TIM attraverso la policy “Impegno alla sostenibilità ambientale”, la policy “Acquisti di Prodotti e Servizi” e il “Codice Etico e
di Condotta”.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 “Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”, mentre per un approfondimento sugli aspetti
generali relativi alle policy si rimanda al capitolo «Politiche - MDR-P» della stessa sezione.
Per declinare il quadro di riferimento del Gruppo nel contesto brasiliano, TIM S.A. ha adottato politiche specifiche volte guidare e
gestire gli impatti sul cambiamento climatico. In particolare, TIM S.A. ha definito la Policy “Gestione del cambiamento
climatico”, che affronta i temi dell’adattamento e della mitigazione dei cambiamenti climatici, dell’efficienza energetica e
dell’utilizzo di fonti rinnovabili. La policy stabilisce i principi da applicare nelle attività aziendali al fine di garantire una gestione
corretta ed efficiente delle emissioni di gas a effetto serra, in coerenza con la legislazione vigente, i requisiti delle autorità di
regolamentazione e le linee guida del Gruppo.
Nella Policy “Impegno alla sostenibilità ambientale” TIM ribadisce il proprio impegno verso:
la mitigazione ai cambiamenti climatici, con l’obiettivo di ridurre o prevenire le emissioni di gas serra per limitare l’entità del
riscaldamento globale. In coerenza con la Politica, TIM definisce target di riduzione emissiva di lungo periodo nel piano
industriale, promuove azioni che riducono la quantità di gas serra e seleziona i propri fornitori e partner anche in base a criteri
di sostenibilità ambientale;
l’adattamento ai cambiamenti climatici, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità dell’ecosistema rispetto agli eventi climatici
estremi. In tale ottica, TIM prevede misure per garantire la continuità operativa delle proprie infrastrutture a fronte di rischi
derivanti da eventi climatici estremi;
l’efficienza energetica, implementando misure per migliorare l'efficienza energetica delle proprie infrastrutture e operazioni,
grazie all'adozione di tecnologie avanzate e pratiche di gestione sostenibile;
la diffusione delle energie rinnovabili, promuovendo il ricorso a fonti energetiche sostenibili nelle proprie operazioni e nella
filiera.
Nella Policy “Acquisti di Prodotti e Servizi”, TIM integra i temi legati ai cambiamenti climatici nelle diverse fasi del processo di
approvvigionamento lungo la catena del valore. In particolare, la Policy contribuisce a:
la mitigazione dei cambiamenti climatici, integrando criteri ESG nel processo di acquisto, dalla qualificazione alla gara e alla
contrattualizzazione, e monitorando le performance ambientali dei fornitori in fase di esecuzione contrattuale, anche ai fini del
Vendor Rating;
l’adattamento ai cambiamenti climatici contribuendo indirettamente a garantire la continuità delle forniture, attraverso il
presidio dei rischi di fornitura;
l’efficienza energetica e la diffusione delle energie rinnovabili, orientando, ove pertinente, le scelte di acquisto verso soluzioni
che riducono i consumi energetici e favoriscono l’utilizzo di fonti rinnovabili, attraverso requisiti definiti nelle specifiche tecniche,
nelle valutazioni di gara e nelle clausole contrattuali.
3 Il valore di 911 k€ relativo alle spese per l’acquisto di Garanzie di Origine (GO) pubblicato nel Bilancio di Sostenibilità 2024 era basato su una stima; a seguito della
finalizzazione degli acquisti, la spesa effettiva è risultata pari a 531 k€.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
181
Obbligo di informativa E1-3 - Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti
climatici
[28]; [MDR-A, 68 a, b, c, d, e]; [29 a, b]; [MDR-A, 69 a, b], [29 c i, ii, iii]; [16 c]
In aggiunta alle politiche in materia di cambiamenti climatici che forniscono il quadro di riferimento per la gestione coerente ed
informata delle attività aziendali, il Gruppo mette in campo azioni e risorse connesse alla mitigazione e adattamento ai
cambiamenti climatici e all'energia, incentrate sui seguenti temi:
1. Ricorso ad energia da fonti rinnovabili
2. Contenimento del consumo di energia e di combustibili fossili
3. Trasporti a ridotto impatto emissivo
4. Decarbonizzazione della catena di approvvigionamento
5. Ulteriori iniziative per la mitigazione delle emissioni
Le azioni sono indirizzate ai diversi asset aziendali di tipo civile (come gli uffici) e industriale (come i Data Center) tanto in Italia
quanto in Brasile, e coinvolgono le operazioni interne e la catena del valore soprattutto in termini di fornitura di energia elettrica e
di sviluppo di soluzioni tecnologiche per i clienti che consentano di ridurre le emissioni.
Laddove le attività progettuali siano state mappate anche nell’ambito della tassonomia, è riportato il rimando alla specifica attività
economica. Le azioni, organizzate secondo le principali leve di decarbonizzazione, risultano coerenti con le strategie di riduzione dei
consumi energetici e delle emissioni di CO₂ e si inseriscono nel percorso di definizione del piano di transizione climatica del Gruppo.
Nella descrizione delle singole azioni, salvo diversa indicazione, il riferimento è al perimetro TIM Domestic; quelle espressamente
indicate come TIM S.A. fanno invece riferimento alla controllata brasiliana.
Sono inoltre riportate, ove disponibili, le risorse finanziarie allocate, con distinzione tra spese operative (OpEx) e spese in conto
capitale (CapEx).
1.Ricorso ad energia da fonti rinnovabili
1a. Acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili
Approvvigionamento di energia rinnovabile tramite Garanzie di Origine e Power Purchase Agreements
Nel 2025, il 100% dell’approvvigionamento di energia elettrica di BU Domestic (perimetro ambientale) deriva da fonti
rinnovabili, coperto per 91,91% tramite l'acquisto di Garanzie di Origine (GO) e per 8,09% tramite contratti di Power Purchase
Agreements (PPA).
Per l’acquisto di GO gli OpEx sono stati pari a circa 422 k€, mentre i PPA sono state pari a 128 k€ 3.
Approvvigionamento di energia rinnovabile tramite International Renewable Energy Certificates I-REC (TIM S.A)
Nel 2025 in Brasile il 38% dell’approvvigionamento di energia elettrica è coperto dall’acquisto di I-REC, certificati che
attestano l’origine rinnovabile dell’energia acquistata.
Per l’acquisto di I-REC gli OpEx sono stati pari a circa 63 k€.
1b. Autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
Produzione di energia elettrica mediante tecnologia solare fotovoltaica, idroelettrica e bioenergia (TIM S.A)
In Brasile, nel 2025, il 62% dell’energia utilizzata proviene da progetti di generazione rinnovabile di proprietà che integrano
impianti fotovoltaici, idroelettrici e a biogas. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, promuovere
l’autoproduzione di energia e contribuire alla decarbonizzazione aziendale.
La produzione di energia si basa su una rete di 134 impianti di piccola e media dimensione distribuiti sul territorio nazionale,
alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili. La quota prevalente di energia è prodotta da impianti fotovoltaici, che
forniscono elettricità destinata all’autoconsumo e all’alimentazione dei siti operativi dell’azienda (uffici, rete mobile e Data
Center), contribuendo al miglioramento dell’efficienza energetica e all’ottimizzazione dei consumi. Gli impianti attivi risultano
così suddivisi:
120 impianti fotovoltaici;
12 impianti idroelettrici di piccola taglia;
2 impianti a biomassa.
Per queste attività, collegate anche alle attività tassonomiche 4.1, 4.5 e 4.8, gli OpEx sono pari a 38.712,25 k€.
Autoproduzione di energia rinnovabile per siti di rete mobile in aree remote (TIM S.A)
Nel 2025 sono attive 140 antenne (+4,5% rispetto al 2024) alimentate da energia solare in aree remote e difficilmente
accessibili, al fine di garantire la continuità della connettività nelle regioni più vulnerabili e rafforzare la resilienza della rete
rispetto agli impatti derivanti dallo scenario climatico.
Autoproduzione di energia rinnovabile per Data Center
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
182
Nel 2025 gli impianti fotovoltaici installati presso i Data Center di Milano Ovest e Torino Ovest hanno generato
complessivamente 348 MWh di energia elettrica, destinata all’autoconsumo.
Tutte le azioni di questo paragrafo contribuiscono alla mitigazione dell’impatto negativo IRO 13 e del rischio IRO 21 come illustrato
nella tabella dedicata nel paragrafo SBM-3 "Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello
aziendale", nella sezione “Informazioni Generali”.
2.Contenimento del consumo di energia e di combustibili fossili
2a. Interventi di efficientamento sui Data Center
In Italia, TIM dispone di 16 Data Center in 8 città che garantiscono massimi livelli di operatività, sicurezza ed efficienza energetica
così suddivisi:
7 Data Center Core che offrono servizi cloud e di colocation alle massime prestazioni;
6 Data Center Public Cloud dove operano le piattaforme dei più rilevanti public cloud provider internazionali con massimi
livelli di performance;
3 micro-Data Center (centri servizi ) sicuri e affidabili in prossimità delle sedi dei clienti.
In Brasile, TIM S.A. dispone di 37 Data Center (35 Network Data Center e 2 IT Data Center), distribuiti in oltre 20 città brasiliane, a
supporto delle funzioni core di rete e delle architetture edge.
Autoproduzione e recupero energetico nei Data Center
Cogenerazione ad alto rendimento: presso i Data Center di Padova, Bologna, Acilia, Pomezia, Rozzano, Roma Sud, Milano
Sud e Roma Ovest sono installati impianti di cogenerazione ad alto rendimento (CAR) alimentati a gas naturale, destinati
alla produzione combinata di energia elettrica, termica e frigorifera a servizio delle infrastrutture IT. La tecnologia
cogenerativa consente il recupero e l’utilizzo dell’energia termica generata nel processo di produzione elettrica,
raggiungendo rendimenti complessivi superiori al 70–80% rispetto alla produzione separata di elettricità e calore. Tale
configurazione ottimizza l’impiego del combustibile e riduce il fabbisogno energetico complessivo dei siti a parità di energia
utile prodotta. Nel 2025 l’energia elettrica complessivamente autoprodotta e autoconsumata è stata pari a 7,76 GWh.
L'attività, collegata alla tassonomia (4.30), ha OpEx per 339,50 k€ e CapEx 729,70 k€.
Recupero e valorizzazione del calore di scarto dei Data Center: presso il Data Center di Rozzano è operativo un sistema
integrato di pompe di calore e scambiatori termici che consente il recupero del calore di scarto generato dalle infrastrutture
IT e dagli impianti di cogenerazione e la sua immissione nella rete di teleriscaldamento urbano, per un totale di 5,75 GWh di
energia termica valorizzata nel 2025. L’iniziativa permette di ottimizzare l’utilizzo dell’energia termica prodotta dal sito e di
integrare il Data Center nel sistema energetico territoriale, migliorando l’efficienza complessiva del ciclo energetico. Le
attività, collegate alla tassonomia (4.16, 4.25 e 4.31), hanno OpEx per 647,40 k€.
Efficientamento impiantistico e tecnologico delle infrastrutture dei Data Center
Ammodernamento e sostituzione degli impianti tecnologici: nel 2025 sono stati realizzati interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria e di ammodernamento sugli impianti a servizio dei Data Center, con particolare riferimento ai
sistemi di alimentazione elettrica e raffreddamento, inclusa la sostituzione di gruppi di continuità (UPS), gruppi frigoriferi,
sistemi di accumulo e componenti a fine vita utile. Le nuove soluzioni adottate presentano migliori prestazioni in termini di
rendimento elettrico e coefficiente di prestazione frigorifera, consentendo la riduzione delle perdite di conversione,
l’incremento dell’efficienza dei sistemi di climatizzazione e l’ottimizzazione dei consumi energetici a parità di capacità IT
installata, rafforzando al contempo l’affidabilità e la continuità operativa delle infrastrutture. L'attività, collegata alla
tassonomia (7.3), ha OpEx per 5,913 k€ e CapEx per 12,000 k€.
Razionalizzazione e modernizzazione delle infrastrutture IT dei Data Center: nel 2025 il Gruppo ha realizzato interventi di
sostituzione e consolidamento di sistemi di archiviazione dati e di razionalizzazione dei workload applicativi, con l’obiettivo di
ridurre i consumi energetici e il carico termico delle infrastrutture IT. In particolare, è stata completata la sostituzione e il
consolidamento di 50 apparati di storage obsoleti con 26 sistemi di nuova generazione presso i Data Center di Cesano,
Bologna, Padova, Oriolo e Pomezia, migliorando il rapporto tra consumo elettrico e capacità installata (kWh/TB) e riducendo
il fabbisogno di raffreddamento. La riduzione stimata delle emissioni associate rispetto alla configurazione precedente è pari
al 72,4%. Sono inoltre stati effettuati ulteriori interventi puntuali di aggiornamento degli apparati di storage presso i Data
Center di Pomezia e Padova e avviata la migrazione di workload applicativi verso infrastrutture più efficienti, in grado di
ottimizzare dinamicamente l’utilizzo di risorse computazionali, memoria e archiviazione, garantendo continuità operativa
dei servizi. L'attività, collegata alla tassonomia (8.1), ha CapEx per 60 k€.
Ottimizzazione energetica dei carichi IT e razionalizzazione infrastrutturale: nel 2025 è proseguito il percorso di
efficientamento dei carichi IT attraverso la migrazione di applicativi e workload da infrastrutture on-premise verso ambienti
cloud di provider terzi operanti in Data Center caratterizzati da elevati standard di efficienza energetica e la riallocazione di
sistemi verso Data Center del Gruppo con standard tecnologici più avanzati. In parallelo, sono stati realizzati interventi di
rinnovo e consolidamento delle infrastrutture di archiviazione dati e ulteriori attività di aggiornamento tecnologico, con
l’obiettivo di ridurre i consumi elettrici per unità di capacità installata e il carico termico associato, contribuendo a diminuire
anche il fabbisogno di raffreddamento. L'attività, collegata alla tassonomia (8.1), ha OpEx per 23.915,44 k€ e CapEx per
16.405,30 k€.
Monitoraggio, controllo e sistemi certificati di gestione energetica dei Data Center
Continuous monitoring del Power Usage Effectiveness: nel 2025 è stato effettuato il monitoraggio continuo del PUE nei Data
Center Core e Public Cloud con un livello di utilizzo delle infrastrutture IT (carico IT) superiore al 25% della capacità installata,
soglia ritenuta rappresentativa ai fini della misurazione dell’efficienza energetica. Il sistema di rilevazione ha consentito di
monitorare il 97,4% dei consumi energetici complessivi dei Data Center inclusi nel perimetro di analisi, rispetto al 59,1% del
2024, ampliando la quota di energia effettivamente misurata attraverso strumenti di rilevazione strutturati. In Italia il PUE
medio che esprime il rapporto tra l’energia totale assorbita dal Data Center e quella effettivamente utilizzata dagli apparati
IT, è stato pari a 1,608.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
183
In Brasile i Data Center di TIM S.A hanno registrato nel 2025 un PUE medio di 1,58, con una riduzione del 4% rispetto al
2024. Ulteriori riduzioni sono attese al completamento della dismissione del Data Center IT di Santo André, a São Paulo,
prevista per il 2026.
Certificazione di conformità al Codice di Condotta europeo per l’efficienza energetica dei Data Center: Nel 2025 sono stati
svolti audit on site da parte di enti indipendenti presso i principali Data Center del Gruppo nell’ambito del Codice di Condotta
europeo per l’efficienza energetica. A seguito delle verifiche, 11 Data Center hanno ottenuto la certificazione di
conformità alle linee guida tecniche previste dal Codice, che definiscono requisiti in materia di gestione dell’energia, sistemi
di raffreddamento, alimentazione elettrica, monitoraggio delle performance e ottimizzazione operativa. La certificazione
attesta l’allineamento dei siti a standard tecnici europei riconosciuti e l’adozione di un sistema strutturato di misurazione e
controllo delle performance energetiche. L'attività ha OpEx per 85,27 k€. 
In Brasile, i data center di TIM S.A. sono in linea  con le migliori pratiche del settore in termini di parametri di prestazione e
tecnologie di risparmio energetico. L'attività, collegata alla tassonomia (8.1) ha OpEx per 29.947,56 k€ e CapEx per  17.053,73
k€.
Gli interventi descritti mirano a migliorare l’efficienza energetica attraverso tecnologie più performanti, contribuendo a ridurre gli
impatti e i rischi associati agli IRO 7, 18 e 31 nell’ambito dei temi energia, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Per il
dettaglio degli IRO si rimanda alla tabella dedicata nel paragrafo SBM-3 “Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”.
2b. Interventi di efficientamento su Infrastrutture di rete fissa e mobile
Razionalizzazione infrastrutturale e decommissioning apparati obsoletI
Sono proseguite le attività strutturali di efficientamento energetico delle infrastrutture di rete fissa e mobile attraverso il
decommissioning di apparati obsoleti e la razionalizzazione dei siti e delle componenti di rete. Tali interventi nel 2025 hanno
generato un risparmio energetico pari a 6,28 GWh. L'attività ha CapEx  per 8,650 k€.
Migrazione del traffico verso tecnologia 5G ad alta efficienza energetica
È proseguita l’evoluzione tecnologica della rete mobile per favorire la progressiva migrazione del traffico verso la
tecnologia 5G, caratterizzata da un livello di efficienza energetica per unità di servizio significativamente superiore rispetto alle
tecnologie mobili precedenti. In tale contesto si inserisce l’accordo strategico sottoscritto nel novembre 2025 con Nokia,
finalizzato all’espansione e alla modernizzazione della rete 5G sul territorio nazionale. L’intesa prevede l’adozione di soluzioni
radio e piattaforme di rete di ultima generazione, predisposte per l’integrazione di funzionalità avanzate di ottimizzazione e
automazione, con benefici sia in termini di capacità trasmissiva sia di prestazioni complessivi.
L’aggiornamento tecnologico consente di incrementare i volumi di traffico gestiti a parità di consumo energetico e di ridurre
progressivamente l’energia assorbita per bit trasportato. In condizioni operative equivalenti, il 5G permette infatti di trasportare
volumi di traffico significativamente superiori rispetto alle tecnologie legacy, con un miglioramento dell’efficienza energetica
per unità di traffico pari a 0,41 W/bit, contribuendo alla riduzione dell’intensità emissiva delle infrastrutture mobili.
L’efficacia dell’azione di migrazione è monitorata attraverso il rapporto tra traffico veicolato su rete 5G e traffico mobile totale.
Nel 2025 il traffico 5G rappresenta il 16% del traffico mobile complessivo. L'attività ha CapEx per 192.200 k€.
Ottimizzazione dei processi operativi nelle infrastrutture di rete - RAN Sharing Project (TIM S.A)
Il progetto prevede una partnership tra TIM e Vivo per la condivisione delle infrastrutture, permettendo la chiusura di siti
ridondanti, con una riduzione significativa dei costi operativi e dell’impatto emissivo. Nel 2025, il numero di siti condivisi attivi
(TIM + Vivo) era 6.858 e il numero di siti disattivati era 3.933. L'attività ha OpEx per 85.935,86 k€.
Efficientamento energetico della rete fissa e mobile (TIM S.A)
L’introduzione di tecnologie e soluzioni innovative per la rete fissa e mobile consente di ridurre i consumi energetici a parità di
traffico gestito. L’obiettivo è migliorare l’eco-efficienza del traffico dati, misurata come rapporto tra il servizio erogato (bit) e
l’energia consumata (Joule). Nel 2025 l’eco-efficienza è pari a 22.501 bit/Joule, in diminuzione del 7,5% rispetto al 2024.
Rispetto al 2019 (anno base), l’indicatore registra comunque un incremento del 129%, superando l’obiettivo del Piano ESG
2025–2027, che prevedeva un miglioramento del 110%.
2c. Interventi di efficientamento sui Negozi TIM
La rete commerciale TIM conta 666 punti vendita dedicati alla commercializzazione delle offerte di telefonia fissa e mobile: 236
TIM Retail a gestione diretta, 296 in franchising e 134 monobrand. Di seguito sono illustrati i principali interventi realizzati nel
corso del 2025.
Relamping
È proseguito il programma di efficientamento dell’illuminazione nei punti vendita, con la sostituzione dei corpi illuminanti a
ioduri con pannelli a LED. L’intervento ha interessato 8 negozi, con un risparmio energetico stimato di circa 3.010 kWh/anno
per punto vendita, che si aggiungono ai 39 già interessati nel biennio 2023-2024.  I CapEx sono pari a 20 k€.
Building automation
È proseguita l’installazione di dispositivi per il monitoraggio e il controllo remoto di luci, condizionamento, vetrine, insegne e
monitor, con sistemi di allarme per parametri fuori soglia e possibilità di gestione da remoto. L’intervento ha interessato 3 punti
vendita, che si aggiungono ai 10 già coinvolti nel 2024. La riduzione dei consumi è stimata in circa 2.100 kWh/anno per punto
vendita.  I CapEx sono pari a 47 k€.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
184
Nuovo layout negozi TIM - Progetto Blue Vision
TIM ha proseguito il programma di riqualificazione della rete commerciale attraverso il progetto “Blue Vision”, volto a integrare
il rinnovamento del layout dei punti vendita con interventi di efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale
degli immobili retail. Il progetto prevede l’adozione di soluzioni tecnologiche a minore intensità energetica, tra cui sistemi di
illuminazione ad alta efficienza (con risparmi fino al 15%, ulteriormente ottimizzati nelle ore notturne), la sostituzione degli
impianti di climatizzazione con apparecchiature a maggiore rendimento e gas refrigeranti a più basso potenziale di
riscaldamento globale, nonché l’installazione di monitor LED a ridotto consumo energetico (fino al 20% in meno rispetto alle
soluzioni precedenti). Sono inoltre previsti arredi realizzati con materiali certificati FSC ed EPD e l’introduzione di etichette
digitali basate su tecnologia e-ink, che consentono di ridurre l’uso di carta e i relativi impatti indiretti.
Nel 2025 gli interventi hanno interessato 68 punti vendita, includendo 8 progetti avviati nel 2024. Il piano prevede il
completamento dell’allestimento di 200 negozi entro il 2027.
Le risorse finanziarie impiegate nel 2025 sono state pari a 5,8 milioni di euro di CapEx per la realizzazione e apertura di 60 punti
vendita nell’esercizio e a 277 k€ di OpEx, relativi alla quota riconosciuta agli imprenditori per la locazione degli spazi
commerciali, restando a carico dei partner le ulteriori spese di adeguamento.
3.Trasporti a ridotto impatto emissivo
La flotta aziendale in Italia è costituita da 2.259 vetture, di cui 1.978 ad uso promiscuo o con assegnazione ad personam, 202
operative e 79 in car sharing.
Gli interventi seguenti sono volti a ridurre i costi di gestione, ad ottimizzare il consumo del carburante e a introdurre modalità di
spostamento casa-lavoro a minor impatto ambientale; nel 2025 sono stati effettuati i seguenti interventi:
Elettrificazione del parco veicoli in car sharing
È proseguito il percorso di progressiva elettrificazione del servizio di car sharing aziendale, finalizzato alla riduzione delle
emissioni dirette associate alla flotta. Al 31 dicembre 2025 il parco è composto da 79 veicoli, di cui il 18% full electric (14 BEV e
65 termici).
Elettrificazione del parco auto ad uso promiscuo
È proseguito il rinnovo del parco auto ad uso promiscuo mediante l’introduzione di veicoli a minore intensità emissiva (Hybrid –
EREV, PHEV, HEV, MHEV – e BEV), in coerenza con il percorso di decarbonizzazione della flotta aziendale. Al 31 dicembre 2025,
su un totale di 1.978 veicoli, il 51% è costituito da modelli a basse emissioni, in crescita del 7% rispetto al 2024.
Elaborazione del Piano Spostamento Casa-Lavoro (PSCL)
È stato predisposto il Piano Spostamento Casa-Lavoro annuale, sulla base dei risultati della Survey Mobilità rivolta ai
dipendenti, con l’obiettivo di definire misure di ottimizzazione degli spostamenti casa-lavoro e di riduzione delle emissioni
associate al commuting.
Servizio di car pooling tramite app dedicata (JO-JOB)
Il servizio di mobilità condivisa finalizzato a favorire l’utilizzo dell’auto privata tra dipendenti e a ridurre le emissioni associate
agli spostamenti casa-lavoro). Nel 2025 il servizio è attivo in 8 sedi (+2 rispetto al 2024), per un totale di 7.229 dipendenti
potenzialmente coinvolti; al 31 dicembre 2025 il tasso di adesione è pari al 4% (-1% rispetto al 2024).
Servizio navetta aziendale
Si tratta del servizio di trasporto collettivo dedicato ai dipendenti, finalizzato alla riduzione dell’utilizzo dell’auto privata e delle
emissioni associate agli spostamenti casa-lavoro, attraverso soluzioni di mobilità condivisa a minore impatto emissivo. Il
servizio è attivo in 12 sedi, con una platea potenziale di 7.492 dipendenti; al 31 dicembre 2025 il tasso di adesione alla web-app
di prenotazione è pari al 30% (+5% rispetto al 2024).
Complessivamente, le spese rilevate per le iniziative di  trasporto a ridotto impatto emissivo sono pari a OpEx 7.335,07 k€.
4.Decarbonizzazione della catena di approvvigionamento
TIM integra nei processi di gestione della supply chain criteri ESG al fine di creare maggiore ingaggio dei fornitori sui temi
ambientali e favorire il miglioramento delle relative performance, con effetti indiretti sulle emissioni Scope 3 associate ai beni e
servizi acquistati.
Sviluppo di prodotti a Brand TIM con certificazione EPD
Nello sviluppo dei prodotti a marchio TIM, l’azienda collabora con fornitori qualificati per realizzare soluzioni dotate di
certificazione EPD (Environmental Product Declaration), validate da ente terzo, per quantificare l'’impronta di carbonio del
prodotto lungo il ciclo di vita e consentire anche una misurazione più trasparente delle emissioni associati agli acquisti. I
modem, che rappresentano circa il 90% dei prodotti a brand, sono progettati secondo criteri di durabilità, riutilizzabilità,
riparabilità, riciclabilità ed efficienza energetica. A fine 2025 risultano a listino due tipologie di prodotti con certificazione EPD:
TIM HUB, modem/router per rete fissa, e TIM Antenna, apparato esterno per la ricezione del segnale wireless nelle soluzioni di
connettività FWA.
5.Ulteriori iniziative per la mitigazione dei cambiamenti climatici
Il Gruppo realizza interventi di mitigazione climatica basati su nature-based solutions e su meccanismi di compensazione delle
emissioni residue. Tali iniziative sono finalizzate all’assorbimento o alla neutralizzazione di emissioni climalteranti, contribuendo al
rafforzamento della strategia climatica aziendale.
4 L’iniziativa di piantagione rientra nella Campagna di forestazione nazionale "Foresta Italia®” di Rete Clima, ente non profit che accompagna le aziende in percorsi di
sostenibilità e di decarbonizzazione, in partnership con Coldiretti e PEFC Italia.
5 Il calcolo è stato effettuato grazie alla metodologia CO2web® sviluppata da Rete Clima, ente non profit specializzato nella promozione della sostenibilità nelle
organizzazioni, e verificata dall’Ente di Certificazione ICMQ.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
185
Intervento di inverdimento urbano – Bio Forest®
Nel 2025 è stato realizzato un intervento di inverdimento urbano a Roma presso il Comprensorio Torrino Mezzocammino, con
la messa a dimora di 400 alberi e arbusti mediante tecnica BioForest® 4. L’intervento prevede l’impiego di specie autoctone
selezionate in base alle caratteristiche del suolo e del contesto climatico di riferimento, con l’obiettivo di massimizzare i
benefici ecosistemici e ottimizzare la capacità di assorbimento di CO₂eq nel medio-lungo periodo. Le piante messe a dimora
sono capaci di assorbire, lungo un ciclo di vita di 30 anni, circa 115 tCO₂eq, ovvero l’equivalente delle emissioni derivate dalla
produzione di circa 1.500 smartphone 5.
Compensazione delle emissioni dei siti web
Al fine di compensare le emissioni associate alla consultazione dei principali siti web, TIM sostiene per il quarto anno
consecutivo un progetto ambientale orientato alla riduzione delle emissioni climalteranti. Nel 2025, le visite ai 21 principali siti
web commerciali e istituzionali in ambito Domestic hanno generato oltre 505 tCO₂eq. A fronte di tali emissioni, sono stati
acquistati 505 crediti di carbonio tramite il progetto “The Envira Amazonia Project”, iniziativa di conservazione forestale in
Brasile certificata secondo lo standard Verra (VCS), tra i principali standard internazionali per la qualità dei crediti di carbonio. Il
progetto è finalizzato alla tutela delle foreste esistenti e alla prevenzione della deforestazione, evitando il rilascio di gas a
effetto serra derivante dalle attività di disboscamento, ma anche interventi a favore delle comunità locali, quali la costruzione
e la gestione di una clinica medica e odontoiatrica, l’installazione di servizi igienici comunitari e la distribuzione di kit per la
prevenzione di malattie legate all’acqua o trasmesse da insetti. L’iniziativa rientra tra le nature-based solutions, in quanto
basata sulla conservazione degli ecosistemi naturali per la mitigazione del cambiamento climatico, con benefici ambientali e
sociali per le comunità locali.
Le spese rilevate alle ulteriori iniziative per la mitigazione dei cambiamenti climatici sono pari a OpEx 23,8 k€.
Le azioni di mitigazione descritte contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di Scope 1 e Scope 2
definiti nel Piano Industriale e nella strategia climatica aziendale. In particolare, iniziative quali l’efficientamento energetico della
rete, la progressiva elettrificazione della flotta e l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili incidono direttamente sulle
emissioni operative del Gruppo.
Tali azioni sono integrate nella pianificazione industriale e negli investimenti pluriennali del Gruppo, garantendo coerenza tra gli
obiettivi climatici, l’allocazione delle risorse e lo sviluppo del business. La pianificazione delle risorse finanziarie risulta coerente con
tali obiettivi e supporta l’attuazione delle iniziative di mitigazione descritte nel presente capitolo.
Allo stato attuale, non sono disponibili informazioni che consentano di attribuire puntualmente alle singole iniziative gli effetti di
riduzione delle emissioni di GES, né di fornire ulteriori dettagli di natura finanziaria.
Le spese complessive rilevabili per le azioni dell’obbligo di informativa E1-3 Azioni e risorse relative alle politiche in materia di
cambiamenti climaticiammontano, al lordo delle attività tassonomiche, per BU Domestic a 39.086,48 k€ (OpEx) e 235.912,00 k€
(CapEx) e per TIM S.A. a 154.658,67 k€ (OpEx) e 17.053,73 k€ (CapEx); al netto della quota riconducibile ad attività tassonomiche,
tali importi risultano pari a 8.271,14 k€ (OpEx) e 206.717,00 k€ (CapEx) per BU Domestic e a 85.998,86 k€ (OpEx).
Per sostenere l’attuazione delle azioni di mitigazione climatica e gestione dei rischi ambientali, il Gruppo pianifica e destina
specifiche risorse finanziarie coerenti con la propria strategia di transizione. In tale ambito, il Gruppo ha sviluppato un piano di
finanza sostenibile che prevede l’emissione di strumenti obbligazionari dedicati, finalizzati alla raccolta di capitali destinati a
iniziative ambientali e sociali, incluse azioni connesse alla mitigazione dei cambiamenti climatici.
In Italiaè stato emesso nel 2021 un Sustainability Bond con durata di 8 anni e nozionale residuo pari a 499 milioni di euro. I
proventi netti sono stati interamente allocati, come riportato nel Sustainability Bond Report 2021, a categorie eleggibili previste dal
Sustainability Financing Framework 2020, tra cui iniziative ambientali coerenti con gli obiettivi climatici del Gruppo.
In Brasile, TIM S.A. ha emesso nel 2021 un Sustainability-Linked Bond per 1,6 miliardi di R$, strumenti finanziari collegati al
raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità. Tali strumenti contribuiscono a garantire la disponibilità di risorse finanziarie
necessarie all’attuazione delle azioni di mitigazione climatica, in coerenza con gli obiettivi ambientali e con la pianificazione
pluriennale del Gruppo.
Metriche e obiettivi
Obbligo di informativa E1-4 - Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e
all'adattamento agli stessi
[MDR-T 81 a, b]
Con riferimento ai target climatici di Gruppo, gli obiettivi precedentemente adottati sono in aggiornamento nell’ambito della
definizione del nuovo Piano Industriale e del correlato Piano di Transizione climatica. I nuovi target saranno formalizzati e
comunicati nel corso del 2026, in coerenza con il nuovo impianto strategico.
Nel periodo transitorio, il Gruppo continua a monitorare con regolarità l’andamento delle proprie performance emissive e l’efficacia
delle azioni di riduzione già avviate, assicurando continuità nella traiettoria di decarbonizzazione. Le metriche emissive rilevanti,
riportate negli obblighi di informativa E1-5 "Consumo di energia e mix energetico" ed E1-6 "Emissioni lorde di GES di Scope 1, 2, 3
ed emissioni totali di GES", sono oggetto di rilevazione periodica e monitoraggio sistematico nell’ambito dei presìdi di controllo
interni.
Ai fini del monitoraggio dei progressi rispetto agli obiettivi climatici, il Gruppo utilizza in particolare indicatori relativi a:
emissioni di gas a effetto serra Scope 1, Scope 2 e Scope 3;
6 I dati relativi al 2024 sono stati oggetto di rettifica rispetto a quanto precedentemente pubblicato (si veda l'obbligo d informativa BP-2, 14a ). In particolare, è stato
aggiornato il consumo totale di energia da fonti fossili, rettificato da 349.240,98 a 348.767,06 MWh; le relative percentuali di incidenza e il consumo energetico
complessivo delle operazioni proprie sono stati conseguentemente adeguati.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
186
intensità emissiva rispetto ai principali driver operativi e finanziari;
consumi energetici complessivi e quota di energia da fonti rinnovabili;
indicatori di efficienza energetica delle infrastrutture, inclusi quelli relativi ai Data Center.
Per i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi del Piano precedente si rimanda al paragrafo ESRS 2 SBM-1 "Strategia, modello
aziendale e catena del valore" della sezione “Informazioni Generali”.
Obbligo di informativa E1-5 - Consumo di energia e mix energetico
[MDR-M, 77 a]; [37 a, b]; [38]; [39]; [42]
Le metriche relative al consumo di energia si riferiscono alle società incluse nel perimetro ambientale del Gruppo (per il dettaglio si
veda BP-1 “Criteri generali per la redazione della dichiarazione sulla sostenibilità”). I dati sono espressi in megawattora (MWh) e si
riferiscono all’intero esercizio 2025.
Il Gruppo misura i consumi energetici secondo metodologie standardizzate e riconosciute a livello internazionale. Il consumo
totale comprende l’energia acquistata, l’energia autoprodotta e quella consumata nel periodo di riferimento. Energia
autoprodotta ed energia  consumata internamente sono conteggiate una sola volta nella categoria di appartenenza.
Il consumo totale include: energia da fonti fossili (inclusi combustibili, cogenerazione e quota di energia acquistata da fonti
fossili); energia da fonti rinnovabili (comprensiva di energia acquistata, autoprodotta e combustibili rinnovabili) ed energia da
fonti nucleari.
La quota di energia nucleare è determinata, ove applicabile, sulla base del Residual Mix pubblicato da AIB (Association of Issuing
Bodies) per attribuire il mix di generazione all’energia elettrica non coperta da Garanzie d’Origine o contratti di acquisto da fonti
rinnovabili (PPA). Nel 2025 non si è reso necessario applicare il Residual Mix, in quanto l’energia elettrica acquistata dal Gruppo
risulta integralmente coperta da energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il Gruppo, a livello consolidato, non è classificato tra i settori ad alto impatto climatico ai sensi degli ESRS. Tuttavia, a livello di
singola entità, le società Olivetti e TIM Retail rientrano in tali settori e forniscono pertanto un livello di dettaglio informativo
maggiore, con disaggregazione dei consumi per fonti fossili e calcolo dell’intensità energetica, definita come rapporto tra consumo
totale di energia e ricavi netti.
Di seguito sono rappresentati i consumi e il mix energetico a livello di Gruppo.
[37] Consumo energetico e mix - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 6
Consumo totale di energia da fonti fossili
MWh
91.750,41
348.767,06
Consumo di energia da fonti fossili su consumo totale di energia
%
4,16
15,76
Consumo totale di energia da fonti nucleari
MWh
8.626,89
Consumo di energia da fonti nucleari su consumo totale di energia
%
0,39
Consumo totale di energia da fonti rinnovabili
MWh
2.113.739,53
1.856.138,55
Consumo di energia da fonti rinnovabili su consumo totale di energia
%
95,84
83,85
Consumo di combustibili da fonti rinnovabili
MWh
112.235,80
134.243,97
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili,
acquistati o acquisiti
MWh
1.581.157,70
1.351.332,71
Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili
MWh
420.346,04
370.561,87
Consumo totale di energia relativa alle operazioni proprie
MWh
2.205.489,94
2.213.532,50
Nel 2025 il consumo totale di energia relativo alle operazioni proprie del Gruppo è sostanzialmente stabile rispetto
all'esercizio precedente (-0,4%).
Fermo restando il consumo complessivo, si rileva una modifica significativa del mix energetico, caratterizzata da una marcata
riduzione dei consumi da fonti fossili (-74% rispetto al 2024), compensata principalmente da un aumento del consumo di
energia da fonti rinnovabili e, in misura marginale, da un incremento dell’energia rinnovabile autoprodotta.
In linea con tale riallocazione, la quota di energia da fonti rinnovabili è aumentata (+ 12% rispetto al 2024), fino a rappresentare
il 95,84% del consumo complessivo di energia, principalmente grazie alla copertura integrale dell’energia elettrica acquistata
tramite Garanzie d’Origine, I-REC e contratti di acquisto di energia rinnovabile (PPA).
Di seguito viene fornita la rappresentazione del consumo energetico e del mix con il dettaglio della disaggregazione del consumo di
energia da fonti fossili di TIM Retail S.r.l., operante nella sezione G "Commercio all'ingrosso e al dettaglio", e di Olivetti S.p.A.,
operante nella sezione C "Attività manifatturiere", entrambe operanti in settori ad alto impatto climatico, calcolati sui ricavi a lordo
elisioni.
7 Il dato relativo al 2024 per la “Produzione di energia non rinnovabile” è stato rettificato rispetto a quanto precedentemente pubblicato (si veda l'obbligo di informativa
BP-2, 14a), passando da 100.081,42 a 90.552,23 MWh.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
187
[38] Consumo energetico e mix delle Società ad alto impatto Climatico (Olivetti S.p.A. e TIM Retail S.r.l.)
u.m.
2025
2024
Consumo energetico totale da fonti fossili
MWh
1.517,07
752,24
Consumo di combustibili da carbone e prodotti del carbone
MWh
0,00
0,00
Consumo di combustibili da petrolio greggio e prodotti petroliferi
MWh
1.292,26
591,63
Consumo di combustibili da gas naturale
MWh
224,80
160,61
Consumo di combustibili da altre fonti fossili
MWh
0,00
0,00
Consumo di energia elettrica, calore, vapore o raffrescamento da fonti fossili,
acquistati o acquisiti
MWh
0,00
0,00
Consumo fonti fossili su consumo totale di energia
%
28,79
17,58
Consumo energetico totale da fonti nucleari
MWh
0,00
0,00
Consumo di energia da fonti nucleari su consumo totale di energia
%
0,00
0,00
Consumo energetico totale da fonti rinnovabili
MWh
3.753,23
3.525,69
Consumo di combustibili da fonti rinnovabili
MWh
0,00
0,00
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili,
acquistati o acquisiti
MWh
3.753,23
3.525,69
Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili
MWh
0,00
0,00
Consumo energia da fonti rinnovabili su consumo totale di energia
%
71,21
82,42
Consumo energetico totale relativo alle operazioni proprie
MWh
5.270,29
4.277,93
L'aumento del consumo energetico totale da fonti fossili (+102% rispetto al 2024) è principalmente dovuta all’inclusione, nel 2025,
dei consumi di benzina e diesel per autotrazione della società TIM Retail, che nel 2024 non erano stati contabilizzati per
indisponibilità dei dati.
Di seguito è riportato il dettaglio del Gruppo relativo alla produzione di energia da fonti rinnovabili e non rinnovabili.
[39] Produzione di energia non rinnovabile e rinnovabile - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 7
Produzione di energia non rinnovabile
MWh
33.649,95
90.552,23
Produzione di energia rinnovabile
MWh
420.346,04
370.561,88
Nel 2025 la produzione di energia da fonti non rinnovabili registra una sensibile una riduzione (-63% rispetto al 2024). La variazione
è attribuibile in prevalenza alla mancata operatività, per oltre metà dell’anno, degli impianti di trigenerazione, dovuta al processo di
definizione della titolarità degli impianti tra TIM e FiberCop, a seguito dello scorporo perfezionato il 1° luglio 2024. Gli impianti sono
successivamente rientrati nella piena titolarità di TIM e si prevede la ripresa dell’operatività nel 2026. La produzione residua di
energia non rinnovabile è riconducibile agli impianti di trigenerazione già inclusi nel perimetro del Gruppo, destinati al fabbisogno
energetico dei data center.
La produzione di energia da fonti rinnovabili ha invece registrato un incremento (+ 13% rispetto al 2024), soprattutto per la quota di
TIM S.A., in linea con l’evoluzione del mix energetico del Gruppo.
Di seguito sono riportati i dati relativi all'intensità energetica.
[40], [41]: Intensità energetica delle Società ad alto impatto climatico (Olivetti S.p.A. e TIM Retail S.r.l.)
u.m.
2025
2024
Consumo totale di  energia dalle attività in settori ad alto impatto climatico
MWh
5.270,29
4.277,93
Ricavi netti derivanti da attività in settori ad alto impatto  climatico usati per calcolare
l'intensità energetica
€mln
226,91
229,27
Intensità energetica delle attività nei  settori ad alto impatto climatico
MWh/€mln
23,23
18,66
L’intensità energetica rappresenta il rapporto tra il consumo totale di energia e i ricavi netti generati dalle attività ed esprime
l’energia necessaria per generare un milione di euro di ricavi. Nel 2025 l’intensità energetica cresce (+24,5% rispetto al 2024),
principalmente per effetto dell’incremento dei consumi energetici e di ricavi lievemente in calo.
I ricavi utilizzati per il calcolo dell’intensità energetica per le società ad alto impatto climatico sono coerenti e riconciliabili con i
ricavi consolidati di Gruppo come si evince dalla tabella sottostante.
8 I dati relativi al 2024 sono stati rettificati rispetto a quanto precedentemente pubblicato (si veda l'obbligo di informativa BP-2, 14a). In particolare, le emissioni lorde di
GES di Scope 1 sono state aggiornate da 52.402,12 a 49.569,70 tCO₂eq e le emissioni lorde di GES di Scope 3 da 2.025.399,85 a 2.170.925,37 tCO₂eq. I totali delle emissioni
di GES risultano conseguentemente aggiornati.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
188
[43]: Ricavi netti delle attività in settori ad alto impatto climatico utilizzati per l'intensità energetica
u.m.
2025
2024
Ricavi netti  (perimetro ambientale comprensivo delle discontinued operations) (1)
€mln
226,91
229,27
Ricavi netti  (altro, non relativo al perimetro ambientale)
€mln
14.409,55
14.212,73
Ricavi netti totali come da Bilancio consolidato (comprensivo delle discontinued
operations) (2)
€mln
14.636,46
14.442,00
Obbligo di informativa E1-6 - Emissioni lorde di GES di Scope 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES
Sintesi delle Emissioni lorde GES di Scope 1, 2 e 3
[MDR-M, 77 a]; [44]; [48 a,b ]; [47]; [52 a, b]; [RA 41]
Le emissioni lorde di gas a effetto serra (GES) si riferiscono al perimetro ambientale del Gruppo (si veda l'obbligo di informativa
BP-1 "Criteri generali per la redazione della dichiarazione sulla sostenibilità"). I dati sono espressi in tonnellate metriche di CO₂
equivalente (tCO₂eq) e si riferiscono all'intero esercizio 2025.
Il calcolo dell’inventario delle emissioni è effettuato in conformità al Greenhouse Gas Protocol, applicando il “Corporate
Accounting and Reporting Standard” per le emissioni di Scope 1 e Scope 2 e il “Corporate Value Chain Accounting and Reporting
Standard” per le emissioni di Scope 3.
Le emissioni di Scope 2 sono rendicontate secondo entrambi gli approcci previsti dal GHG Protocol: Location-Based, che riflette il
fattore di emissione medio del mix energetico nazionale, e Market-Based, che considera le modalità contrattuali di acquisto
dell’energia elettrica. Ai fini dell’analisi della performance di decarbonizzazione, il Gruppo assume come riferimento principale
l’approccio Market-Based, in quanto consente di rappresentare l’effetto delle scelte di approvvigionamento e del ricorso a energia
da fonti rinnovabili.
A seguito della discontinuità organizzativa intervenuta il 1° luglio 2024, il confronto è effettuato esclusivamente rispetto all’esercizio
2024, non essendo comparabili gli anni precedenti.
[44], [52 a, b]: Emissioni Lorde di GES di Scope 1, 2, 3 - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 8
Emissioni lorde di GES di Scope 1
tCO2eq
31.853,30
49.569,70
Emissioni lorde di GES di Scope 2 Location-Based
tCO2eq
302.249,37
350.081,45
Emissioni lorde di GES di Scope 2 Market-Based
tCO2eq
103.374,75
Emissioni lorde di GES di Scope 3
tCO2eq
2.202.376,07
2.170.925,37
Emissioni totali di GES di Scope 1,2 e 3  Location-Based
tCO2eq
2.536.478,74
2.570.576,52
Emissioni totali di GES di Scope 1,2 e 3  Market-Based
tCO2eq
2.234.229,37
2.323.869,82
Nel 2025 le emissioni complessive del Gruppo sono quasi interamente riconducibili allo Scope 3, che rappresenta il 99% del totale,
mentre lo Scope 1 incide per circa l’1% e lo Scope 2 risulta azzerato (approccio market-based). Rispetto al 2024 (Scope 3: 93%,
Scope 2: 4%, Scope 1: 3%), si registra quindi una maggiore rilevanza delle emissioni connesse alla catena del valore.
Le emissioni totali lorde di GES (Scope 1, 2 e 3) si sono ridotte (-4% circa rispetto al 2024 - approccio market-based).
La variazione è riconducibile:
all'azzeramento delle emissioni di Scope 2 (approccio market-based) o nel caso del approccio location-based, ad una
riduzione (circa -14% rispetto al 2024) conseguente all’approvvigionamento di energia elettrica integralmente coperta da
Garanzie d’Origine, I-REC e contratti di acquisto da fonti rinnovabili (PPA);
alla contrazione delle emissioni di Scope 1 (-36% rispetto al 2024) dovuta alla ridotta operatività degli impianti di
trigenerazione, alla variazione del perimetro di attribuzione dei gruppi elettrogeni tra TIM e FiberCop e alla riduzione dell'uso
di gas refrigeranti e ozonolesivi;
ad un lieve aumento delle emissioni di Scope 3 (+1,5% rispetto al 2024). Tale andamento è riconducibile ad una maggiore
spesa per acquisti e ai maggiori costi di produzione trasporto e distribuzione dell'energia con effetti sulle emissioni associate
all'acquisto di energia.
Di seguito le emissioni lorde GES del Gruppo TIM disaggregate per Scope 1, 2 e 3 in riferimento a BU Domestic e TIM S.A..
9 I dati relativi al 2024 sono stati rettificati rispetto a quanto precedentemente pubblicato (si veda l'obbligo di informativa BP-2, 14a). In particolare, le emissioni lorde di
GES di Scope 1 della BU Domestic sono state aggiornate da 33.750,35 a 30.917,93 tCO₂eq, con conseguente rettifica delle emissioni lorde di Scope 1 a totale Gruppo. Sono
state inoltre aggiornate le emissioni lorde di GES di Scope 3 di BU Domestic - da 1.439.960,93 a 1.516.648,06 tCO₂eq- e di TIM S.A - da 585.438,92 a 654.277,32 tCO₂eq) -
con conseguente rettifica delle emissioni lorde di Scope 3 Totale Gruppo. I totali aggregati Scope 1+2+3, secondo entrambi gli approcci Location-Based e Market-Based,
sono stati conseguentemente aggiornati.
10 I dati relativi al 2024 sono stati rettificati rispetto a quanto precedentemente pubblicato (si veda l'obbligo di informativa BP-2, 14a). In particolare, le emissioni lorde di
GES di Scope 1 da attività con controllo operativo sono state aggiornate da 7.280,21 a 4.447,79 tCO₂eq, con conseguente aggiornamento delle emissioni complessive di
Scope 1 e del totale delle emissioni Scope 1 e 2.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
189
[RA 41] Emissioni Lorde di GES di Scope 1,2,3 per Business Unit
2025
2024 9
u.m.
Scope 1
Scope 2
Location
Based
Scope 2
Market
Based
Scope 3
Scope
1+2+3
Location
Based
Scope
1+2+3
Market
Based
Scope 1
Scope 2
Location
Based
Scope 2
Market
Based
Scope 3
Scope
1+2+3
Location
Based
Scope
1+2+3
Market
Based
TIM Domestic
tCO2eq
18.435,57
290.368,65
1.622.171,90
1.930.976,12
1.640.607,47
30.917,93
333.801,94
103.374,75
1.516.648,06
1.881.367,93
1.650.940,74
TIM S.A.
tCO2eq
13.417,73
11.880,72
580.204,17
605.502,63
593.621,90
18.651,77
16.279,51
654.277,32
689.208,60
672.929,09
Gruppo
tCO2eq
31.853,30
302.249,37
2.202.376,07
2.536.478,74
2.234.229,37
49.569,70
350.081,45
103.374,75
2.170.925,37
2.570.576,53
2.323.869,82
Nel 2025, il peso emissivo (Scope 1+2+3) di TIM S.A sul totale di Gruppo registra una lieve diminuzione, passando dal 29% nel 2024
al 27% nel 2025. Tale andamento riflette le emissioni di Scope 2 già azzerate dal 2021 e una riduzione sia delle emissioni di Scope 1
sia di Scope 3 nel periodo di riferimento.
Sintesi delle Emissioni lorde GES di Scope 1 e 2
[44]; [50 a, b]
Di seguito sono riportate le emissioni di Scope 1 e Scope 2 del Gruppo TIM, riferite al perimetro ambientale e disaggregate in base
alla tipologia di controllo esercitato sulle attività, in coerenza con il Greenhouse Gas Protocol.
Il Gruppo esercita il controllo finanziario sugli edifici e sulle infrastrutture di proprietà, nonché sugli immobili e sulle infrastrutture
oggetto di contratti di locazione che, ai fini contabili (IFRS 16 – Leasing), sono iscritti in bilancio come diritti d’uso; le relative
emissioni sono pertanto incluse nel perimetro di rendicontazione.
Il controllo operativo è esercitato sugli immobili e sulle infrastrutture non di proprietà e non iscritte in bilancio ai sensi dell’IFRS 16,
per le quali il Gruppo gestisce direttamente le utenze energetiche, acquista energia – anche da fonti rinnovabili – ed è in grado di
influire sulle modalità di utilizzo o sugli investimenti relativi agli asset.
[44], [50 a, b]: Emissioni Lorde di GES disaggregate per tipologia di controllo - Scope 1 e 2 - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 10
Emissioni lorde di GES di Scope 1
tCO2eq
31.853,30
49.569,70
da attività a controllo finanziario
tCO2eq
29.404,43
45.121,91
da attività a controllo operativo
tCO2eq
2.448,86
4.447,79
Emissioni lorde di GES di Scope 2 Location-Based
tCO2eq
302.249,37
350.081,45
da attività a controllo finanziario
tCO2eq
102.013,10
112.462,22
da attività a controllo operativo
tCO2eq
200.236,28
237.619,23
Emissioni lorde di GES di Scope 2 Market-Based
tCO2eq
103.374,75
da attività a controllo finanziario
tCO2eq
5.230,99
da attività a controllo operativo
tCO2eq
98.143,76
Emissioni totali di GES Scope 1-2  Location-Based  da controllo finanziario
tCO2eq
131.417,53
157.584,13
Emissioni totali di GES Scope 1-2 Market based da controllo finanziario
tCO2eq
29.404,43
50.352,90
Emissioni totali di GES Scope 1-2  Location-Based  da controllo operativo
tCO2eq
202.685,14
242.067,02
Emissioni totali di GES Scope 1-2 Market based da controllo finanziario
tCO2eq
2.448,86
102.591,55
Nel 2025 le emissioni lorde di GES di Scope 1 e 2 del Gruppo risultano in diminuzione rispetto al 2024 sia secondo l’approccio
Location-Based (circa −16%) sia secondo l’approccio Market-Based (circa −79%); il dettaglio delle variazioni è riportato nelle
sezioni successive dedicate ai singoli scope.
Emissioni lorde GES di Scope 1
[MDR-M, 77 a]; [48 a, b]; [RA 43c]
Le emissioni lorde di GES di Scope 1 del Gruppo, derivano dall'uso di combustibili (come gas, benzina e GPL) e da emissioni
fuggitive associate alle attività operative (come le perdite di gas refrigeranti dagli impianti di climatizzazione). I dati sono
espressi in tonnellate metriche di CO₂ equivalente (tCO₂eq) e si riferiscono all'intero esercizio 2025.
Per TIM Domestic, le emissioni di Scope 1 Per TIM Domestic, le emissioni di Scope 1 derivano principalmente da:
combustione stazionaria degli impianti fissi, in particolare derivante dall’utilizzo di gasolio per i gruppi elettrogeni, di gas
naturale per il riscaldamento e dall’autoproduzione di energia elettrica tramite cogeneratori ad alto rendimento;
combustione mobile, legata all’autotrazione;
11 I dati relativi al 2024 sono stati rettificati rispetto a quanto precedentemente pubblicato (si veda l'obbligo di informativa BP-2,14a). In particolare, sono state
aggiornate le emissioni per combustione stazionaria da trigenerazione - da 16.821,22 a 17.153,66 tCO₂eq-, da riscaldamento - da 3.734,21 a 3.659,49 tCO₂eq - e da
autoproduzione elettrica da fonti miste - da 2.135,61 a 1.634,10 tCO₂eq, con conseguente rettifica del totale delle emissioni per combustione stazionaria. Sono state,
inoltre, aggiornate le emissioni fuggitive da dispersione di gas ozonolesivi, da  19.883,61 a 17.294,97 tCO₂eq. Il totale delle emissioni di Scope 1 è stato conseguentemente
rettificato da 52.402,12 tCO₂eq a 49.569,70 tCO₂eq.
12 I dati relativi al 2024 sono stati rettificati rispetto a quanto precedentemente pubblicato (si veda l’obbligo di informativa BP-2, 14a). In particolare, le emissioni
biogeniche di CO₂ di Scope 1 sono state aggiornate da 166,02 a 26.745,85 tCO₂eq.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Cambiamenti Climatici
190
emissioni fuggitive, dovute alla dispersione di gas refrigeranti e ozonolesivi presenti negli impianti di condizionamento.
Per TIM S.A., oltre alle tipologie sopra descritte, lo Scope 1 include anche:
emissioni da consumo di biogas;
emissioni di processo associate agli effluenti, generate dal trattamento delle acque reflue;
emissioni fuggitive connesse alla ricarica degli estintori, dovute alla dispersione di gas estinguenti durante le operazioni di
manutenzione dei sistemi antincendio.
La valorizzazione delle emissioni in CO₂ equivalente è effettuata applicando i potenziali di riscaldamento globale (GWP – Global
Warming Potential) previsti dal VI Rapporto dell’IPCC, che confrontano l’impatto climatico dei diversi gas con quello del biossido di
carbonio (CO₂), cui è attribuito un GWP pari a 1.
I fattori di emissione utilizzati sono quelli pubblicati da DEFRA 2025 (Department for Environment, Food and Rural Affairs).
Il calcolo delle emissioni di Scope 1 esclude eventuali assorbimenti, quote di emissione o crediti di carbonio acquistati, venduti o
trasferiti. Il Gruppo non rientra nell’ambito di applicazione del sistema EU ETS.
Le emissioni sono classificate nelle categorie di combustione stazionaria, a combustione mobile, emissioni di processo ed emissioni
fuggitive, sulla base dei dati di attività relative ai consumi di combustibili e alle perdite di gas.
[48a] Tipologia di emissioni di GES incluse in Scope 1 - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 11
Emissioni per combustione stazionaria
tCO2eq
10.639,26
22.447,25
emissioni da trigenerazione
tCO2eq
5.569,57
17.153,66
emissioni da riscaldamento
tCO2eq
3.411,06
3.659,49
emissioni da autoproduzione elettrica da fonti miste1
tCO2eq
1.658,64
1.634,10
Emissioni per combustione mobile
tCO2eq
9.930,04
9.827,48
emissioni da autotrazione
tCO2eq
8.050,35
7.911,47
emissioni da macchinari usati per manutenzione e pulizia impianti
tCO2eq
1.879,69
1.916,01
Emissioni di processo
tCO2eq
1,01
emissioni da effluenti
tCO2eq
1,01
Emissioni fuggitive
tCO2eq
11.282,99
17.294,97
emissioni da dispersione di gas ozonolesivi
tCO2eq
11.282,99
17.294,97
Totale emissioni Scope 1
tCO2eq
31.853,30
49.569,70
(1) includono le emissioni da gasolio per gruppi elettrogeni
Nel 2025 le emissioni lorde di Scope 1 si riducono del 36% rispetto al 2024. Il calo è riconducibile principalmente alla
combustione stazionaria, che registra una diminuzione del 53% rispetto all’esercizio precedente, in particolare per effetto della
ridotta operatività degli impianti di trigenerazione. Anche le emissioni fuggitive – principalmente legate alla dispersione di gas
refrigeranti – diminuiscono del 35%, contribuendo ulteriormente alla flessione complessiva dello Scope 1.
In linea con quanto previsto dal GHG Protocol, le emissioni biogeniche di CO₂, derivanti dalla combustione o biodegradazione di
biomassa, non sono incluse nello Scope 1 e sono rendicontate separatamente rispetto alle emissioni di gas serra di origine fossile.
[RA 43c] Emissioni biogeniche non incluse in Scope 1 - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 12
Emissioni biogeniche di CO2 derivanti dalla combustione o dalla biodegradazione della
biomassa  separatamente dalle emissioni di GES di Scope 1
tCO2eq
22.358,69
26.745,85
Nel 2025 si registra una riduzione delle emissioni biogeniche del 16,4% rispetto al 2024, riconducibile principalmente alla
diminuzione dei consumi di combustibili di origine biogenica impiegati negli impianti del Gruppo.
Nel calcolo delle emissioni di gas a effetto serra (GES) di Scope 1, il Gruppo TIM non utilizza né considera emissioni coperte da
sistemi regolamentati di scambio di quote (Emission Trading Systems – ETS). Le attività operative del Gruppo, infatti, non rientrano
nel perimetro di applicazione di tali sistemi e non sono soggette, alla data di rendicontazione, ad obblighi di acquisto o restituzione
di quote di emissione. Le emissioni di Scope 1 rendicontate sono lorde e non oggetto di meccanismi di scambio o compensazione
regolamentata.
13 TIM S.p.A; Telecontact Center S.p.A.; Telecom Italia Sparkle S.p.A.; TI Sparkle Turchia; Olivetti S.p.A e Noovle S.p.A.
14 TI Sparkle Grecia; Telsy S.p.A.; Panama Digital Gateway e TIM Retail S.r.l.
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191
Emissioni lorde GES di Scope 2
[MDR-M, 77 a]; [49 a, b]
Le emissioni lorde di GES di Scope 2 del Gruppo TIM, espresse in tonnellate di CO₂ equivalente (tCO₂eq), derivano dall'acquisto di
energia elettrica sono rendicontate distinguendo tra il metodo Location-Based e il metodo Market-Based.
Secondo l’approccio Location-Based, le emissioni sono calcolate applicando i fattori di emissione medi nazionali della rete
elettrica dei Paesi in cui l’energia è consumata. Nell'ambito della BU Domestic, sono utilizzati i database ISPRA 2024 per l’Italia,
Terna 2024 per Turchia e Panama e AIB 2024 per la Grecia. Per TIM S.A. la quantificazione si basa invece sul fattore medio di
emissione del Sistema Interconnesso Nazionale (SIN), in conformità con il Programma Brasiliano di Gestione delle Emissioni di Gas
a Effetto Serra (PBGHGP). Tale metodo riflette le emissioni indirette associate al mix medio di generazione elettrica nazionale.
Secondo l’approccio Market-Based, le emissioni sono determinate considerando gli specifici strumenti contrattuali di
approvvigionamento di energia rinnovabile. In particolare, per la BU Domestic il 91,91% dell’energia acquistata è coperto da
Garanzie di Origine e l’8,09% da un contratto di Power Purchase Agreement con ERG per fornitura da impianti eolici, con una
copertura complessiva pari al 100% dell’energia acquistata, mentre TIM S.A. copre il 100% dei propri consumi mediante Certificati
di Energia Rinnovabile (I-REC).
[49 a, b]: Emissioni Lorde di GES di Scope 2 - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024
Emissioni lorde di GES di Scope 2 Location Based
tCO2eq
302.249,37
350.081,45
Emissioni lorde di GES di Scope 2 Market Based
tCO2eq
0,00
103.374,75
Nel 2025 le emissioni di Scope 2 calcolate secondo l’approccio Location-Based evidenziano una riduzione del 13,6% rispetto al
2024, principalmente riconducibile alla diminuzione dei consumi elettrici e al miglioramento del mix di generazione nazionale nei
Paesi di operatività del Gruppo.
Con riferimento all’approccio Market-Based, nel 2025 si registra un azzeramento delle emissioni (−100% rispetto al 2024), in
coerenza con la scelta di copertura integrale dell'approvvigionamento di energia elettrica mediante strumenti contrattuali di
certificazione da fonti rinnovabili (Garanzie di Origine, PPA e I-REC).
Emissioni lorde GES di Scope 3
[MDR-M, 77 a]; [51]
Le emissioni lorde di GES di Scope 3 del Gruppo TIM sono rendicontate in conformità al Corporate Value Chain (Scope 3)
Accounting and Reporting Standard del Greenhouse Gas Protocol (2011).
Nel 2025 il Gruppo ha ampliato il perimetro di rendicontazione delle emissioni di Scope 3 rispetto all’esercizio precedente,
includendo tutte le categorie applicabili lungo la catena del valore a monte e a valle, ad eccezione delle Categorie 8 (“Beni in
leasing a monte”) e 10 (“Lavorazione dei prodotti venduti”), non rilevanti in relazione al modello operativo del Gruppo.
L'ampliamento della disclosure è stato esteso anche al 2024 con l’obiettivo di garantire maggiore completezza e solidità
informativa. L’anno 2024 costituisce il riferimento per la definizione del Piano di Transizione climatica attualmente in fase di
sviluppo.
Il perimetro di rendicontazione include le società rientranti nel perimetro ambientale (si veda l'obbligo di informativa BP-1). Sono
escluse dal calcolo eventuali compensazioni, quote di GES o crediti di carbonio acquistati, venduti o trasferiti. Le emissioni sono
stimate utilizzando dati di attività lungo la catena del valore; salvo ove diversamente indicato, non sono stati utilizzati dati primari
forniti direttamente dai partner della value chain.
Di seguito si riportano le principali metodologie di calcolo adottate per categoria.
Categoria 1 - Beni e servizi acquistati
Per BU Domestic la metodologia di calcolo prevalente è basata sulla spesa (spend-based approach). Nello specifico, sono state
utilizzate le voci di acquisto per gruppo merce (al netto delle partite intercompany) rilevate dai sistemi SAP 13, comprensive
delle spese di gestione dei servizi di telecomunicazione (come locazioni, gestione di spazi e infrastrutture di terzi e servizi di
colocation). La conversione dei valori monetari in emissioni è stata effettuata mediante fattori emissivi EEIO-Eurostat.
Per le altre società del perimetro ambientale 14 non rilevate da SAP sono state utilizzate le voci del Bilancio Consolidato relative
agli “Acquisti di beni e servizi”, applicando fattori emissivi medi derivati dal campione dei dati disponibili.
Per specifiche categorie merceologiche come i device, è stato applicato l’Average Data Method, basato sulle quantità
acquistate e su fattori emissivi di settore.
Anche per TIM S.A. è stata adottata una metodologia basata sulla spesa, utilizzando le voci di acquisto per gruppo merce (al
netto delle partite intercompany) e le voci contabili di spesa certificate. Per la conversione in emissioni sono stati applicati
fattori emissivi EEIO-Eurostat. Per l’acquisto dei device è stato applicato il metodo dei dati medi (Average Data Method).
Categoria 2 - Beni strumentali
Per BU Domestic è stata adottata una metodologia basata sulla spesa (spend-based approach), utilizzando le voci di
investimento per gruppo merce (importi benestariati al netto delle partite intercompany) delle società incluse nel perimetro
ambientale, rilevate dai sistemi SAP (cfr.nota 13). Sono inclusi anche gli investimenti relativi alla gestione dei servizi di
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192
telecomunicazione forniti da terzi. La conversione dei valori monetari in emissioni è stata effettuata applicando fattori emissivi
pubblicati da Eurostat.
Per le altre società del perimetro ambientale (cfr. nota 14), i dati di investimento sono stati rilevati dalle voci del Bilancio
Consolidato relative agli investimenti (CapEx), ai quali sono stati applicati fattori emissivi medi ricavati dal campione dei dati
disponibili.
Anche per TIM S.A. è stata adottata una metodologia basata sulla spesa, utilizzando le voci di investimento certificate (al netto
delle partite intercompany). La conversione in emissioni è stata effettuata applicando fattori emissivi relativi alla tipologia di
acquisto pubblicati da Eurostat.
Categoria 3 – Attività legate ai combustibili e all’energia (non incluse in Scope 1 e 2)
Per il Gruppo è stato adottato un approccio activity-based, applicando ai consumi energetici rendicontati in Scope 1 e Scope 2
specifici fattori emissivi volti a stimare le emissioni upstream associate alla produzione dei combustibili e dell’energia elettrica
acquistata, nonché alle perdite di rete. Sia per BU Domestic che per TIM S.A., sono stati utilizzati fattori di emissione tratti dal
database DEFRA 2025 per le componenti relative alle perdite di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica (rinnovabile e
non rinnovabile), nonché dal database DEFRA 2021 per le emissioni associate alle fasi di estrazione, raffinazione e trasporto dei
combustibili primari precedenti alla generazione di elettricità.
Categorie 4 - Trasporto e distribuzione a monte
Per BU Domestic è stata adottata una metodologia ibrida che combina un approccio basato sulla spesa per i servizi di
trasporto acquistati con un approccio basato sulle distanze per la movimentazione dei prodotti. Il calcolo considera, ove
disponibili, il peso delle merci trasportate, le distanze percorse e le modalità di trasporto utilizzate. Per TIM S.A. è stata adottata
una metodologia analoga; ove disponibili, sono stati integrati dati relativi ai consumi di carburante forniti dagli operatori
logistici.
Sia per BU Domestic che per TIM S.A. sono stati utilizzati i fattori di emissione di riferimento e le rispettive densità, estratti da
GLEC Framework, Global Logistics Emission Framework v3.1 (pubblicato Marzo 2025).
Categoria 5 – Rifiuti generati nelle operazioni
Per tutte le società del Gruppo è stato applicato l’“Average Data Method”, considerando i quantitativi di rifiuti e le relative
modalità di trattamento (riciclo, discarica, incenerimento). In assenza di dati puntuali, sono state utilizzate distribuzioni stimate
coerenti con fonti settoriali (es. ISPRA). I fattori emissivi derivano dal database DEFRA 2025.
Categoria 6 – Viaggi di lavoro
Per tutte le società del Gruppo è stato utilizzato un approccio basato sui dati di attività (activity-based approach),
considerando le distanze percorse, le modalità di trasporto utilizzate e i pernottamenti, sulla base dei dati estratti dai sistemi di
gestione dei viaggi aziendali. I fattori emissivi provengono dal database DEFRA 2025.
Categoria 7 – Spostamenti casa-lavoro
Per BU Domestic è stata adottata una metodologia basata su indagini interne relative alle modalità di spostamento, alle
distanze medie percorse e al ricorso allo smart working, estese all’intera popolazione aziendale. Le emissioni sono state
stimate applicando fattori emissivi alle diverse modalità di trasporto dichiarate. Per TIM S.A. è stata adottata una metodologia
basata sui dati aziendali relativi allo smart working e su stime degli spostamenti per tipologia di mezzo, elaborate sulla base di
statistiche nazionali riferite al contesto brasiliano. Per entrambe le realtà, i fattori di emissione sono tratti dal database DEFRA
2025.
Categorie 9 - Trasporto e distribuzione a valle
Per BU Domestic il calcolo è stato effettuato utilizzando un approccio basato sulle distanze (distance-based approach), che
considera il peso delle spedizioni, una distanza media standard per la distribuzione dei prodotti ai clienti e le modalità di
trasporto utilizzate. Per TIM S.A. è stata applicata una metodologia analoga che, in assenza di dati puntuali sul peso delle
spedizioni, utilizza pesi medi dei prodotti venduti.
Per entrambe le realtà, i fattori di emissione e le relative densità sono stati tratti dal GLEC Framework – Global Logistics
Emission Framework v3.1 (marzo 2025).
Categoria 11 – Uso dei prodotti venduti
Per BU Domestic è stata adottata una metodologia che stima le emissioni generate nella fase d’uso dei prodotti venduti.
Considerata l’ampia gamma di prodotti commercializzati, ci si è focalizzati sulle categorie più rilevanti in termini di volumi di
vendita e sull'impatto emissivo medio per categoria merceologica. Le emissioni sono state determinate moltiplicando il
consumo energetico medio del prodotto per la relativa vita utile media e applicando il fattore emissivo Location-Based
dell’energia elettrica ISPRA 2024 (pubblicato il 07/05/2025).
Per TIM S.A. è stata applicata una metodologia analoga, mentre è stato applicato il fattore emissivo medio del Sistema
Interconnesso Nazionale (SIN), pubblicato a dicembre 2025 sotto la responsabilità dei Ministeri della Scienza e della Tecnologia
(MCTi).
Categoria 12 – Fine vita dei prodotti venduti
Per tutte le società del Gruppo è stata adottata una metodologia volta a stimare le emissioni associate alla fase di
smaltimento dei prodotti venduti, applicando il metodo dei dati medi (Average Data Method). Considerata l’ampia gamma di
prodotti commercializzati, sono stati determinati pesi medi per categoria merceologica e applicate stime di settore relative alle
modalità di trattamento a fine vita prevalenti per ciascun bene. I fattori di emissione utilizzati si riferiscono a DEFRA 2025.
Categoria 13 – Beni dati in leasing
Per BU Domestic le emissioni sono stimate sulla base del consumo energetico medio dei beni in leasing lungo la relativa vita
utile, applicando fattori emissivi location-based dell’energia elettrica pubblicati da ISPRA 2024 (pubblicato il 07/05/2025). Per
15I dati relativi all’esercizio 2024 sono stati integrati, come indicato nella sezione BP-2 [13a], ai fini della rendicontazione CSRD, includendo il calcolo delle ulteriori
Categorie di Scope 3 precedentemente non pubblicate (Categorie 4, 5, 6, 7, 9, 13, 14 e 15), al fine di garantire la piena comparabilità con l’esercizio 2025.
16 I dati relativi al 2024 sono stati rettificati, come indicato nella sezione BP-2 [14a]. In tabella sono riportati i valori aggiornati delle emissioni totali di GES Location-Based
e Market-Based e dei relativi indicatori di intensità.
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193
TIM S.A. la metodologia è analoga, mentre i fattori emissivi sono location-based e riferiti al Sistema Interconnesso Nazionale
(SIN), pubblicati a dicembre 2025 sotto la responsabilità dei Ministeri della Scienza e della Tecnologia (MCTi).
Categoria 14 – Franchisee
Per BU Domestic le emissioni sono stimate sulla base del numero di punti vendita in franchising, della superficie media e dei
consumi energetici. I fattori emissivi applicati sono quelli nazionali location-based dell’energia elettrica pubblicati da ISPRA
2024. Per TIM S.A. è stata adottata una metodologia analoga, mentre i fattori emissivi sono quelli nazionali location-based
relativi al Sistema Interconnesso Nazionale (SIN), pubblicati a dicembre 2025 sotto la responsabilità dei Ministeri della Scienza e
della Tecnologia (MCTi).
Categoria 15 – Partecipazioni
Per tutte le società del Gruppo è stata adottata una metodologia basata sui dati medi (Average Data Method), stimando le
emissioni in proporzione alla quota di partecipazione detenuta, utilizzando il fatturato delle partecipate (anno x-1) e applicando
fattori emissivi di riferimento EEIO-Eurostat, con conversione valutaria ove necessario.
Non si registrano emissioni biogeniche di CO₂ lungo la catena del valore a monte e a valle. Le emissioni di GES di Scope 3 sono
rendicontate al lordo di eventuali assorbimenti e non includono compensazioni, né quote di GES o crediti di carbonio acquistati,
venduti o trasferiti.
[51]: Emissioni lorde di GES di Scope 3 - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 15
1. Acquisto di beni e servizi
tCO2eq
1.563.689,88
1.507.169,99
2. Acquisto di beni strumentali
tCO2eq
310.727,26
303.900,22
3. Attività legate ai combustibili e all’energia (non incluse nello Scope 1 o 2)
tCO2eq
35.688,75
28.255,83
4. Trasporto e distribuzione a monte
tCO2eq
23.770,48
30.711,59
5. Rifiuti
tCO2eq
57,24
101,62
6. Viaggi di lavoro
tCO2eq
4.990,21
5.240,41
7. Spostamenti casa-lavoro
tCO2eq
21.306,87
25.986,75
9. Trasporto a valle
tCO2eq
5,47
8,44
11. Utilizzo dei prodotti venduti
tCO2eq
153.754,04
186.054,21
12. Trattamento di fine vita dei prodotti venduti
tCO2eq
21,41
19,60
13. Emissioni dei beni forniti in leasing a valle
tCO2eq
63.586,96
67.978,11
14. Franchising
tCO2eq
2.099,28
2.548,47
15. Investimenti
tCO2eq
22.678,20
12.950,13
Totale Emissioni lorde di GES Scope 3
tCO2eq
2.202.376,07
2.170.925,37
Nel 2025 le emissioni lorde di Scope 3 registrano un lieve aumento rispetto all’esercizio precedente (+1,5%). Analizzando le
categorie maggiormente rilevanti in termini emissivi, la Categoria 1 e la Categoria 2 evidenziano un incremento rispettivamente del
3,8% e del 2,2% rispetto al 2024. Tali variazioni riflettono principalmente l’andamento della spesa operativa e degli investimenti,
nonché i progetti infrastrutturali realizzati nel periodo.
Anche le emissioni della Categoria 3 mostrano un incremento del 26% rispetto al 2024, principalmente dovuto all’inclusione delle
perdite di rete relative alla fornitura di energia rinnovabile, in conformità con lo standard ISO 14064.
A compensare parzialmente tali dinamiche contribuisce la riduzione della Categoria 11 del 17,4% rispetto al 2024, riconducibile
alla variazione dei volumi e del mix dei dispositivi commercializzati, alla progressiva evoluzione dell’efficienza energetica dei
prodotti.
Intensità delle emissioni
[MDR-M, 77 a]; [53]; [55]
Di seguito si riporta il valore dell’intensità di GES del Gruppo TIM (perimetro ambientale) in tonnellate metriche di CO2eq. L’intensità
delle emissioni di GES rappresenta un indicatore di efficienza emissiva ed è misurata in tCO₂eq per milione di euro di ricavi.
L’indicatore è calcolato rapportando le emissioni totali di gas a effetto serra ai ricavi netti delle società appartenenti al perimetro
ambientale. L’indicatore è presentato sia secondo l’approccio Location-Based sia secondo l’approccio Market-Based.
[53]: Intensità di GES - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024 16
Emissioni totali di GES Location-Based
tCO2eq
2.536.478,74
2.570.576,52
Emissioni totali di GES Market-Based
tCO2eq
2.234.229,37
2.323.869,82
Ricavi netti perimetro ambientale (a lordo discontinued operation)1
€mln
14.440,99
14.207,38
Intensità delle emissioni di GES Location Based
tCO2eq/€mln
175,65
180,93
Intensità delle emissioni di GES Market Based
tCO2eq/€mln
154,72
163,57
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(1) Discontinued operations - perimetro ambiente: Telecom Italia Sparkle S.p.A.; TI Sparkle Grecia; TI Sparkle Turchia e Panama Digital Gateway
Nel 2025 l’indicatore registra un miglioramento rispetto al 2024 con una riduzione del 2,9% secondo l’approccio Location-Based e
del 5,4% con l’approccio Market-Based. Il miglioramento dell’indicatore riflette la combinazione tra la sostanziale stabilità delle
emissioni complessive e l’incremento dei ricavi del perimetro ambientale nel periodo di riferimento, con conseguente riduzione
delle emissioni per unità di ricavo. La dinamica più favorevole dell’intensità calcolata secondo l’approccio Market-Based è inoltre
riconducibile all’azzeramento delle emissioni di Scope 2 secondo tale metodologia, a fronte della copertura integrale dei consumi
elettrici mediante strumenti di approvvigionamento da fonti rinnovabili.
[55]: Riconciliazione con i bilanci - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024
Ricavi netti  (perimetro ambientale comprensivo delle discontinued
operations)1
€mln
14.440,99
14.207,38
Ricavi netti  (altro, non relativo al perimetro ambientale)
€mln
195,47
235,00
Ricavi netti totali come da Bilancio consolidato (comprensivo delle
discontinued operations)2
€mln
14.636,46
14.442,00
(1) Perimetro ambientale 2025: TIM S.p.A.; Olivetti S.p.A.; Noovle S.p.A.; Telsy S.p.A.; Telecontact Center S.p.A.; TIM Retail S.r.l.; Telecom Italia Sparkle S.p.A.; TI Sparkle
Grecia; TI Sparkle Turchia; Panama Digital Gateway e TIM S.A.
(2) Discontinued operations: Gruppo Sparkle
Obbligo di informativa E1-7 - Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di
GES finanziati con crediti di carbonio
[MDR-M 77 a]; [56 a, b]; [58 a, b, e, f]; [60]; [61 a, b, c]
Il Gruppo TIM non realizza attività di assorbimento o stoccaggio di GES derivanti direttamente dalle proprie operazioni né dalla
catena del valore a monte e a valle. La neutralizzazione delle emissioni, riferita sia a specifiche componenti della catena del valore
sia ad emissioni derivanti dalle attività proprie, è effettuata al di fuori della catena del valore mediante l’acquisto di crediti di
carbonio certificati, in merito ai quali il Gruppo fornisce adeguata informativa.
In ambito BU Domestic, nel 2025 le emissioni associate alla consultazione dei principali siti web commerciali e istituzionali, pari a
oltre 505 tCO₂eq, sono state compensate attraverso l’acquisto di 505 crediti di carbonio riferiti al progetto “The Envira Amazonia
Project”, iniziativa di conservazione forestale localizzata in Brasile e basata su attività di deforestazione evitata. Il progetto è
finalizzato alla preservazione delle foreste esistenti e alla prevenzione della deforestazione conseguente ad attività di
disboscamento, generando una riduzione misurabile delle emissioni e sostenendo programmi di sviluppo economico sostenibile.
L’iniziativa include inoltre interventi a favore delle comunità locali, tra cui la costruzione e la gestione di una clinica medica e
odontoiatrica, l’installazione di servizi igienici comunitari e la distribuzione di kit per la prevenzione di malattie legate all’acqua o
trasmesse da insetti.
Il progetto “The Envira Amazonia Project” è certificato secondo lo standard Verified Carbon Standard (VCS) – Verra, che assicura la
generazione di riduzioni di CO₂ reali, verificabili e permanenti, e ha anche ottenuto la convalida e la verifica di CCBS (Climate,
Community & Biodiversity Standard) con Triple Gold Level Distinction, per l’eccezionale impatto positivo in tema di mitigazione al
cambiamento climatico, supporto alle comunità locali e tutela della biodiversità.
Il calcolo delle emissioni evitate e dei crediti di carbonio da acquistare segue la metodologia CO2web® di proprietà di Rete Clima,
ente tecnico non profit specializzato nella promozione della sostenibilità nelle organizzazioni, ed è verificato dall’Ente di
Certificazione ICMQ. Essendo il progetto situato in Brasile, i crediti acquistati non sono stati generati all’interno dell’Unione Europea.
L’attività di neutralizzazione delle emissioni associate ai siti web è stata oggetto di specifica informativa pubblica, con indicazione
delle modalità di compensazione adottate.
In Brasile, TIM S.A. realizza la neutralizzazione delle emissioni dirette di GES (Scope 1) mediante l’acquisto di crediti di carbonio
certificati. Nel 2025 sono stati acquistati 13.418 crediti. La selezione del progetto è stata effettuata sulla base di criteri di
certificazione riconosciuti e della capacità di generare benefici ambientali e sociali a favore delle comunità locali.
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Uso delle risorse ed economia circolare
195
Uso delle risorse ed economia circolare [ESRS E5]
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Obbligo di informativa E5-1- Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
[14, 16]; [MDR-P, 65 a, b, c, d, e, f]; [15 a,b]
Gli IRO rilevanti relativi all’ESRS E5 “Uso delle risorse ed economia circolare” sono due (IRO 28 e 37) e sono presidiati dal Gruppo
TIM attraverso la policy “Impegno alla sostenibilità ambientale” e la "Procedura per la Gestione dei rifiuti”.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 "Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale", nella sezione “Informazioni Generali”, mentre per un approfondimento sugli aspetti
generali relativi alle policy si rimanda al capitolo «Politiche - MDR-P» nella stessa sezione.
Per declinare il quadro di riferimento del Gruppo nel contesto brasiliano, TIM S.A. ha adottato una “Policy Ambientale” coerente
con i principi e le linee guida di Gruppo e con la normativa locale applicabile. La Policy orienta le attività aziendali verso il
miglioramento delle prestazioni ambientali, la mitigazione dei rischi ambientali e il rispetto degli obblighi normativi. Con specifico
riferimento al tema dell’economia circolare, TIM S.A. promuove una gestione dei rifiuti volta a ridurne la produzione e a favorire
raccolta differenziata, recupero e riciclaggio, nonché il recupero dei prodotti a fine vita e la loro corretta gestione e destinazione
finale.
La Policy “Impegno alla sostenibilità ambientale nel Gruppo TIM” prevede misure volte a ridurre l’utilizzo di risorse vergini e a
favorire il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali. In particolare, la Policy:
prevede una gestione dei rifiuti orientata al riutilizzo e al riciclaggio di prodotti, sostanze e materiali, al fine di ridurre il consumo
di risorse primarie e limitare l’impiego di sostanze pericolose;
indirizza la gestione delle sedi aziendali verso la riduzione dell’utilizzo di risorse quali carta e acqua e la gestione delle
infrastrutture e degli impianti tecnologici verso un uso più efficiente di energia, gas e combustibili.
Anche la “Procedura per la Gestione dei rifiuti” prevede misure volte a ridurre la produzione di rifiuti e a favorire il recupero di
materia, attraverso:
la riduzione della produzione di rifiuti e l’incremento del riuso e del riciclo, anche mediante l’estensione della vita utile dei beni;
la diffusione di comportamenti responsabili all’interno dell’Organizzazione, mediante iniziative di formazione e
sensibilizzazione;
la selezione e la gestione di fornitori che massimizzano il recupero dei rifiuti conferiti e privilegiano il riuso delle risorse rare e dei
materiali preziosi.
Nella Policy “Impegno alla sostenibilità ambientale nel Gruppo TIM” l’Azienda riconosce l’importanza di garantire che, nelle proprie
attività ed in quelle della filiera, le risorse rinnovabili vengano gestite in modo tale da preservare l’ambiente e da implementare
modelli di economia circolare. Nello specifico, TIM:
nella scelta dei fornitori, privilegia l’adozione di standard di certificazione riconosciuti, come ad esempio l’FSC per la carta o
l’Environmental Product Declaration (EPD) e la Carbon footprint per i prodotti, per garantire che l’approvvigionamento sia
gestito in modo sostenibile;
promuove il recupero di materie prime, la rigenerazione dei prodotti, ad esempio, per la gestione dell’assistenza, nonché la
vendita di device ricondizionati.
Obbligo di informativa E5-2 - Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia
circolare
[19]; [MDR-A 68 a, b, c, d, e]; [MDR-A, 69 a, b]
In aggiunta alle politiche in materia di economia circolare che forniscono il quadro di riferimento per la gestione coerente ed
informata delle attività aziendali, il Gruppo mette in campo azioni e risorse connesse a:
1. Gestione dei rifiuti e delle risorse naturali
2. Deflussi di risorse connessi a prodotti e servizi
Le iniziative sono rivolte ai clienti e ai dipendenti di TIM, sia in Italia sia in Brasile, e sono implementate in modo continuativo al fine
di garantire l’efficienza nell’utilizzo delle risorse in uscita e promuovere l’adozione di modelli circolari lungo la catena del valore.
Nella descrizione delle singole azioni, salvo diversa indicazione, le iniziative si riferiscono al perimetro TIM Domestic; mentre quelle
espressamente indicate come TIM S.A. fanno riferimento alla controllata brasiliana.
Sono inoltre riportate, ove disponibili, le risorse finanziarie allocate, con distinzione tra spese operative (OpEx) e spese in conto
capitale (CapEx).
1.Gestione dei rifiuti e delle risorse
Gli interventi seguenti mirano a ridurre la produzione di rifiuti e il consumo di risorse come acqua, carta e plastica favorendo al
contempo la diffusione di modelli circolari..
17 TIM ha effettuato la stima sulla riduzione del consumo di plastica derivante dall’installazione di erogatori di acqua nelle proprie sedi, ipotizzando il potenziale consumo
di una bottiglietta da 500 ml al giorno per ciascun dipendente assegnato alle sedi dotate di erogatori.
18 TIM ha effettuato il calcolo del Water Usage Effectiveness secondo la norma WP#35 - Water Usage Effectiveness (WUE): A Green Grid Data Center Sustainability
Metric pubblicata dal Green Grid. A tal riguardo, anche gli impianti per la cogenerazione concorrono al calcolo del WUE.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Uso delle risorse ed economia circolare
196
Programma di ritiro e gestione dei RAEE (TIM S.A)
In Brasile, TIM S.A  ha attivato il programma “Take Back” per la raccolta, il recupero, il riciclo e il corretto trattamento dei rifiuti
di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) post-consumo, in coerenza con la normativa locale in materia di rifiuti.
L’iniziativa si avvale di una rete capillare di punti di raccolta presso i negozi aziendali e i rivenditori autorizzati ed è supportata da
ABREE (Associazione Brasiliana per il Riciclo delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e degli Elettrodomestici), che cura
le attività di trasporto, trattamento e riciclo presso impianti autorizzati. Sono inoltre realizzate campagne in collaborazione con
ABREE, scuole e amministrazioni comunali, finalizzate alla raccolta dei RAEE e alla promozione dell’educazione ambientale
nelle comunità locali, anche attraverso incentivi a sostegno delle attività di sensibilizzazione. Nel 2025 sono state
complessivamente recuperate 67 tonnellate di RAEE provenienti dai consumatori, di cui 15 tonnellate raccolte attraverso la rete
logistica TIM, con un tasso di riciclo del 98%, e 52 tonnellate nell’ambito di campagne di sensibilizzazione e mobilitazione sociale
realizzate in partnership con ABREE. I CapEx destinati all’iniziativa ammontano a 85,2 k€.
Installazione di erogatori di acqua e riduzione della plastica monouso
Nel quadro delle iniziative volte alla prevenzione dei rifiuti plastici, TIM promuove la progressiva installazione di erogatori di
acqua potabile presso le proprie sedi, con l’obiettivo di ridurre il consumo di bottigliette in plastica monouso e favorire
comportamenti sostenibili tra i dipendenti. Nel 2025 risultano tredici erogatori installati presso le principali sedi di proprietà
esclusiva di TIM. L’iniziativa ha consentito di stimare un risparmio di circa 6.000 17 bottigliette da 500 ml nel corso dell’anno.
In Brasile, TIM S.A. ha installato 365 distributori d’acqua presso le proprie sedi a livello nazionale. Le installazioni interessano
edifici amministrativi caratterizzati da alte concentrazioni di dipendenti, nonché punti vendita e call center. L’intervento ha
contribuito alla riduzione dei rifiuti plastici, con una stima di circa 24.000 bottigliette da 500 ml risparmiate nel 2025.
Monitoraggio e gestione del consumo idrico dei Data Center
Noovle ha avviato un sistema strutturato di monitoraggio e gestione dei consumi idrici nei propri Data Center, finalizzato alla
riduzione dei prelievi e al recupero della risorsa. Le prestazioni sono monitorate attraverso l’indicatore Water Usage
Effectiveness (WUE), che misura quanta acqua viene utilizzata per ogni unità di energia impiegata dai sistemi IT: più basso è il
valore, maggiore è l’efficienza nell’uso dell’acqua.
Nel 2025 il monitoraggio ha riguardato 11 Data Center, con un WUE medio pari a 0,097 l/kWh 18, in miglioramento rispetto a
0,291 l/kWh nel 2024. Il risultato è stato raggiunto grazie al controllo puntuale dei consumi, alla tempestiva individuazione di
perdite o anomalie e all’ottimizzazione della gestione degli impianti.
Parallelamente, in un’ottica di economia circolare, sono stati installati sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque meteoriche
(acque piovane) in 3 Data Center. Nel 2025 tali sistemi hanno consentito il recupero di circa 480 m³ di acqua (pari a circa 480
mila litri), riutilizzata per usi tecnici e di servizio, contribuendo a ridurre il ricorso all’approvvigionamento da rete idrica.
Dematerializzazione dei processi e monitoraggio degli acquisti di carta
Prosegue il programma strutturato di dematerializzazione dei processi operativi, volto a ridurre il consumo di carta attraverso
la digitalizzazione delle attività aziendali. L’iniziativa contribuisce alla prevenzione della produzione di rifiuti cartacei e a un
uso più efficiente delle risorse. Il monitoraggio avviene tramite il tracciamento periodico degli acquisti di carta e attraverso un
indicatore qualitativo relativo allo stato di avanzamento della migrazione digitale dei processi. Nel 2025 sono state acquistate
complessivamente 1.306,4 tonnellate di carta, di cui 1.296,2 t per uso commerciale e 10,2 t per uso ufficio.
Digitalizzazione delle comunicazioni ai clienti
Si consolida il percorso di digitalizzazione delle comunicazioni alla clientela, attraverso il monitoraggio dei flussi di fatture
telefoniche, solleciti di pagamento e preavvisi di risoluzione contrattuale, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo della carta. Nel
2025 sono state emesse complessivamente circa 92,6 milioni di fatture per la clientela Consumer (fisso e mobile), Enterprise e
SMB (fisso e mobile), di cui circa 44 milioni in modalità digitale e 48,6 milioni in modalità cartacea, con una percentuale di
digitalizzazione pari al 47,5%.
Con riferimento ai solleciti di pagamento e ai preavvisi di risoluzione contrattuale, nel 2025 per la clientela Consumer sono
state emesse 3,6 milioni di comunicazioni, di cui 1,5 milioni in formato digitale, pari al 41% delle comunicazioni digitalizzabili.
Per la clientela Business sono stati emessi 34.994 avvisi di pagamento, di cui 5.247 in modalità digitale, pari al 15% del totale.
Gli OpEx complessivi associati alla digitalizzazione dei solleciti di pagamento ammontano a circa 910 k€.
Digitalizzazione dei contratti presso la rete di vendita
Il progetto prevede la digitalizzazione dei contratti sottoscritti presso la rete di vendita fisica, attraverso l’abilitazione dei
clienti alla firma digitale tramite One Time Password (OTP). L’iniziativa consente di ridurre l’utilizzo della carta e di
velocizzare le operazioni di vendita. Il risparmio stimato è pari a 10 fogli A4 per ogni contratto di linea fissa (NIP/ULL) e 3 fogli
A4 per ogni contratto di linea mobile (AL/MNP).
L’implementazione è stata estesa all’intera rete di vendita fisica, che comprende oltre 4.000 punti vendita, sia monobrand sia
multi-brand. L’adozione della firma digitale è avvenuta in modo graduale e, a fine anno, ha raggiunto un tasso di penetrazione
complessivo superiore al 40%, con alcuni canali e aree territoriali che hanno superato il 50%.
Nel 2025 sono stati sottoscritti circa 860.000 contratti in presenza tramite firma OTP, di cui circa 286.000 relativi a linee fisse
e 571.000 a linee mobili, generando un risparmio stimato di circa 4.573.000 fogli di carta. Gli OpEx correlati all’iniziativa sono
stati pari a 597 k€.
19TIM, in linea con quanto fatto nel 2024, ha valutato la differenza in termini di impronta climatica (emissioni di gas ad effetto serra) fra la SIM fisica e la eSIM (embedded
sim), applicando quanto emerso dallo studio eseguito da RETECLIMA che ha evidenziato: per la SIM fisica, l’impronta ottenuta è di 0,131 KgCO2eq per ogni SIM; per la
eSIM, l’impronta ottenuta è di 0,00245 KgCO2eq per ogni eSIM.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Uso delle risorse ed economia circolare
197
2. Deflussi di risorse connessi a prodotti e servizi
Le iniziative seguenti sono finalizzate al recupero di materiali, all’estensione della vita utile dei prodotti e alla riduzione dei rifiuti
elettronici, attraverso modelli di riutilizzo, rigenerazione, rivendita e leasing.
Recupero, riutilizzo e donazione di dotazioni aziendali
Prosegue l’impegno nel recupero e nella rigenerazione delle dotazioni informatiche e degli smartphone aziendali, con
l’obiettivo di favorirne il riutilizzo interno e ridurre la produzione di rifiuti elettronici. Nel 2025 sono state raccolte oltre 14.000
dotazioni informatiche, di cui il 48% avviato a smaltimento e la restante parte recuperata. Delle circa 7.500 dotazioni
recuperate, oltre il 50% è stato riutilizzato internamente o riscattato dai dipendenti, mentre la quota residua è stata resa
disponibile per ulteriori riutilizzi.
In parallelo, viene promossa la donazione di dispositivi funzionanti ma non riutilizzabili internamente a enti non profit
qualificati. Nel 2025 sono stati donati circa 1.500 dispositivi, tra monitor e laptop, con oltre 200 unità ulteriormente disponibili
per future donazioni. Gli OpEx complessivi per le attività di recupero e donazione ammontano a 78,6 k€.
Estensione della vita utile dei dispositivi
Le iniziative di trade-in, parte integrante dell’offerta, mirano a prolungare la vita utile dei dispositivi e a favorire il recupero di
materie prime, contribuendo alla riduzione dei rifiuti elettronici. In Italia, attraverso il servizio “TIM Rivaluta Smartphone” rivolto
alla clientela Consumer, i clienti possono restituire il proprio dispositivo usato ottenendo uno sconto sull’acquisto di un nuovo
smartphone. I dispositivi raccolti vengono rigenerati o avviati a corretto trattamento. Nel 2025 sono stati raccolti  21.787
smartphone, con un incremento di quasi il 300% rispetto al 2024; circa l’80% dei dispositivi ritirati è stato rigenerato,
consentendo di evitare la produzione di circa 45 tonnellate di rifiuti elettronici.
In Brasile, tramite l’iniziativa “TIM Troca Smart”, TIM S.A. promuove la raccolta e il riutilizzo di dispositivi mobili usati, offrendo ai
clienti sconti o incentivi per l’acquisto di nuovi modelli. Nel 2025 sono stati raccolti complessivamente 15.933 dispositivi, di cui il
99% è stato riutilizzato.
Sostituzione di prodotti guasti con dispositivi rigenerati
Nei processi di sostituzione post-vendita. viene privilegiato l’utilizzo di dispositivi rigenerati, contribuendo all’estensione della
vita utile dei prodotti e alla riduzione dei rifiuti elettronici.Nell’ambito del servizio “Assistenza All Risk” rivolto alla clientela
Business, nel 2025 sono stati forniti circa 12.000 smartphone rigenerati in sostituzione di dispositivi guasti, smarriti o rubati, pari
al 75% del totale delle sostituzioni effettuate.
Per la clientela Consumer sono state effettuate oltre 13.000 sostituzioni di modem con dispositivi rigenerati, pari al 19%
delle sostituzioni complessive. Inoltre, nell’ambito della collaborazione con il Carcere di Torino per la rigenerazione dei
modem, nel 2025 sono stati rigenerati circa 38.000 dispositivi, di cui 13.500 destinati a nuovo utilizzo.
Le attività hanno OpEx per 2.619 k€
Vendita smartphone ricondizionati
L’offerta rivolta alla clientela Consumer è arricchita da smartphone Apple ricondizionati di grado A, con l’obiettivo di offrire
dispositivi di qualità a prezzi accessibili e, al contempo, promuovere modelli di consumo più sostenibili. I dispositivi sono
acquistati da fornitori specializzati che effettuano un processo strutturato di ricondizionamento, comprensivo di verifica
tecnica, sostituzione delle componenti usurate o danneggiate e test funzionali, al fine di garantire elevati standard qualitativi.
Nel 2025 sono stati venduti circa 550 smartphone ricondizionati. Gli OpEx correlati all’iniziativa ammontano a 88,7 k€.
Produzione di SIM fisiche a ridotto impatto ambientale
Le SIM destinate ai clienti TIM e KENA sono realizzate utilizzando plastica 100% riciclata e riciclabile, contribuendo alla
riduzione dell’impiego di materie prime vergini. Il packaging prevede l’utilizzo di flyer in carta certificata FSC e di bustine in
plastica riciclabile al 100%, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale associato alla produzione e alla distribuzione
delle SIM fisiche. L’iniziativa contribuisce complessivamente alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento dell’efficienza nell’uso
delle risorse lungo il ciclo di vita del prodotto.
Attivazione di e-SIM
È promossa l’adozione di e-SIM in alternativa alle SIM fisiche, con l’obiettivo di ridurre l’impiego di materiali e la produzione di
rifiuti elettronici. Un’analisi comparativa dell’impronta di carbonio evidenzia una riduzione delle emissioni unitarie pari al 98%
rispetto alle SIM tradizionali. A fine 2025, nel segmento Consumer risultano attive circa 175.000 linee con e-SIM, in crescita
rispetto alle 77.000 registrate a fine 2024. Complessivamente, nel corso del 2025 sono state attivate circa 270.000 nuove e-
SIM, con emissioni evitate stimate pari a 34 t CO₂eq 19. L’attività di implementazione ha comportato OpEx pari a 123 k€.
Noleggio di dispositivi mobili
L’iniziativa prevede la fornitura a noleggio di dispositivi mobili destinati alla clientela Small Business nell’ambito di contratti
mobile, adottando un modello di leasing operativo in alternativa alla vendita del bene. I dispositivi sono forniti unitamente alla
SIM per l’accesso ai servizi di telefonia e dati. Alla scadenza del contratto, o dei relativi rinnovi, i dispositivi vengono restituiti per
la valutazione tecnica e l’eventuale rigenerazione o reimpiego, contribuendo all’estensione della vita utile dei prodotti e alla
riduzione dei rifiuti elettronici. Nel 2025 sono stati dati  7.434 dispositivi a noleggio. L’iniziativa rientra nell’attività
tassonomica UE 5.5, in quanto promuove un modello prodotto-servizio volto a favorire la durata operativa dei dispositivi e
l’efficienza nell’uso delle risorse. I CapEx correlati all’iniziativa ammontano a 3.949 k€.
Vendita di stampanti multifunzione rigenerate
La commercializzazione di stampanti multifunzione rigenerate è destinata alla rete di rivenditori autorizzati Olivetti, con
l’obiettivo di promuovere il riutilizzo di apparecchiature elettroniche e ridurre la produzione di rifiuti tecnologici I dispositivi sono
sottoposti a un processo strutturato di rigenerazione che comprende la verifica dello stato generale, la pulizia, la riparazione e
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Uso delle risorse ed economia circolare
198
la sostituzione delle componenti usurate o non funzionanti. Al termine del processo, ogni stampante viene testata per
garantirne il corretto funzionamento e la conformità agli standard qualitativi richiesti. Nel 2025 sono state vendute 366
stampanti rigenerate. L’attività rientra nell’attività tassonomica UE 5.4, poiché contribuisce alla diffusione di modelli di
consumo più responsabili e alla riduzione dell’impatto ambientale lungo il ciclo di vita del prodotto.
Fornitura di cartucce toner rigenerate per la Pubblica Amministrazione
Nell’ambito delle gare rivolte alla Pubblica Amministrazione (Consip) è prevista la fornitura di cartucce toner ricondizionate per
stampanti multifunzione, garantendo che almeno il 30% delle forniture sia costituito da prodotti recuperati e reimmessi nel
ciclo produttivo. Il processo di rigenerazione si basa sul recupero di cartucce originali esauste che, dopo un accurato processo di
pulizia e controllo, vengono riempite nuovamente con polvere di toner e, ove necessario, sottoposte alla sostituzione delle
componenti interne soggette a usura.Nel 2025 sono state fornite 933 cartucce toner rigenerate. L’attività rientra nell’attività
UE 5.4 della Tassonomia, in quanto favorisce il riutilizzo dei materiali e la riduzione della produzione di rifiuti nel ciclo dei
materiali di consumo per la stampa.
Riutilizzo di apparecchiature del cliente - Customer Premises Equipment (TIM S.A.)
In Brasile sono attivi programmi strutturati per il recupero, la rigenerazione e il riutilizzo delle apparecchiature fornite ai clienti
(Customer Premises Equipment – CPE), quali modem, router e decoder, restituite a seguito della cessazione o sospensione dei
servizi di telecomunicazione o connettività. I dispositivi restituiti vengono sottoposti a ispezione tecnica, pulizia, test funzionali e
aggiornamento del firmware per verificarne l’idoneità al riutilizzo. Le apparecchiature idonee sono rigenerate e reinserite nel
ciclo operativo, contribuendo alla riduzione della domanda di nuovi dispositivi e alla diminuzione dei rifiuti elettronici (RAEE). Le
unità non recuperabili sono invece avviate a impianti autorizzati per il trattamento e il riciclo dei materiali, nel rispetto della
normativa ambientale vigente. Nel 2025 sono state raccolte 128 tonnellate di modem, di cui il 79% è stato rigenerato e
riutilizzato, rientrando nel circuito di fornitura ai clienti. L’attività rientra nell’Attività UE 5.3 della Tassonomia, in quanto
promuove il riutilizzo dei prodotti e dei loro componenti, prolungandone la vita utile e riducendo la produzione di rifiuti, in linea
con i principi dell’economia circolare. Gli OpEx destinati a questa attività ammontano a 2,680 k€.
Dismissione e rivendita di apparati di rete - decommissioning
La dismissione e la rivendita di apparecchiature tecnologiche non più utilizzate si inseriscono nel più ampio processo di
trasformazione e ammodernamento delle infrastrutture di rete. L’attività prevede la rimozione di apparati giunti a fine vita
operativa, quali router, switch e server, destinati alla gestione dei collegamenti di rete, allo scambio dei dati tra nodi e ai
sistemi centrali di elaborazione e archiviazione. Le apparecchiature dismesse sono sottoposte a un processo di valutazione e
selezione volto a verificarne l’idoneità alla reimmissione sul mercato. Gli apparati ancora funzionali vengono destinati alla
vendita tramite aste dedicate, favorendone il riutilizzo e contribuendo alla riduzione dei rifiuti elettronici. Questo approccio
consente di estendere la vita utile delle apparecchiature, evitare la dismissione anticipata di dispositivi ancora operativi,
liberare spazi nei siti tecnici e ottimizzare la gestione delle infrastrutture condivise con altri operatori. L’attività rientra
nell’attività tassonomica UE 5.4, in quanto contribuisce alla circolarità delle risorse e alla gestione sostenibile del fine vita delle
apparecchiature tecnologiche. Nel 2025 sono state effettuate due aste di vendita, con ricavi pari a 69,7 k€ e OpEx complessivi
pari a 77,4 k€.
Sviluppo della cultura ambientale e promozione dell’economia circolare (TIM S.A.)
La cultura ambientale viene promossa attraverso iniziative di sensibilizzazione dedicate all’uso efficiente delle risorse e ai
principi dell’economia circolare, a supporto delle azioni di gestione dei rifiuti e di recupero dei materiali.Nel 2025 sono stati
realizzati due incontri formativi sull’economia circolare, di cui uno aperto al pubblico e trasmesso online. Sono state inoltre
diffuse comunicazioni periodiche su tematiche ambientali tramite canali interni e piattaforme esterne, con l’obiettivo di
favorire comportamenti responsabili. Le attività hanno OpEX per 10,2 k€.
Tutte le azioni descritte nel contribuiscono a mitigare l'impatto negativo IRO 37, connesso a una gestione non adeguata dei rifiuti, e
a valorizzare l’opportunità IRO 28, legata al recupero dei materiali e all’estensione della vita dei prodotti.
Le spese complessive rilevabili per le azioni descritte nell’obbligo di informativa E5-2 "Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e
all'economia circolare" ammontano, al lordo delle attività tassonomiche, per BU Domestic a 9.898 k€ (OpEx) e 3.949 k€ (CapEx) e
per TIM S.A. a 2.690 k€ (OpEx) e 85 k€ (CapEx); al netto della quota riconducibile ad attività tassonomiche, tali importi risultano pari
a 7.201 k€ (OpEx) per BU Domestic e a 10,2 k€ (OpEx) e 85 k€ (CapEx).
Metriche e obiettivi
Obbligo di informativa E5-3 - Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare
[23]; [MDR-T 81 a, 81 b i, ii ]
TIM monitora l’efficacia delle politiche e delle azioni relative agli impatti e ai rischi in tema di uso delle risorse e di economia
circolare attraverso un sistema strutturato di indicatori di performance (KPI), rilevati con cadenza periodica, che consente di
valutare nel continuo l’andamento delle performance ambientali e l’efficacia delle misure adottate.
In particolare, il monitoraggio riguarda:
gli aspetti legati al recupero dei materiali e alle iniziative di estensione della vita utile dei prodotti, per cui si utilizzano indicatori
come: il numero di dispositivi recuperati e rigenerati tramite programmi di trade-in e preparazione al riutilizzo; la percentuale di
modem commercializzati con certificazione di impronta di carbonio; il contenuto di materiali riciclati nei prodotti a marchio
TIM; il quantitativo di materiali preziosi recuperati dai RAEE;
la gestione dei rifiuti, per cui si monitora la quantità totale di rifiuti prodotti; la quantità totale (in peso) di rifiuti non destinati
allo smaltimento attraverso operazioni di preparazione per il riutilizzo e riciclo; la quantità (in peso) di rifiuti destinati allo
smaltimento, distinta per tipologia di trattamento.
In Brasile, TIM S.A. monitora un ulteriore indicatore relativo al tasso di riutilizzo e riciclo dei rifiuti solidi, espresso come percentuale
sul totale dei rifiuti solidi generati dalle attività operative. Per tale indicatore è stato definito un livello di riferimento pari al 96%
20 Le percentuali di contenuto riciclabile sono calcolate assumendo come riferimento il peso del modem TIM HUB+ (860 g) e il peso medio dell’imballaggio (360 g). Il
calcolo tiene conto delle diverse composizioni di materiali impiegati nel prodotto e nel relativo packaging.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Uso delle risorse ed economia circolare
199
entro il 2026, coerente con l’approccio di gestione dei rifiuti adottato dalla società, orientato a privilegiare il recupero di materia
rispetto allo smaltimento finale.
Il presidio delle tematiche ambientali è inoltre supportato dall’adozione di un sistema di gestione certificato secondo lo standard
internazionale ISO 14001, che prevede processi strutturati di pianificazione, controllo e miglioramento continuo finalizzati alla
prevenzione dei rifiuti, all’incremento del riciclo e alla gestione efficace dello smaltimento.
Obbligo di informativa E5-5 - Flussi di risorse in uscita
Caratteristiche ambientali dei prodotti
[35]; [36 a, b, c ]; [MDR-M, 77 a]; [40]
In ambito Domestic, il Gruppo TIM integra criteri di sostenibilità ambientale e principi di economia circolare nella progettazione e
commercializzazione dei modem a brand TIM, che rappresentano circa il 90% del totale dei prodotti venduti a marchio TIM.
La progettazione dei modem è orientata all’estensione della vita utile e alla riduzione degli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di
vita. I dispositivi sono sviluppati per garantire durabilità e affidabilità nel tempo, con una durata media stimata di circa 10 anni, in
funzione della tecnologia impiegata, dei tassi di guasto e della disponibilità di parti di ricambio. In fase di gara è inoltre richiesto un
Mean Time Between Failure (MTBF) superiore a 300.000 ore quale requisito minimo di affidabilità, al fine di limitare sostituzioni
premature.
La progettazione privilegia inoltre soluzioni che facilitano la riparabilità e lo smontaggio, consentendo la sostituzione di componenti
standardizzati e il ricondizionamento dei dispositivi restituiti dai clienti, che vengono verificati, rigenerati e reimmessi nel ciclo di
assistenza tecnica. Particolare attenzione è dedicata alla selezione dei materiali, attraverso l’utilizzo di componenti riciclati o
riciclabili e l’introduzione di requisiti specifici relativi alla riciclabilità delle plastiche nelle procedure di gara. Anche la fase d’uso è
oggetto di ottimizzazione mediante soluzioni orientate all’efficienza energetica, mentre il packaging è realizzato in cartone 100%
riciclato e riciclabile.
Questo approccio progettuale costituisce la base per l’adozione di strumenti di misurazione e certificazione degli impatti
ambientali, tra cui l’EPD (Environmental Product Declaration). In tale contesto, nel 2024 è stato introdotto il primo modem con
certificazione EPD (Environmental Product Declaration), il TIM Hub Pro, cui si è aggiunta nel 2025 la certificazione del modello TIM
Hub+ XDSL, entrambe validate da ente terzo indipendente. La certificazione EPD, basata su un’analisi del ciclo di vita del prodotto
(Life Cycle Assessment), consente di quantificare in modo oggettivo gli impatti ambientali lungo tutte le fasi del ciclo di vita, inclusa
l’impronta di carbonio. Tale strumento indirizza i clienti verso scelte di acquisto consapevoli e promuove un approccio progettuale
fondato sulla comparabilità delle performance ambientali. Nel 2025, TIM ha commercializzato oltre 1 milione di modem di cui il
70% dotati di EPD.
TIM garantisce assistenza e riparazione dei modem, anche mediante l’utilizzo di prodotti rigenerati. La rigenerazione dei dispositivi
guasti avviene attraverso il recupero dei modem restituiti dai clienti, la verifica tecnica dello stato, la valutazione della fattibilità
della rigenerazione, la sostituzione di blocchi funzionali o componenti standardizzati e la successiva re-immissione nel ciclo di
assistenza tecnica per la sostituzione di altri dispositivi guasti.
Per questi due prodotti, il tasso medio di contenuto riciclabile 20 è pari al 60,4%, mentre il tasso di contenuto riciclabile nel relativo
imballaggio è pari al 39,6%, come riportato nella tabella seguente.
Contenuto riciclabile prodotti - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024
Tasso di contenuto riciclabile nei prodotti
%
60,40
93,17
Tasso di contenuto riciclabile nell'imballaggio dei prodotti
%
39,63
29,94
La variazione del tasso di contenuto riciclabile nei prodotti riflette il diverso mix di apparati commercializzati. In particolare, nel 2025
l’introduzione del TIM HUB+ XDSL, che include un filtro per gli accessi in tecnologia ADSL, ha inciso sul valore medio dell’indicatore,
poiché tale componente presenta un livello di riciclabilità inferiore rispetto all’altra tipologia di modem (TIM HUB Pro). L’aumento
del tasso di contenuto riciclabile dell’imballaggio è invece associato alla progressiva diffusione di soluzioni di packaging
caratterizzate da un minore utilizzo di plastica e da un maggiore impiego di materiali riciclabili.
Produzione e trattamento dei rifiuti
[MDR-M, 77 a]; [37 a, b, c, d]; [38 a, b]; [39] ; [40]
Il Gruppo TIM monitora la produzione di rifiuti e le relative modalità di gestione al fine di migliorare le attività di prevenzione,
recupero e riutilizzo. I dati sono raccolti e analizzati periodicamente attraverso sistemi gestionali dedicati che consentono la
tracciabilità dei flussi e il controllo diretto delle quantità.
In ambito Domestic, i rifiuti sono classificati secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) e i dati sono rilevati sono conformi alla
Direttiva 2008/98/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo, nota anche come "Direttiva quadro sui rifiuti", modificata dalla
Direttiva (UE) 2025/1892.
In Brasile, TIM S.A. adotta un sistema di gestione ambientale che consente la tracciabilità dei flussi in ingresso e in uscita delle
risorse, garantendo il monitoraggio della produzione di rifiuti e delle attività di recupero. La classificazione dei rifiuti pericolosi e non
pericolosi è effettuata in conformità alla norma ISO 14001, al fine di assicurare coerenza, validazione e comparabilità dei dati.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Uso delle risorse ed economia circolare
200
Nell’ambito delle proprie operazioni, il Gruppo TIM genera rifiuti non pericolosi, tra cui imballaggi misti, rifiuti da apparecchiature
elettriche ed elettroniche (RAEE), cavi e metalli, nonché rifiuti pericolosi quali pile e accumulatori. I materiali prevalenti nelle
principali tipologie di rifiuto includono carta, legno, plastica e scarti metallici (principalmente ferro, acciaio e rame).
La tabella seguente riporta il dettaglio dei rifiuti generati, distinti per destinazione e tipologia.
Rifiuti generati - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Rifiuti
pericolosi
Rifiuti non
pericolosi
Totale
Rifiuti
pericolosi
Rifiuti non
pericolosi
Totale
Rifiuti generati
t
713,63
3.341,17
4.054,80
956,64
4.438,58
5.395,22
Rifiuti sottratti allo smaltimento
t
706,09
3.213,94
3.920,03
946,33
4.294,17
5.240,50
preparazione per il riutilizzo
t
2,16
103,86
106,02
87,24
87,24
riciclo
t
364,27
1.414,53
1.778,80
522,95
1.734,84
2.257,79
altre operazioni di recupero
t
2,70
6,76
9,46
Rifiuti destinati allo smaltimento
t
7,54
127,23
134,77
10,31
144,41
154,72
incenerimento
t
2,42
23,76
26,18
5,16
11,16
16,32
smaltimento in discarica
t
5,12
103,48
108,60
5,16
133,26
138,42
altre operazioni di smaltimento
t
di cui rifiuti non riciclati
t
7,54
127,23
134,77
10,31
144,41
154,72
% di rifiuti non riciclati
t
1,06
3,81
3,32
1,08
3,25
2,87
Il processo di raccolta e consolidamento dei dati è oggetto di progressivo rafforzamento, con l’obiettivo di incrementare il livello di
dettaglio informativo a livello di Gruppo.
Per quanto riguarda i rifiuti sottratti allo smaltimento, si specifica che i dati sulle relative destinazioni (preparazione per il riutilizzo e
riciclo) sono attualmente riferite esclusivamente a TIM S.A.. Per i rifiuti destinati a smaltimento, è stata adottata un’assunzione
metodologica che prevede una ripartizione del 50% dei rifiuti avviati a discarica e del 50% destinati a incenerimento, in linea con lo
studio “Rapporti Rifiuti Urbani 2023” di ISPRA. Tale criterio è stato applicato all’intero perimetro di rendicontazione, in Italia e
Brasile.
Nel 2025 il Gruppo TIM ha generato circa 4.054 tonnellate di rifiuti, con una riduzione del 24,8% rispetto al 2024. La variazione
riflette in primo luogo una diversa base informativa del dato 2024, che include una componente stimata connessa al processo di
separazione della rete e alla conseguente indisponibilità di un tracciamento pienamente puntuale per l’intero esercizio. Il dato 2025
è invece interamente rilevato su base consuntiva e risulta pertanto più omogeneo rispetto all’attuale perimetro operativo. Inoltre
nel corso dell'esercizio sono state avviate iniziative di decommissioning che hanno privilegiato la valorizzazione e il riutilizzo dei beni
dismessi, evitando la produzione di rifiuti (per il dettaglio si veda l'obbligo di informatva E5-3 "Obiettivi relativi all'uso delle risorse e
all'economia circolare") .
Rimane elevata la quota di rifiuti avviata a recupero pari a circa il 97% nel 2025. Come si evince infine dalla tabella sottostante
il Gruppo non produce rifiuti radioattivi.
Rifiuti pericolosi e radioattivi - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024
Quantità totale di rifiuti pericolosi
t
713,63
956,64
di cui Radioattivi
t
0,00
0,00
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
201
3.INFORMAZIONI SOCIALI
Forza lavoro propria [ESRS S1]
Strategia
Obbligo di informativa SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
[S1 SBM-2, 12]
Nel definire la propria strategia e il modello di business, il Gruppo TIM considera gli interessi, le opinioni e i diritti della propria forza
lavoro, riconosciuta come stakeholder chiave per la creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo.
Le esigenze e le aspettative dei lavoratori sono raccolte attraverso modalità strutturate di coinvolgimento, sia dirette, quali
interviste, survey interne, questionari di clima e incontri dedicati, sia indirette, tramite i sistemi di rappresentanza dei lavoratori e il
dialogo continuo con le organizzazioni sindacali.
Obbligo di informativa SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
Perimetro della forza lavoro propria
[S1 SBM-3 14 a]
Il Gruppo TIM ha identificato le tipologie di lavoratori potenzialmente soggetti a impatti rilevanti derivanti dalle proprie operazioni,
includendo tutte le categorie di lavoratori coinvolte nelle proprie attività, indipendentemente dalla forma contrattuale. In tale
perimetro rientrano:
lavoratori dipendenti, con i quali il Gruppo intrattiene un rapporto contrattuale diretto, a tempo determinato o
indeterminato, full time o part-time;
lavoratori non dipendenti che operano per conto del Gruppo, con i quali TIM intrattiene rapporti contrattuali indiretti o
atipici ma che risultano funzionalmente integrati nelle attività aziendali. Si distinguono:
i lavoratori contrattualizzati tramite agenzie di lavoro temporaneo e/o di somministrazione, inclusi i lavoratori con
contratto di somministrazione prevalentemente in modalità staff leasing (in particolare nell’ambito di TIM Retail);
i lavoratori autonomi, intesi come professionisti indipendenti che forniscono servizi o competenze al Gruppo senza un
contratto di lavoro subordinato, nell’ambito di rapporti di collaborazione continuativi o comunque rilevanti per le operazioni
aziendali, quali, ad esempio, attività di consulenza o di assistenza sanitaria per l’ente Assilt.
Impatti, rischi e opportunità legati alla forza lavoro propria
[S1 SBM-3 14 b, c, d, e, f, i, ii; g i, ii]; [S1 SBM-3, 15]; [S1 SBM-3, 16]
A valle dell’analisi di doppia rilevanza, il Gruppo ha individuato impatti, rischi e opportunità rilevanti connessi alla propria forza
lavoro, distinguendo tra effetti di natura incidentale e fattori di carattere strutturale.
Gli impatti negativi derivanti da eventi specifici sono prevalentemente connessi alla sicurezza informatica (IRO 1) e alla salute e
sicurezza sul lavoro (IRO 15); quelli di natura strutturale sono legati alle modalità di organizzazione del lavoro e, in particolare,
sistemi di incentivazione e benefit non pienamente allineati agli obiettivi di sostenibilità possono incidere sulla motivazione dei
dipendenti (IRO 17), mentre contesti lavorativi che non garantiscano adeguatamente il diritto alla disconnessione e l’equilibrio tra
vita privata e lavoro possono influire negativamente sul benessere individuale e sui livelli di stress (IRO 36).
È stato inoltre individuato un impatto positivo associato alle iniziative di formazione e sviluppo delle competenze, incluse le attività
di reskilling (IRO 5), che contribuiscono alla crescita professionale e rafforzano la capacità di adattamento della forza lavoro del
Gruppo ai cambiamenti organizzativi e tecnologici.
Con riferimento ai rischi, sono stati individuati aspetti connessi alla violazione della privacy e all’accesso non autorizzato ai dati
personali dei dipendenti (IRO 26), alle disuguaglianze di genere in termini di retribuzione, accesso ai ruoli di responsabilità e
trasparenza nei percorsi di carriera (IRO 35), e al mancato rispetto dei diritti umani all’interno dell’organizzazione e lungo la filiera
(IRO 38). Tali temi possono comportare conseguenze di natura legale, economica e reputazionale, incidendo anche sulla capacità
di attrarre e trattenere i talenti. Non sono state invece rilevate operazioni a grave rischio di lavoro forzato, lavoro coatto o lavoro
minorile.
Le opportunità identificate riguardano la valorizzazione delle diversità e la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo (IRO 20),
l’adozione di modelli di lavoro flessibili e ibridi (IRO 22), la definizione di obiettivi di performance chiari e raggiungibili per i dipendenti
(IRO 24), nonché agli investimenti nella formazione e nello sviluppo delle competenze, anche attraverso collaborazioni di ricerca
(IRO 30). Tali temi possono contribuire al miglioramento della produttività, del benessere organizzativo e della capacità di attrarre e
mantenere una forza lavoro qualificata e diversificata, generando al contempo benefici economici e reputazionali.
Il piano di transizione climatica del Gruppo, in fase di definizione, è principalmente orientato alla riduzione delle emissioni e alla
trasformazione tecnologica delle infrastrutture e non comporta impatti significativi sui lavoratori propri in termini di condizioni di
lavoro, occupazione o diritti. Pertanto, non sono stati identificati effetti rilevanti sul modello di business o sulla resilienza
dell’impresa con riferimento alla dimensione della forza lavoro.
Alcuni rischi e opportunità possono riguardare specifici gruppi della forza lavoro propria. In particolare, i rischi connessi alle
disuguaglianze di genere, in linea con dinamiche strutturali osservate nel mercato del lavoro, interessano prevalentemente la
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
202
popolazione femminile, rispetto ai quali il Gruppo TIM è impegnato nella riduzione del divario salariale e nella promozione delle pari
opportunità.
Le opportunità legate alla valorizzazione delle diversità e all’inclusione possono invece riguardare, oltre alla popolazione femminile,
anche altri gruppi della forza lavoro, quali minoranze etniche e culturali, nonché diverse fasce generazionali, contribuendo a creare
un ambiente di lavoro inclusivo e a rafforzare l’attrattività del Gruppo come datore di lavoro.
Alcuni rischi possono incidere in misura differenziata su specifici gruppi della forza lavoro. In particolare, la popolazione femminile e
le minoranze possono risultare maggiormente esposte a disuguaglianze in termini di accesso alle opportunità, sviluppo
professionale e condizioni di lavoro. Il Gruppo dedica particolare attenzione a tali gruppi, monitorando l’evoluzione dei rischi e
promuovendo iniziative volte a garantire pari opportunità e inclusione.
Per individuare i rischi che ricadono sui propri dipendenti, il Gruppo raccoglie regolarmente le opinioni dei lavoratori attraverso
attività di ascolto e sondaggi interni sul livello di soddisfazione per comprenderne le esigenze e orientare le proprie azioni.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Obbligo di informativa S1-1 - Politiche relative alla forza lavoro propria
[19]; [MDR-P, 65 a, b, c, d, e, f]; [20 a, b]; [ 21]; [ 22]; [23]; [24 a, b, c ,d]
Gli IRO rilevanti relativi all’ESRS S1 “Lavoratori delle forza lavoro propria " sono  dodici (IRO 1, 5, 15, 17, 20, 22, 24, 26, 30, 35, 36 e
38) e sono presidiati dal Gruppo TIM attraverso il Codice Etico e di Condotta”, la “Policy Diritti Umani”, la “Politica delle
Risorse Umane e Pari Opportunità”, la “Policy di gestione degli episodi di molestie di genere, sessuale e di bullismo”, la
Procedura “Whistleblowing”, la Relazione sulla politica di Remunerazione”, la “Policy Salute e Sicurezza”, “Sistema delle
regole per l’applicazione della normativa sulla protezione dei dati personali” e la Politica di Sicurezza delle informazioni”.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 “Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”. Per gli aspetti generali relativi alle policy e agli
impegni del Gruppo in materia di diritti umani – inclusa la prevenzione della tratta di esseri umani, del lavoro forzato e minorile e il
rispetto degli standard internazionali sul lavoro – si rimanda al capitolo «Politiche – MDR-P» della medesima sezione e alla “Policy
Diritti Umani”.
Per declinare il quadro di riferimento del Gruppo nel contesto brasiliano, TIM S.A. ha adottato specifiche politiche volte a guidare la
gestione degli impatti sulla propria forza lavoro. In particolare, attraverso il “Codice Etico e di Condotta”, la “Policy Diritti Umani” e
la “Policy di Responsabilità Sociale”, TIM S.A. definisce i principi per la tutela dei diritti umani nello svolgimento delle proprie attività.
Tali politiche, allineate ai principali standard internazionali in materia di diritti umani e lavoro, si applicano alla forza lavoro del
Gruppo e, ove pertinente, alla catena del valore, e prevedono la prevenzione di pratiche quali lavoro minorile, lavoro forzato e tratta
di esseri umani, nonché la promozione di comportamenti responsabili coerenti con i principi etici del Gruppo.
TIM S.A. ha inoltre adottato ulteriori politiche a supporto della gestione delle persone, tra cui la “Policy Diversità e Inclusione”,
finalizzata a promuovere pari opportunità e un ambiente di lavoro inclusivo; la “Policy in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro”,
che stabilisce principi comuni per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per il miglioramento continuo delle
condizioni di lavoro; e la “Policy di Sviluppo e Apprendimento Aziendale”, volta a orientare le iniziative di crescita professionale e
valorizzazione delle competenze.
In materia di salute e sicurezza sul lavoro, TIM adotta politiche volte a garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre e a
prevenire infortuni e malattie professionali, promuovendo un approccio orientato alla prevenzione e al miglioramento continuo. Nel
contesto italiano, tali politiche sono supportate da un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro che si avvale di
specifiche procedure, tra cui la procedura relativa alla “gestione degli infortuni dei lavoratori”, finalizzate a garantire un presidio
strutturato degli eventi professionali in coerenza con la normativa applicabile.
Nel contesto brasiliano, TIM S.A. adotta analogamente un sistema di gestione della sicurezza e salute sul lavoro, nell’ambito del
quale la procedura interna “Gestione degli eventi professionali” rappresenta uno degli strumenti di supporto all’attuazione delle
politiche di salute e sicurezza, contribuendo alla prevenzione degli infortuni e al miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.
TIM presidia il tema delle discriminazioni attraverso un sistema articolato di politiche e procedure finalizzate a prevenire,
individuare e contrastare comportamenti discriminatori, molestie e forme di bullismo all’interno dell’organizzazione. Le politiche del
Gruppo vietano ogni forma di discriminazione fondata, tra l’altro, su caratteristiche personali, sociali o culturali e promuovono il
rispetto delle pari opportunità e dell’inclusione.
Il Gruppo ha inoltre adottato specifici strumenti per la gestione e il trattamento degli episodi discriminatori, tra cui una procedura di
Whistleblowing che consente ai lavoratori di segnalare comportamenti illeciti o non conformi ai principi etici, garantendo la
riservatezza e la tutela da ritorsioni. Gli impegni, i principi e gli obiettivi delle politiche in materia di non discriminazione, pari
opportunità e prevenzione delle molestie sono descritti nella capitolo «Politiche - MDR-P» nella sezione “Informazioni Generali”.
Anche nel contesto brasiliano, TIM S.A. presidia il tema della non discriminazione attraverso un insieme di politiche e procedure che
vietano ogni forma di comportamento discriminatorio e promuovono il rispetto delle pari opportunità. Tali politiche contemplano
esplicitamente i principali motivi di discriminazione riconosciuti a livello normativo e internazionale. L’attuazione dei principi di non
discriminazione è supportata da procedure e strumenti dedicati, volti a prevenire, individuare e gestire comportamenti non
conformi all’interno dell’organizzazione.
Nell’ambito delle proprie politiche, TIM presta attenzione ai gruppi di lavoratori che possono risultare maggiormente esposti a
situazioni di vulnerabilità, tenendo conto, tra l’altro, di fattori quali il genere, la disabilità, l’età, condizioni di salute e l’appartenenza
a minoranze, razziali, etniche o religiose.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
203
TIM S.A. promuove l’inclusione delle persone appartenenti a gruppi potenzialmente vulnerabili attraverso politiche aziendali
orientate alla valorizzazione delle differenze e alla creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, in coerenza con i principi di diversità
e pari opportunità adottati dal Gruppo.
Obbligo di informativa S1-2 - Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria e dei
rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti
[27 a, b, c, d, e]; [28]
Il Gruppo TIM adotta processi strutturati di coinvolgimento dei lavoratori, direttamente o tramite i loro rappresentanti, al fine di
raccogliere le prospettive sugli impatti attuali e potenziali delle attività del Gruppo sulla forza lavoro e di considerarle nei processi
interni di valutazione e gestione di tali impatti.
Coinvolgimento diretto dei lavoratori
Il coinvolgimento diretto dei lavoratori avviene attraverso strumenti strutturati di ascolto della popolazione aziendale e specifici
processi aziendali, che consentono al Gruppo TIM di raccogliere le prospettive della forza lavoro sugli impatti delle proprie attività e
di valutare nel tempo l’efficacia delle modalità di coinvolgimento adottate.
Nel 2025, TIM in ambito Domestic ha utilizzato i seguenti strumenti di coinvolgimento diretto:
Analisi di doppia rilevanza: al fine di individuare gli impatti rilevanti delle proprie attività su ambiente, persone e governance. è
stato coinvolto un campione di 531 dipendenti. Il tasso di partecipazione è stato pari al 44,2% del campione coinvolto. I risultati
contribuiscono a orientare le priorità di rendicontazione e ca coinvolgere i lavoratori nei processi decisionali;
Survey InAscolto: rivolta annualmente all’intera popolazione aziendale, l’indagine consente di rilevare bisogni ed esigenze della
forza lavoro, anche con riferimento ad ambiti che possono generare impatti, tra cui il welfare aziendale. Nel 2025, il livello di
soddisfazione del welfare è risultato pari a 3,4 su una scala da 1 a 5. I risultati della survey, condivisi con il top management,
sono utilizzati per valutare l’efficacia delle iniziative di coinvolgimento e per orientare il miglioramento delle politiche di welfare
e inclusione;
Indagine di Clima: rileva il livello di soddisfazione e coinvolgimento della popolazione aziendale, consentendo di individuare
punti di forza e aree di miglioramento nella gestione dei rapporti con la forza lavoro. I risultati rappresentano uno dei principali
strumenti con cui il Gruppo monitora nel tempo l’efficacia del coinvolgimento dei lavoratori. Nel 2025 il livello di engagement è
stato pari al 56%. I dati, raccolti in forma pseudo-anonimizzata e analizzati da soggetti indipendenti e condivisi in sintesi con il
Consiglio di Amministrazione, il top management e i responsabili organizzativi.
In Brasile, TIM S.A., oltre a indagini rapide e periodiche sul clima e sul coinvolgimento (sondaggi Pulse), conduce un’indagine
annuale sul clima e sull’engagement volta a valutare il livello di coinvolgimento e l’allineamento culturale della popolazione
aziendale rispetto a diverse dimensioni, tra cui cultura dell’integrità, agilità organizzativa, leadership responsabile, ambiente di
lavoro, processi organizzativi, sistemi di ricompensa, sviluppo professionale e benessere delle persone. I risultati del Climate and
Engagement Survey consentono di individuare opportunità di miglioramento e definire piani di azione aziendali e iniziative
specifiche, monitorati dalla funzione People, Culture & Organization a supporto del miglioramento continuo dei processi di gestione
del personale.
Inoltre, per considerare in modo strutturato le prospettive della forza lavoro nella gestione degli impatti, TIM S.A. riesamina le
proprie questioni materiali di sostenibilità con cadenza almeno biennale, coinvolgendo tra le parti interessate anche i dipendenti.
Coinvolgimento indiretto dei lavoratori tramite i rappresentanti dei lavoratori
Il Gruppo TIM coinvolge i lavoratori anche tramite le rappresentanze sindacali nell’ambito del proprio modello di relazioni industriali,
che valorizza informazione, consultazione e negoziazione nel rispetto della normativa, del contratto collettivo e delle linee guida
ONU in materia di diritti umani. Il modello prevede il coinvolgimento delle rappresentanze a livello nazionale e territoriale; in
particolare, le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) favoriscono il confronto decentrato nell’ambito delle tutele previste dalla
normativa e dalla contrattazione collettiva applicabile. Nel perimetro Domestic, nel 2025, TIM ha ridefinito il Protocollo di Relazioni
Industriali e rinnovato le rappresentanze dei lavoratori attraverso elezioni che hanno registrato un’ampia partecipazione. Nel corso
dell’anno si sono svolti oltre 25 incontri con le rappresentanze sindacali della società capogruppo, durante i quali sono state
affrontate tematiche quali la contrattazione aziendale integrativa (ad esempio il Premio di Risultato), le evoluzioni organizzative, la
formazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali, anche attraverso strumenti quali il Contratto di Solidarietà.
Il coinvolgimento è inoltre realizzato attraverso commissioni paritetiche previste dal modello di relazioni industriali, dedicate
all’approfondimento di specifiche materie, tra cui formazione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, welfare e pari opportunità. Nel
corso degli incontri possono essere discusse anche istanze di carattere generale espresse dai lavoratori, quali la conciliazione vita-
lavoro, la formazione e l’organizzazione degli orari di lavoro, che, ove sostenibili e compatibili con le scelte aziendali, possono essere
formalizzate attraverso accordi sindacali.
La responsabilità della gestione delle relazioni industriali e del coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori è affidata alla
funzione Industrial Relations, all’interno della Direzione Human Resources & Organization.
I lavoratori possono consultare, tramite la intranet aziendale, le informazioni relative ai principali accordi sindacali; le risorse
dedicate al coinvolgimento delle rappresentanze sono definite annualmente in sede di budget, in funzione dei progetti e degli
accordi che l’impresa intende realizzare.
In Brasile, TIM S.A. coinvolge la rappresentanza dei lavoratori a livello nazionale e territoriale, in particolare con riferimento ai
contratti collettivi e alle relative trattative, ai programmi di partecipazione agli utili e a eventuali riorganizzazioni interne che
potrebbero comportare impatti significativi sull’occupazione. La contrattazione collettiva si applica a tutti i dipendenti.
Il contratto collettivo 2025–2026 di TIM S.A. è stato approvato in tutti gli Stati e nel Distretto Federale a seguito delle assemblee
delle federazioni sindacali. L’accordo ha previsto l’aggiornamento delle condizioni economiche, con adeguamenti salariali e
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
204
previdenziali, nonché il riconoscimento di un bonus compensativo. Il contratto include inoltre clausole relative ai principi etici
nell’uso dell’intelligenza artificiale, impegni per lo sviluppo professionale connessi all’utilizzo di tali strumenti, disposizioni in materia
di sostenibilità ambientale nei rapporti di lavoro, la riduzione dell’orario 6x1 in una parte delle operazioni di call center, la revisione
dell’orario per il personale dei negozi e l’implementazione di un programma di salute mentale e benessere psicologico.
La responsabilità della gestione delle relazioni e delle negoziazioni con le organizzazioni sindacali, nonché del monitoraggio dei
relativi rapporti, è affidata alla funzione Trade Union & Labour Relations, all’interno della Direzione People, Culture & Organization.
Nella definizione degli accordi sindacali e dei regolamenti che disciplinano il rapporto di lavoro, il Gruppo TIM tiene conto dei diritti
umani fondamentali, assicurando che tali strumenti non incidano sulla libertà, sulla dignità, sull’uguaglianza e sulla giustizia dei
lavoratori. Il dialogo con le rappresentanze sindacali e il modello di relazioni industriali adottato a livello di Gruppo costituiscono
pertanto anche uno strumento attraverso cui TIM raccoglie e considera le istanze e le prospettive della forza lavoro in relazione alle
tematiche sociali e ai diritti umani.
Obbligo di informativa S1-3 - Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che
consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni
[32 a, b, c, d, e]; [33]
TIM monitora e gestisce i principali impatti negativi sulla propria forza lavoro attraverso un sistema articolato di politiche, processi e
azioni, supportato da canali di segnalazione che consentono ai lavoratori di comunicare in modo sicuro e riservato eventuali
preoccupazioni, violazioni o esigenze connesse alle attività aziendali, garantendone la presa in carico e la corretta gestione. I canali
rappresentano uno degli strumenti con cui l’azienda gestisce situazioni potenzialmente rilevanti per la forza lavoro, anche ai fini
della valutazione di eventuali azioni di rimedio, e hanno natura trasversale, risultando idonei a intercettare un’ampia gamma di
situazioni aziendali.
Attraverso tali canali possono essere segnalate anche situazioni riconducibili agli IRO rilevanti, tra cui: questioni legate alla
sicurezza informatica e alla protezione dei dati personali, con possibili impatti sulla privacy (IRO 1); aspetti relativi alla salute e
sicurezza sul lavoro, incluse eventuali carenze formative o nelle misure di prevenzione (IRO 15); elementi organizzativi che incidono
sul benessere e sul coinvolgimento della forza lavoro, quali sistemi di incentivazione e benefit non adeguatamente allineati (IRO
17), nonché il rispetto del diritto alla disconnessione e dell’equilibrio tra vita privata e lavoro (IRO 36).
TIM mette a disposizione canali interni di segnalazione attraverso i quali è possibile trasmettere all’Organismo di Vigilanza
informazioni su possibili violazioni di leggi e regolamenti, del "Codice Etico e di Condotta", del "Modello Organizzativo 231" e delle
procedure vigenti, riferite al personale TIM e/o a terzi.
Il Gruppo monitora il livello di consapevolezza e fiducia nei canali di segnalazione attraverso il feedback dei dipendenti, raccolto
tramite survey, attività formative e analisi delle modalità di utilizzo dei canali. Il ricorso prevalente al canale Whistleblowing rispetto
ad altre modalità disponibili costituisce un indicatore del livello di conoscenza e fiducia nel sistema di segnalazione. Le informazioni
sui canali sono rese disponibili nei principali documenti aziendali, nei programmi di formazione obbligatoria e sugli strumenti interni
di comunicazione.
Canale di segnalazione per violazioni etiche, normative e anticorruzione
Il Canale di Whistleblowing è lo strumento attraverso cui il Gruppo riceve e gestisce segnalazioni relative a violazioni etiche,
normative e fenomeni di corruzione. In particolare, le segnalazioni riguardano comportamenti posti in essere da dipendenti del
Gruppo TIM o da terzi, inclusi episodi di discriminazione, molestie e violazioni dei diritti umani, che possono avere effetti
rilevanti sulla forza lavoro.
Attraverso il Canale possono inoltre essere segnalate violazioni di leggi e regolamenti, del "Codice Etico e di Condotta" del Gruppo,
del "Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo" ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e del sistema di regole e procedure vigente,
nonché possibili fenomeni di corruzione attiva e passiva. Il Canale gestisce le segnalazioni relative a TIM S.p.A. e alle società del
Gruppo TIM, ad esclusione delle società quotate e di quelle estere.
Le segnalazioni possono essere effettuate tramite un Portale dedicato, accessibile agli stakeholder interni ed esterni, che
garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante e delle persone coinvolte mediante l’utilizzo di protocolli di sicurezza e
strumenti di crittografia. Il Portale rilascia un Codice Identificativo Univoco che consente al segnalante di monitorare lo stato della
segnalazione e di scambiare ulteriori comunicazioni con i soggetti competenti, anche in forma anonima. Nel rispetto della
normativa applicabile e della tutela della privacy, non è consentita né tollerata alcuna forma di ritorsione, diretta o indiretta,
personale o professionale, nei confronti del segnalante in ragione della segnalazione effettuata. Le tutele previste si applicano
anche ai segnalanti anonimi, inclusi i casi in cui l’identità del segnalante sia successivamente emersa.
Le segnalazioni sono ricevute e gestite dagli Organismi di Vigilanza di TIM o delle società del Gruppo interessate, con il supporto
della Direzione Audit che, in autonomia ed obiettività, svolge le attività istruttorie, individua eventuali azioni correttive e ne
comunica gli esiti agli Organismi di Vigilanza competenti. La Procedura Whistleblowing disciplina la gestione delle segnalazioni,
incluse quelle relative a possibili episodi di corruzione, assicurando indagini celeri, indipendenti e imparziali con tempi certi di
riscontro al segnalante. Il sistema di Whistleblowing è integrato nel Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) del
Gruppo.
In aggiunta al Portale dedicato, il Canale di Whistleblowing prevede anche:
una casella vocale accessibile tramite il Numero Verde 800 664 411;
la possibilità di inviare segnalazioni tramite posta ordinaria all’Organismo di Vigilanza di TIM o della società del Gruppo
interessata, presso la relativa sede legale.
Le segnalazioni pervenute attraverso il Portale Whistleblowing sono ricevute dagli Organismi di Vigilanza di TIM o delle società
controllate competenti e gestite con il supporto della Funzione Audit.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
205
La Funzione Audit, in autonomia e obiettività, svolge le verifiche istruttorie finalizzate a valutare l’attendibilità delle informazioni
segnalate, individuare eventuali carenze di controllo, anomalie o irregolarità e proporre le opportune azioni correttive. Gli esiti delle
attività sono documentati in appositi report e comunicati agli Organismi di Vigilanza competenti, che supportano le decisioni di
chiusura del caso e l’eventuale adozione di misure disciplinari.
L’attuazione delle azioni correttive è affidata al management delle aree interessate, con monitoraggio da parte della Funzione
Audit e informativa periodica agli Organismi di Vigilanza.
L’azienda comunica e promuove l’utilizzo del Canale di Whistleblowing sia internamente sia esternamente, assicurandone
un’adeguata visibilità. Le informazioni relative alle modalità di gestione e trattamento delle segnalazioni sono rese disponibili
attraverso la Intranet aziendale e il sito internet della Capogruppo e delle società controllate.
Anche in Brasile, TIM S.A. mette a disposizione un Canale di Segnalazione (Whistleblower Channel) accessibile agli stakeholder
interni ed esterni, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tramite piattaforma indipendente multicanale (web, intranet, telefono e
app), in formato bilingue e dotata di strumenti di accessibilità. Il Canale consente segnalazioni nominative o anonime relative a
episodi di discriminazione, molestie, fenomeni di corruzione, frode, conflitti di interesse, violazioni normative o del Codice Etico e di
Condotta. La gestione è affidata alla funzione Internal Audit, che riporta al Consiglio di Amministrazione, assicurando riservatezza,
tutela dell’identità del segnalante e assenza di ritorsioni; le segnalazioni di maggiore rilevanza sono sottoposte agli organi e
comitati competenti ai fini della supervisione.
Il canale Whistleblowing è supportato da un programma continuo di sensibilizzazione e formazione, mentre i risultati delle indagini
sul clima aziendale guidano eventuali azioni di miglioramento.
TIM S.A. mette a disposizione ulteriori strumenti dedicati per la segnalazione di discriminazioni, molestie o altre forme di
intolleranza sul luogo di lavoro (quali, a titolo esemplificativo, LGBTI+fobia, razzismo, misoginia, ageismo, intolleranza religiosa,
molestie morali o sessuali), garantendo in ogni caso la riservatezza delle segnalazioni.
Canali di segnalazione in ambito Salute e Sicurezza
Tali canali consentono di segnalare situazioni ed eventi connessi alle condizioni di lavoro che possono comportare rischi per la
salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare in relazione a carenze nelle misure di prevenzione, nella formazione o
nell’organizzazione delle attività lavorative (IRO 15).
In particolare, sono attivi i seguenti canali:
canale di segnalazione interno dedicato ai responsabili di struttura, nell’ambito del sistema di deleghe del Datore di Lavoro in
materia di salute e sicurezza sul lavoro e tutela ambientale, per la segnalazione di possibili situazioni di rischio;
canale di segnalazione interno per i lavoratori tramite intranet aziendale (Portale HSE), che consente di:
inviare segnalazioni formali relative a pericoli, anomalie o situazioni di rischio;
consultare l’elenco dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e rivolgersi a essi per segnalazioni non risolte
attraverso i canali precedenti o per l’inoltro mediato delle segnalazioni;
segnalazioni dirette dei lavoratori al preposto e/o al responsabile, per comunicare anomalie o situazioni di rischio rilevate
durante lo svolgimento delle attività lavorative.
Le segnalazioni sono prese in carico e gestite dalle funzioni aziendali competenti in materia di Salute e Sicurezza, secondo le
procedure interne applicabili.
In Brasile, TIM S.A. mette a disposizione dei propri dipendenti diversi canali di segnalazione per rappresentare situazioni, eventi o
esigenze connesse alle condizioni di lavoro. Sulla intranet aziendale è disponibile un canale di segnalazione anonimo per gli
incidenti sul posto di lavoro. Tutti gli incidenti segnalati vengono analizzati da professionisti della salute e sicurezza sul lavoro
(OHS), adeguatamente formati per identificare le cause degli eventi e definire piani di azione finalizzati a prevenire il ripetersi di
eventi della stessa natura.
I dipendenti possono inoltre contattare direttamente le funzioni Salute, Sicurezza e Ambiente e il team Persone, Cultura e
Organizzazione attraverso il canale “Meu RH”, per segnalare dubbi o esigenze specifiche.
Inoltre, TIM S.A. ha implementato un sistema di monitoraggio periodico dei rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti, che
comprende osservazioni dirette, analisi documentali, ispezioni e audit interni ed esterni. L’azienda effettua simulazioni periodiche
dei casi di emergenza e dispone di un piano di risposta alle emergenze (ERP) per la gestione degli scenari critici. TIM S.A. fornisce
infine un assistente sociale e/o uno psicologo per il supporto psicologico ai dipendenti in situazioni di vulnerabilità. Il servizio rientra
nel Programma di Assistenza Continua – Supporto Personale, volto a promuovere il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie.
Canali di segnalazione in ambito sicurezza informatica e fisica
Tali canali consentono di segnalare eventi e situazioni connesse alla sicurezza delle informazioni e rappresentano uno strumento
per intercettare segnalazioni riconducibili ai rischi rilevanti in ambito di sicurezza informatica e protezione dei dati personali (IRO 1).
In particolare, per i lavoratori, sono attivi i seguenti canali e presidi:
caselle di posta elettronica disponibili in una specifica sezione della Intranet dedicate a segnalazioni di vulnerabilità di sicurezza
su sistemi, applicazioni o prodotti a marchio TIM, spam e phishing, nonché incidenti informatici che coinvolgono persone, beni
aziendali e asset informativi e digitali;
canale Abuse Desk, accessibile dal sito di Gruppo, attraverso cui i dipendenti possono segnalare utilizzi impropri o illeciti della
rete e degli asset del Gruppo;
nell’ambito dei sistemi di sicurezza integrata sono inoltre attivi canali di segnalazione dedicati (caselle di posta elettronica e
numeri verdi) che consentono di rappresentare eventi rilevanti per la sicurezza fisica delle sedi e degli ambienti aziendali,
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
206
contribuendo alla prevenzione e gestione di situazioni che possono comportare furti, perdite o divulgazioni indebite di dati
sensibili, nel rispetto della privacy e della protezione dei dati personali dei dipendenti.
A supporto della gestione delle segnalazioni e degli eventi di sicurezza, operano strutture specializzate di monitoraggio e risposta.
In ambito di sicurezza informatica, la struttura Security Operations Center (SOC), operativa 24 ore su 24, rileva e gestisce eventi
quali tentativi di intrusione, anomalie nei sistemi e data breach, con l’obiettivo di prevenire e limitare il furto, la perdita o la
divulgazione indebita di dati sensibili, inclusi i dati personali dei dipendenti.
Analogamente, nell’ambito della sicurezza integrata, la struttura di Control Room Security, operativa 24 ore su 24, 365 giorni l’anno,
presidia in modo centralizzato i sistemi di sicurezza fisica delle sedi aziendali, monitorando accessi e sistemi di protezione degli
asset e delle infrastrutture, al fine di prevenire e contrastare accessi non autorizzati a locali, apparati e postazioni di lavoro. La
Control Room Security contribuisce alla prevenzione di furti e della perdita o divulgazione indebita di dati sensibili e, in caso di
incidenti o eventi critici, coordina la risposta operativa attivando le procedure previste e coinvolgendo le funzioni competenti.
Canali di segnalazione in ambito privacy
I lavoratori possono presentare richieste riguardanti l’esercizio dei diritti privacy rivolgendosi direttamente al rispettivo Gestore
HRO, o in alternativa inviare istanze in merito a questioni privacy DPO, scrivendo all’apposita casella e-mail.
Obbligo di informativa S1-4 - Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e
approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in
relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni
[37]; [MDR-A, 68 a, b, c, d, e]; [MDR-A, 69 a, b]; [38 a, b, c, d]; [ 39]; [40 a, b]; [41]; [43]:
In aggiunta alle politiche in materia di “lavoratori propri” che forniscono il quadro di riferimento per la gestione coerente ed
informata delle attività aziendali, il Gruppo mette in campo azioni e risorse connesse ai seguenti temi:
1. Condizioni di lavoro che includono: a) salari adeguati; b) orari di lavoro; c) equilibrio tra vita privata e lavoro; d) salute e
sicurezza; e) dialogo sociale e contrattazione collettiva.
2. Parità di trattamento e di opportunità che includono: a) formazione e sviluppo delle competenze; b) parità di trattamento in
termini di occupazione e retribuzione; c) diversità e inclusione; d) misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro.
3. Altri diritti connessi al lavoro che riguardano la riservatezza e la protezione dei dati delle persone di TIM.
Le azioni sono indirizzate ai lavoratori delle società italiane ed estere incluse nel perimetro sociale di rendicontazione di sostenibilità
e, ove non diversamente specificato, hanno carattere continuativo e si ripetono annualmente.
Le azioni sono finalizzate alla prevenzione e alla mitigazione degli impatti negativi effettivi e potenziali, nonché alla gestione dei
rischi e delle opportunità rilevanti per la forza lavoro propria, contribuendo nel loro complesso al presidio delle tematiche in materia
di diritti umani.
Per ciascuna azione, ove applicabile, è indicata la finalità dell’intervento, specificando se volta alla mitigazione di impatti negativi e
rischi o alla valorizzazione di opportunità e impatti positivi.
Nella descrizione delle singole azioni, salvo diversa indicazione, le iniziative si riferiscono al perimetro BU Domestic; mentre quelle
espressamente indicate come TIM S.A. fanno riferimento alla controllata brasiliana.
Sono inoltre riportate, ove disponibili, le risorse finanziarie allocate, con distinzione tra spese operative (OpEx) e spese in conto
capitale (CapEx).
1.Condizioni di lavoro
Di seguito si evidenziano i principali interventi, continuativi, in tema di salari adeguati, orari di lavoro, equilibrio tra vita privata e
lavoro, salute e sicurezza; libertà di associazione, contrattazione collettiva.
1a. Salari adeguati
Adeguamento dei livelli retributivi a tutela del potere d’acquisto
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Telecomunicazioni, rinnovato nel 2025,  ha introdotto adeguamenti economici
volti a preservare il potere d’acquisto delle retribuzioni rispetto all’andamento inflattivo e garantire livelli salariali coerenti con
le esigenze di sussistenza e dignità della forza lavoro.
Presidio dell’adeguatezza salariale per inquadramento professionale
I livelli retributivi per inquadramento sono monitorati periodicamente per verificarne la coerenza con i minimi contrattuali
applicabili e con le mansioni svolte, assicurando trattamenti economici adeguati e conformi al quadro normativo e
contrattuale di riferimento.
Tali misure contribuiscono alla mitigazione dell’impatto negativo effettivo connesso all’adozione di sistemi di incentivazione
inadeguati (IRO 17) e alla valorizzazione delle opportunità derivanti dall’adozione di obiettivi di performance chiari e misurabili (IRO
24).
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Forza lavoro propria
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1b. Orari di Lavoro
Lavoro Agile
Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa: l'applicazione, a partire da luglio 2025, del nuovo accordo, consente lo
svolgimento della prestazione lavorativa per tre giorni a settimana da remoto e due in sede, su base volontaria e con
modalità giornaliera o settimanale, favorendo una gestione più flessibile dell’orario di lavoro;
Flessibilità per esigenze specifiche: nell’ambito dell’accordo sul Lavoro Agile, sono previste misure integrative di flessibilità a
supporto di situazioni individuali, tra cui: gravidanza (fino a sei settimane di lavoro agile in pre-maternità); maternità e
paternità (lavoro agile cinque giorni su cinque fino al primo anno di vita del bambino); terapie salvavita (lavoro agile nei
cinque giorni lavorativi successivi alla terapia); profili ad alta specializzazione. È inoltre prevista la possibilità di riconoscere
ulteriori misure temporanee di flessibilità per lavoratrici e lavoratori con gravi patologie o disagi certificati;
Tutela del diritto alla disconnessione:nell’ambito dell’accordo sul Lavoro Agile sono incoraggiati comportamenti organizzativi
e pratiche operative responsabili volte a garantire il rispetto delle fasce lavorative e dei tempi di riposo, come  l’invio differito
delle comunicazioni e la pianificazione delle riunioni all’interno dell’orario di lavoro, a supporto dell’equilibrio tra vita privata
e professionale;
Monitoraggio dell’adozione delle misure: nell’applicazione del lavoro agile e delle misure di flessibilità vi è una verifica
periodica attraverso un confronto con le rappresentanze sindacali. Nel 2025, il tasso di adesione al nuovo accordo ha
superato il 96% dei dipendenti abilitati del perimetro Domestic.
Tali azioni, in particolare le misure a tutela della disconnessione, contribuiscono a mitigare un impatto negativo sul benessere dei
dipendenti (IRO 36).
1c. Equilibrio tra vita privata e lavoro
Strumenti a supporto dell’equilibrio vita-lavoro
Well Working: il programma prevede un insieme di strumenti e soluzioni a supporto dell’organizzazione del lavoro, tra cui
dotazioni informatiche, strumenti di mobilità (navette e car sharing), misure di flessibilità organizzativa e permessi speciali.
Supporto alla genitorialità e ai carichi di cura
Piano #BParent: piano strutturato che raccoglie le iniziative dedicate alla genitorialità, con particolare attenzione alle fasi di
transizione (gravidanza, nascita, rientro al lavoro);
Pacchetto Bebè: si tratta di misure di supporto dei neo genitori, finalizzate ad accompagnare i primi mesi successivi alla
nascita. e che includono: congedi aggiuntivi rispetto alla normativa di riferimento, volte a favorire la gestione dei tempi di
cura e percorsi di accompagnamento al rientro dalla maternità, volto a facilitare la conciliazione e la continuità
professionale;
Professional Channel: canale informativo e di orientamento dedicato alle donne in gravidanza e in rientro dalla maternità;
Permessi per adozione: misure a supporto dei percorsi di adozione e affidamento;
Percorsi sulle competenze genitoriali: iniziative formative finalizzate a supportare la gestione del ruolo genitoriale in equilibrio
con l’attività lavorativa;
Piattaforma “DRITTO”: si tratta di una piattaforma informativa che facilita l’accesso alle principali misure di welfare pubblico
(bonus, agevolazioni fiscali e prestazioni a sostegno della famiglia, della genitorialità, della disabilità e della non
autosufficienza), grazie a un sistema di profilazione personalizzata a supporto delle esigenze personali e familiari;
TIM CARE: offre alle persone di TIM l’accesso gratuito alla piattaforma Liane Care per la ricerca di servizi di assistenza
certificati per anziani, adulti non autosufficienti, bambini e animali domestici, a supporto della gestione delle responsabilità
di cura. Nel 2025 sono stati registrati 557 accessi alla piattaforma;
Pregnancy Program (TIM S.A): offre il supporto continuativo di un’ostetrica dall’ottava settimana di gravidanza fino al primo
anno di vita del bambino e prevede l’esenzione dal co-payment del piano sanitario per l’intero periodo di partecipazione;
Reconnection with the TIMe (TIM S.A): programma di supporto al rientro dalla maternità che prevede iniziative di
accoglienza, gruppi di supporto tra pari, mentoring di carriera, percorsi formativi dedicati alle madri e ai responsabili e
incontri facilitati da professionisti specializzati.
Supporto al benessere psicofisico servizi alla persona
Sportello psicologico di supporto alla persona: servizio che offre un pacchetto di sedute gratuite di psicoterapia online, con
possibilità di incontri aggiuntivi a tariffa agevolata, a supporto della gestione dello stress e del benessere personale;
Percorsi di mindfulness e training autogeno: iniziative formative e digitali dedicate alla gestione delle emozioni e alla
riduzione dello stress, disponibili sulla piattaforma;
Open Learning Programma “Sentieri di Resilienza”: ciclo di webinar e percorsi e-learning finalizzati a rafforzare le
competenze personali nella gestione delle emozioni, dell’energia e delle fasi di cambiamento;
Family Audit Certification: rinnovo della certificazione che attesta l’adozione di un sistema strutturato di misure a supporto
della conciliazione tra vita lavorativa e vita privata, finalizzate a favorire il benessere organizzativo, la flessibilità e l’equilibrio
tra esigenze professionali e personali dei dipendenti;
Unlock New Habits (TIM.S.A): programma volto a promuovere il benessere fisico ed emotivo dei dipendenti attraverso il
supporto di educatori fisici, infermieri e nutrizionisti, incentivando l’adozione di abitudini salutari legate al sonno,
all’alimentazione, all’idratazione e alla pratica sicura dell’attività fisica;
Tune In to Yourself (TIM.S.A): programma di salute mentale finalizzato al benessere emotivo dei dipendenti, che offre
supporto psicologico 24/7, cerchi di discussione mensili, attività formative in presenza e online per professionisti e leader e
Relazione sulla gestione
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Forza lavoro propria
208
iniziative per lo sviluppo delle competenze socio-emotive, includendo una consulenza psicologica mensile gratuita tramite
app dedicata;
Continuous Care Program (TIM S.A): programma di supporto continuo, gratuito e confidenziale, rivolto ai dipendenti e ai
familiari legalmente a carico, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che fornisce assistenza in situazioni personali e sensibili della
vita quotidiana attraverso consulenze telefoniche e teleconsulti su richiesta;
Female Versions (TIM S.A): programma rivolto alle dipendenti in fase di perimenopausa e menopausa, che offre consulenze
gratuite con ginecologo e nutrizionista, servizi di supporto psicosociale, incontri specialistici con medici esperti in salute
femminile e iniziative educative rivolte all’intera popolazione aziendale.
Supporto alla stabilità personale ed economica
Sussidi straordinari: misure di sostegno economico rivolte ai dipendenti che affrontano situazioni di particolare fragilità
personale o familiare, quali malattie gravi, lutti o eventi imprevisti;
Smartphone e SIM aziendali a utilizzo promiscuo che facilitano la gestione integrata delle esigenze lavorative e personali;
Piattaforma “TIM Special Welfare” di Flexible e Fringe Benefits che consente la conversione del Premio di Risultato in servizi
di welfare, favorendo una gestione più flessibile delle esigenze individuali e familiari;
Convenzioni aziendali che offrono condizioni agevolate su beni e servizi di uso quotidiano.
Supporto educativo e organizzativo per figli e familiari
TIM Studio: orientamento agli studi: iniziativa rivolta ai figli e alle figlie dei dipendenti per supportare l’orientamento
scolastico e universitario attraverso percorsi strutturati e strumenti digitali. Nel 2025 ci sono stati 274 iscritti;
TIM Studio Estero: sostegno economico tramite wallet per la partecipazione a programmi scolastici all’estero, comprensivo
di contributi mensili per le spese accessorie, a supporto dell’organizzazione familiare. Nel 2025 sono state erogate 15 borse
di studio;
TIM Infanzia: servizio che fornisce un sostegno economico per le spese sostenute per servizi di nido, materna o baby-sitting
finalizzato a sostenere la genitorialità e il bilanciamento vita-lavoro. La campagna per l’anno scolastico 2025/2026 ha
registrato 678 domande;
TIM Estate: iniziativa dedicata ai figli e ai nipoti dei dipendenti che offre soggiorni estivi strutturati, inclusivi e formativi, a
supporto della gestione del periodo di chiusura scolastica. Nel 2025 l’iniziativa ha coinvolto 1.171 tra bambini e ragazzi con
una scelta tra 9 soggiorni in Italia, 2 soggiorni all’estero e 1 soggiorno itinerante in barca a vela, per un totale di 23 turni.
Le azioni descritte contribuiscono a prevenire e mitigare gli impatti negativi legati a carichi di lavoro e responsabilità personali non
adeguatamente supportati, promuovendo il benessere e la conciliazione tra vita privata e lavoro (IRO 36). Allo stesso tempo,
valorizzano le opportunità connesse a modelli organizzativi flessibili e a sistemi di welfare che rafforzano il coinvolgimento e la
retention della forza lavoro (IRO 22).
Le spese totali rilevabili per le azioni relative Equilibrio tra vita privata e lavoro in ambito BU Domestic ammontano a 789 k€ (OpEx)
mentre per TIM S.A. sono pari a 76 k€ (OpEx).
1d. Salute e sicurezza
Tutela della salute, prevenzione sanitaria e accesso alle cure
TIM My Health: polizza di assistenza medica gratuita per tutti i dipendenti, con copertura estesa ai familiari, che include
assistenza sanitaria d’emergenza, supporto medico disponibile 24/7, servizi di telemedicina, rilascio di ricette e consegna dei
farmaci a domicilio;
Polizze sanitarie integrative: assicurazioni che forniscono prestazioni sanitarie integrative rispetto a quelle garantite dal
Servizio Sanitario Nazionale con offerte a condizioni agevolate destinate a dipendenti e familiari;
Check-up di prevenzione: programma di check-up sanitari gratuiti rivolto ai dipendenti che hanno compiuto almeno 45 anni,
con accesso a cadenza biennale;
Campagne di vaccinazione antinfluenzale: iniziative di prevenzione con rimborso totale della vaccinazione, rivolte alla
popolazione aziendale;
Vaccination Journey (TIM. S.A): Iniziativa di sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie infettive che prevede la
diffusione di contenuti informativi realizzati da professionisti sanitari;
Piano di assistenza sanitaria con copertura nazionale (TIM S.A): destinato ai dipendenti e ai familiari idonei, senza periodi di
carenza, basato su un modello di co-payment gestito in collaborazione con un'estesa rete ospedaliera e con due delle
principali assicurazioni sanitarie del paese, al fine di garantire un accesso equo e continuativo alle cure mediche.
Prevenzione degli infortuni e gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro
Sistema di gestione della salute e sicurezza: presidio strutturato dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08, attraverso la redazione e
l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) a cura della funzione Health, Safety & Environment (HSE),
la gestione degli infortuni e delle malattie professionali e il monitoraggio dei relativi dati statistici;
Gestione delle emergenze, del primo soccorso e dei rischi operativi: predisposizione e aggiornamento dei piani di emergenza,
nomina e formazione degli addetti antincendio e al primo soccorso, pianificazione ed esecuzione delle prove di esodo,
nonché svolgimento di sopralluoghi periodici finalizzati all’individuazione e all’attuazione delle misure di riduzione del rischio
più idonee, anche in situazioni straordinarie;
Sorveglianza sanitaria e monitoraggio dei fattori di rischio: attuazione di protocolli di sorveglianza sanitaria per i lavoratori
esposti ai principali rischi normati (tra cui lavoro al videoterminale, lavoro in quota ed esposizione a campi elettromagnetici),
secondo le periodicità previste dalla normativa vigente, che nel 2025 hanno interessato circa 4.500 lavoratori;
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del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
209
Formazione, informazione, ascolto e cultura della sicurezza: erogazione di formazione obbligatoria e periodica in materia di
salute e sicurezza, attività di informazione e sensibilizzazione attraverso la intranet aziendale e campagne dedicate, nonché
utilizzo di canali strutturati di segnalazione per la raccolta delle indicazioni dei lavoratori su potenziali pericoli, il
monitoraggio dell’applicazione delle norme e il miglioramento continuo delle misure adottate. Nel 2025 sono state erogate
complessivamente 39.349 ore di formazione;
Engagement del management: attività volte allo sviluppo e al consolidamento di una cultura della sicurezza, promuovendo
la consapevolezza dei rischi e l’adozione di comportamenti responsabili in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
Strumenti di prevenzione tecnica: ridefinizione periodica dei requisiti ambientali e di sicurezza necessari alla mitigazione dei
rischi presenti negli ambienti di lavoro, inclusa l’effettuazione di rilievi strumentali nei luoghi di lavoro, finalizzati a garantire
condizioni ambientali adeguate e sicure;
Presìdi organizzativi e operativi di prevenzione: implementazione di strumenti di supporto alla prevenzione, tra cui la
definizione dei profili di rischio individuali per mansione, l’assegnazione delle deleghe in materia di salute, sicurezza e
ambiente ai sensi del D.Lgs. 81/08, l’utilizzo di sistemi informatizzati per la segnalazione delle anomalie e la verifica periodica
da parte dei preposti;
Sistema di gestione della salute e sicurezza (ISO 45001): adozione e mantenimento di un sistema di gestione conforme allo
standard ISO 45001, attivo in ambito Domestic, finalizzato alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e al
miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
Bem+Estar Week (SIPAT) (TIM S.A): iniziativa annuale obbligatoria finalizzata alla promozione di una cultura della salute,
sicurezza e tutela ambientale, che prevede campagne di sensibilizzazione e incontri formativi rivolti a tutti i dipendenti, in
conformità alla normativa brasiliana in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Tutte le azioni descritte contribuiscono a mitigare gli impatti negativi connessi a carenze nelle misure di prevenzione e formazione
in materia di salute e sicurezza sul lavoro, riducendo il rischio di infortuni e malattie professionali e migliorando le condizioni di
lavoro della forza lavoro propria (IRO 15).
Le spese totali rilevabili per le azioni relative a Salute e sicurezza per BU Domestic ammontano a 508 k€ (OpEx) e 15 k€ (CapEx).
Mentre, per TIM S.A. sono stati spesi 24,554 k€ (OpEx) e 6,895 k€ (CapEx).
1e. Dialogo sociale e contrattazione collettiva
Rinnovo del CCNL e presidio del sistema di relazioni industriali
CCNL TLC rinnovato: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il settore delle Telecomunicazioni, che disciplina
l’esercizio dei diritti sindacali, le modalità di rappresentanza e il funzionamento delle relazioni industriali, assicurando un
quadro di regole condivise e aggiornate è stato rinnovato nel 2025;
Esercizio dei diritti di rappresentanza sindacale: sono garantiti ai lavoratori i diritti di partecipazione e rappresentanza tramite
le organizzazioni sindacali, nonché la possibilità di autorizzare la trattenuta del contributo sindacale direttamente in busta
paga, in coerenza con la normativa e la contrattazione collettiva applicabile;
Protocollo di Relazioni Industriali: il Protocollo di Relazioni Industriali di TIM S.p.A., siglato nel febbraio 2025, disciplina il
confronto strutturato e continuativo tra azienda e rappresentanze sindacali, promuovendo un modello partecipativo nelle
relazioni industriali;
Commissioni paritetiche tematiche: le commissioni paritetiche dedicate ai principali ambiti di interesse comune – tra cui
welfare, salute e sicurezza, formazione e relazioni industriali – favoriscono il confronto periodico tra azienda e
rappresentanze sindacali, la condivisione delle informazioni e il miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.
Le azioni mirano a presidiare i rischi derivanti dalle violazioni dei diritti umani in azienda e lungo la filiera (IRO 38) che possono
tradursi in contenziosi, danni reputazionali e criticità operative, con effetti anche sulla contrattazione collettiva, aumentando il
rischio di conflittualità sindacale e influenzando le dinamiche negoziali su tutele, clausole e condizioni di lavoro.
2. Parità di trattamento e di opportunità
Di seguito si evidenziano i principali interventi, continuativi, in tema di formazione e sviluppo delle competenze, parità di genere e
parità di retribuzione; diversità e inclusione.
2a. Formazione e sviluppo
Alta formazione, leadership e sviluppo manageriale
Iniziative di Alta Formazione per i colleghi Under 35: il programma include la partecipazione alla Coaching Academy, alle
Academy tecnologiche (IoT e 5G) e ad ulteriori percorsi di alta formazione realizzati in collaborazione con istituzioni
accademiche e partner qualificati, tra cui l’MBA LUISS, la 5G Academy dell’Università Federico II di Napoli e le IoT Academy
presso CNIT e BI-REX di Bologna. L’offerta formativa comprende inoltre percorsi di coaching linguistico, osservatori MIP,
master class su Excel, AI e comunicazione e iniziative promosse da Valore D. Nel 2025 sono stati coinvolti complessivamente
615 partecipanti, di cui 347 appartenenti a TIM;
Sviluppo manageriale: il programma di sviluppo manageriale offre percorsi di coaching e mentoring rivolti a dirigenti e
responsabili, integrati dalla partecipazione a corsi specialistici e manageriali. La Leadership Academy ha coinvolto 14
Responsabili di Funzione, mentre la partecipazione agli Osservatori del Politecnico di Milano ha interessato 250 responsabili
e dirigenti. I percorsi di Alta Formazione manageriale – tra cui MBA LUISS, MBA e Master Executive del Politecnico di Milano,
Executive Master in Business & Technology del Politecnico di Torino e Master TECHNE 2025 presso BI-REX di Bologna –
hanno coinvolto 15 responsabili;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
210
PlayMaker: il progetto offre un percorso di formazione manageriale rivolto a circa 850 dirigenti e manager, dedicato allo
sviluppo di competenze sulle nuove tecnologie – in particolare sull’intelligenza artificiale – e al rafforzamento delle human
skill a supporto dei processi di change management generati dall’innovazione;
Leadership Academy (TIM S.A): il programma è volto al rafforzamento delle competenze di leadership, con l’obiettivo di
preparare la pipeline manageriale, promuovere comportamenti coerenti con i valori aziendali e sostenere una cultura di
apprendimento continuo e performance sostenibile.
Sviluppo delle persone, coaching e mentoring
Piani di sviluppo individuali e collettivi: i piani offrono percorsi di group coaching rivolti al personale TIM e interventi individuali
rivolti ai dirigenti Nel 2025 le iniziative di coaching collettivo hanno coinvolto 54 colleghi per un totale di 648 ore di
formazione, mentre i percorsi individuali hanno coinvolto 89 persone per un totale di circa 900 ore;
Age Empowerment Program: il programma promuove iniziative di mentoring intergenerazionale che favoriscono il dialogo
tra generazioni, la contaminazione culturale e il rafforzamento della motivazione e dell’employability dei dipendenti senior.
Nel 2025 il programma ha coinvolto 82 colleghi e le attività, avviate a fine anno, proseguiranno nel corso del 2026;
Sviluppo delle competenze linguistiche: progetto Fluent Future di coaching linguistico individuale, dedicato a 300 colleghi,
per un totale di 12.000 ore di formazione, con il conseguimento della certificazione linguistica per 177 partecipanti;
Black Pearls Program (TIM S.A): programma di sviluppo e accelerazione di carriera rivolto a professionisti neri con potenziale
di leadership, finalizzato a rafforzare le competenze manageriali e favorire l’accesso a ruoli di responsabilità all’interno
dell’organizzazione.
Valutazione e gestione della performance
Valutazione del potenziale del personale: svolgimento nel 2025 di assessment dedicati a posizioni manageriali entry-level
(Agile Assessment) e a ruoli di responsabilità con peso dirigenziale (Managerial Assessment), a supporto dei percorsi di
sviluppo professionale;
Skill Assessment sui ruoli professionali: le attività di valutazione delle competenze supportano la mappatura dei ruoli
professionali. Nel 2025 hanno coinvolto 256 persone, di cui 164 della funzione Consumer e 92 del perimetro Enterprise;
Valutazione del personale: nel 2025 sono stati svolti circa 170 assessment dedicati a posizioni manageriali entry-level (Agile
Assessment) e a ruoli di responsabilità con peso dirigenziale (Managerial Assessment), a supporto dei percorsi di sviluppo
professionale;
Sviluppo della performance: il modello di gestione della performance si basa sul Continuous Feedback e coinvolge circa
6.400 persone tramite un’app dedicata che promuove dialogo, trasparenza e miglioramento continuo. La community “The
Power of Feedback” favorisce il confronto e la condivisione delle esperienze. Nel perimetro Enterprise è stata inoltre avviata
la sperimentazione della metodologia OKR, con il coinvolgimento di 34 Ambassador e 270 ore di formazione;
Valutazione di motivazione ed employability: campagne annuali rivolte alla popolazione aziendale di TIM e delle Aziende del
Gruppo, finalizzate alla misurazione dei comportamenti, dell’orientamento ai risultati e della crescita professionale;
Piani di crescita basati su assessment: i piani individuano le aree di miglioramento e prevedono azioni di sviluppo quali
formazione, coaching, mentoring e networking, in linea con gli obiettivi strategici aziendali. I sistemi di incentivazione
definiscono obiettivi sfidanti e sostenibili a supporto della produttività.
Competenze per la trasformazione digitale e certificazioni
Iniziative di reskilling: percorsi formativi a supporto della trasformazione digitale. La formazione ha riguardato lo sviluppo di
competenze tecnologiche, di abilità professionalizzanti connesse ai processi e all’operatività, nonché di soft skill a supporto
della digitalizzazione. Nel 2025, le iniziative hanno coinvolto complessivamente 13.436 dipendenti, per un totale di 262.582
ore di formazione;
Formazione AI: la formazione sull’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva centrale della trasformazione digitale. I
percorsi coprono l’intero spettro delle competenze AI, dall’alfabetizzazione di base alla specializzazione su tecnologie,
linguaggi e metodologie di prompting, includendo anche competenze soft e manageriali a supporto dell’adozione della
tecnologia. L’offerta formativa promuove inoltre un utilizzo consapevole e responsabile dell’AI, in linea con quanto previsto
dall’AI Act. TIM mette a disposizione un catalogo di corsi sulla piattaforma TIM Open Learning e su piattaforme di partner
esterni (tra cui Udemy, Google e Data Masters). Nel 2025 la formazione AI ha erogato 72.707 ore di attività in modalità e-
learning, webinar online e in presenza, coinvolgendo 11.494 persone;
Certificazioni tecnologiche e metodologiche: il programma di certificazione supporta la trasformazione digitale e rappresenta
uno strumento di qualificazione professionale e di riconoscimento delle competenze specialistiche. Le certificazioni
tecnologiche attestano competenze su tecnologie, piattaforme e linguaggi, mentre le certificazioni metodologiche
riguardano l’adozione di framework e modelli organizzativi, tra cui metodologie agili e approcci di project e service
management. Nel 2025 sono state conseguite 350 nuove certificazioni tecnologiche e realizzati 450 rinnovi; nello stesso
periodo sono state ottenute 121 nuove certificazioni metodologiche e completati 42 rinnovi. A fine anno risultano
complessivamente attive 1.496 certificazioni tecnologiche, che coinvolgono 1.090 dipendenti, e 2.876 certificazioni
metodologiche, che coinvolgono 927 dipendenti;
Digital Wave (TIM S.A): l'iniziativa è volta allo sviluppo delle competenze digitali e tecnologiche e comprende percorsi
formativi in ambito Intelligenza Artificiale, data analytics, cybersecurity, metodologie agili, marketing digitale e 5G, con
l’obiettivo di sostenere l’innovazione e il miglioramento delle performance aziendali;
Generational Inclusion Program 50+ (TIM S.A): il programma formativo, rivolto ai dipendenti con età superiore ai 50 anni, è
progettato per favorire l’aggiornamento continuo delle competenze, l’apertura al cambiamento e l’adozione di nuove
tecnologie richieste dal mercato del lavoro.
Le spese totali rilevabili per le azioni in ambito Formazione e sviluppo per BU Domestic ammontano a 3,793 k€ (OpEx) mentre, per
TIM S.A. sono stati spesi 783 k€ (OpEx).
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
211
Nel complesso, le azioni descritte contribuiscono a realizzare impatti positivi derivanti dallo sviluppo delle competenze e del
coinvolgimento dei dipendenti a supporto di un ambiente di lavoro inclusivo e produttivo (IRO 5) e dell’opportunità legata agli
investimenti in formazione che comportano l’attrazione e la fidelizzazione di una forza lavoro competitiva (IRO 30).
2b. Parità di trattamento su occupazione e retribuzione
Obiettivi di genere integrati nel Piano Strategico e nei sistemi di valutazione manageriale
Gli obiettivi di parità di genere sono integrati nel Piano Strategico del Gruppo e tradotti in obiettivi misurabili nei sistemi di
incentivazione manageriale, al fine di prevenire e mitigare disparità di trattamento in ambito occupazionale e retributivo. Gli
obiettivi riguardano la presenza femminile in azienda, la copertura di posizioni manageriali da parte di donne, la parità nei
processi di selezione e assunzione e la riduzione delle differenze retributive nei cluster manageriali.
Monitoraggio delle condizioni di parità occupazionale e retributiva
Attuazione di un monitoraggio strutturato degli indicatori di genere in ambito occupazionale e retributivo, con analisi periodica
dei dati e confronto con benchmark di mercato. Le evidenze emerse sono utilizzate per individuare eventuali scostamenti e
orientare interventi di miglioramento sui processi di gestione del personale, a supporto dell’equità e della trasparenza dei
trattamenti.
Certificazione a supporto della parità di genere
Rinnovo annuale della certificazione UNI/PdR 125:2022 ottenuta nel 2023, che attesta l’adozione di un sistema strutturato di
misure e processi organizzativi volti a garantire pari opportunità e parità di trattamento in ambito occupazionale e retributivo,
con riferimento ai processi di selezione, sviluppo, remunerazione e avanzamento di carriera.
Nel complesso, le azioni descritte contribuiscono a mitigare il rischio di disuguaglianze di genere e di limitata trasparenza nei
sistemi retributivi e nei percorsi di carriera, che potrebbero compromettere l’attrazione e la fidelizzazione dei talenti (IRO 35).
2c. Inclusione e valorizzazione delle diversità
Inclusione delle persone con disabilità e bisogni specifici
Supporto alla comunicazione per dipendenti sordi segnanti: attivazione di servizi di interpretariato LIS in presenza, da remoto
e telefonici, inclusa l’adozione del servizio “4 Work” in collaborazione con Veasyt e l’estensione del video-interpretariato LIS
ai webinar aziendali;
Piano di Disability Management: iniziativa finalizzata a garantire alle persone con disabilità condizioni di lavoro inclusive e
adeguate, attraverso l’adozione di dotazioni speciali e soluzioni organizzative dedicate;
Sensibilizzazione e formazione su DSA e disabilità cognitive: realizzazione di iniziative informative e formative rivolte alla
popolazione aziendale, anche attraverso il progetto “DSA no Problem”, finalizzate a promuovere consapevolezza e
inclusione delle persone con disturbi specifici dell’apprendimento;
Certificazione Dyslexia Friendly Company: rinnovo della certificazione a supporto dell’adozione e del mantenimento di
pratiche organizzative, formative e comunicative inclusive per le persone con DSA, finalizzate alla riduzione delle barriere
cognitive;
Workability Assessment: attivazione di percorsi di valutazione personalizzata per colleghi con disabilità, finalizzati
all’individuazione di adattamenti organizzativi, delle mansioni e delle modalità operative;
Adeguamento all’European Accessibility Act: attuazione di un percorso strutturato di adeguamento alla normativa europea
sull’accessibilità, comprensivo del censimento e dell’assessment di accessibilità di siti web e applicazioni aziendali;
Rimozione delle barriere digitali: implementazione di interventi correttivi per migliorare l’accessibilità dei servizi e degli
strumenti digitali e ridurre le barriere tecnologiche;
Dotazioni tecnologiche e informatiche inclusive: implementazione di programmi dedicati, tra cui il progetto “Sordi Inclusi”,
volto a facilitare la comunicazione dei colleghi con disabilità uditive mediante dotazioni tecnologiche integrative, e il
progetto “Nessuno Escluso”, finalizzato alla fornitura di dotazioni informatiche specifiche a supporto delle persone con
disabilità;
Formazione sull’accessibilità: percorso formativo specialistico volto a sviluppare le competenze interne in materia di
accessibilità digitale e organizzativa, rivolto a tutti i dipendenti e supportato da contenuti digitali dedicati;
Valorizzazione delle differenze individuali e culturali;
Sensibilizzazione sulla diversità e inclusione: realizzazione di iniziative di sensibilizzazione volte a promuovere una cultura
aziendale inclusiva e rispettosa delle diversità individuali e culturali;
Formazione e comunicazione interna su diversità e inclusione: attivazione di attività formative e iniziative di comunicazione
interna finalizzate alla valorizzazione delle differenze e al contrasto di stereotipi e pregiudizi nei contesti lavorativi;
Coinvolgimento dei dipendenti sui comportamenti inclusivi: promozione di iniziative di engagement orientate alla diffusione
di comportamenti inclusivi e responsabili all’interno dell’organizzazione;
Sistema di gestione per la Diversity & Inclusion (ISO 30415): adozione e mantenimento di un sistema di gestione conforme
allo standard ISO 30415, finalizzato all’integrazione dei principi di diversità e inclusione nei processi di gestione delle risorse
umane e nelle pratiche organizzative, a supporto di ambienti di lavoro equi, inclusivi e rispettosi delle differenze;
Diversity & Inclusion Program (TIM S.A): programma aziendale strutturato di diversità e inclusione basato sui pilastri di
genere, persone con disabilità, comunità LGBTI+, razza/etnia e generazioni, finalizzato a garantire pari opportunità,
inclusione e rappresentatività a tutti i livelli dell’organizzazione.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
212
Le azioni contribuiscono a valorizzare le diversità e a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, favorendo l’attrazione dei talenti
e rafforzando la reputazione aziendale (IRO 20). Le stesse iniziative contribuiscono inoltre a mitigare i rischi legati a disuguaglianze
di genere e alla limitata trasparenza nei sistemi retributivi e nei percorsi di carriera, che possono compromettere l’attrazione e la
fidelizzazione dei talenti (IRO 35).
Complessivamente, nel 2025 le spese totali rilevabili per Inclusione e valorizzazione delle diversità per BU Domestic ammontano a
239 k€ (OpEx) mentre, per TIM S.A. sono stati spesi 191 k€ (OpEx).
2d. Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro
Emersione e gestione dei casi
Canali di segnalazione a supporto delle misure di prevenzione: utilizzo di canali riservati per favorire l’emersione di episodi di
violenza, molestie e comportamenti inappropriati e consentirne la gestione, in coerenza con il sistema di gestione dei
reclami e dei meccanismi di segnalazione descritto nel paragrafo S1-3 "Processi per porre rimedio agli impatti negativi e
canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni";
Rete di referenti interni (Ambassador): istituzione di una rete di referenti interni appositamente formati, che operano come
punti di ascolto e orientamento confidenziale a supporto delle persone coinvolte in situazioni di violenza o molestia.
Tutela e supporto alle vittime
Percorsi di supporto alle vittime: attivazione di percorsi dedicati di supporto alle persone coinvolte in episodi di violenza o
molestia, che prevedono orientamento, accompagnamento e accesso a servizi di assistenza specialistica, anche tramite il
coinvolgimento di professionisti esterni qualificati;
Misure di tutela per dipendenti vittime di violenza domestica: implementazione di interventi dedicati a favore delle vittime di
violenza domestica, comprensivi di procedure riservate, coordinamento con servizi territoriali e centri specializzati di
supporto e riconoscimento di un contributo economico fino a 24 k€ in due anni, finalizzato a sostenere le esigenze di
sicurezza abitativa e di tutela personale e familiare.
Prevenzione, sensibilizzazione e capacity building
Iniziative strutturate di sensibilizzazione e prevenzione: realizzazione di campagne informative e iniziative di sensibilizzazione
sui temi della violenza, delle molestie, del bullismo e delle micro-aggressioni, attraverso strumenti di comunicazione interna
e contenuti dedicati rivolti alla popolazione aziendale;
Formazione mirata su violenza e molestie: erogazione di percorsi formativi dedicati a dipendenti, responsabili e figure chiave,
finalizzati al riconoscimento dei comportamenti inappropriati, alla prevenzione dei rischi e alla corretta gestione delle
situazioni segnalate. Nel 2025 abbiamo erogato 1.187 ore di formazione;
Collaborazioni con organizzazioni specializzate: attivazione di collaborazioni con organizzazioni esterne competenti sui temi
della prevenzione della violenza e della tutela delle vittime, a supporto delle attività di sensibilizzazione, formazione e presa
in carico.
Complessivamente, nel 2025 le spese totali rilevabili per Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro per BU Domestic
ammontano a 12 k€ (OpEx) .
Le azioni sopracitate contribuiscono a mitigare i rischi derivanti dalle violazioni dei diritti umani, in azienda e lungo la filiera, che
comportano responsabilità legali, danni reputazionali e impatti operativi, favorendo un contesto lavorativo più sicuro, rispettoso e
conforme alle normative.
3.Altri diritti connessi al lavoro
Le azioni di seguito illustrate costituiscono strumenti attraverso cui l’organizzazione garantisce la tutela della privacy e la
protezione dei dati personali. Alcune delle iniziative descritte, opportunamente evidenziate, coinvolgono sia i lavoratori sia gli utenti
finali dei servizi (ESRS S4).
3a. Privacy e protezione dei dati personali
Modello di gestione della privacy
Il Gruppo TIM adotta un modello operativo privacy volto a garantire la corretta applicazione della normativa sulla protezione
dei dati personali, sviluppato secondo il principio della privacy by design e soggetto a miglioramenti periodici. Il modello si
fonda sul recepimento e sull’interpretazione costante delle disposizioni normative, sulla definizione di ruoli e responsabilità nel
trattamento dei dati personali, sulla gestione delle informative per le diverse categorie di interessati, inclusi dipendenti, clienti e
utilizzatori finali, sulla valutazione dei rischi tramite i Registri dei trattamenti ai sensi del GDPR e sull’adozione di misure
tecniche e organizzative adeguate. Il funzionamento del modello è disciplinato dal “Sistema delle regole per l’applicazione
della normativa sulla protezione dei dati personali nel Gruppo TIM”, costantemente aggiornato e disponibile sulla intranet
aziendale.
In Brasile anche, TIM S.A. adotta un modello operativo di privacy conforme alla LGPD (Legge n. 13.709/2018) improntato ai
principi di privacy by design e a un processo di miglioramento continuo. Il modello prevede il presidio dell’evoluzione normativa,
la definizione di ruoli e responsabilità nel trattamento, la gestione delle informative agli interessati, la valutazione dei rischi
connessi alle attività di trattamento e l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate a garantire un livello di sicurezza
appropriato. Il quadro di riferimento è rappresentato dalla “Privacy Policy” e da ulteriori policy, costantemente aggiornate e
disponibili sui canali aziendali. TIM S.A. rende inoltre disponibile sul proprio sito istituzionale un Centro Privacy nella quale sono
descritte le modalità di raccolta, utilizzo, condivisione, conservazione e protezione dei dati personali di clienti e utilizzatori finali
in conformità alla normativa brasiliana vigente.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
213
Presidio del Data Protection Officer e gestione dei data breach
Nell’ambito del modello operativo privacy è prevista la nomina del Data Protection Officer (DPO) di TIM e delle società del
Gruppo, in continuità dalla data di applicazione del GDPR (maggio 2018). Il DPO svolge funzioni consultive, formative,
informative e di sorveglianza, supportando le Funzioni aziendali nel corretto trattamento dei dati personali dei lavoratori propri,
clienti e utilizzatori finali, fornendo pareri in merito alla valutazione dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati,
coordinando la gestione dei data breach e curando i rapporti con il Garante per la protezione dei dati personali.
A supporto di tale presidio, il Gruppo TIM ha definito Policy, implementato procedure e misure di sicurezza per prevenire
trattamenti illeciti dei dati personali e un sistema di controllo sugli adempimenti privacy che prevede autovalutazioni
periodiche, e controlli a più livelli, tra cui quelli di secondo livello pianificati dalla Direzione Compliance in collaborazione con il
DPO, costituiti da monitoraggi periodici e verifiche a campione. La funzione Privacy, nell’ambito delle responsabilità attribuite al
DPO, nel corso del 2025 ha svolto inoltre attività di formazione e consulenza, rilasciato pareri su iniziative e progetti aziendali,
coordinato la gestione dei data breach e curato i rapporti con il Garante per la protezione dei dati personali.
In Brasile, TIM S.A. implementa presìdi e iniziative in materia di protezione dei dati personali in coerenza con il modello e le
pratiche di Gruppo e in conformità alla Legge generale sulla protezione dei dati personali (LGPD – Legge n. 13.709/2018). Il
sistema di governance si fonda sulla nomina del Data Protection Officer (DPO), in continuità dall’entrata in vigore della
normativa, supportato dal Privacy Support Team. Il DPO svolge funzioni di consulenza, informazione e vigilanza, coordina con il
Security Team la gestione delle violazioni dei dati personali e cura i rapporti con l’Agenzia nazionale.
Il modello organizzativo prevede inoltre la revisione periodica della documentazione interna e l’adozione di strumenti digitali
per la gestione dei diritti degli interessati. TIM S.A. ha adottato politiche e procedure dedicate, comprensive di misure tecniche
e organizzative preventive e correttive per la mitigazione delle minacce informatiche e di una procedura per la gestione dei
data breach conforme alla LGPD.
Il sistema di controllo della conformità, che coinvolge DPO, Privacy Team e Security Information, include autovalutazioni
periodiche, monitoraggio dei trattamenti, applicazione dei principi di privacy by design e by default e attività formative. È
inoltre attiva una procedura strutturata per la registrazione degli eventi e la gestione degli incidenti di sicurezza, con o senza
violazioni di dati personali, volta ad assicurare una risposta tempestiva, appropriata e tracciabile.
Formazione e sensibilizzazione sulla protezione dei dati personali
Il Gruppo TIM promuove la diffusione della cultura della protezione dei dati personali attraverso attività di formazione e
informazione rivolte a dipendenti e lavoratori, sia in fase di onboarding sia nel corso del rapporto di lavoro. Il personale
neoassunto è tenuto a completare un corso online sulla privacy disponibile sulla intranet aziendale. Nel 2025 sono stati inoltre
realizzati interventi formativi specifici, che hanno coinvolto complessivamente 206 persone tra personale TIM e partner
commerciali della rete di vendita Consumer, con focus sulla normativa in materia di telemarketing e teleselling e sugli
adempimenti previsti dal relativo Codice di Condotta, cui TIM ha aderito nel febbraio 2025.
Anche TIM S.A. promuove la diffusione della cultura della protezione dei dati personali attraverso attività di formazione e
informazione rivolte ai dipendenti e ai lavoratori, sia in fase di onboarding sia nel corso del rapporto di lavoro. I neoassunti sono
tenuti a completare un corso online sulla privacy disponibile sulla intranet aziendale. Nel 2025 sono state inoltre erogate
sessioni formative specifiche rivolte ai partner commerciali TIM, alle funzioni Antifrode e a tutti i Leader, con l’obiettivo di
rafforzare la consapevolezza e l’attenzione del personale coinvolto nel trattamento dei dati personali.
Tutte le azioni contribuiscono nel complesso a mitigare il rischio legato al mancato rispetto delle leggi sulla privacy e all’accesso
non autorizzato ai dati personali (IRO 26) e a prevenire il rischio di violazioni dei diritti umani connesse al trattamento dei dati
personali in azienda (IRO 38), riducendo la probabilità di impatti legali, reputazionali e operativi.
3b. Sicurezza delle informazioni e cybersecurity
TIM tutela i dati personali dei lavoratori, dei clienti e degli utilizzatori finali, nonché le informazioni aziendali e gli asset informativi,
attraverso un sistema strutturato di gestione della sicurezza delle informazioni e della cybersecurity, volto a prevenire potenziali
impatti derivanti da accessi non autorizzati, utilizzi impropri, incidenti di sicurezza e violazioni dei dati.
Presìdi organizzativi e governance della sicurezza delle informazioni
La gestione della sicurezza delle informazioni e della cybersecurity si fonda su ruoli e responsabilità chiaramente definiti,
procedure formalizzate e presìdi di coordinamento interfunzionale. La governance complessiva è guidata dalla direzione Chief
Security Office che, in coordinamento con le direzioni competenti (tra cui il Chief IT Group Office e il Chief Technology Office),
assicura l’attuazione delle misure preventive e correttive per la mitigazione delle minacce informatiche e il rispetto dei requisiti
normativi e degli standard interni del Gruppo. In tale ambito, nel 2025 la direzione Chief Security Office ha coordinato e
monitorato le attività di governance della sicurezza, che hanno previsto riunioni trimestrali di comitati interfunzionali, la
definizione e il successivo monitoraggio dei KPI di rischio, nonché l’attuazione di piani correttivi su processi e sistemi critici.
In Brasile, TIM S.A. implementa un modello organizzativo dedicato alla sicurezza delle informazioni e alla cybersecurity, in
coerenza con le pratiche di Gruppo e nel rispetto della normativa locale applicabile, inclusa la Risoluzione ANATEL n. 740. Il
modello prevede funzioni specializzate in Business Continuity & Cyber Governance (per il coordinamento del framework
normativo di sicurezza e delle iniziative di sensibilizzazione e formazione in ambito cyber), Identity & ICT Risk Management (per
l’analisi dei rischi ICT e la governance delle identità digitali lungo il relativo ciclo di vita), Cyber Intelligence (per il monitoraggio
delle minacce emergenti), Cybersecurity Operations Center (per la gestione operativa degli eventi, delle vulnerabilità e degli
incidenti di sicurezza) e Cyber Solution & Innovation (per la definizione degli standard architetturali e l’evoluzione delle soluzioni
di sicurezza).
Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (SGSI)
La protezione delle informazioni e l’affidabilità dei servizi digitali sono garantite da un Sistema di Gestione della Sicurezza delle
Informazioni (SGSI) certificato secondo la norma internazionale ISO/IEC 27001:2022, adottato sia in ambito Domestic sia in TIM
S.A. Il SGSI è inoltre integrato con i controlli previsti dalle norme ISO/IEC 27017 e ISO/IEC 27018, applicati rispettivamente alla
sicurezza dei servizi cloud e alla protezione dei dati personali trattati in ambiente cloud.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
214
La certificazione ISO/IEC 27001 attesta l’implementazione di presìdi organizzativi, procedurali e tecnici finalizzati alla protezione
delle informazioni e degli asset informativi, nonché l’adozione di processi strutturati di gestione dei rischi, monitoraggio e
miglioramento continuo della sicurezza delle informazioni, in coerenza con le pratiche del Gruppo e con il quadro normativo
applicabile nei diversi contesti operativi.
Nel 2025 il SGSI è stato oggetto di aggiornamento e miglioramento continuo attraverso l’attuazione di un piano di audit interni
ed esterni, l’aggiornamento del risk assessment informatico, l’implementazione dei piani di trattamento dei rischi e la
formazione periodica sul SGSI rivolta alle funzioni coinvolte. Tali attività hanno contribuito al rafforzamento del sistema di
controllo della sicurezza delle informazioni, con effetti positivi anche sui livelli di sicurezza sperimentati da consumatori e
utilizzatori finali.
Sia in ambito Domestic che in TIM S.A. è adottato un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni conforme allo
standard internazionale ISO/IEC 27001. La certificazione attesta l’implementazione di presìdi organizzativi, procedurali e tecnici
finalizzati alla protezione delle informazioni e degli asset informativi, nonché l’adozione di processi strutturati di gestione dei
rischi, monitoraggio e miglioramento continuo della sicurezza delle informazioni, in coerenza con le pratiche del Gruppo e con il
quadro normativo applicabile nei diversi contesti operativi.
Prevenzione, monitoraggio e miglioramento continuo della sicurezza.
La sicurezza delle informazioni è presidiata attraverso i processi di cybersecurity di Gruppo, che assicurano il monitoraggio
continuo degli eventi di sicurezza e la gestione tempestiva degli incidenti potenzialmente rilevanti ai fini della protezione dei
dati personali e degli asset informativi. TIM adotta misure tecniche e organizzative preventive e correttive per contrastare
minacce informatiche e vulnerabilità di processo o di sistema, comprese contromisure specifiche per la mitigazione di attacchi
di tipo DDoS e di altri eventi potenzialmente impattanti sulla riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni.
A supporto di tali presìdi, è operativo un sistema informativo interno che mette a disposizione dei dipendenti informazioni
strutturate sui rischi connessi alle attività svolte e sulle misure di prevenzione e protezione da adottare, favorendo
comportamenti consapevoli e coerenti con i requisiti di sicurezza delle informazioni trattate.
L’efficacia delle misure adottate è verificata attraverso specifici Key Performance Indicator (KPI) di natura sistemica e
operativa, allineati agli obiettivi aziendali e orientati al miglioramento continuo. Nel 2025, tra gli indicatori monitorati rientra la
percentuale di rientro dei piani di recupero, pari all’80%, nonché la pianificazione e realizzazione di audit sui principali processi,
con un target minimo di almeno un audit annuale, pienamente raggiunto nel corso dell’anno.
Gli audit e le attività di analisi del rischio consentono di verificare la conformità del SGSI alla norma ISO/IEC 27001 e di
individuare eventuali opportunità di miglioramento delle politiche e delle pratiche di sicurezza delle informazioni.
A completamento dei presìdi di sicurezza e monitoraggio descritti, TIM utilizza un processo strutturato di Impact Analysis &
Risk Assessment per valutare la rilevanza degli impatti derivanti dalla perdita o compromissione di informazioni e sistemi e
supportare la definizione delle priorità di intervento. Gli esiti delle analisi alimentano il Piano di Trattamento del Rischio e il
Riesame della Direzione, garantendo un approccio proporzionato ed efficace alla mitigazione dei rischi cyber.
In Brasile, TIM S.A. adotta un approccio continuativo di prevenzione, rilevazione e risposta agli incidenti informatici, attraverso
sistemi di monitoraggio, attività di analisi delle minacce, simulazioni e piani di miglioramento degli strumenti di difesa,
assicurando la protezione di reti, dati e asset informativi.
Tutte le azioni contribuiscono nel complesso a mitigare l’impatto negativo effettivo causato dalla vulnerabilità dei sistemi
informatici (IRO 1) e in generale a mitigare il rischio legato al mancato rispetto delle leggi sulla privacy e all’accesso non autorizzato
ai dati personali (IRO 26).
Oltre alle azioni specifiche sopra descritte, TIM assicura che le proprie pratiche non causino né contribuiscano a impatti negativi
rilevanti sulla forza lavoro attraverso un dialogo continuo, realizzato mediante analisi di clima organizzativo, monitoraggio della
partecipazione al lavoro agile e l’inclusione nei percorsi formativi di moduli dedicati alla salute e sicurezza sul lavoro.
Le spese complessive rilevabili per le azioni descritte nell’obbligo di informativa S1-4 "Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro
propria e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria,
nonché efficacia di tali azioni" ammontano per BU Domestic a 4,641k€ (OpEx) e 15 k€ (CapEx) e per TIM S.A. a 25,603 k€ (OpEx) e
6,895 k€ (CapEx).
Metriche e obiettivi
Obbligo di informativa S1-5 - Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al
potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
[MDR-T, 81 a, b]
Con riferimento ai target social di Gruppo, gli obiettivi sono attualmente in aggiornamento nell’ambito della definizione del nuovo
Piano Industriale e saranno formalizzati e comunicati nel corso del 2026, in coerenza con il nuovo impianto strategico.
Nel frattempo, il Gruppo mantiene operativo un sistema strutturato di monitoraggio delle performance sociali, finalizzato a
presidiare in modo continuativo gli impatti, i rischi e le opportunità connessi alla forza lavoro propria. Il sistema, integrato nei
processi aziendali e nei presidi di governance interna, si fonda su indicatori chiave di performance (KPI) definiti in coerenza con la
normativa applicabile e con le best practice di settore, e consente di valutare nel tempo l’efficacia delle politiche e delle azioni
implementate. In particolare:
in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sono monitorati il numero e il tasso di infortuni, le ore di formazione erogate e il
numero di lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
215
in ambito formazione e sviluppo delle competenze, sono rilevati la percentuale di dipendenti coinvolti nei processi periodici di
valutazione delle performance e di sviluppo professionale, il numero medio di ore di formazione per genere e categoria
professionale e la partecipazione ai percorsi di alta formazione;
con riferimento ai sistemi di incentivazione e welfare, sono valutate l’adeguatezza delle retribuzioni rispetto ai minimi
contrattuali applicabili e l’adesione ai programmi di welfare aziendale;
in materia di diversità e inclusione, sono monitorate la composizione della popolazione aziendale per genere, età e livello di
inquadramento, la presenza femminile nelle posizioni di leadership, la percentuale di assunzioni femminili sul totale delle
nuove assunzioni e l’andamento del divario retributivo di genere; sono inoltre rilevati il tasso di adesione ai modelli di lavoro
flessibile, l’accesso e l’utilizzo dei congedi per motivi familiari, la partecipazione ai programmi di supporto alla genitorialità e
l’accesso ai servizi di sostegno al benessere psicofisico;
in ambito sicurezza informatica e protezione dei dati personali dei dipendenti, sono monitorati il numero di incidenti, i tempi
medi di risposta e risoluzione, la copertura della formazione obbligatoria in materia di privacy e cybersecurity e le segnalazioni
pervenute tramite i canali dedicati;
con riferimento al rispetto dei diritti umani e alla prevenzione di discriminazioni e molestie, sono monitorati il numero di
segnalazioni ricevute tramite il canale di Whistleblowing, i tempi medi di gestione e le ore di formazione erogate su tematiche
etiche e comportamentali.
Tali indicatori rientrano nei presidi di governance interna e sono oggetto di monitoraggio da parte degli organismi competenti. In
Italia, il monitoraggio è affidato anche a specifici organismi dedicati, tra cui lo Steering Committee Gender Equality, ed è
supportato da sistemi di certificazione quali la Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, dal 2023.
In Brasile, TIM S.A. ha identificato un ulteriore indicatore in ambito formazione, che prevede il coinvolgimento di almeno il 90% dei
dipendenti in percorsi strutturati di sviluppo e aggiornamento delle competenze digitali. L’indicatore è espresso come percentuale
di dipendenti formati sul totale della forza lavoro e copre i dipendenti diretti della società. La partecipazione è monitorata tramite
le piattaforme formative aziendali, che tracciano ore di formazione, partecipazioni e completamento per categoria di personale.
Per un approfondimento sui risultati conseguiti rispetto agli obiettivi del precedente Piano legati alla forza lavoro propria, si
rimanda al paragrafo ESRS 2 SBM-1 "Strategia, modello aziendale e catena del valore" della sezione “Informazioni Generali”.
Obbligo di informativa S1-6 - Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa
[MDR-M, 77 a]; [50 a, b, c, d i, ii, e, f]
Di seguito sono illustrati i dati relativi alla forza lavoro, con evidenza della consistenza dei dipendenti per genere e per Paese, della
tipologia contrattuale e del tasso di avvicendamento del personale.
I dati sono espressi in teste intere e si riferiscono sia ai dipendenti in forza al 31 dicembre 2025 sia alla consistenza media
dell’esercizio. Non sono inclusi i lavoratori somministrati, salvo ove diversamente specificato.
Le consistenze dei dipendenti per le società TIM S.p.A., Telsy S.p.A., Telecontact Center S.p.A., Telecom Italia Sparkle S.p.A., TI Trust
Technologies S.r.l., Olivetti S.p.A. e Noovle S.p.A. sono estratte dai sistemi informativi HR del Gruppo; per le altre società i dati sono
rilevati dai rispettivi sistemi amministrativi e di gestione del personale. I sistemi aziendali consentono di determinare le consistenze
medie dei dipendenti a tempo indeterminato e determinato, nonché la distribuzione media per genere, sia complessiva sia per
tipologia contrattuale.
Il numero dei dipendenti è riportato anche nel Bilancio Consolidato nella sezione “Tabelle di dettaglio – Dati consolidati” della
Relazione sulla gestione. rispetto a questa sezione, il dato riporta 121 unità in meno, per l'inclusione dei lavoratori somministrati
mentre e la considerazione delle società del perimetro Sparkle come "discontinued operations".
Nelle tabelle non sono esposte le colonne “Altro” e “Non comunicato”, previste dallo schema ESRS con riferimento al genere non
specificato o non dichiarato, in quanto per tutti gli esercizi presentati i relativi valori sono pari a zero.
[50 a]: Dipendenti per genere - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Totale dipendenti - a fine
periodo (head count)
n
12.989
13.188
26.177
13.181
13.643
26.824
Ripartizione dipendenti per
genere - a fine  periodo
%
49,62
50,38
100,00
49,14
50,86
100,00
Totale dipendenti - media
periodo (head count)
n
13.059
13.424
26.483
13.280
13.797
27.077
Ripartizione dipendenti per
genere - media  periodo
%
49,31
50,69
100,00
49,04
50,96
100,00
A fine 2025 il totale dei dipendenti del Gruppo TIM è pari a 26.177 unità, in riduzione del 2,4% rispetto al 2024. Anche il dato
relativo alle media dell’esercizio evidenzia una flessione del 2,2%, passando da 27.077 a 26.483 unità.
La composizione per genere rimane sostanzialmente stabile e bilanciata. La componente femminile rappresenta il 49,62%
dell’organico a fine periodo, in aumento di 0,48% rispetto al 2024, confermando un mix di genere equilibrato.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
216
[50 a]: Dipendenti per Paese
2025
2024
Dipendenti  fine periodo
Dipendenti  media periodo
Dipendenti  fine periodo
Dipendenti  media periodo
Italia
17.231
17.356
17.458
17.683
Brasile
8.702
8.884
9.123
9.152
La rappresentazione dei dipendenti per Paese include esclusivamente i Paesi in cui le società del Gruppo hanno almeno 50
dipendenti e rappresentano almeno il 10% del numero totale dei dipendenti del Gruppo. La voce “Italia” include TIM S.p.A.,
Telecom Italia Sparkle S.p.A., Noovle S.p.A., Olivetti S.p.A., Telecontact Center S.p.A., Telsy S.p.A., TIM Retail S.r.l., TI Trust
Technologies S.r.l., QTI S.r.l. e Mindicity S.r.l.; nella voce “Brasile” è considerata TIM S.A.
Nel 2025 l’Italia si conferma il principale Paese di presenza del Gruppo, rappresentando circa il 66% della forza lavoro complessiva
(65% nel 2024), mentre il Brasile incide per circa il 33% (34% nel 2024).
[50 b]: Dipendenti per tipo di contratto e genere - a fine periodo - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Tempo indeterminato
n
12.897
13.102
25.999
13.090
13.533
26.623
Tempo determinato
n
92
86
178
91
110
201
Orario variabile
n
Totale dipendenti
n
12.989
13.188
26.177
13.181
13.643
26.824
[50 b]: Dipendenti per tipo di contratto e genere - media periodo - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Tempo indeterminato
n
12.962
13.319
26.282
13.177
13.721
26.899
Tempo determinato
n
97
105
201
102
76
178
Orario variabile
n
Totale dipendenti
n
13.059
13.424
26.483
13.280
13.797
27.077
La struttura contrattuale è fortemente orientata al tempo indeterminato, che rappresenta oltre il 99% della forza lavoro sia
a fine periodo sia in media d’anno, in linea con l’esercizio precedente. Nel 2025 si registra una lieve riduzione del numero
complessivo dei dipendenti a tempo indeterminato, coerente con la flessione dell’organico già evidenziata a livello generale. La
componente a tempo determinato rimane residuale ed è principalmente collegata alla gestione dei volumi di attività nei negozi
della società TIM Retail.
[50 c]: Avvicendamento dei dipendenti - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Totale dipendenti
n
12.989
13.188
26.177
13.181
13.643
26.824
Dipendenti che hanno
lasciato l'azienda
n
1.612
1.726
3.338
1.357
1.582
2.939
Tasso di avvicendamento
dei dipendenti
%
12,41
13,09
12,75
10,30
11,60
10,96
Nel 2025 il numero di cessazioni del Gruppo, pari a 3.338 unità, aumenta del 13,6% rispetto al 2024. L’incremento delle
cessazioni si riflette anche nella'aumento del tasso di avvicendamento pari al 12,75% (+ 1,79 % rispetto al 2024) che misura il
rapporto tra le uscite e l’organico medio e consente quindi di valutare l’intensità del turnover in relazione alla dimensione della
forza lavoro.
Gli indicatori risentono del contributo di TIM S.A., dove il turnover è più elevato in ragione delle caratteristiche del mercato del
lavoro brasiliano, generalmente più flessibile e caratterizzato da maggiore mobilità rispetto al contesto italiano.
1 Nel perimetro SEE rientrano le società con un numero totale di dipendenti almeno pari il 10% del totale dipendenti del Gruppo. Le aziende considerate sono: TIM S.p.A.,
Telecom Italia Sparkle S.p.A., Noovle S.p.A., Olivetti S.p.A., Telecontact Center S.p.A, Telsy S.p.A., TIM Retail S.r.l, TI Trust Technologies S.r.l., QTI S.r.l., Mindicity S.r.l.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
217
Obbligo di Informativa S1-8 - Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale
[MDR-M, 77 a], [60 a, b, c ]; [63 a, b]; [RA 70]
Il Gruppo TIM riconosce il ruolo centrale della contrattazione collettiva e del dialogo sociale nella definizione delle condizioni di
lavoro e nella gestione delle relazioni industriali. La copertura dei dipendenti da contratti collettivi costituisce un elemento
strutturale del modello organizzativo del Gruppo e riflette l’impegno a garantire tutele uniformi e trasparenti.
[60 a]: Dipendenti coperti da contratti collettivi - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024
Totale dipendenti
n
26.177
26.824
Dipendenti coperti da contratti collettivi di lavoro
n
26.177
26.824
%
100,00
100,00
In coerenza con questo approccio, il 100% dei dipendenti in tutte le aziende del Gruppo è coperto da contratti collettivi.
Nello specifico, nella società italiane, il Gruppo applica specifiche tipologie di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) in
funzione della categoria professionale.
Con riferimento al personale con qualifica di Dirigente, la copertura contrattuale è garantita da due CCNL, che interessano il 100%
dei dirigenti delle società italiane del Gruppo: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Dirigenti di Aziende Produttrici di Beni e
Servizi (CCNL Dirigenti Industriali), applicato a 268 dirigenti, e il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti di aziende del
Terziario della distribuzione e dei servizi, applicato a 1 dirigente.
Anche per il personale con qualifica di Impiegati e Quadri la copertura è totale e si articola principalmente su due CCNL: il Contratto
Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di Telecomunicazione (CCNL TLC), che copre
15.474 dipendenti, e il Contratto Collettivo Nazionale per i dipendenti da aziende del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi,
applicato a 983 dipendenti.
Nei Paesi diversi dall’Italia, la copertura contrattuale è garantita in conformità ai sistemi normativi e di relazioni industriali locali
applicabili.
Per quanto riguarda la rappresentanza sindacale, il Gruppo opera nel rispetto delle normative nazionali e dei sistemi di relazioni
industriali vigenti nei Paesi in cui è presente. Le modalità di dialogo sociale e di rappresentanza dei lavoratori sono definite in
coerenza con i modelli previsti dai singoli ordinamenti e dai contratti collettivi applicabili.
All’interno dello Spazio Economico Europeo (SEE) non sono stati istituiti organismi di rappresentanza transnazionale dei lavoratori,
quali il Comitato Aziendale Europeo (CAE), né strutture analoghe previste per le Società europee (SE) o le Società cooperative
europee (SCE).
[63 a]: Dipendenti coperti dai rappresentanti dei lavoratori - società TIM dei paesi SEE 1
u.m.
2025
2024
Totale dipendenti dei paesi SEE
n
17.231
17.458
Numero di lavoratori con i propri rappresentanti
n
16.566
17.115
%
96,14
98,04
Nel 2025 i dipendenti che operano nei paesi SEE coperti da rappresentanza dei lavoratori sono pari al 96,14%, in diminuzione
rispetto al 98,04% del 2024. La variazione è attribuibile alla cessazione di una Rappresentanza Sindacale Aziendale (RSA),
successivamente non ricostituita dalle organizzazioni sindacali.
[RA 70]: Copertura della contrattazione collettiva e del dialogo sociale
Copertura della contrattazione collettiva
Dialogo sociale
Tasso di copertura
Lavoratori dipendenti - SEE (per i paesi con >
50 imp. Che rappresentano > 10% degli
impiegati totali)
Lavoratori dipendenti - non SEE (Stima per le
regioni con >50 imp. Che rappresentano >10%
degli impiegati totali)
Rappresentanza sul luogo di lavoro (soltanto
SEE) per i paesi con >50 imp. Che
rappresentano >10% degli impiegati totali)
0-19%
20-39%
40-59%
60-79%
80-100%
Italia
Brasile
Italia
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
218
Obbligo di informativa S1-9 - Metriche della diversità
[MDR-M, 77 a]; [66 a, b]
Il Gruppo TIM monitora la composizione della propria forza lavoro attraverso specifiche metriche di diversità, al fine di garantire
trasparenza e favorire un ambiente di lavoro inclusivo ed equilibrato. Di seguito sono riportati i principali indicatori relativi alla
distribuzione per genere e per fasce di età, in coerenza con quanto previsto dagli standard ESRS.
Nelle tabelle non sono esposte le colonne “Altro” e “Non comunicato”, previste dallo schema ESRS con riferimento al genere non
specificato o non dichiarato, in quanto per tutti gli esercizi presentati i relativi valori sono pari a zero.
[66 a]: Distribuzione dipendenti per genere a livello di alta dirigenza - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Totale dipendenti a
livello di alta dirigenza
n
4
15
19
3
14
17
Distribuzione di
genere a livello di alta
dirigenza
%
21,05
78,95
100,00
17,65
82,35
100,00
Il Gruppo TIM definisce “Alta Dirigenza” l’insieme dei dirigenti, con esclusione del Presidente del Gruppo, che ricoprono ruoli chiave
nell’elaborazione e nell’attuazione delle strategie aziendali e che riportano direttamente agli Organi di Amministrazione e Controllo
o all’Amministratore Delegato del Gruppo. La composizione dell’Alta Dirigenza è rappresentata nella prima pagina
dell'organigramma aziendale che rappresenta il macro assetto organizzativo
Nel 2025 l’Alta Dirigenza del Gruppo è composta da 19 persone, in aumento rispetto alle 17 del 2024. La componente femminile
passa da 3 a 4 unità, con un’incidenza che sale al 21,05%, registrando un miglioramento del 3,4%.
image.png
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
220
La composizione della forza lavoro del Gruppo è analizzata anche in base alle fasce di età, al fine di rappresentare l’equilibrio
generazionale e la struttura demografica complessiva.
[66 b]: Distribuzione dipendenti per fascia di età - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Dipendenti sotto 30 anni
n
977
934
1.911
995
1.012
2.007
%
7,52
7,08
7,30
7,55
7,42
7,48
Dipendenti tra i 30 e 50 anni
n
6.636
5.548
12.184
7.173
6.135
13.308
%
51,09
42,07
46,54
54,42
44,97
49,61
Dipendenti sopra i 50 anni
n
5.376
6.706
12.082
5.013
6.496
11.509
%
41,39
50,85
46,16
38,03
47,61
42,91
Totale Dipendenti
n
12.989
13.188
26.177
13.181
13.643
26.824
In questa tabella la percentuale dei dipendenti per fascia d’età è calcolata rapportando il numero di dipendenti appartenenti a
ciascuna fascia al totale dei dipendenti del medesimo genere.
Nel 2025 la fascia 30–50 anni si riduce rispetto al 2024 per entrambi i generi (–537 donne e –587 uomini). La fascia over 50 cresce in
termini numerici (+363 donne e +210 uomini), mentre la popolazione under 30 registra una lieve diminuzione complessiva. In
termini di composizione di genere, gli uomini restano numericamente prevalenti nella fascia over 50, mentre le donne risultano più
rappresentate nella fascia 30–50 anni.
[66 b]: Distribuzione percentuale dipendenti per fascia di età - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Dipendenti sotto 30 anni
%
3,73
3,57
7,30
3,71
3,77
7,48
Dipendenti tra i 30 e 50 anni
%
25,35
21,19
46,54
26,74
22,87
49,61
Dipendenti sopra i 50 anni
%
20,54
25,62
46,16
18,69
24,22
42,91
In questa tabella la percentuale dei dipendenti per fascia d’età è calcolata rapportando il numero di dipendenti appartenenti a
ciascuna fascia al totale dei dipendenti del Gruppo.
Nel 2025 aumenta il peso della fascia over 50 sul totale dei dipendenti (dal 42,91% al 46,16%), mentre si riduce l’incidenza della
fascia 30–50 anni (dal 49,61% al 46,54%). La quota di dipendenti under 30 rimane sostanzialmente stabile. La distribuzione
percentuale conferma che la componente maschile ha un’incidenza maggiore nella fascia over 50, mentre la componente
femminile è relativamente più concentrata nella fascia 30–50 anni.
Obbligo di Informativa S1-10 - Salari adeguati
[MDR-M, 77 a]; [69]; [70]
Il Gruppo TIM garantisce che le condizioni retributive applicate ai propri dipendenti siano conformi ai contratti collettivi nazionali e ai
parametri normativi di riferimento nei Paesi in cui opera;
[70] Dipendenti che non percepiscono un salario in linea con i parametri di riferimento applicabili
%
Italia
Brasile
Il perimetro “Paese” include esclusivamente i Paesi nei quali il Gruppo impiega almeno 50 dipendenti e che rappresentano almeno
il 10% del totale dei dipendenti del Gruppo.Nella voce “Italia” sono ricomprese TIM S.p.A., Telecom Italia Sparkle S.p.A., Noovle
S.p.A., Olivetti S.p.A., Telecontact Center S.p.A., Telsy S.p.A., TIM Retail S.r.l., TI Trust Technologies S.r.l., QTI S.r.l. e Mindicity S.r.l.;
nella voce “Brasile” è considerata esclusivamente TIM S.A.
Come si evince dalla tabella, tutti i dipendenti percepiscono un salario adeguato in linea coni rispettivi contratti di riferimento, come
illustrato nell’Obbligo di informativa S1-8 "Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale".
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
221
Obbligo di informativa S1-12 - Persone con disabilità
[MDR-M, 77 a]; [79]
Il Gruppo TIM rileva il numero di dipendenti con disabilità in coerenza con la normativa vigente nei Paesi in cui opera.
Per le società italiane, ai fini della rendicontazione, sono considerati dipendenti con disabilità i lavoratori che rientrano nelle
categorie di cui all’articolo 1 della Legge 12 marzo 1999, n. 68, che disciplina l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e
individua le categorie soggette agli obblighi di assunzione. Tale inquadramento si inserisce nel più ampio quadro normativo
nazionale, nel quale il D.Lgs. 62/2024 definisce la condizione di disabilità come una compromissione duratura di natura fisica,
mentale, intellettiva, del neuro sviluppo o sensoriale che, in interazione con barriere di diversa natura, può limitare la piena ed
effettiva partecipazione alla vita sociale e lavorativa.
In Brasile, la legge federale definisce persona con disabilità un individuo che presenta un deficit permanente e irreversibile di natura
fisica, uditiva, visiva, intellettuale/mentale, multipla, ovvero un’infermità riconosciuta dal servizio di previdenza sanitaria. Tale
condizione, quando interagisce con una o più barriere, può ostacolare la piena ed effettiva partecipazione alla società su base di
uguaglianza con gli altri. Il processo di classificazione come “PCD” (Pessoa com Deficiência) prevede una valutazione medica
formale. Il dipartimento sanitario competente esamina la CID (Classificação Internacional de Doenças – International Classification
of Diseases), sistema utilizzato per classificare le malattie e le condizioni di salute, e verifica che la condizione rientri nelle casistiche
previste dalla normativa vigente, accertandone la permanenza e l’irreversibilità.
[79] Dipendenti con disabilità - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024
Totale dipendenti
n
26.177
26.824
Dipendenti con disabilità
n
1.028
995
%
3,93
3,71
Nel 2025 i dipendenti con disabilità sono pari a 1.028 unità, in aumento rispetto alle 995 del 2024. L’incidenza sul totale della forza
passa dal 3,71% al 3,93%.
Obbligo di Informativa S1-13 - Metriche di formazione e sviluppo delle competenze
[MDR-M, 77 a]; [83 a, b]
Il Gruppo TIM promuove la crescita professionale e lo sviluppo delle competenze attraverso processi strutturati di valutazione delle
performance e pianificazione dello sviluppo individuale, monitorando la partecipazione dei dipendenti a revisioni periodiche delle
prestazioni e dello sviluppo della carriera.
Nelle tabelle non sono esposte le colonne “Altro” e “Non comunicato”, previste dallo schema ESRS con riferimento al genere non
specificato o non dichiarato, in quanto per tutti gli esercizi presentati i relativi valori sono pari a zero.
[83 a] Formazione e sviluppo delle competenze per genere - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Dipendenti che hanno partecipato a regolari
revisioni periodiche delle prestazioni e dello
sviluppo della carriera
n
11.468
11.879
23.347
10.434
10.264
20.698
%
43,81
45,38
89,19
38,90
38,26
77,16
La percentuale di dipendenti che ha partecipato a revisioni periodiche delle prestazioni e dello sviluppo della carriera è calcolata
come rapporto tra il numero di dipendenti coinvolti nel processo di valutazione e il numero totale dei dipendenti del Gruppo, in
coerenza con quanto riportato nell’Obbligo di informativa S1-6 “Caratteristiche dei dipendenti dell’impresa”.
Nel 2025 la quota di dipendenti che ha partecipato a revisioni periodiche delle prestazioni e dello sviluppo della carriera si attesta
all’89,19%, in aumento di 12,03% rispetto al 2024. L’incremento riguarda entrambe le componenti di genere e riflette il
rafforzamento e la progressiva estensione dei processi di performance management all’interno del Gruppo.
[83 b] Ore di formazione per genere - Gruppo TIM
2025
2024
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Ore totali di formazione
h
343.818,02
420.653,27
764.471,29
482.628,26
396.292,78
878.921,04
Ore medie di formazione per dipendente
h
26,47
31,90
29,20
36,62
29,05
32,77
Le ore medie di formazione per dipendente sono calcolate come rapporto tra il numero totale di ore di formazione erogate e
completate nell’anno di rendicontazione e il numero totale di dipendenti del Gruppo per genere al 31 dicembre 2025.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
222
Nel 2025 le ore totali di formazione registrano una riduzione del 13% rispetto al 2024. Le ore medie di formazione per dipendente si
attestano a 29,20 ore, in diminuzione rispetto alle 32,77 dell’esercizio precedente.
La riduzione è riconducibile alla revisione del modello di fruizione della formazione introdotta nel corso del 2025, che ha privilegiato
percorsi in presenza e iniziative ad elevato contenuto specialistico, con una maggiore focalizzazione qualitativa e una crescente
attenzione all’ottenimento di certificazioni.
Obbligo di Informativa S1-14 - Metriche di salute e sicurezza
[MDR-M, 77 a]; [88 a, b, c, d, e]
Il Gruppo TIM monitora la quota di lavoratori propri inclusi nel sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, che racchiude
l’insieme delle procedure, delle responsabilità organizzative e dei controlli adottati per prevenire infortuni e tutelare la salute nei
luoghi di lavoro.
[88 a] Lavoratori coperti dal sistema di gestione della salute e della sicurezza - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Dipendenti
Non-dipendenti
Totale
Dipendenti
Non-dipendenti
Totale
Lavoratori propri coperti dal sistema di
gestione della salute e della sicurezza
n
25.990
25.990
26.634
26.634
%
99,29
99,29
99,29
99,29
La copertura dei lavoratori dal sistema di gestione della salute e sicurezza si mantiene al 99,29%, in linea con l’esercizio
precedente. Il differenziale rispetto al 100% riflette la presenza di personale Sparkle operante all’estero, in contesti regolatori
differenti.
[88 b] Decessi per lesioni e malattie connesse al lavoro - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Dipendenti
Non-
dipendenti
Altri
lavoratori
Totale
Dipendenti
Non-
dipendenti
Altri
lavoratori
Totale
Numero di decessi dovuti a
lesioni connesse al lavoro
n
0
0
0
0
Nel 2025 non si sono registrati decessi dovuti a lesioni o malattie connesse al lavoro, in continuità con quanto rilevato nell’esercizio
precedente.
[88 c] Infortuni sul lavoro registrabili - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Dipendenti
Non-dipendenti
Totale
Dipendenti
Non-dipendenti
Totale
Infortuni sul lavoro registrabili
n
30
0
30
25
0
25
Tasso percentuale di infortuni sul lavoro registrabili
%
0,78
0,00
0,78
0,60
0,60
Il tasso di infortuni sul lavoro registrabili è calcolato come rapporto tra il numero di infortuni che hanno comportato almeno un
giorno di assenza e il totale delle ore lavorate dai lavoratori propri del Gruppo nell’anno di rendicontazione - pari a 38.468.566-,
moltiplicato per 1.000.000.
Nel 2025 si sono verificati 30 infortuni sul lavoro registrabili tra i lavoratori propri, rispetto ai 25 del 2024. Il tasso di infortuni passa
da 0,60 a 0,78 per milione di ore lavorate, evidenziando un incremento rispetto all’esercizio precedente. Gli eventi registrati sono di
lieve entità e riferibili a diverse circostanze operative, incluse attività svolte in modalità agile.
[88 d, e] Casi e giorni persi a causa di infortuni sul lavoro, incidenti e decessi - Gruppo TIM
u.m.
2025
2024
Casi di malattia connessi al lavoro registrabili
n
0
0
Giornate di lavoro perse per lesioni e decessi dovuti a infortuni e
malattie connesse al lavoro e decessi a seguito di malattie1
n
513
367
(1) Le giornate di lavoro perse per infortunio non includono le assenze derivanti da infortuni in itinere, salvo nei casi in cui il trasporto sia stato organizzato dall’Azienda,
né quelle riconducibili a incidenti passivi (ovvero eventi non direttamente connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa). Qualora un infortunio comporti un’assenza
che si estende su due esercizi di rendicontazione, l’evento è registrato nell’anno in cui si verifica, mentre le relative giornate di assenza sono contabilizzate nell’anno in
cui vengono effettivamente fruite.
Nel 2025 le giornate di lavoro perse per infortuni e decessi connessi al lavoro ammontano a 513, in aumento del 39,8% rispetto al
2024. L’incremento è principalmente riconducibile alla maggiore incidenza di eventi con prognosi medio-lunghe (pari o superiori a
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
223
20 giorni). Nel periodo di rendicontazione non si registrano inoltre casi di malattia professionale riconosciuti, in continuità con il
2024.
Obbligo di informativa S1-15 - Metriche dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata
[MDR-M, 77 a]; [93 a,b]; [94]
Il Gruppo TIM monitora l’accesso e l’utilizzo dei congedi per motivi familiari, in coerenza con la normativa vigente nei Paesi in cui
opera, quale indicatore dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata e dell’effettiva fruizione dei diritti riconosciuti ai dipendenti.
Nelle tabelle non sono esposte le colonne “Altro” e “Non comunicato”, previste dallo schema ESRS con riferimento al genere non
specificato o non dichiarato, in quanto per tutti gli esercizi presentati i relativi valori sono pari a zero.
I dati riportati si riferiscono ai dipendenti che, nel corso dell’anno oggetto di rendicontazione hanno usufruito almeno una volta di
un congedo per motivi familiari.
[93 a] Dipendenti aventi diritto a congedi per motivi familiari - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Totale dipendenti
n
12.989
13.188
26.177
13.181
13.643
26.824
Dipendenti che hanno diritto a
congedi per motivi familiari
n
12.989
13.188
26.177
13.181
13.643
26.824
%
100,00
100,00
100,00
100,00
100,00
100,00
[93 b] Dipendenti che hanno preso congedi per motivi familiari - Gruppo TIM
2025
2024
u.m.
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
Totale dipendenti
n
12.989
13.188
26.177
13.181
13.643
26.824
Dipendenti che hanno usufruito
di congedi per motivi familiari
n
2.256
1.371
3.627
2.020
1.083
3.103
%
17,37
10,40
13,86
15,33
7,94
11,57
Nel 2025 hanno usufruito di almeno un congedo per motivi familiari 3.627 dipendenti, pari al 13,86% del totale, in aumento del
16,9% rispetto al 2024. L’incidenza rimane più elevata tra le donne (17,37%) rispetto agli uomini (10,40%), pur registrandosi un
incremento della fruizione per entrambe le componenti rispetto all’esercizio precedente. L’andamento evidenzia un ricorso diffuso
agli strumenti di conciliazione tra vita professionale e vita privata, in coerenza con il quadro normativo e contrattuale applicabile.
Obbligo di informativa S1-16 - Metriche di remunerazione (divario retributivo e remunerazione
totale)
[MDR-M, 77 a]; [97 a, b, c]
Il divario retributivo di genere (Gender Pay Gap) evidenzia che, a livello di Gruppo, la retribuzione media annua delle donne è
inferiore del 24,49% rispetto a quella degli uomini (24,41% nel 2024), mostrando un andamento sostanzialmente stabile. A livello
Domestic il divario si attesta al 19,92% (19,8% nel 2024).
In coerenza con le indicazioni degli ESRS, il divario è calcolato come differenza percentuale tra la remunerazione media annua degli
uomini e quella delle donne, rapportata alla remunerazione media annua degli uomini (unadjusted gender pay gap). Il dato è
determinato su base aggregata e include tutte le società del perimetro di rendicontazione, inclusa TIM S.A.
La misura riflette la distribuzione complessiva dei ruoli e dei livelli inquadramentali all’interno del Gruppo ed è influenzata dalla
composizione della forza lavoro. In particolare, incide la significativa concentrazione femminile nel settore del Customer Care, dove
circa l’80% degli operatori di Caring è costituito da donne e dove si registra una maggiore presenza di livelli inquadramentali
inferiori rispetto ad altre funzioni aziendali, in coerenza con le mansioni svolte.
Al netto del settore Customer Care, il divario retributivo del Gruppo si attesta al 18,47%, mentre a livello Domestic è pari al 14,26%,
evidenziando come la diversa composizione organizzativa incida sul dato complessivo.
TIM S.A., nella propria rendicontazione di sostenibilità, rileva inoltre un Gender Pay Gap pari all’1,8%, determinato secondo una
metodologia differente, basata sul confronto tra uomini e donne che ricoprono il medesimo ruolo professionale e che tiene conto
delle differenze retributive tra i diversi Stati e regioni della Federazione. Tale valore rappresenta pertanto una misurazione
aggiuntiva, non direttamente comparabile con il dato aggregato di Gruppo calcolato secondo gli ESRS.
A livello di Gruppo, il rapporto tra la remunerazione totale annua più elevata e la remunerazione totale annua mediana di tutti i
dipendenti è pari a 90,20, in miglioramento rispetto al 92,86 del 2024. Ciò significa che la retribuzione complessiva più alta risulta
circa 90 volte superiore alla retribuzione mediana del personale, in lieve ridimensionamento sul divario complessivo.
Nel calcolo del rapporto sono considerate sia la componente fissa sia la componente variabile della retribuzione. Per la parte
variabile è stato assunto il valore target previsto dai sistemi di incentivazione, in quanto al momento dell’elaborazione non erano
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Forza lavoro propria
224
ancora disponibili gli importi consuntivi definitivi. Non sono inclusi nel calcolo i benefici non monetari (quali autovettura ad uso
promiscuo, assicurazione sulla vita e buoni pasto), in quanto rappresentano una quota residuale della remunerazione complessiva.
La retribuzione variabile interessa l’intera popolazione aziendale, attraverso sistemi di incentivazione manageriale, commerciale e
collettiva.
Il valore mediano della remunerazione a livello di Gruppo è stato stimato mediante un algoritmo che calcola la media ponderata,
sul numero dei dipendenti, dei valori mediani delle singole società del Gruppo.
Obbligo di informativa S1-17 - Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani
[MDR-M, 77 a]; [103 a, b, c, d] [104 a, b]; [ESRS S2-4, 36]; [ESRS S3-4, 36]; [ESRS S4-4, 35]
Nel corso del 2025, in ambito Domestic, TIM ha ricevuto diverse segnalazioni relative ai Diritti Umani. In tale ambito rientrano
episodi riconducibili a forme di discriminazione, intesa in senso ampio come qualsiasi trattamento differenziato, esclusione,
limitazione o situazione di svantaggio formalmente rilevata dall’azienda e riferibile a caratteristiche o condizioni individuali. In
questo perimetro sono inclusi anche eventuali episodi di molestia, quali manifestazioni di trattamenti non equi; resta fermo che
non tutte le segnalazioni relative ai Diritti Umani costituiscono necessariamente casi di discriminazione.
Nel 2024, attraverso il canale di Whistleblowing, TIM ha ricevuto complessivamente 43 segnalazioni in materia di Diritti Umani,
di cui 30 riconducibili a episodi di discriminazione o molestie e 13 relative ad altre tematiche.
Nel 2025 le segnalazioni complessive sono state 45, di cui 43 riconducibili a episodi di discriminazione, incluse le molestie. A
seguito delle verifiche svolte, una segnalazione è risultata fondata, undici non sono risultate sostanziate, mentre trentuno sono
attualmente oggetto di ulteriori approfondimenti.
Le restanti due segnalazioni, pur rientrando nel perimetro dei Diritti Umani, non sono state configurate come episodi di
discriminazione, in quanto non sono emersi trattamenti differenziati o situazioni di svantaggio basate su caratteristiche o
condizioni individuali. Entrambe sono attualmente in fase di approfondimento.
In Brasile, nel corso del 2025, TIM S.A. ha ricevuto 12 segnalazioni in materia di Diritti Umani, di cui 9 riconducibili a presunti
episodi di discriminazione, incluse le molestie. Di queste, cinque sono state ritenute infondate e quattro inconcludenti per
insufficienza di prove. Pur non essendo stati accertati casi comprovati, l’azienda ha comunque adottato misure correttive, tra
cui interventi di sensibilizzazione e confronto con le parti coinvolte, nonché provvedimenti disciplinari.
Le restanti tre segnalazioni, pur rientrando nel perimetro dei Diritti Umani, non sono state configurate come episodi di
discriminazione. In particolare, una segnalazione è stata ritenuta fondata, una parzialmente fondata e la terza infondata. In
relazione alle due segnalazioni risultate fondate, sono state adottate specifiche azioni correttive.
Nell’ambito della sicurezza delle informazioni sono pervenute, tramite i canali dedicati, 500 segnalazioni. Di queste, 39 sono
state qualificate come incidenti e hanno quindi comportato la presa in carico formale e la gestione strutturata dell’evento. Le
restanti segnalazioni hanno dato luogo ad attività di valutazione e approfondimento preliminare senza determinare l’apertura
di incidenti, in quanto ritenute non rilevanti o non riconducibili a eventi di sicurezza informatica.
In ambito privacy, nel 2025 non si sono verificati data breach da notificare riguardanti dati personali dei dipendenti.
Si segnala inoltre che nessuna delle segnalazioni risultate fondate è stata oggetto di sanzioni o ammende da parte di soggetti
esterni.
In continuità con quanto registrato nel 2024, anche nel corso del 2025 il Gruppo TIM non ha rilevato incidenti gravi in materia di
Diritti Umani connessi alla propria forza lavoro, ai lavoratori della catena del valore, alle comunità di riferimento, ai clienti e agli
utilizzatori finali.
Per incidenti gravi si intendono eventi che comportano violazioni particolarmente rilevanti dei diritti fondamentali della persona,
quali, ad esempio, lavoro forzato, lavoro minorile, tratta di esseri umani o altre violazioni di analoga gravità. Tali incidenti sono
rilevati e rendicontati indipendentemente dai canali di segnalazione utilizzati.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Lavoratori nella catena del valore
225
Lavoratori nella catena del valore [ESRS S2]
Strategia
Obbligo di informativa SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
[S2 SBM-2, 9]
Nel definire la propria strategia e il modello di business, il Gruppo TIM tiene conto dei potenziali impatti sui lavoratori della catena
del valore, in particolare in relazione alle politiche e ai requisiti di sostenibilità richiesti a fornitori e partner. A tal fine, TIM promuove
il dialogo e il coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore attraverso strumenti dedicati, anche mediante la piattaforma
Open-es. Le evidenze raccolte sono utilizzate per orientare l’evoluzione delle politiche di sostenibilità e dei requisiti applicati alla
catena di fornitura.
Obbligo di informativa SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
Perimetro dei lavoratori della catena del valore
[S2 SBM-3 10 a, b ]; [ S2 SBM-3 11 a, i, ii, iii, iv ,v]
Nell’ambito dell’analisi di doppia rilevanza, il Gruppo TIM ha considerato i lavoratori della catena del valore potenzialmente
interessati dalle proprie operazioni, tenendo conto delle caratteristiche del modello di business e della strategia aziendale. Il
Gruppo opera attraverso una catena di fornitura articolata, che comprende operatori di rete, fornitori di servizi ICT, aziende
manifatturiere e partner per attività in outsourcing, localizzati sia in Italia sia all’estero.
La struttura e le modalità di gestione della catena del valore possono generare effetti sulle condizioni di lavoro, sulla salute e
sicurezza e sul rispetto dei diritti umani dei lavoratori impiegati dai fornitori, in particolare in contesti geografici caratterizzati da un
più elevato rischio di violazioni dei diritti fondamentali. Tali effetti sono connessi alla complessità delle attività esternalizzate, alle
modalità di approvvigionamento e alle differenti condizioni normative e socioeconomiche dei Paesi in cui operano i fornitori.
La valutazione delle ricadute sociali lungo la catena del valore supporta le decisioni strategiche del Gruppo e contribuisce alla
gestione dei rischi operativi e reputazionali legati alle condizioni di lavoro presso i fornitori.
Nell’ambito della catena del valore, sono considerati rilevanti principalmente i lavoratori a monte della filiera, ossia i dipendenti dei
fornitori che forniscono al Gruppo TIM prodotti e servizi funzionali allo svolgimento delle attività core. Rientrano in questa categoria,
a titolo esemplificativo, i lavoratori delle imprese che offrono servizi di rete, componentistica per le telecomunicazioni e device,
nonché servizi di sviluppo e programmazione. Sono inclusi inoltre i lavoratori non appartenenti alla forza lavoro propria che operano
presso le sedi del Gruppo TIM, quali i lavoratori delle imprese che forniscono servizi di assistenza tecnica e i prestatori di servizi
professionali, come ad esempio i fornitori di servizi di consulenza.
Con riferimento ai lavoratori a valle della catena del valore, sono considerati quelli delle imprese che forniscono servizi di logistica, i
distributori e i dealer, nonché le imprese incaricate della realizzazione e gestione degli impianti presso i clienti, coinvolti nelle fasi di
distribuzione, installazione e gestione dei servizi offerti.
Infine, sono considerati i lavoratori coinvolti in joint venture, che costituiscono una categoria distinta rispetto alle attività a monte e
a valle della filiera, in quanto operano nell’ambito di assetti societari condivisi e di attività operative svolte congiuntamente. A titolo
esemplificativo, in Italia il Gruppo TIM è coinvolto in joint venture con TIMFin S.p.A. e con il Polo Strategico Nazionale.
Oltre ai gruppi di lavoratori descritti in precedenza, non sono stati individuati ulteriori gruppi rilevanti di lavoratori nella catena del
valore.
Impatti rischi e opportunità legati ai lavoratori della catena del valore
[S2 SBM-3 11 b, c , d, e]; [S2 SBM-3, 12, 13]
A valle dell’analisi di doppia rilevanza è emerso un unico impatto negativo rilevante relativo ai lavoratori della catena del valore
riconducibile a carenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare legate all’inadeguatezza delle misure di sicurezza,
all’insufficienza della formazione e alla mancanza dei dispositivi di protezione individuale (IRO 15).
Tale impatto negativo individuato non è di natura generalizzata, ma risulta connesso al verificarsi di uno specifico evento
riscontrato nell’ambito della catena del valore.
L’analisi non ha invece evidenziato alcun impatto positivo.
Il dettaglio dell’impatto negativo è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro
interazione con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”.
Con riferimento ai rischi rilevanti, è stato individuato un tema connesso al potenziale mancato rispetto dei diritti umani lungo la
catena del valore del Gruppo (IRO 38). Tale rischio può generare conseguenze di natura legale, economico-finanziaria e
reputazionale, con possibili effetti sulla continuità operativa della filiera e sulla capacità del Gruppo di preservare il proprio
posizionamento sul mercato.
Nel processo di identificazione del rischio sono stati considerati i contesti geografici in cui operano i lavoratori della catena del
valore del Gruppo TIM, con particolare riferimento alle aree caratterizzate da una maggiore esposizione a criticità ESG, tra cui
alcune aree dell’Asia, del Centro e Sud America, del Nord Africa e dell’Europa dell’Est. In tali contesti, i lavoratori possono risultare
maggiormente esposti a rischi significativi connessi al rispetto dei diritti umani e delle condizioni di lavoro, inclusi, a titolo
esemplificativo, fenomeni di lavoro minorile e di lavoro forzato o coatto.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Lavoratori nella catena del valore
226
L’analisi non ha invece evidenziato opportunità rilevanti connesse ai lavoratori della catena del valore, in quanto il presidio di tali
tematiche è orientato prevalentemente alla prevenzione e mitigazione degli impatti negativi e dei rischi correlati per il Gruppo.
Gli esiti dell’analisi di doppia rilevanza sui lavoratori della catena del valore sono utilizzati dal Gruppo TIM per orientare la gestione
dei rapporti con i fornitori. In particolare, tali informazioni sono considerate nelle attività di qualificazione, valutazione e
monitoraggio dei fornitori, con attenzione al rispetto dei diritti umani e delle condizioni di lavoro, al fine di prevenire e ridurre
potenziali impatti negativi e rischi riguardanti i lavoratori coinvolti.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale”, alla sezione “Informazioni Generali”.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Obbligo di informativa S2-1 - Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore
[16]; [MDR-P 65 a; b; c; d; e; f]; [17 a, b; 18; 19]
L’analisi di doppia rilevanza ha individuato un impatto negativo (IRO 15) e un rischio (IRO 38) connessi al tema “Lavoratori nella
catena del valore”. Tali IRO sono presidiati attraverso la “Policy Diritti Umani”, la “Policy Acquisti di Prodotti e Servizi” e la “Policy
Salute e Sicurezza”.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 “Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”, mentre per un approfondimento sugli aspetti
generali relativi alle policy si rimanda al capitolo «Politiche - MDR-P» nella stessa sezione. Per gli impegni del Gruppo sui diritti
umani, inclusi la prevenzione di tratta di esseri umani, lavoro forzato e minorile e il rispetto degli standard internazionali sul lavoro,
si rimanda alla “Policy Diritti Umani” del Gruppo TIM illustrata nel capitolo MDR-P nella sezione “Informazioni Generali”.
Per declinare il quadro di riferimento del Gruppo nel contesto brasiliano, TIM S.A ha definito policy specifiche volte a guidare e
gestire gli impatti sulla catena del valore.
In particolare, ha definito una policy in materia di "Relazioni con i Fornitori, volta a orientare la gestione dei rapporti con fornitori e
subappaltatori nel rispetto dei diritti umani e delle condizioni di lavoro dignitose; una "Policy di Responsabilità Sociale", che
formalizza gli impegni della società verso standard e principi nazionali e internazionali in materia di diritti umani, pratiche di lavoro
responsabili e integrità; una policy in materia di "Salute e Sicurezza sul Lavoro", applicabile alle strutture di TIM in Brasile e rilevante
anche per i lavoratori dei fornitori di servizi, che stabilisce principi e linee guida per la tutela della salute, la prevenzione degli
infortuni e il miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.
Obbligo di informativa S2-4 Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del
valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti
per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni
[31]; [MDR-A 68 a, b, c, d, e]; [MDR-A, 69 a, b, c, e]; [32 a, b, c, d; 33 a, b, c; 34 a; 35; 38]
In aggiunta alle politiche in materia di “lavoratori nella catena del valore” che forniscono il quadro di riferimento per la gestione
coerente ed informata delle attività aziendali il Gruppo TIM mette in campo azioni e risorse connesse ai seguenti temi:
1. Condizioni di lavoro che includono a) occupazione sicura, b) salute e sicurezza.
2. Altri diritti connessi al lavoro che riguardano a) il lavoro forzato e il lavoro minorile, b) la riservatezza dei dati nella catena del
valore.
Le azioni sono indirizzate ai lavoratori delle società italiane ed estere incluse nel perimetro sociale di rendicontazione di sostenibilità
e, ove non diversamente specificato, hanno carattere continuativo e si ripetono annualmente.
Le azioni descritte mirano a prevenire e mitigare gli impatti negativi e a gestire i rischi rilevanti per i lavoratori nella catena del
valore, contribuendo complessivamente al presidio delle tematiche in materia di diritti umani. Per ciascuna azione, ove applicabile,
è indicata la finalità dell’intervento, specificando se orientata alla mitigazione degli impatti negativi o alla gestione dei rischi.
Nella descrizione delle singole azioni, salvo diversa indicazione, le iniziative si riferiscono al perimetro BU Domestic; mentre quelle
espressamente indicate come TIM S.A. fanno riferimento alla controllata brasiliana.
Sono inoltre riportate, ove disponibili, le risorse finanziarie allocate, con distinzione tra spese operative (OpEx) e spese in conto
capitale (CapEx).
1.Condizioni di lavoro
1a. Occupazione sicura
Presidio delle condizioni occupazionali lungo la catena del valore
TIM richiede ai propri fornitori e appaltatori il rispetto di standard minimi in materia di condizioni di lavoro sicure ed eque, in
coerenza con il Codice Etico e di Condotta e con la Policy sui Diritti Umani. I contratti di fornitura prevedono clausole che vietano il
lavoro forzato e minorile, impongono il rispetto della normativa applicabile in tema di orario di lavoro, retribuzione e non
discriminazione e tutelano la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Lavoratori nella catena del valore
227
Il rispetto di tali requisiti è verificato tramite processi di qualifica iniziale, valutazioni periodiche e, ove appropriato, audit e verifiche
in loco, che possono portare alla definizione di piani di miglioramento o, nei casi più gravi, alla sospensione o interruzione del
rapporto contrattuale. L’efficacia di queste attività è monitorata attraverso indicatori interni relativi alla copertura delle valutazioni
sui fornitori, agli esiti delle verifiche e ai casi di non conformità riscontrati, che alimentano la pianificazione di azioni correttive e il
riesame periodico dei presìdi.
Complessivamente, l’azione contribuisce a presidiare il rischio che violazioni dei diritti umani, in azienda e lungo la filiera (quali
lavoro forzato, sfruttamento o mancato rispetto dei diritti sindacali), possano generare conseguenze legali, danni reputazionali e
impatti operativi (IRO 38).
1b. Salute e sicurezza
Presidio dei requisiti di salute e sicurezza nella selezione e gestione dei fornitori
Tutti i fornitori e appaltatori sono sottoposti a un processo di qualificazione che include la verifica preliminare e periodica del
rispetto dei requisiti di salute e sicurezza sul lavoro, quale condizione per operare per conto del Gruppo. Tali requisiti, definiti in
coerenza con gli standard nazionali e internazionali di riferimento, sono formalizzati nei contratti di fornitura e applicabili alle
attività svolte.
Per le attività e i fornitori caratterizzati da maggiori profili di rischio, sono previste verifiche rafforzate, che possono includere,
ove pertinente, la presenza di sistemi di gestione certificati, quali ISO 45001.
Gestione dei rischi operativi e misure di prevenzione lungo la catena del valore
Durante la fase di esecuzione dei lavori, TIM gestisce i rischi di salute e sicurezza connessi alle attività svolte lungo la catena del
valore, con riferimento agli ambienti operativi, alle modalità di svolgimento delle attività e all’utilizzo di attrezzature e
dispositivi di protezione. Le attività comprendono osservazioni dirette, analisi documentali, ispezioni in materia di salute e
sicurezza sul lavoro e audit, finalizzati a individuare rischi effettivi e potenziali e a verificare l’adeguatezza delle misure di
prevenzione e protezione adottate.
A tali attività si affianca il monitoraggio periodico delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori della filiera, realizzato
mediante campagne annuali, rilievi ambientali e controlli su agenti fisici, chimici e biologici, in coerenza con la normativa
vigente in materia di medicina del lavoro, al fine di individuare eventuali criticità operative e attivare azioni correttive e
interventi di miglioramento continuo.
Nel perimetro TIM S.A., la gestione dei rischi include l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi relativi alle attività, ai
prodotti e ai servizi lungo il ciclo di vita operativo, attraverso osservazioni, analisi, ispezioni e audit, con il supporto di
professionisti in materia di salute, sicurezza e ambiente. Per i lavoratori non dipendenti, la gestione della salute e sicurezza è
esercitata dalle aziende fornitrici nel rispetto della normativa brasiliana applicabile, inclusi i requisiti previsti dal Regulatory
Standard NR-01.
Complessivamente, per TIM S.A. nel 2025, le spese rilevabili per le attività di gestione dei rischi e misure di prevenzione lungo la
catena del valore, sono state pari a 17,7 k€ (OpEx).
Formazione, dialogo e verifiche sul campo
TIM realizza attività di informazione e formazione, affiancate da momenti di confronto diretto e verifiche operative, rivolte ai
fornitori e, per quanto pertinente, ai lavoratori impiegati lungo la filiera. Le iniziative sono finalizzate alla diffusione di buone
pratiche, al rafforzamento della consapevolezza dei rischi e alla corretta applicazione delle misure di prevenzione, incluse le
attività formative obbligatorie previste per lo svolgimento di lavori in ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Tali
iniziative sono integrate da verifiche periodiche presso i luoghi di lavoro e i cantieri, svolte anche con il supporto di soggetti terzi
indipendenti, con l’obiettivo di valutare l’effettiva applicazione delle misure adottate e favorire il miglioramento continuo delle
condizioni di lavoro lungo la catena del valore.
Le azioni complessivamente considerate contribuiscono a mitigare l’impatto negativo causato da misure di sicurezza carenti e
formazione insufficiente alla base di potenziali danni sulla salute dei lavoratori della filiera (IRO 15).
2.Altri diritti connessi al lavoro
2a. Lavoro forzato, lavoro minorile
Divieto di lavoro forzato e minorile lungo la catena di fornitura
I principi e i requisiti previsti dalla "Policy sui Diritti Umani" del Gruppo sono integrati nei processi di gestione della catena di
fornitura, attraverso la definizione di obblighi vincolanti per fornitori e partner. In particolare, è richiesto il rispetto del divieto di
lavoro forzato e di lavoro minorile, nonché il divieto di impiego di persone di età inferiore ai 18 anni in lavori pericolosi, insalubri
o svolti in orario notturno, in coerenza con le Linee Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e con gli standard
europei e internazionali di riferimento. Nell’ambito dei presidi adottati e delle attività di monitoraggio relative alla catena del
valore, non sono stati rilevati rischi di lavoro forzato.
Nel perimetro TIM S.A., i medesimi requisiti sono applicati in conformità alla normativa brasiliana del lavoro, che vieta il lavoro
forzato e il lavoro minorile e ne disciplina i meccanismi di controllo e sanzione.
Qualificazione e selezione dei fornitori su basi etiche e sociali
Tutti i fornitori sono sottoposti a un processo di qualificazione che include la verifica del rispetto di requisiti etici e sociali
minimi, quale condizione necessaria per l’accesso alla catena di fornitura del Gruppo. In particolare, il processo di qualificazione
prevede l’adesione formale al Codice Etico del Gruppo e la verifica dell’esistenza di presìdi organizzativi e procedurali idonei a
prevenire violazioni dei diritti umani, incluso il lavoro forzato e il lavoro minorile. Il mancato rispetto di tali requisiti costituisce
condizione ostativa alla qualificazione e alla successiva contrattualizzazione.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Lavoratori nella catena del valore
228
In TIM S.A., l’azienda seleziona i fornitori verificando la loro conformità alla legislazione del lavoro brasiliana e consultando banche
dati relative alla lotta alla corruzione e al lavoro forzato. I fornitori che non rispettano tali requisiti o che presentano rischi di lavoro
minorile sono esclusi dal processo di approvvigionamento.
Complessivamente, per TIM S.A. nel 2025, le spese rilevabili per le attività di qualificazione e selezione dei fornitori su base etiche e
sociali, sono state pari a 46 k€ (OpEx).
Valutazione ESG dei fornitori a rischio in fase di qualificazione
Per i fornitori individuati con maggiore esposizione al rischio, sulla base di criteri quali area geografica, gruppo merceologico e
rilevanza economica, è prevista una valutazione ESG di approfondimento, condotta attraverso un questionario dedicato. La
valutazione è finalizzata a identificare e graduare i rischi potenziali in ambito diritti umani lungo la catena di fornitura e
richiede, tra l’altro, la presenza di presìdi idonei a prevenire violazioni dei diritti umani, inclusa l’adozione di sistemi di gestione
etico-sociale quali la certificazione SA8000 o standard equivalenti, nonché di procedure confidenziali di segnalazione di
comportamenti non conformi al Codice Etico. Nel 2025, circa il 35% dei 299 fornitori qualificati è stato sottoposto a valutazione
ESG.
Audit e controlli sui fornitori e sulla catena di fornitura
Nel 2025 sono stati effettuati 4 audit su fornitori a rischio, condotti in modalità on-site o on-desk, anche con il supporto di
soggetti terzi indipendenti e tramite iniziative collaborative di settore quali la Joint Alliance for Corporate Social Responsibility
(JAC), di cui TIM è socio fondatore. alleanza, che promuove la cooperazione tra le aziende nel settore ICT, e di cui TIM è tra i
soci fondatori, è stata realizzata con l’obiettivo di migliorare la qualità delle pratiche audit e di revisione. Gli audit coprono
ambiti quali lavoro minorile, lavoro forzato, libertà di associazione, discriminazione, pratiche disciplinari, orari di lavoro, salari,
salute e sicurezza, ambiente ed etica aziendale.
A fronte di eventuali criticità emerse dalle attività di audit e di valutazione, sono definiti e monitorati, in collaborazione con i
fornitori, piani di azione correttivi e misure di miglioramento, fino all’adozione di interventi più incisivi, incluso il cambiamento di
fornitore nei casi di violazioni gravi o non sanabili.
Nel perimetro TIM S.A., le attività di verifica e controllo sui fornitori sono svolte in coerenza con la normativa brasiliana in
materia di lavoro e diritti umani; i fornitori non conformi alla legislazione del lavoro non possono fornire servizi o prodotti
all’azienda.
Complessivamente, i costi rilevabili per TIM S.p.A. derivanti da audit e controlli sui fornitori e sulla catena di approvvigionamento
ammontano a 60 k€ (OpEx).
Nel complesso, tutte le azioni contribuiscono a mitigare i rischi derivanti dalle violazioni dei diritti umani complessivamente
considerati lungo la filiera che comportano legali, danni reputazionali e impatti operativi (IRO 38).
2b. Riservatezza dei dati nella catena del valore
TIM richiede a fornitori, partner e altre terze parti della propria catena del valore che, a qualsiasi titolo, trattano dati personali o
informazioni sensibili per conto del Gruppo, di adottare misure tecniche e organizzative adeguate a garantire la riservatezza,
l’integrità e la disponibilità dei dati, in coerenza con il modello di governance di privacy e sicurezza delle informazioni del Gruppo.
Tali requisiti sono formalizzati nei contratti e negli accordi sul trattamento dei dati, che prevedono specifici obblighi in materia di
sicurezza logica e fisica, inclusi controlli sugli accessi, gestione degli incidenti di sicurezza, tracciamento delle attività e limitazione
dei tempi di conservazione dei dati, nonché impegni di riservatezza per il personale dei fornitori coinvolto nel trattamento.
Il rispetto di tali obblighi è verificato attraverso processi di due diligence e valutazioni periodiche dei fornitori e, ove necessario,
tramite assessment o audit mirati, che possono condurre alla definizione di azioni correttive o, nei casi più gravi, alla revisione o
cessazione del rapporto contrattuale.
L’efficacia di questi presìdi è garantita nell’ambito del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) del Gruppo, che
assicura il monitoraggio continuo dei rischi legati alla sicurezza delle informazioni e alla protezione dei dati personali lungo la
catena del valore.
Attraverso tali misure, TIM contribuisce a prevenire il rischio di violazioni dei diritti umani connesse al trattamento dei dati personali
nella catena del valore (IRO 38), riducendo la probabilità di impatti legali, reputazionali e operativi.
Le spese complessive rilevabili per le azioni descritte nell’obbligo di informativa S2-4"Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori
nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella
catena del valore, nonché efficacia di tali azioni " ammontano per BU Domestic a 60 k€ (OpEx) e per TIM S.A. a 63,7 k€ (OpEx).
Metriche e obiettivi
Obbligo di Informativa S2-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al
potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
[41]; [MDR-T, 81 b i, ii]
Per monitorare l’efficacia delle politiche e delle azioni relative agli impatti, ai rischi e alle opportunità connessi ai lavoratori nella
catena del valore, TIM adotta processi strutturati di controllo e indicatori di performance, in conformità alla normativa applicabile e
alle best practice di settore. In particolare, il Gruppo presidia i temi:
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Lavoratori nella catena del valore
229
di salute e sicurezza, attraverso il monitoraggio del rispetto delle procedure e delle policy aziendali da parte dei fornitori,
mediante processi di qualificazione, audit e verifiche periodiche, finalizzati alla prevenzione degli incidenti e alla riduzione dei
rischi per i lavoratori coinvolti nelle attività della catena di fornitura;
dei diritti umani, attraverso il monitoraggio del numero e della tipologia di segnalazioni relative a potenziali violazioni che
coinvolgono lavoratori della catena del valore, utilizzando i canali previsti dal Codice Etico e dalle procedure aziendali, al fine di
individuare tempestivamente eventuali criticità e attivare azioni correttive.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Comunità interessate
230
Comunità e territori di riferimento [ESRS S3]
Strategia
Obbligo di informativa SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
[S3 SBM-2, 7]
Nel definire la propria strategia aziendale, TIM tiene conto delle opinioni, degli interessi e dei diritti delle comunità presenti nei
territori in cui opera, riconosciute come stakeholder rilevanti per lo sviluppo sostenibile del Gruppo.
Il coinvolgimento delle comunità territoriali avviene attraverso iniziative, progetti e momenti strutturati di confronto a livello locale,
finalizzati a raccoglierne le esigenze e le aspettative. Le informazioni emerse da tali attività sono utilizzate per orientare la
progettazione, l’aggiornamento e il miglioramento delle iniziative rivolte alle comunità. In Brasile, TIM S.A. consulta
preliminarmente le comunità indigene per individuare le loro aspettative legittime prima di effettuare investimenti nelle loro aree.
Obbligo di informativa SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
Perimetro delle comunità interessate dalle attività del Gruppo
[S3 SBM-3, 8a, b]
In relazione alle comunità e ai territori in cui opera, il Gruppo TIM ha valutato gli impatti, sia effettivi sia potenziali, i rischi e le
opportunità connessi al proprio modello di business e alla strategia aziendale, considerando gli effetti generati sulle comunità in
termini di accesso ai servizi digitali e inclusione digitale.
Le infrastrutture di rete e l’erogazione di servizi digitali possono incidere sulle comunità nei territori in cui il Gruppo opera, in
particolare in relazione all’accesso ai servizi di connettività, alla qualità della vita e alla partecipazione alla vita economica e sociale.
La valutazione delle ricadute sociali sulle comunità supporta le decisioni strategiche del Gruppo e contribuisce alla gestione dei
profili operativi e reputazionali, nonché alla valorizzazione delle opportunità connesse allo sviluppo sostenibile dei territori, alla
riduzione del digital divide e al rafforzamento delle relazioni con gli stakeholder presenti nei territori di operatività.
Il Gruppo TIM ha considerato le comunità potenzialmente interessate dagli impatti delle proprie attività, includendo quelle
connesse alle operazioni dirette e alla catena del valore, anche attraverso prodotti, servizi e relazioni commerciali. Le comunità
considerate comprendono cittadini, enti pubblici, amministrazioni locali e istituzioni centrali attive nei territori in cui il Gruppo opera,
principalmente in Italia e Brasile.
Impatti, rischi e opportunità per le comunità
[S3 SBM-3, 9 a i, ii, iii, iv; 9 b, c, d , 10, 11]
L’analisi di doppia rilevanza non ha evidenziato impatti negativi né rischi rilevanti. È stato invece identificato un impatto positivo
riconducibile alla promozione dell’inclusione digitale grazie all’accesso ai servizi digitali (IRO 19). Tale impatto presenta una portata
ampia e trasversale e non è limitato a specifici contesti territoriali.
È stata inoltre identificata un’opportunità rilevante (IRO 32), connessa allo sviluppo dei territori e al coinvolgimento degli
stakeholder, attraverso iniziative coerenti con il modello di business dell’azienda che, in qualità di operatore infrastrutturale di
telecomunicazioni, interagisce in modo sistematico con i territori in cui opera, generando benefici economici e sociali condivisi.
Le interazioni con le comunità avvengono sia direttamente nelle operazioni del Gruppo sia indirettamente attraverso la catena del
valore e le collaborazioni con fornitori ed enti pubblici.
Il dettaglio degli impatti e delle opportunità identificati è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 “Impatti, rischi e
opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Obbligo di informativa S3-1 - Politiche relative alle comunità interessate
[14]; [MDR-P 65 a, b, c, d, e, f]; [16 a, b]; [17]
L’analisi di doppia rilevanza ha individuato due IRO rilevanti (IRO 19 e 32) connessi al tema “Comunità e territori di riferimento”. Tali
IRO sono presidiati dalla “Codice Etico e di Condotta” e dalla “Policy Diritti Umani”.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 "Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione
con la strategia e il modello aziendale", nel capitolo Informazioni Generali, mentre per un approfondimento sugli aspetti generali
relativi alle policy si rimanda al capitolo «Politiche - MDR-P» nella stessa sezione.
Nel contesto italiano non stati riscontrati impatti rilevanti relativi ai popoli indigeni. Nel contesto brasiliano, TIM S.A. presidia i diritti
umani delle comunità interessate, incluse le comunità tradizionali, i popoli indigeni e le comunità quilombolas, attraverso la Policy
di Responsabilità Sociale che considera le aspettative delle comunità e la consultazione preventiva in caso di interventi che
insistano sui loro territori. Le politiche aziendali sono allineate ai Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani e ai
principali standard internazionali di riferimento.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Comunità interessate
231
In Italia, TIM adotta un approccio strutturato al dialogo con le comunità di riferimento in relazione agli impatti connessi alle proprie
attività. Tale approccio è disciplinato dalle “Linee Guida di Stakeholder Engagement”, che definiscono i principi e gli indirizzi per il
coinvolgimento delle parti interessate e ne assicurano l’integrazione nei processi di governance aziendale.
In Brasile, TIM S.A. adotta un approccio analogo al dialogo e al coinvolgimento delle comunità di riferimento, basato sui principi
definiti nella “Policy di Ingaggio”, che stabilisce i criteri generali per la gestione delle relazioni con gli stakeholder locali.
Obbligo di informativa S3-4 - Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e
approcci per gestire i rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità
interessate, nonché efficacia di tali azioni
[31]; [MDR-A, 68 a, b, c, e]; [MDR-A, 69 a, b]; [32 c, d; 38]
In aggiunta alle politiche in materia delle “Comunità interessate”, che forniscono il quadro di rifermento per la gestione coerente ed
informata delle attività aziendali, il Gruppo mette in campo azioni e risorse connesse ai seguenti temi:
1. Educazione e consapevolezza digitale che include: a) Educazione digitale e Media literacy; b) Formazione digitale e
orientamento alle competenze del futuro.
2. Sviluppo delle comunità e dei territori di riferimento che include: a) Inclusione sociale, digitale e pari opportunità; b)
Inclusione culturale e educativa; c) valorizzazione del patrimonio culturale, della salute e della ricerca; d) sviluppo sociale e
inclusione.
3. Partecipazione a ecosistemi e iniziative di settore finalizzata al confronto industriale e alla condivisione di esperienze e
competenze sulsettore ICT e in ambito sostenibilità volte a favorire lo sviluppo degli ecosistemi digitali e benefici indiretti per i
territori di riferimento.
Le azioni, svolte anche in collaborazione con soggetti esterni e reti di sistema, presentano carattere di continuità nel tempo e sono
orientate, a seconda dei casi, alla valorizzazione delle opportunità e alla generazione di impatti positivi per le comunità di
riferimento, contribuendo nel loro complesso al presidio delle tematiche in materia di diritti umani. Per ciascuna iniziativa, ove
pertinente, è indicata la finalità dell’intervento, specificando il collegamento al perseguimento degli impatti positivi e/o delle
opportunità individuate.
Nella descrizione delle singole azioni, salvo diversa indicazione, le iniziative si riferiscono al perimetro BU Domestic; mentre quelle
espressamente indicate come TIM S.A. fanno riferimento alla controllata brasiliana.
Sono inoltre riportate, ove disponibili, le risorse finanziarie allocate, con distinzione tra spese operative (OpEx) e spese in conto
capitale (CapEx).
1.Educazione e consapevolezza digitale
1a. Educazione digitale e Media literacy
Italian Digital Media Observatory (IDMO)
Partecipazione, per il secondo anno consecutivo, alle attività di IDMO, hub italiano del Consorzio EDMO, finalizzato al contrasto
della disinformazione online e alla promozione della media literacy tra i giovani. Nel 2025 TIM ha realizzato il progetto “Mind
The Web”, inserito nel protocollo siglato tra IDMO e il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), che ha coinvolto 46.000
studenti e oltre 750 docenti di circa 350 scuole in 250 comuni. Grazie al coinvolgimento del Ministero degli Affari Esteri e della
Cooperazione Internazionale (MAECI), l’iniziativa ha interessato anche 1.000 studenti di scuole italiane all’estero (Etiopia,
Turchia, Marocco, Francia, USA, Perù, Venezuela, Romania, Grecia e Iran). I video podcast e i webinar realizzati sono disponibili
sul sito IDMO e hanno superato 9.500 visualizzazioni. Nell’ambito dello stesso protocollo, TIM ha inoltre erogato un webinar
dedicato a studenti di 80 scuole individuate dal MIM.
Technology Digital Literacy
Partecipazione, in qualità di partner, al progetto promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori (OPGE,
successivamente rinominato ad Ottobre 2025 Osservatorio for Independent Thinking), rivolto alle studentesse e agli studenti
delle scuole secondarie di secondo grado. L’iniziativa è finalizzata allo sviluppo delle competenze necessarie per un utilizzo
corretto, consapevole e critico degli strumenti digitali, con particolare attenzione all’informazione online, ai contenuti digitali e
ai media.
Doubt and Debate
Adesione al progetto promosso dall’Osservatorio for Independent Thinking, che consiste in una piattaforma educativa rivolta a
docenti e studenti delle scuole secondarie di secondo grado. L’iniziativa è finalizzata allo sviluppo del pensiero critico, del senso
civico e della capacità di analisi delle informazioni attraverso percorsi di media literacy e tech literacy, a supporto di un utilizzo
consapevole degli strumenti digitali e dei contenuti informativi.
TIMVISION Agenda 2030
Iniziativa educativa rivolta ai più piccoli, sviluppata attraverso contenuti animati – tra cui “Inquinamento sotto copertura” e
“Kuomi” – finalizzati a promuovere consapevolezza ambientale e comportamenti responsabili, in coerenza con i temi
dell’Agenda 2030. L’iniziativa utilizza un linguaggio accessibile e ingaggiante per favorire un apprendimento precoce sui temi
della sostenibilità e della tutela dell’ambiente. Nel 2025, il progetto è stato lanciato ad aprile in occasione della Giornata della
Terra ed è stato monitorato nel mese di maggio, registrando uno share dell’8%. L’iniziativa è strutturata su un contratto di
durata pari a 48 mesi e prevede una promozione programmata nel tempo.
In totale le spese sostenute per l’Educazione digitale e la media literacy sono state pari per TIM Domestic a 430 k€ (OpEx).
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Comunità interessate
232
1b. Formazione digitale e orientamento alle competenze del futuro
42 ROMA Luiss
TIM è partner strategico di 42 ROMA Luiss, scuola di coding gratuita ispirata al modello francese École 42. Il programma si basa
su un approccio di apprendimento peer-to-peer e coopetition, senza docenti. Avviata nel 2021, la partnership prevede
l’organizzazione da parte di TIM di workshop e stage per gli studenti, mentre LUISS promuove call for ideas su temi di interesse
per l’azienda.
ITS Maria Gaetana Agnesi
TIM è tra i soci fondatori dell’Istituto Tecnologico Superiore Maria Gaetana Agnesi, con l’obiettivo di contribuire alla formazione
di nuove generazioni di professionisti digitali. L’ITS, ospitato presso la TIM Academy a Roma, offre percorsi formativi rivolti a
giovani diplomati in ambiti strategici quali Data Analysis e Artificial Intelligence.
Career Day e Company visit
Nel 2025 TIM ha partecipato ai Career Day e alle Job Fair delle principali Università italiane, con un focus sugli eventi STEM. Ha
inoltre organizzato due Company visit destinate a studentesse STEM del Politecnico di Torino e degli Atenei romani, presso il
Customer Innovation Center in OGR a Torino e presso l’Innovation Lab di Val Cannuta a Roma. Le due occasioni hanno
consentito alle studentesse di entrare in contatto con manager e professioniste TIM e prendere parte alle demo delle soluzioni
innovative in ambito Smart land, XR e IOT di TIM Enterprise.
Sia le azioni legate all’educazione che alla formazione digitale sopra elencate, contribuiscono complessivamente a perseguire le
opportunità derivanti dalle iniziative per lo sviluppo del territorio allo scopo di generare benefici economici e sociali condivisi per
rafforzare la reputazione aziendale e l’attrattività per gli investitori (IRO 32).
In totale le spese sostenute per la Formazione digitale e orientamento alle competenze del futuro sono state pari per TIM Domestic
a 417 k€ (OpEx).
2.Sviluppo delle comunità e dei territori di riferimento
2a. Inclusione sociale, digitale e pari opportunità
Women Plus
Programma finalizzato al potenziamento e allo sviluppo professionale delle donne, dentro e fuori l’azienda. L’iniziativa prevede:
momenti di confronto con associazioni femminili, scuole e università per favorire l’incontro tra talenti e opportunità sul
territorio; progetti di comunicazione e sensibilizzazione volti a contrastare stereotipi di genere e promuovere modelli positivi.
Podcast "La parità non può aspettare"
Progetto di comunicazione e sensibilizzazione sui temi della parità di genere, parte delle iniziative di Women Empowerment del
Gruppo TIM. Nel 2024 e nel 2025 sono stati pubblicati complessivamente 8 episodi (4 nel 2024 e 4 nel 2025), basati su storie
reali, interviste e dati, con l’obiettivo di diffondere una cultura della parità. Il podcast è stato lanciato in anteprima all’interno
dell’azienda e poi reso disponibile sulle principali piattaforme di podcasting, registrando al 31 dicembre 2025 3.900
visualizzazioni esterne e 4.104 interne. L’iniziativa è stata poi arricchita con la realizzazione di un evento teatrale ispirato ai
contenuti di uno degli episodi, e con un ciclo di eventi live aperti al pubblico organizzati dal forum ELLE Active.
Includere per Crescere
Progetto promosso dal Consorzio ELIS, a cui TIM partecipa come azienda partner, finalizzato a promuovere l’inclusione come
leva di crescita economica e sociale. L’iniziativa favorisce l’inserimento lavorativo di persone con fragilità o bisogni specifici,
spesso escluse dai canali tradizionali di selezione, e sostiene la collaborazione tra aziende e imprese a impatto sociale operanti
sul territorio. Nel 2025, TIM ha supportato il progetto con un focus sul reinserimento lavorativo delle donne, contribuendo alle
attività di comunicazione sui canali web e social delle organizzazioni coinvolte.
Generazione Talento
Progetto promosso dal Consorzio ELIS, a cui TIM partecipa come partner, finalizzato alla valorizzazione del personale senior e
alla promozione dell’integrazione intergenerazionale nei contesti lavorativi. L’iniziativa sostiene il dialogo tra imprese e
istituzioni per lo sviluppo di modelli innovativi di gestione dell’ultimo tratto della vita lavorativa, favorendo politiche e pratiche
organizzative orientate all’inclusione e alla trasmissione delle competenze. Nel 2025, TIM ha contribuito alla diffusione del
progetto attraverso i propri canali di comunicazione (social, sito web e intranet aziendale).
Global Inclusion 2025
Evento promosso dalla Fondazione Global Inclusion, in collaborazione con Il Sole 24 Ore e Gruppo 24 ORE, a cui TIM partecipa
in qualità di partner, con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’inclusione nelle imprese, nelle istituzioni e nella società.
L’iniziativa coinvolge aziende, accademici, rappresentanti istituzionali e organizzazioni del terzo settore in un confronto su
strategie, politiche e progetti a supporto di diversità, equità e inclusione.
Pride
Supporto alle principali manifestazioni Pride svoltesi nel 2025, tra cui Roma e Milano, dedicate alla promozione dei diritti, della
dignità e dell’inclusione delle persone LGBTQIA+. L’iniziativa ha previsto la partecipazione attiva di dipendenti TIM, che hanno
sfilato portando i valori e i colori dell’azienda insieme a quelli del Pride, contribuendo alla diffusione di una cultura del rispetto e
della non discriminazione.
Accessibility Days
Partecipazione al principale evento italiano dedicato all’accessibilità e all’inclusione digitale delle persone con disabilità.
Nell’edizione 2025, dal titolo “Il digitale che accoglie”, TIM ha contribuito condividendo le proprie best practice in materia di
Disability Management e di progettazione di soluzioni digitali inclusive, anche a beneficio delle persone con disabilità sensoriali
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Comunità interessate
233
o legate alla comunicazione. L’iniziativa si inserisce in un contesto aziendale in cui il Gruppo TIM valorizza le competenze delle
persone con disabilità, favorendo ambienti di lavoro inclusivi e lo sviluppo di servizi accessibili per i clienti.
Digitalizzazione delle aree rurali (TIM S.A)
Il progetto prevede l’estensione della connettività nelle aree rurali brasiliane negli Stati di Espírito Santo, Paraná, Rio de Janeiro
e Santa Catarina, garantendo servizi di connettività alle scuole pubbliche presenti nei territori interessati, con monitoraggio
degli obblighi da parte dell’Autorità nazionale delle telecomunicazioni (Anatel).L’iniziativa include inoltre lo sviluppo della
copertura nelle aree agricole, a supporto della produttività e dell’agribusiness, con l’obiettivo di connettere 32 milioni di ettari
entro il 2026.Nel 2025, TIM S.A. ha coperto 26,2 milioni di ettari tramite tecnologia 4G e 53,1 milioni di ettari tramite tecnologia
NB-IoT, con benefici per oltre 2,6 milioni di persone residenti nelle aree rurali.
Complessivamente, per le attività di Inclusione sociale, digitale e pari opportunità in ambito Domestic sono stati spesi 147 k€ (OpEx)
2b. Inclusione culturale ed educativa
TIMVISION Inclusione
Iniziativa volta a promuovere la diversità culturale e linguistica attraverso il cartone animato “Favole ROM”, sviluppato con il
coinvolgimento della comunità ROM e SINTI italiana e con il patrocinio dell’UCRI. Il contenuto integra parole in romani, lingua
parlata da Rom e Sinti, con l’obiettivo di favorire riconoscimento, rispetto e inclusione culturale, contribuendo al contrasto di
stereotipi e marginalizzazione fin dall’infanzia. Nel 2025, l’iniziativa, che ha registrato uno share del 6%. viene monitorata
annualmente in occasione della Giornata nazionale dei Rom e dei Sinti.
TIMVISION Disabilità
Iniziativa di sensibilizzazione rivolta ai più piccoli, sviluppata attraverso contenuti educativi in cui WILL e Handico illustrano
dodici condizioni e sindromi, tra cui paraplegia, autismo, cecità, sordità e sindrome di Down. Il progetto è finalizzato a
promuovere consapevolezza, comprensione e un linguaggio inclusivo fin dall’infanzia, contribuendo alla riduzione di stigma e
stereotipi. Nel 2025, l’iniziativa è stata monitorata con riferimento al mese di gennaio e ha registrato uno share dell’1%.
TIMVISION Educazione Affettiva e Sessuale
Iniziativa formativa che affronta in modo guidato e appropriato i temi dell’educazione affettiva e sessuale attraverso i
contenuti “Api e Fiori” e “Sex Symbols”, sviluppati con il patrocinio dell’associazione internazionale Terres des Hommes. Il
progetto è orientato a supportare la crescita consapevole dei più giovani, promuovendo conoscenza, rispetto e prevenzione di
comportamenti discriminatori o violenti, nel rispetto della sensibilità dei temi trattati e della corretta contestualizzazione dei
contenuti. Nel 2025, l’iniziativa è stata resa disponibile in occasione della Giornata contro la violenza di genere; registrando uno
share dell’1%.
TIMVISION per Tutti
Iniziativa di educazione e supporto dedicata alla salute e al benessere dei più piccoli, sviluppata attraverso il cartone animato
“Croco Doc”, che affronta in modo semplice e accessibile le patologie più comuni e le modalità per gestirle. Il progetto è
realizzato con il patrocinio della Onlus “Un Sogno nel Cassetto” e si integra con un’azione concreta di supporto al territorio, che
ha previsto la donazione di dieci tablet a ospedali oncologici pediatrici L’’iniziativa, che ha registrato uno share del 12%, è
riproposta ciclicamente a supporto di iniziative educative.
Complessivamente, per le attività di Inclusione culturale ed educativa in ambito TIM Domestic sono stati spesi 63 k€ (CapEx).
2c. Valorizzazione del patrimonio culturale, della salute e della ricerca - Fondazione TIM
Fondazione TIM è l’ente del Gruppo dedicato alla promozione di iniziative di interesse sociale, culturale e scientifico, attraverso il
sostegno a progetti e organizzazioni attive nei campi della salute, dell’inclusione sociale, della ricerca e della valorizzazione del
patrimonio culturale, in coerenza con i valori del Gruppo e con i bisogni delle comunità di riferimento.
Nel 2025, le attività della Fondazione si sono concentrate sia sulla gestione e prosecuzione di iniziative già avviate, sia sull’avvio di
nuovi bandi, con effetti destinati a svilupparsi nel medio periodo.
Sul primo fronte, in ambito salute e prevenzione, è proseguito il supporto al Progetto Scuola “Anlaids Lazio incontra Studenti e
Studentesse”, finalizzato alla prevenzione di HIV e AIDS e alla promozione della consapevolezza sui temi della salute tra studenti e
studentesse degli Istituti Secondari di Secondo Grado del Lazio, attraverso percorsi di informazione e dialogo diretto.
Sono inoltre continuate le attività relative a progetti di inclusione sociale, cultura e prevenzione del disagio giovanile selezionati
nell’ambito di bandi promossi dalla Fondazione negli anni precedenti. Tali iniziative, realizzate da enti e istituzioni operanti a livello
nazionale, riguardano la valorizzazione del patrimonio culturale, il contrasto alle condizioni di fragilità sociale e la prevenzione del
fenomeno dei NEET, contribuendo alla generazione di impatti sociali positivi e duraturi.
Nello stesso ambito si colloca il Progetto Mausoleo di Augusto, per il quale è stato rinnovato l’accordo con la Sovrintendenza
Capitolina, consentendo la riapertura del cantiere di restauro e la prosecuzione delle attività di valorizzazione del sito. L’iniziativa
include anche la realizzazione e la pubblicazione sulla piattaforma TIMVISION di un documentario dedicato alla figura di Augusto e
al percorso di recupero del monumento.
Sul secondo fronte, la Fondazione ha avviato nuovi bandi tematici nei settori della ricerca scientifica, dell’inclusione sociale e della
salute, destinando complessivamente circa 1,5 milioni di euro.
In particolare, sono stati lanciati i Bandi Ricerca, orientati al sostegno di progetti di ricerca scientifica ad alto impatto; i Bandi
Inclusione, dedicati a iniziative di contrasto alle disuguaglianze e di supporto alle persone in condizioni di fragilità; e i Bandi Salute,
focalizzati sulla prevenzione, sull’innovazione nei modelli di cura e sul miglioramento del benessere delle persone e delle comunità.
A seguito del processo di selezione, sei enti di eccellenza a livello nazionale sono risultati assegnatari dei finanziamenti. I progetti
avranno una durata di 24 mesi e l’avvio operativo è previsto successivamente alla delibera del Consiglio di Amministrazione della
Fondazione, con l’obiettivo di generare impatti sociali misurabili e duraturi nel tempo.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Comunità interessate
234
2d. Sviluppo sociale e inclusione – Instituto TIM
Nel perimetro di TIM S.A. (Brasile), le iniziative di sviluppo sociale e inclusione sono realizzate attraverso l’Instituto TIM e sono rivolte
alle comunità e ai territori di riferimento. Dalla sua creazione nel 2013, l’Istituto TIM ha supportato più di 700.000 persone in 500
città di tutti gli Stati del Brasile.
Tra le iniziative attive rientra il progetto Bateria do Instituto TIM, programma di educazione musicale inclusiva realizzato a Rio de
Janeiro e rivolto a bambini, giovani e adulti, con e senza disabilità. L’iniziativa utilizza la musica come strumento di inclusione
sociale e sviluppo delle competenze, coinvolgendo annualmente oltre 50 partecipanti, in prevalenza giovani con disabilità,
attraverso corsi gratuiti e momenti di esibizione pubblica.
Nel medesimo ambito si inserisce Academic Working Capital, programma di supporto a studenti universitari interessati a
trasformare i lavori di fine corso in iniziative imprenditoriali a contenuto tecnologico. Il programma prevede attività di formazione,
mentoring e supporto finanziario. Dal 2015 ha sostenuto 240 progetti provenienti da 88 università, contribuendo alla creazione di
128 startup; nel periodo più recente ha coinvolto 95 studenti e favorito l’avvio di 20 nuove iniziative.
A completamento delle azioni, l’Instituto TIM promuove il bando Edital Fortalecendo Redes, finalizzato al rafforzamento
istituzionale e allo sviluppo di progetti sociali delle organizzazioni appartenenti alla rete Gerando Falcões, attive nei settori della
tecnologia, cultura, sport ed educazione. Il bando prevede il finanziamento di organizzazioni selezionate e il monitoraggio
strutturato delle attività, con l’obiettivo di rafforzarne la capacità di intervento e l’impatto sociale sui territori coinvolti.
TIM S.A. monitora e valuta l'efficacia delle azioni intraprese attraverso indicatori quantitativi e qualitativi specifici per ciascuna
iniziativa, tra cui il numero di beneficiari raggiunti, i tassi di partecipazione, gli share di visualizzazione dei contenuti e i risultati
conseguiti rispetto agli obiettivi prefissati. Il monitoraggio è effettuato con cadenza periodica e i risultati sono utilizzati per orientare
il miglioramento continuo delle iniziative e verificarne l'impatto sulle comunità interessate.
Nel complesso, tutte le azioni riguardanti lo sviluppo sociale dei territori, l’inclusione e la coesione delle comunità, nonché la
valorizzazione culturale, educativa e della ricerca contribuiscono a perseguire l’impatto positivo derivante dall’introduzione di
iniziative volte all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva alla vita della comunità (IRO 19) e a perseguire le opportunità
derivanti dalle iniziative per lo sviluppo del territorio allo scopo di generare benefici economici e sociali condivisi per rafforzare la
reputazione aziendale e l’attrattività per gli investitori (IRO 32).
Complessivamente, per le attività di Sviluppo sociale e Inclusionein ambito TIM S.A. sono stati spesi 28.5 k€ (OpEx).
3.Partecipazione a ecosistemi e iniziative di settore
Il Gruppo TIM contribuisce attivamente al confronto industriale e istituzionale sui principali temi che incidono sull’evoluzione del
settore delle telecomunicazioni, tra cui regolamentazione delle reti, cybersicurezza, cloud e sovranità digitale, intelligenza
artificiale, tutela dei dati personali, protezione dei consumatori e sostenibilità ambientale.
La partecipazione a iniziative di settore e a tavoli di lavoro tematici consente al Gruppo di condividere competenze, contribuire alla
definizione di standard e buone pratiche e promuovere soluzioni coerenti con l’evoluzione tecnologica e regolatoria del comparto.
Tale impegno si sviluppa sia a livello nazionale sia a livello europeo e internazionale.
A livello domestico, il Gruppo è attivo nei principali organismi associativi di rappresentanza dell’industria e delle telecomunicazioni
In Confindustria, TIM partecipa a numerosi gruppi tecnici, tra cui quelli dedicati alla transizione digitale e alla sostenibilità,
contribuendo al dibattito su infrastrutture digitali, cybersecurity, Data Center, competenze STEM ed efficienza energetica.
L’Amministratore Delegato di TIM ricopre inoltre il ruolo di Delegato alla Transizione Digitale del Presidente di Confindustria e
presiede il relativo Gruppo Tecnico, nell’ambito del quale sono state promosse iniziative di mappatura della domanda di
connettività nelle aree produttive, a supporto del potenziamento infrastrutturale del Paese.
In ambito Assotelecomunicazioni (Asstel), di cui l’Amministratore Delegato di TIM è Presidente per il biennio 2025-2027, il
Gruppo contribuisce alla definizione delle posizioni comuni del comparto su temi industriali, regolatori e occupazionali, inclusi il
rinnovo del CCNL Telecomunicazioni, la politica industriale del settore, l’evoluzione dei call center, le competenze professionali
e le misure a supporto della sostenibilità e della competitività della filiera.
A livello europeo e internazionale, TIM partecipa attivamente alle principali associazioni di settore e ai relativi gruppi di lavoro,
contribuendo alla definizione di posizioni comuni e alla costruzione di indirizzi regolatori e tecnici coerenti con l’evoluzione del
mercato delle telecomunicazioni
In ambito GSMA, associazione globale che rappresenta gli operatori mobili, TIM partecipa alle task force dedicate alla
sostenibilità e alla transizione climatica del settore. In particolare, il Gruppo contribuisce ai lavori della Climate Action Task
Force, collaborando su tematiche quali il benchmarking dell’efficienza energetica, la promozione delle energie rinnovabili, le
metodologie di calcolo delle emissioni Scope 3 e i modelli di economia circolare applicati agli apparati di rete e ai dispositivi
mobili.
In ambito Connect Europe, associazione dei principali operatori europei di telecomunicazioni, TIM contribuisce ai gruppi di
lavoro sulle politiche europee in materia di sostenibilità e finanza sostenibile, anche con riferimento all’allineamento alla
Tassonomia UE e agli obblighi di reporting. il Gruppo partecipa al confronto sulle iniziative legislative europee in tema di
efficienza energetica, economia circolare e decarbonizzazione del settore, condividendo esperienze operative e contribuendo
all’elaborazione di posizioni settoriali comuni.
Accanto alla partecipazione ai tavoli di confronto del settore delle telecomunicazioni, il Gruppo aderisce inoltre a iniziative multi-
stakeholder che promuovono la sostenibilità e la responsabilità d’impresa a livello nazionale e internazionale.
TIM è partner dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), rete di oltre 300 organizzazioni impegnate nella
promozione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nel 2025 il Gruppo ha preso
parte al Festival dello Sviluppo Sostenibile, contribuendo al dibattito sul ruolo delle tecnologie digitali e dell’innovazione nella
riduzione dell’impatto ambientale e nell’efficienza delle infrastrutture digitali.
Il Gruppo TIM aderisce all’United Nations Global Compact dal 2002 ed è membro del Global Compact Network Italia, il
network nazionale dell’iniziativa delle Nazioni Unite che promuove l’integrazione nelle attività delle imprese dei dieci principi
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Comunità interessate
235
del Global Compact relativi ai diritti umani, agli standard di lavoro, alla tutela dell’ambiente e alla prevenzione della corruzione.
Attraverso questa partecipazione, TIM contribuisce alle attività e alle iniziative promosse dal network italiano sui temi della
responsabilità d’impresa e della sostenibilità, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Le attività di Partecipazione a ecosistemi e iniziative di settore si collegano agli IRO 19 e 32, in quanto contribuiscono al dialogo con
gli stakeholder e allo sviluppo di iniziative a favore del territorio, generando valore condiviso e rafforzando il posizionamento del
Gruppo. Per queste attivitàsono stati spesi 64k€ (OpEx).
Le spese complessive rilevabili per le azioni descritte nell’obbligo di informativa S3-4 "Interventi su impatti rilevanti sulle comunità
interessate e approcci per gestire i rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché efficacia di
tali azioni" ammontano per BU Domestic a 994k€ (OpEx) e 63 k€ (CapEx) e per TIM S.A. a 92,5 k€ (OpEx).
Metriche e obiettivi
S3-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli
impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
[41]; [MDR-T, 81 b i, ii]
Per monitorare l’efficacia delle politiche e delle azioni relative agli impatti, ai rischi e alle opportunità connessi alle comunità
interessate, TIM adotta processi strutturati di monitoraggio, in conformità alla normativa applicabile e alle best practice di settore,
avvalendosi di indicatori di performance coerenti con le principali aree di intervento.
In particolare, il Gruppo rileva:
il numero di iniziative realizzate e il numero di beneficiari coinvolti, quali indicatori dell’effettiva capacità di raggiungere le
comunità di riferimento;
l’estensione territoriale e la copertura delle iniziative, ove applicabile, quali elementi utili a valutare la diffusione e l’accessibilità
degli interventi;
il livello di partecipazione e il grado di soddisfazione dei destinatari, rilevati tramite strumenti di feedback e questionari di
gradimento, quali indicatori qualitativi dell’efficacia percepita delle azioni realizzate.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
236
Clienti e utilizzatori finali [ESRS S4]
Strategia
Obbligo di informativa SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
[S4 SBM-2, 8]
Nel definire la propria strategia aziendale, TIM considera gli interessi, le opinioni e i diritti dei clienti, nonché dei consumatori e degli
utilizzatori finali dei prodotti e servizi offerti, in quanto direttamente interessati dagli effetti del modello di business del Gruppo.
Il feedback e il coinvolgimento attivo di tali soggetti, nonché delle organizzazioni che a vario titolo li rappresentano, sono utilizzati
per monitorare il livello di soddisfazione e valutare la risposta a nuove offerte, progetti e iniziative, orientando le azioni future
dell’azienda.
Obbligo di informativa SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
Perimetro dei clienti e e utilizzatori finali
[S4 SBM-3, 9 a, b, 10 a i, ii, iii, iv]
In relazione ai consumatori e agli utilizzatori finali, nell’ambito dell’analisi di doppia rilevanza, il Gruppo TIM ha considerato i clienti
che acquistano prodotti e servizi TIM, nonché i consumatori e utilizzatori finali che utilizzano tali prodotti e servizi. Tali soggetti sono
stati inclusi in quanto direttamente interessati dagli effetti del modello di business del Gruppo, basato sulla fornitura di servizi di
telecomunicazione e soluzioni digitali, considerando sia le operazioni dirette sia la catena del valore.
L’analisi non ha evidenziato rischi rilevanti per la salute dei consumatori e degli utilizzatori finali connessi all’uso dei prodotti e dei
servizi del Gruppo; mentre sono stati identificati potenziali impatti negativi connessi alla tutela della riservatezza e alla protezione
dei dati personali, rispetto ai quali emerge l’esigenza di garantire informazioni chiare, accurate e accessibili sui prodotti e sui servizi,
nonché pratiche commerciali trasparenti, al fine di favorire un utilizzo consapevole e decisioni informate. In tale contesto, i minori
sono stati identificati come categoria di utilizzatori finali potenzialmente più vulnerabile.
Impatti, rischi e opportunità connessi a clienti e utilizzatori finali
[S4 SBM-3, 10 b,c, d]; [S4 SBM-3, 11, 12]
Dall’analisi di doppia rilevanza sono emersi due impatti negativi rilevanti. Il primo è legato alla perdita di dati sensibili a seguito di
vulnerabilità dei sistemi informatici (IRO 1) ed è associato prevalentemente al verificarsi di singoli incidenti; il secondo è connesso
all’esposizione a contenuti dannosi, alla diffusione di disinformazione e a fenomeni di esclusione sociale (IRO 12) ed è considerato
di natura generalizzata, in quanto potenzialmente riferibile a un’ampia platea di consumatori e utilizzatori finali.
Sono stati inoltre identificati due impatti positivi. Il primo è riconducibile alle attività di formazione sul digitale e sulla sicurezza
online, rivolte in particolare alle persone più vulnerabili e finalizzate a promuovere un uso più sicuro della rete (IRO 6). Il secondo
riguarda la promozione dell’inclusione sociale e dell’accesso ai servizi digitali, con l’obiettivo di favorire una maggiore
partecipazione delle persone alla vita economica e sociale (IRO 19).
Entrambi gli impatti interessano persone, famiglie, piccole e medie imprese e grandi aziende, a livello nazionale e internazionale, e
sono connessi sia all’accesso ai prodotti e servizi digitali sia alle attività di informazione e formazione promosse dal Gruppo sull’uso
responsabile del digitale e sulla sicurezza online.
Sono stati inoltre identificati sei rischi e quattro opportunità rilevanti connessi ai clienti e agli utilizzatori finali, che derivano dal
modello di business del Gruppo e dalle modalità di fornitura dei servizi di telecomunicazione e digitali. I rischi e le opportunità
possono variare tra i diversi gruppi di clienti e utilizzatori finali in funzione del livello di consapevolezza nell’uso del digitale, delle
condizioni socio demografiche e del contesto territoriale.
In particolare, i rischi (IRO 16, 25, 26, 27, 33 e 34) tendono a incidere maggiormente su categorie di clienti e utilizzatori finali
potenzialmente più vulnerabili, quali minori, anziani e soggetti con minore consapevolezza dei rischi digitali, che possono risultare
più esposti a problematiche connesse alla tutela della riservatezza, alla sicurezza informatica, a interruzioni o discontinuità dei
servizi e agli effetti di una connettività non omogenea, anche in presenza di contesti geopolitici instabili.
Inoltre, l’analisi non ha evidenziato rischi rilevanti per la salute dei consumatori e degli utilizzatori finali connessi all’uso dei prodotti
e dei servizi del Gruppo. Sono stati tuttavia identificati potenziali impatti negativi connessi alla tutela della riservatezza e alla
protezione dei dati personali, rispetto ai quali emerge l’esigenza di garantire informazioni chiare, accurate e accessibili sui prodotti e
sui servizi, nonché pratiche commerciali trasparenti, al fine di favorire un utilizzo consapevole e decisioni informate.
Le opportunità (IRO 3, 10, 11 e 28) risultano invece generalmente riferibili a una platea più ampia di clienti e utilizzatori finali e sono
connesse alla diffusione di tecnologie digitali avanzate, all’ampliamento della copertura di rete e all’offerta di soluzioni innovative,
con potenziali benefici in termini di accessibilità, qualità dell’esperienza e inclusione digitale, in particolare a favore dei gruppi meno
serviti o inclusi.
Il dettaglio di tutti gli IRO è riportato nella tabella dedicata dell’ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro
interazione con la strategia e il modello aziendale”, nella sezione “Informazioni Generali”.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
237
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Obbligo di informativa S4-1 - Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
[15]; [MDR-P, 65 a, b, c, d, e, f]; [16 a, b]; [17]
L’analisi di doppia rilevanza ha individuato quattordici IRO rilevanti (1, 3, 6, 10, 11, 12, 16, 19, 25, 26, 27, 28, 33 e 34) connessi al tema
“Consumatori e utilizzatori Finali” Tali IRO sono trattati all’interno della “Policy sui Diritti Umani”, del “Codice Etico e di Condotta”,
della “Politica di Sicurezza sulle informazioni”, del “Sistema delle regole per l’applicazione della normativa sulla materia della
protezione dei dati personali”, della Policy di “Business Continuity” e della “Carta dei Servizi”.
Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata all’ESRS 2 SBM-3 "Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con
la strategia e il modello aziendale", nella sezione “Informazioni Generali”, mentre per un approfondimento sugli aspetti generali
relativi alle policy si rimanda al capitolo “Politiche - MDR-P” nella stessa sezione.
Per declinare il quadro di riferimento del Gruppo nel contesto brasiliano, TIM S.A. ha adottato specifiche ulteriori politiche volte a
presidiare i principali impatti sui consumatori e sugli utilizzatori finali.
In particolare, TIM S.A. ha definito una “Policy sulla Privacy”, che stabilisce i principi per la raccolta, l’utilizzo e la protezione dei dati
personali dei clienti, in coerenza con la Legge Generale sulla Protezione dei Dati Personali (LGPD), e che prevede, tra l’altro, il divieto
di commercializzazione di prodotti e servizi nei confronti di soggetti minori di età, nonché la tutela rafforzata dei dati personali dei
minori.
TIM S.A. ha inoltre adottato una "Policy di Cybersecurity", che definisce gli indirizzi generali per la sicurezza delle reti e dei servizi di
telecomunicazione e per la protezione delle infrastrutture critiche, in conformità con la normativa applicabile, a presidio dei rischi
legati alla sicurezza delle informazioni e alla continuità dei servizi e alla gestione di eventuali incidenti di sicurezza, inclusi i data
breach, a tutela dei clienti e degli utilizzatori finali.
Obbligo di informativa S4-2 - Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori
finali in merito agli impatti
[20 a, b, c, d]; [21]
Il Gruppo TIM adotta modalità strutturate di ascolto e confronto con i clienti e gli utilizzatori finali, direttamente o tramite le
organizzazioni che li rappresentano, al fine di raccoglierne i punti di vista sugli effetti attuali e potenziali delle attività aziendali e
integrarli nei processi di decisione e gestione, contribuendo al miglioramento continuo delle strategie aziendali e della qualità dei
servizi offerti.
Il dialogo con il mercato è realizzato attraverso canali diretti e indiretti, coerentemente con il modello di relazione del Gruppo con le
parti interessate.
Coinvolgimento diretto
L’interazione diretta con i clienti avviene mediante strumenti strutturati di ascolto e specifici processi aziendali, finalizzati a
raccogliere le valutazioni dei consumatori e delle imprese. Nel 2025, il Gruppo ha utilizzato, tra gli altri, i seguenti strumenti:
sistemi di ascolto della customer experience: sistema continuativo di rilevazione della percezione dei clienti lungo tutte le fasi
del Customer Journey, dall’acquisizione all’eventuale cessazione del rapporto, volto a individuare opportunità di
miglioramento. Nel 2025 sono stati raccolti oltre 3.000.000 di feedback da parte dei clienti. Il sistema integra analisi di mercato
sul posizionamento competitivo e sull’evoluzione dei bisogni, attività di segmentazione, rilevazioni sulla percezione del brand e
survey dedicate in occasione del lancio di nuovi prodotti o servizi;
coinvolgimento dei clienti del segmento Enterprise: TIM adotta un approccio strutturato di interazione diretta con i clienti
appartenenti al segmento Enterprise attraverso digital factories dedicate a specifici ambiti di offerta e soluzioni tecnologiche
(Cloud, IoT, Cybersecurity, Identità Digitale), che favoriscono relazioni personalizzate e continuative;
analisi di doppia rilevanza: nell’ambito del processo di identificazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
rilevanti per il Gruppo, nel 2025 sono stati coinvolti circa 3.000 clienti tramite survey dedicate per raccogliere le loro valutazioni
sugli effetti delle attività aziendali sull’ambiente e sulla società;
l’efficacia delle modalità di coinvolgimento dei clienti è monitorata nel tempo attraverso indagini periodiche condotte da
soggetti terzi indipendenti sui principali touchpoint e processi chiave.
Le rilevazioni si basano su metriche certificate, quali il “Customer Satisfaction Index (CSI)” e il “Net Promoter Score (NPS)”, che
consentono di misurare rispettivamente la qualità percepita dei servizi e la propensione dei clienti a raccomandare il Gruppo.
In tale ambito, assume particolare rilevanza il KPI “Detractor”, che rappresenta la percentuale di clienti che esprimono un
punteggio compreso tra 0 e 6 alla domanda sulla raccomandabilità dei servizi (NPS).
Nel 2025 il valore dei Detractor si attesta al 15,74%, in sensibile miglioramento rispetto al 19,28% registrato nel 2024, evidenziando
un rafforzamento della percezione positiva del Gruppo.
In coerenza con l’approccio adottato a livello di Gruppo, anche TIM S.A. monitora l’esperienza e la soddisfazione dei propri clienti
attraverso indagini continuative di Customer Experience e Net Promoter Score (NPS), condotte tramite interviste periodiche. Le
rilevazioni coprono sia indicatori relazionali sia transazionali, con riferimento ai segmenti mobile e Ultra Fiber.
In coerenza con il modello adottato a livello di Gruppo, anche TIM S.A. realizza un coinvolgimento strutturato della clientela
attraverso sistemi continuativi di rilevazione della Customer Satisfaction (CSAT) e del Net Promoter Score (NPS). Le rilevazioni
coprono i principali touchpoint della relazione – attivazione del servizio, assistenza clienti, canali digitali e rete commerciale – e
consentono di monitorare in modo puntuale i momenti chiave del Customer Journey, orientando interventi di miglioramento della
qualità del servizio e dell’esperienza complessiva.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
238
Coinvolgimento indiretto tramite le organizzazioni rappresentative
TIM collabora con le Associazioni dei consumatori nell’ambito di un dialogo strutturato finalizzato alla tutela dei diritti dei clienti, al
miglioramento della qualità dei servizi offerti e alla promozione di un’informazione trasparente. Il confronto consente inoltre di
raccogliere osservazioni e pareri in merito alle modalità con cui l’azienda opera nei procedimenti o nei ricorsi adottati dall’Autorità.
Tra le interazioni rilevanti del 2025 si segnala il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori nella condivisione delle strategie
di ampliamento dell’offerta nel settore energia, sviluppate in collaborazione con Poste Italiane, nell’ambito dell’evoluzione del
modello di governance dell’iniziativa.
Il dialogo con le Associazioni si realizza anche attraverso il confronto sui meccanismi di gestione extragiudiziale delle controversie
(Alternative Dispute Resolution), con l’obiettivo di monitorarne l’andamento complessivo e favorire il miglioramento continuo dei
processi.
Nell’ambito del dialogo con le Associazioni dei consumatori, TIM dedica particolare attenzione alla comprensione delle esigenze e
delle istanze delle categorie di consumatori più vulnerabili, anche attraverso rapporti continuativi con le Associazioni di categoria
impegnate nella loro tutela. Tale confronto contribuisce a rafforzare un approccio improntato all’equità, all’accessibilità dei servizi e
alla prevenzione di pratiche commerciali scorrette o eccessivamente aggressive. In Brasile, TIM S.A. offre uno spazio online
accessibile per persone con disabilità visive, uditive e vocali, seguendo le linee guida WCAG e W3C. Tra le risorse disponibili, il Libras
Center consente ai clienti che utilizzano la Lingua dei Segni brasiliana di comunicare tramite videochiamata con un intermediario
specializzato, attivo 24/7. Dal 2022, l’azienda offre anche un'esperienza di navigazione da tastiera conforme agli standard WCAG.
La responsabilità operativa del coinvolgimento e della soddisfazione dei clienti e degli utilizzatori finali, nonché dell’integrazione dei
relativi feedback è attribuita alle principali linee di business del Gruppo, in particolare alla Direzione Chief Enterprise and Innovative
Solutions Office e alla Direzione Chief Consumer, Small & Medium and Mobile Wholesale Market Office, con il supporto della
funzione Data Analytics, Artificial Intelligence & Customer Insight, nell’ambito della Direzione Chief Strategy, Business Development
& Wholesale Office.
Con riferimento all’Analisi di doppia rilevanza, le politiche, gli impegni e le strategie del Gruppo TIM in materia di coinvolgimento
degli stakeholder sono presidiati a livello esecutivo dalla funzione Sustainability nell’ambito della Direzione Corporate
Communication & Sustainability, sotto la supervisione del Comitato di Sostenibilità, che opera a livello di Consiglio di
Amministrazione.
Nell’ambito delle iniziative di carattere istituzionale e del dialogo con le Associazioni dei consumatori, la supervisione è affidata alla
funzione Customer Protection & Transparency, all’interno della Direzione Legal, Regulatory & Tax.
In Brasile, TIM S.A. integra il coinvolgimento indiretto dei consumatori attraverso un dialogo continuativo con organismi di tutela e
istituzioni competenti, anche mediante l’analisi delle istanze e delle informazioni registrate presso enti esterni quali Procons,
Consumidor.gov.br, i Tribunali Civili Speciali e Anatel. Tali interlocuzioni contribuiscono a monitorare nel tempo le principali esigenze
e criticità della clientela e a orientare le azioni di miglioramento dei servizi. TIM S.A. inoltre ha istituito il Consiglio degli utenti TIM,
un organismo di confronto che favorisce il dialogo tra l’azienda, i clienti e le associazioni di tutela dei consumatori. Il Consiglio
promuove la partecipazione attiva nella fornitura dei servizi e fornisce contributi utili al miglioramento continuo dell’esperienza dei
clienti.
Il presidio nel coinvolgimento dei clienti avviene attraverso funzioni dedicate, in particolare Business to Consumer e Customer
Experience & Ombudsman. Quest’ultima è responsabile della definizione della strategia e della governance delle iniziative di
miglioramento della customer experience, nonché della conduzione di ricerche di mercato, del monitoraggio delle esigenze dei
clienti e della generazione di insight a supporto dell’adozione di best practice e di una cultura aziendale orientata al cliente.
Obbligo di informativa S4-3 - Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che
consentono ai consumatori e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni
[25 a, b, c, d]; [26]; [S4-1, 16 c]
TIM gestisce gli impatti negativi sui clienti e sugli utilizzatori finali connessi ai propri prodotti e servizi attraverso un sistema
articolato di politiche, processi e azioni, supportato da canali di segnalazione accessibili ed equi. Tali canali consentono di
comunicare preoccupazioni, reclami o controversie, assicurando una presa in carico tempestiva e una gestione trasparente, con
l’adozione di misure correttive appropriate. I canali hanno natura trasversale e risultano idonei a intercettare un’ampia gamma di
esigenze, incluse segnalazioni di natura commerciale e amministrativa.
Attraverso tali strumenti possono essere segnalate anche situazioni riconducibili agli impatti, rischi e opportunità (IRO) rilevanti, tra
cui vulnerabilità dei sistemi informatici o eventi di sicurezza che possano comportare la perdita o la compromissione di dati
personali e informazioni trattate, nonché interruzioni o disservizi che incidano sull’accessibilità, continuità o qualità dei servizi
digitali.
Il Gruppo monitora il livello di consapevolezza e fiducia nei canali di segnalazione attraverso il feedback dei clienti , raccolto tramite
survey e analisi delle modalità di utilizzo dei canali. Le informazioni sui canali di segnalazioni sono rese disponibili sui siti i canali
istituzionali e commerciali. In generale, i clienti sono coinvolti in sondaggi di soddisfazione nei quali hanno la possibilità di esprimere
un feedback sul livello di assistenza ricevuto.
Canali per i clienti Consumer e Business
Canali “voce” per la gestione di esigenze commerciali, amministrative e tecniche
servizio Clienti 187 ( rete fissa) e Servizio Clienti 119 (rete mobile) per le persone e le famiglie;
servizio Clienti 191 per imprese e professionisti.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
239
Per migliorare l’efficienza del servizio e la qualità dell’interazione, i canali vocali sono supportati da assistenti virtuali basati su
intelligenza artificiale.
Canali “display” per consultare informazioni sulla linea ed effettuare operazioni dispositive
app My TIM per le persone e le famiglie;
app MyTIM Business per professionisti e imprese;
area clienti MyTIM, dedicata a persone, famiglie e imprese per l’assistenza commerciale e tecnica.
I canali digitali sono supportati da Angie, assistente virtuale basata su intelligenza artificiale, con possibilità di escalation verso
operatori umani per le richieste più complesse.
Canali “social” per fornire supporto e risposte alle segnalazioni
Sui canali social (Facebook, Instagram, X e LinkedIn) TIM ha adottato soluzioni basate sull’intelligenza artificiale a supporto delle
attività di caring, per migliorare la gestione delle segnalazioni dei clienti e il monitoraggio dei processi di assistenza tecnica e
amministrativa. In particolare, sono stati introdotti:
uno strumento di analisi statistica a campione delle trascrizioni anonimizzate delle conversazioni tra clienti e operatori, a
supporto del miglioramento della qualità del customer care e della formazione;
un voicebot interattivo basato su linguaggio naturale, in sostituzione del tradizionale IVR, per una gestione più fluida e
tempestiva delle richieste.
In Brasile, TIM S.A. mette a disposizione i seguenti canali specifici: app Meu TIM; assistente virtuale; social media; WhatsApp; chat
online; Call Center: servizi *144 e 1056; sito web Meu TIM. Inoltre, l'Ufficio del Garante (Ombudsman’s Office) — che funge da
canale di assistenza clienti di secondo livello — fornisce assistenza ai clienti che hanno già cercato supporto tramite il sistema
multicanale e che non sono stati assistiti entro i tempi stabiliti o non hanno visto soddisfatta la loro richiesta in modo adeguato. Lo
scopo dell'Ufficio del Garante è trasformare un obbligo normativo in un'opportunità per interiorizzare la voce del cliente,
consentendo all'azienda di migliorare continuamente, ridurre le richieste di servizio e incrementare la soddisfazione dei clienti.
Canali per i clienti Enterprise
Canali per gestire segnalazioni tecniche, incidenti di sicurezza e richieste di supporto operativo
Per le aziende e le pubbliche amministrazioni sono attivi tra gli altri:
assistenza tecnica Sinfonia: canale gestito tramite CNA – Assistenza Tecnica Sinfonia, accessibile tramite Numero Verde
800.100.100 con autenticazione tramite PIN dedicato, per la gestione delle segnalazioni operative e tecniche, la verifica dello
stato delle linee e il supporto sui servizi Sinfonia (offerta di outsourcing);
numero Verde Telsy Security / SOC (800.811.822): canale dedicato alla gestione degli incidenti di cybersecurity e alle
richieste di supporto specialistico sui servizi di sicurezza, con autenticazione tramite PIN e coordinamento con il Security
Operations Center (SOC) (offerta Cybersecurity);
portale TuConTI: piattaforma digitale di ticketing e supporto operativo che consente l’apertura e il monitoraggio delle
segnalazioni, la consultazione dei livelli di servizio (SLA), dei report periodici e della documentazione contrattuale e tecnica,
assicurando la tracciabilità delle richieste.
Canale di segnalazione per violazioni etiche, normative e anticorruzione
Nell’ambito del presidio degli impatti rilevanti sui clienti, inclusi i diritti umani, il canale di Whistleblowing costituisce uno strumento
formale per la segnalazione di violazioni etiche e normative. Il canale è accessibile ai soggetti esterni che intrattengono rapporti con
il Gruppo, inclusi clienti e utilizzatori finali, per la segnalazione di comportamenti illeciti o non conformi, quali pratiche scorrette,
fenomeni di corruzione, discriminazione o altre violazioni dei diritti. Il canale non sostituisce i consueti strumenti di assistenza
commerciale, ma costituisce uno strumento di tutela rispetto a condotte che possano avere impatti rilevanti sugli stakeholder. Le
segnalazioni possono essere effettuate tramite un Portale dedicato, che garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante e
delle persone coinvolte attraverso l’utilizzo di protocolli di sicurezza e strumenti di crittografia. Il Portale rilascia un Codice
Identificativo Univoco, che consente al segnalante di monitorare lo stato della segnalazione e di scambiare ulteriori comunicazioni
con i soggetti competenti, anche in forma anonima. Nel rispetto della normativa applicabile, della privacy e della libertà del
segnalante, è espressamente vietata qualsiasi forma di ritorsione in conseguenza della segnalazione effettuata.
Le segnalazioni sono ricevute e gestite dall’Organismo di Vigilanza di TIM o della società del Gruppo interessata, con il supporto
della Funzione Audit per lo svolgimento delle attività istruttorie.
In aggiunta al Portale dedicato, il canale di Whistleblowing prevede anche:
una casella vocale, accessibile tramite il Numero Verde 800 664 411;
la possibilità di inviare segnalazioni tramite posta ordinaria all’Organismo di Vigilanza di TIM o della società del Gruppo
interessata, presso la relativa sede legale.
In Brasile, TIM S.A. mette a disposizione un Canale di Segnalazione (Whistleblower Channel) attivo 24 ore su 24, sette giorni su
sette, per segnalare azioni o comportamenti legati a corruzione, frode, conflitto di interessi, discriminazione, molestie morali,
molestie sessuali, violazioni dei diritti umani o violazioni del Codice di Difesa del Consumatore, o qualsiasi altro comportamento
non conforme alla legislazione e al Codice di Etica e Condotta di TIM. Per ulteriori dettagli, si rimanda alle informazioni riportate al
paragrafo S1-3 "Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare
preoccupazioni".
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
240
Canali per la Conciliazione paritetica
Nell’ambito dei canali di segnalazione e gestione delle controversie messi a disposizione dei clienti e degli utilizzatori finali, TIM
assicura strumenti accessibili, equi e trasparenti per la risoluzione dei reclami. In tale contesto, la Società mantiene un confronto
continuativo con le principali Associazioni dei consumatori aderenti al Protocollo di conciliazione paritetica, anche a livello
nazionale, al fine di garantire la corretta applicazione delle procedure.
Il Protocollo consente di definire le controversie attraverso una procedura di Alternative Dispute Resolution (ADR), alternativa al
ricorso all’autorità giudiziaria. La procedura è gestita da una Commissione Paritetica composta da un conciliatore designato da TIM
e da un rappresentante dell’Associazione dei consumatori e si svolge interamente online. Il processo è finalizzato all’individuazione
di una soluzione condivisa, offrendo un metodo rapido, gratuito ed efficace, con esito vincolante in caso di accordo. Il sistema
consente attualmente la gestione di circa 7.500 pratiche annue.
Nel corso del 2025, le conciliazioni paritetiche e la gestione dei reclami tramite le Associazioni dei consumatori hanno registrato un
incremento dei volumi complessivi, in particolare nel segmento Consumer. Sono state complessivamente gestite 9.058 pratiche,
con un aumento del 21% rispetto al 2024. Il sistema evidenzia un elevato livello di efficacia, con una percentuale di accordi positivi
per il cliente pari al 97%.
Canali di segnalazione in ambito sicurezza informatica
Per la segnalazione di abusi informatici e utilizzi illeciti della rete e degli asset digitali, il Gruppo dispone dell’Abuse Desk, accessibile
tramite il sito istituzionale e tramite form dedicati. Questo canale consente ai clienti e altri soggetti esterni di segnalare eventi quali
phishing, spamming, attacchi informatici, virus, utilizzi impropri dei servizi o altri comportamenti illeciti rilevati in rete, per la
valutazione e la gestione da parte delle strutture preposte.
Canali di segnalazione in ambito privacy
I clienti e i consumatori finali possono presentare richieste riguardanti l’esercizio dei diritti privacy rivolgendosi al Servizio Clienti (es.
187, 119, 191) oppure possono inviare istanze in merito a questioni privacy direttamente al DPO, scrivendo a caselle email dedicate.
Obbligo di informativa S4-4 - Interventi su impatti rilevanti sui consumatori e gli utilizzatori
finali, approcci per gestire rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti in relazione ai
consumatori e agli utilizzatori finali, e efficacia di tali azioni
[30]; [MDR-A, 68 a, b, c, d, e]; [MDR-A, 69 a, b]; [31 a, b, c, d]; [32 a, b, c]; [33 a, b]; [34]; [37]
In aggiunta alle politiche in materia delle “Consumatori e utilizzatori finali ”, che forniscono il quadro di rifermento per la gestione
coerente ed informata delle attività aziendali, il Gruppo mette in campo azioni e risorse connesse ai seguenti temi:
1. Protezione dei dati e sicurezza delle informazioni che include a) privacy e protezione dei dati personali; b) Sicurezza delle
informazioni e cybersecurity;
2. Continuità dei servizi e infrastrutture che include la capacità di prevenire, gestire e mitigare incidenti tecnologici e fattori
esterni che possono compromettere la sicurezza delle infrastrutture e la continuità dei servizi;
3. Innovazione tecnologica e soluzioni digitali sicure che include sviluppo e adozione di tecnologie emergenti (AI, 5G, IoT, cloud
e cybersecurity) e partnership strategiche per rispondere ai bisogni di clienti e imprese con soluzioni digitali sicure, innovative e
affidabili;
4. Qualità, accessibilità e uso consapevole dei servizi che include a) accesso equo e inclusivo ai servizi essenziali; b) accessibilità
dei contenuti e dei servizi digitali; c) sicurezza dell’esperienza digitale e protezione dei minori; d) educazione digitale e accesso
consapevole alle tecnologie.
Le azioni sono finalizzate alla prevenzione e alla mitigazione degli impatti negativi effettivi e potenziali, nonché alla gestione dei
rischi e delle opportunità rilevanti per i consumatori e utilizzatori finali. Per ciascuna azione, ove applicabile, è indicata la finalità
dell’intervento, specificando se volta alla mitigazione di impatti negativi e rischi o alla valorizzazione di opportunità e impatti
positivi.
Nella descrizione delle singole azioni, salvo diversa indicazione, le iniziative si riferiscono al perimetro BU Domestic; mentre quelle
espressamente indicate come TIM S.A. fanno riferimento alla controllata brasiliana.
Sono inoltre riportate, ove disponibili, le risorse finanziarie allocate, con distinzione tra spese operative (OpEx) e spese in conto
capitale (CapEx).
1. Protezione dei dati e sicurezza delle informazioni
1a. Privacy e protezione dei dati personali
Per una descrizione dettagliata delle modalità di attuazione e dei presìdi adottati in materia di protezione dei dati personali,
applicabili sia ai dipendenti sia ai clienti di TIM, si rinvia all’Obbligo di Informativa S1-4 "Interventi su impatti rilevanti per la forza
lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro
propria, nonché efficacia di tali azioni", nell'ambito delle azioni legate ad "Altri diritti connessi al lavoro".
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
241
1b. Sicurezza delle informazioni e cybersecurity
Per una descrizione dettagliata delle modalità di attuazione e dei presìdi adottati in materia di sicurezza delle informazioni e
cybersecurity applicabili sia ai dipendenti sia ai clienti di TIM, si rinvia all’Obbligo di Informativa S1-4 "Interventi su impatti rilevanti
per la forza lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla
forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni", nell'ambito delle azioni legate ad "Altri diritti connessi al lavoro".
2. Continuità dei servizi e infrastrutture
TIM tutela i clienti e gli utilizzatori finali garantendo la continuità e l’affidabilità dei servizi essenziali attraverso presìdi strutturati di
resilienza infrastrutturale e continuità operativa, finalizzati a prevenire, gestire e mitigare gli impatti derivanti da eventi avversi,
interruzioni operative e fattori esterni che possano compromettere l’erogazione dei servizi.
Certificazione del sistema di Business Continuity (ISO 22301)
TIM adotta un framework di Business Continuity certificato secondo la norma internazionale ISO 22301, integrato con i presìdi
tecnologici e infrastrutturali del Gruppo. La certificazione attesta l’adozione di un sistema strutturato di gestione della
continuità operativa, orientato alla prevenzione, alla gestione e al ripristino delle attività critiche in caso di eventi che possano
determinare interruzioni o degradi del servizio.
Il framework è finalizzato a garantire la continuità dei servizi a favore dei consumatori e degli utilizzatori finali, assicurando il
funzionamento dei processi critici e la capacità di risposta dell’organizzazione in scenari di crisi.
Gestione dei rischi di continuità e dei piani di ripristino
Il sistema di Business Continuity adottato da TIM prevede l’aggiornamento periodico delle Business Impact Analysis (BIA) e
delle Risk Assessment (RA) sui processi critici, svolte con cadenza ricorrente e aggiornate annualmente, al fine di identificare le
priorità di intervento e valutare gli impatti potenziali derivanti da eventi avversi o interruzioni operative. Sulla base delle analisi
effettuate, TIM definisce, mantiene e testa i piani di continuità e di ripristino, assicurando la capacità di risposta
dell’organizzazione e il mantenimento dei livelli essenziali di servizio a favore dei consumatori e degli utilizzatori finali.
L’efficacia del sistema è monitorata attraverso avanzamenti mensili delle attività e una Management Review annuale,
finalizzata al confronto tra risultati conseguiti e pianificazione iniziale e alla definizione di eventuali azioni correttive.
Per il 2025, TIM ha definito obiettivi specifici di rafforzamento della resilienza operativa, tra cui l’aggiornamento annuale di oltre
il 65% dei Business Continuity Plan e il test annuale di oltre il 65% degli stessi. Le attività di continuità operativa sono supportate
da test periodici delle strategie di recupero e da iniziative di formazione e sensibilizzazione, volte a promuovere una diffusa
cultura della continuità operativa a tutti i livelli organizzativi.
L’adozione di tali presìdi consente di ridurre al minimo i tempi di interruzione dei servizi in caso di eventi avversi, di assicurare la
continuità dei servizi essenziali e di rispondere in modo efficace alle esigenze di consumatori, autorità e partner.
In coerenza con l’approccio di Gruppo, anche TIM S.A realizza Analisi di Impatto sul Business (BIA) per identificare le attività
critiche e definire le priorità di recupero, sviluppando piani di continuità operativa che prevedono strategie di risposta a scenari
di indisponibilità di persone, sistemi, fornitori e siti operativi. È inoltre attiva una procedura di Gestione delle Crisi volta a
minimizzare gli impatti derivanti da eventi avversi.
Complessivamente, gli OpEx rilevabili associati alle attività di Business Continuity 2025 per BU Domestic sono pari a circa 330 k€.
Tutte le azioni descritte contribuiscono nel complesso a mitigare i rischi sulla continuità operativa derivanti da attacchi informatici,
violazioni dei sistemi e sabotaggi alle infrastrutture (IRO 16), dalla mancata trasformazione tecnologica di infrastrutture e
piattaforme legacy (IRO 25), nonché da contesti geopolitici instabili e crisi sanitarie globali (IRO 34).
3. Innovazione tecnologica e soluzioni digitali sicure
TIM sviluppa e offre soluzioni tecnologiche avanzate in ambito Cybersecurity, Cloud, IoT e Intelligenza Artificiale, rivolte a persone,
imprese e istituzioni, con l’obiettivo di supportare una trasformazione digitale sicura, sostenibile e inclusiva, mitigando i rischi
connessi all’uso delle tecnologie digitali e valorizzando le opportunità di crescita.
Le soluzioni sono sviluppate attraverso un modello organizzativo dedicato, che include le digital factories del Gruppo, tra cui Noovle
per il Cloud, Olivetti per l’IoT e Telsy per la Cybersecurity, assicurando una relazione diretta e personalizzata con i clienti.
Soluzioni di sicurezza informatica e gestione del rischio cyber
Le soluzioni di sicurezza informatica sono rivolte a imprese e Pubbliche Amministrazioni e coprono l’intero ciclo di gestione del
rischio cyber, dalla prevenzione alla rilevazione, fino alla risposta e al ripristino. I servizi comprendono la protezione di
applicazioni, servizi digitali e infrastrutture esposte su Internet mediante il controllo del traffico, l’individuazione di anomalie e la
gestione delle vulnerabilità, con l’obiettivo di ridurre il rischio di compromissione di piattaforme core, ambienti cloud e sistemi
critici.
Sono previsti servizi di monitoraggio continuo degli eventi di sicurezza (24/7), basati sulla raccolta e analisi dei registri di sistema
(log), che consentono di rilevare tempestivamente tentativi di intrusione, attività sospette e attacchi informatici avanzati
(Advanced Persistent Threat – APT). Per la gestione degli incidenti più rilevanti sono disponibili servizi di risposta agli incidenti
informatici (Cyber Incident Response – CIR), che includono attività di analisi tecnica, contenimento e ripristino dei sistemi al fine
di garantire la continuità operativa.
L’offerta comprende inoltre soluzioni per la protezione della disponibilità dei servizi digitali critici, tra cui servizi di mitigazione
degli attacchi distribuiti di tipo “denial of service” (DDoS Protection as a Service). Sono inclusi strumenti di valutazione e
gestione del rischio informatico, che consentono alle organizzazioni di analizzare il livello di esposizione ai rischi cyber e di
pianificare interventi di adeguamento ai requisiti normativi applicabili.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
242
Tali servizi supportano in particolare le imprese soggette a obblighi in materia di sicurezza e resilienza digitale previsti dalla
Direttiva NIS2 (Network and Information Security 2), dal Regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) e dal Cyber
Resilience Act dell’Unione europea, contribuendo al rispetto delle disposizioni in materia di gestione del rischio, continuità
operativa e protezione delle infrastrutture digitali.
Completano l’offerta attività di verifica tecnica della sicurezza, quali test di intrusione (Penetration Testing) e analisi delle
vulnerabilità (Vulnerability Assessment), nonché programmi di formazione e sensibilizzazione sui temi della sicurezza
informatica (Security Awareness) rivolti a personale tecnico e manageriale.
Nel 2025, il portafoglio di offerta Cybersecurity ha generato CapEx per 7,690 k€ e OpEx per 95,980 k€.
Soluzioni IoT per la resilienza e la gestione intelligente del territorio
Le soluzioni IoT sviluppate da TIM supportano il monitoraggio in tempo reale di territori, infrastrutture, impianti e reti critiche,
contribuendo a prevenire e mitigare rischi operativi, ambientali e di sicurezza che possono compromettere la continuità delle
attività e la qualità dei servizi. Tali soluzioni sono applicabili in modo trasversale a imprese e istituzioni, operanti a livello locale,
nazionale e internazionale, e si adattano a contesti caratterizzati da elevata complessità operativa e criticità infrastrutturale.
L’integrazione con le reti di nuova generazione quali 5G e fibra ottica, abilita applicazioni ad alta affidabilità, garantendo la
trasmissione tempestiva dei dati, un’elevata capacità di elaborazione e interconnessioni sicure tra dispositivi, sistemi e
infrastrutture distribuite sul territorio.
Le piattaforme IoT consentono di anticipare e gestire situazioni di rischio attraverso sistemi di monitoraggio avanzato,
manutenzione predittiva e controllo delle infrastrutture, contribuendo a una gestione più efficiente delle risorse e alla riduzione
degli sprechi di energia e acqua.
Su tali piattaforme, TIM sviluppa servizi digitali in modalità cloud SaaS integrati con algoritmi di Intelligenza Artificiale, a
supporto delle amministrazioni pubbliche, che abilitano modelli di Smart City e Smart Land quali approcci integrati alla gestione
intelligente e sicura del territorio, delle infrastrutture e dei servizi.
Le soluzioni di Smart City, come "TIM Urban Genius", consentono di analizzare in modo continuo parametri rilevanti per la
sicurezza e il benessere collettivo — tra cui qualità dell’aria, condizioni meteorologiche, flussi di persone e veicoli, traffico e
utilizzo degli spazi urbani — supportando l’individuazione tempestiva di situazioni potenzialmente critiche e la pianificazione
degli interventi in funzione delle esigenze dei territori.
Nell'ambito edifici e infrastrutture, le soluzioni IoT permettono di rilevare e analizzare parametri funzionali degli impianti,
contribuendo a garantire condizioni di comfort, sicurezza e continuità dei servizi negli ambienti frequentati da cittadini e
lavoratori.
Analogamente, con riferimento alla mobilità, TIM propone soluzioni digitali per la gestione delle flotte e per l’ottimizzazione
della ricarica dei mezzi elettrici nel trasporto pubblico, basate su piattaforme cloud e dispositivi connessi. L’analisi dei dati
consente di migliorare sicurezza, affidabilità e regolarità del servizio, riducendo i tempi di indisponibilità dei mezzi e
contribuendo a una mobilità più efficiente e orientata alle esigenze della collettività.
Nel corso del 2025 TIM ha sviluppato un piano complessivo di servizi e piattaforme a supporto della transizione digitale della
Pubblica Amministrazione, attivando 68 progetti presso Enti e Comuni, di cui 23 realizzati grazie alla soluzione TIM Urban
Genius.
Soluzioni Cloud per l’erogazione flessibile e scalabile dei servizi digitali
Le soluzioni Cloud di TIM supportano imprese e istituzioni nella gestione sicura ed efficiente dei dati e dei servizi digitali,
contribuendo a ridurre i rischi operativi e a garantire integrità, disponibilità, protezione e riservatezza delle informazioni, nonché,
ove applicabile, il rispetto dei requisiti normativi in materia di protezione dei dati personali (es. GDPR).
L’integrazione delle piattaforme Cloud con servizi di identità digitale -quali PEC, firma digitale e SPID- consente di semplificare e
rendere più sicuro l’accesso ai servizi pubblici e privati, favorendo l’utilizzo affidabile dei servizi digitali da parte di cittadini, utenti
e organizzazioni. Le soluzioni Cloud abilitano inoltre modelli di lavoro flessibili e collaborativi, supportando la continuità
operativa e l’adozione di modalità di lavoro più inclusive e sostenibili attraverso strumenti di collaborazione digitale e smart
working.
Grazie all’integrazione con reti di nuova generazione, quali fibra ottica e 5G, le soluzioni Cloud assicurano elevate prestazioni
applicative, bassa latenza e scalabilità, risultando particolarmente rilevanti per ecosistemi digitali complessi in ambiti quali
industria digitale, sanità, istruzione e gestione intelligente delle infrastrutture. In questo contesto, il Cloud rappresenta un
elemento abilitante per l’erogazione di servizi digitali affidabili, orientati all’utente finale e capaci di adattarsi a contesti operativi
distribuiti. Le piattaforme Cloud trovano applicazione anche nel supporto a iniziative di digitalizzazione inclusiva in ambito
educativo, attraverso ambienti digitali che favoriscono la collaborazione tra docenti e studenti, semplificano la gestione dei
processi didattici e garantiscono elevati livelli di sicurezza e accessibilità, anche a beneficio delle persone con disabilità.
Il Cloud costituisce infine la base tecnologica per l’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale e di analisi avanzata dei dati,
consentendo di migliorare l’efficienza dei processi, la qualità dei servizi e l’interazione con clienti e utenti finali. In tale ambito,
l’approccio del Gruppo si fonda su principi di responsabilità, sicurezza ed etica, a supporto di una trasformazione digitale
affidabile e sostenibile.
Soluzioni di Intelligenza Artificiale per la continuità e la qualità dei servizi
TIM adotta soluzioni di Intelligenza Artificiale (IA) sia nei processi interni sia nei servizi rivolti a clienti e utilizzatori finali, con
l’obiettivo di rafforzare la continuità, l’affidabilità e la qualità dei servizi digitali e migliorare l’esperienza complessiva di utilizzo.
L’adozione dell’IA è accompagnata da un approccio responsabile, fondato su principi di sostenibilità, trasparenza e governance,
in coerenza con i più recenti orientamenti normativi europei, tra cui l’AI Act.
Dal punto di vista ambientale, la strategia del Gruppo considera l’impatto energetico dei sistemi di IA e promuove soluzioni
orientate alla Green AI, al fine di mitigare i consumi associati allo sviluppo e all’utilizzo dei modelli, garantendo al contempo
l’affidabilità operativa dei sistemi a supporto dei servizi.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
243
Nel 2025, l’adozione dell’IA è stata rafforzata lungo i principali processi di business che abilitano l’erogazione dei servizi ai clienti,
dal Customer Care al marketing e alle funzioni di supporto, con l’obiettivo di rendere i processi più stabili, coerenti e scalabili e di
ridurre il rischio di disservizi.
In ambito Customer Care, l’Intelligenza Artificiale è utilizzata per migliorare la continuità, l’affidabilità e la qualità dell’assistenza
rivolta ai clienti Consumer e Business. In particolare, l’IA supporta l’analisi statistica di conversazioni vocali anonimizzate,
finalizzata a individuare criticità ricorrenti e opportunità di miglioramento dei processi di supporto, nonché l’adozione di
soluzioni conversazionali basate sul linguaggio naturale che consentono una gestione più fluida, tempestiva e coerente delle
richieste dei clienti. Tali soluzioni permettono inoltre di automatizzare attività ripetitive di assistenza, garantire una disponibilità
del servizio 24/7 e assicurare una maggiore coerenza delle risposte sui diversi canali di contatto, contribuendo alla riduzione dei
disservizi e al miglioramento dell’esperienza complessiva dei clienti. In Brasile, TIM S.A. adotta soluzioni analoghe basate su
voce e linguaggio naturale per rafforzare l’accessibilità e l’affidabilità dei servizi di assistenza, in coerenza con il modello di
Gruppo e con il contesto normativo locale.
In questo ambito, TIM S.A. in Brasile adotta soluzioni di assistenza basate su Intelligenza Artificiale, incluse piattaforme di
risposta vocale e linguaggio naturale, che consentono di guidare i clienti lungo percorsi di assistenza più semplici, accessibili e
affidabili, anche tramite canali digitali e fisici. Tali applicazioni contribuiscono a rafforzare la continuità e l’affidabilità dei servizi
di Customer Care, in coerenza con il modello di Gruppo e con il contesto normativo locale.
In ambito marketing e caring proattivo, modelli predittivi di machine learning supportano l’anticipazione dei bisogni dei clienti e
la pianificazione di interventi mirati, contribuendo a una relazione più stabile e continuativa con la clientela e a una riduzione
delle interazioni non efficaci o ridondanti.
L’IA è inoltre impiegata per il miglioramento dei processi interni a supporto dei servizi, quali l’automazione documentale e gli
strumenti di produttività generativa, con l’obiettivo di rendere più affidabili e tempestivi i processi che abilitano l’erogazione dei
servizi al cliente finale.
Infine, per favorire la diffusione dell’Intelligenza Artificiale tra la clientela Consumer, TIM ha integrato nella propria offerta servizi
basati su tecnologie AI, ampliando l’accesso a strumenti digitali innovativi. In particolare, TIM ha messo a disposizione
gratuitamente un anno di abbonamento a Perplexity Pro per la propria base clienti fissa e mobile, quale servizio incluso
nell’offerta e senza costi aggiuntivi per i clienti. Da dicembre 2025, TIM ha inoltre incluso Gemini Plus all’interno dell’offerta
Google One 2TB, rafforzando ulteriormente la proposta di servizi digitali evoluti.
Tutte le applicazioni di IA sono accompagnate da supervisione umana, che consente di validare gli output, monitorare le
performance dei modelli e intervenire in caso di anomalie, garantendo nel tempo affidabilità, controllo e continuità dei servizi
offerti a clienti e utenti finali.
Tutte le azioni descritte contribuiscono nel complesso a mitigare l'impatto negativo derivante dalla vulnerabilità nei sistemi
informatici che può causare perdita di dati sensibili e compromissione della privacy di clienti e dipendenti (IRO 1), nonché i rischi
sulla continuità operativa derivanti da attacchi informatici, violazioni dei sistemi e sabotaggi alle infrastrutture (IRO 16), dal
mancato rispetto delle leggi sulla privacy e dall'accesso non autorizzato ai dati personali (IRO 26) e dall'aumento delle minacce
digitali e degli attacchi informatici (IRO 27), e contribuiscono a cogliere le opportunità legate allo sviluppo di partnership strategiche
in ambito sicurezza informatica e intelligenza artificiale (IRO 3), all'adozione di tecnologie avanzate per anticipare i bisogni
emergenti dei clienti e consolidare il vantaggio competitivo (IRO 10), nonché alle opportunità connesse all'economia circolare e alla
riduzione degli sprechi di risorse attraverso una gestione più efficiente di energia e materiali (IRO 28).
4.Qualità, accessibilità e uso consapevole dei servizi
4.a Accesso equo e inclusivo ai servizi essenziali
Al fine di garantire un accesso equo e non discriminatorio ai servizi digitali e di telecomunicazione, TIM promuove iniziative
specifiche volte a ridurre le barriere economiche e sociali che possono ostacolare la fruizione dei servizi essenziali. Tali azioni sono
indirizzate in particolare ai clienti a basso reddito, anziani e alle persone con disabilità, contribuendo a favorire l’inclusione digitale e
la piena partecipazione alla vita sociale ed economica.
Agevolazioni economiche per clienti a basso reddito (Servizio Universale)
In qualità di operatore incaricato della fornitura del Servizio Universale, TIM applica le agevolazioni economiche previste dalla
Delibera AgCom n. 258/18/CONS, rivolte ai clienti che si trovano in condizioni di disagio economico, con l’obiettivo di garantire
l’accesso ai servizi di comunicazione di base anche alle fasce di popolazione più vulnerabili.
Le agevolazioni sono riconosciute ai clienti titolari dell’offerta VOCE di TIM e si applicano al servizio telefonico sulla prima
abitazione, su rete tradizionale (RTG). L’iniziativa prevede una riduzione del 50% del canone mensile, che viene fissato a 9,44
euro al mese (IVA inclusa), nonché 30 minuti mensili di chiamate gratuite verso numeri fissi e mobili nazionali; superata tale
soglia, le chiamate sono tariffate secondo i prezzi a consumo previsti dall’offerta, senza scatto alla risposta.
Possono accedere alle condizioni agevolate i clienti con un ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.112,23 euro annui,
contribuendo a ridurre le barriere economiche all’accesso ai servizi essenziali di comunicazione.
In coerenza con le indicazioni dell’Autorità, TIM ha inoltre esteso le agevolazioni anche al servizio di accesso a Internet a banda
larga, prevedendo una riduzione del 50% del prezzo di abbonamento mensile dell’offerta Internet Alice 7 Mega. Tale misura
rafforza l’obiettivo di contrasto al divario digitale, favorendo l’accesso alla connettività anche per i clienti con minori disponibilità
economiche.
Agevolazioni economiche per clienti con disabilità
TIM adotta specifiche misure a supporto dei clienti con disabilità, con l’obiettivo di garantire condizioni di accesso ai servizi di
telecomunicazione eque e adeguate alle diverse esigenze, in coerenza con il quadro regolatorio applicabile.
Le agevolazioni sono rivolte in particolare a persone con gravi limitazioni della capacità di deambulazione, a persone cieche
totali o parziali e a persone sorde. Per i servizi di rete fissa, TIM prevede una riduzione del 50% del canone mensile per le offerte
in bundle che includono fonia e dati; per i clienti ciechi e sordi è inoltre prevista, in alternativa, una riduzione totale (100%) della
componente ADSL attivata su linea RTG, applicata sul prezzo a listino.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
244
Al 31 dicembre 2025, risultano attive 20.331 linee di rete fissa che beneficiano di agevolazioni dedicate ai clienti con disabilità.
Per quanto riguarda la rete mobile, TIM mette a disposizione offerte specificamente progettate per rispondere alle esigenze dei
clienti con disabilità e dei loro familiari. Al 31 dicembre 2025, risultano attive 12.200 offerte mobili dedicate a tali clienti.
Strumenti di identità digitale
PEC, firma digitale e SPID facilitano l'accesso ai servizi digitali pubblici, sanitari e finanziari, semplificando la fruizione per utenti
con difficoltà a fornire documenti fisici o identificazione di persona, garantendo al contempo una maggiore protezione dei dati
personali e sicurezza delle operazioni online.
Telefoni TIM dedicati all’accessibilità
TIM propone a listino una gamma di telefoni corded e cordless a marchio TIM progettati per assicurare un’esperienza d’uso
semplice, intuitiva e inclusiva, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità e dei clienti senior.
I dispositivi integrano funzionalità specifiche per facilitare la comunicazione quotidiana, tra cui tasti numerici di grandi
dimensioni con feedback sonoro alla pressione, suonerie chiare e facilmente riconoscibili, segnalazione luminosa di chiamata in
arrivo e tasto dedicato per l’aumento del volume di ascolto, al fine di migliorare la qualità audio durante la conversazione e
ridurre le barriere di accesso ai servizi di telecomunicazione.
TIM rafforza il proprio impegno per garantire l’accessibilità di prodotti e servizi digitali a tutti i clienti, comprese le persone con
disabilità o con specifiche esigenze di accesso, in linea con l’European Accessibility Act. L’adeguamento riguarda l’intero
ecosistema di interazione con l’utente finale, inclusi siti web, applicazioni mobili e prodotti dotati di interfacce informatiche,
quali sistemi operativi e Web User Interface.
In collaborazione con vendor e partner tecnologici, TIM integra soluzioni conformi ai requisiti normativi e ai principi di
accessibilità universale e design inclusivo. Tra le principali azioni rientrano l’introduzione di QR code in rilievo sul packaging, che
consentono l’accesso alla Quick User Guide digitale con interfaccia vocale, e l’integrazione nelle Web User Interface di
strumenti dedicati a migliorare leggibilità, navigazione e usabilità anche per utenti con disabilità visive, motorie o cognitive.
4.b Accessibilità dei contenuti e dei servizi digitali
Accessibilità dei contenuti audiovisivi per persone con disabilità sensoriali
TIM promuove l’accessibilità dei contenuti audiovisivi attraverso iniziative dedicate alle persone con disabilità uditive e visive, con
l’obiettivo di ridurre le barriere alla fruizione dei servizi digitali e favorire un accesso equo ai contenuti informativi e educativi. In tale
ambito, TIM ha sviluppato due iniziative specifiche:
TIMVISION Parla in LIS: iniziativa che rende accessibili i contenuti audiovisivi per bambini attraverso cartoni animati con
interprete in Lingua dei Segni Italiana (LIS), mediante attività dedicate di montaggio e adattamento dei contenuti presenti
nel catalogo TIMVISION. Il progetto è rivolto principalmente a bambini e famiglie che convivono con assenza o disturbo del
linguaggio parlato, in particolare persone sorde, e più in generale a utenti con bisogni comunicativi specifici. L’iniziativa
contribuisce a ridurre le barriere di accesso ai contenuti audiovisivi e a favorire un’esperienza di fruizione più inclusiva. Il
progetto è sviluppato con il patrocinio dell’Ente Nazionale Sordi (ENS) ed è attivo da anni, con un aggiornamento periodico
attraverso l’introduzione di nuove “properties”. Le iniziative generano inoltre un effetto positivo anche sulla fruizione delle
versioni standard degli stessi contenuti.
Nel 2025, i prodotti in LIS sono stati licenziati gratuitamente nell’ambito di accordi commerciali.
TIMVISION Ascolta: iniziativa finalizzata a promuovere l’accessibilità dei contenuti audiovisivi per bambini ciechi e ipovedenti,
attraverso l’introduzione della audiodescrizione nei cartoni animati disponibili sulla piattaforma TIMVISION.
L’audiodescrizione consente di descrivere scene, ambientazioni, azioni ed elementi visivi rilevanti, permettendo una
comprensione completa del contenuto narrativo e una fruizione più autonoma dei servizi.
Il progetto prevede attività dedicate di montaggio e adattamento dei contenuti ed è volto a colmare un gap ancora
presente nel mercato, dove l’audiodescrizione per i contenuti destinati all’infanzia risulta complessivamente meno diffusa
rispetto ad altre funzionalità di accessibilità.
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UCI) ed è attiva da anni, con un
processo di aggiornamento continuo attraverso il rinnovo delle “properties” e il monitoraggio del riscontro anche in termini
di supporto alle versioni standard dei medesimi contenuti.
Nel 2025, i prodotti audio descritti sono stati licenziati gratuitamente all’interno degli accordi commerciali esistenti.
In Brasile, TIM S.A. adotta iniziative volte a garantire l’accessibilità dei servizi e dei canali informativi anche per i clienti in condizioni
di maggiore vulnerabilità. In tale ambito, mette a disposizione uno spazio online accessibile per persone con disabilità visive, uditive
e vocali, in conformità alle linee guida WCAG e W3C.
Tra le iniziative disponibili, il Libras Center consente ai clienti che utilizzano la Lingua dei Segni brasiliana di comunicare, tramite
videochiamata, con un intermediario specializzato attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Dal 2022 è inoltre disponibile un’esperienza di
navigazione da tastiera conforme agli standard di accessibilità.
4.c Sicurezza dell’esperienza digitale e protezione dei minori
TIM adotta misure specifiche volte a tutelare i minori e a garantire una fruizione sicura e appropriata dei servizi digitali, riducendo
l’esposizione a contenuti inadeguati e ai principali rischi del cyberspazio, in coerenza con il quadro regolatorio applicabile.
In tale ambito, TIM mette a disposizione servizi di navigazione sicura e controllo parentale attivabili sulle connessioni di rete fissa e
mobile, progettati per proteggere i minori durante l’utilizzo di Internet. In particolare, la funzionalità di Navigazione Sicura è attiva di
default, mentre il Parental Control è inizialmente disattivato e può essere abilitato dal cliente. Le soluzioni contribuiscono inoltre a
rafforzare la protezione dell’esperienza digitale rispetto a minacce online, quali, a titolo esemplificativo, malware e phishing.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
245
Le misure di controllo parentale consentono di bloccare automaticamente l’accesso a contenuti non idonei alla fruizione da parte
di soggetti minorenni, includendo, a titolo esemplificativo, categorie quali contenuti per adulti, gioco d’azzardo e scommesse, armi,
violenza, odio e discriminazione, droghe, autolesionismo.
Inoltre, in ottemperanza alla Delibera AgCom n. 9/23/CONS in materia di sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio,
TIM fornisce un servizio gratuito di controllo parentale applicato automaticamente alle linee intestate a minorenni. Il servizio
contribuisce a garantire un’esperienza digitale più sicura e coerente con l’età degli utenti, rafforzando la tutela dei minori
nell’accesso ai servizi di comunicazione elettronica. TIM fornisce periodicamente all’Autorità informazioni sull’andamento delle
linee intestate a minorenni; ad oggi risultano attive circa 130.000 linee soggette a misure di protezione.
4.d Educazione digitale e accesso consapevole alle tecnologie
Ecosistemi di innovazione e diffusione delle competenze digitali
TIM promuove la diffusione delle competenze digitali e dell’uso consapevole delle tecnologie attraverso la partecipazione e lo
sviluppo di ecosistemi di innovazione aperti, rivolti a studenti, startup, PMI, imprese a impatto sociale e stakeholder territoriali.
In tale ambito, l’azienda opera attraverso i “TIM Innovation LABs” e il “Customer Innovation Center” presso OGR Torino, che
ospitano attività di open innovation, formazione e sperimentazione tecnologica. Gli spazi sono dedicati all’organizzazione di
eventi formativi, workshop e iniziative di networking aperte a scuole, università, startup e imprese, favorendo la condivisione
delle competenze e l’accesso alle tecnologie emergenti.
TIM partecipa inoltre a “Impact Deal”, programma europeo di accelerazione rivolto a imprese a impatto sociale e ambientale
che utilizzano i dati come leva di crescita. In qualità di partner e membro del Data Club, TIM contribuisce al percorso offrendo
accesso a dataset, mentorship e opportunità di collaborazione. Il programma, giunto alla quarta edizione, ha registrato una
crescita costante; l’edizione in corso prevede l’accelerazione di circa 30 imprese selezionate su 139 candidature.
In questo contesto si inserisce anche “Opening Future”, progetto avviato nel 2021 in collaborazione con Google Cloud e Intesa
Sanpaolo, finalizzato ad accelerare la trasformazione digitale attraverso la diffusione delle competenze su cloud, intelligenza
artificiale, cybersecurity e tecnologie emergenti. Il progetto si concretizza anche nell’Opening Future Hub presso OGR Torino,
che ospita percorsi formativi per studenti delle scuole secondarie e università, hackathon, programmi per startup e iniziative
dedicate all’imprenditoria femminile in ambito STEM.
Nel 2025, le iniziative supportate hanno coinvolto oltre 3.000 studenti e docenti, 150 startup e 350 PMI, superando i target cumulati
previsti nei primi cinque anni di attività.
Tecnologie immersive e accesso inclusivo alla cultura
TIM contribuisce alla diffusione dell’inclusione digitale e alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso l’impiego di
tecnologie immersive che rendono l’esperienza culturale più accessibile, interattiva e coinvolgente per studenti, cittadini e
visitatori.
Nel 2025, TIM ha partecipato al progetto europeo “Horizon Europe – TrialsNet”, realizzando sperimentazioni di realtà estesa
(XR) presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il Museo Pietro Micca di Torino. Le esperienze immersive hanno
previsto l’utilizzo di visori di realtà virtuale e guide vocali assistite, consentendo ai visitatori di esplorare ambienti storici
ricostruiti digitalmente e di fruire di contenuti culturali in modalità innovative.
I trial, svolti nel marzo 2025, hanno coinvolto complessivamente oltre 150 partecipanti tra studenti, docenti, guide e visitatori. A
seguito dei risultati positivi, TIM, in collaborazione con il Comune di Torino e le direzioni museali, ha esteso l’accesso alle
esperienze immersive, con l’obiettivo di scalare il modello ad altri contesti museali e culturali sul territorio nazionale.
Tutte le azioni descritte sono state identificate come idonee e necessarie per contribuire nel complesso a mitigare l'impatto
negativo derivante dalla vulnerabilità nei sistemi informatici e dalla compromissione della privacy degli utenti (IRO 1), nonché
l'impatto negativo connesso alla mancanza di interventi per promuovere un uso consapevole del digitale, che può favorire
l'esclusione sociale e la diffusione di disinformazione (IRO 12), e generano impatti positivi sulla diffusione dell'uso responsabile e
consapevole delle tecnologie digitali (IRO 6) e sulla partecipazione attiva delle persone alla vita della comunità attraverso servizi e
strumenti di identità digitale accessibili (IRO 19). Le stesse azioni contribuiscono inoltre a mitigare i rischi connessi all'aumento delle
minacce digitali e degli attacchi informatici (IRO 27) e alla carenza di connettività ad alta velocità e alla mancanza di inclusione
digitale (IRO 33), nonché alla mancata trasformazione tecnologica di infrastrutture e piattaforme legacy (IRO 25), e concorrono a
cogliere le opportunità legate allo sviluppo di partnership strategiche e offerte innovative (IRO 3), all'adozione di tecnologie
avanzate per consolidare il vantaggio competitivo (IRO 10) e alla fidelizzazione della clientela attraverso soluzioni personalizzate e
accessibili (IRO 11).
In generale, l’Azienda valuta l’efficacia delle azioni intraprese attraverso specifici sistemi di monitoraggio. L’avanzamento delle
iniziative è verificato periodicamente mediante indicatori di performance, attività di controllo interno e processi di reporting che
consentono di monitorare i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi definiti e di individuare eventuali azioni correttive. Inoltre,
vengono monitorati specifici indicatori operativi, quali ad esempio il livello di soddisfazione dei clienti e il numero di incidenti di
sicurezza che possono avere impatti sui clienti.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Consumatori e utilizzatori finali
246
Metriche e obiettivi
Obbligo di informativa S4-5 - Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al
potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
[MDR-T 81 a, b]
Con riferimento ai target di crescita digitale, gli obiettivi precedentemente adottati sono attualmente in fase di aggiornamento
nell’ambito della definizione del nuovo Piano Industriale. I nuovi target saranno formalizzati e comunicati nel corso del 2026, in
coerenza con il nuovo impianto strategico.
Per monitorare l’efficacia delle politiche e delle azioni rivolte ai consumatori e agli utilizzatori finali, il Gruppo adotta un sistema
integrato di indicatori di performance e presidi di controllo, in coerenza con la normativa applicabile e con le best practice di
settore.
In particolare, il monitoraggio comprende:
indicatori relativi alla sicurezza e alla protezione dei dati, tra cui il numero di eventi di sicurezza rilevanti (inclusi eventuali data
breach), i tempi di gestione degli incidenti e le verifiche periodiche sull’efficacia dei presidi di cybersecurity;
Indicatori di affidabilità e continuità del servizio, quali i parametri tecnici di performance delle infrastrutture, i tempi di ripristino
in caso di disservizio e gli esiti delle attività di test e aggiornamento dei piani di continuità operativa;
indicatori di qualità dell’esperienza del cliente, inclusi i livelli di customer satisfaction (NPS, CSI), il numero di reclami e i tempi
medi di risoluzione, nonché le conciliazioni paritetiche con le Associazioni dei consumatori e le eventuali sanzioni ricevute dalle
Autorità di settore;
indicatori connessi all’accessibilità e all’uso consapevole dei servizi digitali, quali la partecipazione alle iniziative di educazione
digitale e le attività di sensibilizzazione rivolte ai soggetti più vulnerabili.
Gli indicatori sono rilevati con cadenza periodica e rientrano nei presidi di governance e controllo interno del Gruppo, a supporto del
monitoraggio dei rischi e del miglioramento continuo della qualità e dell’affidabilità dei servizi offerti.
Per un approfondimento sui risultati conseguiti rispetto agli obiettivi del piano precedente legati ai clienti e agli utilizzatori finali, si
rinvia all' ESRS 2 SBM-1 "Strategia, modello aziendale e catena del valore" della sezione “Informazioni Generali”.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
247
4.INFORMAZIONI DI GOVERNANCE
Condotta delle imprese e gestione dei rapporti con i fornitori [ESRS G1]
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Obbligo di informativa G1-1 - Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle
imprese
Politiche in materia di condotta di impresa
[7]; [MDR-P, 65 a, b, c, d, e, f ]; [9]; [10 a, c, e, g, h]
L’analisi di doppia rilevanza ha individuato sei IRO rilevanti (2, 4, 8, 14, 29, 34) connessi al tema della condotta delle imprese. Tali
IRO sono presidiati attraverso un sistema integrato di governance e controllo fondato sul "Codice Etico e di Condotta", sul "Modello
di Organizzazione, Gestione e Controllo" ai sensi del D.Lgs. 231/2001, sulla "Policy Anticorruzione", sulla "Strategia Fiscale", sulla
"Relazione sulla politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti", sulla Policy "Acquisti e servizi" e sulle "Linee
Guida sull’Intelligenza Artificiale". Il dettaglio degli IRO è riportato nella tabella dedicata all’ESRS 2 SBM-3 "Impatti, rischi e
opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale", nella sezione “Informazioni Generali”, mentre per un
approfondimento sulle policy si rimanda al capitolo “Politiche - MDR-P” nella medesimo sezione.
I temi relativi alla condotta d’impresa rientrano nella responsabilità del Consiglio di Amministrazione, che ne esercita la
supervisione nell’ambito del sistema di governance del Gruppo, assicurando coerenza con i principi di etica, legalità, trasparenza e
integrità aziendale. Per un dettaglio, si rimanda al paragrafo ESRS 2 GOV-1 "Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e
controllo". Le principali politiche a presidio della condotta d’impresa — tra cui il "Codice Etico e di Condotta", il "Modello 231", la
"Policy Anticorruzione", la Policy sulla "Strategia Fiscale e la Relazione sulla politica di Remunerazione" — sono approvate
mediante delibera del Consiglio di Amministrazione e sono oggetto di aggiornamento periodico anche alla luce dell’evoluzione
normativa e dei rischi identificati. La loro diffusione è assicurata tramite pubblicazione sui canali istituzionali e sulla intranet
aziendale, nonché attraverso iniziative strutturate di comunicazione.
In materia di prevenzione e contrasto della corruzione attiva e passiva, TIM S.p.A. e le principali società controllate adottano un
Sistema di Gestione Anticorruzione conforme allo standard UNI ISO 37001 “Anti-bribery Management Systems”., quale presidio
strutturato a tutela dell’integrità aziendale. In Brasile, TIM S.A. opera in conformità alla Legge Anticorruzione brasiliana, aderisce ai
dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite e ha adottato un proprio "Codice Etico e di Condotta" coerente con i principi
del Gruppo e con il contesto normativo locale.
Il Gruppo adotta un approccio risk-based per l’identificazione e la gestione dei rischi di corruzione, assicurando che le aree e i ruoli
maggiormente esposti siano oggetto di specifici presìdi e controlli. Maggiori dettagli sulle funzioni a rischio e sui relativi presìdi di
controllo sono disponibili nel paragrafo ESRS G1-3 "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva".
La promozione della cultura della condotta d’impresa è sostenuta da attività strutturate di formazione e informazione periodiche
rivolte ai dipendenti, finalizzate a rafforzare la consapevolezza sui principi di etica, legalità e integrità. Le principali tematiche
oggetto di formazione includono il Whistleblowing, l’anticorruzione, la governance aziendale e il Codice Etico. Nel 2025 è stato
realizzato un corso e-learning su anticorruzione e ISO 37001 rivolto all’intera popolazione aziendale. Ulteriori informazioni sul
programma formativo sono disponibili nel paragrafo ESRS G1-3 "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva".
In Brasile, nell’ambito del Programma di Integrità, TIM S.A. ha implementato un programma strutturato di formazione sulla
condotta d’impresa e sui presìdi di integrità, rivolto al top management e a tutti i dipendenti, comprensivo di iniziative di
sensibilizzazione destinate anche a terze parti e partner commerciali.
Il Gruppo dispone inoltre di un sistema strutturato di Whistleblowing sui temi di condotta d’impresa che consente segnalazioni
anche in forma anonima, garantendo riservatezza e divieto di ritorsione. Sono previste procedure dedicate per la gestione delle
segnalazioni e per lo svolgimento di indagini celeri, indipendenti e obiettive, incluse quelle relative a possibili casi di corruzione. Per
maggiori dettagli si rimanda alle informazioni rendicontate nel paragrafo G1-3 "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva
e passiva" e S1-3 "Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare
preoccupazioni".
Azioni in materia di condotta di impresa
[MDR-A 68 a, b, c, d, e]; [MDR-A, 69 a, b]
In aggiunta alle politiche in materia di “condotta di impresa” che forniscono il quadro di riferimento per la gestione coerente ed
informata delle attività aziendali, il Gruppo mette in campo azioni e risorse connesse ai seguenti temi:
1. Cultura d'impresa che include a) corruzione attiva e passiva, b) tutela e protezione degli informatori e c) governance e
adozione responsabile dell’Intelligenza Artificiale;
2. Gestione dei rapporti con i fornitori che include le prassi di pagamento.
Le azioni, applicate sia in Italia che in Brasile, coinvolgono le operazioni interne e la catena del valore e mirano a garantire
trasparenza e ridurre i rischi legati all’anticorruzione e alla compliance normativa. Laddove disponibili sono riportate anche le
risorse finanziarie in termini di spese operative (OpEx) e spese in conto capitale (CapEx) significative.
Nella descrizione delle singole azioni, salvo diversa indicazione, le iniziative si riferiscono al perimetro BU Domestic; mentre quelle
espressamente indicate come TIM S.A. fanno riferimento alla controllata brasiliana.
Sono inoltre riportate, ove disponibili, le risorse finanziarie allocate, con distinzione tra spese operative (OpEx) e spese in conto
capitale (CapEx).
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
248
1.Cultura d'impresa
1a. Corruzione attiva e passiva
Sistema di Gestione Anticorruzione (SGA)
Nel corso del 2025, TIM ha proseguito l’attuazione del Sistema di Gestione Anticorruzione (SGA) e del Programma di Integrità,
attraverso attività di prevenzione, monitoraggio e miglioramento continuo finalizzate a mitigare i rischi di corruzione attiva e
passiva. Le principali azioni implementate nell’esercizio hanno riguardato:
l’esecuzione delle attività di Anti-Corruption Risk Assessment e l’aggiornamento della mappatura dei rischi e dei relativi
controlli;
lo svolgimento di attività di due diligence su ruoli e terze parti esposte a rischio;
il monitoraggio dei processi sensibili e l’attuazione di eventuali azioni correttive;
il mantenimento e la sorveglianza delle certificazioni ISO 37001 per le società del Gruppo certificate;
l’erogazione di iniziative formative e informative in materia di anticorruzione e integrità aziendale.
In Brasile, TIM S.A. ha proseguito l’attuazione del Programma di Integrità, assicurando il monitoraggio delle attività sensibili e la
conformità alla normativa locale in materia di prevenzione della corruzione.
Le risorse finanziarie impiegate nel 2025 per l’implementazione e il mantenimento dei presìdi anticorruzione sono pari a: TIM S.p.A.:
233,5 k€ (OpEx ); TIM S.A.: 340 k€ (OpEx) e 96,2 k€ (CapEx).
Tali risorse sono state destinate principalmente al mantenimento del Sistema di Gestione Anticorruzione, alle verifiche di
sorveglianza per la certificazione ISO 37001, alle attività di monitoraggio e controllo, nonché allo sviluppo e aggiornamento degli
strumenti a supporto della prevenzione e gestione dei rischi di corruzione.
Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001
TIM ha proseguito l’aggiornamento del proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001
quale presidio strutturato per la prevenzione dei reati aziendali, inclusi quelli rilevanti ai fini della corruzione, della compliance
normativa e della sicurezza informatica.
Nel 2025, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la versione 7.5 del Modello, recependo le principali novità normative
intervenute in materia di cybersicurezza nazionale e reati informatici (L.28 giugno 2024, n.90), accise (D.Lgs. 26 settembre
2024, n.141), impiego di cittadini stranieri irregolari (L.9 dicembre 2024, n.187), nonché le modifiche introdotte dalla L. 9 agosto
2024, n.114 (c.d. “Legge Nordio”) e dalla L. 8 agosto 2024, n. 112.
Il Modello è adottato da TIM S.p.A. in qualità di società Capogruppo e dalle principali società controllate del Gruppo, coprendo
tutte le funzioni aziendali e integrandosi con il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.
Nel 2025, per TIM S.p.A., gli oneri operativi (OpEx) sostenuti per l’aggiornamento e la gestione del Modello sono pari a 52,4 k€.
Tax Control Framework
TIM ha adottato un Tax Control Framework (TCF), ossia un sistema strutturato di governance e controllo interno dei rischi
fiscali, finalizzato alla loro identificazione, gestione e monitoraggio, nonché ad assicurare il rispetto della normativa tributaria e
a prevenire irregolarità o frodi con potenziali impatti fiscali, reputazionali e patrimoniali.
Dal 2017 la Società è ammessa al regime di Adempimento Collaborativo (“Cooperative Compliance”) con l’Agenzia delle
Entrate. In tale ambito, in coerenza con il “Codice di Condotta” previsto per le società aderenti al regime, TIM adotta un
approccio prudente e trasparente nell’interpretazione delle norme fiscali, mantenendo un dialogo costante con
l’Amministrazione finanziaria al fine di prevenire e risolvere in via anticipata eventuali incertezze interpretative.
Il framework prevede processi di monitoraggio interno volti ad assicurare la corretta applicazione delle disposizioni tributarie e
include un reporting annuale al Consiglio di Amministrazione e all’Agenzia delle Entrate sulle attività svolte e sulle
interlocuzioni intervenute. Il sistema coinvolge le funzioni finanziarie e amministrative, nonché tutte le strutture aziendali che
operano in processi fiscalmente rilevanti.
Sensibilizzazione e presidio operativo dei rischi fiscali
La funzione Tax Office svolge un’attività continuativa di supporto e presidio nei confronti delle strutture aziendali coinvolte in
processi fiscalmente rilevanti, inclusi quelli finanziari, al fine di assicurare la corretta applicazione della normativa tributaria e
prevenire rischi di non conformità.
Tale attività si inserisce nell’ambito del Tax Control Framework e contribuisce a rafforzare la consapevolezza interna sui rischi
fiscali, promuovendo comportamenti coerenti con il quadro normativo vigente e con i principi di trasparenza adottati dalla
Società.
1b. Tutela e protezione degli informatori
Nel corso del 2025, TIM S.p.A. e le società controllate incluse nel perimetro Domestic hanno proseguito le attività volte a
promuovere la tutela degli informatori attraverso iniziative di informazione e formazione rivolte all’intera popolazione aziendale,
con particolare attenzione alle funzioni maggiormente coinvolte nella gestione delle segnalazioni. Le attività hanno riguardato la
diffusione della Procedura Whistleblowing, le modalità di utilizzo dei canali di segnalazione e le tutele previste per i segnalanti,
inclusi il divieto di ritorsione e le misure di riservatezza.
La disciplina del sistema di segnalazione e delle relative modalità operative è descritta nei paragrafi S1-3 "Processi di
coinvolgimento della forza lavoro propria e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti" e S1-17 "Incidenti, denunce e
impatti gravi in materia di diritti umani" del presente documento, cui si rinvia. La Policy e le informazioni sulle modalità di gestione
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
249
e trattamento delle segnalazioni sono rese disponibili tramite i portali aziendali, la intranet e il sito internet della Capogruppo e
delle società controllate.
1c. Governance e adozione responsabile dell’Intelligenza Artificiale
Nel corso del 2025 il Gruppo TIM ha proseguito l’attuazione del modello di governance per l’adozione responsabile dell’Intelligenza
Artificiale, al fine di garantire uno sviluppo coerente con i principi etici, normativi e di sostenibilità e di mitigare i rischi connessi a un
utilizzo non controllato o non omogeneo delle tecnologie AI.
Governance operativa dei progetti di Intelligenza Artificiale
Nel corso del 2025 il Gruppo TIM ha consolidato il modello di governance per l’adozione responsabile dell’Intelligenza Artificiale
attraverso uno Steering Committee dedicato ai temi digitali e tecnologici. Lo Steering assicura il coordinamento cross
funzionale dei programmi che prevedono l’utilizzo di soluzioni AI, garantendo la coerenza con la strategia del Gruppo,
l’allineamento alle Artificial Intelligence Guidelline e il presidio dei rischi connessi all’adozione delle tecnologie emergenti. Il
Comitato monitora l’avanzamento dei progetti, valuta i potenziali impatti reputazionali, normativi e operativi e promuove un
utilizzo dell’AI coerente con i principi di centralità della persona, trasparenza, protezione dei dati e sostenibilità.
Adozione delle Artificial Intelligence Guidelline di Gruppo
Nel corso del 2025 il Gruppo TIM ha dato attuazione alle Artificial Intelligence Guidelline di Gruppo, integrandone
progressivamente i principi nei processi di valutazione e sviluppo dei progetti AI nelle principali aree di attività (servizi ai clienti,
rete, Operation e funzioni centrali).
L’applicazione operativa delle Guidelline è stata integrata nel sistema di controllo interno e nei meccanismi di governance dei
progetti digitali, contribuendo a mitigare il rischio di adozioni non coerenti con i principi etici e normativi e di disallineamento
rispetto al contesto competitivo e regolatorio.
Partecipazione ad iniziative di Responsible AI
TIM partecipa a iniziative e tavoli di lavoro sulla Responsible AI promossi da associazioni di settore, tra cui la GSMA, al fine di
contribuire alla definizione di standard condivisi per un utilizzo responsabile dell’AI nelle telecomunicazioni e recepire
tempestivamente le evoluzioni regolatorie e tecnologiche, riducendo il rischio di rimanere indietro rispetto ai principali trend
evolutivi del settore e rafforzando il proprio posizionamento reputazionale.
2.Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamento
Nel corso del 2025, TIM ha proseguito l’attuazione di prassi strutturate di gestione dei rapporti con i fornitori, disciplinando nei
contratti termini di pagamento standard differenziati per gruppi merceologici e assicurando il monitoraggio del rispetto delle
scadenze pattuite. Le condizioni contrattuali prevedono, in via generale, termini non superiori a 120 giorni dalla data di emissione
della fattura, convenzionalmente fissata all’ultimo giorno del mese, salvo specifiche previsioni contenute in accordi quadro o
clausole particolari.
Il Gruppo mette inoltre a disposizione dei fornitori programmi di reverse factoring su base volontaria, che consentono
l’anticipazione dell’incasso dei crediti tramite istituti bancari convenzionati ovvero il pagamento secondo la naturale scadenza
contrattuale. Eventuali contestazioni relative a richieste di pagamento sono gestite attraverso procedure strutturate di verifica e
confronto con i fornitori, al fine di accertare la corretta esecuzione delle obbligazioni contrattuali.
Il dettaglio dei termini medi di pagamento, dei programmi finanziari e dei contenziosi pendenti è riportato nell’obbligo di
informativa G1-6 "Prassi di pagamento".
In riferimento all'Obbligo di informativa G1-1 "Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese" (MDR-A) le spese
complessive rilevate ammontano per BU Domestic a 285,9 k€ (OpEx) e per TIM S.A. a 340 k€ (OpEx) e a 96,2 k€ (CapEx).
Obbligo di informativa G1-2 - Gestione dei rapporti con i fornitori
I numeri della supply chain
[14]; [15 a, b]
Nel 2025 il Gruppo TIM si è avvalso di una rete di fornitori ampia e diversificata, a presidio delle principali categorie di spesa
strategica, tra cui infrastrutture di rete, apparati tecnologici, servizi IT, servizi professionali, energia e servizi operativi.
Complessivamente, il Gruppo ha effettuato 123.635 atti di acquisto per un valore superiore a 5,3 miliardi di euro, a conferma della
rilevanza economica della catena di approvvigionamento nell’ambito del modello operativo aziendale.
Di seguito si riporta una tabella riassuntiva con i principali numeri della supply chain - Gruppo TIM:
1 I dati si riferiscono alla quota parte del perimetro BU Domestic presidiato dalla Direzione Procurement del Gruppo e includono gli acquisti effettuati per TIM S.p.A.;
Telecontact Center S.p.A.; Telecom Italia Sparkle S.p.A.; TI Sparkle Turchia; Olivetti S.p.A. e Noovle S.p.A.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
250
Totale Fornitori attivi (Tier 1)(1)
u.m.
2025
Gruppo
n.
2.586
ITA
n.
1.937
BRA
n.
649
Nuovi Fornitori acquisiti nell'anno
u.m.
2025
Gruppo
n.
267
ITA
n.
123
BRA
n.
144
Atti di acquisto (per competenza nell'anno)
u.m.
2025
Gruppo
n.
123.635
ITA
n.
12.737
BRA
n.
110.898
Valore degli acquisti (ordinato)(2)
u.m.
2025
Gruppo
Mln€
5.318
ITA
Mln€
4.024
BRA
Mln€
1.294
(1) fornitori con ordinato e prevista consegna nell'anno.
(2) Acquisti effettuati dalla Funzione Procurement per TIM S.p.A., Telecontact Center S.p.A., Telecom Italia Sparkle S.p.A., TI Sparkle Turchia, Olivetti S.p.A. e Noovle S.p.A.
Di seguito si riporta una tabella con i principali numeri 1 della supply chain - BU Domestic:
Composizione Fornitori e atti di acquisto
u.m.
2025
2024
Totale Fornitori attivi (Tier 1)(1)
n.
1.937
1.844
di cui significativi(2)
n.
566
745
Nuovi fornitori acquisiti nell'anno
n.
123
136
Atti di acquisto (per competenza nell'anno)
n.
12.737
12.238
Valore degli acquisti (ordinato)(3)
Mln€
4.024
4.043
Assessment Fornitori
u.m.
2025
2024
Fornitori sottoposti ad assessment desk e on site
n.
768
694
di cui significativi
%
39
39
Fornitori valutati con impatti negativi effettivi/potenziali
n.
344
137
Valutazione ESG continua dei fornitori
u.m.
2025
2024
Fornitori iscritti all'Albo TIM caricati su Open-es(4)
n.
4.527
4.039
di cui registrati su Open-es
n.
1.400
1.282
Fornitori attivi iscritti all'Albo TIM
n.
1.937
1.844
di cui registrati su Open-es
n.
580
513
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
251
Audit presso fornitori
u.m.
2025
2024
Audit condotti dal JAC(5)
n.
151
150
Audit condotti da TIM per il JAC
n.
4
11
(1) Fornitori con ordinato e prevista consegna nell'anno.
(2) Fornitori con ordinato ≥ 500.000€ o a rischio sostenibilità con ordinato ≥ 250.000€. Il rischio sostenibilità è correlato al contesto geografico di provenienza, al settore e
al tipo di bene /servizio fornito.
(3) Acquisti effettuati dalla Funzione Procurement per TIM S.p.A., Telecontact Center S.p.A., Telecom Italia Sparkle S.p.A., TI Sparkle Turkey, Olivetti S.p.A. e Noovle S.p.A.
(4) Piattaforma digitale collaborativa che aiuta le aziende a misurare, migliorare e condividere le proprie performance di sostenibilità (ESG).
(5) Joint Alliance for CSR (JAC), iniziativa internazionale tra operatori di telecomunicazioni finalizzata alla verifica delle condizioni di responsabilità sociale nei siti produttivi
dei principali fornitori del settore.
A fine esercizio, i fornitori attivi per BU Domestic sono 1.937, con un incremento del 5% rispetto al 2024, con una distribuzione
geografica concentrata prevalentemente in Italia e nei paesi UE (95%) e per il 5% in Paesi extra-UE. La spesa risulta concentrata
per circa il 54% su 20 grandi aziende, e successivamente distribuita su una base più ampia di fornitori di minori dimensioni.
Nel 2025 si registra inoltre un’intensificazione delle attività di verifica lungo la supply chain: i fornitori sottoposti a valutazione
documentale o in loco aumentano dell’11% rispetto al 2024. Le verifiche comprendono sia le attività svolte in fase di qualificazione
per l’iscrizione all’Albo fornitori, sia i controlli relativi ai fornitori iscritti alla piattaforma Open-es e quelli oggetto di audit nell’ambito
dell’iniziativa JAC.
Il rafforzamento dei presìdi di monitoraggio ESG ha comportato un aumento del numero di fornitori per i quali sono stati rilevati
impatti negativi effettivi o potenziali (344 nel 2025 rispetto a 137 nel 2024). Tale incremento è riconducibile principalmente
all’estensione e alla maggiore sistematicità delle attività di controllo e ha comportato l’attivazione di specifici piani di
miglioramento, in coerenza con l’approccio di due diligence del Gruppo.
L'approccio ESG nella catena di approvvigionamento
Il Gruppo TIM promuove un approccio strutturato e integrato alla sostenibilità lungo la catena di fornitura, con l’obiettivo di
prevenire e mitigare impatti negativi ambientali, sociali e di governance e contribuire al raggiungimento dei target climatici e sociali
del Gruppo, incluse le emissioni Scope 3 associate ai beni e servizi acquistati. In tale ambito, TIM integra criteri ESG nei processi di
approvvigionamento per promuovere il coinvolgimento attivo dei fornitori sui temi ambientali e sociali e incoraggiare il
miglioramento continuo delle relative performance.
La "Policy di Acquisto prodotti e servizi" del Gruppo TIM definisce i principi e le regole che disciplinano il processo di
approvvigionamento, integrando criteri ESG in tutte le fasi del ciclo di vita del rapporto con il fornitore.
La Policy disciplina altresì i meccanismi di pagamento, che avvengono esclusivamente a seguito del completamento della
prestazione o della consegna dei beni/servizi. Ogni funzione aziendale utilizzatrice registra l’entrata merci nel sistema SAP con
riferimento all’ordine di acquisto che formalizza l’accettazione della fornitura e autorizza l’emissione della fattura, successivamente
verificata dalla Funzione Accounting Operations della Direzione Chief Financial Office prima dell’avvio dell’iter di pagamento
secondo le tempistiche contrattuali.
Per garantire la continuità della catena di approvvigionamento, TIM adotta misure di diversificazione delle forniture, monitoraggio
continuo dei fornitori, piani di audit ed emergenza, procedure di continuità operativa, pratiche di acquisto responsabile e
programmi di formazione dedicati. La Società stimola inoltre i fornitori verso un approccio sostenibile proattivo e al miglioramento
continuo delle performance ESG.
Il Gruppo promuove inoltre soluzioni che consentano riduzioni delle emissioni di gas serra nella catena di approvvigionamento,
volte a mitigare le emissioni indirette associate ai beni e servizi acquistati. In parallelo, collabora con fornitori e partner per
l’abbattimento del rischio di incidenti di sicurezza nelle attività svolte, con l’obiettivo di ridurne progressivamente l’incidenza, e
promuove pratiche di lavoro eque e non discriminatorie lungo l’intera catena del valore.
In materia di diritti umani, il Gruppo promuove il rispetto dei principi fondamentali lungo l’intera catena del valore, richiedendo ai
fornitori comportamenti coerenti con "il Codice Etico" e con la "Policy sui Diritti Umani". TIM favorisce pratiche di lavoro eque e non
discriminatorie e promuove condizioni adeguate di salute e sicurezza lungo la filiera.
Il rispetto di tali principi è oggetto di monitoraggio attraverso audit presso i fornitori rilevanti, con particolare attenzione ai contesti
geografici caratterizzati da significativo rischio socio-ambientale. Il Gruppo garantisce inoltre la disponibilità di meccanismi di
segnalazione riservata, estendendo ai fornitori l’accesso ai canali di Whistleblowing previsti dal Codice Etico, quali strumenti di
prevenzione e gestione di eventuali comportamenti non conformi.
In coerenza con i principi definiti dalla Policy, l’integrazione dei criteri ESG avviene in modo sistematico lungo tutte le fasi del
processo di approvvigionamento:
Qualificazione precontrattuale
TIM adotta un approccio risk-based volto a identificare e presidiare i fornitori maggiormente esposti a rischi ESG, assicurando
che l’accesso e il mantenimento nell’Albo fornitori siano subordinati alla verifica di requisiti economico-finanziari, tecnici,
organizzativi e di sostenibilità.
In ambito Domestic, i fornitori sono considerati a rischio ESG quando operano in aree geografiche caratterizzate da un elevato
livello di rischio socio-ambientale — quali Asia, Centro e Sud America, Nord Africa ed Europa dell’Est — e presentano un
ordinato pari o superiore a 250 mila euro; più in generale rientrano in tale perimetro tutti i fornitori con un ordinato pari o
superiore a 500 mila euro, indipendentemente dall’area geografica.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
252
Per tali fornitori è prevista la compilazione di un questionario ESG strutturato, composto da oltre 30 domande relative ad
aspetti ambientali, sociali e di governance, nonché la verifica del possesso di specifiche certificazioni, tra cui: SA8000 o
standard equivalenti in materia di responsabilità sociale; ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro; ISO 37001 per la
prevenzione della corruzione; ISO 30415 in materia di Diversity & Inclusion. L’accesso e il mantenimento nell’Albo fornitori sono
subordinati al superamento di una soglia minima di conformità pari al 40% delle risposte positive al questionario, vincolante ai
fini della qualificazione.
Nel 2025 nell’ambito Domestic sono stati qualificati circa 300 fornitori e oltre il 35% è stato sottoposto a valutazione socio-
ambientale. Il 100% dei nuovi fornitori qualificati ha sottoscritto il "Codice Etico e di Condotta", anche per conto di
subappaltatori e collaboratori. In Brasile, TIM S.A. applica un processo di qualificazione socio-ambientale integrato: nel 2025
sono stati valutati 354 fornitori, di cui 251 approvati e 103 esclusi in fase di qualifica.
Gare e negoziazioni
Gli aspetti ESG sono integrati, in funzione della tipologia di acquisto e della rilevanza dell’impatto, nella “busta di sostenibilità”,
alla quale può essere attribuito un peso fino al 10% nella valutazione complessiva dell’offerta. La busta si basa su una checklist
composta da un massimo di 30 parametri ambientali, applicati, ove pertinente, ai prodotti e ai servizi oggetto di gara, con
l’obiettivo di orientare le scelte di approvvigionamento verso soluzioni a minore impatto ambientale. Nel 2025 sono state
utilizzate circa 40 buste di sostenibilità.
Esecuzione del contratto
Sono effettuate verifiche periodiche volte ad accertare la conformità dei fornitori agli impegni ESG assunti, con particolare
attenzione alle performance ambientali. Gli esiti delle verifiche confluiscono nell’indice di Vendor Rating e possono determinare
la rimodulazione degli ordini, limitazioni alla partecipazione alle gare, la revisione del processo di qualificazione, l’applicazione
di misure contrattuali correttive e, ove necessario, l’attivazione di specifici piani di miglioramento (Corrective Action Plan –
CAP).
Nel 2025, in BU Domestic, 768 fornitori sono stati sottoposti ad audit di seconda parte, con verifiche sui requisiti ambientali e
sulla salute e sicurezza sul lavoro; in presenza di non conformità sono stati definiti CAP con tempistiche concordate, a
conferma dell’approccio strutturato di monitoraggio e miglioramento continuo adottato dal Gruppo.
Anche TIM S.A. svolge, inoltre, audit di seconda parte su base campionaria. Nel 2025, 26 fornitori sono stati sottoposti ad audit
con verifiche sui requisiti ambientali e sulla salute e sicurezza sul lavoro; per i casi di non conformità sono stati definiti specifici
piani di azione, a conferma dell’impegno del Gruppo verso il miglioramento continuo, la mitigazione dei rischi e la conformità
normativa.
Monitoraggio e valutazione delle performance ESG
Il monitoraggio delle performance ESG dei fornitori è supportato dall’alleanza Open-es, di cui TIM è value chain partner dal
2022. Attraverso la piattaforma sviluppata nell’ambito dell’iniziativa viene effettuato l’assessment delle performance ESG dei
fornitori, con l’obiettivo di accrescere la trasparenza, rafforzare il presidio sui temi ambientali e promuovere il miglioramento
continuo lungo la filiera.
La piattaforma consente inoltre di svolgere attività di formazione, condividere best practice e promuovere momenti strutturati
di confronto con i partner commerciali. Al 31 dicembre 2025 i fornitori TIM profilati sulla piattaforma sono oltre 1.400, con un
incremento dell’8% rispetto al 2024, superiore all’obiettivo di crescita annua delle adesioni fissato al 5%. I fornitori sono inoltre
coinvolti tramite workshop e seminari ESG dedicati (OpEx 143 k€).
TIM partecipa inoltre alla Joint Alliance for CSR (JAC), iniziativa internazionale tra operatori di telecomunicazioni finalizzata alla
verifica delle condizioni di responsabilità sociale nei siti produttivi dei principali fornitori del settore. Nel 2025, attraverso la JAC,
sono stati condotti 151 audit che hanno rilevato complessivamente 794 non conformità; TIM ha inoltre realizzato direttamente
4 audit on-site (OpEx 60k€).
In presenza di rilievi vengono definiti piani di azione correttivi (CAP), monitorati nel tempo fino alla loro chiusura secondo
tempistiche concordate con i fornitori.
Le spese complessive rilevabili per le azioni descritte nell’obbligo di informativa G1-2 ammontano per BU Domestic a 203 k€ (OpEx).
Obbligo di informativa G1-3 - Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva
[18 a,b,c ]; [20]; [21 a,b,c]
In attuazione dei presìdi di condotta d’impresa, il Gruppo TIM ha adottato un sistema strutturato di prevenzione, individuazione e
gestione dei rischi di corruzione attiva e passiva, fondato su un insieme integrato di strumenti organizzativi, procedurali e di
controllo.
Per prevenire, identificare e gestire i rischi di corruzione, TIM S.p.A. ha adottato un Sistema di Gestione Anticorruzione (SGA)
conforme allo standard UNI ISO 37001:2016, applicabile alla Società, ai membri degli organi sociali, ai dipendenti e ai collaboratori.
La certificazione, ottenuta nel 2019, è stata riconfermata a seguito delle verifiche di sorveglianza annuali con esito positivo fino al
2028. Le società controllate sono tenute a adottare il SGA o presìdi equivalenti in misura proporzionata ai rischi cui risultano
esposte. Tra queste risultano certificate secondo lo standard ISO 37001 TIM S.A. (15 marzo 2021), Olivetti S.p.A. (11 maggio 2022), TI
Trust Technologies S.r.l. (6 giugno 2022), Telecontact Center S.p.A. (21 luglio 2022) e Telecom Italia Sparkle S.p.A. (15 dicembre
2023).
La "Policy Anticorruzione" di Gruppo costituisce parte integrante del SGA e definisce il quadro di riferimento e le regole di
comportamento per la prevenzione della corruzione. Annualmente TIM definisce un piano di verifica e monitoraggio del Sistema,
sottoposto alla valutazione dell’Ente Certificatore esterno ai fini del mantenimento della certificazione.
Il Sistema si fonda su un processo strutturato di Anti-Corruption Risk Assessment che identifica e valuta i principali rischi di
corruzione e i controlli implementati per mitigarli. L’analisi considera fattori quali l’ubicazione e i settori di attività, la natura e la
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
253
complessità delle operazioni, i soggetti terzi coinvolti e le relazioni intrattenute. Vengono così identificati i rischi prevedibili di
corruzione, mappati i processi a rischio, documentate le metodologie utilizzate e viene valutata l’adeguatezza e l’efficacia dei
controlli esistenti, aggiornando la valutazione sia periodicamente sia in caso di cambiamenti significativi.
Per identificare le funzioni, i ruoli e le relazioni maggiormente esposte al rischio di corruzione si adotta un approccio risk-based. In
particolare sono individuate le “Risorse in Posizione Rilevante”, ossia figure che, per ruolo o responsabilità, intrattengono rapporti
con terze parti, incluse controparti pubbliche o private diverse da persone fisiche in qualità di clienti o utilizzatori finali dei prodotti e
servizi TIM. Rientrano tra queste i responsabili di primo livello di funzione, i responsabili di secondo livello titolari di procura
aziendale e i responsabili di terzo e quarto livello con responsabilità formalizzate in organigramma e titolari di procura, individuati
anche sulla base degli esiti delle attività di due diligence interne.
Sono poi considerate anche le principali aree aziendali a rischio di corruzione, tra cui approvvigionamenti, investimenti, bilancio,
vendite, logistica, risorse umane, finanza e fiscale, nonché l’area di controllo e governance, con particolare riferimento alla gestione
di omaggi e spese di rappresentanza, sponsorizzazioni e liberalità, rapporti con istituzioni e autorità, autorizzazioni e concessioni,
procedimenti giudiziali e arbitrali, salute e sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e operazioni del vertice aziendale.
L’approccio risk-based considera infine le terze parti potenzialmente esposte. In tale ambito sono distinti i “Rapporti Rilevanti”, in
funzione della natura del rapporto (enti pubblici, clienti, fornitori ed enti privati), e le “Terze Parti Rilevanti”, individuate sulla base
delle caratteristiche della controparte e del livello di esposizione al rischio. Tra queste rientrano beneficiari di sponsorizzazioni o
contribuzioni, consulenti, mediatori, business partner, collaboratori esterni, fornitori di beni e servizi, controparti in operazioni
straordinarie, partner in joint venture e candidati all’assunzione, valutati anche sotto il profilo reputazionale e dei potenziali conflitti
di interesse.
A supporto del presidio delle relazioni con terze parti, la Società ha implementato un sistema informatico dedicato alla valutazione
del rischio delle Terze Parti, operativo per fornitori e partner commerciali della rete di vendita indiretta, attraverso attività di Anti-
Corruption Due Diligence. Il Comitato Controllo e Rischi è coinvolto nel processo di identificazione e valutazione dei rischi, inclusi
quelli di corruzione, nonché nel monitoraggio continuo dei relativi presidi di mitigazione, esercitando altresì un ruolo di supervisione
sull’adeguatezza e sull’efficacia complessiva del Sistema in raccordo con il Consiglio di Amministrazione.
A valle dell’identificazione e valutazione dei rischi, il Sistema di Gestione Anticorruzione è attuato attraverso presìdi di controllo e
monitoraggio, meccanismi di segnalazione e gestione delle evidenze, flussi strutturati di reporting agli organi di governance e
iniziative di diffusione e formazione rivolte a dipendenti e terze parti.
Le segnalazioni relative a possibili casi di corruzione attiva o passiva sono ricevute dall’Organismo di Vigilanza di TIM o
dall’Organismo di Vigilanza della società del Gruppo interessata. L’Organismo di Vigilanza, con il supporto della Funzione Audit,
svolge le attività istruttorie operando in posizione di indipendenza rispetto al management delle aree oggetto di verifica. Al termine
dell’istruttoria, la Direzione Audit informa l’Organismo di Vigilanza sugli esiti delle verifiche e, ove emergano elementi riconducibili a
sospette frodi con potenziali impatti in materia di anticorruzione, ne dà comunicazione anche alla Direzione Compliance. Qualora
siano rilevate criticità, il management delle aree o dei processi interessati definisce un piano di azioni correttive, ne assicura
l’attuazione nei tempi stabiliti e comunica lo stato di avanzamento alla Direzione Audit. L’Organismo di Vigilanza ne monitora
l’effettiva implementazione.
In parallelo, il presidio del Sistema è supportato da flussi periodici di reporting e supervisione. La Direzione Compliance fornisce
periodicamente al Comitato per il Controllo e i Rischi report informativi relativi alle attività svolte in materia di prevenzione della
corruzione; con riferimento al SGA, tali report includono i risultati delle attività di monitoraggio e controllo, gli esiti della valutazione
del rischio di integrità, aggiornamenti su miglioramenti e non conformità rilevate, nonché informazioni derivanti dai processi di due
diligence. Il CCR esamina nel tempo l’adeguatezza e l’efficacia del Sistema sulla base delle informazioni ricevute e relaziona
annualmente al Consiglio di Amministrazione in merito alle proprie valutazioni.
Nell’ambito del SGA, TIM SpA ha adottato specifici presìdi preventivi volti a rafforzare il controllo sui ruoli maggiormente esposti al
rischio di corruzione e a promuovere la diffusione della cultura dell’integrità attraverso attività strutturate di due diligence,
formazione e comunicazione.
In particolare, la "Policy Anticorruzione" prevede lo svolgimento di verifiche di due diligence nei confronti delle risorse che ricoprono
o sono destinate a ricoprire “Posizioni Rilevanti”, ossia ruoli con livello di rischio non basso secondo le Linee Guida interne. Le
verifiche comprendono la valutazione della reputazione e dell’affidabilità, l’analisi di eventuali conflitti di interesse (inclusi interessi
economici o finanziari in attività di Terze Parti), l’esistenza di rapporti con la Pubblica Amministrazione, la posizione organizzativa, il
conferimento di deleghe o procure e la partecipazione a iniziative formative in materia di anticorruzione, Modello 231 e Codice
Etico.
La promozione della cultura dell’integrità è sostenuta da attività formative strutturate. Nell’ambito del Piano attività della
Direzione Compliance, approvato dal Consiglio di Amministrazione, sono previste iniziative differenziate per destinatari, incluse
campagne di sensibilizzazione estese all’intera popolazione aziendale e programmi dedicati a funzioni a rischio e neoassunti.
Il 100% delle funzioni identificate a rischio è coperto dai programmi di formazione anticorruzione. Nel 2025 sono state erogate oltre
31.000 ore di formazione in materia di Governance, Etica e Anticorruzione, inclusi moduli e-learning sui temi di anticorruzione e
operazioni con parti correlate, comprensivi di simulazioni di casi reali e questionari finali di verifica dell’apprendimento. È stato
inoltre reso disponibile a tutta la popolazione aziendale un corso e-learning specifico su anticorruzione e ISO 37001 mentre non
sono state realizzate iniziative di induction dedicate agli organi di amministrazione, direzione e controllo.
Al fine di assicurare la diffusione e l’accessibilità dei presìdi anticorruzione verso stakeholder interni ed esterni, la "Policy
Anticorruzione", il "Codice Etico e di Condotta", "il Modello 231" e il Manifesto sull’Anticorruzione sono pubblicati sul sito
istituzionale, sulla intranet aziendale e sul portale fornitori. Nei contratti con partner commerciali è prevista una specifica clausola
anticorruzione che richiede l’impegno al rispetto di tali documenti; i Buoni d’Ordine sono emessi con clausola di accettazione. Dal
2023 è inoltre disponibile una video-intervista dedicata ai principali presìdi di integrità rivolta alle terze parti; nel 2025 tale
contenuto è stato fruito da 117 partner commerciali.
In Brasile, TIM S.A. adotta un processo di Corporate Risk Management (ERM) in conformità alla Corporate Risk Management Policy,
volto a identificare e gestire i rischi che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Nell’ambito di tale
sistema, la funzione Risk & Compliance, che riporta direttamente al Consiglio di Amministrazione, effettua annualmente la
valutazione delle attività sensibili, assicurandone la correlazione ai processi rilevanti, alle funzioni responsabili, agli stakeholder
coinvolti, agli scenari di rischio e ai controlli mappati.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
254
Attraverso l’Anti-Corruption Risk Assessment annuale, TIM S.A. identifica rapporti, ruoli, attività e terze parti con esposizione medio-
alta al rischio di corruzione, individuando attività sensibili quali accordi e contratti, autorizzazioni e licenze, rapporti con funzionari
pubblici e istituzioni, sponsorizzazioni, donazioni, acquisti e vendite di beni e servizi, assunzioni, gestione degli incentivi della
retribuzione variabile, attività in materia di salute, sicurezza e ambiente, investimenti e rapporti con partner commerciali. L’esito
dell’assessment costituisce la base per la definizione delle priorità di monitoraggio e delle eventuali azioni correttive.
Nel ciclo di monitoraggio 2025 sono stati sottoposti a verifica tre flussi di attività considerati a rischio, senza rilevare casi di
corruzione o concussione.
Il presidio del sistema è inoltre supportato da un flusso strutturato di reporting agli organi di governance. In TIM S.A., la Direzione
Risk & Compliance fornisce periodicamente al Consiglio di Amministrazione report informativi sulle attività svolte in ambito
anticorruzione. Tali report comprendono indicatori chiave di performance relativi al Sistema di Gestione Anticorruzione (ISO 37001),
i risultati delle attività di monitoraggio e delle valutazioni dei rischi di integrità, aggiornamenti su miglioramenti e non conformità,
nonché informazioni derivanti dai processi di due diligence, dal Canale Etico (Ethics Hotline) e dalle operazioni con parti correlate. Il
processo di reporting consente al Consiglio di Amministrazione di svolgere le proprie attività di supervisione sull’efficacia del
Sistema di Gestione Anticorruzione.
In TIM S.A., le tematiche di integrità e anticorruzione sono presidiate nell’ambito del Programma Anticorruzione, parte integrante
del Programma di Integrità, che combina iniziative di comunicazione e formazione con strumenti di prevenzione e monitoraggio. Il
sistema prevede il controllo continuo delle aree esposte al rischio di corruzione mediante la valutazione dei controlli interni,
l’aggiornamento della matrice dei rischi e l’attuazione di piani di azione correttivi. Le aree sensibili comprendono, tra l’altro, la
gestione di accordi, permessi e licenze, l’acquisto di beni e servizi, la ricezione o offerta di omaggi e inviti, le spese di
rappresentanza, le donazioni a enti non profit, i finanziamenti e i prestiti, le operazioni del top management, i pagamenti manuali o
in valuta estera, le operazioni su partecipazioni e beni, la costituzione di società e le sponsorizzazioni commerciali e istituzionali.
La diffusione della cultura dell’integrità è assicurata attraverso programmi formativi strutturati rivolti all’intera organizzazione. Nel
corso dell’anno, 3.967 dipendenti hanno partecipato a percorsi formativi in materia di politiche e procedure di integrità e
anticorruzione — inclusi presìdi anticorruzione, Codice Etico e governance — completando i corsi e le relative valutazioni
obbligatorie fin dall’ingresso in azienda. Le iniziative formative hanno coinvolto l’intera organizzazione, assicurando la copertura
completa delle funzioni identificate a rischio, e hanno interessato il 100% dei membri degli organi di governo societario, informati
sui presìdi e sulle procedure anticorruzione.
La promozione delle pratiche anticorruzione, della trasparenza contabile e del rispetto delle norme in materia di concorrenza
avviene attraverso attività formative annuali rivolte a dipendenti e terze parti, nonché mediante la messa a disposizione di linee
guida e documentazione attraverso i canali aziendali ufficiali, inclusi intranet, sito istituzionale, comunicazioni formali e
documentazione contrattuale.
Metriche e obiettivi
Obbligo di informativa G1-4 - Casi di corruzione attiva o passiva
[24 a, b]
Nel 2025, analogamente al precedente esercizio, non sono stati accertati casi di corruzione attiva o passiva riferibili a TIM S.p.A. o
alle società del Gruppo incluse nel perimetro di rendicontazione. Nel corso dell’esercizio è proseguito il monitoraggio delle iniziative
connesse a un procedimento relativo a un presunto caso di corruzione tra privati riguardante un ex dirigente della Società, emerso
nel 2024.
Con riferimento a TIM S.A., nel 2025 non sono state irrogate condanne né sanzioni pecuniarie per violazioni della normativa in
materia di corruzione attiva o passiva.
Obbligo di informativa G1-6 - Prassi di pagamento
[33 a ,b ,c, d]
In coerenza con le procedure aziendali, il Gruppo TIM definisce nei contratti con i propri fornitori termini di pagamento standard
differenziati per gruppi merceologici.
Nel perimetro Domestic, la funzione Acquisti della Capogruppo definisce linee guida e condizioni contrattuali standard applicabili ai
rapporti con i fornitori; le singole società operano in coerenza con tali indirizzi, nel rispetto delle rispettive autonomie gestionali.
Le condizioni prevedono, in via generale, termini non superiori a 120 giorni dalla data di emissione della fattura, convenzionalmente
fissata all’ultimo giorno del mese. Possono essere previste condizioni differenti in presenza, ad esempio, di accordi quadro o
specifiche clausole contrattuali. I pagamenti sono effettuati nei termini pattuiti, salvo casi residuali e non significativi riconducibili a
fatture oggetto di contestazione o a sospensione del benestare al pagamento.
I giorni medi di pagamento rappresentano il tempo medio intercorrente tra la data della fattura e il pagamento effettivo da parte
di TIM. Il dato è calcolato tenendo conto del valore delle singole fatture, così da riflettere in modo proporzionale il peso dei diversi
importi, e distinguendo tra debiti oggetto di accordi finanziari e debiti non oggetto di accordi.
Per TIM S.p.A., il 100% dei pagamenti sono stati effettuati nei termini standard fissati. Infatti, i giorni medi dalla data della fattura
sono pari a:
113 giorni per i debiti oggetto di accordi finanziari;
100 giorni per quelli non oggetto di accordi;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Condotta delle imprese
255
media complessiva pari a 103 giorni.
Sono messi a disposizione dei fornitori programmi di reverse factoring, che consentono, su base volontaria, di anticipare l’incasso
dei crediti tramite istituti bancari convenzionati oppure di attendere la naturale scadenza contrattuale originaria per il pagamento
dell’importo dovuto.
Nel 2025 risultano pendenti 6 contenziosi con fornitori per presunto mancato pagamento, per un valore complessivo di 13.206.864
euro. Tali contenziosi riguardano richieste di pagamento oggetto di contestazione da parte della Società, in relazione alla
sussistenza del credito e/o al mancato o parziale adempimento delle obbligazioni contrattuali da parte dei fornitori.
Per TIM S.A. i giorni medi di pagamento risultano pari a 42 giorni e non si registrano contenziosi della medesima natura.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Attestazione della rendicontazione di sostenibilità
256
Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi
dell'art .81 - ter del Regolamento Consob n.11971 del 14
maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni
I sottoscritti Pietro Labriola, in qualità di Amministratore Delegato di TIM S.p.A. e Maria Enrica Danese, in qualità di Dirigente
Preposto alla Rendicontazione di Sostenibilità di TIM S.p.A., attestano, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo
24 febbraio 1998, n. 58, che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta:
conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125;
con le specifiche adottate a norma dell’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 18 giugno 2020.
11 marzo 2026
Firme_Bilancio 2025.png
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Relazione della società di revisione
257
Relazione della società di revisione sulla
Rendicontazione di Sostenibilità
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Relazione della società di revisione
258
Relazione della società di revisione indipendente sull’esame limitato della
rendicontazione consolidata di sostenibilità ai sensi dell’art. 14-bis del D.Lgs. 
27 gennaio 2010, n. 39
Agli Azionisti della
TIM S.p.A.
Conclusioni
Ai sensi degli artt. 8 e 18, comma 1, del D.Lgs. 6 settembre 2024, n. 125 (di seguito “Decreto”), siamo stati
incaricati di effettuare l’esame limitato (“limited assurance engagement”) della Rendicontazione consolidata di
sostenibilità della TIM S.p.A. e sue controllate (di seguito “Gruppo” o “Gruppo TIM”) relativa all’esercizio chiuso
al 31 dicembre 2025 (di seguito “RCS”) predisposta ai sensi dell’art. 4 del Decreto, presentata nella specifica
sezione della relazione sulla gestione del bilancio consolidato del Gruppo TIM.
Sulla base del lavoro svolto, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che:
la RCS del Gruppo TIM relativa all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 non sia stata redatta, in tutti gli
aspetti significativi, in conformità ai principi di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea ai sensi
della Direttiva (UE) 2013/34/UE (European Sustainability Reporting Standards, di seguito “ESRS”);
le informazioni contenute nel paragrafo “Tassonomia UE” della RCS non siano state redatte, in tutti gli
aspetti significativi, in conformità all’art. 8 del Regolamento (UE) n. 852 del 18 giugno 2020 (di seguito
“Regolamento Tassonomia”).
Elementi alla base delle conclusioni
Abbiamo svolto l’incarico di esame limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di
sostenibilità - SSAE (Italia). Le procedure svolte in tale tipologia di incarico variano per natura e tempistica
rispetto a quelle necessarie per lo svolgimento di un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza
ragionevole e sono altresì meno estese. Conseguentemente, il livello di sicurezza ottenuto in un incarico di
esame limitato è sostanzialmente inferiore rispetto al livello di sicurezza che sarebbe stato ottenuto se fosse
stato svolto un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole. Le nostre responsabilità ai
sensi di tale Principio sono ulteriormente descritte nel paragrafo “Responsabilità della società di revisione per
l’attestazione sulla Rendicontazione consolidata di sostenibilità” della presente relazione.
Siamo indipendenti in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili
all’incarico di attestazione della RCS nell’ordinamento italiano.
La nostra società di revisione applica il Principio internazionale sulla gestione della qualità (ISQM Italia) 1 in base
al quale è tenuta a configurare, mettere in atto e rendere operativo un sistema di gestione della qualità che
includa direttive o procedure sulla conformità ai principi etici, ai principi professionali e alle disposizioni di legge
e regolamentari applicabili.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Relazione della società di revisione
259
Riteniamo di aver acquisito evidenze sufficienti e appropriate su cui basare le nostre conclusioni.
Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale della TIM S.p.A. per la
Rendicontazione consolidata di sostenibilità
Gli Amministratori sono responsabili per lo sviluppo e l’implementazione delle procedure attuate per individuare
le informazioni incluse nella RCS in conformità a quanto richiesto dagli ESRS (di seguito il “processo di
valutazione della rilevanza”) e per la descrizione di tali procedure nel paragrafo ”Coinvolgimento degli
stakeholder e analisi di doppia rilevanza” della RCS.
Gli Amministratori sono inoltre responsabili per la redazione della RCS, che contiene le informazioni identificate
mediante il processo di valutazione della rilevanza, in conformità a quanto richiesto dall’art. 4 del Decreto,
inclusa:
la conformità agli ESRS;
la conformità all’art. 8 del Regolamento Tassonomia delle informazioni contenute nel paragrafo
‘’Tassonomia UE’’.
Tale responsabilità comporta la configurazione, la messa in atto e il mantenimento, nei termini previsti dalla
legge, di quella parte del controllo interno ritenuta necessaria dagli Amministratori al fine di consentire la
redazione di una RCS in conformità a quanto richiesto dall’art. 4 del Decreto, che non contenga errori significativi
dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Tale responsabilità comporta altresì la selezione e
l’applicazione di metodi appropriati per elaborare le informazioni nonché l’utilizzo di ipotesi e stime in merito a
specifiche informazioni di sostenibilità che siano ragionevoli nelle circostanze.
Il Collegio Sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sull’osservanza delle
disposizioni stabilite nel Decreto.
Limitazioni intrinseche nella redazione della Rendicontazione consolidata di
sostenibilità
Come indicato nel paragrafo “Nota metodologica e perimetro di rendicontazione”, ai fini della rendicontazione
delle informazioni prospettiche in conformità agli ESRS, agli Amministratori è richiesta l’elaborazione di tali
informazioni sulla base di ipotesi, descritte nella RCS, in merito a eventi che potranno accadere in futuro e a
possibili future azioni da parte del Gruppo. A causa dell’aleatorietà connessa alla realizzazione di qualsiasi evento
futuro, sia per quanto concerne il concretizzarsi dell’accadimento sia per quanto riguarda la misura e la
tempistica della sua manifestazione, gli scostamenti fra i dati consuntivi e le informazioni prospettiche
potrebbero essere significativi.
Come indicato nel paragrafo “Nota metodologica e perimetro di rendicontazione”, le informazioni relative alle
emissioni di gas a effetto serra Scope 3 sono soggette a maggiori limitazioni intrinseche rispetto a quelle Scope 1
e 2, a causa della scarsa disponibilità e della precisione relativa dei dati utilizzati per definire tali informazioni, sia
di natura quantitativa sia di natura qualitativa, relative alla catena del valore.
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Relazione della società di revisione
260
Responsabilità della società di revisione per l’attestazione sulla
Rendicontazione consolidata di sostenibilità
I nostri obiettivi sono pianificare e svolgere procedure al fine di acquisire un livello di sicurezza limitato che la
RCS non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, ed emettere
una relazione contenente le nostre conclusioni. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi
non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi,
singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori prese sulla base della
RCS.
Nell’ambito dell’incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato in conformità al Principio di
Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e
abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata dell’incarico.
Le nostre responsabilità includono:
la considerazione dei rischi per identificare l’informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore
significativo, dovuto a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali;
la definizione e lo svolgimento di procedure per verificare l’informativa nella quale è probabile che si
verifichi un errore significativo. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più
elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi
non intenzionali poiché la frode può implicare l’esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali,
rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
la direzione, la supervisione e lo svolgimento dell’esame limitato della RCS e l’assunzione della piena
responsabilità delle conclusioni sulla RCS.
Riepilogo del lavoro svolto
Un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato comporta lo svolgimento di procedure per
ottenere evidenze quale base per la formulazione delle nostre conclusioni.
Le procedure svolte sulla RCS si sono basate sul nostro giudizio professionale e hanno compreso colloqui,
prevalentemente con il personale della società responsabile per la predisposizione delle informazioni presentate
nella RCS, nonché analisi di documenti, ricalcoli ed altre procedure volte all’acquisizione di evidenze ritenute
utili.
In particolare, abbiamo svolto le seguenti procedure, in parte in una fase preliminare prima della chiusura
dell’esercizio e successivamente in una fase finale fino alla data di emissione della presente relazione:
comprensione del modello di business, delle strategie del Gruppo e del contesto in cui opera con
riferimento alle questioni di sostenibilità;
comprensione dei processi che sottendono alla generazione, rilevazione e gestione delle informazioni
qualitative e quantitative incluse nella RCS, ivi inclusa l’analisi del perimetro di rendicontazione;
comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per l’identificazione e la valutazione degli impatti,
rischi ed opportunità rilevanti, in base al principio di doppia rilevanza, in relazione alle questioni di
sostenibilità e verifica della relativa informativa inclusa nella RCS;
identificazione dell’informativa nella quale è probabile che esista un rischio di errore significativo;
definizione e svolgimento delle procedure, analitiche e di sostanza, basate sul nostro giudizio professionale,
per rispondere ai rischi di errore significativi identificati, tra cui:
per le informazioni raccolte a livello di Gruppo:
svolgimento di interviste e analisi documentale con riferimento alle informazioni qualitative e,
in particolare, alle politiche, alle azioni e agli obiettivi sulle questioni di sostenibilità, per
verificare la coerenza con le evidenze raccolte;
Relazione sulla gestione
del Gruppo TIM
Relazione della società di revisione
261
svolgimento di procedure analitiche e limitate verifiche su base campionaria con riferimento alle
informazioni quantitative;
per le informazioni raccolte a livello di Società, effettuazione di incontri da remoto per la TIM S.p.A. e
TIM S.A.. Tali Società sono state selezionate sulla base delle loro attività e del loro contributo alle
metriche della RCS. Nel corso di tali attività abbiamo effettuato interviste con il personale del Gruppo e
acquisito riscontri documentali in merito alla determinazione delle metriche;
relativamente ai requisiti dell’art. 8 del Regolamento Tassonomia, comprensione del processo posto in
essere dal Gruppo per identificare le attività economiche ammissibili e per determinare l’allineamento delle
stesse rispetto alle previsioni del Regolamento Tassonomia e verifica della relativa informativa inclusa nella
RCS;
riscontro delle informazioni riportate nella RCS con le informazioni contenute nel bilancio consolidato ai
sensi del quadro sull’informativa finanziaria applicabile o con i dati contabili utilizzati per la redazione del
bilancio consolidato stesso o con i dati gestionali di natura contabile;
verifica della struttura e della presentazione dell’informativa inclusa nella RCS in conformità con gli ESRS;
ottenimento della lettera di attestazione.
Torino, 23 marzo 2026
EY S.p.A.
Firma CSRD_2.jpg
Ettore Abate
(Revisore legale)
TIM_Bilancio_2025_Cover_Separatori_ITA_4.jpg
INDICE
Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata ................................
Conto economico separato consolidato ..............................................
Conto economico complessivo consolidato ........................................
Movimenti del patrimonio netto consolidato ......................................
Rendiconto finanziario consolidato .......................................................
Nota 1 Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale .......................................
Nota 2 Principi contabili ..................................................................................................................
Nota 3 Area di consolidamento .....................................................................................................
Nota 4 Avviamento .........................................................................................................................
Nota 5 Attività immateriali a vita utile definita ...........................................................................
Nota 6 Attività materiali .................................................................................................................
Nota 7 Diritti d’uso su beni di terzi .................................................................................................
Nota 8 Partecipazioni ......................................................................................................................
Nota 9 Attività finanziarie (non correnti e correnti) ....................................................................
Nota 10 Crediti vari e altre attività non correnti ..........................................................................
Nota 11 Imposte sul reddito (correnti e differite) ........................................................................
Nota 12 Rimanenze di magazzino .................................................................................................
Nota 13 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti ..........................................................
Nota 15 Patrimonio netto ...............................................................................................................
Nota 16 Passività finanziarie (non correnti e correnti) ................................................................
Nota 17 Indebitamento finanziario netto .....................................................................................
Nota 18 Gestione dei rischi finanziari ............................................................................................
Nota 19 Strumenti derivati .............................................................................................................
Nota 20 Informazioni integrative su strumenti finanziari ..........................................................
Nota 21 Fondi relativi al personale ................................................................................................
Nota 22 Fondi per rischi e oneri .....................................................................................................
Nota 23 Debiti vari e altre passività non correnti ........................................................................
Nota 24 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti ........................................................
Nota 26 Ricavi ..................................................................................................................................
Nota 27 Altri proventi operativi ......................................................................................................
Nota 28 Acquisti di materie e servizi .............................................................................................
Nota 29 Costi del personale ...........................................................................................................
Nota 30 Altri costi operativi ............................................................................................................
Nota 31 Attività realizzate internamente .....................................................................................
Nota 32 Ammortamenti .................................................................................................................
Nota 34 Ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti .............................................
Nota 35 Altri proventi/(oneri) da partecipazioni ..........................................................................
Nota 36 Proventi finanziari e Oneri finanziari ..............................................................................
Nota 37 Utile (perdita) dell'esercizio .............................................................................................
Nota 38 Risultato per azione ..........................................................................................................
Nota 39 Informativa per settore operativo ..................................................................................
Nota 40 Operazioni con parti correlate ........................................................................................
Nota 41 Accordi di pagamento basato su azioni .........................................................................
Nota 42 Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti ............................................................
Nota 44 Altre informazioni .............................................................................................................
Nota 45 Eventi successivi al 31 dicembre 2025 ............................................................................
Nota 46 Le imprese del Gruppo TIM .............................................................................................
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata
264
SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
Attività
(milioni di euro)
note
31.12.2025
di cui con parti
correlate
31.12.2024
di cui con parti
correlate
Attività non correnti
Attività immateriali
Avviamento
4)
11.025
11.030
Attività immateriali a vita utile definita
5)
5.445
6.011
16.470
17.041
Attività materiali
6)
Immobili, impianti e macchinari di proprietà
4.114
4.560
Diritti d’uso su beni di terzi
7)
3.240
3.467
1
Altre attività non correnti
Partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures
valutate con il metodo del patrimonio netto
8)
241
265
Altre partecipazioni
8)
120
150
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione
attiva 
9)
34
40
Altre attività finanziarie non correnti
9)
397
646
Crediti vari e altre attività non correnti
10)
1.110
3
1.795
3
Attività per imposte anticipate
11)
510
513
2.412
3.409
Totale Attività non correnti
(a)
26.236
28.477
Attività correnti
Rimanenze di magazzino
12)
235
297
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
13)
5.317
304
4.146
203
Crediti per imposte sul reddito
11)
89
124
Attività finanziarie correnti
9)
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
44
44
24
Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e
altre attività finanziarie correnti
1.538
269
1.651
437
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
2.048
2.924
3.630
4.619
Sub-totale Attività correnti
9.271
9.186
Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad
essere cedute
14)
di natura finanziaria
162
di natura non finanziaria
1.065
1.227
Totale Attività correnti
(b)
10.498
9.186
Totale Attività
(a+b)
36.734
37.663
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata
265
Patrimonio netto e passività
(milioni di euro)
note
31.12.2025
di cui con parti
correlate
31.12.2024
di cui con parti
correlate
Patrimonio netto
15)
Capitale emesso
11.677
11.677
meno: Azioni proprie
(49)
(53)
Capitale
11.628
11.624
Riserva da sovrapprezzo azioni
Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l'utile (perdita)
dell'esercizio
591
333
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante
12.219
11.957
Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza
1.236
1.404
Totale Patrimonio netto
(c)
13.455
13.361
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri
16)
7.991
8.728
Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva
16)
2.476
2.421
Fondi relativi al personale
21)
188
200
Passività per imposte differite
11)
55
61
Fondi per rischi e oneri
22)
439
485
Debiti vari e altre passività non correnti
23)
612
896
Totale Passività non correnti
(d)
11.761
12.791
Passività correnti
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri
16)
3.027
3.870
1
Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva
16)
515
523
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
24)
7.317
55
7.074
59
Debiti per imposte sul reddito
63
44
Sub-totale Passività correnti
10.922
11.511
Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute
14)
di natura finanziaria
89
di natura non finanziaria
507
596
Totale Passività correnti
(e)
11.518
11.511
Totale Passività
(f=d+e)
23.279
24.302
Totale Patrimonio netto e passività
(c+f)
36.734
37.663
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Conto economico separato consolidato
266
CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
note
Esercizio
2025
di cui
con parti
correlate
Esercizio
2024
di cui
con parti
correlate
Ricavi
26)
13.734
315
13.653
236
Altri proventi operativi
27)
1.254
23
231
1
Totale ricavi e proventi operativi
14.988
13.884
Acquisti di materie e servizi
28)
(8.647)
(173)
(7.391)
(250)
Costi del personale
29)
(1.474)
(55)
(1.414)
(53)
Altri costi operativi
30)
(580)
(1)
(638)
Variazione delle rimanenze
12
11
Attività realizzate internamente
31)
267
292
Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/
(minusvalenze) e ripristini di valore/(svalutazioni) di
attività non correnti (EBITDA)
4.566
4.744
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
42)
213
(97)
Ammortamenti
32)
(2.938)
(3.063)
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
33)
5
2
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti
34)
(69)
(14)
Risultato operativo (EBIT)
1.564
1.669
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
42)
213
(94)
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e
Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto
8)
(23)
(20)
Altri proventi/(oneri) da partecipazioni
67
75
Proventi finanziari
36)
938
14
1.053
3
Oneri finanziari
36)
(1.839)
(3)
(2.365)
(4)
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività
in funzionamento
707
412
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
42)
237
(121)
Imposte sul reddito
(112)
(178)
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
595
234
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
14)
(76)
(1)
(598)
(32)
Utile (perdita) dell’esercizio
37)
519
(364)
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
42)
157
(693)
Attribuibile a:
Soci della Controllante
297
(610)
Partecipazioni di minoranza
222
246
(euro)
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Risultato per azione:
38)
Risultato per azione (Base=Diluito)
Azione ordinaria
0,01
(0,03)
Azione di risparmio
0,02
(0,03)
di cui:
da Attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante
azione ordinaria
0,02
azione di risparmio
0,03
di cui:
da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci
della Controllante
azione ordinaria
(0,01)
(0,03)
azione di risparmio
(0,01)
(0,03)
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Conto economico complessivo consolidato
267
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO
Nota 15
(milioni di euro)
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Utile (perdita) dell’esercizio
(a)
519
(364)
Altre componenti del conto economico complessivo consolidato
Altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato
consolidato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(16)
9
Effetto fiscale
(b)
(16)
9
Rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19):
Utili (perdite) attuariali
4
13
Effetto fiscale
(c)
4
13
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto:
Utili (perdite)
Effetto fiscale
(d)
Totale altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato
consolidato
(e=b+c+d)
(12)
22
Altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato consolidato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
45
10
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato
(18)
(3)
Effetto fiscale
(f)
27
7
Strumenti derivati di copertura:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(177)
(127)
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato
238
132
Effetto fiscale
(15)
(1)
(g)
46
4
Differenze cambio di conversione di attività estere:
Utili (perdite) di conversione di attività estere
(23)
(760)
Perdite (utili) di conversione di attività estere trasferiti al conto economico separato consolidato
Effetto fiscale
(h)
(23)
(760)
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto:
Utili (perdite)
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato consolidato
Effetto fiscale
(i)
Totale altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico separato
consolidato
(k=f+g+h+i)
50
(749)
Totale altre componenti del conto economico complessivo consolidato
(m=e+k)
38
(727)
Utile (perdita) complessivo dell'esercizio
(a+m)
557
(1.091)
Attribuibile a:
Soci della Controllante
306
(1.057)
Partecipazioni di minoranza
251
(34)
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Movimenti del patrimonio netto consolidato
268
MOVIMENTI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
Movimenti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante
(milioni di euro)
Capitale
Riserva da
sovrapprezzo
azioni
Riserva per
attività
finanziarie
valutate al fair
value rilevato
nelle altre
componenti di
conto
economico
complessivo
Riserva per
adeguamento al
fair value degli
strumenti
derivati di
copertura
Riserva per
differenze
cambio di
conversione
di attività
estere
Riserva per
rimisurazione
piani per i
dipendenti a
benefici
definiti (IAS
19)
Altri utili
(perdite) di
imprese
collegate e
Joint
Ventures
valutate
con il
metodo del
patrimonio
netto
Altre riserve
e utili
(perdite)
accumulati,
incluso l'utile
(perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
netto
attribuibile alle
partecipazioni
di minoranza
Totale
patrimonio
netto
Saldo al 31
dicembre 2023
11.620
575
(22)
(80)
(1.959)
(79)
3.591
13.646
3.867
17.513
Movimenti di
patrimonio netto
dell'esercizio:
Dividendi deliberati
(158)
(158)
Utile (perdita)
complessivo
dell'esercizio
16
4
(480)
13
(610)
(1.057)
(34)
(1.091)
Deconsolidamento
NetCo
(2.283)
(2.283)
Assegnazione
azioni proprie per
LTI
4
(4)
Altri movimenti
(575)
(57)
(632)
12
(620)
Saldo al 31
dicembre 2024
11.624
(6)
(76)
(2.439)
(66)
2.920
11.957
1.404
13.361
Movimenti dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025  Nota 15
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante
(milioni di euro)
Capitale
Riserva da
sovrapprezzo
azioni
Riserva per
attività
finanziarie
valutate al fair
value rilevato
nelle altre
componenti di
conto
economico
complessivo
Riserva per
adeguamento al
fair value degli
strumenti
derivati di
copertura
Riserva per
differenze
cambio di
conversione
di attività
estere
Riserva per
rimisurazione
piani per i
dipendenti a
benefici
definiti (IAS
19)
Altri utili
(perdite) di
imprese
collegate e
Joint
Ventures
valutate
con il
metodo del
patrimonio
netto
Altre riserve
e utili
(perdite)
accumulati,
incluso l'utile
(perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
netto
attribuibile alle
partecipazioni
di minoranza
Totale
patrimonio
netto
Saldo al 31
dicembre 2024
11.624
(6)
(76)
(2.439)
(66)
2.920
11.957
1.404
13.361
Movimenti di
patrimonio netto
dell'esercizio:
Dividendi deliberati
(317)
(317)
Utile (perdita)
complessivo
dell'esercizio
11
46
(52)
4
297
306
251
557
BU Brasile -
operazioni sul
capitale
(82)
(82)
(37)
(119)
Assegnazione
azioni proprie per
LTI
4
(4)
Altri movimenti
38
38
(65)
(27)
Saldo al 31
dicembre 2025
11.628
5
(30)
(2.491)
(62)
3.169
12.219
1.236
13.455
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Rendiconto finanziario consolidato
269
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
note
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Flusso monetario da attività operative:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
595
234
Rettifiche per:
Ammortamenti
2.938
3.063
Svalutazioni (ripristini di valore) di attività non correnti (incluse partecipazioni)
69
14
Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite)
(40)
88
Minusvalenze (plusvalenze) da realizzo di attività non correnti (incluse partecipazioni)
(4)
(73)
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il
metodo del patrimonio netto
23
20
Variazione dei fondi relativi al personale
(9)
(12)
Variazione delle rimanenze
(12)
(10)
Variazione dei crediti commerciali e altri crediti netti
(232)
114
Variazione dei debiti commerciali
(98)
(70)
Variazione netta dei crediti/debiti per imposte sul reddito
51
73
Variazione netta dei crediti/debiti vari e di altre attività/passività
(743)
(264)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative
(a)
2.538
3.177
Flusso monetario da attività di investimento:
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa
(1.531)
(1.873)
Contributi in conto impianti incassati
1
7
Acquisizione del controllo in imprese e rami d'azienda, al netto delle disponibilità acquisite
(1)
(4)
Acquisizione/Cessione di altre partecipazioni
(23)
(34)
Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie (esclusi i derivati attivi di
copertura e non)
(1)
81
2.864
Corrispettivo incassato per la cessione del controllo in imprese controllate e di rami
d'azienda, al netto delle disponibilità cedute
4.169
Corrispettivo incassato/rimborsato dalla vendita di attività immateriali, materiali e di altre
attività non correnti
95
278
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento
(b)
(1.378)
5.407
Flusso monetario da attività di finanziamento:
Variazione delle passività finanziarie correnti e altre
1.103
(800)
Accensione di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
1.542
1.886
Rimborsi di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
(4.369)
(8.426)
Variazione Derivati Attivi/Passivi di copertura e non
91
320
Corrispettivo incassato dalla vendita di strumenti rappresentativi di patrimonio netto
3
Incassi per aumenti/rimborsi di capitale (comprese società controllate)
Dividendi pagati(*)
(273)
(159)
Variazioni di possesso in imprese controllate
(119)
(8)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento
(c)
(2.022)
(7.187)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
(d)
50
(1.283)
Flusso monetario complessivo
(e=a+b+c+d)
(812)
114
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio
(f)
2.924
2.912
Differenze cambio di conversione nette sulla cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
nette
(g)
(8)
(102)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio
(h=e+f+g)
2.104
2.924
(*) di cui verso parti correlate
1
12
(1) La voce include investimenti su titoli negoziabili per 1.939 milioni di euro nel 2025 (2.295 milioni di euro nel 2024) e rimborsi di titoli negoziabili per 2.332 milioni di euro
nel 2025 (2.673 milioni nel 2024) relativi a TIM S.A. e a Telecom Italia Finance S.A..
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Rendiconto finanziario consolidato
270
Acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d’uso su beni di terzi
(milioni di euro)
note
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Acquisti di attività immateriali
5)
(825)
(832)
Acquisti di attività materiali
6)
(1.024)
(1.139)
Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi
7)
(652)
(779)
Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per competenza(*)
(2.501)
(2.750)
Variazione debiti per acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi
970
877
Totale acquisti di attività immateriali, attività materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa
(1.531)
(1.873)
(*) di cui verso parti correlate
1
12
Informazioni aggiuntive del rendiconto finanziario consolidato
(milioni di euro)
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Imposte sul reddito (pagate)/incassate
(78)
(31)
Interessi pagati
(1.105)
(1.838)
Interessi incassati
364
582
Dividendi incassati
2
19
Analisi della cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette
(milioni di euro)
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
2.924
2.912
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
2.924
2.912
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
2.104
2.924
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
2.104
2.924
Le ulteriori informazioni integrative richieste dallo IAS 7, sono presentate nell’ambito della Nota 17 “Indebitamento finanziario
netto”.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 1
Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale
271
NOTA 1
FORMA, CONTENUTO E ALTRE INFORMAZIONI DI
CARATTERE GENERALE
Forma e contenuto
Telecom Italia S.p.A. (la “Capogruppo”), denominata in forma sintetica anche “TIM S.p.A.”, e le sue società controllate formano il
Gruppo TIM” o il “Gruppo”.
TIM è una società per azioni (S.p.A.) organizzata secondo l’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana.
La sede legale della Capogruppo TIM è in Via Gaetano Negri 1, Milano, Italia.
La durata di TIM S.p.A. è fissata, come previsto dallo Statuto, sino al 31 dicembre 2100.
Il Gruppo TIM opera principalmente in Europa, nel bacino del Mediterraneo e in Sud America.
Il Gruppo è impegnato principalmente nel settore delle comunicazioni e in particolare nel settore delle telecomunicazioni fisse e
mobili nazionali e internazionali. Inoltre, a seguito della modifica dello Statuto sociale deliberata dall’Assemblea degli azionisti del
24 giugno 2025, TIM S.p.A. può operare, ferme restando le autorizzazioni di legge, anche in settori quali energia, gas, prodotti
finanziari e assicurativi.
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo TIM è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività
aziendale (vedasi per maggiori dettagli la Nota “Principi contabili”) e nel rispetto dei criteri di rilevazione e misurazione degli
International Financial Reporting Standards emessi dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione
Europea (definiti come “IFRS”), nonché delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in Italia.
Si precisa, inoltre, che nel 2025, il Gruppo ha applicato principi contabili coerenti con quelli dell’esercizio precedente, fatta eccezione
per le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2025. Si veda la Nota 2 - “Principi
contabili” per ulteriori dettagli.
Il bilancio consolidato è stato redatto secondo il principio generale del costo, ad eccezione delle attività finanziarie valutate al fair
value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, delle attività finanziarie valutate al fair value attraverso il
conto economico e degli strumenti finanziari derivati che sono stati valutati al fair value. I valori contabili delle attività e delle
passività oggetto di copertura sono rettificati per riflettere le variazioni di fair value relative ai rischi coperti (fair value hedge).
In ottemperanza allo IAS 1 (Presentazione del bilancio) le informazioni comparative di bilancio si riferiscono, salvo diversa
indicazione, all’esercizio precedente.
Si ricorda, inoltre, che il gruppo Sparkle, attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale
(International wholesale), è classificato, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibile per la vendita", essendo la cessione ritenuta
altamente probabile. A soli fini comparativi, i dati di conto economico consolidato e di rendiconto finanziario consolidato già
pubblicati nel Bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2024 sono stati coerentemente riclassificati, così come previsto dall'IFRS
5.
Per i dettagli relativi all’operazione inerente al gruppo Sparkle si rimanda a quanto descritto nella Nota 14 “Attività cessate/attività
non correnti destinate ad essere cedute”.
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo TIM è presentato in euro (arrotondato al milione, salvo diversa indicazione).
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo TIM è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 11
marzo 2026.
Schemi di bilancio
Gli schemi di bilancio adottati sono coerenti con quelli previsti dallo IAS 1; in particolare:
la Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata è stata predisposta classificando le attività e le passività secondo il
criterio “corrente/non corrente”;
il Conto economico separato consolidato è stato predisposto classificando i costi operativi per natura, in quanto tale forma di
esposizione è ritenuta più idonea a rappresentare lo specifico business del Gruppo, risulta conforme alle modalità di reporting
interno ed è in linea con la prassi del settore industriale di riferimento.
Il Conto economico separato consolidato include, in aggiunta all’EBIT (Risultato Operativo), l’indicatore alternativo di performance
denominato EBITDA (Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni) di
Attività non correnti).
In particolare, TIM utilizza, in aggiunta all’EBIT, l’EBITDA come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle
esterne (agli analisti e agli investitori); detto indicatore, rappresenta un’utile unità di misura per la valutazione delle performance
operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di Business Unit).
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 1
Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale
272
L’EBIT e l’EBITDA sono determinati come segue:
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento
+
Oneri finanziari
-
Proventi finanziari
+/-
Altri oneri/(Proventi) da partecipazioni
+/-
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto
EBIT- Risultato Operativo
+/-
Svalutazioni/(Ripristini di valore) di attività non correnti
+/-
Minusvalenze/(Plusvalenze) da realizzo di attività non correnti
+
Ammortamenti
EBITDA-Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni) di Attività non correnti
il Conto economico complessivo consolidato comprende, oltre all’utile (perdita) dell'esercizio, come da Conto economico
separato consolidato, le altre variazioni dei Movimenti di Patrimonio Netto diverse da quelle con gli Azionisti;
il Rendiconto finanziario consolidato è stato predisposto esponendo i flussi finanziari derivanti dalle attività operative
secondo il “metodo indiretto”, come consentito dallo IAS 7 (Rendiconto finanziario).
Inoltre, come richiesto dalla delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006, nel contesto del conto economico separato consolidato, i
proventi e gli oneri derivanti da operazioni che per loro natura non si verificano continuativamente nella normale attività operativa
(operazioni non ricorrenti) sono specificatamente identificati ed i relativi effetti sui principali livelli intermedi di risultato sono
evidenziati separatamente, quando significativi. In particolare, tra gli oneri/proventi non ricorrenti vengono inclusi, a titolo non
esaustivo: proventi/oneri derivanti dalla cessione di immobili, impianti e macchinari, di rami d’azienda e di partecipazioni; oneri
derivanti da processi/progetti di ristrutturazione e razionalizzazione aziendale anche connessi ad operazioni societarie (fusioni,
scissioni, ecc.); oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a correlate passività; altri accantonamenti a
fondi rischi e oneri e relativi storni; oneri per definizione in via transattiva di contenziosi diversi da quelli di natura regolatoria;
rettifiche, riallineamenti e altre partite di natura non ripetitiva anche relativi ad esercizi precedenti; impairment losses (svalutazioni)
sull’avviamento e/o su altre attività immateriali e materiali.
Sempre in relazione alla citata delibera Consob, nei prospetti di bilancio consolidato gli importi relativi alle posizioni o transazioni
con parti correlate sono stati evidenziati separatamente.
Informativa per settore operativo
Un settore operativo è una componente di un’entità:
che intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi (compresi i ricavi e i costi riguardanti operazioni con altre
componenti della medesima entità);
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale operativo dell’entità (per TIM il Consiglio di
Amministrazione) ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati; e
per la quale sono disponibili informazioni economico-patrimoniali separate.
I settori operativi del Gruppo TIM sono presentati in coerenza e in continuità rispetto a quanto esposto nella Relazione finanziaria
annuale consolidata al 31 dicembre 2024, e sono rappresentati per la parte relativa al business delle telecomunicazioni, sulla base
della relativa localizzazione geografica (Domestic e Brasile). Si ricorda, inoltre, che i risultati economici delle attività relative al
gruppo Sparkle, attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale (International wholesale),
sono classificate, ai sensi dell’IFRS 5, quali Attività disponibili per la vendita, essendo la cessione ritenuta altamente probabile.
Il termine “settore operativo” è considerato sinonimo di “Business Unit”.
I settori operativi del Gruppo TIM sono i seguenti:
Domestic: comprende le attività in Italia relative ai servizi di fonia e dati su rete fissa e mobile per clienti finali (retail) e altri
operatori (MVNO's), le attività di Noovle S.p.A. (soluzioni Cloud ed Edge computing), le attività di Olivetti (prodotti e servizi per
l’Information Technology) e le strutture di supporto al settore Domestic;
Brasile: comprende le attività di telecomunicazioni mobili e fisse in Brasile (TIM S.A.);
Altre attività: comprendono le imprese finanziarie (Telecom Italia Capital S.A. e Telecom Italia Finance S.A.) e le altre società
minori non strettamente legate al “core business” del Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM è tutt’ora coinvolto in un percorso di trasformazione volto a superare il modello verticalmente integrato e basato su
entità separate (segnatamente Consumer ed Enterprise in ambito Domestico) con focus industriali ed economici diversi. Tali entità
non possono ad oggi essere considerate un "settore operativo" ai sensi dell’IFRS 8 – Settori operativi, poiché sono tutt'ora in una
fase di disegno analitico e di implementazione e non dispongono, pertanto, di un set informativo economico finanziario dettagliato.
Il Gruppo prevede nel corso del 2026 di completare la cessione del gruppo Sparkle e, sulla base delle specifiche indicazioni previste
dal principio ai fini dell'identificazione dei settori operativi (autonomia dei flussi operativi, modalità di allocazione delle risorse
finanziarie, reportistica gestionale, ecc.), proseguirà con il monitoraggio e l'analisi al fine di garantire la corretta rappresentazione
delle Business Unit del Gruppo.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
273
NOTA 2
PRINCIPI CONTABILI
Continuità aziendale
Il bilancio consolidato dell'esercizio 2025 è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività aziendale in quanto vi è
la ragionevole aspettativa che TIM continuerà la sua attività operativa in un futuro prevedibile (e comunque con un orizzonte
temporale superiore ai dodici mesi).
In particolare, sono stati presi in considerazione i seguenti fattori:
i principali rischi e incertezze (per la maggior parte di natura esogena) a cui il Gruppo e le varie attività del Gruppo TIM sono
esposti:
le variazioni delle condizioni di business anche in relazione alle dinamiche competitive;
i rischi tecnologici quali ad esempio cyber security, sviluppo e manutenzione reti ICT, intelligenza artificiale;
i rischi finanziari (andamento dei tassi di interesse e/o dei tassi di cambio, variazioni del merito di credito da parte delle
agenzie di rating);
i mutamenti nella situazione macroeconomica generale nel mercato italiano, europeo e brasiliano, nonché la volatilità dei
mercati finanziari derivanti dai rischi di inflazione;
i fattori d’instabilità geopolitica portati dai conflitti in corso con possibili effetti negativi sulla sicurezza energetica e sulle
catene di approvvigionamento globali, ivi inclusi possibili nuovi dazi;
rischi nella catena di approvvigionamento di prodotti e servizi ivi inclusa la fornitura esclusiva all’ingrosso di connettività da
parte del fornitore FiberCop;
i mutamenti del contesto legislativo e regolatorio (variazioni dei prezzi e delle tariffe o decisioni che possano condizionare le
scelte tecnologiche); e
gli esiti dei procedimenti legali e delle autorità regolatorie;
il mix considerato ottimale tra capitale di rischio e capitale di debito nonché la politica di remunerazione del capitale di rischio,
così come descritti nel paragrafo “Informativa sul capitale” nell’ambito della Nota “Patrimonio netto”;
la politica di gestione dei rischi finanziari (rischio di mercato, rischio di credito e rischio di liquidità), così come descritti nella
Nota “Gestione dei rischi finanziari”.
Sulla base di tali fattori, la Direzione aziendale ritiene che allo stato attuale, non vi siano elementi di incertezza sulla prospettiva
della continuità aziendale per il Gruppo.
Principi di consolidamento
Nel bilancio consolidato sono inclusi i bilanci di tutte le imprese controllate a partire dalla data in cui se ne assume il controllo e fino
al momento in cui tale controllo cessa di esistere.
I bilanci di tutte le società controllate hanno data di chiusura coincidente con quella della Capogruppo TIM.
Il controllo esiste quando la Capogruppo TIM S.p.A. ha contemporaneamente:
il potere decisionale, ossia la capacità di dirigere le attività rilevanti della partecipata, cioè quelle attività che hanno
un’influenza significativa sui risultati della partecipata stessa;
il diritto a risultati (positivi o negativi) variabili rivenienti dalla sua partecipazione nell’entità;
la capacità di utilizzare il proprio potere decisionale per determinare l’ammontare dei risultati rivenienti dalla sua
partecipazione nell’entità.
L’esistenza del controllo è verificata ogni volta che fatti e circostanze indicano una variazione in uno o più dei tre elementi
qualificanti il controllo.
Nella preparazione del bilancio consolidato vengono assunte linea per linea le attività, le passività, nonché i costi e i ricavi delle
imprese consolidate nel loro ammontare complessivo, attribuendo alle partecipazioni di minoranza in apposite voci della situazione
patrimoniale-finanziaria consolidata, del conto economico separato consolidato e del conto economico complessivo consolidato la
quota del patrimonio netto e del risultato dell’esercizio di loro spettanza.
Ai sensi dell’IFRS 10 (Bilancio consolidato), la perdita complessiva (comprensiva dell’utile/perdita dell’esercizio) è attribuita ai soci
della controllante e alle partecipazioni di minoranza, anche quando il patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza
presenta un saldo negativo.
Nella preparazione del bilancio consolidato sono eliminati tutti i saldi patrimoniali, economici e finanziari tra le imprese del Gruppo,
così come gli utili e le perdite non realizzati su operazioni infragruppo.
Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio
netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione del controllo. In
tale data, l’avviamento (o “goodwill”), determinato come illustrato nel prosieguo, viene iscritto tra le attività immateriali, mentre
l’eventuale “utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli (o avviamento negativo)” è iscritto nel conto economico separato
consolidato.
Tutte le attività e le passività di imprese estere in moneta diversa dall’Euro che rientrano nell’area di consolidamento sono
convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di riferimento del bilancio (metodo dei cambi correnti), mentre i relativi
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
274
ricavi e costi sono convertiti ai tassi di cambio medi dell’esercizio. Le differenze cambio di conversione risultanti dall’applicazione di
questo metodo sono classificate come voce di patrimonio netto fino alla cessione integrale della partecipazione ovvero quando la
partecipata cessa di essere qualificata come impresa controllata. All’atto della cessione parziale, senza perdita del controllo, la
quota delle differenze cambio relativa alla frazione di partecipazione dismessa è attribuita al patrimonio netto delle partecipazioni
di minoranza. Nella preparazione del rendiconto finanziario consolidato i flussi di cassa di imprese estere consolidate espressi in
valuta diversa dall’Euro vengono convertiti utilizzando i tassi di cambio medi dell’esercizio.
L’avviamento e gli adeguamenti al fair value generati in sede di attribuzione del costo di acquisto di un’impresa estera sono rilevati
nella relativa valuta e sono convertiti utilizzando il tasso di cambio di fine esercizio.
Ai sensi dell’IFRS 10, le variazioni nell'interessenza partecipativa della controllante in una controllata che non comportano la
perdita del controllo, sono contabilizzate come operazioni sul patrimonio netto. In tali circostanze, i valori contabili delle
partecipazioni di maggioranza e di minoranza sono rettificati per riflettere le variazioni nelle loro relative interessenze nella
controllata. Qualsiasi differenza tra il valore di cui vengono rettificate le partecipazioni di minoranza e il fair value del corrispettivo
pagato o ricevuto è rilevata direttamente nel patrimonio netto ed attribuita ai soci della controllante.
Ai sensi dell’IFRS 10, la controllante, nel caso di perdita del controllo su una controllata:
elimina contabilmente:
le attività (incluso l’avviamento) e le passività;
i valori contabili di qualsiasi partecipazione di minoranza;
rileva contabilmente:
il fair value del corrispettivo eventualmente ricevuto;
il fair value dell’eventuale partecipazione residua detenuta nella ex controllata;
qualsiasi utile o perdita derivante dall’operazione nel conto economico separato consolidato;
la riclassifica a conto economico separato consolidato degli importi relativi alla controllata precedentemente rilevati tra le
altre componenti del conto economico complessivo.
Le partecipazioni in imprese collegate e in joint venture sono incluse nel bilancio consolidato con il metodo del patrimonio netto,
come previsto, rispettivamente, dallo IAS 28 (Partecipazioni in società collegate e joint venture) e dall’IFRS 11 (Accordi a controllo
congiunto).
Un’impresa collegata è quella nella quale il Gruppo detiene almeno il 20% dei diritti di voto ovvero esercita un’influenza notevole,
ma non il controllo o il controllo congiunto, sulle politiche finanziarie e gestionali.
Una joint venture è un accordo a controllo congiunto su un’entità in base al quale le parti che detengono il controllo congiunto
vantano dei diritti sulle attività nette dell’entità stessa.
Il controllo congiunto è la condivisione, stabilita tramite accordo, del controllo di un’attività economica, che esiste unicamente
quando per le decisioni relative a tale attività è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Le imprese collegate e le joint venture sono incluse nel bilancio consolidato dalla data in cui inizia l’influenza notevole o il controllo
congiunto e fino al momento in cui tale situazione cessa di esistere.
In applicazione del metodo del patrimonio netto, la partecipazione in una società collegata ovvero in una joint venture è
inizialmente rilevata al costo e il valore contabile è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante
negli utili o nelle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione. La quota dell’utile (perdita) d’esercizio della
partecipata di pertinenza della partecipante è rilevata nel conto economico separato consolidato. I dividendi ricevuti da una
partecipata riducono il valore contabile della partecipazione.
Le rettifiche al valore contabile della partecipazione sono dovute anche a variazioni nelle voci del prospetto delle altre componenti
di conto economico complessivo della partecipata (ad es. le variazioni derivanti dalle differenze di conversione di partite in valuta
estera). La quota di tali variazioni, di pertinenza della partecipante, è rilevata tra le altre componenti di conto economico
complessivo.
Se la quota parte delle perdite di una entità in una società collegata o in una joint venture è uguale o superiore alla propria
interessenza nella società collegata o nella joint venture, l’entità interrompe la rilevazione della propria quota delle ulteriori perdite.
Dopo aver azzerato la partecipazione, le ulteriori perdite sono accantonate e rilevate come passività, soltanto nella misura in cui
l’entità abbia contratto obbligazioni legali o implicite oppure abbia effettuato dei pagamenti per conto della società collegata o
della joint venture. Se la collegata o la joint venture in seguito realizza utili, l’entità riprende a rilevare la quota di utili di sua
pertinenza solo dopo che la stessa ha eguagliato la sua quota di perdite non rilevate.
Eventuali ulteriori interessenze a lungo termine (alcune tipologie di azioni privilegiate e finanziamenti a lungo termine) nella società
collegata o nella joint venture sono valutate applicando l’IFRS 9.
Gli utili e le perdite derivanti da operazioni “verso l’alto” e “verso il basso” tra un’entità (incluse le proprie controllate consolidate) e
un’impresa collegata o joint venture sono rilevati nel bilancio dell’entità soltanto limitatamente alla quota d’interessenza di terzi
nella collegata o nella joint venture.
La quota di pertinenza della partecipante agli utili e alle perdite della collegata o della joint venture risultante da tali operazioni è
eliminata.
Attività immateriali
Avviamento
Ai sensi dell’IFRS 3 (Aggregazioni aziendali), l’avviamento viene rilevato nel bilancio alla data di acquisizione del controllo di un
business ed è determinato come eccedenza di (a) rispetto a (b), nel seguente modo:
a. la sommatoria di:
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
275
corrispettivo pagato (misurato secondo l’IFRS 3 che in genere viene determinato sulla base del fair value alla data di
acquisizione);
l’importo di qualsiasi partecipazione di minoranza nell’acquisita valutata in proporzione alla quota della partecipazione di
minoranza nelle attività nette identificabili dell’acquisita espresse al relativo fair value;
nel caso di un’aggregazione aziendale realizzata in più fasi, il fair value alla data di acquisizione del controllo della
partecipazione già posseduta nell’impresa acquisita;
b. il fair value delle attività identificabili acquisite al netto delle passività identificabili assunte, misurate alla data di acquisizione
del controllo.
L’IFRS 3 prevede, tra l’altro:
l’imputazione a conto economico separato dei costi accessori connessi all’operazione di aggregazione aziendale;
nel caso di un’aggregazione aziendale realizzata in più fasi, l’acquirente deve rimisurare il valore della partecipazione che
deteneva in precedenza nell’acquisita al fair value alla data di acquisizione del controllo rilevando la differenza nel conto
economico separato.
L’avviamento è classificato nella situazione patrimoniale finanziaria come un’attività immateriale a vita utile indefinita.
L’avviamento inizialmente rilevato, è successivamente ridotto solo per le riduzioni di valore cumulate (per maggiori dettagli si veda
nel seguito la sezione Riduzione di valore delle attività immateriali, materiali e diritti d’uso su beni di terzi - Avviamento). In caso di
cessione del controllo di un’impresa precedentemente acquisita, nella determinazione della plusvalenza o della minusvalenza da
cessione si tiene conto del corrispondente valore dell’avviamento.
Costi di sviluppo
I costi sostenuti internamente per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi costituiscono, a seconda dei casi, attività immateriali
(principalmente costi per software) o attività materiali e sono iscritti all’attivo solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate: i)
il costo attribuibile all’attività di sviluppo è attendibilmente determinabile, ii) vi è l’intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e
la capacità tecnica a rendere l’attività disponibile all’uso o alla vendita, iii) è dimostrabile che l’attività è in grado di produrre benefici
economici futuri. I costi di sviluppo capitalizzati comprendono le sole spese sostenute che possono essere attribuite direttamente al
processo di sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
I costi di sviluppo capitalizzati sono ammortizzati sistematicamente lungo la vita stimata del relativo prodotto/servizio in modo da
riflettere le modalità con cui ci si attende che i benefici economici futuri derivanti dall’attività siano consumati dall’entità.
Altre attività immateriali a vita utile definita
Le altre attività immateriali a vita utile definita acquistate o prodotte internamente sono iscritte all’attivo, secondo quanto disposto
dallo IAS 38 (Attività immateriali), quando è probabile che l’uso dell’attività genererà benefici economici futuri e quando il costo
dell’attività può essere determinato in modo attendibile.
Tali attività sono rilevate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate in quote costanti lungo la loro stimata vita utile; le
aliquote di ammortamento sono riviste su base annuale e sono modificate se l’attuale vita utile stimata differisce da quella stimata
in precedenza. Gli effetti di tali variazioni sono riconosciuti a conto economico separato consolidato su base prospettica.
Attività materiali
Immobili, impianti e macchinari
Gli immobili, impianti e macchinari sono iscritti al costo di acquisto o di produzione. I costi sostenuti successivamente all’acquisto
sono capitalizzati solo se determinano un incremento dei benefici economici futuri insiti nel bene a cui si riferiscono. Tutti gli altri
costi sono rilevati nel conto economico separato consolidato quando sostenuti.
Il costo dei cespiti include anche i costi previsti per lo smantellamento del cespite ed il ripristino del sito laddove sia presente
un’obbligazione legale o implicita. La corrispondente passività è rilevata in un fondo iscritto tra le passività nell’ambito dei fondi per
rischi e oneri, al valore attuale; l’imputazione a conto economico separato consolidato dell’onere capitalizzato avviene lungo la vita
utile delle relative attività materiali attraverso il processo di ammortamento delle stesse.
La rideterminazione delle stime relative ai costi di smantellamento, ai tassi di attualizzazione e alle date in cui si prevede di
sostenere tali costi è effettuata annualmente, ad ogni chiusura di bilancio. Le variazioni della citata passività devono essere rilevate
ad incremento o a riduzione del costo della relativa attività; l’importo dedotto dal costo dell’attività non deve eccedere il valore
contabile della stessa. L’eventuale eccedenza è rilevata immediatamente nel conto economico separato consolidato, in via
convenzionale, alla voce Ammortamenti.
L’ammortamento è calcolato in base ad un criterio a quote costanti sulla vita utile stimata delle attività.
Le aliquote di ammortamento sono riviste su base annuale e sono modificate se l’attuale vita utile stimata differisce da quella
stimata in precedenza. Gli effetti di tali variazioni sono riconosciuti a conto economico separato consolidato su base prospettica.
I terreni, inclusi quelli pertinenziali ai fabbricati, non vengono ammortizzati.
Diritti d'uso su beni di terzi
In base a quanto previsto dall’IFRS 16, la rappresentazione contabile dei contratti di locazione passiva avviene attraverso l’iscrizione
nella situazione patrimoniale-finanziaria di una passività di natura finanziaria, rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri, a
fronte dell’iscrizione nell’attivo del diritto d’uso dell’attività presa in locazione.
Alla data di decorrenza del contratto, il diritto d’uso è iscritto al costo che comprende: l’importo della valutazione iniziale della
passività del leasing, eventuali pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza, i costi diretti
iniziali sostenuti per la sottoscrizione del contratto e il valore attuale della stima dei costi di ripristino e smantellamento previsti dal
contratto, al netto di eventuali incentivi ricevuti.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
276
Successivamente, il diritto d’uso è ammortizzato lungo la durata contrattuale (o la vita utile del bene se inferiore), soggetto a
eventuali riduzioni di valore e rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Il Gruppo TIM attrae nell’ambito di applicazione dell’IFRS 16, qualora ne ricorrano i presupposti e siano soddisfatti i requisiti previsti
dal principio, le fattispecie contrattuali aventi ad oggetto le risorse software in cloud e lo spettro di frequenze trasmissive su
portanti in fibra ottica. Tale impostazione è funzionale alle specificità fortemente innovative di tali tipologie contrattuali aventi ad
oggetto infrastrutture hardware e trasmissive ottiche, nonché servizi software tecnologicamente avanzati.
Oneri finanziari capitalizzati
Ai sensi dello IAS 23 (Oneri finanziari) il Gruppo capitalizza gli oneri finanziari solo se direttamente imputabili all’acquisizione, alla
costruzione o alla produzione di un bene che richiede un rilevante periodo di tempo (in via convenzionale superiore ai 12 mesi) per
essere pronto per l’uso previsto o per la vendita.
Gli oneri finanziari capitalizzati sono iscritti nel conto economico separato consolidato a diretta riduzione degli “oneri finanziari” cui
afferiscono.
Riduzione di valore delle attività immateriali, materiali e dei diritti d'uso su
beni di terzi
Avviamento
L’avviamento è sottoposto a verifica della recuperabilità del valore (c.d. impairment test) annualmente o più frequentemente, se
specifici eventi o modificate circostanze indicano la possibilità che abbia subito una riduzione di valore, secondo quanto previsto
dallo IAS 36 (Riduzione di valore delle attività); il valore originario non viene comunque ripristinato qualora vengano meno le ragioni
che hanno determinato la riduzione di valore.
La verifica viene svolta, di norma, alla fine di ogni esercizio e, pertanto, la data di riferimento per tale verifica è costituita dalla data
di chiusura del bilancio. L’avviamento acquisito ed allocato nel corso dell’esercizio è sottoposto a verifica della recuperabilità del
valore alla fine dell’esercizio in cui l’acquisizione e l’allocazione sono avvenute.
Al fine della verifica della sua recuperabilità, l’avviamento è allocato, alla data di acquisizione, ad ogni unità o gruppo di unità
generatrici di flussi di cassa (Cash Generating Unit – CGU) che beneficiano dell’acquisizione.
Se il valore contabile dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) eccede il rispettivo valore recuperabile, si rileva a
conto economico separato consolidato una perdita per riduzione di valore. La perdita per riduzione di valore è imputata dapprima a
riduzione del valore contabile dell’avviamento allocato all’unità generatrice di flussi di cassa (o al gruppo di unità) e solo
successivamente alle altre attività dell’unità in proporzione al loro valore contabile fino all’ammontare del valore recuperabile delle
attività a vita utile definita. Il valore recuperabile di un’unità generatrice di flussi di cassa (o di un gruppo di unità) cui è allocato
l’avviamento è il maggiore fra il fair value, dedotti i costi di vendita, ed il valore d’uso della stessa unità.
Il fair value al netto dei costi di vendita è stimato sulla base dell’income approach, in quanto permette di riflettere i benefici
derivanti da un futuro nuovo e diverso assetto di business. In particolare, il fair value al netto dei costi di vendita si fonda sul valore
attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione che riflette le valutazioni correnti di mercato del
valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. I flussi di cassa futuri si riferiscono a quelli previsti su un orizzonte
temporale esplicito compreso fra i tre e i cinque anni, nonché a quelli estrapolati dall’ultimo anno dell’orizzonte temporale esplicito
per la stima del valore terminale.
Il valore d’uso di un’attività è costituito dal valore attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione
che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. I flussi di cassa futuri
si riferiscono a quelli previsti su un orizzonte temporale esplicito compreso fra i tre e i cinque anni, nonché a quelli estrapolati
dall’ultimo anno dell’orizzonte temporale esplicito per la stima del valore terminale. Il tasso di crescita a lungo termine utilizzato al
fine della stima del valore terminale dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) viene assunto in misura non
eccedente il tasso medio di crescita a lungo termine del settore, del Paese o del mercato nel quale l’unità generatrice di flussi di
cassa (o il gruppo di unità) opera.
Il valore d’uso di unità generatrici di flussi di cassa in valuta estera è stimato nella valuta locale attualizzando tali flussi sulla base di
un tasso appropriato per quella valuta. Il valore attuale così ottenuto è tradotto in Euro sulla base del cambio a pronti alla data di
riferimento della verifica della riduzione di valore (per le società del Gruppo alla data di chiusura del bilancio).
I flussi di cassa futuri sono stimati facendo riferimento alle condizioni correnti dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo
di unità) e, pertanto, non si considerano né i benefici derivanti da ristrutturazioni future per le quali l’entità non è ancora
impegnata, né gli investimenti futuri di miglioramento o di ottimizzazione dell’unità.
Ai fini della verifica della riduzione di valore, il valore contabile di un’unità generatrice di flussi di cassa viene determinato
coerentemente con il criterio con cui è determinato il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi di cassa, escludendo i c.d.
surplus assets (ossia le attività finanziarie, le attività per imposte anticipate e le attività non correnti nette destinate ad essere
cedute) e includendo la quota di avviamento attribuibile agli azionisti di minoranza.
Dopo aver effettuato la verifica per riduzione di valore dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) cui è allocato
l’avviamento si effettua un secondo livello di verifica della riduzione di valore comprendendo anche quelle attività centralizzate con
funzioni ausiliarie (corporate assets) che non generano flussi positivi di risultato e che non possono essere allocate secondo un
criterio ragionevole e coerente alle singole unità. A questo secondo livello il valore recuperabile di tutte le unità generatrici di flussi
di cassa (o gruppi di unità) viene confrontato con il valore contabile di tutte le unità (o gruppi di unità), comprendendo anche quelle
unità alle quali non è stato allocato alcun avviamento e le attività centralizzate.
Attività (immateriali e materiali) a vita utile definita e diritti d’uso su beni di terzi
Ad ogni data di riferimento del bilancio, il Gruppo verifica se esistono indicazioni che le attività sia immateriali che materiali a vita
utile definita e i diritti d’uso su beni di terzi possano aver subito una riduzione di valore. A tal fine si considerano sia fonti interne che
esterne di informazione. Relativamente alle prime (fonti interne) si considera: l’obsolescenza o il deterioramento fisico dell’attività,
eventuali cambiamenti significativi nell’uso dell’attività e l’andamento economico dell’attività rispetto a quanto previsto.
Relativamente alle fonti esterne, invece, si considera: l’andamento dei prezzi di mercato delle attività, eventuali discontinuità
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
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Principi contabili
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tecnologiche, di mercato o normative, l’andamento dei tassi di interesse di mercato e del costo del capitale utilizzato per valutare
gli investimenti ed infine se il valore contabile delle attività nette del Gruppo dovesse risultare superiore alla capitalizzazione di
borsa.
Se esistono indicazioni che le attività sia immateriali che materiali a vita utile definita e i diritti d’uso su beni di terzi abbiano subito
una riduzione di valore, il valore di carico è ridotto al relativo valore recuperabile. Il valore recuperabile è definito come il maggiore
tra il fair value, al netto dei costi di vendita, ed il suo valore d’uso. Il valore d’uso è costituito dal valore attuale dei flussi di cassa
attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del
denaro e dei rischi specifici dell’attività o del diritto. Quando non è possibile stimare il valore recuperabile, il Gruppo stima il valore
recuperabile dell’unità generatrice di flussi di cassa cui l’attività appartiene. La riduzione di valore è iscritta a conto economico
separato consolidato.
Quando successivamente vengono meno i motivi che hanno determinato una riduzione di valore, il valore contabile dell’attività /
diritto d’uso o dell’unità generatrice di flussi di cassa è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile che, comunque,
non può eccedere il valore che si sarebbe determinato se non fosse stata rilevata alcuna riduzione di valore. Il ripristino di valore è
iscritto a conto economico separato consolidato.
Strumenti finanziari
Modelli di business nella gestione delle attività finanziarie
Nell’ambito della gestione del credito commerciale, il Management del Gruppo TIM ha definito i propri modelli di business in base
alla specificità della natura del credito, del tipo di controparte, della dilazione d’incasso; ciò, al fine di ottimizzare la gestione del
capitale circolante attraverso il continuo monitoraggio delle performance d’incasso dalla clientela, l’indirizzo delle credit collection
policies, la gestione di programmi di smobilizzo crediti, l’attivazione di cessioni del credito (factoring) coerenti con le esigenze di
programmazione finanziaria.
I modelli di business adottati sono i seguenti:
Hold to Collect: trattasi dei crediti generalmente detenuti fino a scadenza quali, ad esempio, i crediti verso i grandi clienti e gli
OLO per la Business Unit Domestic, nonché la totalità dei crediti per la Business Unit Brasile; tali strumenti ricadono nella
categoria IFRS 9 “Attività valutate al costo ammortizzato”. Tali crediti possono essere ceduti, ancorché non in modalità
ricorrente, per esigenze di ottimizzazione finanziaria;
Hold to Collect and Sell: trattasi dei crediti generalmente oggetto di cessione in modalità massiva e ricorrente quali, ad
esempio per la Business Unit Domestic, i crediti verso la clientela attiva consumer, small e business in attesa di essere ceduti;
tali strumenti ricadono nella categoria IFRS 9 “Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto
economico complessivo”.
Nell’ambito della gestione delle attività finanziarie diverse dai crediti commerciali verso i clienti, il Management del Gruppo TIM ha
definito i propri modelli di business in base alle logiche di impiego della liquidità ed alle tecniche di gestione degli strumenti
finanziari; ciò, per mantenere un adeguato livello di flessibilità finanziaria e gestire al meglio – in termini di rischio/rendimento - le
risorse finanziarie di immediata disponibilità attraverso le tesorerie delle società del Gruppo e secondo l’indirizzo strategico della
Capogruppo TIM.
I modelli di business adottati sono i seguenti: 
Hold to Collect: trattasi di strumenti finanziari impiegati per assorbire i surplus di cassa temporanei; sono caratterizzati da un
basso livello di rischio e detenuti principalmente fino alla scadenza; la valutazione avviene al costo ammortizzato;
Hold to Collect and Sell: trattasi di strumenti monetari o obbligazionari impiegati per assorbire i surplus di cassa di breve /
medio termine; sono caratterizzati da un basso livello di rischio e detenuti, di norma, fino alla scadenza o venduti per coprire
specifiche necessità di liquidità; la valutazione avviene al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico
complessivo consolidato;
Hold to Sell: trattasi di strumenti monetari, obbligazionari e di equity trading impiegati per la gestione dinamica dei surplus di
cassa non riconducibili ai precedenti Modelli di Business; sono caratterizzati da un livello di rischio più elevato e da acquisti e
vendite ripetuti nel tempo; la valutazione avviene al fair value attraverso il conto economico separato consolidato.
Altre partecipazioni
Le altre partecipazioni (diverse da quelle in controllate, collegate e joint venture) sono incluse fra le attività non correnti o fra quelle
correnti se sono destinate a permanere nel patrimonio del Gruppo per un periodo, rispettivamente, superiore o non superiore a 12
mesi.
Le altre partecipazioni sono classificate tra le “attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto economico separato
consolidato” (FVTPL), nell’ambito delle attività correnti.
Al momento dell’acquisto di ciascuna partecipazione, l’IFRS 9 prevede l’opzione irrevocabile di iscrivere tali partecipazioni tra le
“attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo consolidato” (FVTOCI),
nell’ambito delle attività non correnti o correnti.
Le altre partecipazioni classificate fra le “attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto
economico complessivo” sono valutate al fair value; le variazioni di valore di dette partecipazioni sono iscritte in una riserva di
patrimonio netto attraverso la loro imputazione alle altre componenti di conto economico complessivo (Riserva per attività
finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo), senza riclassificazione a conto
economico separato, in sede di derecognition (cessione) o riduzione di valore ritenuta definitiva. I dividendi sono invece rilevati a
conto economico separato consolidato.
Le variazioni di valore delle altre partecipazioni classificate fra le “attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto
economico separato” sono iscritte direttamente a conto economico separato consolidato.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
278
Titoli diversi dalle partecipazioni
I titoli diversi dalle partecipazioni, inclusi fra le attività non correnti o fra quelle correnti, a seconda del modello di business adottato
e dei flussi contrattuali previsti rientrano fra le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, oppure valutate al fair value
rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo oppure al fair value attraverso il conto economico separato.
I titoli diversi dalle partecipazioni, inclusi fra le attività correnti, sono quelli che, per scelta degli amministratori, sono destinati a
permanere nel patrimonio del Gruppo per un periodo non superiore a 12 mesi, e vengono classificati:
tra le “attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” (AC) quando sono detenuti in portafoglio sino alla scadenza
(originariamente superiore a 3 mesi ma inferiore a 12 mesi, oppure, pur avendo una scadenza originaria superiore a 12 mesi,
sono stati acquistati in un periodo nel quale la scadenza era compresa tra 3 e 12 mesi);
tra le “attività finanziarie valutare al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo” consolidato
(FVTOCI) quando è detenuta nell’ambito di un modello di business il cui obiettivo è quello di vendere l’attività finanziaria e/o
incassare i flussi contrattuali. La “Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo” consolidato è riversata a conto economico separato consolidato al momento della cessione ovvero in
presenza di una riduzione di valore;
tra le “attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto economico separato” consolidato (FVTPL) negli altri casi.
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, a seconda della loro natura, al valore nominale ovvero al costo
ammortizzato.
Le altre disponibilità liquide equivalenti rappresentano impieghi finanziari a breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente
convertibili in valori di cassa noti e soggetti ad un irrilevante rischio di variazione del loro valore, la cui scadenza originaria ovvero al
momento dell’acquisto non è superiore a 3 mesi.
Riduzione di valore di attività finanziarie
Ad ogni data di riferimento del bilancio, vengono effettuate valutazioni al fine di verificare se esista evidenza oggettiva che
un’attività finanziaria o un gruppo di attività possa aver subito una riduzione di valore.
La riduzione di valore di attività finanziarie si basa sul modello delle perdite attese (expected credit loss).
In particolare:
la riduzione di valore sui crediti commerciali e sui contract assets viene effettuata attraverso l'approccio semplificato, che
prevede la stima della perdita attesa lungo tutta la vita del credito al momento dell'iscrizione iniziale e nelle valutazioni
successive. Per ciascun segmento di clientela, la stima è effettuata principalmente attraverso la determinazione
dell'inesigibilità media attesa, basata su indicatori storico-statistici, eventualmente adeguata utilizzando elementi prospettici.
Per alcune categorie di crediti caratterizzate da elementi di rischio peculiari vengono invece effettuate valutazioni specifiche
sulle singole posizioni creditorie;
la riduzione di valore sulle attività finanziarie diverse dai crediti commerciali viene effettuata seguendo il modello generale che
rileva le perdite attese sui crediti nei 12 mesi successivi o sull’intera vita residua in caso di peggioramento sostanziale del rischio
di credito.
Strumenti finanziari derivati
Così come consentito dall’IFRS 9, il Gruppo TIM ha scelto di continuare ad applicare le disposizioni in materia di contabilizzazione
delle operazioni di copertura contenute nello IAS 39 invece delle disposizioni dell’IFRS 9.
Gli strumenti finanziari derivati perfezionati dal Gruppo TIM sono volti a fronteggiare l’esposizione al rischio di cambio e di tasso di
interesse e ad una diversificazione dei parametri di indebitamento che ne permetta una riduzione del costo e della volatilità entro
prefissati limiti gestionali.
Coerentemente con quanto stabilito dallo IAS 39, gli strumenti finanziari derivati di copertura sono contabilizzati secondo le
modalità stabilite per l’hedge accounting solo quando:
all’inizio della copertura, esistono la designazione formale e la documentazione della relazione di copertura stessa;
si prevede che la copertura sarà altamente efficace;
l’efficacia può essere attendibilmente misurata;
la copertura stessa è altamente efficace durante i diversi periodi contabili per i quali è designata.
Tutti gli strumenti finanziari derivati sono valutati al fair value, come stabilito dallo IAS 39.
Quando gli strumenti finanziari derivati hanno le caratteristiche per essere contabilizzati in hedge accounting, si applicano i
seguenti trattamenti contabili:
Fair value hedge – Se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alle variazioni del fair
value di un’attività o di una passività attribuibili ad un particolare rischio, l’utile o la perdita derivante dalle successive variazioni
del fair value dello strumento di copertura è rilevato a conto economico separato consolidato. L’utile o la perdita derivante
dall’adeguamento al fair value della posta coperta, per la parte attribuibile al rischio coperto, modifica il valore contabile di tale
posta e viene rilevato a conto economico separato consolidato.
Cash flow hedge – Se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alla variabilità dei flussi
finanziari di un’attività o di una passività iscritta in bilancio o di un’operazione prevista altamente probabile, la porzione efficace
degli utili o delle perdite derivanti dall’adeguamento al fair value dello strumento derivato è rilevata in una specifica riserva di
patrimonio netto (Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura). L’utile o la perdita cumulato è
stornato dalla riserva di patrimonio netto e contabilizzato a conto economico separato consolidato negli stessi esercizi in cui gli
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
279
effetti dell’operazione oggetto di copertura vengono rilevati a conto economico separato consolidato. L’utile o la perdita
associato a quella parte della copertura inefficace è iscritto a conto economico separato consolidato immediatamente. Se
l’operazione oggetto di copertura non è più ritenuta probabile, gli utili o le perdite non ancora realizzati contabilizzati nella
riserva di patrimonio netto sono rilevati immediatamente a conto economico separato consolidato.
Per gli strumenti derivati per i quali non è stata designata una relazione di copertura, le variazioni di valore rispetto alla rilevazione
iniziale sono iscritte direttamente a conto economico separato consolidato.
Passività finanziarie
Le passività finanziarie includono i debiti finanziari, comprensivi dei debiti per anticipazioni su cessione di crediti qualora la cessione
non trasferisca sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici, nonché altre passività finanziarie, ivi inclusi gli strumenti finanziari derivati
e le passività a fronte delle attività iscritte nell’ambito dei contratti di locazione finanziaria iscritti ai sensi dell’IFRS 16.
Ai sensi dell’IFRS 9, esse comprendono anche i debiti commerciali e quelli di natura varia.
Nell’ambito dei debiti commerciali sono anche presenti accordi finanziari con i fornitori. Per maggiori dettagli circa tali accordi si
rimanda alla Nota 24 “Debiti commerciali, vari e altre passività correnti".
Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti finanziari derivati, sono inizialmente iscritte al fair value; successivamente vengono
valutate al costo ammortizzato.
Le passività finanziarie coperte da strumenti finanziari derivati volti a fronteggiare il rischio di variazione di valore della passività
(derivati in fair value hedge), sono valutate al fair value, secondo le modalità stabilite dallo IAS 39 per l’hedge accounting: gli utili e
le perdite derivanti dai successivi adeguamenti al fair value, limitatamente alla componente coperta, sono rilevati a conto
economico separato consolidato e sono controbilanciati dalla porzione efficace della perdita o dell’utile derivante dalle
corrispondenti valutazioni al fair value dello strumento di copertura.
Le passività finanziarie coperte da strumenti finanziari derivati volti a fronteggiare il rischio di variazione dei flussi finanziari (derivati
in cash flow hedge) rimangono valutate al costo ammortizzato, secondo le modalità stabilite dallo IAS 39 per l’hedge accounting.
Cessioni di crediti
Il Gruppo TIM effettua cessioni di crediti sulla base di contratti di factoring e cartolarizzazione. Tali cessioni, nella maggior parte dei
casi, sono caratterizzate dal trasferimento a terzi sostanzialmente di tutti i rischi e benefici relativi ai crediti, rispondendo in tal
modo ai requisiti dell’IFRS 9 per lo storno degli stessi. Appositi contratti di servizio, in virtù dei quali gli acquirenti conferiscono
mandato a TIM S.p.A. di gestire le attività di incasso e gestione dei crediti, sono stati stipulati per mantenere la relazione tra la
Società e la propria clientela.
Rimanenze di magazzino
Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore tra il costo di acquisto e/o di produzione e il presumibile valore di realizzo; il
costo viene determinato con il metodo del costo medio ponderato per singolo movimento, mentre il presumibile valore di realizzo
viene rilevato dall’osservazione dei prezzi correnti alla chiusura dell’esercizio. Sono inoltre stanziati dei fondi svalutazione per le
rimanenze di magazzino considerate obsolete o a lenta rotazione, tenuto conto del loro utilizzo futuro atteso e del loro presumibile
valore di realizzo.
Attività non correnti destinate a essere cedute/Attività operative cessate
Le attività non correnti destinate a essere cedute o i gruppi in dismissione il cui valore contabile sarà recuperato principalmente
attraverso la vendita anziché con il loro utilizzo continuativo sono classificate come possedute per la vendita e rappresentate
separatamente dalle altre attività e passività della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata. I corrispondenti valori
patrimoniali dell’esercizio precedente non sono riclassificati nella situazione patrimoniale-finanziaria consolidata ma sono invece
esposti separatamente in una specifica colonna di variazione nell’evoluzione delle voci dell’attivo e del passivo nell’esercizio in cui le
attività non correnti destinate a essere cedute o i gruppi in dismissione sono classificati come tali.
Un’attività operativa cessata (Discontinued Operations) rappresenta una parte dell’entità che è stata dismessa o classificata come
posseduta per la vendita, e:
rappresenta un importante ramo di attività o area geografica di attività; oppure
è parte di un piano coordinato di dismissione di un importante ramo di attività o area geografica di attività; oppure
è una controllata acquisita esclusivamente allo scopo di essere rivenduta.
I risultati delle attività operative cessate – siano esse dismesse oppure classificate come possedute per la vendita – sono esposti
separatamente nel conto economico separato consolidato, al netto degli effetti fiscali. I corrispondenti valori relativi all’esercizio
precedente, ove presenti, sono riclassificati ed esposti separatamente nel conto economico separato consolidato, al netto degli
effetti fiscali, ai fini comparativi.
Le attività non correnti destinate a essere cedute o i gruppi in dismissione classificati come posseduti per la vendita, sono dapprima
rilevati in conformità allo specifico IFRS di riferimento applicabile a ciascuna attività e passività e, successivamente, sono rilevati al
minore tra il valore contabile e il relativo fair value, al netto dei costi di vendita.
Eventuali successive perdite di valore sono rilevate direttamente a rettifica delle attività non correnti o dei gruppi in dismissione
classificati come posseduti per la vendita con contropartita a conto economico separato consolidato.
Viene invece rilevato un ripristino di valore per ogni incremento successivo del fair value di un’attività al netto dei costi di vendita,
ma solo fino a concorrenza della perdita per riduzione di valore complessiva precedentemente rilevata.
In conformità alle previsioni dell’IFRS 5 (Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate) le attività non
correnti classificate come possedute per la vendita o facenti parte di un gruppo in dismissione non vengono ammortizzate.
Gli oneri finanziari e le altre spese attribuibili alle passività di un gruppo in dismissione classificato come posseduto per la vendita
devono continuare ad essere rilevati.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
280
Fondi relativi al personale
Fondo per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR)
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), obbligatorio per le imprese italiane ai sensi dell’art. 2120 del Codice Civile, ha natura di
retribuzione differita ed è correlato alla durata della vita lavorativa dei dipendenti e alla retribuzione percepita nel periodo di
servizio prestato.
In applicazione dello IAS 19 (Benefici per i dipendenti), il TFR così calcolato assume la natura di “Piano a benefici definiti” e la
relativa obbligazione da iscrivere in bilancio (Fondo TFR) è determinata mediante un calcolo attuariale.
La rilevazione delle variazioni degli utili/perdite attuariali (“rimisurazioni”) è iscritta fra le altre componenti del conto economico
complessivo consolidato. Il costo relativo alle prestazioni di lavoro per le società italiane del Gruppo con meno di 50 dipendenti,
nonché gli interessi passivi relativi alla componente del “time value” nei calcoli attuariali (questi ultimi classificati tra gli oneri
finanziari) sono iscritti a conto economico separato consolidato.
A partire dal 1° gennaio 2007, la legge italiana ha previsto per il lavoratore la possibilità di scegliere la destinazione del proprio TFR
maturando ai fondi di previdenza complementare oppure all’azienda di appartenenza. Per le aziende con almeno 50 dipendenti è
fatto obbligo di versare tale TFR al “Fondo di Tesoreria” gestito dall’INPS. Conseguentemente, l’obbligazione nei confronti dell’INPS
e le contribuzioni alle forme pensionistiche complementari hanno assunto, ai sensi dello IAS 19, la natura di “Piani a contribuzioni
definite”.
Accordi di pagamento basato su azioni
Le imprese del Gruppo riconoscono benefici addizionali a taluni dirigenti del Gruppo attraverso piani di partecipazione al capitale
(ad esempio piani di stock option e Long-term incentive plan). I summenzionati piani vengono contabilizzati secondo quanto
previsto dall’IFRS 2 (Pagamenti basati su azioni).
Secondo quanto stabilito dall’IFRS 2, tali piani rappresentano una componente della retribuzione dei beneficiari; pertanto, per i piani
che prevedono una remunerazione in strumenti di capitale, il costo è rappresentato dal fair value di tali strumenti alla data di
assegnazione, ed è rilevato a conto economico separato consolidato tra i “Costi del personale” lungo il periodo intercorrente tra la
data di assegnazione e quella di maturazione, con contropartita una riserva di Patrimonio Netto denominata “Altri strumenti
rappresentativi di patrimonio netto”. Le variazioni nel fair value successive alla data di assegnazione non hanno effetto sulla
valutazione iniziale. Alla fine di ogni esercizio viene aggiornata la stima del numero di diritti che matureranno fino alla scadenza. La
variazione di stima è portata a rettifica della voce “Altri strumenti rappresentativi di patrimonio netto” con contropartita “Costi del
personale”.
La parte dei piani che prevede la corresponsione di compensi in denaro è iscritta tra le passività in contropartita dei “Costi del
personale”; alla fine di ogni esercizio detta passività è valutata al relativo fair value.
Fondi per rischi e oneri
Le imprese del Gruppo rilevano i fondi per rischi e oneri quando, in presenza di un’obbligazione attuale, legale o implicita, nei
confronti di terzi, quale risultato di un evento passato, è probabile che si renderà necessario l’impiego di risorse del Gruppo per
adempiere all’obbligazione, e quando può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione stessa. Tra i
fondi per rischi e oneri rientrano anche quelli costituiti nel caso in cui la società abbia stipulato contratti che sono successivamente
divenuti onerosi in quanto i costi non discrezionali, necessari per l’adempimento delle obbligazioni assunte, superano i benefici
economici che si presume si otterranno dagli stessi contratti.
Quando l’effetto finanziario del trascorrere del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono
attendibilmente stimabili, l’accantonamento è determinato attualizzando i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei
rischi associati all’obbligazione; l’incremento del fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato nel conto economico separato
consolidato alla voce “Oneri finanziari”.
Contributi pubblici
I contributi pubblici sono rilevati quando esiste una ragionevole certezza che saranno ricevuti e che il Gruppo rispetterà tutte le
condizioni previste dal Governo, da enti governativi e analoghi enti locali, nazionali o internazionali per la loro erogazione.
I contributi pubblici sono rilevati a Conto economico separato, con un criterio sistematico, negli esercizi in cui il Gruppo rileva come
costi le relative spese che i contributi intendono compensare.
I contributi pubblici in conto capitale ricevuti per l’acquisto e/o la costruzione di attività materiali non correnti sono iscritti come
ricavo differito nel prospetto della Situazione patrimoniale-finanziaria e accreditati a Conto economico separato su base
sistematica lungo la vita utile degli impianti cui i contributi si riferiscono.
Azioni proprie
Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. In particolare, le azioni proprie sono contabilizzate in riduzione del
capitale sociale emesso per la parte corrispondente alla cd. “parità contabile”, che risulta dal rapporto tra il capitale sociale
complessivo e il numero delle azioni emesse, mentre l’eccedenza del valore di acquisto rispetto alla parità contabile è portata in
riduzione delle “Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l’utile (perdita) dell’esercizio”.
Operazioni in valuta estera
Le operazioni in valuta estera sono registrate al tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione. Le attività e le passività
monetarie denominate in valuta estera sono convertite al tasso di cambio in essere alla data di riferimento del bilancio. Sono
rilevate a conto economico separato consolidato le differenze cambio generate dall’estinzione di poste monetarie o dalla loro
conversione a tassi differenti rispetto a quelli della loro rilevazione iniziale nell’esercizio o a quelli di fine esercizio precedente.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
281
Ricavi
I ricavi rappresentano i flussi lordi di benefici economici dell’esercizio derivanti dallo svolgimento dell’attività ordinaria. I corrispettivi
riscossi per conto terzi quali le imposte sulle vendite, le imposte su beni e servizi e l’imposta sul valore aggiunto non sono benefici
economici fruiti dal Gruppo e non determinano un incremento del patrimonio netto. Per questo motivo essi sono esclusi dai ricavi.
Il processo sottostante la rilevazione dei ricavi segue le fasi previste dall’IFRS 15:
identificazione del contratto: avviene quando le parti approvano il contratto (con sostanza commerciale) e individuano i
rispettivi diritti ed obbligazioni: in altri termini il contratto deve essere legalmente vincolante, possono essere chiaramente
identificati i diritti a ricevere beni e/o servizi ed i termini di pagamento e il Gruppo ritiene probabile il percepimento del
corrispettivo;
identificazione delle performance obligation: le principali performance obligation identificate, vale a dire promesse di
trasferimento di beni e servizi che sono distinti, sono prestazioni di servizi (tra cui traffico voce e dati e soluzioni ICT) alla
clientela retail, prestazioni di servizi alla clientela wholesale e vendita di prodotti;
determinazione del transaction price: è l’importo complessivamente contrattualizzato con la controparte, avuto riguardo
all’intera durata contrattuale; il Gruppo ha definito che la durata contrattuale è quella derivante dai vincoli contrattuali tra le
parti, oppure, in assenza di tali vincoli, è convenzionalmente pari ad un mese;
allocazione del transaction price alle performance obligation: l’allocazione avviene proporzionalmente ai rispettivi stand
alone selling price, determinati in base ai prezzi di listino (laddove presenti) oppure stimati applicando un margine appropriato
al costo di acquisto/produzione del bene/servizio.
I ricavi da attivazione del servizio di connettività non costituiscono una performance obligation; vengono, pertanto, allocati alle
performance obligation contrattuali (tipicamente ai servizi).
Per le offerte che comprendono sia la vendita degli apparati sia la prestazione di servizi (offerte bundle), il Gruppo alloca il
transaction price contrattuale alle performance obligation del contratto proporzionalmente agli stand alone selling price delle
singole perfomance obligation;
rilevazione dei ricavi: i ricavi sono rappresentati al netto di sconti, abbuoni e resi e rilevati in relazione alle caratteristiche della
tipologia di ricavo:
Ricavi per prestazioni di servizi
I ricavi per prestazioni di servizi sono rilevati a conto economico separato con riferimento allo stadio di completamento del
servizio, ovvero in base all’effettivo consumo.
I ricavi da traffico telefonico per interconnessione e roaming sono esposti al lordo delle quote spettanti agli altri operatori di
telecomunicazioni.
I ricavi per la fornitura di informazioni ed altri contenuti sono iscritti in base all’ammontare fatturato al cliente quando il
servizio è reso direttamente dal Gruppo. Nel caso in cui il Gruppo operi esclusivamente in qualità di agente (ad esempio per
le Numerazioni Non Geografiche), viene invece iscritta tra i ricavi la sola provvigione riconosciuta dal fornitore di contenuti.
I ricavi derivanti dal traffico prepagato sono contabilizzati sulla base dell’effettivo consumo. I ricavi differiti corrispondenti al
traffico già incassato ma non ancora consumato sono registrati nella Situazione patrimoniale-finanziaria Consolidata alla
voce “Debiti commerciali, vari e altre passività correnti”.
Generalmente i ricavi per prestazioni di servizi sono fatturati e riscossi su base bimestrale/mensile per la clientela retail,
mentre sono fatturati su base mensile e recano una scadenza a 40 o 60 giorni data emissione a seconda che si tratti della
componente mobile (40 giorni) o della componente fissa (60 giorni) per la clientela wholesale.
Ricavi per vendite
I ricavi per vendite (prodotti telefonici e altri) sono rilevati alla consegna quando il controllo dei beni è trasferito ai clienti.
Gli apparati venduti separatamente dai servizi sono fatturati al momento della consegna; la riscossione avviene a vista o in
base a piani rateizzati (fino a 48 rate mensili). Gli apparati venduti nell’ambito di offerte bundle sono fatturati al momento
della consegna e riscossi, di regola, in 24, 30 o 48 rate mensili a seconda della tipologia di offerta e cluster di clientela. Con
particolare riferimento ai prodotti mobile (smartphone e tablet) e alcune tipologie di prodotti del fisso venduti alla clientela
consumer l’incasso avviene al momento della vendita per il tramite della società finanziaria TIMFin che eroga il
finanziamento al cliente.
La rilevazione dei ricavi può generare l’iscrizione di una attività o passività derivante da contratti. In particolare:
le Attività derivanti da contratto rappresentano il diritto ad un corrispettivo in cambio di beni o servizi che sono stati
trasferiti al cliente, quando il diritto è subordinato a qualcosa di diverso dal passare del tempo;
le Passività derivanti da contratto rappresentano l'obbligazione di trasferire al cliente beni o servizi per i quali il Gruppo ha
ricevuto (o per i quali è dovuto) un corrispettivo dal cliente.
I costi contrattuali (costi di adempimento e di ottenimento di un contratto; principalmente, costi tecnici di attivazione e costi per le
provvigioni alla rete di vendita) sono oggetto di differimento e rilevati a conto economico separato in funzione dello stimato
periodo di recuperabilità dei relativi benefici economici che, per i clienti di rete mobile, è basato sulla durata attesa del rapporto
contrattuale, mentre per i clienti di rete fissa in funzione della recuperabilità economica dei costi “one-off” (riferibili a costi per
provvigioni alla rete di vendita e a costi tecnici di attivazione).
Periodicamente viene valutata la recuperabilità delle attività derivanti da contratto e dei costi differiti.
TIM si avvale dell’espediente pratico, previsto dall’IFRS 15, di rilevare interamente a conto economico i costi incrementali per
l’ottenimento del contratto se il periodo di ammortamento non supera i 12 mesi.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
282
Costi di ricerca e costi di pubblicità
I costi di ricerca e quelli di pubblicità vengono spesati direttamente a conto economico separato consolidato nell’esercizio in cui
vengono sostenuti.
Proventi e oneri finanziari
I proventi e gli oneri finanziari sono rilevati per competenza e comprendono: gli interessi maturati sulle relative attività e passività
finanziarie utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo, le variazioni di fair value dei derivati e degli altri strumenti finanziari
rilevati al fair value attraverso il conto economico, gli utili e le perdite di cambio e su strumenti finanziari (inclusi i derivati).
Dividendi
I dividendi ricevuti dalle società diverse da quelle controllate, collegate e joint venture sono contabilizzati a conto economico
separato consolidato secondo il principio della competenza, ossia nell’esercizio in cui sorge il relativo diritto al credito, a seguito
della delibera assembleare di distribuzione dei dividendi delle partecipate.
I dividendi distribuibili a terzi sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono approvati
dall’assemblea degli azionisti.
Imposte sul reddito (correnti e differite)
Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile delle imprese del Gruppo.
Il calcolo delle imposte sul reddito correnti e differite è effettuato utilizzando tutti gli elementi e le informazioni disponibili alla data
del bilancio, tenendo conto delle leggi in vigore ed anche considerando ed includendo nelle valutazioni tutti gli elementi che
possono determinare incertezze nella determinazione degli importi a debito verso l’erario, così come previsto dall’IFRIC 23.
Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico separato consolidato, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente
addebitate o accreditate ad una riserva di patrimonio netto; in tali casi il relativo effetto fiscale è riconosciuto direttamente alle
rispettive riserve di patrimonio netto. Nel prospetto di conto economico complessivo consolidato, è indicato l’ammontare delle
imposte sul reddito relativo a ciascuna voce inclusa fra le “altre componenti del conto economico complessivo consolidato”.
Gli accantonamenti per imposte che potrebbero generarsi dal trasferimento di utili non distribuiti delle imprese controllate sono
effettuati solo quando vi è la reale intenzione di trasferire tali utili.
Le imposte differite/anticipate sono rilevate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività (balance sheet liability
method). Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile delle attività e delle passività
ed i relativi valori contabili nel bilancio consolidato, ad eccezione delle differenze derivanti da investimenti in imprese controllate
per le quali non si prevede l’annullamento nel prevedibile futuro. Le attività per imposte anticipate sulle perdite fiscali riportabili a
nuovo sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano
essere recuperate. Le attività e le passività fiscali per imposte sono compensate, separatamente per le imposte correnti e per le
imposte differite, quando le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale e quando vi è un diritto legale di
compensazione. Le attività fiscali per imposte anticipate e le passività fiscali per imposte differite sono determinate adottando le
aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui le imprese del Gruppo operano, negli
esercizi nei quali le differenze temporanee si annulleranno.
Le altre imposte non correlate al reddito sono incluse tra gli “Altri costi operativi”.
Risultato per azione
Il risultato base per azione ordinaria è calcolato dividendo la quota di risultato economico del Gruppo attribuibile alle azioni
ordinarie per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, ed escludendo le azioni proprie.
Analogamente, il risultato base per azione di risparmio è calcolato dividendo la quota di risultato economico del Gruppo attribuibile
alle azioni di risparmio per la media ponderata delle azioni di risparmio in circolazione durante l’esercizio.
Ai fini del calcolo del risultato diluito per azione ordinaria, la media ponderata delle azioni in circolazione durante l’esercizio è
modificata assumendo la sottoscrizione di tutte le azioni potenziali derivanti, ad esempio, dall’esercizio di diritti sulle azioni aventi
effetto diluitivo. Anche il risultato netto del Gruppo è rettificato per tener conto degli effetti, al netto delle imposte, di tali
operazioni.
Uso di stime contabili
La redazione del bilancio consolidato e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della Direzione aziendale
l’effettuazione di stime e di assunzioni basate anche su giudizi soggettivi, esperienze passate e ipotesi considerate ragionevoli e
realistiche in relazione alle informazioni note al momento della stima. Tali stime hanno effetto sui valori delle attività e delle
passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio nonché sull’ammontare dei
ricavi e dei costi nell’esercizio di riferimento. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire, anche significativamente, da tali
stime a seguito di possibili mutamenti dei fattori considerati nella determinazione di tali stime. Le stime sono riviste
periodicamente. L'effetto di un eventuale cambiamento nella stima contabile è rilevato prospetticamente.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
283
Nel seguito, sono indicate le più significative stime contabili che comportano un elevato ricorso ad assunzioni e giudizi soggettivi da
parte degli Amministratori
Area di bilancio
Stime contabili
Riduzione di valore dell’avviamento
La verifica della riduzione di valore dell’avviamento è effettuata mediante il confronto tra il valore contabile delle unità
generatrici di flussi di cassa e il loro valore recuperabile; quest’ultimo è rappresentato dal maggiore fra il fair value, dedotti i
costi di vendita, ed il valore d’uso della stessa unità. Tale complesso processo di valutazione implica, tra l’altro, l’utilizzo di
metodi quali il discounted cash flow con le relative assunzioni sulla stima dei flussi di cassa. Il fair value al netto dei costi di
vendita si fonda sul valore attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione che riflette le
valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. Il valore recuperabile dipende
sensibilmente dal tasso di sconto utilizzato nel modello dei flussi di cassa attualizzati così come dai flussi di cassa attesi in
futuro e dal tasso di crescita utilizzato ai fini dell’estrapolazione. La stima dei flussi di cassa attesi ha tenuto conto dei rischi
derivanti dal cambiamento climatico (così come esplicitati nella sezione “Principali rischi e incertezze - Rischi legati ai
principali temi di sostenibilità” della Relazione sulla gestione) che allo stato attuale non hanno comportato impatti significativi
sul modello di Business del Gruppo.  Le ipotesi chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le diverse unità
generatrici di flussi di cassa, inclusa un’analisi di sensitività, sono dettagliatamente esposte nella Nota ”Avviamento”.
Riduzione di valore delle attività immateriali e materiali a
vita utile definita e dei diritti d’uso su beni di terzi
A ogni data di riferimento del bilancio, il Gruppo verifica se esistono indicazioni che le attività sia materiali che immateriali a
vita utile definita e sui diritti d’uso su beni di terzi possano aver subito una riduzione di valore. A tal fine si considerano sia fonti
interne che esterne di informazione.
L'identificazione di indicatori di riduzione di valore, la stima dei flussi di cassa futuri e la determinazione del fair value di
ciascuna attività richiede alla Direzione aziendale di effettuare stime e assunzioni significative circa la determinazione del
tasso di sconto da applicare, della vita utile e del valore residuo delle attività. La stima dei flussi di cassa attesi ha tenuto
conto dei rischi derivanti dal cambiamento climatico (così come esplicitati nella sezione “Principali rischi e incertezze - Rischi
legati ai principali temi di sostenibilità” della Relazione sulla gestione) che allo stato attuale non hanno comportato impatti
significativi sul modello di Business del Gruppo.  Queste stime possono avere un impatto significativo sul fair value delle
attività e sull’ammontare di eventuali svalutazioni.
Aggregazioni aziendali
La rilevazione delle aggregazioni aziendali comporta l’iscrizione delle attività e passività dell’impresa acquisita al relativo fair
value alla data di acquisizione del controllo nonché l’eventuale iscrizione dell’avviamento. La determinazione di tali valori è
effettuata attraverso un complesso processo di stima.
Passività per leasing e Diritti d’uso su beni di terzi
La determinazione del valore della passività per leasing e del corrispondente diritto d’uso è effettuata calcolando il valore
attuale dei canoni di leasing, anche considerando la stima sulla ragionevole certezza del rinnovo del contratto.
Capitalizzazione / differimento costi
Il processo di capitalizzazione / differimento dei costi interni ed esterni è caratterizzato da alcuni elementi di stima /
valutazione; in particolare, si segnala la valutazione di: i) probabilità che l’ammontare dei costi capitalizzati venga recuperato
attraverso i correlati ricavi futuri; e ii) effettivo incremento dei benefici economici futuri insiti nel bene a cui si riferiscono.
Fondo svalutazione crediti
La riduzione di valore sui crediti commerciali e sui contract assets viene effettuata attraverso l'approccio semplificato, che
prevede la stima della perdita attesa lungo tutta la vita del credito al momento dell'iscrizione iniziale e nelle valutazioni
successive. Per ciascun segmento di clientela, la stima è effettuata principalmente attraverso la determinazione
dell'inesigibilità media attesa, basata su indicatori storico-statistici, eventualmente adeguata utilizzando elementi prospettici.
Per alcune categorie di crediti caratterizzate da elementi di rischio peculiari vengono invece effettuate valutazioni specifiche
sulle singole posizioni creditorie.
Ammortamenti
I cambiamenti nelle condizioni economiche dei mercati, nella tecnologia e nello scenario competitivo potrebbero influenzare
significativamente la vita utile delle attività materiali e immateriali non correnti e potrebbero comportare una differenza nelle
tempistiche del processo di ammortamento e quindi sull’ammontare dei costi per ammortamento.
Accantonamenti, passività potenziali e fondi relativi al
personale
Per quanto riguarda gli accantonamenti connessi al “Fondo oneri di ripristino”, la stima dei costi futuri di smantellamento del
cespite e di ripristino del sito è un processo complesso che richiede la valutazione delle passività derivanti da obblighi di
smantellamento e di ripristino spesso non compiutamente definiti da leggi, regolamenti amministrativi o clausole
contrattuali, e che generalmente si dovranno adempiere a distanza di parecchi anni.
Gli accantonamenti connessi a contenziosi giudiziari, arbitrali e fiscali nonché a procedimenti di natura regolatoria sono frutto
di un processo di stima complesso che si basa anche sulla probabilità di soccombenza. Gli accantonamenti connessi ai fondi
relativi al personale, ed in particolare al Fondo Trattamento di Fine Rapporto, sono determinati sulla base di ipotesi attuariali;
le variazioni di tali ipotesi potrebbero avere effetti significativi su tali fondi. Gli accantonamenti al Fondo Rischi contrattuali
sono anche correlati ai contratti eventualmente divenuti onerosi e si basano su un articolato processo di stima che prevede la
valutazione della marginalità negativa complessiva dell’intero contratto; pertanto, includono i costi non discrezionali
necessari per l’adempimento delle obbligazioni assunte che superano i benefici economici che si presume si otterranno dagli
stessi contratti.
Ricavi
Il riconoscimento dei ricavi è influenzato dalle stime dell’ammontare di sconti, abbuoni e resi da iscrivere a diretta rettifica dei
ricavi, oltre che dalle modalità di definizione degli stand alone selling price dei singoli prodotti o servizi e di determinazione
della durata contrattuale in presenza di opzioni di rinnovo.
Costi contrattuali (IFRS 15)
Il riconoscimento dei costi di ottenimento e adempimento dei contratti per i clienti di rete mobile (principalmente, costi per le
provvigioni alla rete di vendita) è influenzato dalla stima della durata attesa del rapporto, calcolata sulla base degli indici di
rotazione storica e delle previsioni future. Questa stima è comunque soggetta a fluttuazioni e potrebbe rappresentare in
maniera limitata il comportamento futuro della clientela, specialmente in presenza di nuove offerte commerciali o
cambiamenti del contesto competitivo. Il riconoscimento dei costi di ottenimento e adempimento dei contratti per i clienti di
rete fissa è in funzione della recuperabilità economica dei costi “one-off” (riferibili principalmente a costi per provvigioni alla
rete di vendita e a costi tecnici di attivazione).
Imposte sul reddito (correnti e differite)
Le imposte sul reddito (correnti e differite) sono determinate in ciascun paese in cui il Gruppo opera secondo una prudente
interpretazione delle normative fiscali vigenti. Questo processo comporta talvolta complesse stime nella determinazione del
reddito imponibile e delle differenze temporanee deducibili ed imponibili tra valori contabili e fiscali. In particolare, le attività
per imposte anticipate sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a
fronte del quale possano essere recuperate. La valutazione della recuperabilità delle attività per imposte anticipate, rilevate in
relazione sia alle perdite fiscali utilizzabili in esercizi successivi sia alle differenze temporanee deducibili, tiene conto della
stima dei redditi imponibili futuri e si basa su una prudente pianificazione fiscale.
Strumenti derivati e strumenti rappresentativi di capitale
Il fair value degli strumenti derivati e degli strumenti rappresentativi di capitale è determinato sia mediante modelli di
valutazione che tengono anche conto di valutazioni soggettive quali, ad esempio, le stime dei flussi di cassa, la volatilità
attesa dei prezzi, ecc., sia sulla base di valori rilevati su mercati regolamentati o quotazioni fornite da controparti finanziarie.
Per ulteriori dettagli vedasi la Nota “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Così come previsto dallo IAS 8 (Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori) paragrafo 10, in assenza di un
Principio o di un’Interpretazione applicabile specificatamente ad una determinata operazione, la Direzione aziendale definisce,
attraverso ponderate valutazioni soggettive, le metodologie contabili da adottare nell’ottica di fornire un bilancio consolidato che
rappresenti fedelmente la situazione patrimoniale-finanziaria, il risultato economico e i flussi finanziari del Gruppo, che rifletta la
sostanza economica delle operazioni, sia neutrale, redatto su basi prudenziali e completo sotto tutti gli aspetti rilevanti.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 2
Principi contabili
284
Nuovi Principi e Interpretazioni recepiti dalla UE e in vigore a partire dal 1°
gennaio 2025
Ai sensi dello IAS 8 (Principi Contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori), vengono di seguito indicati e brevemente
illustrati gli IFRS in vigore a partire dal 1° gennaio 2025.
Modifiche allo IAS 21 – Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere
In data 12 novembre 2024 è stato emesso il Regolamento (UE) n. 2024/2862 che ha recepito alcuni emendamenti allo IAS 21 –
Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere. Le modifiche chiariscono come un'entità dovrebbe operare/calcolare e come
dovrebbe determinare il tasso di cambio a pronti se una valuta ancorché scambiabile presenta una carenza di scambiabilità
(situazione relativamente non comune ma che potrebbe sorgere, ad esempio, quando le autorità impongono controlli sulle valute
che ne vietano il loro scambio o che ne limitano il volume delle transazioni). Inoltre, gli emendamenti richiedono di fornire
informativa che consenta agli utilizzatori dei rendiconti finanziari di comprendere l'impatto derivante da una valuta per il fatto di
non essere scambiabile.
L’adozione di dette modifiche non ha comportato effetti sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB e non recepiti dalla UE
Non sono presenti nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB e non recepiti dalla UE.
Nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB ma non ancora applicabili
Alla data di redazione del presente bilancio consolidato sono stati emessi dallo IASB i seguenti nuovi Principi / Interpretazioni non
ancora entrati in vigore:
Applicazione obbligatoria a
partire dal
Nuovi Principi / Interpretazioni non ancora recepiti dalla UE
IFRS 19 – Controllate non di interesse pubblico: informazioni integrative
1/1/2027
IAS 21 – Utilizzo di una valuta di presentazione iperinflazionata
1/1/2027
Nuovi Principi / Interpretazioni recepiti dalla UE
IFRS 18 – Presentazione e informativa di bilancio
1/1/2027
Modifiche ai principi IFRS 9 e IFRS 7 – Classificazione e Valutazione degli strumenti finanziari
1/1/2026
Modifiche Annuali agli IFRS — Volume 11
1/1/2026
Contratti di compravendita di energia elettrica rinnovabile: Modifiche all’IFRS 9 e IFRS 7
1/1/2026
Gli eventuali impatti sul bilancio consolidato di Gruppo derivanti dall'applicazione di tali nuovi Principi/Interpretazioni sono
attualmente in fase di valutazione; si ritiene, tuttavia, che gli stessi non siano significativi rispetto ai risultati finanziari ed economici.
Si segnala che nell’aprile 2024 lo IASB ha emesso l’IFRS 18, che sostituirà lo IAS 1 – Presentazione del bilancio.
L’IFRS 18, unitamente alle modifiche agli altri principi contabili, è efficace per gli esercizi che iniziano a partire dal 1° gennaio 2027; è
consentita l’applicazione anticipata. L’IFRS 18 sarà applicato retrospettivamente.
L’IFRS 18 introduce nuovi requisiti di presentazione nel conto economico, inclusi totali e subtotali specificamente definiti. Inoltre, le
entità sono tenute a classificare tutti i proventi e gli oneri del conto economico in una delle seguenti cinque categorie: attività
operative, attività di investimento, attività di finanziamento, imposte sul reddito e attività operative cessate.
Il principio richiede una specifica informativa sulle nuove misure di performance definite dal management (“MPM”), rappresentate
da subtotali di proventi e oneri e introduce, inoltre, nuovi requisiti in materia di aggregazione e disaggregazione delle informazioni
finanziarie.
In aggiunta, sono state apportate modifiche di portata limitata allo IAS 7 – Rendiconto finanziario, che includono:
la modifica del punto di partenza per la determinazione dei flussi di cassa generati dall’attività operativa mediante il metodo
indiretto, che passa da “utile o perdita d’esercizio” a “risultato operativo”; e
l’eliminazione delle opzioni di classificazione dei flussi di cassa relativi a interessi e dividendi.
Sono inoltre previste modifiche consequenziali a diversi altri principi contabili.
Il Gruppo sta attualmente svolgendo un’analisi volta ad individuare tutti gli impatti che le modifiche introdotte dal nuovo principio
avranno sui prospetti contabili primari e sulle note al bilancio nonchè sulla nuova determinazione degli indicatori di performance.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 3
Area di consolidamento
285
NOTA 3
AREA DI CONSOLIDAMENTO
Partecipazioni in società controllate consolidate
Composizione del Gruppo
TIM detiene la maggioranza dei diritti di voto in tutte le controllate incluse nell’area di consolidamento.
L’elenco completo delle società controllate consolidate, è riportato nella Nota 46 “Le imprese del Gruppo TIM”.
Area di consolidamento
Le variazioni intervenute nell’area di consolidamento al 31 dicembre 2025, rispetto al 31 dicembre 2024, sono di seguito elencate.
Società controllate entrate/uscite/oggetto di fusione nell'area di consolidamento:
Società
Business Unit di
riferimento
Mese
Entrate:
MINDICITY S.r.l. Società benefit
Incremento quota di possesso
Domestic
Settembre 2025
Uscite:
OLIVETTI PAYMENT SOLUTIONS S.p.A.
Liquidata
Domestic
Gennaio 2025
NOOVLE SICILIA S.c.a. r.l.
Liquidata
Domestic
Febbraio 2025
CD FIBER S.r.l.
Liquidata
Domestic
Febbraio 2025
TI SPARKLE SLOVAKIA S.R.O.
Liquidata
Domestic
Giugno 2025
Fusione:
TS-WAY S.r.l.
Fusa in Telsy S.p.A.
Domestic
Giugno 2025
Il numero delle imprese controllate, delle imprese collegate e delle joint ventures del Gruppo TIM, è così ripartito:
31.12.2025
Imprese:
Italia
Estero
Totale
controllate consolidate con il metodo integrale
11
43
54
joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto
2
2
collegate valutate con il metodo del patrimonio netto
6
1
7
Totale imprese
19
44
63
31.12.2024
Imprese:
Italia
Estero
Totale
controllate consolidate con il metodo integrale
15
44
59
joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto
2
2
collegate valutate con il metodo del patrimonio netto
7
1
8
Totale imprese
24
45
69
Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 46 “Le imprese del Gruppo TIM”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 3
Area di consolidamento
286
Società controllate con interessenze significative di minoranza
Al 31 dicembre 2025 il Gruppo TIM detiene partecipazioni in società controllate con interessenze significative di minoranza con
riferimento al gruppo TIM Brasil.
Si precisa che i dati di seguito presentati, al lordo delle elisioni dei rapporti con le altre società del Gruppo, sono secondo gli IFRS e
tengono conto delle rettifiche apportate al momento dell’acquisizione (allineamento al fair value delle attività e passività acquisite).
Gruppo TIM Brasil - Business Unit Brasile
La quota delle interessenze partecipative, detenuta dalle partecipazioni di minoranza, al 31 dicembre 2025 è pari al 32,5% del
capitale di TIM S.A..
Dati patrimoniali gruppo TIM Brasil
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Attività non correnti
7.041
7.111
Attività correnti
2.357
2.081
Totale Attività
9.398
9.192
Passività non correnti
3.446
3.111
Passività correnti
2.569
2.194
Totale Passività
6.015
5.305
Patrimonio Netto
3.383
3.887
di cui Partecipazioni di minoranza
1.224
1.389
Dati economici gruppo TIM Brasil
(milioni di euro)
2025
2024
Ricavi
4.220
4.366
Utile (perdita) dell'esercizio
539
412
di cui Partecipazioni di minoranza
222
181
Dati finanziari gruppo TIM Brasil
Il flusso monetario complessivo generato nell’esercizio 2025 risulta positivo per 54 milioni di euro, in presenza di una differenza
cambio negativa di 4 milioni di euro.
Nell’esercizio 2024 risultava pari a -116 milioni di euro, in presenza di una differenza cambio negativa di 104 milioni di euro.
Con riferimento alle società controllate con interessenze significative di minoranza si segnalano infine, coerentemente con quanto
evidenziato nella Relazione sulla gestione – Sezione “Principali rischi e incertezze”, i principali fattori di rischio che potrebbero
comportare restrizioni, anche significative, sulle attività delle stesse:
rischi strategici: connessi ad accordi con fornitori e partner, engagement del personale, cambiamenti climatici, innovazione
tecnologica e transizione ESG;
rischi operativi: legati alla continuità operativa (business continuity), frodi, supply chain, sviluppo delle reti e resilienza
infrastrutturale;
rischi finanziari: derivanti da fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio, liquidità, credito e fattori macroeconomici;
rischi di contesto legislativo e regolatorio: inclusi rischi regolatori, privacy (GDPR), salute e sicurezza sul lavoro, normativa
Golden Power e compliance UE (es. EU AI Act);
rischi di mercato: associati a dinamiche competitive, stabilità geopolitica, evoluzione dei bisogni e soddisfazione dei clienti;
rischi tecnologici e di cybersecurity: relativi alla sicurezza delle tecnologie, attacchi informatici, gestione dati e utilizzo integrato
dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 4
Avviamento
287
NOTA 4
AVVIAMENTO
Tale voce presenta la seguente ripartizione ed evoluzione negli anni 2024 e 2025:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
Operation
Incrementi
Decrementi
Svalutazioni
Differenze
cambio  e altre
variazioni
31.12.2024
Domestic
18.153
(7.920)
4
(52)
10.185
Brasile
1.017
(172)
845
Altre attività
Totale
19.170
(7.920)
4
(52)
(172)
11.030
(milioni di euro)
31.12.2024
Discontinued
Operations
Incrementi
Decrementi
Svalutazioni
Differenze
cambio  e altre
variazioni
31.12.2025
Domestic
10.185
(1)
10.184
Brasile
845
(4)
841
Altre attività
Totale
11.030
(5)
11.025
L’Avviamento, ai sensi dello IAS 36, non è soggetto ad ammortamento, ma a verifica per riduzione di valore (impairment test) con
cadenza almeno annuale in occasione della redazione del bilancio consolidato della società.
Nel corso del 2025 la voce "Avviamento" si riduce di 5 milioni di euro, da 11.030 milioni di euro di fine 2024 a 11.025 milioni di euro al
31 dicembre 2025. In particolare, l'Avviamento della Cash Generating Unit Brasile registra una differenza cambio negativa per 4
milioni di euro (il tasso di cambio puntuale utilizzato per la conversione in euro del real brasiliano (espresso in termini di unità di
valuta locale per 1 euro) è passato da 6,43318 al 31 dicembre 2024 a 6,46532 al 31 dicembre 2025).
I valori contabili lordi dell’Avviamento e delle relative svalutazioni per riduzione di valore accumulate dal 1° gennaio 2004 (data di
allocazione alle Unità Generatrici di Flussi Finanziari (CGU)) sino al 31 dicembre 2025 e 2024 sono così riepilogati:
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Valore netto
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Valore netto
Domestic
30.737
(20.553)
10.184
30.809
(20.624)
10.185
Brasile
978
(137)
841
983
(138)
845
Altre attività
Totale
31.715
(20.690)
11.025
31.792
(20.762)
11.030
I dati relativi alla CGU Brasile sono esposti in euro convertiti al cambio puntuale alla data di chiusura del bilancio; il valore netto
dell’avviamento relativo alla CGU corrisponde, al 31 dicembre 2025, a 5.439 milioni di reais (5.439 milioni di reais al 31 dicembre
2024).
Le unità (o gruppi di unità) generatrici di flussi finanziari alle quali è allocato l’avviamento sono le seguenti:
Settore
Unità (o gruppi di unità) generatrici di flussi finanziari
Domestic
Domestic
Brasile
Brasile
Per la CGU Brasile la configurazione di valore utilizzata è il fair value sulla base della capitalizzazione di borsa a fine periodo.
Le valutazioni sono espresse in valuta locale, e pertanto in Euro per la CGU Domestic ed in Reais per la CGU Brasile. Per
quest’ultima CGU il valore recuperabile è determinato sulla base della quotazione (e conseguente capitalizzazione di borsa) alla
data espressa in valuta funzionale e successivamente convertita al cambio puntuale alla data di chiusura del bilancio.
Di seguito vengono pertanto illustrate le modalità di svolgimento del test di impairment della CGU Domestic ai fini del bilancio
consolidato.
A seguito della cessione di NetCo e l’accettazione, in data 12 febbraio 2025, da parte del Consiglio di Amministrazione di TIM
dell’offerta binding (che rappresenta il fair value del perimetro oggetto di cessione) per la vendita dell’intera partecipazione (100%)
detenuta in Telecom Italia Sparkle, la cui conclusione è attesa nella prima parte del 2026, la CGU Domestic include il perimetro
Enterprise e Consumer.
La configurazione di valore utilizzata per determinare il valore recuperabile al 31 dicembre 2025 della CGU Domestic è stata il fair
value fondato sull’income approach, in quanto ritenuto in grado di meglio esprimere il valore delle attività del Gruppo (c.d.
prospettiva del partecipante al mercato) anche riflettendo gli interventi sui costi in vista di un eventuale futuro nuovo e diverso
assetto di business.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 4
Avviamento
288
La stima del fair value della CGU Domestic è stata effettuata sulla base dell’income approach, nel rispetto dello IAS 36, dei principi e
delle best practices di valutazione, avendo a riferimento i flussi del Piano Industriale 2026–2028, che prende le mosse dalle
risultanze del consuntivo 2025: (i) riflette aspettative realistiche sulle evoluzioni future; (ii) mette in campo attente azioni di cost
cutting preparatorie al futuro assetto di business; (iii) mantiene la prospettiva di utilizzo degli asset del mercato domestico in
continuità rispetto alle condizioni correnti al 31 dicembre 2025. I flussi di cassa attesi riportati nel Piano Industriale 2026-2028,
approvato dal Consiglio di Amministrazione, sono stati oggetto di analisi critica e con il supporto di esperti valutatori ne è stata
valutata la medio rappresentatività. I flussi medi attesi di Piano Industriale 2026-2028 sono stati estrapolati per ulteriori due anni
(2029-2030), portando così il periodo di previsione esplicita dei flussi finanziari futuri a complessivi cinque anni (2026-2030).
L’estrapolazione al 2029-2030 si è resa necessaria, coerentemente con quanto effettuato dai principali incumbent europei, per
intercettare fenomeni di mercato concorrenziali e industriali che manifesteranno i loro segnali oltre l’orizzonte di previsione del
Piano Industriale. Si precisa che, in presenza di input non osservabili, il fair value così determinato è assegnato al livello 3 della
gerarchia del fair value, così come previsto dall’IFRS 13 – Valutazione del fair value.
La stima del fair value secondo l’income approach richiede di determinare il valore attuale dei flussi oltre il periodo di previsione
esplicita (c.d. terminal value). A tal fine il flusso del 2030 è stato opportunamente rettificato per tenere in considerazione un livello
di investimenti di lungo termine normalizzato degli effetti legati allo sviluppo di progetti in tecnologie innovative in essere negli anni
di piano. Inoltre, con specifico riferimento all’utilizzo della licenza 5G si è tenuto conto dei flussi incrementali netti attesi per la
durata della licenza oltre l’orizzonte quinquennale di piano. Tale approccio è coerente con la necessità di considerare, da un lato i
flussi di cassa negativi derivanti dagli investimenti effettuati a supporto dello sfruttamento della licenza 5G, e dall’altro lato, i flussi
di cassa positivi derivanti dalla componente incrementale di business che la licenza consente di sviluppare lungo un arco temporale
più ampio dei cinque anni di previsione esplicita. Infine, si è tenuto conto dei flussi teorici connessi al rinnovo dei diritti d’uso
frequenziali.
Il costo del capitale utilizzato per lo sconto dei flussi finanziari previsionali nelle stime del fair value per la CGU Domestic:
è stato stimato con il modello denominato CAPM - Capital Asset Pricing Model, che costituisce un criterio applicativo di
generale accettazione richiamato dal principio contabile IAS 36;
riflette le stime correnti del mercato circa il valore temporale del denaro e i rischi specifici dei gruppi di attività; include premi di
rendimento appropriati per il rischio Paese;
è stato calcolato utilizzando parametri comparativi di mercato per stimare il “coefficiente Beta” e il coefficiente di
ponderazione delle componenti del capitale proprio e del capitale di debito.
Si riportano nel seguito per la CGU Domestic:
il costo medio ponderato del capitale utilizzato per lo sconto dei flussi finanziari previsionali (c.d. tasso WACC) e il tasso
equivalente al lordo dell’effetto fiscale;
il tasso di crescita utilizzato per la stima del valore residuo dopo il periodo di previsione esplicita (c.d. tasso g), espresso in
termini nominali e riferito ai flussi finanziari in valuta funzionale;
i tassi di capitalizzazione impliciti che risultano dalla differenza tra il costo del capitale, al netto delle imposte, e il tasso di
crescita g.
Parametri rilevanti ai fini delle stime del Fair Value della CGU Domestic
WACC
6,75 %
WACC prima delle imposte
8,75 %
Tasso di crescita oltre il periodo esplicito (g)
0,75 %
Tasso di capitalizzazione netto imposte (WACC-g)
6,00 %
Tasso di capitalizzazione prima delle imposte (WACC-g)
8,00 %
Investimenti/Ricavi, in perpetuo
10,90 %
La stima di costo medio ponderato del capitale pari al 6,75% è compresa nel range di stime di costo medio ponderato del capitale
stimate dagli equity analysts.
Il tasso di crescita nel valore terminale “g” della CGU Domestic è stato stimato tenendo conto dei dati macroeconomici (inflazione
e PIL), delle crescite previste per operatori del settore, e delle stime degli analisti di mercato per il Gruppo TIM stesso e per società
comparabili. Il tasso di crescita così stimato si colloca all’interno dell’intervallo dei tassi di crescita applicati dagli analisti che
seguono il titolo TIM.
Nella stima del livello di investimenti necessari a sostenere lo sviluppo perpetuo dei flussi finanziari nel periodo successivo a quello
di previsione esplicita si è tenuto in considerazione la fase del ciclo di investimento, del posizionamento competitivo e delle
infrastrutture tecnologiche gestite.
Il valore recuperabile della Cash Generating Unit Domestic, determinato sulla base del Fair Value stimato ha evidenziato un
maggior valore del fair value rispetto al carrying amount (c.d. headroom) di 1.514 milioni di euro.
Le differenze fra il valore recuperabile e i valori netti contabili per le CGU considerate ammontano a:
(milioni di euro)
Domestic
Brasile
Differenza tra i valori recuperabili e i valori netti contabili
1.514
4.175
Pertanto, alla luce di tutti gli elementi descritti vengono confermati i valori dell’Avviamento iscritti in bilancio relativamente alla
CGU Domestic (differenza positiva di +1.514 milioni di euro) e alla CGU Brasile (differenza positiva +4.175 milioni di euro).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 4
Avviamento
289
Ai sensi dello IAS 36 è stata effettuata un'analisi di sensitività volta ad identificare la variazione delle variabili chiave (costo medio
ponderato del capitale, flussi di cassa annuali incluso quello di terminal value, saggio di crescita dei redditi nel terminal value) che
rende il valore recuperabile eguale al valore di carico.
Tale analisi evidenzia come per allineare il valore recuperabile al valore di carico, occorrerebbero alternativamente:
una variazione in diminuzione dei flussi di cassa annuali (incluso quello di terminal value) dell’8,7%, oppure;
un rialzo del WACC dello 0,54% (al valore del 7,28%), oppure;
un saggio di crescita dei redditi nel terminal value pari a 0,04%.
Relativamente alla CGU Brasile la variazione del prezzo per azione, rispetto alla quotazione di riferimento considerata ai fini delle
valutazioni di bilancio, che renderebbe il valore recuperabile pari al valore contabile, risulta pari al -52,3%.
L‘impairment test di secondo livello è assolto per somma dei valori dell’unità Domestic e Brasile (entrambe espresse a fair value).
Il secondo livello di impairment test ha evidenziato un valore recuperabile superiore al valore di carico delle attività del Gruppo nel
suo complesso, non evidenziando quindi eventuali svalutazioni.
NOTA 5
ATTIVITA' IMMATERIALI A VITA UTILE DEFINITA
Si riducono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 566 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
Operations
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni) /
Ripristini
Dismissioni
Differenze
cambio
Altre variazioni
31.12.2024
Diritti di brevetto
industriale e diritti di
utilizzazione delle
opere dell'ingegno
1.910
(161)
545
(933)
(74)
278
1.565
Concessioni, licenze,
marchi e diritti simili
4.762
(8)
11
(477)
(282)
4.006
Altre attività
immateriali a vita
utile definita
51
2
(9)
(6)
3
41
Attività immateriali in
corso e acconti
399
(70)
297
(1)
(9)
(217)
399
Totale
7.122
(239)
855
(1.419)
(1)
(371)
64
6.011
(milioni di euro)
31.12.2024
Discontinued
Operations
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni)/
Ripristini
Dismissioni
Differenze
cambio
Altre variazioni
31.12.2025
Diritti di brevetto
industriale e diritti di
utilizzazione delle
opere dell'ingegno
1.565
(32)
687
(847)
(4)
249
1.618
Concessioni, licenze,
marchi e diritti simili
4.006
7
(466)
(3)
3
3.547
Altre attività
immateriali a vita
utile definita
41
2
(8)
(8)
27
Attività immateriali in
corso e acconti
399
(24)
129
(1)
(250)
253
Totale
6.011
(56)
825
(1.321)
(8)
(6)
5.445
Gli investimenti dell’esercizio 2025 sono pari a 825 milioni di euro (855 milioni di euro nell’esercizio 2024) e includono 169 milioni di
euro di attività realizzate internamente (174 milioni di euro nell’esercizio 2024).
I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno al 31 dicembre 2025 sono rappresentati
essenzialmente dal software applicativo e di funzionamento impianti acquisito a titolo di proprietà ed in licenza d’uso; sono
ammortizzati in un periodo compreso tra 2 e 6 anni e si riferiscono prevalentemente a TIM S.p.A. (974 milioni di euro), alla Business
Unit Brasile (454 milioni di euro) e a Noovle S.p.A. (139 milioni di euro).
Le concessioni, licenze, marchi e diritti simili al 31 dicembre 2025 si riferiscono principalmente al costo residuo delle licenze di
telefonia e diritti assimilabili ( 2.356 milioni di euro per TIM S.p.A. e 1.158 milioni di euro per la Business Unit Brasile).
Il valore residuo delle licenze di telefonia e diritt i assimilabili in esercizio al 31 dicembre 2025 (3.514 milioni di euro) e le relative vite
utili sono così dettagliati:
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 5
Attività immateriali a vita utile definita
290
Tipologia
Valore residuo al
31.12.2025
Vita utile
Scadenza
Quota di Amm.to
dell’esercizio
2025
(milioni di euro)
(anni)
(milioni di euro)
TIM S.p.A.:
UMTS 2100 MHz (Proroga)
120
8
31/12/2029
30
WiMax (Proroga)
3
7
31/12/2029
1
Banda-34-36-MHz OpNet (ex Linkem)
35
7
31/12/2029
9
LTE 1800 MHz
34
18
31/12/2029
9
LTE 800 MHz
240
17
31/12/2029
60
LTE 2600 MHz
26
17
31/12/2029
7
Banda L (1452-1492 MHz)
66
14
31/12/2029
16
Banda 900 e 1800 MHz
219
11
31/12/2029
55
Banda 3600-3800 MHz (5G)
1.065
19
31/12/2037
89
Banda 26.5-27.5 GHz (5G)
21
19
31/12/2037
2
Banda 694-790 MHz (5G)
527
15 anni e 6 mesi
31/12/2037
44
gruppo Tim Brasil:
Banda 800 MHz, 900 MHz e 1800 MHz
251
da 2 a 20
Da 2027 a 2039
24
Banda 1900 MHz e 2100 MHz
73
da 2 a 20
Da 2026 a 2039
7
Banda 700 MHz, 2500 MHz e 2,5 GHz (4G)
318
da 2 a 20
Da 2026 a 2039
71
Banda 2,3 GHz, 3,5 GHz e 26 GHz (5G)
516
da 10 a 20
Da 2030 a 2041
37
Le attività immateriali in corso e acconti sono relative principalmente a TIM S.p.A. (169 milioni di euro) e alla Business Unit
Brasile (57 milioni di euro) e si riferiscono essenzialmente a sviluppi software.
Il valore lordo, le svalutazioni per riduzione di valore e gli ammortamenti accumulati al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2025
sono così riepilogati:
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno
12.992
(11.427)
1.565
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
7.839
(3.833)
4.006
Altre attività immateriali
232
(191)
41
Attività immateriali in corso e acconti
399
399
Totale
21.462
(15.451)
6.011
31.12.2025
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno
13.335
(11.717)
1.618
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
7.834
(4.287)
3.547
Altre attività immateriali
224
(197)
27
Attività immateriali in corso e acconti
253
253
Totale
21.646
(16.201)
5.445
Con riferimento ai valori lordi nel 2025 la Capogruppo TIM S.p.A. ha effettuato dismissioni per 181 milioni di euro relative a diritti di
utilizzazione delle opere dell’ingegno pressoché totalmente ammortizzati, essenzialmente riferibili a sistemi e sviluppi software IT e
di rete obsoleti.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 6
Attività materiali
291
NOTA 6
ATTIVITA' MATERIALI
Immobili, impianti e macchinari di proprietà
Si riducono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 446 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
Operations
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni)
/ Ripristini
Dismissioni
Differenze
cambio
Altre
variazioni
31.12.2024
Terreni
229
(181)
(1)
(1)
46
Fabbricati civili e
industriali
653
(406)
4
(11)
(2)
(1)
7
244
Impianti e
macchinari
12.410
(8.442)
732
(1.042)
(8)
(356)
227
3.521
Attrezzature
industriali e
commerciali
20
(17)
1
(1)
1
4
Altri beni
329
(21)
107
(140)
(1)
(20)
5
259
Attività materiali in
corso e acconti
1.051
(630)
350
(14)
(2)
(14)
(255)
486
Totale
14.692
(9.697)
1.194
(1.194)
(14)
(13)
(392)
(16)
4.560
(milioni di euro)
31.12.2024
Discontinued
Operations
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni)/
Ripristini
Dismissioni
Differenze
cambio
Altre
variazioni
31.12.2025
Terreni
46
(5)
6
47
Fabbricati civili e
industriali
244
(20)
3
(10)
1
218
Impianti e
macchinari
3.521
(248)
657
(924)
(47)
(4)
(7)
259
3.207
Attrezzature
industriali e
commerciali
4
1
(2)
1
4
Altri beni
259
(3)
115
(139)
(1)
(1)
35
265
Attività materiali in
corso e acconti
486
(58)
242
(2)
(295)
373
Totale
4.560
(334)
1.024
(1.075)
(47)
(7)
(8)
1
4.114
La voce Terreni comprende sia i terreni edificati che i terreni disponibili e non è soggetta ad ammortamento. Il saldo al 31
dicembre 2025 si riferisce, in prevalenza, alla Business Unit Domestic (41 milioni di euro).
La voce Fabbricati civili e industriali comprende principalmente gli immobili ad uso industriale adibiti a data center . In
particolare, il saldo al 31 dicembre 2025 si riferisce principalmente a Noovle S.p.A. (208 milioni di euro).
La voce Impianti e macchinari comprende essenzialmente impianti e apparati trasmissivi e di alimentazione, rete dati e
commutazione, infrastrutture Stazioni Radio Base (SRB) e prodotti commerciali. Il saldo al 31 dicembre 2025 è prevalentemente
attribuibile principalmente alla Business Unit Brasile (1.728 milioni di euro) e alla Business Unit Domestic (1.479 milioni di euro).
Il piano industriale vede la Capogruppo TIM S.p.A. impegnata nell’estensione della copertura delle reti 5G, in particolare nelle aree a
bassa densità, al fine di fornire servizi evoluti ai clienti del Gruppo con una migliore copertura della rete, contribuendo a portare la
banda ultra-larga nelle aree meno servite e riducendo i costi di implementazione della tecnologia mobile di nuova generazione. Al
fine di raggiungere tale obiettivo sono stati siglati accordi, sia con fornitori di apparati di rete sia con altri operatori di TLC, che
prevedono un sostanziale rinnovamento tecnologico, consentendo anche un'importante ottimizzazione dei costi di alimentazione e
manutenzione degli apparati. In tale contesto la Capogruppo TIM S.p.A. ha proceduto ad una verifica degli impianti coinvolti nei
progetti aziendali, considerando il loro tasso di riutilizzo, previsto solo per gli apparati modernizzati. L’analisi ha portato una
svalutazione complessiva pari a circa 47 milioni di euro.
La voce Attrezzature industriali e commerciali comprende principalmente di attrezzature necessarie per il completamento
infrastrutturale dei laboratori di Telsy S.p.A..
La voce Altri beni comprende principalmente hardware per il funzionamento della rete e per postazioni di lavoro, mobili e arredi e,
in misura minimale, mezzi di trasporto e macchine d’ufficio.
La voce Attività materiali in corso e acconti comprende i costi (interni ed esterni) sostenuti per l’acquisizione o la produzione
interna di attività materiali, per le quali non risulta ancora avviato il processo di utilizzazione economica.
Gli investimenti dell’esercizio 2025 comprendono 98 milioni di euro di attività realizzate internamente (123 milioni di euro
nell’esercizio 2024).
Gli ammortamenti, le svalutazioni e i ripristini di valore sono stati iscritti a conto economico tra i componenti del risultato operativo.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 6
Attività materiali
292
L’ammortamento 2025 e 2024 è calcolato in quote costanti sulla base della vita utile stimata delle attività, rappresentata, in
prevalenza, dalle seguenti aliquote minime e massime:
Fabbricati civili e industriali
3% - 7%
Impianti e macchinari
3% - 50%
Attrezzature industriali e commerciali
10% - 25%
Altri beni
8% - 50%
Il valore lordo, le svalutazioni per riduzione di valore e gli ammortamenti accumulati al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2025
sono di seguito riepilogati:
(milioni di euro)
31.12.2024
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Terreni
48
(2)
46
Fabbricati civili e industriali
440
(196)
244
Impianti e macchinari
21.679
(4)
(18.154)
3.521
Attrezzature industriali e commerciali
41
(1)
(36)
4
Altri beni
3.371
(2)
(3.110)
259
Attività materiali in corso e acconti
486
486
Totale
26.065
(9)
(21.496)
4.560
31.12.2025
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Terreni
47
47
Fabbricati civili e industriali
393
(175)
218
Impianti e macchinari
20.847
(48)
(17.592)
3.207
Attrezzature industriali e commerciali
41
(1)
(36)
4
Altri beni
3.442
(2)
(3.175)
265
Attività materiali in corso e acconti
373
373
Totale
25.143
(51)
(20.978)
4.114
Con riferimento ai valori lordi, la Capogruppo TIM S.p.A. ha effettuato nel 2025  dismissioni per un valore complessivo di 139 milioni
di euro, che hanno riguardato prevalentemente cespiti completamente ammortizzati, tra i quali: infrastrutture e apparati di rete
mobile (68 milioni di euro), apparati rete Consumer e Business (51 milioni di euro), infrastrutture di rete (12 milioni di euro), sistemi
hardware di gestione (3 milioni  di euro), PC ad uso sociale (1 milione di euro).
Le svalutazioni al 31 dicembre 2025 si riferiscono prevalentemente alla Capogruppo TIM S.p.A. e hanno riguardato principalmente
gli apparati ed antenne SRB valutate non riutilizzabili a seguito del piano rinnovamento tecnologico di trasformazione digitale
dell'Italia.
NOTA 7
DIRITTI D'USO SU BENI DI TERZI
Si riducono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 227 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
Operations
Investimenti
Incrementi di
contratti di
leasing
Ammortamenti
(Svalutazioni)
/Ripristini
Dismissioni
Differenze
cambio
Altre
variazioni
31.12.2024
Immobili
3.167
(2.243)
4
262
(142)
(67)
(99)
(18)
864
Impianti e
macchinari
2.216
(239)
14
436
(415)
(40)
(223)
716
2.465
Altri beni materiali
73
(34)
21
(14)
(2)
1
45
Attività materiali in
corso e acconti
29
(21)
49
(5)
52
Attività immateriali
30
13
1
(5)
2
41
Totale
5.515
(2.537)
80
720
(576)
(109)
(322)
696
3.467
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 7
Diritti d'uso su beni di terzi
293
(milioni di euro)
31.12.2024
Discontinued
Operations
Investimenti
Incrementi di
contratti di
leasing
Ammortamenti
(Svalutazioni)
/Ripristini
Dismissioni
Differenze
cambio
Altre
variazioni
31.12.2025
Immobili
864
(18)
2
148
(127)
(7)
(3)
(20)
839
Impianti e
macchinari
2.465
(150)
19
432
(396)
(22)
(19)
(8)
(31)
2.290
Altri beni materiali
45
12
(15)
(2)
40
Attività materiali in
corso e acconti
52
(1)
33
(19)
65
Attività immateriali
41
(37)
6
(4)
6
Totale
3.467
(206)
54
598
(542)
(22)
(26)
(11)
(72)
3.240
Gli investimenti dell’esercizio 2025 si riferiscono principalmente alla Business Unit Domestic (49 miloni di euro) e sono
principalmente connessi all’acquisizione da parte della Capogruppo TIM S.p.A. di capacità trasmissiva in IRU (backhauling, backbone
ed altri diritti d'uso previsti dal Master Service Agreement stipulato con FiberCop S.p.A.).
Gli incrementi di contratti di leasing dell’esercizio 2025, pari complessivamente a 598 milioni di euro, sono relativi alla Business Unit
Brasile per 508 milioni di euro e alla Business Unit Domestic per 90 milioni di euro.
Tali incrementi comprendono il maggior valore di diritti d’uso iscritto a seguito di nuovi contratti di locazione passiva, di incrementi
dei canoni di locazione e di rinegoziazioni di contratti esistenti. In proposito si ricorda che il principio IFRS16 (Leasing) determina a
fronte di tali incrementi la rappresentazione dei contratti di locazione passiva attraverso l’iscrizione nella situazione patrimoniale-
finanziaria di una passività di natura finanziaria, rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri, a fronte dell’iscrizione nell’attivo
del diritto d’uso dell’attività presa in locazione.
Gli ammortamenti e le svalutazioni sono stati iscritti a conto economico tra i componenti del risultato operativo.
Le dismissioni sono rappresentative del valore contabile degli asset da contratti di lease cessati anticipatamente.
Le altre variazioni si riferiscono principalmente alle variazioni connesse al minor valore di diritti d’uso iscritto a seguito delle
modifiche contrattuali intervenute nell'esercizio e comprendono inoltre i passaggi in esercizio.
La voce Immobili accoglie gli stabili e i terreni oggetto di contratto di locazione finanziaria e i relativi adattamenti edili. Si riferisce 
alla Business Unit Brasile per 515 milioni di euro e  alla Business Unit Domestic per 324 milioni di euro.
La voce Impianti e macchinari accoglie prevalentemente i diritti d’uso sulle stazioni radio base (SRB) e infrastrutture per i servizi di
telecomunicazione nonché i diritti d'uso su connessioni B2B. Si riferisce alla Business Unit Brasile per 1.231 milioni di euro e alla
Business Unit Domestic per 1.059 milioni di euro.
La voce Altri beni materiali accoglie prevalentemente i contratti di locazione su autoveicoli.
La voce Attività immateriali accoglie principalmente il diritto d'uso della società controllata Telsy per l'utilizzo di una piattaforma
in cloud computing realizzata a beneficio esclusivo della società per l’esercizio di servizi di sicurezza.
Il valore lordo, le svalutazioni per riduzione di valore e gli ammortamenti accumulati al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2025
sono di seguito riepilogati:
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Immobili
1.452
(588)
864
Impianti e macchinari
4.821
(281)
(2.075)
2.465
Altri beni
105
(60)
45
Attività materiali in corso e acconti
52
52
Attività immateriali
49
(8)
41
Totale
6.479
(281)
(2.731)
3.467
31.12.2025
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Immobili
1.529
(690)
839
Impianti e macchinari
4.190
(1.900)
2.290
Altri beni
77
(37)
40
Attività materiali in corso e acconti
65
65
Attività immateriali
13
(7)
6
Totale
5.874
(2.634)
3.240
Le svalutazioni di "Impianti e macchinari" al 31 dicembre 2024 sono principalmente relative a esercizi precedenti e riferibili agli
Indefeasible Rights of Use - IRU di capacità trasmissiva e di cavi per collegamenti internazionali acquisiti dal gruppo Telecom Italia
Sparkle, classificato al 31 dicembre 2025 tra le "Attività disponibili per la vendita".
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 7
Diritti d'uso su beni di terzi
294
Con riferimento ai valori lordi, nel 2025 la Capogruppo TIM S.p.A. ha effettuato dismissioni per un valore complessivo di 120 milioni
di euro. Le categorie di cespiti maggiormente interessate sono state: immobili in locazione e relative migliorie ed adattamenti (10
milioni di euro), stazioni radio base (55 milioni di euro), hardware gestionale in lease (25 milioni di euro), IRU (26 milioni di euro) e
autovetture in leasing (4 milioni di euro).
NOTA 8
PARTECIPAZIONI
Partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto
Le Partecipazioni in imprese collegate e joint ventures valutate con il metodo del patrimonio netto comprendono:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
I-Systems S.A.
195
213
W.A.Y. S.r.l.
4
3
Totale Imprese collegate
(a)
199
216
TIMFin S.p.A.
33
31
Polo Strategico Nazionale S.p.A.
9
18
Totale Joint Ventures
(b)
42
49
Totale partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto
(a+b)
241
265
La movimentazione della voce è così dettagliata:
(milioni di euro)
31.12.2023
Investimenti
Cessioni e
rimborsi di
capitale
Valutazione con
il metodo del
patrimonio netto
Altre variazioni
31.12.2024
I-Systems S.A.
271
(14)
(44)
213
Daphne 3 S.p.A.
200
(189)
(11)
Italtel S.p.A.
7
(5)
(2)
NordCom S.p.A.
7
(7)
W.A.Y. S.r.l.
4
(1)
3
QTI S.r.l
2
(2)
Altre
2
(2)
Totale Imprese collegate
493
(201)
(28)
(48)
216
TIMFin S.p.A.
30
1
31
Polo Strategico Nazionale S.p.A.
14
7
(3)
18
Totale Joint Ventures
44
7
(2)
49
Totale partecipazioni valutate con il metodo
del patrimonio netto
537
7
(201)
(30)
(48)
265
(milioni di euro)
31.12.2024
Investimenti
Cessioni e
rimborsi di
capitale
Valutazione con
il metodo del
patrimonio netto
Altre variazioni
31.12.2025
I-Systems S.A.
213
(17)
(1)
195
W.A.Y. S.r.l.
3
1
4
Altre
Totale Imprese collegate
216
(16)
(1)
199
TIMFin S.p.A.
31
2
33
Polo Strategico Nazionale S.p.A.
18
(9)
9
Totale Joint Ventures
49
(7)
42
Totale partecipazioni valutate con il metodo
del patrimonio netto
265
(23)
(1)
241
Le "altre variazioni" includono principalmente le differenze cambio connesse alla partecipazione nella società collegata brasiliana 
I-Systems S.A..
L’elenco delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto è riportato nella Nota 46 “Le imprese del Gruppo TIM”.
Le altre partecipazioni in imprese collegate valutate con il metodo del patrimonio netto del Gruppo TIM sono non rilevanti sia
singolarmente che in forma aggregata.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 8
Partecipazioni
295
Partecipazioni in entità strutturate
Il Gruppo TIM non detiene partecipazioni in entità strutturate.
Altre partecipazioni
La voce relativa alle Altre partecipazioni è così dettagliata:
(milioni di euro)
31.12.2023
Investimenti
Cessioni e
rimborsi di
capitale
Valutazione con
il metodo del fair
value
Altre variazioni
31.12.2024
SECO S.p.A.
36
(17)
19
Banco C6 S.A.
30
(5)
25
Fin.Priv. S.r.l.
23
9
32
UV T-Growth
15
2
(1)
16
Northgate CommsTech Innovations Partners L.P.
13
1
(2)
12
Upload Ventures Growth LP
10
23
33
Altre
13
13
Totale
100
26
(11)
(5)
150
(milioni di euro)
31.12.2024
Investimenti
Cessioni e
rimborsi di
capitale
Valutazione con
il metodo del fair
value
Altre variazioni
31.12.2025
SECO S.p.A.
19
11
30
Banco C6 S.A.
25
(25)
Fin.Priv. S.r.l.
32
(45)
13
UV T-Growth
16
9
25
Northgate CommsTech Innovations Partners L.P.
12
(12)
Upload Ventures Growth LP
33
14
7
(2)
52
Altre
13
13
Totale
150
23
(82)
31
(2)
120
In particolare si segnala quanto segue:
Banco C6 S.A.: in data 11 febbraio 2025, TIM S.A. (Business Unit Brasile) e Banco C6 S.A. hanno stipulato un accordo volto a
porre fine a tutte le controversie relative alla partnership tra le due Società e, di conseguenza, a estinguere i procedimenti
arbitrali in corso. Durante il periodo di partnership, TIM S.A. aveva ottenuto il diritto a una quota di minoranza nel capitale della
banca pari al 6,06%, di cui il 4,62% detenuto in forma di opzioni di sottoscrizione (Derivati non di copertura - non correnti) e
l'1,44% come quota di partecipazione azionaria in Banco C6 S.A.. L'accordo firmato, ha previsto oltre alla cessazione della
partnership, il trasferimento di tutte le azioni detenute da TIM S.A. in Banco C6 S.A., nonché di tutte le opzioni di sottoscrizione
in essere per un importo complessivo pari a 520 milioni di reais brasiliani che, al 31 dicembre 2025, è stato totalmente incassato
dalla Società;
Fin.Priv. S.r.l.: in data 29 settembre 2025 è stata deliberata la messa in liquidazione della società Fin.Priv. S.r.l.; la liquidazione
si è conclusa con il bilancio finale di liquidazione al 24 ottobre 2025;
al 31 dicembre 2025 il Gruppo TIM ha in essere l’impegno di sottoscrizione di quote:
del fondo UV T-Growth per un importo pari a 28 milioni di euro;
del fondo Northgate CommsTech Innovations Partners L.P. per un importo pari a 2,6 milioni di USD, equivalenti, al
cambio del 31 dicembre 2025, a circa 2,2 milioni di euro.
TIM, così come consentito dall’IFRS 9, valuta le Altre partecipazioni prevalentemente al "fair value rilevato nelle altre componenti di
conto economico complessivo (FVTOCI)".
Per ulteriori dettagli sugli strumenti finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato
al 30 giugno 2025 del Gruppo TIM
Nota 9
Attività finanziarie (non correnti e correnti)
296
NOTA 9
ATTIVITA' FINANZIARIE (NON CORRENTI E CORRENTI)
Le Attività finanziarie (non correnti e correnti) sono così dettagliate:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Altre attività finanziarie non correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
1
Crediti verso il personale
9
11
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività non
correnti di natura finanziaria
383
554
Derivati non di copertura
4
81
397
646
Crediti finanziari per contratti di locazione attiva
34
40
Totale attività finanziarie non correnti
(a)
431
686
Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
Valutati al costo ammortizzato (AC)
Valutati al fair value attraverso il conto economico complessivo (FVTOCI)
815
1.116
Valutati al fair value attraverso il conto economico separato (FVTPL)
555
423
1.370
1.539
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti
Crediti verso il personale
3
3
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività
correnti di natura finanziaria
29
32
Derivati non di copertura
70
75
Altri crediti finanziari a breve
66
2
168
112
(b)
1.538
1.651
Crediti finanziari per contratti di locazione attiva
(c)
44
44
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
(d)
2.048
2.924
Totale attività finanziarie correnti
e=(b+c+d)
3.630
4.619
Attività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute
(f)
162
Totale attività finanziarie non correnti e correnti
g=(a+e+f)
4.223
5.305
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
I crediti finanziari per contratti di locazione attiva si riferiscono a:
contratti attivi di locazione finanziaria su diritti d’uso e apparati;
contratti di vendita di infrastrutture di rete in IRU con incasso dilazionato nel tempo rilevati secondo la metodologia finanziaria
prevista dall’IFRS16 in considerazione della durata contrattuale sostanzialmente prossima alla vita economica del bene;
contratti di lease di prodotti commerciali alla clientela.
I derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività non correnti e correnti di natura finanziaria si riferiscono
a derivati di copertura in cash flow hedge (410 milioni di euro) e in fair value hedge (2 milioni di euro).
I derivati non di copertura classificati fra le attività non correnti di natura finanziaria (4 milioni di euro) si riferiscono a Total Return
Equity Swaps sottoscritti da TIM S.p.A., mentre i derivati non di copertura classificati fra le attività correnti di natura finanziaria (70
milioni di euro) sono relativi alla Business Unit Brasile. I derivati non di copertura - non correnti del 2024 comprendevano 81 milioni
di euro relativi all’opzione a sottoscrivere azioni della C6 Bank, integralmente trasferite da TIM S.A. a C6 Bank a seguito della firma
avvenuta l'11 febbraio 2025 di un accordo transattivo, che ha previsto oltre alla cessazione della partnership, il trasferimento di
tutte le azioni detenute da TIM S.A. in Banco C6 S.A., nonché di tutte le opzioni di sottoscrizione in essere.
Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 19 “Strumenti derivati”.
Gli altri crediti finanziari a breve termine comprendono le linee di credito che TIM S.p.A. (1 milione di euro) e le società
lussemburghesi (63 milioni di euro) hanno nei confronti delle Discontinued Operations .
I titoli diversi dalle partecipazioni inclusi nelle attività finanziarie correnti si riferiscono:
Bilancio consolidato semestrale abbreviato
al 30 giugno 2025 del Gruppo TIM
Nota 9
Attività finanziarie (non correnti e correnti)
297
per 815 milioni di euro a titoli quotati, di cui 303 milioni di euro di Titoli di Stato italiani ed esteri acquistati da Telecom Italia
Finance S.A., nonché 512 milioni di euro di titoli obbligazionari acquistati da Telecom Italia Finance S.A. con differenti scadenze,
tutti con un mercato di riferimento attivo e quindi facilmente liquidabili. Secondo l’IFRS 9 e coerentemente con il modello di
Business, tali titoli sono classificati come attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto
economico complessivo (“FVTOCI” – Fair value through other comprehensive income ). Gli acquisti dei suddetti Titoli di Stato,
che ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011, rappresentano impieghi in “Titoli del debito
sovrano”, sono stati effettuati nel rispetto delle Linee guida per la “Gestione e controllo dei rischi finanziari” di cui il Gruppo TIM
si è dotato;
per 555 milioni di euro relativi a impieghi in fondi monetari effettuati dalla Business Unit Brasile, classificati secondo l’IFRS 9
come attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto economico separato (“FVTPL” – Fair value through profit or
loss).
Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 2 “Principi contabili”.
La cassa e altre disponibilità liquide equivalenti, pari a 2.048 milioni di euro (2.924 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono
così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Disponibilità liquide presso banche, istituti finanziari e postali
1.493
2.428
Titoli diversi dalle partecipazioni (con scadenza non superiore a 3 mesi)
549
496
Altri crediti finanziari
6
Totale
2.048
2.924
Le differenti forme tecniche di impiego delle disponibilità liquide al 31 dicembre 2025 hanno le seguenti caratteristiche:
scadenze: gli impieghi hanno una durata massima di tre mesi;
rischio controparte: i depositi sono effettuati con primarie istituzioni bancarie e finanziarie con elevato merito di credito e con
classe di rating almeno pari a BBB- e outlook non negativo per quanto concerne l’Europa e con primarie controparti locali
relativamente agli impieghi in Sud America;
rischio Paese: i depositi sono effettuati essenzialmente sulle principali piazze finanziarie europee.
I titoli diversi dalle partecipazioni (con scadenza non superiore a 3 mesi) si riferiscono per 549 milioni di euro (496 milioni di euro al
31 dicembre 2024) a certificati di deposito bancari brasiliani (Certificado de Depósito Bancário) effettuati con primarie istituzioni
bancarie e finanziarie locali da parte delle società della Business Unit Brasile.
Gli altri crediti finanziari (6 milioni di euro) si riferiscono a rapporti di tesoreria che le società lussemburghesi hanno nei confronti
delle Discontinued Operations.
NOTA 10
CREDITI VARI E ALTRE ATTIVITA' NON CORRENTI
Si riducono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 685 milioni di euro, e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui Strumenti
Finanziari
31.12.2024
di cui Strumenti
Finanziari
Crediti vari non correnti
(a)
472
149
546
147
Altre attività non correnti
Costi contrattuali differiti
520
1.079
Altri costi differiti
118
170
(b)
638
1.249
Totale
(a+b)
1.110
149
1.795
147
Per ulteriori dettagli sugli strumenti finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
I crediti vari non correnti ammontano a 472 milioni di euro (546 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e includono crediti non
correnti per imposte sul reddito per 66 milioni di euro (65 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
La voce comprende:
300 milioni di euro relativi alla Business Unit Brasile afferenti principalmente a depositi giudiziali (105 milioni di euro), imposte
indirette (111 milioni di euro) e imposte dirette (35 milioni di euro);
171 milioni di euro relativi alla Business Unit Domestic, iscritti prevalentemente dalla Capogruppo TIM S.p.A. in relazione alla
quota non corrente del credito verso FiberCop S.p.A. per servizi correlati al Master Services Agreement (MSA) sorto nell'ambito
dell'operazione NetCo (133 milioni di euro) e a crediti verso l'Erario per imposte sul reddito (30 milioni di euro).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 10
Crediti vari e altre attività non correnti
298
Le altre attività non correnti ammontano a 638 milioni di euro (1.249 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e comprendono
principalmente:
Costi contrattuali differiti pari a 520 milioni di euro (1.079 milioni di euro al 31 dicembre 2024), relativi principalmente al
differimento di costi connessi ad attivazioni e acquisizioni di nuovi contratti con la clientela, ambito fisso e ambito mobile.
Per i clienti di rete mobile i costi contrattuali (principalmente costi per le provvigioni alla rete di vendita) sono oggetto di
differimento e rilevati a conto economico separato in funzione della durata attesa del rapporto contrattuale valutato in 4 anni.
Per i clienti di rete fissa, si segnala che a seguito della cessione della rete perfezionata nel corso del 2024, e alla progressiva
introduzione di elementi commerciali accessori alla pura vendita di connettività, legati allo sviluppo del concetto di customer
platform (multimedia, energia, assicurazioni…), avviata a partire da metà 2025, la nozione di cliente legato a una specifica linea
telefonica/dati sta perdendo progressivamente di significato, sostituita da una visione di cliente al centro di un ecosistema di
servizi e offerte.
Inoltre, il business Domestico si è confrontato con un nuovo modello industriale che ha un forte impatto sul modello di costi/
investimenti industriali, significativamente collegati alle relazioni contrattuali che TIM intrattiene con gli operatori wholesale
(FiberCop e altri). Tale nuovo modello ha consentito di aumentare il livello di stretta correlazione fra capacità di acquisizione dei
clienti e costi connessi agli stessi, superando il modello basato su "livello di copertura della rete".
Pertanto, ai fini del Bilancio 2025, è stata effettuata la valutazione sulla recuperabilità dei Costi contrattuali differiti in essere su
rete fissa e si è ritenuto di vincolare la durata del differimento non più alla vita utile del cliente (precedentemente stimata in
circa 8 anni) in quanto difficilmente tracciabile e non più rappresentativa del modello di business, ma al periodo lungo il quale si
realizza la recuperabilità economica dei costi “one-off”, periodo calcolato in 4 anni.
La modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa –
effettuata in termini prospettici - ha comportato, per il 2025, maggiori costi complessivi per 628 milioni di euro.
Con riferimento alla consistenza dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa in essere al 31 dicembre 2025 (642 milioni di euro)
l'effetto prospettico a conto economico è stimato in 269 milioni di euro per l’esercizio 2026 e in 201 milioni di euro per il 2027.
Al 31 dicembre 2025 i costi contrattuali differiti totali per clienti di rete mobile e rete fissa (non correnti e correnti) ammontano a
929 milioni di euro (1.534 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono così dettagliati:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Costi contrattuali differiti
Costi contrattuali differiti non correnti
520
1.079
Costi contrattuali differiti correnti
409
455
Totale
929
1.534
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Costi contrattuali differiti
Costi di acquisizione del contratto
756
1.210
Costi di esecuzione del contratto
173
324
Totale
929
1.534
La movimentazione dei costi contrattuali differiti complessivi nell’esercizio 2025 è la seguente:
(milioni di euro)
31.12.2024
Discontinued
Operations
Incremento
Rilascio a
conto
economico
Differenze
cambio e altre
variazioni
31.12.2025
Costi di acquisizione del contratto
1.210
392
(845)
(1)
756
Costi di esecuzione del contratto
324
106
(257)
173
Totale
1.534
498
(1.102)
(1)
929
I costi contrattuali differiti, sulla base della consistenza al 31 dicembre 2025 senza tener conto delle nuove quote differite,
saranno rilevati nel conto economico degli esercizi futuri e in particolare per circa 409 milioni di euro nell’esercizio 2026.
(milioni di euro)
31.12.2025
esercizio di rilevazione a conto economico
2026
2027
2028
2029
Oltre il 2029
Costi di acquisizione del contratto
756
342
233
137
44
Costi di esecuzione del contratto
173
67
54
39
13
Totale
929
409
287
176
57
Altri costi differiti pari a 118 milioni di euro, attribuibili principalmente a TIM S.p.A. (68 milioni di euro, riferibili essenzialmente
a costi di noleggio beni di terzi) e alla Business Unit Brasile.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 11
Imposte sul reddito (correnti e differite)
299
NOTA 11
IMPOSTE SUL REDDITO (CORRENTI E DIFFERITE)
Crediti per imposte sul reddito
I crediti per imposte sul reddito non correnti e correnti ammontano al 31 dicembre 2025 a 155 milioni di euro (189 milioni di euro al
31 dicembre 2024).
In particolare, comprendono:
crediti non correnti per 66 milioni di euro (65 milioni di euro al 31 dicembre 2024) riferibili principalmente alla Business Unit
Brasile (35 milioni di euro) ed alla Capogruppo TIM S.p.A. (30 milioni di euro). In dettaglio:
i crediti della Business Unit Brasile includono la quota non corrente dei crediti correlati alla decisione del Supremo Tribunale
Federale brasiliano avvenuta a settembre 2021 in merito alla non riscossione dell'imposta sul reddito delle società e del
contributo sociale sulla rideterminazione monetaria che utilizza il tasso SELIC nei casi di pagamento indebito;
i crediti della Capogruppo TIM S.p.A. comprendono crediti non oggetto di cessione, relativi a imposte e interessi derivanti
dalla riconosciuta deducibilità ai fini IRES dell’IRAP sul costo del lavoro, relativamente a esercizi precedenti il 2012, in seguito
all’entrata in vigore del D.L. 16/2012;
crediti correnti per 89 milioni di euro (124 milioni di euro al 31 dicembre 2024), riferibili alle società della Business Unit Brasile
(50 milioni di euro) e della Business Unit Domestic (37 milioni di euro). Nello specifico accolgono i crediti di TIM S.A. inerenti
l'esito positivo della sopra citata decisione del Supremo Tribunale Federale brasiliano, nonché i crediti per imposte pagate
all’estero per 22 milioni di euro, il credito del consolidato fiscale per 11 milioni di euro ed altri crediti d’imposta per 1 milione di
euro della Capogruppo TIM S.p.A..
Attività per imposte anticipate e passività per imposte differite
Il saldo netto è pari a 455 milioni di euro al 31 dicembre 2025 ( 452 milioni di euro al 31 dicembre 2024) ed è così composto:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Attività per imposte anticipate
510
513
Passività per imposte differite
(55)
(61)
Totale
455
452
Le attività per imposte anticipate al 31 dicembre 2025 si riferiscono principalmente alla Business Unit Domestic per 300 milioni di
euro ed alla Business Unit Brasile per 210 milioni di euro. Al 31 dicembre 2024 le attività per imposte anticipate si riferivano
principalmente alla Business Unit Domestic per 340 milioni di euro ed alla Business Unit Brasile per 168 milioni di euro.
Nel bilancio 2025 la Capogruppo TIM S.p.A. non ha iscritto imposte anticipate IRES per perdite fiscali dell’esercizio e degli esercizi
precedenti, né imposte anticipate/differite IRAP, così come operato nel bilancio dell'esercizio precedente, in considerazione della
valutazione circa la distribuzione temporale della recuperabilità delle attività per imposte anticipate.
Le passività per imposte differite si riferiscono principalmente a Telecom Italia Capital per 18 milioni di euro (19 milioni di euro al 31
dicembre 2024) ed alla Business Unit Domestic per 33 milioni di euro (36 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Poiché la presentazione in bilancio delle imposte anticipate e differite è stata effettuata, ove ne esistano i presupposti, tenendo
conto delle compensazioni per entità giuridica, la composizione delle stesse al lordo delle compensazioni effettuate, è la seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Attività per imposte anticipate
1.070
1.073
Passività per imposte differite
(615)
(621)
Totale
455
452
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 11
Imposte sul reddito (correnti e differite)
300
Le differenze temporanee che compongono la voce al 31 dicembre 2025 e 2024, nonché la relativa movimentazione nel corso
dell’esercizio 2025, sono analizzate nel prospetto seguente:
(milioni di euro)
31.12.2024
Iscritte a conto
economico
Riconosciute a
patrimonio netto
Variazione area di
consolidamento e
altre variazioni
31.12.2025
Attività per imposte anticipate
Perdite fiscali a nuovo
4
(2)
1
3
Strumenti derivati
272
(2)
(17)
253
Fondo svalutazione crediti
106
(18)
(4)
84
Fondi per rischi e oneri
425
37
(3)
459
Ammortamenti tassati
71
(3)
(2)
66
Altre imposte anticipate
195
27
(17)
205
Totale
1.073
39
(17)
(25)
1.070
Passività per imposte differite
Strumenti derivati
(309)
25
2
(282)
Aggregazioni aziendali - per la parte relativa ai
plusvalori residui
(111)
(25)
1
(135)
Ammortamenti anticipati
(158)
(7)
4
(161)
Altre imposte differite
(43)
6
(37)
Totale
(621)
(1)
2
5
(615)
Totale Attività per imposte anticipate al netto
delle Passività per imposte differite
452
38
(15)
(20)
455
Le scadenze delle Attività per imposte anticipate e delle Passività per imposte differite al 31 dicembre 2025 sono le seguenti:
(milioni di euro)
Entro l’esercizio
successivo
Oltre l’esercizio
successivo
Totale al 31.12.2025
Attività per imposte anticipate
228
842
1.070
Passività per imposte differite
(32)
(583)
(615)
Totale Attività per imposte anticipate al netto delle Passività per imposte differite
196
259
455
Al 31 dicembre 2025 il Gruppo TIM ha perdite fiscali riportabili a nuovo per 4.755 milioni di euro relative, principalmente, alla
Capogruppo TIM S.p.A. ed alla società Telecom Italia Finance, con le seguenti scadenze:
Anno di scadenza
(milioni di euro)
2026
1
2027
2028
2029
2030
1
Scadenza successiva al 2030
31
Senza scadenza
4.722
Totale perdite fiscali riportabili a nuovo
4.755
Le perdite fiscali riportabili a nuovo, delle quali si è tenuto conto per la determinazione delle imposte anticipate, ammontano a 11
milioni di euro al 31 dicembre 2025 (16 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si riferiscono principalmente al gruppo Telecom Italia
Sparkle. Le imposte anticipate sono state iscritte in quanto è stato ritenuto probabile che in futuro sia disponibile un reddito
imponibile a fronte del quale possano essere utilizzate le perdite fiscali.
Non sono invece state rilevate attività per imposte anticipate per un importo massimo di 1.158 milioni di euro (1.233 milioni di euro
al 31 dicembre 2024), corrispondenti a 4.744 milioni di euro di perdite fiscali portate a nuovo, in quanto, allo stato, non se ne ritiene
probabile la recuperabilità.
Al 31 dicembre 2025, non sono state stanziate imposte differite passive su un importo pari a circa 3,2 miliardi di euro di riserve in
sospensione di imposta e utili non distribuiti delle società controllate, poiché il Gruppo TIM è in grado di controllare il momento in
cui tali riserve saranno distribuite ed è probabile che tali utili cumulati non saranno distribuiti nel prossimo futuro.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 11
Imposte sul reddito (correnti e differite)
301
Debiti per imposte sul reddito
Ammontano complessivamente a 63 milioni di euro (45 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Debiti per imposte sul reddito:
non correnti
1
correnti
63
44
Totale
63
45
La quota corrente, pari a 63 milioni di euro, si riferisce principalmente a società della Business Unit Domestic (19 milioni di euro) ed
alla Business Unit Brasile (25 milioni di euro). I debiti per imposte correnti della Capogruppo TIM S.p.A. ammontano a 16 milioni di
euro per IRAP dovuta all'Erario al netto del credito IRAP di esercizi precedenti (non presenti al 31 dicembre 2024).
I debiti per imposte non correnti, relativi alla Capogruppo, sono azzerati (1 milione di euro al 31 dicembre 2024).
Imposte sul reddito
Le imposte sul reddito per gli esercizi 2025 e 2024 presentano il seguente dettaglio:
(milioni di euro)
2025
2024
Imposte correnti dell'esercizio
149
91
Maggiori (minori) imposte correnti di esercizi precedenti
1
Totale imposte correnti
150
91
Imposte differite
(38)
87
Totale imposte sul reddito da Attività in funzionamento
(a)
112
178
Imposte sul reddito da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(b)
(1)
47
Totale imposte sul reddito
(a+b)
111
225
Le imposte correnti si riferiscono principalmente a società della Business Unit Brasile (86 milioni di euro) e della Business Unit
Domestic (50 milioni di euro).
Le imposte differite si riferiscono principalmente al beneficio derivante dallo stanziamento di imposte anticipate da parte della
Business Unit Brasile (43 milioni di euro).
La riconciliazione tra l’onere fiscale teorico, determinato applicando l’aliquota fiscale IRES vigente in Italia (24%) e l’onere fiscale
effettivo per gli esercizi chiusi il 31 dicembre 2025 e 2024 è la seguente:
(milioni di euro)
2025
2024
Risultato prima delle imposte
Derivante dalle Attività in funzionamento
707
257
Derivante dalle Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(77)
(396)
Totale risultato prima delle imposte
630
(139)
Imposte sul reddito teoriche
151
(33)
Effetto imposte su variazioni in aumento (diminuzione)
Perdite fiscali dell’esercizio non considerate recuperabili
1
218
Perdite fiscali di esercizi precedenti non recuperabili (recuperabili) in esercizi futuri
(44)
(39)
Svalutazione non deducibile di attività non correnti
5
19
Brasile: diversa aliquota rispetto all'aliquota teorica in vigore in Italia
58
50
Brasile: incentivi agli investimenti
(63)
(57)
Altre differenze nette
(32)
50
Imposte effettive a conto economico, esclusa IRAP
76
208
IRAP
35
17
Totale imposte effettive a conto economico
111
225
Ai fini dell’analisi del carico fiscale, l’impatto dell’IRAP è stato tenuto distinto per evitare ogni effetto distorsivo, essendo tale
imposta valida per le sole società italiane e commisurata a una base imponibile diversa dal risultato ante imposte.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 11
Imposte sul reddito (correnti e differite)
302
Global Minimum Tax
Il D.lgs. 27 dicembre 2023 n. 209, recante attuazione della riforma in materia di fiscalità internazionale, ha recepito la Direttiva del
Consiglio dell’Unione Europea n. 2022/2523/UE (la “Direttiva”), che implementa le regole sviluppate dall’OCSE in materia di Pillar 2 e
Global Minimum Tax (“Model Rules” o anche “GloBE Rules”). Le nuove regole sono entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2024.
In estrema sintesi, le GloBE Rules introducono un sistema coordinato di regole rivolte ai gruppi multinazionali con ricavi complessivi
pari o superiori a 750 milioni di euro, finalizzate ad assicurare che gli stessi siano soggetti a un livello impositivo minimo di almeno il
15 per cento in relazione ai redditi prodotti in ogni Paese in cui operano. Le GloBE Rules prevedono l’applicazione di un’imposizione
integrativa (c.d. Top Up Tax) dovuta nel caso in cui l’aliquota effettiva (Effective Tax rate – “ETR”) calcolata per ciascun Paese
secondo le regole comuni sia inferiore al 15 per cento, fino a raggiungere tale livello. L’ETR è pari al rapporto tra le imposte pagate
(con aggiustamenti) e l’utile contabile (con aggiustamenti). Sia il calcolo dell’aliquota effettiva che dell’imposta integrativa
avvengono su base giurisdizionale (ossia per singolo Paese).
L’OCSE ha sviluppato un sistema di safe harbours (i.e., test) applicabili nel primo triennio di vigenza delle GloBE Rules (fino al 2026,
ma con estensione al 2027 sulla base di recenti indicazioni fornite dall'OCSE nel c.d. Side-by-Side Agreement), che consentiranno di
evitare l’effettuazione dei complessi calcoli previsti e considerare pari a zero l’imposta integrativa dovuta in un determinato Stato al
superamento di uno dei seguenti test :
de minimis test: i ricavi aggregati in tale Stato sono inferiori a 10 milioni di euro e l’utile ante imposte aggregato è inferiore a 1
milione di euro (o una perdita);
simplified ETR test: il livello di imposizione effettiva è almeno pari al 15% (per il 2024), al 16% (per il 2025) e al 17% (per il 2026 e
per il 2027) e va determinato sulla base del rapporto tra i valori aggregati dell’utile/perdita ante imposte (denominatore) e delle
imposte sul reddito (numeratore);
routine profit test: la sostanza economica presente in una data giurisdizione (calcolata assumendo una data redditività
implicita di asset tangibili e costo del personale dipendente localizzati nella giurisdizione) è superiore all’ammontare aggregato
dell’utile/perdita ante imposte. Nel caso in cui il gruppo risulti avere una perdita ante imposte, il test sarà considerato come
positivamente riscontrato.
In quanto rientrante nel perimetro di applicazione delle GloBE Rules, TIM S.p.A. è da tempo impegnata nell’analisi delle nuove
regole e nella strutturazione di un processo di raccolta interno dei dati necessari all’effettuazione dei calcoli previsti a regime.
TIM S.p.A. aveva effettuato un'analisi sui dati dell’esercizio 2024 con riferimento all’applicazione dei safe harbours alle giurisdizioni
in cui opera. Dai calcoli effettuati e sulla base della migliore interpretazione dei documenti pubblicati dall’OCSE, praticamente tutti i
Paesi superano almeno uno dei test. Le uniche eccezioni di rilievo hanno riguardato le giurisdizioni di Lussemburgo, Argentina e
Singapore che non sono risultate coperte da nessuno dei safe harbours esaminati. In tal senso, si fa presente che il Lussemburgo –
a differenza di Argentina e Singapore - ha adottato con normativa interna le GloBE Rules e che la rispettiva Qualified Domestic
Minimum Top-Up Tax (anche "QDMTT") è entrata in vigore dal 2024.
In relazione all’esercizio 2025, TIM S.p.A. ha effettuato un’analoga analisi preliminare dei risultati delle giurisdizioni in cui opera ai
fini dell’applicazione dei predetti safe harbours, con esclusione degli Stati che, sulla base dei dati dell’esercizio 2024, non hanno
superato i relativi test. Per tali giurisdizioni troveranno applicazione le GloBE Rules ordinarie.
In relazione alle giurisdizioni che, sulla base delle analisi effettuate, superano i predetti safe harbours, non trova applicazione la
disciplina ordinaria delle GloBE Rules e, conseguentemente, non risulta dovuta alcuna Top-Up Tax. Diversamente, con riferimento
al Brasile — che, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, non risulta soddisfare i citati test — non può escludersi, in linea
teorica, l’emersione di una potenziale imposizione integrativa. Si evidenzia tuttavia che, con decorrenza 1° gennaio 2025, il Brasile
ha introdotto una QDMTT locale, inclusa dall’OCSE nel Central Record of Legislation tra le imposte minime domestiche qualificate
che beneficiano del regime di QDMTT safe harbour. Conseguentemente, qualora dovesse risultare dovuta un’imposizione
integrativa riferibile alle entità localizzate in Brasile, il relativo obbligo di versamento sarebbe assolto a livello domestico e non
determinerebbe, in ogni caso, alcun obbligo di versamento in capo a TIM S.p.A..
NOTA 12
RIMANENZE DI MAGAZZINO
In riduzione rispetto al 31 dicembre 2024 di 62 milioni di euro, sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Materie prime, sussidiarie e di consumo
4
3
Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati
4
2
Prodotti finiti
227
251
Acconti su scorte
41
Totale
235
297
Le rimanenze sono costituite essenzialmente da apparati e terminali di telecomunicazioni fisse e mobili e relativi accessori, nonché
da prodotti per ufficio e stampanti specializzate.
Le rimanenze di magazzino si riferiscono alla Business Unit Domestic per 180 milioni di euro (251 milioni di euro al 31 dicembre
2024 di cui 74 milioni attribuibili a Telecom Italia Sparkle ora classificata fra le "Attività disponibili per la vendita") e alla Business
Unit Brasile per 55 milioni di euro (46 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 12
Rimanenze di magazzino
303
Gli "acconti su scorte" al 31 dicembre 2024 si riferivano ad acconti versati da Telecom Italia Sparkle per la costruzione del Blu-
Raman System (fibre su cavi sottomarini) limitatamente alla componente destinata alla rivendita anche tramite contratti di
cessione in leasing finanziario.
Le rimanenze sono esposte al netto di un fondo svalutazione pari a 12 milioni di euro al 31 dicembre 2025 (12 milioni di euro al 31
dicembre 2024).
NOTA 13
CREDITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE ATTIVITA' CORRENTI
Si incrementano, rispetto al 31 dicembre 2024, di 1.171 milioni di euro, e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui  Strumenti
Finanziari 
31.12.2024
di cui  Strumenti
Finanziari
Crediti commerciali
(a)
2.345
2.345
2.309
2.309
Crediti vari correnti
Crediti verso altri
(b)
2.030
107
896
69
Altre attività correnti
Attività derivanti da contratti con la clientela (Contract Assets)
41
41
28
28
Costi contrattuali differiti
409
455
Altri costi differiti
462
431
Altre
30
27
(c)
942
41
941
28
Totale
(a+b+c)
5.317
2.493
4.146
2.406
Per ulteriori dettagli sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Sono di seguito riportate le analisi, al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024, dell’anzianità degli Strumenti Finanziari inclusi nei
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti:
di cui scaduti da:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui non
scaduti
di cui scaduti
0-90 gg.
91-180 gg.
181-365 gg.
Oltre 365 gg.
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
2.493
2.057
436
147
49
66
174
di cui scaduti da:
(milioni di euro)
31.12.2024
di cui non
scaduti
di cui scaduti
0-90 gg.
91-180 gg.
181-365 gg.
Oltre 365 gg.
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
2.406
1.865
541
135
64
128
214
I crediti non scaduti si incrementano, rispetto al 31 dicembre 2024, di 192 milioni di euro di cui:
96 milioni di euro relativi alla Business Unit Domestic;
96 milioni di euro relativi alla Business Unit Brasile. Escludendo l'effetto cambio negativo dell'esercizio 2025 di circa 3 milioni di
euro,  l'incremento risulta pari a 99 milioni di euro.
I crediti scaduti si riducono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 105 milioni di euro di cui:
44 milioni di euro relativi alla Business Unit Domestic;
60 milioni di euro relativi alla Business Unit Brasile. Escludendo l'effetto cambio negativo dell'esercizio 2025 di circa 1 milione di
euro, il decremento risulta pari a 61 milioni di euro.
I Crediti commerciali ammontano a 2.345 milioni di euro (2.309 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono al netto di 317 milioni
di euro del relativo fondo svalutazione crediti (388 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
I crediti commerciali sono relativi, in particolare, a TIM S.p.A. 1.521 milioni di euro) e alla Business Unit Brasile 774 milioni di euro).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 13
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
304
La movimentazione del fondo svalutazione crediti è stata la seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Al 1° gennaio
388
463
Discontinued Operations
(31)
(11)
Accantonamenti a conto economico
170
184
Utilizzi e decrementi 
(213)
(230)
Differenze cambio ed altre variazioni
3
(18)
Al 31 dicembre
317
388
I Crediti vari correnti si riferiscono a crediti verso altri per 2.030 milioni di euro (896 milioni di euro al 31 dicembre 2023) e sono al
netto di un fondo svalutazione pari a 13 milioni di euro (40 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono così analizzabili:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Credito connesso alla sentenza Canone di concessione 1998
1.011
Anticipi a fornitori
165
157
Crediti verso il personale
7
7
Crediti tributari
479
219
Crediti per contributi da Stato ed Enti pubblici
18
11
Partite diverse
350
502
Totale
2.030
896
La voce "Credito connesso alla sentenza Canone di concessione 1998" accoglie il credito pecuniario, divenuto certo, liquido ed
esigibile a seguito della sentenza della Corte di Cassazione n. 33241 del 19 dicembre 2025 che ha reso definitiva la decisione della
Corte d’Appello del 3 aprile 2024 n. 2320/2024. L'ammontare di 1.011 milioni di euro è relativo per circa 973 milioni di euro
all'importo riconosciuto a titolo di risarcimento del danno complessivo e per circa 38 milioni di euro alla valorizzazione degli
interessi legali dalla decisione della Corte d'Appello sino al 31 dicembre 2025.
Al 31 dicembre 2025, i "crediti tributari" si riferiscono alla Business Unit Brasile per 185 milioni di euro e alla Business Domestic per
294 milioni di euro.
I "crediti per contributi da Stato ed Enti pubblici" afferiscono principalmente a progetti non legati all'infrastruttura di rete, finanziati
dal MISE e dalla Comunità Europea, in particolare progetti relativi ai Centri delle Tecnologie Emergenti e servizi cloud ed edge
computing. Il riconoscimento a conto economico di detti contributi avviene, nel caso di contributi in conto capitale, su base
sistematica lungo la vita utile delle attività cui i contributi si riferiscono oppure, nel caso di contributi in conto esercizio, con un
criterio sistematico negli esercizi in cui la Capogruppo TIM S.p.A. rendiconta agli enti finanziatori i costi agevolabili sostenuti.
Le "partite diverse" comprendono in particolare i seguenti crediti di TIM S.p.A.:
quota corrente (98 milioni di euro) del credito verso FiberCop S.p.A. per servizi correlati al Master Service Agreement (MSA),
sorto nel 2024 nell'ambito dell'operazione NetCo;
crediti per Servizio Universale (52 milioni di euro);
crediti verso enti previdenziali e assistenziali (40 milioni di euro);
crediti vari verso altri operatori di TLC (27 milioni di euro);
crediti per cessioni pro solvendo verso società di factoring (36 milioni di euro).
Le Altre attività correnti comprendono:
Attività derivanti da contratti con la clientela (Contract Assets). La voce accoglie principalmente:
26 milioni di euro di TIM S.p.A. connessi ai lavori eseguiti in relazione al "Piano 5G Copertura" nell'ambito del PNRR;
11 milioni di euro di TIM S.p.A. per l’effetto dell’anticipazione del riconoscimento dei ricavi per quei contratti bundle (quali
pacchetti di beni e servizi) con singole performance obligation aventi differente tempistica di riconoscimento, nei quali i beni
rilevati “at point in time” sono venduti ad un prezzo scontato, oppure per quei contratti che, prevedendo uno sconto per un
periodo di tempo inferiore alla durata minima contrattuale, necessitano ai sensi dell’IFRS 15 di una riallocazione dello sconto
lungo la durata minima contrattuale. Tali Contract Assets sono al netto del relativo fondo svalutazione di 1 milione di euro.
Costi contrattuali differiti (409 milioni di euro; 455 milioni di euro al 31 dicembre 2024): sono costi contrattuali
(principalmente costi tecnici di attivazione e costi per le provvigioni alla rete di vendita) oggetto di differimento e rilevati a
conto economico separato:
per i clienti di rete mobile in funzione della durata attesa del rapporto contrattuale con i clienti;
per i clienti di rete fissa in funzione del periodo lungo il quale si realizza la recuperabilità economica dei costi “one-off”.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 10 "Crediti vari e altre attività non correnti".
Altri costi differiti relativi principalmente:
alla Capogruppo TIM S.p.A. essenzialmente per il differimento di costi connessi a:
canoni di noleggio e altri costi per godimento beni di terzi (306 milioni di euro);
costi per acquisti di prodotti e servizi (39 milioni di euro);
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 13
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
305
spese post vendita su offerte applicativi (23 milioni di euro);
premi assicurativi (6 milioni di euro);
canoni di manutenzione (1 milioni di euro);
alla Business Unit Brasile (23 milioni di euro) per partite afferenti principalmente contratti di manutenzione e attività di
marketing.
NOTA 14
ATTIVITA' CESSATE/ATTIVITA' NON CORRENTI DESTINATE
AD ESSERE CEDUTE
In data 14 aprile 2025 TIM e Boost BidCo, veicolo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipato da
Retelit, hanno firmato l’accordo per la cessione di Telecom Italia Sparkle, attiva nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti
wholesale in campo internazionale (International wholesale), sulla base dell’offerta approvata dal Consiglio di Amministrazione di
TIM del 12 febbraio 2025, che aveva preventivamente ricevuto il parere favorevole del comitato parti correlate.
L’accordo prevede un enterprise value del gruppo Telecom Italia Sparkle di 700 milioni di euro. Il prezzo per la cessione sarà pari
all’enterprise value, rettificato sulla base del valore dell’indebitamento finanziario netto e sulla base delle usuali rettifiche di prezzo
connesse a taluni obiettivi relativi alle performance economiche e agli scostamenti rispetto a target working capital del gruppo
Telecom Italia Sparkle al closing.
L’accordo prevede inoltre la sottoscrizione al closing tra TIM e Sparkle di un contratto volto a regolare i servizi che saranno prestati
reciprocamente tra le società successivamente al closing.
Al 31 dicembre 2025 (così come già indicato a partire dal primo trimestre 2025) il gruppo Sparkle è classificato, ai sensi dell’IFRS 5,
quale "Attività disponibile per la vendita". La partecipazione in Telecom Italia Sparkle S.p.A. è detenuta dalla Capogruppo TIM
S.p.A.; il gruppo Sparkle, è attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale (International
wholesale).
Si rammenta inoltre che nell'esercizio 2024 era classificata come "Attività ceduta" l'intera FiberCop - NetCo, costituita dalle attività
di FiberCop S.p.A., società che già gestiva le attività relative alla rete secondaria in fibra e rame e in cui TIM S.p.A. aveva conferito
un ramo d'azienda, costituito dalle attività relative alla Rete Primaria, dall’attività cosiddetta "Wholesale" e dall’intera
partecipazione nella società controllata Telenergia S.r.l.. La cessione si è completata in data 1° luglio 2024.
Di seguito, la composizione delle Attività destinate ad essere cedute e delle Passività ad esse direttamente correlate:
(milioni di euro)
31.12.2025
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute:
di natura finanziaria
162
di natura non finanziaria
1.065
Totale
(a)
1.227
Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate
ad essere cedute
di natura finanziaria
89
di natura non finanziaria
507
Totale
(b)
596
Valore netto delle attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute
(a-b)
631
Le attività di natura finanziaria sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
Attività finanziarie non correnti
7
Attività finanziarie correnti
155
Totale
162
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 14
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
306
Le attività di natura non finanziaria sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
Attività non correnti
Avviamento
Attività immateriali a vita utile definita
79
Attività materiali
382
Diritti d'uso su beni di terzi
198
Altre attività non correnti
66
725
Attività correnti
340
Totale
1.065
Le passività di natura finanziaria sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
Passività finanziarie non correnti
15
Passività finanziarie correnti
74
Totale
89
Le passività di natura non finanziaria sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
Passività non correnti
204
Passività correnti
303
Totale
507
Di seguito le componenti relative all'"Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute"
nell’ambito del conto economico separato consolidato.
Gli effetti economici dell'esercizio 2025 includono, oltre ai risultati economici del gruppo Telecom Italia Sparkle, l'adeguamento al
presumibile valore di realizzo, che ha comportato una svalutazione di 20 milioni di euro, oltre a oneri relativi all'operazione.
Gli effetti economici dell'esercizio 2024 sono comprensivi di:
gruppo Telecom Italia Sparkle, comprensivo del risultato netto del gruppo e della svalutazione al presunto valore di realizzo;
FiberCop - NetCo, la cui cessione si è completata in data 1° luglio 2024, comprensivo dell'impatto netto della cessione, nonché
dei risultati economici sino alla data della cessione.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 14
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
307
(milioni di euro)
2025
2024
Effetti economici da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute:
Ricavi
738
1.681
Altri proventi operativi
1
30
Acquisti di materie e servizi
(579)
(663)
Costi del personale
(63)
(622)
Altri costi operativi/Variazione delle rimanenze/Attività generate internamente
8
29
Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/(minusvalenze) e ripristini di
valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA)
105
455
Ammortamenti
(115)
(891)
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
(10)
1
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti
Risultato operativo (EBIT)
(20)
(435)
Quota dei risultati delle partecipazioni in imprese collegate e Joint Ventures valutate con il
metodo del patrimonio netto  e Altri proventi/(oneri) da partecipazioni
Saldo oneri/proventi finanziari
(22)
(219)
Risultato prima delle imposte derivante da Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
(42)
(654)
Imposte sul reddito
1
(47)
Risultato dopo le imposte derivante da Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
(a)
(41)
(701)
Altri impatti economici:
Accantonamenti e oneri connessi alla cessione di Telecom Italia Sparkle
(26)
(80)
Altri proventi/ (oneri) connessi a cessioni degli esercizi precedenti
(9)
(b)
(35)
(80)
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(a)
(76)
(781)
Effetti economici sulle entità cedenti:
Plusvalenza lorda relativa alla cessione di NetCo
325
Oneri accessori e altre partite minori connessi alla cessione di NetCo
(142)
Imposte sul reddito relative alla cessione di NetCo
(b)
183
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(a+b)
(76)
(598)
Attribuibile a:
Soci della Controllante
(75)
(661)
Partecipazioni di minoranza
(1)
63
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 14
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
308
Il risultato per azione da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile ai Soci della Controllante,
relativo all'esercizio 2025 e all'esercizio 2024 è il seguente:
(euro)
2025
2024
Risultato per azione da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute (base)
azione ordinaria
(0,01)
(0,03)
azione di risparmio
(0,01)
(0,03)
Risultato per azione da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute (diluito)
azione ordinaria
(0,01)
(0,03)
azione di risparmio
(0,01)
(0,03)
Inoltre, nell'ambito del Conto economico complessivo consolidato relativamente alle Attività cessate/Attività non correnti destinate
ad essere cedute:
la variazione degli utili/perdite attuariali inclusi nella Riserva per rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti è nulla
nell'esercizio 2025 (positiva per 11 milioni di euro nell'esercizio 2024);
la variazione della riserva da conversione è negativa per 18 milioni di euro nell'esercizio 2025 (positiva per 9 milioni di euro
nell'esercizio 2024).
Pertanto, il risultato complessivo da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute è negativo per 94 milioni di
euro nell'esercizio 2025 e negativo per 578 milioni di euro nell'esercizio 2024.
Nell’ambito del Rendiconto finanziario consolidato gli impatti netti, espressi in termini di contribuzione al consolidato, delle “Attività
cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” sono così dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute:
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative
52
(608)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento
(50)
(473)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento
48
(202)
Totale
50
(1.283)
NOTA 15
PATRIMONIO NETTO
È così composto:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante
12.219
11.957
Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza
1.236
1.404
Totale
13.455
13.361
Per quanto riguarda il Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante si evidenzia di seguito la composizione:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Capitale
11.628
11.624
Riserva da sovrapprezzo azioni
Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l'utile (perdita) dell'esercizio
591
333
Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre
componenti di conto economico complessivo
5
(6)
Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura
(30)
(76)
Riserva per differenze cambio di conversione di attività estere
(2.491)
(2.439)
Riserva per rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19)
(62)
(66)
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il
metodo del patrimonio netto
Riserve diverse e utili (perdite) accumulati, incluso l’utile (perdita)
dell'esercizio
3.169
2.920
Totale
12.219
11.957
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 15
Patrimonio netto
309
Al 31 dicembre 2025 il Capitale è pari a 11.628 milioni di euro, già al netto di azioni proprie di 49 milioni di euro; al 31 dicembre 2024
il Capitale era pari a 11.624 milioni di euro, già al netto di azioni proprie di 53 milioni di euro, con una variazione di 4 milioni di euro a
seguito dell'assegnazione di azioni proprie in esecuzione del Piano di Stock Option 2022-2024.
Si precisa che il Capitale della Capogruppo è soggetto ad un vincolo di sospensione d'imposta ai fini fiscali per un importo pari a
1.191 milioni di euro (invariato rispetto al 31 dicembre 2024).
Le movimentazioni del Capitale nell'esercizio 2025 sono riportate nelle seguenti tabelle:
Riconciliazione tra il numero delle azioni in circolazione al 31 dicembre 2024 e il numero delle azioni in
circolazione al 31 dicembre 2025
(numero azioni)
al 31.12.2024
Assegnazione/
emissione azioni
al 31.12.2025
% sul Capitale
Azioni ordinarie emesse
(a)
15.329.466.496
15.329.466.496
71,78%
meno: azioni proprie
(b)
(96.442.802)
7.402.387
(89.040.415)
Azioni ordinarie in circolazione
(c)
15.233.023.694
7.402.387
15.240.426.081
Azioni di risparmio emesse e in circolazione
(d)
6.027.791.699
6.027.791.699
28,22%
Totale azioni emesse da TIM S.p.A.
(a+d)
21.357.258.195
21.357.258.195
100,00%
Totale azioni in circolazione di TIM S.p.A.
(c+d)
21.260.815.393
7.402.387
21.268.217.780
Riconciliazione tra il valore delle azioni in circolazione al 31 dicembre 2024 e il valore delle azioni in
circolazione al 31 dicembre 2025
(milioni di euro)
Capitale al
31.12.2024
Variazioni di capitale
Capitale al 31.12.2025
Azioni ordinarie emesse
(a)
8.381
8.381
meno: azioni proprie
(b)
(53)
4
(49)
Azioni ordinarie in circolazione
(c)
8.328
4
8.332
Azioni di risparmio emesse e in circolazione
(d)
3.296
3.296
Totale Capitale emesso da TIM S.p.A.
(a+d)
11.677
11.677
Totale Capitale in circolazione di TIM S.p.A.
(c+d)
11.624
4
11.628
Il valore complessivo delle azioni ordinarie proprie al 31 dicembre 2025, pari a 280 milioni di euro, è stato contabilizzato per la quota
parte relativa alla parità contabile (49 milioni di euro) a riduzione del valore del capitale emesso e per la restante parte a riduzione
delle Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l’utile (perdita) dell’esercizio.
Il 28 gennaio 2026 si sono tenute l'Assemblea degli Azionisti ordinari di TIM S.p.A. e l’Assemblea Speciale degli Azionisti di
risparmio, per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie e riduzione
volontaria del capitale sociale".
Informativa sul capitale al 31 dicembre 2025
Le azioni ordinarie e di risparmio di TIM S.p.A. sono quotate in Italia (indice FTSE).
Nelle deliberazioni di aumento del capitale sociale a pagamento, il diritto di opzione può essere escluso nella misura massima del
dieci per cento del capitale preesistente, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò
sia confermato in apposita relazione della società incaricata della revisione contabile.
Il Gruppo si dota del capitale necessario per finanziare i fabbisogni di sviluppo dei business e di funzionamento operativo; le fonti di
finanziamento si articolano in un mix bilanciato di capitale di rischio, apportato a titolo permanente dai soci, e di capitale di debito,
per garantire un’equilibrata struttura finanziaria e la minimizzazione del costo complessivo del capitale, con conseguente
vantaggio di tutti gli “stakeholders”.
Il capitale di debito è strutturato in diverse scadenze e valute in modo da garantire un’adeguata diversificazione delle fonti di
provvista e un accesso efficiente alle fonti esterne di finanziamento (sfruttando le migliori opportunità sui mercati finanziari delle
aree euro e dollaro USA al fine di minimizzare il costo), avendo attenzione alla riduzione del rischio di rifinanziamento.
La remunerazione del capitale di rischio è proposta dal Consiglio di Amministrazione all’Assemblea degli Azionisti, che si riunisce
per approvare il Bilancio annuale, sulla base dell’andamento del mercato e delle performance di business, una volta soddisfatte
tutte le altre obbligazioni, tra cui il servizio del debito; pertanto al fine di garantire un’adeguata remunerazione del capitale, la
salvaguardia della continuità aziendale e lo sviluppo dei business, il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione del livello di
indebitamento in rapporto al patrimonio netto, il livello di indebitamento netto e il margine operativo delle attività industriali.
Privilegi delle azioni di risparmio
Di seguito sono riportati i privilegi delle azioni di risparmio di TIM S.p.A.:
gli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato, dedotta la quota da destinare a riserva legale, devono essere
distribuiti alle azioni di risparmio fino alla concorrenza del 5% di 0,55 euro per azione;
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 15
Patrimonio netto
310
gli utili che residuano dopo l’assegnazione alle azioni di risparmio del dividendo privilegiato sopra indicato, di cui l’Assemblea
deliberi la distribuzione, sono ripartiti tra tutte le azioni in modo che alle azioni di risparmio spetti un dividendo complessivo
maggiorato, rispetto a quello delle azioni ordinarie, in misura pari al 2% di 0,55 euro per azione;
quando in un esercizio sia stato assegnato alle azioni di risparmio un dividendo inferiore al 5% di 0,55 euro per azione, la
differenza è computata in aumento del dividendo privilegiato nei due esercizi successivi;
in caso di distribuzione di riserve le azioni di risparmio hanno gli stessi diritti delle altre azioni. Peraltro, è facoltà dell’Assemblea
chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio, in caso di assenza o insufficienza degli utili netti risultanti dal bilancio stesso per
soddisfare i diritti patrimoniali sopra indicati, deliberare di soddisfare mediante distribuzione di riserve disponibili il privilegio e/o
il diritto di maggiorazione. Il pagamento mediante riserve esclude l’applicazione del meccanismo di trascinamento nei due
esercizi successivi del diritto al dividendo privilegiato non percepito mediante distribuzione di utili, di cui al punto che precede;
la riduzione del capitale sociale per perdite non ha effetto sulle azioni di risparmio se non per la parte della perdita che non
trova capienza nella frazione di capitale rappresentata dalle altre azioni;
allo scioglimento di TIM S.p.A. le azioni di risparmio hanno prelazione nel rimborso del capitale fino a concorrenza di 0,55 euro
per azione;
nel caso di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie o di risparmio, l’Azionista di risparmio potrà richiedere a TIM
S.p.A. la conversione delle proprie azioni in azioni ordinarie, secondo le modalità deliberate dall’Assemblea straordinaria
all’uopo convocata entro due mesi dall’esclusione dalle negoziazioni.
La Riserva da sovrapprezzo azioni, al 31 dicembre 2025 risulta azzerata (come al 31 dicembre 2024) a seguito della copertura
della perdita dell'esercizio 2023, come deliberato dall'Assemblea dei soci del 23 aprile 2024.
Le Altre Riserve movimentate per il tramite del Conto economico complessivo comprendono:
La Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo,
positiva per 5 milioni di euro al 31 dicembre 2025, si incrementa di 11 milioni di euro rispetto al saldo al 31 dicembre 2024. In
particolare, la movimentazione nell’esercizio 2025 comprende le perdite del portafoglio titoli di Telecom Italia Finance (6 milioni
di euro, di cui realizzate 17 milioni di euro), l'azzeramento della riserva negativa relativa alla partecipazione in Northgate da
parte di Telecom Italia Ventures (22 milioni di euro), gli utili rilevati da Olivetti per la valutazione di SECO S.p.A. (11 milioni di
euro), gli utili relativi alle altre attività finanziarie detenute dalla Capogruppo TIM (1 milione di euro) e l'azzeramento della
riserva positiva relativa alla partecipazione in Fin.Priv. susseguente alla cessione della partecipazione da parte della
Capogruppo TIM (17 milioni di euro). Tale riserva è espressa al netto di imposte differite attive per 2 milioni di euro (al 31
dicembre 2024 era espressa al netto di imposte differite attive per 2 milioni di euro).
La Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura, è negativa per 30 milioni di euro al 31
dicembre 2025 (negativa per 76 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Tale riserva è espressa al netto di imposte differite attive
per 8 milioni di euro (al 31 dicembre 2023 era espressa al netto di imposte differite attive per 23 milioni di euro). In particolare,
questa riserva accoglie la porzione efficace degli utili o delle perdite derivanti dall’adeguamento al fair value degli strumenti
derivati designati di copertura dell’esposizione della variabilità dei flussi finanziari di attività o passività iscritte in bilancio (cash
flow hedge).
La Riserva per differenze cambio di conversione di attività estere, è negativa per 2.491 milioni di euro al 31 dicembre 2025
(negativa per 2.439 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si riferisce principalmente alle differenze di conversione in euro dei
bilanci delle società della Business Unit Brasile, negative per 2.507 milioni di euro (negative per 2.472 milioni di euro al 31
dicembre 2024).
La Riserva per rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti, negativa per 62 milioni di euro, si incrementa di 4
milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 a seguito della rilevazione delle variazioni degli utili (perdite) attuariali, al netto del
relativo effetto fiscale.
Gli Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del patrimonio netto, risultano
azzerati sia al 31 dicembre 2025 sia al 31 dicembre 2024.
Le Altre riserve diverse e utili (perdite) accumulati, incluso l’utile (perdita) dell’esercizio ammontano a 3.169 milioni di euro e
si incrementano di 249 milioni di euro come dettagliato di seguito:
(milioni di euro)
2025
2024
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai Soci della Controllante
297
(610)
Dividendi deliberati - TIM S.p.A.
Strumenti rappresentativi di patrimonio netto
Assegnazione azioni proprie per LTI
(4)
(4)
BU Brasile - operazioni sul capitale
(82)
Altri movimenti
38
(57)
Variazione nell'esercizio delle Riserve diverse e utili (perdite) accumulati, incluso l’utile
(perdita) dell'esercizio
249
(671)
Nel 2025 non sono stati deliberati dividendi.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 15
Patrimonio netto
311
Il Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza, pari a 1.236 milioni di euro si riferisce principalmente alle
società della Business Unit Brasile (1.224 milioni di euro) e si decrementa di 168 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 come di
seguito dettagliato:
(milioni di euro)
2025
2024
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile alle Partecipazioni di minoranza
222
246
Dividendi di Società del Gruppo agli azionisti di minoranza
(317)
(158)
Movimentazione della Riserva per differenze cambio di conversione di attività estere
29
(280)
BU Brasile - operazioni sul capitale
(37)
Deconsolidamento NetCo
(2.283)
Altri movimenti
(65)
12
Variazione nell'esercizio del Patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza
(168)
(2.463)
I dividendi di società del Gruppo agli azionisti di minoranza si riferiscono principalmente alla Business Unit Brasile per 317 milioni di
euro (158 milioni di euro nel 2024).
La Riserva per differenze cambio di conversione di attività estere attribuibile alle partecipazioni di minoranza è negativa per 1.161
milioni di euro al 31 dicembre 2025 (negativa per 1.190 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si riferisce interamente alle differenze
di conversione in euro dei bilanci delle società della Business Unit Brasile.
Variazioni potenziali future di capitale
Per quanto riguarda i dettagli delle “Variazioni potenziali future di capitale”  si rimanda a quanto illustrato nella Nota 41 “Accordi di
pagamento basato su azioni”.
Diritto di recesso sorto a seguito delle deliberazioni dell'Assemblea
straordinaria del 24 giugno 2025
Il 24 giugno 2025, l’Assemblea Straordinaria degli Azionisti di TIM ha approvato la deliberazione di modifica dell’oggetto sociale di
cui all’articolo 3 dello statuto sociale, pertanto - ai sensi dell’articolo 2437, comma 1, lett. a) del codice civile - ai titolari di azioni
ordinarie TIM che non abbiano concorso all’approvazione della citata delibera e ai soci detentori delle azioni di risparmio è stato
riconosciuto il diritto di recesso, con possibilità di esercitarlo entro il 10 luglio 2025.
Il valore di liquidazione unitario delle azioni ordinarie e di risparmio per le quali poteva essere esercitato il diritto di recesso è stato
determinato dal Consiglio di Amministrazione in euro 0,2884 per le azioni ordinarie ed euro 0,3295 per le azioni di risparmio, ai sensi
della vigente normativa, facendo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura di Borsa nei sei mesi che hanno preceduto
la pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'Assemblea del 24 giugno 2025, avvenuta il 24 maggio 2025.
Il diritto di recesso è stato validamente esercitato per complessive n. 1.364.581 azioni ordinarie e n. 151.748 azioni di risparmio,
rappresentative, rispettivamente, del 0,009% % e del 0,003% del capitale sociale delle relative categorie di azioni della Società; il
controvalore di liquidazione delle Azioni Ordinarie Recedute e delle Azioni di Risparmio Recedute è stato pertanto pari,
rispettivamente, a 393.545 euro e a 50.001 euro.
Pertanto tutte le azioni oggetto di recesso, per un controvalore complessivo pari a 443.546 euro, risultano essere state acquistate
dagli azionisti che non hanno esercitato, in tutto o in parte, il diritto di recesso, a seguito dell’esercizio dei diritti di opzione e di
prelazione.
Informazioni relative alle deliberazioni delle Assemblee del 28 gennaio 2026
Riduzione volontaria del capitale sociale e conversione delle azioni di risparmio in azioni
ordinarie
L’Assemblea degli Azionisti ordinari e l’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio di TIM S.p.A., che si sono riunite in data 28
gennaio 2026, hanno approvato la proposta di riduzione volontaria del capitale e di conversione delle azioni di risparmio di TIM in
azioni ordinarie, nei termini di cui alla proposta presentata dal Consiglio di Amministrazione.
In particolare, l’Assemblea degli Azionisti ordinari di TIM S.p.A. ha approvato in sede straordinaria:
la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro, destinando l’importo riveniente a riserva legale e a riserva
disponibile di patrimonio netto;
la conversione facoltativa delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione
ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, più un conguaglio in denaro pari a 0,12 euro;
la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio che non siano state oggetto di conversione facoltativa, sulla base del
medesimo rapporto di conversione e con un conguaglio pari a 0,04 euro.
L’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio di TIM S.p.A., a sua volta ha approvato la proposta di conversione obbligatoria
delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.
In particolare:
agli azionisti di risparmio che non hanno concorso all'approvazione della delibera di conversione obbligatoria dell’Assemblea
Speciale degli Azionisti di risparmio spetta il diritto di recesso da esercitarsi entro i 15 giorni dalla data di iscrizione della delibera
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 15
Patrimonio netto
312
assembleare, avvenuta in data 29 gennaio 2026. E' stato pertanto validamente esercitato nel periodo dal 29 gennaio 2026 al 13
febbraio 2026 per complessive n. 2.014.231 azioni di risparmio rappresentative del 0,0334% sul totale delle azioni di risparmio.
In data 2 marzo 2026 è stata pubblicata l'offerta in opzione delle azioni oggetto di recesso il cui periodo di adesione decorre dal
2 marzo 2026 al 1 aprile 2026. Come già comunicato, il valore di liquidazione unitario delle azioni di risparmio oggetto di
recesso è stato determinato in euro 0,5117. Contestualmente è stata data notizia che risulta avverata la condizione di efficacia
apposta alla conversione secondo cui l’esborso massimo da corrispondersi da parte della Società per la liquidazione delle
Azioni Oggetto di Recesso che non siano acquistate dai soci o collocate a terzi, a esito  del procedimento di cui all’articolo 2437-
quater cod. civ., non debba superare un importo pari a complessivi euro 100.000.000,00 (condizione c.d. “stop-loss”);
la Conversione è stata inoltre condizionata alla circostanza che non sia presentata opposizione da parte dei creditori della
Società entro il termine di 90 giorni dall’iscrizione della delibera di Riduzione di Capitale presso il competente registro delle
imprese (avvenuta lo scorso 29 gennaio 2026 e dunque entro il 29 aprile 2026), ai sensi dell’art. 2445, comma 3, cod. civ., o, in
caso di opposizione, intervenga l'autorizzazione del Tribunale, ai sensi dell’art. 2445, comma 4, cod. civ., entro il termine di sei
mesi (prorogabile dalla Società di massimi ulteriori 3 mesi) dall’iscrizione della delibera;
l’importo complessivo che la Società corrisponderà agli azionisti di risparmio a titolo di conguaglio sarà pari a euro
723.335.003,88 in caso di adesione integrale alla Conversione Facoltativa e a euro 241.111.667,96 nel caso in cui tutte le azioni
di risparmio siano convertite in ordinarie in conseguenza della conversione obbligatoria.
Le delibere assembleari sopra citate avranno per TIM i seguenti riflessi:
Semplificazione: una sola classe di azioni. Con una sola classe di azioni, la struttura societaria di TIM diventa più chiara e
lineare, riducendo i costi e la complessità di governance tipici di un assetto a due classi di azioni;
Equità: stessi diritti per tutti gli azionisti. Tutti gli azionisti avranno gli stessi diritti e le stesse condizioni. Questo elimina
differenze storiche tra classi di azioni e rende TIM più trasparente e più allineata alle migliori pratiche di mercato;
Solidità: struttura patrimoniale ottimizzata. La riorganizzazione del capitale ridistribuisce le risorse di TIM tra le diverse voci
contabili (riserva legale e riserva disponibile) rendendo la struttura patrimoniale più equilibrata ed efficiente.
Inoltre, la riduzione del capitale sociale realizza una più bilanciata composizione delle poste di patrimonio netto, che allo stato non
presenta riserve disponibili e distribuibili.
In sede Assembleare si è infatti evidenziato che:
il patrimonio netto della Società, come risultante dal bilancio separato di TIM S.p.A. per l’esercizio 2024 e già tenuto conto della
copertura della perdita registrata per il medesimo esercizio, era composto per circa il 96% dal capitale sociale e per il residuo
dalla riserva legale;
il capitale sociale di TIM S.p.A. – rimasto sostanzialmente invariato dal 2005 in seguito alla sua privatizzazione e alle successive
operazioni societarie che hanno interessato la Società – risultava, rispetto al benchmark di mercato relativo agli emittenti
quotati a livello nazionale di pari dimensioni, il più elevato sia in termini assoluti sia con riferimento ai principali KPI (Key
performance indicators);
nel corso del 2024, a seguito del perfezionamento dell’operazione di cessione di FiberCop, l’indebitamento finanziario netto del
Gruppo si è significativamente ridotto, così come i principali indicatori patrimoniali del Gruppo: il capitale investito netto
consolidato ha rilevato una riduzione di oltre il 40% e il valore dell’avviamento “Domestic” si è ridotto di circa il 50%.
Pertanto la riduzione del capitale sociale a 6 miliardi di euro consentirà di riallineare la struttura del patrimonio netto di TIM S.p.A. e
il suo capitale sociale al nuovo assetto patrimoniale della Società e di allinearne i principali ratio allo standard di mercato.
In questo senso, la ricostituzione della riserva disponibile consentirà, in una prospettiva di maggiore flessibilità, l’utilizzo delle risorse
finanziarie disponibili e non impiegate nella gestione operativa. In particolare, a seguito della riduzione di capitale, tali risorse
potranno essere impiegate anche per deliberare eventuali distribuzioni di dividendi o operazioni di buyback.
La riduzione di capitale sociale deliberata impatta esclusivamente sulla parità contabile delle azioni che compongono il capitale
sociale e non ha riflessi né sul patrimonio netto né sul numero delle azioni, come di seguito dettagliato:
Patrimonio Netto al 31.12.2025 ante e post riduzione capitale
(milioni di euro)
31.12.2025
Riduzione Capitale sociale
31.12.2025
post riduzione Capitale
sociale
Capitale emesso
11.677
(5.677)
6.000
meno: Azioni proprie
(49)
24
(25)
Capitale
11.628
(5.653)
5.975
Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l'utile
(perdita) dell'esercizio
591
5.653
6.244
Totale Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante
12.219
12.219
Numero azioni emesse
21.357.258.195
21.357.258.195
(euro)
Parità contabile per azione  - rapporto tra il capitale sociale
complessivo e il numero delle azioni emesse
0,5467
0,2809
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 15
Patrimonio netto
313
Informazioni relative alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione del 24
febbraio 2026
Buyback e raggruppamento delle azioni ordinarie di TIM S.p.A.
Nel corso dell’esercizio 2026, TIM intende riconoscere agli azionisti, mediante buyback, una remunerazione pari a circa il 50% del
valore atteso dalla cessione di Sparkle, subordinatamente al closing, previsto nel secondo trimestre 2026, nonché all’efficacia della
riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle azioni di risparmio, già approvate dalle Assemblee dei Soci del 28
gennaio 2026. In particolare, il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. del 24 febbraio 2026 ha deciso di proporre all’Assemblea
degli Azionisti del 15 aprile 2026 un programma di acquisto di azioni proprie (buyback) fino a un massimo di 400 milioni di euro e
per massime 700.000.000 azioni ordinarie (da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento azionario di cui sotto, a massime
70.000.000 azioni ordinarie complessive) corrispondenti a circa il 3,3% del capitale sociale. Il riacquisto potrà essere in parte a
servizio dei piani di remunerazione e incentivazione azionaria.
Inoltre, sempre il Consiglio di Amministrazione, ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti del 15 aprile 2026 un
raggruppamento delle azioni ordinarie TIM nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti. L’operazione è
subordinata all’efficacia della riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle azioni di risparmio di cui sopra. Il
raggruppamento azionario permetterà di ridurre la volatilità sul titolo, anche attraendo nuove classi di investitori e, assieme alla
conversione delle azioni di risparmio, di avere una struttura di capitale più snella ed efficiente.
NOTA 16
PASSIVITA' FINANZIARIE (NON CORRENTI E CORRENTI)
Le Passività finanziarie non correnti e correnti (indebitamento finanziario lordo) sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri
Debiti finanziari a medio/lungo termine:
Obbligazioni
6.918
7.527
Debiti verso banche
630
701
Altri debiti finanziari
255
303
7.803
8.531
Altre passività finanziarie a medio/lungo termine:
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività non
correnti di natura finanziaria
167
170
Derivati non di copertura
20
26
Altre passività
1
1
188
197
(a)
7.991
8.728
Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva
(b)
2.476
2.421
Totale passività finanziarie non correnti
c=(a+b)
10.467
11.149
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri
Debiti finanziari a breve termine:
Obbligazioni
1.188
2.401
Debiti verso banche
1.497
1.144
Altri debiti finanziari
288
257
2.973
3.802
Altre passività finanziarie a breve termine:
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività
correnti di natura finanziaria
24
23
Derivati non di copertura
30
44
Altre passività
1
54
68
(d)
3.027
3.870
Passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva
(e)
515
523
Totale passività finanziarie correnti
f=(d+e)
3.542
4.393
Passività finanziarie direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non
correnti destinate ad essere cedute
(g)
89
Totale passività finanziarie (Indebitamento finanziario lordo)
h=(c+f+g)
14.098
15.542
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 16
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
314
L’indebitamento finanziario lordo per valuta originaria dell’operazione è il seguente:
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di valuta
estera)
(milioni di euro)
(milioni di valuta
estera)
(milioni di euro)
USD
2.027
1.725
2.044
1.967
BRL
24.201
3.743
21.258
3.304
JPY
20.052
109
20.042
123
ILS
33
9
EURO
8.432
10.139
Totale
14.009
15.542
Discontinued Operations
89
Totale
14.098
15.542
Per quanto riguarda i tassi di cambio utilizzati per la conversione dei valori in valuta estera si veda la Nota 44 “Altre informazioni”.
Di seguito viene riportata l’analisi dell’indebitamento finanziario lordo per fasce di tasso di interesse effettivo riferito alla valuta
originaria escludendo l’effetto di eventuali strumenti derivati di copertura:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Fino a 2,5%
1.411
1.178
Da 2,5% a 5%
3.955
5.313
Da 5% a 7,5%
2.886
3.425
Da 7,5% a 10%
2.200
2.265
Oltre 10%
3.043
2.780
Ratei/risconti, MTM e derivati
514
581
Totale
14.009
15.542
Discontinued Operations
89
Totale
14.098
15.542
A seguito, invece, dell’utilizzo di strumenti derivati di copertura, l’indebitamento finanziario lordo per fasce di tasso di interesse
nominale di posizione è il seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Fino a 2,5%
2.124
2.103
Da 2,5% a 5%
4.571
5.328
Da 5% a 7,5%
1.702
2.867
Da 7,5% a 10%
1.410
1.515
Oltre 10%
3.688
3.148
Ratei/risconti, MTM e derivati
514
581
Totale
14.009
15.542
Discontinued Operations
89
Totale
14.098
15.542
Le scadenze delle passività finanziarie in termini di valore nominale dell’esborso atteso, come contrattualmente definito, sono le
seguenti:
con scadenza entro il 31.12 dell'anno:
(milioni di euro)
2026
2027
2028
2029
2030
Oltre 2030
Totale
Prestiti obbligazionari
977
825
1.457
715
716
3.140
7.830
Loans ed altre passività finanziarie
120
452
32
231
43
(33)
845
Passività finanziarie per locazioni passive
470
391
405
366
265
1.048
2.945
Totale
1.567
1.668
1.894
1.312
1.024
4.155
11.620
Passività finanziarie correnti
1.662
1.662
Totale
3.229
1.668
1.894
1.312
1.024
4.155
13.282
Discontinued Operations
87
87
Totale
3.316
1.668
1.894
1.312
1.024
4.155
13.369
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 16
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
315
Le principali componenti delle passività finanziarie vengono nel seguito commentate.
Le obbligazioni sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Quota non corrente
6.918
7.527
Quota corrente
1.188
2.401
Totale valore contabile
8.106
9.928
Adeguamento al fair value per effetto delle operazioni in fair value hedge e valutazioni al costo ammortizzato
(276)
(303)
Totale valore nominale di rimborso
7.830
9.625
In termini di valore nominale le obbligazioni ammontano complessivamente a 7.830 milioni di euro e diminuiscono di 1.795 milioni
di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (9.625 milioni di euro) a seguito delle movimentazioni (nuove accensioni e rimborsi)
intervenute nel corso del 2025.
Relativamente all’evoluzione dei prestiti obbligazionari nel corso del 2025 si segnala quanto segue:
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di emissione
Nuove emissioni
TIM Brasil 2.791,7 milioni di BRL CDI+0,70%
BRL
2.791,7
23/7/2025
TIM Brasil 2.208,3 milioni di BRL CDI+0,85%
BRL
2.208,3
23/7/2025
TIM S.p.A. 500 milioni di euro 3,625%
EUR
500
30/9/2025
TIM Brasil 1.400 milioni di BRL CDI+0,35%
BRL
1.400
22/12/2025
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di rimborso
Rimborsi
TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+2,3%
BRL
294
27/1/2025
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 2,750%
EUR
1.000
15/4/2025
TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+2,3%
BRL
294
25/4/2025
TIM Brasil 5.000 milioni di BRL CDI+2,3%
BRL
3.824
25/7/2025
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 3,000%
EUR
1.000
30/9/2025
TIM S.p.A. 375 milioni di euro 2,875% (1)
EUR
375
24/11/2025
(1) In data 24 ottobre 2025, TIM ha notificato il rimborso anticipato integrale del prestito obbligazionario da 375 milioni di euro in scadenza il 28 gennaio 2026, a seguito
dell’esercizio della Clausola 7.4 (Redemption at the option of the Issuer – c.d. Issuer Maturity Par Call) dei termini e condizioni applicabili alle Notes. Tale rimborso è
stato effettuato in data 24 novembre 2025 a un prezzo di rimborso pari al 100% del valore nominale delle obbligazioni.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 16
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
316
Nella tabella che segue sono sintetizzati i prestiti obbligazionari emessi da società del Gruppo TIM e ripartiti per società emittente,
espressi sia al valore nominale di rimborso, al netto dei riacquisti, sia al valore di mercato:
Valuta
Ammontare
(milioni)
Valore
nominale di
rimborso
Cedola
Data di
emissione
Data di
scadenza
Prezzo di
emissione
(%)
Prezzo di
mercato al
31.12.2025
Valore di
mercato al
31.12.2025
(milioni di euro)
(%)
(milioni di euro)
Obbligazioni emesse da TIM S.p.A.
Euro
678
678
3,625%
25/5/16
25/5/26
100
100,576
682
Euro
742
742,29
2,375%
12/10/17
12/10/27
99,185
100,291
744
Euro
625
625
6,875%
27/1/23
15/2/28
(*) 100,240
107,710
673
Euro
750
750
7,875%
20/7/23
31/7/28
(*) 100,998
111,631
837
Euro
499
499,18
1,625%
18/1/21
18/1/29
99,074
96,051
480
Euro
500
500
3,625%
30/9/25
30/9/30
100
100,615
503
Euro
440
440
5,250%
17/3/05
17/3/55
99,667
102,299
450
Sub – Totale
4.234,5
4.369
Obbligazioni emesse da Telecom Italia Finance S.A. e garantite da TIM S.p.A.
Euro
656
656
7,750%
24/1/03
24/1/33
(*) 109,646
124,482
816
Sub – Totale
656
816
Obbligazioni emesse da Telecom Italia Capital S.A. e garantite da TIM S.p.A.
USD
500
425,53
6,375%
29/10/03
15/11/33
99,558
105,292
448
USD
500
425,53
6,000%
6/10/04
30/9/34
99,081
102,602
437
USD
500
425,53
7,200%
18/7/06
18/7/36
99,440
108,500
462
USD
500
425,53
7,721%
4/6/08
4/6/38
100
110,923
472
Sub – Totale
1.702,1
1.819
Obbligazioni emesse da TIM S.A.
BRL
1.600
247,5
IPCA+4,1682%
15/6/21
15/6/28
100
124,268
308
Sub – Totale
247,5
308
Obbligazioni emesse da TIM Brasil Serviços e Participações S.A.
BRL
2.792
431,8
CDI+0,70%
23/7/25
23/7/30
100
103,091
445
BRL
2.208
341,6
CDI+0,85%
23/7/25
23/7/32
100
103,564
354
BRL
1.400
216,5
CDI+0,35%
22/12/25
15/12/26
100
100,170
217
Sub – Totale
989,9
1.016
Totale
7.830
8.328
(*) Prezzo di emissione medio ponderato per prestiti obbligazionari emessi in più tranche.
Si segnala che i regolamenti e i prospetti relativi ai prestiti obbligazionari del Gruppo TIM sono disponibili sul sito gruppotim.it.
I debiti verso banche a medio/lungo termine sono pari a 630 milioni di euro (701 milioni di euro al 31 dicembre 2024). I debiti verso
banche a breve termine ammontano a 1.497 milioni di euro (1.144 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e comprendono 103 milioni
di euro di quota corrente dei debiti verso banche a medio/lungo termine, 1.002 milioni di euro relativi al debito ceduto da TIM S.p.A.
in relazione alla restituzione del credito di Concessione Canone 1998 e 335 milioni di euro di Repurchased credit agreements
contratti da Telecom Italia Finance S.A..
Gli altri debiti finanziari a medio/lungo termine sono pari ai 255 milioni di euro ( 303 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si
riferiscono per 107 milioni di euro al finanziamento di Telecom Italia Finance S.A. per 20.000 milioni di JPY con scadenza 2029. Gli
altri debiti finanziari a breve termine ammontano a 288 milioni di euro (257 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e comprendono 40
milioni di euro di quota corrente di altri debiti finanziari a medio/lungo termine e 90 milioni di euro di debiti finanziari a breve
termine che TIM S.p.A. ha nei confronti delle Discontinued Operations.
Le passività finanziarie per contratti di locazione passiva a medio/lungo termine ammontano a 2.476 milioni di euro (2.421
milioni di euro al 31 dicembre 2024), mentre quelle a breve termine ammontano a 515 milioni di euro (523 milioni di euro al 31
dicembre 2024) e comprendono 487 milioni di euro di quota corrente delle passività finanziarie per contratti di locazione passiva a
medio/lungo termine.
Con riferimento alle passività per locazioni finanziarie al netto delle Discontinued Operations nel 2025 e 2024 si rileva quanto segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Rimborsi quota capitale
390
428
Cash out quota interessi
294
308
Totale
684
736
I derivati di copertura relativi a elementi classificati fra le passività non correnti di natura finanziaria ammontano a 167 milioni di
euro (170 milioni di euro al 31 dicembre 2024), mentre i derivati di copertura relativi ad elementi classificati fra le passività correnti
di natura finanziaria ammontano a 24 milioni di euro (23 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Si riferiscono a derivati di copertura in
cash flow hedge.
I derivati non di copertura classificati fra le passività finanziarie non correnti ammontano a 20 milioni di euro (26 milioni di euro al
31 dicembre 2024), mentre i derivati non di copertura classificati fra le passività finanziarie correnti ammontano a 30 milioni di euro
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 16
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
317
(44 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Includono anche la valutazione delle operazioni in derivati che, ancorché stipulate con
finalità di copertura, non possiedono i requisiti formali per essere considerate tali ai fini IFRS.
“Covenants” e “negative pledges” in essere al 31 dicembre 2025
I titoli obbligazionari emessi da TIM S.p.A., Telecom Italia Finance S.A. e Telecom ltalia Capital S.A. non contengono covenant
finanziari di sorta (es. ratio Debt/EBITDA, EBITDA/Interessi, ecc.) né clausole che comportino il rimborso anticipato automatico dei
prestiti in funzione di eventi diversi dall’insolvenza del Gruppo TIM; inoltre, il rimborso dei prestiti obbligazionari e il pagamento degli
interessi non sono assistiti da garanzie specifiche, né sono previsti impegni a rilasciare future garanzie, ad eccezione delle garanzie
piene ed incondizionate concesse da TIM S.p.A. per i prestiti obbligazionari emessi da Telecom Italia Finance S.A. e Telecom Italia
Capital S.A..
Trattandosi principalmente di operazioni collocate presso investitori istituzionali sui principali mercati dei capitali mondiali
(Euromercato e USA), i termini che regolano i prestiti sono in linea con la market practice per operazioni analoghe effettuate sui
medesimi mercati.
Nella documentazione dei prestiti concessi a TIM sono previsti gli usuali covenant di altro genere, fra cui l'impegno a non vincolare
asset aziendali a garanzia di finanziamenti ("negative pledge"), l'impegno a non modificare l'oggetto del business o cedere asset
aziendali a meno che non sussistano specifiche condizioni (ad esempio, la cessione avvenga al fair market value). Covenant di
contenuto sostanzialmente simile sono riscontrabili nei finanziamenti di export credit agreement.
Nei contratti di finanziamento TIM è tenuta a comunicare il cambiamento di controllo. Elementi identificativi del verificarsi di tale
ipotesi di change of control e le conseguenze ad esso applicabili - tra le quali rientrano, a discrezione degli investitori, l'eventuale
costituzione di garanzie ovvero il rimborso anticipato della quota erogata per cassa e la cancellazione del commitment in assenza
di diverso accordo - sono puntualmente disciplinati nei singoli contratti.
Inoltre, i contratti di finanziamento in essere contengono un generico impegno di TIM, la cui violazione costituisce un event of
default, a non porre in essere operazioni societarie di fusione, scissione, conferimento di ramo d'azienda al di fuori del Gruppo a
meno che non sussistano specifiche condizioni. Il verificarsi di tale event of default può implicare, se richiesto dal Lender, il rimborso
anticipato degli importi utilizzati e/o la cancellazione dei commitment non ancora utilizzati.
In particolare, con riferimento ai finanziamenti accesi da TIM con la Banca Europea degli Investimenti (“BEI”), in data 5 maggio
2023 TIM ha sottoscritto un finanziamento per un ammontare di 360 milioni di euro, inizialmente garantito in parte da SACE. A
decorrere dal 27 giugno 2025 tale garanzia è stata definitivamente cessata. Alla data del 31 dicembre 2025, tale finanziamento
risulta essere l'unico in essere con la BEI.
Il finanziamento con la BEI contiene, inter alia, i seguenti covenants e impegni:
nel caso in cui la società sia oggetto di fusione, scissione o conferimento di ramo d’azienda al di fuori del Gruppo TIM, ovvero
alieni, dismetta o trasferisca beni o rami d’azienda (ad eccezione di alcuni atti di disposizione espressamente previsti), dovrà
darne immediata comunicazione alla BEI che avrà la facoltà di richiedere la costituzione di garanzie o la modifica del contratto
di finanziamento, oppure il rimborso anticipato del prestito (qualora l’operazione di fusione e scissione al di fuori del Gruppo
TIM comprometta l’esecuzione o l’esercizio del Progetto oppure rechi pregiudizio alla BEI nella sua qualità di creditrice);
TIM si è impegnata a far sì che, per tutta la durata del prestito, l’indebitamento finanziario complessivo delle società facenti
parte del Gruppo TIM diverse da TIM, e fatti salvi i casi in cui tale indebitamento sia interamente e irrevocabilmente garantito
da TIM, sia inferiore ad un ammontare pari al 35% (trentacinque per cento) dell’indebitamento finanziario complessivo del
Gruppo TIM;
“Clausola per inclusione”, ai sensi della quale, nel caso in cui TIM si impegni a mantenere in altri contratti di finanziamento
parametri finanziari (e anche alcune clausole più stringenti, tra cui, ad esempio, cross default ed impegni di limitazione alla
vendita di beni) che non siano presenti o siano più stringenti rispetto a quelli concessi alla BEI, quest’ultima avrà la facoltà di
richiedere qualora reputi, a proprio ragionevole giudizio, che tali modifiche possano avere conseguenze negative sulla capacità
finanziaria di TIM, la costituzione di garanzie o la modifica del contratto di finanziamento al fine di prevedere una disposizione
equivalente a favore della BEI.
Alcuni contratti di finanziamento concessi ad alcune società del Gruppo TIM in essere al 31 dicembre 2025 contengono obblighi di
rispettare determinati indici finanziari, nonché gli usuali covenant di altro genere, pena la richiesta di rimborso anticipato del
prestito.
Si segnala, infine, che al 31 dicembre 2025, nessun covenant, negative pledge o altra clausola, relativi alla posizione debitoria sopra
descritta, risulta in alcun modo violato o non rispettato né si prevedono difficoltà nel rispetto dei covenants nel prossimo futuro.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 16
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
318
Revolving Credit Facility e Term Credit Facility
Nella tabella sottostante sono riportate le linee di credito committed:
(miliardi di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Accordato
Utilizzato
Accordato
Utilizzato
Revolving Credit Facility – aprile 2030 (*)
3,000
4,000
Term Credit Facility - luglio 2030
0,750
0,015
Totale
3,750
0,015
4,000
(*) Ai sensi del contratto firmato le Banche sono impegnate a provvedere i fondi a chiamata (con un preavviso di almeno 3 giorni). Trattandosi di una linea “Committed”,
le banche non hanno meccanismi per non onorare la richiesta di fondi avanzata dalla Società, fatte salve le clausole di cancellazione obbligatoria anticipata standard di
mercato (Scadenza naturale del contratto, Cambio di controllo, Borrower Illegality, Events of default, ognuna come definita nel contratto).
In data 31 marzo 2025 TIM ha sottoscritto un accordo di modifica della Revolving Credit Facility esistente, con efficacia dal 4 aprile
2025, estendendone la scadenza al 4 aprile 2030 e riducendone l’importo da 4 miliardi di euro a 3 miliardi di euro.
In data 22 luglio 2025 TIM ha sottoscritto una nuova Term Credit Facility stipulata con un pool di banche primarie nazionali e
internazionali per un importo pari a 750 milioni di euro e scadenza 22 luglio 2030, parzialmente garantita da SACE (ai sensi della
Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive modificazioni). Al 31 dicembre 2025 l'importo utilizzato è pari a 15 milioni di euro.
Successivamente, in data 20 gennaio 2026, la linea è stata interamente utilizzata.
Rating
Al 31 dicembre 2025, il giudizio su TIM delle tre agenzie di rating - Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings – risulta il seguente:
Rating
Outlook
STANDARD & POOR'S
BB
stabile
MOODY'S
Ba2
stabile
FITCH RATINGS
BB
positivo
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 17
Indebitamento finanziario netto
319
NOTA 17
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
La tabella seguente riporta la composizione dell’indebitamento finanziario netto del Gruppo TIM al 31 dicembre 2025 e al 31
dicembre 2024, determinato secondo quanto previsto dagli “Orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del
regolamento sul prospetto” emessi dall’ESMA (European Securities & Markets Authority) in data 4 marzo 2021 (ESMA32-382-1138) e
recepiti dalla Consob con Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021.
Inoltre, nella tabella è evidenziata la riconciliazione dell’indebitamento finanziario netto determinato secondo i citati criteri previsti
dall’ESMA con quello calcolato secondo i criteri del Gruppo TIM.
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Disponibilità liquide presso banche, istituti finanziari e postali
(a)
1.493
2.428
Altre disponibilità liquide equivalenti
(b)
549
496
Titoli diversi dalle partecipazioni
(c)
1.370
1.539
Liquidità
(d=a+b+c)
3.412
4.463
Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti di debito, ma esclusa la parte corrente
del debito finanziario non corrente)
(e)
1.671
527
Parte corrente del debito finanziario non corrente
(f)
1.772
3.759
Indebitamento finanziario corrente
(g=e+f)
3.443
4.286
Indebitamento finanziario corrente netto
(h=g-d)
31
(177)
Debito finanziario non corrente (esclusi la parte corrente e gli strumenti di debito)
(i)
3.162
2.987
Strumenti di debito
(j)
6.918
7.527
Debiti commerciali e altri debiti non correnti
(k)
51
51
Indebitamento finanziario non corrente
(l=i+j+k)
10.131
10.565
Totale Indebitamento finanziario netto come da orientamenti ESMA 32-382-1138
(m=h+l)
10.162
10.388
Debiti commerciali e altri debiti non correnti
(51)
(51)
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva 
(34)
(40)
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
(44)
(44)
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti
(69)
(5)
Altri crediti finanziari e altre attività finanziarie non correnti
(16)
(11)
Attività/passività finanziarie correlate ad attività cessate/attività non correnti destinate
ad essere cedute
(73)
Sub-totale
(n)
(287)
(151)
Indebitamento finanziario netto contabile (*)
(p=m+n)
9.875
10.237
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie
(q)
(97)
(111)
Indebitamento finanziario netto rettificato
(r=p+q)
9.778
10.126
(*) Per quanto riguarda l'incidenza delle operazioni con Parti Correlate sull'Indebitamento Finanziario Netto, si rimanda all'apposito prospetto inserito nella Nota
"Operazioni con parti correlate”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 17
Indebitamento finanziario netto
320
Informazioni aggiuntive al Rendiconto Finanziario richieste dallo IAS 7
Movimenti monetari
Movimenti non monetari
(milioni di euro)
31.12.2024
Incassi e/o
Emissioni
Pagamenti e/o
Rimborsi
Differenze         
tassi di
cambio
Variazioni
di Fair
Value
Altre variazioni
e riclassifiche
31.12.2025
Debiti finanziari a medio/lungo termine:
Obbligazioni
9.928
1.514
(3.074)
(235)
(17)
(10)
8.106
Debiti verso banche
1.569
28
(860)
(1)
(3)
733
Altri debiti finanziari
360
(45)
(15)
(5)
295
(a)
11.857
1.542
(3.979)
(251)
(17)
(18)
9.134
di cui quota a breve termine
3.326
1.331
Passività per locazioni finanziarie a medio/
lungo termine:
2.895
(390)
(14)
472
2.963
(b)
2.895
(390)
(14)
472
2.963
di cui quota a breve termine
474
487
Altre passività finanziarie a medio/lungo
termine:
Derivati passivi di copertura relativi a elementi
coperti classificati fra le attività/passività non
correnti di natura finanziaria
193
56
(58)
(1)
190
Derivati passivi non di copertura
69
1
(20)
50
Altre passività
1
1
(c)
263
57
(78)
(1)
241
di cui quota a breve termine
66
53
Debiti finanziari a breve termine:
Debiti verso banche
276
1.118
1.394
Altri debiti finanziari
202
47
249
Passività per locazioni finanziarie a breve termine
49
(21)
28
(d)
527
1.144
1.671
Passività finanziarie direttamente correlate
ad Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute:
(e)
(3)
(2)
94
89
Totale passività finanziarie (Indebitamento
finanziario lordo)
(f=a+b+c+d+e)
15.542
1.542
(4.372)
(210)
(95)
1.691
14.098
Derivati attivi di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività non
correnti e correnti di natura finanziaria
(g)
586
(181)
5
2
412
Derivati attivi non di copertura
(h)
156
(9)
(86)
13
74
Totale
(i=f-g-h)
14.800
1.542
(4.372)
(20)
(14)
1.676
13.612
La variazione dei Debiti verso a banche a breve termine (1.118 milioni di euro) è una movimentazione monetaria principalmente
dovuta alla cessione del canone di concessione 1998 oltre ad aperture/chiusure di Repurchased credit agreements e linee di credito
bancarie.
Il valore degli interessi pagati ed incassati delle Attività in funzionamento, riportato nel Rendiconto Finanziario, considera le
movimentazioni afferenti alle operazioni in derivati CCIRS a copertura di sottostanti in divisa sia nella loro componente attiva
(incassi) sia nella componente passiva (pagamenti) senza netting delle posizioni.
(milioni di euro)
2025
2024
Interessi pagati
(1.105)
(1.838)
Interessi incassati
364
582
Totale netto
(741)
(1.256)
Al fine di considerare le componenti dei derivati CCIRS come un’unica operazione viene proposta una rappresentazione in cui i flussi
di interesse in entrata e in uscita sono esposti al netto. Tale impostazione determinerebbe i seguenti risultati:
(milioni di euro)
2025
2024
Interessi pagati
(973)
(1.572)
Interessi incassati
232
316
Totale netto
(741)
(1.256)
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 18
Gestione dei rischi finanziari
321
NOTA 18
GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Obiettivi e politica di gestione dei rischi finanziari del Gruppo TIM
Il Gruppo TIM, nell’ordinario svolgimento delle proprie attività operative, risulta esposto ai seguenti rischi finanziari:
rischio di mercato: derivante dalle variazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio e dei prezzi delle commodities, connessi
alle attività finanziarie originate, alle passività finanziarie assunte e all'approvvigionamento energetico;
rischio di credito: rappresentato dal rischio di inadempimento di obbligazioni assunte dalla controparte in relazione agli
impieghi di liquidità del Gruppo;
rischio di liquidità: connesso all’esigenza di far fronte agli impegni finanziari nel breve termine;
rischio azionario sul titolo TIM S.p.A. in relazione ai piani di incentivazione del personale.
Tali rischi finanziari vengono fronteggiati mediante:
la definizione, a livello centralizzato, di linee guida alle quali deve essere ispirata la gestione operativa;
l’attività di un comitato interno che monitora il livello di esposizione ai rischi di mercato in coerenza con i predefiniti obiettivi
generali;
l’individuazione di strumenti finanziari, anche di tipo derivato, più idonei a soddisfare gli obiettivi prefissati;
il monitoraggio dei risultati conseguiti;
l’esclusione di ogni operatività con strumenti finanziari derivati di tipo speculativo.
Sono di seguito descritte le politiche di gestione e l’analisi di sensitività circa i suddetti rischi finanziari da parte del Gruppo TIM.
Identificazione dei rischi ed analisi
Il Gruppo TIM è esposto ai rischi di mercato derivanti da variazioni nei tassi d’interesse, nei tassi di cambio e nei prezzi delle
commodities, nei mercati in cui esso opera o è presente con emissioni obbligazionarie, principalmente Europa, Stati Uniti e America
Latina.
Le politiche di gestione dei rischi finanziari del Gruppo TIM tendono alla diversificazione dei rischi di mercato, all’integrale copertura
del rischio di cambio derivante da passività finanziarie in valute estere e alla minimizzazione dell’esposizione ai tassi di interesse
attraverso opportune diversificazioni di portafoglio, attuate anche mediante l’utilizzo di selezionati strumenti finanziari derivati.
Il Gruppo definisce una composizione ottimale della struttura di indebitamento tra componente a tasso fisso e componente a tasso
variabile ed utilizza gli strumenti finanziari derivati al fine di tendere alla prestabilita composizione del debito. Tenuto conto
dell’attività operativa del Gruppo, la combinazione ritenuta più idonea di medio-lungo termine delle passività finanziarie non
correnti è stata individuata, sulla base del valore nominale, nel range 65%-85% per la componente a tasso fisso e 15%-35% per la
componente a tasso variabile.
Nella gestione dei rischi di mercato, il Gruppo si è dotato di Linee Guida per la “Gestione e controllo dei rischi finanziari” e utilizza
principalmente i seguenti strumenti finanziari derivati:
Interest Rate Swaps (IRS), per modificare il profilo dell’esposizione originaria al rischio di tasso d’interesse dei prestiti e delle
obbligazioni, sia a tasso fisso che a tasso variabile;
Cross Currency and Interest Rate Swaps (CCIRS) e Currency Forwards/Options, per convertire i prestiti e le obbligazioni emessi in
valute diverse dall’Euro (principalmente in dollari statunitensi) nelle divise funzionali delle società operative;
Energy Swaps, per coprirsi contro le oscillazioni nei prezzi dell'energia.
Gli strumenti finanziari derivati sono designati a copertura del fair value per la gestione del rischio di cambio e di tasso sugli
strumenti denominati in valute diverse dall’Euro e per la gestione del rischio di interesse sui finanziamenti Euro a tasso fisso. Gli
strumenti finanziari derivati sono invece designati a copertura dei flussi di cassa quando hanno l’obiettivo di predeterminare il tasso
di cambio delle transazioni future e il tasso di interesse.
Tutti gli strumenti finanziari derivati sono stipulati con controparti bancarie e finanziarie aventi al minimo la classe di rating “BBB-”
dell’agenzia Standard & Poor’s o equivalenti e outlook non negativo. La misura dell’esposizione ai diversi rischi di mercato è
apprezzabile mediante l’analisi di sensitività, così come previsto dall’applicazione dell’IFRS 7; attraverso tale analisi vengono
illustrati gli effetti indotti da una data ed ipotizzata variazione nei livelli delle variabili rilevanti nei diversi mercati di riferimento
(cambio, tassi, prezzi) sugli oneri e proventi della gestione finanziaria e, talvolta, direttamente sul patrimonio netto. L’analisi di
sensitività è stata condotta sulla base delle ipotesi ed assunzioni di seguito riportate:
le analisi di sensitività sono state effettuate applicando variazioni ragionevolmente possibili delle variabili rilevanti di rischio ai
valori di Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025;
le variazioni di valore degli strumenti finanziari a tasso fisso, diversi dagli strumenti derivati, indotte da variazioni nei tassi di
interesse di riferimento, generano un impatto reddituale solo allorché sono, coerentemente con lo IAS 39 e IFRS 9,
contabilizzati al loro fair value through profit and loss. Tutti gli strumenti a tasso fisso che sono contabilizzati al costo
ammortizzato, non sono soggetti a rischio di tasso di interesse, così come definito nell’IFRS 7;
nel caso di relazioni di copertura del fair value, le variazioni di fair value del sottostante coperto e dello strumento derivato,
dovute a variazioni dei tassi di interesse di riferimento, si compensano pressoché integralmente nel conto economico
dell’esercizio. Pertanto, questi strumenti finanziari non sono esposti al rischio di tasso di interesse;
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 18
Gestione dei rischi finanziari
322
le variazioni di valore degli strumenti finanziari designati in una relazione di copertura di flussi di cassa, indotte da variazioni di
tassi di interesse, generano un impatto sul livello del debito e sul patrimonio netto e sono pertanto presi in considerazione nella
presente analisi;
le variazioni di valore, indotte da variazioni nei tassi di interesse di riferimento, degli strumenti finanziari a tasso variabile,
diversi dagli strumenti derivati, che non sono parte di una relazione di copertura di flussi di cassa, generano un impatto sui
proventi e oneri finanziari dell’esercizio; essi, pertanto, sono presi in considerazione nella presente analisi.
Rischio di cambio – Analisi di sensitività
Al 31 dicembre 2025 (così come al 31 dicembre 2024), il rischio di cambio derivante dai finanziamenti accesi dal Gruppo e
denominati in valute diverse dalla valuta funzionale di Bilancio delle singole società era integralmente coperto. Per tale ragione il
rischio di cambio non è oggetto di analisi di sensitività.
Rischio commodity – Analisi di sensitività
La fluttuazione dei prezzi delle commodities energetiche espone il Gruppo TIM al rischio di subire perdite finanziarie. Tali esposizioni
sono normalmente gestite dal Gruppo mediante l’utilizzo di strumenti derivati applicati a singoli trimestri o ad anni solari. Al 31
dicembre 2025, se il prezzo dell’energia fosse stato mediamente superiore del 10%, si sarebbero registrati maggiori oneri da
approvvigionamento energetico per circa 3 milioni di euro.
Rischio di tasso d’interesse – Analisi di sensitività
La variazione dei tassi d’interesse sulla componente variabile di debiti e liquidità può comportare maggiori o minori oneri/proventi
finanziari, mentre le variazioni del livello dei tassi d’interesse attesi influiscono sulla valutazione al fair value dei derivati del Gruppo.
In particolare:
relativamente ai derivati che trasformano in tasso fisso euro le passività contratte dal Gruppo (cash flow hedging ), in
applicazione dei principi contabili internazionali che regolano l’hedge accounting, la valorizzazione al fair value (mark to market)
di tali strumenti viene accantonata in apposita riserva indisponibile del Patrimonio Netto. La variazione congiunta delle
numerose variabili di mercato cui il calcolo del mark to market è soggetto tra la data di stipula delle operazioni e quella della
valutazione, rende poco significativa qualsiasi ipotesi circa l’andamento delle variabili stesse. Con l’approssimarsi della
scadenza dei contratti, gli effetti contabili descritti saranno gradualmente assorbiti fino al loro completo esaurimento;
se al 31 dicembre 2025 i tassi di interesse nei diversi mercati nei quali il Gruppo TIM opera fossero stati 100 punti base più alti/
più bassi rispetto a quanto effettivamente realizzatosi, si sarebbero registrati a livello di conto economico consolidato,
maggiori/(minori) oneri finanziari, al lordo del relativo effetto fiscale, per 7 milioni di euro (-7 milioni di euro al 31 dicembre
2024).
Ripartizione della struttura finanziaria tra tasso fisso e tasso variabile
Relativamente alla ripartizione della struttura finanziaria tra componente a tasso fisso e componente a tasso variabile, sia per le
passività che per le attività finanziarie, si considerino le tabelle seguenti. Nella loro predisposizione, si è tenuto conto del valore
nominale di rimborso/impiego (in quanto tale grandezza esprime l’effettiva esposizione al rischio di tasso del Gruppo) e, per quanto
concerne le attività finanziarie, della natura intrinseca (caratteristiche finanziarie e durata) delle operazioni considerate, piuttosto
che unicamente delle condizioni contrattualmente definite. In tal senso, un’operazione le cui caratteristiche (orizzonte temporale di
breve o brevissimo periodo e frequente rinnovo) fanno sì che il tasso di interesse sia periodicamente oggetto di rideterminazione
sulla base di parametri di mercato, ancorché contrattualmente non preveda re-fixing del tasso di interesse stesso (come nel caso di
depositi bancari), è stata considerata a tasso variabile.
Totale Passività finanziarie (al valore nominale di rimborso)
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Tasso
Tasso
Totale
Tasso
Tasso
Totale
fisso
variabile
fisso
variabile
Obbligazioni
6.193
1.637
7.830
8.691
934
9.625
Loans ed altre passività finanziarie
3.039
751
3.790
2.827
1.565
4.392
Totale passività finanziarie non correnti (compresa quota
corrente del M/L termine)
9.232
2.388
11.620
11.518
2.499
14.017
Totale passività finanziarie correnti
520
1.142
1.662
449
76
525
Totale escluse Discontinued Operations
9.752
3.530
13.282
11.967
2.575
14.542
Discontinued Operations
19
68
87
Totale
9.771
3.598
13.369
11.967
2.575
14.542
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 18
Gestione dei rischi finanziari
323
Totale Attività finanziarie (al valore nominale di impiego)
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Tasso
Tasso
Totale
Tasso
Tasso
Totale
fisso
variabile
fisso
variabile
Depositi e cassa
1.499
1.499
2.427
2.427
Titoli
765
1.158
1.923
1.171
884
2.055
Altri crediti
248
64
312
443
4
447
Totale escluse Discontinued Operations
1.013
2.721
3.734
1.614
3.315
4.929
Discontinued Operations
11
151
162
Totale
1.024
2.872
3.896
1.614
3.315
4.929
Relativamente agli strumenti finanziari a tasso variabile, le revisioni dei relativi parametri sono contrattualmente previste entro i
dodici mesi successivi.
Tasso di interesse effettivo
Il tasso di interesse effettivo, per le categorie per le quali è determinabile, è quello riferito all’operazione originaria al netto
dell’effetto di eventuali strumenti derivati di copertura.
L’informativa, essendo fornita per classi di attività e passività finanziarie, è stata determinata utilizzando, come peso ai fini della
ponderazione, il valore contabile rettificato del valore dei ratei, risconti e degli adeguamenti al fair value: trattasi pertanto del costo
ammortizzato, al netto dei ratei e di eventuali adeguamenti al fair value per effetto dell’hedge accounting.
Totale Passività finanziarie
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Obbligazioni
7.874
6,28
9.650
5,86
Loans ed altre passività finanziarie
5.620
6,67
5.310
7,15
Totale escluse Discontinued Operations
13.494
6,44
14.960
6,32
Discontinued Operations
87
3,97
Totale
13.581
6,43
14.960
6,32
Totale Attività finanziarie
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Depositi e cassa
1.499
1,86
2.427
2,41
Titoli
1.923
1,01
2.055
1,03
Altri crediti
154
4,90
99
6,79
Totale escluse Discontinued Operations
3.576
1,53
4.581
1,89
Discontinued Operations
162
0,40
Totale
3.738
1,48
4.581
1,89
Relativamente alle attività finanziarie si evidenzia che il tasso di interesse effettivo medio ponderato non è sostanzialmente
influenzato dalla presenza di strumenti derivati.
Per quanto concerne la gestione dei rischi di mercato con l’utilizzo di strumenti finanziari derivati si veda la Nota 19 “Strumenti
derivati”.
Rischio azionario
Il programma di incentivazione del personale Stock Option Plan, il cui valore economico è legato al titolo azionario di TIM S.p.A.,
espone il Gruppo al rischio di oscillazione del valore del titolo stesso. Nell’ottica di minimizzare tale rischio, TIM è entrata in un Total
Return Equity Swap con sottostante 140 milioni di azioni ordinarie TIM, tramite il quale viene definito il livello massimo di cash out
per il Gruppo in caso di apprezzamento del titolo e conseguente esercizio dei diritti da parte dei beneficiari.
Rischio di credito
L’esposizione del Gruppo TIM al rischio di credito è costituita dalle perdite potenziali che potrebbero derivare dal mancato
adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti sia commerciali sia finanziarie. Al fine di misurare tale rischio nel tempo,
nell’ambito dell’impairment delle proprie attività finanziarie (crediti di natura commerciale verso clienti inclusi), l’introduzione
dell’IFRS 9 ha imposto il passaggio dal modello delle perdite sostenute (incurred loss) ai sensi dello IAS 39 al modello delle perdite
attese (expected credit loss).
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 18
Gestione dei rischi finanziari
324
Tale esposizione discende principalmente da fattori economico-finanziari generali, dalla possibilità che si verifichino specifiche
situazioni di insolvenza di alcune controparti debitrici e da elementi più strettamente tecnico-commerciali o amministrativi.
La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo TIM è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie e
dei crediti commerciali iscritti in bilancio, escluse le garanzie attive ricevute, illustrate nella Nota 25 “Contenziosi e azioni giudiziarie
pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie”.
Il rischio afferente la componente dei crediti commerciali viene gestito con strumenti di analisi e scoring della clientela. Per alcune
tipologie di credito commerciale il Gruppo si avvale anche di strumenti di factoring che regolamentano le cessioni di credito per lo
più con clausola “pro soluto”.
Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti sono effettuati in maniera specifica sulle posizioni creditorie che presentano
elementi di rischio peculiari. Sulle posizioni creditorie che non presentano tali caratteristiche, sono invece effettuati, per il segmento
di clientela di appartenenza, accantonamenti sulla base dell’inesigibilità media stimata in funzione di indicatori statistici. Per
maggiori dettagli si rinvia alla Nota 13 “Crediti commerciali, vari e altre attività correnti”.
L’impairment sulle attività finanziarie diverse dai crediti commerciali viene effettuato seguendo il modello generale che rileva le
perdite attese sui crediti nei 12 mesi successivi o sull’intera vita residua in caso di peggioramento sostanziale del rischio di credito.
L’expected credit loss è calcolata tramite la default probability (probabilità che si verifichi l’evento di default) e la percentuale di
credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (loss given default).
Il modello adottato per il calcolo della expected credit loss si basa sul Bloomberg Credit Risk Model, un modello sviluppato da
Bloomberg che, partendo dal concetto di distance-to-default (“DD”) di Merton, stima la probabilità di default unitamente al
recovery rate. Contestualmente la loss given default viene definita come la componente non recuperabile dell’attività finanziaria
post default.
In particolare, la DD - basata su dati di bilancio - viene arricchita con una serie di informazioni aggiuntive per Paese
(macroeconomiche, di rischio), settore di attività e per singola società, nonché da aggiustamenti contabili finalizzati a garantire
omogeneità degli output del modello; infine, tramite una funzione non lineare della DD, si ottiene la default probability.
Al fine di migliorare la gestione del rischio credito e ridurre la pressione sul capitale circolante, con particolare riferimento alle
offerte per il mercato Consumer e Small Business che prevedono la formula del pagamento rateizzato dei prodotti, dal 2021 è
attiva la società TIMFin, risultato della joint venture societaria tra Santander Consumer Bank (SCB) e TIM.
Inoltre, sempre per quanto concerne il rischio di credito afferente alle componenti attive che concorrono alla determinazione
dell’Indebitamento finanziario netto, si evidenzia che la gestione della liquidità del Gruppo si ispira a criteri prudenziali e si articola
principalmente nelle seguenti attività:
gestione di mercato monetario, alla quale è affidato l’investimento degli eccessi temporanei di cassa;
gestione di portafoglio obbligazionario, alla quale è affidato l’investimento di un livello di liquidità a medio termine, nonché il
miglioramento del rendimento medio dell’attivo.
Al fine di contenere il rischio di inadempimento delle obbligazioni assunte dalla controparte, i depositi delle società europee sono
stati effettuati con primarie istituzioni bancarie e finanziarie con rating non inferiore ad investment grade ed outlook non negativo e
gli impieghi delle società in Sud America sono stati effettuati con primarie controparti locali. Inoltre, i depositi sono solitamente
effettuati per periodi inferiori a tre mesi. Relativamente agli altri impieghi temporanei di liquidità si evidenzia una gestione di un
portafoglio obbligazionario i cui investimenti sono caratterizzati da un contenuto livello di rischio. Tutti gli impieghi sono stati
effettuati nel rispetto delle Linee Guida del Gruppo “Gestione e controllo dei rischi finanziari”.
Il Gruppo, nell’ottica di minimizzazione del rischio di credito, persegue, inoltre, una politica di diversificazione dei propri impieghi di
liquidità e di assegnazione delle posizioni creditizie tra le differenti controparti bancarie: non si evidenziano, pertanto, posizioni
significative verso singole controparti.
Rischio di liquidità
Il Gruppo persegue un obiettivo di “adeguato livello di flessibilità finanziaria” espresso dal mantenimento di un margine di tesoreria
corrente che consenta la copertura delle esigenze di rifinanziamento almeno dei successivi dodici mesi attraverso la disponibilità di
linee bancarie irrevocabili e di liquidità.
Al 31 dicembre 2025 il margine di liquidità disponibile per il Gruppo TIM è pari a 7.153 milioni di euro, con una riduzione di 1.211
milioni di euro rispetto a fine 2024 (8.364 milioni di euro).
Il 25% dell’indebitamento finanziario lordo al 31 dicembre 2025 (valori nominali di rimborso) scadrà nei dodici mesi successivi.
Al 31 dicembre 2025 le attività finanziarie correnti, insieme alle linee bancarie committed non utilizzate, consentono una copertura
completa delle passività finanziarie di Gruppo in scadenza per i prossimi 48 mesi.
Di seguito sono riportati i flussi finanziari contrattuali non attualizzati del debito finanziario lordo a valori nominali di rimborso e i
flussi di interesse, determinati utilizzando le condizioni e i tassi di interesse e di cambio in essere al 31 dicembre 2025. Le quote di
capitale e d’interesse delle passività oggetto di copertura includono sia gli esborsi che gli incassi dei relativi strumenti derivati di
copertura. In particolare, le quote interessi della voce “Loans e altre passività finanziarie” comprendono anche quelle relative agli
strumenti derivati a copertura sia di loans che di prestiti obbligazionari.
Bilancio consolidato del
Gruppo TIM
Nota 18
Gestione dei rischi finanziari
325
Passività finanziarie - Analisi per scadenza degli esborsi contrattualmente previsti
con scadenza entro il 31.12 dell’anno:
(milioni di euro)
2026
2027
2028
2029
2030
Oltre
2030
Totale
Prestiti obbligazionari
Quota capitale
977
825
1.457
715
716
3.140
7.830
Quota interessi
512
441
384
291
261
1.389
3.278
Loans ed altre passività finanziarie(*)
Quota capitale
120
452
32
231
43
(33)
845
Quota interessi
18
18
(14)
(5)
(21)
(128)
(132)
Passività finanziarie per locazioni passive
Quota capitale
470
391
405
366
265
1.048
2.945
Quota interessi
276
239
202
165
135
407
1.424
Passività finanziarie non correnti
Quota capitale
1.567
1.668
1.894
1.312
1.024
4.155
11.620
Quota interessi
806
698
572
451
375
1.668
4.570
Passività finanziarie correnti
Quota capitale
1.662
1.662
Quota interessi
6
6
Totale escluse Discontinued Operations
Quota capitale
3.229
1.668
1.894
1.312
1.024
4.155
13.282
Quota interessi
812
698
572
451
375
1.668
4.576
Discontinued Operations
Quota capitale
87
87
Quota interessi
2
2
Totale
Quota capitale
3.316
1.668
1.894
1.312
1.024
4.155
13.369
Quota interessi
814
698
572
451
375
1.668
4.578
(*) Comprendono gli strumenti derivati (di copertura e non di copertura).
Strumenti derivati su passività finanziarie - Tabella dei flussi di interesse contrattualmente previsti
con scadenza entro il 31.12 dell’anno:
(milioni di euro)
2026
2027
2028
2029
2030
Oltre
2030
Totale
Esborsi
125
129
125
125
121
441
1.066
Incassi
(161)
(153)
(152)
(151)
(148)
(591)
(1.356)
Derivati di copertura - esborsi (incassi) netti
(36)
(24)
(27)
(26)
(27)
(150)
(290)
Esborsi
167
150
113
11
10
8
459
Incassi
(156)
(152)
(123)
(9)
(9)
(8)
(457)
Derivati non di copertura - esborsi (incassi) netti
11
(2)
(10)
2
1
2
Totale esborsi (incassi) netti
(25)
(26)
(37)
(24)
(26)
(150)
(288)
Valore di mercato degli strumenti derivati
Al fine di determinare il valore di mercato degli strumenti derivati, il Gruppo TIM utilizza vari modelli di valutazione.
Il calcolo del mark to market avviene attraverso l’attualizzazione a tassi e cambi di mercato correnti dei futuri flussi contrattuali di
interesse e del nozionale.
Il valore nozionale degli IRS non rappresenta l’ammontare scambiato tra le parti e, pertanto, non costituisce una misura
dell’esposizione al rischio di credito, che è invece limitata al valore del differenziale dei tassi di interesse a pagare/ricevere.
Il valore di mercato dei CCIRS dipende, invece, anche dal differenziale tra il tasso di cambio di riferimento alla data di stipulazione
ed il tasso di cambio alla data della valutazione, dal momento che i CCIRS implicano lo scambio degli interessi e del capitale di
riferimento, nelle rispettive divise di denominazione.
Il valore di mercato degli Energy Swaps viene definito come differenziale tra il livello Prezzo Unico Nazionale (PUN) fissato nel
derivato ed il tasso atteso alla data di valutazione.
Le opzioni sono valutate secondo i modelli Black & Scholes o Binomiale ed implicano l’utilizzo di diversi fattori di valutazione, tra i
quali: l’orizzonte temporale di vita dell’opzione, il tasso di rendimento privo di rischio, il prezzo corrente, la volatilità e gli eventuali
flussi di cassa (es. dividendo) dello strumento finanziario sottostante, e il prezzo di esercizio.
Il Total Return Equity Swap viene calcolato come somma delle seguenti componenti valutative: a) equity, data dal differenziale tra
prezzo di mercato dell’azione ordinaria TIM e prezzo iniziale di riferimento definito alla partenza della copertura; b) interessi, data
dall’interesse di volta in volta maturato da corrispondere alla banca.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 19
Strumenti derivati
326
NOTA 19
STRUMENTI DERIVATI
Si conferma la continuità dell’applicazione dello IAS 39 con riferimento all’applicazione dell’hedge accounting.
Gli strumenti derivati perfezionati dal Gruppo TIM si prefiggono la copertura dell’esposizione al rischio di cambio, la gestione del
rischio di tasso di interesse, nonché una diversificazione dei parametri di indebitamento che consenta la minimizzazione del costo e
della volatilità entro prefissati limiti gestionali.
Le operazioni con prodotti derivati in essere al 31 dicembre 2025 sono legate principalmente alla gestione dell’indebitamento e
dell’approvvigionamento energetico, come IRS di tasso per ricondurre al profilo di rischio ritenuto più opportuno i prestiti bancari e
obbligazionari a tasso fisso, Energy Swap per fissare il prezzo degli acquisti di energia, CCIRS, currency forwards e foreign exchange
options per convertire finanziamenti/crediti contratti in valute diverse nelle divise di riferimento delle varie società del Gruppo.
Rispettivamente gli IRS prevedono o possono comportare, a scadenze determinate, lo scambio con le controparti di flussi di
interesse, calcolati su un valore nozionale di riferimento, ai tassi/prezzi fissi o variabili concordati.
Ciò vale anche per i CCIRS, che possono prevedere, oltre alla liquidazione dei flussi di interesse periodici, lo scambio dei capitali di
riferimento, nelle rispettive divise di denominazione, a scadenza ed eventualmente a pronti.
Coperture: relazione economica tra sottostante e derivati
Le relazioni di copertura documentate in hedge accounting al 31 dicembre 2025 appartengono a due fattispecie: coperture del fair
value di emissioni obbligazionarie (Fair Value hedge) denominate in euro, coperture dei cash flow rivenienti i) dal flusso cedolare di
emissioni obbligazionarie in valuta diversa dall’euro, ii) dagli acquisti di energia indicizzati a prezzo variabile e iii) da un contratto di
fornitura in valuta stipulato da Noovle S.p.A. con Google Cloud Italy S.r.l. (Cash Flow hedge).
Nel Fair Value hedge, il rischio è rappresentato dalla variabilità del fair value della passività finanziaria sottostante dovuta al
movimento dei tassi di interesse di mercato; il derivato trasforma il tasso cedolare da fisso a variabile e le variazioni di fair value
dello strumento compensano le variazioni di valore della passività.
Nel Cash Flow hedge, il rischio coperto è rappresentato dalla variabilità dei cash flow generata dai tassi di cambio e dal prezzo
dell’energia. Per le obbligazioni in valuta diversa dall’euro, la copertura è costituita da combinazioni di IRS e CCIRS che
sinteticamente trasformano il flusso cedolare in valuta a tasso fisso in flusso Euro a tasso fisso. In tale fattispecie, le oscillazioni del
tasso di cambio producono effetti fisiologicamente contrari sul sottostante e sul derivato in quanto la leg attiva di quest’ultimo
riflette fedelmente il sottostante, mentre la leg passiva è denominata in Euro e perciò insensibile al tasso di cambio. Per gli acquisti
di energia, la copertura è costituita da IRS che consentono di trasformare il prezzo variabile di acquisto PUN in prezzo fisso,
annullando completamente gli effetti della volatilità di mercato. Per il contratto di fornitura Google denominato in dollari, la
copertura viene garantita da asset denominati nella stessa valuta e contratti di fx forward tramite i quali l’incremento/decremento
dei pagamenti dovuti a Google causati dalle variazioni del tasso di cambio sono compensati da variazioni uguali e contrarie
registrate su asset e derivati. Per le coperture degli acquisti di energia e del contratto commerciale con Google, la compensazione
contabile prodotta dagli effetti efficaci della copertura avviene sugli stessi conti economici operativi sui quali si registra la variabilità
dei flussi sottostanti, come consentito dai principi IAS/IFRS; pertanto, le coperture non producono effetti finanziari al netto di
eventuale inefficacia.
Coperture: determinazione dell'hedge ratio
Le tipologie di copertura implementate dal Gruppo richiedono l’adozione di un hedge ratio pari a 1:1 in quanto le tipologie di rischio
coperto (tasso di interesse, tasso di cambio e prezzo energia) sono tali da generare effetti economici negli strumenti sottostanti
compensabili solo tramite altrettante quantità nozionali di strumenti derivati.
Coperture: fonti potenziali di inefficacia
La contrattualizzazione degli strumenti derivati a copertura dei rischi finanziari avviene a condizioni di mercato ed ha l’obiettivo di
neutralizzare completamente gli effetti da essi prodotti.
Tuttavia, nella pratica, può succedere che le coperture, benché finanziariamente perfette, non riescano a garantire anche
un’efficacia contabile assoluta a causa della molteplicità di controparti bancarie coinvolte, delle peculiarità di alcuni derivati
riconducibili, ad esempio, a fixing e/o indicizzazione dei parametri variabili, della possibile imperfetta coincidenza tra critical terms.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 19
Strumenti derivati
327
Nella prima tabella sono riportate le consistenze complessive degli strumenti finanziari derivati del Gruppo TIM al 31 dicembre 2025
e 2024; in ottemperanza al principio IFRS 7, si rappresentano gli importi nozionali di tutti gli strumenti derivati coinvolti nelle
coperture.
Nelle tabelle successive gli strumenti finanziari derivati sono suddivisi per tipologia di rischio per ogni tipo di copertura, separando
attività e passività finanziarie. Per i CCIRS e i contratti forward su valute l’importo nozionale si riferisce al controvalore euro
contrattuale, mentre per gli IRS in valuta diversa dall’euro al controvalore al tasso di cambio di mercato.
Tipologia
(milioni di euro)
Rischio coperto
Nozionale al
31.12.2025
Nozionale al
31.12.2024
Mark to Market Spot*
(Clean Price) al
31.12.2025
Mark to Market Spot*
(Clean Price) al
31.12.2024
Interest Rate Swaps
Rischio tasso di interesse
400
1
Cross Currency and Interest
Rate Swaps
Rischio tasso di interesse e
rischio di cambio
Totale derivati in Fair Value Hedge
400
1
Interest Rate Swaps
Rischio tasso di interesse
2.236
2.403
32
(30)
Cross Currency and Interest
Rate Swaps
Rischio tasso di interesse e
rischio di cambio
1.954
1.968
117
352
Energy swaps
Rischio prezzo energia
52
(2)
Fx forward
Rischio cambio
151
(1)
Totale derivati in Cash Flow Hedge
4.393
4.371
146
322
Totale derivati Non in Hedge Accounting
595
1.025
(42)
32
Totale derivati Gruppo TIM
5.388
5.396
105
354
* Il Mark to Market Spot riportato in tabella rappresenta la valutazione di mercato del derivato al netto della quota maturata del flusso in corso.
Nella categoria dei derivati non in hedge accounting si segnala il valore del Total Return Equity Swap sottoscritto da TIM S.p.A. di 4
milioni di euro.
Coperture in Fair Value Hedge
(milioni di euro)
Voce contabile
Valore
nozionale
Valore
contabile
Variazione
fair value
anno
Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti
classificati fra le attività/passività correnti (non
correnti) di natura finanziaria - Attività correnti /
non correnti.
a)
400
1
1
Attività
1
Passività
Cross Currency and Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti
classificati fra le attività/passività correnti (non
correnti) di natura finanziaria - Attività correnti /
non correnti.
b)
Attività
Passività
Strumenti derivati (spot value)
a)+b)
400
1
1
Ratei
1
Strumenti derivati (gross value)
2
Strumenti sottostanti (1)
Obbligazioni - Passività correnti / non correnti
(404)
di cui adeguamento al fair value
Adeguamento al fair value per effetto delle
operazioni in fair value hedge e valutazioni al
costo ammortizzato
c)
(1)
(1)
Inefficacia
a)+b)+c)
Adeguamento al fair value per coperture chiuse
anticipatamente (2)
(9)
(1) Comprende il valore di costo ammortizzato delle obbligazioni attualmente coperte maggiorato dell’adeguamento al fair value.
(2) Riferito ad obbligazioni non più coperte, quindi non rappresentate in tabella.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 19
Strumenti derivati
328
Coperture in Cash Flow Hedge
(milioni di euro)
Voce contabile
Valore
nozionale
Valore
contabile
Variazione
fair value
anno
Variazione
fair value
cumulata
Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria
- Attività correnti / non correnti.
a)
2.236
32
61
Attività
131
17
Passività
(99)
44
Cross Currency and Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria
- Attività correnti / non correnti.
b)
1.954
117
(235)
Attività
184
(230)
Passività
(67)
(5)
Energy swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria
- Attività correnti / non correnti.
c)
52
(2)
(2)
Attività
Passività
(2)
(2)
Fx forward
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria
- Attività correnti / non correnti.
d)
151
(1)
(1)
Attività
Passività
(1)
(1)
Strumenti derivati (spot value)
a)+b)+c)+d)
4.393
146
(177)
Ratei
73
Strumenti derivati (gross value)
219
di cui utili e perdite a riserva di
patrimonio netto
62
Determinazione inefficacia
Variazione strumenti derivati
e)
151
Variazione strumenti sottostanti (3)
f)
(133)
Inefficacia (4)
Adeguamento positivo al Fair Value di
strumenti finanziari derivati - non di
copertura
13
Riserva Patrimonio Netto
Saldo riserva di patrimonio netto
(37)
di cui dovuto a fair value di coperture
concluse anticipatamente
Riclassifica a P&L
Reversal negativo della riserva per
adeguamento al fair value di derivati di
copertura (cash flow hedge)
4
(3) Derivati ipotetici impiegati nelle misurazioni di efficacia delle coperture in cash flow hedge.
(4) Il dato di inefficacia, per sua natura e calcolo, non necessariamente coincide con la differenza delle variazioni cumulate di fair value derivati e sottostante; non
considera l’effetto dovuto all’applicazione del CVA/DVA.
La variazione della riserva di patrimonio netto riconducibile alla componente efficace di copertura è pari a 62 milioni di euro.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 19
Strumenti derivati
329
Movimentazione riserva di cash flow hedge di
patrimonio netto
Saldo 31.12.2024
Variazione
Saldo 31.12.2025
(milioni di euro)
Utili / perdite
strumenti di
copertura
Reversal da
riclassificazione
Reversal
adeguamento
fair value
coperture chiuse
anticipatamente
Totale
variazione
(99)
(37)
Variazione fair value derivati efficace
59
Variazione CVA/DVA
Storno inefficacia 2019
4
Ammortamento a P&L fair value coperture
chiuse anticipatamente
(1)
Variazione complessiva
62
Tutte le grandezze rappresentate non comprendono alcun effetto fiscale.
Le operazioni oggetto di copertura in Cash Flow Hedge genereranno flussi finanziari e produrranno gli effetti economici di
competenza sul conto economico nei periodi indicati nella tabella sottostante:
Valuta di
denominazione
Nozionale in
valuta di
denominazione
(milioni)
Inizio periodo
Fine periodo
Tasso applicato
Periodo di
interesse
Nozionale in Euro
copertura
(milioni)
Tasso Euro
copertura
JPY*
20.000
gen-26
ott-29
5,000%
Semestrale
174
6,940%
JPY**
20.000
gen-26
ott-29
0,750%
Semestrale
138
0,696%
USD
500
gen-26
nov-33
6,375%
Semestrale
425
5,978%
USD
500
gen-26
set-34
6,000%
Semestrale
391
4,340%
USD
500
gen-26
lug-36
7,200%
Semestrale
394
5,925%
USD
500
gen-26
giu-38
7,721%
Semestrale
322
7,461%
*  I flussi cedolari sono denominati in USD e calcolati su un nozionale di 185,6 milioni di USD.
** Copertura del solo flusso cedolare conseguente a step-up sul loan.
La metodologia prescelta per effettuare il test di efficacia retrospettiva e prospettica per le tutte le coperture in Hedge Accounting è
il Volatility Risk Reduction (VRR) Test. Tale test valuta il rapporto tra il rischio del portafoglio (dove per portafoglio si intende il
derivato e l’elemento coperto) ed il rischio dell’elemento coperto preso singolarmente. In sintesi, il rischio del portafoglio deve
essere significativamente inferiore al rischio dell’elemento coperto.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 20
Informazioni integrative su strumenti finanziari
330
NOTA 20
INFORMAZIONI INTEGRATIVE SU STRUMENTI FINANZIARI
Valutazione al fair value
Ai fini dell’informazione di comparazione tra valori contabili e fair value degli strumenti finanziari, richiesta dall’IFRS 7, si evidenzia
che la maggior parte delle passività finanziarie non correnti del Gruppo TIM è costituita da prestiti obbligazionari, il cui fair value è
direttamente osservabile sui mercati finanziari, in quanto trattasi di strumenti finanziari che per dimensione e diffusione tra gli
investitori sono comunemente scambiati sui mercati di riferimento (si veda la Nota 16 “Passività finanziarie (non correnti e
correnti)”). Per quanto concerne, invece, le altre tipologie di finanziamento sono state fatte le seguenti assunzioni ai fini della
determinazione del fair value:
per i finanziamenti a tasso variabile è stato assunto il valore nominale di rimborso;
per i finanziamenti a tasso fisso è stato assunto il valore attuale dei flussi futuri ai tassi di mercato del 31 dicembre 2025;
per alcune tipologie di finanziamenti concessi da istituzioni governative con finalità di sviluppo sociale, per i quali non è
determinabile in modo attendibile il fair value, è stato assunto il valore contabile.
Infine, per la maggior parte delle attività finanziarie il valore di carico delle stesse rappresenta una ragionevole approssimazione del
loro fair value in quanto trattasi di impieghi finanziari a breve termine e ad alta liquidità.
Le valutazioni al fair value degli strumenti finanziari del Gruppo sono state classificate nei tre livelli previsti dall’IFRS 7. In particolare
la scala gerarchica del fair value è composta dai seguenti livelli:
Livello 1: corrisponde a prezzi quotati su mercati attivi;
Livello 2: corrisponde a prezzi calcolati attraverso elementi desunti da dati di mercato osservabili;
Livello 3: corrisponde a prezzi calcolati attraverso altri elementi differenti dai dati di mercato osservabili.
Nelle tabelle che seguono sono riportate, per le attività e le passività al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 e in base alle
categorie previste dall’IFRS 9 le informazioni integrative su strumenti finanziari richieste dall’IFRS 7 e i prospetti degli utili e delle
perdite. Sono escluse le "Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute" e le "Passività direttamente correlate ad
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute".
Legenda Categorie IFRS 9
Acronimo
Attività finanziarie valutate a:
Costo ammortizzato
Amortized Cost
AC
Fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico
complessivo
Fair Value Through Other Comprehensive Income
FVTOCI
Fair value attraverso il conto economico separato
Fair Value Through Profit and Loss
FVTPL
Passività finanziarie valutate a:
Costo ammortizzato
Amortized Cost
AC
Fair value attraverso il conto economico separato
Fair Value Through Profit and Loss
FVTPL
Derivati di copertura
Hedge Derivatives
HD
Non applicabile
Not applicable
n.a.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 20
Informazioni integrative su strumenti finanziari
331
Valore di bilancio e livello gerarchico di fair value per ciascuna categoria/classe di attività/passività
finanziaria e confronto con il relativo fair value al 31.12.2025
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia di
fair value
(milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2025
Costo
ammortizzato
Fair value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo     
IFRS 16
Fair Value 
al
31.12.2025
ATTIVITÀ
Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
AC
4.768
4.768
4.768
Attività non correnti
Crediti verso il personale
9)
9
9
Crediti vari (non correnti)
10)
149
149
Attività correnti
Crediti verso il personale
9)
3
3
Altri crediti finanziari a breve
9)
66
66
Cassa e altre disponibilità liquide
equivalenti
9)
2.048
2.048
Crediti commerciali
13)
2.345
2.345
Crediti verso altri (correnti)
13)
107
107
Contract assets
13)
41
41
Attività finanziarie valutate al fair
value rilevato nelle altre
componenti di conto economico
complessivo
FVTOCI
884
884
884
Attività non correnti
Altre partecipazioni
8)
68
68
30
38
Titoli diversi dalle partecipazioni
9)
1
1
Attività correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
9)
815
815
815
Attività finanziarie valutate al fair
value attraverso il conto economico
separato
FVTPL
681
681
681
Attività non correnti
Altre partecipazioni
8)
52
52
52
Derivati non di copertura
9)
4
4
4
Attività correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
9)
555
555
555
Derivati non di copertura
9)
70
70
70
Derivati di copertura
HD
412
412
412
Attività non correnti
Derivati di copertura
9)
383
383
383
Attività correnti
Derivati di copertura
9)
29
29
29
Crediti finanziari per contratti di
locazione attiva
n.a.
78
78
78
Attività non correnti
9)
34
34
Attività correnti
9)
44
44
Totale                                           
6.823
4.768
1.296
681
1.452
486
38
78
6.823
Gli strumenti finanziari appartenenti al livello di gerarchia 3 del fair value sono rappresentati dalle seguenti "Altre partecipazioni"
iscritte tra le "Attività non correnti" per le quali non sono disponibili prezzi osservabili direttamente o indirettamente sul mercato:
Northgate CommsTech Innovations Partners L.P.;
UV T-Growth;
Altre minori.
La valutazione di Northgate CommsTech Innovations Partners L.P.  e di UV-T Growth è stata effettuata in base agli ultimi Net Asset
Value disponibili comunicati dai gestori dei fondi.
La valutazione delle altre società è stata effettuata sulla base di un’analisi, ritenuta attendibile, degli elementi patrimoniali
rilevanti.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 20
Informazioni integrative su strumenti finanziari
332
Gli utili/(perdite) riconosciuti nelle Altre componenti del Conto Economico Complessivo Consolidato sono stati iscritti nell’ambito
della Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo.
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia di
fair value
(milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2025
Costo
ammortizzato
Fair value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo     
IFRS 16
Fair Value 
al
31.12.2025
PASSIVITÀ
Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
AC/HD
15.523
15.523
15.736
Passività non correnti
Debiti finanziari a medio lungo
termine e altre passività
16)
7.804
7.804
Passività correnti
Debiti finanziari a breve termine e
altre passività
16)
2.973
2.973
Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
24)
4.650
4.650
Contract liabilities
24)
96
96
Passività finanziarie valutate al fair
value attraverso il conto economico
separato
FVTPL
50
50
50
Passività non correnti
Derivati non di copertura
16)
20
20
20
Passività correnti
Derivati non di copertura
16)
30
30
30
Derivati di copertura
HD
191
191
191
Passività non correnti
Derivati di copertura
16)
167
167
167
Passività correnti
Derivati di copertura
16)
24
24
24
Passività finanziarie per contratti di
locazione passiva
n.a.
2.991
2.991
2.783
Passività non correnti
16)
2.476
2.476
Passività correnti
16)
515
515
Totale                                           
18.755
15.523
191
50
241
2.991
18.760
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 20
Informazioni integrative su strumenti finanziari
333
Valore di bilancio e livello gerarchico di fair value per ciascuna categoria/classe di attività/passività
finanziaria e confronto con il relativo fair value al 31.12.2024
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia
di fair value
(milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2024
Costo
ammortizzato
Fair value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo     
IFRS 16
Fair Value
al
31.12.2024
ATTIVITÀ
Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
AC
5.493
5.493
5.493
Attività non correnti
Crediti verso il personale
9)
11
11
Crediti vari (non correnti)
10)
147
147
Attività correnti
Crediti verso il personale
9)
3
3
Altri crediti finanziari a breve
9)
2
2
Cassa e altre disponibilità liquide
equivalenti
9)
2.924
2.924
Crediti commerciali
13)
2.309
2.309
Crediti verso altri (correnti)
13)
69
69
Contract assets
13)
28
28
Attività finanziarie valutate al fair
value rilevato nelle altre
componenti di conto economico
complessivo
FVTOCI
1.208
1.208
1.208
Attività non correnti
Altre partecipazioni
8)
92
92
19
32
41
Attività correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
9)
1.116
1.116
1.116
Attività finanziarie valutate al fair
value attraverso il conto
economico separato
FVTPL
637
637
637
Attività non correnti
Altre partecipazioni
8)
58
58
33
25
Derivati non di copertura
9)
81
81
81
Attività correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
9)
423
423
423
Derivati non di copertura
9)
75
75
75
Derivati di copertura
HD
586
586
586
Attività non correnti
Derivati di copertura
9)
554
554
554
Attività correnti
Derivati di copertura
9)
32
32
32
Crediti finanziari per contratti di
locazione attiva
n.a.
84
84
84
Attività non correnti
9)
40
40
Attività correnti
9)
44
44
Totale                                           
8.008
5.493
1.794
637
1.591
799
41
84
8.008
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 20
Informazioni integrative su strumenti finanziari
334
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia
di fair value
(milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2024
Costo
ammortizzato
Fair value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo     
IFRS 16
Fair Value
al
31.12.2024
PASSIVITÀ
Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
AC/HD
16.924
16.924
17.137
Passività non correnti
Debiti finanziari a medio lungo
termine
16)
8.532
8.532
Passività correnti
Debiti finanziari a breve termine
16)
3.803
3.803
Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
24)
4.488
4.488
Contract liabilities
24)
101
101
Passività finanziarie valutate al
fair value attraverso il conto
economico separato
FVTPL
70
70
70
Passività non correnti
Derivati non di copertura
16)
26
26
26
Passività correnti
Derivati non di copertura
16)
44
44
44
Derivati di copertura
HD
193
193
193
Passività non correnti
Derivati di copertura
16)
170
170
170
Passività correnti
Derivati di copertura
16)
23
23
23
Passività finanziarie per contratti
di locazione passiva
n.a.
2.944
2.944
2.736
Passività non correnti
16)
2.421
2.421
Passività correnti
16)
523
523
Totale                                           
20.131
16.924
193
70
263
2.944
20.136
Utili e perdite per categoria IFRS 9 – esercizio 2025
(milioni di euro)
Categorie
IFRS9
Utili/(perdite)
nette 2025
di cui da interessi
Attività valutate al costo ammortizzato
AC
504
215
Attività e passività valutate al fair value rilevato a conto economico separato
FVTPL
309
Attività valutate al fair value rilevato a conto economico complessivo
FVTOCI
47
Passività valutate al costo ammortizzato
AC
640
(615)
Totale
1.500
(400)
Utili e perdite per categoria IFRS 9 – esercizio 2024
(milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
Utili/(perdite)
nette 2024
di cui da interessi
Attività valutate al costo ammortizzato
AC
(117)
122
Attività e passività valutate al fair value rilevato a conto economico separato
FVTPL
(4)
Attività valutate al fair value rilevato a conto economico complessivo
FVTOCI
40
Passività valutate al costo ammortizzato
AC
(1.105)
1.055
Totale
(1.186)
1.177
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 21
Fondi relativi al personale
335
NOTA 21
FONDI RELATIVI AL PERSONALE
Si riducono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 15 milioni di euro, e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
Operations
Incrementi/
Attualizzazione
Decrementi
Differenze
cambio e altre
variazioni
31.12.2024
Fondo Trattamento di Fine Rapporto
(a)
496
(305)
4
(9)
186
Fondi per piani pensionistici
15
1
(2)
14
Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione
aziendale
4
(1)
3
Totale altri fondi relativi al personale
(b)
19
1
(3)
17
Totale
(a+b)
515
(305)
5
(12)
203
di cui:
quota non corrente
511
200
quota corrente(*)
4
3
(*) La quota corrente è riferibile ai soli Altri fondi relativi al personale.
(milioni di euro)
31.12.2024
Discontinued
Operations
Incrementi/
Attualizzazione
Decrementi
Differenze
cambio e altre
variazioni
31.12.2025
Fondo Trattamento di Fine Rapporto
(a)
186
(6)
3
(8)
175
Fondi per piani pensionistici e altri
14
(1)
1
(1)
13
Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione
aziendale
3
(1)
(2)
Totale altri fondi relativi al personale
(b)
17
(2)
1
(3)
13
Totale
(a+b)
203
(8)
4
(11)
188
di cui:
quota non corrente
200
188
quota corrente(*)
3
(*) La quota corrente è riferibile ai soli Altri fondi relativi al personale.
Il Fondo Trattamento di Fine Rapporto (T.F.R.) si riferisce alle sole società italiane e nell'esercizio 2025 diminuisce
complessivamente di 11 milioni di euro principalmente per effetto di decrementi relativi alla società Telecom Italia Sparkle
classificata, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibile per la vendita" e agli utilizzi dell'esercizio per liquidazioni al personale
cessato e per anticipazioni.
Le variazioni registrate negli “Incrementi/Attualizzazione” sono così composte:
(milioni di euro)
2025
2024
Effetto (positivo)/negativo del c.d. curtailment
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti (*)
Oneri finanziari
6
6
(Utili) perdite attuariali nette dell’esercizio
(3)
(2)
Totale
3
4
Rendimento effettivo delle attività a servizio del piano
non sono presenti attività al servizio del piano
(*) Le quote destinate al Fondo Tesoreria INPS o alle forme di previdenza complementare sono contabilizzate, nell’ambito dei “Costi del personale”, negli “Oneri sociali”;
nella voce sono iscritte le sole quote relative alle società con meno di 50 dipendenti.
Gli utili attuariali netti registrati al 31 dicembre 2025 sono pari a 3 milioni di euro (utili attuariali netti per 2 milioni di euro nel 2024) e
sono essenzialmente connesse sia al turn over del personale, sia alle variazioni dei parametri tecnico-economici utilizzati nella
valutazione: il tasso di inflazione è rimasto invariato, rispetto al 31 dicembre 2024, al 2,00%; il tasso di attualizzazione è aumentato,
passando dal 3,18% utilizzato al 31 dicembre 2024 al 3,37% utilizzato al 31 dicembre 2025.
Secondo quanto previsto dalla normativa nazionale l’importo di T.F.R. spettante a ciascun dipendente matura in funzione del
servizio prestato ed è erogato allorché il dipendente lascia la società. Il trattamento dovuto alla cessazione del rapporto di lavoro è
calcolato in base alla sua durata e alla retribuzione imponibile di ciascun dipendente. La passività, annualmente rivalutata in
ragione dell’indice ufficiale del costo della vita e degli interessi di legge, non è associata ad alcuna condizione o periodo di
maturazione, né ad alcun obbligo di provvista finanziaria; non esistono, pertanto, attività al servizio del fondo. La stessa è iscritta al
netto delle anticipazioni parziali del fondo e delle liquidazioni delle quote ottenute dai dipendenti per i motivi previsti dalle
normative vigenti.
La disciplina è stata integrata dal D.Lgs. n. 252/2005 e dalla Legge n. 296/2006 che, per le aziende con almeno 50 dipendenti, ha
stabilito che le quote maturate dal 2007 sono destinate, su opzione dei dipendenti, o al Fondo Tesoreria INPS o alle forme di
previdenza complementare, assumendo la natura di “Piano a contribuzione definita”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 21
Fondi relativi al personale
336
Restano comunque contabilizzate a T.F.R., per tutte le società, le rivalutazioni degli importi in essere alle date di opzione, così come,
per le aziende con meno di 50 dipendenti, anche le quote maturate e non destinate a previdenza complementare. Ai sensi dello
IAS 19, il fondo è contabilizzato come “Piano a benefici definiti”.
In applicazione dello IAS 19, il T.F.R. è stato elaborato secondo la metodologia denominata “Projected Unit Credit Method” come
segue:
sono state proiettate, in base a una serie di ipotesi finanziarie (incremento del costo della vita, tasso d’interesse, incremento
retributivo, ecc.), le possibili future prestazioni che potrebbero essere erogate a favore di ciascun dipendente iscritto al
programma nel caso di pensionamento, decesso, invalidità, dimissioni, ecc.. La stima delle future prestazioni tiene conto degli
eventuali prevedibili incrementi corrispondenti all’ulteriore anzianità di servizio nonché alla presumibile crescita del livello
retributivo percepito alla data di valutazione – ciò, solo per i dipendenti delle aziende con meno di 50 dipendenti nel corso
dell’anno 2006;
è stato calcolato il valore attuale medio delle future prestazioni alla data della valutazione, sulla base del tasso annuo di
interesse adottato e della probabilità che ciascuna prestazione ha di essere effettivamente erogata;
è stata definita la passività per ciascuna società interessata, in misura pari al valore attuale medio delle future prestazioni che
sarà generato dal fondo esistente alla data della valutazione, senza considerare alcun futuro accantonamento (per aziende
con almeno 50 dipendenti nel corso dell’anno 2006) o individuando la quota del valore attuale medio delle future prestazioni
che si riferisce al servizio già maturato dal dipendente in azienda alla data della valutazione (per le altre), ossia adottando il
service pro rate”.
Nel dettaglio, le ipotesi adottate sono state le seguenti:
IPOTESI ECONOMICHE
Dirigenti
Non Dirigenti
Tasso di inflazione
2,00% annuo
2,00% annuo
Tasso di attualizzazione
3,37% annuo
3,37% annuo
Tasso annuo di incremento TFR
3,0% annuo
3,0% annuo
Tasso annuo di incremento salariale reale:
età pari o inferiore a 40 anni
1,0% annuo
1,0% annuo
età superiore a 40 anni ma pari o inferiore a 55 anni
0,5% annuo
0,5% annuo
età superiore a 55 anni
0,0% annuo
0,0% annuo
IPOTESI DEMOGRAFICHE
Dirigenti
Non Dirigenti
Probabilità di decesso
ISTAT 2022
ISTAT 2022
Probabilità di invalidità
Tavole INPS distinte per età e sesso
Tavole INPS distinte per età e sesso
Probabilità di dimissioni:
sino al raggiungimento dei 40 anni di età
2,00%
1,00%
dai 41 ai 50 anni di età
2,00%
0,50%
dai 51 ai 59 anni di età
1,00%
0,50%
dai 60 ai 64 anni di età
nulla
0,50%
dai 65 anni di età in poi
nulla
nulla
Probabilità di pensionamento
100% al raggiungimento dei requisiti AGO
Probabilità di ricevere all’inizio dell’anno un’anticipazione della riserva di
T.F.R. accantonata pari al 70%
1,5%
in ciascun anno
1,5%
in ciascun anno
L’applicazione delle ipotesi sopra descritte ha determinato una passività per T.F.R. al 31 dicembre 2025 di 175 milioni di euro (186
milioni di euro al 31 dicembre 2024).
E’ di seguito riportata l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante per la determinazione dell’ammontare della
passività di fine esercizio; la stessa mostra gli effetti delle variazioni delle ipotesi attuariali ragionevolmente possibili a tale data
espressi in termini assoluti.
La durata finanziaria media dell'obbligazione della Capogruppo è pari a 7,4 anni.
VARIAZIONE DELLE IPOTESI
Importi
(milioni di euro)
Tasso di turnover:
+0,50 p.p.
-0,50 p.p.
Tasso annuo di inflazione:
+0,50 p.p.
5
-0,50 p.p.
(5)
Tasso annuo di attualizzazione:
+0,50 p.p.
(6)
-0,50 p.p.
6
I Fondi per piani pensionistici e altri ammontano a 13 milioni di euro al 31 dicembre 2025 (14 milioni di euro al 31 dicembre 2024)
e sono prevalentemente rappresentativi di piani pensionistici attivati da società estere del Gruppo.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 21
Fondi relativi al personale
337
I Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale si azzerano al 31 dicembre 2025 principalmente per effetto della
classificazione di Telecom Italia Sparkle quale "Attività disponibile per la vendita" e delle uscite di personale connesse ai piani per
esodi accantonati della Business Unit Domestic.
NOTA 22
FONDI PER RISCHI ED ONERI
Si incrementano, rispetto al 31 dicembre 2024, di 18 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2024
Discontinued
operations
Incremento
Utilizzo a conto
economico
Utilizzo diretto
Differenze
cambio e altre
variazioni
31.12.2025
Fondo imposte e rischi fiscali
120
15
(10)
16
141
Fondo per oneri di ripristino
80
49
(2)
(7)
120
Fondo vertenze legali
474
(3)
106
(84)
4
497
Fondo rischi commerciali
154
9
(16)
(7)
(28)
112
Fondo per rischi e oneri su partecipazioni e
operazioni societarie
39
(28)
11
Altri fondi rischi e oneri
10
5
(1)
14
Totale
877
(31)
184
(16)
(104)
(15)
895
di cui:
quota non corrente
485
439
quota corrente
392
456
La quota non corrente dei fondi per rischi e oneri si riferisce principalmente a una parte del fondo rischi commerciali, del fondo
vertenze legali e al fondo per oneri di ripristino. In particolare, conformemente ai principi contabili, l’ammontare complessivo del
fondo oneri di ripristino è definito rivalutando gli importi per i quali è previsto un probabile esborso, sulla base dei tassi di inflazione
stimati per le singole scadenze, e successivamente attualizzato alla data del bilancio sulla base del costo medio del debito, tenuto
conto delle previsioni di uscita di cassa.
Il fondo imposte e rischi fiscali si incrementa di 21 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 ed è relativo essenzialmente alla
Business Unit Brasile.
Il fondo per oneri di ripristino si riferisce agli accantonamenti dei costi previsti per il ripristino degli immobili in locazione e dei siti
utilizzati nell’ambito della telefonia mobile; al 31 dicembre 2025 è riconducibile principalmente alla Capogruppo TIM S.p.A. (117
milioni di euro). L'incremento del 2025 è riferibile principalmente alla Capogruppo TIM S.p.A. ed è collegato ai progetti descritti alla
Nota 6 "Attività materiali" (Voce "Impianti e macchinari"), connessi all'estensione della copertura delle reti 5G nelle aree a bassa
densità e per i quali sono stati siglati accordi con fornitori di apparati di rete e con altri operatori di TLC, al fine di procedere con un
sostanziale rinnovamento tecnologico. Si è pertanto proceduto ad incrementare il fondo oneri di ripristino per un importo di circa 41
milioni di euro relativo ai siti che dovranno essere rilasciati ed apparati ivi installati che dovranno essere smontati.
Il fondo vertenze legali accoglie gli stanziamenti a fronte di vertenze con altre controparti e con il personale. Il saldo al 31
dicembre 2025 è attribuibile per 394 milioni di euro alla Business Unit Domestic e per 103 milioni di euro alla Business Unit Brasile.
La variazione dell'esercizio 2025 è ascrivibile agli utilizzi del periodo solo parzialmente compensati dagli accantonamenti e altri
movimenti effettuati nell'esercizio, tra cui la riclassifica da fondi rischi commerciali per la trasformazione in contenzioso legale di
talune contestazioni.
Il fondo per rischi commerciali è relativo alla Business Unit Domestic e principalmente alla Capogruppo TIM S.p.A..
NOTA 23
DEBITI VARI E ALTRE PASSIVITA' NON CORRENTI
Si riducono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 284 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Debiti vari non correnti
Debiti verso istituti di previdenza
224
381
Debiti per imposte sul reddito(*)
1
Altri debiti
71
11
(a)
295
393
Altre passività non correnti
Ricavi differiti da contratti con clienti (Contract liabilities)
91
128
Altri ricavi e proventi differiti
201
360
Contributi in conto capitale
25
15
(b)
317
503
Totale
(a+b)
612
896
(*) Analizzati nella Nota “Imposte sul reddito”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 23
Debiti vari e altre passività non correnti
338 
I debiti vari non correnti comprendono:
debiti verso istituti di previdenza pari a 224 milioni di euro principalmente relativi alla posizione debitoria non corrente verso
l’INPS a fronte dell’applicazione degli accordi firmati con le Organizzazioni Sindacali riguardanti l'applicazione dell’art. 4 della
legge 28 giugno 2012, n. 92 ed all’ex-art. 41, comma 5bis, D.Lgs. n. 148/2015. Tale posizione debitoria (quota non corrente e
quota corrente) è così composta:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Debiti non correnti
Scadenti tra il 2° e il 5° esercizio successivo
216
367
Scadenti oltre il 5° esercizio successivo
8
14
224
381
Debiti correnti
181
231
Totale
405
612
altri debiti pari a 71 milioni di euro principalmente afferibili alla Business Unit Brasile.
Le altre passività non correnti includono:
Ricavi differiti da contratti con clienti (Contract liabilities) pari a 91 milioni di euro ( 128 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
In base alla durata derivante dai vincoli contrattuali tra le parti la voce si riverserà a conto economico mediamente in 5 anni. La
stessa comprende in particolare i ricavi differiti di TIM S.p.A. relativi a canoni di abbonamento e noleggio e manutenzione (86
milioni di euro) e a  canoni di outsourcing ( 1 milione di euro).
Altri ricavi e proventi differiti pari a 201 milioni di euro che comprendono principalmente:
la quota non corrente dei proventi differiti connessi al Master Services Agreement sottoscritto da TIM S.p.A. con FiberCop
S.p.A. (127 milioni di euro);
la quota non corrente della plusvalenza differita connessa all’operazione di “sale and lease back ” per la cessione di torri di
telecomunicazione della Business Unit Brasile (circa 72 milioni di euro).
Contributi in conto capitale pari a 25 milioni di euro; la voce rappresenta la componente da imputare a conto economico
sulla base della vita utile residua (stimabile in circa 18 anni) dei cespiti cui afferiscono i contributi stessi ed è principalmente
connessa alla realizzazione del "Piano 5G Copertura" nell'ambito del PNRR.
NOTA 24
DEBITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE PASSIVITA' CORRENTI
Aumentano, rispetto al 31 dicembre 2024, di 243 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui Strumenti
Finanziari
31.12.2024
di cui Strumenti
Finanziari
Debiti commerciali
(a)
4.483
4.483
4.351
4.351
Debiti tributari
(b)
128
136
Debiti vari
Debiti per compensi al personale
160
183
Debiti verso istituti di previdenza
250
308
Debiti relativi al “Contributo per l’esercizio di attività di TLC”
673
527
Dividendi deliberati, ma ancora da corrispondere ad azionisti
91
91
48
48
Altri
220
76
216
89
Fondi relativi al personale (ad eccezione del T.F.R.) per le
quote che si prevede verranno liquidate entro 12 mesi
3
Fondi per rischi e oneri, per le quote che si prevede verranno
liquidate entro 12 mesi
456
392
(c)
1.850
167
1.677
137
Altre passività correnti
Passività derivanti da contratti con clienti (Contract liabilities)
764
96
797
101
Altri ricavi e proventi differiti
92
113
(d)
856
96
910
101
Totale
(a+b+c+d)
7.317
4.746
7.074
4.589
Per ulteriori dettagli sugli strumenti finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
I debiti commerciali, pari a 4.483 milioni di euro (4.351 milioni di euro al 31 dicembre 2024) si riferiscono principalmente alla
Business Unit Domestic (3.623 milioni di euro) e alla Business Unit Brasile (874 milioni di euro).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 24
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
339 
Al 31 dicembre 2025 i debiti commerciali con scadenza superiore ai 12 mesi ammontano a 40 milioni di euro (40 milioni di euro al 31
dicembre 2024) e sono principalmente rappresentati dai debiti della Business Unit Brasile per il rinnovo di licenze di
telecomunicazioni.
Accordi finanziari con i fornitori
TIM S.p.A. mette a disposizione dei propri fornitori determinati strumenti finanziari che consentono loro di anticipare l’incasso dei
propri crediti (c.d. reverse factoring). Tali strumenti non sono destinati a modificare in alcun modo i termini contrattuali tra TIM
S.p.A. e i suoi fornitori, ma sono a disposizione dei fornitori che, a propria discrezione, scelgono di cedere i propri crediti all’istituto
finanziario.
Inoltre TIM S.p.A. ha negoziato estensioni dei termini di pagamento con un numero limitato di fornitori specifici, al fine di ricondurli
agli usuali termini di pagamento della categoria merceologica di appartenenza. Nel 2025 tali accordi hanno comportato termini di
pagamento coerenti con quelli applicati ai fornitori non soggetti a specifici accordi, pari a 120 giorni; i relativi importi sono allineati a
quelli dell’esercizio precedente e non hanno pertanto avuto alcun impatto significativo sui dati patrimoniali della società.
I debiti tributari sono pari a 128 milioni di euro e si riferiscono principalmente sia ai debiti tributari della Business Unit Brasile (94
milioni di euro) che ai debiti di TIM S.p.A. (30 milioni di euro) e si riferiscono principalmente al debito verso l’Erario per le trattenute
operate quale sostituto d’imposta (25 milioni di euro), nonché al debito per IVA (1 milione di euro) e al debito per la tassa di
concessione governativa (2 milioni di euro);
I debiti vari comprendono principalmente:
la posizione debitoria della Business Unit Brasile per la  Taxa de Fiscalização de Funcionamento (TFF), contributo sospeso a
partire dal 2020;
la posizione debitoria corrente verso l’INPS a fronte dell'applicazione degli accordi firmati con le Organizzazioni Sindacali
riguardanti l'applicazione dell’art. 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92 ed all’ex-art. 41, comma 5bis, D.Lgs. n. 148/2015;
la voce "Altri" include, tra gli altri, gli anticipi su contributi erogati dallo Stato Italiano alla Capogruppo TIM S.p.A. in relazione a:
"Piano 5G Copertura" nell'ambito del PNRR (53 milioni di euro);
Progetti finanziati dal MIMIT e dalla Comunità Europea (39 milioni di euro), in particolare progetti relativi ai Centri delle
Tecnologie Emergenti e servizi cloud ed edge computing;
Progetti finanziati dalla Comunità Europea (11 milioni di euro), in parte correlati ad implementazioni di tecnologie 6G ed in
parte legati all'infrastruttura di rete;
la quota corrente dei fondi relativi al personale e dei fondi per rischi e oneri, pari complessivamente a 456 milioni di euro.
Le altre passività correnti ammontano a 856 milioni di euro (910 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e comprendono:
Passività derivanti da contratti con clienti (Contract liabilities), pari a 764 milioni di euro. La voce accoglie le passività verso
clienti connesse alle obbligazioni delle società del Gruppo di trasferire beni e servizi per i quali hanno ricevuto un corrispettivo.
Sono di seguito rappresentate le passività verso clienti, che hanno generalmente una scadenza entro 12 mesi.
In particolare:
contract liabilities, pari a 6 milioni di euro; la voce comprende contratti bundle (pacchetti di beni e servizi) aventi
performance obligation con differente tempistica di riconoscimento dei ricavi e conseguente differimento temporale dei
corrispettivi originariamente rilevati; 
poste connesse alla clientela, pari a 371 milioni di euro; la voce comprende debiti verso clienti a seguito di rapporti
contrattuali, quali il debito per traffico prepagato e i canoni di abbonamento addebitati anticipatamente;
acconti e anticipi pari a 41 milioni di euro relativi a debiti verso clienti a seguito di pagamenti anticipati, quali ad esempio i
versamenti degli abbonati in conto conversazioni;
ricavi differiti da contratti con clienti, pari a 347 milioni di euro comprendenti essenzialmente i ricavi differiti della
Capogruppo TIM S.p.A. per canoni di noleggio e manutenzione (273 milioni di euro) e canoni di abbonamento (51 milioni di
euro).
Altri ricavi e proventi differiti, pari a 92 milioni di euro. Si riferiscono principalmente alla quota corrente dei proventi differiti
della Capogruppo TIM S.p.A. connessi al Master Service Agreeement stipulato con FiberCop S.p.A..
NOTA 25
CONTENZIOSI E AZIONI GIUDIZIARIE PENDENTI, ALTRE
INFORMAZIONI, IMPEGNI E GARANZIE
Sono illustrati qui di seguito i principali contenziosi giudiziari, arbitrali e fiscali in cui le società del Gruppo TIM sono coinvolte al 31
dicembre 2025, nonché quelli chiusi nel corso dell'esercizio.
Per quei contenziosi, di seguito descritti, per i quali si è ritenuto probabile un rischio di soccombenza, il Gruppo TIM ha iscritto
passività per complessivi 306 milioni di euro.
Si segnala che per alcuni contenziosi di seguito riportati non è stato possibile, sulla base delle informazioni disponibili alla data di
chiusura della presente Relazione finanziaria e con particolare riferimento alla complessità dei procedimenti, al loro stato di
avanzamento, nonché agli elementi di incertezza di carattere tecnico-processuale, effettuare una stima attendibile degli oneri e/o
delle tempistiche degli eventuali pagamenti. Inoltre, nei casi in cui la diffusione delle informazioni relative al contenzioso potesse
pregiudicare seriamente la posizione di TIM o delle sue controllate, viene descritta unicamente la natura generale della
controversia.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 25
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
340
Infine, relativamente ai procedimenti con l’Autorità Antitrust, si rammenta che in base all’art. 15, comma 1, della Legge n. 287/1990
(“Norme per la tutela della concorrenza e del mercato”), l’Autorità ha la facoltà di comminare una sanzione amministrativa
commisurata al fatturato del Gruppo, nei casi di infrazioni ritenute gravi.
a) Principali contenziosi e azioni giudiziarie pendenti
Contenziosi fiscali e regolatori internazionali
Al 31 dicembre 2025 le società della Business Unit Brasile risultano coinvolte in contenziosi di natura fiscale o regolatoria il cui esito
è valutato di possibile soccombenza per un ammontare complessivo di circa 24,5 miliardi di reais (22,3 miliardi di reais al 31
dicembre 2024), corrispondenti a circa 3,8 miliardi di euro al 31 dicembre 2025.
Sono di seguito evidenziate le principali tipologie di contenzioso, classificate in base all’imposta cui fanno riferimento.
Imposte federali
In relazione all’imposizione a livello federale, si segnalano i seguenti filoni vertenziali:
disconoscimento degli effetti fiscali di operazioni di fusione tra società facenti parte del gruppo TIM Brasil;
diniego del beneficio fiscale territoriale SUDENE, in ragione di pretese irregolarità nella gestione e nella rendicontazione del
beneficio stesso;
contestazioni in ordine alle compensazioni con le perdite fiscali pregresse;
ulteriori contestazioni in ordine alla deducibilità fiscale dell’ammortamento dell’avviamento;
assoggettamento ad imposizione sul reddito di talune tipologie di differenze di cambio;
assoggettamento a ritenute alla fonte di talune tipologie di pagamenti effettuati verso l’estero (ad esempio, i pagamenti per
roaming internazionale);
ulteriori contestazioni in ordine alle compensazioni effettuate tra imposte a debito e posizioni fiscali creditorie delle società del
gruppo. A tale riguardo, si fa presente che nel corso del terzo e quarto trimestre del 2024, è stato presentato un ricorso a fronte
di una contestazione relativa all’utilizzo in compensazione con le imposte dovute dei crediti PIS e COFINS, derivanti
dall’esclusione dell’ICMS dalle rispettive basi di calcolo. L’importo in questione, classificato come rischio possibile, ammonta a
circa 1,6 miliardi di reais.
Complessivamente il rischio per tali fattispecie, ritenuto possibile, ammonta a 5 miliardi di reais (5,1 miliardi di reais al 31 dicembre
2024).
Imposte statali
Nell’ambito del prelievo statale, si segnalano molteplici contestazioni in materia di ICMS, ed in particolare:
contestazioni riguardanti l’abbattimento della base imponibile del tributo, a fronte di sconti concessi ai clienti, oltre a
contestazioni in merito all’utilizzo dei crediti fiscali dichiarati dalle società del gruppo, a fronte della restituzione di terminali
telefonici dati in comodato, ed a seguito della rilevazione di frodi da sottoscrizione ai danni delle società;
assoggettamento ad ICMS di talune tipologie di canoni, maturati a favore delle società del gruppo e da queste classificati come
corrispettivi per servizi diversi da quelli di telecomunicazione;
contestazioni sull’utilizzo del beneficio fiscale “PRO-DF” originariamente concesso da taluni Stati, e successivamente dichiarato
incostituzionale (la contestazione si riferisce all’effettiva spettanza del credito per ICMS, dichiarato dalla società TIM Celular, ora
incorporata in TIM S.A., sulla base delle predette disposizioni agevolative);
contestazioni relative all’utilizzo dei crediti per ICMS, rilevati dalle società del gruppo in esito alle acquisizioni di immobilizzazioni
materiali, ed in relazione alle somministrazioni di energia elettrica a favore delle società, oltre che in applicazione delle
disposizioni in materia di sostituzione d’imposta;
sanzioni irrogate alle società del gruppo per irregolarità negli adempimenti dichiarativi;
contestazioni dei crediti per ICMS in relazione alla procedura di sostituzione d’imposta, prevista nei casi di acquisto e
distribuzione di apparati tra Stati diversi;
contestazioni dei crediti per ICMS derivanti dallo “special credit” riconosciuto dalla società ai clienti pre-pagati, come
anticipazione delle successive ricariche.
Complessivamente il rischio per tali fattispecie, ritenuto possibile, ammonta a 13 miliardi di reais (11,1 miliardi di reais al 31
dicembre 2024).
Imposte municipali
Tra i contenziosi con un grado di rischio classificato come "possibile", vi sono alcune controversie relative alle imposte comunali
(Municipal Taxes) il cui importo complessivo ammonta a circa 2 miliardi di reais (circa 1,9 miliardi di reais al 31 dicembre 2024).
FUST e FUNTTEL
Le principali contestazioni in materia di contribuzioni all’ente regolatorio (Anatel), e in particolare in termini di FUST e FUNTTEL,
riguardano l’assoggettamento a tali prelievi dei ricavi da interconnessione.
Complessivamente il rischio per tali fattispecie, ritenuto possibile, ammonta a 4,5 miliardi di reais (4,2 miliardi di reais al 31
dicembre 2024).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 25
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
341
Procedimento Golden Power
Nell’agosto 2017 la Presidenza del Consiglio ha avviato nei confronti di TIM (ed anche di Vivendi) un procedimento volto a verificare
l’esistenza in capo a TIM dell’obbligo di notificare, ai sensi della disciplina c.d. “Golden Power”, l’acquisto da parte di Vivendi del
controllo societario di TIM e degli attivi strategici da questa detenuti. Nel settembre 2017, il procedimento in questione si è concluso
con l’affermazione dell’esistenza di tale obbligo in capo a TIM con decorrenza dal 4 maggio 2017 (data dell’Assemblea degli
Azionisti che ha rinnovato gli organi sociali di TIM).
Per l’effetto di tale decisione della Presidenza del Consiglio, è stato avviato un nuovo procedimento amministrativo per la
irrogazione in capo a TIM della sanzione pecuniaria prevista dalla disciplina Golden Power per inottemperanza al citato obbligo di
notifica. Tale procedimento si è concluso in data 8 maggio 2018 con l’irrogazione di una sanzione pecuniaria pari a 74,3 milioni di
euro.
La Presidenza del Consiglio ha inoltre esercitato i poteri Golden Power con decreti del 16 ottobre 2017 e 2 novembre 2017. La
Società, essendo convinta di disporre di argomentazioni giuridiche volte a dimostrare che nessun obbligo di notifica del controllo di
Vivendi su di essa gravava, ha presentato distinti ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica per richiedere l’annullamento
del provvedimento di accertamento del 28 del settembre 2017, del decreto di esercizio dei poteri speciali del 16 ottobre 2017 e del
decreto di esercizio dei poteri speciali del 2 novembre 2017,  e dinanzi al TAR Lazio contro il citato provvedimento dell’8 maggio
2018 che ha irrogato la sanzione pecuniaria, con richiesta di sospensione in via cautelare dell’efficacia dello stesso. Quanto al
ricorso al TAR Lazio contro il provvedimento dell’8 maggio 2018 che ha irrogato la sanzione pecuniaria, il TAR, accogliendo nel
luglio 2018 l’istanza cautelare della Società, ha sospeso il pagamento della sanzione. Successivamente, con sentenza non definitiva
del maggio 2019, il TAR Lazio anche in ragione della “originalità” della distinzione del procedimento tra atto di accertamento del 28
settembre 2017 e decreto sanzionatorio dell’8 maggio 2018: (i) ha accolto la richiesta TIM di provvedimenti provvisori per la
sospensione dell'ammenda condizionata all'offerta della garanzia; (ii) concesso la sospensione del procedimento al fine di
attendere la sentenza definitiva nella causa (pregiudiziale) pendente dinanzi al Presidente della Repubblica avverso l’atto di
accertamento del 28 settembre 2017 in; (iii) respinto le eccezioni processuali sollevate dalle amministrazioni resistenti.
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il decreto di esercizio dei poteri speciali del 2 novembre 2017 è stato
respinto.
Si segnala, altresì, il rilascio a maggio 2018 di una fideiussione a favore della Presidenza del Consiglio di 74,3 milioni di euro,
richiesta per la presentazione da parte di TIM dinanzi al TAR Lazio dell’istanza di sospensione cautelare della riscossione della
sanzione irrogata per l’asserita violazione dell’art. 2 del D.L. 15/3/2012, n. 21 (Golden Power). Tale fideiussione è stata
successivamente rinnovata fino al 30 novembre 2025.
In data 13 settembre 2023, è stato tramesso a TIM l’avviso di perenzione ultraquinquennale del ricorso ai sensi dell’articolo 82 c.p.a.,
essendo decorsi cinque anni dalla data di deposito del medesimo. TIM ha pertanto chiesto la fissazione dell’udienza pubblica di
discussione del ricorso. Detta udienza pubblica è stata fissata per il 10 gennaio 2024. Successivamente all’udienza il TAR con
ordinanza 709 del 15 gennaio 2024, ha confermato la sospensione propria del giudizio, come già disposto con sentenza non
definitiva del 23 maggio 2019 n. 6310, nonché la sospensione dell’esecuzione del provvedimento alle condizioni previste dalla
menzionata pronuncia, il tutto in attesa decisione del procedimento straordinario avverso il provvedimento di accertamento del 28
settembre 2017.
Con parere n. 1259/2024 reso nel procedimento straordinario avverso il provvedimento di accertamento del 28 settembre 2017, il
Consiglio di Stato ha concordato con l’opinione espressa dal TAR Lazio nella sentenza non definitiva del maggio 2019, ritenendo
inammissibile il ricorso in quanto l’atto impugnato non è qualificabile come provvedimento ma come atto infraprocedimentale
inerente al procedimento sanzionatorio (impugnato con ricorso al TAR Lazio). Sicché, con atto del 5 dicembre 2024, TIM ha chiesto
in via cautelativa al TAR Lazio la prosecuzione del giudizio avverso il decreto sanzionatorio, salva la possibilità di ulteriore
sospensione in attesa della decisione del Consiglio di Stato sui procedimenti straordinari avverso i decreti di esercizio dei poteri
speciali ancora pendenti, e/o in attesa del decreto della Presidenza della Repubblica che recepirà il citato parere del Consiglio di
Stato n. 1259/2024. L’udienza avanti al TAR era stata fissata per il 19 marzo 2025. All’esito dell’udienza la causa è stata trattenuta
per la decisione, riservandosi il Collegio se sospendere o definire il giudizio. Con sentenza del 23 maggio 2025 il TAR Lazio ha
rigettato il ricorso e confermato la legittimità della sanzione imposta a TIM. Avverso la sentenza, TIM ha presentato il 28 luglio 2025
appello davanti al Consiglio di Stato, con istanza di sospensione cautelare della riscossione della sanzione. All’udienza del 28
agosto il Consiglio di Stato preso atto della presentazione di una nuova fideiussione in sostituzione di quella rilasciata per il primo
grado di giudizio, ha accolto la domanda cautelare concedendo la sospensiva fino all’udienza di merito che è stata fissata il 31
marzo 2026.
Inoltre, TIM impugnava dinanzi al TAR Lazio e poi appellava dinanzi al Consiglio di Stato il provvedimento con il quale Consob, il 13
settembre 2017, affermava l’esistenza del controllo di Vivendi su TIM. Nel dicembre 2020 il Consiglio di Stato, con sentenza
definitiva, ha accolto il ricorso di TIM ed annullato il provvedimento di Consob, significativa premessa dell’intero procedimento
successivo della Presidenza del Consiglio relativo all’obbligo di notifica Golden Power del quale s’è detto sopra. In data 14 giugno
2021, la Consob ha presentato ricorso straordinario dinanzi la Corte di Cassazione per motivi giurisdizionali; TIM si è costituita in
giudizio, eccependo l’illegittimità e inammissibilità del ricorso. A seguito della Camera di Consiglio che si è tenuta l’11 ottobre 2022,
il 24 gennaio 2023 è stata pubblicata l’ordinanza con la quale la Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso di Consob con
conseguente condanna alle spese di lite.
Colt Technology Services - A428
Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano, notificato nel mese di agosto 2015, l’operatore Colt Technology Services ha
avanzato pretese risarcitorie fondate sul provvedimento decisorio del procedimento A428, e riferite ad asseriti danni subiti nell’arco
temporale 2009/2011, in ragione della presunta condotta inefficiente e discriminatoria di TIM nel processo di fornitura dei servizi
wholesale. La richiesta risarcitoria è stata quantificata in 27 milioni di euro a titolo di lucro cessante per l’asserita mancata
acquisizione di nuovi clienti, ovvero per la ritenuta impossibilità di fornire nuovi servizi alla clientela già acquisita; la controparte ha
formulato inoltre richiesta di risarcimento del danno all’immagine e alla reputazione commerciale. Tale giudizio fa seguito alla
pretesa stragiudiziale di circa 23 milioni di euro già formulata da Colt nel mese di giugno 2015, che la Società ha respinto
integralmente. TIM si è costituita in giudizio contestando integralmente le pretese di controparte. Con sentenza del 21 febbraio
2024 il Tribunale di Milano ha integralmente respinto la domanda di risarcimento avanzata da Colt, per un ammontare di 27 milioni
di euro.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 25
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
342
Avverso tale sentenza Colt ha notificato l’atto di appello. All’udienza presso la Corte di Milano del 18 febbraio 2025 il giudice ha
rigettato le istanze istruttorie di controparte, rimettendo la causa in decisione. L’udienza per la precisazione delle conclusioni è
stata fissata al 25 marzo 2026.
COMM 3000 S.p.A. (già KPNQWest Italia S.p.A.) - A428
Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Roma, COMM 3000 S.p.A. (già KPNQWest Italia S.p.A.) ha convenuto in giudizio TIM
avanzando pretese risarcitorie quantificate in complessivi 37 milioni di euro, per asserite condotte abusive e anticoncorrenziali
attuate nel periodo 2009-2011, mediante boicottaggio tecnico (rifiuti di attivazione dei servizi all’ingrosso - KO); tali pretese sono
fondate sui contenuti del provvedimento dell’AGCM che ha definito il procedimento A428. TIM si è costituita in giudizio contestando
integralmente le tesi di controparte. All'esito del giudizio, con sentenza di aprile 2019, il Tribunale di Roma ha accolto parzialmente
le domande di COMM 3000 S.p.A. (già KPNQWest Italia S.p.A.) condannando TIM al pagamento di un importo significativamente
inferiore a quanto oggetto delle pretese risarcitorie di controparte. Nel mese di giugno 2019, TIM ha proposto appello avverso la
sentenza. Con sentenza di aprile 2021, la Corte di Appello di Roma ha accolto in parte l’appello di TIM riducendo l’importo del
risarcimento dovuto a COMM 3000, che era comunque interamente coperto dal relativo fondo. Nel mese di novembre 2021, TIM ha
proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma. L’adunanza in Camera di consiglio si è
svolta il 13 giugno 2023. Con ordinanza interlocutoria del 19 luglio 2023, la Corte ha rimesso la causa sul ruolo. In data 30 ottobre
2024 si è tenuta la pubblica udienza e la causa è stata trattenuta in decisione. Con sentenza del 28 gennaio 2025, la Cassazione ha
confermato la sentenza parzialmente favorevole della Corte di Appello di Roma. Con ricorso del 24 aprile 2025, TIM ha impugnato
la sentenza della Corte di Cassazione dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, lamentando una violazione del diritto di difesa
da parte dei giudici nazionali, dichiarato inammissibile in data 30 ottobre 2025.
Eutelia e Clouditalia Telecomunicazioni (ora Irideos) - A428
Con atto di citazione di maggio 2020, Eutelia in Amministrazione Straordinaria e Clouditalia Telecomunicazioni S.p.A., acquirente
del ramo TLC di Eutelia, hanno convenuto in giudizio TIM, dinanzi al Tribunale di Roma, avanzando pretese risarcitorie, per circa 40
milioni di euro, per i danni asseritamente subiti, nel periodo 2009-2012, a seguito delle condotte di boicottaggio tecnico e margin
squeeze, oggetto del procedimento AGCM A428. TIM si è costituita in giudizio contestando le pretese di controparte e formulando
domanda riconvenzionale con riserva di quantificare i danni subiti in corso di causa. In data 1° aprile 2022, l’AGCM ha depositato il
parere previsto dall’art. 14, terzo comma, del d.lgs. 3/2017, con cui ha: (i) proposto alcuni benchmark utilizzabili per definire lo
scenario controfattuale sulla cui base quantificare i danni asseritamente subiti da Eutelia e Clouditalia; (ii) fornito alcune ulteriori
indicazioni e criteri per stimare le diverse voci di danno richieste da Eutelia e Clouditalia. All’udienza del 15 giugno 2022, il G.I. ha
assegnato termine alle parti fino all’8 luglio 2022 per il deposito di note scritte sulle implicazioni del parere dell’AGCM e sul
contenuto degli eventuali quesiti da porre al CTU. Il 24 ottobre 2022 il giudice ha sciolto la riserva e ha disposto una CTU sull’an
delle condotte di TIM e sul quantum del danno eventualmente subito da Eutelia e Irideos a causa delle stesse. Il 15 novembre 2022
si è tenuto il giuramento del CTU. L’udienza per l’esame della CTU, originariamente fissata per il 18 ottobre 2023, è stata rinviata al
7 febbraio 2024. A seguito dell’istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato finale da parte del CTU, il Giudice ha
ulteriormente rinviato la data di udienza per l’esame della CTU al 22 maggio 2024. In vista dell’udienza per l’esame della CTU TIM
ha presentato istanza di rinnovazione o integrazione delle operazioni peritali. L’istanza non è stata accolta dal Giudice che ha
fissato per la precisazione delle conclusioni l’udienza del 17 settembre 2025 poi rinviata al 9 settembre 2026. Nelle more è stato
raggiunto un accordo transattivo che porterà all’estinzione del giudizio.
Procedimento Antitrust A514
Nel mese di giugno 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato il procedimento A514 nei confronti
di TIM per accertare un possibile abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 del “Trattato sul Funzionamento
dell’Unione Europea”. Il procedimento è stato avviato sulla base di alcune segnalazioni giunte, tra il mese di maggio e di giugno
2017, da parte di Infratel, Enel, Open Fiber, Vodafone e Wind Tre e riguarda un presunto abuso di posizione dominante nei mercati
dei servizi di accesso wholesale e dei servizi retail relativi alla rete fissa a banda larga e ultralarga. In particolare, l’AGCM ha
ipotizzato che TIM abbia tenuto condotte volte a: i) rallentare e ostacolare lo svolgimento delle gare Infratel, al fine di ritardare o
rendere meno remunerativo l’ingresso di un altro operatore sul mercato wholesale; ii) accaparrarsi preventivamente la clientela sul
mercato retail dei servizi a banda ultralarga, mediante politiche commerciali volte a restringere lo spazio di contendibilità della
clientela residuo per gli operatori concorrenti.
A seguito dell’avvio del procedimento, nel mese di luglio 2017 è stata svolta un’ispezione da parte dei funzionari dell’Autorità presso
alcune sedi di TIM. Il 2 novembre 2017 TIM ha depositato una memoria difensiva nella quale, a supporto della correttezza del
proprio operato, sono state confutate tutte le ipotesi di illegittimità dei comportamenti asseritamente tenuti da TIM e formanti
oggetto del procedimento.
In data 14 febbraio 2018, AGCM ha deliberato di estendere l’oggetto del procedimento per la verifica di ulteriori condotte,
concernenti la strategia dei prezzi wholesale di TIM sul mercato dei servizi di accesso all’ingrosso a banda larga e ultralarga, e
l’utilizzo di informazioni privilegiate riguardanti la clientela degli operatori alternativi.
In data 5 luglio 2018, TIM ha depositato una proposta di impegni che, ove accettata definitivamente dall'Autorità, comporterebbe
la chiusura dell'istruttoria senza accertamento di alcun illecito e irrogazione di sanzione. Gli impegni sono stati ritenuti
preliminarmente ammissibili dall'Autorità che li ha sottoposti a market test nei mesi di agosto e settembre.
Il 30 ottobre 2018 TIM ha formulato le proprie repliche rispetto alle osservazioni dei terzi ed ha integrato la proposta di impegni con
modifiche accessorie. Con provvedimento notificato in data 4 dicembre 2018, l’AGCM ha definitivamente respinto la proposta di
impegni, ritenendoli non idonei alla luce delle contestazioni sollevate.
In data 4 marzo 2019, TIM ha chiesto ad AGCM la proroga del termine di chiusura del procedimento (inizialmente fissato al 31
maggio 2019).
Il 10 aprile 2019 AGCM ha deliberato una proroga del termine di conclusione del procedimento al 30 settembre 2019. Il 17 maggio
2019 AGCM ha comunicato a TIM le risultanze istruttorie (CRI). Nella CRI, AGCM conferma sostanzialmente l’impianto accusatorio
ipotizzato nei provvedimenti di avvio ed estensione del procedimento. 
Il 12 giugno 2019 AGCM ha esteso i termini per il deposito della memoria finale di TIM al 20 settembre 2019 e per l’audizione finale
al 25 settembre 2019.
Il 18 settembre 2019 AGCM ha deliberato una nuova proroga del termine di conclusione del procedimento fissandolo al 28 febbraio
2020.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 25
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
343
Il 6 marzo 2020 è stato notificato a TIM il provvedimento di chiusura dell’istruttoria: AGCM ha deliberato la sussistenza di un abuso
di posizione dominante di TIM, accertando che TIM ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale preordinata a ostacolare lo
sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga. La sanzione irrogata a TIM per
l’illecito anticoncorrenziale è pari a 116.099.937,60 euro.
Il 25 giugno 2020 TIM ha inviato ad AGCM la c.d. relazione di ottemperanza come prescritto nel dispositivo del provvedimento
finale.
La Società ha comunque provveduto a maggio 2021 al pagamento della sanzione.
TIM ha impugnato dinanzi al TAR Lazio il suddetto provvedimento sanzionatorio. Con sentenza 1963/2022 del 28 febbraio 2022, il
ricorso di TIM è stato respinto; nei confronti della decisione del TAR, TIM ha proposto appello al Consiglio di Stato.
Nell’agosto 2022, Irideos ha notificato atto di intervento ad opponendum rispetto al ricorso principale di TIM.
La relativa udienza di discussione è stata fissata per il 25 maggio 2023. Ad esito dell’udienza il Consiglio di Stato ha disposto una
Consulenza Tecnica di Ufficio su tre quesiti in ordine alla redditività dell’investimento nelle zone bianche. Il giorno 11 ottobre 2023 si
è regolarmente svolto il giuramento dei CTU in Consiglio di Stato che hanno chiesto una proroga dei termini di conclusione.
Secondo i nuovi termini concessi dal Consiglio di Stato, la CTU si è conclusa a maggio 2024, con il deposito della relazione finale.
All’udienza pubblica del 10 ottobre 2024 la causa è stata trattenuta in decisione; Open Fiber ha richiesto la pubblicazione anticipata
del dispositivo. Il Consiglio di Stato il 25 ottobre 2024 ha pubblicato il dispositivo della sentenza con cui ha respinto le istanze, anche
istruttorie, delle parti e accolto in parte l’appello e, in parziale riforma della sentenza impugnata, ha accolto il ricorso di primo grado
limitatamente alla commisurazione della sanzione irrogata, che va ridotta del 25%; per il resto, ha respinto l’appello e confermato il
provvedimento impugnato in relazione a tutti gli altri profili di censura. Il 13 novembre 2024 è stata pubblicata la sentenza e TIM ha
dato avvio alle procedure necessarie ad ottenere la restituzione parziale della sanzione per un importo pari a 29.024.984,40 euro,
cui vanno aggiunti gli interessi legali decorrenti dalla data di pagamento sino alla data di effettiva restituzione. In data 27 febbraio
2025 l’AGCM ha notificato al MIMIT il nulla osta per il pagamento nei confronti di TIM del suddetto importo a seguito dell’avvenuta
rideterminazione in euro 87.074.953,20 da parte dell’Autorità della sanzione irrogata nei confronti di TIM per la condotta accertata
con il provvedimento n. 28162 del 25 febbraio 2020. Su istanza di TIM il MIMIT ha provveduto alla restituzione della citata somma di
euro 29.024.984,40 e dei relativi interessi pari ad euro 2.664.864.94.
Open Fiber
Nel mese di marzo 2020 Open Fiber (OF) ha convenuto in giudizio TIM dinanzi al Tribunale di Milano, avanzando una pretesa
risarcitoria pari a 1,5 miliardi di euro per danni causati da un presunto abuso di posizione dominante escludente nei confronti di OF.
Le presunte condotte contestate consistono in: (i) investimenti pre-emptive in reti FTTC nelle aree bianche; (ii) avvio di azioni legali
pretestuose per ostacolare le gare Infratel; (iii) repricing strumentale di alcuni servizi all’ingrosso; (iv) offerte commerciali di lock-in
sul mercato retail; (v) comunicazione di informazioni false all’AGCOM, in sede di approvazione di un'offerta wholesale, e diffusione
di voci circa un interesse di TIM ad acquisire OF; (vi) discriminazione nelle condizioni di accesso alle infrastrutture passive di TIM. TIM
si è costituita in giudizio contestando le argomentazioni di OF. Enel S.p.A. è intervenuta nel giudizio chiedendo di condannare TIM al
risarcimento di tutti i danni patiti e patendi dalla stessa Enel e da OF, senza tuttavia quantificarli. Nel corso di causa, Open Fiber ha
rideterminato il danno asseritamente subito portandolo a 2,6 miliardi di euro oltre interessi e rivalutazione monetaria. Open Fiber
ha inoltre chiarito che a suo dire tale danno sarebbe tuttora in divenire. Enel ha poi quantificato il danno asseritamente subito in
228 milioni di euro circa oltre interessi. Il 19 ottobre 2022 si è tenuta l’udienza per l’ammissione dei mezzi istruttori al termine della
quale il giudice si è riservato. Con ordinanza del 17 luglio 2023 il Tribunale di Milano ha sciolto la riserva e rinviato all’udienza del 3
aprile 2024 per la precisazione delle conclusioni. All’udienza del 3 aprile, il Giudice ha disposto l’acquisizione della CTU resa nel
giudizio di impugnazione da parte di TIM dinanzi al Consiglio di Stato, della sentenza sfavorevole del TAR relativa al provvedimento
sanzionatorio comminato nell’ambito del procedimento A514, rinviando la causa all’udienza del 12 giugno 2024, all’esito della
quale il Giudice si è riservato.
Il Collegio con ordinanza notificata il 5 luglio, ha ritenuto, ai fini dell’assunzione della delibera sull’eventuale sospensione del
giudizio richiesta da TIM, di invitare le Parti a precisare le conclusioni, fissando la relativa udienza al 18 settembre 2024, disponendo
la trattazione scritta ed invitando le parti a rinunciare ai termini per il deposito delle memorie conclusionali. Tale udienza è stata
sostituita dal solo deposito di note scritte. Il Tribunale di Milano, in accoglimento dell’istanza proposta da TIM ha disposto la
sospensione del giudizio fino alla definizione del giudizio dinanzi al Consiglio di Stato.
A seguito della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato, avvenuta il 13 novembre 2024, il successivo 18 novembre 2024,
Open Fiber ha richiesto la riassunzione del giudizio, con contestuale istanza di fissazione di udienza. L’udienza per la prosecuzione
del giudizio è stata fissata al 20 maggio 2025.
All’udienza del 20 maggio 2025, il G.I., preso atto della rinuncia di OF ad alcune istanze istruttorie, ha assegnato termine (i) ad OF
fino al 30 maggio 2025 per precisare le proprie posizioni e (ii) a TIM ed Enel fino al 10 giugno 2025 per controdedurre sul punto,
fissando l’udienza del 18 giugno 2025. Le parti hanno depositato le rispettive memorie.
All’udienza del 18 giugno 2025, il G.I. ha chiesto alle parti di riassumere le rispettive considerazioni sui possibili effetti
anticoncorrenziali delle condotte di TIM oggetto del Provvedimento A514, come eventualmente accertati dall’AGCM, assegnando
termine fino al 30 luglio 2025 e fissando la prossima udienza al 1° ottobre 2025 poi rinviata al 5 novembre 2025. Il giudice a
scioglimento della riserva con ordinanza del 12 dicembre 2025 ha sottoposto alle parti una bozza di quesito peritale, fissando
udienza il 18 marzo 2026 per la prosecuzione delle incombenze istruttorie.
Irideos
Nel mese di gennaio 2022 Irideos ha convenuto in giudizio TIM dinanzi al Tribunale di Roma, avanzando una richiesta di
risarcimento dei danni asseritamente subiti in conseguenza delle condotte illecite di TIM sanzionate dall’AGCM con il
provvedimento conclusivo del procedimento A514 (azione c.d. follow on). La richiesta risarcitoria è pari a 23.204.079,87 euro per
danni provocati dai comportamenti anticoncorrenziali posti in essere da TIM dal 2017 al 2019 (con effetti anche negli anni
successivi) nel mercato dei servizi di accesso all’ingrosso alla rete fissa a banda larga e ultra-larga (mercato wholesale) e nel
mercato dei servizi di telecomunicazione al dettaglio su rete fissa a banda larga e ultra-larga (mercato retail). TIM si è costituita in
giudizio contestando le argomentazioni di controparte. All’udienza del 1° giugno 2022, il giudice istruttore ha (i) assegnato alle parti
i termini per il deposito delle memorie istruttorie con decorrenza dal 15 febbraio 2023 e (ii) rinviato la causa all’udienza del 7 giugno
2023. L’udienza per l’assunzione dei mezzi di prova è stata fissata al 5 ottobre 2023. Il Giudice, preso atto della richiesta di rinvio di
Irideos, motivato dalla pendenza del giudizio sul Provvedimento A514 dinanzi al Consiglio di Stato, ha rinviato le parti all’udienza
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del 10 ottobre 2024, ulteriormente rinviata al 13 marzo 2025. In tale data il Giudice ha disposto un ulteriore rinvio, fissando l’udienza
al 22 ottobre 2025. Nelle more è stato raggiunto tra le parti un accordo transattivo che ha comportato la rinuncia agli atti e
l’estinzione del giudizio dichiarato dal Tribunale di Roma con provvedimento del 29 agosto 2025.
Garante Privacy - Avvio procedimento adozione provvedimenti correttivi e sanzionatori in
materia di Telemarketing
In data 9 febbraio 2026 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha comunicato a TIM l’avvio di un procedimento per
l’adozione di provvedimenti correttivi e sanzionatori in materia di telemarketing a seguito di un’ispezione che ha avuto luogo a
marzo 2025.
Il Garante, pur prendendo atto con favore delle iniziative nel frattempo intraprese da TIM e della sua piena collaborazione nel corso
e a seguito dell’istruttoria, ha contestato alla Società l’asserita violazione di alcune disposizioni del GDPR in ambito di attività di
telemarketing e di gestione delle richieste di esercizio dei diritti da parte degli interessati.
TIM dovrà depositare una memoria difensiva entro l’11 marzo 2026 ed eventualmente richiedere una audizione.
Fatturazione a 28 giorni
Con la delibera 121/17/CONS AGCOM ha introdotto disposizioni sulla cadenza della fatturazione per la telefonia, prescrivendo per la
telefonia fissa che essa dovesse essere su base mensile o suoi multipli e per la telefonia mobile su base almeno quadrisettimanale.
TIM ha impugnato dinanzi al TAR la delibera n. 121/17/CONS. A febbraio 2018 è stato pubblicato il dispositivo di sentenza che
respinge il ricorso. Tale sentenza è stata impugnata da TIM innanzi al Consiglio di Stato nel giugno 2018. Il 23 settembre 2020 è
stata pubblicata la sentenza non definitiva con cui il Consiglio di Stato ha riunito i ricorsi in appello di TIM, Vodafone, Fastweb e
Wind Tre ed ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) in merito alla sussistenza in capo
all’Autorità del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo delle offerte commerciali e dei periodi di fatturazione, rigettando al
contempo gli altri motivi di ricorso degli operatori e sospendendo il giudizio. L’8 giugno 2023 è stata pubblicata la decisione della
Corte di Giustizia UE secondo cui non è contraria al diritto dell’Unione la normativa italiana che attribuisce all’AGCOM il potere di
imporre agli operatori di servizi di telefonia fissa e convergenti una periodicità di rinnovo e fatturazione di tali offerte mensile o
plurimensile. Dopo la riassunzione del giudizio al Consiglio di Stato TIM a dicembre 2023 ha chiesto l’improcedibilità del proprio
appello per sopravvenuta carenza di interesse. In data 18 gennaio 2024, il Consiglio di Stato ha dichiarato l’estinzione del diritto.
AGCOM, con la delibera 499/17/CONS, accertata la violazione della delibera 121/17/CONS ha applicato a TIM una sanzione di
1.160.000 euro, diffidandola a provvedere – in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese -
a stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti
dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di
fatturazione mensile.
A marzo 2018 con la delibera n. 112/18/CONS AGCOM ha (i) revocato la precedente delibera 499/17/CONS nella parte in cui TIM
veniva diffidata a stornare gli importi presuntivamente erosi a partire dal 23 giugno 2017 con il ciclo di fatturazione
quadrisettimanale, (ii) diffidato TIM a posticipare, limitatamente ai servizi di telefonia fissa, la data di decorrenza delle fatture
emesse dopo il ripristino della fatturazione con cadenza mensile di un numero di giorni pari a quelli presuntivamente erosi a partire
dal 23 giugno 2017 con il ciclo di fatturazione quadrisettimanale.
Con il decreto presidenziale n. 9/18/PRES AGCOM, ha modificato la delibera n. 112/18/CONS nelle parti in cui prevedeva che il
differimento della fatturazione dovesse avvenire in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o suoi multipli
disponendo, altresì, che le tempistiche entro cui adempiere alla diffida sarebbero state individuate a seguito di audizioni con gli
operatori e le principali associazioni dei consumatori.
A luglio 2018 AGCOM con la delibera 269/18/CONS ha fissato al 31 dicembre 2018 il termine entro cui gli operatori dovevano
restituire alla clientela di rete fissa un numero di giorni di servizio pari a quelli erosi per effetto della fatturazione a 28 giorni oppure
proporre alla clientela interessata eventuali misure compensative alternative, previa comunicazione all’AGCOM. TIM ha impugnato
tutte le delibere sopra indicate.
Con dispositivo di sentenza pubblicato nel mese di novembre 2018 il TAR ha annullato la sanzione pecuniaria amministrativa di 1,16
milioni di euro comminata con la delibera 499/17/CONS ed ha confermato l’obbligo di restitutio in integrum alla clientela di rete
fissa entro il 31 dicembre 2018, la pubblicazione delle motivazioni della sentenza è invece avvenuta il 10 maggio 2019. TIM ha
impugnato la sentenza innanzi al Consiglio di Stato.
Con sentenza del 2 gennaio 2024, n. 39, il Consiglio di Stato, uniformandosi a quanto già deciso negli appelli proposti dagli altri
operatori, ha respinto l’appello principale di TIM, confermando la legittimità dei provvedimenti adottati da AGCOM; con la
medesima decisione il giudice amministrativo d’appello ha respinto anche il gravame incidentale dell’AGCOM volto a ottenere il
ripristino della sanzione originariamente irrogata a TIM pari a 1.160.000 euro ed annullata dal TAR Lazio. 
Ad agosto 2019 è stato avviato da parte di AGCOM un nuovo procedimento sanzionatorio (CONT 12/19/DTC) per inottemperanza
all’ordine di restituzione dei giorni erosi dalla fatturazione a 28 giorni per i clienti di rete fissa e convergente, secondo le modalità
stabilite nelle delibere nn. 112/18/CONS e 269/18/CONS. Con la delibera n. 75/20/CONS l’Autorità a conclusione di tale procedimento
ha accertato l’inottemperanza di TIM alle delibere sopra indicate comminandole una sanzione di 3 milioni di euro. Il provvedimento
è stato impugnato da TIM dinnanzi al TAR a luglio 2020. Si attende la fissazione dell’udienza di discussione.
Sul fronte civilistico con sentenza pubblicata il 14 ottobre 2021 il Tribunale di Milano nell’ambito del giudizio di merito avviato da
Associazione Movimento dei Consumatori nel 2018, inerente la tariffazione e rinnovo a 28 giorni per le offerte di telefonia fissa e
convergenti, ha confermato l’ordinanza del 4 giugno 2018, adottata dallo stesso Tribunale a chiusura del procedimento di reclamo
promosso da TIM ex art 669 terdecies c.p.c., e le misure ivi previste ordinando a TIM di accogliere le richieste di restituzione dei
corrispettivi versati per effetto della manovra da parte dei clienti - anche cessati, cosa che come noto TIM sta già facendo dal 2018,
estendendo al contempo il periodo rilevante ai fini del riconoscimento del rimborso al 1° aprile 2017, quindi ad una data
antecedente al 23 giugno 2017 data entro cui gli operatori dovevano adeguarsi alla Delibera n. 121/17/CONS. TIM ha impugnato la
sentenza del Tribunale di Milano, proponendo contestualmente istanza di sospensione della efficacia esecutiva. Con ordinanza
dell’11 gennaio 2022 la Corte d’Appello di Milano ha accolto parzialmente l’istanza di TIM, sospendendo il capo di sentenza relativo
all’ordine di inviare una raccomandata a tutti clienti cessati ai quali era stata applicata la fatturazione a 28 giorni per informarli
della possibilità di ottenere la restituzione degli importi aggiuntivi versati per effetto della manovra.  Con sentenza pubblicata il 9
dicembre 2022 la Corte d’Appello di Milano ha confermato integralmente la sentenza di primo grado. TIM ha notificato in data 12
gennaio 2023 il ricorso innanzi alla Corte di Cassazione e il 16 gennaio 2023 ha depositato anche il ricorso ex art. 373 c.p.c. dinanzi
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alla Corte di Appello di Milano, chiedendo la sospensione dell’esecuzione della sentenza fino all’esito del giudizio pendente innanzi
alla Corte di Cassazione.
Con ordinanza del 14 febbraio 2023, la Corte d’Appello di Milano, in parziale accoglimento dell’istanza di TIM, ha disposto la
sospensione della sentenza in relazione all’ordine di inviare le raccomandate agli ex clienti in attesa della decisione della Suprema
Corte. Con Ordinanza pubblicata il 15 febbraio 2024 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di TIM.
In data 24 gennaio 2025 si è tenuta l’udienza pubblica del ricorso proposto da TIM contro la delibera n. 75/20/CONS con la quale
AGCOM - preso atto della asserita inottemperanza da parte di TIM alle precedenti delibere con cui erano state dettate le modalità
per la restituzione dei così detti “giorni erosi” alla clientela per effetto della fatturazione a 28 giorni – aveva ingiunto alla Società il
pagamento della sanzione pecuniaria di 3 milioni di euro. Si tratta dell’ultimo contenzioso ancora pendente sulla vicenda della
fatturazione a 28 giorni, il cui esito potrebbe essere condizionato dalla definizione nelle more del giudizio intrapreso in sede civile
dall’Associazione Movimento Consumatori sopra indicato. Infatti, il Tribunale Civile di Milano, accertata l’illiceità della pratica
commerciale introdotta da TIM, la aveva condannata a porre in essere una serie di misure ripristinatorie per indennizzare la
clientela dagli effetti pregiudizievoli derivanti dalla fatturazione a 28 giorni (tutte puntualmente adempiute) con decisione
integralmente confermata nel 2024 dalla Corte di Cassazione. Conseguentemente, gli assunti posti a fondamento della delibera n.
75/20 circa l’asserita inottemperanza di TIM risultano smentiti dalle prove documentali allegate nel giudizio TAR le quali attestano
l’intervenuto integrale adempimento da parte di TIM alle statuizioni decisorie dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria su cui si è formato il
giudicato. All’udienza del 24 gennaio la causa è stata trattenuta in decisione dal collegio dopo articolata discussione. In data 13
febbraio 2025 è stata pubblicata la sentenza del TAR Lazio che respinge il ricorso proposto da TIM contro la delibera n. 75/20/CONS.
TIM ha presentato ricorso in appello (notificato il 12 maggio 2025). L’udienza per la discussione del merito è fissata per il 21 maggio
2026.
Procedimento Antitrust I820
In data 19 febbraio 2018 l'AGCM ha avviato il procedimento istruttorio I820 nei confronti delle società TIM, Vodafone, Fastweb,
Wind Tre e dell’Associazione di categoria Asstel per verificare l’ipotesi della sussistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza tra
i principali operatori di telefonia fissa e mobile al fine di coordinare le rispettive strategie commerciali, violando in tal modo l’art. 101
TFUE.
Il presunto coordinamento, secondo il provvedimento di apertura del procedimento da parte di AGCM, si sarebbe concretizzato
nelle modalità di attuazione dell’obbligo introdotto dall’articolo 19 quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n.
172/2017) che impone agli operatori di servizi di comunicazione elettronica una cadenza mensile (o di multipli del mese) per la
fatturazione e il rinnovo delle offerte dei servizi fissi e mobili.
In data 21 marzo 2018, AGCM ha emanato una misura cautelare provvisoria nei confronti di tutti gli operatori coinvolti nel
procedimento con cui ha ordinato di sospendere, nelle more del procedimento, l’attuazione dell’intesa concernente la
determinazione del repricing comunicato agli utenti in occasione della rimodulazione del ciclo di fatturazione in ottemperanza alla
Legge 172/17 e di rideterminare autonomamente la propria strategia commerciale. Con provvedimento n. 27112 dell’11 aprile 2018
AGCM ha confermato la misura cautelare.
Il 12 giugno 2018 TIM ha presentato ricorso al TAR per l’annullamento di tale provvedimento.
Il 31 gennaio 2020 a TIM è stato notificato il provvedimento di chiusura dell’istruttoria, con il quale AGCM ha deliberato la
sussistenza dell’intesa tra TIM, Vodafone, Fastweb e WindTre, escludendo invece dai partecipanti all’intesa l’associazione Asstel. La
sanzione irrogata a TIM per la partecipazione all’intesa anticoncorrenziale è pari a 114.398.325,00 euro. TIM ad aprile 2020 ha
impugnato anche il provvedimento sanzionatorio.
Con sentenza pubblicata il 12 luglio 2021 il TAR Lazio ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti presentati da TIM, annullando i
provvedimenti assunti dall’AGCM, ivi incluso quello relativo alla sussistenza dell’intesa e all’irrogazione della sanzione.
In data 11 settembre 2021 l’AGCM ha presentato ricorso al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento della sentenza del TAR.
Si segnala che il 25 luglio 2023 il Consiglio di Stato ha riformato la decisione del TAR Lazio confermando la validità del
provvedimento AGCM sul caso I820, rimandando all’Autorità per la rideterminazione della sanzione a seguito della riduzione della
durata dell’infrazione.
In considerazione delle statuizioni del Consiglio di Stato sul quantum della sanzione, con istanza del 28 agosto 2023, TIM ha chiesto
all’AGCM che la rideterminazione della sanzione avvenisse nel pieno contraddittorio tra le parti nell’ambito di un apposito
procedimento istruttorio.
Con provvedimento del 26 settembre 2023, notificato alla Società il 3 ottobre 2023, l’AGCM ha comunicato a TIM di aver
quantificato l’ammenda in 100.670.526,00 euro, ritenendo di non avere margini discrezionali nella esecuzione della sentenza del
Consiglio di Stato. TIM in data 12 ottobre 2023 ha presentato ricorso per revocazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato;
l’udienza per la discussione del ricorso per revocazione è stata fissata per il 6 marzo 2025 e successivamente posticipata al 10 aprile
2025. Con sentenza pubblicata in data 30 maggio 2025, il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione.
In data 13 ottobre 2023 TIM ha presentato ricorso avanti al TAR Lazio per l’annullamento del provvedimento di rideterminazione
della sanzione, con richiesta di sospensione in via cautelare che è stata respinta con ordinanza del 9 novembre 2023. In data 14
ottobre 2025 è stata pubblicata la sentenza del TAR che ha respinto il ricorso di TIM. La sentenza è stata impugnata da TIM con
ricorso in appello al Consiglio di Stato.
Con comunicazione del 6 dicembre 2023, l’Autorità ha sollecitato a TIM il pagamento della sanzione di 100.670.526,00 euro
maggiorata degli interessi legali maturati dal 3 novembre 2023 fino al giorno di effettivo pagamento pari a 5.535.913,60 euro.
Con comunicazione del 12 dicembre 2023, TIM ha contestato la debenza di tali interessi per assenza dei presupposti della liquidità
ed esigibilità richiesti dall’art. 1282 c.c., nonché un errore nell’individuazione del dies a quo per il calcolo.
L’Ufficio Bilancio dell’Autorità ha risposto il 2 febbraio 2024, riconoscendo un errore nel calcolo degli interessi legali che sono stati
dunque rideterminati nella misura di 4.121.837,47 euro, ma ribadendo che gli stessi sono dovuti.
Su istanza di TIM, AGCM ha concesso alla Società il pagamento rateale della sanzione in trenta rate mensili.
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In data 29 marzo 2024, TIM ha presentato ricorso al TAR Lazio avverso la comunicazione dell’Ufficio Bilancio per contestare sia
l’errore nel calcolo degli interessi dovuti sia un difetto di competenza dell’Ufficio Bilancio.
In data 6 agosto 2025, l’Autorità ha nuovamente rideterminato l’importo degli interessi, comunicando alla Società un nuovo piano
rateale fino ad agosto 2026.
Procedimento Antitrust I850
Con decisione del 15 dicembre 2020 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei
confronti delle società Telecom Italia S.p.A., Fastweb S.p.A., Teemo Bidco S.r.l., FiberCop S.p.A., Tiscali Italia S.p.A. e KKR & Co. Inc.
per accertare l’esistenza di eventuali violazioni dell’articolo 101 del TFUE relativa all’offerta di coinvestimento.
Più precisamente l’istruttoria riguarda i contratti che regolano la costituzione e il funzionamento di FiberCop e gli accordi di
fornitura con Fastweb e Tiscali. AGCM intende verificare che tali accordi non creino ostacoli alla concorrenza tra gli operatori nel
medio e lungo termine e siano volti ad assicurare il rapido ammodernamento delle infrastrutture di telecomunicazione fissa del
Paese.
Il 6 agosto 2021 TIM ha presentato ad AGCM una proposta di impegni al fine di risolvere le preoccupazioni concorrenziali oggetto
dell’istruttoria ed addivenire alla conclusione del procedimento senza l’irrogazione di alcuna sanzione.
Il 7 settembre 2021 AGCM ha giudicato gli impegni suddetti non manifestamente infondati e ne ha disposto la pubblicazione sul
sito internet dell’Autorità a partire dal 13 settembre 2021; ha preso così avvio il c.d. market test che si è concluso il 13 ottobre 2021,
data entro la quale tutti i soggetti interessati hanno trasmesso ad AGCM le loro osservazioni in merito agli impegni in questione.
Il 14 dicembre 2021 AGCM ha prorogato il termine di conclusione del procedimento, inizialmente previsto per il 31 dicembre 2021,
fissandolo al 15 febbraio 2022.
E proprio nella sua adunanza del 15 febbraio 2022 AGCM ha infine deliberato l’approvazione degli impegni in quanto ritenuti idonei
a far venire meno i presunti profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria.
Come previsto nel dispositivo del provvedimento finale, il 22 aprile 2022 TIM ha inviato ad AGCM una prima relazione sulle misure
adottate per adempiere agli impegni assunti.
L’11 maggio 2022 AGCM ha comunicato a TIM la presa d’atto delle misure illustrate nell’ambito della relazione suddetta.
Il 31 gennaio 2023 TIM ha inviato ad AGCM una seconda relazione sullo stato di attuazione degli impegni assunti.
Il 30 gennaio 2024 TIM ha inviato ad AGCM la prevista relazione annuale sullo stato di attuazione degli impegni assunti.
Con ricorso notificato ad aprile 2022 Open Fiber ha impugnato presso il TAR Lazio, previa richiesta di adozione di misure cautelari, il
suddetto provvedimento AGCM n. 3002 con cui è stato chiuso il procedimento rendendo obbligatori gli impegni che secondo la
ricorrente non sarebbero idonei a rimuovere i profili anticoncorrenziali individuati con il provvedimento di avvio dell’istruttoria.
Ad esito dell’udienza cautelare dello scorso 1° giugno 2022, il TAR ha rigettato la richiesta e fissato il merito al 26 gennaio 2023.
All’udienza del 26 gennaio dopo ampia discussione, il giudice si è riservato. Con sentenza del 14 aprile 2023, il TAR ha dichiarato
infondato e respinto il ricorso di Open Fiber, che il 10 luglio 2023 ha impugnato la sentenza del TAR al Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato ha fissato, per la discussione del ricorso in oggetto, l’udienza del 14 novembre 2024, rinviata al 10 aprile 2025 in
ragione di quanto palesato dall’appellante in ordine ad un possibile intervento dell’AGCM che avrebbe potuto far venir meno
l’interesse al ricorso di prime cure. La causa all’udienza del 10 aprile 2025 è stata trattenuta in decisione. Il 17 dicembre 2024, in
accoglimento delle istanze avanzate da TIM e da FiberCop, AGCM ha deliberato con provvedimento n. 31414 la revoca degli
impegni resi vincolanti dall’Autorità con delibera n. 30002 del 15 febbraio 2022 nell’ambito del procedimento in questione.
Secondo l’Autorità, a partire dal 1° luglio 2024 sono venute meno le preoccupazioni concorrenziali inerenti l’ipotesi iniziale di intesa
restrittiva della concorrenza a seguito del perfezionamento del processo di scorporo delle infrastrutture di rete fissa di TIM.
In data 13 maggio 2025 il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello di Open Fiber in ragione della sopravvenienza del
provvedimento di revoca degli impegni disposta dall’AGCM.
Il provvedimento di revoca degli impegni (n.31414) approvati con la delibera n. 30002 del 15 febbraio 2022, è stato impugnato
innanzi al TAR Lazio da Open Fiber, Fastweb e Iliad, si è in attesa della fissazione dell’udienza.
Procedimento Antitrust I857
Il 6 luglio 2021 AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di TIM e DAZN per possibile intesa restrittiva della concorrenza
relativamente all’accordo per la distribuzione, e il supporto tecnologico, per i diritti TV della Serie A di calcio nel triennio 2021-2024.
L’istruttoria è, inoltre, volta a verificare la restrittività dell’intesa con riferimento a ulteriori elementi che riguardano la possibile
adozione da parte di TIM di soluzioni tecniche non disponibili per gli operatori di telecomunicazione concorrenti e che potrebbero
tradursi in ostacoli all’adozione di soluzioni tecnologiche proprie.
L’Autorità ha contestualmente anche avviato un sub procedimento per l’eventuale adozione di misure cautelari.
Con delibera del 27 luglio 2021 AGCM ha chiuso il procedimento cautelare, ritenendo che le iniziative e le modifiche all’accordo nel
frattempo proposte da parte di TIM e di DAZN siano idonee, allo stato, a impedire che durante il procedimento di accertamento si
produca un danno grave e irreparabile per la concorrenza.
Infatti, le misure suddette mirano, nel loro complesso, ad evitare possibili discriminazioni nella fruizione del servizio DAZN
riconducibili alla sua attivazione da parte di utenti che utilizzano servizi di connessione internet diversi da quelli offerti da TIM.
Inoltre, è stato modificato l’accordo tra TIM e DAZN al fine di garantire a DAZN una piena libertà nell’applicare sconti e promozioni.
TIM si è anche impegnata a fornire a DAZN un quantitativo sufficiente di set-top-box white label per garantire anche ai clienti di
DAZN la visione sul digitale terrestre delle partite in caso di problemi di connessione.
TIM, infine, si è impegnata a fornire servizi wholesale agli OAO interessati per la gestione di picchi di traffico derivanti da
trasmissioni dati live, a prescindere dalla tipologia di contenuti trasportati.
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Il 29 ottobre 2021 TIM ha presentato ad AGCM una proposta di impegni al fine di risolvere le preoccupazioni concorrenziali oggetto
dell’istruttoria e addivenire alla chiusura del procedimento senza l’accertamento di alcuna infrazione e quindi senza l’irrogazione di
sanzione.
Il 14 dicembre 2021 AGCM ha deliberato la pubblicazione, sul sito internet della stessa Autorità, della proposta di impegni succitata
in quanto tali impegni appaiono, nel loro complesso, non manifestamente infondati e tali da rimuovere le restrizioni alla
concorrenza ipotizzate nel provvedimento di avvio dell’istruttoria in questione.
Il 5 gennaio 2022 con la succitata pubblicazione sul sito internet di AGCM ha preso avvio il c.d. market test.
Il termine per le controdeduzioni e la proposta di eventuali modifiche accessorie agli impegni presentati da TIM e DAZN viene
fissato al 7 marzo 2022.
Il 23 febbraio 2022 TIM e DAZN vengono convocati separatamente in audizione dagli Uffici di AGCM. Nel corso dell’audizione, gli
Uffici comunicano a TIM – e successivamente confermano nel verbale dell’audizione – che il Collegio, in un’adunanza tenutasi il 15
febbraio, riteneva necessarie alcune modifiche “accessorie” al fine dell’approvazione degli impegni presentati.
TIM e DAZN provvedono il 4 marzo 2022 a richiedere una proroga del termine per la presentazione di osservazioni, anche in
considerazione delle novità emerse il 23 febbraio. Il nuovo termine viene fissato al 23 marzo 2022.
In data 22 marzo 2022 TIM rappresenta all’Autorità che le ulteriori modifiche ritenute necessarie dal Collegio al fine
dell’approvazione degli impegni avrebbero comportato un completo stravolgimento del contenuto e dell’equilibrio economico degli
accordi sottoscritti da TIM e DAZN, tale da non rendere più perseguibile il modello di business ipotizzato. Nel contempo TIM
rendeva noto all’Autorità l’avvio di negoziazioni con DAZN aventi come possibile oggetto la revisione della clausola di esclusiva
della distribuzione, che costituisce il principale oggetto dell’attività istruttoria dell’Autorità. Considerata la complessità delle
negoziazioni, TIM richiedeva una proroga di ulteriori 30 giorni per la presentazione di osservazioni. La proroga veniva accordata e il
nuovo termine fissato al 23 aprile 2022.
Il 20 aprile 2022 DAZN e TIM, in considerazione del protrarsi delle trattative, anche a causa della complessità e rilevanza economica
di quanto oggetto di negoziazione, richiedevano un’ulteriore proroga. Il nuovo termine veniva fissato al 9 maggio 2022.
Il 9 maggio 2022 TIM informava l’Autorità di aver manifestato a DAZN la propria disponibilità a rinunciare all’esclusività del rapporto
di distribuzione dei diritti calcio della Serie A, come attualmente disciplinato dal Deal Memo, con la conseguente facoltà per DAZN
di distribuire tali diritti anche attraverso operatori terzi e che, a fronte della disponibilità alla rinuncia a tale diritto, le Parti avevano
avviato una negoziazione per la revisione dell’impegno economico contrattualmente previsto a carico di TIM.
Il 7 giugno 2022 l’Autorità disponeva il rigetto degli impegni presentati, i quali "appaiono, sia complessivamente sia singolarmente
considerati, inidonei a far venire meno i profili anticoncorrenziali individuati nella delibera di avvio dell’istruttoria, in quanto non
suscettibili di risolvere le preoccupazioni concorrenziali evidenziate nel provvedimento di avvio, laddove non si sono tradotti in
modifiche contrattuali condivise, tali da eliminare le criticità concorrenziali" evidenziate dall’Autorità.
Sempre il 7 giugno 2022 l’Autorità disponeva il differimento del termine per la conclusione del procedimento al 31 marzo 2023.
Il 2 agosto 2022 TIM ha informato l’Autorità antitrust del raggiungimento di un nuovo accordo con DAZN, in forza del quale
quest’ultima ha la facoltà di distribuire i diritti del calcio tramite qualsiasi terza parte, superando il previgente regime di esclusiva a
favore di TIM.
Il 20 gennaio 2023 è stata notificata la comunicazione delle risultanze istruttorie (CRI).
AGCM ritiene che l’accordo del 27 gennaio 2021 (Deal Memo) abbia un contenuto ed abbia prodotto effetti anticoncorrenziali per
tutta la sua durata (fino cioè alla sottoscrizione del nuovo accordo del 3 agosto 2022).
Il 31 gennaio 2023 AGCM ha deliberato la proroga del termine di conclusione del procedimento al 31 maggio 2023.
TIM ha depositato la propria memoria difensiva il 28 marzo 2023 mentre l’audizione finale presso l’Autorità si è tenuta il 4 aprile
2023.
Il 18 aprile 2023 AGCM ha deciso di prorogare ulteriormente il termine di conclusione del procedimento al 30 giugno 2023 in ragione
della complessità delle argomentazioni difensive svolte dalle Parti nelle memorie presentate.
Il 28 giugno 2023 AGCM ha deliberato che le condotte attuate da TIM e DAZN costituiscono un’intesa restrittiva della concorrenza
in violazione dell’articolo 101 TFUE (nel seguito il “Provvedimento AGCM”).
Tuttavia, l’intesa, con particolare riferimento all’esclusiva, è durata solamente un mese circa, mentre i suoi effetti potenzialmente
restrittivi della concorrenza sono stati sterilizzati dal tempestivo avvio del procedimento istruttorio da parte dell’Autorità avvenuto
il 6 luglio 2021.
Il contestuale sub-procedimento cautelare, intervenuto a ridosso dell’avvio della prima stagione calcistica del triennio 2021-2024,
ha infatti impedito il prodursi degli effetti dell’intesa, in quanto ad inizio agosto 2021 TIM e DAZN hanno interrotto l’applicazione
delle clausole contrattuali contestate adottando misure volontarie. L’originario accordo è stato poi sostituito da un nuovo
contratto, stipulato nell’ agosto 2022, nel quale veniva meno del tutto l’esclusiva, eliminando così alla radice le preoccupazioni
concorrenziali sottese alla sussistenza dell’esclusiva di distribuzione.
Conseguentemente, alla luce anche delle circostanze attenuanti riconosciute, AGCM ha comminato a TIM una sanzione pecuniaria
di 760.776,82 euro e a DAZN una sanzione pecuniaria di 7.240.250,84 euro.
Il 20 settembre 2023 TIM ha pagato la sanzione con riserva in considerazione del ricorso avverso il provvedimento di soccombenza
che la Società ha presentato al TAR del Lazio.
L’11 maggio 2024 il TAR Lazio ha respinto i ricorsi di TIM e DAZN per l’annullamento del Provvedimento AGCM e, senza annullare il
predetto Provvedimento AGCM (che continuerà dunque a essere efficace fino all’eventuale modifica da parte della stessa AGCM),
ha dichiarato il dovere dell’AGCM di procedere alla riadozione del provvedimento, in conformità a quanto previsto nella sentenza
del TAR Lazio.
In estrema sintesi  il TAR Lazio  ha valorizzato il seguente motivo comune ai ricorsi di Sky e Fastweb: secondo la CRI l’intesa vietata
avrebbe avuto effetti sul mercato dal 27 gennaio 2021 al 4  agosto 2022, mentre il Provvedimento ha ridotto il periodo di durata
della violazione dal 1° luglio 2021, data in cui ha avuto inizio la commercializzazione dei diritti sulla base del Deal Memo, sino
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all’attuazione ad inizio agosto 2021 delle misure volontarie adottate da TIM e DAZN nell’ambito del sub-procedimento cautelare.
Sussisterebbe, perciò, la contraddittorietà del Provvedimento AGCM rispetto alla CRI, senza che il Collegio abbia adeguatamente
motivato la propria decisione di discostarsi dalle risultanze istruttorie. TIM ha deciso di procedere con il ricorso in appello che è stato
notificato a tutte le parti coinvolte. Con ordinanza pubblicata in data 4 ottobre 2024, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di
sospensiva avanzata da TIM e con sentenza pubblicata in data 19 giugno 2025, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di TIM.
Il 12 novembre 2024, a seguito della sentenza del TAR 09315/2024 del 11 maggio scorso che ha accertato un difetto di motivazione
nella decisione iniziale dell’AGCM, l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/1990
(I857C) volto a rideterminare la durata dell’infrazione di cui al procedimento I857.
Nella sua adunanza del 24 giugno 2025 AGCM ha deliberato la proroga del termine di conclusione del procedimento al 31 dicembre
2025.
In data 24 settembre 2025 AGCM ha notificato a TIM la Comunicazione delle Risultanze Istruttorie (CRI) fissando per l'11 novembre
l’audizione finale. Il 2 gennaio 2026 AGCM ha notificato a TIM il provvedimento finale. L’Autorità ha esteso la durata dell’intesa
determinandola tra il 27 gennaio 2021 e il 3 agosto 2022. Ciononostante, l’importo originario della sanzione pari a 760.776,82 euro è
stato confermato. La sanzione era già stata pagata il 20 settembre 2023. TIM ha presentato ricorso.
Wind Tre S.p.A. – I857
Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano, notificato nel mese di gennaio 2024, l’operatore Wind Tre S.p.A. ha chiesto di
condannare TIM S.p.A. e DAZN limited, in solido tra loro, a risarcire a Wind Tre S.p.A. il danno da questa asseritamente subito per
effetto della pretesa violazione da parte delle convenute dell’art. 102 TFUE (abuso di posizione dominante), per aver sottoscritto tra
di loro nel gennaio 2021 un accordo (il c.d. Deal Memo) da cui – a parere dell’attore – sarebbero derivati danni da quantificarsi in
69.803.012,00 euro .
Inoltre, Wind Tre S.p.A. chiede anche la condanna di TIM S.p.A. al risarcimento del danno asseritamente derivante da campagne
pubblicitarie dirette secondo l’attore a suggerire alla clientela che la sottoscrizione del servizio FTTH di TIM, o l’adesione all’offerta
TIMVISION, rappresentassero l’unico mezzo per potere accedere ai contenuti del servizio DAZN, da quantificarsi in 10.266.377,00
euro.
In data 29 aprile 2024, TIM ha depositato la comparsa di costituzione e risposta in cui ha richiesto il rigetto delle pretese di Wind e
la sospensione del giudizio in attesa della pronuncia del TAR Lazio in merito alla richiesta di annullamento di TIM e DAZN del
provvedimento adottato dall’AGCM in data 28 giugno 2023 (con cui l’AGCM ha deliberato che le condotte attuate da TIM e DAZN
con la sottoscrizione del Deal Memo costituiscono un’intesa restrittiva della concorrenza).  La prima udienza è stata fissata
inizialmente per l’8 luglio 2024 e successivamente spostata all’11 marzo 2025. Con Ordinanza del 28 febbraio 2025, il Tribunale di
Milano ha disposto d’ufficio l’ulteriore spostamento della prima udienza al 10 settembre 2025 e poi successivamente al 15 ottobre
2025.
All’udienza del 15 ottobre 2025, la causa è stata rinviata al 12 maggio 2026.
Procedimento Antitrust I874
In data 17 dicembre 2024, l’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha deliberato l’avvio di un procedimento
istruttorio finalizzato a valutare l’eventuale portata anti-competitiva di alcune clausole contrattuali contenute nell’accordo tra TIM
e FiberCop (cd. Master Service Agreement) avente ad oggetto la disciplina dei rapporti tra le succitate entità conseguente alla
cessione delle attività relative alla rete fissa da TIM a FiberCop.
Nel corso del mese di giugno 2025, TIM e FiberCop hanno presentato Impegni ai sensi dell’articolo 14-ter della legge n. 287/1990,
consistenti in misure volte a superare le preoccupazioni concorrenziali sollevate dall’Autorità in fase di avvio del procedimento.
In data 30 luglio 2025, l’Autorità, ritenendoli non manifestamente infondati e riservandosi di svolgere ogni ulteriore valutazione in
merito all’idoneità degli impegni a rimuovere le restrizioni alla concorrenza, ha proceduto alla loro pubblicazione sul proprio sito
internet avviando in tal modo la fase di market test, ossia chiedendo al mercato eventuali osservazioni che sarebbero dovute
pervenire entro il 30 settembre 2025.
Il termine del market test è stato successivamente prorogato all’ 8 ottobre 2025 e quello per le repliche di TIM e FiberCop al 7
novembre 2025.
Il procedimento avrebbe dovuto concludersi entro il 31 gennaio 2026. Il 27 gennaio 2026 AGCM ha deliberato di prorogare il termine
di conclusione del procedimento al 18 febbraio 2026.
Il 23 febbraio 2026, l’Autorità ha pubblicato il provvedimento di chiusura del procedimento con cui ha accettato, e quindi reso
obbligatori, gli impegni proposti da TIM e FiberCop, avendoli ritenuti idonei a rimuovere le preoccupazioni concorrenziali che
avevano portato all'avvio del procedimento.
Il procedimento si è quindi chiuso senza accertamento dell’infrazione.
Gli Impegni riguardano la durata ed il perimetro dell’esclusiva tra TIM e FiberCop, il meccanismo di intermediazione di FiberCop
nelle scelte di migrazione della clientela di TIM, le modalità di applicazione degli sconti ed i diritti d’uso dei collegamenti in fibra
utilizzati da TIM nell’offerta ai propri clienti business. Le Parti dovranno predisporre e trasmettere in Autorità una relazione
sull’attuazione degli impegni assunti entro 6 mesi. L’Autorità si è riservata di rivedere la congruità degli impegni, alla luce delle
condizioni di mercato, al più tardi decorsi 2 anni dalla notifica del provvedimento.
Servizio Universale
Con decisione pubblicata nel mese di luglio 2015, il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello proposto da AGCOM e TIM avverso la
sentenza del TAR Lazio in tema di finanziamento degli obblighi di Servizio Universale per il periodo 1999-2003. Con tale sentenza il
giudice amministrativo ha accolto i ricorsi proposti da Vodafone annullando le delibere AGCOM nn. 106, 107, 109/11/CONS di
rinnovazione dei procedimenti relativi, che includevano anche Vodafone tra i soggetti tenuti al contributo, per un importo di circa
38 milioni di euro. La sentenza, in sostanza, afferma che l’Autorità non ha dimostrato quel certo grado di “sostituibilità” tra
telefonia fissa e mobile propedeutica all’inclusione dei gestori mobili tra i soggetti tenuti a remunerare il costo del servizio
universale, ciò che comporta per l’AGCOM la necessità di emettere un nuovo provvedimento. TIM ha presentato istanza di
rinnovazione all’AGCOM e ricorso in Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato (la Cassazione ha poi ritenuto
inammissibile tale ricorso).
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Nel mese di aprile 2016, Vodafone ha proposto ricorso dinanzi al Consiglio di Stato contro il Ministero dello Sviluppo Economico
(MISE) e nei confronti di TIM, per l’ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato. Tale ricorso si riferisce alla delibera AGCOM n.
109/11/CONS (annualità 2003 per la quale Vodafone aveva versato la somma di circa 9 milioni di euro a titolo di contributo di cui
chiede la restituzione).
Il Consiglio di Stato, con la sentenza di novembre 2016, ha rigettato il ricorso rinviando al TAR la decisione sulle modalità di
ottemperanza. Nel mese di febbraio 2017, Vodafone ha presentato al TAR Lazio quattro nuovi ricorsi contro il MISE e nei confronti
di TIM per l’ottemperanza della sentenza, confermata in secondo grado, di annullamento delle delibere per le annualità 1999-2003
e la restituzione dei citati importi di circa 38 milioni di euro già versati al MISE a titolo di contributo.
Il TAR, con sentenze del giugno 2018, ha rigettato tutti ricorsi per l’ottemperanza proposti da Vodafone affermando
espressamente, così come chiesto da TIM, l’obbligo in capo all’Autorità di rinnovare i procedimenti con particolare riguardo alla
determinazione dell’entità del grado di sostituibilità tra fisso e mobile. Le quattro sentenze sono state impugnate da Vodafone
innanzi al Consiglio di Stato, il quale con decisione dell’ottobre del 2019 ha accolto l’appello di Vodafone affermando l’obbligo
restitutorio delle somme in questione in capo a TIM.
Con delibera n. 263/20/CIR, AGCOM ha avviato il procedimento per la rinnovazione dell’istruttoria relativa alla iniquità del costo
netto del servizio universale per gli anni 1999-2009. e la ripartizione degli oneri del contributo. Vodafone ha impugnato dinanzi al
TAR la predetta delibera. Il procedimento di rinnovazione si è concluso con la delibera 18/21/CIR che ha sostanzialmente
confermato lo schema di provvedimento. Questa stessa delibera è stata impugnata al TAR da TIM esclusivamente per le annualità
1999 e 2000, mentre Vodafone, Wind e Fastweb hanno impugnato con motivazioni opposte la delibera in ordine a tutte le
annualità interessate. Con sentenze pubblicate nel mese di febbraio 2022, la delibera 18/21/CIR è stata parzialmente annullata,
infatti il TAR ha respinto la censura principale con cui si denunciava l’esaurimento del potere di rinnovazione e accolto il solo motivo
incentrato sulla presunta irragionevolezza della soglia prevista da AGCOM per l’analisi di iniquità seconda facie. Fastweb, Vodafone,
Wind, AGCOM e la stessa TIM hanno appellato di fronte al Consiglio di Stato la sentenza del TAR; le relative udienze di merito sono
state fissate per il 4 aprile e 27 aprile 2023. All’esito dell’udienza del 4 aprile 2023 il relativo giudizio è stato trattenuto in decisione. Il
18 aprile 2023 il CdS ha emanato un’ordinanza collegiale con la quale ha rimesso alla Corte di Giustizia UE alcune questioni
pregiudiziali.
La Corte di Giustizia UE con sentenza pubblicata in data 19 settembre 2024 ha accolto le tesi difensive di TIM e rigettato le tesi di
Vodafone stabilendo che: i) non è necessaria la prova di un certo grado di sostituibilità fisso/mobile ai fini della partecipazione degli
operatori mobili al meccanismo di ripartizione di un onere iniquo, ii) spetta agli stati membri stabilire i criteri per valutare l’iniquità
dell’onere. L’udienza per i giudizi sospesi avanti il Consiglio di Stato in attesa della decisione della Corte di Giustizia è stata fissata al
8 maggio 2025.
I suddetti giudizi sono stati, quindi, definiti con sentenze del 20 e del 26 maggio 2025 le quali hanno rigettato tutti i motivi di ricorso
principale e incidentale, ad eccezione di quello proposto da Vodafone con il quale si contestavano le modalità della analisi di
iniquità di seconda facie e, più nel dettaglio, il valore-soglia dell’iniquità individuato da AGCOM. Il 30 settembre con Delibera 41/25/
CIR è stato disposto da AGCOM l’avvio del procedimento concernente il riesame della iniquità del costo netto del servizio universale
per gli anni 1999-2009.
Contenzioso per “Conguagli su canoni di concessione” per gli anni 1994-1998
In ordine ai giudizi promossi negli anni scorsi relativi alla richiesta di pagamento, da parte del Ministero delle Comunicazioni, di
conguagli su quanto versato a titolo di canone di concessione per gli anni 1994-1998 (per un importo complessivo di 113 milioni di
euro), il TAR Lazio ha respinto il ricorso della Società avverso la richiesta di conguaglio sul canone per l’esercizio 1994 per un
importo di circa 11 milioni di euro, di cui 9 milioni di euro a fronte di fatturato non percepito per perdite su crediti. TIM ha proposto
ricorso in appello. All’esito del giudizio, con sentenza di dicembre 2019, il Consiglio di Stato ha accolto in parte la tesi di TIM,
stabilendo il principio secondo cui avrebbero potuto essere dedotti dalla base imponibile per il calcolo del canone concessorio i
crediti riferiti all’annualità 1994 non riscossi per causa non imputabile al gestore. Poiché il MISE non ha dato seguito alle
sollecitazioni di TIM finalizzate ad ottenere l’ottemperanza alla sentenza, TIM ha proposto un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato
per mancata esecuzione del giudicato, ma con sentenza datata aprile 2022 la domanda di ottemperanza proposta da TIM è stata
respinta. Avverso tale sentenza TIM ha presentato ricorso per revocazione al Consiglio di Stato, che con sentenza 3318/2023 è stato
dichiarato inammissibile.
Con due ulteriori sentenze il TAR Lazio, ribadendo le motivazioni già espresse in precedenza, ha respinto anche i ricorsi con i quali la
Società ha impugnato le richieste di conguagli per canoni di concessione relativi agli anni 1995 e 1996-1997-1998, per un importo di
circa 46 milioni di euro. Anche per queste sentenze TIM ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Con sentenza pubblicata ad aprile
2022 il Consiglio di Stato ha ribadito i principi già fissati per l’esercizio 1994, e cioè che i crediti divenuti irrecuperabili per causa non
imputabile al gestore, correttamente gestiti a livello contabile, bilancistico e fiscale, potevano essere dedotti dalla base imponibile
per il calcolo del canone concessorio.
Con riferimento al conguaglio del canone 1998 (pari a circa 41 milioni di euro), il TAR Lazio con ordinanza del dicembre 2018 ha
sospeso il giudizio, sollevando due questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia UE sulla corretta portata della direttiva comunitaria
CE n. 97/13 (in materia di autorizzazioni generali e licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione alla base del
contenzioso sul canone 1998 attualmente pendente dinanzi alla corte di appello di Roma ed illustrato in un successivo paragrafo).
Le questioni pregiudiziali si basavano, tra l’altro, sul quesito posto alla Corte di Giustizia in ordine al possibile contrasto tra la citata
Direttiva CE 97/13 e le norme nazionali, che avevano prorogato per il 1998 l’obbligo di pagamento del canone (commisurato ad una
porzione del fatturato) a carico dei concessionari di telecomunicazioni, nonostante l’intervenuto processo di liberalizzazione. Con
sentenza di marzo 2020, la Corte di Giustizia UE ha ritenuto che il sistema normativo comunitario debba essere interpretato nel
senso che esso non consenta a una normativa nazionale di prorogare per l’esercizio 1998 l’obbligo imposto a un’impresa di
telecomunicazioni, precedentemente concessionaria (come TIM), di versare un canone calcolato in funzione del fatturato e non
solo dei costi amministrativi connessi al rilascio, alla gestione, al controllo e all’attuazione del regime di autorizzazioni generali e di
licenze individuali. La Corte ha, tra l’altro, affermato che il Consiglio di Stato giudicando nella sentenza n. 7506/2009 che il canone
imposto per il 1998 a TIM, titolare di un’autorizzazione esistente alla data di entrata in vigore della Direttiva 97/13, fosse dovuto, ha
interpretato il diritto nazionale in un senso incompatibile con il diritto dell’UE, quale interpretato dalla Corte nella sua sentenza del
21 febbraio 2008. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE il giudizio sul conguaglio del canone del 1998 è stato riassunto
dinanzi al TAR Lazio che, con sentenza del febbraio scorso, ha dichiarato improcedibile il ricorso di TIM per una motivazione di
carattere processuale, e cioè in ragione della prevalenza del giudicato formale rappresentato dalla sentenza n. 7506/09; sul piano
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sostanziale invece la sentenza della Corte di Giustizia UE ha accertato nuovamente l’illegittimità comunitaria della pretesa
creditoria della Pubblica Amministrazione di ottenere il pagamento del canone del 1998 e di conseguenza del conguaglio. La
società ha impugnato la sentenza del TAR Lazio al Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato, all’esito dell’udienza pubblica del 4 dicembre 2024, ha sospeso il giudizio fino alla definizione del ricorso per
cassazione proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Roma
che, con riferimento al canone di concessione del 1998, ha accolto la domanda di TIM. All’esito della sentenza della Cassazione
(n.33241/25 pubblicata il 19 dicembre 2025) che ha rigettato il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata depositata
l’istanza di fissazione dell’udienza di merito del giudizio sul conguaglio canone concessione 1998. Tale udienza è stata fissata in
data 15 aprile 2026.
Brasile - arbitrato Opportunity
Nel maggio 2012, TIM e Telecom Italia International N.V. (oggi fusa in Telecom Italia Finance) hanno ricevuto la notifica di un
procedimento arbitrale promosso dal gruppo Opportunity per il risarcimento di danni asseritamente subiti per la presunta
violazione di un accordo transattivo firmato nel 2005. Nella prospettazione di parte attrice, i danni sarebbero riconducibili a
circostanze emerse nell'ambito dei procedimenti penali innanzi al Tribunale di Milano aventi, fra l'altro, a oggetto attività illecite
poste in essere da ex dipendenti di TIM.
Conclusasi la fase istruttoria, nel mese di novembre 2014 si è tenuta l’udienza di discussione, a seguito della quale le parti hanno
depositato le proprie memorie conclusionali in vista della decisione del caso.
Nel mese di settembre 2015, il Tribunale Arbitrale ha dichiarato la chiusura del procedimento in vista del deposito del lodo.
Nel settembre 2016 la Corte ICC ha comunicato alle parti il lodo, mediante il quale il Tribunale Arbitrale ha respinto tutte le pretese
del gruppo Opportunity e ha deciso per la compensazione fra le parti delle spese legali, per gli esperti e amministrative (il “Lodo
2016”).
Ad aprile 2017 il gruppo Opportunity ha presentato appello contro il Lodo 2016 dinanzi alla Corte d’Appello di Parigi.
Nel novembre 2017, TIM e Telecom Italia Finance hanno ricevuto dal Segretariato della Corte Internazionale di Arbitrato dell'ICC la
notifica di una Richiesta per la Revisione dello stesso Lodo 2016 depositata dal gruppo Opportunity, al fine di ottenere l’emissione di
un nuovo lodo. Successivamente, è stato costituito il Tribunale Arbitrale.
Ad ottobre 2018, TIM e Telecom Italia Finance hanno chiesto la sospensione del procedimento pendente di fronte alla Corte
d’Appello di Parigi, in ragione della pendenza del procedimento di revisione di fronte al Tribunale Arbitrale ICC sullo stesso Lodo
2016. A novembre 2018, la Corte d’ Appello di Parigi ha sospeso il procedimento fino alla decisione del Tribunale Arbitrale nel
procedimento di revisione.
Relativamente al procedimento di revisione del Lodo 2016, ad ottobre 2019, si è tenuta a Parigi l’udienza di discussione. Ad agosto
2020, il Tribunale Arbitrale ha emesso il lodo rigettando la Richiesta di Revisione presentata dal gruppo Opportunity (il “Lodo
2020”). A dicembre 2020, il gruppo Opportunity ha presentato appello contro il Lodo 2020 dinanzi alla Corte d’Appello di Parigi. A
maggio 2021, il gruppo Opportunity ha chiesto alla Corte d’Appello di Parigi la riassunzione del procedimento iniziato contro il Lodo
2016.  Successivamente, il gruppo Opportunity, TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato le proprie memorie nei due
procedimenti pendenti dinanzi la Corte d’Appello di Parigi, rispettivamente contro il Lodo 2016 e contro il Lodo 2020. In data 8
gennaio 2024 si è tenuta, di fronte alla Corte d’Appello di Parigi, l’udienza di discussione per entrambi i procedimenti di appello.
Con decisione del 2 maggio 2024 la Corte d’Appello di Parigi ha ritenuto di annullare il Lodo 2016 per motivi inerenti alla
partecipazione al collegio arbitrale di un componente considerato dalla Corte in conflitto d’interessi. In pari data, con separato
provvedimento, la Corte ha disposto la riapertura del procedimento del Lodo 2020.
Il 20 giugno 2024 TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato ricorso in Cassazione contro alla sentenza di annullamento del
Lodo 2016.
Il 24 giugno 2024 sono state formulate le osservazioni sulle conseguenze dell’annullamento del Lodo 2016 sulla richiesta afferente
al Lodo 2020, il cui relativo procedimento è ancora pendente.
Il 3 settembre 2024, la Corte d’Appello di Parigi ha rigettato la richiesta di Opportunity di annullamento del Lodo 2020 a seguito
dell'annullamento del Lodo 2016. Il relativo procedimento è pertanto sospeso fino all'esito del giudizio avviato dinanzi alla Corte di
Cassazione e il Lodo 2020 rimane valido.
Il 20 dicembre 2024 TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato la memoria nel procedimento di Cassazione volto a ribaltare la
decisione della Corte d'Appello di Parigi che ha annullato il Lodo 2016.
La Corte di Cassazione in data 21 gennaio 2026, ha confermato la decisione della Corte d’Appello di annullamento del Lodo 2016
per motivi inerenti alla partecipazione al collegio arbitrale di un componente considerato dalla Corte in conflitto d’interessi.
Iliad (winback)
Con atto di citazione notificato nel corso del primo trimestre 2020, Iliad Italia S.p.A. ha convenuto TIM dinanzi al Tribunale di Milano
per presunte condotte anticoncorrenziali, adottate anche tramite il marchio Kena Mobile, asseritamente volte ad ostacolarne
l’ingresso ed il consolidamento nel mercato della telefonia mobile in Italia, avanzando pretese risarcitorie per almeno 71,4 milioni di
euro.
TIM si è costituita in giudizio sia contestando integralmente le richieste di Iliad Italia S.p.A. sia proponendo a sua volta domanda
riconvenzionale ai sensi dell’art. 2598 c.c., con riferimento alle condotte denigratorie poste in essere da Iliad Italia S.p.A. nei
confronti di TIM, e formulando simmetricamente richiesta risarcitoria di danni. Nella prima memoria istruttoria Iliad ha aggiornato
le proprie pretese risarcitorie portandole a 242,8 milioni di euro e successivamente a 292,8 milioni di euro
Il giudizio si è chiuso con sentenza del 25 settembre 2023 senza riconoscimento di danno in favore di Iliad, la domanda
riconvenzionale di TIM è stata dichiarata inammissibile.
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Con atto di citazione in appello notificato il 15 dicembre 2023 Iliad ha chiesto la parziale riforma della sentenza di primo grado
chiedendo tra le altre cose la condanna di TIM all’integrale risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito da Iliad,
per un importo non inferiore a 292,8 milioni di euro.
In data 17 aprile 2024 TIM si è costituita in giudizio presentando anche appello incidentale. All’udienza dell’8 maggio 2024 il Giudice
si è riservato di decidere sulle istanze istruttorie. Con provvedimento del 29 maggio 2024 il Giudice, a scioglimento della riserva
assunta all’udienza dell'8 maggio 2024, rilevato che parte appellante risultava aver riprodotto in appello parte dei documenti 
prodotti in primo grado esclusivamente su chiavetta USB e che tuttavia la suddetta chiavetta USB non era consultabile, in quanto
protetta da una password che non risultava comunicata, ritenuto di dover procedere all’acquisizione della password e al
conseguente accesso alla chiavetta USB nel contraddittorio tra le parti, ha rinviato per la comparizione delle parti all'udienza dell'11
settembre 2024. All’udienza dell’11 settembre 2024, il Giudice si è riservato di decidere sulle istanze istruttorie.
Con ordinanza del 14 ottobre 2024 è stata fissata l’udienza del 30 aprile 2025 per la rimessione della causa in decisione.
Nell’udienza del 30 aprile 2025 il Consigliere Istruttore, dato atto del deposito degli scritti conclusivi, ha rimesso la causa al Collegio
per la decisione. Con sentenza pubblicata il 25 giugno 2025, la Corte di Appello ha respinto integralmente il ricorso di Iliad. In data
30 settembre 2025 è scaduto il termine per presentare ricorso in Cassazione. Non essendo stato presentato alcun ricorso la
sentenza è passata in giudicato.
Iliad (vincoli di durata e costi di recesso)
Con atto di citazione notificato a settembre 2021, Iliad Italia S.p.A. ha convenuto TIM dinanzi al Tribunale di Milano per la asserita
applicazione alla clientela di condizioni contrattuali illecite in termini di vincoli temporali ed oneri economici di recesso con
riferimento ad offerte di telefonia mobile e fissa, con conseguente richiesta di condanna di TIM al risarcimento del danno al
momento quantificato in 120,4 milioni di euro.
L’udienza per la precisazione delle conclusioni originariamente fissata per il 28 maggio 2024 è stata dapprima rinviata al 10 giugno
2025 e poi al 16 dicembre 2025. In data 15 dicembre 2025 il Giudice ha comunicato un ulteriore rinvio dell’udienza di precisazione
delle conclusioni al 26 maggio 2026.
Fastweb (migrazione ATM Ethernet)
Con atto di citazione notificato a dicembre 2021 TIM ha convenuto Fastweb dinanzi al Tribunale di Milano, chiedendo di accertare e
dichiarare che Fastweb non ha raggiunto gli obiettivi minimi di migrazione dalla tecnologia bitstream ATM alla tecnologia
bitstream Ethernet in nessuna delle 30 Aree di Raccolta in cui è suddiviso il territorio nazionale entro i termini previsti dalla
regolamentazione di settore e dal piano di migrazione concordato tra le parti; accertare e dichiarare che TIM ha pertanto diritto a:
(a) stornare a Fastweb i benefici economici relativi a tale migrazione, già concessi retroattivamente a partire dal 12 aprile 2016, e
(b) ottenere da Fastweb i corrispettivi per la banda ATM previsti dal contratto concluso tra le parti e dalle Offerte di Riferimento
vigenti ratione temporis; (c) per l’effetto, dichiarare tenuta e condannare Fastweb a corrispondere a TIM l’importo complessivo di
79.240.329,47 euro (o il diverso importo, anche maggiore, accertato in corso di causa).
Fastweb si è costituita in giudizio avanzando una domanda riconvenzionale per abuso di posizione dominante e inadempimento
contrattuale. La domanda di Fastweb è essenzialmente fondata su asseriti ritardi nella realizzazione della copertura Ethernet.
Controparte lamenta un danno di circa 81,4 milioni di euro. Il G.I., avendo constatato che la domanda riconvenzionale avanzata da
Fastweb sembra esorbitare dal profilo dell’inadempimento contrattuale e che, in tal caso, potrebbe affermarsi la competenza della
Sezione specializzata imprese, ha rimesso il fascicolo al Presidente di sezione per le opportune valutazioni. Il Presidente di sezione
ha trasmesso il fascicolo al Presidente della Sezione specializzata imprese. L’udienza di prima comparizione si è svolta il 14
dicembre 2022. L'udienza per l’eventuale ammissione delle istanze istruttorie è stata rinviata al 13 giugno 2023. A seguito del
deposito delle memorie istruttorie Fastweb ha aggiornato la quantificazione del danno asseritamente patito per effetto delle
condotte illecite di TIM, portandola a circa 101,1 milioni di euro (di cui 13,2 milioni di euro subordinati all’accoglimento della
domanda principale di TIM).
All’udienza del 13 giugno 2023, il G.I. si è riservato. A scioglimento della riserva il G.I. ha disposto la CTU e fissato l’udienza di
conferimento dell’incarico e giuramento del (o dei) CTU per il 21 novembre 2023. L’udienza per l’esame della CTU è fissata al 17
giugno 2025.
Il CTU ha sottoposto al G.I. una nuova istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato peritale. Il G.I. ha accolto l’istanza
e ha prorogato il termine per il deposito dell’elaborato al 16 ottobre 2025 e fissato l’udienza per la discussione al 4 novembre 2025.
Con provvedimento del 24.9.2025, la causa è stata riassegnata ad altro giudice.
In data 15 ottobre 2025, il CTU ha sottoposto al nuovo G.I. un'ulteriore istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato
peritale. Il giudice ha concesso la proroga richiesta, fissando il termine del 15 aprile 2026, per il deposito della relazione definitiva del
CTU e l’ udienza di esame della CTU, per il 21 aprile 2026.
Iliad (INWIT)
Con atto di citazione notificato a luglio 2022 Iliad Italia S.p.A. ha convenuto Telecom, Vodafone e Infrastrutture Wireless Italiane
S.p.A. (“INWIT”) dinanzi al Tribunale di Milano, per accertare l’asserita illiceità delle condotte di INWIT, Telecom e Vodafone
consistenti nel rifiuto di consentire alla stessa Iliad di realizzare degli upgrade ai propri sistemi di trasmissione della telefonia mobile
installati su infrastrutture di proprietà di INWIT. Per l’effetto di tali condotte, Iliad ha chiesto che Telecom sia condannata, in solido
con INWIT e Vodafone, al risarcimento dei danni asseritamente subiti, che si è riservata di quantificare in corso di causa. L’udienza
di prima comparizione si è svolta il 5 aprile 2023, il Giudice si è riservato sull’eccezione di nullità dell’atto di citazione sollevata da
TIM. L’udienza di prima comparizione è stata differita all’11 ottobre 2023 a seguito dell’accoglimento dell’eccezione di nullità
dell’atto di citazione sollevata da TIM. All’udienza il Giudice ha fissato tre date per lo scambio di memorie tra le parti: 10 novembre
2023, 11 dicembre 2023 e 2 gennaio 2024. All’esito dell’udienza per la discussione sugli eventuali mezzi istruttori del 24 settembre
2024 il Giudice ha rinviato la causa per gli stessi incombenti all’udienza del 21 gennaio 2025. All’udienza del 21 gennaio 2025 le parti
hanno chiesto di comune accordo il rinvio della causa; la nuova udienza è fissata in data 23 settembre 2025. A seguito di accordo
transattivo tra le parti, il Tribunale di Milano ha dichiarato l’estinzione del giudizio in data 21 luglio 2025.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 25
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
352
VAS (Servizi a Valore Aggiunto) - Sequestro della Procura di Milano
In data 24 aprile 2024 è stata celebrata l’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Milano. La Corte era chiamata a pronunciarsi
sull’impugnazione presentata da TIM avverso il provvedimento del GIP di Milano con cui veniva disposto ai danni della Società il
sequestro sotto dettagliato.
All’esito della discussione, il Tribunale del Riesame di Milano, in accoglimento dell’impugnazione proposta dalla Società, con
provvedimento depositato il 26 aprile 2024, ha:
disposto l’annullamento del decreto di sequestro in favore della TIM per un importo di 248.941.282,30 euro; e
ordinato l’integrale restituzione di quanto in precedenza sequestrato a TIM.
In particolare si riepiloga di seguito gli elementi che hanno condotto al citato sequestro da parte della Procura di Milano.
In data 29 febbraio 2024, era stato notificato a TIM un provvedimento di sequestro che era stato emesso in data 8 febbraio 2024
dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano, col quale era stato disposto il sequestro preventivo delle somme giacenti sui conti
correnti intestati alla Società, per un importo complessivo di 248.941.282,30 euro.
Il provvedimento aveva ad oggetto una asserita frode informatica (art.640-ter cod.pen.) nel settore dei c.d. “VAS” (i.e. Servizi a
Valore Aggiunto) erogati da società terze chiamate CSP (i.e. “Content Service Provider”).
TIM non è indagata nel procedimento in oggetto, e che il reato in contestazione non rientra tra quelli che, ai sensi del d.lgs. n. 231
del 2001, potrebbero astrattamente costituire presupposto di illecito amministrativo, imputabile alla Società.
Con specifico riferimento a TIM, l’evidenza di un possibile fenomeno fraudolento nel settore emergeva solo nel 2019, in ragione del
significativo numero di disconoscimenti di servizi VAS registrati in tale anno.
In tale periodo, la Società ha denunciato detti eventi alla Procura della Repubblica di Roma, nel cui procedimento è stato
confermato il ruolo della Società quale persona offesa vittima del reato, procedimento poi archiviato.
Inoltre, la Società ha prontamente effettuato tutte le azioni necessarie finalizzate a neutralizzare il fenomeno delle illecite
attivazioni dei servizi VAS.
La Procura di Milano, in data 10 marzo 2025, ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini dal quale risulta confermato che TIM
non è indagata ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001, circostanza confermata dalla richiesta di rinvio a giudizio notificata in data 17
febbraio u.s..
Eutelsat S.A.
In data 4 luglio 2025, Eutelsat ha ottenuto dal Tribunale di Roma l'emissione di un decreto ingiuntivo (non immediatamente
esecutivo) per la somma di euro 13.396.500 (oltre interessi e spese di lite), corrispondenti ai corrispettivi asseritamente dovuti del
periodo novembre 2023 - gennaio 2025 con riferimento al “Service Agreement” per la fornitura di servizi satellitari (connessione a
internet a banda larga e ad alta velocità) stipulato tra TIM ed Eutelsat S.A in data 23 aprile 2021.
Con atto di citazione del 12 settembre 2025, TIM ha promosso opposizione avverso il predetto decreto ingiuntivo, chiedendo il
rigetto delle pretese svolte da Eutelsat e la risoluzione del contratto per inadempimento di Eutelsat (o, in subordine, la diminuzione
del corrispettivo in misura proporzionale agli inadempimenti lamentati) e contestualmente la condanna di Eutelsat al risarcimento
di tutti i danni subiti.
Con comparsa depositata in data 19 dicembre 2025, Eutelsat si è costituita in giudizio chiedendo il rigetto delle domande svolte da
TIM nonché la conferma del decreto ingiuntivo opposto. In via riconvenzionale, Eutelsat ha inoltre chiesto la condanna di TIM al
pagamento di circa 79 milioni di euro (ulteriori rispetto a quelli oggetto del decreto ingiuntivo opposto), corrispondente ai
corrispettivi contrattuali asseritamente maturati e maturandi fra il gennaio 2025 e la scadenza naturale del contratto (in via
subordinata, la medesima somma è stata richiesta a titolo di risarcimento dei danni).
L'udienza di prima comparizione è fissata al 23 aprile 2026.
b) Altre informazioni
Vivendi S.E.
In data 15 dicembre 2023, TIM S.p.A. ha ricevuto la notifica di un ordinario atto di citazione da parte dell’azionista Vivendi, nel quale
viene contestata la legittimità della delibera consiliare del 5 novembre 2023 di approvazione dell'operazione di cessione delle
attività relative alla rete fissa di TIM e delle partecipazioni detenute in FiberCop S.p.A. e Telenergia S.r.l. (“NetCo”), da parte di
Optics BidCo S.p.A. (società controllata da KKR). Vivendi non ha formulato alcuna richiesta cautelare, né ha chiesto di inibire in via
d’urgenza l’esecuzione della delibera e degli atti negoziali conseguenti. La Società si è costituita nel giudizio per contestare la
fondatezza delle argomentazioni e delle richieste formulate da Vivendi, confermando la legittimità delle deliberazioni assunte dal
Consiglio di Amministrazione e degli accordi sottoscritti con Optics BidCo.
Con sentenza del 14 gennaio 2025 il Tribunale di Milano ha dichiarato il ricorso proposto da Vivendi inammissibile per difetto di
interesse ad agire e difetto di legittimazione ad agire, condannando parte attrice a rimborsare circa euro 40.000 a TIM per le spese
legali sostenute. La sentenza è stata impugnata da Vivendi con atto di citazione notificato in data 13 febbraio 2025 e,
successivamente, Vivendi S.E. con atto di rinuncia ex art. 306 c.p.c. ha dichiarato di rinunciare all’azione e agli atti del giudizio di
appello.
Contenzioso canone di concessione per l’anno 1998
TIM ha convenuto in giudizio in sede civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il risarcimento del danno causato dallo Stato
Italiano attraverso la sentenza d’appello n. 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato in violazione, ad avviso della Società, dei
principi del diritto comunitario.
La domanda principale su cui si fonda l’azione trova il suo fondamento nella giurisprudenza comunitaria che riconosce il diritto di
far valere la responsabilità dello Stato rispetto alla violazione dei diritti riconosciuti dall’ordinamento comunitario e lesi da una
sentenza divenuta definitiva, rispetto alla quale nessun altro rimedio sia più esperibile. La pronuncia del Consiglio di Stato ha
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 25
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
353
definitivamente negato il diritto di TIM alla restituzione del canone di concessione per l’anno 1998 (pari a 386 milioni di euro per
Telecom Italia e 143 milioni di euro per ex TIM, oltre ad interessi), già negato dal TAR Lazio nonostante la pronuncia favorevole e
vincolante della Corte di Giustizia UE del mese di febbraio 2008. Tale pronuncia riguardava il contrasto tra la Direttiva CE 97/13 in
materia di autorizzazioni generali e licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione e le norme nazionali, che avevano
prorogato per il 1998 l’obbligo di pagamento del canone a carico dei concessionari di telecomunicazioni, nonostante l’intervenuto
processo di liberalizzazione. La Società ha poi proposto, nell’ambito del medesimo procedimento, una domanda subordinata di
risarcimento per fatto illecito ai sensi dell’art. 2043 c.c.. La pretesa risarcitoria è stata quantificata in circa 529 milioni di euro, oltre
interessi legali e rivalutazione. L’Avvocatura di Stato si è costituita in giudizio avanzando domanda riconvenzionale per pari
importo. L’azione è stata sottoposta a un vaglio di ammissibilità da parte del Tribunale, il quale ha dichiarato l’inammissibilità della
domanda principale di TIM (azione per danni per manifesta violazione del diritto comunitario ai sensi della legge 117/88). Detta
decisione è stata però riformata in appello, in senso favorevole alla Società. Nel mese di marzo 2015 il Tribunale di Roma ha
emesso la sentenza di primo grado dichiarando la domanda della società inammissibile.
TIM nel 2015 ha presentato appello avverso tale decisione ed il giudizio pende in fase di precisazione delle conclusioni. La Corte di
Appello ha fissato l’udienza di precisazione delle conclusioni per il 2 aprile 2019. Successivamente, senza che sia intervenuta alcuna
nuova attività processuale, la Corte di Appello ha apoditticamente rinviato prima nel 2020 e poi nel 2021 l’udienza di precisazione
delle conclusioni (da cui decorrono i termini per conclusioni e repliche che portano in tempi stretti alla emissione della sentenza). A
tali rinvii è seguito l’ultimo del 15 gennaio 2021 con fissazione della nuova udienza al 25 gennaio 2022.
Sulle questioni di fondo della causa si deve rilevare quanto segue:
sulla ritenuta incompetenza del Tribunale di Roma (oggetto della sentenza del Tribunale di Roma appellata da TIM) a giudicare
dell’azione di responsabilità dello Stato Italiano per attività di magistrati di vertice (nella specie, Consiglio di Stato), dalla quale
sarebbe derivata la dichiarata inammissibilità dell’azione ai sensi dell’art. 5 legge n. 117/1978 (vecchio testo) – si sono
pronunciate le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza 7 giugno 2018, n. 14842, confermando la competenza del
Tribunale di Roma e quindi la correttezza della scelta di TIM di radicare nel foro romano la sua azione legale;
sulla illiceità del comportamento dello Stato Italiano – e pertanto sulla responsabilità dello Stato–Giudice ai sensi della legge n.
117/1998 – si è ancora una volta pronunciata, decidendo sulla questione pregiudiziale sollevata dal TAR Lazio in altro giudizio
connesso, la Corte di Giustizia UE con sentenza 4 marzo 2020 in C-34/19, ribadendo che TIM non era tenuta al pagamento del
canone preteso dallo Stato per l’anno 1998, e pertanto confermando la manifesta violazione da parte del Consiglio di Stato del
diritto comunitario (anche perché in aperto spregio della decisione già resa dalla Corte di Giustizia UE il 21 febbraio 2008, in
C-296/06, come peraltro già statuito dalla stessa Corte di Appello di Roma, sez. I, con decreto 31 gennaio 2012 che ha sancito la
ammissibilità processuale della azione legale di TIM);
sulla questione del diritto alla ripetizione del canone versato per l’anno 1998 – si è pronunciata la Corte di Cassazione, con
sentenza 7 settembre 2020, n. 18603, respingendo il ricorso proposto dalla Presidenza del Consiglio avverso la sentenza con
quale la stessa Corte di Appello di Roma aveva accolto la domanda restitutoria proposta da Vodafone (pagamento del canone
relativo all’anno 1998) per il medesimo titolo in separato giudizio.
In sostanza, la società ha pagato il canone contestato nel 1998; ha prontamente impugnato dinanzi al giudice amministrativo il
provvedimento amministrativo che le aveva ingiustamente imposto tale pagamento; il giudizio amministrativo dinanzi al Consiglio
di Stato si è concluso negativamente nel 2009 (nonostante la richiamata sentenza di segno opposto della Corte di Giustizia
europea); il giudizio civile di primo grado si è concluso nel marzo 2015 con sentenza di rigetto per motivi di ammissibilità (risolti poi
nel senso indicato dalla società con la richiamata sentenza della Cassazione a Sezioni Unite n. 14842/18) e per oltre 6 anni dalla
sentenza di primo grado – passando di rinvio in rinvio – la sentenza di appello non  è stata  emessa.
La società ha esaminato i diversi scenari ed azioni giuridiche (nazionali, comunitarie, ecc.) che possono contribuire alla definizione
della vertenza di appello. Si ritiene, infatti, che i principi della durata ragionevole del processo, ai sensi del comma 2 dell’articolo 111
della Costituzione nonché ai sensi dell’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, risultino vulnerati nella presente
vicenda considerando: (i) l’anno del pagamento del canone non dovuto è il 1998; (ii) il valore di tale canone è di circa 529 milioni di
euro cui aggiungere gli interessi da tale data; (iii) il lunghissimo iter processuale che non ha portato per anni  ad una sentenza di
appello (il cui avvio è dell’anno 2015); (iv) la circostanza che la questione giuridica appare di pronta soluzione, essendo state
emesse ben due sentenze della Corte di Giustizia UE che dichiarano incompatibile il pagamento del canone con la disciplina
comunitaria (sentenze che risultano, allo stato, disattese dal giudice nazionale).
Nell’ambito delle citate analisi volte a giungere alla definizione della sentenza di appello si deve segnalare che in data 25 gennaio
2021 la società ha depositato presso la corte di appello di Roma una istanza di anticipazione della udienza (slittata come detto al
25 gennaio 2022); ciò al fine di scongiurare l’ennesimo rinvio della causa, che – come noto - ha ad oggetto l’inottemperanza a ben
due decisioni rese inter partes, sul medesimo oggetto, dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per manifesta violazione del
diritto europeo da parte dello Stato-Giudice. Con provvedimento dell’8 febbraio 2021, la Corte di Appello di Roma (seconda sezione
specializzata in materia di impresa) ha ritenuto di poter accogliere l’istanza di anticipazione, fissando l’udienza al 30 novembre
2021. In tale data la causa è stata assunta in decisione con assegnazione dei termini di legge per comparse conclusionali e repliche.
Con ordinanza del 22 febbraio 2022, il Collegio, preso atto che uno dei suoi membri ha dichiarato di astenersi, ha rimesso la causa
sul ruolo, disponendo la trasmissione degli atti al Presidente della Corte d’Appello. In data 4 marzo 2022, la causa è stata
riassegnata ad altro giudice. Con provvedimento del 31 marzo 2022, il Collegio ha fissato l’udienza del 1° dicembre 2022 per la
precisazione delle conclusioni. Il Collegio ha rinviato la causa all’udienza del 19 gennaio 2023 per la discussione orale e,
successivamente, a seguito di istanza dell'avvocato dello Stato, al 9 marzo 2023. All’udienza del 13 dicembre 2023, il Collegio ha
concesso alle parti termine per le comparse conclusionali e le relative repliche.
Con sentenza n. 2320/2024 pubblicata in data 3 aprile 2024, la Corte d’Appello di Roma, in riforma della sentenza impugnata da
TIM, ha accolto la domanda proposta dalla Società, condannando la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento dell’importo
di 528.711.476,00 euro, oltre rivalutazione ed interessi legali a far data dal deposito del ricorso, con rifusione delle spese di lite,
quantificate in 550.000,00 euro oltre accessori.
In data 14 ottobre 2024 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha notificato il ricorso innanzi alla Corte di Cassazione. La Presidenza
del Consiglio dei Ministri in data 19 novembre 2024 ha depositato l’istanza di sospensiva della sentenza avanti la Corte d’Appello di
Roma che all’udienza del 16 dicembre 2024 ha rinviato l’udienza al 20 gennaio 2025. La Corte d’Appello, con ordinanza pubblicata
in data 22 gennaio 2025 ha rigettato il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri volto ad ottenere l’inibitoria
degli effetti esecutivi della sentenza della Corte d’Appello. La pubblica udienza del ricorso della Presidenza del Consiglio innanzi alla
Corte di Cassazione è stata fissata al 27 maggio 2025.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 25
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
354
All’udienza la Corte ha rilevato d’ufficio che ai fini della decisione da rendersi sui ricorsi si configura la necessità di esaminare in via
preliminare la questione della correttezza o meno del mezzo di impugnazione proposto da TIM avverso la Sentenza n. 6174 del
2015 resa in primo grado dal Tribunale di Roma, assegnando alle parti termine di trenta giorni per il deposito di osservazioni,
presentate da TIM nei termini, riservandosi all’esito la decisione.
Con sentenza n. 33241 del 19 dicembre 2025, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, ha dichiarato assorbiti i motivi di ricorso incidentale condizionato di TIM e rigettato i restanti motivi di ricorso
incidentale, compensando integralmente tra le parti le spese del giudizio di legittimità.
Altre attività/passività connesse alle cessioni di asset e partecipazioni
Nell’ambito dei contratti di cessione di asset e società il Gruppo TIM ha garantito agli acquirenti, a fronte di passività derivanti
principalmente da problematiche in materia legale, fiscale, previdenziale e giuslavoristica, indennizzi normalmente commisurati a
una percentuale del prezzo di acquisto.
A fronte delle suddette passività potenziali,  per i soli casi in cui si è ritenuto probabile un esborso di risorse, si è proceduto al
relativo accantonamento a fondo rischi.
Si precisa inoltre che, nell’ambito di alcuni contratti di cessione di asset e/o di partecipazioni, sottoscritti dal Gruppo TIM, sono
previsti usuali meccanismi di aggiustamento prezzo post closing nonché meccanismi di earn out a favore di TIM.
c) Impegni e garanzie
Le garanzie personali prestate, al netto di controgaranzie ricevute, sono pari a 460 milioni di euro.
Le garanzie altrui prestate per obbligazioni delle aziende del Gruppo, pari a 6.687 milioni di euro, si riferiscono principalmente a
fideiussioni prestate da istituti bancari e finanziari a garanzia del corretto adempimento di obbligazioni contrattuali e a garanzie
assicurative.
In particolare, si evidenzia quanto segue:
le garanzie assicurative della Business Unit Domestic, complessivamente pari a 1.705 milioni di euro, si riferiscono
prevalentemente a fideiussioni prestate dal Gruppo TIM in applicazione a disposizioni di legge per appalti delle Pubbliche
Amministrazioni ed organismi equiparati;
le garanzie assicurative della Business Unit Brasile, complessivamente pari a 3.354 milioni di euro, si riferiscono principalmente
a fideiussioni prestate prevalentemente a fronte di contenziosi e a servizi di telecomunicazioni con tecnologia 4G e 5G;
il Gruppo TIM ha fatto rilasciare garanzie bancarie a favore di INPS a sostegno dell’applicazione – da parte di TIM e di alcune
società del Gruppo – dell’art.4 della legge 28 giugno 2012 n. 92 e dell’art. 41, comma 5bis, del D.Lgs. n.148/2015 per
l’incentivazione all’esodo dei lavoratori in possesso dei requisiti richiesti; l’ammontare complessivo di tali garanzie bancarie
emesse è di 876 milioni di euro, tra le quali si segnalano 816 milioni di euro per TIM S.p.A. e 60 milioni di euro per società del
Gruppo.
Si ricorda la fideiussione di 74 milioni di euro fatta rilasciare da TIM ad agosto 2025 a favore della Presidenza del Consiglio dei
Ministri per la presentazione, dinanzi al Consiglio di Stato, del ricorso in appello alla sentenza del 23 maggio 2025, corredato
dall’istanza di sospensione cautelare della riscossione della sanzione amministrativa irrogata per l’asserita violazione dell’art. 2 del
D.L. 15/3/2012 n. 21 (Golden Power).
NOTA 26
RICAVI
Aumentano, rispetto al 2024, di 81 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Vendite prodotti
874
957
Prestazioni e servizi
12.860
12.696
Totale
13.734
13.653
I ricavi per servizi di telecomunicazioni sono esposti al lordo delle quote spettanti agli operatori terzi, pari a 644 milioni di euro (629
milioni di euro nel 2024), ricomprese nei “Costi per prestazioni di servizi”.
I ricavi da servizi del 2025 comprendono ricavi da servizi di fonia e dati su reti fissa e mobile per clientela Retail per 8.297 milioni di
euro e per altri operatori Wholesale per 331 milioni di euro.
Per quanto concerne l’analisi dei ricavi per settore/area geografica, si rimanda alla Nota 39 “Informativa per settore operativo”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 27
Altri proventi operativi
355
NOTA 27
ALTRI PROVENTI OPERATIVI
Aumentano, rispetto al 2024, di 1.023 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
973
Indennità di ritardato pagamento dei servizi telefonici
36
37
Recupero costi del personale, acquisti e prestazioni di servizi
12
18
Contributi in conto impianti e in conto esercizio
29
16
Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze
37
7
Revisioni di stima e altre rettifiche
57
96
Proventi per attività di formazione agevolata
1
1
Servizi correlati al MSA con FiberCop S.p.A.
82
42
Altri
27
14
Totale
1.254
231
Gli Altri proventi operativi dell'esercizio 2025 beneficiano in particolare del provento non ricorrente connesso al riconoscimento del
risarcimento del danno complessivo relativamente al canone di concessione per l'esercizio di attività di telecomunicazioni, versato
dal Gruppo TIM con riferimento all'esercizio 1998, confermato in via definitiva dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 33241 del
19 dicembre 2025 che ha riconosciuto la decisione della Corte d'Appello di Roma dell'aprile 2024.
NOTA 28
ACQUISTI DI MATERIE E SERVIZI
Aumentano, rispetto al 2024, di 1.256 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Acquisti di materie prime e merci
(a)
906
938
Costi per prestazioni di servizi:
Quote di ricavo da riversare ad altri operatori
644
629
Costi per servizi di accesso a reti di telecomunicazioni
1.316
1.035
Ospitalità e delivery
594
449
Commissioni, provvigioni e altre spese commerciali
2.023
1.487
Spese di pubblicità e promozione
217
232
Consulenze e prestazioni professionali
212
208
Consumi energetici
369
326
Spese di manutenzione
330
255
Costi per altri servizi in outsourcing
368
383
Spese invio fatture, elenchi telefonici, altro materiale alla clientela
25
30
Altre spese per servizi
412
351
(b)
6.510
5.385
Costi per godimento di beni di terzi:
Affitti e locazioni
99
90
Canoni per locazioni di circuiti
201
187
Altri costi per godimento beni di terzi
931
791
(c)
1.231
1.068
Totale
(a+b+c)
8.647
7.391
La crescita della voce "Acquisti di materie e servizi" dell'esercizio 2025 risente, in particolare:
degli effetti connessi alla modifica, effettuata in termini prospettici, della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto
economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa (589 milioni di euro). Per ulteriori dettagli si veda la Nota 10 "Crediti vari
non correnti";
agli oneri di accesso alla rete e di ospitalità e delivery, legati al Master Service Agreement (MSA) stipulato da TIM S.p.A. con
FiberCop, che nel 2024 avevano impattato solo nella seconda parte dell'esercizio.
I costi per godimento beni di terzi dell'esercizio 2025 includono canoni di locazione relativi a contratti di breve durata o di modesto
valore per circa 19 milioni di euro (circa 10 milioni di euro nell’esercizio 2024).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 29
Costi del personale
356
NOTA 29
COSTI DEL PERSONALE
Si incrementano, rispetto al 2024, di 60 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Costi ordinari del personale
 
Salari e stipendi
898
887
Oneri sociali
326
319
Altri costi connessi al personale dipendente
198
136
(a)
1.422
1.342
Costi e accantonamenti per lavoro somministrato
(b)
4
1
Oneri diversi del personale e altre prestazioni lavorative
Oneri di ristrutturazione aziendale e per esodi agevolati
46
69
Altri
2
2
(c)
48
71
Totale
(a+b+c)
1.474
1.414
I costi del personale si riferiscono, in prevalenza, alla Business Unit Domestic per 1.165 milioni di euro (1.081 milioni di euro nel 2024)
e alla Business Unit Brasile per 307 milioni di euro (331 milioni di euro nel 2024).
Gli "altri costi connessi al personale dipendente" comprendono, tra gli altri, i maggiori costi connessi alla modifica, effettuata in
termini prospettici, della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa (39
milioni di euro) con riferimento ai costi sostenuti in esercizi precedenti per personale tecnico di rete per attività di delivery e
provisioning. Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 10 "Crediti vari e altre attività non correnti".
Gli “oneri di ristrutturazione aziendale e per esodi agevolati” ammontano complessivamente a 46 milioni di euro (69 milioni di euro
nel 2024) e sono connessi principalmente ai piani di esodazione individuale, come previsto dall'accordo firmato con le OO.SS il 12
aprile 2024 e all'integrazione salariale connessa allo stesso accordo.
La consistenza media retribuita dei dipendenti, comprensiva del personale con contratto di lavoro somministrato, è nel 2025 di
22.410 unità (23.121 unità nel 2024). La ripartizione per categorie è la seguente:
(numero unità)
2025
2024
Dirigenti
354
342
Quadri
2.877
2.826
Impiegati
19.103
19.935
Operai
Organico a payroll
22.334
23.103
Lavoratori con contratto di lavoro somministrato
76
18
Consistenza media retribuita totale
22.410
23.121
Il personale in servizio al 31 dicembre 2025, comprensivo del personale con contratto di lavoro somministrato ed escluso l'organico
relativo alle "Attività cessate/Attività non correnti destinate a essere cedute", è costituito da 25.602 unità ( 26.887 unità al 31
dicembre 2024).
NOTA 30
ALTRI COSTI OPERATIVI
Diminuiscono, rispetto al 2024, di 58 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Svalutazioni e oneri connessi alla gestione dei crediti
216
214
Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri
36
56
Contributi e canoni per l’esercizio di attività di telecomunicazioni
187
211
Oneri e accantonamenti per imposte indirette e tasse
73
76
Penali, indennizzi per transazioni e sanzioni amministrative
11
9
Quote e contributi associativi, elargizioni, borse di studio e stages
10
8
Altri oneri
47
64
Totale
580
638
di cui inseriti tra le informazioni integrative su strumenti finanziari
216
214
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 31
Attività realizzate internamente
357
NOTA 31
ATTIVITA' REALIZZATE INTERNAMENTE
Diminuiscono, rispetto al 2024, di 25 milioni di euro e sono così composte:
(milioni di euro)
2025
2024
Attività immateriali a vita utile definita
169
169
Attività materiali
98
123
Totale
267
292
Si riferiscono principalmente a capitalizzazioni di costi del lavoro riguardanti attività di sviluppo software e sviluppo di soluzioni di
rete, applicazioni e servizi innovativi nonché progettazione, realizzazione e collaudo di infrastrutture e impianti di rete mobile.
NOTA 32
AMMORTAMENTI
Si riducono, rispetto al 2024, di 125 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno
847
904
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
466
477
Altre attività immateriali
8
9
(a)
1.321
1.390
Ammortamento delle attività materiali di proprietà
Fabbricati civili e industriali
10
10
Impianti e macchinari
924
981
Attrezzature industriali e commerciali
2
1
Altri beni
139
138
(b)
1.075
1.130
Ammortamento dei diritti d'uso su beni di terzi
Immobili
127
140
Impianti e macchinari
396
386
Altri beni materiali
15
14
Attività immateriali
4
3
(c)
542
543
Totale
(a+b+c)
2.938
3.063
Per ulteriori dettagli si rimanda alle Note “Attività immateriali a vita utile definita”, “Attività materiali” e “Diritti d’uso su beni di
terzi”.
Per quanto concerne l’analisi degli ammortamenti per settore/area geografica, si rimanda alla Nota 39 “Informativa per settore
operativo”.
NOTA 33
PLUSVALENZE/(MINUSVALENZE) DA REALIZZO DI
ATTIVITA' NON CORRENTI
Sono così composte:
(milioni di euro)
2025
2024
Plusvalenze da realizzo di attività non correnti:
Plusvalenze derivanti dallo smobilizzo/dismissione di attività immateriali, materiali e
diritti d’uso su beni di terzi
14
15
(a)
14
15
Minusvalenze da realizzo di attività non correnti:
Minusvalenze derivanti dallo smobilizzo/dismissione di attività immateriali, materiali e
diritti d’uso su beni di terzi
9
13
(b)
9
13
Totale
(a-b)
5
2
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 34
Ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti
358
NOTA 34
RIPRISTINI DI VALORE/(SVALUTAZIONI) DI ATTIVITA' NON
CORRENTI
Sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Ripristini di valore di attività non correnti:
delle attività immateriali
delle attività materiali
(a)
Svalutazioni di attività non correnti:
delle attività immateriali
delle attività materiali
47
14
dei diritti d'uso su beni di terzi
22
(b)
69
14
Totale
(a-b)
(69)
(14)
Le svalutazioni dell'esercizio 2025 sono state operate dalla Capogruppo TIM S.p.A. a seguito dell’analisi di recuperabilità delle
immobilizzazioni aziendali coinvolte negli accordi siglati nel corso del 2025 con fornitori di apparati di rete e con altri operatori TLC;
tali accordi hanno come obiettivo l’estensione della copertura delle reti 5G, in particolare nelle aree a bassa densità, al fine di
fornire servizi evoluti ai clienti del Gruppo con una migliore copertura della rete, contribuendo a portare la banda ultra-larga nelle
aree meno servite, e hanno comportato la necessità di rivedere il valore recuperabile degli apparati nelle diverse aree geografiche
coinvolte nel progetto.
Inoltre, In sede di Bilancio 2025 il Gruppo TIM ha svolto il processo di impairment test sull’Avviamento.
Come noto, l’Avviamento, ai sensi dello IAS 36, non è soggetto ad ammortamento, ma a verifica per riduzione di valore
(impairment test) con cadenza annuale in occasione della redazione del bilancio consolidato e separato della società.
Le risultanze di tale valutazione, effettuata nel rispetto della specifica procedura di cui il Gruppo si è dotato, hanno confermato i
valori dell’Avviamento attribuito alle due Cash Generating Unit del Gruppo, Domestic e Brasile.
NOTA 35
ALTRI PROVENTI/(ONERI) DA PARTECIPAZIONI
Sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Dividendi da Altre partecipazioni
66
2
Plusvalenze nette su cessione di partecipazioni in imprese collegate e joint ventures
valutate con il metodo del patrimonio netto
70
Proventi (Oneri) diversi
1
3
Totale
67
75
di cui inseriti tra le informazioni integrative su strumenti finanziari
66
2
Nell'esercizio 2025 il saldo comprende principalmente i proventi connessi alle partecipazioni in Northgate CommsTech Innovations
Partners L.P. (36 milioni di euro) e in Fin.Priv. S.r.l. (30 milioni di euro).
Nell'esercizio 2024 la voce comprendeva principalmente la plusvalenza netta (62 milioni di euro) connessa alla cessione della
partecipazione residua del 10% detenuta da TIM S.p.A. nel capitale sociale di Daphne 3 S.p.A..
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 36
Proventi finanziari e Oneri finanziari
359
NOTA 36
PROVENTI FINANZIARI E ONERI FINANZIARI
Il saldo dei proventi (oneri) finanziari è negativo per 901 milioni di euro (nel 2024 era negativo per 1.312 milioni di euro) ed è così
composto:
(milioni di euro)
2025
2024
Proventi finanziari
938
1.053
Oneri finanziari
(1.839)
(2.365)
Proventi/(Oneri) finanziari netti
(901)
(1.312)
In particolare, il dettaglio delle voci è il seguente:
(milioni di euro)
2025
2024
Interessi passivi ed altri oneri finanziari:
Interessi passivi ed altri oneri su prestiti obbligazionari
(509)
(739)
Interessi passivi a banche
(62)
(235)
Interessi passivi ad altri
(91)
(80)
Oneri finanziari su passività per leasing
(295)
(296)
(957)
(1.350)
Commissioni
(73)
(72)
Altri oneri finanziari(*)
(203)
(264)
(276)
(336)
Interessi attivi ed altri proventi finanziari:
Interessi attivi
217
128
Proventi da crediti finanziari iscritti fra le Attività non correnti
5
84
Proventi da titoli diversi dalle partecipazioni iscritti fra le Attività non correnti
Proventi da titoli diversi dalle partecipazioni iscritti fra le Attività correnti
29
24
Proventi finanziari diversi(*)
107
76
358
312
Totale interessi/Oneri finanziari netti
(a)
(875)
(1.374)
Altre componenti gestione finanziaria:
Risultato netto sui cambi
7
22
Risultato netto da strumenti finanziari derivati
(4)
50
Adeguamenti netti al fair value di derivati di copertura in fair value hedge e relativi sottostanti
Adeguamenti netti al fair value di derivati non di copertura
(29)
(10)
Totale altre componenti gestione finanziaria
(b)
(26)
62
Totale netto proventi (oneri) finanziari
(a+b)
(901)
(1.312)
di cui inseriti tra le informazioni integrative su strumenti finanziari netti
(478)
(969)
(*) di cui impatto IFRS9:
(milioni di euro)
2025
2024
Proventi da adeguamento negativo riserva impairment IFRS 9 su attività finanziarie valutate al
FVTOCI
Oneri da adeguamento positivo riserva da impairment IFRS 9 su attività finanziarie valutate al
FVTOCI
1
(1)
Oneri/Proventi da adeguamento riserva da impairment IFRS 9 su attività finanziarie valutate al
FVTOCI
1
(1)
Reversal riserva impairment IFRS 9 su attività finanziarie valutate al FVTOCI
1
1
Riduzioni di valore di attività finanziarie diverse dalle partecipazioni
Per ulteriori dettagli sugli strumenti finanziari si rinvia alla Nota 20 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 36
Proventi finanziari e Oneri finanziari
360
Per maggior chiarezza espositiva, nella tabella seguente vengono riassunti gli effetti netti a saldi aperti relativi agli strumenti
finanziari derivati:
(milioni di euro)
2025
2024
Utili su cambi
327
296
Perdite su cambi
(320)
(274)
Risultato netto sui cambi
7
22
Proventi da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge
Oneri da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge
Risultato netto da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge
(a)
Effetto positivo del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento al fair value degli
strumenti derivati di copertura in cash flow hedge (componente tasso)
178
332
Effetto negativo del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento al fair value
degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge (componente tasso)
(154)
(273)
Effetto netto del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento al fair value
degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge (componente tasso)
(b)
24
59
Proventi da strumenti finanziari derivati non di copertura
37
50
Oneri da strumenti finanziari derivati non di copertura
(65)
(59)
Risultato netto da strumenti finanziari derivati non di copertura
(c)
(28)
(9)
Risultato netto da strumenti finanziari derivati
(a+b+c)
(4)
50
Adeguamenti positivi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati di copertura in fair
value hedge
1
8
Adeguamenti negativi al fair value relativi a Attività e passività finanziarie sottostanti i derivati
di copertura in fair value hedge
(1)
(8)
Adeguamenti netti al fair value
(d)
Adeguamenti positivi al fair value relativi a Attività e passività finanziarie sottostanti i derivati
di copertura in fair value hedge
Adeguamenti negativi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati di copertura in fair
value hedge
Adeguamenti netti al fair value
(e)
Adeguamenti netti al fair value di derivati di copertura in fair value hedge e relativi
sottostanti
(d+e)
Adeguamenti positivi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati non di copertura
(f)
37
55
Adeguamenti negativi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati non di copertura
(g)
(66)
(65)
Adeguamenti netti al fair value di derivati non di copertura
(f+g)
(29)
(10)
NOTA 37
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO
Il risultato dell'esercizio è così analizzabile:
(milioni di euro)
2025
2024
Utile (perdita) dell'esercizio
519
(364)
Attribuibile a:
Soci della Controllante:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
372
51
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(75)
(661)
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai Soci della Controllante
297
(610)
Partecipazioni di minoranza:
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
223
183
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(1)
63
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile alle Partecipazioni di minoranza
222
246
Il risultato relativo alle “Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” dell'esercizio 2025 è relativo
principalmente ai risultati economici del gruppo Telecom Italia Sparkle classificato, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibili per
la vendita". Il risultato dell'esercizio 2024 comprende anche i risultati economici dell'"Operazione NetCo".
Il Risultato netto dell'esercizio 2025 è positivo per 519 milioni di euro (positiva per 297 milioni di euro la quota attribuibile ai Soci
della Controllante).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 38
Risultato per azione
361
NOTA 38
RISULTATO PER AZIONE
2025
2024
Risultato per azione base
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai Soci della Controllante
297
(610)
Meno: maggiorazione del dividendo per le azioni di risparmio (euro 0,011 per azione e
comunque fino a capienza)
(milioni di euro)
297
(610)
Numero medio azioni ordinarie e risparmio
(milioni)
21.261
21.259
Risultato per azione base – Azione ordinaria
(euro)
0,01
(0,03)
Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio
0,01
Risultato per azione base – Azione di risparmio
(euro)
0,02
(0,03)
Risultato per azione base da attività in funzionamento
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante
372
51
Meno: quota della maggiorazione del dividendo per le azioni di risparmio
(milioni di euro)
372
51
Numero medio azioni ordinarie e di risparmio
(milioni)
21.261
21.259
Risultato per azione base da Attività in funzionamento - Azione ordinaria
(euro)
0,02
0,00
Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio
0,01
Risultato per azione base da Attività in funzionamento - Azione di risparmio
(euro)
0,03
0,00
Risultato per azione base da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute attribuibile ai Soci della Controllante
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile
ai Soci della Controllante
(milioni di euro)
(75)
(661)
Numero medio azioni ordinarie e di risparmio
(milioni)
21.261
21.259
Risultato per azione base da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
attribuibile ai Soci della Controllante – Azione ordinaria
(euro)
(0,01)
(0,03)
Risultato per azione base da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
attribuibile ai Soci della Controllante – Azione di risparmio
(euro)
(0,01)
(0,03)
2025
2024
Numero medio di azioni ordinarie
15.233.640.560
15.231.587.091
Numero medio di azioni di risparmio
6.027.791.699
6.027.791.699
Totale
21.261.432.259
21.259.378.790
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 38
Risultato per azione
362
2025
2024
Risultato per azione diluito
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai Soci della Controllante
297
(610)
Effetto diluitivo da piani di stock option e obbligazioni convertibili (*)
Meno: maggiorazione del dividendo per le azioni di risparmio (euro 0,011 per azione e
comunque fino a capienza)
(milioni di euro)
297
(610)
Numero medio azioni ordinarie e risparmio
(milioni)
21.261
21.261
Risultato per azione diluito – Azione ordinaria
(euro)
0,01
(0,03)
Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio
0,01
Risultato per azione diluito – Azione di risparmio
(euro)
0,02
(0,03)
Risultato per azione diluito da attività in funzionamento
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante
372
51
Effetto diluitivo da piani di stock option e obbligazioni convertibili (*)
Meno: quota della maggiorazione del dividendo per le azioni di risparmio
(milioni di euro)
372
51
Numero medio azioni ordinarie e di risparmio
(milioni)
21.261
21.261
Risultato per azione diluito da Attività in funzionamento - Azione ordinaria
(euro)
0,02
0,00
Più: maggiorazione del dividendo per Azione di risparmio
0,01
Risultato per azione diluito da Attività in funzionamento - Azione di risparmio
(euro)
0,03
0,00
Risultato per azione diluito da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute attribuibile ai Soci della Controllante
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute attribuibile
ai Soci della Controllante
(milioni di euro)
(75)
(661)
Effetto diluitivo da piani di stock options e obbligazioni convertibili
Numero medio azioni ordinarie e di risparmio
(milioni)
21.261
21.261
Risultato per azione diluito da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
attribuibile ai Soci della Controllante – Azione ordinaria
(euro)
(0,01)
(0,03)
Risultato per azione diluito da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
attribuibile ai Soci della Controllante – Azione di risparmio
(euro)
(0,01)
(0,03)
2025
2024
Numero medio di azioni ordinarie (*)
15.233.640.560
15.233.023.694
Numero medio di azioni di risparmio
6.027.791.699
6.027.791.699
Totale
21.261.432.259
21.260.815.393
(*) Il numero medio di azioni ordinarie include anche le potenziali azioni ordinarie relative ai piani di partecipazione al capitale dei dipendenti per i quali risultano
soddisfatte le condizioni di performance (di mercato e non). Conseguentemente, anche l’“Utile (perdita) netto dell'esercizio attribuibile ai Soci della Controllante” e
l’“Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento attribuibile ai Soci della Controllante” vengono rettificati per escludere gli effetti, al netto delle imposte,
correlati ai piani di cui sopra. In base alle previsioni dello IAS 33, per quanto riguarda il 2025, tuttavia, tali effetti non sono stati inclusi nel calcolo in quanto le condizioni di
performance non sono soddisfatte e nel 2024 sarebbero stati antidiluitivi. Per quanto riguarda i dettagli delle “Variazioni potenziali future di capitale” si rimanda a
quanto illustrato nella Nota 41 “Accordi di pagamento basato su azioni”.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 39
Informativa per settore operativo
363
NOTA 39
INFORMATIVA PER SETTORE OPERATIVO
a) Informativa per settore operativo
I settori operativi del Gruppo TIM, organizzati per quanto riguarda il business delle telecomunicazioni tenendo conto della relativa
localizzazione geografica, sono i seguenti:
I settori operativi del Gruppo TIM sono i seguenti:
Domestic : comprende le attività in Italia relative ai servizi di fonia e dati su rete fissa e mobile per clienti finali ( retail ) e altri
operatori (MVNO's), le attività di Noovle S.p.A. (soluzioni Cloud ed Edge computing ), le attività di Olivetti (prodotti e servizi per
l’ Information Technology ) e le strutture di supporto al settore Domestic;
Brasile : comprende le attività di telecomunicazioni mobili e fisse in Brasile (TIM S.A.);
Altre attività : comprendono le imprese finanziarie (Telecom Italia Capital S.A. e Telecom Italia Finance S.A.) e le altre società
minori non strettamente legate al “ core business ” del Gruppo TIM.
Il Gruppo TIM è tutt’ora coinvolto in un percorso di trasformazione volto a superare il modello verticalmente integrato e basato su
entità separate (segnatamente Consumer ed Enterprise in ambito Domestico) con focus industriali ed economici diversi. Tali entità
non possono ad oggi essere considerate un "settore operativo" ai sensi dell’IFRS 8 – Settori operativi, poiché sono tutt'ora in una
fase di disegno analitico e di implementazione e non dispongono, pertanto, di un set informativo economico finanziario dettagliato.
Il Gruppo prevede nel corso del 2026 di completare la cessione del gruppo Sparkle e, sulla base delle specifiche indicazioni previste
dal principio ai fini dell'identificazione dei settori operativi (autonomia dei flussi operativi, modalità di allocazione delle risorse
finanziarie, reportistica gestionale, ecc.), proseguirà con il monitoraggio e l'analisi al fine di garantire la corretta rappresentazione
delle Business Unit del Gruppo.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 39
Informativa per settore operativo
364
Conto economico separato consolidato per settore operativo
(milioni di euro)
Domestic
Brasile
Altre attività
Rettifiche ed elisioni
Totale consolidato
2025
2024
2025
2024
2025
2024
2025
2024
2025
2024
Ricavi da terzi
9.517
9.290
4.217
4.363
13.734
13.653
Ricavi infragruppo
26
28
3
3
(29)
(31)
Ricavi di settore
9.543
9.318
4.220
4.366
(29)
(31)
13.734
13.653
Altri proventi operativi
1.230
205
22
24
1
2
1
1.254
231
Totale ricavi e proventi operativi
10.773
9.523
4.242
4.390
1
2
(28)
(31)
14.988
13.884
Acquisti di materie e servizi
(7.120)
(5.817)
(1.552)
(1.601)
(2)
(2)
27
29
(8.647)
(7.391)
Costi del personale
(1.165)
(1.081)
(307)
(331)
(2)
(1)
(1)
(1.474)
(1.414)
di cui: accantonamento TFR
Altri costi operativi
(226)
(240)
(349)
(393)
(4)
(5)
(1)
(580)
(638)
di cui: svalutazioni e oneri su crediti,
accantonamenti a fondi
(121)
(132)
(131)
(138)
(252)
(270)
Variazione delle rimanenze
2
17
10
(7)
1
12
11
Attività realizzate internamente
173
191
92
97
2
4
267
292
EBITDA
2.437
2.593
2.136
2.155
(7)
(6)
2
4.566
4.744
Ammortamenti
(1.816)
(1.858)
(1.122)
(1.205)
(2.938)
(3.063)
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di
attività non correnti
(3)
(7)
8
10
(1)
5
2
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non
correnti
(69)
(14)
(69)
(14)
EBIT
549
714
1.022
960
(7)
(6)
1
1.564
1.669
Quota dei risultati delle partecipazioni in
imprese collegate e Joint Ventures valutate
con il metodo del patrimonio netto
(6)
(6)
(17)
(14)
(23)
(20)
Altri proventi/(oneri) da partecipazioni
67
75
Proventi finanziari
938
1.053
Oneri finanziari
(1.839)
(2.365)
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento
707
412
Imposte sul reddito
(112)
(178)
Utile (perdita) derivante dalle attività in funzionamento
595
234
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(76)
(598)
Utile (perdita) dell’esercizio
519
(364)
Attribuibile a:
Soci della Controllante
297
(610)
Partecipazioni di minoranza
222
246
Ricavi per settore operativo
(milioni di euro)
Domestic
Brasile
Altre attività
Rettifiche ed elisioni
Totale consolidato
2025
2024
2025
2024
2025
2024
2025
2024
2025
2024
Ricavi da Vendite prodotti-terzi
752
809
122
148
874
957
Ricavi da Vendite prodotti-infragruppo
Totale ricavi da Vendite prodotti
752
809
122
148
874
957
Ricavi da Prestazioni e servizi-terzi
8.765
8.481
4.095
4.215
12.860
12.696
Ricavi da Prestazioni e servizi-infragruppo
26
28
3
3
(29)
(31)
Totale ricavi da Prestazioni e servizi
8.791
8.509
4.098
4.218
(29)
(31)
12.860
12.696
Totale Ricavi da terzi
9.517
9.290
4.217
4.363
13.734
13.653
Totale Ricavi infragruppo
26
28
3
3
(29)
(31)
Totale ricavi di settore
9.543
9.318
4.220
4.366
(29)
(31)
13.734
13.653
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 39
Informativa per settore operativo
365
Acquisti di Attività immateriali, attività materiali e diritti d’uso su beni di terzi per settore operativo
(milioni di euro)
Domestic
Brasile
Altre attività
Rettifiche ed elisioni
Totale consolidato
2025
2024
2025
2024
2025
2024
2025
2024
2025
2024
Acquisti di attività immateriali
561
644
264
188
825
832
Acquisti di attività materiali
573
554
451
585
1.024
1.139
Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi
139
265
513
514
652
779
Totale acquisti di attività immateriali e
materiali e diritti d'uso su beni di terzi
1.273
1.463
1.228
1.287
2.501
2.750
di cui: investimenti industriali
1.183
1.252
720
780
1.903
2.032
di cui: incrementi di contratti di diritti d'uso
su beni di terzi/leasing
90
211
508
507
598
718
Distribuzione organici per settore operativo
(numero unità)
Domestic
Brasile
Altre attività
Totale consolidato
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2025
31.12.2024
Organici
16.887
17.751
8.702
9.123
13
13
25.602
26.887
Attività e passività per settore operativo
(milioni di euro)
Domestic
Brasile
Altre attività
Rettifiche ed elisioni
Totale consolidato
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2025
31.12.2024
31.12.2025
31.12.2024
Attività operative non correnti
18.379
20.304
6.554
6.558
1
1
24.934
26.863
Attività operative correnti
4.455
3.322
1.113
1.017
15
16
(31)
(48)
5.552
4.307
Totale Attività operative
22.834
23.626
7.667
7.575
16
17
(31)
(48)
30.486
31.170
Partecipazioni valutate con il metodo del
patrimonio netto
46
52
195
213
241
265
Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad essere cedute
1.227
Attività non allocate
4.780
6.228
Totale Attività
36.734
37.663
Totale Passività operative
6.340
6.708
2.247
1.978
17
19
(59)
(52)
8.545
8.653
Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
596
Passività non allocate
14.138
15.649
Patrimonio netto
13.455
13.361
Totale Patrimonio netto e passività
36.734
37.663
b) Informativa per area geografica
Ricavi
Attività operative non correnti
(milioni di euro)
Ripartizione in base alla
localizzazione delle attività
Ripartizione in base alla
localizzazione dei clienti
Ripartizione in base alla
localizzazione delle attività
2025
2024
2025
2024
31.12.2025
31.12.2024
Italia
(a)
9.506
9.277
9.444
9.200
18.370
20.093
Estero
(b)
4.228
4.376
4.290
4.453
6.564
6.770
Totale
(a+b)
13.734
13.653
13.734
13.653
24.934
26.863
c) Informazioni in merito ai principali clienti
Nessuno dei clienti del Gruppo TIM supera il 10% dei ricavi consolidati.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
366
NOTA 40
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Sono qui di seguito riportate le tabelle riepilogative dei saldi relativi alle operazioni con parti correlate nonché l’incidenza di detti
importi sui corrispondenti valori di conto economico separato consolidato, della situazione patrimoniale - finanziaria consolidata e
di rendiconto finanziario consolidato del Gruppo TIM.
Ai sensi dell’art. 5, commi 8 e 9, del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 concernente le “Operazioni con parti
correlate” e delle successive modifiche, nell'esercizio 2025 non si segnalano operazioni di maggiore rilevanza, così come definite
dall’art. 4, comma 1, lett. a) del summenzionato regolamento che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale
o sui risultati del Gruppo TIM.
Inoltre, non si segnalano operazioni concluse nell'esercizio 2025 che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione
patrimoniale o sui risultati del Gruppo TIM né sono intervenute modifiche o sviluppi delle operazioni con parti correlate descritte
nella Relazione sulla gestione dell’esercizio 2024 che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati
del Gruppo TIM nell'esercizio 2025.
Si precisa che:
in data 25 settembre 2025, il Consiglio di Amministrazione, con esclusivo riferimento all’applicazione della Procedura
Operazioni con Parti Correlate della società, ha deliberato di escludere il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le sue
controllate dall’elenco delle parti correlate in applicazione di quanto previsto dalla Legge 8 agosto 2025, n. 118 (di conversione
del Decreto Legge 30 giugno 2025, n. 95) che ha escluso la sussistenza di rapporti di correlazione per gli effetti di cui all’articolo
2391-bis del codice civile fra le pubbliche amministrazioni che non esercitano poteri di direzione e coordinamento e le società
da queste ultime partecipate anche in modo indiretto;
ai fini della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 il MEF continua ad essere Parte Correlata, inoltre, così come
richiesto dallo IAS 24 paragrafo 26, è stata svolta un'analisi qualitativa sui rapporti in essere con le società controllate dal MEF.
L’analisi ha evidenziato che tali rapporti sono principalmente relativi ad acquisti di beni e servizi (energia, trasporti, servizi
postali) che vengono condotti a normali condizioni di mercato;
nel corso dell'esercizio 2025 sono pervenute “Notifiche della partecipazione rilevante in azioni – Modello 120A” che hanno
evidenziato le seguenti variazioni dell'azionariato in TIM S.p.A., e che hanno comportato una modifica del perimetro delle Parti
Correlate incluse nelle "Altre Parti Correlate":
la partecipazione rilevante del 9,81%, detenuta da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. in TIM S.p.A., è stata interamente trasferita
a Poste Italiane S.p.A.; pertanto il gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e le società da lei controllate, a partire da marzo
2025 non sono più comprese fra le "Altre Parti correlate";
a fine giugno 2025 è divenuta efficace la cessione da parte di Vivendi a Poste Italiane S.p.A. di una quota – pari al 15% del
capitale ordinario - della partecipazione detenuta nel capitale ordinario di TIM S.p.A., in data 11 dicembre 2025 è stata
comunicata la cessione dell’ultima quota di possesso – pari al 2,506% del capitale ordinario; pertanto il gruppo Vivendi e le
società del gruppo a cui la stessa appartiene, a partire da fine giugno 2025, non sono più comprese fra le "Altre Parti
correlate";
in conseguenza delle sopra citate operazioni, il gruppo Poste Italiane, a partire da fine giugno 2025, è compreso fra le "Altre
Parti correlate"; al 31 dicembre 2025 Poste Italiane S.p.A. detiene una partecipazione rilevante in TIM S.p.A. pari al 27,32% del
capitale ordinario.
Si precisa inoltre che in data 11 dicembre 2025 Poste Italiane S.p.A., ha comunicato il superamento dell’attuale soglia rilevante ai
fini della disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie, dichiarando l’intenzione di avvalersi dell’esenzione di cui
all’articolo 106, comma 5, del D.lgs. 58/1998 e all’articolo 49, comma 1, lett. e), del Regolamento Consob n. 11971/1999. Pertanto –
in vigenza dell’attuale quadro normativo - Poste Italiane si è impegnata a cedere a parti non correlate le azioni ordinarie detenute
in eccedenza rispetto alla predetta soglia rilevante, entro 12 mesi dal perfezionamento dell’acquisto, astenendosi, nel mentre,
dall’esercizio dei diritti di voto relativi a tali azioni.
Le operazioni con parti correlate, quando non dettate da specifiche condizioni normative, sono state di norma regolate a condizioni
di mercato; la loro realizzazione è avvenuta nel rispetto della procedura interna che contiene le regole volte ad assicurarne la
trasparenza e la correttezza, ai sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010, consultabile nella versione in vigore sul sito
gruppotim.it, sezione Gruppo – Governance - Strumenti di Governance - Altri Codici e Procedure.
Nel corso del 2025 la Procedura è stata modificata con deliberazioni consiliari del 7 maggio, principalmente al fine di aggiornare le
previsioni inerenti la definizione di operazioni di importo esiguo e i flussi informativi nei confronti del Comitato Parti Correlate e di
altre funzioni aziendali, e del 25 settembre, al fine di tenere conto dell’esclusione, sopra richiamata, del Ministero dell’Economia e
delle Finanze dall’elenco delle parti correlate della Società.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
367
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle singole voci di conto economico separato consolidato del Gruppo TIM per gli
esercizi 2025 e 2024 sono riportati qui di seguito:
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO 2025
(milioni di euro)
Totale
Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint
ventures
Altre parti
correlate
Fondi
Pensione
Dirigenti con
responsabilità
strategiche
dell'impresa
Totale parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Ricavi
13.734
306
9
315
315
2,3
Altri proventi operativi
1.254
1
22
23
23
1,8
Acquisti di materie e
servizi
8.647
82
91
173
173
2,0
Costi del personale
1.474
41
15
56
(1)
55
3,7
Altri costi operativi
580
1
1
1
0,2
Proventi finanziari
938
14
14
14
1,5
Oneri finanziari
1.839
2
1
3
3
0,2
Utile (perdita) da Attività
cessate/Attività non
correnti destinate ad
essere cedute
(76)
(1)
(1)
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO 2024
(milioni di euro)
Totale
Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint ventures
Altre parti
correlate
Fondi
Pensione
Dirigenti con
responsabilità
strategiche
dell'impresa
Totale parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Ricavi
13.653
157
71
228
8
236
1,7
Altri proventi operativi
231
1
0
1
1
0,4
Acquisti di materie e
servizi
7.391
86
166
252
(2)
250
3,4
Costi del personale
1.414
56
16
72
(19)
53
3,7
Ammortamenti
3.063
3
3
(3)
Proventi finanziari
1.053
3
3
3
0,3
Oneri finanziari
2.365
4
4
4
0,2
Utile (perdita) da Attività
cessate/Attività non
correnti destinate ad
essere cedute
(598)
(1)
(12)
(18)
(1)
(32)
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
368
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle singole voci della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata del Gruppo TIM
al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 sono riportati qui di seguito:
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA AL 31.12.2025
(milioni di euro)
Totale
Società collegate,
controllate di
collegate e joint
ventures
Altre parti correlate
Fondi Pensione
Totale parti
correlate
Incidenza % sulla
voce di bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Indebitamento finanziario netto
Titoli diversi dalle partecipazioni
(attività correnti)
(1.370)
(269)
(269)
19,6
Totale indebitamento finanziario
netto
9.875
(269)
(269)
(2,7)
Altre partite patrimoniali
Crediti vari e altre attività non correnti
1.110
3
3
0,3
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
5.317
299
5
304
5,7
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
7.317
14
29
12
55
0,8
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA AL 31.12.2024
(milioni di euro)
Totale
Società collegate,
controllate di
collegate e joint
ventures
Altre parti
correlate
Fondi pensione
Totale parti
correlate
Incidenza % sulla
voce di bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Indebitamento finanziario netto
Titoli diversi dalle partecipazioni
(attività correnti)
(1.539)
(437)
(437)
28,4
Crediti finanziari correnti per contratti di
locazione attiva
(44)
(24)
(24)
54,5
Passività finanziarie correnti per
contratti di finanziamento e altri
3.870
1
1
Totale indebitamento finanziario
netto
10.237
1
(461)
(460)
(4,5)
Altre partite patrimoniali
Diritto d’uso su beni di terzi
3.467
1
1
Crediti vari e altre attività non correnti
1.795
3
3
0,2
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
4.146
191
12
203
4,9
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
7.074
16
31
12
59
0,8
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
369
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle voci rilevanti di rendiconto finanziario consolidato del Gruppo TIM per l'esercizio
2025 e 2024 sono riportati qui di seguito:
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO 2025
(milioni di euro)
Totale
Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint ventures
Altre parti
correlate
Fondi
Pensione
Totale parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Acquisti di attività immateriali, attività
materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza
2.501
1
1
1
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO 2024
(milioni di euro)
Totale
Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint ventures
Altre parti
correlate
Fondi
Pensione
Totale parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Acquisti di attività immateriali, attività
materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza
2.750
1
12
13
(1)
12
0,5
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
370
Operazioni verso società collegate, controllate di collegate e joint ventures
I valori più significativi delle operazioni verso società collegate, controllate di collegate e joint ventures sono sintetizzati nelle tabelle
seguenti.
Si ricorda che le partecipazioni nelle società Italtel S.p.A. e NordCom S.p.A. sono state cedute da TIM S.p.A., rispettivamente in data
4 luglio 2024 e 15 luglio 2024.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
2025
2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Ricavi
Polo Strategico Nazionale S.p.A.
328
183
Fornitura di software e relativi servizi di installazione e configurazione; servizi di
sicurezza; servizi cloud, spazi Data Center, connettività, design.
I-Systems S.A.
1
Servizi relativi al funzionamento e manutenzione rete.
Italtel S.p.A.
1
Servizi di fonia fissa e mobile inclusi apparati, licenze, servizi di outsourcing.
TIMFin S.p.A.
(23)
(28)
Servizi di fonia mobile e fissa, servizi in outsourcing e fee; costi relativi a
operazioni di finanziamento rilevati a riduzione dei ricavi della Capogruppo TIM
S.p.A..
Altre minori
1
Totale ricavi
306
157
Altri proventi operativi
1
1
Recupero costi personale distaccato, recupero spese centralizzate.
Acquisti di materie e servizi
I-Systems S.A.
73
78
Fornitura servizi di comunicazione multimediale e servizi di capacità.
Italtel S.p.A.
1
Fornitura di apparati e licenze software e relativi servizi professionali; servizi di  
manutenzione hardware e software collegati a offerte TIM alla clientela finale;
servizi di manutenzione apparati di rete e sicurezza per arco temporale di 24 mesi
collegati a offerta TIM per il cliente Poste Italiane; forniture per l'ampliamento
della rete in fibra di TIM.
W.A.Y. S.r.l.
7
7
Fornitura, allestimenti e servizi di assistenza tecnica a supporto della piattaforma
Fleet e per apparecchiature di geolocalizzazione nell'ambito di offerte a clienti
TIM, sviluppi software.
Altre minori
2
Totale acquisti di materie e servizi
82
86
Oneri finanziari
2
TIMFin S.p.A.
2
4
Oneri finanziari per commissioni e altri.
Totale oneri finanziari
2
4
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
371
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Indebitamento finanziario netto
Passività finanziarie correnti per
contratti di finanziamento e altri
1
Passività finanziarie per oneri su cessione di crediti verso TIMFin S.p.A.
Totale passività finanziarie correnti
1
Crediti vari e altre attività non correnti
3
3
Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
Polo Strategico Nazionale S.p.A.
293
185
Fornitura di prodotti, servizi di istallazione e configurazione software, servi cloud,
spazi Data Center, connettività e design.
I-Systems S.A.
5
4
Servizi relativi al funzionamento e manutenzione rete.
TIMFin S.p.A.
1
1
Costi vari per operazioni di finanziamento.
Altre minori
1
Totale crediti commerciali vari e altre
attività correnti
299
191
Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
I-Systems S.A.
9
9
Fornitura servizi di comunicazione multimediale e servizi di capacità.
TIMFin S.p.A.
3
3
Costi vari per operazioni di finanziamento.
W.A.Y. S.r.l.
1
3
Fornitura, allestimenti e servizi di assistenza tecnica a supporto della piattaforma
Fleet e per apparecchiature di geolocalizzazione nell'ambito di offerte a clienti
TIM, sviluppi software.
Altre minori
1
1
Totale debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
14
16
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
2025
2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Acquisti di attività immateriali,
attività materiali e diritti d'uso su beni
di terzi per competenza
Italtel S.p.A.
1
Sviluppi software
Totale acquisti di attività immateriali,
attività materiali e diritti d'uso su beni
di terzi per competenza
1
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
372
Operazioni verso altre parti correlate (sia per il tramite di Amministratori,
Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa, sia in quanto
partecipanti ai patti parasociali ai sensi dell’art. 122 del Testo Unico della
Finanza)
Sono di seguito esposti i rapporti con:
gruppo Poste Italiane. A partire da fine giugno 2025 è compreso fra le "Altre Parti correlate";
gruppo Vivendi e le società del gruppo a cui la stessa appartiene. A partire da fine giugno 2025 non è più compreso fra le "Altre
Parti correlate";
gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e le società del gruppo controllate. A partire da marzo 2025 non è più compreso fra le
"Altre Parti correlate";
Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF);
società correlate per il tramite di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
2025
2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Ricavi
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
4
70
Cessione diritti d’uso adduzioni e ricavi per noleggio segmenti verticali, cessione in
IRU di diritti d'uso su Infrastrutture di Posa e Fibra Scura; fornitura servizi di
Housing, manutenzione Fibra Scura e connettività dedicata GEA/Giganet, servizi
di fonia fissa mobile ed apparati, servizi di outsourcing applicativi, servizi in cloud,
servizi di manutenzione verso Open Fiber (ex Metroweb)  e servizi di fornItura
elettrica.
Gruppo Poste Italiane
5
Servizi di fonia fissa e mobile inclusi apparati e servizi ICT; servizi di outsourcing
applicativi, servizi in cloud, servizi di manutenzione apparati e altri ricavi per
servizi.
Altre minori
1
Totale ricavi
9
71
Altri proventi operativi
Gruppo Poste Italiane
22
Totale altri proventi operativi
22
0
Acquisti di materie e servizi
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
2
Concessione della posa di polifora per cavi di telecomunicazioni lungo le tratte
autostradali (occupazione di suolo e spostamento cavi), manutenzione della rete
Open Fiber (ex Metroweb) di Milano e Genova (quota rete primaria).
Gruppo Havas
69
157
Attività di service & advisory nell'ambito dell'acquisto di spazi media da parte del
Gruppo TIM; studio e realizzazione di campagne pubblicitarie per i marchi TIM e
Kena, servizi di gestione editoriale dei brand TIM sui social network e servizi  di
gestione della data room del Gruppo TIM.
Gruppo Poste Italiane
20
Fornitura del servizio di stampa e recapito delle fatture e della corrispondenza
commerciale destinato ai clienti del Gruppo Telecom Italia per il tramite del
servizio Posta Contes e servizio di recapito raccomandate.
Gruppo Vivendi
2
7
Gestione operativa della piattaforma dello store on line denominato “TIM I Love
Games” di TIM e relativi sviluppi; servizio TIM Cloud Gaming (TIMGAMES) in
modalità SaaS; utilizzo delle licenze piattaforma My Canal.
Totale acquisti di materie e servizi
91
166
Altri costi operativi
1
Gruppo Poste Italiane
1
Totale altri costi operativi
1
Ammortamenti
3
Acquisto infrastrutture interrate su aree nere e acquisto di fibra connected verso
Open Fiber (ex Metroweb) società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti.
Proventi finanziari
Ministero dell'Economia e delle Finanze
14
2
Proventi derivanti da titoli obbligazionari
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
1
Interessi attivi su crediti commerciali
Totale proventi finanziari
14
1
Oneri finanziari
Ministero dell'Economia e delle Finanze
1
Minusvalenza su alienazione titoli
Totale oneri finanziari
1
0
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
373
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Indebitamento finanziario netto
Titoli diversi dalle partecipazioni (attività
correnti)
(269)
(437)
Titoli obbligazionari emessi dal Ministero dell'Economia e Finanze (MEF).
Crediti finanziari e altre attività
finanziarie correnti
(24)
Contratti di locazione infrastrutture con Open Fiber (gruppo Cassa Depositi e
Prestiti).
Totale crediti finanziari e altre attività
finanziarie correnti
(269)
(461)
Altre partite patrimoniali
Diritto d’uso su beni di terzi
1
Fornitura e l’installazione di segmenti verticali e infrastrutture per Open Fiber
(gruppo Cassa Depositi e Prestiti).
Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
Gruppo Poste Italiane
5
Fornitura del servizio di stampa e recapito delle fatture e della corrispondenza
commerciale destinato ai clienti del Gruppo Telecom Italia per il tramite del
servizio Posta Contes e servizio di recapito raccomandate
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
10
Cessione in IRU di diritti d'uso su Infrastrutture di Posa e Fibra Scura; fornitura
servizi di Housing, manutenzione Fibra Scura e connettività dedicata GEA/
Giganet, servizi di fonia fissa mobile ed apparati, servizi di outsourcing applicativi,
servizi in cloud, servizi di manutenzione e fornitura energia elettrica.
Gruppo Havas
2
Risconti attivi connessi a costi per servizi pubblicitari.
Totale crediti commerciali vari e altre
attività correnti
5
12
Vendita di apparati, servizi di fonia e ITC; attività di manutenzione e security.
Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
Gruppo Poste Italiane
29
Contratto per la fornitura del Servizio di Recapito delle fatture e della
corrispondenza commerciale destinato ai clienti del Gruppo Telecom Italia per il
tramite del servizio Posta Contes
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
1
Concessione della posa di polifora per cavi di telecomunicazioni lungo le tratte
autostradali (occupazione di suolo e spostamento cavi), utilizzo e manutenzione
della rete Open Fiber (ex Metroweb) di Milano e Genova (quota rete primaria) e
acquisti di energia elettrica.
Gruppo Havas
29
Attività di service & advisory nell'ambito dell'acquisto di spazi media da parte del
Gruppo TIM; studio e realizzazione di campagne pubblicitarie per i marchi TIM e
Kena, servizi di gestione editoriale dei brand TIM sui social network e servizi  di
gestione della data room di TIM.
Gruppo Vivendi
1
Acquisto di contenuti digitali musicali e televisivi,  gestione operativa della
piattaforma dello store on line denominato “TIM I Love Games” di TIM e relativi
sviluppi; servizio TIM Cloud Gaming (TIMGAMES) in modalità SaaS; utilizzo delle
licenze piattaforma My Canal.
Totale debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
29
31
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
374
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
2025
2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Acquisti di attività immateriali, attività
materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
12
Investimenti in attività immateriali e materiali (fornitore: Open Fiber), in
relazione al Piano 5G Copertura nell'ambito del PNRR.
Gruppo Poste
1
Sviluppi software
Totale acquisti di attività immateriali,
attività materiali e diritti d'uso su beni di
terzi per competenza
1
12
Operazioni verso fondi pensione
I valori più significativi sono così sintetizzabili:
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO CONSOLIDATO
(milioni di euro)
2025
2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Costi del personale
Contribuzione ai fondi pensione.
Fontedir
5
7
Telemaco
31
44
Altri fondi pensione
5
5
Totale costi del personale
41
56
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CONSOLIDATA
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
TIPOLOGIA CONTRATTI
Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
Debiti relativi alla contribuzione ai fondi pensione ancora da versare.
Fontedir
1
2
Telemaco
1
1
Altri fondi pensione
10
9
Totale debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
12
12
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 40
Operazioni con parti correlate
375
Compensi a dirigenti con responsabilità strategiche dell’impresa
Nell'esercizio 2025, i compensi contabilizzati per competenza da TIM o da società controllate del Gruppo per i dirigenti con
responsabilità strategiche sono stati pari a 15 milioni di euro (16 milioni di euro nell'esercizio 2024).
(milioni di euro)
2025
2024
Compensi a breve termine
11,5
(1)
14
(3)
Compensi a lungo termine
0,5
Indennità per la cessazione anticipata del rapporto di lavoro
Pagamenti in azioni (*)
3
(2)
2
(4)
Totale
15
16
(*) Si riferiscono al fair value, maturato al 31 dicembre, dei diritti sui piani di incentivazione di TIM S.p.A. e sue controllate basati su azioni (Long Term Incentive, Stock
Options Plan e Piani delle società controllate).
(1) di cui 1,3 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate;
(2) di cui 1,3 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate;
(3) di cui 1,4 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate;
(4) di cui 1,7 milioni di euro contabilizzati dalle società controllate.
I compensi a breve termine sono erogati nel corso dell’esercizio di riferimento o comunque entro i sei mesi successivi alla chiusura
dello stesso e, nel 2025, non accolgono gli effetti delle differenze di accertamento relative ai costi 2024 pari a -0,4 milioni di euro
per TIM S.p.A.. In particolare, l’incentivazione MBO dell’anno 2025 è riportata in tabella al valore target.
I compensi a lungo termine cash settled sono erogati al termine del Piano nel corso dell’esercizio 2027 e, nel 2025, si riferiscono al
fair value maturato nel periodo di riferimento.
Nell’esercizio 2025, i contributi versati per piani a contribuzione definita (Assida e Fontedir) da TIM S.p.A. a favore dei dirigenti con
responsabilità strategiche, sono stati pari a 272,5 mila euro (232 mila euro nell'esercizio 2024).
Nell’esercizio 2025 i “Dirigenti con responsabilità strategiche dell’impresa”, ossia coloro che hanno il potere e la responsabilità,
direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività del Gruppo TIM, compresi gli
amministratori, sono così individuati:
Amministratori:
Pietro Labriola
Amministratore Delegato e Chief Executive Officer di TIM S.p.A.
Direttore Generale di TIM S.p.A.
Dirigenti:
Alberto Maria Griselli
Diretor Presidente TIM S.A.
Adrian Calaza Noia
(1)
Chief Financial Office
Paolo Chiriotti
Chief Human Resources & Organization Office
Leonardo De Carvalho Capdeville
(2)
Chief Technology Office
Giampaolo Leone
Responsabile Procurement & Logistics
Roberto Mazzilli
Chief IT Group Office
Agostino Nuzzolo
Responsabile Legal, Regulatory & Tax
Claudio Giovanni Ezio Ongaro
Chief Strategy, Business Development & Wholebuy Office
Piergiorgio Peluso
(3)
Chief Financial Office
Andrea Rossini
Chief Consumer, Small & Medium and Mobile Wholesale Market Office
Eugenio Santagata
(4)
Chief Public Affairs, Security and International Business Office
Elio Schiavo
Chief Enterprise and Innovative Solutions Office
(1) Fino al 6 novembre 2025
(2) Dal 5 agosto 2025
(3) Dal 6 novembre 2025
(4) Fino al 30 agosto 2025
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 41 
Accordi di pagamento basato su azioni
376
NOTA 41
ACCORDI DI PAGAMENTO BASATO SU AZIONI
TIM S.p.A. - Piani di lungo termine
L’Assemblea degli Azionisti di TIM S.p.A. del 24 giugno 2025 ha approvato il lancio dei Piani di Incentivazione di lungo periodo
denominati:
“Piano LTI di Performance Shares 2025-2027” (Piano LTI 2025-2027)
Proposte di integrazione al “Piano di Stock Options 2022-2024” (Piano SOP modificato), così come approvato dall’Assemblea
degli Azionisti in data 7 aprile 2022
“Piano di Phantom Shares 2025-2027” (Piano Phantom Shares)
Per la descrizione delle caratteristiche del Piano di Stock Options 2022-2024 originale si rimanda al Bilancio al 31 dicembre 2024 di
TIM S.p.A.
TIM S.p.A. - Piano LTI 2025-2027
L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato il Piano LTI di Performance Shares 2025-2027, finalizzato a rafforzare
l’allineamento tra gli interessi del management e quelli degli azionisti, mediante l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie TIM
subordinatamente al raggiungimento di specifici obiettivi di performance su base triennale.
Il Piano è rivolto all’Amministratore Delegato ed a esponenti del management del Gruppo (tra cui i Dirigenti con Responsabilità
Strategiche)
Il Piano si configura come un piano equity based ed equity settled, strutturato su un orizzonte temporale triennale, in linea con le
best practice di mercato in materia di remunerazione. Ai Beneficiari del Piano viene attribuito un numero di Performance Shares
proporzionale alla propria retribuzione annua lorda. In particolare, la pay opportunity rispetto al base salary sarà in funzione del
ruolo e della performance raggiunta.
Il numero delle azioni assegnate ai beneficiari alla maturazione è direttamente correlato al grado di raggiungimento degli obiettivi
di performance di seguito illustrati, costituiti da un obiettivo economico-finanziario, due obiettivi ESG nonché un obiettivo market-
based relativo al Total Shareholder Return (TSR, che misura il rendimento complessivo dell’investimento nelle azioni nel triennio di
riferimento, tenendo conto della variazione di prezzo delle azioni e dei dividendi distribuiti dalla Società).
In particolare:
l’obiettivo economico-finanziario è costituito dal TIM Group EBITDA AL - CAPEX reported cumulato nel triennio 2025-2027;
gli obiettivi ESG sono connessi (i) all’eco-efficienza della rete mobile e (ii) alla percentuale di individui del genere femminile in
posizione di responsabilità;
relativamente al TSR (Total Shareholder Return) la performance sarà calcolata verificando il posizionamento del Total
Shareholder Return di TIM rispetto ad un paniere di peers costituito da dieci peers TLC europei.
Il Piano avrà termine alla eventuale maturazione delle Performance Shares secondo quanto sarà accertato dal Consiglio di
Amministrazione in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2027 (e dunque nell’esercizio
2028), fermo il successivo lock-up e l’assoggettamento a claw-back.
La curva di payout è così definita: 50% della pay opportunity al valore minimo, 75% della pay opportunity al valore target, 100%
della pay opportunity al valore massimo.
Al 31 dicembre 2025 i destinatari sono complessivamente 66 e il numero delle azioni attribuito al raggiungimento massimo (100%
della pay opportunity) risulta pari a 26.526.484.
Per ulteriori dettagli si rinvia al documento informativo dell’iniziativa consultabile al link https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/
investitori/doc---avvisi/anno-2025/Documento-Informativo-LTI-Performance-Shares-2025-2027-.pdf.
TIM S.p.A. - Piano SOP modificato
L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato una serie di modifiche al Piano di Stock Options 2022-2024, già
approvato dall’Assemblea degli Azionisti del 7 aprile 2022.
La consuntivazione degli obiettivi collegati a detto Piano è stato oggetto di approvazione del Consiglio di Amministrazione di TIM
S.p.A. in data 14 aprile 2025, ed in tale data le Opzioni sono diventate esercitabili.
Tali integrazioni sono state introdotte per neutralizzare gli effetti della significativa discontinuità aziendale derivante
dall'operazione di cessione della rete fissa (NetCo) e per preservare la finalità incentivante e di retention del Piano originario per il
management.
Le suddette modifiche, più oltre esplicitate, si applicano ai beneficiari delle opzioni SOP 2022-2024 che: (i) alla data del 24 giugno
2025 erano ancora legati da rapporto di lavoro dipendente o di amministrazione con TIM o altra Controllata (ad esclusione di
Telecom Italia Sparkle S.p.A.) e (ii) hanno optato per l’adesione alle nuove regole di cui infra, rinunciando alla regolazione
precedente in materia di strike price e periodo di esercizio (“Beneficiari Non Cessati Aderenti”).
In particolare, le modifiche proposte riguardano:
la determinazione di un diverso valore di strike price, ridotto dal prezzo originario di 0,424 euro al Nuovo Strike Price di 0,3465
euro (calcolato sulla base della media ponderata dei prezzi di mercato dell'azione TIM registrati nei 30 giorni precedenti la
delibera del Consiglio di Amministrazione del 23 maggio 2025), con connessa riparametrazione del payout massimo
conseguibile dai Beneficiari Non Cessati Aderenti;
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 41 
Accordi di pagamento basato su azioni
377
la determinazione di un diverso periodo di esercizio, che decorrerà dal 1° febbraio 2027 al 14 aprile 2027 per i Beneficiari Non
Cessati Aderenti, come definiti in precedenza.
Al 31 dicembre 2025, i destinatari del Piano SOP modificato sono complessivamente 77 e il numero di opzioni assegnate e in essere
a tale data risulta pari a 136.892.161.
I destinatari del Piano SOP 2022-2024 originale, esclusi dal regolamento del nuovo Piano SOP modificato (ad esempio perché
cessati dal servizio), risultano essere complessivamente 64, con un numero di opzioni già esercitabili pari a 72.457.254, di cui
7.402.387 già esercitate al 31 dicembre 2025. Il periodo di esercizio previsto per il Piano SOP originale si concluderà - analogamente
al Piano SOP modificato - il 14 aprile 2027, con un valore di strike price pari a 0,424 euro.
Per ulteriori dettagli si rinvia al documento informativo dell’iniziativa consultabile al link https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/
investitori/doc---avvisi/anno-2025/Modifica-Documento-informativo-SOP-2022-2024-DEF-ITA-26-05.pdf.
TIM S.p.A. - Piano di Phantom Shares
L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato il Piano di Phantom Shares 2025-2027. Si tratta di un piano di
incentivazione monetaria di lungo termine (Long Term Incentive) basato sul valore della partecipazione al capitale, rivolto a una
selezionata platea di dipendenti del Gruppo individuati in base al ruolo strategico ricoperto, che non siano già destinatari del Piano
SOP 2022-2024.
A differenza dei piani di stock option o performance shares, questo strumento è “cash settled”: non prevede l'attribuzione di azioni
fisiche, bensì di unità virtuali denominate "Phantom Shares". Queste unità attribuiscono al beneficiario il diritto a ricevere un bonus
in denaro (Bonus monetario), calcolato sulla base dell'incremento del valore del titolo TIM rispetto a un valore di riferimento
iniziale.
In particolare:
il Valore Soglia (prezzo di riferimento) è fissato in 0,3465 euro, in coerenza con il nuovo strike price definito per il Piano SOP
modificato;
la maturazione del bonus è subordinata ad un valore del titolo a conclusione del Piano (Valore di Maturazione) superiore al
Valore Soglia e alla permanenza del rapporto di lavoro tra la Società (o una controllata) ed il beneficiario al 31 gennaio 2027
(salve le ipotesi di c.d. good leaver).
Il bonus finale sarà determinato moltiplicando il numero di Phantom Shares maturate per la differenza tra il valore di mercato
dell’azione alla data di maturazione e il Valore Soglia di cui sopra. Il valore massimo in ogni caso attribuibile a ciascuna Phantom
Shares, una volta intervenuta la maturazione ai fini della corresponsione del bonus, sarà pari a euro 1,4225.
Al 31 dicembre 2025, i destinatari del Piano Phantom Shares sono complessivamente 89 e il numero di Phantom Shares attribuite
risulta pari a 37.957.500.
Per ulteriori dettagli si rinvia al documento informativo dell’iniziativa consultabile al link: https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/
investitori/doc---avvisi/anno-2025/TIM-Documento-Informativo-Piano-di-Phantom-Shares-2025-2027.pdf.
TIM S.A. (Business Unit Brasile)
TIM S.A. – Long Incentive Plan 2021-2023
Il 30 marzo 2021 è stato approvato dall’Assemblea Generale degli Azionisti di TIM S.A. il piano di incentivazione a lungo termine a
favore di dirigenti operanti in posizioni chiave della società. Il piano si propone di premiare i partecipanti con azioni emesse dalla
società, in funzione di determinate condizioni temporali (Restricted Shares) e del raggiungimento di obiettivi specifici (Performance
Shares). Il periodo di vesting è di 3 anni e la società non ha l'obbligo giuridico di riacquistare o di regolare le azioni in contanti o in
qualsiasi altra forma. Il piano - oltre il trasferimento delle azioni ai beneficiari - prevede anche la possibilità di premiare i
partecipanti attraverso la liquidazione del valore equivalente in cash.
Anno 2021
Il 5 maggio 2021 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 3.431.610 azioni, di cui 3.173.142
performance shares, vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 258.468 restricted shares, con
vesting di 3 anni.
Nel 2021, al piano tradizionale, è stato affiancato lo Special Grant, ulteriore concessione straordinaria con l'obiettivo di incentivare
la chiusura dell'operazione di acquisto di parte degli asset di Oi Móvel in Brasile nonché il successo delle successive operazioni di
integrazione.
Sul totale delle 3.431.610 azioni assegnate, 1.151.285 sono relative all'assegnazione tradizionale (con 892.817 performance share e
258.468 restricted shares) e 2.280.325 fanno riferimento allo Special Grant.
Il 9 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un adeguamento di 220.743 nella quantità delle performance
shares concesse nell'ambito dello Special Grant ai partecipanti nominati nel periodo su nuove responsabilità di maggior peso.
Il 31 dicembre 2024, relativamente all’assegnazione tradizionale, si sono conclusi tre vesting period:
2022: in conformità con i risultati approvati il 26 aprile 2022, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 572.608 azioni,
di cui 463.608 relative al volume originario maturato, 87.605 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e
21.395 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte
del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di giugno dell'importo
corrispondente a 3.486 azioni (2.883 relative al volume originario maturato, 473 riconosciute in funzione del livello di
raggiungimento degli obiettivi e 130 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
2023: in conformità con i risultati approvati l’8 maggio 2023, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 169.462 azioni,
di cui 128.384 relative al volume originario maturato, 28.484 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e
12.594 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte
del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 41 
Accordi di pagamento basato su azioni
378
corrispondente a 17.576 azioni (13.316 relative al volume originario maturato, 2.954 riconosciute in funzione del livello di
raggiungimento degli obiettivi e 1.306 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
2024: in conformità con i risultati approvati il 6 maggio 2024, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 530.784
azioni, di cui 298.151 relative al volume originario maturato, 180.353 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi
e 52.280 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti
parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio
dell'importo corrispondente a 31.677 azioni (17.792 relative al volume originario maturato, 10.764 riconosciute in funzione del
livello di raggiungimento degli obiettivi e 3.121 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
Relativamente allo Special Grant:
2022: in conformità con i risultati approvati il 26 aprile 2022, sono state trasferite a luglio ai beneficiari 601.936 azioni, di cui
579.451 relative al volume originario maturato e 22.485 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
2023: in conformità con i risultati approvati l’8 maggio 2023, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 1.038.041
azioni, di cui 829.161 relative al volume originario maturato, 131.775 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi
e 77.105 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti
parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio
dell'importo corrispondente a 92.254 azioni (76.087 relative al volume originario maturato, 9.314 riconosciute in funzione del
livello di raggiungimento degli obiettivi e 6.853 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
2024: in conformità con i risultati approvati il 6 maggio 2024, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 719.164
azioni, di cui 483.928 relative al volume originario maturato, 164.415 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi
e 70.821 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti
parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio
dell'importo corrispondente a 19.892 azioni (13.385 relative al volume originario maturato, 4.548 riconosciute in funzione del
livello di raggiungimento degli obiettivi e 1.959 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
Al 31 dicembre 2024, comprese le azioni da trasferire a luglio, a fronte di un volume originario assegnato pari a 3.431.610 azioni
oltre a 220.743 relative alle nomine dei partecipanti su ruoli di maggior peso, 746.207 sono state annullate per l’uscita dei beneficiari
dalla società e 3.631.995 azioni sono state trasferite ai beneficiari (2.782.683  relative al volume originario maturato, 592.632
riconosciute in base al livello di raggiungimento degli obiettivi, 256.680 per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo). Per i
partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento
in cash dell'importo corrispondente a 164.885 azioni (123.463 relative al volume originario maturato, 28.053 riconosciute in funzione
del livello di raggiungimento degli obiettivi e 13.369 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo), completando così la concessione
2021.
Anno 2022
Il 26 aprile 2022 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.227.712 azioni, di cui 927.428
performance shares, vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 300.284 restricted shares, con
vesting di 3 anni.
2023: in conformità con i risultati approvati l’8 maggio 2023, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 392.460
azioni, di cui 264.305 relative al volume originario maturato, 110.928 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi
e 17.227 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
2024: in conformità con i risultati approvati l’6 maggio 2024, nel mese di luglio sono state trasferite ai beneficiari 680.532
azioni, di cui 252.442 relative al volume originario maturato, 374.411 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi
e 53.679 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta, per partecipante trasferite ad altre società facenti
parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio
dell'importo corrispondente a 19.018 azioni (7.055 relativo al volume originario maturato, 10.463 riconosciute in funzione del
livello di raggiungimento degli obiettivi e 1.500 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo). Inoltre, nel mese di ottobre sono
state trasferite ad altre beneficiario trasferite ad altre società facente parte del Gruppo, 57.021 azioni, di cui 37.087 relative al
volume originario maturato, 15.437 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 4.497 azioni per effetto dei
dividendi distribuiti nel periodo.
2025: in conformità con i risultati approvati il 5 maggio 2025, nel mese di luglio sono stati trasferiti ai beneficiari 768.845 azioni,
di cui 403.661 relative al volume originario maturato, 253.959 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e
111.224 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. In aggiunta per partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte
del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è stato disposto il pagamento in cash durante il mese di luglio dell'importo
corrispondente a 20.848 azioni (11.646 relativo al volume originario maturato, 6.186 riconosciute in funzione del livello di
raggiungimento degli obiettivi e 3.016 dovute ai dividendi distribuiti nel periodo).
Al 31 dicembre 2025, comprese le azioni trasferite a luglio, a fronte di un volume originario assegnato pari a 1.227.712 azioni, 251.517
sono state annullate per l’uscita dei beneficiari dalla società e 1.898.858 azioni sono state trasferite ai beneficiari (957.495 relative al
volume originario maturato, 754.735 riconosciute in base al livello di raggiungimento degli obiettivi, 186.627 per effetto dei dividendi
distribuiti nel periodo). Per i partecipanti trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, secondo le regole previste dal Piano, è
stato disposto il pagamento in cash durante dell'importo corrispondente a 39.866 azioni (18.701 relativo al volume originario
maturato, 16.649 riconosciute in funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi e 4.516 dovute ai dividendi distribuiti nel
periodo), completando così la concessione 2022.
Anno 2023
Il 31 luglio 2023 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.560.993 azioni, di cui 1.189.900
performance shares, vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 371.093 restricted shares, con vesting
di 3 anni.
2024: in conformità con i risultati approvati il 6 maggio 2024, nel mese di agosto sono stati trasferiti ai beneficiari 475.520
azioni, di cui 227.983 relative al volume originario maturato, 223.132 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi
e 24.405 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo. Inoltre, nel mese di ottobre sono state trasferite ad altri
beneficiari trasferiti ad altre società facenti parte del Gruppo, 135.421 azioni, di cui 78.467 relative al volume originario
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 41 
Accordi di pagamento basato su azioni
379
maturato, 50.008 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e 6.946 azioni per effetto dei dividendi distribuiti
nel periodo.
2025: in conformità con i risultati approvati il 5 maggio 2025, nel mese di agosto sono stati trasferiti ai beneficiari 646.081
azioni, di cui 303.469 relative al volume originario maturato, 265.491 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi
e 77.121 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
Al 31 dicembre 2025, a fronte di un totale assegnato pari a 1.560.993 azioni, 263.986 sono state annullate per l’uscita dei beneficiari
dalla Società, lasciando così un saldo di 687.088 azioni maturabili a fine periodo.
TIM S.A. – Long Incentive Plan 2024-2026
Il 28 marzo 2024 è stato approvato dall’Assemblea Generale degli Azionisti di TIM S.A. il piano di incentivazione a lungo termine a
favore di dirigenti operanti in posizioni chiave della società. Il piano si propone di premiare i partecipanti con azioni emesse dalla
società, in funzione di determinate condizioni temporali (Restricted Shares) e del raggiungimento di obiettivi specifici (Performance
Shares). Il periodo di vesting è di 3 anni e la società non ha l'obbligo giuridico di riacquistare o di regolare le azioni in contanti o in
qualsiasi altra forma. Il piano - oltre il trasferimento delle azioni ai beneficiari - prevede anche la possibilità di premiare i
partecipanti attraverso la liquidazione del valore equivalente in cash.
Anno 2024
Il 30 luglio 2024 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.226.859 azioni, di cui 946.060
performance shares, vincolate a condizioni di performance e con vesting graduale per 3 anni, e 280.799 restricted shares, con vesting
di 3 anni.
2025: in conformità con i risultati approvati il 5 maggio 2025, nel mese di agosto sono stati trasferite ai beneficiari 144.065
azioni, di cui 88.693 relative al volume originario maturato, 44.360 concesse in base al livello di raggiungimento degli obiettivi e
11.012 azioni per effetto dei dividendi distribuiti nel periodo.
Al 31 dicembre 2025, a fronte di un totale assegnato pari a 1.226.859 azioni, 169.302 sono state annullate per l’uscita dei beneficiari
dalla Società, lasciando così un saldo di 884.346 azioni maturabili a fine periodo.
Anno 2025
Il 5 maggio 2025 ai beneficiari del piano è stato riconosciuto il diritto di ricevere complessivamente 1.368.704 azioni, vincolate a
condizioni di performance shares, con vesting di 3 anni.
Al 31 dicembre 2025, su un totale assegnato di 1.368.704 azioni, a cui si aggiungono 15.252 relative al movimento interno dei
partecipanti, 261.997 azioni sono state cancellate a causa delle uscite di beneficiari dall'Azienda, lasciando così un saldo di 1.121.959
azioni da acquisire alla fine del periodo.
Modalità di valutazione al fair value delle opzioni e diritti assegnati
Parametri utilizzati per le assegnazioni di TIM S.p.A.
Piani/Parametri
Prezzo
esercizio
(euro)
Valore di
partenza
(euro)
(1)
Volatilità (2)
Durata
Dividendi
attesi
(euro)
(3)
Tasso di
interesse senza
rischio
(4)
Piano SOP 2022-2024
0,424
34,6%
3 anni
0,02
0,479% a 3 anni
Piano SOP modificato
0,3465
36,7%
2 anni
0,01
2,018% a 2 anni
Piano LTI di Performance Share 2025-2027
0,4071
3 anni
0,01
2,092% a 3 anni
Piano di Phantom Shares
0,3465
36,7%
2 anni
0,01
2,018% a 2 anni
(1) Media aritmetica dei prezzi ufficiali delle Azioni rilevati a partire dal giorno di borsa aperta precedente quello di assegnazione del Piano sino al trentesimo giorno di calendario ordinario
precedente (entrambi inclusi) sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., calcolata utilizzando come divisore soltanto i giorni cui si riferiscono le
quotazioni prese a base del calcolo, con troncamento al quarto decimale.
(2) In funzione degli obiettivi di performance del piano sono stati considerati i valori di volatilità del titolo TIM e, ove del caso, dei titoli delle società delle principali società del settore delle
telecomunicazioni “peer basket”.
(3) I dividendi sono stati stimati in base ai dati dell’agenzia Bloomberg.
(4) Il tasso di interesse privo di rischio fa riferimento al tasso dei titoli governativi della Repubblica Federale di Germania (benchmark di mercato per le operazioni in euro) alla data di valutazione
con scadenza coerente al periodo di riferimento.
Parametri utilizzati per le assegnazioni di TIM S.A.
Piani/Parametri
Valore normale
(reais)
Durata
Piano PS/RS 2021
12,95
3 anni
Piano PS/RS 2022
13,23
3 anni
Piano PS/RS 2023
12,60
3 anni
Piano PS/RS 2024
18,34
3 anni
Piano PS/RS 2025
17,22
3 anni
Effetti sul risultato economico e sulla situazione patrimoniale - finanziaria
I piani retributivi che prevedono una remunerazione in strumenti di capitale sono rilevati al fair value, che rappresenta il costo di tali
strumenti alla data di assegnazione ed è rilevato a conto economico separato tra i “costi del personale” lungo il periodo
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 41 
Accordi di pagamento basato su azioni
380
intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione (vesting period) con contropartita una riserva di patrimonio netto
(“Altri strumenti rappresentativi di patrimonio netto”). La parte dei piani che prevede la corresponsione di compensi in denaro è
iscritta tra le passività in contropartita dei “Costi del personale”. I piani retributivi che prevedono una remunerazione in strumenti di
capitale non hanno impatti significativi né sul risultato economico né sulla situazione patrimoniale e finanziaria al 31 dicembre 2025
del Gruppo TIM.
NOTA 42
EVENTI ED OPERAZIONI SIGNIFICATIVI NON RICORRENTI
Ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, sono di seguito esposte le informazioni circa l’impatto sui
risultati economici, finanziari e patrimoniali del Gruppo TIM, degli eventi e operazioni non ricorrenti dell'esercizio 2025. Gli effetti
non ricorrenti su Patrimonio Netto e Utile (perdita) dell'esercizio sono espressi al netto degli impatti fiscali.
(milioni di euro)
Patrimonio
Netto
Utile (perdita)
dell'esercizio
Indebitamento
finanziario
netto
Flussi finanziari
(*)
Valore di bilancio
(a)
13.455
519
9.778
(812)
Altri proventi operativi
944
944
(33)
1.028
Acquisti di materie e servizi - Oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di
progetti non ricorrenti ed altri oneri
(601)
(601)
70
(70)
Costi del personale - Oneri connessi a processi di riorganizzazione/
ristrutturazione aziendale e altri
(117)
(117)
277
(277)
Altri costi operativi - Oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere
regolatorio e a potenziali passività ad essi correlati, altri accantonamenti ed
oneri
(17)
(17)
78
(78)
Altri proventi finanziari
38
38
Altri oneri finanziari
(14)
(14)
Totale effetti non ricorrenti
(b)
233
233
392
603
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad
essere cedute
(c)
(76)
(76)
(61)
(12)
Valore figurativo di bilancio
(a-b-c)
13.298
362
9.447
(1.403)
(*) I flussi finanziari si riferiscono all’aumento (diminuzione) nel periodo della Cassa e disponibilità liquide equivalenti.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 42
Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti
381
L’impatto sulle singole voci di conto economico separato consolidato delle partite di natura non ricorrente è così dettagliato:
(milioni di euro)
2025
2024
Altri proventi operativi:
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
973
Altri
16
55
Acquisti di materie e servizi, Variazione delle rimanenze:
Costi contrattuali differiti di rete fissa -  passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di riconoscimento a
conto economico
(589)
Altri costi e oneri
(46)
(23)
Costi del personale:
Costi contrattuali differiti di rete fissa -  passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di riconoscimento a
conto economico
(39)
Oneri connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale e altri
(84)
(85)
Altri costi operativi:
Oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a potenziali passività ad essi
correlati, altri accantonamenti e oneri
(18)
(44)
Impatto su Risultato operativo ante Ammortamenti, Plusvalenze/(minusvalenze) e Ripristini di
valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA)
213
(97)
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti:
Plusvalenze da realizzo di attività non correnti
3
Impatto su Risultato operativo (EBIT)
213
(94)
Altri proventi/(oneri) da partecipazioni:
Altri(oneri)/proventi da operazioni societarie
68
Proventi finanziari:
Canone di concessione 1998 - interessi legali
38
Altri proventi finanziari
1
Oneri finanziari:
Altri oneri finanziari
(14)
(96)
Impatto sull’Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento
237
(121)
Imposte sul reddito relative a partite non ricorrenti
(4)
26
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(76)
(598)
Impatto sull’Utile (perdita) dell'esercizio
157
(693)
NOTA 43
POSIZIONI O TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI
ATIPICHE E/O INUSUALI
Ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso dell'esercizio 2025 non sono state
poste in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 44
Altre informazioni
382
NOTA 44
ALTRE INFORMAZIONI
a) Tassi di cambio utilizzati per la conversione dei bilanci delle imprese estere(*)
Cambi di fine esercizio
Cambi medi dell'esercizio
(poste patrimoniali)
(poste economiche e flussi finanziari)
(unità di valuta locale per 1 euro)
31.12.2025
31.12.2024
2025
2024
Europa
BGN
Lev bulgaro
1,95580
1,95580
1,95580
1,95580
CHF
Franco svizzero
0,93140
0,94120
0,93693
0,95268
CZK
Corona ceca
24,23700
25,18500
24,69000
25,11989
GBP
Lira sterlina
0,87260
0,82918
0,85681
0,84666
RON
Leu romeno
5,09680
4,97430
5,04175
4,97463
RUB
Rublo russo
92,89380
117,69650
94,40740
100,43821
TRY
Lira turca
50,48380
36,73720
44,77805
35,56202
Nord America
USD
Dollaro USA
1,17500
1,03890
1,13008
1,08209
America Latina
ARS
Peso argentino
1.703,51420
1.067,32740
1.414,17854
990,20651
BOB
Boliviano
8,08970
7,15080
7,79693
7,46514
BRL
Real brasiliano
6,46532
6,43318
6,30892
5,82877
CLP
Peso cileno
1.056,88000
1.031,22000
1.074,80525
1.021,10031
COP
Peso colombiano
4.429,82000
4.559,17000
4.575,26421
4.406,72481
MXN
Peso Messicano
21,11800
21,55040
21,67501
19,81481
PEN
Nuevo sol peruviano
3,94620
3,88790
4,02787
4,06054
VES
Bolivar venezuelano
347,20730
53,77410
148,12671
41,50741
Altri paesi
ILS
Shekel israeliano
3,74710
3,78850
3,89437
4,00504
INR
Rupia indiana
105,59650
88,93350
98,52205
90,53835
NGN
Naira nigeriana
1.685,43970
1.597,89150
1.718,45864
1.602,68136
(*) Fonte: Elaborazione su dati Banca Centrale Europea, Reuters e principali Banche Centrali.
b) Ricerca e sviluppo
I costi sostenuti per le attività di ricerca e sviluppo sono rappresentati da costi esterni, costo del personale dedicato e
ammortamenti e sono così dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Costi per attività di ricerca e sviluppo spesati nell'esercizio
29
35
Costi di sviluppo capitalizzati
293
500
Totale costi (spesati e capitalizzati) di ricerca e sviluppo
322
535
Il totale dei costi di ricerca e sviluppo per il 2025 ammonta a 322 milioni di euro.
La riduzione rispetto all'esercizio 2024 è connessa da un lato con la completa rivisitazione del perimetro di attività e dei progetti di
Ricerca e Sviluppo, effettuata a valle del processo di delayering con la cessione di NetCo e la conseguente modifica del modello
industriale delle attività del Gruppo TIM e, dall'altro, con la riduzione delle spese di IT Office, conseguenza della cessione NetCo,
nonché con l'avvio di un processo di ottimizzazione della spesa effettuata dal Technology Office con riferimento al piano di accesso
mobile.
Le attività di ricerca e sviluppo effettuate dal Gruppo TIM sono dettagliate nella Relazione sulla gestione (Sezione “Innovazione,
ricerca e sviluppo”).
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 44
Altre informazioni
383
c) Leasing attivi
Il Gruppo TIM ha stipulato contratti di leasing su terreni e fabbricati per uso ufficio e industriale, siti infrastrutturali per la rete mobile
e infrastrutture di rete; l’ammontare dei canoni a valore nominale ancora da incassare è il seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Entro l’esercizio successivo
33
43
Dal 1° al 2° esercizio successivo 
3
5
Dal 2° al 3° esercizio successivo 
3
5
Dal 3° al 4° esercizio successivo 
3
5
Dal 4° al 5° esercizio successivo 
2
4
Oltre il 5° esercizio successivo 
3
2
Totale
47
64
d) Erogazioni pubbliche
La legge n.124/2017 prevede l’obbligo di fornire informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e a vantaggi
economici di qualunque genere ricevuti da pubbliche amministrazioni italiane. A tale proposito, si evidenziano nella tabella
seguente le erogazioni incassate dal Gruppo TIM nel corso degli esercizi 2025 e 2024:
Ente erogante
settore di intervento
Incasso 2025
(milioni di euro)
Incasso 2024
(milioni di euro)
Fondimpresa/Fondirigenti
formazione
2
2
Infratel
realizzazione infrastrutture di rete
7
Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)(1)
ricerca e innovazione
4
32
ANPAL
formazione
1
Altri(2)
2
1
Totale
8
43
(1) 2025 - include i progetti TIM Edge & Cloud Continuum; ChAALenge, CADUCEO.
    2024 – include i progetti TIM Edge & Cloud Continuum; TIMONE, CADUCEO.
(2) 2025 - MUR e Università degli Studi di Napoli Federico II, Settore di intervento: ricerca e innovazione.
      2024 – MUR e Regione Lombardia, Settore di  intervento: ricerca.
In particolare:
TIM S.p.A. è stata ammessa alle agevolazioni previste dal D.M. del 5 marzo 2018 del MIMIT per due progetti di Ricerca e
Sviluppo per l'innovazione tecnologica nel settore sanitario denominati ChAALenge (Prog. n. F/180016/01-05/X43) e CADUCEO
(Prog. n.  F/180025/01-05/X43 - “Cloud plAtform for intelligent prevention and Diagnosis sUpported by artifiCial intelligEnce
solutiOns).
Il progetto ChAALenge ha come obiettivo il miglioramento della qualità di vita delle persone fragili in ogni ambiente
mediante il paradigma della Smart Everything Everywhere, costruendo un sistema integrato di supporto alla fragilità e
all’invecchiamento attivo. Il Progetto, operativo dal 1° gennaio 2021, si è concluso nelle attività realizzative il 31 dicembre
2023. Nell’esercizio 2025 TIM ha percepito contributi a fondo perduto per un valore di 0,05 milioni di euro.
Il progetto CADUCEO ha come obiettivo la creazione di una piattaforma cloud avanzata utilizzata per la prevenzione e la
diagnosi intelligente nel campo della salute, supportata da soluzioni basate sull'intelligenza artificiale (IA). L'idea centrale
del progetto è quella di sfruttare la potenza dell'IA e del cloud computing per migliorare la diagnosi medica e le strategie di
prevenzione. Il progetto operativo dall’11 gennaio 2021, si è concluso nelle attività realizzative il 31 dicembre 2024.
Nell’esercizio 2025 TIM ha percepito contributi a fondo perduto per un valore di 0,07 milioni di euro (0,2 milioni di euro
nell'esercizio 2024).
Con riferimento al progetto di ricerca e sviluppo “TIMONE - TIM Oss for Network Evolution” (Prog. n.  F/140007/00/X39) TIM ha
percepito contributi a fondo perduto per un ammontare di 0,7 milioni di euro nell’esercizio 2024. TIM è stata ammessa alle
agevolazioni dal MISE (ora MIMIT) a giugno 2020 (D.M. 0002324 - 03-06-2020).
I 6 Obiettivi Realizzativi di TIMONE hanno riguardano le attività di trasformazione ed evoluzione degli OSS negli ambiti
applicativi di Network Creation & Inventory, Fulfillment, Assurance ed AI/CC/ML.
Il Progetto, operativo dal 1° ottobre 2019, si è concluso nelle attività realizzative il 30 settembre 2022.
Nel corso del 2025 è stato erogato il finanziamento agevolato pari a 11 milioni di euro con rimborso previsto come da piano di
ammortamento fino al 30 giugno 2031.
e) Compensi Amministratori e Sindaci
I compensi complessivamente spettanti per l’esercizio 2025 agli Amministratori e ai Sindaci di TIM S.p.A., per lo svolgimento di tali
funzioni nella Capogruppo e in altre imprese consolidate, ammontano a 1,850 milioni di euro per gli Amministratori e a 0,623
milioni di euro per i Sindaci. Con riferimento ai compensi spettanti agli Amministratori si segnala che l’importo è determinato
conteggiando i soli compensi per incarichi societari (in primis quelli ex art. 2389 c.c. 1° e 3° comma) senza includere quindi le
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 44
Altre informazioni
384
somme relative agli eventuali rapporti di lavoro dipendente con società del Gruppo e ai benefici non monetari; per una descrizione
completa e dettagliata dei compensi corrisposti agli Amministratori si fa rinvio a quanto esposto nella Relazione sulla
Remunerazione, disponibile presso la sede della Società e sul sito internet gruppotim.it/assemblea.
f) Prospetto riepilogativo dei corrispettivi alla Società di Revisione e alle altre
entità appartenenti alla sua rete
Il seguente prospetto riporta i corrispettivi complessivamente spettanti a EY S.p.A. e alle altre entità della rete EY per la revisione
dei bilanci 2025, nonché i corrispettivi di competenza dell’esercizio 2025 per gli altri servizi di revisione/verifica e per gli altri servizi
diversi dalla revisione resi alle società del Gruppo TIM da EY S.p.A. e dalle altre entità appartenenti alla rete EY. Vengono qui incluse
anche le spese vive, sostenute nel 2025, relativamente a detti servizi.
EY S.p.A.
Altre entità della rete EY
(migliaia di euro)
TIM
S.p.A.
Società
controllate
Gruppo
TIM
TIM
S.p.A.
Società
controllate
Gruppo
TIM
Totale
rete EY
Servizi di revisione
2.536
1.641
4.177
2.202
2.202
6.379
Servizi di verifica con emissione di
attestazione
114
5
119
119
Servizi di assurance sulla dichiarazione di
sostenibilità
325
325
49
49
374
Altri servizi
25
25
62
62
87
Totale corrispettivi per servizi di
revisione e diversi verso la rete EY
3.000
1.646
4.646
2.313
2.313
6.959
Spese vive
52
32
84
9
9
93
Totale
3.052
1.678
4.730
2.322
2.322
7.052
NOTA 45
EVENTI SUCCESSIVI AL 31 DICEMBRE 2025
TIM S.A. (Business Unit Brasile): TIM S.A. rafforza la sua strategia B2B con
l'acquisizione di V8.Tech
Il 26 novembre 2025 il Consiglio di Amministrazione di TIM S.A. (Business Unit Brasile) ha approvato la stipula di un contratto di
compravendita di azioni ("Contratto") per l'acquisizione del 100% del capitale sociale di V8 Consulting S.A. ("V8.Tech"), per un
corrispettivo di 140 milioni di reais (importo soggetto ai consueti adeguamenti per questo tipo di operazione, come previsto nel
Contratto) da versare al closing. Tale importo può essere aumentato di ulteriori pagamenti (earn-out) fino al limite di 140 milioni di
reais, subordinatamente al rispetto di determinate condizioni, entro un periodo di sei anni ("Operazione").
Fondata nel 2014, V8.Tech è una società tecnologica specializzata nell'integrazione di soluzioni digitali e servizi gestiti, con una
forte presenza nella trasformazione digitale, nel cloud computing (multicloud, privato e ibrido) e nell'intelligenza artificiale. La
società impiega attualmente circa 380 professionisti e ha registrato un fatturato netto di circa 235 milioni di reais negli ultimi 12
mesi (a settembre 2025), con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 17% tra il 2021 e il 2024. Inoltre, serve più di 100
clienti attivi in vari settori dell'economia.
L'Operazione rafforza la strategia B2B di TIM S.A., ampliando in modo significativo la capacità della Società di fornire soluzioni
complete di trasformazione digitale. L'integrazione di servizi cloud e digitali nel portafoglio di TIM S.A. consentirà la consegna di
progetti end-to-end, supportati da team altamente specializzati riconosciuti per il loro know-how di settore.
Il closing dell'Operazione era subordinato all'approvazione del Conselho Administrativo de Defesa Econômica (CADE) nonché al
rispetto di altre condizioni consuete per operazioni di questo tipo.
Il 30 gennaio 2026 TIM S.A. ha comunicato di aver concluso, una volta soddisfatte tutte le condizioni sospensive applicabili,
l'acquisizione dell'intero capitale sociale di V8 Consulting S.A., secondo i termini e le condizioni precedentemente descritti.
TIM S.A. (Business Unit Brasile): Acquisizione di tutte le azioni di I-Systems
In data 11 febbraio 2026 TIM S.A. (Business Unit Brasile) ha comunicato che il Consiglio di Amministrazione della Società ha
approvato la stipula di un Share Purchase Agreement con IHS Fiber Brasil - Cesssão de Infraestruturas Ltda., che stabilisce i termini
e le condizioni per l'acquisizione, da parte della Società, del 51% del capitale sociale totale di I-Systems Soluções de Infraestrutura
S.A. ("I-Systems") attualmente detenuto da IHS Brasil, per un importo di 950 milioni di reais, da versare alla data del closing
dell'Operazione.
In caso di conclusione dell'Operazione, la Società – che già possiede il 49% del capitale sociale di I-Systems – ne deterrà tutte le
azioni, facendo di I-Systems una sua società interamente controllata.
I-Systems opera nel settore delle reti in fibra ottica neutrali nel mercato brasiliano, offrendo infrastrutture indipendenti per il
segmento wholesale. La società è presente negli stati di San Paolo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, Goiás, Paraná, Bahia, Pernambuco
e Amazonas, per un totale di circa 9 milioni di home passed.
La conclusione dell'Operazione è subordinata al soddisfacimento di alcune condizioni sospensive consuete per questo tipo di
operazioni, tra cui, tra l'altro, l'ottenimento delle necessarie approvazioni da parte del Conselho Administrativo de Defesa
Econômica (CADE) e dell'Agência Nacional de Telecomunicações (ANATEL), nonché delle approvazioni societarie applicabili.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 45
Eventi successivi al 31 dicembre 2025
385
Deliberazioni delle Assemblee degli Azionisti di TIM S.p.A. del 28 gennaio 2026
e deliberazioni del Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. del 24 febbraio
2026
Si rimanda alla Nota "Patrimonio Netto" relativamente alle deliberazioni:
delle Assemblee degli Azionisti di TIM S.p.A. del 28 gennaio 2026 sulla conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie e
sulla riduzione volontaria del capitale sociale;
del Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. del 24 febbraio 2026 circa la proposta all'Assemblea degli Azionisti del 15 aprile
2026 di un programma di acquisto di azioni proprie (buyback) e di raggruppamento delle azioni ordinarie TIM nel rapporto di 1
nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti.
Accordi sindacali siglati il 5 marzo 2026 da TIM S.p.A.
Il 5 marzo 2026 TIM S.p.A. ha siglato un'intesa con il Coordinamento Nazionale RSU insieme alle SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL,
UGL Telecomunicazioni per uscite anticipate. L'accordo attiverà lo strumento dell'assegno straordinario previsto dal Fondo
Bilaterale per la filiera delle telecomunicazioni. L’adesione sarà volontaria e riguarderà un numero massimo di 1.000 persone di TIM
S.p.A. che maturino i requisiti minimi per il diritto alla decorrenza della pensione di vecchiaia o anticipata (in quest’ultimo caso,
incluso l’arco temporale della cd. finestra) entro il 30 novembre 2031 ed esprimano il proprio consenso a risolvere il rapporto di
lavoro con effetto entro e non oltre il 30 novembre 2026.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 46
Le imprese del Gruppo TIM
386
NOTA 46
LE IMPRESE DEL GRUPPO TIM
Ai sensi della comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006 di seguito viene riportato l’elenco delle imprese del
Gruppo.
Nell’elenco sono indicate le imprese suddivise per tipo di rapporto di partecipazione, modalità di consolidamento e per settore
operativo.
Per ogni impresa sono evidenziati: la denominazione, la sede, la relativa nazione di appartenenza e il capitale sociale nella valuta
originaria. Sono inoltre indicate la quota di partecipazione sul capitale, la percentuale di voto nell’assemblea ordinaria dei soci, se
diversa dalla percentuale di partecipazione sul capitale e l’evidenza delle imprese partecipanti.
Denominazione sociale
Sede
Valuta
Capitale
sociale
%
Partecipazione
Capitale
% Voto
Imprese partecipanti
IMPRESA CONTROLLANTE
TIM S.p.A.
MILANO
EUR
11.677.002.855
IMPRESE CONTROLLATE CONSOLIDATE CON IL METODO INTEGRALE
BU DOMESTIC
MINDICITY S.r.l. SOCIETA' BENEFIT                                                                                     
(progettazione, sviluppo, realizzazione, installazione,
gestione e commercializzazione software, hardware, sistemi
informatici elettronici e di telecomunicazioni)
CASALMAGGIORE                                                                                     
(CREMONA)
EUR
10.000
95,0000
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
NOOVLE INTERNATIONAL SAGL (in liquidazione)                                                                                     
(servizi ICT)
PREGASSONA                                                                                     
(SVIZZERA)
CHF
20.000
100,0000
NOOVLE S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
NOOVLE MALTA Ltd                                                                                     
(servizi ICT)
GZIRA                                                                                     
(MALTA)
EUR
10.000
90,0000
NOOVLE INTERNATIONAL SAGL
NOOVLE S.p.A. SOCIETA' BENEFIT                                                                                     
(progettazione, implementazione e gestione di infrastrutture
e servizi data center)
MILANO
EUR
1.000.000
100,0000
TIM S.p.A.
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT                                                                                     
(produzione e commercializzazione di prodotti e servizi per
l'information technology)
IVREA                                                                                     
(TORINO)
EUR
11.000.000
100,0000
TIM S.p.A.
QTI S.r.l.                                                                                     
(sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e
servizi innovativi ad alto valore tecnologico)
FIRENZE
EUR
19.608
80,0000
TELSY S.p.A.
TELECOM ITALIA TRUST TECHNOLOGIES S.r.l.                                                                                     
(altre attività dei servizi connesse alle tecnologie
dell'informatica NCA)
POMEZIA                                                                                     
(ROMA)
EUR
7.000.000
100,0000
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
TELECOM ITALIA VENTURES S.r.l.                                                                                     
(holding di partecipazioni)
MILANO
EUR
10.000
100,0000
TIM S.p.A.
TELECONTACT CENTER S.p.A.                                                                                     
(servizi di telemarketing)
NAPOLI
EUR
3.000.000
100,0000
TIM S.p.A.
TELEFONIA MOBILE SAMMARINESE S.p.A.                                                                                     
(realizzazione e gestione di impianti e servizi di
telecomunicazioni mobili)
BORGO
MAGGIORE                                                                                     
(SAN MARINO)
EUR
78.000
51,0000
TIM SAN MARINO S.p.A.
TELSY S.p.A.                                                                                     
(produzione, installazione, manutenzione, revisione e
vendita di terminali, radiotelefoni, sistemi di
telecomunicazioni ed elettronici in genere)
TORINO
EUR
5.390.000
100,0000
TIM S.p.A.
TIM MY BROKER S.r.l.                                                                                     
(attività di intermediazione assicurativa)
ROMA
EUR
10.000
100,0000
TIM S.p.A.
TIM RETAIL S.r.l.                                                                                     
(commercializzazione di prodotti e servizi nel campo delle
telecomunicazioni fisse e mobili e di tutti i mezzi di
diffusione analogici e digitali)
MILANO
EUR
2.402.241
100,0000
TIM S.p.A.
TIM SAN MARINO S.p.A.                                                                                     
(gestione telecomunicazioni San Marino)
BORGO
MAGGIORE                                                                                     
(SAN MARINO)
EUR
1.808.000
100,0000
TIM S.p.A.
BU BRASILE
TIM BRASIL SERVIÇOS E PARTICIPAÇÕES S.A.                                                                                     
(holding di partecipazioni)
RIO DE JANEIRO                                                                                     
(BRASILE)
BRL
8.227.356.500
99,9999                                                                                     
0,0001
TELECOM ITALIA FINANCE S.A.                                                                                     
TIM S.p.A.
TIM S.A.                                                                                                 
(servizi di telecomunicazioni)
RIO DE JANEIRO                                                                                     
(BRASILE)
BRL
13.477.890.508
67,3865                                                                                     
0,1445
67,4840
TIM BRASIL SERVIÇOS E PARTICIPAÇÕES S.A.                                                                                     
TIM S.A.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 46
Le imprese del Gruppo TIM
387
Denominazione sociale
Sede
Valuta
Capitale
sociale
%
Partecipazione
Capitale
% Voto
Imprese partecipanti
ALTRE ATTIVITA'
OLIVETTI DEUTSCHLAND GmbH                                                                                     
(commercializzazione di prodotti e accessori per ufficio)
NORINBERGA                                                                                     
(GERMANIA)
EUR
25.600.000
100,0000
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
OLIVETTI UK Ltd                                                                                     
(commercializzazione di prodotti e accessori per ufficio)
NORTHAMPTON                                                                                     
(REGNO UNITO)
GBP
6.295.712
100,0000
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
TELECOM ITALIA CAPITAL S.A.                                                                                     
(società finanziaria)
LUSSEMBURGO
EUR
2.336.000
100,0000
TIM S.p.A.
TELECOM ITALIA FINANCE S.A.                                                                                     
(società finanziaria)
LUSSEMBURGO
EUR
1.818.691.979
100,0000
TIM S.p.A.
TELECOM ITALIA LATAM PARTICIPAÇÕES E GESTÃO
ADMINISTRATIVA Ltda                                                                                                 
(prestazioni di servizi di telecomunicazioni e di
rappresentanza)
SAN PAOLO                                                                                     
(BRASILE)
BRL
219.360.393
100,0000
TIM S.p.A.
IMPRESE CONTROLLATE DESTINATE AD ESSERE CEDUTE
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
(espletamento e gestione di servizi di telecomunicazioni ad
uso pubblico e privato)
ROMA
EUR
200.000.000
100,0000
TIM S.p.A.
MED 1 SUBMARINE CABLES Ltd                                                                                     
(manutenzione e gestione del cavo lev1)
RAMAT GAN                                                                                     
(ISRAELE)
ILS
9.607.583
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
PANAMA DIGITAL GATEWAY S.A.                                                                                     
(servizi di telecomunicazione e gestione data center)
PANAMA CITY                                                                                     
(PANAMA)
USD
10.000
60,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
SPARKLE COMMUNICATIONS INDIA PRIVATE Ltd
(servizi di telecomunicazioni)
MUMBAI
(INDIA)
INR
25.500.000
99,9998
0,0002
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE UK Ltd
TI SPARKLE AMERICAS Inc.                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
MIAMI                                                                                     
(STATI UNITI
D'AMERICA)
USD
10.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE ARGENTINA S.A.                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
BUENOS AIRES                                                                                     
(ARGENTINA)
ARS
9.998.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE AUSTRIA GmbH                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
VIENNA                                                                                     
(AUSTRIA)
EUR
2.735.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE BELGIUM S.P.R.L. - B.V.B.A.                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
BRUXELLES                                                                                     
(BELGIO)
EUR
2.200.000
99,9967                                                                                     
0,0033
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
TI SPARKLE UK Ltd
TI SPARKLE BRASIL PARTIÇIPAÇÕES Ltda                                                                                     
(holding di partecipazioni)
RIO DE JANEIRO                                                                                     
(BRASILE)
BRL
71.563.866
99,9999                                                                                     
0,0001
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE BRASIL TELECOMUNICAÇÕES Ltda                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
RIO DE JANEIRO                                                                                     
(BRASILE)
BRL
69.337.363
99,9999                                                                                     
0,0001
TI SPARKLE BRASIL PARTIÇIPAÇÕES Ltda                                                                                     
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE BULGARIA EOOD                                                                                     
(attività di telecomunicazioni)
SOFIA                                                                                     
(BULGARIA)
BGN
100.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE CHILE S.p.A.                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
SANTIAGO                                                                                     
(CILE)
CLP
5.852.430.960
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE COLOMBIA Ltda                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
BOGOTA'
(COLOMBIA)
COP
12.636.774.908
99,9999                                                                                     
0,0001
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE FRANCE S.A.S.                                                                                     
(installazione e gestione di servizi di telecomunicazioni per la
rete fissa e le attività afferenti)
PARIGI                                                                                     
(FRANCIA)
EUR
18.295.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE GERMANY GmbH                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
FRANCOFORTE                                                                                     
(GERMANIA)
EUR
25.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE GREECE S.A.                                                                                     
(attività di telecomunicazioni)
ATENE                                                                                     
(GRECIA)
EUR
368.760
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE ISRAEL Ltd                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni internazionali wholesale)
RAMAT GAN                                                                                     
(ISRAELE)
ILS
1.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE MEXICANA S.A. de C.V.                                                                             
(servizi di telecomunicazioni)
CITTA' DEL MESSICO                                                                                     
(MESSICO)
MXN
2.000.000
99,9995                                                                                     
0,0005
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE NETHERLANDS B.V.                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
AMSTERDAM                                                                                     
(PAESI BASSI)
EUR
18.200
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE NORTH AMERICA, Inc.                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni e attività di rappresentanza)
NEW YORK                                                                                     
(STATI UNITI
D'AMERICA)
USD
15.550.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE PANAMA S.A.                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
PANAMA CITY                                                                                     
(PANAMA)
USD
10.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE PERU' S.A.                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
LIMA                                                                                     
(PERÙ)
PEN
57.101.788
99,9999                                                                                     
0,0001
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
TI SPARKLE AMERICAS Inc.
TI SPARKLE PUERTO RICO LLC                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
SAN JUAN                                                                                     
(PORTO RICO)
USD
3.050.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE ROMANIA S.r.l.                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
BUCAREST                                                                                     
(ROMANIA)
RON
3.021.560
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE RUSSIA LLC                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
MOSCA                                                                                     
(RUSSIA)
RUB
8.520.000
99,0000                                                                                     
1,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
TI SPARKLE UK Ltd
TI SPARKLE SINGAPORE Pte.Ltd                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
SINGAPORE
USD
28.482
99,9965                                                                                     
0,0035
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
TI SPARKLE NORTH AMERICA, Inc.
TI SPARKLE SPAIN TELECOMMUNICATIONS S.L.                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
MADRID                                                                                     
(SPAGNA)
EUR
1.687.124
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Nota 46
Le imprese del Gruppo TIM
388
Denominazione sociale
Sede
Valuta
Capitale
sociale
%
Partecipazione
Capitale
% Voto
Imprese partecipanti
TI SPARKLE ST. CROIX LLC                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
ISOLE VERGINI                                                                                     
(STATI UNITI
D'AMERICA)
USD
1.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE SWITZERLAND GmbH                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
ZURIGO                                                                                     
(SVIZZERA)
CHF
2.000.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE TURKEY TELEKOMÜNIKASYON ANONIM SIRKETI                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
ISTANBUL                                                                                     
(TURCHIA)
TRY
65.000.000
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE UK Ltd                                                                                     
(offerta di servizi di valore aggiunto e di networking)
LONDRA                                                                                     
(REGNO UNITO)
EUR
3.983.254
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TI SPARKLE VENEZUELA C.A.                                                                                     
(servizi di "managed bandwidth")
CARACAS                                                                                     
(VENEZUELA)
VES
12.136.930
100,0000
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
TIS LAGOS LIMITED                                                                                     
(servizi di telecomunicazioni)
LAGOS                                                                                     
(NIGERIA)
NGN
100.000.000
99,9999                                                                                     
0,0001
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.                                                                                     
TI SPARKLE UK Ltd
IMPRESE COLLEGATE E JOINT VENTURES VALUTATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO
AREE URBANE S.r.l. (in fallimento)                                                                                     
(gestione immobiliare)
MILANO
EUR
100.000
32,6200
TIM S.p.A.
I-SYSTEMS S.A.                                                                                     
(sistemi di telecomunicazioni)
SAN PAOLO                                                                                     
(BRASILE)
BRL
1.794.287.995
49,0000
TIM S.A.
PEDIUS S.r.l.                                                                                     
(erogazione di applicazioni di telecomunicazioni
specializzate, di servizi di telecomunicazione su connessioni
telefoniche, di servizi voip)
ROMA
EUR
181
16,5553
(*)
TELECOM ITALIA VENTURES S.r.l.
POLO STRATEGICO NAZIONALE S.p.A.                                                                                     
(progettazione, predisposizione, allestimento e messa a
disposizione di infrastruttura di rete dati nazionale ad alta
affidabilità per la pubblica amministrazione)
ROMA
EUR
3.000.000
45,0000
TIM S.p.A.
TIGLIO I S.r.l. (in liquidazione)                                                                                     
(gestione immobiliare)
MILANO
EUR
100.000
47,8020
TIM S.p.A.
TIMFIN S.p.A.                                                                                     
(svolgimento nei confronti del pubblico, dell'attività di
concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e,
segnatamente, di ogni tipo di finanziamento erogato nella
forma di prestito personale e al consumo)
TORINO
EUR
40.000.000
49,0000
TIM S.p.A.
W.A.Y. S.r.l.                                                                                     
(sviluppo e commercializzazione di prodotti e sistemi di
geolocalizzazione per la sicurezza e la logistica)
TORINO
EUR
136.383
40,0000
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
WEBIDOO S.p.A.                                                                                     
(servizi ICT)
MILANO
EUR
242.357
10,0195
(*)
TELECOM ITALIA VENTURES S.r.l.
WESCHOOL S.r.l.                                                                                     
(ricerca, sviluppo, commercializzazione e brevettazione di
tutte le opere dell'ingegno legate alla tecnologia,
all'informatica e alle TLC)
MILANO
EUR
25.000
15,0160
(*)
TELECOM ITALIA VENTURES S.r.l.
(*)    Società collegata su cui TIM S.p.A. esercita direttamente o indirettamente un'influenza notevole ai sensi dello IAS 28 (Partecipazioni in società collegate e joint
venture).
ALTRE PARTECIPAZIONI RILEVANTI
CONSORZIO ITALIAN BROADCASTING ADVANCE
SOLUTIONS (I.B.A.S.) (in liquidazione)                                                                                         
(servizi di consulenza per la gestione di attività promozionali
comuni e relative pubbliche relazioni dei consorziati)
DESENZANO DEL
GARDA                                                                                     
(BRESCIA)
EUR
16.000
12,5000
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
MIX S.r.l.                                                                                       
(internet service provider)
MILANO
EUR
2.500.000
11,0937
TIM S.p.A.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Attestazione del Bilancio Consolidato
389
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO  AI SENSI
DELL’ART. 81-TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971
DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED
INTEGRAZIONI
1. I sottoscritti Pietro Labriola, in qualità di Amministratore Delegato, e Piergiorgio Peluso, in qualità di Dirigente preposto alla
redazione dei documenti contabili societari di TIM S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis,
commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e
l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato nel corso
dell’esercizio 2025
2. TIM ha adottato come framework di riferimento per la definizione e la valutazione del proprio sistema di controllo interno, con
particolare riferimento ai controlli interni per la formazione del bilancio, il modello Internal Control - Integrated Framework
(2013) emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1. il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 (International Financial
Reporting Standards – IFRS), nonché alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in Italia anche con particolare
riferimento ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2005, n. 38;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria
dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
3.2. La relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della
situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei
principali rischi e incertezze cui sono esposti. La relazione sulla gestione comprende altresì un’analisi attendibile delle
informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
11 marzo 2026
                                       
Immagine 2026-03-13 122432.jpg
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
390
RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
391
Relazione della società di revisione indipendente
ai sensi dell’art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell’art. 10 del
Regolamento (UE) n. 537/2014
Agli azionisti della
TIM S.p.A.
Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato
Giudizio
Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo TIM (il Gruppo), costituito dalla
situazione patrimoniale-finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025, dal conto economico separato consolidato,
dal conto economico complessivo consolidato, dai movimenti del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto
finanziario consolidato per l’esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio consolidato che includono le
informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.
A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione
patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per
l’esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting
Standards Board e adottati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D.
Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.
Elementi alla base del giudizio
Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre
responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di
revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto
alla TIM S.p.A. in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili
nell’ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi
sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.
Aspetti chiave della revisione contabile
Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono
stati maggiormente significativi nell’ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in
esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell’ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro
giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
392
Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:
Aspetti chiave
Risposte di revisione
Impairment test dell’avviamento - Domestic
L’avviamento al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro
11.025 milioni e si riferisce per Euro 10.184 milioni
all’unità generatrice di flussi di cassa (“CGU”) Domestic
e per Euro 841 milioni alla CGU Brasile.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione
del valore recuperabile della CGU Domestic, sono
basati su assunzioni a volte complesse che per loro
natura implicano il ricorso al giudizio degli
amministratori, in particolare con riferimento alla
previsione dei flussi di cassa futuri e alla
determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di
attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di
cassa futuri.
In considerazione del giudizio richiesto e della
complessità delle assunzioni utilizzate nella stima del
valore recuperabile dell’avviamento, tale tematica è
stata ritenuta un aspetto chiave della revisione.
L’informativa di bilancio relativa alla valutazione
dell’avviamento è riportata nella nota 4 «Avviamento» e
nella nota 2 «Principi contabili» ai paragrafi «Attività
immateriali – Avviamento», «Riduzione di valore delle
attività immateriali, materiali e dei diritti d’uso su beni di
terzi – Avviamento» e «Uso di stime contabili».
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
►    l’analisi della procedura posta in essere dal
management in merito a criteri e metodologia
dell’impairment test;
►    la verifica dell’adeguatezza del perimetro delle
CGU e dell’allocazione dei valori contabili delle
attività alle singole CGU;
►  l’analisi della ragionevolezza delle previsioni dei
flussi di cassa futuri, inclusa la considerazione dei
dati e previsioni di settore e degli analisti, utilizzati
ai fini della determinazione del fair value;
►    la coerenza delle previsioni dei flussi di cassa futuri
di ciascuna CGU con il business plan di Gruppo;
►    la valutazione delle previsioni, rispetto
all’accuratezza storica di quelle precedenti;
►    la verifica della ragionevolezza dei tassi di crescita
di lungo periodo e della determinazione dei tassi di
attualizzazione.
Le verifiche di cui ai punti precedenti hanno inoltre
riguardato l’analisi delle valutazioni condotte dagli
esperti indipendenti incaricati dal Gruppo.
Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell’ausilio
dei nostri esperti in tecniche di valutazione, che hanno
eseguito un ricalcolo indipendente ed effettuato analisi
di sensitività sulle assunzioni chiave al fine di
determinare i cambiamenti delle assunzioni che
potrebbero impattare significativamente la valutazione
del valore recuperabile.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione alla
valutazione dell’avviamento
Riconoscimento dei ricavi
II ricavi del Gruppo TIM ammontano al 31 dicembre
2025 a Euro 13.734 milioni, riferiti principalmente a
prestazioni di servizi di telecomunicazioni nei confronti
della clientela retail ed enterprise.
Le verifiche sulla corretta contabilizzazione dei ricavi
hanno richiesto particolare attenzione nell’ambito delle
nostre procedure di revisione in virtù (i) di un processo
di contabilizzazione particolarmente articolato a causa
della numerosità delle offerte commerciali, della
numerosità dei sistemi gestionali sottostanti e dei
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
►    la comprensione dei processi sottostanti il
riconoscimento dei ricavi di vendita;
►    la comprensione e la verifica del disegno e
dell’operatività dei controlli rilevanti a presidio del
processo di riconoscimento dei ricavi di vendita;
►    la verifica dei sistemi applicativi a supporto del
processo di riconoscimento dei ricavi, avvalendoci
dell'ausilio dei nostri esperti in sistemi informativi;
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
393
relativi processi di riconciliazione, (ii) della presenza di
alcune fasi manuali nel processo di contabilizzazione
dei ricavi, in particolare per servizi erogati nei confronti
dei grandi clienti e (iii) della complessità valutativa degli
impegni connessi ad alcuni contratti.
La Società ha fornito l’informativa in merito a tale
valutazione nella Nota 26 «Ricavi» del bilancio
consolidato.
►  la verifica che i criteri contabili adottati per le
principali offerte commerciali fossero rispondenti
alle disposizioni del principio contabile di
riferimento;
►  la verifica su base campionaria di alcune transazioni
significative relative a fatture emesse e fatture da
emettere, al fine di verificare che i dati contrattuali e
le evidenze a supporto dell’effettivo servizio reso e/
o bene trasferito fossero coerenti con i criteri di
contabilizzazione adottati;
►  la verifica della determinazione del valore di alcuni
contratti identificati come onerosi;
  la verifica della riconciliazione dei dati gestionali e
contabili per le principali poste di bilancio connesse
ai rapporti con la clientela;
►  l’analisi delle scritture manuali.
Abbiamo inoltre inviato ad alcuni clienti la lettera di
richiesta di conferma di alcune transazioni selezionate
su base campionaria.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione al
riconoscimento dei ricavi.
Contenziosi regolatori
Il Gruppo TIM, al 31 dicembre 2025, è esposto a
contenziosi di natura regolatoria molti dei quali
caratterizzati da richieste significative della controparte,
che hanno comportato lo stanziamento di fondi
compresi all’interno della voce fondi per rischi ed oneri.
La valutazione dei contenziosi è stata effettuata dalla
Direzione Aziendale, in sede di chiusura del bilancio al
31 dicembre 2025, sulla base del parere dei legali
esterni, nonché in considerazione di tutte le ultime
informazioni disponibili.
La stima dei rischi connessi ai contenziosi in cui il
Gruppo è coinvolto richiede una rilevante componente
valutativa da parte della Direzione Aziendale e, anche
considerato il complesso quadro normativo, è stata
ritenuta un aspetto chiave della revisione.
L’informativa di bilancio e la valutazione dei rischi
relativi ai contenziosi regolatori a cui il Gruppo è
esposto è riportata nella nota 25 «Contenziosi e azioni
giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e
garanzie».
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
    la comprensione del processo di valutazione dei
contenziosi posto in essere dalla Direzione
Aziendale corredata dalla verifica dell’efficacia dei
controlli posti a presidio di tale processo;
    colloqui con la Direzione Aziendale circa le
principali assunzioni fatte a fronte delle
contestazioni ricevute;
  test del database “Legal Suite” al fine di verificare
la completezza dei procedimenti in cui la società è
coinvolta;
    l’analisi dei pareri legali redatti dai consulenti
esterni sui quali la Direzione Aziendale ha basato le
proprie valutazioni;
  l’analisi delle risposte pervenute dai consulenti
legali esterni in seguito alle nostre procedure di
richiesta di conferma esterna.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
394
Contenziosi fiscali in Brasile
Il Gruppo TIM, al 31 dicembre 2025, ha in essere
numerosi contenziosi con le autorità fiscali brasiliane.
La passività potenziale massima associata a tali
contenziosi, al 31 dicembre 2025, ammonta a Euro 3,8
miliardi. In riferimento a tale passività potenziale, sono
stati accantonati in bilancio fondi per i soli rischi ritenuti
probabili per un valore di Euro 139 milioni.
La valutazione del rischio correlato ai contenziosi fiscali
in Brasile in cui il Gruppo è coinvolto, richiede un
elevato grado di giudizio da parte della Direzione
Aziendale e, anche in considerazione della
significatività degli importi coinvolti, è stata ritenuta un
aspetto chiave della revisione.
L’informativa di bilancio e la valutazione dei rischi
relativi ai contenziosi fiscali a cui il Gruppo è esposto è
riportata nella nota 25 «Contenziosi e azioni giudiziarie
pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie».
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
►  la comprensione del processo di valutazione dei
contenziosi posto in essere dalla Direzione
Aziendale corredata dalla verifica dell’efficacia dei
controlli posti a presidio di tale processo;
►    colloqui con la Direzione Aziendale circa le
principali assunzioni fatte a fronte delle
contestazioni ricevute;
►  l’analisi dei pareri legali redatti dai consulenti
esterni e in virtù dei quali la Direzione Aziendale ha
basato le proprie valutazioni;
►    l’analisi delle risposte pervenute dai consulenti
legali esterni in seguito alle nostre procedure di
richiesta di conferma esterna, anche mediante
l’ausilio di nostri colleghi esperti in materia di
contenzioso fiscale.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione ai
contenziosi in essere sulla base dell’aderenza della
stessa sia rispetto a quanto previsto dai principi
contabili internazionali in materia, sia rispetto a quanto
appreso durante lo svolgimento delle procedure sopra
descritte.
Recuperabilità delle attività per imposte anticipate
Le attività per imposte anticipate iscritte al 31 dicembre
2025 ammontano, al netto delle passività per imposte
differite, a Euro 455 milioni e sono riferite alle differenze
temporanee deducibili tra i valori contabili e quelli fiscali
di attività e passività di bilancio.
La recuperabilità del valore contabile di tali attività è
soggetta a valutazione da parte degli amministratori
sulla base delle previsioni degli imponibili fiscali attesi
negli esercizi in cui è previsto il loro utilizzo.
I processi e le modalità di valutazione della
recuperabilità di tali attività sono basati su assunzioni
complesse che per loro natura implicano il ricorso al
giudizio da parte degli amministratori, con particolare
riferimento alla coerenza delle previsioni dei redditi
imponibili futuri attesi dalla Società con quelle del
business plan.
In considerazione del giudizio richiesto nel definire le
assunzioni chiave alla base delle previsioni dei redditi
imponibili futuri, tale tematica è stata ritenuta un aspetto
chiave della revisione.
L’informativa di bilancio relativa al criterio di rilevazione
e valutazione di tali attività è riportata nella nota 2
«Principi contabili» ai paragrafi «Imposte sul reddito
(correnti e differite)» e «Uso di stime contabili» e nella
nota 11 «Imposte sul reddito (correnti e differite)».
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
  l’analisi della ragionevolezza delle assunzioni alla
base delle previsioni dei redditi imponibili futuri e
della loro riconciliazione con le previsioni desumibili
dal business plan della Società;
  la valutazione della ragionevolezza delle previsioni,
rispetto all’accuratezza storica di quelle precedenti;
la verifica dei calcoli dei modelli utilizzati dalla
Direzione Aziendale.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione alla
recuperabilità delle attività per imposte anticipate.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
395
Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio
consolidato
Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione
veritiera e corretta in conformità ai principi IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board adottati
dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38
e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per
consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi
non intenzionali.
Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come
un’entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l’appropriatezza dell’utilizzo del
presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori
utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano
valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo TIM S.p.A. o per l’interruzione dell’attività
o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.
Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di
predisposizione dell’informativa finanziaria del Gruppo.
Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio
consolidato
I nostri obiettivi sono l’acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non
contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l’emissione di una
relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di
sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di
revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono
derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa
ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni
economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.
Nell’ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo
esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della
revisione contabile. Inoltre:
abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a
comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali
rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio
di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un
errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare
l’esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del
controllo interno;
abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo
scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio
sull’efficacia del controllo interno del Gruppo;
abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
396
contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del
presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale esistenza di
una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla
capacità del Gruppo di continuare ad operare come un’entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza
significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di
bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del
nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della
presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di
operare come un’entità in funzionamento;
abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso,
inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da
fornire una corretta rappresentazione;
abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o
delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio
consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell’incarico di
revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.
Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto
dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la
revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno
identificate nel corso della revisione contabile.
Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo
rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano e abbiamo
comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove
applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.
Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più
rilevanti nell’ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli
aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.
Altre informazioni comunicate ai sensi dell’art. 10 del Regolamento (UE) n.
537/2014
L’assemblea degli azionisti della TIM S.p.A. ci ha conferito in data 29 marzo 2019 l’incarico di revisione legale del
bilancio d’esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre
2027.
Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell’art. 5, par. 1, del
Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell’esecuzione della
revisione legale.
Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto
indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo
interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell’art. 11 del citato Regolamento.
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
397
Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari
Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE)
2019/815
Gli amministratori della TIM S.p.A. sono responsabili per l’applicazione delle disposizioni del Regolamento
Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla
specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF – European Single Electronic Format) (nel
seguito “Regolamento Delegato”) al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione
finanziaria annuale. 
Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio
sulla conformità del bilancio consolidato 31 dicembre 2025 alle disposizioni del Regolamento Delegato. 
A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato
marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.
Alcune informazioni contenute nelle note al bilancio consolidato, quando estratte dal formato XHTML in un’istanza
XBRL, a causa di taluni limiti tecnici potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle
corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato XHTML.
Giudizi e dichiarazione ai sensi dell’art. 14, comma 2, lettera e), e-bis) ed e-ter),
del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e ai sensi dell’art. 123-bis, comma 4, del D.
Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58
Gli amministratori della TIM S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della
relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo TIM al 31 dicembre 2025, incluse la loro
coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.
Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di:
esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni
contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, comma 4,
del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, con il bilancio consolidato;
esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione, esclusa la sezione
relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e di alcune specifiche informazioni contenute nella
relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24
febbraio 1998, n. 58;
rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune
specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate
nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58.
A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo
societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, sono
Bilancio consolidato
del Gruppo TIM
Relazione della Società di Revisione
398
coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo TIM al 31 dicembre 2025.
Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di
sostenibilità, e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari
indicate nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 sono redatte in conformità alle norme di
legge.
Con riferimento alla dichiarazione di cui all’art. 14, comma 2, lettera e-ter), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39,
rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell’impresa e del relativo contesto acquisite nel corso
dell’attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.
Il nostro giudizio sulla conformità alle norme di legge non si estende alla sezione della relazione sulla gestione
relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità. Le conclusioni sulla conformità di tale sezione alle norme
che ne disciplinano i criteri di redazione e all’osservanza degli obblighi di informativa previsti dall’art. 8 del
Regolamento (UE) 2020/852 sono formulate da parte nostra nella relazione di attestazione ai sensi dell’art. 14-bis
del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39.
Torino, 23 marzo 2026
Firma consolidato.jpg
TIM_Bilancio_2025_Cover_Separatori_ITA_5.jpg
INDICE
BILANCIO SEPARATO DI TIM S.P.A.
Situazione patrimoniale-finanziaria ....................................................................................
Conto economico separato ..................................................................................................
Conto economico complessivo ............................................................................................
Movimenti del patrimonio netto .........................................................................................
Rendiconto finanziario ..........................................................................................................
Nota 1 Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale ..............................................................................
Nota 2 Principi contabili ..........................................................................................................................................................
Nota 3 Avviamento .................................................................................................................................................................
Nota 4 Attività immateriali a vita utile definita ..................................................................................................................
Nota 5 Attività materiali .........................................................................................................................................................
Nota 6 Diritti d’uso su beni di terzi ........................................................................................................................................
Nota 7 Partecipazioni ..............................................................................................................................................................
Nota 8 Attività finanziarie (non correnti e correnti) ............................................................................................................
Nota 9 Crediti vari e altre attività non correnti....................................................................................................................
Nota 10 Imposte sul reddito (correnti e differite) ...............................................................................................................
Nota 11 Rimanenze di magazzino .........................................................................................................................................
Nota 12 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti ..................................................................................................
Nota 13 Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute .....................................................................
Nota 14 Patrimonio netto ......................................................................................................................................................
Nota 15 Passività finanziarie (non correnti e correnti) .......................................................................................................
Nota 16 Indebitamento finanziario netto ............................................................................................................................
Nota 17 Gestione dei rischi finanziari ....................................................................................................................................
Nota 18 Strumenti derivati.....................................................................................................................................................
Nota 19 Informazioni integrative su strumenti finanziari ..................................................................................................
Nota 20 Fondi relativi al personale .......................................................................................................................................
Nota 21 Fondi per rischi e oneri .............................................................................................................................................
Nota 22 Debiti vari e altre passività non correnti ................................................................................................................
Nota 23 Debiti commerciali, vari e altre passività correnti ................................................................................................
Nota 25 Ricavi ..........................................................................................................................................................................
Nota 26 Altri proventi operativi .............................................................................................................................................
Nota 27 Acquisti di materie e servizi .....................................................................................................................................
Nota 28 Costi del personale ...................................................................................................................................................
Nota 29 Altri costi operativi ...................................................................................................................................................
Nota 30 Variazione delle rimanenze .....................................................................................................................................
Nota 31 Attività realizzate internamente .............................................................................................................................
Nota 32 Ammortamenti .........................................................................................................................................................
Nota 33 Plusvalenze/(minusvalenze) da realizzo di attività non correnti ........................................................................
Nota 34 Ripristini di valore/(svalutazioni) di attività non correnti .....................................................................................
Nota 35 Proventi/(oneri) da partecipazione .........................................................................................................................
Nota 36 Proventi finanziari e Oneri finanziari ......................................................................................................................
Nota 37 Operazioni con parti correlate .................................................................................................................................
Nota 38 Accordi di pagamento basato su azioni ................................................................................................................
Nota 39 Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti ....................................................................................................
Nota 40 Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali ................................................................
Nota 41 Altre informazioni .....................................................................................................................................................
Nota 42 Eventi successivi al 31 dicembre 2024 ...................................................................................................................
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Situazione patrimoniale-finanziaria
401
SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA
Attività
(euro)
note
31.12.2025
di cui con parti
correlate
31.12.2024
di cui con parti
correlate
Attività non correnti
Attività immateriali
Avviamento
3)
8.813.746.000
8.813.746.000
Attività immateriali a vita utile definita
4)
3.504.734.422
3.957.667.705
12.318.480.422
12.771.413.705
Attività materiali
5)
Immobili, impianti e macchinari di proprietà
1.668.159.192
1.720.965.830
Diritti d'uso su beni di terzi
6)
1.375.025.350
15.605.000
1.512.686.403
18.931.000
Altre attività non correnti
Partecipazioni
7)
7.220.974.387
7.433.825.513
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione
attiva
8)
10.243.047
7.553.000
14.461.801
9.597.000
Altre attività finanziarie non correnti
8)
1.074.797.478
761.038.000
1.578.610.214
1.106.271.000
Crediti vari e altre attività non correnti
9)
834.586.957
84.318.000
1.551.597.641
154.610.000
Attività per imposte anticipate
10)
282.090.900
299.318.138
9.422.692.769
10.877.813.307
Totale Attività non correnti
(a)
24.784.357.733
26.882.879.245
Attività correnti
Rimanenze di magazzino
11)
143.320.424
147.970.346
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
12)
4.418.403.506
618.031.000
3.138.672.395
499.243.000
Crediti per imposte sul reddito
10)
33.942.637
48.145.130
Partecipazioni
Attività finanziarie correnti
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
40.459.725
2.014.000
25.567.202
25.982.000
Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e
altre attività finanziarie correnti
378.830.079
348.132.000
446.769.038
411.903.000
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
456.189.458
187.000
819.532.528
87.490.000
8)
875.479.262
1.291.868.768
Sub-totale Attività correnti
5.471.145.829
4.626.656.639
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad
essere cedute
13)
di natura finanziaria
di natura non finanziaria
591.129.926
591.129.926
Totale Attività correnti
(b)
6.062.275.755
4.626.656.639
Totale Attività
(a+b)
30.846.633.488
31.509.535.884
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Situazione patrimoniale-finanziaria
402
Patrimonio netto e Passività
(euro)
note
31.12.2025
di cui con parti
correlate
31.12.2024
di cui con parti
correlate
Patrimonio netto
14)
Capitale emesso
11.677.002.855
11.677.002.855
meno: Azioni proprie
(48.682.521)
(52.729.749)
Capitale
11.628.320.334
11.624.273.106
Riserva da sovrapprezzo azioni
Riserva legale
673.210.191
1.915.709.471
Altre riserve
Riserva per rimisurazione piani per dipendenti a benefici
definiti (IAS 19)
(57.035.901)
(60.156.948)
Altre
(100.580.842)
(134.827.868)
Totale Altre riserve
(157.616.743)
(194.984.816)
Utili (perdite) accumulati, incluso l'utile (perdita)
dell'esercizio
(154.569.181)
(1.242.499.280)
Totale Patrimonio netto
(c)
11.989.344.601
12.102.498.481
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti per contratti di
finanziamento e altri
15)
6.646.996.449
2.366.579.000
7.364.513.135
2.438.919.000
Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione
passiva
15)
556.390.610
12.788.000
644.120.072
16.245.000
Fondi relativi al personale
20)
159.349.340
163.334.112
Passività per imposte differite
10)
Fondi per rischi e oneri
21)
190.943.617
199.009.826
Debiti vari e altre passività non correnti
22)
471.203.207
13.149.000
699.130.796
1.081.000
Totale Passività non correnti
  (d)
8.024.883.223
9.070.107.941
Passività correnti
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento
e altri
15)
5.112.243.019
3.066.077.000
4.824.628.385
1.617.767.000
Passività finanziarie correnti per contratti di locazione
passiva
15)
240.311.812
4.042.000
231.238.416
3.616.000
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
23)
5.463.334.133
495.202.000
5.281.062.661
465.360.000
Debiti per imposte sul reddito
10)
16.516.700
Sub-totale Passività correnti
10.832.405.664
10.336.929.462
Passività direttamente correlate ad Attività cessate/
Attività non correnti destinate ad essere cedute
13)
di natura finanziaria
di natura non finanziaria
Totale Passività correnti
(e)
10.832.405.664
10.336.929.462
Totale Passività
(f=d+e)
18.857.288.887
19.407.037.403
Totale Patrimonio netto e passività
(c+f)
30.846.633.488
31.509.535.884
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Conto economico separato
403
CONTO ECONOMICO SEPARATO
(euro)
note
Esercizio
2025
di cui con parti
correlate
Esercizio
2024
di cui con parti
correlate
Ricavi
25)
9.445.836.437
465.377.000
9.218.214.372
392.496.000
Altri proventi operativi
26)
1.265.001.510
65.606.000
232.817.071
36.975.000
Totale ricavi e proventi operativi
10.710.837.947
9.451.031.443
Acquisti di materie e servizi
27)
(7.540.933.738)
(1.214.309.000)
(6.134.825.583)
(1.383.631.000)
Costi del personale
28)
(990.799.791)
(50.870.000)
(910.119.365)
(52.048.000)
Altri costi operativi
29)
(220.741.902)
(1.195.000)
(233.725.052)
(553.000)
Variazione delle rimanenze
30)
(4.692.704)
13.572.209
Attività realizzate internamente
31)
115.582.271
143.816.045
Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/
(minusvalenze) e ripristini di valore/(svalutazioni) di
attività non correnti (EBITDA)
2.069.252.083
2.329.749.697
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
39)
141.579.000
(97.120.000)
Ammortamenti
32)
(1.610.913.074)
(3.883.000)
(1.647.128.845)
(4.918.000)
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non
correnti
33)
(1.913.140)
(6.233.727)
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti
34)
(68.994.410)
(14.225.059)
Risultato operativo (EBIT)
387.431.459
662.162.066
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
39)
142.236.000
(93.952.000)
Proventi/(oneri) da partecipazioni
35)
152.369.331
122.528.000
29.242.617
13.156.000
Proventi finanziari
36)
601.828.591
346.647.000
1.003.197.187
485.849.000
Oneri finanziari
36)
(1.132.781.548)
(353.533.000)
(1.939.951.919)
(674.633.000)
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle
attività in funzionamento
8.847.833
(245.350.049)
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
39)
165.606.000
(93.271.000)
Imposte sul reddito
10)
(33.214.997)
(30.912.426)
Utile (perdita) derivante dalle attività in
funzionamento
(24.367.164)
(276.262.475)
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
13)
(130.202.017)
(966.236.805)
232.909.000
Utile (perdita) dell'esercizio
(154.569.181)
(1.242.499.280)
di cui: impatto delle Partite di natura non ricorrente
39)
28.717.000
(1.051.255.000)
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Conto economico complessivo
404
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO
(euro)
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Utile (perdita) dell'esercizio
(a)
(154.569.181)
(1.242.499.280)
Altre componenti del conto economico complessivo
Altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(16.399.460)
8.918.899
Effetto fiscale
195.805
(114.361)
(b)
(16.203.655)
8.804.538
Rimisurazione piani per i dipendenti a benefici definiti (IAS 19):
Utili (perdite) attuariali
3.121.047
12.803.322
Effetto fiscale
(c)
3.121.047
12.803.322
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite)
Effetto fiscale
(d)
Totale altre componenti che non saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato
(e=b+c+d)
(13.082.608)
21.607.860
Altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto economico
separato
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
200.673
1.494.641
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato
Effetto fiscale
(48.161)
(358.714)
(f)
152.512
1.135.927
Strumenti derivati di copertura:
Utili (perdite) da adeguamento al fair value
(14.261.175)
252.746.819
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato
76.376.492
(36.317.301)
Effetto fiscale
(14.907.676)
(51.943.084)
(g)
47.207.641
164.486.434
Altri utili (perdite) di imprese collegate e Joint Ventures valutate con il metodo del
patrimonio netto:
Utili (perdite)
Perdite (utili) trasferiti al conto economico separato
Effetto fiscale
(h)
Totale altre componenti che saranno successivamente riclassificate nel conto
economico separato
(i= f+g+h)
47.360.153
165.622.361
Totale altre componenti del conto economico complessivo
(k= e+i)
34.277.545
187.230.221
Utile (perdita) complessivo dell'esercizio
(a+k)
(120.291.636)
(1.055.269.059)
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Movimenti del patrimonio netto
405
MOVIMENTI DEL PATRIMONIO NETTO
Movimenti del patrimonio netto dal 1°gennaio al 31 dicembre 2024
(euro)
Capitale
Riserva da
sovrapprezzo azioni
Riserva per attività
finanziarie
adeguamento al
fair value rilevato
nelle altre
componenti di
conto economico
complessivo
Riserva per
adeguamento al
fair value degli
strumenti derivati
di copertura
Riserva per
rimisurazione piani
per dipendenti a
benefici definiti
(IAS 19)
Altre riserve e utili
(perdite)
accumulati, incluso
l'utile (perdita)
dell'esercizio
Totale Patrimonio
netto
Saldo al 31
dicembre 2023
11.619.560.360
575.673.347
3.353.416
(327.176.973)
(72.960.270)
1.357.793.908
13.156.243.788
Movimenti di
patrimonio netto
dell'esercizio:
Copertura perdita
dell'esercizio
precedente
(575.673.347)
575.673.347
Utile (perdita)
complessivo
dell'esercizio
9.940.465
164.486.434
12.803.322
(1.242.499.280)
(1.055.269.059)
Azioni proprie a
servizio del Piano
Long Term Incentive
2021-2023
4.712.746
12.490.072
17.202.818
Strumenti
rappresentativi di
patrimonio netto
(15.723.049)
(15.723.049)
Altri movimenti
43.982
43.982
Saldo al 31
dicembre 2024
11.624.273.106
13.293.881
(162.690.539)
(60.156.948)
687.778.980
12.102.498.480
Movimenti del patrimonio netto dal 1°gennaio al 31 dicembre 2025 – Nota 14
(euro)
Capitale
Riserva da
sovrapprezzo azioni
Riserva per attività
finanziarie valutate
al fair value rilevato
nelle altre
componenti di
conto economico
complessivo
Riserva per
adeguamento al
fair value degli
strumenti
derivati di
copertura
Riserva per
rimisurazione piani
per dipendenti a
benefici definiti
(IAS 19)
Altre riserve e utili
(perdite)
accumulati, incluso
l'utile (perdita)
dell'esercizio
Totale Patrimonio
netto
Saldo al 31
dicembre 2024
11.624.273.106
13.293.881
(162.690.539)
(60.156.948)
687.778.980
12.102.498.480
Movimenti di
patrimonio netto
dell’esercizio:
Copertura perdita
dell'esercizio
precedente
Utile (perdita)
complessivo
dell'esercizio
(16.051.143)
47.207.641
3.121.047
(154.569.181)
(120.291.636)
Azioni proprie a
servizio del Piano
Stock Option
2022-2024
4.047.228
(908.616)
3.138.612
Strumenti
rappresentativi di
patrimonio netto
3.722.354
3.722.354
Altri movimenti
276.791
276.791
Saldo al 31
dicembre 2025
11.628.320.334
(2.757.262)
(115.482.898)
(57.035.901)
536.300.328
11.989.344.601
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Rendiconto finanziario
406
RENDICONTO FINANZIARIO
(euro)
note
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Flusso monetario da attività operative:
Utile (perdita) dell'esercizio derivante dall'attività in funzionamento
(24.362.000)
(276.262.474)
Rettifiche per :
Ammortamenti
31)
1.610.913.074
1.647.128.846
Svalutazioni (ripristini di valore) di attività non correnti (incluse partecipazioni)
68.993.000
25.999.000
Variazione netta delle attività (passività) per imposte anticipate (differite)
2.468.000
32.271.000
Minusvalenze (plusvalenze) da realizzo di attività non correnti (incluse partecipazioni)
1.913.000
(19.423.000)
Variazione dei fondi relativi al personale
(6.052.000)
(9.762.000)
Variazione delle rimanenze
4.650.000
(12.204.000)
Variazione dei crediti commerciali
(178.156.000)
219.345.000
Variazione dei debiti commerciali
(50.143.000)
(175.000)
Variazione netta dei crediti/debiti per imposte sul reddito
29.478.000
(4.816.000)
Variazione netta dei crediti/debiti vari e di altre attività/passività
(847.892.943)
(193.047.673)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività operative
(a)
611.809.131
1.409.053.699
Flusso monetario da attività di investimento:
Acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi per cassa
(645.122.000)
(920.522.000)
Contributi in conto impianti incassati
1.221.000
7.200.000
Acquisizione del controllo in imprese e rami d'azienda, al netto delle disponibilità acquisite
329.000
Corrispettivo incassato per la cessione del controllo in imprese controllate e di rami
d'azienda, al netto delle disponibilità cedute
7)
4.168.898.000
Acquisizione/cessione di altre partecipazioni
(53.208.000)
Variazione dei crediti finanziari e di altre attività finanziarie (esclusi i derivati attivi di
copertura e non)
(124.112.000)
2.503.908.000
Corrispettivo incassato/ rimborsato dalla vendita di attività immateriali, materiali, diritti
d'uso su beni di terzi e di altre attività non correnti
47.073.000
271.080.000
Altre variazioni attività non correnti (mat/immat/diritti d'uso/part/titoli)
1.000
2.000
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di investimento
(b)
(720.939.000)
5.977.687.000
Flusso monetario da attività di finanziamento
Variazione delle passività finanziarie correnti e altre
1.011.759.000
(246.056.000)
Accensione di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
674.994.000
2.000.004.000
Rimborsi di passività finanziarie non correnti (inclusa quota corrente)
(3.543.333.000)
(7.944.895.000)
Variazione dei derivati attivi/passivi di copertura e non
(84.757.000)
Corrispettivo incassato dalla vendita di strumenti rappresentativi di patrimonio netto
3.139.000
Corrispettivo pagato per l'acquisto di strumenti rappresentativi di patrimonio netto
Incassi per aumenti/rimborsi di capitale
Dividendi pagati (*)
(2.000)
Variazioni di possesso in imprese controllate
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività di finanziamento
(c)
(1.853.441.000)
(6.275.706.000)
Flusso monetario generato (assorbito) dalle attività cessate/attività non correnti
destinate ad essere cedute
(d)
(6.016.000)
(1.174.454.000)
Flusso monetario complessivo
(e=a+b+c+d)
(1.968.586.869)
(63.419.301)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio
(f)
(328.188.321)
(264.769.020)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio
(g=e+f)
(2.296.775.190)
(328.188.321)
(*) di cui verso parti correlate
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Rendiconto finanziario
407
Acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d’uso su beni di terzi
(euro)
note
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Acquisti di attività immateriali
4)
(466.191.000)
(511.081.000)
Acquisti di attività materiali
5)
(461.297.000)
(475.767.000)
Acquisti di diritti d'uso su beni di terzi
6)
(126.679.000)
(248.169.000)
Totale acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza (*)
(1.054.167.000)
(1.235.017.000)
Variazione debiti per acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi
409.045.000
314.495.000
Totale acquisti di attività immateriali, materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
cassa
(645.122.000)
(920.522.000)
(*) di cui verso parti correlate
(21.668.000)
(36.114.000)
Informazioni aggiuntive del rendiconto finanziario
(euro)
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Imposte sul reddito (pagate)/ incassate
(7.361.000)
143.285.000
Interessi pagati
(828.558.000)
(1.597.025.000)
Interessi incassati
340.199.000
644.602.000
Dividendi incassati
122.600.000
15.347.000
Analisi della cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette
(euro)
Esercizio
2025
Esercizio
2024
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette all'inizio dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
819.532.528
598.149.745
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
(1.147.720.849)
(862.918.765)
(328.188.321)
(264.769.020)
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti nette alla fine dell'esercizio:
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
456.189.458
819.532.528
Scoperti di conto corrente rimborsabili a vista
(2.752.964.648)
(1.147.720.849)
(2.296.775.190)
(328.188.321)
Le ulteriori informazioni integrative, richieste dallo IAS 7, sono presentate nell’ambito della Nota “Indebitamento finanziario netto”
del presente Bilancio separato.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 1
Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale
408
NOTA 1 
FORMA, CONTENUTO E ALTRE INFORMAZIONI DI
CARATTERE GENERALE
Forma e contenuto
Telecom Italia, denominata in forma sintetica anche TIM, è una società per azioni (S.p.A.) organizzata secondo l’ordinamento
giuridico della Repubblica Italiana.
La sede legale di TIM S.p.A. è in via Gaetano Negri 1, Milano, Italia.
La durata di TIM S.p.A. è fissata, come previsto dallo Statuto, sino al 31 dicembre 2100.
TIM S.p.A. opera in Italia nel settore delle telecomunicazioni fisse e mobili.
Il bilancio separato di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025 è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività aziendale
(vedasi per maggiori dettagli la Nota “Principi contabili”) e nel rispetto degli International Financial Reporting Standards emessi
dall’International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”), nonché delle disposizioni
legislative e regolamentari vigenti in Italia.
Si precisa, inoltre, che nel 2025 TIM S.p.A. ha applicato principi contabili coerenti con quelli dell’esercizio precedente, fatta eccezione
per le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2025. Si veda la Nota “Principi contabili”
per ulteriori dettagli.
Il bilancio separato è stato redatto secondo il principio generale del costo, ad eccezione delle attività finanziarie valutate al fair
value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, delle attività finanziarie valutate al fair value attraverso il
conto economico e degli strumenti finanziari derivati che sono stati valutati al fair value. I valori contabili delle attività e delle
passività oggetto di copertura sono rettificati per riflettere le variazioni di fair value relative ai rischi coperti (fair value hedge).
In ottemperanza allo IAS 1 (Presentazione del bilancio) le informazioni comparative di bilancio si riferiscono, salvo diversa
indicazione, all’esercizio precedente.
Si ricorda, inoltre, che il gruppo Sparkle, attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti wholesale in campo internazionale
(International wholesale), è classificato, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibile per la vendita", essendo la cessione ritenuta
altamente probabile. A soli fini comparativi, i dati di conto economico e di rendiconto finanziario già pubblicati nel Bilancio  annuale
al 31 dicembre 2024 sono stati coerentemente riclassificati, così come previsto dall'IFRS 5. Per maggiori dettagli si rimanda a
quanto descritto nella Nota 13 “Attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute”.
La situazione patrimoniale-finanziaria, il conto economico separato e complessivo, i movimenti del patrimonio netto nonché il
rendiconto finanziario sono presentati in unità di euro (senza decimali) e le note di bilancio in milioni di euro, salvo diversa
indicazione.
La pubblicazione del bilancio separato di TIM S.p.A. per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stata autorizzata con delibera del
Consiglio di Amministrazione del 11 marzo 2026.
Peraltro, all’Assemblea degli Azionisti compete l’approvazione finale del bilancio separato di TIM S.p.A..
Schemi di bilancio
Gli schemi di bilancio adottati sono coerenti con quelli previsti dallo IAS 1; in particolare:
la Situazione patrimoniale-finanziaria è stata predisposta classificando le attività e le passività secondo il criterio “corrente/
non corrente”;
il Conto economico separato è stato predisposto classificando i costi operativi per natura, in quanto tale forma di esposizione
è ritenuta più idonea a rappresentare lo specifico business della Società, risulta conforme alle modalità di reporting interno ed
è in linea con la prassi del settore industriale di riferimento.
Il Conto economico separato include, in aggiunta all’EBIT (Risultato Operativo), l’indicatore alternativo di performance
denominato EBITDA (Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni)
di Attività non correnti).
In particolare, TIM utilizza, in aggiunta all’EBIT, l’EBITDA come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in
quelle esterne (agli analisti e agli investitori); detto indicatore, rappresenta un’utile unità di misura per la valutazione delle
performance operative di TIM S.p.A.. L’EBIT e l’EBITDA sono determinati come segue:
Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento
+
Oneri finanziari
-
Proventi finanziari
+/-
Oneri (Proventi) da partecipazioni
EBIT- Risultato Operativo
+/-
Svalutazioni/(Ripristini di valore) di attività non correnti
+/-
Minusvalenze/(Plusvalenze) da realizzo di attività non correnti
+
Ammortamenti
EBITDA-Risultato Operativo Ante Ammortamenti, Plusvalenze/(Minusvalenze) e Ripristini di valore/(Svalutazioni) di Attività non correnti
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 1
Forma, contenuto e altre informazioni di carattere generale
409
il Conto economico complessivo comprende, oltre all’utile (perdita) dell’esercizio, come da Conto economico separato, le altre
variazioni dei Movimenti di Patrimonio Netto diverse da quelle con gli Azionisti;
il Rendiconto finanziario è stato predisposto esponendo i flussi finanziari derivanti dalle attività operative secondo il “metodo
indiretto”, come consentito dallo IAS 7 (Rendiconto finanziario).
Inoltre, come richiesto dalla delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006, nel contesto del conto economico separato, i proventi e gli
oneri derivanti da operazioni che per loro natura non si verificano continuativamente nella normale attività operativa (operazioni
non ricorrenti) sono specificatamente identificati ed i relativi effetti sui principali livelli intermedi di risultato sono evidenziati
separatamente, quando significativi. In particolare, tra gli oneri/proventi non ricorrenti vengono inclusi, a titolo non esaustivo:
proventi/oneri derivanti dalla cessione di immobili, impianti e macchinari, di rami d’azienda e di partecipazioni; oneri derivanti da
processi/progetti di ristrutturazione e razionalizzazione aziendale anche connessi ad operazioni societarie (fusioni, scissioni, ecc.);
oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a correlate passività; altri accantonamenti a fondi rischi e oneri
e relativi storni; oneri per definizione in via transattiva di contenziosi diversi da quelli di natura regolatoria; rettifiche, riallineamenti e
altre partite di natura non ripetitiva anche relativi ad esercizi precedenti; impairment losses (svalutazioni) sull’avviamento e/o su
altre attività immateriali e materiali.
Sempre in relazione alla citata delibera Consob, nei prospetti di bilancio gli importi relativi alle posizioni o transazioni con parti
correlate sono stati evidenziati separatamente.
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TIM S.p.A.
Nota 2
Principi contabili
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NOTA 2
PRINCIPI CONTABILI
Continuità aziendale
Il bilancio al 31 dicembre 2025 è stato redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività aziendale in quanto vi è la
ragionevole aspettativa che TIM continuerà la sua attività operativa in un futuro prevedibile (e comunque con un orizzonte
temporale superiore ai dodici mesi).
In particolare, sono stati presi in considerazione i seguenti fattori:
i principali rischi e incertezze (per la maggior parte di natura esogena) a cui il Gruppo e le varie attività del Gruppo TIM sono
esposti:
le variazioni delle condizioni di business anche in relazione alle dinamiche competitive;
i rischi tecnologici quali ad esempio cyber security, sviluppo e manutenzione reti ICT, intelligenza artificiale;
i rischi finanziari (andamento dei tassi di interesse e/o dei tassi di cambio, variazioni del merito di credito da parte delle
agenzie di rating);
i mutamenti nella situazione geopolitica internazionale e macroeconomica generale nel mercato italiano, europeo e
brasiliano, nonché la volatilità dei mercati finanziari derivanti dai rischi di inflazione;
i fattori d’instabilità geopolitica portati dai conflitti in corso con possibili effetti negativi sulla sicurezza energetica e sulle
catene di approvvigionamento globali, ivi inclusi possibili nuovi dazi;
rischi nella catena di approvvigionamento di prodotti e servizi, ivi inclusa la fornitura esclusiva all’ingrosso di connettività da
parte del fornitore FiberCop;
i mutamenti del contesto legislativo e regolatorio (variazioni dei prezzi e delle tariffe o decisioni che possano condizionare le
scelte tecnologiche); e
gli esiti dei procedimenti legali e delle autorità regolatorie;
il mix considerato ottimale tra capitale di rischio e capitale di debito nonché la politica di remunerazione del capitale di rischio,
così come descritti nel paragrafo “Informativa sul capitale” nell’ambito della Nota “Patrimonio netto”;
la politica di gestione dei rischi finanziari (rischio di mercato, rischio di credito e rischio di liquidità) così come descritti nel
bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2024 nella Nota “Gestione dei rischi finanziari”.
Sulla base di tali fattori, la Direzione aziendale ritiene che allo stato attuale, non vi siano elementi di incertezza sulla prospettiva
della continuità aziendale per il Gruppo.
Attività immateriali
Avviamento
Ai sensi dell’IFRS 3 (Aggregazioni aziendali), l’avviamento viene rilevato nel bilancio alla data di acquisizione (realizzata anche
tramite fusione o conferimento) di aziende o di rami d’azienda ed è determinato come differenza tra il corrispettivo pagato
(misurato secondo l’IFRS 3 che in genere viene determinato sulla base del fair value alla data di acquisizione) e il fair value alla data
di acquisizione delle attività identificabili acquisite al netto delle passività identificabili assunte.
L’avviamento è classificato nella situazione patrimoniale-finanziaria come attività immateriale a vita utile indefinita, mentre
l’eventuale “utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli (o avviamento negativo)” è iscritto nel conto economico separato.
L’avviamento inizialmente rilevato è successivamente ridotto solo per le riduzioni di valore cumulate (per maggiori dettagli si veda
nel seguito la sezione Riduzione di valore delle attività immateriali, materiali e diritti d’uso su beni di terzi – Avviamento).
Costi di sviluppo
I costi sostenuti internamente per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi costituiscono, a seconda dei casi, attività immateriali
(principalmente costi per software) o attività materiali e sono iscritti all’attivo solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate: i)
il costo attribuibile all’attività di sviluppo è attendibilmente determinabile, ii) vi è l’intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e
la capacità tecnica a rendere l’attività disponibile all’uso o alla vendita, iii) è dimostrabile che l’attività è in grado di produrre benefici
economici futuri. I costi di sviluppo capitalizzati comprendono le sole spese sostenute che possono essere attribuite direttamente al
processo di sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
I costi di sviluppo capitalizzati sono ammortizzati sistematicamente lungo la vita stimata del relativo prodotto/servizio in modo da
riflettere le modalità con cui ci si attende che i benefici economici futuri derivanti dall’attività siano consumati dall’entità.
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Nota 2
Principi contabili
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Altre attività immateriali a vita utile definita
Le altre attività immateriali a vita utile definita acquistate o prodotte internamente sono iscritte all’attivo, secondo quanto disposto
dallo IAS 38 (Attività immateriali), quando è probabile che l’uso dell’attività genererà benefici economici futuri e quando il costo
dell’attività può essere determinato in modo attendibile.
Tali attività sono rilevate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate in quote costanti lungo la loro stimata vita utile; le
aliquote di ammortamento sono riviste su base annuale e sono modificate se l’attuale vita utile stimata differisce da quella stimata
in precedenza. Gli effetti di tali variazioni sono riconosciuti a conto economico separato su base prospettica.
Attività materiali
Immobili, impianti e macchinari
Gli immobili, impianti e macchinari sono iscritti al costo di acquisto o di produzione. I costi sostenuti successivamente all’acquisto
sono capitalizzati solo se determinano un incremento dei benefici economici futuri insiti nel bene a cui si riferiscono. Tutti gli altri
costi sono rilevati nel conto economico separato quando sostenuti.
Il costo dei cespiti include anche i costi previsti per lo smantellamento del cespite ed il ripristino del sito laddove sia presente
un’obbligazione legale o implicita. La corrispondente passività è rilevata in un fondo iscritto tra le passività nell’ambito dei fondi per
rischi e oneri, al valore attuale; l’imputazione a conto economico separato dell’onere capitalizzato avviene lungo la vita utile delle
relative attività materiali attraverso il processo di ammortamento delle stesse.
La rideterminazione delle stime relative ai costi di smantellamento, ai tassi di attualizzazione e alle date in cui si prevede di
sostenere tali costi è effettuata annualmente, ad ogni chiusura di bilancio. Le variazioni della citata passività devono essere rilevate
ad incremento o a riduzione del costo della relativa attività; l’importo dedotto dal costo dell’attività non deve eccedere il valore
contabile della stessa. L’eventuale eccedenza è rilevata immediatamente nel conto economico separato, in via convenzionale, alla
voce Ammortamenti.
L’ammortamento è calcolato in base ad un criterio a quote costanti sulla vita utile stimata delle attività. Le aliquote di
ammortamento sono riviste su base annuale e sono modificate se l’attuale vita utile stimata differisce da quella stimata in
precedenza. Gli effetti di tali variazioni sono riconosciuti a conto economico separato su base prospettica.
I terreni, inclusi quelli pertinenziali ai fabbricati, non vengono ammortizzati.
Diritti d'uso su beni di terzi
In base a quanto previsto dall’IFRS 16, la rappresentazione contabile dei contratti di locazione passiva avviene attraverso l’iscrizione
nella situazione patrimoniale-finanziaria di una passività di natura finanziaria, rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri, a
fronte dell’iscrizione nell’attivo del diritto d’uso dell’attività presa in locazione.
Alla data di decorrenza del contratto, il diritto d’uso è iscritto al costo che comprende: l’importo della valutazione iniziale della
passività del leasing, eventuali pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza, i costi diretti
iniziali sostenuti per la sottoscrizione del contratto e il valore attuale della stima dei costi di ripristino e smantellamento previsti dal
contratto, al netto di eventuali incentivi ricevuti.
Successivamente, il diritto d’uso è ammortizzato lungo la durata contrattuale (o la vita utile del bene se inferiore), soggetto a
eventuali riduzioni di valore e rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Il Gruppo TIM attrae nell’ambito di applicazione dell’IFRS 16, qualora ne ricorrano i presupposti e siano soddisfatti i requisiti previsti
dal principio, le fattispecie contrattuali aventi a oggetto le risorse software in cloud e lo spettro di frequenze trasmissive su portanti
in fibra ottica. Tale impostazione è funzionale alle specificità fortemente innovative di tali tipologie contrattuali aventi a oggetto
infrastrutture hardware e trasmissive ottiche, nonché servizi software tecnologicamente avanzati.
Riduzione di valore delle attività immateriali, materiali e dei diritti d’uso su
beni di terzi
Avviamento
L’avviamento è sottoposto a verifica della recuperabilità del valore (c.d. impairment test) annualmente o più frequentemente, se
specifici eventi o modificate circostanze indicano la possibilità che abbia subito una riduzione di valore, secondo quanto previsto
dallo IAS 36 (Riduzione di valore delle attività); il valore originario non viene comunque ripristinato qualora vengano meno le ragioni
che hanno determinato la riduzione di valore.
La verifica viene svolta, di norma, alla fine di ogni esercizio e, pertanto, la data di riferimento per tale verifica è costituita dalla data
di chiusura del bilancio. L’avviamento acquisito ed allocato nel corso dell’esercizio è sottoposto a verifica della recuperabilità del
valore alla fine dell’esercizio in cui l’acquisizione e l’allocazione sono avvenute.
Al fine della verifica della sua recuperabilità, l’avviamento è allocato, alla data di acquisizione, ad ogni unità o gruppo di unità
generatrici di flussi di cassa (Cash Generating Unit – CGU) che beneficiano dell’acquisizione.
Se il valore contabile dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) eccede il rispettivo valore recuperabile, si rileva a
conto economico separato una perdita per riduzione di valore. La perdita per riduzione di valore è imputata dapprima a riduzione
del valore contabile dell’avviamento allocato all’unità generatrice di flussi di cassa (o al gruppo di unità) e solo successivamente
alle altre attività dell’unità in proporzione al loro valore contabile fino all’ammontare del valore recuperabile delle attività a vita
utile definita. Il valore recuperabile di un’unità generatrice di flussi di cassa (o di un gruppo di unità) cui è allocato l’avviamento è il
maggiore fra il fair value, dedotti i costi di vendita, e il valore d’uso della stessa unità.
Il fair value al netto dei costi di vendita è stimato sulla base dell’income approach, in quanto permette di riflettere  i benefici
derivanti da un futuro nuovo e diverso assetto di business. In particolare, il fair value al netto dei costi di vendita si fonda sul valore
attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione che riflette le valutazioni correnti di mercato del
valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. I flussi di cassa futuri si riferiscono a quelli previsti su un orizzonte
temporale esplicito compreso fra i tre e i cinque anni, nonché a quelli estrapolati dall’ultimo anno dell’orizzonte temporale esplicito
per la stima del valore terminale.
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Principi contabili
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Il valore d’uso di un’attività è costituito dal valore attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione
che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. I flussi di cassa futuri
si riferiscono a quelli previsti su un orizzonte temporale esplicito compreso fra i tre e i cinque anni, nonché a quelli estrapolati
dall’ultimo anno dell’orizzonte temporale esplicito per la stima del valore terminale. Il tasso di crescita a lungo termine utilizzato al
fine della stima del valore terminale dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) viene assunto in misura non
eccedente il tasso medio di crescita a lungo termine del settore o del mercato nel quale l’unità generatrice di flussi di cassa (o il
gruppo di unità) opera.
I flussi di cassa futuri sono stimati facendo riferimento alle condizioni correnti dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo
di unità) e, pertanto, non si considerano né i benefici derivanti da ristrutturazioni future per le quali l’entità non è ancora
impegnata, né gli investimenti futuri di miglioramento o di ottimizzazione dell’unità.
Ai fini della verifica della riduzione di valore, il valore contabile di un’unità generatrice di flussi di cassa viene determinato
coerentemente con il criterio con cui è determinato il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi di cassa, escludendo i c.d.
surplus assets (ossia le attività finanziarie, le attività per imposte anticipate e le attività non correnti nette destinate a essere
cedute).
Dopo aver effettuato la verifica per riduzione di valore dell’unità generatrice di flussi di cassa (o del gruppo di unità) cui è allocato
l’avviamento si effettua un secondo livello di verifica della riduzione di valore comprendendo anche quelle attività centralizzate con
funzioni ausiliarie (corporate assets) che non generano flussi positivi di risultato e che non possono essere allocate secondo un
criterio ragionevole e coerente alle singole unità. A questo secondo livello il valore recuperabile di tutte le unità generatrici di flussi
di cassa (o gruppi di unità) viene confrontato con il valore contabile di tutte le unità (o gruppi di unità), comprendendo anche quelle
unità alle quali non è stato allocato alcun avviamento e le attività centralizzate.
Attività (immateriali e materiali) a vita utile definita e diritti d’uso su beni di terzi
A ogni data di riferimento del bilancio, la Società verifica se esistono indicazioni che le attività sia immateriali che materiali a vita
utile definita e i diritti d’uso su beni di terzi possano aver subito una riduzione di valore. A tal fine si considerano sia fonti interne che
esterne di informazione. Relativamente alle prime (fonti interne) si considera: l’obsolescenza o il deterioramento fisico dell’attività,
eventuali cambiamenti significativi nell’uso dell’attività e l’andamento economico dell’attività rispetto a quanto previsto.
Relativamente alle fonti esterne, invece, si considera: l’andamento dei prezzi di mercato delle attività, eventuali discontinuità
tecnologiche, di mercato o normative, l’andamento dei tassi di interesse di mercato e del costo del capitale utilizzato per valutare
gli investimenti ed infine se il valore contabile delle attività nette della Società dovesse risultare superiore alla capitalizzazione di
borsa.
Se esistono indicazioni che le attività sia immateriali che materiali a vita utile definita e i diritti d’uso su beni di terzi abbiano subito
una riduzione di valore, il valore di carico è ridotto al relativo valore recuperabile. Il valore recuperabile è definito come il maggiore
tra il fair value, al netto dei costi di vendita, ed il suo valore d’uso. Il valore d’uso è costituito dal valore attuale dei flussi di cassa
attesi calcolato applicando un tasso di attualizzazione che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del
denaro e dei rischi specifici dell’attività o del diritto. Quando non è possibile stimare il valore recuperabile, la Società stima il valore
recuperabile dell’unità generatrice di flussi di cassa cui l’attività appartiene. La riduzione di valore è iscritta a conto economico
separato.
Quando successivamente vengono meno i motivi che hanno determinato una riduzione di valore, il valore contabile dell’attività /
diritto d’uso o dell’unità generatrice di flussi di cassa è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile che, comunque,
non può eccedere il valore che si sarebbe determinato se non fosse stata rilevata alcuna riduzione di valore. Il ripristino di valore è
iscritto a conto economico separato.
Strumenti finanziari
Modelli di business nella gestione delle attività finanziarie
Nell’ambito della gestione del credito commerciale, il Management della Società ha definito i propri modelli di business in base alla
specificità della natura del credito, del tipo di controparte, della dilazione d’incasso; ciò, al fine di ottimizzare la gestione del capitale
circolante attraverso il continuo monitoraggio delle performance d’incasso dalla clientela, l’indirizzo delle credit collection policies,
la gestione di programmi di smobilizzo crediti, l’attivazione di cessioni del credito (factoring) coerenti con le esigenze di
programmazione finanziaria.
I Modelli di Business adottati sono i seguenti:  
Hold to Collect: trattasi dei crediti generalmente detenuti fino a scadenza quali, ad esempio, i crediti verso i grandi clienti e gli
OLO; tali strumenti ricadono nella categoria IFRS 9 “Attività valutate al costo ammortizzato. Tali crediti possono essere ceduti,
ancorché non in modalità ricorrente, per esigenze di ottimizzazione finanziaria;
Hold to Collect and Sell: trattasi dei crediti generalmente oggetto di cessione in modalità massiva e ricorrente quali, ad
esempio, i crediti verso la clientela attiva consumer, small e business in attesa di essere ceduti; tali strumenti ricadono nella
categoria IFRS 9 “Attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo”.
Nell’ambito della gestione delle attività finanziarie diverse dai crediti commerciali verso i clienti, il Management della società ha
definito i propri modelli di business in base alle logiche di impiego della liquidità ed alle tecniche di gestione degli strumenti
finanziari; ciò, per mantenere un adeguato livello di flessibilità finanziaria e gestire al meglio – in termini di rischio/rendimento - le
risorse finanziarie di immediata disponibilità e secondo l’indirizzo strategico. 
I Modelli di Business adottati sono i seguenti:
Hold to Collect: trattasi di strumenti finanziari impiegati per assorbire i surplus di cassa temporanei; sono caratterizzati da un
basso livello di rischio e detenuti principalmente fino alla scadenza; la valutazione avviene al costo ammortizzato; 
Hold to Collect and Sell: trattasi di strumenti monetari o obbligazionari impiegati per assorbire i surplus di cassa di breve /
medio termine; sono caratterizzati da un basso livello di rischio e detenuti, di norma, fino alla scadenza o venduti per coprire
specifiche necessità di liquidità; la valutazione avviene al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico
complessivo; 
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Hold to Sell: trattasi di strumenti monetari, obbligazionari e di equity trading impiegati per la gestione dinamica dei surplus di
cassa non riconducibili ai precedenti Modelli di Business; sono caratterizzati da un livello di rischio più elevato e da acquisti e
vendite ripetuti nel tempo; la valutazione avviene al fair value attraverso il conto economico separato.
Partecipazioni in controllate, collegate e joint venture
Le partecipazioni in imprese controllate, collegate e joint venture sono valutate al costo rettificato per le riduzioni di valore. In
presenza di obiettive evidenze di perdita di valore, la recuperabilità è verificata confrontando il valore di iscrizione della
partecipazione con il relativo valore recuperabile rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi di vendita, e il valore
d’uso.
Altre partecipazioni
Le altre partecipazioni (diverse da quelle in controllate, collegate e joint venture) sono incluse fra le attività non correnti o fra quelle
correnti se sono destinate a permanere nel patrimonio della Società per un periodo, rispettivamente, superiore o non superiore a 12
mesi.
Le altre partecipazioni sono classificate tra le “attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto economico
separato” (FVTPL), nell’ambito delle attività correnti.
Al momento dell’acquisto di ciascuna partecipazione, l’IFRS 9 prevede l’opzione irrevocabile di iscrivere tali partecipazioni tra le
“attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo” (FVTOCI), nell’ambito
delle attività non correnti o correnti.
Le altre partecipazioni classificate fra le “attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto
economico complessivo” sono valutate al fair value; le variazioni di valore di dette partecipazioni sono iscritte in una riserva di
patrimonio netto attraverso la loro imputazione alle altre componenti di conto economico complessivo (Riserva per attività
finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo), senza riclassificazione a conto
economico separato, in sede di derecognition (cessione) o riduzione di valore ritenuta definitiva. I dividendi sono invece rilevati a
conto economico separato.
Le variazioni di valore delle altre partecipazioni classificate fra le “attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto
economico separato” sono iscritte direttamente a conto economico separato.
Titoli diversi dalle partecipazioni
I titoli diversi dalle partecipazioni, inclusi fra le attività non correnti o fra quelle correnti, a seconda del modello di business adottato
e dei flussi contrattuali previsti rientrano fra le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, oppure valutate al fair value
rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo oppure al fair value attraverso il conto economico separato.
I titoli diversi dalle partecipazioni, inclusi fra le attività correnti, sono quelli che, per scelta degli amministratori, sono destinati a
permanere nel patrimonio di TIM S.p.A. per un periodo non superiore a 12 mesi, e vengono classificati:
tra le “attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” (AC) quando sono detenuti in portafoglio sino alla scadenza
(originariamente superiore a 3 mesi ma inferiore a 12 mesi, oppure, pur avendo una scadenza originaria superiore a 12 mesi,
sono stati acquistati in un periodo nel quale la scadenza era compresa tra 3 e 12 mesi);
tra le “attività finanziarie valutare al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo” (FVTOCI)
quando è detenuta nell’ambito di un modello di business il cui obiettivo è quello di vendere l’attività finanziaria e/o incassare i
flussi contrattuali. La “Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico
complessivo” è riversata a conto economico separato al momento della cessione ovvero in presenza di una riduzione di valore;
tra le “attività finanziarie valutate al fair value attraverso il conto economico separato” (FVTPL) negli altri casi.
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, a seconda della loro natura, al valore nominale ovvero al costo
ammortizzato.
Le altre disponibilità liquide equivalenti rappresentano impieghi finanziari a breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente
convertibili in valori di cassa noti e soggetti ad un irrilevante rischio di variazione del loro valore, la cui scadenza originaria ovvero al
momento dell’acquisto non è superiore a 3 mesi.
Riduzione di valore di attività finanziarie
Ad ogni data di riferimento del bilancio, vengono effettuate valutazioni al fine di verificare se esista evidenza oggettiva che
un’attività finanziaria o un gruppo di attività possa aver subito una riduzione di valore.
La riduzione di valore di attività finanziarie si basa sul modello delle perdite attese (expected credit loss).
In particolare:
la riduzione di valore sui crediti commerciali e sui contract assets viene effettuata attraverso l'approccio semplificato, che
prevede la stima della perdita attesa lungo tutta la vita del credito al momento dell'iscrizione iniziale e nelle valutazioni
successive. Per ciascun segmento di clientela, la stima è effettuata principalmente attraverso la determinazione
dell'inesigibilità media attesa, basata su indicatori storico-statistici, eventualmente adeguata utilizzando elementi prospettici.
Per alcune categorie di crediti caratterizzate da elementi di rischio peculiari vengono invece effettuate valutazioni specifiche
sulle singole posizioni creditorie;
la riduzione di valore sulle attività finanziarie diverse dai crediti commerciali viene effettuata seguendo il modello generale che
rileva le perdite attese sui crediti nei 12 mesi successivi o sull’intera vita residua in caso di peggioramento sostanziale del rischio
di credito. 
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Nota 2
Principi contabili
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Strumenti finanziari derivati
Così come consentito dall’IFRS 9, la Società ha scelto di continuare ad applicare le disposizioni in materia di contabilizzazione delle
operazioni di copertura contenute nello IAS 39 invece delle disposizioni dell’IFRS 9.
Gli strumenti finanziari derivati perfezionati dalla Società sono volti a fronteggiare l’esposizione al rischio di cambio e di tasso di
interesse e ad una diversificazione dei parametri di indebitamento che ne permetta una riduzione del costo e della volatilità entro
prefissati limiti gestionali.
Coerentemente con quanto stabilito dallo IAS 39, gli strumenti finanziari derivati di copertura sono contabilizzati secondo le
modalità stabilite per l’hedge accounting solo quando:
all’inizio della copertura, esistono la designazione formale e la documentazione della relazione di copertura stessa;
si prevede che la copertura sarà altamente efficace;
l’efficacia può essere attendibilmente misurata;
la copertura stessa è altamente efficace durante i diversi periodi contabili per i quali è designata.
Tutti gli strumenti finanziari derivati sono valutati al fair value, come stabilito dallo IAS 39.
Quando gli strumenti finanziari derivati hanno le caratteristiche per essere contabilizzati in hedge accounting, si applicano i
seguenti trattamenti contabili:
Fair value hedge – Se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alle variazioni del fair
value di un’attività o di una passività attribuibili ad un particolare rischio, l’utile o la perdita derivante dalle successive variazioni
del fair value dello strumento di copertura è rilevato a conto economico separato. L’utile o la perdita derivante
dall’adeguamento al fair value della posta coperta, per la parte attribuibile al rischio coperto, modifica il valore contabile di tale
posta e viene rilevato a conto economico separato.
Cash flow hedge – Se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alla variabilità dei flussi
finanziari di un’attività o di una passività iscritta in bilancio o di un’operazione prevista altamente probabile, la porzione efficace
degli utili o delle perdite derivanti dall’adeguamento al fair value dello strumento derivato è rilevata in una specifica riserva di
patrimonio netto (Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura). L’utile o la perdita cumulato è
stornato dalla riserva di patrimonio netto e contabilizzato a conto economico separato negli stessi esercizi in cui gli effetti
dell’operazione oggetto di copertura vengono rilevati a conto economico separato. L’utile o la perdita associato a quella parte
della copertura inefficace è iscritto a conto economico separato immediatamente. Se l’operazione oggetto di copertura non è
più ritenuta probabile, gli utili o le perdite non ancora realizzati contabilizzati nella riserva di patrimonio netto sono rilevati
immediatamente a conto economico separato.
Per gli strumenti derivati per i quali non è stata designata una relazione di copertura, le variazioni di valore rispetto alla rilevazione
iniziale sono iscritte direttamente a conto economico separato.
Passività finanziarie
Le passività finanziarie includono i debiti finanziari, comprensivi dei debiti per anticipazioni su cessione di crediti qualora la cessione
non trasferisca sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici, nonché altre passività finanziarie, ivi inclusi gli strumenti finanziari derivati
e le passività a fronte delle attività iscritte nell’ambito dei contratti di locazione finanziaria iscritti ai sensi dell’IFRS 16.
Ai sensi dell'IFRS 9, esse comprendono anche i debiti commerciali e quelli di natura varia.
Nell’ambito dei debiti commerciali sono anche presenti accordi finanziari con i fornitori. Per maggiori dettagli circa tali accordi si
rimanda alla Nota “Debiti commerciali, vari e altre passività correnti”.
Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti finanziari derivati, sono inizialmente iscritte al fair value; successivamente vengono
valutate al costo ammortizzato.
Le passività finanziarie coperte da strumenti finanziari derivati volti a fronteggiare il rischio di variazione di valore della passività
(derivati in fair value hedge), sono valutate al fair value, secondo le modalità stabilite dallo IAS 39 per l’hedge accounting: gli utili e
le perdite derivanti dai successivi adeguamenti al fair value, limitatamente alla componente coperta, sono rilevati a conto
economico separato e sono controbilanciati dalla porzione efficace della perdita o dell’utile derivante dalle corrispondenti
valutazioni al fair value dello strumento di copertura.
Le passività finanziarie coperte da strumenti finanziari derivati volti a fronteggiare il rischio di variazione dei flussi finanziari (derivati
in cash flow hedge) rimangono valutate al costo ammortizzato, secondo le modalità stabilite dallo IAS 39 per l’hedge accounting.
Cessioni di crediti
TIM S.p.A. effettua cessioni di crediti sulla base di contratti di factoring e cartolarizzazione. Tali cessioni, nella maggior parte dei
casi, sono caratterizzate dal trasferimento a terzi sostanzialmente di tutti i rischi e benefici relativi ai crediti, rispondendo in tal
modo ai requisiti dell’IFRS 9 per lo storno degli stessi. Appositi contratti di servizio, in virtù dei quali gli acquirenti conferiscono
mandato a TIM S.p.A. di gestire le attività di incasso e gestione dei crediti, sono stati stipulati per mantenere la relazione tra la
Società e la propria clientela.
Rimanenze di magazzino
Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore tra il costo di acquisto e/o di produzione e il presumibile valore di realizzo; il
costo viene determinato con il metodo del costo medio ponderato per singolo movimento mentre il presumibile valore di realizzo
viene rilevato dall’osservazione dei prezzi correnti alla chiusura dell’esercizio. Sono inoltre stanziati dei fondi svalutazione per le
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Nota 2
Principi contabili
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rimanenze di magazzino considerate obsolete o a lenta rotazione, tenuto conto del loro utilizzo futuro atteso e del loro presumibile
valore di realizzo.
Attività non correnti destinate a essere cedute/Attività operative cessate
Le attività non correnti destinate a essere cedute o i gruppi in dismissione il cui valore contabile sarà recuperato principalmente
attraverso la vendita anziché con il loro utilizzo continuativo sono classificate come possedute per la vendita e rappresentate
separatamente dalle altre attività e passività della situazione patrimoniale-finanziaria. I corrispondenti valori patrimoniali
dell’esercizio precedente non sono riclassificati nella situazione patrimoniale – finanziaria ma sono invece esposti separatamente in
una specifica colonna di variazione nell’evoluzione delle voci dell’attivo e del passivo nell’esercizio in cui le attività non correnti
destinate a essere cedute o i gruppi in dismissione sono classificati come tali.
Un’attività operativa cessata (Discontinued Operations) rappresenta una parte dell’entità che è stata dismessa o classificata come
posseduta per la vendita, e:
rappresenta un importante ramo di attività o area geografica di attività; oppure
è parte di un piano coordinato di dismissione di un importante ramo di attività o area geografica di attività; oppure
è una controllata acquisita esclusivamente allo scopo di essere rivenduta.
I risultati delle attività operative cessate – siano esse dismesse oppure classificate come possedute per la vendita – sono esposti
separatamente nel conto economico separato, al netto degli effetti fiscali. I corrispondenti valori relativi all’esercizio precedente,
ove presenti, sono riclassificati ed esposti separatamente nel conto economico separato, al netto degli effetti fiscali, ai fini
comparativi.
Le attività non correnti destinate a essere cedute o i gruppi in dismissione classificati come posseduti per la vendita, sono dapprima
rilevati in conformità allo specifico IFRS di riferimento applicabile a ciascuna attività e passività e, successivamente, sono rilevati al
minore tra il valore contabile e il relativo fair value, al netto dei costi di vendita.
Eventuali successive perdite di valore sono rilevate direttamente a rettifica delle attività non correnti o dei gruppi in dismissione
classificati come posseduti per la vendita con contropartita a conto economico separato.
Viene invece rilevato un ripristino di valore per ogni incremento successivo del fair value di un’attività al netto dei costi di vendita,
ma solo fino a concorrenza della perdita per riduzione di valore complessiva precedentemente rilevata.
In conformità alle previsioni dell’IFRS 5 (Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate) le attività non
correnti classificate come possedute per la vendita o facenti parte di un gruppo in dismissione non vengono ammortizzate.
Gli oneri finanziari e le altre spese attribuibili alle passività di un gruppo in dismissione classificato come posseduto per la vendita
devono continuare ad essere rilevati.
Fondi relativi al personale
Fondo per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR)
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), obbligatorio ai sensi dell’art. 2120 del Codice Civile, ha natura di retribuzione differita ed è
correlato alla durata della vita lavorativa dei dipendenti e alla retribuzione percepita nel periodo di servizio prestato.
In applicazione dello IAS 19 (Benefici per i dipendenti), il TFR così calcolato assume la natura di “Piano a benefici definiti” e la
relativa obbligazione da iscrivere in bilancio (Fondo TFR) è determinata mediante un calcolo attuariale.
La rilevazione delle variazioni degli utili/perdite attuariali (“rimisurazioni”) è iscritta fra le altre componenti del conto economico
complessivo. Gli interessi passivi relativi alla componente del “time value” nei calcoli attuariali sono invece iscritti a conto
economico separato tra gli oneri finanziari.
A partire dal 1° gennaio 2007, la legge italiana ha previsto per il lavoratore la possibilità di scegliere la destinazione del proprio TFR
maturando ai fondi di previdenza complementare oppure all’azienda di appartenenza. Per le aziende con almeno 50 dipendenti è
fatto obbligo di versare tale TFR al “Fondo di Tesoreria” gestito dall’INPS. Conseguentemente, l’obbligazione nei confronti dell’INPS
e le contribuzioni alle forme pensionistiche complementari hanno assunto, ai sensi dello IAS 19, la natura di “Piani a contribuzioni
definite”.
Accordi di pagamento basato su azioni
TIM S.p.A. riconosce benefici addizionali a taluni dirigenti delle Società del Gruppo attraverso piani di partecipazione al capitale (ad
esempio: piani di stock option e Long-term incentive plan). I summenzionati piani vengono contabilizzati secondo quanto previsto
dall’IFRS 2 (Pagamenti basati su azioni).
Secondo quanto stabilito dall’IFRS 2, tali piani rappresentano una componente della retribuzione dei beneficiari; pertanto, per i piani
che prevedono una remunerazione in strumenti di capitale, il costo è rappresentato dal fair value di tali strumenti alla data di
assegnazione, ed è rilevato tra i “Costi del personale”, nel caso di dipendenti della Società, e tra le “Partecipazioni”, nel caso di
dipendenti di controllate, lungo il periodo intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione, con contropartita una
riserva di Patrimonio Netto denominata “Altri strumenti rappresentativi di patrimonio netto”. Le variazioni nel fair value successive
alla data di assegnazione non hanno effetto sulla valutazione iniziale. Alla fine di ogni esercizio viene aggiornata la stima del
numero di diritti che matureranno fino alla scadenza. La variazione di stima è portata a rettifica della voce “Altri strumenti
rappresentativi di patrimonio netto” con contropartita rispettivamente “Costi del personale” o “Partecipazioni”.
La parte dei piani che prevede la corresponsione di compensi in denaro è iscritta tra le passività in contropartita dei “Costi del
personale”, nel caso di dipendenti della Società, e tra le “Partecipazioni”, nel caso di dipendenti di controllate; alla fine di ogni
esercizio detta passività è valutata al relativo fair value.
Fondi per rischi e oneri
La Società rileva i fondi per rischi e oneri quando, in presenza di un’obbligazione attuale, legale o implicita, nei confronti di terzi,
quale risultato di un evento passato, è probabile che si renderà necessario l’impiego di risorse per adempiere all’obbligazione e
quando può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione stessa. Tra i fondi per rischi e oneri rientrano
anche quelli costituiti nel caso in cui la società abbia stipulato contratti che sono successivamente divenuti onerosi in quanto i costi
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Nota 2
Principi contabili
416
non discrezionali necessari per l’adempimento delle obbligazioni assunte superano i benefici economici che si presume si
otterranno dagli stessi contratti.
Quando l’effetto finanziario del trascorrere del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono
attendibilmente stimabili, l’accantonamento è determinato attualizzando i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei
rischi associati all’obbligazione; l’incremento del fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato nel conto economico separato
alla voce “Oneri finanziari”.
Contributi pubblici
I contributi pubblici sono rilevati quando esiste una ragionevole certezza che saranno ricevuti e che la Società rispetterà tutte le
condizioni previste dal Governo, da enti governativi e analoghi enti locali, nazionali o internazionali per la loro erogazione.
I contributi pubblici sono rilevati a Conto economico separato, con un criterio sistematico, negli esercizi in cui la Società rileva come
costi le relative spese che i contributi intendono compensare.
I contributi pubblici in conto capitale ricevuti per l’acquisto e/o la costruzione di attività materiali non correnti sono iscritti come
ricavo differito nel prospetto della Situazione patrimoniale-finanziaria e accreditati a Conto economico separato su base
sistematica lungo la vita utile degli impianti cui i contributi si riferiscono.
Azioni proprie
Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. In particolare, le azioni proprie sono contabilizzate in riduzione del
capitale sociale emesso per la parte corrispondente alla cd. “parità contabile”, che risulta dal rapporto tra il capitale sociale
complessivo e il numero delle azioni emesse, mentre l’eccedenza del valore di acquisto rispetto alla parità contabile è portata in
riduzione delle “Altre riserve e utili (perdite) accumulati, incluso l’utile (perdita) dell’esercizio”.
Operazioni in valuta estera
Le operazioni in valuta estera sono registrate al tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione. Le attività e le passività
monetarie denominate in valuta estera sono convertite al tasso di cambio in essere alla data di riferimento del bilancio. Sono
rilevate a conto economico separato le differenze cambio generate dall’estinzione di poste monetarie o dalla loro conversione a
tassi differenti rispetto a quelli della loro rilevazione iniziale nell’esercizio o a quelli di fine esercizio precedente.
Ricavi
I ricavi rappresentano i flussi lordi di benefici economici dell’esercizio derivanti dallo svolgimento dell’attività ordinaria. I corrispettivi
riscossi per conto terzi quali le imposte sulle vendite, le imposte su beni e servizi e l’imposta sul valore aggiunto non sono benefici
economici fruiti dalla Società e non determinano un incremento del patrimonio netto. Per questo motivo essi sono esclusi dai ricavi.
Il processo sottostante la rilevazione dei ricavi segue le fasi previste dall’IFRS 15:
identificazione del contratto: avviene quando le parti approvano il contratto (con sostanza commerciale) e individuano i
rispettivi diritti ed obbligazioni: in altri termini il contratto deve essere legalmente vincolante, possono essere chiaramente
identificati i diritti a ricevere beni e/o servizi ed i termini di pagamento e la Società ritiene probabile il percepimento del
corrispettivo;
identificazione delle performance obligation: le principali performance obligation identificate, vale a dire promesse di
trasferimento di beni e servizi che sono distinti, sono prestazioni di servizi (tra cui traffico voce e dati e soluzioni ICT) alla
clientela retail, prestazioni di servizi alla clientela wholesale e vendita di prodotti;
determinazione del transaction price: è l’importo complessivamente contrattualizzato con la controparte, avuto riguardo
all’intera durata contrattuale. La Società ha definito che la durata contrattuale è quella derivante dai vincoli contrattuali tra le
parti, oppure, in assenza di tali vincoli, è convenzionalmente pari ad un mese;
allocazione del transaction price alle performance obligation: l’allocazione avviene proporzionalmente ai rispettivi stand
alone selling price, determinati in base ai prezzi di listino (laddove presenti) oppure stimati applicando un margine appropriato
al costo di acquisto/produzione del bene/servizio.
I ricavi da attivazione del servizio di connettività non costituiscono una performance obligation; vengono, pertanto, allocati alle
performance obligation contrattuali (tipicamente ai servizi).
Per le offerte che comprendono sia la vendita degli apparati sia la prestazione di servizi (offerte bundle), la Società alloca il
transaction price contrattuale alle performance obligation del contratto proporzionalmente agli stand alone selling price delle
singole perfomance obligation;
rilevazione dei ricavi: i ricavi sono rappresentati al netto di sconti, abbuoni e resi e rilevati in relazione alle caratteristiche della
tipologia di ricavo:
Ricavi per prestazioni di servizi
I ricavi per prestazioni di servizi sono rilevati a conto economico separato con riferimento allo stadio di completamento del
servizio, ovvero in base all’effettivo consumo.
I ricavi da traffico telefonico per interconnessione e roaming sono esposti al lordo delle quote spettanti agli altri operatori di
telecomunicazioni.
I ricavi per la fornitura di informazioni ed altri contenuti sono iscritti in base all’ammontare fatturato al cliente quando il
servizio è reso direttamente dalla Società. Nel caso in cui la Società operi esclusivamente in qualità di agente (ad esempio
per le Numerazioni Non Geografiche), viene invece iscritta tra i ricavi la sola provvigione riconosciuta dal fornitore di
contenuti.
I ricavi derivanti dal traffico prepagato sono contabilizzati sulla base dell’effettivo consumo. I ricavi differiti corrispondenti al
traffico già incassato ma non ancora consumato sono registrati nella Situazione patrimoniale-finanziaria alla voce “Debiti
commerciali, vari e altre passività correnti”.
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Principi contabili
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Generalmente i ricavi per prestazioni di servizi sono fatturati e riscossi su base bimestrale/mensile per la clientela retail,
mentre sono fatturati su base mensile e recano una scadenza a 40 o 60 giorni data emissione a seconda che si tratti della
componente mobile (40 giorni) o della componente fissa (60 giorni) per la clientela wholesale.
Ricavi per vendite
I ricavi per vendite (prodotti telefonici e altri) sono rilevati alla consegna quando il controllo dei beni è trasferito ai clienti.
Gli apparati venduti separatamente dai servizi sono fatturati al momento della consegna; la riscossione avviene a vista o in
base a piani rateizzati (fino a 48 rate mensili). Gli apparati venduti nell’ambito di offerte bundle sono fatturati al momento
della consegna e riscossi, di regola, in 24, 30 o 48 rate mensili a seconda della tipologia di offerta e cluster di clientela. Con
particolare riferimento ai prodotti mobile (smartphone e tablet) e alcune tipologie di prodotti del fisso venduti alla clientela
consumer l’incasso avviene al momento della vendita per il tramite della società finanziaria TIMFin che eroga il
finanziamento al cliente
La rilevazione dei ricavi può generare l’iscrizione di una attività o passività derivante da contratti. In particolare:
le Attività derivanti da contratto rappresentano il diritto ad un corrispettivo in cambio di beni o servizi che sono stati trasferiti
al cliente, quando il diritto è subordinato a qualcosa di diverso dal passare del tempo;
le Passività derivanti da contratto rappresentano l'obbligazione di trasferire al cliente beni o servizi per i quali la Società ha
ricevuto (o per i quali è dovuto) un corrispettivo dal cliente.
I costi contrattuali (costi di adempimento e di ottenimento di un contratto; principalmente, costi tecnici di attivazione e costi per le
provvigioni alla rete di vendita) sono oggetto di differimento e rilevati a conto economico separato in funzione dello stimato
periodo di recuperabilità dei relativi benefici economici che, per i clienti di rete mobile, è basato sulla durata attesa del rapporto
contrattuale, mentre per i clienti di rete fissa in funzione della recuperabilità economica dei costi “one-off” (riferibili a costi per
provvigioni alla rete di vendita e a costi tecnici di attivazione).
Periodicamente viene valutata la recuperabilità delle attività derivanti da contratto e dei costi differiti.
TIM si avvale dell’espediente pratico, previsto dall’IFRS 15, di rilevare interamente a conto economico i costi incrementali per
l’ottenimento del contratto se il periodo di ammortamento non supera i 12 mesi.
Costi di ricerca e costi di pubblicità
I costi di ricerca e quelli di pubblicità vengono spesati direttamente a conto economico separato nell’esercizio in cui vengono
sostenuti.
Proventi e oneri finanziari
I proventi e gli oneri finanziari sono rilevati per competenza e comprendono: gli interessi maturati sulle relative attività e passività
finanziarie utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo, le variazioni di fair value dei derivati e degli altri strumenti finanziari
rilevati al fair value attraverso il conto economico, gli utili e le perdite di cambio e su strumenti finanziari (inclusi i derivati).
Dividendi
I dividendi ricevuti sono contabilizzati a conto economico separato secondo il principio della competenza, ossia nell’esercizio in cui
sorge il relativo diritto al credito, a seguito della delibera assembleare di distribuzione dei dividendi delle partecipate.
I dividendi distribuibili sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono approvati dall’assemblea
degli azionisti.
Imposte sul reddito (correnti e differite)
Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile della Società.
Il calcolo delle imposte sul reddito correnti e differite è effettuato utilizzando tutti gli elementi e le informazioni disponibili alla data
del bilancio, tenendo conto delle leggi in vigore ed anche considerando ed includendo nelle valutazioni tutti gli elementi che
possono determinare incertezze nella determinazione degli importi a debito verso l’erario, così come previsto dall’IFRIC 23.
Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico separato, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o
accreditate ad una riserva di patrimonio netto; in tali casi il relativo effetto fiscale è riconosciuto direttamente alle rispettive riserve
di patrimonio netto. Nel prospetto di conto economico complessivo, è indicato l’ammontare delle imposte sul reddito relativo a
ciascuna voce inclusa fra le “altre componenti del conto economico complessivo”.
Le imposte differite/anticipate sono rilevate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività (balance sheet liability
method). Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile delle attività e delle passività
ed i relativi valori contabili nel bilancio separato. Le attività per imposte anticipate sulle perdite fiscali riportabili a nuovo sono
riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere
recuperate. Le attività e le passività fiscali per imposte sono compensate, separatamente per le imposte correnti e per le imposte
differite, quando vi è un diritto legale di compensazione. Le attività fiscali per imposte anticipate e le passività fiscali per imposte
differite sono determinate adottando le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili negli esercizi nei quali le differenze
temporanee si annulleranno.
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Principi contabili
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Le altre imposte non correlate al reddito sono incluse tra gli “Altri costi operativi”.
Uso di stime contabili
La redazione del bilancio separato e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della Direzione aziendale
l’effettuazione di stime e di assunzioni basate anche su giudizi soggettivi, esperienze passate e ipotesi considerate ragionevoli e
realistiche in relazione alle informazioni note al momento della stima. Tali stime hanno effetto sui valori delle attività e delle
passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio nonché sull’ammontare dei
ricavi e dei costi nell’esercizio di riferimento. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire, anche significativamente, da tali
stime a seguito di possibili mutamenti dei fattori considerati nella determinazione di tali stime. Le stime sono riviste
periodicamente. L'effetto di un eventuale cambiamento nella stima contabile è rilevato prospetticamente.
Nel seguito, sono indicate le più significative stime contabili che comportano un elevato ricorso ad assunzioni e giudizi soggettivi da
parte degli Amministratori.
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Principi contabili
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Area di Bilancio
Stime contabili
Riduzione di valore dell’avviamento
La verifica della riduzione di valore dell’avviamento è effettuata mediante il confronto tra il valore contabile delle unità
generatrici di flussi di cassa e il loro valore recuperabile; quest’ultimo è rappresentato dal maggiore fra il fair value,
dedotti i costi di vendita, ed il valore d’uso della stessa unità. Tale complesso processo di valutazione implica, tra
l’altro, l’utilizzo di metodi quali il discounted cash flow con le relative assunzioni sulla stima dei flussi di cassa. Il fair
value al netto dei costi di vendita si fonda sul valore attuale dei flussi di cassa attesi calcolato applicando un tasso di
attualizzazione che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici
dell’attività. Il valore recuperabile dipende sensibilmente dal tasso di sconto utilizzato nel modello dei flussi di cassa
attualizzati così come dai flussi di cassa attesi in futuro e dal tasso di crescita utilizzato ai fini dell’estrapolazione. La
stima dei flussi di cassa attesi ha tenuto conto dei rischi derivanti dal cambiamento climatico (così come esplicitati
nella sezione “Principali rischi e incertezze - Rischi legati ai principali temi di sostenibilità” della Relazione sulla
gestione) che allo stato attuale non hanno comportato impatti significativi sul modello di business. Le ipotesi chiave
utilizzate per determinare il valore recuperabile per le diverse unità generatrici di flussi di cassa, inclusa un’analisi di
sensitività, sono dettagliatamente esposte nella Nota "Avviamento".
Riduzione di valore delle attività immateriali e
materiali a vita utile definita e dei diritti d’uso
su beni di terzi
A ogni data di riferimento del bilancio, la società verifica se esistono indicazioni che le attività sia materiali che
immateriali a vita utile definita e i diritti d’uso su beni di terzi possano aver subito una riduzione di valore. A tal fine si
considerano sia fonti interne che esterne di informazione.
L'identificazione di indicatori di riduzione di valore, la stima dei flussi di cassa futuri e la determinazione del fair value di
ciascuna attività richiede alla Direzione aziendale di effettuare stime e assunzioni significative circa la determinazione
del tasso di sconto da applicare, della vita utile e del valore residuo delle attività. La stima dei flussi di cassa attesi ha
tenuto conto dei rischi derivanti dal cambiamento climatico (così come esplicitati nella sezione “Principali rischi e
incertezze - Rischi legati ai principali temi di sostenibilità” della Relazione sulla gestione) che allo stato attuale non
hanno comportato impatti significativi sul modello di business. Queste stime possono avere un impatto significativo sul
fair value delle attività e sull’ammontare di eventuali svalutazioni.
Passività per leasing e Diritti d’uso su beni di
terzi
La determinazione del valore della passività per leasing e del corrispondente diritto d’uso è effettuata calcolando il
valore attuale dei canoni di leasing, anche considerando la stima sulla ragionevole certezza del rinnovo del contratto.
Capitalizzazione / differimento costi
Il processo di capitalizzazione / differimento dei costi interni ed esterni è caratterizzato da alcuni elementi di stima /
valutazione; in particolare, si segnala la valutazione di: i) probabilità che l’ammontare dei costi capitalizzati venga
recuperato attraverso i correlati ricavi futuri; e ii) effettivo incremento dei benefici economici futuri insiti nel bene a cui
si riferiscono.
Fondo svalutazione crediti
La riduzione di valore sui crediti commerciali e sui contract assets viene effettuata attraverso l'approccio semplificato,
che prevede la stima della perdita attesa lungo tutta la vita del credito al momento dell'iscrizione iniziale e nelle
valutazioni successive. Per ciascun segmento di clientela, la stima è effettuata principalmente attraverso la
determinazione dell'inesigibilità media attesa, basata su indicatori storico-statistici, eventualmente adeguata
utilizzando elementi prospettici. Per alcune categorie di crediti caratterizzate da elementi di rischio peculiari vengono
invece effettuate valutazioni specifiche sulle singole posizioni creditorie.
Ammortamenti
I cambiamenti nelle condizioni economiche dei mercati, nella tecnologia e nello scenario competitivo potrebbero
influenzare significativamente la vita utile delle attività materiali e immateriali non correnti e potrebbero comportare
una differenza nelle tempistiche del processo di ammortamento e quindi sull’ammontare dei costi per
ammortamento.
Accantonamenti, passività potenziali e fondi
relativi al personale
Per quanto riguarda gli accantonamenti connessi al “Fondo oneri di ripristino”, la stima dei costi futuri di
smantellamento del cespite e di ripristino del sito è un processo complesso che richiede la valutazione delle passività
derivanti da obblighi di smantellamento e di ripristino spesso non compiutamente definiti da leggi, regolamenti
amministrativi o clausole contrattuali, e che generalmente si dovranno adempiere a distanza di parecchi anni.
Gli accantonamenti connessi a contenziosi giudiziari, arbitrali e fiscali nonché a procedimenti di natura regolatoria sono
frutto di un processo di stima complesso che si basa anche sulla probabilità di soccombenza. Gli accantonamenti
connessi ai fondi relativi al personale, ed in particolare al Fondo Trattamento di Fine Rapporto, sono determinati sulla
base di ipotesi attuariali; le variazioni di tali ipotesi potrebbero avere effetti significativi su tali fondi. Gli accantonamenti
al Fondo Rischi contrattuali sono anche correlati ai contratti eventualmente divenuti onerosi e si basano su un
articolato processo di stima che prevede la valutazione della marginalità negativa complessiva dell’intero contratto;
pertanto, includono i costi non discrezionali necessari per l’adempimento delle obbligazioni assunte che superano i
benefici economici che si presume si otterranno dagli stessi contratti.
Ricavi
Il riconoscimento dei ricavi è influenzato dalle stime dell’ammontare di sconti, abbuoni e resi da iscrivere a diretta
rettifica dei ricavi, oltre che dalle modalità di definizione degli stand alone selling price dei singoli prodotti o servizi e di
determinazione della durata contrattuale in presenza di opzioni di rinnovo.
Costi contrattuali (IFRS 15)
Il riconoscimento dei costi di ottenimento e adempimento dei contratti per i clienti di rete mobile (principalmente, costi
per le provvigioni alla rete di vendita) è influenzato dalla stima della durata attesa del rapporto, calcolata sulla base
degli indici di rotazione storica e delle previsioni future. Questa stima è comunque soggetta a fluttuazioni e potrebbe
rappresentare in maniera limitata il comportamento futuro della clientela, specialmente in presenza di nuove offerte
commerciali o cambiamenti del contesto competitivo. Il riconoscimento dei costi di ottenimento e adempimento dei
contratti per i clienti di rete fissa è in funzione della recuperabilità economica dei costi “one-off” (riferibili
principalmente a costi per provvigioni alla rete di vendita e a costi tecnici di attivazione).
Imposte sul reddito (correnti e differite)
Le imposte sul reddito (correnti e differite) sono determinate secondo una prudente interpretazione delle normative
fiscali vigenti. Questo processo comporta talvolta complesse stime nella determinazione del reddito imponibile e delle
differenze temporanee deducibili ed imponibili tra valori contabili e fiscali. In particolare, le attività per imposte
anticipate sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del
quale possano essere recuperate. La valutazione della recuperabilità delle attività per imposte anticipate, rilevate in
relazione sia alle perdite fiscali utilizzabili in esercizi successivi sia alle differenze temporanee deducibili, tiene conto
della stima dei redditi imponibili futuri e si basa su una prudente pianificazione fiscale.
Strumenti derivati e strumenti rappresentativi
di capitale
Il fair value degli strumenti derivati e degli strumenti rappresentativi di capitale è determinato sia mediante modelli di
valutazione che tengono anche conto di valutazioni soggettive quali, ad esempio, le stime dei flussi di cassa, la
volatilità attesa dei prezzi, ecc., sia sulla base di valori rilevati su mercati regolamentati o quotazioni fornite da
controparti finanziarie. Per ulteriori dettagli vedasi la Nota “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Così come previsto dallo IAS 8 (Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori) paragrafo 10, in assenza di un
Principio o di un’Interpretazione applicabile specificatamente ad una determinata operazione, la Direzione aziendale definisce,
attraverso ponderate valutazioni soggettive, le metodologie contabili da adottare nell’ottica di fornire un bilancio che rappresenti
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Nota 2
Principi contabili
420
fedelmente la situazione patrimoniale-finanziaria, il risultato economico e i flussi finanziari della Società, che rifletta la sostanza
economica delle operazioni, sia neutrale, redatto su basi prudenziali e completo sotto tutti gli aspetti rilevanti.
Nuovi Principi e Interpretazioni recepiti dalla UE e in vigore a partire dal 1°
gennaio 2025
Ai sensi dello IAS 8 (Principi Contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori), vengono di seguito indicati e brevemente
illustrati gli IFRS in vigore a partire dal 1° gennaio 2025.
Modifiche allo IAS 21 – Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere
In data 12 novembre 2024 è stato emesso il Regolamento (UE) n. 2024/2862 che ha recepito alcuni emendamenti allo IAS 21 –
Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere.
Le modifiche chiariscono come un'entità dovrebbe operare/calcolare e come dovrebbe determinare il tasso di cambio a pronti se
una valuta ancorché scambiabile presenta una carenza di scambiabilità (situazione relativamente non comune ma che potrebbe
sorgere, ad esempio, quando le autorità impongono controlli sulle valute che ne vietano il loro scambio o che ne limitano il volume
delle transazioni). Inoltre, gli emendamenti richiedono di fornire informativa che consenta agli utilizzatori dei rendiconti finanziari di
comprendere l'impatto derivante da una valuta per il fatto di non essere scambiabile.
L’adozione di dette modifiche non ha comportato effetti sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.
Nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB e non recepiti dalla UE
Non sono presenti nuovi Principi e Interpretazioni emessi dallo IASB e non recepiti dalla UE.
Nuovi principi e interpretazioni emessi dallo IASB ma non ancora applicabili
Alla data di redazione del presente bilancio separato sono stati emessi dallo IASB i seguenti nuovi Principi / Interpretazioni non
ancora entrati in vigore:
Applicazione obbligatoria a
partire dal
Nuovi Principi / Interpretazioni non ancora recepiti dalla UE
IFRS 19 – Controllate non di interesse pubblico: informazioni integrative
1/1/2027
IAS 21 – Utilizzo di una valuta di presentazione iperinflazionata
1/1/2027
Nuovi Principi / Interpretazioni recepiti dalla UE
IFRS 18 – Presentazione e informativa di bilancio
1/1/2027
Modifiche ai principi IFRS 9 e IFRS 7 – Classificazione e Valutazione degli strumenti finanziari
1/1/2026
Modifiche Annuali agli  IFRS — Volume 11
1/1/2026
Contratti di compravendita di energia elettrica rinnovabile: Modifiche all’IFRS 9 e IFRS 7
1/1/2026
Gli eventuali impatti sul bilancio separato derivanti dall'applicazione di tali nuovi Principi/Interpretazioni sono attualmente in fase di
valutazione; si ritiene, tuttavia, che gli stessi non siano significativi rispetto ai risultati finanziari ed economici.
Si segnala che nell’aprile 2024 lo IASB ha emesso l’IFRS 18, che sostituirà lo IAS 1 – Presentazione del bilancio.
L’IFRS 18, unitamente alle modifiche agli altri principi contabili, è efficace per gli esercizi che iniziano a partire dal 1° gennaio 2027; è
consentita l’applicazione anticipata. L’IFRS 18 sarà applicato retrospettivamente.
L’IFRS 18 introduce nuovi requisiti di presentazione nel conto economico, inclusi totali e subtotali specificamente definiti. Inoltre, le
entità sono tenute a classificare tutti i proventi e gli oneri del conto economico in una delle seguenti cinque categorie: attività
operative, attività di investimento, attività di finanziamento, imposte sul reddito e attività operative cessate.
Il principio richiede una specifica informativa sulle nuove misure di performance definite dal management (“MPM”), rappresentate
da subtotali di proventi e oneri e introduce, inoltre, nuovi requisiti in materia di aggregazione e disaggregazione delle informazioni
finanziarie.
In aggiunta, sono state apportate modifiche di portata limitata allo IAS 7 – Rendiconto finanziario, che includono:
la modifica del punto di partenza per la determinazione dei flussi di cassa generati dall’attività operativa mediante il metodo
indiretto, che passa da “utile o perdita d’esercizio” a “risultato operativo”; e
l’eliminazione delle opzioni di classificazione dei flussi di cassa relativi a interessi e dividendi.
Sono inoltre previste modifiche consequenziali a diversi altri principi contabili.
La Società sta attualmente svolgendo un’analisi volta ad individuare tutti gli impatti che le modifiche introdotte dal nuovo principio
avranno sui prospetti contabili primari e sulle note al bilancio nonchè sulla nuova determinazione degli indicatori di performance.
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Nota 3
Avviamento
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NOTA 3
AVVIAMENTO
L'Avviamento al 31 dicembre 2025 ammonta a 8.814 milioni di euro e fa riferimento all’avviamento incluso nel segmento di attività
domestica di TIM S.p.A.. La voce è invariata rispetto al 31 dicembre 2024.
L’Avviamento, ai sensi dello IAS 36, non è soggetto ad ammortamento, ma a verifica per riduzione di valore (impairment test) con
cadenza almeno annuale in occasione della redazione del bilancio separato della Società.
Qualora a livello di bilancio consolidato emerga la necessità di svalutare l’avviamento riferito ad una determinata CGU, tale
svalutazione deve essere attribuita, nel bilancio separato di TIM S.p.A., alle attività riferite alla medesima CGU, che non siano già
state testate individualmente, ovvero l’avviamento e le partecipazioni di controllo che fanno parte della stessa CGU. I test di
impairment svolti con riferimento alle CGU nel bilancio consolidato non hanno determinato la necessità di svalutare l’avviamento
allocato alla CGU Domestic, di cui è parte la partecipazione di controllo detenuta da TIM S.p.A. in Noovle S.p.A..
Pertanto a livello di bilancio separato di TIM S.p.A. l’avviamento non risulta da svalutare.
Di seguito vengono pertanto illustrate le modalità di svolgimento del test di impairment della CGU Domestic ai fini del bilancio
consolidato, che include il perimetro Enterprise e Consumer.
La configurazione di valore, utilizzata per determinare il valore recuperabile al 31 dicembre 2025 della CGU Domestic, è stata il fair
value fondato sull’income approach, in quanto ritenuto in grado di meglio esprimere il valore delle attività del Gruppo (c.d.
prospettiva del partecipante al mercato) anche riflettendo gli interventi sui costi in vista di un eventuale futuro nuovo e diverso
assetto di business.
La stima del Fair Value della CGU Domestic è stata effettuata sulla base dell’income approach, nel rispetto dello IAS 36, dei principi
e delle best practices di valutazione, avendo a riferimento i flussi del Piano Industriale 2026–2028, che prende le mosse dalle
risultanze del consuntivo 2025: (i) riflette aspettative realistiche sulle evoluzioni future; (ii) mette in campo attente azioni di cost
cutting preparatorie al futuro assetto di business; (iii) mantiene la prospettiva di utilizzo degli asset del mercato domestico in
continuità rispetto alle condizioni correnti al 31 dicembre 2025. I flussi di cassa attesi riportati nel Piano Industriale 2026-2028,
approvato dal Consiglio di Amministrazione, sono stati oggetto di analisi critica e con il supporto di esperti valutatori ne è stata
valutata la medio rappresentatività. I flussi medi attesi di Piano Industriale 2026-2028 sono stati estrapolati per ulteriori due anni
(2029-2030), portando così il periodo di previsione esplicita dei flussi finanziari futuri a complessivi cinque anni (2026-2030).
L’estrapolazione al 2029-2030 si è resa necessaria, coerentemente con quanto effettuato dai principali incumbent europei, per
intercettare fenomeni di mercato concorrenziali e industriali che manifesteranno i loro segnali oltre l’orizzonte di previsione del
Piano Industriale. Si precisa che, in presenza di input non osservabili, il Fair Value così determinato è assegnato al livello 3 della
gerarchia del fair value, così come previsto dall’IFRS 13 – Valutazione del fair value.
La stima del fair value secondo l’income approach richiede di determinare il valore attuale dei flussi oltre il periodo di previsione
esplicita (c.d. terminal value). A tal fine il flusso del 2030 è stato opportunamente rettificato per tenere in considerazione un livello
di investimenti di lungo termine normalizzato degli effetti legati allo sviluppo di progetti in tecnologie innovative in essere negli anni
di piano. Inoltre, con specifico riferimento all’utilizzo della licenza 5G si è tenuto conto dei flussi incrementali netti attesi per la
durata della licenza oltre l’orizzonte quinquennale di piano. Tale approccio è coerente con la necessità di considerare, da un lato i
flussi di cassa negativi derivanti dagli investimenti effettuati a supporto dello sfruttamento della licenza 5G, e dall’altro lato, i flussi
di cassa positivi derivanti dalla componente incrementale di business che la licenza consente di sviluppare lungo un arco temporale
più ampio dei cinque anni di previsione esplicita. Infine, si è tenuto conto dei flussi teorici connessi al rinnovo dei diritti d’uso
frequenziali.
Il costo del capitale utilizzato per lo sconto dei flussi finanziari previsionali nelle stime del fair value per la CGU Domestic:
è stato stimato con il modello denominato CAPM - Capital Asset Pricing Model, che costituisce un criterio applicativo di
generale accettazione richiamato dal principio contabile IAS 36;
riflette le stime correnti del mercato circa il valore temporale del denaro e i rischi specifici dei gruppi di attività; include premi di
rendimento appropriati per il rischio Paese;
è stato calcolato utilizzando parametri comparativi di mercato per stimare il “coefficiente Beta” e il coefficiente di
ponderazione delle componenti del capitale proprio e del capitale di debito.
Si riportano nel seguito per la CGU Domestic:
il costo medio ponderato del capitale utilizzato per lo sconto dei flussi finanziari previsionali (c.d. tasso WACC) e il tasso
equivalente al lordo dell’effetto fiscale;
il tasso di crescita utilizzato per la stima del valore residuo dopo il periodo di previsione esplicita (c.d. tasso g), espresso in
termini nominali e riferito ai flussi finanziari in valuta funzionale;
i tassi di capitalizzazione impliciti che risultano dalla differenza tra il costo del capitale, al netto delle imposte, e il tasso di
crescita g.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 3
Avviamento
422
Parametri rilevanti ai fini delle stime del Fair Value della CGU Domestic
WACC
6,75 %
WACC prima delle imposte
8,75 %
Tasso di crescita oltre il periodo esplicito (g)
0,75 %
Tasso di capitalizzazione netto imposte (WACC-g)
6,00 %
Tasso di capitalizzazione prima delle imposte (WACC-g)
8,00 %
Investimenti/Ricavi, in perpetuo
10,90 %
La stima di costo medio ponderato del capitale pari al 6,75% è compresa nel range di stime di costo medio ponderato del capitale
stimate dagli equity analysts.
Il tasso di crescita nel valore terminale “g” della CGU Domestic è stato stimato tenendo conto dei dati macroeconomici (inflazione
e PIL), delle crescite previste per operatori del settore, e delle stime degli analisti di mercato per il Gruppo TIM stesso e per società
comparabili. Il tasso di crescita così stimato si colloca all’interno dell’intervallo dei tassi di crescita applicati dagli analisti che
seguono il titolo TIM.
Nella stima del livello di investimenti necessari a sostenere lo sviluppo perpetuo dei flussi finanziari nel periodo successivo a quello
di previsione esplicita si è tenuto in considerazione la fase del ciclo di investimento, del posizionamento competitivo e delle
infrastrutture tecnologiche gestite.
Il valore recuperabile della Cash Generating Unit Domestic, determinato sulla base del Fair Value stimato, ha evidenziato un
maggior valore del fair value rispetto al carrying amount (c.d. headroom) di 1.514 milioni di euro.
Pertanto, alla luce di tutti gli elementi di cui sopra, nell’esercizio 2025 vengono confermati i valori dell’Avviamento iscritti nel
bilancio di TIM S.p.A..
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 4
Attività immateriali a vita utile definita
423
NOTA 4 
ATTIVITA' IMMATERIALI A VITA UTILE DEFINITA
Diminuiscono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 453 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
operations
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni)
/Ripristini
Dismissioni
Altre
variazioni
31.12.2024
Diritti di brevetto industriale e diritti di
utilizzazione delle opere dell'ingegno
1.254
(152)
305
(640)
0
239
1.006
Concessioni, licenze, marchi e diritti
simili
3.004
(8)
(320)
0
(1)
2.675
Altre attività immateriali
2
(1)
0
1
2
Attività immateriali in corso e acconti
318
(69)
206
0
(1)
(180)
274
Totale
4.578
(229)
511
(961)
(1)
59
3.957
(milioni di euro)
31.12.2024
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni)
/Ripristini
Dismissioni
Altre
variazioni
31.12.2025
Diritti di brevetto industriale e diritti di
utilizzazione delle opere dell'ingegno
1.006
387
(594)
176
975
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
2.675
(320)
1
2.356
Altre attività immateriali
2
1
(2)
1
2
Attività immateriali in corso e acconti
274
77
(180)
171
Totale
3.957
465
(916)
(2)
3.504
I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno sono rappresentati da software, brevetti e
diritti televisivi.  In particolare:
i diritti televisivi per le piattaforme multimediali TIM sono ammortizzati in base alla durata dei contratti;
il software (applicativo e di funzionamento impianti), acquisito a titolo di proprietà e in licenza d’uso, è ammortizzato in
funzione della vita utile prevista per due, tre o sei anni;
i brevetti sono ammortizzati in cinque anni.
Diminuiscono di 31 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, a causa degli ammortamenti il cui effetto è solo in parte mitigato
dalla dinamica di investimenti ed esercibilità nell'esercizio.
Le concessioni, licenze, marchi e diritti simili si riferiscono principalmente al costo residuo delle licenze per il servizio di telefonia
mobile e fissa; rispetto al 31 dicembre 2024 diminuiscono di 319 milioni di euro per effetto della dinamica degli ammortamenti.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 4
Attività immateriali a vita utile definita
424
ll valore delle licenze di telefonia e dei diritti assimilabili in esercizio al 31 dicembre 2025 e le relative vite utili è così dettagliato:
Tipologia
Valore residuo al
31.12.2025
(migliaia di euro)
Vita utile
(Anni)
Scadenza
Quota di Amm.to 2025
(migliaia di euro)
UMTS 2100 MHz (Proroga)
119.843
8
31/12/2029
29.961
WiMax (Proroga)
2.622
7
31/12/2029
655
Banda-34-36-MHz OpNet (ex Linkem)
34.978
7
31/12/2029
8.744
LTE 1800 MHz
34.284
18
31/12/2029
8.571
LTE 800 MHz
240.126
17
31/12/2029
60.032
LTE 2600 MHz
26.409
17
31/12/2029
6.602
Banda L (1452-1492 MHz)
65.883
14
31/12/2029
16.471
Banda 900 e 1800 MHz
218.993
11
31/12/2029
54.748
Banda 3600-3800 MHz (5G)
1.064.943
19
31/12/2037
88.745
Banda 26.5-27.5 GHz (5G)
20.855
19
31/12/2037
1.738
Banda 694-790 MHz (5G)
526.606
15 anni e 6 mesi
31/12/2037
43.884
Le attività immateriali in corso e acconti ammontano a 171 milioni di euro (274 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e registrano
un decremento di 103 milioni di euro, per effetto della messa in esercizio di asset, parzialmente compensate dagli investimenti
dell'esercizio. Le attività in corso sono relative principalmente a investimenti IT BSS-OSS e Service Creation, piattaforme di accesso,
Core&Edge Network e Network management services, Syber Security, nonché investimenti per la digital transformation dei sistemi
gestionali e di sales
Gli investimenti industriali nell'esercizio 2025 sono pari a 465 milioni di euro e diminuiscono di 46 milioni di euro rispetto
all'esercizio 2024 (511 milioni di euro), principalmente a seguito di minori investimenti in corso.
Gli ammortamenti relativi alle attività immateriali sono pari a 916 milioni di euro e diminuiscono di 45 milioni di euro rispetto a
quelli rilevati nell'esercizio 2024 (961 milioni di euro), principalmente in conseguenza di minori ammortamenti su sviluppi applicativi
software e su diritti trasmissivi televisivi.
Gli ammortamenti sono stati iscritti a conto economico tra i componenti del risultato operativo.
Il valore lordo, le svalutazioni per riduzione di valore e gli ammortamenti accumulati al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2025
sono così riepilogati:
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere
dell'ingegno
7.929
(1)
(6.922)
1.006
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
4.868
(2.193)
2.675
Altre attività immateriali
61
(59)
2
Attività immateriali in corso e acconti
274
274
Totale
13.132
(1)
(9.174)
3.957
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 4
Attività immateriali a vita utile definita
425
31.12.2025
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo
ammortamento
Valore netto
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere
dell'ingegno
8.311
(1)
(7.335)
975
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
4.868
(2.513)
2.355
Altre attività immateriali
63
(60)
3
Attività immateriali in corso e acconti
171
171
Totale
13.413
(1)
(9.908)
3.504
Con riferimento ai valori lordi delle attività immateriali a vita utile definita, nel 2025 sono state effettuate dismissioni per 181 milioni
di euro relative a diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno pressoché totalmente ammortizzati, essenzialmente riferibili a
sistemi e sviluppi software IT e di rete obsoleti.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 5
Attività materiali
426
NOTA 5
ATTIVITA' MATERIALI
Diminuiscono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 53 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
operations
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni)/
Ripristini
Dismissioni
Altre variazioni
31.12.2024
Terreni
199
(196)
(1)
2
Fabbricati civili e
industriali
421
(415)
(1)
(1)
1
5
Impianti e macchinari
5.195
(3.782)
231
(451)
(7)
132
1.318
Attrezzature industriali e
commerciali
16
(16)
Altri beni
110
(21)
39
(42)
(6)
80
Attività materiali in corso
e acconti
620
(361)
206
(14)
(135)
316
Totale
6.561
(4.791)
476
(494)
(14)
(8)
(9)
1.721
(milioni di euro)
31.12.2024
Investimenti
Ammortamenti
(Svalutazioni)/
Ripristini
Dismissioni
Altre variazioni
31.12.2025
Terreni
2
2
Fabbricati civili e industriali
5
(1)
4
Impianti e macchinari
1.318
278
(418)
(47)
(2)
169
1.298
Altri beni
80
43
(49)
24
98
Attività materiali in corso e
acconti
316
140
(2)
(189)
265
Totale
1.721
461
(468)
(47)
(4)
5
1.668
La voce Terreni comprende sia i terreni edificati (con presenza di fabbricati o costruzioni leggere), che terreni disponibili; si precisa
che i terreni, inclusi quelli pertinenziali ai fabbricati, non vengono ammortizzati. La voce risulta invariata rispetto al 31 dicembre
2024.
La voce Fabbricati civili e industriali comprende gli immobili a uso industriale o a ufficio e le costruzioni leggere (piccoli
prefabbricati e container accatastati). La voce diminuisce di 1 milione rispetto al 31 dicembre 2024 per ammortamenti.
La voce Impianti e macchinari è rappresentata essenzialmente da impianti e apparati trasmissivi e di alimentazione, rete dati e
commutazione, infrastrutture SRB e prodotti commerciali. La voce diminuisce di 20 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024,
principalmente a seguito della dinamica degli ammortamenti e svalutazioni parzialmente compensata da quella degli investimenti
ed esercibilità. Gli investimenti dell'esercizio 2025 (278 milioni di euro) sono in aumento rispetto a quelli dell'esercizio 2024 (+47
milioni di euro).
Il piano industriale vede la Società impegnata nell’estensione della copertura delle reti 5G, in particolare nelle aree a bassa densità,
al fine di fornire servizi evoluti ai clienti del Gruppo con una migliore copertura della rete, contribuendo a portare la banda ultra-
larga nelle aree meno servite e riducendo i costi di implementazione della tecnologia mobile di nuova generazione. Al fine di
raggiungere tale obiettivo sono stati siglati accordi, sia con fornitori di apparati di rete sia con altri operatori TLC, che prevedono un
sostanziale rinnovamento tecnologico, consentendo anche una importante ottimizzazione dei costi di alimentazione e
manutenzione degli apparati.
In tale contesto si è proceduto ad operare una verifica degli impianti coinvolti nei progetti aziendali, considerando il loro tasso di
riutilizzo, previsto, solo per gli apparati modernizzati. L’analisi ha portato una svalutazione complessiva pari a circa 47 milioni di
euro.
La voce Altri beni comprende principalmente hardware per il funzionamento della rete e per postazioni di lavoro, mobili e arredi e,
in misura minimale, mezzi di trasporto e macchine d’ufficio; aumenta di 18 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 in
conseguenza della dinamica di investimenti ed esercibilità nell'esercizio.
La voce Attività materiali in corso ed acconti si decrementa di 51 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, in conseguenza del
fatto che vi sono stati minori investimenti di periodo rispetto alle esercibilità relative a lavori in corso di esercizi precedenti;
comprende i costi (interni ed esterni) sostenuti per l’acquisizione o la produzione interna di attività materiali, per le quali non risulta
ancora avviato il processo di utilizzazione economica. Nelle Altre variazioni vengono ricompresi i passaggi in esercizio di
capitalizzazioni di anni precedenti.
Le dismissioni sono pari a 4 milioni di euro e sono relative all'abbandono di siti per Stazioni Radio Base.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 5
Attività materiali
427
Gli investimenti industriali dell'esercizio 2025 sono pari a 461 milioni di euro e diminuiscono di 15 milioni di euro rispetto
all'esercizio 2024 (476 milioni di euro); sono relativi principalmente a prodotti commerciali per contratti di noleggio alla clientela
(102 milioni di euro), apparati trasmissivi fra cui SDH-Wdm (82 milioni di euro), LTE/UMTS core e accesso (12 milioni di euro), rete
dati e commutazione (29 milioni di euro), sistemi hardware di gestione (34 milioni di euro), capitalizzazioni oneri di ripristino (44
milioni), dotazioni informatiche sociali (9 milioni di euro) nonchè ad attività materiali in corso (147 milioni di euro) principalmente
legate ad attività di sviluppo di mobile access platform e mobile engineering.
Gli ammortamenti relativi alle attività materiali sono pari a 468 milioni di euro, con un decremento di 26 milioni di euro rispetto
all'esercizio 2024.
L’ammortamento è calcolato con il metodo della vita utile residua in base al Piano degli ammortamenti annualmente rivisto per
tener conto delle vite utili per singola categoria di classe cespite. Gli effetti di eventuali variazioni della vita utile sono riconosciuti a
conto economico su base prospettica.
L’ammortamento del 2025 è calcolato in quote costanti sulla base della vita utile stimata delle attività che è rappresentata dalle
seguenti aliquote minime e massime:
Fabbricati civili e industriali
3% – 6,67%
Impianti e macchinari
2,86% - 50%
Attrezzature industriali e commerciali
20%
Altri beni
11% - 33,33%
Il valore lordo, le svalutazioni per riduzione di valore e gli ammortamenti accumulati al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2025
sono così riepilogati:
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo ammortamento
Valore netto
Terreni
2
2
Fabbricati civili e industriali
14
(9)
5
Impianti e macchinari
12.531
(4)
(11.209)
1.318
Attrezzature industriali e commerciali
2
(2)
Altri beni
1.027
(2)
(945)
80
Attività materiali in corso e acconti
316
316
Totale
13.892
(6)
(12.165)
1.721
31.12.2025
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo ammortamento
Valore netto
Terreni
2
2
Fabbricati civili e industriali
14
(10)
4
Impianti e macchinari
12.845
(47)
(11.500)
1.298
Attrezzature industriali e commerciali
3
(2)
1
Altri beni
1.090
(2)
(990)
98
Attività materiali in corso e acconti
265
265
Totale
14.219
(49)
(12.502)
1.668
Con riferimento ai valori lordi delle attività materiali, nel 2025 sono state effettuate dismissioni per un valore complessivo di 139
milioni di euro, che hanno riguardato prevalentemente cespiti completamente ammortizzati, tra i quali: infrastrutture e apparati di
rete mobile (68 milioni di euro), apparati rete Consumer e Business (51 milioni di euro), infrastrutture di rete (12 milioni di euro),
sistemi hardware di gestione (3 milioni  di euro), PC ad uso sociale (1 milione di euro).
Le svalutazioni (49 milioni di euro) hanno riguardato principalmente gli apparati ed antenne SRB valutate non riutilizzabili a seguito
del piano rinnovamento tecnologico di trasformazione digitale dell'Italia, come in precedenza descritto.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 6
Diritti d'uso su beni di terzi
428
NOTA 6
DIRITTI D'USO SU BENI DI TERZI
Diminuiscono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 138 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
operations
Investimenti
Incrementi
contratti di
leasing
Ammortamenti
(Svalutazioni)
/ Ripristini
Dismissioni
Altre
variazioni
31.12.2024
Diritti d'uso su beni di
terzi materiali
Immobili
2.466
(2.243)
1
100
(40)
(26)
6
264
Impianti e macchinari
728
(208)
86
(146)
(2)
720
1.178
Altri beni
48
(34)
13
(6)
(2)
1
20
Attività materiali in corso
e acconti
29
(21)
49
(6)
51
Totale
3.271
(2.506)
50
199
(192)
(30)
721
1.513
(milioni di euro)
31.12.2024
Investimenti
Incrementi
contratti di
leasing
Ammortamenti
(Svalutazioni)
/ Ripristini
Dismissioni
Altre
variazioni
31.12.2025
Diritti d'uso su beni di terzi
materiali
Immobili
264
21
(43)
(1)
(1)
240
Impianti e macchinari
1.178
13
52
(177)
(22)
(1)
7
1.050
Altri beni
20
7
(7)
(1)
19
Attività materiali in corso e acconti
51
34
(19)
66
Totale
1.513
47
80
(227)
(22)
(3)
(13)
1.375
I Diritti d'uso su attività materiali ammontano a 1.375 milioni di euro e diminuiscono rispetto al 31 dicembre 2024 di 138 milioni di
euro. In particolare:
nella voce Immobili sono ricompresi gli stabili e i terreni oggetto di contratto di locazione finanziaria e i relativi adattamenti
edili. Diminuiscono di 24 milioni di euro principalmente a seguito della dinamica degli ammortamenti parzialmente
compensata da incrementi di contratti di leasing;
la voce Impianti e macchinari include prevalentemente diritti d’uso sulle stazioni radio base e infrastrutture per i servizi di
telecomunicazione (backbone e backhauling) e i diritti d'uso su connessioni B2B. Rispetto al 31 dicembre 2024 diminuisce di
128 milioni di euro principalmente in conseguenza della dinamica degli ammortamenti, decrementi di contratti di leasing e di
una svalutazione dei diritti d’uso per i servizi di telecomunicazione solo parzialmente compensata dai relativi incrementi;
la voce Altri beni accoglie prevalentemente i contratti di locazione finanziaria su autoveicoli e diminuisce di 1 milione di euro
rispetto al 31 dicembre 2024.
Gli investimenti ammontano a 47 milioni di euro e sono relativi all’acquisizione di capacità trasmissiva in IRU (backhauling,
backbone ed altri diritti d'uso previsti dal MSA con FiberCop S.p.A.).
Gli incrementi di contratti di leasing comprendono il maggior valore di diritti d’uso iscritto a seguito di nuovi contratti di locazione
passiva, di incrementi dei canoni di locazione e di rinegoziazioni di contratti esistenti. In proposito si ricorda che il principio IFRS16
(Leasing) determina la rappresentazione dei contratti di locazione passiva attraverso l’iscrizione nella situazione patrimoniale-
finanziaria di una passività di natura finanziaria, rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri, a fronte dell’iscrizione nell’attivo
del diritto d’uso dell’attività presa in locazione.
La voce Dismissioni è rappresentativa del valore contabile degli asset da contratti di lease immobiliare (e relative migliorie), SRB e
su autovetture rilasciati anticipatamente, al netto del valore del debito finanziario residuo.
La voce Altre variazioni comprende principalmente i passaggi in esercizio e le variazioni connesse al minor valore di diritti d’uso
iscritto a seguito delle modifiche contrattuali intervenute nell'esercizio, principalmente per i contratti di locazione passiva in ambito
IFRS16.
Gli ammortamenti e le svalutazioni sono stati iscritti a conto economico tra i componenti del risultato operativo.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 6
Diritti d'uso su beni di terzi
429
Il valore lordo, le svalutazioni per riduzione di valore e gli ammortamenti accumulati al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2025
sono così riepilogati:
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo ammortamento
Valore netto
Diritti d'uso su beni di terzi materiali
Immobili
488
(224)
264
Impianti e macchinari
1.740
(562)
1.178
Attrezzature
Altri beni
57
(37)
20
Attività materiali in corso e acconti
51
51
Totale
2.336
(823)
1.513
31.12.2025
(milioni di euro)
Valore lordo
Svalutazioni
accumulate
Fondo ammortamento
Valore netto
Diritti d'uso su beni di terzi materiali
Immobili
505
(265)
240
Impianti e macchinari
1.731
(681)
1.050
Attrezzature
Altri beni
35
(16)
19
Attività materiali in corso e acconti
66
66
Totale
2.337
(962)
1.375
Con riferimento ai valori lordi dei diritti d’uso su beni di terzi, nel 2025 sono state effettuate dismissioni per un valore complessivo di
120 milioni di euro. Le categorie di cespiti maggiormente interessate sono state: immobili in locazione e relative migliorie ed
adattamenti (10 milioni di euro), stazioni radio base (55 milioni di euro), hardware gestionale in lease (25 milioni di euro), IRU (26
milioni di euro) e autovetture in leasing (4 milioni di euro).
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 7
Partecipazioni
430
NOTA 7
PARTECIPAZIONI
Diminuiscono, rispetto al 31 dicembre 2024, di 213 milioni di euro e si riferiscono a:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui Strumenti
Finanziari
31.12.2024
di cui Strumenti
Finanziari
Imprese controllate
7.140
7.321
Imprese collegate e joint venture
68
68
Altre partecipazioni
13
13
44
44
Totale
7.221
13
7.434
44
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
TIM S.p.A., così come consentito dall’IFRS 9, valuta tutte le Altre partecipazioni al fair value rilevato nelle altre componenti di conto
economico complessivo (FVTOCI).
Nel corso del 2025 le principali operazioni che hanno riguardato società controllate, collegate, joint ventures e altre partecipazioni
di TIM S.p.A. sono state le seguenti:
Telecom Italia Sparkle S.p.A.: nel corso dell'esercizio 2025 la movimentazione ha riguardato l'aumento del valore della
partecipazione a seguito della rinuncia al credito finanziario per 525 milioni di euro e l'adeguamento del presunto valore di
realizzo con un impatto negativo complessivo per 115 milioni di euro.
Il valore della partecipazione al 31 dicembre 2025, pari a 591 milioni di euro, è stato oggetto di riclassifica, ai sensi dell'IFRS 5,
alla voce "Attività cessate/Attività disponibili per la vendita", essendo la cessione ritenuta altamente probabile. Per maggiori
informazioni si rimanda a quanto esposto nella Nota 13 "Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad essere cedute".
Fin Priv S.r.l.: la partecipazione è stata liquidata in data 24 ottobre 2025.
Nelle tabelle seguenti sono riportati i movimenti avvenuti nel 2025 per ciascuna partecipazione e i corrispondenti valori a inizio e
fine dell'esercizio. In particolare, si segnala che i principali movimenti dell'esercizio sono stati i seguenti:
Partecipazioni
(migliaia di euro)
Valore a
bilancio
31.12.2024
Fusioni/
scissioni
scorpori rami
d'azienda
Acquisizioni/
Sottoscrizioni/
Vers. Cop.
Perdite
Alienazioni/
Rimborsi
Svalutazioni/
Riprist.
Valore/ Adeg.
Fair value
Altri
movimenti e
riclassifiche
Totale
variazioni
Valore a
bilancio
31.12.2025
Partecipazioni in imprese controllate
CD FIBER S.r.l.
37
(37)
(37)
OLIVETTI S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
8.232
26
26
8.258
NOOVLE S.p.A. SOCIETA' BENEFIT
1.079.904
38
38
1.079.942
TELECOM ITALIA CAPITAL S.A.
2.388
2.388
TELECOM ITALIA FINANCE S.A.
5.914.971
5.914.971
TELECOM ITALIA LATAM
PARTICIPACOES E GESTAO
ADMINISTRATIVA
15.995
15.995
TELECOM ITALIA SAN MARINO
S.p.A.
7.565
7.565
TELECOM ITALIA SPARKLE S.p.A.
181.130
525.000
(115.000)
(591.130)
(181.130)
TELECOM ITALIA VENTURES S.r.l.
63.635
63.635
TELECONTACT CENTER S.p.A.
12.654
12.654
TELSY S.p.A.
19.522
27
27
19.549
TIM BRASIL SERVICOS E
PARTICIPACOES S.A.
TIM RETAIL S.r.l.
15.143
15.143
TIM MY BROKER S.r.l.
10
10
7.321.186
525.000
(37)
(115.000)
(591.039)
(181.076)
7.140.110
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 7
Partecipazioni
431
(migliaia di euro) 
Valore a
bilancio
31.12.2024
Fusioni/
scissioni
scorpori rami
d'azienda
Acquisizioni/
Sottoscrizioni/
Vers. Cop.
Perdite
Alienazioni/
Rimborsi
Svalutazioni/
Riprist.
Valore/ Adeg.
Fair value
Altri
movimenti e
riclassifiche
Totale
variazioni
Valore a
bilancio
31.12.2025
Partecipazioni in imprese collegate e joint ventures
AREE URBANE (in fallimento)
POLO STRATEGICO NAZIONALE
S.P.A.
31.500
31.500
TIGLIO I  in liquidazione
TIMFin S.p.A.
36.750
36.750
68.250
68.250
(migliaia di euro)
Valore a
bilancio
31.12.2024
Fusioni/
scissioni
scorpori rami
d'azienda
Acquisizioni/
Sottoscrizioni/
Vers. Cop.
Perdite
Alienazioni/
Rimborsi
Svalutazioni/
Riprist.
Valore/ Adeg.
Fair value
Altri
movimenti e
riclassifiche
Totale
variazioni
Valore a
bilancio
31.12.2025
Partecipazioni in altre imprese
BANCA UBAE
2.447
246
246
2.693
FIN. PRIV.(*)
32.361
(43.964)
11.603
(32.361)
IST. ENCICLOPEDIA ITALIANA G.
TRECCANI
2.783
(83)
(83)
2.700
ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA
2.941
156
156
3.097
Altre partecipazioni minori
3.858
266
266
4.124
44.390
(43.964)
12.188
(31.776)
12.614
Totale Partecipazioni
7.433.826
525.000
(44.001)
(102.812)
(591.039)
(212.852)
7.220.974
(*) Partecipazione valutata al fair value rilevata nelle altre componenti di conto economico complessivo (FVTOCI).
L’elenco delle partecipazioni in imprese controllate, collegate e joint ventures al 31 dicembre 2025 ai sensi dell’art. 2427 del Cod.
Civ. è riportato nella Nota 43 “Elenco delle partecipazioni in imprese controllate, collegate e joint ventures”.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 8
Attività finanziarie (non correnti e correnti)
432
NOTA 8
ATTIVITA' FINANZIARIE (NON CORRENTI E CORRENTI)
Le Attività finanziarie (non correnti e correnti) sono così dettagliate:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Attività finanziarie non correnti
Crediti finanziari e altre attività finanziarie non correnti
Crediti finanziari verso imprese controllate
700
1.034
Crediti verso il personale
8
9
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività non correnti
di natura finanziaria
62
72
Derivati non di copertura
305
464
1.075
1.579
Crediti finanziari per contratti di locazione attiva
10
14
Totale attività finanziarie non correnti
(a)
1.085
1.593
Titoli diversi dalle partecipazioni, altri crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti
Crediti verso il personale
2
3
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività correnti di
natura finanziaria
4
4
Derivati non di copertura
37
43
Crediti finanziari verso imprese controllate
335
395
Altri crediti finanziari a breve
1
1
(b)
379
446
Crediti finanziari per contratti di locazione attiva
(c)
41
26
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
(d)
456
820
Totale attività finanziarie correnti
e=(b+c+d)
876
1.292
Totale attività finanziarie non correnti e correnti
(f)=(a+e)
1.961
2.885
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
I crediti finanziari verso imprese controllate non correnti sono pari a 700 milioni di euro (1.034 milioni di euro al 31 dicembre
2024) e si riferiscono a finanziamenti concessi a Noovle S.p.A. (684 milioni di euro), Telsy S.p.A. (15 milioni di euro) e MIndicity (1
milione di euro). I crediti finanziari verso imprese controllate correnti sono pari a 335 milioni di euro (395 milioni di euro al 31
dicembre 2024) e comprendono 228 milioni di euro di quota corrente dei finanziamenti a medio-lungo termine (di cui 204 milioni di
euro a Noovle S.p.A. e 24 milioni di euro a Telsy S.p.A.) e 107 milioni di euro di linee di credito a breve termine (di cui 101 milioni di
euro relativi a Noovle S.p.A.).
I crediti finanziari per contratti di locazione attiva (correnti e non correnti) sono pari a 51 milioni di euro (40 milioni di euro al 31
dicembre 2024) e comprendono:
contratti di vendita di infrastrutture di rete in IRU con incasso dilazionato nel tempo per 35 milioni di euro (20 milioni di euro al
31 dicembre 2024), rilevati secondo la metodologia finanziaria prevista dall’IFRS16 in considerazione della durata contrattuale
sostanzialmente prossima alla vita economica del bene;
contratti di sub lease per 11 milioni di euro (di cui 10 milioni verso società controllate);
contratti di lease di prodotti commerciali alla clientela per un importo di 5 milioni di euro (7 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
I crediti verso il personale (correnti e non correnti) sono pari a 10 milioni di euro ( 12 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e
comprendono l’ammontare residuo dei prestiti concessi.
I derivati di copertura, pari a 66 milioni di euro (76 milioni di euro al 31 dicembre 2024), comprendono le componenti di
valutazione spot mark to market dei derivati di copertura in cash flow hedge (64 milioni di euro) e in fair value hedge (2 milioni di
euro) e i ratei attivi su tali contratti.
I derivati non di copertura, pari a 342 milioni di euro (507 milioni di euro al 31 dicembre 2024), accolgono la valorizzazione attiva
delle operazioni che TIM S.p.A. esegue a servizio delle società del Gruppo nell’esclusiva funzione di Tesoreria accentrata e che trova
compensazione nella corrispondente voce classificata tra le passività finanziarie. Inoltre, nei derivati non di copertura classificati tra
le attività finanziarie non correnti, 4 milioni di euro si riferiscono a Total Return Equity Swaps.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 8
Attività finanziarie (non correnti e correnti)
433
I derivati non di copertura sono relativi a:
elementi classificati fra le attività finanziarie non correnti (305 milioni di euro), che afferiscono alla componente di valutazione
spot mark to market di contratti derivati non di copertura;
elementi classificati fra le attività finanziarie correnti (37 milioni di euro), relativi alla componente ratei attivi su contratti
derivati non di copertura.
Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 18 “Strumenti Derivati”.
La cassa e altre disponibilità liquide equivalenti, pari a 456 milioni di euro , diminuiscono di 364 milioni di euro rispetto al 31
dicembre 2024 e sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Disponibilità liquide presso banche, istituti finanziari e postali
456
732
Crediti verso imprese controllate
88
Totale
456
820
Le differenti forme tecniche di impiego delle disponibilità liquide sono così analizzabili:
scadenze: gli impieghi hanno durata massima di tre mesi;
rischio controparte: gli impieghi sono stati effettuati con primarie istituzioni bancarie e finanziarie con elevato merito di credito
e classe di rating almeno pari a BBB- per l’agenzia Standard & Poor’s o equivalenti;
rischio Paese: gli impieghi sono stati effettuati sulle principali piazze finanziarie europee.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 9
Crediti vari e altre attività non correnti
434
NOTA 9 
CREDITI VARI E ALTRE ATTIVITA' NON CORRENTI
I crediti vari e altre attività non correnti sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui Strumenti
Finanziari
31.12.2024
di cui Strumenti
Finanziari
Crediti vari non correnti
Crediti vari verso imprese controllate
14
3
Crediti vari verso imprese collegate
Crediti verso altri
170
7
247
6
(a)
184
7
250
6
Altre attività non correnti
Costi contrattuali differiti
583
1.221
Altri costi differiti
68
81
(b)
651
1.302
Totale
(a+b)
835
7
1.552
6
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Crediti vari non correnti
La voce diminuisce di 66 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 e comprende:
crediti verso imprese controllate per consolidato fiscale pari a 14 milioni di euro (3 milioni di euro al 31 dicembre 2024);
crediti verso altri pari a 170 milioni di euro (247 milioni di euro al 31 dicembre 2024), i quali includono principalmente 133 milioni
di euro (211 milioni di euro al 31 dicembre 2024) relativi alla quota non corrente del credito verso FiberCop S.p.A. per servizi
correlati al MSA, sorto nell'ambito dell'operazione NetCo, e 30 milioni di euro verso Erario per imposte sul reddito (invariati
rispetto al 31 dicembre 2024).
Altre attività non correnti
La voce diminuisce di 651 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 e comprende:
Costi contrattuali differiti per 583 milioni di euro (1.221 milioni di euro al 31 dicembre 2024): sono relativi principalmente al
differimento di costi connessi ad attivazioni e acquisizioni di nuovi contratti con la clientela, ambito fisso e ambito mobile.
Per i clienti di rete mobile i costi contrattuali (principalmente costi per le provvigioni alla rete di vendita) sono oggetto di
differimento e rilevati a conto economico separato in funzione della durata attesa del rapporto contrattuale valutato in 4 anni.
Per i clienti di rete fissa, si segnala che a seguito della cessione della rete perfezionata nel corso del 2024, e alla progressiva
introduzione di elementi commerciali accessori alla pura vendita di connettività, legati allo sviluppo del concetto di customer
platform (multimedia, energia, assicurazioni…), avviata a partire da metà 2025, la nozione di cliente legato a una specifica linea
telefonica/dati sta perdendo progressivamente di significato, sostituito da una visione di cliente al centro di un ecosistema di
servizi e offerte.
Inoltre, il business Domestico si è confrontato con un nuovo modello industriale che ha un forte impatto sul modello di costi/
investimenti industriali, significativamente collegati alle relazioni contrattuali che TIM intrattiene con gli operatori wholesale
(FiberCop e altri). Tale nuovo modello ha consentito di aumentare il livello di stretta correlazione fra capacità di acquisizione
dei clienti e costi connessi agli stessi, superando il modello basato su "livello di copertura della rete".
Pertanto, ai fini del Bilancio 2025, è stata effettuata la valutazione sulla recuperabilità dei costi contrattuali differiti in essere su
rete fissa e si è ritenuto di vincolare la durata del differimento non più alla vita utile del cliente (precedentemente stimata in
circa 8 anni) in quanto difficilmente tracciabile e non più rappresentativa del modello di business, ma al periodo lungo il quale si
realizza la recuperabilità economica dei costi “one-off”, periodo calcolato in 4 anni.
La modifica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa –
effettuata in termini prospettici - ha comportato, per il 2025, maggiori costi complessivi per  710 milioni di euro.
Con riferimento alla consistenza dei Costi contrattuali differiti di Rete fissa in essere al 31 dicembre 2025, pari a 723 milioni di
euro, l'effetto prospettico a conto economico è stimato in 305 milioni di euro per l’esercizio 2026 e in 226 milioni di euro per il
2027.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 9
Crediti vari e altre attività non correnti
435
I costi contrattuali differiti complessivi relativi al fisso e al mobile (non correnti e correnti) ammontano a 1.019 milioni di euro
(1.710 milioni di euro al 31 dicembre 2024); si riportano di seguito l’evidenza al 31 dicembre 2025 dei costi contrattuali differiti
complessivi (non correnti e correnti) e la relativa movimentazione nell'esercizio:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Costi contrattuali differiti
Costi contrattuali differiti non correnti
583
1.221
Costi contrattuali differiti correnti
436
489
Totale
1.019
1.710
(milioni di euro)
31.12.2024
Incremento
Rilascio a conto
economico
31.12.2025
Costi di acquisizione del contratto
1.386
402
(942)
846
Costi di esecuzione del contratto
324
105
(256)
173
Totale Costi contrattuali differiti
1.710
507
(1.198)
1.019
I costi contrattuali differiti complessivi saranno rilevati nel conto economico degli esercizi futuri della Società e in particolare:
(milioni di euro)
31.12.2025
esercizio di rilevazione a conto economico
 
 
2026
2027
2028
2029
Costi contrattuali differiti
 
 
 
 
 
Costi di acquisizione del contratto
846
369
265
160
52
Costi di esecuzione del contratto
173
67
54
39
13
Totale
1.019
436
319
199
65
Altri costi differiti per 68 milioni di euro (81 milioni di euro al 31 dicembre 2024): si riferiscono principalmente a costi di
noleggio beni di terzi.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 10
Imposte sul reddito (correnti e differite)
436
NOTA 10
IMPOSTE SUL REDDITO (CORRENTI E DIFFERITE)
Crediti per imposte sul reddito
I crediti per imposte non correnti (classificati all’interno della voce Crediti vari e altre attività non correnti) ammontano a 30
milioni di euro al 31 dicembre 2025, invariati rispetto all'esercizio precedente; si riferiscono ai crediti non oggetto di cessione, relativi
a imposte e interessi derivanti dalla riconosciuta deducibilità ai fini Ires dell’Irap sul costo del lavoro, relativamente a esercizi
precedenti il 2012, in seguito all’entrata in vigore del D.L. 16/2012.
I crediti per imposte correnti ammontano a 34 milioni di euro (48 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e diminuiscono di 14 milioni
di euro rispetto al 31 dicembre 2024 sostanzialmente per la riclassifica del credito Irap di esercizi precedenti ad abbattimento del
debito Irap per l’esercizio 2025; accolgono crediti per imposte pagate all’estero per 22 milioni di euro, credito del consolidato fiscale
per 11 milioni di euro e altri crediti d’imposta per 1 milione di euro.
Attività per imposte anticipate e passività per imposte differite
Il saldo netto è così composto:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Attività per imposte anticipate
282
299
Passività per imposte differite
Totale
282
299
Nel bilancio 2025 non sono state iscritte imposte anticipate Ires per perdite fiscali dell’esercizio e degli esercizi precedenti, nè
imposte anticipate/differite Irap, così come operato nel bilancio dell'esercizio precedente, in considerazione della valutazione circa
la distribuzione temporale della recuperabilità delle attività per imposte anticipate di TIM S.p.A..
La presentazione in bilancio delle imposte anticipate e differite è stata effettuata tenendo conto delle compensazioni
giuridicamente effettuabili; si fornisce evidenza del valore delle stesse prima dell’effettuazione delle compensazioni:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Attività per imposte anticipate
285
303
Passività per imposte differite
(3)
(4)
Totale
282
299
Le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite che compongono la voce al 31 dicembre 2025 e 2024, nonché
la relativa movimentazione nel corso dell’esercizio 2025, sono analizzate nel seguente prospetto per tipologia di differenze
temporanee:
(milioni di euro)
31.12.2024
Iscritte a conto
economico
Riconosciute a
patrimonio
netto
Altre variazioni
31.12.2025
Attività per imposte anticipate:
Fondo oneri previdenziali ex lege 58/92
3
3
Fondi per rischi e oneri
105
2
107
Fondo svalutazioni crediti
61
(15)
46
Strumenti finanziari
53
(15)
38
Ammortamenti tassati
65
(3)
62
Altre attività per imposte anticipate
16
13
29
Totale
303
(3)
(15)
285
Passività per imposte differite:
Spese emissione obbligazioni
(1)
1
Altre passività per imposte differite
(3)
(3)
Totale
(4)
1
(3)
Totale Attività per imposte anticipate al netto delle Passività per
imposte differite
299
(2)
(15)
282
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 10
Imposte sul reddito (correnti e differite)
437
Le scadenze delle Attività per imposte anticipate e delle Passività per imposte differite al 31 dicembre 2025 sono le seguenti:
(milioni di euro)
Entro l’esercizio
successivo
Oltre l’esercizio
successivo
Totale
al 31.12.2025
Attività per imposte anticipate
128
157
285
Passività per imposte differite
(1)
(2)
(3)
Totale Attività per imposte anticipate al netto delle Passività per imposte differite
127
155
282
La società non ha iscritto attività per imposte anticipate Ires per 954 milioni di euro su perdite fiscali, per 82 milioni di euro
sull'agevolazione per Aiuto alla Crescita Economica e imposte anticipate Irap per 18 milioni di euro.
Debiti per imposte sul reddito
Al 31 dicembre 2025 i debiti per imposte correnti ammontano a 16 milioni di euro per Irap dovuta all’Erario al netto del credito
Irap di esercizi precedenti (non presenti al 31 dicembre 2024), mentre i debiti per imposte non correnti sono azzerati (1 milione di
euro al 31 dicembre 2024).
Imposte sul reddito
Le imposte sul reddito per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024 sono di seguito dettagliate:
(milioni di euro)
2025
2024
Irap corrente dell’esercizio
31
Ires corrente dell’esercizio
Imposta sostitutiva ex DL 104/2020 art. 110
Oneri/(proventi) da consolidato fiscale
(1)
(2)
Imposte correnti di esercizi precedenti
1
1
Totale imposte correnti
31
(1)
Imposte differite dell’esercizio
(6)
30
Imposte differite di esercizi precedenti
8
2
Totale imposte differite
2
32
Totale imposte sul reddito
33
31
L’aliquota IRES corrente è pari al 24%, mentre l’aliquota effettiva dell’IRAP è pari al 4,5%.
L'onere per imposte correnti è rappresentato dall'Irap (31 milioni di euro) e dal beneficio del consolidato fiscale (1 milione di euro) 
parzialmente compensato da imposte di esercizi precedenti (1 milione di euro) relative agli effetti della dichiarazione dei redditi
rispetto alla stima effettuata nel bilancio 2024 sulla base degli elementi allora disponibili.
L’onere per imposte differite ammonta a 2 milioni di euro ed è costituito per 6 milioni dal beneficio derivante dallo stanziamento di
6 milioni di imposte anticipate e per 8 milioni dall’onere per imposte di esercizi precedenti.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 10
Imposte sul reddito (correnti e differite)
438
La riconciliazione tra l’onere fiscale teorico, determinato applicando l’aliquota fiscale IRES al 31 dicembre 2025 (24%), e quello
effettivo a bilancio è la seguente:
(milioni di euro)
2025
2024
Risultato prima delle imposte
Derivante dalle Attività in funzionamento
9
(245)
Derivante dalle Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(130)
(966)
Totale risultato prima delle imposte
(121)
(1.211)
Imposte sul reddito teoriche
(29)
(291)
Effetto imposte su variazioni in aumento (diminuzione):
dividendi a conto economico
(35)
(4)
plusvalenze, minusvalenze e svalutazioni su partecipazioni
30
98
ammortamenti e svalutazioni indeducibili
27
15
costi indeducibili
12
4
altre partite
8
(4)
Ires esercizi precedenti
9
3
Deduzione ACE
(20)
Perdite fiscali dell'esercizio non considerate recuperabili
210
Imposte effettive a conto economico, esclusa IRAP
2
31
Irap
31
Totale imposte effettive a conto economico
33
31
Ai fini di una migliore comprensione della riconciliazione in esame, gli impatti dell’IRAP sono stati tenuti distinti per evitare ogni
effetto distorsivo, essendo tale imposta commisurata a una base imponibile diversa dal risultato ante imposte.
Global Minimum Tax
Il D.lgs. 27 dicembre 2023 n. 209, recante attuazione della riforma in materia di fiscalità internazionale, ha recepito la Direttiva del
Consiglio dell’Unione Europea n. 2022/2523/UE (la “Direttiva”), che implementa le regole sviluppate dall’OCSE in materia di Pillar 2 e
Global Minimum Tax (“Model Rules” o anche “GloBE Rules”). Le nuove regole sono entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2024.
In estrema sintesi, le GloBE Rules introducono un sistema coordinato di regole rivolte ai gruppi multinazionali con ricavi complessivi
pari o superiori a 750 milioni di euro, finalizzate ad assicurare che gli stessi siano soggetti a un livello impositivo minimo di almeno il
15 per cento in relazione ai redditi prodotti in ogni Paese in cui operano. Le GloBE Rules prevedono l’applicazione di un’imposizione
integrativa (c.d. Top Up Tax) dovuta nel caso in cui l’aliquota effettiva (Effective Tax rate – “ETR”) calcolata per ciascun Paese
secondo le regole comuni sia inferiore al 15 per cento, fino a raggiungere tale livello. L’ETR è pari al rapporto tra le imposte pagate
(con aggiustamenti) e l’utile contabile (con aggiustamenti). Sia il calcolo dell’aliquota effettiva che dell’imposta integrativa
avvengono su base giurisdizionale (ossia per singolo Paese).
L’OCSE ha sviluppato un sistema di safe harbours (i.e., test) applicabili nel primo triennio di vigenza delle GloBE Rules (fino al 2026
ma con estensione al 2027 sulla base di recenti indicazioni fornite dall’OCSE nelc.d. Side-by-Side Agreement), che consentiranno di
evitare l’effettuazione dei complessi calcoli previsti e considerare pari a zero l’imposta integrativa dovuta in un determinato Stato al
superamento di uno dei seguenti test:
a. de minimis test: i ricavi aggregati in tale Stato sono inferiori a 10 milioni di euro e l’utile ante imposte aggregato è inferiore
a 1 milione di euro (o una perdita);
b. simplified ETR test: il livello di imposizione effettiva è almeno pari al 15% (per il 2024), al 16% (per il 2025) e al 17% (per il
2026 e per il 2027) e va determinato sulla base del rapporto tra i valori aggregati dell’utile/perdita ante imposte
(denominatore) e delle imposte sul reddito (numeratore);
c. routine profit test: la sostanza economica presente in una data giurisdizione (calcolata assumendo una data redditività
implicita di asset tangibili e costo del personale dipendente localizzati nella giurisdizione) è superiore all’ammontare
aggregato dell’utile/ perdita ante imposte. Nel caso in cui il gruppo risulti avere una perdita ante imposte, il test sarà
considerato come positivamente riscontrato.
In quanto rientrante nel perimetro di applicazione delle GloBE Rules, TIM S.p.A. è da tempo impegnata nell’analisi delle nuove
regole e nella strutturazione di un processo di raccolta interno dei dati necessari all’effettuazione dei calcoli previsti a regime.
TIM S.p.A. aveva effettuato un'analisi sui dati dell’esercizio 2024 con riferimento all’applicazione dei safe harbours alle giurisdizioni
in cui opera. Dai calcoli effettuati e sulla base della migliore interpretazione dei documenti pubblicati dall’OCSE, praticamente tutti i
Paesi superavano almeno uno dei test. Le uniche eccezioni di rilievo hanno riguardato le giurisdizioni di Lussemburgo, Argentina e
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 10
Imposte sul reddito (correnti e differite)
439
Singapore che non sono risultate coperte da nessuno dei safe harbours esaminati. In tal senso, si fa presente che il Lussemburgo –
a differenza di Argentina e Singapore - ha adottato con normativa interna le GloBE Rules e che la rispettiva Qualified Domestic
Minimum Top-Up Tax (anche "QDMTT") è entrata in vigore dal 2024.
In relazione all’esercizio 2025, TIM S.p.A. ha effettuato un’analoga analisi preliminare dei risultati delle giurisdizioni in cui opera ai
fini dell’applicazione dei predetti safe harbours, con esclusione degli Stati che, sulla base dei dati dell’esercizio 2024, non hanno
superato i relativi test. Per tali giurisdizioni troveranno applicazione le GloBE Rules ordinarie.
In relazione alle giurisdizioni che, sulla base delle analisi effettuate, superano i predetti safe harbours, non trova applicazione la
disciplina ordinaria delle GloBE Rules e, conseguentemente, non risulta dovuta alcuna Top-Up Tax. Diversamente, con riferimento
al Brasile — che, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, non risulta soddisfare i citati test — non può escludersi, in linea
teorica, l’emersione di una potenziale imposizione integrativa. Si evidenzia tuttavia che, con decorrenza 1° gennaio 2025, il Brasile
ha introdotto una QDMTT locale, inclusa dall’OCSE nel Central Record of Legislation tra le imposte minime domestiche qualificate
che beneficiano del regime di QDMTT safe harbour. Conseguentemente, qualora dovesse risultare dovuta un’imposizione
integrativa riferibile alle entità localizzate in Brasile, il relativo obbligo di versamento sarebbe assolto a livello domestico e non
determinerebbe, in ogni caso, alcun obbligo di versamento in capo a TIM S.p.A..
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 11
Rimanenze di magazzino
440
NOTA 11
RIMANENZE DI MAGAZZINO
Al 31 dicembre 2025 sono pari a 143 milioni di euro (148 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e comprendono principalmente
apparati e terminali di telecomunicazioni fisse e mobili e relativi accessori.
La voce si decrementa di 5 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024; tale andamento è principalmente riconducibile a minori
acquisti sul comparto fisso.
Nel corso dell'esercizio 2025 le rimanenze di magazzino sono state oggetto di svalutazione per 4 milioni di euro.
Non esistono rimanenze date a garanzia.
NOTA 12
CREDITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE ATTIVITA' CORRENTI
I crediti commerciali, vari e altre attività correnti al 31 dicembre 2025 sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui Strumenti
Finanziari
31.12.2024
di cui Strumenti
Finanziari
Crediti commerciali
Crediti verso clienti
1.196
1.196
1.126
1.126
Crediti verso imprese controllate
204
204
225
225
Crediti verso imprese collegate e joint venture
293
293
186
186
Crediti verso altre imprese correlate
5
5
9
9
Incassi dall’utenza in corso di accredito
11
11
9
9
(a)
1.709
1.709
1.555
1.555
Crediti vari correnti
Crediti verso imprese controllate
37
5
Crediti verso imprese collegate e joint venture
Crediti verso altre parti correlate
Crediti verso altri
1.776
105
681
66
(b)
1.813
105
686
66
Altre attività correnti
Attività derivanti da contratti con la clientela (Contract Assets)
37
37
24
24
Costi contrattuali differiti
436
489
Altri costi differiti
399
360
Altre
24
25
(c)
896
37
898
24
Totale
(a+b+c)
4.418
1.851
3.139
1.645
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Sono di seguito riportate le analisi, al 31 dicembre 2025 e 31 dicembre 2024, dell’anzianità degli Strumenti Finanziari inclusi nei
crediti commerciali, vari e altre attività correnti:
Di cui scaduti da:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui
non scaduti
di cui
scaduti
0-90 gg.
91-180 gg.
181-365 gg.
Oltre 365 gg.
Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
1.851
1.566
285
67
28
18
172
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 12
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
441
Di cui scaduti da:
(milioni di euro)
31.12.2024
di cui
non scaduti
di cui
scaduti
0-90 gg.
91-180 gg.
181-365 gg.
Oltre 365 gg.
Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
1.645
1.428
217
23
32
162
Gli Strumenti finanziari inclusi nei crediti commerciali, vari e altre attività correnti comprendono attività derivanti da contratti con la
clientela (Contract Assets) per 37 milioni di euro.
L'incremento rispetto al 31 dicembre 2024 di 206 milioni di euro è concentrato nella fascia di crediti a scadere/da emettere (+138
milioni di euro) e di credito scaduto di ageing 0-90 giorni (+44 milioni di euro) ed è riconducibile allo sviluppo delle componenti
rateizzate riferite ai clienti abbonati, alle dinamiche relative ai crediti vari, Contract asset ed altre attività, oltre che alle dinamiche
gestionali della componente no core e, per entrambe le fasce, della componente Enterprise.
Crediti commerciali
Ammontano a 1.709 milioni di euro ( 1.555 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono al netto del relativo fondo svalutazione crediti
di 196 milioni di euro (239 milioni di euro al 31 dicembre 2024); in particolare, il fondo svalutazione nel corso dell'esercizio 2025 si è
movimentato  per gli accantonamenti effettuati, per complessivi 47 milioni di euro, e per gli utilizzi pari a 90 milioni di euro.
La movimentazione del fondo svalutazione crediti è stata la seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Al 1°gennaio
239
316
Discontinued operations
(11)
Accantonamenti a conto economico
47
45
Utilizzo e altre variazioni
(90)
(111)
Al 31 dicembre
196
239
I crediti commerciali aumentano di 154 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, principalmente a seguito delle dinamiche delle
posizioni creditorie verso clienti e verso società controllate.
Si evidenzia in particolare quanto segue:
crediti verso clienti: sono pari a 1.196 milioni di euro e aumentano di 70 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024;
crediti verso imprese controllate: sono pari a 204 milioni di euro e diminuiscono di 21 milioni di euro rispetto al 31 dicembre
2024. La voce si riferisce a crediti per fornitura di prodotti e servizi di TLC principalmente verso Noovle S.p.A. Società Benefit 
(139 milioni di euro), TIM S.A. (14 milioni di euro), TIM Retail S.r.l. (20 milioni di euro), Telecom Italia Sparkle S.p.A. (16 milioni di
euro); Olivetti S.p.A. Società Benefit (5 milioni di euro) e Telecontact Center S.p.A. (3 milioni di euro);
crediti verso imprese collegate: sono pari a 293 milioni di euro (186 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono relativi
principalmente alla fornitura di servizi a Polo Strategico Nazionale S.p.A.;
crediti verso altre imprese correlate pari a 5 milioni di euro (9 milioni di euro al 31 dicembre 2024), relativi sostanzialmente alla
fornitura di servizi al gruppo Poste e sue controllate.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 12
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
442
Crediti vari correnti
Ammontano a 1.813 milioni di euro (al netto di un fondo svalutazione pari a 13 milioni di euro) e aumentano di 1.127 milioni di euro
rispetto al 31 dicembre 2024. Comprendono:
crediti verso imprese controllate: ammontano a 37 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si riferiscono
principalmente a crediti verso società del Gruppo per consolidato fiscale e IVA di Gruppo (per complessivi 35 milioni di euro);
crediti verso altri: sono pari a 1.776 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Credito connesso alla sentenza Canone di concessione 1998
1.011
Anticipi a fornitori
146
140
Crediti verso il personale
6
6
Crediti tributari
284
58
Crediti per contributi da Stato ed Enti pubblici
18
11
Partite diverse
311
466
Totale
1.776
681
La voce "Credito connesso alla sentenza Canone di concessione 1998" accoglie il credito pecuniario, divenuto certo, liquido ed
esigibile a seguito della sentenza della Corte di Cassazione n. 33241 del 19 dicembre 2025 che ha reso definitiva la decisione della
Corte d’Appello del 3 aprile 2024 n. 2320/2024. L'ammontare di 1.011 milioni di euro è relativo per circa 973 milioni di euro
all'importo riconosciuto a titolo di risarcimento del danno complessivo e per circa 38 milioni di euro alla valorizzazione degli
interessi legali dalla decisione della Corte d'Appello sino al 31 dicembre 2025.
Per maggiori dettagli si rimanda alla Nota 26 "Altri proventi operativi".
I crediti tributari, pari a 284 milioni di euro, sono principalmente rappresentati dal credito IVA (281 milioni di euro).
I crediti per contributi da Stato ed Enti pubblici (18 milioni di euro) afferiscono principalmente a progetti non legati all'infrastruttura
di rete, finanziati dal MIMIT e dalla Comunità Europea, in particolare progetti relativi ai Centri delle Tecnologie Emergenti e servizi
cloud ed edge computing. Il riconoscimento a conto economico di detti contributi avviene, nel caso di contributi in conto capitale,
su base sistematica lungo la vita utile delle attività cui i contributi si riferiscono oppure, nel caso di contributi in conto esercizio, con
un criterio sistematico negli esercizi in cui la Società rendiconta agli enti finanziatori i costi agevolabili sostenuti.
Le partite diverse comprendono in particolare:
quota corrente (98 milioni di euro) del credito verso FiberCop S.p.A. per servizi correlati al Master Service Agreement (MSA),
sorto nel 2024 nell'ambito dell'operazione NetCo;
crediti per Servizio Universale (52 milioni di euro);
crediti verso enti previdenziali e assistenziali (40 milioni di euro);
crediti vari verso altri operatori di TLC (27 milioni di euro);
crediti per cessioni pro solvendo verso società di factoring (36 milioni di euro).
Le partite diverse risultano diminuite di 155 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 principalmente in quanto lo scorso anno
includevano il credito per consolidato fiscale verso FiberCop S.p.A. (135 milioni di euro) e verso Telenergia S.r.l. (2 milioni di euro) e il
credito per restituzione di quota parte della sanzione afferente il procedimento A514 (32 milioni di euro), come da sentenza del
Consiglio di Stato del 13 novembre 2024, entrambi incassati nel corso del presente esercizio.
Altre attività correnti
La voce ammonta a 896 milioni di euro e diminuisce di 2 milioni rispetto al 31 dicembre 2024; comprende:
Attività derivanti da contratti con la clientela - Contract Assets: ammontano a 37 milioni di euro (24 milioni di euro al 31
dicembre 2024) e si riferiscono:
per 26 milioni di euro ai lavori eseguiti in relazione al Piano 5G Copertura nell'ambito del PNRR;
per 11 milioni di euro all’anticipazione del riconoscimento dei ricavi per quei contratti bundle (quali pacchetti di beni e servizi)
con singole performance obligation aventi differente tempistica di riconoscimento, nei quali i beni rilevati “at point in time”
sono venduti a un prezzo scontato, oppure per quei contratti che, prevedendo uno sconto per un periodo di tempo inferiore
alla durata minima contrattuale, necessitano ai sensi dell’IFRS 15 di una riallocazione dello sconto lungo la durata minima
contrattuale.
I Contract Assets - al netto del relativo fondo svalutazione di 1 milione di euro – aumentano di 13 milioni di euro rispetto al 31
dicembre 2024 principalmente in ragione all'incremento delle attività relative al Piano 5G Copertura (+13 milioni di euro),
avviato nel 2023.
Costi contrattuali differiti pari a 436 milioni di euro (489 milioni di euro al 31 dicembre 2024); sono principalmente relativi a
costi tecnici di attivazione e a provvigioni alla rete di vendita. Tali costi sono oggetto di differimento e rilevati a conto
economico separato:
per il business mobile in funzione della durata attesa del rapporto contrattuale con i clienti (in media circa 4 anni);
per il business fisso in funzione del periodo lungo il quale si realizza la recuperabilità economica dei costi “one-off” (calcolato
in 4 anni).
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 12
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
443
Per ulteriori dettagli sui costi contrattuali differiti e sulla loro movimentazione nell’esercizio si rinvia alla Nota 9 “Crediti vari e
altre attività non correnti”;
Altri costi differiti: ammontano a 399 milioni di euro (360 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si riferiscono principalmente:
per 329 milioni di euro al differimento di costi connessi a canoni di noleggio e altri costi per godimento beni di terzi;
per 39 milioni di euro al differimento di costi per acquisti di prodotti e servizi;
per 23 milioni di euro al differimento di spese post vendita su offerte applicativi;
per 1 milione di euro a canoni di manutenzione;
per 6 milioni di euro a premi assicurativi.
Altre ammontano a 24 milioni di euro (25 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e sono relativi a crediti per lavori su commessa.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 13
Attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute
444
NOTA 13
ATTIVITA' CESSATE/ATTIVITA' NON CORRENTI DESTINATE
AD ESSERE CEDUTE
In data 14 aprile 2025 TIM e Boost BidCo, veicolo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipato da
Retelit, hanno firmato l’accordo per la cessione di Telecom Italia Sparkle, attiva nello sviluppo di reti in fibre ottiche per clienti
wholesale in campo internazionale (International wholesale), sulla base dell’offerta approvata dal Consiglio di Amministrazione di
TIM del 12 febbraio 2025, che aveva preventivamente ricevuto il parere favorevole del comitato parti correlate.
L’accordo prevede un enterprise value del gruppo Telecom Italia Sparkle di 700 milioni di euro. Il prezzo per la cessione sarà pari
all’enterprise value, rettificato sulla base del valore dell’indebitamento finanziario netto e sulla base delle usuali rettifiche di prezzo
connesse a taluni obiettivi relativi alle performance economiche e agli scostamenti rispetto a target working capital del gruppo
Telecom Italia Sparkle al closing.
L’accordo prevede inoltre la sottoscrizione al closing tra TIM e Sparkle di un contratto volto a regolare i servizi che saranno prestati
reciprocamente tra le società successivamente al closing.
Al 31 dicembre 2025 la partecipazione in Telecom Italia Sparkle S.p.A., holding del gruppo attivo nello sviluppo di reti in fibre ottiche
per clienti wholesale in campo internazionale (International wholesale), è classificata, ai sensi dell’IFRS 5, quale "Attività disponibile
per la vendita", essendo la cessione ritenuta altamente probabile. Ai fini comparativi, gli effetti a conto economico relativi alla
partecipazione (svalutazione pari a 300 milioni di euro) ed eventuali impatti sul rendiconto finanziario, già pubblicati nel Bilancio
annuale al 31 dicembre 2024, sono stati coerentemente riclassificati, così come previsto dall'IFRS 5.
Si ricorda che il valore della partecipazione, classificata alla voce "Attività cessate/Attività disponibili per la vendita",  al 31 dicembre
2025, è pari a 591 milioni di euro; nel corso dell'esercizio 2025 la movimentazione ha riguardato l'aumento del valore della
partecipazione a seguito della rinuncia al credito finanziario da parte di TIM S.p.A. per 525 milioni di euro e l'adeguamento al
presunto valore di realizzo con un impatto negativo complessivo per 115 milioni di euro.
Si rammenta inoltre che nell'esercizio 2024 era classificata come "Attività ceduta" l'intera FiberCop - NetCo, costituita dalla
partecipazione detenuta da TIM S.p.A. in FiberCop S.p.A., società che già gestiva le attività relative alla rete secondaria in fibra e
rame e in cui TIM S.p.A. aveva conferito un ramo d'azienda, costituito dalle attività relative alla Rete Primaria, dall’attività
cosiddetta "Wholesale" e dall’intera partecipazione nella società controllata Telenergia S.r.l.. La cessione si è completata in data 1°
luglio 2024.
Di seguito le componenti relative all’Utile(perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” nell’ambito
del conto economico:
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 13
Attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute
445
(milioni di euro)
2025
2024
Effetti economici da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere
cedute:
Ricavi
1.547
Altri proventi operativi
34
Acquisti di materie e servizi
(1.274)
Costi del personale
(551)
Altri costi operativi/Variazione delle rimanenze/Attività generate internamente
19
Risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze/(minusvalenze) e ripristini di
valore/(svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA)
(225)
Ammortamenti
(515)
Plusvalenze/(Minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
Ripristini di valore/(Svalutazioni) di attività non correnti
Risultato operativo (EBIT)
(740)
Saldo oneri/proventi finanziari e altri da partecipazioni
(67)
Risultato prima delle imposte derivante da Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
(807)
Imposte sul reddito
Risultato dopo le imposte derivante da Attività cessate/Attività non correnti
destinate ad essere cedute
(a)
(807)
Altri impatti economici:
Svalutazione Telecom Italia Sparkle S.p.A.
(115)
(300)
Altre partite minori
(6)
Oneri accessori e altre partite minori connessi alla cessione di NetCo
Oneri accessori e altre partite minori connessi alla cessione del ramo d'azienda NetCo
Altri proventi/ (oneri) connessi a cessioni degli esercizi precedenti
(9)
Altre partite minori
(b)
(130)
(300)
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(a)
(130)
(1.107)
Effetti economici sulle entità cedenti:
Plusvalenza netta relativa alla cessione
341
Oneri accessori e altre partite minori connessi all'operazione NetCo
(200)
Imposte sul reddito relative alla cessione
(b)
141
Utile (perdita) da Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute
(a+b)
(130)
(966)
Il risultato relativo alle “Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute” per l'esercizio 2025 è negativo per 130
milioni di euro; in particolare, recepisce la svalutazione della partecipazione detenuta in Telecom Italia Sparkle S.p.A. per un
importo di 115 milioni di euro, costi accessori legati alla separation di Telecom Italia Sparkle oltre ad alcune partite residuali inerenti
il ramo NetCo.
Gli effetti economici dell'esercizio 2024 sono comprensivi di:
Telecom Italia Sparkle, svalutazione della partecipazione, per circa 300 milioni di euro;
FiberCop - NetCo, la cui cessione si è completata in data 1° luglio 2024, comprensivo dell'impatto netto della cessione,
nonchè dei risultati economici sino alla data della cessione.
Di seguito, la composizione delle Attività destinate ad essere cedute e delle Passività ad esse direttamente correlate:
(milioni di euro)
31.12.2025
Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute:
di natura finanziaria
di natura non finanziaria
591
Totale
(a)
591
Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate
ad essere cedute
di natura finanziaria
di natura non finanziaria
Totale
(b)
Valore netto delle attività cessate/attività non correnti destinate ad essere cedute
(a-b)
591
La voce attività cessate di natura non finanziaria esprime il valore al 31.12.2025 della partecipazione detenuta in Telecom Italia
Sparkle  S.p.A..
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 14
Patrimonio netto
446
NOTA 14
PATRIMONIO NETTO
E' così composto:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Capitale emesso
11.677
11.677
meno Azioni proprie
(49)
(53)
Capitale
11.628
11.624
Riserva da sovrapprezzo azioni
Riserva legale
673
1.915
Altre Riserve
(157)
(194)
Utili accumulati, incluso l'utile (perdita) dell'esercizio
(155)
(1.242)
Totale
11.989
12.103
Al 31 dicembre 2025 il Capitale è pari a 11.628 milioni di euro, già al netto di azioni proprie di 49 milioni di euro; al 31 dicembre 2024
il Capitale era pari a 11.624 milioni di euro, già al netto di azioni proprie di 53 milioni di euro, con una variazione di 4 milioni di euro a
seguito dell'assegnazione di azioni proprie in esecuzione del Piano di Stock Option 2022-2024. 
Si precisa che il capitale sociale è soggetto a un vincolo di sospensione d’imposta ai fini fiscali per un importo pari a 1.191 milioni di
euro (invariato rispetto al 31 dicembre 2024).
Le movimentazioni del Capitale nell'esercizio 2025 sono riportate nelle seguenti tabelle:
Riconciliazione tra il numero delle azioni in circolazione al 31.12.2024 e il numero delle azioni in circolazione al
31.12.2025
(numero azioni)
Al 31.12.2024
Assegnazione/
Emissione azioni
Al 31.12.2025
% sul Capitale
Azioni ordinarie emesse
(a)
15.329.466.496
15.329.466.496
71,78
meno: azioni proprie
(b)
(96.442.802)
7.402.387
(89.040.415)
Azioni ordinarie in circolazione
(c)
15.233.023.694
7.402.387
15.240.426.081
Azioni di risparmio emesse
e in circolazione
(d)
6.027.791.699
6.027.791.699
28,22
Totale azioni emesse
(a+d)
21.357.258.195
21.357.258.195
100,00
Totale azioni in circolazione
(c+d)
21.260.815.393
7.402.387
21.268.217.780
Riconciliazione tra il valore delle azioni in circolazione al 31.12.2024 e il valore delle azioni in circolazione al
31.12.2025
(migliaia di euro)
Capitale al 31.12.2024
Variazione
di capitale
Capitale al 31.12.2025
Azioni ordinarie emesse
(a)
8.381.330
8.381.330
meno: azioni proprie
(b)
(52.730)
4.047
(48.683)
Azioni ordinarie in circolazione
(c)
8.328.600
4.047
8.332.647
Azioni di risparmio emesse e in circolazione
(d)
3.295.673
3.295.673
Totale Capitale emesso
(a+d)
11.677.003
11.677.003
Totale Capitale in circolazione
(c+d)
11.624.273
4.047
11.628.320
Il 28 gennaio 2026 si sono tenute l'Assemblea degli Azionisti ordinari di TIM S.p.A. e l’Assemblea Speciale degli Azionisti di
risparmio, per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo "Conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie e riduzione
volontaria del capitale sociale".
Informativa sul capitale al 31 dicembre 2025
Le azioni ordinarie e di risparmio di TIM S.p.A. sono quotate in Italia (indice FTSE).
Nelle deliberazioni di aumento del capitale sociale a pagamento, il diritto di opzione può essere escluso nella misura massima del
dieci per cento del capitale preesistente, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò
sia confermato in apposita relazione della società incaricata della revisione contabile.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 14
Patrimonio netto
447
La Società si dota del capitale necessario per finanziare i fabbisogni di sviluppo dei business e di funzionamento operativo; le fonti
di finanziamento si articolano in un mix bilanciato di capitale di rischio, apportato a titolo permanente dai soci, e di capitale di
debito, per garantire un’equilibrata struttura finanziaria e la minimizzazione del costo complessivo del capitale, con conseguente
vantaggio di tutti gli “stakeholders”.
Il capitale di debito è strutturato in diverse scadenze e valute in modo da garantire un’adeguata diversificazione delle fonti di
provvista e un accesso efficiente alle fonti esterne di finanziamento (sfruttando le migliori opportunità sui mercati finanziari delle
aree euro e dollaro USA al fine di minimizzare il costo), avendo attenzione alla riduzione del rischio di rifinanziamento.
La remunerazione del capitale di rischio è proposta dal Consiglio di Amministrazione all’Assemblea degli Azionisti, che si riunisce
per approvare il Bilancio annuale, sulla base dell’andamento del mercato e delle performance di business, una volta soddisfatte
tutte le altre obbligazioni, tra cui il servizio del debito; pertanto al fine di garantire un’adeguata remunerazione del capitale, la
salvaguardia della continuità aziendale e lo sviluppo dei business, la Società monitora costantemente l’evoluzione del livello di
indebitamento in rapporto al patrimonio netto, il livello di indebitamento netto e il margine operativo delle attività industriali.
Privilegi delle azioni di risparmio
Di seguito sono riportati i privilegi delle azioni di risparmio di TIM S.p.A.:
gli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato, dedotta la quota da destinare a riserva legale, devono essere
distribuiti alle azioni di risparmio fino alla concorrenza del 5% di 0,55 euro per azione;
gli utili che residuano dopo l’assegnazione alle azioni di risparmio del dividendo privilegiato sopra indicato, di cui l’Assemblea
deliberi la distribuzione, sono ripartiti tra tutte le azioni in modo che alle azioni di risparmio spetti un dividendo complessivo
maggiorato, rispetto a quello delle azioni ordinarie, in misura pari al 2% di 0,55 euro per azione;
quando in un esercizio sia stato assegnato alle azioni di risparmio un dividendo inferiore al 5% di 0,55 euro per azione, la
differenza è computata in aumento del dividendo privilegiato nei due esercizi successivi;
in caso di distribuzione di riserve le azioni di risparmio hanno gli stessi diritti delle altre azioni. Peraltro è facoltà dell’Assemblea
chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio, in caso di assenza o insufficienza degli utili netti risultanti dal bilancio stesso per
soddisfare i diritti patrimoniali sopra indicati, deliberare di soddisfare mediante distribuzione di riserve disponibili il privilegio e/o
il diritto di maggiorazione. Il pagamento mediante riserve esclude l’applicazione del meccanismo di trascinamento nei due
esercizi successivi del diritto al dividendo privilegiato non percepito mediante distribuzione di utili, di cui al punto che precede;
la riduzione del capitale sociale per perdite non ha effetto sulle azioni di risparmio se non per la parte della perdita che non
trova capienza nella frazione di capitale rappresentata dalle altre azioni;
allo scioglimento di TIM S.p.A. le azioni di risparmio hanno prelazione nel rimborso del capitale fino a concorrenza di 0,55 euro
per azione;
nel caso di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie o di risparmio, l’Azionista di risparmio potrà richiedere a TIM
S.p.A. la conversione delle proprie azioni in azioni ordinarie, secondo le modalità deliberate dall’Assemblea straordinaria
all’uopo convocata entro due mesi dall’esclusione dalle negoziazioni.
La Riserva legale, pari al 31 dicembre 2025 a 673 milioni di euro, è diminuita di 1.242 rispetto al 31 dicembre 2024 a seguito della
copertura della perdita dell'esercizio 2024, come deliberato dall'Assemblea dei soci del 24 giugno 2025. Si segnala che la riserva,
limitatamente a 173 milioni di euro, è soggetta al vincolo di sospensione d’imposta.
Le Altre riserve ammontano complessivamente a un valore negativo di 157 milioni di euro al 31 dicembre 2025, con un
decremento, in valore assoluto, di 37 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024.
Le Altre riserve movimentate per il tramite del conto economico complessivo sono le seguenti:
Riserva per rimisurazione piani a benefici definiti (negativa per 57 milioni di euro): diminuisce, in valore assoluto, di 3 milioni di
euro rispetto al 31 dicembre 2024 a seguito della rilevazione degli utili attuariali su TFR dell’esercizio 2025;
Riserva per adeguamento al fair value degli strumenti derivati di copertura (negativa per 115 milioni di euro, con un
decremento, in valore assoluto, di 47 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024): tale riserva è correlata alla contabilizzazione
delle operazioni di copertura dei flussi finanziari (cash flow hedge). In particolare, trattasi degli utili e delle perdite non
realizzati, al netto dei relativi effetti fiscali, che derivano dall’adeguamento al fair value degli strumenti finanziari designati
come strumenti a copertura dei flussi finanziari;
Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo (negativa
per 2 milioni di euro): diminuisce, rispetto al 31 dicembre 2024, di 16 milioni di euro.
Le Altre riserve comprendono inoltre:
Riserva altri strumenti rappresentativi di patrimonio netto: è pari a 7 milioni e si incrementa di 3 milioni di euro rispetto al 31
dicembre 2024. Comprende per 1 milione di euro il Piano LTI di Performance Share 2025-2027 approvato dall’Assemblea dei
soci del 24 giugno 2025, per 3 milioni di euro il Piano di Stock Options 2022-2024 approvato dall’Assemblea dei soci del 7 aprile
2022 e per 3 milioni di euro il Piano di Stock Options 2022-2024 così come modificato dall’Assemblea dei soci del 24 giugno
2025.
Riserve diverse: ammontano complessivamente a 10 milioni di euro, invariate rispetto al 31 dicembre 2024.
Gli Utili (perdite) accumulati, incluso il risultato dell’esercizio, sono negativi per 155 milioni di euro al 31 dicembre 2025
(negativi per 1.242 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e si riferiscono alla perdita dell'esercizio 2025.
A completamento dell’informativa sul patrimonio netto si fornisce di seguito il prospetto ex art. 2427, n. 7 - bis, riportante le voci di
patrimonio netto distinte in base alla loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità, nonché della loro avvenuta utilizzazione
nel triennio 2023-2025.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 14
Patrimonio netto
448
Prospetto ex art. 2427, n. 7-bis
Natura/descrizione
Importo
al 31.12.2025
Possibilità di
utilizzazione
Quota disponibile
Riepilogo delle utilizzazioni effettuate
nel triennio 2023-2025
(milioni di euro)
per copertura perdite
per altre ragioni
Capitale
11.628
 
 
 
 
Riserve di capitale:
 
 
 
 
 
Riserva da sovrapprezzo delle azioni
2.133
Riserva legale
291
B
1.662
Riserva altri strumenti rappresentativi di
patrimonio netto
7
B
Riserve diverse
11
A,B,C
11
Riserva per rimisurazione piani a benefici
definiti
57
A,B,C
57
Riserve di utili:
Riserva legale
382
B
Riserva per adeguamento al fair value degli
strumenti derivati di copertura e dei relativi
sottostanti
(115)
Riserva per adeguamento al fair value delle
attività finanziarie disponibili per la vendita
(2)
Riserva per rimisurazione piani a benefici
definiti
(114)
A,B,C
(114)
Totale
12.145
(46)
3.795
Azioni proprie
(50)
Residua quota distribuibile
(96)
Legenda:
A = per aumento di capitale;
B = per copertura perdite;
C = per distribuzione ai soci
La tabella sotto riportata evidenzia i vincoli relativi alle deduzioni ai fini fiscali effettuate in via extracontabile nei precedenti esercizi,
ai sensi dell’art. 109, comma 4, lettera b) del TUIR:
(milioni di euro)
Deduzioni extracontabili al 31.12.2024
1
Reversal per tassazioni nell’esercizio
(1)
Deduzioni extracontabili al 31.12.2025
Imposte differite
Vincolo sul patrimonio netto al 31.12.2025
Rispetto alla situazione al 31 dicembre 2024, il vincolo si azzera.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 14
Patrimonio netto
449
Variazioni potenziali future di capitale
Con riferimento alle variazioni future di capitale si rimanda alla Nota 38 “Accordi basati su azioni".
Diritto di recesso sorto a seguito delle deliberazioni dell'Assemblea
straordinaria del 24 giugno 2025
Il 24 giugno 2025, l’Assemblea Straordinaria degli Azionisti di TIM ha approvato la deliberazione di modifica dell’oggetto sociale di
cui all’articolo 3 dello statuto sociale, pertanto - ai sensi dell’articolo 2437, comma 1, lett. a) del codice civile - ai titolari di azioni
ordinarie TIM che non abbiano concorso all’approvazione della citata delibera e ai soci detentori delle azioni di risparmio è stato
riconosciuto il diritto di recesso, con possibilità di esercitarlo entro il 10 luglio 2025.
Il valore di liquidazione unitario delle azioni ordinarie e di risparmio per le quali poteva essere esercitato il diritto di recesso è stato
determinato dal Consiglio di Amministrazione in euro 0,2884 per le azioni ordinarie ed euro 0,3295 per le azioni di risparmio, ai sensi
della vigente normativa, facendo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura di Borsa nei sei mesi che hanno preceduto
la pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'Assemblea del 24 giugno 2025, avvenuta il 24 maggio 2025.
Il diritto di recesso è stato validamente esercitato per complessive n. 1.364.581 azioni ordinarie e n. 151.748 azioni di risparmio,
rappresentative, rispettivamente, del 0,009% % e del 0,003% del capitale sociale delle relative categorie di azioni della Società; il
controvalore di liquidazione delle Azioni Ordinarie Recedute e delle Azioni di Risparmio Recedute è stato pertanto pari,
rispettivamente, a 393.545 euro e a 50.001 euro.
Pertanto tutte le azioni oggetto di recesso, per un controvalore complessivo pari a 443.546 Euro, risultano essere state acquistate
dagli azionisti che non hanno esercitato, in tutto o in parte, il diritto di recesso, a seguito dell’esercizio dei diritti di opzione e di
prelazione.
Informazioni relative alle deliberazioni delle Assemblee del 28 gennaio 2026
Riduzione volontaria del capitale sociale e conversione delle azioni di risparmio in azioni
ordinarie
L’Assemblea degli Azionisti ordinari e l’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio di TIM S.p.A., che si sono riunite in data 28
gennaio 2026, hanno approvato la proposta di riduzione volontaria del capitale e di conversione delle azioni di risparmio di TIM in
azioni ordinarie, nei termini di cui alla proposta presentata dal Consiglio di Amministrazione.
In particolare, l’Assemblea degli Azionisti ordinari di TIM S.p.A. ha approvato in sede straordinaria:
la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro, destinando l’importo riveniente a riserva legale e a riserva
disponibile di patrimonio netto;
la conversione facoltativa delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione
ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, più un conguaglio in denaro pari a 0,12 euro;
la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio che non siano state oggetto di conversione facoltativa, sulla base del
medesimo rapporto di conversione e con un conguaglio pari a 0,04 euro.
L’Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio di TIM S.p.A., a sua volta ha approvato la proposta di conversione obbligatoria delle
azioni di risparmio in azioni ordinarie.
In particolare:
agli azionisti di risparmio che non hanno concorso all'approvazione della delibera di conversione obbligatoria dell’Assemblea
Speciale degli Azionisti di risparmio spetta il diritto di recesso da esercitarsi entro i 15 giorni dalla data di iscrizione della delibera
assembleare, avvenuta in data 29 gennaio 2026. E' stato pertanto validamente esercitato nel periodo dal 29 gennaio 2026 al 13
febbraio 2026 per complessive n. 2.014.231 azioni di risparmio rappresentative del 0,0334% sul totale delle azioni di risparmio.
In data 2 marzo 2026 è stata pubblicata l'offerta in opzione delle azioni oggetto di recesso il cui periodo di adesione decorre dal
2 marzo 2026 al 1 aprile 2026. Come già comunicato, il valore di liquidazione unitario delle azioni di risparmio oggetto di
recesso è stato determinato in euro 0,5117. Contestualmente è stata data notizia che risulta avverata la condizione di efficacia
apposta alla conversione secondo cui l’esborso massimo da corrispondersi da parte della Società per la liquidazione delle
Azioni Oggetto di Recesso che non siano acquistate dai soci o collocate a terzi, a esito  del procedimento di cui all’articolo 2437-
quater cod. civ., non debba superare un importo pari a complessivi Euro 100.000.000,00 (condizione c.d. “stop-loss”);
la Conversione è stata inoltre condizionata alla circostanza che non sia presentata opposizione da parte dei creditori della
Società entro il termine di 90 giorni dall’iscrizione della delibera di Riduzione di Capitale presso il competente registro delle
imprese (avvenuta lo scorso 29 gennaio 2026 e dunque entro il 29 aprile 2026), ai sensi dell’art. 2445, comma 3, cod. civ., o, in
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 14
Patrimonio netto
450
caso di opposizione, intervenga l'autorizzazione del Tribunale, ai sensi dell’art. 2445, comma 4, cod. civ., entro il termine di sei
mesi (prorogabile dalla Società di massimi ulteriori 3 mesi) dall’iscrizione della delibera;
l’importo complessivo che la Società corrisponderà agli azionisti di risparmio a titolo di conguaglio sarà pari a euro
723.335.003,88 in caso di adesione integrale alla Conversione Facoltativa e a euro 241.111.667,96 nel caso in cui tutte le azioni
di risparmio siano convertite in ordinarie in conseguenza della conversione obbligatoria.
Le delibere assembleari sopra citate avranno per TIM i seguenti riflessi:
Semplificazione: una sola classe di azioni. Con una sola classe di azioni, la struttura societaria di TIM diventa più chiara e
lineare, riducendo i costi e la complessità di governance tipici di un assetto a due classi di azioni;
Equità: stessi diritti per tutti gli azionisti. Tutti gli azionisti avranno gli stessi diritti e le stesse condizioni. Questo elimina
differenze storiche tra classi di azioni e rende TIM più trasparente e più allineata alle migliori pratiche di mercato;
Solidità: struttura patrimoniale ottimizzata. La riorganizzazione del capitale ridistribuisce le risorse di TIM tra le diverse voci
contabili (riserva legale e riserva disponibile) rendendo la struttura patrimoniale più equilibrata ed efficiente.
Inoltre, la riduzione del capitale sociale realizza una più bilanciata composizione delle poste di patrimonio netto, che allo stato non
presenta riserve disponibili e distribuibili.
In sede Assembleare si è infatti evidenziato che:
il patrimonio netto della Società, come risultante dal bilancio separato di TIM S.p.A. per l’esercizio 2024 e già tenuto conto della
copertura della perdita registrata per il medesimo esercizio, era composto per circa il 96% dal capitale sociale e per il residuo
dalla riserva legale;
il capitale sociale di TIM S.p.A. – rimasto sostanzialmente invariato dal 2005 in seguito alla sua privatizzazione e alle successive
operazioni societarie che hanno interessato la Società – risultava, rispetto al benchmark di mercato relativo agli emittenti
quotati a livello nazionale di pari dimensioni, il più elevato sia in termini assoluti sia con riferimento ai principali KPI (Key
performance indicators);
nel corso del 2024, a seguito del perfezionamento dell’operazione di cessione di FiberCop, l’indebitamento finanziario netto del
Gruppo si è significativamente ridotto, così come i principali indicatori patrimoniali del Gruppo: il capitale investito netto
consolidato ha rilevato una riduzione di oltre il 40% e il valore dell’avviamento “Domestic” si è ridotto di circa il 50%.
Pertanto la riduzione del capitale sociale a 6 miliardi di euro consentirà di riallineare la struttura del patrimonio netto di TIM S.p.A. e
il suo capitale sociale al nuovo assetto patrimoniale della Società e di allinearne i principali ratio allo standard di mercato.
In questo senso, la ricostituzione della riserva disponibile consentirà, in una prospettiva di maggiore flessibilità, l’utilizzo delle risorse
finanziarie disponibili e non impiegate nella gestione operativa. In particolare, a seguito della riduzione di capitale, tali risorse
potranno essere impiegate anche per deliberare eventuali distribuzioni di dividendi o operazioni di buyback.
La riduzione di capitale sociale deliberata impatta esclusivamente sulla parità contabile delle azioni che compongono il capitale
sociale e non ha riflessi sul patrimonio netto né sul numero delle azioni, come di seguito dettagliato:
Patrimonio Netto al 31.12.2025 ante e post riduzione capitale
(milioni di euro)
31.12.2025
Riduzione Capitale sociale
31.12.2025
post riduzione Capitale
sociale
Capitale emesso
11.677
(5.677)
6.000
meno: Azioni proprie
(49)
24
(25)
Capitale
11.628
(5.653)
5.975
Altre riserve e Utili accumulati, incluso l'utile (perdita)
dell'esercizio
361
5.653
6.014
Totale
11.989
11.989
Numero azioni emesse
21.357.258.195
21.357.258.195
(euro)
Parità contabile per azione  - rapporto tra il capitale sociale
complessivo e il numero delle azioni emesse
0,5467
0,2809
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 14
Patrimonio netto
451
Informazioni relative alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione del 24
febbraio 2026
Buyback e raggruppamento delle azioni ordinarie di TIM S.p.A.
Nel corso dell’esercizio 2026, TIM intende riconoscere agli azionisti, mediante buyback, una remunerazione pari a circa il 50% del
valore atteso dalla cessione di Sparkle, subordinatamente al closing, previsto nel secondo trimestre 2026, nonché all’efficacia della
riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle azioni di risparmio, già approvate dalle Assemblee dei Soci del 28
gennaio 2026. In particolare, il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. del 24 febbraio 2026 ha deciso di proporre all’Assemblea
degli Azionisti del 15 aprile 2026 un programma di acquisto di azioni proprie (buyback) fino a un massimo di 400 milioni di euro e
per massime 700.000.000 azioni ordinarie (da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento azionario di cui sotto, a massime
70.000.000 azioni ordinarie complessive) corrispondenti a circa il 3,3% del capitale sociale. Il riacquisto potrà essere in parte a
servizio dei piani di remunerazione e incentivazione azionaria.
Inoltre, sempre il Consiglio di Amministrazione, ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti del 15 aprile 2026 un
raggruppamento delle azioni ordinarie TIM nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti. L’operazione è
subordinata all’efficacia della riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle azioni di risparmio di cui sopra. Il
raggruppamento azionario permetterà di ridurre la volatilità sul titolo, anche attraendo nuove classi di investitori e, assieme alla
conversione delle azioni di risparmio, di avere una struttura di capitale più snella ed efficiente.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 15
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
452
NOTA 15
PASSIVITA' FINANZIARIE (NON CORRENTI E CORRENTI)
Le Passività finanziarie non correnti e correnti (indebitamento finanziario lordo) sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Passività finanziarie non correnti per contratti di finanziamento e altri
Debiti finanziari non correnti:
Obbligazioni
3.558
4.123
Debiti verso banche
548
580
Debiti verso altri finanziatori
6
33
Debiti verso imprese controllate
2.046
1.968
6.158
6.704
Altre passività finanziarie non correnti:
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività
non correnti di natura finanziaria
167
170
Derivati non di copertura
321
490
Altre passività
1
1
489
661
(a)
6.647
7.365
Passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva
Verso imprese controllate
13
16
Verso terzi
543
628
(b)
556
644
Totale passività finanziarie non correnti
c=(a+b)
7.203
8.009
Passività finanziarie correnti per contratti di finanziamento e altri
Debiti finanziari correnti:
Obbligazioni
770
2.127
Debiti verso banche
1.068
813
Debiti verso altri finanziatori
183
242
Debiti verso imprese controllate
3.040
1.588
Debiti verso imprese collegate
1
5.061
4.771
Altre passività finanziarie correnti:
Derivati di copertura relativi ad elementi coperti classificati fra le attività/passività
correnti di natura finanziaria
11
7
Derivati non di copertura
40
47
Altre passività
51
54
(d)
5.112
4.825
Passività  finanziarie correnti per contratti di locazione passiva
Verso imprese controllate
4
3
Verso terzi
237
228
(e)
241
231
Totale Passività finanziarie correnti
f=(d+e)
5.353
5.056
Totale Passività finanziarie (Indebitamento Finanziario Lordo)
g=(c+f)
12.556
13.065
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 15
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
453
L’indebitamento finanziario lordo per valuta originaria dell’operazione è il seguente:
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di valuta estera)
(milioni di euro)
(milioni di valuta estera)
(milioni di euro)
USD
500
425
500
481
JPY
20.000
109
20.000
123
EURO
12.022
12.461
Totale
12.556
13.065
Di seguito viene riportata l’analisi dell’indebitamento finanziario lordo per fasce di tasso di interesse effettivo riferito all’operazione
originaria escludendo l’effetto di eventuali strumenti derivati di copertura:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Fino a 2,5%
3.817
1.504
Da 2,5% a 5%
4.710
6.715
Da 5% a 7,5%
1.594
2.186
Da 7,5% a 10%
1.725
1.727
Oltre 10%
Ratei/risconti, MTM e derivati
710
933
Totale
12.556
13.065
A seguito, invece, dell’utilizzo di strumenti derivati di copertura, l’indebitamento finanziario lordo per fasce di tasso di interesse
nominale di posizione è il seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Fino a 2,5%
4.314
2.179
Da 2,5% a 5%
3.663
5.665
Da 5% a 7,5%
2.144
2.561
Da 7,5% a 10%
1.725
1.727
Oltre 10%
Ratei/risconti, MTM e derivati
710
933
Totale
12.556
13.065
Le scadenze delle passività finanziarie, in termini di valore nominale dell’esborso atteso, come contrattualmente definito, sono le
seguenti:
con scadenza entro il 31.12 dell'anno:
(milioni di euro)
2026
2027
2028
2029
2030
Oltre 2030
Totale
Prestiti obbligazionari
678
742
1.375
499
500
440
4.234
Loans ed altre passività finanziarie
80
540
6
231
24
1.996
2.877
Passività finanziarie per locazioni passive
201
132
128
118
77
101
757
Totale
959
1.414
1.509
848
601
2.537
7.868
Passività finanziarie correnti
4.182
4.182
Totale
5.141
1.414
1.509
848
601
2.537
12.050
Le principali componenti delle passività finanziarie vengono nel seguito commentate.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 15
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
454
Le obbligazioni sono così composte:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Quota non corrente
3.558
4.123
Quota corrente
770
2.127
Totale valore contabile
4.328
6.250
Adeguamento al fair value per effetto delle operazioni in fair value hedge e valutazioni al costo
ammortizzato
(94)
(141)
Totale valore nominale di rimborso
4.234
6.109
In termini di valore nominale le obbligazioni ammontano complessivamente a 4.234 milioni di euro e diminuiscono di 1.875 milioni
di euro rispetto al 31 dicembre 2024 (6.109 milioni di euro) a seguito delle movimentazioni (nuove accensioni e rimborsi)
intervenute nel corso del 2025.
Relativamente all’evoluzione dei prestiti obbligazionari nel corso del 2025, si segnala quanto segue:
Nuove emissioni
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di emissione
TIM S.p.A. 500 milioni di euro 3,625%
EUR
500
30/9/2025
Rimborsi
(milioni di valuta originaria)
Valuta
Importo
Data di rimborso
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 2,750%
EUR
1.000
15/4/2025
TIM S.p.A. 1.000 milioni di euro 3,000%
EUR
1.000
30/9/2025
TIM S.p.A. 375 milioni di euro 2,875% (1)
EUR
375
24/11/2025
(1) In data 24 ottobre 2025, TIM ha notificato il rimborso anticipato integrale del prestito obbligazionario da 375 milioni di euro in scadenza il 28 gennaio 2026, a seguito
dell’esercizio della Clausola 7.4 (Redemption at the option of the Issuer – c.d. Issuer Maturity Par Call) dei termini e condizioni applicabili alle Notes. Tale rimborso è
stato effettuato in data 24 novembre 2025 a un prezzo di rimborso pari al 100% del valore nominale delle obbligazioni.
Nella tabella che segue sono sintetizzati i prestiti obbligazionari emessi da TIM S.p.A., espressi sia al valore nominale di rimborso, al
netto dei riacquisti, sia al valore di mercato:
Valuta
Ammontare
(milioni)
Valore
nominale di
rimborso
Cedola
Data di
emissione
Data di
scadenza
Prezzo di
emissione
(%)
Prezzo di
mercato al
31.12.2025
Valore di
mercato al
31.12.2025
Obbligazioni emesse da TIM S.p.A.
Euro
678
678
3,625%
25/5/16
25/5/26
100
100,576
682
Euro
742
742
2,375%
12/10/17
12/10/27
99,185
100,291
744
Euro
625
625
6,875%
27/1/23
15/2/28
(*) 100,240
107,710
673
Euro
750
750
7,875%
20/7/23
31/7/28
(*) 100,998
111,631
837
Euro
499
499
1,625%
18/1/21
18/1/29
99,074
96,051
480
Euro
500
500
3,625%
30/9/25
30/9/30
100
100,615
503
Euro
440
440
5,250%
17/3/05
17/3/55
99,667
102,299
450
Totale
4.234
4.369
Si segnala che i regolamenti e/o i prospetti relativi ai prestiti obbligazionari sopra esposti sono disponibili sul sito gruppotim.it.
I debiti verso banche non correnti sono pari a 548 milioni di euro (580 milioni di euro al 31 dicembre 2024). I debiti verso banche a
breve termine sono pari a 1.068 milioni di euro (813 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e comprendono 66 milioni di euro di quota
corrente dei debiti a medio-lungo termine e 1.002 milioni di euro relativi al debito ceduto in relazione alla restituzione del credito di
Concessione Canone 1998.
I debiti verso altri finanziatori non correnti sono pari a 6 milioni di euro (33 milioni di euro al 31 dicembre 2024), mentre i debiti
verso altri finanziatori correnti ammontano a 183 milioni di euro (242 milioni di euro al 31 dicembre 2024) e comprendono 26 milioni
di euro di quota corrente dei debiti a medio-lungo termine.
I debiti verso imprese controllate non correnti, pari a 2.046 milioni di euro (1.968 milioni di euro al 31 dicembre 2024), si
riferiscono ai finanziamenti ottenuti da Telecom Italia Capital S.A. (1.291 milioni di euro) e da Telecom Italia Finance S.A. (755
milioni di euro), conseguenti alle emissioni di prestiti obbligazionari effettuate dalle finanziarie del Gruppo sul mercato americano e
lussemburghese.
I debiti verso imprese controllate correnti sono pari a 3.040 milioni di euro e aumentano di 1.452 milioni di euro rispetto al 31
dicembre 2024 (1.588 milioni di euro). Comprendono:
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 15
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
455
la quota corrente dei finanziamenti a medio-lungo termine nei confronti di Telecom Italia Capital S.A. (12 milioni di euro) e
Telecom Italia Finance S.A. (23 milioni di euro);
i finanziamenti a breve termine nei confronti di Telecom Italia Capital S.A. (252 milioni di euro) e Telecom Italia Finance S.A.
(2.402 milioni di euro);
i rapporti di conto corrente intrattenuti nell’ambito del servizio di tesoreria regolati a tassi di mercato per complessivi 351
milioni di euro, intrattenuti in particolare nei confronti di Telecom Italia Ventures (100 milioni di euro), Telecom Italia Sparkle
S.p.A. (90 milioni di euro), TIM Retail S.r.l. (66 milioni di euro), Telecontact Center S.p.A. (26 milioni di euro), Noovle S.p.A. (20
milioni di euro), Telsy S.p.A. (17 milioni di euro), TIM Broker S.r.l. (13 milioni di euro), Telecom Italia Trust Technology (12 milioni
di euro), Olivetti S.p.A. (7 milioni di euro).
Le passività finanziarie non correnti per contratti di locazione passiva ammontano a 556 milioni di euro (644 milioni di euro al
31 dicembre 2024). Le passività finanziarie correnti per contratti di locazione passiva ammontano a 241 milioni di euro (231 milioni
di euro al 31 dicembre 2024) e si riferiscono per 213 milioni di euro alla quota corrente delle passività per locazioni finanziarie non
correnti.
Con riferimento alle passività per locazioni finanziarie nel 2025 e 2024 si rileva quanto segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Rimborsi quota capitale
126
101
Cash out quota interessi
31
55
Totale
157
156
I derivati di copertura relativi a elementi coperti classificati fra le passività non correnti di natura finanziaria ammontano a 167
milioni di euro (170 milioni di euro al 31 dicembre 2024), mentre quelli classificati fra le passività correnti di natura finanziaria
ammontano a 11 milioni di euro (7 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Si riferiscono a derivati di copertura in cash flow hedge.
I derivati non di copertura non correnti ammontano a 321 milioni di euro (490 milioni di euro al 31 dicembre 2024). I derivati non
di copertura correnti ammontano a 40 milioni di euro (47 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Tali voci accolgono la valorizzazione
passiva delle operazioni che TIM S.p.A. esegue con controparti bancarie a servizio delle società del Gruppo nell’esclusiva funzione di
Tesoreria accentrata e trovano piena compensazione nelle corrispondenti voci classificate tra le attività finanziarie.
Per ulteriori dettagli si fa rimando alla Nota 18 “Strumenti Derivati”.
“Covenants” e “negative pledges” in essere al 31 dicembre 2025
I titoli obbligazionari emessi da TIM S.p.A. non contengono covenant finanziari di sorta (es. ratio Debt/EBITDA, EBITDA/Interessi,
ecc.) né clausole che comportino il rimborso anticipato automatico dei prestiti in funzione di eventi diversi dall’insolvenza del
Gruppo TIM; inoltre il rimborso dei prestiti obbligazionari e il pagamento degli interessi non sono assistiti da garanzie specifiche, né
sono previsti impegni a rilasciare future garanzie.
Trattandosi principalmente di operazioni collocate presso investitori istituzionali sui principali mercati dei capitali mondiali
(Euromercato e USA), i termini che regolano i prestiti sono in linea con la market practice per operazioni analoghe effettuate sui
medesimi mercati.
Nella documentazione dei prestiti concessi a TIM sono previsti gli usuali covenant di altro genere, fra cui l'impegno a non vincolare
asset aziendali a garanzia di finanziamenti (" negative pledge "), l'impegno a non modificare l'oggetto del business o cedere asset
aziendali a meno che non sussistano specifiche condizioni (ad esempio, la cessione avvenga al fair market value ). Covenant di
contenuto sostanzialmente simile sono riscontrabili nei finanziamenti di export credit agreement .
Nei contratti di finanziamento TIM è tenuta a comunicare il cambiamento di controllo. Elementi identificativi del verificarsi di tale
ipotesi di change of control e le conseguenze ad esso applicabili - tra le quali rientrano, a discrezione degli investitori, l'eventuale
costituzione di garanzie ovvero il rimborso anticipato della quota erogata per cassa e la cancellazione del commitment in assenza
di diverso accordo - sono puntualmente disciplinati nei singoli contratti.
Inoltre, i contratti di finanziamento in essere contengono un generico impegno di TIM, la cui violazione costituisce un event of
default , a non porre in essere operazioni societarie di fusione, scissione, conferimento di ramo d'azienda al di fuori del Gruppo a
meno che non sussistano specifiche condizioni. Il verificarsi di tale event of default può implicare, se richiesto dal Lender , il rimborso
anticipato degli importi utilizzati e/o la cancellazione dei commitment non ancora utilizzati.
In particolare, con riferimento ai finanziamenti accesi da TIM con la Banca Europea degli Investimenti (“BEI”), in data 5 maggio
2023 TIM ha sottoscritto un finanziamento per un ammontare di 360 milioni di euro, inizialmente garantito in parte da SACE. A
decorrere dal 27 giugno 2025 tale garanzia è stata definitivamente cessata. Alla data del 31 dicembre 2025, tale finanziamento
risulta essere l'unico in essere con la BEI.
Il finanziamento con la BEI contiene, inter alia , i seguenti covenants e impegni:
nel caso in cui la società sia oggetto di fusione, scissione o conferimento di ramo d’azienda al di fuori del Gruppo TIM, ovvero
alieni, dismetta o trasferisca beni o rami d’azienda (ad eccezione di alcuni atti di disposizione espressamente previsti), dovrà
darne immediata comunicazione alla BEI che avrà la facoltà di richiedere la costituzione di garanzie o la modifica del contratto
di finanziamento, oppure il rimborso anticipato del prestito (qualora l’operazione di fusione e scissione al di fuori del Gruppo
TIM comprometta l’esecuzione o l’esercizio del Progetto oppure rechi pregiudizio alla BEI nella sua qualità di creditrice);
TIM si è impegnata a far sì che, per tutta la durata del prestito, l’indebitamento finanziario complessivo delle società facenti
parte del Gruppo TIM diverse da TIM, e fatti salvi i casi in cui tale indebitamento sia interamente e irrevocabilmente garantito
da TIM, sia inferiore ad un ammontare pari al 35% (trentacinque per cento) dell’indebitamento finanziario complessivo del
Gruppo TIM;
“Clausola per inclusione”, ai sensi della quale, nel caso in cui TIM si impegni a mantenere in altri contratti di finanziamento
parametri finanziari (e anche alcune clausole più stringenti, tra cui, ad esempio, cross default ed impegni di limitazione alla
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 15
Passività finanziarie (non correnti e correnti)
456
vendita di beni) che non siano presenti o siano più stringenti rispetto a quelli concessi alla BEI, quest’ultima avrà la facoltà di
richiedere qualora reputi, a proprio ragionevole giudizio, che tali modifiche possano avere conseguenze negative sulla capacità
finanziaria di TIM, la costituzione di garanzie o la modifica del contratto di finanziamento al fine di prevedere una disposizione
equivalente a favore della BEI.
Si segnala, infine, che al 31 dicembre 2025, nessun covenant, negative pledge o altra clausola, relativi alla posizione debitoria sopra
descritta, risulta in alcun modo violato o non rispettato né si prevedono difficoltà nel rispetto dei covenants nel prossimo futuro.
Revolving Credit Facility e Term Credit Facility
Nella tabella sottostante sono riportate le linee di credito committed:
(miliardi di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Accordato
Utilizzato
Accordato
Utilizzato
Revolving Credit Facility – aprile 2030 (*)
3,000
4,000
Term Credit Facility - luglio 2030
0,750
0,015
Totale
3,750
0,015
4,000
(*) Ai sensi del contratto firmato le Banche sono impegnate a provvedere i fondi a chiamata (con un preavviso di almeno 3 giorni). Trattandosi di una linea “Committed”,
le banche non hanno meccanismi per non onorare la richiesta di fondi avanzata dalla Società, fatte salve le clausole di cancellazione obbligatoria anticipata standard di
mercato (Scadenza naturale del contratto, Cambio di controllo, Borrower Illegality, Events of default, ognuna come definita nel contratto).
In data 31 marzo 2025 TIM ha sottoscritto un accordo di modifica della Revolving Credit Facility esistente, con efficacia dal 4 aprile
2025, estendendone la scadenza al 4 aprile 2030 e riducendone l’importo da 4 miliardi di euro a 3 miliardi di euro.
In data 22 luglio 2025 TIM ha sottoscritto una nuova Term Credit Facility stipulata con un pool di banche primarie nazionali e
internazionali per un importo pari a 750 milioni di euro e scadenza 22 luglio 2030, parzialmente garantita da SACE (ai sensi della
Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successive modificazioni). Al 31 dicembre 2025 l'importo utilizzato è pari a 15 milioni di euro.
Successivamente, in data 20 gennaio 2026, la linea è stata interamente utilizzata.
Rating di TIM al 31 dicembre 2025
Al 31 dicembre 2025, il giudizio su TIM delle tre agenzie di rating - Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings – risulta il seguente:
Rating
Outlook
STANDARD & POOR'S
BB
stabile
MOODY'S
Ba2
stabile
FITCH RATINGS
BB
positivo
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 16
Indebitamento finanziario netto
457
NOTA 16
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
La tabella seguente riporta la composizione dell’indebitamento finanziario netto della TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025 e al 31
dicembre 2024, determinato secondo quanto previsto dagli “Orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del
regolamento sul prospetto” emessi dall’ESMA (European Securities & Markets  Authority) in data 4 marzo 2021 (ESMA32-382-1138)
e recepiti dalla Consob con Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021.
Nella tabella, inoltre, è evidenziata la riconciliazione dell’indebitamento finanziario netto determinato secondo i citati criteri previsti
dall’ESMA con quello calcolato secondo i criteri della TIM S.p.A..
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Disponibilità liquide presso banche, istituti finanziari e postali
(a)
(456)
(732)
Altre disponibilità liquide equivalenti
(b)
(88)
Titoli diversi dalle partecipazioni
(c)
Liquidità
(d=a+b+c)
(456)
(820)
Debito finanziario corrente (inclusi gli strumenti di debito, ma esclusa la parte corrente
del debito finanziario non corrente)
(e)
4.192
1.574
Parte corrente del debito finanziario non corrente
(f)
1.120
3.435
Indebitamento finanziario corrente
(g=e+f)
5.312
5.009
Indebitamento finanziario corrente netto
(h=g-d)
4.856
4.189
Debito finanziario non corrente (esclusi la parte corrente e gli strumenti di debito)
(i)
3.278
3.350
Strumenti di debito
(j)
3.558
4.123
Debiti commerciali e altri debiti non correnti
(k)
1
1
Indebitamento finanziario non corrente
(l=i+j+k)
6.837
7.474
Totale indebitamento finanziario netto come da orientamenti ESMA 32-382-1138
(m=h+l)
11.693
11.663
Debiti commerciali e altri debiti non correnti (**)
(1)
(1)
Crediti finanziari non correnti per contratti di locazione attiva
(10)
(14)
Crediti finanziari correnti per contratti di locazione attiva
(41)
(26)
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti
(338)
(399)
Altri crediti finanziari e altre attività finanziarie non correnti
(708)
(1.043)
Sub-totale
(n)
(1.098)
(1.483)
Indebitamento finanziario netto contabile (*)
(p=m+n)
10.595
10.180
Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie
(q)
(188)
(265)
Indebitamento finanziario netto rettificato
(r=p+q)
10.407
9.915
(*) Per quanto riguarda l'incidenza delle operazioni con Parti Correlate sull'Indebitamento Finanziario Netto, si rimanda all'apposito prospetto inserito nella Nota
"Operazioni con parti correlate”.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 16
Indebitamento finanziario netto
458
Si riportano di seguito le informazioni aggiuntive al rendiconto finanziario, come richiesto dallo IAS 7:
Informazioni aggiuntive al Rendiconto Finanziario richieste dallo IAS 7
Movimenti monetari
Movimenti non monetari
(milioni di euro)
31.12.2024
Incassi e/o
Emissioni
Pagamenti e/
o Rimborsi
Differenze         
tassi di
cambio
Variazioni di
Fair Value
Altre
variazioni e
riclassifiche
31.12.2025
Debiti finanziari a medio/lungo
termine:
Obbligazioni
6.250
500
(2.375)
(13)
(34)
4.328
Debiti verso banche
1.393
28
(797)
(10)
614
Altri debiti finanziari
2.284
147
(245)
(69)
(4)
2.113
(a)
9.927
675
(3.417)
(69)
(13)
(48)
7.055
di cui quota a breve termine
3.223
897
Passività finanziarie non correnti
per contratti di locazione passiva
849
(126)
46
769
(b)
849
(126)
46
769
di cui quota a breve termine
205
213
Altre passività finanziarie a medio/
lungo termine:
Derivati di copertura relativi ad
elementi coperti classificati fra le
attività/passività non correnti di
natura finanziaria
177
56
(58)
3
178
Derivati passivi non di copertura
537
(188)
19
(7)
361
Altre passività finanziarie
1
1
(c)
715
(132)
(39)
(4)
540
di cui quota a breve termine
54
51
Debiti finanziari a breve termine:
Debiti verso banche
1.002
1.002
Altri debiti finanziari
1.574
1.616
3.190
(d)
1.574
2.618
4.192
Passività finanziarie direttamente
correlate ad Attività cessate/Attività
non correnti destinate ad essere
cedute
(e)
Totale passività finanziarie
(Indebitamento finanziario lordo)
(f=a+b+c+d+e)
13.065
675
(3.543)
(201)
(52)
2.612
12.556
Derivati  attivi di copertura relativi ad
elementi coperti classificati fra le
attività/passività non correnti e
correnti di natura finanziaria
(g)
76
(14)
(1)
5
66
Derivati attivi non di copertura
(h)
507
(184)
26
(7)
342
Totale
(i=f-g-h)
12.482
675
(3.543)
(3)
(77)
2.614
12.148
La variazione dei Debiti verso a banche a breve termine (1.002 milioni di euro) è una movimentazione monetaria imputabile alla
cessione del canone di concessione 1998.
Il valore degli interessi pagati ed incassati delle Attività in funzionamento, riportato nel Rendiconto Finanziario, considera le
movimentazioni afferenti alle operazioni in derivati CCIRS a copertura di sottostanti in divisa sia nella loro componente attiva
(incassi) sia nella componente passiva (pagamenti) senza netting delle posizioni.
(milioni di euro)
2025
2024
Interessi pagati
(829)
(1.597)
Interessi incassati
340
645
Totale netto
(489)
(952)
Al fine di considerare le componenti dei derivati CCIRS come un’unica operazione viene proposta una rappresentazione in cui i flussi
di interesse in entrata e in uscita sono esposti al netto. Tale impostazione determinerebbe i seguenti risultati:
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 16
Indebitamento finanziario netto
459
(milioni di euro)
2025
2024
Interessi pagati
(801)
(1.508)
Interessi incassati
312
556
Totale netto
(489)
(952)
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 17
Gestione dei rischi finanziari
460
NOTA 17
GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Obiettivi e politica di gestione dei rischi finanziari di TIM S.p.A.
Come riportato nella Nota “Gestione dei Rischi finanziari” del Bilancio Consolidato del Gruppo TIM, TIM S.p.A. si attiene alle Linee
Guida per la “Gestione e controllo dei rischi finanziari” definite a livello di Gruppo.
Le politiche di gestione dei rischi di TIM S.p.A. rispettano le politiche di diversificazione definite a livello di Gruppo.
La definizione della composizione ottimale della struttura dell’indebitamento tra componente a tasso fisso e componente a tasso
variabile avviene a livello di Gruppo e non a livello di singola società.
Per quanto concerne il rischio di cambio derivante dai debiti finanziari contratti da TIM S.p.A. denominati in valute diverse dall’Euro,
tale rischio risulta integralmente coperto.
Gli strumenti finanziari derivati sono designati a copertura del fair value per la gestione del rischio di cambio e di tasso di interesse
sugli strumenti denominati in valute diverse dall’Euro e per la gestione del rischio di interesse sui finanziamenti in Euro a tasso
fisso. Gli strumenti finanziari derivati sono invece designati a copertura dei flussi di cassa quando hanno l’obiettivo di
predeterminare il tasso di cambio delle transazioni future, il tasso di interesse e il prezzo delle commodities.
Tutti gli strumenti finanziari derivati sono stipulati con primarie controparti bancarie e finanziarie, il cui credit rating è oggetto di
monitoraggio costante al fine di ridurre il rischio di credito.
Si evidenzia che TIM S.p.A. nei confronti delle società controllate mantiene rapporti di conto corrente, intrattenuti nell’ambito del
servizio di tesoreria e regolati a tassi di mercato, e stipula con esse finanziamenti con durata pluriennale sempre a condizioni di
mercato.
Rischio di tasso d’interesse: analisi di sensitività
La variazione dei tassi d’interesse sulla componente variabile di debiti e liquidità può comportare maggiori o minori oneri/proventi
finanziari, mentre le variazioni del livello dei tassi d’interesse attesi influiscono sulla valutazione al fair value dei derivati di TIM
S.p.A.. In particolare:
relativamente ai derivati che trasformano in tasso fisso euro le passività contratte da TIM S.p.A. (cash flow hedging), in
applicazione dei principi contabili internazionali che regolano l’hedge accounting, la valorizzazione al fair value (mark to
market) di tali strumenti viene accantonata in apposita riserva indisponibile del Patrimonio Netto. La variazione congiunta delle
numerose variabili di mercato cui il calcolo del mark to market è soggetto tra la data di stipula delle operazioni e quella della
valutazione, rende poco significativa qualsiasi ipotesi circa l’andamento delle variabili stesse. Con l’approssimarsi della
scadenza dei contratti, gli effetti contabili descritti saranno gradualmente assorbiti fino al loro completo esaurimento;
se al 31 dicembre 2024 i tassi di interesse nei diversi mercati nei quali TIM S.p.A. opera fossero stati 100 punti base più alti/più
bassi rispetto a quanto effettivamente realizzatosi, si sarebbero registrati a livello di conto economico, maggiori/(minori) oneri
finanziari, al lordo del relativo effetto fiscale, per 40 milioni di euro (12 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Si rimanda alla Nota 2 “Principi Contabili” per il rischio potenziale generato dalla riforma dei tassi di interesse di riferimento.
Rischio commodity – Analisi di sensitività
La fluttuazione dei prezzi delle commodities energetiche espone il Gruppo TIM al rischio di subire perdite finanziarie. Tali esposizioni
sono normalmente gestite dal Gruppo mediante l’utilizzo di strumenti derivati applicati a singoli trimestri o ad anni solari. Al 31
dicembre 2025, se il prezzo dell’energia fosse stato mediamente superiore del 10%, si sarebbero registrati a livello di conto
economico maggiori oneri da approvvigionamento energetico per circa 3 milioni di euro.
Ripartizione della struttura finanziaria tra tasso fisso e tasso variabile
Relativamente alla ripartizione della struttura finanziaria tra componente a tasso fisso e componente a tasso variabile, sia per le
passività che per le attività finanziarie, si considerino le tabelle di seguito riportate. Nella strutturazione delle tabelle seguenti si è
tenuto conto del valore nominale di rimborso/impiego poiché tale grandezza risulta esprimere l’effettiva esposizione al rischio di
tasso del Gruppo e, per quanto concerne le attività finanziarie, si è tenuto conto della natura intrinseca delle operazioni considerate
(caratteristiche finanziarie e durata) piuttosto che unicamente delle condizioni contrattualmente definite. In tal senso,
un’operazione le cui caratteristiche (orizzonte temporale di breve o brevissimo periodo, frequente rinnovo) fanno sì che il tasso di
interesse sia periodicamente oggetto di rideterminazione sulla base di parametri di mercato, ancorché contrattualmente non
preveda re-fixing di tasso di interesse stesso (come nel caso dei depositi bancari e dei crediti per cessione titoli), è stata considerata
a tasso variabile.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 17
Gestione dei rischi finanziari
461
Totale Passività finanziarie (al valore nominale di rimborso)
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Tasso                         
fisso
Tasso                         
variabile
Totale
Tasso                         
fisso
Tasso                         
variabile
Totale
Obbligazioni
3.834
400
4.234
6.109
6.109
Loans ed altre passività finanziarie
3.135
499
3.634
3.529
1.253
4.782
Totale passività finanziarie non correnti
(compresa quota corrente del M/L termine)
6.969
899
7.868
9.638
1.253
10.891
Totale passività finanziarie correnti
436
3.746
4.182
226
1.343
1.569
Totale
7.405
4.645
12.050
9.864
2.596
12.460
Totale Attività finanziarie (al valore nominale di impiego)
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Tasso                         
fisso
Tasso                         
variabile
Totale
Tasso                         
fisso
Tasso                         
variabile
Totale
Cash and cash equivalents
456
456
819
819
Altri crediti
1.122
144
1.266
1.311
535
1.846
Totale
1.122
600
1.722
1.311
1.354
2.665
Relativamente agli strumenti finanziari a tasso variabile, le revisioni dei relativi parametri sono contrattualmente previste entro i
dodici mesi successivi.
Tasso di interesse effettivo
Con riferimento al tasso di interesse effettivo, per le categorie per le quali tale parametro è determinabile, si evidenzia che tale
parametro è quello riferito all’operazione originaria al netto dell’effetto di eventuali strumenti derivati di copertura. L’informativa,
essendo fornita per classi di attività e passività finanziarie, è stata determinata utilizzando come peso ai fini della ponderazione il
valore contabile rettificato del valore dei ratei, risconti e degli adeguamenti al fair value: trattasi pertanto del costo ammortizzato,
al netto di ratei e di eventuali adeguamenti al fair value per effetto dell’hedge accounting.
Totale Passività finanziarie
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Obbligazioni
4.228
4,75
6.104
4,15
Loans ed altre passività finanziarie
7.618
3,41
6.027
4,37
Totale
11.846
3,89
12.131
4,26
Totale Attività finanziarie
31.12.2025
31.12.2024
(milioni di euro)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Valore contabile
rettificato
Tasso di interesse
effettivo (%)
Cash and cash equivalents
456
1,24
819
2,30
Altri crediti
1.089
3,72
1.471
4,07
Totale
1.545
2,99
2.290
3,44
Relativamente alle attività finanziarie, si evidenzia che il tasso di interesse effettivo medio ponderato non è sostanzialmente
influenzato dalla presenza di strumenti derivati.
Per quanto concerne la gestione dei rischi di mercato con l’utilizzo degli strumenti finanziari derivati si veda la Nota “Strumenti
derivati”.
Rischio azionario
Il programma di incentivazione del personale Stock Option Plan, il cui valore economico è legato al titolo azionario di TIM, espone il
Gruppo al rischio di oscillazione del valore del titolo stesso. Nell’ottica di minimizzare tale rischio, TIM è entrata in un Total Return
Equity Swap con sottostante 140 milioni di azioni ordinarie TIM, tramite il quale viene definito il livello massimo di cash out per il
Gruppo in caso di apprezzamento del titolo e conseguente esercizio dei diritti da parte dei beneficiari.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 17
Gestione dei rischi finanziari
462
Rischio di credito
Il rischio di credito rappresenta l’esposizione di TIM a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni
assunte dalle controparti sia commerciali sia finanziarie. Al fine di misurare tale rischio nel tempo, nell’ambito dell’impairment delle
proprie attività finanziarie (crediti di natura commerciale verso clienti inclusi), l’introduzione dell’IFRS 9 ha imposto il passaggio dal
modello delle perdite sostenute (incurred loss) ai sensi dello IAS 39 al modello delle perdite attese (expected credit loss).
Tale rischio discende principalmente da fattori economico-finanziari, ovvero dalla possibilità che si verifichi una situazione di default
di una controparte, ovvero da fattori più strettamente tecnico-commerciali o amministrativi.
La massima esposizione teorica al rischio di credito per TIM è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie e dei
crediti commerciali iscritti in bilancio, escluse le garanzie attive ricevute, illustrate nella nota “Passività potenziali, altre informazioni,
impegni e garanzie”.
Il rischio afferente la componente dei crediti commerciali viene gestito con strumenti di analisi e scoring della clientela. Per alcune
tipologie di credito commerciale il Gruppo si avvale anche di strumenti di factoring che regolamentano le cessioni di credito per lo
più con clausola “pro soluto”.
Rinviando per i dettagli a quanto indicato nella nota “Crediti commerciali, vari ed altre attività correnti”, si precisa che gli
accantonamenti al fondo svalutazione crediti sono effettuati in maniera specifica sulle posizioni creditorie che presentano elementi
di rischio peculiari. Sulle posizioni creditorie che non presentano tali caratteristiche, sono invece effettuati, per il segmento di
clientela di appartenenza, accantonamenti sulla base dell’inesigibilità media stimata in funzione di indicatori statistici.
L’impairment sulle attività finanziarie diverse dai crediti commerciali viene effettuato seguendo il modello generale che rileva le
perdite attese sui crediti nei 12 mesi successivi o sull’intera vita residua in caso di peggioramento sostanziale del rischio di credito.
L’expected credit loss è calcolata tramite la default probability (probabilità che si verifichi l’evento di default) e la percentuale di
credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (loss given default).
Il modello adottato per il calcolo della expected credit loss si basa sul Bloomberg Credit Risk Model, un modello sviluppato da
Bloomberg che, partendo dal concetto di distance-to-default (“DD”) di Merton, stima la probabilità di default unitamente al
recovery rate. Contestualmente la loss given default viene definita come la componente non recuperabile dell’attività finanziaria
post default.
In particolare, la DD - basata su dati di bilancio - viene arricchita con una serie di informazioni aggiuntive per Paese
(macroeconomiche, di rischio), settore di attività e per singola società, nonché da aggiustamenti contabili finalizzati a garantire
omogeneità degli output del modello; infine, tramite una funzione non lineare della DD, si ottiene la default probability.
Al fine di migliorare la gestione del rischio credito e ridurre la pressione sul capitale circolante, con particolare riferimento alle
offerte per il mercato Consumer e Small Business che prevedono la formula del pagamento rateizzato dei prodotti, dal 2021 è
attiva la società TIMFin, risultato della joint venture societaria tra Santander Consumer Bank (SCB) e TIM.
Inoltre, sempre per quanto concerne il rischio di credito afferente alle componenti attive che concorrono alla determinazione
dell’Indebitamento finanziario netto, si evidenzia che, come da politica di Gruppo, la gestione della liquidità di TIM S.p.A. si ispira a
criteri prudenziali e si articola principalmente nella gestione di mercato monetario. A tale gestione è affidato l’investimento degli
eccessi temporanei di cassa in corso d’anno, il cui riassorbimento si prevede che avverrà entro i dodici mesi successivi.
Al fine di contenere il rischio di inadempimento delle obbligazioni assunte dalla controparte, i depositi sono stati effettuati con
primarie istituzioni bancarie e finanziarie con rating non inferiore all’investment grade ed outlook non negativo. Inoltre, i depositi
vengono solitamente effettuati per periodi inferiori a tre mesi.
Per quanto attiene il rischio di credito afferente alle componenti attive del circolante e con particolare riferimento ai crediti
commerciali, il rischio viene gestito su due piani:
la gestione operativa lungo tutta la filiera del processo, a cominciare dalle verifiche in fase di acquisizione per passare a quelle
di gestione interna verso i clienti ancora attivi e alle successive fasi di sospensione del servizio, risoluzione contrattuale e affido
ad appositi istituti specializzati nel recupero;
la gestione di specifici programmi di cartolarizzazione piuttosto che di cessioni non ricorrenti, per la massima parte di natura
pro soluto.
Rischio di liquidità
TIM S.p.A. opera per perseguire l’obiettivo di Gruppo di un adeguato livello di flessibilità finanziaria.
Le attività finanziarie correnti al 31 dicembre 2025, insieme alle linee bancarie committed non utilizzate, consentono una copertura
delle scadenze di rimborso del debito previste nei prossimi 36 mesi.
Al 31 dicembre 2025 il margine di liquidità disponibile per TIM S.p.A. è pari a 4.191 milioni di euro (4.820 milioni di euro a fine 2024).
Il 43% dell’indebitamento finanziario lordo al 31 dicembre 2025 (valori nominali di rimborso) scadrà nei dodici mesi successivi.
Di seguito sono riportati i flussi finanziari contrattuali non attualizzati del debito finanziario lordo a valori nominali di rimborso e i
flussi di interesse, determinati utilizzando le condizioni e i tassi di interesse e di cambio in essere al 31 dicembre 2025. Le quote di
capitale e d’interesse delle passività oggetto di copertura includono sia gli esborsi sia gli incassi dei relativi strumenti derivati di
copertura.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 17
Gestione dei rischi finanziari
463
Passività finanziarie - Analisi per scadenza degli esborsi contrattualmente previsti
con scadenza entro il 31.12 dell’anno:
(milioni di euro)
2026
2027
2028
2029
2030
Oltre
2030
Totale
Prestiti obbligazionari
Quota capitale
678
742
1.375
499
500
440
4.234
Quota interessi
194
169
130
49
41
578
1.161
Loans ed altre passività finanziarie(*)
Quota capitale
80
540
6
211
24
1.827
2.688
Quota interessi
156
171
148
139
133
669
1.416
Passività finanziarie per locazioni passive
Quota capitale
201
132
128
118
77
101
757
Quota interessi
24
19
14
10
6
14
87
Passività finanziarie non correnti(*)
Quota capitale
959
1.414
1.509
828
601
2.368
7.679
Quota interessi
374
359
292
198
180
1.261
2.664
Passività finanziarie correnti(**)
Quota capitale
4.182
4.182
Quota interessi
63
63
Totale
Quota capitale
5.141
1.414
1.509
828
601
2.368
11.861
Quota interessi
437
359
292
198
180
1.261
2.727
(*) Comprendono gli strumenti derivati di copertura, ma escludono gli strumenti derivati non di copertura a gestione accentrata.
(**) Esclusi gli strumenti derivati non di copertura a gestione accentrata.
Strumenti derivati su passività finanziarie - Tabella dei flussi di interesse contrattualmente previsti
con scadenza entro il 31.12 dell’anno:
(milioni di euro)
2026
2027
2028
2029
2030
Oltre
2030
Totale
Esborsi
43
46
43
42
39
150
363
Incassi
(37)
(28)
(27)
(25)
(24)
(72)
(213)
Derivati di copertura - esborsi (incassi) netti
6
18
16
17
15
78
150
Esborsi
8
8
8
24
Incassi
Derivati non di copertura - esborsi (incassi)
netti
8
8
8
24
Totale esborsi (incassi) netti
14
26
24
17
15
78
174
Al fine di individuare nella Capogruppo l’unica controparte del sistema bancario, tutte le operazioni in derivati del Gruppo, ad
eccezione di quelle relative a una controparte bancaria, sono state accentrate in capo a TIM S.p.A.. Tale accentramento ha
comportato per il Bilancio di TIM S.p.A. la presenza, per ogni operazione accentrata, di due derivati non di copertura (l’uno verso la
banca e l’altro di importo uguale e contrario verso la società del Gruppo), mentre la relazione di copertura rimane in capo alla
controllata ed al Gruppo.
I flussi relativi ai derivati non di copertura oggetto di gestione accentrata sono stati quindi esclusi sia dall’analisi per scadenza degli
esborsi contrattualmente previsti per le passività finanziarie sia dall’analisi per scadenza dei flussi di interesse contrattualmente
previsti per gli strumenti finanziari derivati, in quanto, essendo posizioni nettate tra loro, non sono significativi per l’analisi del
rischio liquidità.
Valore di mercato degli strumenti derivati
Al fine di determinare il valore di mercato degli strumenti derivati, il Gruppo TIM utilizza vari modelli di valutazione. Il calcolo del
mark to market avviene attraverso l’attualizzazione a tassi e cambi di mercato correnti dei futuri flussi contrattuali di interesse e
nozionale.
Il valore nozionale degli IRS non rappresenta l’ammontare scambiato tra le parti e pertanto non costituisce una misura
dell’esposizione al rischio di credito, che è invece limitata al valore del differenziale dei tassi di interesse a pagare/ricevere. Il valore
di mercato dei CCIRS dipende invece anche dal differenziale tra il tasso di cambio di riferimento alla data di stipulazione ed il tasso
di cambio alla data della valutazione, dal momento che i CCIRS implicano lo scambio degli interessi e del capitale di riferimento,
nelle rispettive divise di denominazione.
Il valore di mercato degli Energy Swaps viene definito come differenziale tra il livello Prezzo Unico Nazionale (PUN) fissato nel
derivato ed il tasso atteso alla data di valutazione.
Le opzioni sono valutate secondo i modelli Black & Scholes o Binomiale ed implicano l’utilizzo di diversi fattori di valutazione, tra i
quali: l’orizzonte temporale di vita dell’opzione, il tasso di rendimento privo di rischio, il prezzo corrente, la volatilità e gli eventuali
flussi di cassa (es. dividendo) dello strumento finanziario sottostante, ed il prezzo di esercizio.
Il Total Return Equity Swap viene calcolato come somma delle seguenti componenti valutative: a) equity, data dal differenziale tra
prezzo di mercato dell’azione ordinaria TIM e prezzo iniziale di riferimento definito alla partenza della copertura; b) interessi, data
dall’interesse di volta in volta maturato da corrispondere alla banca.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 18
Strumenti derivati
464
NOTA 18
STRUMENTI DERIVATI
Gli strumenti derivati perfezionati da TIM S.p.A. sono volti a fronteggiare l’esposizione al rischio di cambio, la variazione del prezzo
delle commodity e di tasso di interesse e ad una diversificazione dei parametri di indebitamento, che ne permetta una riduzione del
costo e della volatilità entro prefissati limiti gestionali.
Le operazioni con prodotti derivati in essere al 31 dicembre 2025 sono legate principalmente alla gestione dell’indebitamento e
dell’approvvigionamento energetico, come IRS di tasso per ricondurre al profilo di rischio ritenuto più opportuno i prestiti bancari e
obbligazionari a tasso fisso, Energy Swap per fissare il prezzo degli acquisti di energia, CCIRS, currency forwards per convertire
finanziamenti/crediti contratti in valute diverse nella divisa di riferimento.
Le operazioni IRS prevedono, a scadenze determinate, lo scambio con le controparti di flussi di interesse, calcolati su un valore
nozionale di riferimento, ai tassi fissi o variabili concordati.
Ciò vale anche per i CCIRS, che possono prevedere, oltre alla liquidazione dei flussi di interesse periodici, lo scambio dei capitali di
riferimento, nelle rispettive divise di denominazione, a scadenza ed eventualmente a pronti.
Nello svolgimento della funzione di Tesoreria del Gruppo e col fine di accentrare su un’unica entità (i.e. TIM S.p.A.) tutta
l’esposizione verso le controparti bancarie, TIM detiene contratti derivati non di copertura stipulati con banche e speculari contratti
derivati intercompany con le società Telecom Italia Capital S.A. e Telecom Italia Finance S.A. per un valore nozionale pari a 2.681
milioni di euro. Il saldo delle valorizzazioni attive e passive dei contratti in oggetto è pari a zero.
Coperture: relazione economica tra sottostante e derivati
Le relazioni di copertura documentate in hedge accounting in TIM S.p.A. appartengono a quattro categorie: i) coperture del fair
value delle emissioni obbligazionarie denominate in Euro, ii) coperture dei cash flow rivenienti dal flusso di interessi variabili su
finanziamenti intercompany denominati in Euro, iii) coperture dei cash flow rivenienti dal flusso di interessi variabili su
finanziamenti intercompany denominati in valuta, iv) copertura della variabilità del prezzo di acquisto dell’energia.
Nel Fair Value hedge, il rischio è rappresentato dalla variabilità del fair value della passività finanziaria sottostante dovuta ai tassi di
interesse di mercato; il derivato trasforma il tasso cedolare da fisso a variabile e le sue variazioni di fair value compensano le
variazioni di valore della passività.
Nel Cash Flow di finanziamenti in Euro, il rischio coperto è rappresentato dalla variabilità dei cash flow a fronte dell’andamento dei
tassi di interesse Euro di mercato. La copertura è effettuata mediante IRS che permettono di incassare un flusso variabile di
interessi a fronte del pagamento di un flusso di interessi a tasso fisso. Il valore attuale di sottostante e derivati dipende dalla
struttura dei tassi di interesse Euro di mercato. Le oscillazioni dei tassi generano un impatto sul valore nominale del flusso di
interesse variabile del finanziamento (solo parzialmente corretto dall’effetto discounting); sul derivato si osservano variazioni dei
discount factor del flusso passivo di interesse fisso e variazioni del flusso nominale di interesse variabile attivo (solo parzialmente
corrette dall’effetto discounting). Gli effetti indotti sul derivato hanno segno contabile unico e contrario a quelli sul sottostante.
Nel Cash Flow di finanziamenti in valuta, il rischio coperto è la variabilità dei cash flow (compreso il nominale di rimborso) indotta
dal tasso di cambio oltre che dai tassi di interesse di mercato in valuta; la copertura è costituita da derivati IRS e CCIRS che
trasformano in tasso fisso Euro il tasso variabile in valuta. In tale fattispecie, le oscillazioni del tasso di cambio (oltre a quelle dei
tassi di interesse in valuta) producono effetti fisiologicamente contrari sul sottostante e sul derivato in quanto la leg attiva di
quest’ultimo riflette fedelmente il sottostante, mentre la leg passiva è denominata in Euro e perciò insensibile al tasso di cambio
(ed ai tassi di interesse in valuta). Gli impatti provocati invece dai tassi di interesse Euro sulla leg passiva del derivato sono limitati al
solo discounting.
Nel Cash Flow di acquisti di energia, la copertura è costituita da IRS che consentono di trasformare il prezzo variabile di acquisto
PUN in prezzo fisso, annullando completamente gli effetti della volatilità del PUN stesso. In questa casistica, la compensazione
contabile prodotta dagli effetti efficaci della copertura avviene sugli stessi conti economici operativi sui quali si registra la variabilità
dei flussi sottostanti; pertanto, non si registrano effetti finanziari al netto di eventuale inefficacia.
Coperture: determinazione dell'hedge ratio
Le tipologie di copertura implementate dal Gruppo richiedono l’adozione di un hedge ratio pari a 1:1 in quanto le tipologie di rischio
coperto (tasso di interesse, tasso di cambio e prezzo dell'energia) sono tali da generare effetti economici negli strumenti
sottostanti compensabili solo tramite altrettante quantità nozionali di strumenti derivati.
Coperture: fonti potenziali di inefficacia
La contrattualizzazione degli strumenti derivati a copertura dei rischi finanziari avviene a condizioni di mercato ed ha l’obiettivo di
neutralizzare completamente gli effetti da essi prodotti.
Tuttavia, nella pratica può succedere che le coperture, benché finanziariamente perfette, non riescano a garantire anche una
efficacia contabile assoluta a causa della molteplicità di controparti bancarie coinvolte, delle peculiarità di alcuni derivati
riconducibili, ad esempio, a fixing e/o indicizzazione dei parametri variabili, della possibile imperfetta coincidenza tra critical terms.
Nella prima tabella sono riportate le consistenze complessive degli strumenti finanziari derivati di TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025 e
2024; in ottemperanza al principio IFRS 7, si rappresentano gli importi nozionali di tutti gli strumenti derivati coinvolti nelle
coperture.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 18
Strumenti derivati
465
Nelle tabelle successive gli strumenti finanziari derivati sono suddivisi per tipologia di rischio per ogni tipo di copertura, separando
attività e passività finanziarie. Per i CCIRS l’importo nozionale si riferisce al controvalore Euro contrattuale, per gli IRS in valuta
diversa dall’Euro, al controvalore al tasso di cambio di mercato.
Tipologia
Rischio coperto
Nozionale al
31.12.2025
(milioni di euro)
Nozionale al
31.12.2024
(milioni di euro)
Mark to Market
Spot (*) (Clean
Price) al 31.12.2025
(milioni di euro)
Mark to Market
Spot (*) (Clean
Price) al 31.12.2024
(milioni di euro)
Interest Rate Swaps
Rischio tasso di interesse
400
1
Cross Currency and Interest Rate
Swaps
Rischio tasso di interesse e rischio di
cambio
Totale derivati in Fair Value Hedge
400
1
Interest Rate Swaps
Rischio tasso di interesse
959
959
(99)
(143)
Cross Currency and Interest Rate
Swaps
Rischio tasso di interesse e rischio di
cambio
599
599
(74)
(17)
Energy swaps
Rischio prezzo energia
52
(2)
Totale derivati in Cash Flow Hedge
1.610
1.558
(175)
(160)
Totale derivati Non in Hedge Accounting
168
100
(16)
(27)
Totale derivati TIM
2.178
1.658
(190)
(187)
(*) Il Mark to Market Spot riportato in tabella rappresenta la valutazione di mercato del derivato al netto della quota maturata del flusso in corso.
Coperture in Fair Value Hedge
(milioni di euro)
Voce contabile
Valore
nozionale
Valore
contabile
Variazione fair
value anno
Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria -
Attività correnti / non correnti
a)
400
1
1
Attività
1
Passività
Cross Currency and Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria -
Attività correnti / non correnti
b)
Attività
Passività
Strumenti derivati (spot value)
a)+b)
400
1
1
Ratei
1
Strumenti derivati (gross value)
2
Strumenti sottostanti (1)
Obbligazioni - Passività correnti / non correnti
(404)
di cui adeguamento al fair value
Adeguamento al fair value per effetto delle
operazioni in fair value hedge e valutazioni al
costo ammortizzato
c)
(1)
(1)
Inefficacia
a)+b)+c)
Adeguamento al fair value per coperture
chiuse anticipatamente (2)
(9)
(1) Comprende il valore di costo ammortizzato delle obbligazioni attualmente coperte maggiorato dell’adeguamento al fair value.
(2) Riferito ad obbligazioni non più coperte, quindi non rappresentate in tabella.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 18
Strumenti derivati
466
Coperture in Cash Flow Hedge
(milioni di euro)
Voce contabile
Valore
nozionale
Valore
contabile
Variazione
fair value
Variazione
fair value
cumulata
Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria -
Attività correnti / non correnti
a)
959
(99)
44
Attività
Passività
(99)
44
Cross Currency and Interest Rate Swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria -
Attività correnti / non correnti
b)
599
(74)
(57)
Attività
(7)
(52)
Passività
(67)
(5)
Energy swaps
Derivati di copertura relativi ad elementi
coperti classificati fra le attività/passività
correnti (non correnti) di natura finanziaria -
Attività correnti / non correnti
c)
52
(2)
(2)
Attività
Passività
(2)
(2)
Strumenti derivati (spot value)
a)+b)+c)
1.610
(175)
(15)
Ratei
60
Strumenti derivati (gross value)
(115)
di cui utili e perdite a riserva di
patrimonio netto
62
Determinazione inefficacia
Variazione strumenti derivati
d)
(202)
Strumenti sottostanti (4)
e)
199
Inefficacia (5)
Adeguamento positivo al Fair Value di
strumenti finanziari derivati - non di
copertura
(4)
Riserva Patrimonio Netto
Saldo riserva di patrimonio netto
(152)
di cui dovuto a fair value di coperture
concluse anticipatamente
7
Riclassifica a P&L
Reversal negativo della riserva per
adeguamento al fair value di derivati di
copertura (cash flow hedge)
(2)
(4) Derivati ipotetici impiegati nelle misurazioni di efficacia delle coperture in cash flow hedge.
(5) Il dato di inefficacia, per sua natura e calcolo, non necessariamente coincide con la differenza delle variazioni cumulate di fair value derivati e sottostante; non
considera l’effetto dovuto all’applicazione del CVA/DVA.
Le operazioni oggetto di copertura in Cash Flow Hedge genereranno flussi finanziari e produrranno gli effetti economici di
competenza sul conto economico nei periodi indicati nella tabella sottostante:
Valuta di denominazione
Nozionale in valuta di
denominazione
(milioni)
Inizio
periodo
Fine
periodo
Tasso applicato
Periodo di
interesse
Nozionale in Euro
copertura
(milioni)
Tasso Euro
copertura
JPY
20.000
gen-26
ott-29
(a)JPY Libor 6m + 0,94625%
Semestrale
174
6,940%
USD
500
gen-26
nov-33
USD Libor 3m + 0.756%(a)
Trimestrale
425
5,978%
EURO
391
gen-26
set-34
Euribor 6m + 0,8787%
Semestrale
391
4,340%
EURO
394
gen-26
lug-36
Euribor 6m + 1,45969%
Semestrale
394
5,883%
(a) In seguito alla riforma dei tassi interbancari (IBOR, Interbank Offered Rate), i parametri di tasso variabile sono stati sostituiti rispettivamente dal tasso Tonar JPY
(1/1/2022) e dal tasso Sofr USD (30/6/2023) secondo le prescrizioni delle clausole di fallback pubblicate dall’ISDA.
La metodologia prescelta per effettuare il test di efficacia retrospettiva e prospettica, per tutte le coperture in Hedge Accounting, è
il Volatility Risk Reduction (VRR) Test. Tale test valuta il rapporto tra il rischio del portafoglio (dove per portafoglio si intende il
derivato e l’elemento coperto) ed il rischio dell’elemento coperto preso singolarmente. In sintesi, il rischio del portafoglio deve
essere significativamente inferiore al rischio dell’elemento coperto.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 19
Informazioni integrative su strumenti finanziari
467
NOTA 19
INFORMAZIONI INTEGRATIVE SU STRUMENTI FINANZIARI
Valutazione al fair value
Ai fini dell’informazione di comparazione tra valori contabili e fair value degli strumenti finanziari, richiesta dall’IFRS 7, si evidenzia
che la maggior parte delle passività finanziarie non correnti di TIM è costituita da prestiti obbligazionari, il cui fair value è
direttamente osservabile sui mercati finanziari, in quanto trattasi di strumenti finanziari che per dimensione e diffusione tra gli
investitori sono comunemente scambiati sui mercati di riferimento (si veda la Nota 15 “Passività finanziarie non correnti e
correnti”). Per quanto concerne, invece, le altre tipologie di finanziamento sono state fatte le seguenti assunzioni ai fini della
determinazione del fair value:
per i finanziamenti a tasso variabile è stato assunto il valore nominale di rimborso;
per i finanziamenti a tasso fisso è stato assunto il valore attuale dei flussi futuri ai tassi di mercato del 31 dicembre 2025.
Infine, per la maggior parte delle attività finanziarie il valore di carico delle stesse rappresenta una ragionevole approssimazione del
loro fair value in quanto trattasi di impieghi finanziari a breve termine e ad alta liquidità.
Le valutazioni al fair value degli strumenti finanziari di TIM, sono state classificate nei 3 livelli previsti da IFRS 7. In particolare, la
scala gerarchica del fair value è composta dai seguenti livelli:
Livello 1: corrisponde a prezzi quotati su mercati attivi;
Livello 2: corrisponde a prezzi calcolati attraverso elementi desunti da dati di mercato osservabili;
Livello 3: corrisponde a prezzi calcolati attraverso altri elementi differenti dai dati di mercato osservabili.
Nelle tabelle che seguono sono riportate, per le attività e le passività al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 e in base alle
categorie previste dall’IFRS 9, le informazioni integrative su strumenti finanziari richieste dall’IFRS 7 e i prospetti degli utili e delle
perdite.
Legenda Categorie IFRS 9
Acronimo
Attività finanziarie valutate a:
Costo ammortizzato
Amortized Cost
AC
Fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico
complessivo
Fair Value Through Other Comprehensive Income
FVTOCI
Fair value attraverso il conto economico separato
Fair Value Through Profit and Loss
FVTPL
Passività finanziarie valutate a:
Costo ammortizzato
Amortized Cost
AC
Fair value attraverso il conto economico separato
Fair Value Through Profit and Loss
FVTPL
Derivati di copertura
Hedge Derivatives
HD
Non applicabile
Not applicable
n.a.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 19
Informazioni integrative su strumenti finanziari
468
Valore di bilancio e livello gerarchico di fair value per ciascuna categoria/classe di attività/passività
finanziaria e confronto con il relativo fair value al 31.12.2025
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia di fair
value
  (milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2025
Costo
ammortizzato
Fair Value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo
IFRS 16
Fair Value
al
31.12.2025
ATTIVITÀ’
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
AC
3.360
3.360
3.360
        Attività non correnti
Crediti verso il personale
8)
8
8
Altri crediti finanziari
8)
700
700
Crediti vari verso altri (non
correnti)
9)
7
7
        Attività correnti
Crediti verso il personale
8)
2
2
Altri crediti finanziari a breve
8)
336
336
Cassa e altre disponibilità liquide
equivalenti
8)
456
456
Crediti commerciali
12)
1.709
1.709
Crediti vari verso altri (correnti)
12)
105
105
Contract assets
12)
37
37
Attivita' finanziarie valutate al fair
value rilevato nelle altre
componenti di conto economico
complessivo
FVTOCI
13
13
13
13
        Attività non correnti
Altre partecipazioni
7)
13
13
13
Titoli diversi dalle partecipazioni
8)
        Attività correnti
Crediti commerciali
12)
Titoli diversi dalle partecipazioni
8)
Attività finanziarie valutate al fair
value rilevato attraverso il conto
economico separato
FVTPL
342
342
342
342
        Attività non correnti
Derivati non di copertura
8)
305
305
305
        Attività correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
8)
Derivati non di copertura
8)
37
37
37
Derivati di copertura
HD
66
64
2
66
66
        Attività non correnti
Derivati di copertura
8)
62
61
1
62
        Attività correnti
Derivati di copertura
8)
4
3
1
4
Crediti finanziari per contratti di
locazione attiva
n.a.
51
51
51
        Attività non correnti
8)
10
10
        Attività correnti
8)
41
41
Totale
3.832
3.360
77
344
408
13
51
3.832
Gli strumenti finanziari appartenenti al livello di gerarchia 3 del fair value sono rappresentati dalle seguenti Altre partecipazioni
iscritte tra le Attività non correnti per le quali non sono disponibili prezzi osservabili direttamente o indirettamente sul mercato:
Banca UBAE, Istituto Europeo di Oncologia, Istituto Enciclopedia Italiana G. Treccani e altre minori. La valutazione di dette
partecipazioni è stata effettuata sulla base di una analisi, ritenuta attendibile, degli elementi patrimoniali rilevanti.
Nel corso del 2025 la valutazione degli strumenti finanziari appartenenti al livello di gerarchia 3 del fair value ha comportato
complessivamente una svalutazione pari a 586 migliaia di euro, registrata nelle altre componenti del conto economico
complessivo.
Si evidenzia che gli utili/(perdite) derivanti dall'adeguamento al fair value delle attività finanziarie sono stati iscritti nell’ambito della
Riserva per attività finanziarie valutate al fair value rilevata nelle altre componenti di conto economico complessivo.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 19
Informazioni integrative su strumenti finanziari
469
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia
di fair value
  (milioni di euro  )
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2025
Costo
ammortizzato
Fair value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo
IFRS 16
Fair Value
al
31.12.2025
PASSIVITA'
Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
AC/HD
15.005
15.005
15.335
        Passivita' non correnti
Debiti finanziari non correnti e
altre passività
15)
6.159
6.159
        Passività correnti
Debiti finanziari correnti e altre
passività
15)
5.061
5.061
Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
23)
3.692
3.692
Contract liabilities
23)
93
93
Passività finanziarie valutate al fair
value attraverso il conto economico
separato
FVTPL
361
361
361
361
        Passività non correnti
Derivati non di copertura
15)
321
321
321
        Passività correnti
Derivati non di copertura
15)
40
40
40
Derivati di copertura
HD
178
178
178
178
        Passività non correnti
Derivati di copertura
15)
167
167
167
        Passività correnti
Derivati di copertura
15)
11
11
11
Passività per contratti di locazione
passiva
n.a.
797
797
788
        Passività non correnti
15)
556
556
        Passività correnti
15)
241
241
Totale
16.341
15.005
178
361
539
797
16.662
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 19
Informazioni integrative su strumenti finanziari
470
Valore di bilancio e livello gerarchico di fair value per ciascuna categoria/classe di attività/passività
finanziaria e confronto con il relativo fair value al 31.12.2024
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia di fair
value
  (milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2024
Costo
ammortizzato
Fair Value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo
IFRS 16
Fair Value
al
31.12.2024
ATTIVITÀ’
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
AC
3.913
3.913
3.913
        Attività non correnti
Crediti verso il personale
8)
9
9
Altri crediti finanziari
8)
1.034
1.034
Crediti vari verso altri (non
correnti)
9)
6
6
        Attività correnti
Crediti verso il personale
8)
3
3
Altri crediti finanziari a breve
8)
396
396
Cassa e altre disponibilitò liquide
equivalenti
8)
820
820
Crediti commerciali
12)
1.555
1.555
Crediti vari verso altri (correnti)
12)
66
66
Contract assets
12)
24
24
Attivita' finanziarie valutate al fair
value rilevato nelle altre
componenti di conto economico
complessivo
FVTOCI
44
44
32
12
44
        Attività non correnti
Altre partecipazioni
7)
44
44
32
12
Titoli diversi dalle partecipazioni
8)
        Attività correnti
Crediti commerciali
12)
Titoli diversi dalle partecipazioni
8)
Attività finanziarie valutate al fair
value rilevato attraverso il conto
economico separato
FVTPL
507
507
507
507
        Attività non correnti
Derivati non di copertura
8)
464
464
464
        Attività correnti
Titoli diversi dalle partecipazioni
8)
Derivati non di copertura
8)
43
43
43
Derivati di copertura
HD
76
76
76
76
        Attività non correnti
Derivati di copertura
8)
72
72
72
        Attività correnti
Derivati di copertura
8)
4
4
4
Crediti finanziari per contratti di
locazione attiva
n.a.
40
40
40
        Attività non correnti
8)
14
14
        Attività correnti
8)
26
26
Totale
4.580
3.913
120
507
615
12
40
4.580
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 19
Informazioni integrative su strumenti finanziari
471
Valori rilevati in bilancio
Livelli di gerarchia
di fair value
  (milioni di euro  )
Categorie
IFRS 9
note
Valore di
bilancio al
31.12.2024
Costo
ammortizzato
Fair value
rilevato a
conto
economico
complessivo
Fair Value
rilevato a
conto
economico
separato
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valori
rilevati in
bilancio
secondo
IFRS 16
Fair Value
al
31.12.2024
PASSIVITA'
Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
AC/HD
15.031
15.031
15.275
        Passivita' non correnti
Debiti finanziari non correnti
14)
6.705
6.705
        Passività correnti
Debiti finanziari correnti
14)
4.771
4.771
Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
22)
3.456
3.456
Contract liabilities
22)
99
99
Passività finanziarie valutate al fair
value attraverso il conto economico
separato
FVTPL
537
537
537
537
        Passività non correnti
Derivati non di copertura
14)
490
490
490
        Passività correnti
Derivati non di copertura
14)
47
47
47
Derivati di copertura
HD
177
177
177
177
        Passività non correnti
Derivati di copertura
14)
170
170
170
        Passività correnti
Derivati di copertura
14)
7
7
7
Passività per contratti di locazione
passiva
n.a.
875
875
869
        Passività non correnti
14)
644
644
        Passività correnti
14)
231
231
Totale
16.620
15.031
177
537
714
875
16.858
Utili e perdite per categorie IFRS 9 – esercizio 2025
(milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
Utili/(perdite)
nette 2025
di cui da
interessi
Attività valutate al costo ammortizzato
AC
(89)
64
Attività e passività valutate al fair value rilevato a conto economico separato
FVTPL
(7)
Attività e passività al fair value rilevato a conto economico complessivo
FVTOCI
30
Passività al costo ammortizzato
AC
(493)
(470)
Totale
(559)
(406)
Utili e perdite per categorie IFRS 9 – esercizio 2024
(milioni di euro)
Categorie
IFRS 9
Utili/(perdite)
nette 2024
di cui da
interessi
Attività valutate al costo ammortizzato
AC
16
174
Attività e passività valutate al fair value rilevato a conto economico separato
FVTPL
(94)
Attività e passività al fair value rilevato a conto economico complessivo
FVTOCI
2
Passività al costo ammortizzato
AC
(932)
(1.070)
Totale
(1.008)
(896)
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 20
Fondi relativi al personale
472
NOTA 20
FONDI RELATIVI AL PERSONALE
Diminuiscono rispetto al 31 dicembre 2024 di 4 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2023
Discontinued
operations
Incrementi/
Attualizz.
Decrementi
31.12.2024
Fondo Trattamento di Fine Rapporto
472
(304)
3
(8)
163
Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale
1
(1)
Totale
473
(304)
3
(9)
163
di cui:
quota non corrente
472
163
quota corrente (*)
1
(*) La quota corrente è riferibile ai Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale.
(milioni di euro)
31.12.2024
Incrementi/
Attualizz.
Decrementi
31.12.2025
Fondo Trattamento di Fine Rapporto
163
2
(6)
159
Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale
Totale
163
2
(6)
159
di cui:
quota non corrente
163
159
quota corrente (*)
(*) La quota corrente è riferibile ai Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale.
Il Fondo Trattamento di Fine Rapporto (T.F.R.) diminuisce di 4 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024. I decrementi di 6
milioni di euro si riferiscono agli utilizzi dell'esercizio per liquidazione al personale cessato e per anticipazioni.
La voce "Incrementi / Attualizzazione" pari a 2 milioni di euro è così composta:
(milioni di euro)
2025
2024
Effetto (positivo)/negativo del c.d. curtailment
Oneri finanziari
5
5
(Utili) perdite attuariali nette rilevate nell’esercizio
(3)
(2)
Totale (proventi) oneri
2
3
Rendimento effettivo delle attività a servizio del piano
non sono presenti attività al servizio del piano
Gli utili attuariali netti registrati al 31 dicembre 2025 sono pari a 3 milioni di euro (utili attuariali netti per 2 milioni di euro nel 2024) e
sono essenzialmente connessi sia al turn over del personale sia alle variazioni dei parametri tecnico-economici: il tasso di inflazione
è rimasto invariato al 2,00%, mentre il tasso di attualizzazione è aumentato, passando dal 3,18% utilizzato al 31 dicembre 2024 al
3,37% del 31 dicembre 2025.
Secondo quanto previsto dalla normativa nazionale, l’importo spettante a ciascun dipendente matura in funzione del servizio
prestato ed è erogato allorché il dipendente lascia la Società. Il trattamento dovuto alla cessazione del rapporto di lavoro è
calcolato in base alla sua durata ed alla retribuzione imponibile di ciascun dipendente. La passività, annualmente rivalutata in
ragione dell’indice ufficiale del costo della vita e degli interessi di legge, non è associata ad alcuna condizione o periodo di
maturazione, né ad alcun obbligo di provvista finanziaria; non esistono, pertanto, attività al servizio del fondo. La stessa è iscritta al
netto delle anticipazioni parziali del fondo e delle liquidazioni delle quote ottenute dai dipendenti per i motivi previsti dalle
normative vigenti.
Ai sensi dello IAS 19 il fondo è stato contabilizzato come “Piano a prestazione definita”, per le quote maturate fino al 31 dicembre
2025.
In base alla disciplina introdotta dal D.Lgs. n.252/2005 e dalla Legge n.296/2006 (Finanziaria 2007), le quote maturate dal 2008
sono destinate o al Fondo Tesoreria INPS o alle forme di previdenza complementare e assumono la natura di “Piano a contribuzioni
definite”. Restano comunque contabilizzate a T.F.R. le rivalutazioni del fondo al 31 dicembre 2006 effettuate in ragione dell’indice
ufficiale del costo della vita e degli interessi di legge.
In applicazione dello IAS 19, il T.F.R. è stato elaborato secondo la metodologia denominata Projected Unit Credit Method:
sono state proiettate, in base a una serie di ipotesi finanziarie (incremento del costo della vita, tasso d’interesse, incremento
retributivo, ecc.), le possibili future prestazioni che potrebbero essere erogate a favore di ciascun dipendente iscritto al
programma nel caso di pensionamento, decesso, invalidità, dimissioni, ecc.;
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 20
Fondi relativi al personale
473
è stato calcolato il valore attuale medio delle future prestazioni alla data della valutazione, sulla base del tasso annuo di
interesse adottato e della probabilità che ciascuna prestazione ha di essere effettivamente erogata;
è stata definita la passività, in misura pari al valore attuale medio delle future prestazioni che sarà generato dal fondo
esistente alla data della valutazione, senza considerare alcun futuro accantonamento.
Nel dettaglio, le ipotesi adottate sono state le seguenti:
IPOTESI ECONOMICHE
Dirigenti
Non Dirigenti
Tasso di inflazione
2,00% annuo
2,00% annuo
Tasso di attualizzazione
3,37% annuo
3,37% annuo
Tasso annuo di incremento TFR
3,0% annuo
3,0% annuo
IPOTESI DEMOGRAFICHE
Dirigenti
Non Dirigenti
Probabilità di decesso
ISTAT 2022
ISTAT 2022
Probabilità di invalidità
Tavole INPS distinte per età e
sesso
Tavole INPS distinte per età e
sesso
Probabilità di dimissioni:
sino al raggiungimento dei 40 anni di età
2,00%
1,00%
Dai 41 ai 50 anni di età
2,00%
0,50%
Dai 51 ai 59 anni di età
1,00%
0,50%
Dai 60 ai 64 anni di età
nulla
0,50%
Dai 65 anni di età in poi
nulla
nulla
Probabilità di pensionamento
100% al raggiungimento dei requisiti AGO
Probabilità di ricevere all’inizio dell’anno una anticipazione della riserva di T.F.R. accantonata
pari al 70%
1,5%
in ciascun anno
1,5%
in ciascun anno
L’applicazione delle ipotesi sopra descritte ha determinato una passività per T.F.R. al 31 dicembre 2025 di 159 milioni di euro (163
milioni di euro al 31 dicembre 2024).
È di seguito riportata l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale rilevante per la determinazione dell’ammontare della
passività di fine esercizio; la stessa mostra gli effetti delle variazioni delle ipotesi attuariali ragionevolmente possibili a tale data
espressi in termini assoluti. La durata finanziaria media dell'obbligazione è pari a 7,4 anni.
VARIAZIONE DELLE IPOTESI
Importi
(milioni di euro)
Tasso di turnover:
+ 0,5 p.p.
-
-  0,5 p.p.
-
Tasso annuo di inflazione:
+ 0,5 p.p.
4
-  0,5 p.p.
(4)
Tasso annuo di attualizzazione:
+ 0,5 p.p.
(5)
-  0,5 p.p.
5
I Fondi per esodi agevolati e ristrutturazione aziendale accantonati nel 2025 sono stati completamente utilizzati nell'esercizio
2025 per effetto delle uscite di personale.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 21
Fondi per rischi ed oneri
474
NOTA 21
FONDI PER RISCHI E ONERI
Aumentano, rispetto al 31 dicembre 2024, di 60 milioni di euro e presentano la seguente composizione e variazione:
(milioni di euro)
31.12.2024
Incrementi
Utilizzo a conto
economico
Utilizzo diretto
Altri movimenti
31.12.2025
Fondo imposte e rischi fiscali
1
1
2
Fondo per oneri di ripristino
71
44
(2)
4
117
Fondo vertenze legali
345
63
(52)
37
393
Fondo rischi commerciali
152
9
(16)
(7)
(27)
111
Fondo per rischi e oneri su partecipazioni e
operazioni societarie
26
26
Altri fondi rischi e oneri
7
5
12
Totale
601
122
(16)
(61)
15
661
di cui:
quota non corrente
199
191
quota corrente
402
470
La quota non corrente dei fondi per rischi e oneri si riferisce principalmente al fondo per oneri di ripristino e a una parte del fondo
vertenze legali e del fondo rischi commerciali. In particolare, conformemente ai principi contabili, l’ammontare complessivo del
fondo per oneri di ripristino viene definito rivalutando gli importi per i quali è previsto un probabile esborso, sulla base dei tassi di
inflazione stimati nelle singole scadenze, e successivamente attualizzato alla data del bilancio sulla base del costo medio del
debito, tenuto conto delle previsioni di uscita di cassa.
Il fondo imposte e rischi fiscali, che era pari a 480 migliaia di euro al 31 dicembre 2024, risulta pari a 2 milioni di euro al 31
dicembre 2025. 
Il fondo per oneri di ripristino si riferisce agli accantonamenti dei costi previsti per il ripristino degli immobili in locazione e dei siti
utilizzati nell’ambito della telefonia mobile. L'incremento del 2025 è collegato ai progetti descritti alla Nota "Attività
materiali" (Voce impianti e macchinari), connessi all'estensione della copertura delle reti 5G nelle aree a bassa densità e per i quali
sono stati siglati accordi con fornitori di apparati di rete e con altri operatori TLC, al fine di procedere con un sostanziale
rinnovamento tecnologico. Si è pertanto proceduto ad incrementare il fondo oneri di ripristino per un importo di circa 41 milioni di
euro relativo ai siti che dovranno essere rilasciati ed apparati ivi installati che dovranno essere smontati.
Il fondo vertenze legali aumenta di 48 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, a seguito degli utilizzi solo parzialmente
compensati dagli accantonamenti e altri movimenti effettuati nell'esercizio, tra cui la riclassifica da fondi rischi commerciali per la
trasformazione in contenzioso legale di talune contestazioni. Il fondo comprende gli stanziamenti a fronte di vertenze con il
personale (77 milioni di euro) e con i terzi (316 milioni di euro).
Il fondo rischi commerciali diminuisce di 41 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, in relazione ai rilasci di fondi e altri
movimenti effettuati nell'esercizio, solo parzialmente compensati dagli accantonamenti.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 22
Debiti vari e altre passività non correnti
475
NOTA 22
DEBITI VARI E ALTRE PASSIVITA' NON CORRENTI
I debiti vari e altre passività non correnti al 31 dicembre 2025 sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Debiti vari non correnti
Debiti verso istituti di previdenza
219
368
Debiti verso imprese controllate
13
Altri debiti verso terzi
1
2
(a)
233
370
Altre passività non correnti
Ricavi differiti da contratti con clienti (Contract liabilities)
88
108
Altri ricavi e proventi differiti
127
207
Contributi in conto capitale
24
14
(b)
239
329
Totale
(a+b)
472
699
Debiti vari non correnti
La voce diminuisce di 137 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 e comprende:
Debiti verso istituti di previdenza pari a 219 milioni di euro ( 368 milioni di euro al 31 dicembre 2024): sono relativi alla
posizione debitoria verso l’INPS a fronte dell’applicazione dell’art. 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92 e dell’ex-art. 41, comma
5bis, D.Lgs. n. 148/2015, come da accordi siglati con le OO.SS. da TIM S.p.A. (per maggiori dettagli si rimanda alla Nota 28
“Costi del personale”). Tali debiti sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Debiti non correnti
Scadenti tra il 2° e il 5° esercizio successivo
211
354
Scadenti oltre il 5° esercizio successivo
8
14
219
368
Debiti correnti
176
224
Totale
395
592
Debiti verso imprese controllate, pari a 13 milioni di euro (azzerati al 31 dicembre 2024): si riferiscono alle posizioni debitorie
per l’adozione del consolidato fiscale nazionale;
Altri debiti verso terzi, pari a 1 milione di euro (2 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Altre passività non correnti
La voce – pari a 239 milioni di euro – diminuisce di 90 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 e comprende:
Ricavi differiti da contratti con clienti (Contract liabilities), pari a 88 milioni di euro (108 milioni di euro al 31 dicembre
2024): la voce si riversa a conto economico in base alla durata derivante dai vincoli contrattuali tra le parti e si riverserà a conto
economico mediamente in 5 anni. La voce comprende principalmente:
i ricavi differiti relativi a canoni di abbonamento e noleggio e manutenzione per 86 milioni di euro;
i ricavi differiti relativi a canoni di outsourcing per 1 milione di euro.
Altri ricavi e proventi differiti, pari a 127 milioni di euro (207 milioni di euro al 31 dicembre 2024), si riferiscono alla quota non
corrente dei proventi differiti connessi al Master Service Agreement (MSA) con FiberCop S.p.A..
Contributi in conto capitale, pari a 24 milioni di euro (14 milioni di euro al 31 dicembre 2024): la voce rappresenta la
componente da imputare a conto economico sulla base della vita utile (stimabile in circa 18 anni) dei cespiti cui afferiscono i
contributi stessi ed è principalmente connessa alla realizzazione del Piano 5G Copertura nell'ambito del PNRR (23 milioni di
euro).
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 23
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
476
NOTA 23
DEBITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE PASSIVITA' CORRENTI
I debiti commerciali, vari e altre passività correnti al 31 dicembre 2025 sono così composti:
(milioni di euro)
31.12.2025
di cui Strumenti
Finanziari
31.12.2024
di cui Strumenti
Finanziari
Debiti commerciali
Debiti verso fornitori
3.135
3.135
2.966
2.966
Debiti verso imprese controllate
447
447
381
381
Debiti verso imprese collegate e joint venture
6
6
6
6
Debiti verso altre imprese correlate
27
27
14
14
(a)
3.615
3.615
3.367
3.367
Debiti vari
Debiti verso imprese controllate
5
55
Debiti verso imprese collegate e joint venture
Debiti verso altre parti correlate
10
9
Debiti tributari
30
34
Debiti verso istituti di previdenza
214
266
Debiti per compensi al personale
100
113
Altri
209
77
195
89
Fondi relativi al personale (ad eccezione del TFR) per le quote che si
prevede verranno liquidate entro 12 mesi
Fondi per rischi e oneri per le quote che si prevede verranno liquidate entro
12 mesi
470
402
(b)
1.038
77
1.074
89
Altre passività correnti
Passività derivanti da contratti con clienti (Contract liabilities)
727
93
756
99
Altri ricavi e proventi differiti
82
84
(c)
809
93
840
99
Totale
(a+b+c)
5.462
3.785
5.281
3.555
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Debiti commerciali
La voce aumenta di 248 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, principalmente in conseguenza della dinamica dei pagamenti
relativi al fatturato passivo.
Si segnala in particolare quanto segue:
debiti commerciali verso imprese controllate, pari a 447 milioni di euro (381 milioni di euro al 31 dicembre 2024): si riferiscono
principalmente a posizioni debitorie verso Noovle S.p.A. Società Benefit (255 milioni di euro), Telsy S.p.A. (58 milioni di euro),
TIM Retail S.r.l. (28 milioni di euro), Telecom Italia Sparkle S.p.A (56 milioni di euro), Olivetti S.p.A. Società Benefit (14 milioni di
euro), Telecom Italia Trust Technologies S.p.A. (20 milioni di euro) e Telecontact Center S.p.A. (10 milioni di euro) per rapporti di
fornitura;
debiti commerciali verso imprese collegate, pari a 6 milioni di euro (6 milioni di euro al 31 dicembre 2024): sono relativi a
posizioni debitorie principalmente verso TIMFin S.p.A. e W.A.Y. S.r.l;
debiti commerciali verso altre parti correlate, pari a 27 milioni di euro (14 milioni di euro al 31 dicembre 2024): si riferiscono  a
posizioni debitorie verso il gruppo Poste.
Accordi finanziari con i fornitori
TIM S.p.A. mette a disposizione dei propri fornitori determinati strumenti finanziari che consentono loro di anticipare l’incasso dei
propri crediti (c.d. reverse factoring).
Tali strumenti non sono destinati a modificare in alcun modo i termini contrattuali tra TIM S.p.A. e i suoi fornitori, ma sono a
disposizione dei fornitori che, a propria discrezione, scelgono di cedere i propri crediti all’istituto finanziario.
Inoltre TIM S.p.A. ha negoziato estensioni dei termini di pagamento con un numero limitato di fornitori specifici, al fine di ricondurli
agli usuali termini di pagamento della categoria merceologica di appartenenza.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 23
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
477
Nel 2025 tali accordi hanno comportato termini di pagamento coerenti con quelli applicati ai fornitori non soggetti a specifici
accordi, pari a 120 giorni; i relativi importi sono allineati a quelli dell’esercizio precedente e non hanno pertanto avuto alcun impatto
significativo sui dati patrimoniali della società.
Debiti vari
Sono pari a 1.038 milioni di euro e diminuiscono di 36 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024; comprendono principalmente:
la quota corrente dei fondi per rischi e oneri pari a 470 milioni di euro;
i debiti verso istituti di previdenza pari a 214 milioni di euro: comprendono la quota a breve (176 milioni di euro) del debito verso
INPS a fronte dell’applicazione dell’art. 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92 e dell’ex-art. 41, comma 5bis, D.Lgs. n. 148/2015,
come da accordi siglati con le OO.SS. da TIM S.p.A., come indicato nella Nota 22 “Debiti vari e altre passività non correnti”;
la voce "Altri" include, tra gli altri, gli anticipi su contributi erogati dallo Stato Italiano, in relazione a:
Piano 5G Copertura nell'ambito del PNRR (53 milioni di euro);
Progetti finanziati dal MIMIT e dalla Comunità Europea (39 milioni di euro), in particolare progetti relativi ai Centri delle
Tecnologie Emergenti e servizi cloud ed edge computing;
Progetti finanziati dalla Comunità Europea (11 milioni di euro), in parte correlati ad implementazioni di tecnologie 6G ed in
parte legati all'infrastruttura di rete;
i debiti tributari, pari a 30 milioni di euro: si riferiscono principalmente al debito verso l’Erario per le trattenute operate quale
sostituto d’imposta (25 milioni di euro), nonché al debito per IVA (1 milione di euro) e al debito per la tassa di concessione
governativa (2 milioni di euro);
i debiti verso società controllate pari a 5 milioni di euro: includono 4 milioni di euro per consolidato fiscale (principalmente verso
TIM Retail S.r.l. e Telecontact Center S.p.A.) e altri debiti operativi per 1 milione di euro, in particolare verso Telecom Italia
Sparkle S.p.A. e Olivetti S.p.A. Società Benefit.
Altre passività correnti
Sono pari a 809 milioni di euro e diminuiscono di 31 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024; comprendono:
Passività derivanti da contratti con clienti (Contract liabilities), pari a 727 milioni di euro (756 milioni di euro al 31 dicembre
2024): la voce evidenzia le passività verso clienti connesse alle obbligazioni della Società di trasferire beni e servizi per i quali ha
ricevuto un corrispettivo. Sono di seguito rappresentate le passività verso clienti, che hanno generalmente una scadenza entro
12 mesi. In particolare:
Contract liabilities pari a 3 milioni di euro (3 milioni di euro al 31 dicembre 2024): la voce comprende contratti bundle
(pacchetti di beni e servizi) aventi performance obligation con differente tempistica di riconoscimento dei ricavi e
conseguente differimento temporale dei corrispettivi originariamente rilevati;
Poste connesse alla clientela pari a 353 milioni di euro (411 milioni di euro al 31 dicembre 2024): la voce comprende debiti
verso clienti a seguito di rapporti contrattuali, quali il debito per traffico prepagato e i canoni di abbonamento addebitati
anticipatamente;
Acconti e anticipi pari a 35 milioni di euro (41 milioni di euro al 31 dicembre 2024): la voce comprende debiti verso clienti a
seguito di pagamenti anticipati, quali i versamenti degli abbonati in conto conversazioni;
Ricavi differiti da contratti con clienti pari a 336 milioni di euro (301 milioni di euro al 31 dicembre 2024): la voce è relativa
al differimento dei ricavi da contratti con i clienti e comprende principalmente:
i ricavi differiti per canoni di noleggio e manutenzione pari a 273 milioni di euro (237 milioni di euro al 31 dicembre 2024);
i ricavi differiti relativi a canoni di abbonamento pari a 51 milioni di euro (invariati rispetto al 31 dicembre 2024).
Altri ricavi e proventi differiti pari a 82 milioni di euro (84 milioni di euro al 31 dicembre 2024): si riferiscono principalmente
alla quota corrente dei proventi differiti connessi al Master Service Agreement (MSA) con FiberCop S.p.A..
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
478
NOTA 24
CONTENZIOSI E AZIONI GIUDIZIARIE PENDENTI, ALTRE
INFORMAZIONI, IMPEGNI E GARANZIE
Sono illustrati qui di seguito i principali contenziosi giudiziari, arbitrali e fiscali in cui TIM S.p.A. è coinvolta al 31 dicembre 2025,
nonché quelli chiusi nel corso dell'esercizio.
Per quei contenziosi, di seguito descritti, per i quali si è ritenuto probabile un rischio di soccombenza, la Società ha iscritto passività
per complessivi 306 milioni di euro.
Si segnala che per alcuni contenziosi di seguito riportati non è stato possibile, sulla base delle informazioni disponibili alla data di
chiusura della presente Relazione Finanziaria Annuale e con particolare riferimento alla complessità dei procedimenti, al loro stato
di avanzamento, nonché agli elementi di incertezza di carattere tecnico-processuale, effettuare una stima attendibile degli oneri e/
o delle tempistiche degli eventuali pagamenti. Inoltre, nei casi in cui la diffusione delle informazioni relative al contenzioso potesse
pregiudicare seriamente la posizione di TIM o delle sue controllate, viene descritta unicamente la natura generale della
controversia.
Infine, relativamente ai procedimenti con l’Autorità Antitrust, si rammenta che in base all’art. 15, comma 1, della Legge n. 287/1990
(“Norme per la tutela della concorrenza e del mercato”), l’Autorità ha la facoltà di comminare una sanzione amministrativa
commisurata al fatturato della Società, nei casi di infrazioni ritenute gravi.
a) Principali contenziosi e azioni giudiziarie pendenti
Procedimento Golden Power
Nell’agosto 2017 la Presidenza del Consiglio ha avviato nei confronti di TIM (ed anche di Vivendi) un procedimento volto a verificare
l’esistenza in capo a TIM dell’obbligo di notificare, ai sensi della disciplina c.d. “Golden Power”, l’acquisto da parte di Vivendi del
controllo societario di TIM e degli attivi strategici da questa detenuti. Nel settembre 2017, il procedimento in questione si è concluso
con l’affermazione dell’esistenza di tale obbligo in capo a TIM con decorrenza dal 4 maggio 2017 (data dell’Assemblea degli
Azionisti che ha rinnovato gli organi sociali di TIM).
Per l’effetto di tale decisione della Presidenza del Consiglio, è stato avviato un nuovo procedimento amministrativo per la
irrogazione in capo a TIM della sanzione pecuniaria prevista dalla disciplina Golden Power per inottemperanza al citato obbligo di
notifica. Tale procedimento si è concluso in data 8 maggio 2018 con l’irrogazione di una sanzione pecuniaria pari a 74,3 milioni di
euro.
La Presidenza del Consiglio ha inoltre esercitato i poteri Golden Power con decreti del 16 ottobre 2017 e 2 novembre 2017. La
Società, essendo convinta di disporre di argomentazioni giuridiche volte a dimostrare che nessun obbligo di notifica del controllo di
Vivendi su di essa gravava, ha presentato distinti ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica per richiedere l’annullamento
del provvedimento di accertamento del 28 del settembre 2017, del decreto di esercizio dei poteri speciali del 16 ottobre 2017 e del
decreto di esercizio dei poteri speciali del 2 novembre 2017,  e dinanzi al TAR Lazio contro il citato provvedimento dell’8 maggio
2018 che ha irrogato la sanzione pecuniaria, con richiesta di sospensione in via cautelare dell’efficacia dello stesso. Quanto al
ricorso al TAR Lazio contro il provvedimento dell’8 maggio 2018 che ha irrogato la sanzione pecuniaria, il TAR, accogliendo nel
luglio 2018 l’istanza cautelare della Società, ha sospeso il pagamento della sanzione. Successivamente, con sentenza non definitiva
del maggio 2019, il TAR Lazio anche in ragione della “originalità” della distinzione del procedimento tra atto di accertamento del 28
settembre 2017 e decreto sanzionatorio dell’8 maggio 2018: (i) ha accolto la richiesta TIM di provvedimenti provvisori per la
sospensione dell'ammenda condizionata all'offerta della garanzia; (ii) concesso la sospensione del procedimento al fine di
attendere la sentenza definitiva nella causa (pregiudiziale) pendente dinanzi al Presidente della Repubblica avverso l’atto di
accertamento del 28 settembre 2017 in; (iii) respinto le eccezioni processuali sollevate dalle amministrazioni resistenti.
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il decreto di esercizio dei poteri speciali del 2 novembre 2017 è stato
respinto.
Si segnala, altresì, il rilascio a maggio 2018 di una fideiussione a favore della Presidenza del Consiglio di 74,3 milioni di euro,
richiesta per la presentazione da parte di TIM dinanzi al TAR Lazio dell’istanza di sospensione cautelare della riscossione della
sanzione irrogata per l’asserita violazione dell’art. 2 del D.L. 15/3/2012, n. 21 (Golden Power). Tale fideiussione è stata
successivamente rinnovata fino al 30 novembre 2025.
In data 13 settembre 2023, è stato tramesso a TIM l’avviso di perenzione ultraquinquennale del ricorso ai sensi dell’articolo 82 c.p.a.,
essendo decorsi cinque anni dalla data di deposito del medesimo. TIM ha pertanto chiesto la fissazione dell’udienza pubblica di
discussione del ricorso. Detta udienza pubblica è stata fissata per il 10 gennaio 2024. Successivamente all’udienza il TAR con
ordinanza 709 del 15 gennaio 2024, ha confermato la sospensione propria del giudizio, come già disposto con sentenza non
definitiva del 23 maggio 2019 n. 6310, nonché la sospensione dell’esecuzione del provvedimento alle condizioni previste dalla
menzionata pronuncia, il tutto in attesa decisione del procedimento straordinario avverso il provvedimento di accertamento del 28
settembre 2017.
Con parere n. 1259/2024 reso nel procedimento straordinario avverso il provvedimento di accertamento del 28 settembre 2017, il
Consiglio di Stato ha concordato con l’opinione espressa dal TAR Lazio nella sentenza non definitiva del maggio 2019, ritenendo
inammissibile il ricorso in quanto l’atto impugnato non è qualificabile come provvedimento ma come atto infraprocedimentale
inerente al procedimento sanzionatorio (impugnato con ricorso al TAR Lazio). Sicché, con atto del 5 dicembre 2024, TIM ha chiesto
in via cautelativa al TAR Lazio la prosecuzione del giudizio avverso il decreto sanzionatorio, salva la possibilità di ulteriore
sospensione in attesa della decisione del Consiglio di Stato sui procedimenti straordinari avverso i decreti di esercizio dei poteri
speciali ancora pendenti, e/o in attesa del decreto della Presidenza della Repubblica che recepirà il citato parere del Consiglio di
Stato n. 1259/2024. L’udienza avanti al TAR era stata fissata per il 19 marzo 2025. All’esito dell’udienza la causa è stata trattenuta
per la decisione, riservandosi il Collegio se sospendere o definire il giudizio. Con sentenza del 23 maggio 2025 il TAR Lazio ha
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
479
rigettato il ricorso e confermato la legittimità della sanzione imposta a TIM. Avverso la sentenza, TIM ha presentato il 28 luglio 2025
appello davanti al Consiglio di Stato, con istanza di sospensione cautelare della riscossione della sanzione. All’udienza del 28
agosto il Consiglio di Stato preso atto della presentazione di una nuova fideiussione in sostituzione di quella rilasciata per il primo
grado di giudizio, ha accolto la domanda cautelare concedendo la sospensiva fino all’udienza di merito che è stata fissata il 31
marzo 2026.
Inoltre, TIM impugnava dinanzi al TAR Lazio e poi appellava dinanzi al Consiglio di Stato il provvedimento con il quale Consob, il 13
settembre 2017, affermava l’esistenza del controllo di Vivendi su TIM. Nel dicembre 2020 il Consiglio di Stato, con sentenza
definitiva, ha accolto il ricorso di TIM ed annullato il provvedimento di Consob, significativa premessa dell’intero procedimento
successivo della Presidenza del Consiglio relativo all’obbligo di notifica Golden Power del quale s’è detto sopra. In data 14 giugno
2021, la Consob ha presentato ricorso straordinario dinanzi la Corte di Cassazione per motivi giurisdizionali; TIM si è costituita in
giudizio, eccependo l’illegittimità e inammissibilità del ricorso. A seguito della Camera di Consiglio che si è tenuta l’11 ottobre 2022,
il 24 gennaio 2023 è stata pubblicata l’ordinanza con la quale la Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso di Consob con
conseguente condanna alle spese di lite.
Colt Technology Services - A428
Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano, notificato nel mese di agosto 2015, l’operatore Colt Technology Services ha
avanzato pretese risarcitorie fondate sul provvedimento decisorio del procedimento A428, e riferite ad asseriti danni subiti nell’arco
temporale 2009/2011, in ragione della presunta condotta inefficiente e discriminatoria di TIM nel processo di fornitura dei servizi
wholesale. La richiesta risarcitoria è stata quantificata in 27 milioni di euro a titolo di lucro cessante per l’asserita mancata
acquisizione di nuovi clienti, ovvero per la ritenuta impossibilità di fornire nuovi servizi alla clientela già acquisita; la controparte ha
formulato inoltre richiesta di risarcimento del danno all’immagine e alla reputazione commerciale. Tale giudizio fa seguito alla
pretesa stragiudiziale di circa 23 milioni di euro già formulata da Colt nel mese di giugno 2015, che la Società ha respinto
integralmente. TIM si è costituita in giudizio contestando integralmente le pretese di controparte. Con sentenza del 21 febbraio
2024 il Tribunale di Milano ha integralmente respinto la domanda di risarcimento avanzata da Colt, per un ammontare di 27 milioni
di euro.
Avverso tale sentenza Colt ha notificato l’atto di appello. All’udienza presso la Corte di Milano del 18 febbraio 2025 il giudice ha
rigettato le istanze istruttorie di controparte, rimettendo la causa in decisione. L’udienza per la precisazione delle conclusioni è
stata fissata al 25 marzo 2026.
COMM 3000 S.p.A. (già KPNQWest Italia S.p.A.) - A428
Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Roma, COMM 3000 S.p.A. (già KPNQWest Italia S.p.A.) ha convenuto in giudizio TIM
avanzando pretese risarcitorie quantificate in complessivi 37 milioni di euro, per asserite condotte abusive e anticoncorrenziali
attuate nel periodo 2009-2011, mediante boicottaggio tecnico (rifiuti di attivazione dei servizi all’ingrosso - KO); tali pretese sono
fondate sui contenuti del provvedimento dell’AGCM che ha definito il procedimento A428. TIM si è costituita in giudizio contestando
integralmente le tesi di controparte. All'esito del giudizio, con sentenza di aprile 2019, il Tribunale di Roma ha accolto parzialmente
le domande di COMM 3000 S.p.A. (già KPNQWest Italia S.p.A.) condannando TIM al pagamento di un importo significativamente
inferiore a quanto oggetto delle pretese risarcitorie di controparte. Nel mese di giugno 2019, TIM ha proposto appello avverso la
sentenza. Con sentenza di aprile 2021, la Corte di Appello di Roma ha accolto in parte l’appello di TIM riducendo l’importo del
risarcimento dovuto a COMM 3000, che era comunque interamente coperto dal relativo fondo. Nel mese di novembre 2021, TIM ha
proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma. L’adunanza in Camera di consiglio si è
svolta il 13 giugno 2023. Con ordinanza interlocutoria del 19 luglio 2023, la Corte ha rimesso la causa sul ruolo. In data 30 ottobre
2024 si è tenuta la pubblica udienza e la causa è stata trattenuta in decisione. Con sentenza del 28 gennaio 2025, la Cassazione ha
confermato la sentenza parzialmente favorevole della Corte di Appello di Roma. Con ricorso del 24 aprile 2025, TIM ha impugnato
la sentenza della Corte di Cassazione dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, lamentando una violazione del diritto di difesa
da parte dei giudici nazionali, dichiarato inammissibile in data 30 ottobre 2025.
Eutelia e Clouditalia Telecomunicazioni (ora Irideos)  - A428
Con atto di citazione di maggio 2020, Eutelia in Amministrazione Straordinaria e Clouditalia Telecomunicazioni S.p.A., acquirente
del ramo TLC di Eutelia, hanno convenuto in giudizio TIM, dinanzi al Tribunale di Roma, avanzando pretese risarcitorie, per circa 40
milioni di euro, per i danni asseritamente subiti, nel periodo 2009-2012, a seguito delle condotte di boicottaggio tecnico e margin
squeeze, oggetto del procedimento AGCM A428. TIM si è costituita in giudizio contestando le pretese di controparte e formulando
domanda riconvenzionale con riserva di quantificare i danni subiti in corso di causa. In data 1° aprile 2022, l’AGCM ha depositato il
parere previsto dall’art. 14, terzo comma, del d.lgs. 3/2017, con cui ha: (i) proposto alcuni benchmark utilizzabili per definire lo
scenario controfattuale sulla cui base quantificare i danni asseritamente subiti da Eutelia e Clouditalia; (ii) fornito alcune ulteriori
indicazioni e criteri per stimare le diverse voci di danno richieste da Eutelia e Clouditalia. All’udienza del 15 giugno 2022, il G.I. ha
assegnato termine alle parti fino all’8 luglio 2022 per il deposito di note scritte sulle implicazioni del parere dell’AGCM e sul
contenuto degli eventuali quesiti da porre al CTU. Il 24 ottobre 2022 il giudice ha sciolto la riserva e ha disposto una CTU sull’an
delle condotte di TIM e sul quantum del danno eventualmente subito da Eutelia e Irideos a causa delle stesse. Il 15 novembre 2022
si è tenuto il giuramento del CTU. L’udienza per l’esame della CTU, originariamente fissata per il 18 ottobre 2023, è stata rinviata al
7 febbraio 2024. A seguito dell’istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato finale da parte del CTU, il Giudice ha
ulteriormente rinviato la data di udienza per l’esame della CTU al 22 maggio 2024. In vista dell’udienza per l’esame della CTU TIM
ha presentato istanza di rinnovazione o integrazione delle operazioni peritali. L’istanza non è stata accolta dal Giudice che ha
fissato per la precisazione delle conclusioni l’udienza del 17 settembre 2025 poi rinviata al 9 settembre 2026. Nelle more è stato
raggiunto un accordo transattivo che porterà all’estinzione del giudizio.
Procedimento Antitrust A514
Nel mese di giugno 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato il procedimento A514 nei confronti
di TIM per accertare un possibile abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 del “Trattato sul Funzionamento
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Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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dell’Unione Europea”. Il procedimento è stato avviato sulla base di alcune segnalazioni giunte, tra il mese di maggio e di giugno
2017, da parte di Infratel, Enel, Open Fiber, Vodafone e Wind Tre e riguarda un presunto abuso di posizione dominante nei mercati
dei servizi di accesso wholesale e dei servizi retail relativi alla rete fissa a banda larga e ultralarga. In particolare, l’AGCM ha
ipotizzato che TIM abbia tenuto condotte volte a: i) rallentare e ostacolare lo svolgimento delle gare Infratel, al fine di ritardare o
rendere meno remunerativo l’ingresso di un altro operatore sul mercato wholesale; ii) accaparrarsi preventivamente la clientela sul
mercato retail dei servizi a banda ultralarga, mediante politiche commerciali volte a restringere lo spazio di contendibilità della
clientela residuo per gli operatori concorrenti.
A seguito dell’avvio del procedimento, nel mese di luglio 2017 è stata svolta un’ispezione da parte dei funzionari dell’Autorità presso
alcune sedi di TIM. Il 2 novembre 2017 TIM ha depositato una memoria difensiva nella quale, a supporto della correttezza del
proprio operato, sono state confutate tutte le ipotesi di illegittimità dei comportamenti asseritamente tenuti da TIM e formanti
oggetto del procedimento.
In data 14 febbraio 2018, AGCM ha deliberato di estendere l’oggetto del procedimento per la verifica di ulteriori condotte,
concernenti la strategia dei prezzi wholesale di TIM sul mercato dei servizi di accesso all’ingrosso a banda larga e ultralarga, e
l’utilizzo di informazioni privilegiate riguardanti la clientela degli operatori alternativi.
In data 5 luglio 2018, TIM ha depositato una proposta di impegni che, ove accettata definitivamente dall'Autorità, comporterebbe
la chiusura dell'istruttoria senza accertamento di alcun illecito e irrogazione di sanzione. Gli impegni sono stati ritenuti
preliminarmente ammissibili dall'Autorità che li ha sottoposti a market test nei mesi di agosto e settembre.
Il 30 ottobre 2018 TIM ha formulato le proprie repliche rispetto alle osservazioni dei terzi ed ha integrato la proposta di impegni con
modifiche accessorie. Con provvedimento notificato in data 4 dicembre 2018, l’AGCM ha definitivamente respinto la proposta di
impegni, ritenendoli non idonei alla luce delle contestazioni sollevate.
In data 4 marzo 2019, TIM ha chiesto ad AGCM la proroga del termine di chiusura del procedimento (inizialmente fissato al 31
maggio 2019).
Il 10 aprile 2019 AGCM ha deliberato una proroga del termine di conclusione del procedimento al 30 settembre 2019. Il 17 maggio
2019 AGCM ha comunicato a TIM le risultanze istruttorie (CRI). Nella CRI, AGCM conferma sostanzialmente l’impianto accusatorio
ipotizzato nei provvedimenti di avvio ed estensione del procedimento. 
Il 12 giugno 2019 AGCM ha esteso i termini per il deposito della memoria finale di TIM al 20 settembre 2019 e per l’audizione finale
al 25 settembre 2019.
Il 18 settembre 2019 AGCM ha deliberato una nuova proroga del termine di conclusione del procedimento fissandolo al 28 febbraio
2020.
Il 6 marzo 2020 è stato notificato a TIM il provvedimento di chiusura dell’istruttoria: AGCM ha deliberato la sussistenza di un abuso
di posizione dominante di TIM, accertando che TIM ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale preordinata a ostacolare lo
sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga. La sanzione irrogata a TIM per
l’illecito anticoncorrenziale è pari a 116.099.937,60 euro.
Il 25 giugno 2020 TIM ha inviato ad AGCM la c.d. relazione di ottemperanza come prescritto nel dispositivo del provvedimento
finale.
La Società ha comunque provveduto a maggio 2021 al pagamento della sanzione.
TIM ha impugnato dinanzi al TAR Lazio il suddetto provvedimento sanzionatorio. Con sentenza 1963/2022 del 28 febbraio 2022, il
ricorso di TIM è stato respinto; nei confronti della decisione del TAR, TIM ha proposto appello al Consiglio di Stato.
Nell’agosto 2022, Irideos ha notificato atto di intervento ad opponendum rispetto al ricorso principale di TIM.
La relativa udienza di discussione è stata fissata per il 25 maggio 2023. Ad esito dell’udienza il Consiglio di Stato ha disposto una
Consulenza Tecnica di Ufficio su tre quesiti in ordine alla redditività dell’investimento nelle zone bianche. Il giorno 11 ottobre 2023 si
è regolarmente svolto il giuramento dei CTU in Consiglio di Stato che hanno chiesto una proroga dei termini di conclusione.
Secondo i nuovi termini concessi dal Consiglio di Stato, la CTU si è conclusa a maggio 2024, con il deposito della relazione finale.
All’udienza pubblica del 10 ottobre 2024 la causa è stata trattenuta in decisione; Open Fiber ha richiesto la pubblicazione anticipata
del dispositivo. Il Consiglio di Stato il 25 ottobre 2024 ha pubblicato il dispositivo della sentenza con cui ha respinto le istanze, anche
istruttorie, delle parti e accolto in parte l’appello e, in parziale riforma della sentenza impugnata, ha accolto il ricorso di primo grado
limitatamente alla commisurazione della sanzione irrogata, che va ridotta del 25%; per il resto, ha respinto l’appello e confermato il
provvedimento impugnato in relazione a tutti gli altri profili di censura. Il 13 novembre 2024 è stata pubblicata la sentenza e TIM ha
dato avvio alle procedure necessarie ad ottenere la restituzione parziale della sanzione per un importo pari a 29.024.984,40 euro,
cui vanno aggiunti gli interessi legali decorrenti dalla data di pagamento sino alla data di effettiva restituzione. In data 27 febbraio
2025 l’AGCM ha notificato al MIMIT il nulla osta per il pagamento nei confronti di TIM del suddetto importo a seguito dell’avvenuta
rideterminazione in euro 87.074.953,20 da parte dell’Autorità della sanzione irrogata nei confronti di TIM per la condotta accertata
con il provvedimento n. 28162 del 25 febbraio 2020. Su istanza di TIM il MIMIT ha provveduto alla restituzione della citata somma di
euro 29.024.984,40 e dei relativi interessi pari ad euro 2.664.864.94.
Open Fiber
Nel mese di marzo 2020 Open Fiber (OF) ha convenuto in giudizio TIM dinanzi al Tribunale di Milano, avanzando una pretesa
risarcitoria pari a 1,5 miliardi di euro per danni causati da un presunto abuso di posizione dominante escludente nei confronti di OF.
Le presunte condotte contestate consistono in: (i) investimenti pre-emptive in reti FTTC nelle aree bianche; (ii) avvio di azioni legali
pretestuose per ostacolare le gare Infratel; (iii) repricing strumentale di alcuni servizi all’ingrosso; (iv) offerte commerciali di lock-in
sul mercato retail; (v) comunicazione di informazioni false all’AGCOM, in sede di approvazione di un'offerta wholesale, e diffusione
di voci circa un interesse di TIM ad acquisire OF; (vi) discriminazione nelle condizioni di accesso alle infrastrutture passive di TIM. TIM
si è costituita in giudizio contestando le argomentazioni di OF. Enel S.p.A. è intervenuta nel giudizio chiedendo di condannare TIM al
risarcimento di tutti i danni patiti e patendi dalla stessa Enel e da OF, senza tuttavia quantificarli. Nel corso di causa, Open Fiber ha
rideterminato il danno asseritamente subito portandolo a 2,6 miliardi di euro oltre interessi e rivalutazione monetaria. Open Fiber
ha inoltre chiarito che a suo dire tale danno sarebbe tuttora in divenire. Enel ha poi quantificato il danno asseritamente subito in
228 milioni di euro circa oltre interessi. Il 19 ottobre 2022 si è tenuta l’udienza per l’ammissione dei mezzi istruttori al termine della
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TIM S.p.A.
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Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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quale il giudice si è riservato. Con ordinanza del 17 luglio 2023 il Tribunale di Milano ha sciolto la riserva e rinviato all’udienza del 3
aprile 2024 per la precisazione delle conclusioni. All’udienza del 3 aprile, il Giudice ha disposto l’acquisizione della CTU resa nel
giudizio di impugnazione da parte di TIM dinanzi al Consiglio di Stato, della sentenza sfavorevole del TAR relativa al provvedimento
sanzionatorio comminato nell’ambito del procedimento A514, rinviando la causa all’udienza del 12 giugno 2024, all’esito della
quale il Giudice si è riservato.
Il Collegio con ordinanza notificata il 5 luglio, ha ritenuto, ai fini dell’assunzione della delibera sull’eventuale sospensione del
giudizio richiesta da TIM, di invitare le Parti a precisare le conclusioni, fissando la relativa udienza al 18 settembre 2024, disponendo
la trattazione scritta ed invitando le parti a rinunciare ai termini per il deposito delle memorie conclusionali. Tale udienza è stata
sostituita dal solo deposito di note scritte. Il Tribunale di Milano, in accoglimento dell’istanza proposta da TIM ha disposto la
sospensione del giudizio fino alla definizione del giudizio dinanzi al Consiglio di Stato.
A seguito della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato, avvenuta il 13 novembre 2024, il successivo 18 novembre 2024,
Open Fiber ha richiesto la riassunzione del giudizio, con contestuale istanza di fissazione di udienza. L’udienza per la prosecuzione
del giudizio è stata fissata al 20 maggio 2025.
All’udienza del 20 maggio 2025, il G.I., preso atto della rinuncia di OF ad alcune istanze istruttorie, ha assegnato termine (i) ad OF
fino al 30 maggio 2025 per precisare le proprie posizioni e (ii) a TIM ed Enel fino al 10 giugno 2025 per controdedurre sul punto,
fissando l’udienza del 18 giugno 2025. Le parti hanno depositato le rispettive memorie.
All’udienza del 18 giugno 2025, il G.I. ha chiesto alle parti di riassumere le rispettive considerazioni sui possibili effetti
anticoncorrenziali delle condotte di TIM oggetto del Provvedimento A514, come eventualmente accertati dall’AGCM, assegnando
termine fino al 30 luglio 2025 e fissando la prossima udienza al 1° ottobre 2025 poi rinviata al 5 novembre 2025. Il giudice a
scioglimento della riserva con ordinanza del 12 dicembre 2025 ha sottoposto alle parti una bozza di quesito peritale, fissando
udienza il 18 marzo 2026 per la prosecuzione delle incombenze istruttorie.
Irideos
Nel mese di gennaio 2022 Irideos ha convenuto in giudizio TIM dinanzi al Tribunale di Roma, avanzando una richiesta di
risarcimento dei danni asseritamente subiti in conseguenza delle condotte illecite di TIM sanzionate dall’AGCM con il
provvedimento conclusivo del procedimento A514 (azione c.d. follow on). La richiesta risarcitoria è pari a 23.204.079,87 euro per
danni provocati dai comportamenti anticoncorrenziali posti in essere da TIM dal 2017 al 2019 (con effetti anche negli anni
successivi) nel mercato dei servizi di accesso all’ingrosso alla rete fissa a banda larga e ultra-larga (mercato wholesale) e nel
mercato dei servizi di telecomunicazione al dettaglio su rete fissa a banda larga e ultra-larga (mercato retail). TIM si è costituita in
giudizio contestando le argomentazioni di controparte. All’udienza del 1° giugno 2022, il giudice istruttore ha (i) assegnato alle parti
i termini per il deposito delle memorie istruttorie con decorrenza dal 15 febbraio 2023 e (ii) rinviato la causa all’udienza del 7 giugno
2023. L’udienza per l’assunzione dei mezzi di prova è stata fissata al 5 ottobre 2023. Il Giudice, preso atto della richiesta di rinvio di
Irideos, motivato dalla pendenza del giudizio sul Provvedimento A514 dinanzi al Consiglio di Stato, ha rinviato le parti all’udienza
del 10 ottobre 2024, ulteriormente rinviata al 13 marzo 2025. In tale data il Giudice ha disposto un ulteriore rinvio, fissando l’udienza
al 22 ottobre 2025. Nelle more è stato raggiunto tra le parti un accordo transattivo che ha comportato la rinuncia agli atti e
l’estinzione del giudizio dichiarato dal Tribunale di Roma con provvedimento del 29 agosto 2025.
Garante Privacy - Avvio procedimento adozione provvedimenti correttivi e sanzionatori in
materia di Telemarketing
In data 9 febbraio 2026 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha comunicato a TIM l’avvio di un procedimento per
l’adozione di provvedimenti correttivi e sanzionatori in materia di telemarketing a seguito di un’ispezione che ha avuto luogo a
marzo 2025.
Il Garante, pur prendendo atto con favore delle iniziative nel frattempo intraprese da TIM e della sua piena collaborazione nel corso
e a seguito dell’istruttoria, ha contestato alla Società l’asserita violazione di alcune disposizioni del GDPR in ambito di attività di
telemarketing e di gestione delle richieste di esercizio dei diritti da parte degli interessati.
TIM dovrà depositare una memoria difensiva entro l’11 marzo 2026 ed eventualmente richiedere una audizione.
Fatturazione a 28 giorni
Con la delibera 121/17/CONS AGCOM ha introdotto disposizioni sulla cadenza della fatturazione per la telefonia, prescrivendo per la
telefonia fissa che essa dovesse essere su base mensile o suoi multipli e per la telefonia mobile su base almeno quadrisettimanale.
TIM ha impugnato dinanzi al TAR la delibera n. 121/17/CONS. A febbraio 2018 è stato pubblicato il dispositivo di sentenza che
respinge il ricorso. Tale sentenza è stata impugnata da TIM innanzi al Consiglio di Stato nel giugno 2018. Il 23 settembre 2020 è
stata pubblicata la sentenza non definitiva con cui il Consiglio di Stato ha riunito i ricorsi in appello di TIM, Vodafone, Fastweb e
Wind Tre ed ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) in merito alla sussistenza in capo
all’Autorità del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo delle offerte commerciali e dei periodi di fatturazione, rigettando al
contempo gli altri motivi di ricorso degli operatori e sospendendo il giudizio. L’8 giugno 2023 è stata pubblicata la decisione della
Corte di Giustizia UE secondo cui non è contraria al diritto dell’Unione la normativa italiana che attribuisce all’AGCOM il potere di
imporre agli operatori di servizi di telefonia fissa e convergenti una periodicità di rinnovo e fatturazione di tali offerte mensile o
plurimensile. Dopo la riassunzione del giudizio al Consiglio di Stato TIM a dicembre 2023 ha chiesto l’improcedibilità del proprio
appello per sopravvenuta carenza di interesse. In data 18 gennaio 2024, il Consiglio di Stato ha dichiarato l’estinzione del diritto.
AGCOM, con la delibera 499/17/CONS, accertata la violazione della delibera 121/17/CONS ha applicato a TIM una sanzione di
1.160.000 euro, diffidandola a provvedere – in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese -
a stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti
dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di
fatturazione mensile.
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Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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A marzo 2018 con la delibera n. 112/18/CONS AGCOM ha (i) revocato la precedente delibera 499/17/CONS nella parte in cui TIM
veniva diffidata a stornare gli importi presuntivamente erosi a partire dal 23 giugno 2017 con il ciclo di fatturazione
quadrisettimanale, (ii) diffidato TIM a posticipare, limitatamente ai servizi di telefonia fissa, la data di decorrenza delle fatture
emesse dopo il ripristino della fatturazione con cadenza mensile di un numero di giorni pari a quelli presuntivamente erosi a partire
dal 23 giugno 2017 con il ciclo di fatturazione quadrisettimanale.
Con il decreto presidenziale n. 9/18/PRES AGCOM, ha modificato la delibera n. 112/18/CONS nelle parti in cui prevedeva che il
differimento della fatturazione dovesse avvenire in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o suoi multipli
disponendo, altresì, che le tempistiche entro cui adempiere alla diffida sarebbero state individuate a seguito di audizioni con gli
operatori e le principali associazioni dei consumatori.
A luglio 2018 AGCOM con la delibera 269/18/CONS ha fissato al 31 dicembre 2018 il termine entro cui gli operatori dovevano
restituire alla clientela di rete fissa un numero di giorni di servizio pari a quelli erosi per effetto della fatturazione a 28 giorni oppure
proporre alla clientela interessata eventuali misure compensative alternative, previa comunicazione all’AGCOM. TIM ha impugnato
tutte le delibere sopra indicate.
Con dispositivo di sentenza pubblicato nel mese di novembre 2018 il TAR ha annullato la sanzione pecuniaria amministrativa di 1,16
milioni di euro comminata con la delibera 499/17/CONS ed ha confermato l’obbligo di restitutio in integrum alla clientela di rete
fissa entro il 31 dicembre 2018, la pubblicazione delle motivazioni della sentenza è invece avvenuta il 10 maggio 2019. TIM ha
impugnato la sentenza innanzi al Consiglio di Stato.
Con sentenza del 2 gennaio 2024, n. 39, il Consiglio di Stato, uniformandosi a quanto già deciso negli appelli proposti dagli altri
operatori, ha respinto l’appello principale di TIM, confermando la legittimità dei provvedimenti adottati da AGCOM; con la
medesima decisione il giudice amministrativo d’appello ha respinto anche il gravame incidentale dell’AGCOM volto a ottenere il
ripristino della sanzione originariamente irrogata a TIM pari a 1.160.000 euro ed annullata dal TAR Lazio. 
Ad agosto 2019 è stato avviato da parte di AGCOM un nuovo procedimento sanzionatorio (CONT 12/19/DTC) per inottemperanza
all’ordine di restituzione dei giorni erosi dalla fatturazione a 28 giorni per i clienti di rete fissa e convergente, secondo le modalità
stabilite nelle delibere nn. 112/18/CONS e 269/18/CONS. Con la delibera n. 75/20/CONS l’Autorità a conclusione di tale procedimento
ha accertato l’inottemperanza di TIM alle delibere sopra indicate comminandole una sanzione di 3 milioni di euro. Il provvedimento
è stato impugnato da TIM dinnanzi al TAR a luglio 2020. Si attende la fissazione dell’udienza di discussione.
Sul fronte civilistico con sentenza pubblicata il 14 ottobre 2021 il Tribunale di Milano nell’ambito del giudizio di merito avviato da
Associazione Movimento dei Consumatori nel 2018, inerente la tariffazione e rinnovo a 28 giorni per le offerte di telefonia fissa e
convergenti, ha confermato l’ordinanza del 4 giugno 2018, adottata dallo stesso Tribunale a chiusura del procedimento di reclamo
promosso da TIM ex art 669 terdecies c.p.c., e le misure ivi previste ordinando a TIM di accogliere le richieste di restituzione dei
corrispettivi versati per effetto della manovra da parte dei clienti - anche cessati, cosa che come noto TIM sta già facendo dal 2018,
estendendo al contempo il periodo rilevante ai fini del riconoscimento del rimborso al 1° aprile 2017, quindi ad una data
antecedente al 23 giugno 2017 data entro cui gli operatori dovevano adeguarsi alla Delibera n. 121/17/CONS. TIM ha impugnato la
sentenza del Tribunale di Milano, proponendo contestualmente istanza di sospensione della efficacia esecutiva. Con ordinanza
dell’11 gennaio 2022 la Corte d’Appello di Milano ha accolto parzialmente l’istanza di TIM, sospendendo il capo di sentenza relativo
all’ordine di inviare una raccomandata a tutti clienti cessati ai quali era stata applicata la fatturazione a 28 giorni per informarli
della possibilità di ottenere la restituzione degli importi aggiuntivi versati per effetto della manovra.  Con sentenza pubblicata il 9
dicembre 2022 la Corte d’Appello di Milano ha confermato integralmente la sentenza di primo grado. TIM ha notificato in data 12
gennaio 2023 il ricorso innanzi alla Corte di Cassazione e il 16 gennaio 2023 ha depositato anche il ricorso ex art. 373 c.p.c. dinanzi
alla Corte di Appello di Milano, chiedendo la sospensione dell’esecuzione della sentenza fino all’esito del giudizio pendente innanzi
alla Corte di Cassazione.
Con ordinanza del 14 febbraio 2023, la Corte d’Appello di Milano, in parziale accoglimento dell’istanza di TIM, ha disposto la
sospensione della sentenza in relazione all’ordine di inviare le raccomandate agli ex clienti in attesa della decisione della Suprema
Corte. Con Ordinanza pubblicata il 15 febbraio 2024 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di TIM.
In data 24 gennaio 2025 si è tenuta l’udienza pubblica del ricorso proposto da TIM contro la delibera n. 75/20/CONS con la quale
AGCOM - preso atto della asserita inottemperanza da parte di TIM alle precedenti delibere con cui erano state dettate le modalità
per la restituzione dei così detti “giorni erosi” alla clientela per effetto della fatturazione a 28 giorni – aveva ingiunto alla Società il
pagamento della sanzione pecuniaria di 3 milioni di euro. Si tratta dell’ultimo contenzioso ancora pendente sulla vicenda della
fatturazione a 28 giorni, il cui esito potrebbe essere condizionato dalla definizione nelle more del giudizio intrapreso in sede civile
dall’Associazione Movimento Consumatori sopra indicato. Infatti, il Tribunale Civile di Milano, accertata l’illiceità della pratica
commerciale introdotta da TIM, la aveva condannata a porre in essere una serie di misure ripristinatorie per indennizzare la
clientela dagli effetti pregiudizievoli derivanti dalla fatturazione a 28 giorni (tutte puntualmente adempiute) con decisione
integralmente confermata nel 2024 dalla Corte di Cassazione. Conseguentemente, gli assunti posti a fondamento della delibera n.
75/20 circa l’asserita inottemperanza di TIM risultano smentiti dalle prove documentali allegate nel giudizio TAR le quali attestano
l’intervenuto integrale adempimento da parte di TIM alle statuizioni decisorie dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria su cui si è formato il
giudicato. All’udienza del 24 gennaio la causa è stata trattenuta in decisione dal collegio dopo articolata discussione. In data 13
febbraio 2025 è stata pubblicata la sentenza del TAR Lazio che respinge il ricorso proposto da TIM contro la delibera n. 75/20/CONS.
TIM ha presentato ricorso in appello (notificato il 12 maggio 2025). L’udienza per la discussione del merito è fissata per il 21 maggio
2026.
Procedimento Antitrust I820
In data 19 febbraio 2018 l'AGCM ha avviato il procedimento istruttorio I820 nei confronti delle società TIM, Vodafone, Fastweb,
Wind Tre e dell’Associazione di categoria Asstel per verificare l’ipotesi della sussistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza tra
i principali operatori di telefonia fissa e mobile al fine di coordinare le rispettive strategie commerciali, violando in tal modo l’art. 101
TFUE.
Il presunto coordinamento, secondo il provvedimento di apertura del procedimento da parte di AGCM, si sarebbe concretizzato
nelle modalità di attuazione dell’obbligo introdotto dall’articolo 19 quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n.
172/2017) che impone agli operatori di servizi di comunicazione elettronica una cadenza mensile (o di multipli del mese) per la
fatturazione e il rinnovo delle offerte dei servizi fissi e mobili.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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In data 21 marzo 2018, AGCM ha emanato una misura cautelare provvisoria nei confronti di tutti gli operatori coinvolti nel
procedimento con cui ha ordinato di sospendere, nelle more del procedimento, l’attuazione dell’intesa concernente la
determinazione del repricing comunicato agli utenti in occasione della rimodulazione del ciclo di fatturazione in ottemperanza alla
Legge 172/17 e di rideterminare autonomamente la propria strategia commerciale. Con provvedimento n. 27112 dell’11 aprile 2018
AGCM ha confermato la misura cautelare.
Il 12 giugno 2018 TIM ha presentato ricorso al TAR per l’annullamento di tale provvedimento.
Il 31 gennaio 2020 a TIM è stato notificato il provvedimento di chiusura dell’istruttoria, con il quale AGCM ha deliberato la
sussistenza dell’intesa tra TIM, Vodafone, Fastweb e WindTre, escludendo invece dai partecipanti all’intesa l’associazione Asstel. La
sanzione irrogata a TIM per la partecipazione all’intesa anticoncorrenziale è pari a 114.398.325,00 euro. TIM ad aprile 2020 ha
impugnato anche il provvedimento sanzionatorio.
Con sentenza pubblicata il 12 luglio 2021 il TAR Lazio ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti presentati da TIM, annullando i
provvedimenti assunti dall’AGCM, ivi incluso quello relativo alla sussistenza dell’intesa e all’irrogazione della sanzione.
In data 11 settembre 2021 l’AGCM ha presentato ricorso al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento della sentenza del TAR.
Si segnala che il 25 luglio 2023 il Consiglio di Stato ha riformato la decisione del TAR Lazio confermando la validità del
provvedimento AGCM sul caso I820, rimandando all’Autorità per la rideterminazione della sanzione a seguito della riduzione della
durata dell’infrazione.
In considerazione delle statuizioni del Consiglio di Stato sul quantum della sanzione, con istanza del 28 agosto 2023, TIM ha chiesto
all’AGCM che la rideterminazione della sanzione avvenisse nel pieno contraddittorio tra le parti nell’ambito di un apposito
procedimento istruttorio.
Con provvedimento del 26 settembre 2023, notificato alla Società il 3 ottobre 2023, l’AGCM ha comunicato a TIM di aver
quantificato l’ammenda in 100.670.526,00 euro, ritenendo di non avere margini discrezionali nella esecuzione della sentenza del
Consiglio di Stato. TIM in data 12 ottobre 2023 ha presentato ricorso per revocazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato;
l’udienza per la discussione del ricorso per revocazione è stata fissata per il 6 marzo 2025 e successivamente posticipata al 10 aprile
2025. Con sentenza pubblicata in data 30 maggio 2025, il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione.
In data 13 ottobre 2023 TIM ha presentato ricorso avanti al TAR Lazio per l’annullamento del provvedimento di rideterminazione
della sanzione, con richiesta di sospensione in via cautelare che è stata respinta con ordinanza del 9 novembre 2023. In data 14
ottobre 2025 è stata pubblicata la sentenza del TAR che ha respinto il ricorso di TIM. La sentenza è stata impugnata da TIM con
ricorso in appello al Consiglio di Stato.
Con comunicazione del 6 dicembre 2023, l’Autorità ha sollecitato a TIM il pagamento della sanzione di 100.670.526,00 euro
maggiorata degli interessi legali maturati dal 3 novembre 2023 fino al giorno di effettivo pagamento pari a 5.535.913,60 euro.
Con comunicazione del 12 dicembre 2023, TIM ha contestato la debenza di tali interessi per assenza dei presupposti della liquidità
ed esigibilità richiesti dall’art. 1282 c.c., nonché un errore nell’individuazione del dies a quo per il calcolo.
L’Ufficio Bilancio dell’Autorità ha risposto il 2 febbraio 2024, riconoscendo un errore nel calcolo degli interessi legali che sono stati
dunque rideterminati nella misura di 4.121.837,47 euro, ma ribadendo che gli stessi sono dovuti.
Su istanza di TIM, AGCM ha concesso alla Società il pagamento rateale della sanzione in trenta rate mensili.
In data 29 marzo 2024, TIM ha presentato ricorso al TAR Lazio avverso la comunicazione dell’Ufficio Bilancio per contestare sia
l’errore nel calcolo degli interessi dovuti sia un difetto di competenza dell’Ufficio Bilancio.
In data 6 agosto 2025, l’Autorità ha nuovamente rideterminato l’importo degli interessi, comunicando alla Società un nuovo piano
rateale fino ad agosto 2026.
Procedimento Antitrust I850
Con decisione del 15 dicembre 2020 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei
confronti delle società Telecom Italia S.p.A., Fastweb S.p.A., Teemo Bidco S.r.l., FiberCop S.p.A., Tiscali Italia S.p.A. e KKR & Co. Inc.
per accertare l’esistenza di eventuali violazioni dell’articolo 101 del TFUE relativa all’offerta di coinvestimento.
Più precisamente l’istruttoria riguarda i contratti che regolano la costituzione e il funzionamento di FiberCop e gli accordi di
fornitura con Fastweb e Tiscali. AGCM intende verificare che tali accordi non creino ostacoli alla concorrenza tra gli operatori nel
medio e lungo termine e siano volti ad assicurare il rapido ammodernamento delle infrastrutture di telecomunicazione fissa del
Paese.
Il 6 agosto 2021 TIM ha presentato ad AGCM una proposta di impegni al fine di risolvere le preoccupazioni concorrenziali oggetto
dell’istruttoria ed addivenire alla conclusione del procedimento senza l’irrogazione di alcuna sanzione.
Il 7 settembre 2021 AGCM ha giudicato gli impegni suddetti non manifestamente infondati e ne ha disposto la pubblicazione sul
sito internet dell’Autorità a partire dal 13 settembre 2021; ha preso così avvio il c.d. market test che si è concluso il 13 ottobre 2021,
data entro la quale tutti i soggetti interessati hanno trasmesso ad AGCM le loro osservazioni in merito agli impegni in questione.
Il 14 dicembre 2021 AGCM ha prorogato il termine di conclusione del procedimento, inizialmente previsto per il 31 dicembre 2021,
fissandolo al 15 febbraio 2022.
E proprio nella sua adunanza del 15 febbraio 2022 AGCM ha infine deliberato l’approvazione degli impegni in quanto ritenuti idonei
a far venire meno i presunti profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria.
Come previsto nel dispositivo del provvedimento finale, il 22 aprile 2022 TIM ha inviato ad AGCM una prima relazione sulle misure
adottate per adempiere agli impegni assunti.
L’11 maggio 2022 AGCM ha comunicato a TIM la presa d’atto delle misure illustrate nell’ambito della relazione suddetta.
Il 31 gennaio 2023 TIM ha inviato ad AGCM una seconda relazione sullo stato di attuazione degli impegni assunti.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
484
Il 30 gennaio 2024 TIM ha inviato ad AGCM la prevista relazione annuale sullo stato di attuazione degli impegni assunti.
Con ricorso notificato ad aprile 2022 Open Fiber ha impugnato presso il TAR Lazio, previa richiesta di adozione di misure cautelari, il
suddetto provvedimento AGCM n. 3002 con cui è stato chiuso il procedimento rendendo obbligatori gli impegni che secondo la
ricorrente non sarebbero idonei a rimuovere i profili anticoncorrenziali individuati con il provvedimento di avvio dell’istruttoria.
Ad esito dell’udienza cautelare dello scorso 1° giugno 2022, il TAR ha rigettato la richiesta e fissato il merito al 26 gennaio 2023.
All’udienza del 26 gennaio dopo ampia discussione, il giudice si è riservato. Con sentenza del 14 aprile 2023, il TAR ha dichiarato
infondato e respinto il ricorso di Open Fiber, che il 10 luglio 2023 ha impugnato la sentenza del TAR al Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato ha fissato, per la discussione del ricorso in oggetto, l’udienza del 14 novembre 2024, rinviata al 10 aprile 2025 in
ragione di quanto palesato dall’appellante in ordine ad un possibile intervento dell’AGCM che avrebbe potuto far venir meno
l’interesse al ricorso di prime cure. La causa all’udienza del 10 aprile 2025 è stata trattenuta in decisione. Il 17 dicembre 2024, in
accoglimento delle istanze avanzate da TIM e da FiberCop, AGCM ha deliberato con provvedimento n. 31414 la revoca degli
impegni resi vincolanti dall’Autorità con delibera n. 30002 del 15 febbraio 2022 nell’ambito del procedimento in questione.
Secondo l’Autorità, a partire dal 1° luglio 2024 sono venute meno le preoccupazioni concorrenziali inerenti l’ipotesi iniziale di intesa
restrittiva della concorrenza a seguito del perfezionamento del processo di scorporo delle infrastrutture di rete fissa di TIM.
In data 13 maggio 2025 il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello di Open Fiber in ragione della sopravvenienza del
provvedimento di revoca degli impegni disposta dall’AGCM.
Il provvedimento di revoca degli impegni (n.31414) approvati con la delibera n. 30002 del 15 febbraio 2022, è stato impugnato
innanzi al TAR Lazio da Open Fiber, Fastweb e Iliad, si è in attesa della fissazione dell’udienza.
Procedimento Antitrust I857
Il 6 luglio 2021 AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di TIM e DAZN per possibile intesa restrittiva della concorrenza
relativamente all’accordo per la distribuzione, e il supporto tecnologico, per i diritti TV della Serie A di calcio nel triennio 2021-2024.
L’istruttoria è, inoltre, volta a verificare la restrittività dell’intesa con riferimento a ulteriori elementi che riguardano la possibile
adozione da parte di TIM di soluzioni tecniche non disponibili per gli operatori di telecomunicazione concorrenti e che potrebbero
tradursi in ostacoli all’adozione di soluzioni tecnologiche proprie.
L’Autorità ha contestualmente anche avviato un sub procedimento per l’eventuale adozione di misure cautelari.
Con delibera del 27 luglio 2021 AGCM ha chiuso il procedimento cautelare, ritenendo che le iniziative e le modifiche all’accordo nel
frattempo proposte da parte di TIM e di DAZN siano idonee, allo stato, a impedire che durante il procedimento di accertamento si
produca un danno grave e irreparabile per la concorrenza.
Infatti, le misure suddette mirano, nel loro complesso, ad evitare possibili discriminazioni nella fruizione del servizio DAZN
riconducibili alla sua attivazione da parte di utenti che utilizzano servizi di connessione internet diversi da quelli offerti da TIM.
Inoltre, è stato modificato l’accordo tra TIM e DAZN al fine di garantire a DAZN una piena libertà nell’applicare sconti e promozioni.
TIM si è anche impegnata a fornire a DAZN un quantitativo sufficiente di set-top-box white label per garantire anche ai clienti di
DAZN la visione sul digitale terrestre delle partite in caso di problemi di connessione.
TIM, infine, si è impegnata a fornire servizi wholesale agli OAO interessati per la gestione di picchi di traffico derivanti da
trasmissioni dati live, a prescindere dalla tipologia di contenuti trasportati.
Il 29 ottobre 2021 TIM ha presentato ad AGCM una proposta di impegni al fine di risolvere le preoccupazioni concorrenziali oggetto
dell’istruttoria e addivenire alla chiusura del procedimento senza l’accertamento di alcuna infrazione e quindi senza l’irrogazione di
sanzione.
Il 14 dicembre 2021 AGCM ha deliberato la pubblicazione, sul sito internet della stessa Autorità, della proposta di impegni succitata
in quanto tali impegni appaiono, nel loro complesso, non manifestamente infondati e tali da rimuovere le restrizioni alla
concorrenza ipotizzate nel provvedimento di avvio dell’istruttoria in questione.
Il 5 gennaio 2022 con la succitata pubblicazione sul sito internet di AGCM ha preso avvio il c.d. market test.
Il termine per le controdeduzioni e la proposta di eventuali modifiche accessorie agli impegni presentati da TIM e DAZN viene
fissato al 7 marzo 2022.
Il 23 febbraio 2022 TIM e DAZN vengono convocati separatamente in audizione dagli Uffici di AGCM. Nel corso dell’audizione, gli
Uffici comunicano a TIM – e successivamente confermano nel verbale dell’audizione – che il Collegio, in un’adunanza tenutasi il 15
febbraio, riteneva necessarie alcune modifiche “accessorie” al fine dell’approvazione degli impegni presentati.
TIM e DAZN provvedono il 4 marzo 2022 a richiedere una proroga del termine per la presentazione di osservazioni, anche in
considerazione delle novità emerse il 23 febbraio. Il nuovo termine viene fissato al 23 marzo 2022.
In data 22 marzo 2022 TIM rappresenta all’Autorità che le ulteriori modifiche ritenute necessarie dal Collegio al fine
dell’approvazione degli impegni avrebbero comportato un completo stravolgimento del contenuto e dell’equilibrio economico degli
accordi sottoscritti da TIM e DAZN, tale da non rendere più perseguibile il modello di business ipotizzato. Nel contempo TIM
rendeva noto all’Autorità l’avvio di negoziazioni con DAZN aventi come possibile oggetto la revisione della clausola di esclusiva
della distribuzione, che costituisce il principale oggetto dell’attività istruttoria dell’Autorità. Considerata la complessità delle
negoziazioni, TIM richiedeva una proroga di ulteriori 30 giorni per la presentazione di osservazioni. La proroga veniva accordata e il
nuovo termine fissato al 23 aprile 2022.
Il 20 aprile 2022 DAZN e TIM, in considerazione del protrarsi delle trattative, anche a causa della complessità e rilevanza economica
di quanto oggetto di negoziazione, richiedevano un’ulteriore proroga. Il nuovo termine veniva fissato al 9 maggio 2022.
Il 9 maggio 2022 TIM informava l’Autorità di aver manifestato a DAZN la propria disponibilità a rinunciare all’esclusività del rapporto
di distribuzione dei diritti calcio della Serie A, come attualmente disciplinato dal Deal Memo, con la conseguente facoltà per DAZN
di distribuire tali diritti anche attraverso operatori terzi e che, a fronte della disponibilità alla rinuncia a tale diritto, le Parti avevano
avviato una negoziazione per la revisione dell’impegno economico contrattualmente previsto a carico di TIM.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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Il 7 giugno 2022 l’Autorità disponeva il rigetto degli impegni presentati, i quali "appaiono, sia complessivamente sia singolarmente
considerati, inidonei a far venire meno i profili anticoncorrenziali individuati nella delibera di avvio dell’istruttoria, in quanto non
suscettibili di risolvere le preoccupazioni concorrenziali evidenziate nel provvedimento di avvio, laddove non si sono tradotti in
modifiche contrattuali condivise, tali da eliminare le criticità concorrenziali" evidenziate dall’Autorità.
Sempre il 7 giugno 2022 l’Autorità disponeva il differimento del termine per la conclusione del procedimento al 31 marzo 2023.
Il 2 agosto 2022 TIM ha informato l’Autorità antitrust del raggiungimento di un nuovo accordo con DAZN, in forza del quale
quest’ultima ha la facoltà di distribuire i diritti del calcio tramite qualsiasi terza parte, superando il previgente regime di esclusiva a
favore di TIM.
Il 20 gennaio 2023 è stata notificata la comunicazione delle risultanze istruttorie (CRI).
AGCM ritiene che l’accordo del 27 gennaio 2021 (Deal Memo) abbia un contenuto ed abbia prodotto effetti anticoncorrenziali per
tutta la sua durata (fino cioè alla sottoscrizione del nuovo accordo del 3 agosto 2022).
Il 31 gennaio 2023 AGCM ha deliberato la proroga del termine di conclusione del procedimento al 31 maggio 2023.
TIM ha depositato la propria memoria difensiva il 28 marzo 2023 mentre l’audizione finale presso l’Autorità si è tenuta il 4 aprile
2023.
Il 18 aprile 2023 AGCM ha deciso di prorogare ulteriormente il termine di conclusione del procedimento al 30 giugno 2023 in ragione
della complessità delle argomentazioni difensive svolte dalle Parti nelle memorie presentate.
Il 28 giugno 2023 AGCM ha deliberato che le condotte attuate da TIM e DAZN costituiscono un’intesa restrittiva della concorrenza
in violazione dell’articolo 101 TFUE (nel seguito il “Provvedimento AGCM”).
Tuttavia, l’intesa, con particolare riferimento all’esclusiva, è durata solamente un mese circa, mentre i suoi effetti potenzialmente
restrittivi della concorrenza sono stati sterilizzati dal tempestivo avvio del procedimento istruttorio da parte dell’Autorità avvenuto
il 6 luglio 2021.
Il contestuale sub-procedimento cautelare, intervenuto a ridosso dell’avvio della prima stagione calcistica del triennio 2021-2024,
ha infatti impedito il prodursi degli effetti dell’intesa, in quanto ad inizio agosto 2021 TIM e DAZN hanno interrotto l’applicazione
delle clausole contrattuali contestate adottando misure volontarie. L’originario accordo è stato poi sostituito da un nuovo
contratto, stipulato nell’ agosto 2022, nel quale veniva meno del tutto l’esclusiva, eliminando così alla radice le preoccupazioni
concorrenziali sottese alla sussistenza dell’esclusiva di distribuzione.
Conseguentemente, alla luce anche delle circostanze attenuanti riconosciute, AGCM ha comminato a TIM una sanzione pecuniaria
di 760.776,82 euro e a DAZN una sanzione pecuniaria di 7.240.250,84 euro.
Il 20 settembre 2023 TIM ha pagato la sanzione con riserva in considerazione del ricorso avverso il provvedimento di soccombenza
che la Società ha presentato al TAR del Lazio.
L’11 maggio 2024 il TAR Lazio ha respinto i ricorsi di TIM e DAZN per l’annullamento del Provvedimento AGCM e, senza annullare il
predetto Provvedimento AGCM (che continuerà dunque a essere efficace fino all’eventuale modifica da parte della stessa AGCM),
ha dichiarato il dovere dell’AGCM di procedere alla riadozione del provvedimento, in conformità a quanto previsto nella sentenza
del TAR Lazio.
In estrema sintesi  il TAR Lazio  ha valorizzato il seguente motivo comune ai ricorsi di Sky e Fastweb: secondo la CRI l’intesa vietata
avrebbe avuto effetti sul mercato dal 27 gennaio 2021 al 4  agosto 2022, mentre il Provvedimento ha ridotto il periodo di durata
della violazione dal 1° luglio 2021, data in cui ha avuto inizio la commercializzazione dei diritti sulla base del Deal Memo, sino
all’attuazione ad inizio agosto 2021 delle misure volontarie adottate da TIM e DAZN nell’ambito del sub-procedimento cautelare.
Sussisterebbe, perciò, la contraddittorietà del Provvedimento AGCM rispetto alla CRI, senza che il Collegio abbia adeguatamente
motivato la propria decisione di discostarsi dalle risultanze istruttorie. TIM ha deciso di procedere con il ricorso in appello che è stato
notificato a tutte le parti coinvolte. Con ordinanza pubblicata in data 4 ottobre 2024, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di
sospensiva avanzata da TIM e con sentenza pubblicata in data 19 giugno 2025, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di TIM.
Il 12 novembre 2024, a seguito della sentenza del TAR 09315/2024 del 11 maggio scorso che ha accertato un difetto di motivazione
nella decisione iniziale dell’AGCM, l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/1990
(I857C) volto a rideterminare la durata dell’infrazione di cui al procedimento I857.
Nella sua adunanza del 24 giugno 2025 AGCM ha deliberato la proroga del termine di conclusione del procedimento al 31 dicembre
2025.
In data 24 settembre 2025 AGCM ha notificato a TIM la Comunicazione delle Risultanze Istruttorie (CRI) fissando per l'11 novembre
l’audizione finale. Il 2 gennaio 2026 AGCM ha notificato a TIM il provvedimento finale. L’Autorità ha esteso la durata dell’intesa
determinandola tra il 27 gennaio 2021 e il 3 agosto 2022. Ciononostante, l’importo originario della sanzione pari a 760.776,82 euro è
stato confermato. La sanzione era già stata pagata il 20 settembre 2023. TIM ha presentato ricorso.
Wind Tre S.p.A. – I857
Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano, notificato nel mese di gennaio 2024, l’operatore Wind Tre S.p.A. ha chiesto di
condannare TIM S.p.A. e DAZN limited, in solido tra loro, a risarcire a Wind Tre S.p.A. il danno da questa asseritamente subito per
effetto della pretesa violazione da parte delle convenute dell’art. 102 TFUE (abuso di posizione dominante), per aver sottoscritto tra
di loro nel gennaio 2021 un accordo (il c.d. Deal Memo) da cui – a parere dell’attore – sarebbero derivati danni da quantificarsi in
69.803.012,00 euro .
Inoltre, Wind Tre S.p.A. chiede anche la condanna di TIM S.p.A. al risarcimento del danno asseritamente derivante da campagne
pubblicitarie dirette secondo l’attore a suggerire alla clientela che la sottoscrizione del servizio FTTH di TIM, o l’adesione all’offerta
TIMVISION, rappresentassero l’unico mezzo per potere accedere ai contenuti del servizio DAZN, da quantificarsi in 10.266.377,00
euro.
In data 29 aprile 2024, TIM ha depositato la comparsa di costituzione e risposta in cui ha richiesto il rigetto delle pretese di Wind e
la sospensione del giudizio in attesa della pronuncia del TAR Lazio in merito alla richiesta di annullamento di TIM e DAZN del
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
486
provvedimento adottato dall’AGCM in data 28 giugno 2023 (con cui l’AGCM ha deliberato che le condotte attuate da TIM e DAZN
con la sottoscrizione del Deal Memo costituiscono un’intesa restrittiva della concorrenza).  La prima udienza è stata fissata
inizialmente per l’8 luglio 2024 e successivamente spostata all’11 marzo 2025. Con Ordinanza del 28 febbraio 2025, il Tribunale di
Milano ha disposto d’ufficio l’ulteriore spostamento della prima udienza al 10 settembre 2025 e poi successivamente al 15 ottobre
2025.
All’udienza del 15 ottobre 2025, la causa è stata rinviata al 12 maggio 2026.
Procedimento Antitrust I874
In data 17 dicembre 2024, l’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha deliberato l’avvio di un procedimento
istruttorio finalizzato a valutare l’eventuale portata anti-competitiva di alcune clausole contrattuali contenute nell’accordo tra TIM
e FiberCop (cd. Master Service Agreement) avente ad oggetto la disciplina dei rapporti tra le succitate entità conseguente alla
cessione delle attività relative alla rete fissa da TIM a FiberCop.
Nel corso del mese di giugno 2025, TIM e FiberCop hanno presentato Impegni ai sensi dell’articolo 14-ter della legge n. 287/1990,
consistenti in misure volte a superare le preoccupazioni concorrenziali sollevate dall’Autorità in fase di avvio del procedimento.
In data 30 luglio 2025, l’Autorità, ritenendoli non manifestamente infondati e riservandosi di svolgere ogni ulteriore valutazione in
merito all’idoneità degli impegni a rimuovere le restrizioni alla concorrenza, ha proceduto alla loro pubblicazione sul proprio sito
internet avviando in tal modo la fase di market test, ossia chiedendo al mercato eventuali osservazioni che sarebbero dovute
pervenire entro il 30 settembre 2025.
Il termine del market test è stato successivamente prorogato all’ 8 ottobre 2025 e quello per le repliche di TIM e FiberCop al 7
novembre 2025.
Il procedimento avrebbe dovuto concludersi entro il 31 gennaio 2026. Il 27 gennaio 2026 AGCM ha deliberato di prorogare il termine
di conclusione del procedimento al 18 febbraio 2026.
Il 23 febbraio 2026, l’Autorità ha pubblicato il provvedimento di chiusura del procedimento con cui ha accettato, e quindi reso
obbligatori, gli impegni proposti da TIM e FiberCop, avendoli ritenuti idonei a rimuovere le preoccupazioni concorrenziali che
avevano portato all'avvio del procedimento.
Il procedimento si è quindi chiuso senza accertamento dell’infrazione.
Gli Impegni riguardano la durata ed il perimetro dell’esclusiva tra TIM e FiberCop, il meccanismo di intermediazione di FiberCop
nelle scelte di migrazione della clientela di TIM, le modalità di applicazione degli sconti ed i diritti d’uso dei collegamenti in fibra
utilizzati da TIM nell’offerta ai propri clienti business. Le Parti dovranno predisporre e trasmettere in Autorità una relazione
sull’attuazione degli impegni assunti entro 6 mesi. L’Autorità si è riservata di rivedere la congruità degli impegni, alla luce delle
condizioni di mercato, al più tardi decorsi 2 anni dalla notifica del provvedimento.
Servizio Universale
Con decisione pubblicata nel mese di luglio 2015, il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello proposto da AGCOM e TIM avverso la
sentenza del TAR Lazio in tema di finanziamento degli obblighi di Servizio Universale per il periodo 1999-2003. Con tale sentenza il
giudice amministrativo ha accolto i ricorsi proposti da Vodafone annullando le delibere AGCOM nn. 106, 107, 109/11/CONS di
rinnovazione dei procedimenti relativi, che includevano anche Vodafone tra i soggetti tenuti al contributo, per un importo di circa
38 milioni di euro. La sentenza, in sostanza, afferma che l’Autorità non ha dimostrato quel certo grado di “sostituibilità” tra
telefonia fissa e mobile propedeutica all’inclusione dei gestori mobili tra i soggetti tenuti a remunerare il costo del servizio
universale, ciò che comporta per l’AGCOM la necessità di emettere un nuovo provvedimento. TIM ha presentato istanza di
rinnovazione all’AGCOM e ricorso in Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato (la Cassazione ha poi ritenuto
inammissibile tale ricorso).
Nel mese di aprile 2016, Vodafone ha proposto ricorso dinanzi al Consiglio di Stato contro il Ministero dello Sviluppo Economico
(MISE) e nei confronti di TIM, per l’ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato. Tale ricorso si riferisce alla delibera AGCOM n.
109/11/CONS (annualità 2003 per la quale Vodafone aveva versato la somma di circa 9 milioni di euro a titolo di contributo di cui
chiede la restituzione).
Il Consiglio di Stato, con la sentenza di novembre 2016, ha rigettato il ricorso rinviando al TAR la decisione sulle modalità di
ottemperanza. Nel mese di febbraio 2017, Vodafone ha presentato al TAR Lazio quattro nuovi ricorsi contro il MISE e nei confronti
di TIM per l’ottemperanza della sentenza, confermata in secondo grado, di annullamento delle delibere per le annualità 1999-2003
e la restituzione dei citati importi di circa 38 milioni di euro già versati al MISE a titolo di contributo.
Il TAR, con sentenze del giugno 2018, ha rigettato tutti ricorsi per l’ottemperanza proposti da Vodafone affermando
espressamente, così come chiesto da TIM, l’obbligo in capo all’Autorità di rinnovare i procedimenti con particolare riguardo alla
determinazione dell’entità del grado di sostituibilità tra fisso e mobile. Le quattro sentenze sono state impugnate da Vodafone
innanzi al Consiglio di Stato, il quale con decisione dell’ottobre del 2019 ha accolto l’appello di Vodafone affermando l’obbligo
restitutorio delle somme in questione in capo a TIM.
Con delibera n. 263/20/CIR, AGCOM ha avviato il procedimento per la rinnovazione dell’istruttoria relativa alla iniquità del costo
netto del servizio universale per gli anni 1999-2009. e la ripartizione degli oneri del contributo. Vodafone ha impugnato dinanzi al
TAR la predetta delibera. Il procedimento di rinnovazione si è concluso con la delibera 18/21/CIR che ha sostanzialmente
confermato lo schema di provvedimento. Questa stessa delibera è stata impugnata al TAR da TIM esclusivamente per le annualità
1999 e 2000, mentre Vodafone, Wind e Fastweb hanno impugnato con motivazioni opposte la delibera in ordine a tutte le
annualità interessate. Con sentenze pubblicate nel mese di febbraio 2022, la delibera 18/21/CIR è stata parzialmente annullata,
infatti il TAR ha respinto la censura principale con cui si denunciava l’esaurimento del potere di rinnovazione e accolto il solo motivo
incentrato sulla presunta irragionevolezza della soglia prevista da AGCOM per l’analisi di iniquità seconda facie. Fastweb, Vodafone,
Wind, AGCOM e la stessa TIM hanno appellato di fronte al Consiglio di Stato la sentenza del TAR; le relative udienze di merito sono
state fissate per il 4 aprile e 27 aprile 2023. All’esito dell’udienza del 4 aprile 2023 il relativo giudizio è stato trattenuto in decisione. Il
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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18 aprile 2023 il CdS ha emanato un’ordinanza collegiale con la quale ha rimesso alla Corte di Giustizia UE alcune questioni
pregiudiziali.
La Corte di Giustizia UE con sentenza pubblicata in data 19 settembre 2024 ha accolto le tesi difensive di TIM e rigettato le tesi di
Vodafone stabilendo che: i) non è necessaria la prova di un certo grado di sostituibilità fisso/mobile ai fini della partecipazione degli
operatori mobili al meccanismo di ripartizione di un onere iniquo, ii) spetta agli stati membri stabilire i criteri per valutare l’iniquità
dell’onere. L’udienza per i giudizi sospesi avanti il Consiglio di Stato in attesa della decisione della Corte di Giustizia è stata fissata al
8 maggio 2025.
I suddetti giudizi sono stati, quindi, definiti con sentenze del 20 e del 26 maggio 2025 le quali hanno rigettato tutti i motivi di ricorso
principale e incidentale, ad eccezione di quello proposto da Vodafone con il quale si contestavano le modalità della analisi di
iniquità di seconda facie e, più nel dettaglio, il valore-soglia dell’iniquità individuato da AGCOM. Il 30 settembre con Delibera 41/25/
CIR è stato disposto da AGCOM l’avvio del procedimento concernente il riesame della iniquità del costo netto del servizio universale
per gli anni 1999-2009.
Contenzioso per “Conguagli su canoni di concessione” per gli anni 1994-1998
In ordine ai giudizi promossi negli anni scorsi relativi alla richiesta di pagamento, da parte del Ministero delle Comunicazioni, di
conguagli su quanto versato a titolo di canone di concessione per gli anni 1994-1998 (per un importo complessivo di 113 milioni di
euro), il TAR Lazio ha respinto il ricorso della Società avverso la richiesta di conguaglio sul canone per l’esercizio 1994 per un
importo di circa 11 milioni di euro, di cui 9 milioni di euro a fronte di fatturato non percepito per perdite su crediti. TIM ha proposto
ricorso in appello. All’esito del giudizio, con sentenza di dicembre 2019, il Consiglio di Stato ha accolto in parte la tesi di TIM,
stabilendo il principio secondo cui avrebbero potuto essere dedotti dalla base imponibile per il calcolo del canone concessorio i
crediti riferiti all’annualità 1994 non riscossi per causa non imputabile al gestore. Poiché il MISE non ha dato seguito alle
sollecitazioni di TIM finalizzate ad ottenere l’ottemperanza alla sentenza, TIM ha proposto un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato
per mancata esecuzione del giudicato, ma con sentenza datata aprile 2022 la domanda di ottemperanza proposta da TIM è stata
respinta. Avverso tale sentenza TIM ha presentato ricorso per revocazione al Consiglio di Stato, che con sentenza 3318/2023 è stato
dichiarato inammissibile.
Con due ulteriori sentenze il TAR Lazio, ribadendo le motivazioni già espresse in precedenza, ha respinto anche i ricorsi con i quali la
Società ha impugnato le richieste di conguagli per canoni di concessione relativi agli anni 1995 e 1996-1997-1998, per un importo di
circa 46 milioni di euro. Anche per queste sentenze TIM ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Con sentenza pubblicata ad aprile
2022 il Consiglio di Stato ha ribadito i principi già fissati per l’esercizio 1994, e cioè che i crediti divenuti irrecuperabili per causa non
imputabile al gestore, correttamente gestiti a livello contabile, bilancistico e fiscale, potevano essere dedotti dalla base imponibile
per il calcolo del canone concessorio.
Con riferimento al conguaglio del canone 1998 (pari a circa 41 milioni di euro), il TAR Lazio con ordinanza del dicembre 2018 ha
sospeso il giudizio, sollevando due questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia UE sulla corretta portata della direttiva comunitaria
CE n. 97/13 (in materia di autorizzazioni generali e licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione alla base del
contenzioso sul canone 1998 attualmente pendente dinanzi alla corte di appello di Roma ed illustrato in un successivo paragrafo).
Le questioni pregiudiziali si basavano, tra l’altro, sul quesito posto alla Corte di Giustizia in ordine al possibile contrasto tra la citata
Direttiva CE 97/13 e le norme nazionali, che avevano prorogato per il 1998 l’obbligo di pagamento del canone (commisurato ad una
porzione del fatturato) a carico dei concessionari di telecomunicazioni, nonostante l’intervenuto processo di liberalizzazione. Con
sentenza di marzo 2020, la Corte di Giustizia UE ha ritenuto che il sistema normativo comunitario debba essere interpretato nel
senso che esso non consenta a una normativa nazionale di prorogare per l’esercizio 1998 l’obbligo imposto a un’impresa di
telecomunicazioni, precedentemente concessionaria (come TIM), di versare un canone calcolato in funzione del fatturato e non
solo dei costi amministrativi connessi al rilascio, alla gestione, al controllo e all’attuazione del regime di autorizzazioni generali e di
licenze individuali. La Corte ha, tra l’altro, affermato che il Consiglio di Stato giudicando nella sentenza n. 7506/2009 che il canone
imposto per il 1998 a TIM, titolare di un’autorizzazione esistente alla data di entrata in vigore della Direttiva 97/13, fosse dovuto, ha
interpretato il diritto nazionale in un senso incompatibile con il diritto dell’UE, quale interpretato dalla Corte nella sua sentenza del
21 febbraio 2008. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE il giudizio sul conguaglio del canone del 1998 è stato riassunto
dinanzi al TAR Lazio che, con sentenza del febbraio scorso, ha dichiarato improcedibile il ricorso di TIM per una motivazione di
carattere processuale, e cioè in ragione della prevalenza del giudicato formale rappresentato dalla sentenza n. 7506/09; sul piano
sostanziale invece la sentenza della Corte di Giustizia UE ha accertato nuovamente l’illegittimità comunitaria della pretesa
creditoria della Pubblica Amministrazione di ottenere il pagamento del canone del 1998 e di conseguenza del conguaglio. La
società ha impugnato la sentenza del TAR Lazio al Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato, all’esito dell’udienza pubblica del 4 dicembre 2024, ha sospeso il giudizio fino alla definizione del ricorso per
cassazione proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Roma
che, con riferimento al canone di concessione del 1998, ha accolto la domanda di TIM. All’esito della sentenza della Cassazione
(n.33241/25 pubblicata il 19 dicembre 2025) che ha rigettato il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata depositata
l’istanza di fissazione dell’udienza di merito del giudizio sul conguaglio canone concessione 1998. Tale udienza è stata fissata in
data 15 aprile 2026.
Brasile - arbitrato Opportunity
Nel maggio 2012, TIM e Telecom Italia International N.V. (oggi fusa in Telecom Italia Finance) hanno ricevuto la notifica di un
procedimento arbitrale promosso dal gruppo Opportunity per il risarcimento di danni asseritamente subiti per la presunta
violazione di un accordo transattivo firmato nel 2005. Nella prospettazione di parte attrice, i danni sarebbero riconducibili a
circostanze emerse nell'ambito dei procedimenti penali innanzi al Tribunale di Milano aventi, fra l'altro, a oggetto attività illecite
poste in essere da ex dipendenti di TIM.
Conclusasi la fase istruttoria, nel mese di novembre 2014 si è tenuta l’udienza di discussione, a seguito della quale le parti hanno
depositato le proprie memorie conclusionali in vista della decisione del caso.
Nel mese di settembre 2015, il Tribunale Arbitrale ha dichiarato la chiusura del procedimento in vista del deposito del lodo.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
488
Nel settembre 2016 la Corte ICC ha comunicato alle parti il lodo, mediante il quale il Tribunale Arbitrale ha respinto tutte le pretese
del gruppo Opportunity e ha deciso per la compensazione fra le parti delle spese legali, per gli esperti e amministrative (il “Lodo
2016”).
Ad aprile 2017 il gruppo Opportunity ha presentato appello contro il Lodo 2016 dinanzi alla Corte d’Appello di Parigi.
Nel novembre 2017, TIM e Telecom Italia Finance hanno ricevuto dal Segretariato della Corte Internazionale di Arbitrato dell'ICC la
notifica di una Richiesta per la Revisione dello stesso Lodo 2016 depositata dal gruppo Opportunity, al fine di ottenere l’emissione di
un nuovo lodo. Successivamente, è stato costituito il Tribunale Arbitrale.
Ad ottobre 2018, TIM e Telecom Italia Finance hanno chiesto la sospensione del procedimento pendente di fronte alla Corte
d’Appello di Parigi, in ragione della pendenza del procedimento di revisione di fronte al Tribunale Arbitrale ICC sullo stesso Lodo
2016. A novembre 2018, la Corte d’ Appello di Parigi ha sospeso il procedimento fino alla decisione del Tribunale Arbitrale nel
procedimento di revisione.
Relativamente al procedimento di revisione del Lodo 2016, ad ottobre 2019, si è tenuta a Parigi l’udienza di discussione. Ad agosto
2020, il Tribunale Arbitrale ha emesso il lodo rigettando la Richiesta di Revisione presentata dal gruppo Opportunity (il “Lodo
2020”). A dicembre 2020, il gruppo Opportunity ha presentato appello contro il Lodo 2020 dinanzi alla Corte d’Appello di Parigi. A
maggio 2021, il gruppo Opportunity ha chiesto alla Corte d’Appello di Parigi la riassunzione del procedimento iniziato contro il Lodo
2016.  Successivamente, il gruppo Opportunity, TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato le proprie memorie nei due
procedimenti pendenti dinanzi la Corte d’Appello di Parigi, rispettivamente contro il Lodo 2016 e contro il Lodo 2020. In data 8
gennaio 2024 si è tenuta, di fronte alla Corte d’Appello di Parigi, l’udienza di discussione per entrambi i procedimenti di appello.
Con decisione del 2 maggio 2024 la Corte d’Appello di Parigi ha ritenuto di annullare il Lodo 2016 per motivi inerenti alla
partecipazione al collegio arbitrale di un componente considerato dalla Corte in conflitto d’interessi. In pari data, con separato
provvedimento, la Corte ha disposto la riapertura del procedimento del Lodo 2020.
Il 20 giugno 2024 TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato ricorso in Cassazione contro alla sentenza di annullamento del
Lodo 2016.
Il 24 giugno 2024 sono state formulate le osservazioni sulle conseguenze dell’annullamento del Lodo 2016 sulla richiesta afferente
al Lodo 2020, il cui relativo procedimento è ancora pendente.
Il 3 settembre 2024, la Corte d’Appello di Parigi ha rigettato la richiesta di Opportunity di annullamento del Lodo 2020 a seguito
dell'annullamento del Lodo 2016. Il relativo procedimento è pertanto sospeso fino all'esito del giudizio avviato dinanzi alla Corte di
Cassazione e il Lodo 2020 rimane valido.
Il 20 dicembre 2024 TIM e Telecom Italia Finance hanno depositato la memoria nel procedimento di Cassazione volto a ribaltare la
decisione della Corte d'Appello di Parigi che ha annullato il Lodo 2016.
La Corte di Cassazione in data 21 gennaio 2026, ha confermato la decisione della Corte d’Appello di annullamento del Lodo 2016
per motivi inerenti alla partecipazione al collegio arbitrale di un componente considerato dalla Corte in conflitto d’interessi.
Iliad (winback)
Con atto di citazione notificato nel corso del primo trimestre 2020, Iliad Italia S.p.A. ha convenuto TIM dinanzi al Tribunale di Milano
per presunte condotte anticoncorrenziali, adottate anche tramite il marchio Kena Mobile, asseritamente volte ad ostacolarne
l’ingresso ed il consolidamento nel mercato della telefonia mobile in Italia, avanzando pretese risarcitorie per almeno 71,4 milioni di
euro.
TIM si è costituita in giudizio sia contestando integralmente le richieste di Iliad Italia S.p.A. sia proponendo a sua volta domanda
riconvenzionale ai sensi dell’art. 2598 c.c., con riferimento alle condotte denigratorie poste in essere da Iliad Italia S.p.A. nei
confronti di TIM, e formulando simmetricamente richiesta risarcitoria di danni. Nella prima memoria istruttoria Iliad ha aggiornato
le proprie pretese risarcitorie portandole a 242,8 milioni di euro e successivamente a 292,8 milioni di euro
Il giudizio si è chiuso con sentenza del 25 settembre 2023 senza riconoscimento di danno in favore di Iliad, la domanda
riconvenzionale di TIM è stata dichiarata inammissibile.
Con atto di citazione in appello notificato il 15 dicembre 2023 Iliad ha chiesto la parziale riforma della sentenza di primo grado
chiedendo tra le altre cose la condanna di TIM all’integrale risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito da Iliad,
per un importo non inferiore a 292,8 milioni di euro.
In data 17 aprile 2024 TIM si è costituita in giudizio presentando anche appello incidentale. All’udienza dell’8 maggio 2024 il Giudice
si è riservato di decidere sulle istanze istruttorie. Con provvedimento del 29 maggio 2024 il Giudice, a scioglimento della riserva
assunta all’udienza dell'8 maggio 2024, rilevato che parte appellante risultava aver riprodotto in appello parte dei documenti 
prodotti in primo grado esclusivamente su chiavetta USB e che tuttavia la suddetta chiavetta USB non era consultabile, in quanto
protetta da una password che non risultava comunicata, ritenuto di dover procedere all’acquisizione della password e al
conseguente accesso alla chiavetta USB nel contraddittorio tra le parti, ha rinviato per la comparizione delle parti all'udienza dell'11
settembre 2024. All’udienza dell’11 settembre 2024, il Giudice si è riservato di decidere sulle istanze istruttorie.
Con ordinanza del 14 ottobre 2024 è stata fissata l’udienza del 30 aprile 2025 per la rimessione della causa in decisione.
Nell’udienza del 30 aprile 2025 il Consigliere Istruttore, dato atto del deposito degli scritti conclusivi, ha rimesso la causa al Collegio
per la decisione. Con sentenza pubblicata il 25 giugno 2025, la Corte di Appello ha respinto integralmente il ricorso di Iliad. In data
30 settembre 2025 è scaduto il termine per presentare ricorso in Cassazione. Non essendo stato presentato alcun ricorso la
sentenza è passata in giudicato.
Iliad (vincoli di durata e costi di recesso)
Con atto di citazione notificato a settembre 2021, Iliad Italia S.p.A. ha convenuto TIM dinanzi al Tribunale di Milano per la asserita
applicazione alla clientela di condizioni contrattuali illecite in termini di vincoli temporali ed oneri economici di recesso con
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
489
riferimento ad offerte di telefonia mobile e fissa, con conseguente richiesta di condanna di TIM al risarcimento del danno al
momento quantificato in 120,4 milioni di euro.
L’udienza per la precisazione delle conclusioni originariamente fissata per il 28 maggio 2024 è stata dapprima rinviata al 10 giugno
2025 e poi al 16 dicembre 2025. In data 15 dicembre 2025 il Giudice ha comunicato un ulteriore rinvio dell’udienza di precisazione
delle conclusioni al 26 maggio 2026
Fastweb (migrazione ATM Ethernet)
Con atto di citazione notificato a dicembre 2021 TIM ha convenuto Fastweb dinanzi al Tribunale di Milano, chiedendo di accertare e
dichiarare che Fastweb non ha raggiunto gli obiettivi minimi di migrazione dalla tecnologia bitstream ATM alla tecnologia
bitstream Ethernet in nessuna delle 30 Aree di Raccolta in cui è suddiviso il territorio nazionale entro i termini previsti dalla
regolamentazione di settore e dal piano di migrazione concordato tra le parti; accertare e dichiarare che TIM ha pertanto diritto a:
(a) stornare a Fastweb i benefici economici relativi a tale migrazione, già concessi retroattivamente a partire dal 12 aprile 2016, e
(b) ottenere da Fastweb i corrispettivi per la banda ATM previsti dal contratto concluso tra le parti e dalle Offerte di Riferimento
vigenti ratione temporis; (c) per l’effetto, dichiarare tenuta e condannare Fastweb a corrispondere a TIM l’importo complessivo di
79.240.329,47 euro (o il diverso importo, anche maggiore, accertato in corso di causa).
Fastweb si è costituita in giudizio avanzando una domanda riconvenzionale per abuso di posizione dominante e inadempimento
contrattuale. La domanda di Fastweb è essenzialmente fondata su asseriti ritardi nella realizzazione della copertura Ethernet.
Controparte lamenta un danno di circa 81,4 milioni di euro. Il G.I., avendo constatato che la domanda riconvenzionale avanzata da
Fastweb sembra esorbitare dal profilo dell’inadempimento contrattuale e che, in tal caso, potrebbe affermarsi la competenza della
Sezione specializzata imprese, ha rimesso il fascicolo al Presidente di sezione per le opportune valutazioni. Il Presidente di sezione
ha trasmesso il fascicolo al Presidente della Sezione specializzata imprese. L’udienza di prima comparizione si è svolta il 14
dicembre 2022. L'udienza per l’eventuale ammissione delle istanze istruttorie è stata rinviata al 13 giugno 2023. A seguito del
deposito delle memorie istruttorie Fastweb ha aggiornato la quantificazione del danno asseritamente patito per effetto delle
condotte illecite di TIM, portandola a circa 101,1 milioni di euro (di cui 13,2 milioni di euro subordinati all’accoglimento della
domanda principale di TIM).
All’udienza del 13 giugno 2023, il G.I. si è riservato. A scioglimento della riserva il G.I. ha disposto la CTU e fissato l’udienza di
conferimento dell’incarico e giuramento del (o dei) CTU per il 21 novembre 2023. L’udienza per l’esame della CTU è fissata al 17
giugno 2025.
Il CTU ha sottoposto al G.I. una nuova istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato peritale. Il G.I. ha accolto l’istanza
e ha prorogato il termine per il deposito dell’elaborato al 16 ottobre 2025 e fissato l’udienza per la discussione al 4 novembre 2025.
Con provvedimento del 24.9.2025, la causa è stata riassegnata ad altro giudice.
In data 15 ottobre 2025, il CTU ha sottoposto al nuovo G.I. un'ulteriore istanza di proroga del termine per il deposito dell’elaborato
peritale. Il giudice ha concesso la proroga richiesta, fissando il termine del 15 aprile 2026, per il deposito della relazione definitiva del
CTU e l’ udienza di esame della CTU, per il 21 aprile 2026.
Iliad (INWIT)
Con atto di citazione notificato a luglio 2022 Iliad Italia S.p.A. ha convenuto Telecom, Vodafone e Infrastrutture Wireless Italiane
S.p.A. (“INWIT”) dinanzi al Tribunale di Milano, per accertare l’asserita illiceità delle condotte di INWIT, Telecom e Vodafone
consistenti nel rifiuto di consentire alla stessa Iliad di realizzare degli upgrade ai propri sistemi di trasmissione della telefonia mobile
installati su infrastrutture di proprietà di INWIT. Per l’effetto di tali condotte, Iliad ha chiesto che Telecom sia condannata, in solido
con INWIT e Vodafone, al risarcimento dei danni asseritamente subiti, che si è riservata di quantificare in corso di causa. L’udienza
di prima comparizione si è svolta il 5 aprile 2023, il Giudice si è riservato sull’eccezione di nullità dell’atto di citazione sollevata da
TIM. L’udienza di prima comparizione è stata differita all’11 ottobre 2023 a seguito dell’accoglimento dell’eccezione di nullità
dell’atto di citazione sollevata da TIM. All’udienza il Giudice ha fissato tre date per lo scambio di memorie tra le parti: 10 novembre
2023, 11 dicembre 2023 e 2 gennaio 2024. All’esito dell’udienza per la discussione sugli eventuali mezzi istruttori del 24 settembre
2024 il Giudice ha rinviato la causa per gli stessi incombenti all’udienza del 21 gennaio 2025. All’udienza del 21 gennaio 2025 le parti
hanno chiesto di comune accordo il rinvio della causa; la nuova udienza è fissata in data 23 settembre 2025. A seguito di accordo
transattivo tra le parti, il Tribunale di Milano ha dichiarato l’estinzione del giudizio in data 21 luglio 2025.
VAS (Servizi a Valore Aggiunto) - Sequestro della Procura di Milano
In data 24 aprile 2024 è stata celebrata l’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Milano. La Corte era chiamata a pronunciarsi
sull’impugnazione presentata da TIM avverso il provvedimento del GIP di Milano con cui veniva disposto ai danni della Società il
sequestro sotto dettagliato.
All’esito della discussione, il Tribunale del Riesame di Milano, in accoglimento dell’impugnazione proposta dalla Società, con
provvedimento depositato il 26 aprile 2024, ha:
disposto l’annullamento del decreto di sequestro in favore della TIM per un importo di 248.941.282,30 euro; e
ordinato l’integrale restituzione di quanto in precedenza sequestrato a TIM.
In particolare si riepiloga di seguito gli elementi che hanno condotto al citato sequestro da parte della Procura di Milano.
In data 29 febbraio 2024, era stato notificato a TIM un provvedimento di sequestro che era stato emesso in data 8 febbraio 2024
dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano, col quale era stato disposto il sequestro preventivo delle somme giacenti sui conti
correnti intestati alla Società, per un importo complessivo di 248.941.282,30 euro.
Il provvedimento aveva ad oggetto una asserita frode informatica (art.640-ter cod.pen.) nel settore dei c.d. “VAS” (i.e. Servizi a
Valore Aggiunto) erogati da società terze chiamate CSP (i.e. “Content Service Provider”).
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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TIM non è indagata nel procedimento in oggetto, e che il reato in contestazione non rientra tra quelli che, ai sensi del d.lgs. n. 231
del 2001, potrebbero astrattamente costituire presupposto di illecito amministrativo, imputabile alla Società.
Con specifico riferimento a TIM, l’evidenza di un possibile fenomeno fraudolento nel settore emergeva solo nel 2019, in ragione del
significativo numero di disconoscimenti di servizi VAS registrati in tale anno.
In tale periodo, la Società ha denunciato detti eventi alla Procura della Repubblica di Roma, nel cui procedimento è stato
confermato il ruolo della Società quale persona offesa vittima del reato, procedimento poi archiviato.
Inoltre, la Società ha prontamente effettuato tutte le azioni necessarie finalizzate a neutralizzare il fenomeno delle illecite
attivazioni dei servizi VAS.
La Procura di Milano, in data 10 marzo 2025, ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini dal quale risulta confermato che TIM
non è indagata ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001, circostanza confermata dalla richiesta di rinvio a giudizio notificata in data 17
febbraio u.s..
Eutelsat S.A.
In data 4 luglio 2025, Eutelsat ha ottenuto dal Tribunale di Roma l'emissione di un decreto ingiuntivo (non immediatamente
esecutivo) per la somma di euro 13.396.500 (oltre interessi e spese di lite), corrispondenti ai corrispettivi asseritamente dovuti del
periodo novembre 2023 - gennaio 2025 con riferimento al “Service Agreement” per la fornitura di servizi satellitari (connessione a
internet a banda larga e ad alta velocità) stipulato tra TIM ed Eutelsat S.A in data 23 aprile 2021.
Con atto di citazione del 12 settembre 2025, TIM ha promosso opposizione avverso il predetto decreto ingiuntivo, chiedendo il
rigetto delle pretese svolte da Eutelsat e la risoluzione del contratto per inadempimento di Eutelsat (o, in subordine, la diminuzione
del corrispettivo in misura proporzionale agli inadempimenti lamentati) e contestualmente la condanna di Eutelsat al risarcimento
di tutti i danni subiti.
Con comparsa depositata in data 19 dicembre 2025, Eutelsat si è costituita in giudizio chiedendo il rigetto delle domande svolte da
TIM nonché la conferma del decreto ingiuntivo opposto. In via riconvenzionale, Eutelsat ha inoltre chiesto la condanna di TIM al
pagamento di circa 79 milioni di euro (ulteriori rispetto a quelli oggetto del decreto ingiuntivo opposto), corrispondente ai
corrispettivi contrattuali asseritamente maturati e maturandi fra il gennaio 2025 e la scadenza naturale del contratto (in via
subordinata, la medesima somma è stata richiesta a titolo di risarcimento dei danni).
L'udienza di prima comparizione è fissata al 23 aprile 2026.
b) Altre informazioni
Vivendi S.E.
In data 15 dicembre 2023, TIM S.p.A. ha ricevuto la notifica di un ordinario atto di citazione da parte dell’azionista Vivendi, nel quale
viene contestata la legittimità della delibera consiliare del 5 novembre 2023 di approvazione dell'operazione di cessione delle
attività relative alla rete fissa di TIM e delle partecipazioni detenute in FiberCop S.p.A. e Telenergia S.r.l. (“NetCo”), da parte di
Optics BidCo S.p.A. (società controllata da KKR). Vivendi non ha formulato alcuna richiesta cautelare, né ha chiesto di inibire in via
d’urgenza l’esecuzione della delibera e degli atti negoziali conseguenti. La Società si è costituita nel giudizio per contestare la
fondatezza delle argomentazioni e delle richieste formulate da Vivendi, confermando la legittimità delle deliberazioni assunte dal
Consiglio di Amministrazione e degli accordi sottoscritti con Optics BidCo.
Con sentenza del 14 gennaio 2025 il Tribunale di Milano ha dichiarato il ricorso proposto da Vivendi inammissibile per difetto di
interesse ad agire e difetto di legittimazione ad agire, condannando parte attrice a rimborsare circa euro 40.000 a TIM per le spese
legali sostenute. La sentenza è stata impugnata da Vivendi con atto di citazione notificato in data 13 febbraio 2025 e,
successivamente, Vivendi S.E. con atto di rinuncia ex art. 306 c.p.c. ha dichiarato di rinunciare all’azione e agli atti del giudizio di
appello.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
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Contenzioso canone di concessione per l’anno 1998
TIM ha convenuto in giudizio in sede civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il risarcimento del danno causato dallo Stato
Italiano attraverso la sentenza d’appello n. 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato in violazione, ad avviso della Società, dei
principi del diritto comunitario.
La domanda principale su cui si fonda l’azione trova il suo fondamento nella giurisprudenza comunitaria che riconosce il diritto di
far valere la responsabilità dello Stato rispetto alla violazione dei diritti riconosciuti dall’ordinamento comunitario e lesi da una
sentenza divenuta definitiva, rispetto alla quale nessun altro rimedio sia più esperibile. La pronuncia del Consiglio di Stato ha
definitivamente negato il diritto di TIM alla restituzione del canone di concessione per l’anno 1998 (pari a 386 milioni di euro per
Telecom Italia e 143 milioni di euro per ex TIM, oltre ad interessi), già negato dal TAR Lazio nonostante la pronuncia favorevole e
vincolante della Corte di Giustizia UE del mese di febbraio 2008. Tale pronuncia riguardava il contrasto tra la Direttiva CE 97/13 in
materia di autorizzazioni generali e licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione e le norme nazionali, che avevano
prorogato per il 1998 l’obbligo di pagamento del canone a carico dei concessionari di telecomunicazioni, nonostante l’intervenuto
processo di liberalizzazione. La Società ha poi proposto, nell’ambito del medesimo procedimento, una domanda subordinata di
risarcimento per fatto illecito ai sensi dell’art. 2043 c.c.. La pretesa risarcitoria è stata quantificata in circa 529 milioni di euro, oltre
interessi legali e rivalutazione. L’Avvocatura di Stato si è costituita in giudizio avanzando domanda riconvenzionale per pari
importo. L’azione è stata sottoposta a un vaglio di ammissibilità da parte del Tribunale, il quale ha dichiarato l’inammissibilità della
domanda principale di TIM (azione per danni per manifesta violazione del diritto comunitario ai sensi della legge 117/88). Detta
decisione è stata però riformata in appello, in senso favorevole alla Società. Nel mese di marzo 2015 il Tribunale di Roma ha
emesso la sentenza di primo grado dichiarando la domanda della società inammissibile.
TIM nel 2015 ha presentato appello avverso tale decisione ed il giudizio pende in fase di precisazione delle conclusioni. La Corte di
Appello ha fissato l’udienza di precisazione delle conclusioni per il 2 aprile 2019. Successivamente, senza che sia intervenuta alcuna
nuova attività processuale, la Corte di Appello ha apoditticamente rinviato prima nel 2020 e poi nel 2021 l’udienza di precisazione
delle conclusioni (da cui decorrono i termini per conclusioni e repliche che portano in tempi stretti alla emissione della sentenza). A
tali rinvii è seguito l’ultimo del 15 gennaio 2021 con fissazione della nuova udienza al 25 gennaio 2022.
Sulle questioni di fondo della causa si deve rilevare quanto segue:
sulla ritenuta incompetenza del Tribunale di Roma (oggetto della sentenza del Tribunale di Roma appellata da TIM) a giudicare
dell’azione di responsabilità dello Stato Italiano per attività di magistrati di vertice (nella specie, Consiglio di Stato), dalla quale
sarebbe derivata la dichiarata inammissibilità dell’azione ai sensi dell’art. 5 legge n. 117/1978 (vecchio testo) – si sono
pronunciate le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza 7 giugno 2018, n. 14842, confermando la competenza del
Tribunale di Roma e quindi la correttezza della scelta di TIM di radicare nel foro romano la sua azione legale;
sulla illiceità del comportamento dello Stato Italiano – e pertanto sulla responsabilità dello Stato–Giudice ai sensi della legge n.
117/1998 – si è ancora una volta pronunciata, decidendo sulla questione pregiudiziale sollevata dal TAR Lazio in altro giudizio
connesso, la Corte di Giustizia UE con sentenza 4 marzo 2020 in C-34/19, ribadendo che TIM non era tenuta al pagamento del
canone preteso dallo Stato per l’anno 1998, e pertanto confermando la manifesta violazione da parte del Consiglio di Stato del
diritto comunitario (anche perché in aperto spregio della decisione già resa dalla Corte di Giustizia UE il 21 febbraio 2008, in
C-296/06, come peraltro già statuito dalla stessa Corte di Appello di Roma, sez. I, con decreto 31 gennaio 2012 che ha sancito la
ammissibilità processuale della azione legale di TIM);
sulla questione del diritto alla ripetizione del canone versato per l’anno 1998 – si è pronunciata la Corte di Cassazione, con
sentenza 7 settembre 2020, n. 18603, respingendo il ricorso proposto dalla Presidenza del Consiglio avverso la sentenza con
quale la stessa Corte di Appello di Roma aveva accolto la domanda restitutoria proposta da Vodafone (pagamento del canone
relativo all’anno 1998) per il medesimo titolo in separato giudizio..
In sostanza, la società ha pagato il canone contestato nel 1998; ha prontamente impugnato dinanzi al giudice amministrativo il
provvedimento amministrativo che le aveva ingiustamente imposto tale pagamento; il giudizio amministrativo dinanzi al Consiglio
di Stato si è concluso negativamente nel 2009 (nonostante la richiamata sentenza di segno opposto della Corte di Giustizia
europea); il giudizio civile di primo grado si è concluso nel marzo 2015 con sentenza di rigetto per motivi di ammissibilità (risolti poi
nel senso indicato dalla società con la richiamata sentenza della Cassazione a Sezioni Unite n. 14842/18) e per oltre 6 anni dalla
sentenza di primo grado – passando di rinvio in rinvio – la sentenza di appello non  è stata  emessa.
La società ha esaminato i diversi scenari ed azioni giuridiche (nazionali, comunitarie, ecc.) che possono contribuire alla definizione
della vertenza di appello. Si ritiene, infatti, che i principi della durata ragionevole del processo, ai sensi del comma 2 dell’articolo 111
della Costituzione nonché ai sensi dell’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, risultino vulnerati nella presente
vicenda considerando: (i) l’anno del pagamento del canone non dovuto è il 1998; (ii) il valore di tale canone è di circa 529 milioni di
euro cui aggiungere gli interessi da tale data; (iii) il lunghissimo iter processuale che non ha portato per anni  ad una sentenza di
appello (il cui avvio è dell’anno 2015); (iv) la circostanza che la questione giuridica appare di pronta soluzione, essendo state
emesse ben due sentenze della Corte di Giustizia UE che dichiarano incompatibile il pagamento del canone con la disciplina
comunitaria (sentenze che risultano, allo stato, disattese dal giudice nazionale).
Nell’ambito delle citate analisi volte a giungere alla definizione della sentenza di appello si deve segnalare che in data 25 gennaio
2021 la società ha depositato presso la corte di appello di Roma una istanza di anticipazione della udienza (slittata come detto al
25 gennaio 2022); ciò al fine di scongiurare l’ennesimo rinvio della causa, che – come noto - ha ad oggetto l’inottemperanza a ben
due decisioni rese inter partes, sul medesimo oggetto, dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per manifesta violazione del
diritto europeo da parte dello Stato-Giudice. Con provvedimento dell’8 febbraio 2021, la Corte di Appello di Roma (seconda sezione
specializzata in materia di impresa) ha ritenuto di poter accogliere l’istanza di anticipazione, fissando l’udienza al 30 novembre
2021. In tale data la causa è stata assunta in decisione con assegnazione dei termini di legge per comparse conclusionali e repliche.
Con ordinanza del 22 febbraio 2022, il Collegio, preso atto che uno dei suoi membri ha dichiarato di astenersi, ha rimesso la causa
sul ruolo, disponendo la trasmissione degli atti al Presidente della Corte d’Appello. In data 4 marzo 2022, la causa è stata
riassegnata ad altro giudice. Con provvedimento del 31 marzo 2022, il Collegio ha fissato l’udienza del 1° dicembre 2022 per la
precisazione delle conclusioni. Il Collegio ha rinviato la causa all’udienza del 19 gennaio 2023 per la discussione orale e,
successivamente, a seguito di istanza dell'avvocato dello Stato, al 9 marzo 2023. All’udienza del 13 dicembre 2023, il Collegio ha
concesso alle parti termine per le comparse conclusionali e le relative repliche.
Con sentenza n. 2320/2024 pubblicata in data 3 aprile 2024, la Corte d’Appello di Roma, in riforma della sentenza impugnata da
TIM, ha accolto la domanda proposta dalla Società, condannando la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento dell’importo
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 24
Contenziosi e azioni giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e garanzie
492
di 528.711.476,00 euro, oltre rivalutazione ed interessi legali a far data dal deposito del ricorso, con rifusione delle spese di lite,
quantificate in 550.000,00 euro oltre accessori.
In data 14 ottobre 2024 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha notificato il ricorso innanzi alla Corte di Cassazione. La Presidenza
del Consiglio dei Ministri in data 19 novembre 2024 ha depositato l’istanza di sospensiva della sentenza avanti la Corte d’Appello di
Roma che all’udienza del 16 dicembre 2024 ha rinviato l’udienza al 20 gennaio 2025. La Corte d’Appello, con ordinanza pubblicata
in data 22 gennaio 2025 ha rigettato il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri volto ad ottenere l’inibitoria
degli effetti esecutivi della sentenza della Corte d’Appello. La pubblica udienza del ricorso della Presidenza del Consiglio innanzi alla
Corte di Cassazione è stata fissata al 27 maggio 2025.
All’udienza la Corte ha rilevato d’ufficio che ai fini della decisione da rendersi sui ricorsi si configura la necessità di esaminare in via
preliminare la questione della correttezza o meno del mezzo di impugnazione proposto da TIM avverso la Sentenza n. 6174 del
2015 resa in primo grado dal Tribunale di Roma, assegnando alle parti termine di trenta giorni per il deposito di osservazioni,
presentate da TIM nei termini, riservandosi all’esito la decisione.
Con sentenza n. 33241 del 19 dicembre 2025, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, ha dichiarato assorbiti i motivi di ricorso incidentale condizionato di TIM e rigettato i restanti motivi di ricorso
incidentale, compensando integralmente tra le parti le spese del giudizio di legittimità.
Altre attività / passività connesse alle cessioni di asset e partecipazioni
Nell’ambito dei contratti di cessione di asset e società il Gruppo TIM ha garantito agli acquirenti, a fronte di passività derivanti
principalmente da problematiche in materia legale, fiscale, previdenziale e giuslavoristica, indennizzi normalmente commisurati a
una percentuale del prezzo di acquisto.
A fronte delle suddette passività potenziali,  per i soli casi in cui si è ritenuto probabile un esborso di risorse, si è proceduto al
relativo accantonamento a fondo rischi.
Si precisa inoltre che, nell’ambito di alcuni contratti di cessione di asset e/o di partecipazioni, sottoscritti dal Gruppo TIM, sono
previsti usuali meccanismi di aggiustamento prezzo post closing nonché meccanismi di earn out a favore di TIM.
c) Impegni e garanzie
Le garanzie personali prestate, complessivamente pari a 3.478 milioni di euro, si riferiscono principalmente a fideiussioni prestate
da TIM nell’interesse di imprese controllate (tra le quali si segnalano 1.702 milioni di euro relativi a Telecom Italia Capital, 784
milioni di euro relativi a Telecom Italia Finance, 260 milioni di euro relativi a Noovle, 109 milioni di euro relativi a Telecom Italia
Sparkle  e 57 milioni di euro relativi a Telsy).
Gli impegni di acquisto rilevanti in essere al 31 dicembre 2025 per contratti di durata pluriennale rientranti nell’attività operativa di
TIM S.p.A., complessivamente pari a 1.626 milioni di euro, si riferiscono principalmente a impegni assunti dalla Società per servizi di
information technology.
Le garanzie altrui prestate per obbligazioni di TIM, pari a 2.773 milioni di euro, si riferiscono per 1.242 milioni di euro a fideiussioni
prestate da banche e altre istituzioni finanziarie a fronte del corretto adempimento di obbligazioni contrattuali e per 1.531 milioni di
euro a garanzie assicurative. In particolare, si evidenzia quanto segue:
le garanzie assicurative si riferiscono prevalentemente a fideiussioni richieste da TIM in applicazione di disposizioni di legge per
appalti delle Pubbliche Amministrazioni e organismi equiparati;
TIM ha fatto rilasciare garanzie bancarie a favore di INPS a sostegno dell’applicazione – anche per alcune società del Gruppo –
dell’art. 4, comma 1, della legge 28 giugno 2012, n. 92 e dell’art. 41, comma 5bis, del D.Lgs. n.148/2015 per l’incentivazione
all’esodo dei lavoratori in possesso dei requisiti richiesti; l’ammontare complessivo delle garanzie è 876 milioni di euro (tra le
quali si segnalano 816 milioni di euro per TIM e 60 milioni di euro per altre società del Gruppo).
Si ricorda la fideiussione rilasciata da TIM a maggio 2018 a favore della Presidenza del Consiglio di 74 milioni di euro, richiesta per la
presentazione da parte di TIM dinanzi al TAR Lazio dell’istanza di sospensione cautelare della riscossione della sanzione irrogata
per l’asserita violazione dell’art. 2 del D.L. 15/3/2012 n. 21 (Golden Power).
Al 31 dicembre 2025, la quota non utilizzata delle linee di credito infragruppo concesse da TIM alle società controllate ammonta a
30 milioni di euro.
Le garanzie prestate a fronte di finanziamenti sono illustrate nella Nota 15 "Passività finanziarie (non correnti e correnti)".
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TIM S.p.A.
Nota 25
Ricavi
493
NOTA 25
RICAVI
Aumentano rispetto all'esercizio 2024 di 228 milioni di euro e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Vendite prodotti
710
769
Prestazioni e servizi
8.736
8.449
Totale
9.446
9.218
I ricavi da prestazioni e servizi sono principalmente rappresentati da servizi di fonia e dati su reti fissa e mobile per clientela Retail
pari a 7.668 milioni di euro (7.505 milioni di euro nell'esercizio 2024) e per altri operatori Wholesale pari a 108 milioni di euro (165
milioni di euro nell'esercizio 2024).
I ricavi sono esposti al lordo delle quote da versare agli altri operatori pari a 423 milioni di euro (417 milioni di euro nell'esercizio
2024), ricomprese nei “Costi per prestazioni di servizi”.
NOTA 26
ALTRI PROVENTI OPERATIVI
Aumentano di 1.032 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024 e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
973
Indennità di ritardato pagamento dei servizi telefonici
17
19
Recupero costi del personale, acquisti e prestazioni di servizi
27
34
Contributi in conto impianti e in conto esercizio
27
15
Risarcimenti, penali e recuperi connessi a vertenze
33
2
Revisioni di stima e altre rettifiche
57
96
Proventi per attività di formazione agevolata
1
1
Servizi correlati al MSA con FiberCop S.p.A.
82
42
Altri
48
24
Totale
1.265
233
Gli Altri proventi operativi dell'esercizio 2025 beneficiano in particolare del provento non ricorrente riferibile al risarcimento del
danno complessivo relativamente al canone di concessione per l'esercizio di attività di telecomunicazioni, versato dal Gruppo TIM
con riferimento all'esercizio 1998. Di seguito si riportano maggiori dettagli in relazione alle fasi del contenzioso.
Telecom Italia nel 2010 ha convenuto in giudizio in sede civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il risarcimento del danno
causato dallo Stato Italiano con la sentenza n. 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato - a seguito del giudizio instaurato da
Telecom Italia innanzi al TAR Lazio nel 2003-  che aveva definitivamente dichiarato dovuto il canone di concessione anche per
l’anno 1998 in violazione, ad avviso della Società, dei principi del diritto comunitario che, a partire da tale anno, vietava agli Stati
Membri di mantenere simili oneri concessori in capo alle imprese di comunicazione elettronica.
In particolare, a seguito dei suddetti giudizi amministrativi sfavorevoli, la Società ha avviato iniziative presso:
la Corte di Giustizia Europea affinché confermasse la non debenza del canone concessorio alla luce della normativa europea  e,
a seguire,
il Giudice civile italiano per richiedere il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano.
Di seguito i passaggi salienti del contenzioso amministrativo:
nel mese di novembre 2003 Telecom Italia ha depositato un ricorso al TAR del Lazio, chiedendo l'accertamento del proprio
diritto a non versare alcuna somma a titolo di canone di concessione;
nel mese di maggio 2006 il TAR del Lazio ha rimesso alla Corte di Giustizia UE la questione della compatibilità comunitaria
delle norme interne (art. 20 della legge n. 488/98) che, in un mercato già liberalizzato, avevano prorogato la vigenza per il 1998
dell’obbligo di pagamento del canone di concessione;
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 26
Altri proventi operativi
494
in data 23 febbraio 2008 la Corte di Giustizia UE si è pronunciata favorevolmente a Telecom Italia confermando al giudice
amministrativo di primo grado l’illegittimità del canone controverso.;
in data 15 dicembre 2008 il TAR del Lazio ha respinto la richiesta di rimborso del canone di concessione 1998 avanzata da
Telecom Italia;
nel mese di marzo 2009 è stato notificato presso il Consiglio di Stato il ricorso promosso da Telecom Italia avverso la decisione
del TAR del Lazio;
in data 1° dicembre 2009 con sentenza 7506/09, il Consiglio di Stato ha definitivamente negato il diritto di Telecom Italia alla
restituzione del canone di concessione.
Di seguito le principali fasi del contenzioso civile per il risarcimento del danno causato dallo Stato Italiano attraverso la sentenza
d'appello 7506/09 pronunciata dal Consiglio di Stato:
a marzo 2015 il Tribunale civile di Roma emetteva una sentenza con cui dichiarava la domanda risarcitoria della Società
inammissibile;
Telecom Italia proponeva appello e in data 3 aprile 2024 la Corte di Appello di Roma, con sentenza  n.2320/2024 accoglieva la
domanda e condannava la Presidenza del Consiglio dei Ministri a corrispondere a Telecom Italia 528.711.476,152 euro, oltre
accessori e spese di lite, riconoscendo dunque un risarcimento del danno per complessivi circa 973 milioni di euro, importo
comprensivo di rivalutazione ed interessi fino al 3 aprile 2024, oltre ulteriori interessi legali sino al soddisfo nella misura di cui al
1° comma del 1284 cod.civ.,  che, sino al 31 dicembre 2025, ammontano a circa 38 milioni di euro;
il calcolo del danno complessivo tiene conto della rivalutazione all’attualità dalla data di deposito del ricorso al TAR (novembre
2003) che costituisce l’atto introduttivo della domanda di ripetizione dell’indebito; sull’importo rivalutato all’attualità sono
dovuti gli interessi compensativi - secondo il criterio di cui alla nota sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite 1712/1995
- sugli importi rivalutati anno per anno;
la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha quindi notificato a Telecom Italia il ricorso per Cassazione avverso la sentenza della
Corte d’Appello di Roma, chiedendone la cassazione “con ogni conseguenziale provvedimento anche, occorrendo, di decisione
della controversia nel merito”;
Telecom Italia ha depositato il proprio controricorso con ricorso incidentale condizionato;
con sentenza del 19 dicembre 2025 n. 33241, la Corte di Cassazione ha confermato le ragioni della Società e resa
definitiva la decisione della Corte d’Appello del 3 aprile 2024 n. 2320/2024 e la misura del risarcimento complessivo del
danno da parte della presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti di Telecom Italia.
Le somme liquidate dalla suddetta sentenza n.2320/2024 ammontano a circa 973 milioni di euro, iscritti fra gli Altri Proventi del
Conto economico, a cui si aggiunge la valorizzazione degli interessi legali sino al 31 dicembre 2025 (circa 38 milioni di euro) iscritti
nei Proventi finanziari.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 27
Acquisti di materie prime e servizi
495
NOTA 27
ACQUISTI DI MATERIE PRIME E SERVIZI
Si incrementano di 1.406 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024 e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Acquisti di materie prime e merci
(a)
674
707
Costi per prestazioni di servizi
Quote di ricavo da riversare ad altri operatori
423
417
Costi per servizi di accesso a reti di telecomunicazioni
1.316
1.034
Ospitalità e delivery
594
449
Commissioni, provvigioni e altre spese commerciali
2.210
1.530
Spese di pubblicità e promozione
108
112
Consulenze e prestazioni professionali
97
85
Consumi energetici
259
200
Spese di manutenzione
250
152
Costi per altri servizi in outsourcing
393
375
Spese invio fatture, elenchi telefonici, altro materiale alla clientela
23
26
Spese di distribuzione e logistica
2
Spese di viaggio e soggiorno
4
4
Costi per assicurazioni
15
15
Prestazioni e servizi vari
277
270
(b)
5.971
4.669
Costi per godimento di beni di terzi
Affitti e locazioni
10
7
Altri costi per godimento beni di terzi
886
752
(c)
896
759
Totale
(a+b+c)
7.541
6.135
La crescita delle voce "Acquisti di materie e servizi" dell'esercizio 2025 risente dei costi connessi al contratto Master Service
Agreement (MSA) con FiberCop, attivo dal 1° luglio 2024 (con effetti per 12 mesi nel 2025 e per 6 mesi nel 2024) oltre agli effetti
della modifica prospettica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei costi contrattuali differiti di rete
fissa (con riferimento ai costi sostenuti in esercizi precedenti per acquisizione e costi esterni di esecuzione per attività di delivery e
provisioning per complessivi 671 milioni di euro).
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 9 "Crediti vari non correnti".
In applicazione dell’IFRS16, i costi per godimento di beni di terzi includono principalmente canoni di noleggio per contratti relativi ad
attività immateriali (886 milioni di euro, relativi soprattutto a licenze software).
La voce Prestazioni e servizi vari include principalmente prestazioni per prodotti e soluzioni software e spese di gestione relative a
immobili, impianti, automezzi.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 28
Costi del personale
496
NOTA 28
COSTI DEL PERSONALE
Aumentano di 81 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024 e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Costi ordinari del personale
Salari e stipendi
573
545
Oneri sociali
220
207
Trattamento di Fine Rapporto
Altri costi connessi al personale dipendente
142
79
(a)
935
831
Costi e accantonamenti per lavoro somministrato
(b)
Oneri diversi del personale e altre prestazioni lavorative
Oneri di ristrutturazione aziendale e per esodi agevolati
45
68
Altri
11
11
(c)
56
79
Totale
(a+b+c)
991
910
La voce “Costi ordinari del personale” si incrementa di 104 milioni di euro per effetto principalmente dell'accantonamento degli
oneri per vertenze con il personale, dei maggiori oneri accertati per l'erogazione dei premi di produttività correlati agli obiettivi
aziendali e per l'impatto connesso alla modifica prospettica della durata da 8 a 4 anni del riconoscimento a conto economico dei
Costi contrattuali differiti di Rete fissa (con riferimento ai costi sostenuti in esercizi precedenti per personale tecnico di rete per
attività di delivery e provisioning per 39 milioni di euro). Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 9 "Crediti vari non correnti".
Gli “Oneri di ristrutturazione aziendale e per esodi agevolati” ammontano a 45 milioni di euro (68 milioni di euro nel 2024) e
sono connessi principalmente ai piani di esodazione individuale, come previsto dall'accordo sindacale firmato con le OO.SS. il 12
aprile 2024 e all'integrazione salariale connessa allo stesso accordo.
Il numero medio equivalente retribuito dei dipendenti è pari al 31 dicembre 2025 a 10.841 unità (11.228 unità al 31 dicembre 2024).
La ripartizione per categorie è la seguente:
(numero unità)
2025
2024
Dirigenti
244
230
Quadri
2.140
2.082
Impiegati
8.457
8.916
Operai
Organico a payroll
10.841
11.228
Lavoratori con contratto di lavoro somministrato
Organico totale
10.841
11.228
Il personale in servizio al 31 dicembre 2025 è di 12.787 unità ( 12.951 unità al 31 dicembre 2024), con un decremento di 164 unità.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 29
Altri costi operativi
497
NOTA 29
ALTRI COSTI OPERATIVI
Diminuiscono di 13 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024 e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Svalutazioni e oneri connessi alla gestione dei crediti
94
92
Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri
26
36
Contributi e canoni per l’esercizio di attività di telecomunicazioni
18
19
Oneri ed accantonamenti per imposte indirette e tasse
29
28
Penali, indennizzi per transazioni e sanzioni amministrative
11
9
Quote e contributi associativi, elargizioni, borse di studio e stages
7
6
Altri oneri
36
44
Totale
221
234
di cui inseriti tra le Informazioni integrative su strumenti finanziari
94
92
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
NOTA 30
VARIAZIONE DELLE RIMANENZE
Risulta positiva per 5 milioni di euro (positiva per 14 milioni di euro al 31 dicembre 2024) ed è principalmente riconducibile a un
trend di minori consumi sul comparto Mobile.
Nel corso dell'esercizio 2025 le rimanenze di magazzino sono state oggetto di svalutazione per 4 milioni di euro.
NOTA 31
ATTIVITA' REALIZZATE INTERNAMENTE
Ammontano a 116 milioni di euro e diminuiscono di 28 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024. Sono costituite unicamente da
capitalizzazioni materiali e immateriali sul costo del lavoro e in particolare:
per 89 milioni di euro (-11 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024) relativi alle “attività immateriali a vita definita”, riguardanti
principalmente attività di sviluppo software e sviluppo di soluzioni di rete, applicazioni e servizi innovativi;
per 27 milioni di euro (-17 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024) relativi alle “attività materiali”, connesse a Progettazione,
Realizzazione e Collaudo di infrastrutture e impianti di rete mobile.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 32
Ammortamenti
498
NOTA 32
AMMORTAMENTI
Diminuiscono di 36 milioni di euro rispetto all'esercizio 2024 e sono così composti:
(milioni di euro)
2025
2024
Ammortamento delle attività immateriali a vita utile definita
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno
594
640
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
320
320
Altre attività immateriali
2
1
(a)
916
961
Ammortamento delle attività materiali di proprietà
Fabbricati civili e industriali
1
1
Impianti e macchinari
418
451
Attrezzature industriali e commerciali
Altri beni
49
42
(b)
468
494
Ammortamento dei diritti d'uso su beni di terzi
Diritti d'uso su Concessioni, Licenze, Marchi e Diritti simili
Immobili
43
40
Impianti e macchinari
177
146
Altri beni
7
6
(c)
227
192
Totale
(a+b+c)
1.611
1.647
Per ulteriori dettagli si rimanda alla Nota 4 “Attività immateriali a vita utile definita”, alla Nota 5 “Attività materiali” e alla Nota 6
“Diritti d’uso su beni di terzi”.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 33
Plusvalenze/(minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
499
NOTA 33
PLUSVALENZE/(MINUSVALENZE) DA REALIZZO DI
ATTIVITA' NON CORRENTI
Sono così composte:
(milioni di euro)
2025
2024
Plusvalenze da realizzo di attività non correnti
Plusvalenze derivanti dallo smobilizzo/dismissione di attività immateriali,
materiali e diritti d'uso su beni di terzi
4
4
(a)
4
4
Minusvalenze da realizzo di attività non correnti
Minusvalenze derivanti dallo smobilizzo/dismissione di attività immateriali,
materiali e diritti d'uso su beni di terzi
6
11
(b)
6
11
Totale
(a-b)
(2)
(7)
NOTA 34
RIPRISTINI DI VALORE/(SVALUTAZIONI) DI ATTIVITA' NON
CORRENTI
La voce è negativa per 69 milioni di euro (negativa per 14 milioni di euro nell'esercizio 2024) principalmente a seguito dell’analisi
della recuperabilità di talune immobilizzazioni aziendali coinvolte negli accordi siglati nel corso del 2025 con fornitori di apparati di
rete e con altri operatori TLC, che hanno come obiettivo l’estensione della copertura delle reti 5G, in particolare nelle aree a bassa
densità, al fine di fornire servizi evoluti ai clienti del Gruppo con una migliore copertura della rete, contribuendo a portare la banda
ultra-larga nelle aree meno servite.
L’Avviamento, ai sensi dello IAS 36, non è soggetto ad ammortamento, ma a verifica per riduzione di valore (impairment test) con
cadenza almeno annuale, in occasione della redazione del bilancio separato della Società.
Per una più dettagliata analisi si rimanda a quanto illustrato nella Nota 3 “Avviamento”.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 35
Proventi/(oneri) da partecipazione
500
NOTA 35
PROVENTI/(ONERI) DA PARTECIPAZIONI
Sono così dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Dividendi
152
15
Plusvalenze nette su partecipazioni
26
Altri proventi da partecipazioni
Minusvalenze e riduzioni di valore di attività finanziarie
(11)
Altri oneri da partecipazione
Totale
152
30
di cui inseriti tra le Informazioni integrative su strumenti finanziari
30
2
Per ulteriori informazioni sugli Strumenti Finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Si segnala in particolare quanto segue:
i dividendi si riferiscono alle società controllate Telecom Italia Finance S.A. (120 milioni di euro) e Telecom Italia S. Marino (2
milioni di euro) e alla società Fin. Priv. S.r.l. (30 milioni di euro). Nell'esercizio 2024 i dividendi si riferivano alle società Daphne 3
S.p.A. (11 milioni di euro) e Fin. Priv. S.r.l. (2 milioni di euro) e alla società controllata Telecom Italia S. Marino (2 milioni di euro).
le plusvalenze nette su cessione di partecipazioni sono nulle nel 2025. Nell'esercizio 2024 le plusvalenze nette su cessione di
partecipazioni si riferivano alla cessione delle partecipazioni nelle società collegate Daphne 3 S.p.A. (16 milioni di euro),
Nordcom S.p.A. (6 milioni di euro) e Italtel S.p.A. (4 milioni di euro).
le minusvalenze e riduzioni di valore di attività finanziarie sono nulle nel 2025. Nell'esercizio 2024 le minusvalenze e riduzioni di
valore di attività finanziarie si riferivano a Olivetti S.p.A. Società Benefit.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 36
Proventi e oneri finanziari
501
NOTA 36
PROVENTI FINANZIARI E ONERI FINANZIARI
Il saldo dei proventi (oneri) finanziari è negativo per 531 milioni di euro ed è così composto:
(milioni di euro)
2025
2024
Proventi finanziari
602
1.003
Oneri finanziari
(1.133)
(1.940)
Totale netto proventi (oneri) finanziari
(531)
(937)
In particolare, il dettaglio delle voci è il seguente:
(milioni di euro)
2025
2024
Interessi passivi e altri oneri finanziari
Interessi passivi e altri oneri su prestiti obbligazionari
(208)
(353)
Interessi passivi ad imprese controllate
(187)
(305)
Interessi passivi ad imprese collegate
Interessi passivi a banche
(49)
(198)
Oneri finanziari su passività per lease
(31)
(39)
Interessi passivi ad altri
(12)
(22)
(487)
(917)
Commissioni
(42)
(59)
Altri oneri finanziari (*)
(96)
(155)
(138)
(214)
Interessi attivi e altri proventi finanziari:
Interessi attivi
42
11
Interessi attivi da imprese controllate
20
26
Interessi attivi da imprese collegate
Proventi da crediti finanziari iscritti fra le Attività non correnti
5
Proventi da crediti finanziari verso controllate iscritti fra le Attività non correnti
41
116
Proventi da crediti finanziari verso collegate iscritti fra le Attività non correnti
Proventi da titoli diversi dalle partecipazioni iscritti fra le Attività non correnti
Proventi da titoli diversi dalle partecipazioni iscritti fra le Attività correnti (*)
5
5
Proventi finanziari diversi
12
22
120
185
Totale interessi/Oneri finanziari netti
(a)
(505)
(946)
Altre componenti gestione finanziaria:
Risultato netto sui cambi
(1)
3
Risultato netto da strumenti finanziari derivati
(27)
3
Adeguamenti netti al fair value di derivati di copertura in fair value hedge e
relativi sottostanti
Adeguamenti netti al fair value di derivati non di copertura
2
3
Totale altre componenti gestione finanziaria:
(b)
(26)
9
Totale netto proventi (oneri) finanziari
(c)=(a+b)
(531)
(937)
di cui inseriti tra le Informazioni integrative su strumenti finanziari
(495)
(919)
(*) di cui impatto IFRS9 nullo nel 2025 e 2024.
Per ulteriori dettagli sugli strumenti finanziari si rinvia alla Nota 19 “Informazioni integrative su strumenti finanziari”.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 36
Proventi e oneri finanziari
502
Per maggior chiarezza espositiva, nella tabella seguente vengono riassunti gli effetti netti a saldi aperti relativi agli strumenti
finanziari derivati:
(milioni di euro)
2025
2024
Utili su cambi
8
54
Perdite su cambi
(9)
(51)
Risultato netto sui cambi
(1)
3
Proventi da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge
1
Oneri da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value hedge
Risultato netto da strumenti finanziari derivati di copertura in fair value
hedge
(a)
1
Effetto positivo del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento al
fair value degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge
(componente tasso)
37
101
Effetto negativo del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento
al fair value degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge
(componente tasso)
(57)
(98)
Effetto netto del rigiro a conto economico della Riserva per adeguamento
al fair value degli strumenti derivati di copertura in cash flow hedge
(componente tasso)
(b)
(20)
3
Proventi da strumenti finanziari derivati non di copertura
227
361
Oneri da strumenti finanziari derivati non di copertura
(235)
(361)
Risultato netto da strumenti finanziari derivati non di copertura
(c)
(8)
Risultato netto da strumenti finanziari derivati
(a+b+c)
(27)
3
Adeguamenti positivi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati di
copertura in fair value hedge
1
Adeguamenti negativi al fair value relativi a Attività e passività finanziarie
sottostanti i derivati di copertura in fair value hedge
(1)
Adeguamenti netti al fair value
(d)
Adeguamenti positivi al fair value relativi a Attività e passività finanziarie
sottostanti i derivati di copertura in fair value hedge
Adeguamenti negativi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati di
copertura in fair value hedge
Adeguamenti netti al fair value
(e)
Adeguamenti netti al fair value di derivati di copertura in fair value
hedge e relativi sottostanti
(d+e)
Adeguamenti positivi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati non di
copertura
(f)
208
302
Adeguamenti negativi al fair value relativi a Strumenti finanziari derivati non
di copertura
(g)
(206)
(299)
Adeguamenti netti al fair value di derivati non di copertura
(f+g)
2
3
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
503
NOTA 37
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Sono qui di seguito riportate le tabelle riepilogative dei saldi relativi alle operazioni con parti correlate nonché l’incidenza di detti
importi sui corrispondenti valori di conto economico separato, della situazione patrimoniale - finanziaria e di rendiconto finanziario
di TIM S.p.A..
Ai sensi dell’art. 5, commi 8 e 9, del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 concernente le “Operazioni con parti
correlate” e delle successive modifiche, nell'esercizio 2025 non si segnalano operazioni di maggiore rilevanza, così come definite
dall’art. 4, comma 1, lett. a) del summenzionato regolamento, che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale
o sui risultati di TIM S.p.A..
Inoltre, non si segnalano operazioni concluse nell'esercizio 2025 che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione
patrimoniale o sui risultati di TIM S.p.A. né sono intervenute modifiche o sviluppi delle operazioni con parti correlate descritte nella
Relazione sulla gestione dell’esercizio 2024 che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati di TIM
S.p.A. nell'esercizio 2025.
Si precisa inoltre che:
in data 25 settembre 2025, il Consiglio di Amministrazione, con esclusivo riferimento all’applicazione della Procedura
Operazioni con Parti Correlate della società, ha deliberato di escludere il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le sue
controllate dall’elenco delle parti correlate in applicazione di quanto previsto dalla Legge 8 agosto 2025, n. 118 (di conversione
del Decreto Legge 30 giugno 2025, n. 95) che ha escluso la sussistenza di rapporti di correlazione per gli effetti di cui all’articolo
2391-bis del codice civile fra le pubbliche amministrazioni che non esercitano poteri di direzione e coordinamento e le società
da queste ultime partecipate anche in modo indiretto;
ai fini della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 il MEF continua ad essere Parte Correlata, inoltre così come
richiesto dallo IAS 24 paragrafo 26, è stata svolta un'analisi qualitativa sui rapporti in essere con le società controllate dal MEF.
L’analisi ha evidenziato che tali rapporti sono principalmente relativi ad acquisti di beni e servizi (energia, trasporti, servizi
postali) che vengono condotti a normali condizioni di mercato;
nel corso dell'esercizio 2025 sono pervenute “Notifiche della partecipazione rilevante in azioni – Modello 120A” che hanno
evidenziato le seguenti variazioni dell'azionariato in TIM S.p.A., e che hanno comportato una modifica del perimetro delle Parti
Correlate incluse nelle "Altre Parti Correlate":
la partecipazione rilevante del 9,81%, detenuta da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. in TIM S.p.A., è stata interamente trasferita
a Poste Italiane S.p.A.; pertanto il gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e le società da lei controllate, a partire da marzo
2025 non sono più comprese fra le "Altre Parti correlate";
a fine giugno 2025 è divenuta efficace la cessione da parte di Vivendi a Poste Italiane S.p.A. di una quota – pari al 15% del
capitale ordinario - della partecipazione detenuta nel capitale ordinario di TIM S.p.A., in data 11 dicembre 2025 è stata
comunicata la cessione dell’ultima quota di possesso – pari al 2,506% del capitale ordinario; pertanto il gruppo Vivendi e le
società del gruppo a cui la stessa appartiene, a partire da fine giugno 2025, non sono più comprese fra le "Altre Parti
correlate";
in conseguenza delle sopra citate operazioni, il gruppo Poste Italiane, a partire da fine giugno 2025, è compreso fra le "Altre
Parti correlate"; al 31 dicembre 2025 Poste Italiane S.p.A. detiene una partecipazione rilevante in TIM S.p.A. pari al 27,32% del
capitale ordinario.
Si precisa che in data 11 dicembre 2025 Poste Italiane S.p.A., ha comunicato il superamento dell’attuale soglia rilevante ai fini della
disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie, dichiarando l’intenzione di avvalersi dell’esenzione di cui all’articolo 106,
comma 5, del D.lgs. 58/1998 e all’articolo 49, comma 1, lett. e), del Regolamento Consob n. 11971/1999. Pertanto – in vigenza
dell’attuale quadro normativo - Poste Italiane si è impegnata a cedere a parti non correlate le azioni ordinarie detenute in
eccedenza rispetto alla predetta soglia rilevante, entro 12 mesi dal perfezionamento dell’acquisto, astenendosi, nel mentre,
dall’esercizio dei diritti di voto relativi a tali azioni.
Le operazioni con parti correlate, quando non dettate da specifiche condizioni normative, sono state di norma regolate a condizioni
di mercato; la loro realizzazione è avvenuta nel rispetto della procedura interna che contiene le regole volte ad assicurarne la
trasparenza e la correttezza, ai sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010, consultabile nella versione in vigore sul sito
gruppotim.it, sezione Gruppo – Governance - Strumenti di Governance - Altri Codici e Procedure.
Nel corso del 2025 la Procedura è stata modificata con deliberazioni consiliari del 7 maggio, principalmente al fine di aggiornare le
previsioni inerenti la definizione di operazioni di importo esiguo e i flussi informativi nei confronti del Comitato Parti Correlate e di
altre funzioni aziendali, e del 25 settembre, al fine di tenere conto dell’esclusione, sopra richiamata, del Ministero dell’Economia e
delle Finanze dall’elenco delle parti correlate della Società.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
504
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle singole voci di conto economico separato per l’esercizio 2025 e 2024 sono
riportati qui di seguito:
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO 2025
(milioni di euro)
Totale
Parti correlate
Società
controllate
Società
collegate,
controllate
di collegate
e joint
ventures
Altre parti
correlate (*)
Fondi
Pensione
Dirigenti
con resp.
strategiche
dell'impresa
Totale parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Ricavi
9.446
153
304
8
465
465
4,9
Altri proventi
1.265
43
1
22
66
66
5,2
Acquisti di materie e servizi
7.541
1.158
9
47
1.214
1.214
16,1
Costi del personale
991
8
30
13
51
51
5,1
Altri costi operativi
221
1
1
1
0,5
Ammortamenti
1.611
4
4
4
0,2
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di
attività non correnti
(2)
Proventi (oneri) da partecipazioni
152
123
123
123
80,9
Proventi finanziari
602
347
347
347
57,6
Oneri finanziari
1.133
351
2
353
353
31,2
Utile/(perdita) da Attività cessate/Attività
non correnti destinate ad essere cedute
(130)
(*) gruppo Vivendi e società appartenenti al gruppo a cui lo stesso appartiene fino al 26 maggio 2025; gruppo Cassa Depositi e Prestiti e sue società controllate fino al 19
febbraio 2025; Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF); gruppo Poste italiane e sue società controllate a partire dal 26 maggio 2025; altre parti correlate per il
tramite di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO 2024
(milioni di euro)
Totale
Parti correlate
Società
controllate
Società
collegate,
controllate
di collegate
e joint
ventures
Altre parti
correlate (*)
Fondi
Pensione
Dirigenti con
resp.
strategiche
dell'impresa
Totale parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Ricavi
9.218
835
155
79
1.069
677
392
4,3
Altri proventi
233
46
1
47
11
36
15,5
Acquisti di materie e servizi
6.135
1.772
7
59
1.838
456
1.382
22,5
Costi del personale
910
9
45
14
68
17
51
5,6
Altri costi operativi
234
4
4
4
Ammortamenti
1.647
9
9
4
5
0,3
Plusvalenze/minusvalenze da realizzo di
attività non correnti
(7)
Proventi (oneri) da partecipazioni
30
2
11
13
13
43,3
Proventi finanziari
1.003
485
1
486
486
48,5
Oneri finanziari
1.940
670
4
674
674
34,7
Utile/(perdita) da Attività cessate/Attività
non correnti destinate ad essere cedute
(966)
248
1
(17)
232
(*) gruppo Vivendi e società appartenenti al gruppo a cui lo stesso appartiene; gruppo Cassa Depositi e Prestiti e sue società controllate; altre parti correlate per il tramite
di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
505
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle singole voci della situazione patrimoniale finanziaria al 31 dicembre 2025 e al 31
dicembre 2024 sono riportati qui di seguito:
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA AL 31 DICEMBRE 2025
(milioni di euro)
Totale
Parti correlate
Società
controllate
Società
collegate,
controllate di
collegate e joint
ventures
Altre parti
correlate (*)
Fondi Pensione
Totale parti
correlate
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
Attività finanziarie non correnti
1.085
769
769
70,9
di cui: Attività finanziarie non correnti per
contratti di locazione attiva
10
8
8
80,0
Titoli diversi dalle partecipazioni (attività
correnti)
Crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
420
350
350
83,3
di cui: Attività finanziarie correnti per contratti
di locazione attiva
41
2
2
4,9
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
456
Attività finanziarie correnti
876
350
350
40,0
Passività finanziarie non correnti
7.203
2.379
2.379
33,0
di cui: Passività finanziarie non correnti per
contratti di locazione passiva
556
13
13
2,3
Passività finanziarie correnti
5.353
3.070
3.070
57,4
di cui: Passività finanziarie correnti per
contratti di locazione passiva
241
4
4
1,7
Totale indebitamento finanziario netto
10.595
4.330
4.330
40,9
ALTRE PARTITE PATRIMONIALI
Diritti d'uso su beni di terzi
1.375
16
16
1,2
Crediti vari e altre attività non correnti
835
84
84
10,1
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
4.418
319
294
5
618
14,0
Debiti vari e altre passività non correnti
472
13
13
2,8
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
5.462
452
6
27
10
495
9,1
(*) gruppo Poste italiane e sue società controllate; Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF); altre parti correlate per il tramite di Amministratori, Sindaci e Dirigenti
con responsabilità strategiche dell'impresa.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
506
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA AL 31 DICEMBRE 2024
(milioni di euro)
Totale
Parti correlate
Società
controllate
Società collegate,
controllate di
collegate e joint
ventures
Altre parti
correlate (*)
Fondi Pensione
Totale parti
correlate
Incidenza % sulla
voce di bilancio
(a)
(b)
(b/a)
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
Attività finanziarie non correnti
1.593
1.115
1.115
70,0
di cui: Attività finanziarie non correnti per
contratti di locazione attiva
14
9
9
64,3
Titoli diversi dalle partecipazioni (attività
correnti)
Crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
472
414
24
438
92,8
di cui: Attività finanziarie correnti per contratti
di locazione attiva
26
2
24
26
100,0
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti
820
87
87
10,6
Attività finanziarie correnti
1.292
501
24
525
40,6
Passività finanziarie non correnti
8.009
2.455
2.455
30,7
di cui: Passività finanziarie non correnti per
contratti di locazione passiva
644
16
16
2,5
Passività finanziarie correnti
5.056
1.620
1
1.621
32,1
di cui: Passività finanziarie correnti per
contratti di locazione passiva
231
4
4
1,7
Totale indebitamento finanziario netto
10.180
2.459
1
(24)
2.436
23,9
ALTRE PARTITE PATRIMONIALI
Diritti d'uso su beni di terzi
1.513
19
19
1,3
Crediti vari e altre attività non correnti
1.552
155
155
10,0
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
3.139
304
186
9
499
15,9
Debiti vari e altre passività non correnti
699
1
1
0,1
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
5.281
437
6
14
9
466
8,8
(*) gruppo Vivendi e Società appartenenti al gruppo a cui lo stesso appartiene; gruppo Cassa Depositi e Prestiti e sue società controllate; altre parti correlate per il tramite
di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
507
Gli effetti delle operazioni con parti correlate sulle voci rilevanti di rendiconto finanziario e per gli esercizi 2025 e 2024 sono riportati
qui di seguito:
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO 2025
(milioni di euro)
Totale
Parti correlate
Società
controllate
Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint ventures
Altre parti
correlate
(*)
Fondi
Pensione
Totale
parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Acquisti di attività immateriali,
attività materiali e diritti d'uso su beni
di terzi per competenza
1.054
22
22
22
2,1
Dividendi pagati
(*) gruppo Poste italiane e sue società controllate; Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF); altre parti correlate per il tramite di Amministratori, Sindaci e Dirigenti
con responsabilità strategiche dell'impresa.
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO 2024
(milioni di euro)
Totale
Parti correlate
Società
controllate
Società
collegate,
controllate di
collegate e
joint ventures
Altre parti
correlate
(*)
Fondi
Pensione
Totale
parti
correlate
Rapporti
delle
Discontinued
Operations
Totale parti
correlate al
netto delle
Disc.Op.
Incidenza %
sulla voce di
bilancio
(a)
(b)
(b/a)
Acquisti di attività immateriali, attività
materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza
1.235
24
12
36
36
2,9
Dividendi pagati
(*) gruppo Vivendi e società appartenenti al gruppo a cui lo stesso appartiene; gruppo Cassa Depositi e Prestiti e sue società controllate; altre parti correlate per il tramite
di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
508
Operazioni verso società controllate
I valori più significativi delle operazioni verso società controllate sono sintetizzati nelle tabelle seguenti.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Ricavi
FiberCop S.p.A.
661
Realizzazione su commessa di sviluppi di rete secondaria in rame e fibra;
servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete secondaria in rame
e fibra; servizi amministrativi correlati all'acquisizione e cessione in IRU di
infrastrutture di posa in rete di accesso secondaria; fornitura di servizi Erp,
separation, Desktop Management, TSA, SDI-AM; servizi di fonia
TIM Retail S.r.l.
70
69
Fornitura di prodotti destinati alla vendita al pubblico; servizi di fonia,
trasmissione dati, connettività MPLS, hosting evoluto e servizi ICT a uso
sociale; locazione di immobili
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
21
33
Servizi personalizzati di fonia e trasmissione dati, servizi inerenti
l'interconnessione tra le reti di telecomunicazioni di Telecom Italia Sparkle e
TIM con particolare riferimento agli accessi e al traffico internazionale, servizi
dual IMSI, cessione in IRU di dark fiber e infrastrutture di posa, locazioni
immobiliari e servizi di facility, manutenzione software Oracle, royalties
TIM  S.A.
26
29
Servizi di roaming; assistenza e fornitura licenze nell'ambito delle attività di
rete, information technology, marketing & sales; Royalties Trademark License
Agreement
Noovle S.p.A. Società Benefit
22
26
Servizi di fonia, fornitura di prodotti ICT, servizi immobiliari e di funzionamento,
servizi di facility, servizi di security
Olivetti S.p.A. Società Benefit
4
5
Servizi di fonia fissa e mobile e vendita apparati, servizi di connettività MPLS e
in fibra per la rete dati nazionale, locazioni immobiliari, manutenzione
hardware sistema HP, upgrade dimensionale della piattaforma APN Shared,
evoluzione funzionale Capillary Network e piattaforma Capnet per
provisioning e gestione apparati
Telecontact Center S.p.A.
2
3
Locazioni immobiliari e servizi di facility management, fornitura prodotti e
servizi di telecomunicazioni di rete fissa e mobile e di connettività IP, servizi di
sicurezza.
Telecom Italia Trust Technologies S.r.l.
3
2
Servizi di fonia, gestione e fornitura delle prestazioni di ICT Security & Risk
Management, locazioni immobiliari, servizio attivazione Spid
Telsy S.p.A.
4
3
Servizi di fonia fissa e mobile e fornitura di prodotti e licenze, locazioni
immobiliari e servizi di facility management
Telenergia S.r.l.
1
Outsourcing per lo svolgimento dell'attività sociale, fornitura di servizi di
assistenza operativa
Telecom Italia S.Marino S.p.A.
1
2
Servizi di connessione e telecomunicazione (contratti di interconnessione
finalizzati alla vendita di servizi dati quali bitstream; cessione in IRU di
collegamenti dark fiber e infrastrutture di posa; ULL; Shared Access; apparati
DSLAM; SUBLOOP FTTC), servizi di fonia e vendita apparati
Telefonia Mobile Sammarinese S.p.A.
1
Servizi di fonia mobile e vendita apparati
Totale ricavi
153
835
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
509
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Altri proventi
Noovle S.p.A. Società Benefit
34
35
Recupero costi personale distaccato, rimborsi di costi per servizi centralizzati,
altri proventi
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
1
2
Rimborsi di costi per servizi centralizzati, altri proventi
FiberCop S.p.A.
3
Emolumenti per cariche sociali, penali
Telecontact Center S.p.A.
3
2
Rimborsi di costi per servizi centralizzati, altri proventi
TIM Retail S.r.l.
1
1
Recupero costi personale distaccato, altri proventi
Olivetti S.p.A. Società Benefit
2
1
Recupero costi personale distaccato, rimborsi di costi per servizi centralizzati,
altri proventi
Altre minori
2
2
Totale altri proventi
43
46
Acquisti di materie e servizi
FiberCop S.p.A.
591
Fee per utilizzo della rete di accesso secondaria per la fornitura di servizi di
accesso in rame e fibra agli Operatori; costi per mancato conseguimento dello
Special Commitment 2021-23 previsto dal MSA; spostamenti onerosi
Noovle S.p.A. Società Benefit
566
501
Canone Minimum Commitment servizi di funzionamento; servizi personalizzati
offerte TIM verso la clientela finale; fornitura di prodotti e servizi ICT; servizio di
colocation dei sistemi di Security e di Magistratura in data center Noovle;
consumi GCP, servizi professionali, consumi Azure, servizi on premise; consumi
cloud su consolle Google, Azure e Amazon Web Services; costi di
infrastruttura per il progetto Tim Cloud e Consip; reselling di licenze Google (G
Suite); servizio di colocation su data center Noovle pagato in modalità
"revenue share" in ambito di offerte a clienti finali TIM; in generale i servizi
erogati da Noovle compresi nel perimetro del contratto di MSA e che
riguardano: Site Management Services, Servizi di prossimità, Assurance;
Security Management, Architecture & Engineering Services, Operating
Governance Services, Demand Management, Infrastructure and Project
Delivery, System Development & Management, COE – Centers of Excellence,
Offering, Servizi di alimentazione e condizionamento, Gestione Sistemistica/
Operativa Discovery.
Telenergia S.r.l.
140
Fornitura di energia elettrica
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
135
152
Quote da riversare per servizi di telecomunicazione e costi d'interconnessione,
servizi di fonia, trasmissione dati; seabone full ip transit
TIM Retail S.r.l.
163
110
Servizi volti all'acquisizione di nuovi clienti, attività di informativa e di
assistenza post vendita verso i clienti TIM, attività di promozione
dell'immagine e dei segni distintivi di TIM tramite le vetrine del punto vendita
Telsy S.p.A.
130
139
Fornitura di servizi personalizzati e acquisto di prodotti destinati alla rivendita
e al noleggio nell'ambito di offerte TIM a clienti finali; soluzioni e servizi di
sicurezza ICT e di cybersecurity; servizi di manutenzione e licenze software;
servizi per il Polo Strategico Nazionale e per le Amministrazioni Utenti
aderenti; fornitura HW/SW MILANO CORTINA 2026;
Telecontact Center S.p.A.
75
58
Servizi di Customer Care per la clientela TIM e per la Pubblica
Amministrazione; servizi di call-center e back office inerenti la gestione delle
informazioni del front end tecnico e commerciale di telefonia pubblica
Olivetti S.p.A. Società Benefit
44
45
Servizio di Cloud Printing; servizi personalizzati e acquisto di prodotti destinati
alla rivendita e al noleggio nell'ambito di offerte TIM per la clientela finale;
prestazioni di informatica; fornitura, installazione e assistenza prodotti ICT;
assistenza post-vendita nell'ambito di offerte TIM per la clientela finale;
sviluppi evolutivi di progetti e piattaforme; licenze d'uso di piattaforme
software, sviluppi software; servizi di Cloud Enabling per le Pubbliche
Amministrazioni; soluzioni end to end su piattaforma Jasper e intermediate
da TIM, nell'ambito del contratto per lo sviluppo, la gestione e la
commercializzazione di servizi Machine to Machine e Internet of Things; servizi
per il Polo Strategico Nazionale e per le Amministrazioni Utenti aderenti;
servizi di Smart Retail; servizi per MASE (Ministero dell'ambiente e della
sicurezza energetica),
Telecom Italia Trust Technologies S.r.l.
37
31
Servizio di Certification Authority per TIM e nell'ambito di offerte a clienti finali
TIM; servizio di conservazione a norma delle PEC della casella istituzionale di
TIM; servizi di gestione e di conservazione sostitutiva della documentazione
amministrativo-contabile; servizi di erogazione e di gestione dell'Identità
Digitale tramite piattaforma SPID; servizi di cloud computing, di sicurezza, di
realizzazione di portali e servizi online e di cooperazione applicativa per le
pubbliche amministrazioni; servizi per solleciti pagamenti verso la clientela
TIM; certificati firma digitale e progetto integrazione con OTP; servizi per il Polo
Strategico Nazionale e per le Amministrazioni Utenti aderenti, prodotti cloud
in modalità saas.
TIM  S.A.
2
2
Prestazioni di roaming
Altre minori
6
3
Totale acquisti di  materie e servizi
1.158
1.772
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
510
Costi del personale
8
9
Costi verso Noovle, Telecontact e Olivetti per personale distaccato
Altri costi operativi
4
Costi per penali verso FiberCop S.p.A. e costi operativi per garanzie di origine
verso Telenergia S.r.l.
Ammortamenti diritti d’uso su beni di terzi
FiberCop S.p.A.
5
Ammortamento diritti d'uso su infrastrutture di posa in rete (interrate e aeree)
di accesso secondaria, acquisite in IRU per la cessione in uso esclusivo delle
stesse infrastrutture agli Operatori
Noovle S.p.A. Società Benefit
4
4
Ammortamento diritti d'uso su fabbricati
Totale ammortamenti diritti d'uso su beni
di terzi
4
9
Proventi (oneri) da partecipazioni
Telecom Italia Finance S.A.
120
Dividendi
Telecom Italia S.Marino S.p.A.
3
2
Dividendi
Totale proventi (oneri) da partecipazioni
123
2
Proventi finanziari
Telecom Italia Capital S.A.
256
298
Proventi da derivati
FiberCop S.p.A.
83
Interessi attivi su crediti finanziari, commissioni finanziarie attive
Telecom Italia Finance S.A.
28
33
Proventi da titoli, proventi da derivati
Noovle S.p.A. Società Benefit
43
44
Interessi attivi su crediti finanziari, commissioni finanziarie attive
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
17
23
Interessi attivi su crediti finanziari, commissioni finanziarie attive
Telenergia S.r.l.
1
Interessi attivi su crediti finanziari, commissioni finanziarie attive
Telsy S.p.A.
2
2
Interessi attivi su crediti finanziari, commissioni finanziarie attive
Altre minori
1
1
Totale proventi finanziari
347
485
Oneri finanziari
Telecom Italia Capital S.A.
221
478
Interessi passivi su debiti finanziari, oneri da derivati
Telecom Italia Finance S.A.
129
191
Interessi passivi su debiti finanziari, oneri da derivati
Noovle S.p.A. Società Benefit
1
1
Interessi passivi connessi ai diritti d'uso su fabbricati
Totale oneri finanziari
351
670
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
511
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Indebitamento finanziario netto
Attività finanziarie non correnti
Noovle S.p.A. Società Benefit
691
892
Finanziamento e locazione attiva
Telecom Italia Finance S.A.
61
72
Derivati attivi
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
1
111
Finanziamento e locazione attiva
Telsy S.p.A.
15
39
Finanziamento
Altre minori
1
1
Totale Attività finanziarie non correnti
769
1.115
Crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
2
387
Crediti finanziari a breve termine
Telecom Italia Finance S.A.
2
2
Derivati attivi
Telecom Italia Capital S.A.
11
15
Derivati attivi
Telsy S.p.A.
24
Crediti finanziari a breve termine
Noovle S.p.A. Società Benefit
307
5
Crediti finanziari a breve termine e per locazione attiva
Olivetti S.p.A. Società Benefit
4
5
Crediti finanziari a breve termine
Totale crediti finanziari e altre attività
finanziarie correnti
350
414
Cassa e altre disponibilità liquide
equivalenti
Rapporti di conto corrente di tesoreria
Noovle S.p.A. Società Benefit
87
Totale Cassa e altre disponibilità liquide
equivalenti
87
Passività finanziarie non correnti
Telecom Italia Capital S.A.
1.573
1.633
Debiti finanziari e derivati passivi
Telecom Italia Finance S.A.
793
806
Debiti finanziari e derivati passivi
Noovle S.p.A. Società Benefit
13
16
Passività finanziarie non correnti connesse all'iscrizione di diritti d'uso per
contratti di locazione passiva su fabbricati
Totale Passività finanziarie non correnti
2.379
2.455
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
512
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Passività finanziarie correnti
Telecom Italia Finance S.A.
2.428
898
Debiti finanziari, debiti per rapporti di conto corrente, derivati passivi
Telecom Italia Capital S.A.
287
443
Debiti finanziari, derivati passivi
TIM Retail S.r.l.
66
66
Debiti per rapporti di conto corrente
Telecom Italia Ventures S.r.l.
100
61
Debiti per rapporti di conto corrente
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
90
61
Debiti per rapporti di conto corrente
Telecontact Center S.p.A.
26
36
Debiti per rapporti di conto corrente
Olivetti S.p.A. Società Benefit
7
7
Debiti per rapporti di conto corrente
Telecom Italia Trust Technologies S.r.l.
12
15
Debiti per rapporti di conto corrente
Tim My Broker S.r.l.
13
12
Debiti per rapporti di conto corrente
Telsy S.p.A.
17
17
Debiti per rapporti di conto corrente
Noovle S.p.A. Società Benefit
24
4
Passività finanziarie connesse a diritti d'uso
Totale Passività finanziarie  correnti
3.070
1.620
Altre partite patrimoniali
Diritti d'uso su beni di terzi
Noovle S.p.A. Società Benefit
16
19
Diritti d'uso su fabbricati
Totale Diritti d'uso su beni di terzi
16
19
Crediti vari e altre attività non correnti
Telecontact Center S.p.A.
8
36
costi contrattuali differiti (servizi di customer care)
TIM Retail S.r.l.
60
112
costi contrattuali differiti  (nuove attivazioni) e crediti per consolidato fiscale
Telecom Italia Ventures S.r.l.
10
crediti per consolidato fiscale
Altre minori
6
7
altri costi differiti e  crediti per consolidato fiscale
Totale Crediti vari e altre attività non
correnti
84
155
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
Noovle S.p.A. Società Benefit
178
155
Crediti commerciali per servizi di fonia, fornitura di prodotti ICT, servizi
immobiliari e di funzionamento, servizi di facility, servizi di security, recupero
costi personale distaccato, rimborsi di costi per servizi centralizzati; Costi
differiti
TIM Retail S.r.l.
69
63
Crediti commerciali per fornitura di prodotti destinati alla vendita al pubblico,
servizi di fonia, trasmissione dati, connettività MPLS, hosting evoluto e servizi
ICT a uso sociale, locazione di immobili; Costi contrattuali differiti; Crediti per
consolidato fiscale
TIM S.A.
14
24
Servizi di roaming, attività di assistenza e fornitura licenze nell'ambito delle
attività di Rete, information technology, marketing & sales, Royalties
Trademark License Agreement
Telecontact Center S.p.A.
11
21
Crediti commerciali per locazioni immobiliari e servizi di facility management,
fornitura prodotti e servizi di telecomunicazioni di rete fissa e mobile e di
connettività IP, servizi di sicurezza; Costi contrattuali differiti
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
17
16
Servizi personalizzati di fonia e trasmissione dati, servizi inerenti
l'interconnessione tra le reti di telecomunicazioni di Telecom Italia Sparkle e
TIM con particolare riferimento agli accessi e al traffico internazionale,
cessione IRU Dark Fiber  e infrastrutture di posa, locazioni immobiliari e servizi
di facility, manutenzione software Oracle, royalties
Telsy S.p.A.
15
12
Costi differiti; Crediti commerciali per la fornitura di apparati e licenze
nell'ambito di offerte TIM a clienti finali, locazioni immobiliari e servizi di
facility management
Olivetti S.p.A. Società Benefit
5
6
Servizi di fonia fissa e mobile e vendita apparati, servizi di connettività MPLS e
in fibra per la rete dati nazionale, locazioni immobiliari, manutenzione
hardware sistema HP, upgrade dimensionale della piattaforma APN Shared,
evoluzione funzionale Capillary Network e piattaforma Capnet per
provisioning e gestione apparati
Telecom Italia Trust Technologies S.r.l.
6
4
Crediti commerciali per servizi in outsourcing di fonia, gestione e fornitura
delle prestazioni di ICT Security & Risk Management, locazioni immobiliari,
servizio attivazione Spid, outsourcing amministrativo; Costi differiti
Telecom Italia Capital S.A.
1
1
Commissioni per prestazioni di fidejussioni
Telecom Italia S.Marino S.p.A.
1
Servizi di connessione e telecomunicazione (contratti di interconnessione
finalizzati alla vendita di servizi dati quali bitstream; cessione in IRU di
collegamenti dark fiber e infrastrutture di posa; ULL; Shared Access; apparati
DSLAM; SUBLOOP FTTC), servizi di fonia e vendita apparati
Telecom Italia Finance S.A.
1
Commissioni per prestazioni di fidejussioni
Altre minori
2
1
Totale Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
319
304
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
513
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Debiti vari e altre passività non correnti
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
10
1
Debiti per consolidato fiscale
Telecontact Center S.p.A.
3
Debiti per consolidato fiscale
Totale Debiti vari e altre passività non
correnti
13
1
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
Noovle S.p.A. Società Benefit
255
239
Canone Minimum Commitment servizi di funzionamento; servizi personalizzati
offerte TIM verso la clientela finale; fornitura di prodotti e servizi ICT; servizio di
colocation dei sistemi di Security e di Magistratura in data center Noovle;
consumi GCP, servizi professionali, consumi Azure, servizi on premise; consumi
cloud su consolle Google, Azure e Amazon Web Services; costi di
infrastruttura per il progetto Tim Cloud e Consip; reselling di licenze Google (G
Suite); servizio di colocation su data center Noovle pagato in modalità
"revenue share" in ambito di offerte a clienti finali TIM; in generale i servizi
erogati da Noovle compresi nel perimetro del contratto di MSA e che
riguardano: Site Management Services, Servizi di prossimità, Assurance;
Security Management, Architecture & Engineering Services, Operating
Governance Services, Demand Management, Infrastructure and Project
Delivery, System Development & Management, COE – Centers of Excellence,
Offering, Servizi di alimentazione e condizionamento, Gestione Sistemistica/
Operativa Discovery.
Telecom Italia Sparkle S.p.A.
56
59
Debiti commerciali per quote da riversare per servizi di telecomunicazioni e
costi d'interconnessione, servizi di fonia, trasmissione dati, seabone full ip
transit; debiti per consolidato fiscale
Telsy S.p.A.
58
47
Servizi personalizzati e acquisto di prodotti destinati alla rivendita e al
noleggio nell'ambito di offerte TIM a clienti finali, soluzioni e servizi di
sicurezza ICT, servizi di manutenzione e licenze software, servizi per il Polo
Strategico Nazionale e per le Amministrazioni Utenti aderenti; fornitura HW/
SW MILANO CORTINA 2026;
TIM Retail S.r.l.
31
34
Debiti commerciali per servizi volti all'acquisizione di nuovi clienti, attività di
informativa e di assistenza post vendita verso i clienti TIM, attività di
promozione dell'immagine e dei segni distintivi di TIM tramite le vetrine del
punto vendita; debito per consolidato fiscale
Olivetti S.p.A. Società Benefit
15
23
Debiti commerciali per servizio di Cloud Printing, servizi personalizzati e
acquisto di prodotti destinati alla rivendita e al noleggio nell'ambito di offerte
TIM per la clientela finale, prestazioni di informatica, fornitura, installazione e
assistenza prodotti ICT, assistenza post-vendita nell'ambito di offerte TIM per
la clientela finale, sviluppi evolutivi di progetti e piattaforme, licenze d'uso di
piattaforme software, sviluppi software, servizi di Cloud Enabling per le
Pubbliche Amministrazioni, soluzioni end to end su piattaforma Jasper e
intermediate da TIM, nell'ambito del contratto per lo sviluppo, la gestione e la
commercializzazione di servizi Machine to Machine e Internet of Things; servizi
per il Polo Strategico Nazionale e per le Amministrazioni Utenti aderenti;
servizi di Smart Retail; servizi per MASE (Ministero dell'ambiente e della
sicurezza energetica).
Telecom Italia Trust Technologies S.r.l.
20
14
Servizio di Certification Authority per TIM e nell'ambito di offerte a clienti finali
TIM; servizio di conservazione a norma delle PEC della casella istituzionale di
TIM; servizi di gestione e di conservazione sostitutiva della documentazione
amministrativo-contabile; servizi di erogazione e di  gestione dell'Identità
Digitale tramite piattaforma SPID; servizi di cloud computing, di sicurezza, di
realizzazione di portali e servizi online e di cooperazione applicativa per le
pubbliche amministrazioni; servizi per solleciti pagamenti verso la clientela
TIM; certificati firma digitale e progetto integrazione con OTP; servizi per il Polo
Strategico Nazionale e per le Amministrazioni Utenti aderenti, prodotti cloud
in modalità saas.
Telecontact Center S.p.A.
11
14
Debiti commerciali per servizi di Customer Care per la clientela TIM e per la
Pubblica Amministrazione, servizi di call-center e back office inerenti la
gestione delle informazioni del front end tecnico e commerciale di telefonia
pubblica; debito per consolidato fiscale
Altre minori
6
7
Totale Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
452
437
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
514
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Acquisti di attività immateriali, attività
materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza
Telsy S.p.A.
18
18
Acquisizione di soluzioni e servizi di sicurezza ICT, forniture per l'infrastruttura
di rete
Noovle S.p.A. Società Benefit
1
4
Acquisizione di licenze
Olivetti S.p.A. Società Benefit
2
1
Investimenti in sviluppo e implementazione di piattaforme
Telecom Italia Trust Technologies S.r.l.
1
1
Investimenti in Digital Identity e Certification Authority
Totale Acquisti di attività immateriali,
attività materiali e diritti d'uso su beni di
terzi per competenza
22
24
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
515
Operazioni verso società collegate, controllate di collegate e joint ventures
I valori più significativi delle operazioni verso società collegate, controllate di collegate e joint ventures sono sintetizzati nelle tabelle
seguenti.
Si ricorda che le partecipazioni nelle società Italtel S.p.A. e NordCom S.p.A. sono state cedute da TIM S.p.A., rispettivamente in data
4 luglio 2024 e 15 luglio 2024.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Ricavi
Polo Strategico Nazionale S.p.A.
328
183
Fornitura di software e relativi servizi di installazione e configurazione; servizi
di sicurezza; servizi cloud, spazi Data Center, connettività, design
ITALTEL S.p.A.
1
Servizi di fonia fissa e mobile inclusi apparati, licenze, servizi di outsourcing
TIMFin S.p.A.
(25)
(29)
Servizi di fonia mobile e fissa, servizi in outsourcing e fee; costi relativi a
operazioni di finanziamento rilevati a riduzione dei ricavi
Altre minori
1
Totale ricavi
304
155
Altri proventi
1
1
Recupero costi personale distaccato, recupero spese centralizzate
Acquisti di materie e servizi
W.A.Y.  S.r.l.
7
7
Fornitura, allestimenti e servizi di assistenza tecnica a supporto della
piattaforma Fleet e per apparecchiature di geolocalizzazione nell'ambito di
offerte a clienti TIM, sviluppi software.
Altre minori
2
Totale acquisti di  materie e servizi
9
7
Proventi (oneri) da partecipazioni
Daphne 3 S.p.A.
11
Dividendi
Totale proventi (oneri) da partecipazioni
11
Oneri finanziari
TIMFin S.p.A.
2
4
Oneri finanziari per commissioni e altri
Totale oneri finanziari
2
4
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Indebitamento finanziario netto
Passività finanziarie correnti
TIMFin S.p.A.
1
Passività finanziarie per oneri su cessione di crediti
Totale Passività finanziarie correnti
1
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Altre partite patrimoniali
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
Polo Strategico Nazionale S.p.A.
293
185
Fornitura di prodotti, servizi di installazione e configurazione software, servi
cloud, spazi Data Center, connettività e design
Altre minori
1
1
Totale Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
294
186
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
TIMFin S.p.A.
3
3
Costi vari per operazioni di finanziamento
W.A.Y.  S.r.l.
1
3
Fornitura, allestimenti e servizi di assistenza tecnica a supporto della
piattaforma Fleet e per apparecchiature di geolocalizzazione nell'ambito di
offerte a clienti TIM, sviluppi software.
Altre minori
2
Totale Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
6
6
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
516
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Acquisti di attività immateriali, attività
materiali e diritti d'uso su beni di terzi per
competenza
Totale Acquisti di attività immateriali,
attività materiali e diritti d'uso su beni di
terzi per competenza
TIM S.p.A. ha prestato garanzie nell'interesse di imprese controllate, collegate e joint ventures per complessivi 3.007 milioni di euro
al netto delle controgaranzie ricevute (3.313 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Si segnalano in particolare: 1.702 milioni di euro relativi a Telecom Italia Capital S.A. (1.925 milioni di euro al 31 dicembre 2024); 784
milioni di euro relativi a Telecom Italia Finance S.A. (787 milioni di euro al 31 dicembre 2024); 109 milioni di euro verso Telecom
Italia Sparkle S.p.A. (198 milioni di euro al 31 dicembre 2024); 260 milioni di euro relativi a Noovle S.p.A. (197 milioni di euro al 31
dicembre 2024); 57 milioni di euro relativi a Telsy S.p.A. (33 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
517
Operazioni verso altre parti correlate (sia per il tramite di Amministratori,
Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa, sia in quanto
partecipanti ai patti parasociali ai sensi dell’art. 122 del Testo Unico della
Finanza)
Sono di seguito esposti i rapporti con:
gruppo Poste Italiane e società del gruppo a cui la stessa appartiene  parti correlate a partire dal 26 maggio 2025;
gruppo Vivendi e società del gruppo a cui la stessa appartiene, parti correlate fino al 26 maggio 2025;
gruppo Cassa Depositi e Prestiti e società del gruppo controllate,  parti correlate fino al 19 febbraio 2025;
Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) parte correlata a partire dal 4 ottobre 2024 ;
Società correlate per il tramite di Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche dell'impresa.
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Ricavi
Altri Amministratori o per il tramite di
1
Servizi di fonia fissa e mobile
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
3
79
Cessione in IRU di diritti d'uso su infrastrutture di posa e fibra scura; fornitura
servizi di housing, manutenzione fibra scura e connettività dedicata GEA/
Giganet; servizi di fonia fissa e mobile inclusi apparati; servizi di outsourcing
applicativi, servizi in cloud, servizi di manutenzione apparati
Gruppo Poste Italiane
4
Totale ricavi
8
79
Altri proventi
Gruppo Poste Italiane
22
Totale altri proventi
22
Acquisti di materie e servizi
Gruppo Havas
25
52
Attività di service & advisory nell'ambito dell'acquisto di spazi media da parte
di TIM; studio e realizzazione di campagne pubblicitarie per i marchi TIM e
Kena, servizi di gestione editoriale dei brand TIM sui social network e servizi  di
gestione della data room di TIM
Gruppo Poste Italiane
20
Gruppo Vivendi
2
6
Gestione operativa della piattaforma dello store on line denominato “TIM I
Love Games” di TIM e relativi sviluppi; servizio TIM Cloud Gaming (TIMGAMES)
in modalità SaaS; utilizzo delle licenze piattaforma My Canal
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
1
Concessione della posa di polifora per cavi di telecomunicazioni lungo le tratte
autostradali (occupazione di suolo e spostamento cavi); manutenzione della
rete Open Fiber di Milano e Genova (quota rete primaria)
Totale acquisti di materie e servizi
47
59
Proventi finanziari
1
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
518
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Indebitamento finanziario netto
Crediti finanziari e altre attività finanziarie
correnti
24
Crediti finanziari correnti verso Gruppo Cassa Depositi e Prestiti per cessione in
IRU di diritti d'uso su infrastrutture di posa e fibra scura
Crediti commerciali, vari e altre attività
correnti
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
9
Fornitura servizi di housing, manutenzione fibra scura e connettività dedicata
GEA/Giganet; servizi di fonia fissa e mobile inclusi apparati; servizi di
outsourcing applicativi, servizi in cloud, servizi di manutenzione apparati
Gruppo Poste Italiane
5
Servizi di fonia fissa e mobile inclusi apparati e servizi ICT; servizi di
outsourcing applicativi, servizi in cloud, servizi di manutenzione apparati e altri
ricavi per servizi.
Totale Crediti commerciali, vari e altre
attività correnti
5
9
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
Gruppo Havas
12
Attività di service & advisory nell'ambito dell'acquisto di spazi media da parte
di TIM; studio e realizzazione di campagne pubblicitarie per i marchi TIM e
Kena, servizi di gestione editoriale dei brand TIM sui social network e servizi  di
gestione della data room di TIM
Gruppo Cassa Depositi e Prestiti
1
Concessione della posa di polifora per cavi di telecomunicazioni lungo le tratte
autostradali (occupazione di suolo e spostamento cavi); manutenzione della
rete Open Fiber di Milano e Genova (quota rete primaria)
Gruppo Poste Italiane
28
Fornitura del servizio di stampa e recapito delle fatture e della corrispondenza
commerciale destinato ai clienti del Gruppo Telecom Italia per il tramite del
servizio Posta Contes e servizio di recapito raccomandate
Gruppo Vivendi
1
Gestione operativa della piattaforma dello store on line denominato “TIM I
Love Games” di TIM e relativi sviluppi; servizio TIM Cloud Gaming (TIMGAMES)
in modalità SaaS; utilizzo delle licenze piattaforma My Canal
Totale Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
28
14
VOCI DI RENDICONTO FINANZIARIO
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Acquisti di attività immateriali e materiali
per competenza
12
Investimenti in attività immateriali e materiali (fornitore: Open Fiber), in
relazione al Piano 5G Copertura nell'ambito del PNRR
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
519
Operazioni verso fondi pensione
I valori più significativi sono così sintetizzabili:
VOCI DI CONTO ECONOMICO SEPARATO
(milioni di euro)
2025
2024
Tipologia contratti
Costo del personale
Contribuzione ai Fondi Pensione
Fontedir
5
6
Telemaco
25
39
Totale Costo del personale
30
45
VOCI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Tipologia contratti
Debiti commerciali, vari e altre passività
correnti
Debiti relativi alla contribuzione ai Fondi Pensione ancora da versare
Fontedir
2
1
Telemaco
8
8
Totale Debiti commerciali, vari e altre
passività correnti
10
9
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
520
Compensi a dirigenti con responsabilità strategiche dell’impresa
Nell’esercizio 2025, i compensi contabilizzati per competenza da TIM S.p.A. per i dirigenti con responsabilità strategiche sono stati
pari a 13 milioni di euro (14 milioni di euro al 31 dicembre 2024) suddivisi come segue:
(milioni di euro)
2025
2024
Compensi a breve termine
10
13
Compensi a lungo termine
1
Indennità per la cessazione anticipata del rapporto di lavoro
Pagamenti in azioni (*)
2
1
Totale
13
14
(*) Si riferiscono al fair value, maturato al 31 dicembre, dei Diritti sui piani di incentivazione di TIM S.p.A. (Long Term Incentive, Stock Options Plan, altri Piani).
I compensi a breve termine sono erogati nel corso dell'esercizio di riferimento, comunque entro i sei mesi successivi alla chiusura
dello stesso e , nel 2025, non accolgono gli effetti delle differenze di accertamento relative ai costi 2024 pari a -0,4 milioni di euro
per TIM S.p.A.. In particolare, l’incentivazione MBO dell’anno 2025 è riportata in tabella al valore target.
I compensi a lungo termine cash settled sono erogati al termine del Piano nel corso dell’esercizio 2027 e, nel 2025, si riferiscono al
fair value maturato nel periodo di riferimento.
Nell’esercizio 2025, i contributi versati per piani a contribuzione definita (Assida e Fontedir) da TIM S.p.A. a favore dei dirigenti con
responsabilità strategiche sono stati pari a 273 mila euro (232 mila euro al 31 dicembre 2024).
Per quanto riguarda i compensi ad Amministratori e Sindaci spettanti per l’esercizio 2025, ai sensi dell’art. 2427, n.16 del Codice
Civile, si fa rinvio a quanto esposto nella Relazione sulla Remunerazione, disponibile presso la sede della Società e sul sito internet
https://www.gruppotim.it/it/gruppo/governance/remunerazione/relazione.html.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 37
Operazioni con parti correlate
521
Nell’esercizio 2025, i “Dirigenti con responsabilità strategiche dell’impresa”, ossia coloro che hanno il potere e la responsabilità,
direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività del Gruppo TIM, compresi gli
amministratori, sono così individuati:
Amministratori:
Pietro Labriola
Amministratore Delegato e Chief Executive Officer di TIM S.p.A.
Direttore Generale di TIM S.p.A.
Dirigenti:
Alberto Maria Griselli
Diretor Presidente TIM S.A.
Adrian Calaza Noia
(1)
Chief Financial Office
Paolo Chiriotti
Chief Human Resources & Organization Office
Leonardo De Carvalho Capdeville
(2)
Chief Technology Office
Giampaolo Leone
Responsabile Procurement & Logistics
Roberto Mazzilli
Chief IT Group Office
Agostino Nuzzolo
Responsabile Legal, Regulatory & Tax
Claudio Giovanni Ezio Ongaro
Chief Strategy, Business Development & Wholebuy Office
Peluso Piergiorgio
(3)
Chief Financial Office
Andrea Rossini
Chief Consumer, Small & Medium and Mobile Wholesale Market Office
Eugenio Santagata
(4)
Chief Public Affairs, Security and International Business Office
Elio Schiavo
Chief Enterprise and Innovative Solutions Office
(1) Fino al 6 novembre 2025.
(2) Dal 5 agosto 2025.
(3) Dal 6 novembre 2025.
(4) Fino al 30 agosto 2025.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 38
Accordi di pagamento basato su azioni
522
NOTA 38
ACCORDI DI PAGAMENTO BASATO SU AZIONI
L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato il lancio dei Piani di Incentivazione di lungo periodo denominati:
“Piano LTI di Performance Shares 2025-2027” (Piano LTI 2025-2027);
Proposte di integrazione al “Piano di Stock Options 2022-2024” (Piano SOP modificato), così come approvato dall’Assemblea
degli Azionisti in data 7 aprile 2022;
“Piano di Phantom Shares 2025-2027” (Piano Phantom Shares).
Per la descrizione delle caratteristiche del Piano di Stock Options 2022-2024 originale si rimanda al Bilancio al 31 dicembre 2024 di
TIM S.p.A.
Descrizione dei piani di lungo termine
Piano LTI 2025-2027 di TIM S.p.A
L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato il Piano LTI di Performance Shares 2025-2027, finalizzato a rafforzare
l’allineamento tra gli interessi del management e quelli degli azionisti, mediante l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie TIM
subordinatamente al raggiungimento di specifici obiettivi di performance su base triennale.
Il Piano è rivolto all’Amministratore Delegato ed a esponenti del management del Gruppo (tra cui i Dirigenti con Responsabilità
Strategiche)
Il Piano si configura come un piano equity based ed equity settled, strutturato su un orizzonte temporale triennale, in linea con le
best practice di mercato in materia di remunerazione. Ai Beneficiari del Piano viene attribuito un numero di Performance Shares
proporzionale alla propria retribuzione annua lorda. In particolare, la pay opportunity rispetto al base salary sarà in funzione del
ruolo e della performance raggiunta.
Il numero delle Azioni assegnate ai Beneficiari alla Maturazione è direttamente correlato al grado di raggiungimento degli Obiettivi
di Performance di seguito illustrati, costituiti da un obiettivo economico-finanziario, due obiettivi ESG nonché un obiettivo market-
based relativo al Total Shareholder Return (TSR, che misura il rendimento complessivo dell’investimento nelle Azioni nel triennio di
riferimento, tenendo conto della variazione di prezzo delle Azioni e dei dividendi distribuiti dalla Società).
In particolare:
l’obiettivo economico-finanziario è costituito dal TIM Group EBITDA AL - CAPEX reported cumulato nel triennio 2025-2027;
gli obiettivi ESG sono connessi (i) all’eco-efficienza della rete mobile e (ii) alla percentuale di individui del genere femminile in
posizione di responsabilità;
relativamente al TSR (Total Shareholder Return) la performance sarà calcolata verificando il posizionamento del Total
Shareholder Return di TIM rispetto ad un paniere di peers costituito da dieci peers TLC europei.
Il Piano avrà termine alla eventuale maturazione delle Performance Shares secondo quanto sarà accertato dal Consiglio di
Amministrazione in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2027 (e dunque nell’esercizio
2028), fermo il successivo Lock-up e l’assoggettamento a Claw-back.
La curva di payout è così definita: 50% della Pay Opportunity al valore minimo, 75% della Pay Opportunity al valore target, 100%
della Pay Opportunity al valore massimo.
Al 31 dicembre 2025 i destinatari sono complessivamente 66 e il numero delle azioni attribuito al raggiungimento massimo (100%
della Pay Opportunity) risulta pari a 26.526.484.
Per ulteriori dettagli si rinvia al documento informativo dell’iniziativa consultabile al link https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/
investitori/doc---avvisi/anno-2025/Documento-Informativo-LTI-Performance-Shares-2025-2027-.pdf.
Piano SOP modificato di TIM S.p.A.
L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato una serie di modifiche al Piano di Stock Options 2022-2024, già
approvato dall’Assemblea degli Azionisti del 7 aprile 2022.
La consuntivazione degli obiettivi collegati a detto Piano è stato oggetto di approvazione del Consiglio di Amministrazione di TIM
S.p.A. in data 14 aprile 2025, ed in tale data le Opzioni sono diventate esercitabili.
Tali integrazioni sono state introdotte per neutralizzare gli effetti della significativa discontinuità aziendale derivante
dall'operazione di cessione della rete fissa (NetCo) e per preservare la finalità incentivante e di retention del Piano originario per il
management.
Le suddette modifiche, più oltre esplicitate, si applicano ai beneficiari delle opzioni SOP 2022-2024 che: (i) alla data del 24 giugno
2025 erano ancora legati da rapporto di lavoro dipendente o di amministrazione con TIM o altra Controllata (ad esclusione di
Telecom Italia Sparkle S.p.A.) e (ii) hanno optato per l’adesione alle nuove regole di cui infra, rinunciando alla regolazione
precedente in materia di strike price e periodo di esercizio (“Beneficiari Non Cessati Aderenti”).
In particolare, le modifiche proposte riguardano:
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 38
Accordi di pagamento basato su azioni
523
la determinazione di un diverso valore di strike price, ridotto dal prezzo originario di 0,424 euro al Nuovo Strike Price di 0,3465
euro (calcolato sulla base della media ponderata dei prezzi di mercato dell'azione TIM registrati nei 30 giorni precedenti la
delibera del Consiglio di Amministrazione del 23 maggio 2025), con connessa riparametrazione del payout massimo
conseguibile dai Beneficiari Non Cessati Aderenti;
la determinazione di un diverso periodo di esercizio, che decorrerà dal 1° febbraio 2027 al 14 aprile 2027 per i Beneficiari Non
Cessati Aderenti, come definiti in precedenza.
Al 31 dicembre 2025, i destinatari del Piano SOP modificato sono complessivamente 77 e il numero di opzioni assegnate e in essere
a tale data risulta pari a 136.892.161.
I destinatari del Piano SOP 2022-2024 originale, esclusi dal regolamento del nuovo Piano SOP modificato (ad esempio perché
cessati dal servizio), risultano essere complessivamente 64, con un numero di opzioni già esercitabili pari a 72.457.254, di cui
7.402.387 già esercitate al 31 dicembre 2025. Il periodo di esercizio previsto per il Piano SOP originale si concluderà - analogamente
al Piano SOP modificato - il 14 aprile 2027, con un valore di strike price pari a 0,424 euro.
Per ulteriori dettagli si rinvia al documento informativo dell’iniziativa consultabile al link https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/
investitori/doc---avvisi/anno-2025/Modifica-Documento-informativo-SOP-2022-2024-DEF-ITA-26-05.pdf
Piano di Phantom Shares di TIM S.p.A.
L’Assemblea degli Azionisti del 24 giugno 2025 ha approvato il Piano di Phantom Shares 2025-2027. Si tratta di un piano di
incentivazione monetaria di lungo termine (Long Term Incentive) basato sul valore della partecipazione al capitale, rivolto a una
selezionata platea di dipendenti del Gruppo individuati in base al ruolo strategico ricoperto, che non siano già destinatari del Piano
SOP 2022-2024.
A differenza dei piani di stock option o performance shares, questo strumento è “cash settled”: non prevede l'attribuzione di azioni
fisiche, bensì di unità virtuali denominate "Phantom Shares". Queste unità attribuiscono al beneficiario il diritto a ricevere un bonus
in denaro (Bonus monetario), calcolato sulla base dell'incremento del valore del titolo TIM rispetto a un valore di riferimento
iniziale.
In particolare:
il Valore Soglia (prezzo di riferimento) è fissato in 0,3465 euro, in coerenza con il nuovo strike price definito per il Piano SOP
modificato;
la maturazione del bonus è subordinata ad un valore del titolo a conclusione del Piano (Valore di Maturazione) superiore al
Valore Soglia e alla permanenza del rapporto di lavoro tra la Società (o una Controllata) ed il Beneficiario al 31 gennaio 2027
(salve le ipotesi di c.d. good leaver).
Il bonus finale sarà determinato moltiplicando il numero di Phantom Shares maturate per la differenza tra il valore di mercato
dell’azione alla data di maturazione e il Valore Soglia di cui sopra. Il valore massimo in ogni caso attribuibile a ciascuna Phantom
Shares, una volta intervenuta la maturazione ai fini della corresponsione del Bonus, sarà pari a euro 1,4225.
Al 31 dicembre 2025, i destinatari del Piano Phantom Shares sono complessivamente 89 e il numero di Phantom Shares attribuite
risulta pari a 37.957.500.
Per ulteriori dettagli si rinvia al documento informativo dell’iniziativa consultabile al link: https://www.gruppotim.it/content/dam/gt/
investitori/doc---avvisi/anno-2025/TIM-Documento-Informativo-Piano-di-Phantom-Shares-2025-2027.pdf
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 38
Accordi di pagamento basato su azioni
524
Modalità di valutazione al fair value delle opzioni e diritti assegnati
Parametri utilizzati per la determinazione del fair value
Piani/Parametri
Prezzo
esercizio
(euro)
Valore di
Partenza
(euro)
(1)
Volatilità
(2)
Durata
Dividendi
attesi
(euro)
(3)
Tasso di
interesse senza
rischio
(4)
Piano SOP 2022-2024
0,424
34,6%
3 anni
0,02
0,479% a 3 anni
Piano SOP modificato
0,3465
36,7%
2 anni
0,01
2,018% a 2 anni
Piano LTI di Performance Share 2025-2027
-
0,4071
3 anni
0,01
2,092% a 3 anni
Piano di Phantom Shares
0,3465
36,7%
2 anni
0,01
2,018% a 2 anni
(1) Media aritmetica dei prezzi ufficiali delle Azioni rilevati a partire dal giorno di borsa aperta precedente quello di assegnazione del Piano sino al trentesimo giorno di
calendario ordinario precedente (entrambi inclusi) sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., calcolata utilizzando come
divisore soltanto i giorni cui si riferiscono le quotazioni prese a base del calcolo, con troncamento al quarto decimale.
(2) In funzione degli obiettivi di performance del piano sono stati considerati i valori di volatilità del titolo TIM e, ove del caso, dei titoli delle società delle principali
società del settore delle telecomunicazioni “peer basket”.
(3) I dividendi sono stati stimati in base ai dati dell’agenzia Bloomberg.
(4) Il tasso di interesse privo di rischio fa riferimento al tasso dei titoli governativi della Repubblica Federale di Germania (benchmark di mercato per le operazioni in
euro) alla data di valutazione con scadenza coerente al periodo di riferimento.
Effetti sul risultato economico e sulla situazione patrimoniale - finanziaria
I piani retributivi che prevedono una remunerazione in strumenti di capitale sono rilevati al fair value, che rappresenta il costo di tali
strumenti alla data di assegnazione ed è rilevato a conto economico separato tra i “costi del personale” lungo il periodo
intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione (vesting period) con contropartita una riserva di patrimonio netto
(“Altri strumenti rappresentativi di patrimonio netto”). La parte dei piani che prevede la corresponsione di compensi in denaro è
iscritta tra le passività in contropartita dei “Costi del personale”. I piani retributivi che prevedono una remunerazione in strumenti di
capitale non hanno impatti significativi né sul risultato economico né sulla situazione patrimoniale e finanziaria al 31 dicembre 2025
di TIM S.p.A..
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 39
Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti
525
NOTA 39
EVENTI E OPERAZIONI SIGNIFICATIVI NON RICORRENTI
Ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, vengono qui di seguito esposte le informazioni circa
l’impatto sulle singole voci di Conto Economico Separato degli eventi e operazioni non ricorrenti:
(milioni di euro)
Patrimonio Netto
Utile (perdita)
dell'esercizio
Indebitamento
finanziario netto
Flussi finanziari (*)
Valore di bilancio
(a)
11.989
(155)
10.407
(1.969)
Altri proventi - Sopravvenienze attive
944
944
(33)
1.028
Acquisti di materie e servizi - Oneri connessi ad accordi
e allo sviluppo di progetti non ricorrenti e altri oneri
(675)
(675)
70
(70)
Costo del personale - Oneri connessi a processi di
riorganizzazione/ristrutturazione aziendale e altri
(117)
(117)
269
(269)
Altri costi operativi - Oneri conseguenti a contenziosi e
sanzioni di carattere regolatorio e a potenziali passività
a essi correlate, altri accantonamenti e oneri
(17)
(17)
78
(78)
Plusvalenze/(minusvalenze) da realizzo di attività non
correnti
1
1
Proventi/(oneri) da partecipazioni
Proventi finanziari
38
38
Oneri finanziari
(15)
(15)
Totale effetti non ricorrenti
(b)
159
159
384
611
Utile (perdita) da Attività cessate/ Attività non
correnti destinate ad essere cedute
(c)
(130)
(130)
6
(6)
Valore figurativo di bilancio
(a-b-c)
11.960
(184)
10.017
(2.574)
(*) I flussi finanziari si riferiscono all’aumento (diminuzione) nell’esercizio della Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti.
L'impatto sulle singole voci di conto economico separato delle partite di natura non ricorrente, è così dettagliato:
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 39
Eventi ed operazioni significativi non ricorrenti
526
(milioni di euro)
2025
2024
Ricavi e altri proventi operativi
989
55
Canone di concessione 1998 - risarcimento del danno
973
Altri
16
55
Acquisti di materie e servizi, Variazione delle rimanenze
(707)
(24)
Costi contrattuali differiti di rete fissa - passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di
riconoscimento a conto economico
(671)
Acquisti di materie e servizi - Oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti
e altri oneri
(36)
(24)
Costi del personale
(122)
(84)
Costi contrattuali differiti di rete fissa - passaggio da 8 anni a 4 anni del periodo di
riconoscimento a conto economico
(39)
Oneri connessi ai processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale e altri
(83)
(84)
Altri costi operativi
(18)
(44)
Oneri conseguenti a contenziosi e sanzioni di carattere regolatorio e a potenziali passività a
essi correlate, altri accantonamenti e oneri
(18)
(44)
Impatto su risultato operativo ante ammortamenti, plusvalenze (minusvalenze e
ripristini di valore (svalutazioni) di attività non correnti (EBITDA)
142
(97)
Plusvalenze/(minusvalenze) da realizzo di attività non correnti
1
3
Plusvalenza da realizzo di attività non correnti
1
3
Impatto su risultato operativo (EBIT)
143
(94)
Proventi / (oneri) da partecipazioni
26
Plusvalenze/(minusvalenze) nette da cessione di partecipazioni
26
Proventi finanziari
38
3
Canone di concessione 1998 - interessi legali
38
Altri proventi finanziari
3
Oneri finanziari
(15)
(28)
Altri oneri finanziari
(15)
(28)
Impatto sull'Utile (perdita) prima delle imposte derivante dalle Attività in
funzionamento
166
(93)
Imposte sul reddito relative a partite non ricorrenti
(7)
8
Utile (perdita) da Attività cessate/ Attività non correnti destinate ad essere cedute
(130)
(966)
Impatto sull'Utile (perdita) dell'esercizio
29
(1.051)
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 40
Posizioni o transizioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali
527
NOTA 40
POSIZIONI O TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI
ATIPICHE E/O INUSUALI
Ai sensi della Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2025 non sono state poste in
essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
NOTA 41
ALTRE INFORMAZIONI
Ricerca e sviluppo
I costi sostenuti per le attività di ricerca e sviluppo sono rappresentati da costi esterni, costo del personale dedicato e
ammortamenti e sono così dettagliati:
(milioni di euro)
2025
2024
Costi per attività di ricerca e sviluppo spesati nell’esercizio
29
35
Costi di sviluppo capitalizzati
259
468
Totale costi (spesati e capitalizzati) di ricerca e sviluppo
288
503
Il totale dei costi di ricerca e sviluppo per il 2025 ammonta a 288 milioni di euro. La riduzione rispetto all'esercizio 2024 è connessa
da un lato con la completa rivisitazione del perimetro di attività e dei progetti di Ricerca e Sviluppo, effettuata a valle del processo
di delayering con la cessione di NetCo e la conseguente modifica del modello industriale delle attività del Gruppo TIM e, dall'altro,
con la riduzione delle spese di IT Office, conseguenza della cessione NetCo, nonché con l'avvio di un processo di ottimizzazione
della spesa effettuata dal Technology Office con riferimento al piano di accesso mobile.
Si segnala che nel conto economico separato dell'esercizio 2025 sono iscritti ammortamenti per costi di sviluppo, capitalizzati
nell’esercizio e in esercizi precedenti, per un importo complessivo di 495 milioni di euro.
Le attività di ricerca e sviluppo effettuate da TIM S.p.A. sono dettagliate nella Relazione sulla gestione (Sezione “Innovazione,
ricerca e sviluppo”).
Leasing attivi
TIM ha stipulato contratti di leasing su terreni e fabbricati per uso ufficio e industriale, siti infrastrutturali per la rete mobile e
infrastrutture di rete; al 31 dicembre 2025 l’ammontare dei canoni a valore nominale ancora da incassare è il seguente:
(milioni di euro)
31.12.2025
31.12.2024
Entro l’esercizio successivo
56
58
Dal 1° al 2° esercizio successivo
21
20
Dal 2° al 3° esercizio successivo
19
18
Dal 3° al 4° esercizio successivo
17
17
Dal 4° al 5° esercizio successivo
9
15
Oltre il 5° esercizio successivo
4
11
Totale
126
139
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 41
Altre Informazioni
528
Erogazioni pubbliche
La legge n.124/2017, prevede l’obbligo di fornire informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e vantaggi
economici di qualunque genere ricevuti da pubbliche amministrazioni. A tale proposito, si evidenziano nella tabella seguente le
erogazioni incassate nel corso dell’esercizio:
Ente erogante
settore di intervento
Incasso 2025
(milioni di euro)
Incasso 2024
(milioni di euro)
Fondimpresa/ Fondirigenti
formazione
2
2
Infratel
realizzazione infrastrutture di rete
7
Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)(1)
ricerca e innovazione
4
32
ANPAL
formazione
1
Altri (2)
2
1
Totale
8
43
(1) 2025 - include i Progetti Tim Edge & Cloud Continuum, ChAALenge, CADUCEO
      2024 – include i Progetti Tim Edge & Cloud Continuum, TIMONE, CADUCEO
(2) 2025 - MUR e Università degli studi di Napoli Federico II: ricerca e innovazione
      2024 – MUR e Regione Lombardia, Settore Intervento: ricerca
In particolare:
TIM è stata ammessa alle agevolazioni previste dal Decreto Ministeriale del 5 marzo 2018 del Ministero delle Imprese e del
Made in Italy (MIMIT) per due progetti di Ricerca e Sviluppo per l'innovazione tecnologica nel settore sanitario, denominati
ChAALenge (Prog. n. F/180016/01-05/X43) e CADUCEO (Prog. n.  F/180025/01-05/X43 - “Cloud plAtform for intelligent
prevention and Diagnosis sUpported by artifiCial intelligEnce solutiOns").
Il progetto ChAALenge ha come obiettivo il miglioramento della qualità̀ di vita delle persone fragili in ogni ambiente
mediante il paradigma dello Smart Everything Everywhere, costruendo un sistema integrato di supporto alla fragilità e
all’invecchiamento attivo. Il Progetto, operativo dal 1° gennaio 2021, si è concluso nelle attività realizzative il 31 dicembre
2023. Nell’esercizio 2025 TIM ha percepito contributi a fondo perduto per un valore di 0,05 milioni di euro.
Il progetto CADUCEO ha come obiettivo la creazione di una piattaforma cloud avanzata utilizzata per la prevenzione e la
diagnosi intelligente nel campo della salute, supportata da soluzioni basate sull'intelligenza artificiale (IA). L'idea centrale
del progetto è quella di sfruttare la potenza dell'IA e del cloud computing per migliorare la diagnosi medica e le strategie di
prevenzione. Il progetto, operativo dall’11 gennaio 2021, si è concluso nelle attività realizzative il 31 dicembre 2024.
Nell’esercizio 2024 TIM ha percepito contributi a fondo perduto per un valore di 0,2 milioni di euro. Nell’esercizio 2025 TIM ha
percepito contributi a fondo perduto per un valore di 0,07 milioni di euro.
Con riferimento al progetto di ricerca e sviluppo “TIMONE - TIM Oss for Network Evolution” (Prog. n.  F/140007/00/X39), TIM ha
percepito contributi a fondo perduto per un ammontare di 0,7 milioni di euro nell’esercizio 2024. TIM è stata ammessa alle
agevolazioni dal MISE (ora MIMIT) a giugno 2020 (D.M. 0002324 - 03-06-2020). I 6 Obiettivi Realizzativi di TIMONE hanno
riguardato le attività di trasformazione ed evoluzione degli OSS negli ambiti applicativi di Network Creation & Inventory,
Fulfillment, Assurance ed AI/CC/ML.
Il Progetto, operativo dal 1° ottobre 2019, si è concluso nelle attività realizzative il 30 settembre 2022.
Nel corso del 2025 è stato erogato il finanziamento agevolato pari a 11 milioni di euro con rimborso previsto come da piano di
ammortamento fino al 30 giugno 2031.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 41
Altre Informazioni
529
Prospetto riepilogativo dei corrispettivi alla Società di Revisione e alle altre
entità appartenenti alla sua rete
Il seguente prospetto riporta i corrispettivi complessivamente spettanti a EY S.p.A. per la revisione dei bilanci 2025, nonché i
corrispettivi di competenza dell’esercizio 2025 per gli altri servizi di revisione/verifica e per gli altri servizi diversi dalla revisione resi a
TIM da EY e dalle altre entità appartenenti alla rete EY. Vengono qui incluse anche le spese vive sostenute nel 2025 relativamente a
detti servizi.
TIM S.p.A.
(in euro migliaia)
EY S.p.A.
Altre entità
della rete EY
Totale rete EY
Servizi di revisione:
revisione legale del bilancio separato
821
821
revisione legale del bilancio consolidato
225
225
revisione del sistema di controllo interno che sovraintende al processo di redazione del
bilancio consolidato e revisione contabile limitata dell’informativa finanziaria al 31
marzo e al 30 settembre
985
985
revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale
227
227
altri
278
278
Servizi di verifica con emissione di attestazione
114
114
Attestazione di conformità su dichiarazione consolidata di carattere non
finanziario
325
325
Altri servizi
25
25
Totale corrispettivi per servizi di revisione e diversi verso la rete EY
3.000
3.000
Spese vive
52
52
Totale
3.052
3.052
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 42
Eventi successivi al 31 dicembre 2025
530
NOTA 42
EVENTI SUCCESSIVI AL 31 DICEMBRE 2025
Deliberazioni delle Assemblee degli Azionisti di TIM S.p.A. del 28 gennaio 2026
e deliberazioni del Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. del 24 febbraio
2026
Si rimanda alla Nota "Patrimonio Netto" relativamente alle deliberazioni:
delle Assemblee degli Azionisti di TIM S.p.A. del 28 gennaio 2026 sulla conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie e
sulla riduzione volontaria del capitale sociale;
del Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. del 24 febbraio 2026 circa la proposta all'Assemblea degli Azionisti del 15 aprile
2026 di un programma di acquisto di azioni proprie ( buyback ) e di raggruppamento delle azioni ordinarie TIM nel rapporto di 1
nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti.
Accordi sindacali siglati il 5 marzo 2026 da TIM S.p.A.
Il 5 marzo 2026 TIM S.p.A. ha siglato un'intesa con il Coordinamento Nazionale RSU insieme alle SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL,
UGL Telecomunicazioni per uscite anticipate. L'accordo attiverà lo strumento dell'assegno straordinario previsto dal Fondo
Bilaterale per la filiera delle telecomunicazioni. L’adesione sarà volontaria e riguarderà un numero massimo di 1.000 persone di TIM
S.p.A. che maturino i requisiti minimi per il diritto alla decorrenza della pensione di vecchiaia o anticipata (in quest’ultimo caso,
incluso l’arco temporale della cd. finestra) entro il 30 novembre 2031 ed esprimano il proprio consenso a risolvere il rapporto di
lavoro con effetto entro e non oltre il 30 novembre 2026.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Nota 43
Elenco delle partecipazioni in Imprese controllate, collegate e Joint Ventures
531
NOTA 43
ELENCO DELLE PARTECIPAZIONI IN IMPRESE
CONTROLLATE, COLLEGATE E JOINT VENTURES
(migliaia di euro)
Sede
Capitale
(1)
Patrimonio
Netto
(1) (2)
Utile/
(perdita) (1)
Quota
partecipazione
(%)
Corrispondent
e P.N. di
bilancio (A) (3)
Valore di carico
(B) (4)
Differenza
(B-A)
Partecipazioni in imprese controllate
CD FIBER S.r.l.
Roma
Euro
%
NOOVLE S.p.A. Società
benefit
Milano
Euro
1.000
897.150
(260)
100,00 %
897.150
1.079.942
182.792
OLIVETTI S.p.A. Società
benefit
Ivrea (TO)
Euro
11.000
28.845
9.284
100,00 %
28.845
8.258
(20.587)
TELECOM ITALIA CAPITAL
S.A.
Lussemburgo
Euro
2.336
135.073
6.125
100,00 %
135.073
 
2.388
(132.685)
TELECOM ITALIA FINANCE
S.A.
Lussemburgo
Euro
1.818.692
6.923.182
658.853
100,00 %
6.923.182
5.914.971
(1.008.211)
TELECOM ITALIA LATAM
PARTIC. E GESTÃO ADMIN.
SanPaolo (Brasile)
R$
219.360
4.849
606
Euro
33.929
750
94
100,00 %
750
(5)
15.995
15.245
TELECOM ITALIA SAN
MARINO S.p.A.
San Marino
Euro
1.808
9.377
2.380
100,00 %
9.377
 
7.565
(1.812)
TELECOM ITALIA
VENTURES S.r.l.
Milano
Euro
10
110.895
21.502
100,00 %
110.895
 
63.635
(47.260)
TELECONTACT CENTER
S.p.A.
Napoli
Euro
3.000
27.922
(8.738)
100,00 %
27.922
 
12.654
(15.268)
TELSY S.p.A.
Torino
Euro
5.390
50.598
8.581
100,00 %
50.598
 
19.549
(31.049)
TIM BRASIL SERVICOS E
PARTICIPACOES
Rio de Janeiro
(Brasile)
R$
8.227.357
6.588.632
3.140.655
 
 
Euro
1.272.537
1.019.073
485.769
0,00000001 %
TIM MY BROKER S.r.l.
Roma
Euro
10
11.715
1.987
100,00 %
11.715
10
(11.705)
TIM RETAIL S.r.l.
Milano
Euro
2.402
86.420
(10.177)
100,00 %
86.420
 
15.143
(71.277)
 
 
 
 
 
7.140.110
(1.141.817)
(migliaia di euro)
Sede
Capitale
(1)
Patrimonio
Netto
(1) (2)
Utile/
(perdita) (1)
Quota
partecipazione
(%)
Corrispondent
e P.N. di
bilancio (A) (3)
Valore di carico
(B) (4)
Differenza
(B-A)
Partecipazioni in imprese controllate destinate ad
essere cedute
TELECOM ITALIA SPARKLE
S.p.A.
Roma
Euro
200.000
682.566
(38.064)
100,00 %
682.566
(6)
591.130
(91.436)
(migliaia di euro)
Sede
Capitale
(1)
Patrimonio
Netto
(1) (2)
Utile/
(perdita)
(1)
Quota
partecipazione
(%)
Corrispondent
e P.N. di
bilancio
(A) (3)
Valore di carico
(B) (4)
Differenza
(B-A)
Partecipazioni in imprese collegate e joint ventures
AREE URBANE S.r.l. (in
fallimento)
Milano
Euro
100
(114.180)
(3.757)
32,62 %
(37.246)
37.246
POLO STRATEGICO
NAZIONALE S.p.A.
Roma
Euro
3.000
38.640
(11.364)
45,00 %
17.388
31.500
14.112
TIGLIO I S.r.l. (in
liquidazione)
Milano
Euro
100
110
21
47,80 %
53
(53)
TIMFIN S.p.A.
Torino
Euro
40.000
63.012
1.077
49,00 %
30.876
36.750
5.874
 
 
 
 
 
 
68.250
57.179
(1) Desunti dall'ultimo bilancio approvato. Per le Controllate sono stati utilizzati i dati a principi IFRS, predisposti per il consolidato.
(2) Comprensivo dell’utile (perdita).
(3) Al netto di eventuali dividendi da distribuire.
(4) Comprensivo dei versamenti in conto partecipazioni.
(5) Coperto dal fondo oneri su partecipate.
(6) Dati desunti dal bilancio consolidato.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Attestazione del Bilancio d'esercizio
532
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO AI SENSI
DELL’ART. 81-TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971
DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED
INTEGRAZIONI
1. I sottoscritti Pietro Labriola, in qualità di Amministratore Delegato, e Piergiorgio Peluso, in qualità di Dirigente preposto alla
redazione dei documenti contabili societari di TIM S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis,
commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e
l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio d’esercizio nel corso
dell’esercizio 2025.
2. TIM ha adottato come framework di riferimento per la definizione e la valutazione del proprio sistema di controllo interno, con
particolare riferimento ai controlli interni per la formazione del bilancio, il modello Internal Control - Integrated Framework
(2013) emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission.
3. Si attesta, inoltre, che:
3.1 Il Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 (International Financial
Reporting Standards – IFRS), nonché alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in Italia con particolare
riferimento all’art. 154-ter del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 e ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art.
9 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2005, n. 38;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria
dell’emittente;
3.2 La relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione nonché della
situazione dell’emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto. La relazione sulla
gestione comprende altresì un’analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
11 marzo 2026
         
Firme Separato.jpg
 
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
533
RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
534
Relazione della società di revisione indipendente
ai sensi dell’art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell’art. 10 del
Regolamento (UE) n. 537/2014
Agli azionisti della
TIM S.p.A.
Relazione sulla revisione contabile del bilancio d’esercizio
Giudizio
Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d’esercizio della TIM S.p.A. (la Società), costituito dalla
situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 2025, dal conto economico separato, dal conto economico
complessivo, dai movimenti del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l’esercizio chiuso a tale data e
dalle note al bilancio che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.
A nostro giudizio, il bilancio d’esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione
patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per
l’esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting
Standards Board e adottati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D.
Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.
Elementi alla base del giudizio
Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre
responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di
revisione per la revisione contabile del bilancio d’esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto
alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili
nell’ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi
sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.
Aspetti chiave della revisione contabile
Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono
stati maggiormente significativi nell’ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali
aspetti sono stati da noi affrontati nell’ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul
bilancio d’esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
535
Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:
Aspetti chiave
Risposte di revisione
Impairment test dell’avviamento
L’avviamento al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro
8.814 milioni, e si riferisce interamente all’unità
generatrice di flussi di cassa (“CGU”) Domestic.
I processi e le modalità di valutazione e determinazione
del valore recuperabile della CGU Domestic, sono basati
su assunzioni a volte complesse che per loro natura
implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, in
particolare con riferimento alla previsione dei loro flussi di
cassa futuri e alla determinazione dei tassi di crescita di
lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni
dei flussi di cassa futuri.
In considerazione del giudizio richiesto e della
complessità delle assunzioni utilizzate nella stima del
valore recuperabile dell’avviamento, tale tematica è stata
ritenuta un aspetto chiave della revisione.
L’informativa di bilancio relativa alla valutazione
dell’avviamento è riportata nella nota 3 «Avviamento» e
nella nota 2 «Principi contabili» ai paragrafi «Attività
immateriali – Avviamento», «Riduzione di valore delle
attività immateriali, materiali e dei diritti d’uso su beni di
terzi – Avviamento» e «Uso di stime contabili».
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
l’analisi della procedura posta in essere dal
management in merito a criteri e metodologia
dell’impairment test;
►  la verifica dell’adeguatezza del perimetro della CGU;
►  l’analisi della ragionevolezza delle previsioni dei flussi
di cassa futuri, inclusa la considerazione dei dati e
previsioni di settore e degli analisti, utilizzati ai fini
della determinazione del fair value;
►  la coerenza delle previsioni dei flussi di cassa futuri
della CGU Domestic con il business plan; 
►  la valutazione delle previsioni, rispetto all’accuratezza
storica di quelle precedenti;
►  la verifica della ragionevolezza dei tassi di crescita di
lungo periodo e della determinazione dei tassi di
attualizzazione.
Le verifiche di cui ai punti precedenti hanno inoltre
riguardato l’analisi delle valutazioni condotte dagli esperti
indipendenti incaricati dalla Società. Nelle nostre
verifiche ci siamo anche avvalsi dell’ausilio dei nostri
esperti in tecniche di valutazione, che hanno eseguito un
ricalcolo indipendente ed effettuato analisi di sensitività
sulle assunzioni chiave al fine di determinare i
cambiamenti delle assunzioni che potrebbero impattare
significativamente la valutazione del valore recuperabile.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione alla
valutazione dell’avviamento.
Riconoscimento dei ricavi
I ricavi di TIM S.p.A. ammontano al 31 dicembre 2025 a
Euro 9.446 milioni, riferiti principalmente a prestazioni di
servizi di telecomunicazioni nei confronti della clientela
retail e enterprise.
Le verifiche sulla corretta contabilizzazione dei ricavi
hanno richiesto particolare attenzione nell’ambito delle
nostre procedure di revisione in virtù i) di un processo di
contabilizzazione particolarmente articolato a causa della
numerosità delle offerte commerciali, della numerosità
dei sistemi gestionali sottostanti e dei
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
►    la comprensione dei processi sottostanti il
riconoscimento dei ricavi di vendita;
►    la comprensione e la verifica del disegno e
dell’operatività dei controlli rilevanti a presidio del
processo di riconoscimento dei ricavi di vendita;
►    la verifica dei sistemi applicativi a supporto del
processo di riconoscimento dei ricavi, avvalendoci
dell’ausilio dei nostri esperti in sistemi informativi;
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
536
relativi processi di riconciliazione, ii) della presenza di
alcune fasi manuali nel processo di contabilizzazione dei
ricavi, in particolare per servizi erogati nei confronti dei
grandi clienti e iii) della complessità valutativa degli
impegni connessi ad alcuni contratti.
La Società ha fornito l’informativa in merito a tale
valutazione nella Nota 25 «Ricavi» del bilancio separato.
►    la verifica che i criteri contabili adottati per le
principali offerte commerciali fossero rispondenti alle
disposizioni del principio contabile di riferimento;
►    la verifica su base campionaria di alcune transazioni
significative relative a fatture emesse e fatture da
emettere, al fine di verificare che i dati contrattuali e
le evidenze a supporto dell’effettivo servizio reso e/o
bene trasferito fossero coerenti con i criteri di
contabilizzazione adottati;
►    la verifica della determinazione del valore di alcuni
contratti identificati come onerosi;
►  la riconciliazione dei dati gestionali e contabili per le
principali poste di bilancio connesse ai rapporti con la
clientela;
►  l’analisi delle scritture manuali.
Abbiamo inoltre inviato ad alcuni clienti la lettera di
richiesta di conferma di alcune transazioni selezionate su
base campionaria.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione al
riconoscimento dei ricavi.
Contenziosi regolatori
TIM S.p.A., al 31 dicembre 2025, è esposto a contenziosi
di natura regolatoria, molti dei quali caratterizzati da
richieste significative della controparte, che hanno
comportato lo stanziamento di fondi compresi all’interno
della voce fondi per rischi ed oneri.
La valutazione dei contenziosi è stata effettuata dalla
Direzione Aziendale, in sede di chiusura del bilancio al
31 dicembre 2025, sulla base del parere dei legali
esterni, nonché in considerazione di tutte le ultime
informazioni disponibili.
La stima dei rischi connessi ai contenziosi in cui la
Società è coinvolta, richiede una rilevante componente
valutativa da parte della Direzione Aziendale e, anche
considerato il complesso quadro normativo, è stata
ritenuta un aspetto chiave della revisione.
L’informativa di bilancio e la valutazione dei rischi relativi
ai contenziosi regolatori e commerciali a cui la Società è
esposta è riportata nella nota 24 «Contenziosi e azioni
giudiziarie pendenti, altre informazioni, impegni e
garanzie».
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
►    la comprensione del processo di valutazione dei
contenziosi posto in essere dalla Direzione
Aziendale corredata dalla verifica dell’efficacia dei
controlli posti a presidio di tale processo;
►  colloqui con la Direzione Aziendale circa le principali
assunzioni fatte a fronte delle contestazioni ricevute;
►    test del database “Legal Suite” al fine di verificare la
completezza dei procedimenti in cui la società è
coinvolta;
►  l’analisi dei pareri legali redatti dai consulenti esterni
sui quali la Direzione Aziendale ha basato le proprie
valutazioni;
►  l’analisi delle risposte pervenute dai consulenti legali
esterni in seguito alle nostre procedure di richiesta di
conferma esterna.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
537
Recuperabilità delle attività per imposte anticipate
Le attività per imposte anticipate iscritte al 31 dicembre
2025 ammontano, al netto delle passività per imposte
differite, a Euro 282 milioni e sono riferite alle differenze
temporanee deducibili tra i valori contabili e quelli fiscali
di attività e passività di bilancio.
La recuperabilità del valore contabile di tali attività è
soggetta a valutazione da parte degli amministratori sulla
base delle previsioni degli imponibili fiscali attesi negli
esercizi in cui è previsto il loro utilizzo.
I processi e le modalità di valutazione della recuperabilità
di tali attività sono basati su assunzioni complesse che
per loro natura implicano il ricorso al giudizio da parte
degli amministratori, con particolare riferimento alla
coerenza delle previsioni dei redditi imponibili futuri attesi
dalla Società con quelle del business plan.
In considerazione del giudizio richiesto nel definire le
assunzioni chiave alla base delle previsioni dei redditi
imponibili futuri, tale tematica è stata ritenuta un aspetto
chiave della revisione.
L’informativa di bilancio relativa al criterio di rilevazione e
valutazione di tali attività è riportata nella nota 2 «Principi
contabili» ai paragrafi «Imposte sul reddito (correnti e
differite)» e «Uso di stime contabili» e nella nota 10
«Imposte sul reddito (correnti e differite)».
Le nostre procedure di revisione in risposta all’aspetto
chiave hanno riguardato, tra l’altro:
l’analisi della ragionevolezza delle assunzioni alla
base delle previsioni dei redditi imponibili futuri e
della loro riconciliazione con le previsioni desumibili
dal business plan della Società;
  la valutazione della ragionevolezza delle previsioni,
rispetto all’accuratezza storica di quelle precedenti;
  la verifica dei calcoli dei modelli utilizzati dalla
Direzione Aziendale.
Infine, abbiamo verificato l’adeguatezza dell’informativa
fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione alla
recuperabilità delle attività per imposte anticipate.
Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio
d’esercizio
Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d’esercizio che fornisca una rappresentazione
veritiera e corretta in conformità ai principi IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board adottati
dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38
e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per
consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o
eventi non intenzionali.
Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare ad operare come
un’entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d’esercizio, per l’appropriatezza dell’utilizzo del
presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori
utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d’esercizio a meno che abbiano
valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l’interruzione dell’attività o non
abbiano alternative realistiche a tali scelte.
Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di
predisposizione dell’informativa finanziaria della Società.
Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio
d’esercizio
I nostri obiettivi sono l’acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d’esercizio nel suo complesso non
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
538
contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l’emissione di una
relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di
sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di
revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono
derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa
ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni
economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d’esercizio.
Nell’ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia),
abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata
della revisione contabile. Inoltre:
abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d’esercizio, dovuti a frodi o a
comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a
tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.
Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non
individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la
frode può implicare l’esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni
fuorvianti o forzature del controllo interno;
abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo
scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio
sull’efficacia del controllo interno della Società;
abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime
contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del
presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale
esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi
significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento. In
presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione
sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale
circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi
probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi
possono comportare che la Società cessi di operare come un’entità in funzionamento;
abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d’esercizio nel suo complesso,
inclusa l'informativa, e se il bilancio d’esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo
da fornire una corretta rappresentazione.
Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come
richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate
per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo
interno identificate nel corso della revisione contabile.
Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo
rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell’ordinamento italiano e
abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza
e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.
Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati
più rilevanti nell’ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi
gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
539
Altre informazioni comunicate ai sensi dell’art. 10 del Regolamento (UE) n.
537/2014
L’assemblea degli azionisti della TIM S.p.A. ci ha conferito in data 29 marzo 2019l’incarico di revisione legale del
bilancio d’esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre
2027.
Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell’art. 5, par. 1,
del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell’esecuzione della
revisione legale.
Confermiamo che il giudizio sul bilancio d’esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto
indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo
interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell’art. 11 del citato Regolamento.
Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari
Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE)
2019/815
Gli amministratori della TIM S.p.A. sono responsabili per l’applicazione delle disposizioni del Regolamento
Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative
alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF – European Single Electronic Format)
(nel seguito “Regolamento Delegato”) al bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione
finanziaria annuale. 
Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio
sulla conformità del bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 alle disposizioni del Regolamento Delegato. 
A nostro giudizio, il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato
marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.
Giudizi e dichiarazione ai sensi dell’art. 14, comma 2, lettera e), e-bis) ed e-ter),
del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e ai sensi dell’art. 123-bis, comma 4, del D.
Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58
Gli amministratori della TIM S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della
relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della TIM S.p.A. 31 dicembre 2025, incluse la loro
coerenza con il relativo bilancio d’esercizio e la loro conformità alle norme di legge.
Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di:
esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni
contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, comma
4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, con il bilancio d’esercizio;
esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione, esclusa la
sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e di alcune specifiche informazioni
contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, comma
4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58;
Bilancio separato di
TIM S.p.A.
Relazione della Società di Revisione
540
rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune
specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate
nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58.
A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo
societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, sono
coerenti con il bilancio d’esercizio della TIM S.p.A. al 31 dicembre 2025.
Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata
di sostenibilità, e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari
indicate nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 sono redatte in conformità alle norme di
legge.
Con riferimento alla dichiarazione di cui all’art. 14, comma 2, lettera e-ter), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39,
rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell’impresa e del relativo contesto acquisite nel
corso dell’attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.
Il nostro giudizio sulla conformità alle norme di legge non si estende alla sezione della relazione sulla gestione
relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità. Le conclusioni sulla conformità di tale sezione alle norme
che ne disciplinano i criteri di redazione e all’osservanza degli obblighi di informativa previsti dall’art. 8 del
Regolamento (UE) 2020/852 sono formulate da parte nostra nella relazione di attestazione ai sensi dell’art. 14-bis
del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39.
Torino, 23 marzo 2026
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Altre informazioni
Glossario
542
GLOSSARIO
Le seguenti spiegazioni non vanno intese come definizioni tecniche, ma come un supporto per il lettore per comprendere alcuni
termini usati nella presente Relazione Annuale.
2G (second-Generation Mobile System)
Sistemi radiomobili di seconda generazione che utilizzano la codifica digitale e comprendono GSM, D-AMPS (TDMA) e CDMA. Le reti
2G sono correntemente utilizzate in tutta Europa ed in altre parti del mondo. Questi protocolli supportano servizi voce, limitate
comunicazioni di dati e servizi ausiliari quali fax e SMS.
3G (third-Generation Mobile System)
Il sistema radiomobile di terza generazione è progettato per fornire alte velocità ed accesso continuo per il servizio dati, e maggiore
capacità per i servizi voce. La tecnologia 3G fornisce il trasferimento dei servizi di comunicazione personale tradizionali (telefonia,
messaggistica) e dati (come lo scarico di informazioni internet, lo scambio di e-mail e la messaggistica istantanea). Le alte velocità
dati, misurate in Mbps, sono significativamente superiori al 2G e permettono la visione di video in mobilità e l’accesso ad alta
velocità ad internet. Gli standard della tecnologia 3G comprendono UMTS, basato su tecnologia WCDMA (i due termini sono spesso
usati in modo intercambiabile) e CDMA2000. Il sistema 3G è stato spento da TIM nel corso del 2023.
3GPP (3rd Generation Partnership Project)
Il 3rd Generation Partnership Project (3GPP) riunisce sette organizzazioni per lo sviluppo di standard di telecomunicazione (ARIB,
ATIS, CCSA, ETSI, TSDSI, TTA, TTC), note come “Organizational Partners” fornendo ai loro membri un ambiente stabile per produrre
i Report e le Specifiche che definiscono le tecnologie 3GPP. Le specifiche 3GPP coprono le tecnologie di telecomunicazione cellulare,
compreso l'accesso radio, la core network e le service capabilities, che forniscono una descrizione completa del sistema per le
telecomunicazioni mobili.
3GSO (Third Generation Switch Off)
Attività finalizzata allo spegnimento del 3G attuata già da diversi operatori nel mondo. TIM lo ha eseguito nel corso del 2023. Le
frequenze utilizzate sono state messe a disposizione dei sistemi più nuovi per assicurare copertura e capacità maggiori rispettando
i limiti elettromagnetici.
4G (fourth-Generation Mobile System)
Sistemi radiomobili di quarta generazione, progettati per fornire, in aggiunta ai servizi precedenti, un accesso mobile internet a
banda ultra-larga ad una molteplicità di device, come laptop con modem wireless, smarthphone, tablets e ad altri dispositivi
mobili. Le applicazioni attuali e potenziali includono applicazioni per l’accesso al web, telefonia IP, giochi, TV in alta definizione,
videoconferenze, Internet delle cose e cloud computing. Gli standard 4G includono i sistemi LTE e LTE-A (LTE-Advanced). LTE
mette a disposizione una velocità di trasmissione in download fino a 150 Mbit/s per cella (su 20 MHz di banda) con valori
fortemente migliorativi sul tempo di latenza; LTE abilita i servizi che richiedono elevata interattività (ad esempio gaming,
videoconferenza). Lo sviluppo di LTE, denominato “LTE Advanced”, già in corso di dispiegamento, consente di raggiungere velocità
di trasmissione ancora superiori.
4K o UHD (Ultra High Definition)
4K, anche detto Ultra HD (denominazione coniata dalla Blu-ray Disc Association), è uno standard per la risoluzione della televisione
digitale, del cinema digitale e della computer grafica. Il 4K si riferisce a una risoluzione televisiva di 3.840 x 2.160 pixel. Si tratta di un
numero quattro volte superiore a quello di un televisore Full HD; la maggiore densità di pixel produce un'immagine più chiara, più
pulita e meglio definita, con maggiori dettagli e texture. La sua evoluzione è rappresentata dal 8K che sarà 4 volte superiore.
5G (fifth-Generation Mobile System)
Il termine 5G indica l'insieme di tecnologie i cui standard definiscono la quinta generazione della telefonia mobile con una
significativa evoluzione rispetto alla tecnologia 4G/IMT-Advanced. La sua distribuzione globale si è avviata nel 2019. Le principali
caratteristiche della rete 5G sono:
bit-rate superiori su larghezze di banda maggiori rispetto ai sistemi precedenti (capacità fino a decine di Gbit/s su centinaia
di MHz) per garantire una maggiore qualità delle prestazioni per servizi innovativi come la Virtual Reality, l’Industry 4.0 etc;
bassissima latenza, nell’ordine del millisecondo;
possibilità di collegare simultaneamente centinaia di migliaia di oggetti nell’ambito dell’Internet of Things: dalle tecnologie
indossabili ai sistemi automatici di controllo del traffico, dalla guida assistita di veicoli alla domotica.
possibilità di connettersi su mezzi in movimento a velocità elevatissime.
5G Core
È’ il segmento "core" di una rete 5G progettata per essere nativamente cloud native. Il paradigma di interazione tra le sue
componenti (Network Function) è basato sull’esposizione di servizi in modo simile a quanto accade per i Web Services. La nuova 5G
Core introduce anche nuove capacità di orchestrazione e nuove funzionalità come il Network Slicing, il supporto per l’edge
computing e l’exposure di servizi verso terze parti.
5G NR (5G New Radio)
È’ la nuova tecnologia di accesso radio 5G (Radio Access Technology: RAT) che assicura performance migliori Vedi 5G SA e 5GNSA.
5G NSA
5G NonStand-Alone (NSA). La modalità Non Stand-Alone (NSA) fa riferimento a un'opzione di implementazione della NR 5G in cui
NR lavora in modo collaborativo con un accesso LTE.
Altre informazioni
Glossario
543
5G SA
5G standalone (SA). La modalità standalone (SA) si riferisce a un'opzione di implementazione 5G basata su una sola tecnologia di
accesso radio 5G (i.e. NR o LTE), senza cooperazione con una seconda tecnologia di accesso, connessa ad una Core Network 5G.
6G
Il 6G è la prossima generazione di reti mobili, progettata per offrire velocità ultra-elevate, latenza estremamente bassa e
connettività ubiqua. Supporterà applicazioni avanzate come intelligenza artificiale distribuita, realtà estesa (XR) e comunicazioni
immersive, rivoluzionando settori come salute, industria e intrattenimento.
Access charge
Importo addebitato dagli operatori nazionali per l'utilizzo della loro rete da parte degli operatori di altre reti conosciuto anche come
un "canone di interconnessione".
ABR streaming (Adaptive Bit Rate)
Lo streaming a bitrate adattivo o lo streaming ABR, a volte abbreviato in ABS, è una tecnica per regolare dinamicamente il livello di
compressione e la qualità video di un flusso in modo che corrisponda alla disponibilità della larghezza di banda.
ADS (American Depositary Shares)/ADR (American Depositary Receipt)
Strumenti utilizzati per la quotazione delle azioni sul NYSE (The New York Stock Exchange).
ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line)
Tecnologia che, attraverso un modem, trasforma la linea telefonica tradizionale su doppino in una linea di collegamento digitale
ad alta velocità per il trasferimento di dati multimediali. L’ADSL è utilizzata per realizzare la trasmissione a banda larga in maniera
asimmetrica.
AES 256 (Advanced Encryption Standard 256-bit)
Algoritmo di cifratura simmetrica a blocchi, standardizzato a livello internazionale, che utilizza una chiave di 256 bit per garantire
un elevato livello di sicurezza nella protezione dei dati. AES 256 è ampiamente impiegato in applicazioni di sicurezza informatica,
reti, archiviazione e trasmissione di informazioni sensibili, grazie alla sua robustezza contro attacchi crittografici e alla velocità di
elaborazione. È considerato uno degli standard più sicuri per la cifratura dei dati in ambito enterprise, governativo e militare.
Affidabilità (o Disponibilità) (A)
Probabilità di un oggetto di espletare una funzione richiesta sotto determinate condizioni operative e in un dato istante di tempo.
AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle COMunicazioni)
Agile
Nell'ingegneria del software, l'espressione metodologia Agile (o sviluppo agile del software) si riferisce a un insieme di metodi di
sviluppo del software che si contrappongono ai modelli tradizionali come quelli a cascata (es. waterfall model); i metodi Agile
propongono un approccio meno strutturato e focalizzato sull'obiettivo di consegnare al cliente in tempi brevi e frequentemente
software funzionante e di qualità. Fra le pratiche promosse dai metodi agili, oggi in generale riferiti al Project Management di
prodotti non esclusivamente software, ci sono la formazione di team di sviluppo piccoli, poli-funzionali e auto-organizzati, lo
sviluppo iterativo e incrementale, la pianificazione adattiva, e il coinvolgimento diretto e continuo del cliente nel processo di
sviluppo del prodotto.
AI Fabric
AI Fabric indica l’insieme di servizi di base (dati, calcolo, rete e MLOps) che abilitano e orchestrano end‑to‑end i carichi di lavoro di
Intelligenza Artificiale in modo scalabile e governato.
AON (Active Optical Network)
Rete di distribuzione ottica basata su apparati attivi. Usata per le prime reti ottiche negli anni 2000 e poi sostituita da PON.
API (Application Programming Interface)
Le API (Application Programming Interface, in italiano Interfaccia di Programmazione di un'Applicazione) sono interfacce di
programmazione, costituite da librerie software disponibili per un determinato linguaggio di programmazione, utilizzate per
interagire con altri programmi ed estendere le funzionalità delle piattaforme rendendole interoperabili e aperte a diverse
implementazioni.
AR (Realtà aumentata)
Realtà che ci circonda e che viene arricchita con contenuti aggiuntivi come immagini, video, modelli 3D ecc. visualizzati tramite
dispositivi mobili.
ASN (Autonomous System Number)
ASN è un identificatore univoco disponibile a livello globale che consente al proprio sistema autonomo di scambiare informazioni di
instradamento con altri sistemi.
Aree bianche, grigie e nere
La distinzione tra aree bianche, grigie e nere è rilevante ai fini della valutazione degli aiuti di Stato a sostegno dello sviluppo delle
reti a banda Ultra larga, sotto il profilo della compatibilità degli aiuti medesimi rispetto alla normativa comunitaria. Questa
classificazione è contenuta negli Orientamenti dell’Unione Europea:
le aree bianche sono aree prive di reti Ultra broadband, dove gli investitori privati non intendono investire nei prossimi tre
anni;
Altre informazioni
Glossario
544
le aree grigie sono aree in cui è presente o verrà sviluppata nei prossimi tre anni una rete Ultra broadband da parte di un
solo operatore privato.
le aree nere sono aree in cui sono presenti o verranno sviluppate nei prossimi tre anni almeno due reti Ultra broadband di
operatori diversi.
ATM (Asynchronous Transfer Mode)
Protocollo di rete attraverso il quale il trasferimento dei dati avviene ricorrendo all’incapsulamento dei dati in unità, dette celle, di
lunghezza fissa (53 byte) anziché in pacchetti a lunghezza variabile come avviene invece nelle reti a commutazione di pacchetto.
Avatar
Rappresentazione digitale di una persona che, nella XR, permette di interagire con l’ambiente e con le altre persone.
Automation
Il termine automazione identifica le tecnologie di gestione automatica di apparati, sistemi e processi, riducendo la necessità
dell'intervento umano e facilitando le attività di setup ed esercizio di rete.
Banda Larga
Comprende le tecnologie di rete che consentono di raggiungere una velocità di trasmissione pari ad almeno 2 Mbit/s. Tali velocità
vengono rese disponibili sia sulla rete fissa in rame, a partire dalla tecnologia ADSL, che sulla rete mobile a partire dai sistemi di
terza generazione. I servizi a Banda Larga comprendono sia servizi dati che voce. I servizi dati comprendono l’accesso ad internet
veloce, la possibilità di scaricare file audio e video, servizi video interattivi punto – punto e multi punto (video chiamata e video
conferenza), video on demand e (download e streaming) programmi televisivi.
Banda Ultra Larga
Comprende tutte le tecnologie di rete che permettono di offrire connettività da 30MBit/s ai GBit/s. La definizione è legata alle
caratteristiche della rete di accesso fissa e mobile. La Banda Ultra Larga aumentando la capacità e la velocità consente di
accedere più rapidamente (e da più utenti contemporaneamente) ai contenuti disponibili in rete anche in mobilità e di poter
usufruire di servizi video fino a qualità ultra HD e gaming interattivo.
Banda Ultralarga fissa: comprende le tecnologie di accesso che implicano l’utilizzo della fibra ottica, note come FTTx.
Banda Ultralarga mobile: si riferisce all’utilizzo della rete mobile HSPA (evoluzione della rete 3G), LTE e alle sue evoluzioni e
alla rete 5G.
Backhauling (BH)
Si riferisce all'interfaccia tra il nodo di accesso radio e la rete core. Viene abbreviato con BH.
Backbone
Il backbone è la parte della rete di telecomunicazioni che supporta i collegamenti a lunga distanza, che aggregano grandi quantità
di traffico e da cui si estendono le diramazioni della rete necessarie a servire determinate aree locali.
Big Data
Big data è un termine adoperato per descrivere l'insieme delle tecnologie e delle metodologie di analisi di dati massivi. Il termine
indica la capacità di estrapolare, analizzare e mettere in relazione un'enorme mole di dati eterogenei, strutturati e non strutturati,
per scoprire i legami tra fenomeni diversi e prevedere quelli futuri.
Bitstream access
Servizio di interconnessione wholesale che consiste nella fornitura, da parte dell'operatore di telecomunicazioni dominante
(incumbent), della capacità trasmissiva in accesso tra la postazione di un cliente finale ed un punto di interconnessione di un altro
operatore OLO.
Blockchain
Per blockchain si intende una tecnologia innovativa di strutturazione di dati e di informazioni con condivisione sulla rete; un sistema
blockchain è assimilabile ad un database o registro virtuale distribuito, strutturato come una catena di blocchi (da qui il termine
blockchain) contenenti le transazioni, e la cui validazione è affidata a un meccanismo di consenso distribuito su tutti i nodi della
rete che partecipano alla chain. Le principali caratteristiche delle blockchain sono l’immutabilità del registro, la tracciabilità delle
transazioni e la sicurezza basata su tecniche crittografiche avanzate e robuste agli attacchi informatici. Le tecnologie blockchain
sono al momento utilizzate a supporto di catene di fornitura globali, alle transazioni finanziarie (es. BitCoin), ai beni contabili e ai
social network distribuiti.
BRAS (Broadband Access Server) - BNG (Broadband Network Gateway)
Indicato anche come BNG, è un apparato che gestisce le sessioni di accesso degli utenti broadband fissi ovvero autentica gli utenti,
funge da terminazione dei collegamenti logici originati dagli apparati utente, produce dati di tassazione, può applicare regole
gestionali (policy) e tecniche per la QoS.
Broadcast
Trasmissione simultanea di informazioni e contenuti a tutti i nodi o dispositivi di una rete.
BSC (Base Station Controller)
Nodo di controllo della rete di accesso radio 2G e interfaccia con il sistema di commutazione MSC. Ha il compito di supervisionare e
controllare le risorse radio, sia durante la fase di instaurazione della chiamata o connessione dati sia durante la fase di
mantenimento delle stesse.
Altre informazioni
Glossario
545
BSS (Business Support System)
È il sistema usato dagli operatori di rete per gestire processi aziendali quali la fatturazione, la gestione delle vendite, la gestione dei
servizi al cliente e i data base dei clienti.
BTS (Base Transceiver Station)
Stazione radio base che trasmette e riceve i segnali radio GSM tramite opportune antenne, fornendo copertura in un’area
organizzata in una o più “celle” attraverso uno o più radiotrasmettitori (TRX). Comunemente chiamato “ripetitore”, in realtà, non
"ripete" alcun segnale come nel caso dei ponti radio, ma lo genera e lo trasmette in etere. La BTS effettua, inoltre la cifratura delle
comunicazioni GSM.
Bundle
Offerta commerciale caratterizzata dalla proposizione congiunta di più servizi di telecomunicazioni (es: fonia, accesso ad internet a
larga banda, servizi televisivi su protocollo IP, altro) da parte di un operatore con un unico brand commerciale. Si parla di bundle
Dual Play quando l’offerta bundle unisce il servizio di telefonia fissa e l'accesso ad internet a larga banda; bundle Triple Play
quando l’offerta bundle Dual Play è integrata con contenuti televisivi su protocollo IP (IPTV); bundle Quadruple Play quando
all’offerta commerciale bundle Triple Play si aggiungono i servizi integrati di telefonia mobile.
Bypass
Opposto di COLT, sono centrali attualmente prive di apparati attivi per la raccolta di clienti NGAN, che nei piani di lungo termine
potranno essere abbandonate (previa migrazione della clientela legacy ivi raccolta).
CaaS (Container as a service)
Attraverso un’offerta Cloud CaaS (Container as a Service), un consumatore acquisisce in modo flessibile e dinamico da un Cloud
Provider un ambiente tipicamente basato su tecnologia Kubernates in cui è possibile sviluppare dei container. L’ambiente Caas si
occuperà di gestire il ciclo di vita del container e le relative esigenze di scaling-up e upgrade in linea con le policy condivise
Caching
Il caching di contenuti web (video, pagine HTML, immagini, ecc.) è una tecnologia che permette di ridurre l'uso della banda e il
tempo di accesso ai contenuti. Una cache memorizza copie di documenti richiesti dagli utenti in locazioni più vicine ad essi di
quanto lo siano i siti originari, in modo che successive richieste possono essere soddisfatte dalla cache stessa, sotto opportune
condizioni. La tecnologia abilitante può essere aperta e basata su standard (in questo caso si parla di Open Caching) o su approccio
proprietario e chiuso (Alien Caching)
Canale (o Channel)
E’ una via di comunicazione che connette una sorgente a una o più destinazioni grazie a mezzi trasmissivi e segnali elettrici,
elettromagnetici, ottici o di altra natura.
Carrier
Operatore di Telecomunicazioni che fornisce un servizio di trasporto di servizi di comunicazione attraverso una propria rete.
Carrier Aggregation
Tecnica per aggregare più portanti radio e di conseguenza incrementare la velocità di trasmissione su rete wireless.
CAS (Conditional Access Systems)
I sistemi di accesso condizionato (CAS) vengono utilizzati dai fornitori di contenuti, come gli operatori di pay-TV, per garantire che
solo i dispositivi degli abbonati che soddisfano determinate condizioni possano accedere ai contenuti protetti. I sistemi di accesso
condizionato funzionano crittografando i flussi di trasporto digitale (il contenuto della pay-TV) e inviando le autorizzazioni per
decrittografare il contenuto separatamente.
CAT M1 (Category M1) or LTE Cat-M
Cat-M1, noto anche come LTE Cat-M, è una tecnologia LPWAN a basso costo sviluppata da 3GPP come parte della release 13 dello
standard LTE. È una tecnologia complementare a NB IOT, con velocità di upload e download più elevate di 1 Mbps e latenza
inferiore da 10 a 15 ms.
CCA (Current Cost Accounting)
In un approccio contabilità a costi correnti (CCA), la base patrimoniale del gestore è stata annualizzata sulla base del costo di
sostituzione lordo dei beni. CCA appartiene alla famiglia delle metodologie di annualizzazione costante dove la quota di
ammortamento è stabile e il costo del capitale diminuisce nel tempo, con conseguente riduzione delle rendite. Tuttavia, a
differenza della contabilità a costi storici, l’annualizzazione dell’ammortamento è regolata in base alle variazioni di prezzo delle
attività in considerazione a causa del progresso tecnico e le variazioni generali dei prezzi (inflazione).
CDMA (Code Division Multiple Access)
Il CDMA è una tecnologia di accesso multiplo usato nelle comunicazioni radio. I primi sistemi radio basati sul CDMA sono stati
sviluppata da Qualcomm, e introdotti commercialmente nel 1995. Abilita l’utilizzo simultaneo dello stesso canale per la
trasmissione di molteplici segnali, ognuno dei quali è modulato attraverso un codice opportuno al fine di distinguere un messaggio
dall’altro.
CDN (Content Delivery Network)
Le Content Delivery Network sono sistemi di distribuzione gestita di contenuti (specialmente contenuti multimediali di grandi
dimensioni in termini di banda, come l'IPTV) da parte di un Service Provider per l’erogazione di servizi di streaming audio e video,
con migliore qualità verso i clienti.
Altre informazioni
Glossario
546
CDP (Carbon Disclosure Project)
Iniziativa internazionale che stimola le aziende a focalizzarsi sulla gestione dei rischi e delle opportunità emergenti dal
cambiamento climatico.
Cella
Porzione geografica di territorio illuminata da una stazione radio.
C.E.M. (limiti di esposizione ai Campi ElettroMagnetici)
I campi elettromagnetici sono presenti ovunque e sono prodotti sia da origini naturali (temporali, magnetismo terrestre) che da
origini antropiche come linee elettriche, stazioni TV, stazioni radiomobili, forni a microonde. Gli effetti che producono sul corpo
umano dipendono dalla loro frequenza. Per campi a radiofrequenza quali quelli prodotti dalle stazioni radio base e dai dispositivi
mobili il maggiore effetto biologico è il riscaldamento dei tessuti del corpo. La posizione corrente della comunità scientifica, come
espressa dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, è che mentre l’esposizione a livelli elevati di C.E.M. sono dannosi alla salute,
non è dimostrato che una esposizione prolungata a bassi livelli di C.E.M. possa essere dannosa.
La definizione di quali livelli siano sufficientemente bassi da non essere dannosi è lasciata ai singoli Paesi, pur essendo state
definite delle linee guida da parte della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP).
Per quanto riguarda l’Italia, il limite di esposizione è 20 V/m e inoltre è definita una ‘soglia di attenzione’ a 6 V/m, mediata sulle 24
ore, per l’interno di abitazioni, scuole, parchi giochi e tutti i luoghi in cui vi sia una permanenza superiore alle 4 ore giornaliere.
Central Office
Un Central Office è un edificio da cui originano le linee in rame o in fibra che formano la rete di accesso e che raggiungono i clienti.
Ospita apparati per i servizi telefonici (Stadio di Linea in terminologia TIM), per servizi dati a larga banda (DSLAM) e eventualmente
per servizi ultrabroadband (OLT). Alcuni Central Office ospitano anche apparati di rango superiore (SGU per telefonia, router per
servizi dati), e in tale caso raccolgono anche gli altri CO che ne sono privi.
Central Unit (CU)
E’ un nodo logico che ospita livelli di protocollo PDCP, RRC e SDAP e altre funzioni di controllo basate su una suddivisione funzionale
di livello superiore.
CGNAT (Carrier Grade Network Address Translation)
Nella rete di accesso è una piattaforma che trasforma il traffico privato generato dai clienti (sia mobile che fisso) in traffico
pubblico. Permette di mappare molti indirizzi IP privati su pochi IP pubblici, ottimizzando l’uso delle risorse IPv4 e facilitando la
connessione simultanea di molti utenti.
CI/CD (integrazione continua/consegna continua)
Nell'ingegneria del software, CI/CD o CICD sono le pratiche combinate di integrazione continua (CI) e (più spesso) fornitura continua
o (meno spesso) distribuzione continua. CI/CD colma i divari tra attività di sviluppo e operative e team applicando l'automazione
nella creazione, test e distribuzione delle applicazioni.
Closed User Group
Un gruppo di utenti che può inviare o ricevere servizi di comunicazione solo all’interno dello stesso gruppo, a cui si possono
applicare tariffe dedicate.
Cloud
Il termine Cloud si adopera come abbreviazione del concetto di “Cloud Computing”, vale a dire un modello di consumo di risorse di
elaborazione (ad esempio reti, server, memoria, applicazioni e servizi) attraverso la rete; con il Cloud si consente al cliente finale,
altrimenti definito consumatore, l’accesso diffuso, agevole e a richiesta (on demand) ad un insieme condiviso e configurabile di
risorse che possono essere acquisite e rilasciate rapidamente e con minimo sforzo di gestione o di interazione con il fornitore di
servizi. Il modello Cloud è composto da cinque caratteristiche essenziali: 1) Self Service su richiesta del cliente, 2) ampio accesso in
rete, 3) condivisione delle risorse, 4) elasticità/automazione nella richiesta delle risorse, 5) SLA certificati, tre modalità di servizio
(vedasi le voci SaaS, PaaS e IaaS) e quattro modelli di distribuzione/deployment (Cloud privato, pubblico, ibrido e attraverso
communities).
Cloud Continuum
Un cloud composto da punti di presenza centralizzati e distribuiti all’edge che costituiscono un’unica infrastruttura cloud.
Cloud ibrido
Una soluzione cloud composta da risorse private e pubbliche.
Cloud nativo
Il cloud nativo si riferisce a un approccio per costruire applicazioni in un modo che consente il pieno sfruttamento del paradigma
cloud (vedi Cloud).
Cloud Sovereignty
Controllo e gestione dei dati cloud oltre i confini giurisdizionali per la sicurezza e la conformità normativa, essenziali per i settori
regolamentati e in crescita in Europa.
CNI (Cloud Native Infrastructure)
CNI è l’insieme di hardware e software che esegue e supporta le applicazioni Cloud Native.
Altre informazioni
Glossario
547
CNIS (Cloud Native Infrastructure Solution)
Si tratta di una piattaforma infrastrutturale cloud-native, proprietariq di Ericsson, ottimizzata per ambienti Telco, che fornisce una
base standardizzata, scalabile e automatizzata per l’esecuzione di funzioni di rete cloud-native (CNF) e applicazioni cloud-native.
CNF (Cloud Native Function)
Funzionalità di rete virtualizzata su HW COTS (Commercial Off The Shelf), ospitata su Telco Data Center o Public Cloud, capacità
flessibile e dinamica, utilizzo di Container e Micro Servizi, LCM automatizzato.
CNO (Centro Nodale Ottico)
E’ il punto di flessibilità nell’architettura PON e separa la rete ottica primaria dalla rete ottica secondaria. Nel CNO è ospitato il
ripartitore ottico e gli splitter collegati alla rete passiva in fibra ottica.
Cogenerazione
La cogenerazione è la produzione congiunta di energia elettrica (o meccanica) e calore utile a partire dalla stessa fonte primaria. La
cogenerazione, utilizzando lo stesso combustibile per due utilizzi differenti, mira a un più efficiente utilizzo dell’energia primaria, con
relativi risparmi economici soprattutto nei processi produttivi laddove esista una forte contemporaneità tra prelievi elettrici e
prelievi termici.
Cognitive Computing
Sistema avanzato di intelligenza artificiale in cui le macchine hanno parte delle funzionalità tipiche di un cervello umano. Le
tecnologie di cui si compone il cognitive computing sono in grado di elaborare enormi quantità di informazioni, imparare in modo
autonomo, interagire nel linguaggio dell’uomo e riprodurne i modelli di pensiero.
COLT (Central Office Long Term)
Centrale che nei piani di trasformazione di lungo termine rimane necessaria per raccogliere la clientela NGAN mediante una rete di
distribuzione in Fibra Ottica.
Community
Un gruppo di persone che hanno in comune un interesse di qualsiasi natura e si scambiano messaggi su internet (es. tramite social
network).
Connected Car
Una connected car (in italiano: auto connessa) è definita come un veicolo che, oltre ad avere accesso a internet, dispone di sensori
e può inviare e ricevere segnali per esplorare l’ambiente circostante ed entrare in contatto con altri veicoli e servizi.
Container
Un container è un'unità astratta di software che è eseguibile e indipendente, con tutto il necessario per eseguire un'applicazione:
codice, runtime, strumenti e librerie di sistema. Ogni container che viene eseguito è riproducibile. I Container permettono di
disaccoppiare le applicazioni dall'infrastruttura del host su cui vengono eseguite. Questo approccio rende più facile il deployment
su cloud o sistemi operativi differenti tra loro.
Co-siting
Accordi di condivisione di siti tecnologici (per le Tlc in particolare siti di accesso alla rete e infrastrutture passive) da parte di più
attori, per un più efficiente utilizzo delle infrastrutture di rete sia in aree cittadine sia in aree rurali.
CO2 – Biossido di carbonio
Anidride carbonica, uno dei più rilevanti gas ad effetto serra. Riconducibile ai processi industriali come prodotto della combustione
in particolare dall’uso dei combustibili fossili.
CMS (Content Management System)
Un sistema di gestione dei contenuti, spesso abbreviato in CMS, è un software che aiuta gli utenti a creare, gestire e modificare i
contenuti di un sito Web senza la necessità di conoscenze tecniche specializzate.
CPE (Customer Premise Equipment) 
Il Customer Premise Equipment è un dispositivo elettronico (terminale, telefono, modem) per le telecomunicazioni utilizzato lato
utente che è in grado di connettersi direttamente alla rete di trasmissione geografica attraverso opportune interfacce. Il
collegamento tra il CPE e la rete può essere realizzato su portante fisica (fibra ottica, doppino telefonico) o su portante radio
(wireless).
Coreography
Nell’ambito delle architetture IT, choreography si riferisce al coordinamento e all’organizzazione di interazioni fra diverse
component software o sistemi. E’ un design pattern che abilita lo sviluppo di sistemi distribuiti dove le component interagiscono fra
loro mediante un insieme di interfacce ben definite, senza il ricorso ad un’autorità centrale o a un coordinatore.
COTS Commercial Off The Shelf
Un prodotto software e/o hardware commercialmente pronto e disponibile per la vendita, il noleggio o la licenza al pubblico.
CPS (Carrier Pre-selection)
Nel quadro della politica di Equal Access garantita a tutti gli operatori, la CPS (Carrier Pre-Selection) è una prestazione della rete
telefonica che consente di specificare in maniera permanente l’instradamento delle chiamate verso l’operatore preferenziale con il
quale vengono eseguite tutte le chiamate. Tale funzione deve essere implementata dall'operatore di accesso nelle proprie centrali.
Altre informazioni
Glossario
548
CPU (Central Processing Unit)
La CPU (unità di processamento centrale) è il componente HW che controlla l'interpretazione e l'esecuzione delle istruzioni. La CPU
di un PC è costituita da un singolo microprocessore. Il termine "processore" è spesso usato per riferirsi a una CPU.
C-RAN
Si riferisce a una cloud RAN centralizzata, un paradigma che si occupa di elaborazione centralizzata, radio collaborativa, cloud
computing in tempo reale e infrastruttura ad alta efficienza energetica. È un'architettura che aggrega le risorse computazionali
delle stazioni base in un pool centrale consentendo un migliore coordinamento radio. C-RAN sfrutta le tecniche di rete definite dal
software (SDN) e di virtualizzazione delle funzioni di rete (NFV), nonché le capacità di elaborazione dei data center per consentire la
separazione dei piani di controllo e dei dati e per ottenere un'alta flessibilità consentendo la condivisione delle risorse di rete in
modo dinamico.
CSR (Cell Site Router)
Router installato presso i siti radiomobili (BTS/eNB/gNB) che gestisce il backhaul IP/MPLS, l’aggregazione dei flussi delle unità radio
(RU/DU) e la ridondanza verso la rete metro.
CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive)
La CSRD è la direttiva europea che impone alle aziende di integrare nei bilanci informazioni dettagliate e trasparenti sulle
performance ambientali, sociali e di governance (ESG), rendendo la rendicontazione di sostenibilità un obbligo di legge e uno
strumento di trasparenza verso gli stakeholder.
Cybersecurity
La Cybersecurity, nota anche come sicurezza informatica, si occupa delle analisi delle minacce, delle vulnerabilità e del rischio
associato all’utilizzo di strumenti informatici, hardware, software e dati, connessi a Internet, per proteggerli dal tentativo di attacchi
quali: alterazione, disabilitazione, furto, distruzione, accesso non autorizzato.
CTE (Costo Totale Equivalente)
Indicatore utilizzato per valutare il costo complessivo di una soluzione di rete, considerando tutte le componenti di spesa (capex,
opex, manutenzione, energia, ecc.) rapportate a una base comune. Serve per confrontare diverse tecnologie o architetture della
soluzione di rete in modo omogeneo, facilitando la scelta della soluzione più efficiente dal punto di vista economico.
DAM (Digital Asset Management)
Il digital asset management (DAM) è il sistema integrato per la gestione strategica centralizzata dei contenuti. È il software che
consente di creare, organizzare e distribuire i contenuti su differenti canali come ad esempio siti web e applicazioni, e aumenta
l’efficacia della comunicazione.
DAS (Distributed Antenna System)
E’ una rete di antenne distribuite connesse ad una sorgente di segnale in modo da fornire servizi wireless in una area geografica o
un edificio. Il segnale in radiofrequenza viene combinato e distribuito attraverso il sistema di antenne.
Data Center
Il Data center è il reparto di un'azienda che ospita e gestisce sistemi informatici (IT) di back-end e archivi di dati: i suoi mainframe, i
server, i database, etc. In passato questo tipo di gestione era localizzato in unico luogo fisico, da cui il nome di data center. Lo
sviluppo di nuove tecnologiche di calcolo distribuito hanno inaugurato nuovi criteri di gestione che vedono esistere più data center
dislocati sia a livello fisico che virtuale.
Data Governance
Insieme di processi, politiche, ruoli e standard finalizzati a garantire la gestione efficace, sicura e conforme dei dati all'interno di
un'organizzazione, assicurandone qualità, integrità e utilizzo ottimale per supportare decisioni strategiche e operative.
Data Lake
Un Data Lake è un repository centralizzato in cui vengono memorizzate grandi quantità di dati (strutturati o non strutturati)
provenienti da varie sorgenti.
Data mining
Il processo di scoperta di modelli e insights di grandi set di dati utilizzando tecniche statistiche e di apprendimento automatico.
Data warehousing (DW)
Un metodo per raccogliere e archiviare grandi quantità di dati in una posizione centrale per l'analisi e il reporting.
DCC (Digital Contact Center)
E’ un insieme di piattaforme usate per mettere in contatto il cliente con l’agente umano o virtuale di Customer Care più adatto
all’esigenza, tramite differenti canali (voce, web, apps, mail, chat, SMS), e per supportare gli agenti nell’interazione con i clienti (es.
Ordinativi Vocali, Back Office).
DDoS (Distributed Denial of Service)
E' un tentativo di rendere una risorsa informatica in rete (sistema/servizio) non più disponibile agli utilizzatori. Gli attacchi di questo
tipo cercano di saturare le risorse di rete e informatiche disponibili al sistema obiettivo dell’attacco, ad esempio un sito web, fino a
renderlo non più in grado di erogare il servizio.
Altre informazioni
Glossario
549
Decommissioning
Con il termine decommissioning si intende la dismissione delle soluzioni tecnologiche meno recenti (legacy o obsolete) al fine di
razionalizzare e semplificare le attuali reti di Telecomunicazioni con l’obiettivo di ottimizzare gli investimenti e migliorare la qualità
ed il time-to-market dei servizi.
Deep learning
Un sottoinsieme di machine learning che prevede l'addestramento di reti neurali con più livelli su grandi quantità di dati.
DevOps
In informatica, con DevOps (dalla contrazione inglese di development e operations) si indica un metodo agile di sviluppo del
software che punta alla comunicazione, collaborazione e integrazione tra sviluppatori e addetti alle operations. DevOps è pertanto
un approccio allo sviluppo e all’implementazione di applicazioni in azienda che ha quindi come obiettivo il rilascio del prodotto, il
collaudo del software, l'evoluzione e il mantenimento (correzione di bug e release minori) in modo tale da aumentare affidabilità e
sicurezza e rendere più veloci i cicli di sviluppo e rilascio.
Digital divide
Divario tecnologico dovuto a ragioni territoriali che si può avere in alcune aree geografiche in cui le persone non hanno accesso
effettivo alla tecnologia digitale, come ad esempio i servizi fissi di larga banda. Con il termine Digital Divide si intendono anche le
barriere di tipo economico o culturale che hanno alcune fasce di popolazione nell’accedere a servizi digitali.
Distributed Unit (DU)
E’ un nodo logico che ospita livelli di protocollo RLC / MAC / High-PHY basati su una suddivisione funzionale di livello inferiore.
DLA (Data Layered Architecture)
E’ un’architettura per la gestione in tempo reale dei dati di utente in una rete di telecomunicazione (ad es. dei profili utente), che
introduce una separazione tra un livello di memorizzazione dati logicamente centralizzato, il quale ha in carico la consistenza e
disponibilità dei dati, e un livello di front-end che gestisce le richieste provenienti dagli apparati di rete.
DMC (Dual Mode Core)
Architettura di rete core che supporta contemporaneamente sia le funzionalità delle reti mobili di quarta generazione (4G, EPC) sia
quelle di quinta generazione (5G, 5GC), permettendo la gestione integrata di servizi LTE e 5G NR.
DNS
Registro in cui sono contenuti gli indirizzi IP numerici (ad esempio 123.456.789.0) associati agli indirizzi alfanumerici
(nome.cognome@dominio.com) comunemente utilizzati per identificare un sito web o un indirizzo di posta elettronica.
DPI (Deep Packet Inspection)
E’ una tecnologia di analisi in tempo reale di traffico a pacchetto che osserva "a fondo" il contenuto dei pacchetti, ovvero fino al
livello applicativo, piuttosto che solo fino al livello delle intestazioni IP/TCP/UDP. Abilita una gestione avanzata del traffico.
DRM (Digital Rights Management)
La gestione dei diritti digitali (DRM) è un modo per proteggere i diritti d'autore per i media e i contenuti digitali. Questo approccio
include l'uso di tecnologie che limitano la copia, la riproduzione e l'uso di opere protette da copyright, contenuti protetti e software
proprietario.
DSL Network (Digital Subscriber Line Network)
E’ una famiglia di tecnologie di rete che fornisce trasmissione digitale, con larghezza di banda ampia a distanze limitate, attraverso
il tradizionale doppino telefonico in rame dalla prima centrale di commutazione fino all'utente finale.
DSLAM (Digital Subscriber Line Access Multiplexer)
Apparato Multiplatore di Linee di Accesso Digitali: elabora segnali digitali di diversi clienti, le cui linee sono attrezzate di tecnologie
xDSL, e ne multipla le comunicazioni su un collegamento ad alta velocità verso la dorsale internet.
DSS (Dynamic spectrum sharing)
Dynamic Spectrum Sharing (DSS in breve) è una nuova tecnologia di antenna che per la prima volta consente l'uso parallelo di LTE
e 5G nella stessa banda di frequenza. La tecnologia determina la domanda di 5G e LTE in tempo reale.
DTT (TV Digitale Terrestre)
La TV Digitale Terrestre è un tipo di tecnologia di trasmissione che consente una maggiore efficacia nella trasmissione dei servizi
televisivi (in termini di numero di canali e qualità delle immagini) mediante l’utilizzo di un sistema digitale.
DVB-H (Digital Video Broadcasting-Handheld)
Il DVBH è stato lo standard di trasmissione video digitale in broadcast ottimizzato per reti mobili su dispositivi portatili, come
telefoni cellulari e smartphone.
DWDM (Dense Wavelength Division Multiplexing)
Tecnologia per multiplare e trasmettere contemporaneamente segnali ottici con differenti lunghezze d’onda lungo una singola
fibra ottica al fine di aumentare la quantità di banda disponibile.
ECQ (Enhanced Customer Quality indicators)
Metriche avanzate utilizzate per valutare la qualità percepita dal cliente sul traffico di rete. Nel contesto "Traffic Quality", ECQ
sintetizza parametri come velocità, latenza, stabilità e affidabilità del traffico dati, fornendo un quadro immediato della qualità del
servizio offerto agli utenti finali.
Altre informazioni
Glossario
550
EDGE (Enhanced Data for GSM Evolution)
Tecnologia che aumenta la velocità di trasmissione dei dati dello standard GPRS dai 30-40 kbit/s fino a oltre 400 kbit/s in condizioni
ottimali di radiotrasmissione.
Edge (Network Edge)
E’ un segmento di rete collocato tra accesso e rete principale, in cui sono collocate funzioni dei servizi (come ad es. quelle svolte dal
BRAS). A seconda del contesto, questo segmento può essere molto distribuito, ad es. fino a livello di Stazioni Base mobili, o meno
distribuito, ad es. posto "al bordo" della dorsale di rete.
Edge cloud
Si riferisce a un'infrastruttura cloud distribuita ai bordi della rete. Un'architettura Edge Cloud viene utilizzata per decentralizzare la
potenza di calcolo ai bordi della rete.
EEB (Energy Efficiency in Buildings)
Iniziativa internazionale promossa dal WBCSD (World Business Council for Sustainable Development) per la ricerca dell’efficienza
energetica negli edifici al fine di ridurre l’impatto ambientale e i costi di energia.
EFFC (Extraction Full Free Cooling)
Sistema di raffreddamento per la riduzione dei consumi senza l’utilizzo di gas a effetto serra. L’EFFC si basa sul principio del Free
Cooling (ventilazione forzata senza l’utilizzo di condizionamento), associato a un sistema di estrazione dell’aria calda prodotta dagli
apparati e ulteriore raffreddamento (adiabatico) dell’aria in ingresso ottenuto mediante lo sfruttamento di una zona a elevata
concentrazione di acqua nebulizzata.
eMBB (Enhanced Mobile Broadband)
Servizio dati mobile a banda larga su rete LTE-A, 5G.
EMS (Environmental Management Systems)
Sistemi di Gestione Ambientale contribuiscono alla gestione, in modo sostenibile, dei processi produttivi e di supporto, e sono uno
stimolo al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali in quanto sono strumenti per garantire la gestione efficace, la
prevenzione e la continua riduzione degli impatti ambientali nel campo dei processi di lavoro.
eNB (Evolved Node B)
E’ la Stazione Radio Base del 4G, che implementa l’interfaccia radio LTE e gestisce le proprie risorse radio.
EPC (Evolved Packet Core)
E’ il segmento "core" di una rete 4G. Svolge la gestione della mobilità utente, l’instradamento del traffico (che il 4G è solo traffico a
pacchetto), l’applicazione di criteri, la produzione di dati di tassazione, l’interconnessione con reti IP.
EPC NSA (Evolved Packet Core Non StandAlone)
Core Network Mobile 4G in grado di supportare gli accessi LTE e New Radio collegati in dual connectivity.
EPG (Electronic Program Guide)
Le guide elettroniche alla programmazione (EPG) sono sistemi che forniscono agli utenti di televisione, radio e altre applicazioni
multimediali menu continuamente aggiornati che visualizzano informazioni sulla programmazione per la programmazione delle
trasmissioni attuali e future
EPON (Ethernet PON)
EPON e anche conosciuto come Gigabit Ethernet PON o GEPON, è un tipo di fibra ottica pura che utilizza uno schema simmetrico
sia in downstream che in upstream e può arrivare a un massimo di 10 Gigabit per secondo di trasmissione. Soluzione
standardizzata dall'IEEE.
EPS (External Power Supplies)
Alimentatori esterni di apparati.
ESG (Environmental, Social and Governance)
ESG è un quadro strategico per identificare, valutare e affrontare gli obiettivi e le attività organizzative che vanno dal carbon-
footprint dell'azienda e l'impegno per la sostenibilità e per la diversità e l'inclusione, all’etica generale per quanto riguarda i rischi e
le pratiche aziendali.
eSIM (embedded SIM)
Rappresenta l’evoluzione delle SIM: si tratta di un circuito integrato incorporato direttamente all'interno di un dispositivo e di
conseguenza non estraibile e non sostituibile, ma gestibile da remoto tramite le funzionalità del dispositivo stesso.
Ethernet
Famiglia di tecnologie di collegamento dati ad alta velocità per reti di area locale (LANs) e reti di area metropolitana (MANs).
ETSI (European Telecommunications Standards Institute)
Istituto Europeo per gli standard in ambito Telecomunicazioni.
EuP (Energy-using Products)
Nell’ambito della Direttiva per la progettazione ecocompatibile di prodotti che consumano energia (Eco-design Directive for
Energy-using Products, 2005/32/EC), è stato definito il quadro normativo a cui i produttori di dispositivi che consumano energia
Altre informazioni
Glossario
551
(EuP) dovranno attenersi, già in fase di progettazione, per incrementare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale
negativo dei propri prodotti.
EVPN (Ethernet VPN)
Control plane basato su BGP per trasporto di informazioni MAC/IP su reti virtualizzate L2/L3, spesso come overlay in data center.
Feeder
Router IP carrier class che svolgono la funzione di raccolta e concentrazione di traffico di rete fissa e mobile oltre che di origine
commerciale relativamente ad un bacino di Aree di Centrale. Il traffico raccolto dai Feeder viene consegnato in double homing ai
nodi Metro su percorsi fisicamente diversificati.
FDD Frequency Division Duplex
Il Frequency-division duplexing (FDD) è un metodo per stabilire un collegamento di comunicazione full duplex che utilizza due
diverse frequenze radio per il funzionamento del trasmettitore e del ricevitore. Il funzionamento FDD normalmente assegna il
trasmettitore e il ricevitore a diversi canali di comunicazione.
FFC – Full Free Cooling
Sistema di raffreddamento basato sull’utilizzo della ventilazione forzata per la riduzione dei consumi energetici.
Fiber Channel FC8/16/32/64G
Tecnologia di rete per SAN (Storage Area Network) ad alte prestazioni; le sigle indicano le generazioni e il bitrate nominale (8, 16,
32, 64 Gb/s).
Fibra Ottica
Filamenti di vetro o plastica che costituiscono la base di un’infrastruttura per la trasmissione di dati attraverso segnali luminosi. Un
cavo in fibra contiene diverse fibre individuali, ciascuna capace di convogliare il segnale (impulsi di luce) a una larghezza di banda
praticamente illimitata. La fibra è utilizzata per la realizzazione tanto delle dorsali di comunicazione (backbone ottico) quanto per le
reti di accesso secondo molteplici architetture (FTTx).
Fronthaul
Nella divisione funzionale di una Stazione Base, si riferisce all'interfaccia tra Remote Unit (RU) e Distributed Unit (DU).
FSC (Forest Stewardship Council)
Il Forest Stewardship Council è un'ONG internazionale senza scopo di lucro. Il FSC rappresenta un sistema di certificazione forestale
riconosciuto a livello internazionale. La certificazione ha come scopo la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti
derivati. Il logo di FSC garantisce che il prodotto è stato realizzato con materie prime derivanti da foreste correttamente gestite
secondo i principi dei due principali standard: gestione forestale e catena di custodia. Lo schema di certificazione FSC è
indipendente e di parte terza.
FTTx (Fiber To The x)
È il termine utilizzato per indicare qualsiasi architettura di rete che usa collegamenti in fibra ottica in sostituzione parziale o totale
del tradizionale collegamento in rame utilizzato nelle reti di telecomunicazioni. Le diverse soluzioni tecnologiche si differenziano
per il punto della rete di distribuzione in cui arriva la connessione in fibra rispetto al cliente finale. Nel caso dell’FTTC (Fiber to the
Cabinet) la fibra arriva fino all’apparato (armadio di distribuzione) posto sul marciapiede, da cui partono i collegamenti in rame
verso il cliente; nel caso FTTB (Fiber to the Building) la fibra arriva al base dell’edificio ad un box di distribuzione da dove parte la
salita verticale in rame; nel caso dell’FTTH (Fiber to the Home), la fibra arriva direttamente fino in casa del cliente. Nel caso FTTO
(Fiber to the Office) si intende soluzione verso Ufficio, mentre FTTR (Fiber To The Room), si intende arrivare con la fibra in diverse
stanze della casa.
FWA (Fixed Wireless Access)
Fixed Wireless Access indica un insieme di sistemi di trasmissione sviluppati per sfruttare determinate frequenze dello spettro radio
allo scopo di fornire servizi di accesso fisso a banda larga (con velocità di connessione nominali pari a 1 Gbps).
Gateway
Nodo di interconnessione di reti diverse. Un nodo Gateway può svolgere una funzione di separazione di Dominio tra reti omogenee
oppure può interconnettere reti funzionalmente diverse e pertanto svolgere funzioni di interlavoro protocollare.
GDPR (General Data Protection Regulation)
Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea che stabilisce le regole per la raccolta, il trattamento e la
protezione dei dati personali, garantendo diritti agli interessati e imponendo obblighi stringenti alle organizzazioni che trattano dati.
G.FAST
G.FAST (Fast Access to Subscriber Terminal, gruppo "G" delle raccomandazioni dell'ITU-T) è uno standard DSL, quarta generazione
su rame, adottato dall'ITU-T a partire dal 2014 che permette di raggiungere velocità aggregate Down Stream +Up Stream di circa
500 Mbit/s fino a 100m e di circa 800-900 Mbit/s fino a 50m.
Si tratta quindi di una tecnologia con velocità superiore a VDSL2 ed eVDSL ma, essendo ottimizzata per distanze molto brevi
richiede che gli apparati di rete siano essere posizionati ancora più vicini al Cliente rispetto agli armadi ripartilinea, ovvero nei box di
distribuzione presso o alla base degli edifici.
GNSS (Global Navigation Satellite System)
Sistema globale di navigazione satellitare che consente la determinazione della posizione geografica (latitudine, longitudine,
altitudine) e la sincronizzazione temporale in qualsiasi punto della Terra, tramite una costellazione di satelliti e ricevitori a terra. I
principali sistemi GNSS includono GPS (Stati Uniti), GLONASS (Russia), Galileo (Unione Europea) e BeiDou (Cina). GNSS è utilizzato
in numerosi ambiti, tra cui telecomunicazioni, trasporti, applicazioni industriali, servizi di emergenza e dispositivi mobili, per
garantire precisione e affidabilità nella localizzazione e nel timing.
Altre informazioni
Glossario
552
GPON (Gigabit capable Passive Optical Network)
Una rete ottica passiva (PON) è un'architettura di rete che porta il cablaggio in fibra a casa cliente utilizzando uno schema point-to-
multipoint, basato su splitter ottici passivi, per servire più locali con una singola fibra ottica.  GPON fa parte di un insieme di
standard PON, (definiti in ambito ITU), i quali si differenziano in base alla velocità massima complessiva raggiungibile all’interno di
ciascun albero ottico, una struttura spesso condivisa anche con 64 utenze. Nel caso di GPON, la velocità massima è di circa 2,5
Gbps in downstream e 1,25 Gbps in upstream, condivisa con un numero prestabilito di utenze, che può arrivare fino a 128. Ciascuna
delle linee collegate avrà poi una velocità massima nominale fissata dall’operatore, ad esempio 1 Gbps in download. Le altre
tipologie di standard GPON sono:
XG-PON velocità massima 10 Gbit/s in downstream e 2,5 Gbit/s in upstream
XGS-PON velocità massima 10 Gbit/s in downstream e 10 Gbit/s in upstream
NG PON2 velocità massima 40 Gbit/s in downstream e 10 Gbit/s in upstream
GPRS (General Packet Radio System)
Sistema a commutazione di pacchetto per la trasmissione dati su reti cellulari 2G.
GPU (Graphics Processing Unit)
GPU è un processore (o CPU) specializzato e progettato per accelerare il rendering digitali di oggetti grafici.
GRI (Global Reporting Initiative)
La Global Reporting Initiative (GRI) è un'organizzazione leader nel settore della sostenibilità. GRI promuove l'uso della
rendicontazione di sostenibilità come un modo per le organizzazioni a contribuire allo sviluppo sostenibile.
GRX (GPRS Roaming eXchange for Mobile Operators)
Il servizio GRX permette agli operatori mobili di interconnettere reti GPRS in tutto il mondo e di offrire il servizio di Global Roaming
per la copertura GPRS.
GSM (Global System for Mobile Communication)
Sistema a standard per le comunicazioni cellulari digitali sviluppata a livello mondiale e operante su banda 900 MHz e 1800 MHz. Il
GSM appartiene alla famiglia dei sistemi di seconda generazione (2G).
GSMA (GSM Association)
La GSM Association (comunemente indicata come "GSMA" o Global System for Mobile Communications, originariamente Groupe
Spécial Mobile) è un'organizzazione industriale che rappresenta gli interessi degli operatori di rete mobile in tutto il mondo.
HCFC (Hydrochlorofluorocarbons)
Molecole chimiche composte utilizzate principalmente negli impianti di raffreddamento per sostituire i Cloro Fluorocarburi, proibiti
dal protocollo di Montreal, per il loro più limitato effetto depressivo dell’Ozono (hanno circa il 10% del potere dannoso sull’Ozono
dei CFC).
HCP (Hyperscale Cloud Provider)
Provider di infrastruttura cloud in grado di scalare le risorse in modo massivo su grosse quantità di server distribuiti a livello globale.
HFC (Hydrofluorocarbons)
Idrofluorocarburi: molecole composte in uso negli impianti di raffreddamento. Sono parte della famiglia dei gas a effetto serra. Non
hanno effetto ozonolesivo.
HDSL (High-bit-rate Digital Subscriber Line)
Tecnologia della famiglia xDSL standardizzata nel 1994. Fornisce connessioni fino a 8 Mb/s simmetrici su doppino.
HLR (Home Location Register)
Database dove sono registrati i profili dei clienti 2G e 3G.
Home Access Gateway – Access Gateway – Home Gateway – Residential Gateway
Apparati di uso domestico per concentrare il traffico voce/dati/video dei clienti per reti di telecomunicazione private e per
connettere dispositivi domestici alla rete Internet o altre reti geografiche (WAN).
Housing
Concessione in locazione di spazio fisico gestito all’interno di un Data Center per l’installazione di apparati o server.
HSPA (High Speed Packet Access)
Evoluzione dell’UMTS che consente connessioni dati mobili a banda larga sia in Downstream (HSDPA) sia in Uplink (HSUPA), fino a
42 Mb/s e 5.76 Mb/s, rispettivamente.
IaaS (Infrastructure as a Service)
Attraverso un’offerta Cloud IaaS (Infrastructure as a Service, vedi anche modelli Cloud), un consumatore acquisisce in modo
flessibile e dinamico da un Cloud Provider risorse di elaborazione, memoria, rete e altre risorse fondamentali di calcolo, attraverso i
quali il cliente può sviluppare e far girare software arbitrario, inclusi sistemi operativi e applicazioni. Il consumatore non gestisce né
controlla l’infrastruttura Cloud sottostante, ma controlla sistemi operativi, memoria, applicazioni ed eventualmente, in modo
limitato, alcuni componenti di rete (esempio firewalls).
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Glossario
553
ICT (Information and Communication(s) Technology)
Insieme dei metodi e delle tecnologie che realizzano i sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni.
IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers)
Associazione internazionale di scienziati professionisti con l'obiettivo della promozione delle scienze tecnologiche e di ricerca di
nuove applicazioni e teorie nella scienza elettrotecnica, elettronica, informatica, biomedica e delle telecomunicazioni. Si occupa
inoltre di definire e pubblicare standard in tali campi.
IETF (Internet Engineering Task Force)
L'Internet Engineering Task Force (IETF) è un'organizzazione di standardizzazione per Internet ed è responsabile degli standard
tecnici che costituiscono la suite di protocolli Internet (TCP/IP).
IMS (IP Multimedia Subystem)
E’ l’architettura per la realizzazione di servizi IP Multimedia, ovvero comunicazioni voce/video/testo/ecc. su reti IP. Comprende tutti
gli elementi di rete relativi al trattamento della segnalazione e dei flussi media.
IMSI (International Mobile Subscriber Identity)
L'International Mobile Subscriber Identity è un identificativo unico a livello globale associato ad una SIM card.
Indisponibilità (U)
Probabilità di un oggetto di non essere in grado di espletare una funzione richiesta sotto determinate condizioni operative e in un
dato istante di tempo.
Intelligenza Artificiale
Abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi e svolgere compiti e attività tipici della mente e del comportamento umano.
In ambito informatico, è la disciplina che si occupa di realizzare macchine (hardware e software) in grado di “agire”
autonomamente (risolvere problemi, compiere azioni, ecc.).
Intelligenza Artificiale Generativa
Intelligenza Artificiale Generativa si riferisce a modelli di Deep Learning in grado di generare testi, immagini e altri contenuti di alta
qualità in base ai dati su cui sono stati addestrati.
Interconnessione
Con interconnessione si fa riferimento al collegamento fisico e logico delle reti pubbliche di comunicazione di operatori diversi, per
consentire agli utenti di un operatore di comunicare con gli utenti del medesimo o di un altro operatore, o di accedere ai servizi
offerti da un altro operatore.
Internet
Rete di interconnessione globale tra reti informatiche di natura e di estensione diversa, resa possibile da una suite di protocolli di
rete comune (TCP/IP), che costituiscono la "lingua" comune con cui i computer connessi (gli host) sono interconnessi e comunicano
tra loro.
Internet of Things
Per Internet of Things si intende l’estensione di Internet al mondo degli oggetti (dispositivi, apparecchiature, impianti e sistemi), che
si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni
aggregate da parte di altri. I campi di applicabilità sono molteplici: dalle applicazioni industriali (processi produttivi), alla logistica e
all'infomobilità, fino all'efficienza energetica, all'assistenza remota e alla tutela ambientale.
IP (Internet Protocol)
Protocollo di trasmissione dati a pacchetto, usato per la trasmissione di dati su reti sia private sia pubbliche, in particolare su
Internet. L’indirizzo IP individua univocamente in rete un unico elemento. Con IPV4 si usano indirizzi a 32 bit, rappresentati da 4
numeri (es. 192.168.1.1), arrivando a gestire circa 4,3 miliardi di indirizzi. La sua evoluzione è IPv6 (resa necessaria dall’esaurimento
dei numeri IPv4 disponibili) che usa indirizzi a 128 bit, rappresentati da numeri esadecimali separati da due punti (es.
2001:0db8:85a3:0000:0000:8a2e:0370:7334), offrendo un numero enorme di indirizzi (circa 340* 1036).
IPCC (IP Contact Center)
Si veda DCC.
IPCEI (Important Project of Common European Interest)
Si riferisce a iniziative strategiche approvate a livello europeo per favorire lo sviluppo di tecnologie innovative e infrastrutture
critiche, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e la sovranità digitale dell’UE. Nel contesto del piano tecnologico, IPCEI è legato
alla creazione di un continuum cloud-edge federato e sicuro.
IPSEC (Internet Protocol Security)
Suite di protocolli di sicurezza a livello IP che offre cifratura, integrità e autenticazione end to end.
IPTV (Internet Protocol Television)
Tecnologia che utilizza l'infrastruttura di trasporto IP per veicolare contenuti televisivi in formato digitale attraverso connessione
internet a banda larga.
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Glossario
554
ISDN (Integrated Services Digital Network)
Sistema digitale di telecomunicazioni che consente la trasmissione di differenti servizi (es. voce e dati) end to end in forma digitale.
La prima definizione tecnica dell'ISDN, che investe diverse componenti delle reti, risale alle raccomandazioni ITU-T della serie I del
1984.
ISO (International Organization for Standardization)
L'ISO è la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche.
ISPs (Internet Service Provider)
Società che vende il servizio di accesso a internet e al World Wide Web.
IRU (Indefeasible Right of Use)
Diritto irrevocabile di uso di infrastrutture di telecomunicazioni (fibra, cavi, condotti) per un periodo lungo e un corrispettivo una
tantum e/o ricorrente; non trasferisce la proprietà ma garantisce l’uso esclusivo/riservato.
ISAC - Integrated Sensing and Communication
Uso dei segnali radio delle reti mobili  per il rilevamento ambientale in tempo reale, aprendo nuovi servizi in sicurezza, industria e
intrattenimento, con implementazioni previste su 5G Advanced e 6G.
ITU (International Telecommunication Union)
L'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni è un'organizzazione internazionale che si occupa di definire gli standard nelle
telecomunicazioni e nell'uso delle onde radio. Fondata nel 1865 a Parigi, è una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite e
l'attuale sede è a Ginevra.
J2C (Journey to Cloud)
“Journey to Cloud” è una transizione che mira a migrare le risorse aziendali nel cloud, consentendo la riduzione dei costi IT e delle
emissioni di gas serra, il miglioramento dei risultati di business e l'accelerazione del ritmo dell'innovazione.
Jitter
Il termine jitter indica la variazione di una o più caratteristiche di un segnale come, ad esempio, l'ampiezza, la frequenza, la fase o il
ritardo di trasmissione.
KPI (Key Performance Indicator)
Indicatori misurabili di performance che consentono di valutare l’andamento di una determinata attività.
KPO (Key Performance Objectives)
I Key Performance Objectives (KPO) sono obiettivi misurabili e specifici che consentono di valutare la performance.
KVAR (kilovolt–amperes reactive)
Sistema di misura, espresso in kilovolt, della corrente elettrica persa in un sistema elettrico AC.
Kubernetes
Una piattaforma open source per l'orchestrazione dei container, che consente la gestione dei container su larga scala.
L4S (Low Latency, Low Loss, Scalable Throughput)
Tecnologia che migliora la connessione Internet rendendola più veloce e reattiva, specialmente per gaming, VR/AR e
videoconferenze, rilevando e gestendo la congestione quasi istantaneamente per ridurre ritardi e perdite di pacchetti.
LAN (Local Area Network)
Rete informatica che copre un'area geografica limitata (ad es. una scuola o una azienda) e fornisce servizi di telecomunicazione e
interconnessione tra terminali (ad es. personal computer).
Lambda
Rappresenta il singolo canale ottico sul quale viene trasmesso il segnale nelle reti in fibra ottica.
Latenza
La latenza di un sistema può essere definita come l'intervallo di tempo che intercorre fra il momento in cui arriva l'input al sistema
e il momento in cui è disponibile il suo output. In altre parole, la latenza non è altro che una misura della velocità di risposta di un
sistema.
LCA (Life Cycle Analysis)
Metodologia d’analisi per la valutazione e quantificazione degli impatti ambientali associati a un prodotto/processo/attività lungo
l’intero ciclo di vita, dall’estrazione e acquisizione delle materie prime fino al riciclaggio.
Local Aggregator (LA)
Router IP carrier class che svolgono la funzione di raccolta e concentrazione di traffico locale di rete fissa e mobile oltre che di
origine commerciale relativamente ad un bacino di Aree di Centrale. Il traffico raccolto dai Local Aggregator viene consegnato in
double homing ai nodi Metro su percorsi fisicamente diversificati.
LLM (Large Language Model)
Large Language Model è un tipo di algoritmo di Intelligenza Artificiale che utilizza tecniche di Deep Learning e insiemi di dati di
grandi dimensioni per comprendere, riassumere, generare e prevedere nuovi contenuti.
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Glossario
555
LLU (Local Loop Unbundling)
E’ il servizio che consente agli operatori telefonici diversi da Telecom Italia di affittare l'ultimo tratto del doppino telefonico, ossia il
cavo di rame che collega la centrale Telecom Italia alla sede dell'utente.
Local Loop (Doppino Telefonico)
Coppia di conduttori di rame attraverso i quali un'abitazione o un ufficio si connette ad una rete di telecomunicazioni; è la
tecnologia tradizionale di realizzazione delle linee di accesso telefoniche ed è spesso chiamato "ultimo miglio".
LPWAN (low-power wide area)
Una rete geografica a bassa potenza (rete LPWAN o LPWA) è un tipo di rete geografica di telecomunicazione wireless progettata
per consentire comunicazioni a lungo raggio, a basso bit rate tra oggetti connessi, come i sensori, azionati da una batteria.
LTE (Long Term Evolution)
Si veda 4G.
Machine Learning
Noto anche come Apprendimento Automatico, è l’abilità dei computer di apprendere senza essere stati esplicitamente e
preventivamente programmati.
MACsec (Media Access Control Security)
Protocollo IEEE 802.1AE per cifratura e integrità a livello 2 su link Ethernet.
MBB (Mobile Broadband)
Servizio dati mobile a banda larga su rete 3G/4G-LTE.
MCPTT (Mission Critical Push-to-Talk)
Standard internazionale 3GPP che abilita la comunicazione vocale istantanea, sicura e prioritaria su reti LTE e 5G, pensata per
servizi di pubblica sicurezza, emergenza e attività mission critical. Consente chiamate di gruppo e individuali in modalità push-to-
talk (tipo walkie-talkie), gestione delle emergenze, localizzazione, messaggistica e prioritizzazione delle comunicazioni, garantendo
interoperabilità, qualità del servizio (QoS) e sicurezza tra enti e dispositivi diversi.
MEC (Multi-access Edge Computing)
Tecnologia che consente ai dispositivi edge, come smartphone e dispositivi IoT, di elaborare i dati più vicino alla fonte, riducendo la
latenza e migliorando le prestazioni.
ETSI MEC (Mobile Edge Computing)
Un tipo specifico di edge computing, standardizzato da ETSI, progettato per soddisfare le esigenze degli operatori di reti mobili e dei
loro abbonati, fornendo servizi a bassa latenza e larghezza di banda elevata ai dispositivi mobili.
Maintenance Fee (MSA Engineering Services)
Corrispettivo ricorrente previsto dai contratti quadro di Engineering Services (MSA) per attività di manutenzione preventiva/
correttiva su apparati e infrastrutture di rete.
MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems)
I MEMS sono dispositivi miniaturizzati, di dimensione compresa tra alcuni micrometri ad alcuni millimetri, che eseguono funzioni di
rilevazione, elaborazione ed attuazione, impiegando componenti elettronici, meccanici, ottici, chimici o biologici integrati
solitamente su un circuito ibrido di silicio.
MGCP (Media Gateway Control Protocol)
Protocollo di segnalazione che permette la gestione delle funzionalità multimediali e la conversione della telefonia tra le reti
telefoniche tradizionali ed i servizi VoIP.
MGW (Media Gateway)
Apparato che tratta le diverse connessioni voce, dati e video adattandone le codifiche tra differenti tecnologie e protocolli (es. da
circuito a pacchetto).
Metro (M)
Router IP carrier class che svolgono la funzione di raccolta e concentrazione del traffico di rete fissa e mobile oltre che di origine
commerciale relativamente alla propria area MAN.
Microservices
Nello sviluppo delle moderne applicazioni software, quando si usa il termine micro-servizi, si indica un modello architetturale
specifico per lo sviluppo di una singola applicazione come una suite di piccoli servizi, ognuno identificato come un processo di
elaborazione specializzato (es. un web server, un’applicazione di storage, etc.) e in grado di comunicare con meccanismi veloci e
snelli, spesso basati su interfacce API per la descrizione di risorse HTTP. Questi servizi forniscono capabilities per lo sviluppo del
business di un’azienda e sono particolarmente adatti per la realizzazione di prodotti software secondo metodologie agile; ogni
micro-servizio può essere realizzato e gestito in modo indipendente mediante algoritmi di implementazione completamente
automatizzati, garantendo così la massima flessibilità nello sviluppo e mantenimento delle applicazioni.
Midhauling
Nella divisione funzionale di una Base Station, si riferisce all'interfaccia tra la Distributed Unit (DU) e la Central Unit (CU).
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Glossario
556
MIMO (Multiple Input Multiple Output)
E’ un insieme di tecniche mirate ad aumentare la banda complessiva dell’accesso radio mediante la trasmissione simultanea di
due (o più) segnali dati su due (o più) antenne colocate, utilizzando le stesse risorse frequenziali. Il lato ricevente, anche esso
dotato di due o più antenne, è in grado di discriminare i diversi segnali dati sfruttando le differenze di tempo e direzione di arrivo
dei segnali simultanei che sono causate dalla propagazione su percorsi multipli. In effetti, la propagazione radio su percorsi multipli
ovvero il fatto che un segnale da un punto A raggiunge un punto B tramite percorsi multipli a causa delle riflessioni e dispersioni
dovute a oggetti (es edifici, alberi) è un fenomeno naturale nelle comunicazioni radio, che era visto come un disturbo. Per contro, le
tecniche MIMO sfruttano questa molteplicità di percorsi (utilizzando opportune codifiche dei segnali) per aumentare la capacità.
mMTC (Massive machine type communication)
mMTC noto anche come comunicazione MMC (Massive Machine Communication) è un tipo di comunicazione tra un enorme
numero macchine su rete wireless in cui la generazione di dati, lo scambio di informazioni e l'attuazione avviene con un intervento
minimo o nullo da parte dell'uomo.
mmWave (millimeter Wave)
Le onde millimetriche, spesso denominate mmWave o 5G a banda alta, sono frequenze che iniziano a 24 GHz e oltre. Man mano
che le onde radio aumentano di frequenza, ogni onda si restringe in lunghezza. A causa delle sue alte frequenze, le onde mmWave
hanno una portata limitata e fanno fatica a penetrare negli edifici, ma hanno un'elevata capacità di trasporto.
MOCN (Multi-Operator Core Network)
Si tratta di una tecnologia che permette a più operatori di telefonia mobile di condividere la stessa rete di accesso radio (antenne e
infrastruttura), mantenendo core network separati. Questo riduce i costi, migliora la copertura e ottimizza l’uso delle risorse di rete.
MPEG (Motion Picture Expert Group)
Il Moving Picture Experts Group, sigla MPEG è un comitato tecnico congiunto formato dalle organizzazioni internazionali ISO e IEC
nel 1988. Venne creato con lo scopo di definire standard per la rappresentazione in forma digitale di audio, video e altre tipologie di
contenuti multimediali in modo da soddisfare un'ampia varietà di applicazioni.
MPLS (IP/MPLS)
Tecnologia per reti IP che permette di instradare flussi di traffico multiprotocollo tra nodo di origine e nodo di destinazione tramite
l'utilizzo di identificativi (label) tra coppie di router adiacenti e semplici operazioni sulle etichette stesse.
MR (Mixed Reality)
AR (Augmented Reality) mediante appositi visori che ne permettono la fruizione con le mani libere.
MSC (Mobile Swiching Center)
Nodo della rete mobile che svolge funzioni di commutazione e controllo, quali gestione delle chiamate, commutazione del traffico,
billing, registrazione e autenticazione e agisce come interfaccia con le altre reti.
Multimedialità
Servizio o prodotto che prevede l’uso simultaneo ed interattivo di due o più mezzi di comunicazione (es. voce, video, testo ecc) che
si integrano in modo reciproco.
Multicast ABR (Multicast Adaptive Bit Rate)
Tecnologia che codifica il traffico multicast video in diversi flussi a bitrate differente, utilizzati in funzione delle condizioni di canale,
consentendo di ottimizzare la fruizione da parte dell’utente e l’uso delle risorse di rete.
MVNO (Mobile Virtual Network Operator)
Fornitore di servizi di comunicazione mobili che non possiede lo spettro radio o l’infrastruttura di rete, ma le affitta da un operatore
terzo.
NaaS (Network as a Service)
Con il termine NaaS (Network as a Service) si intende la fornitura di servizi di rete virtuali da parte di un Network Provider verso una
terza parte, come ad esempio un Service Provider non dotato di risorse di rete infrastrutturate in ambito geografico, o un cliente di
medie/grandi dimensioni che necessita di risorse di connettività di base o evoluta su una infrastruttura di rete pubblica o condivisa.
Alcuni esempi di servizio che riferiscono al modello NaaS sono le VPN (Virtual Private Network, i servizi a banda dinamica (BoD,
Bandwidth on Demand) e la Mobile Network Virtualization. La diffusione delle offerte NaaS oggi è sempre più sostenuta dai modelli
flessibili di virtualizzazione della rete e dall’impiego di tecnologie di programmazione e automazione delle reti come l’SDN
(Software Defined Networking).
Naked
Per “linea naked” si intende una linea di accesso in rame “priva” (da cui naked, nuda) di un servizio fonia. Si tratta di una linea
dedicata esclusivamente al servizio dati.
NB IoT (NarrowBand Internet of Things)
E’ una specifica del 3GPP abilitante l’Internet of things, basata sull’ottimizzazione dell’accesso radio a banda stretta finalizzata
all’applicazione della tecnologia LTE a reti di sensori: pochi messaggi al giorno e di piccole dimensioni, raggio di copertura elevato
per poter raggiungere i contatori negli scantinati, durata delle batterie molto elevata (target 10 anni), numero di connessioni per
cella dell’ordine di decine di migliaia e costo del modulo molto basso.
NDM (Network Data Mediation)
Piattaforma che raccoglie, normalizza e distribuisce i dati generati dalla rete verso i sistemi OSS (Operations Support Systems) e le
piattaforme di automazione. Il suo ruolo è fondamentale per garantire che le informazioni provenienti da diversi apparati e
tecnologie siano rese coerenti, fruibili e automatizzabili nei processi di gestione e monitoraggio della rete.
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Glossario
557
NEF Network Exposure Function
La NEF (Funzione di esposizione della rete) è correlata all'architettura 3GPP 5G. Questa funzione fornisce un mezzo per esporre in
modo sicuro i servizi e le capacità fornite dalle funzioni di rete 3GPP.
NETCONF/YANG
Protocollo per configurazione e gestione dispositivi di rete (NETCONF) e linguaggio di modellazione dati per descrivere schemi di
configurazione/telemetria (YANG).
Net Neutrality (Neutralità della rete)
La neutralità della rete è il principio secondo cui i fornitori di servizi Internet devono trattare tutti i dati allo stesso modo e non
discriminare o addebitare diversamente in base a utente, contenuto, sito Web, piattaforma, applicazione, tipo di apparecchiatura o
metodo di comunicazione.
NAT (Network Address Translation)
Una tecnica utilizzata per mappare gli indirizzi IP dei dispositivi su una rete privata a un singolo indirizzo IP pubblico in modo da
ottimizzare l’utilizzo degli indirizzi IP e garantire la sicurezza.
Network (Rete)
Sistema di elementi interconnessi. In una rete di telecomunicazioni, i dispositivi dei clienti e gli apparati per la gestione dei servizi di
fonia e dati sono connessi tramite un sistema di trasmissione basato su fibra ottica, cavi metallici o connessioni radio.
Network cap
Vedere Price cap.
Network Slicing
Slicing di rete riferito al 5G: creazione di più reti logiche ad hoc tra loro segregate sulla stessa infrastruttura di rete fisica. Ogni
“slice” è una rete end-to-end isolata su misura per soddisfare i diversi requisiti richiesti da una particolare applicazione.
Network to Cloud (N2C)
Processo di porting di funzionalità di rete, tipicamente realizzate on premisis in fisico o virtuale, in Cloud pubblico o privato.
Neural network
Un tipo di algoritmo di apprendimento automatico modellato sulla struttura e sulla funzione del cervello umano.
NFT (Non-Fungible Token)
Gli NFT sono dei “certificati digitali” basati sulla tecnologia blockchain volti a identificare in modo univoco, insostituibile e non
replicabile la proprietà di un prodotto digitale.
NFV (Network Function Virtualization)
Il paradigma NFV consente alle funzionalità di rete, sia fissa che mobile, di diventare applicazioni software, denominate VNF
(Virtual Network Function), che l’operatore può istanziare su server commerciali, sfruttando le tecnologie di virtualizzazione,
separando il legame tra hardware e software presente negli apparati odierni.
NGAN (New Generation Access Network)
Rete di accesso fissa di nuova generazione realizzata con differenti soluzioni tecnologiche, che vanno dall’evoluzione dell’ADSL alla
fibra ottica in casa dell’utente (vedi FTTx).
NGDC (Next Generation Data Center)
Data center di nuova generazione basata su concentrazione fisica e virtualizzazione dei server per ridurre i costi di manutenzione e
gestione e i consumi energetici e per migliorarne l’efficienza.
NGN (Next Generation Network)
Rete di nuova generazione realizzata da Telecom Italia per soddisfare le richieste dell’industria, della Pubblica Amministrazione e
dei cittadini. La nuova architettura di rete garantisce un’infrastruttura al servizio di una pluralità di offerte che aumenta i livelli di
personalizzazione e disponibilità di banda, insieme ad un’ampia varietà di sistemi di accesso.
NGNs (Non-Geographic Numbers)
Sono numeri telefonici non associati ad una particolare posizione geografica (ad esempio, servizi a tariffa maggiorata, numero
verde, servizi di directory assistance).
NG-RAN (Next Generation Radio Access Network)
Rete di Accesso che include la tecnologia di accesso radio NR (New Radio).
NNI (Network-to-Network Interface) L2
Interfaccia di rete tra operatori o domini di rete al livello 2 (Ethernet) che consente l’interconnessione di servizi VLAN, con
definizione di QoS, MTU e modelli di consegna.
Nodo
Indica genericamente un elemento di comunicazione ed elaborazione all’interno di una rete.
Node B (analogo di BTS in GSM)
Stazione radio base nella tecnologia UMTS che, via antenna, manda un segnale radio per la copertura di una cella (generalmente 3
celle ogni Node B). Svolge inoltre funzioni che sono strettamente associate con la gestione della connessione radio.
Altre informazioni
Glossario
558
N-play offering
Offerte ai clienti che includono in una unica tariffa due o più servizi fissi e mobili: fonia, connettività e traffico dati, video e servizi TV,
servizi a valore aggiunto (ad es. gaming).
NYSE (New York Stock Exchange)
Borsa valori di New York.
OAM (Operation, Administration and Maintenance)
L’insieme dei processi, attività, sistemi e standard coinvolti nel funzionamento, nell’amministrazione e nella manutenzione di un
sistema.
OAO (Other Authorised Operator)
Operatori diversi da quello dominante che forniscono servizi ai loro clienti utilizzando la rete di accesso fissa dell’operatore
dominante.
Observability
Capacità di comprendere lo stato interno di sistemi complessi tramite analisi di log, metriche, tracce ed eventi.
ODF (Optical Distribution Frame)
ODF è un telaio utilizzato per fornire interconnessioni via cavo tra le strutture di comunicazione, che possono integrare splicing in
fibra, terminazione in fibra, adattatori e connettori in fibra ottica e connessioni via cavo insieme in una singola unità.
OHSAS (Occupational Health and Safety Assessment Series)
Standard internazionale che fissa i requisiti che deve avere un sistema di gestione a tutela della sicurezza e salute dei lavoratori.
OLOs (Other Licensed Operators)
Operatori diversi da quello dominante che operano nel mercato nazionale dei servizi di telecomunicazioni.
OLT (Optical Line Termination)
Elemento ottico della rete PON (Passive Optical Network) che svolge la funzione di interfaccia tra la PON stessa e la rete di
Backbone. OLT è collocato in sede di centrale.
ONAP (Open Network Automation Platform)
Framework open source della Linux Foundation per l’orchestrazione, gestione e l’automazione delle reti e dei servizi di edge
computing.
ONT (Optical Network Termination)
Elemento ottico della rete PON (Passive Optical Network) che svolge la funzione di interfaccia tra l’access gateway a casa del
cliente e l’apparato OLT in Centrale. OLT è collocato nella sede del cliente, è alimentato, riceve e decifra (e viceversa) il segnale
ottico, e lo converte in un segnale elettrico (tramite un’uscita Ethernet), adatto per l’access gateway.
ONU (Optical Network Unit)
Elemento ottico della rete PON (Passive Optical Network) che svolge la funzione di interfaccia con il dispositivo di accesso degli
utenti o la rete di distribuzione verso gli utenti.  ONU è collocato in armadio ripartilinea.
OPC (Optical Packet Core)
È’ la dorsale IP multiservizio di trasporto nazionale (in precedenza denominata OPB, Optical Packet Backbone). È costituita da nodi
interconnessi che prendono il nome di nodi OPC (in precedenza OPB), e dai collegamenti ad altissima capacità esistenti tra di essi.
OPM (Optical Packet Metro)
E’ una rete metro-regionale di raccolta che fornisce connettività Ethernet e IP per il traffico di rete fissa e mobile, nonché per la
clientela Retail o Wholesale. E’ costituita da router IP distribuiti su tre livelli gerarchici di aggregazione: Remote Feeder, Feeder e
Metro, interconnessi tra loro in double homing mediante link in doppia via fisicamente diversificata (ove possibile).
Open Source
Il termine inglese Open Source (che significa sorgente aperta) viene utilizzato per riferirsi ad un software di cui i detentori dei diritti
rendono pubblico il codice sorgente, favorendone il libero studio e permettendo a programmatori indipendenti di apportarvi
modifiche ed estensioni.
Operatori OTT (Over the Top)
Operatori che offrono contenuti e servizi su internet senza avere la proprietà dell’infrastruttura di rete di telecomunicazioni.
ORAN (Open Radio Access Network)
Si riferisce a Open RAN, un'architettura per la creazione della RAN virtualizzata su hardware aperto, con controllo radio integrato
basato su AI. Tale architettura si basa su interfacce ben definite e standardizzate per consentire un ecosistema aperto e
interoperabile della catena di approvvigionamento nel pieno supporto e complementare agli standard promossi da 3GPP e altre
organizzazioni di standard del settore.
Orchestrazione
Si intende il coordinamento di più attività automatizzate in flussi di lavoro avanzati in modo che le singole attività operino di
concerto per svolgere specifiche funzioni o processi.
Altre informazioni
Glossario
559
OSS (Operations Support System)
Modalità, procedure (automatizzate e non) e sistemi che supportano direttamente il funzionamento e l’operatività
dell'infrastruttura delle telecomunicazioni.
OTA (Over-The-Air)
Modalità di trasmissione e aggiornamento di dati, configurazioni o software direttamente tramite rete radio (cellulare o Wi-Fi),
senza necessità di collegamento fisico. Utilizzata per provisioning, aggiornamenti firmware, configurazione SIM/eSIM e gestione
remota dei dispositivi mobili.
OTN (Optical Transport Network)
E’ una tecnologia sviluppata per abilitare la multiplazione di segnali digitali da trasportare su collegamenti WDM e per ottenere
prestazioni di OAM di questi segnali simili a quelle disponibili in SDH.
Ciò permette una migliore utilizzazione dei collegamenti WDM, rendendo possibile inserire sulle lambda dei segnali ad alta velocità
(es. 100 Gb/s) che possono contenere più segnali a velocità inferiore (es. 10 Gb/s) piuttosto che dedicare una lambda per ogni
segnale a velocità inferiore.
Outsourcing
Affidare a soggetti esterni lo svolgimento di servizi e processi aziendali. Ad esempio possono essere svolti in outsourcing servizi di
pianificazione, costruzione o hosting di una rete o di specifiche apparecchiature che appartengono ad una società e, in ultima
istanza, la gestione dell’intero sistema di telecomunicazione.
PaaS (Platform as a Service)
La PaaS (Platform as a Service) rappresenta uno dei tre modelli di servizio di offerta Cloud; attraverso un’offerta PaaS di un Cloud
Provider, viene fornita al consumatore la possibilità di distribuire sull’infrastruttura cloud applicazioni create in proprio oppure
acquisite da terzi, utilizzando linguaggi di programmazione, librerie, servizi e strumenti supportati dal fornitore. Il consumatore non
gestisce né controlla l’infrastruttura cloud sottostante, compresi rete, server, sistemi operativi, memoria, ma ha il controllo sulle
applicazioni ed eventualmente sulle configurazioni dell’ambiente che le ospita.
Packet-Switched Services
Servizi dati basati sulla commutazione a pacchetto.
Pay-Per-View o PPV
Sistema per cui lo spettatore paga per vedere un singolo programma (quale un evento sportivo, un film o un concerto) nel
momento nel quale è trasmesso o diffuso.
Pay TV
Canali televisivi a pagamento.
PBX (Private Branch Exchange)
Apparecchiatura per reti telefoniche private (detto anche Centralino)
PCS (Personal Communications Services)
Insieme di funzionalità di comunicazione wireless voce e/o dati, che forniscono servizi simili ai servizi di telefonia mobile.
PDH (Plesiochronous Digital Hierarchy)
PDH è una tecnologia di trasmissione di reti di telecomunicazioni (prima standardizzazione in ambito ITU nel 1988) progettata per il
trasporto di grandi volumi di dati attraverso reti digitali su larga scala.
PE (Provider Edge router)
PE è il dispositivo di confine tra la rete locale di un fornitore di servizi e quella di un cliente.
Peering
È l'interconnessione volontaria tra reti Internet, appartenenti a Internet Service Provider diversi e distinte amministrativamente, che
permette agli utenti di scambiare traffico tra le rispettive reti.
Penetrazione di mercato
Rappresenta il numero di persone (o abbonati) che acquista un bene/servizio di un particolare brand o di una particolare categoria,
rispetto alla popolazione per la quale il servizio è disponibile.
PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)
Piattaforma
È un ambiente di esecuzione che comprende hardware e software, applicazioni ed altri strumenti di supporto all'esecuzione di
programmi.
PNF (Physical Network Function)
Funzionalità di rete su HW fisico, ospitati in sedi Telco, capacità statica, gestione via Element Manager.
PKI (Public Key Infrastructure)
Un sistema utilizzato per la gestione di certificati digitali e coppie di chiavi pubblico-privato, utilizzato per proteggere le
comunicazioni e le transazioni elettroniche.
Altre informazioni
Glossario
560
PoC (Proof of concept)
Proof of concept (POC o PoC), noto anche come prova di principio, è una realizzazione di un certo metodo o idea al fine di
dimostrarne la fattibilità, o una dimostrazione in linea di principio con l'obiettivo di verificare che un certo concetto o teoria abbia
un potenziale pratico.
PON (Passive Optical Network)
Rete ottica utilizzata solitamente per architetture punto-multipunto in cui nella tratta che collega l’unità abitativa alla centrale non
vi sono elementi o apparati che svolgono un ruolo “attivo” ovvero apparati che necessitano di alimentazione elettrica.
POP (Point Of Presence)
Il POP è un punto di accesso alla rete (router), fornito da un Internet Service Provider (ISP), in grado di instradare il traffico per gli
utenti finali connessi ad esso.
POTS (Plain Old Telephone Service)
È il servizio di telefonia tradizionale (linea telefonica per la voce, servizi di telefonia fissa e accesso alla rete di telefonia vocale
pubblica).
PQC (Post-Quantum Cryptography)
Insieme di algoritmi crittografici progettati per resistere agli attacchi di computer quantistici, garantendo la sicurezza delle
comunicazioni e dei dati anche nell’era post-quantum. PQC mira a sostituire o integrare gli attuali standard crittografici vulnerabili
alle future capacità di calcolo quantistico.
Price-cap
Identifica il limite di prezzo massimo stabilito dal regolatorio, a cui un servizio/prodotto può essere venduto.
Prpl (standard Purple)
Progetto prpl (Purple) è un'iniziativa open-source che sviluppa software per migliorare la connettività e la sicurezza dei dispositivi
smart home e delle reti Wi-Fi. Si concentra su reti domestiche flessibili, interoperabili e controllabili dagli utenti. Aiuta produttori e
utenti a creare reti più efficienti e sicure.
PSTN (Public Switched Telephone Network)
La PSTN, anche chiamata rete telefonica pubblica commutata, è la rete telefonica di prima generazione e fornisce il servizio
telefonico di base (vedi anche RTG).
PTN (Packet Transport Network)
E’ una classe di apparati che implementa nativamente le tecnologie SDH e Ethernet, ovvero è in grado di trasportare e commutare
separatamente entrambi questi due tipi di traffico. E’ utilizzata per collegare sedi di Centrali minori, periferiche, a sedi maggiori, che
è un caso di utilizzo dove accanto a traffico a pacchetto (es. backhauling di siti mobili e di accesso broadband) si può trovare anche
traffico a circuito (es. telefonia, backhauling 2G).
PUE (Power Usage Effectiveness)
Indicatore di efficienza energetica dei Data Center definito come rapporto tra energia totale del sito ed energia assorbita dall’IT.
Valori prossimi a 1 indicano maggiore efficienza.
QoE (Quality of Experience)
La qualità dell'esperienza (QoE o QoX) è una misura del livello generale di soddisfazione del cliente. QoE esprime la soddisfazione
dell'utente sia oggettivamente che soggettivamente. Il paradigma QoE può essere applicato a qualsiasi servizio e prodotto fornito
al consumatore.
QoS (Quality of Service)
La qualità del servizio (QoS) è la descrizione o la misurazione delle prestazioni complessive di un servizio, come una rete di telefonia
o di computer, o un servizio di cloud computing, in particolare le prestazioni viste dagli utenti della rete. Per misurare
quantitativamente la qualità del servizio, vengono spesso considerati diversi aspetti correlati del servizio di rete, come packet loss, il
bit rate, il throughput, il ritardo di trasmissione, la disponibilità, il jitter, ecc.
QKD (Quantum Key Distribution) – QKE (Quantum Key Exchange)
La distribuzione a chiave quantistica (in sigla QKD, dall'inglese: Quantum key distribution) è un sistema della meccanica quantistica
per garantire comunicazioni sicure. Abilita due parti a produrre e condividere una chiave segreta casuale solamente tra di loro che
potranno usare per cifrare e decifrare i loro messaggi. Tale scambio avviene sfruttando proprietà quantistiche dei fotoni.
Un'importante e unica proprietà della distribuzione quantistica è la capacità dei due utenti in comunicazione di rilevare la presenza
di una terza parte che tenta di ottenere informazioni sulla chiave, dovuto al fatto che un processo di misura in un sistema
quantistico in generale disturba il sistema.
RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettrice ed Elettroniche)
I RAEE, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, sono attrezzature elettriche/elettroniche di cui il possessore intenda
disfarsi in quanto guaste, inutilizzate, o obsolete.
RAG (Retrieval Augmented Generation)
Architettura per l’Intelligenza Artificiale Generativa che integra la generazione di contenuti di un modello LLM (Large Language
Model) con il recupero (“retrieval”) di informazioni da basi di conoscenza o fonti esterne. Prima di produrre una risposta, il modello
RAG effettua una ricerca su documenti, database o repository aziendali, integra i risultati (“grounding”) nel prompt e genera
risposte più accurate e affidabili, riducendo il rischio di allucinazioni tipiche dei LLM tradizionali.
Altre informazioni
Glossario
561
RAN (Radio Access Network)
E’ la parte della rete mobile che implementa le tecnologie radio, comprendendo sia funzioni di trasporto dati sull’interfaccia radio
che funzioni di controllo.
RAN Sharing
E’ la forma più completa di sharing della rete di accesso. Implica lo sharing di tutte le apparecchiature della rete di accesso,
comprese le apparecchiature di antenna, torri e backhaul. Ciascuna delle reti di accesso RAN è incorporata in una singola rete, che
viene quindi suddivisa in reti separate nel punto di connessione al core.
Refarming
Riassegnazione di Banda di frequenze di un operatore di reti mobili da una tecnologia ad un’altra per ragioni di ottimizzazione
(esempi: UMTS900 in luogo del GSM900 oppure LTE1800 in luogo di GSM1800).
Unità remota (RU)
E’ un nodo logico che ospita il livello del protocollo Low-PHY e l'elaborazione RF basata su una suddivisione funzionale del livello
inferiore.
RNC (Radio Network Controller)
Gli RNC sono degli apparati (o nodi) con la funzione di controllo delle risorse radio all’interno della rete 3G.
ROADM
Un ROADM (Reconfigurable Optical Add-Drop Multiplexer) è un multiplatore ottico riconfigurabile da remoto in grado di
commutare traffico in un sistema WDM (Wavelength-Division Multiplexing). Il suo impiego in una rete trasmissiva aumenta
l’efficienza del trasporto consentendo di trasportare su una singola coppia di fibre fino ad oltre 90 canali ad elevato bitrate (oggi
fino a 200Gbit/s).
Roaming
Accordo tra due o più operatori telefonici mobili, operanti sullo stesso territorio o in paesi diversi, in base al quale gli utenti abbonati
ad un operatore possono utilizzare la rete degli altri operatori.
Il servizio di roaming si attiva ad esempio quando il terminale è utilizzato all’estero e rende possibile ad un utente radiomobile di
accedere ad una rete diversa da quella a cui è abbonato.
ROE (Ripartitore Ottico di Edificio)
Apparato ottico passivo della rete PON (Passive Optical Network) che svolge il ruolo di splitter di una fibra ottica in entrata dalla
rete, in più fibre in uscita verso le unità immobiliari oppure svolge il ruolo di distributore di fibre in entrata e in uscita per dare
flessibilità alla rete ottica. Viene installato a pochi metri dalle abitazioni: molto spesso si trova nel locale contatori dell’edificio, ma
può anche essere montato su una parete esterna, oppure interrato o inserito in una chiostrina.
RoHS (Restriction of Hazardous Substances)
Direttiva europea n°95 del 2002 che istituisce norme riguardanti la restrizione all’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature
elettriche ed elettroniche al fine di contribuire alla tutela della salute umana e dell’ambiente.
Routed Optical Network (RON)
E’ una rete che combina il Routing IP con le funzionalità del trasporto ottico, senza conversioni complesse tra segnali ottici ed
elettrici. Questo permette di inviare grandi quantità di dati più velocemente, riducendo costi ed energia.
RPA (Robotic Process Automation)
Automazione di attività ripetitive eseguite da operatori umani per mezzo di software (“robot”).
RTG (Rete Telefonica Generale)
La RTG, anche chiamata rete telefonica pubblica commutata, è la rete telefonica di prima generazione e fornisce il servizio
telefonico di base (vedi anche PSTN).
RTN (Rete Trasmissiva Nazionale)
Infrastruttura di trasporto a livello nazionale che garantisce la connettività backbone tra i principali nodi di rete e data center.
RTR (Rete Trasmissiva Regionale)
Segmento di rete di trasporto che opera a livello locale/regionale, collegando POP, centrali e nodi di accesso alla rete nazionale
(RTN).
SaaS (Software as a Service)
Nell’ambito dei modelli di servizio delle offerte Cloud (vedasi anche voce Cloud), il modello SaaS (Software as a Service) esprime la
facoltà fornita al consumatore di utilizzare applicazioni e servizi di un fornitore, funzionanti su un’infrastruttura cloud. Le
applicazioni sono accessibili da diversi dispositivi attraverso un’interfaccia leggera (thin client), come ad esempio un’applicazione
email su browser, oppure da programmi dotati di apposita interfaccia. Il consumatore non gestisce o controlla l’infrastruttura cloud
sottostante, compresi rete, server, sistemi operativi, memoria, e nemmeno le capacità delle singole applicazioni, con la possibile
eccezione di limitate configurazioni a lui destinate (parametrizzazione).
SAR (Specific Absorption Rate)
Il tasso di assorbimento specifico o SAR esprime la misura della percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo
umano quando questo viene esposto all'azione di un campo elettromagnetico a radiofrequenza (RF). Si veda anche CEM (limiti di
esposizione ai Campi ElettroMagnetici).
Altre informazioni
Glossario
562
SCEF Service Capabilities Exposure Function
SCEF è stato introdotto nella versione 13 (LTE) delle specifiche 3GPP ed è stato progettato per fornire un mezzo per esporre in
modo sicuro i servizi e le funzionalità fornite dalle interfacce di rete 3GPP.
SDH (Synchronous Digital Hierarchy)
E’ un protocollo di livello fisico, ossia di trasporto, usato per la multiplazione a divisione di tempo e la successiva trasmissione
digitale di telefonia e dati in reti di telecomunicazioni geografiche su fibra ottica, cavo elettrico o ponte radio. Le reti che utilizzano
tale protocollo a livello fisico vengono dette reti SDH.
SDK (Software Development Kit)
SDK è una raccolta di strumenti di sviluppo software in un pacchetto installabile per facilitare la creazione di applicazioni.
SDN (Software Defined Networking)
Il Software Defined Networking è un paradigma basato sulla virtualizzazione della rete che ha la finalità di trasformare i network
tradizionali in piattaforme flessibili e intelligenti per rispondere in tempo reale alle esigenze di larghezza di banda e alla natura
dinamica delle moderne applicazioni.
SD WAN (Software Defined WAN)
Nell’ambito del networking, le soluzioni SD-WAN (Software Defined WAN) rappresentano una innovazione delle tradizionali
soluzioni Wide Area Network e dell’Edge IP Networking, sviluppata per offrire servizi di connettività evoluti indirizzati a clientela
Business. Le soluzioni SD-WAN lavorano in moda agnostico rispetto alla tecnologia di accesso, della rete WAN di trasporto, usano
instradamento dinamico dei dati su base applicazione e in forte integrazione con le soluzioni Multi-Cloud, per concatenare alla
connettività alcuni servizi a valore aggiunto come l'ottimizzazione WAN, il monitoring delle applicazioni e la sicurezza avanzata.
Segment Routing (SR)
Il Segment Routing (SR) è una tecnologia che semplifica l'instradamento del traffico in rete usando "segmenti" predefiniti inclusi
nei pacchetti. SRv6 utilizza indirizzi IPv6 per definire i segmenti, ideale per reti moderne e flessibili, mentre SR-MPLS si basa su
etichette MPLS, più adatto a infrastrutture legacy già esistenti.
Service Discovery
Il processo di ricerca e identificazione della posizione di un servizio, in genere eseguito utilizzando un registro di servizio o un servizio
di denominazione.
Service Exposure
La Service Exposure è un’infrastruttura di esposizione di funzionalità, denominate API (Application Programming Interface), sia
verso Terze Parti (es. Business Partner), sia per utilizzo interno.
Service Mesh
Un livello di infrastruttura configurabile per l'applicazione di microservizi che rende la comunicazione tra le istanze del servizio
flessibile, affidabile e veloce.
Service Orchestration
Con Service Orchestration si intende un singolo processo di business centralizzato ed eseguibile tramite un orchestratore (es. una
piattaforma software) che coordina l'interazione tra vari servizi ed è responsabile per la loro invocazione e composizione, nonché
della gestione delle transazioni tra i singoli servizi. La Service Orchestration è spesso comparata con la Service Choreography, che
invece realizza un approccio decentralizzato alla composizione di servizi, dove ciascuno dei servizi che partecipano alla coreografia
implementa un processo/workflow auto-consistente.
Service Provider
Il Service provider è un soggetto, che offre agli utenti (residenziali o imprese) una gamma di contenuti o servizi, dietro la
stipulazione di un contratto di fornitura.
Servizio Universale
Garanzia fornita a tutti gli utenti del territorio nazionale (indipendentemente dalla loro ubicazione geografica) di poter utilizzare
determinati servizi di comunicazioni elettroniche ad un livello qualitativo prestabilito e ad un prezzo accessibile, come espressione
ed applicazione pratica di un fondamentale diritto del cittadino.
SINR (Signal-to-Interference-plus-Noise Ratio)
Rapporto tra la potenza del segnale utile ricevuto e la somma della potenza delle interferenze e del rumore. E’ un parametro
fondamentale per valutare la qualità della trasmissione radio in reti mobili, influenzando la velocità dati, la copertura e la stabilità
della connessione. Valori elevati di SINR indicano una ricezione ottimale e prestazioni migliori. 
SIP Trunking
Il trunking SIP (Session Initiation Protocol) è un servizio offerto da un fornitore di servizi di comunicazione che utilizza il protocollo
per fornire la connettività Voice over IP (VoIP) tra un sistema telefonico locale e la rete telefonica pubblica commutata (PSTN). SIP
viene usato per l’instaurazione, la gestione e l’abbattimento della chiamata.
SLA (Service Level Agreement)
I Service Level Agreement, sono strumenti contrattuali attraverso i quali si definiscono le metriche di servizio (es. qualità di servizio)
che devono essere rispettate da un fornitore di servizi (provider) nei confronti dei propri clienti/utenti.
Altre informazioni
Glossario
563
Small Cell
Le small cells sono nodi di accesso allo spettro radio a basso consumo energetico. Più piccole rispetto alle antenne solitamente
utilizzate nella telefonia mobile, posso essere impiegate sia per la copertura di aree outdoor (piazze, strade pedonali, ecc.) sia per la
copertura di hot spot indoor (aeroporti, stadi, centri commerciali, stazioni, ospedali, campus universitari, ecc).
SMO (Service Management Orchestration)
Piattaforma o componente che gestisce e coordina in modo centralizzato l’erogazione, il monitoraggio e l’automazione dei servizi
di rete e delle funzioni di gestione dei dispositivi. In contesti specifici, SMO abilita l’integrazione, l’orchestrazione e la supervisione di
servizi innovativi, ottimizzando l’efficienza operativa e la rapidità di introduzione di nuove soluzioni.
Stadio di Gruppo Urbano (SGU)
Centrale di commutazione locale per il trasporto del traffico telefonico, il routing e la trasmissione. Si veda anche Central Office.
Stadio di Linea (SL)
Si veda Central Office.
Shared Access
Consiste nella fornitura dell'accesso alla sola porzione superiore dello spettro disponibile sulla rete locale in rame dell'operatore di
accesso, al fine di consentire la fornitura dei servizi a larga banda.
SLU (Sub Loop Unbundling)
Consiste nella fornitura dell'accesso alla sottorete locale in rame dell’Operatore, ossia al tratto di rete tra la sede dell'utente e
l'armadio di distribuzione o un punto di concentrazione intermedio.
SME (Small Medium Enterprise)
Segmento di mercato delle piccole e medie imprese che hanno tra i 3 e 50 dipendenti.
Smart City
Il termine Smart City (“città intelligente”) si riferisce ad un’area urbana che impiega tecnologie ICT integrate per l’ottimizzazione di
risorse in ambiti chiave: mobilità, comunicazione, economia, lavoro, ambiente, amministrazione ed edilizia. Dal punto di vista
infrastrutturale, l’utilizzo in rete delle risorse disponibili migliora l’efficienza economica e politica e può consentire lo sviluppo
sociale, culturale e urbano.
Smartphone
Apparecchio elettronico che combina le funzioni di un telefono cellulare e di un computer palmare dotato di un sistema operativo
completo.
Smart TV
Il termine Smart TV identifica la nuova generazione di televisori, che permette di fruire di contenuti multimediali audio-video (film,
serie TV, video musicali, gaming,ecc.) attraverso una connessione ad internet.
SMS (Short Message Service)
Sono i brevi messaggi di testo che si possono inviare e ricevere sui telefoni cellulari collegati alle reti GSM. La lunghezza massima
dei testi è di 160 caratteri alfanumerici.
SOHO (Small Office / Home Office)
Segmento di mercato consistente in piccole attività che usano le linee telefoniche per i collegamenti Internet, invece di utilizzare
linee dedicate. Consistono in piccole imprese, generalmente con uno o due dipendenti, e nelle attività condotte da casa.
SON (Self-Organizing Network)
E’ un insieme di tecnologie e architetture che permette agli Operatori di introdurre, nel contesto delle reti radiomobili, gli abilitatori
tecnologici per l’automatizzazione dei processi di configurazione, ottimizzazione e assurance delle reti.
Splitter Ottico
E’ un elemento passivo della rete ottica utilizzato per realizzare reti ottiche punto-multipunto. Lo splitter ottico riceve in ingresso
(lato OLT) una singola fibra ottica e produce in uscita N segnali su N fibre ottiche (fattore di splitting 1:N). In direzione downstream
(da OLT a ONT) lo splitter “copia” la luce in ingresso sulle fibre ottiche in uscita, dividendo però così la potenza della luce per N. In
direzione upstream (da ONT a OLT) lo splitter si occupa di sommare i contributi di luce portati dalle N fibre ottiche.
SUPI (Subscription Permanent Identifier)
Identificativo permanente assegnato a un abbonamento in reti mobili 5G. Si tratta di un elemento chiave per l'autenticazione e la
gestione della sicurezza, utilizzato per identificare in modo univoco l'utente all'interno del sistema. Il SUPI è generalmente derivato
dall'IMSI (International Mobile Subscriber Identity) e viene trasmesso in forma protetta per garantire la riservatezza e prevenire
intercettazioni o attacchi di tracciamento.
Switch
Switch telefonico: sinonimo di Centrale Telefonica, ovvero apparati utilizzati per stabilire e indirizzare chiamate telefoniche
al numero chiamato eventualmente attraverso altre Centrali. Essi possono anche registrare informazioni per finalità di
fatturazione e controllo;
Switch di rete: apparati di rete dati in grado di ricevere e inoltrare pacchetti utilizzando informazioni del livello 2 del modello
OSI (ovvero indirizzi hardware di altri apparati).
Altre informazioni
Glossario
564
Synchronous
Tipo di trasmissione dati in cui vi è la sincronizzazione permanente tra il trasmettitore e il ricevitore.
SSB (Synchronization Signal Block)
Blocco di segnali trasmesso dalle stazioni base nelle reti mobili 5G, contenente informazioni di sincronizzazione temporale e
frequenziale, identificazione della cella e parametri necessari per l’aggancio iniziale dei dispositivi mobili alla rete. Gli SSB sono
fondamentali per la procedura di accesso e la mobilità in ambienti 5G.
SRTP (Secure Real-Time Transport Protocol)
Protocollo di sicurezza progettato per proteggere le comunicazioni in tempo reale su reti IP, come voce e video su VoIP. SRTP
fornisce cifratura, autenticazione e integrità dei dati trasmessi tramite RTP (Real-Time Transport Protocol), garantendo che le
conversazioni siano riservate e protette da intercettazioni o manipolazioni.
SSAI (Server-Side Ad Insertion)
Tecnologia che consente di inserire annunci pubblicitari direttamente a livello di server all’interno dei flussi video trasmessi su
piattaforme digitali. Questo approccio permette una pubblicità più fluida e personalizzata, migliorando l’esperienza utente e la
compatibilità con diversi dispositivi e sistemi di streaming.
STB (Set-Top Box)
Dispositivo utente in grado di ricevere segnali TV da una rete di comunicazione (quali le reti di accesso broadband/ultrabroadband,
la diffusione TV terrestre, la diffusione TV satellitare, ecc.) e di inviarli ad apparecchi TV o altri dispositivi di visualizzazione (monitor,
proiettori, ecc.) Può includere funzioni di Accesso Condizionato per gestire contenuti a pagamento.
TaaS (Time as a Service)
TIM è dotata di una rete di sincronizzazione di alta qualità e affidabile già utilizzata per la rete di accesso radio mobile 4G e 5G e per
le reti private 5G.Un orologio di riferimento primario al cesio (PRC) garantisce la fornitura di una sincronizzazione di alta qualità e
affidabile anche in caso di indisponibilità locale o globale del segnale GPS/Galileo. Il segnale temporale è fornito con precisione
nell'ordine delle frazioni di microsecondo. I servizi di sincronizzazone di precisioni trovano diversi campi di applicabilità (ICT, IOT,
servizi finanziari…).
Tablet
Computer portatile di dimensioni ridotte, sul cui schermo è possibile scrivere o impartire comandi col tocco delle dita o mediante
un apposito stilo.
TAL (Tele Alimentazione)
Tecnica per fornire energia elettrica ad apparati stradali (quali gli apparati ultra-broadband posti negli armadi ripartilinea
dell’architettura Fiber to the Cabinet) dalla Centrale Telefonica.
TCO (Total Cost of Ownership)
Il TCO rappresenta il costo globale di un bene (es. un'apparecchiatura informatica) durante il suo ciclo di vita. Il TCO tiene conto sia
dei costi diretti (costi hardware, infrastrutture di rete, licenze); sia dei costi indiretti (gestione, manutenzione, consumi energetici).
TDD (Time Division Duplexing)
TDD (Time Division Duplex) si riferisce a collegamenti di comunicazione duplex in cui uplink è separato da downlink dall'allocazione
di diversi intervalli di tempo nella stessa banda di frequenza. È uno schema di trasmissione che consente il flusso asimmetrico per
la trasmissione di dati verso monte e verso valle. Agli utenti vengono assegnati intervalli di tempo per la trasmissione uplink e
downlink.
TDMA (Time Division Multiple Access)
Tecnologia per la trasmissione digitale dei segnali radio, ad esempio tra un telefono mobile e una stazione radio base. La
tecnologia TDMA divide i segnali in parti sequenziali di estensione definita, ponendo ogni parte in un canale di informazioni di
intervallo specifico e quindi ricomponendo le parti alla fine del canale.
Terahertz Radio (THz =1012 Hz)
Si riferisce alla comunicazione wireless utilizzando frequenze nell'intervallo teraHertz (0,1–10 THz), ben oltre le attuali bande 5G e
pianificate 6G. Queste frequenze ultra-alte permettono una trasmissione dati estremamente rapida e una latenza ultra-bassa,
ideale per future applicazioni digitali.
TIC (Transparent Internet Caching)
TIC è una forma speciale di memorizzazione nella cache di rete, trasparente sia per le entità richiedenti che per quelle richieste. La
TIC intercetta in modo trasparente la richiesta di contenuto e consegna il contenuto richiesto se la sua cache ne ha una copia.
Tier IV
Nel contesto dei data center, Tier IV (classificazione Uptime Institute) è il livello più alto di fault tolerance, puntando a disponibilità
≈ 99,995% annua. È progettato per resistere a singoli guasti senza impattare l’erogazione dei servizi.
TM Forum TeleManagement Forum
TM Forum è un'associazione industriale globale di più di 850 aziende che collaborano per ridurre le barriere tecnologiche e culturali
fra i fornitori digitali di servizi ed i loro fornitori di tecnologie e servizi, system integrator, consulenti nel settore delle
telecomunicazioni.
ToIP (Telephony over IP)
Altre informazioni
Glossario
565
Termine spesso usato come sinonimo di VoIP, che ha tuttavia un significato più ampio in quanto include servizi avanzati di
telefonia (come video, messaggistica, eventualmente prestazioni di trattamento chiamata, ecc.) oltre la chiamata voce di base.
Trasmissione Analogica
La trasmissione analogica è un metodo di trasmissione di informazioni voce, dati, immagini, o video usando un segnale continuo
che varia in ampiezza, fase o altra proprietà, in proporzione a quella di una variabile. Un esempio è il trasferimento di un segnale
sorgente, utilizzando un metodo di modulazione analogica come la modulazione di frequenza (FM) o la modulazione di ampiezza
(AM), o nessuna modulazione. Nelle reti Telco la trasmissione analogica è stata comunemente sostituita dalle tecnologie di
trasmissione digitale.
TRX
Radiotrasmettitori localizzati in BTS.
TTM (Time-To-Market)
Il Time-to-Market (TTM) è il tempo totale necessario per portare un prodotto dal concepimento alla disponibilità sul mercato. Le
aziende utilizzano le metriche del time-to-market durante lo sviluppo e l'introduzione di nuovi prodotti per ottenere i vantaggi di
first mover (ad esempio, quota di mercato, ricavi delle vendite).
UMTS (Universal Mobile Telecommunications System)
Si veda 3G.
Unbundling
E’ il servizio che consente agli operatori telefonici diversi da Telecom Italia di affittare l'ultimo tratto del doppino telefonico, ossia il
cavo di rame che collega la centrale Telecom Italia alla sede dell'utente, staccandolo dagli apparati Telecom e collegandolo ai
propri.
UPF 5G (User Plane Function)
La 5G User Plane Function (UPF) è un componente fondamentale dell'architettura del sistema di infrastruttura di core mobile New
Radio (NR) del 3GPP. L'UPF rappresenta l'evoluzione del piano dati di una strategia di separazione tra Control e User Plane (CUPS),
introdotta per la prima volta come estensione della EPC (Evolved Packet Core) 4G/LTE esistenti dal 3GPP nelle loro specifiche
Release 14.
Uplink
Indica la direzione di trasmissione dei dati "verso l'alto", ovvero dal dispositivo dell'utente (es. smartphone, terminale) verso la rete,
un ripetitore o un satellite, opposto al downlink (dalla rete all'utente).
UPS (Uninterruptible Power Supply)
Gruppo di continuità elettrica.
URLLC (Ultra-Reliable Low-Latency Communication)
URLLC è un insieme di funzionalità che offrono bassa latenza e altissima affidabilità per applicazioni mission-critical come Internet
industriale, reti intelligenti, chirurgia a distanza e sistemi di trasporto intelligenti vRAN.
V2X (Vehicle-to-Everything)
Uno scenario, inteso come famiglia di use case, che, utilizzando tecnologie di comunicazioni esistenti, consente ai veicoli di
comunicare con altri veicoli (V2V), infrastrutture (V2I), server di rete (V2N) e utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti) al fine di migliorare
la sicurezza, l'efficienza del traffico e la mobilità complessiva. La comunicazione può avvenire o in modo diretto fra dispositivi (su
interfacce a standard 3GPP PC5 e IEEE ITS-G5) o in modo indiretto tramite la rete (V2N2X); in questo secondo caso l’unica
tecnologia disponibile è quella 3GPP su interfaccia Uu.
VAS (Value-Added Services)
I servizi a valore aggiunto forniscono ai Clienti funzionalità ulteriori rispetto ai servizi di base offerti da una rete di
telecomunicazione. Nelle reti telefoniche (PSTN) e mobili di prima generazione si considerava come servizio di base la telefonia
(comunicazioni voce commutate, prima analogiche poi digitali) mentre i VAS potevano comprendere sia servizi di trasmissione dati
e fax, che prestazioni di trattamento delle chiamate (es chiamata in attesa, inoltro di chiamata, ecc.).
Successivamente, i VAS basati sul trattamento di chiamata si sono ampliati con ulteriori prestazioni come numeri verdi, reti private
virtuali fonia, ecc. Una nuova classe di VAS si è sviluppata sulle reti mobili, comprendente servizi di messaggistica come SMS e
MMS. In parallelo lo sviluppo delle reti dati ha portato i servizi di trasmissione dati (es. inizialmente X25, poi Frame Relay, ATM,
Ethernet, IP) a essere considerati servizi di base di tali reti, rispetto ai quali si possono avere dei VAS quali address translation, linee
virtuali e reti virtuali dati, prioritizzazione del traffico, cifratura, ecc.
Un ulteriore ambito di VAS è quello basato sui contenuti forniti da Service Provider attestati alla rete, a partire dai servizi forniti
sulla rete di telefonia per proseguire con contenuti forniti via SMS (news, meteo, ecc) e poi contenuti fruibili via browsing da mobile
e fisso, fino ad arrivare a contenuti video in streaming.
VDSL (Very - high – data – rate Digital Subscriber Line)
Tecnologia di accesso che permette di fornire al cliente, tramite un apposito apparato installato in casa (modem VDSL), servizi di
voce e TV sul tradizionale doppino telefonico con velocità fino a 50 megabit al secondo in downstream.
VDSL2 (Very - high – data – rate Digital Subscriber Line 2)
VDSL “di 2a generazione” in grado di raggiungere velocità in downstream di picco dell’ordine di centinaia di Megabit al secondo. La
velocità effettiva dipende dalla distanza tra apparato del cliente e apparato di rete, ad esempio ad una distanza di qualche
centinaio di metri, la velocità raggiungibile è di circa 100 megabit al secondo. Per questa ragione gli apparati di rete sono
tipicamente collocati negli armadi ripartilinea così da essere più vicini al cliente. Una evoluzione del VDSL2 denominata eVDSL
Altre informazioni
Glossario
566
(enhanced VDSL) permette di raggiungere velocità effettive di circa 200 megabit al secondo ed è stata recentemente dispiegata
nella rete TIM.
Vectoring
Tecnologia di trasmissione che cancella le interferenze reciproche (diafonia) tra linee in rame affasciate in uno stesso cavo. Di
particolare interesse l’utilizzo su linee VDSL/VDSL2/eVDSL in prospettiva di crescente penetrazione dei servizi ultrabroadband, che
renderebbe più sensibili le interferenze.  In questa prospettiva, l’utilizzo del vectoring permette di mantenere le prestazioni tipiche
delle tecnologie suddette. La tecnologia si colloca negli apparati ONU dove per essere efficace va applicata su tutte le linee di un
cavo; ciò comporta che in caso di SLU (Sub Loop Unbundling), ovvero presenza di ONU di più operatori che attestano le linee di uno
stesso cavo, sia necessario una implementazione più complessa, il MOV (Multi-Operator Vectoring) che coordini il vectoring delle
diverse ONU.
Virtualizzazione
Un approccio alla implementazione di funzionalità ricorrendo solo a software eseguibile su hardware commerciale e generalmente
non dedicato, al contrario di approcci che ricorrono anche a hardware specializzato e/o dedicato.
Virtual Machine (VM)
Una Virtual Machine (VM) è un software che, attraverso un processo di virtualizzazione, crea un ambiente virtuale che emula
tipicamente il comportamento di una macchina fisica senza l'hardware sottostante che consente alle organizzazioni di scalare la
potenza di elaborazione, testare malware e sviluppare software.
VLAN Virtual Local Area Network
Una rete locale virtuale (VLAN) è una connessione virtualizzata che connette più dispositivi e nodi di rete da diverse LAN in una rete
logica.
VLR (Visitor Location Register)
Database utilizzato nelle reti mobili per archiviare temporaneamente le informazioni sugli abbonati e tracciare la posizione dei
dispositivi mobili quando lo sono attivi.
VNF (Virtual Network Function)
Funzionalità di rete virtualizzata su HW COTS (Commercial Off The Shelf), ospitata su Telco Data Center, capacità flessibile, utilizzo
di Virtual Machine e gestione del ciclo di vita (Life Cycle Management) manuale o automatico.
VOD (Video On Demand)
Fornitura di programmi televisivi su richiesta dell'utente dietro pagamento di un abbonamento o di una cifra per ogni programma
(un film, una partita di calcio) acquistato. Diffuso in special modo per la televisione satellitare e per la TV via cavo. I possibili modelli
di pagamento sono: SVOD (abbonamento ad un catalogo VOD) e TVOD (pagamento per un singolo contenuto visualizzato).
VoIP (Voice Over IP)
Tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o un'altra rete
dedicata che utilizza il protocollo IP, anziché passare attraverso la normale linea di trasmissione telefonica.
VoLTE/ViLTE (Voice over LTE / Video over LTE)
Un servizio che fornisce chiamate voce e video su IP tramite l’accesso radio LTE e controllato dall’architettura standard ToIP detta
IMS (IP Multimedia Subsystem). Si utilizza la definizione appaiata VoLTE/ViLTE in quanto il servizio è sostanzialmente lo stesso per
voce e video, differendo solo per il tipo di flussi media che vengono instaurati. Essendo basato su standard, il servizio raggiunge
l’interoperabilità tra terminali utente e tra questi e le reti.
VoNR (Voice over New Radio)
Servizio che fornisce chiamate voce su IP tramite accesso radio New Radio.
VPN (Virtual Private Network)
E’ una rete progettata per cliente business o un ente pubblico, utilizzando le infrastrutture di un carrier che fornisce servizi
personalizzati, e che opera in modo da sembrare dedicata a quello specifico utilizzatore.
VR (Virtual Reality)
La realtà virtuale, o VR, è l'uso della tecnologia informatica per creare un ambiente simulato che può essere esplorato a 360 gradi.
A differenza delle interfacce tradizionali, la realtà virtuale colloca l'utente all'interno dell'ambiente virtuale per offrire un'esperienza
a diversi gradi di immersività a seconda del dispositivo utilizzato.
VRAN (Virtual Radio Access Network)
E’ un architettura applicata nelle reti 4G/5G che presuppone la divisione della Base Station in due parti, una Unità Centralizzata e
una Unità Remota o Distribuita. La prima viene tipicamente posta in un sito più centralizzato rispetto ai siti di antenna e svolge le
elaborazioni dei segnali in banda base, per cui è detta anche BBU (BaseBand Unit) mentre la seconda, che rimane al sito di
antenna per fornire la copertura radio, è anche detta RRU (Remote Radio Unit). Data questa suddivisione la Unità Centralizzata può
essere implementata come una Virtual Network Function su una opportuna infrastruttura hardware, da cui l’intestazione ‘virtuale’.
Un aspetto fondamentale per la praticabilità dell’architettura è la scelta della divisione delle funzioni della Base Station tra Unità
Centralizzata e Distribuita, che impatta i requisiti sui collegamenti tra CU e DU (detti midhaul). Negli sviluppi dei 5G questo aspetto
è stato trattato individuando opzioni per la divisione che sono candidate alla standardizzazione.
VULA (Virtual Unbundling Local Access)
E’ un servizio wholesale offerto dall’operatore dominante agli operatori alternativi, nel quale il primo fornisce ai secondi il trasporto
sulla sua rete di accesso broadband di traffico dati (“flussi di bit”) tra clienti finali e il punto di interconnessione dove l’operatore
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alternativo riceve il suddetto traffico. Nel caso specifico di Telecom Italia il punto di interconnessione è posto a livello di Centrale
Locale, a fianco dell’OLT (Optical Line Termination) ovvero l’apparato di terminazione della rete di accesso ottica.
VXLAN (Virtual eXtensible LAN)
Protocollo di overlay L2 su rete IP/UDP che incapsula frame Ethernet in pacchetti IP, creando segmenti virtuali. È ampiamente
utilizzato nei data center e nelle architetture cloud per garantire scalabilità e isolamento tra clienti.
W3C World Wide Web Consortium
Il World Wide Web Consortium (W3C) è la principale organizzazione internazionale di standardizzazione del World Wide Web. Gli
standard del W3C definiscono le parti fondamentali di ciò che fa funzionare il World Wide Web.
WAN (Wide Area Network)
Una rete privata che copre una vasta area geografica attraverso l’utilizzo di servizi di telecomunicazione pubblica.
WDM (Wavelength Division Multiplexing)
Tecnologia per mezzo della quale è possibile trasportare su un'unica fibra ottica differenti flussi di informazioni ai quali
corrispondono distinte e separabili lunghezze d'onda.
Web Service
Sistema software progettato per supportare l'interoperabilità tra diversi elaboratori su una medesima rete oppure in un contesto
distribuito (definizione World Wide Web Consortium (W3C)).
Wi-Fi
Tecnologia wireless per la realizzazione di collegamenti dati in un’area limitata, generalmente nell’ambito del centinaio di metri, e
con velocità fino a decine di Megabit per secondo. Usi tipici sono l’utilizzo all’interno di un’abitazione o ufficio come alternativa ad
una LAN cablata, oppure in ambito pubblico per fornire accesso ad Internet, o anche per collegare tra loro dispositivi (es un PC
portatile con uno smartphone collegato a Internet).
WLL (Wireless Local Loop)
La fornitura di un equivalente di un accesso cliente (ovvero il collegamento tra sede cliente e Centrale Telefonica) senza l'uso di
cavi, ricorrendo piuttosto a tecnologie wireless.
Wi – Max (Worldwide Interoperability for Microwave Access)
Tecnologia che consente l'accesso senza fili a reti di telecomunicazioni a banda larga, inizialmente specificata per operare su
distanze fino a decine di chilometri e con velocità nell’ordine delle decine di Megabit per secondo. E’ stata definita dal WiMAX
Forum, un consorzio a livello mondiale formato nel 2001 dalle più importanti aziende del campo delle telecomunicazioni fisse e
mobili con lo scopo di sviluppare, promuovere e testare la interoperabilità di sistemi basati sugli standard IEEE.
WLR (Wholesale Line Rental)
E’ un servizio wholesale di sola telefonia offerto dall’operatore dominante agli operatori alternativi, nel quale l’operatore alternativo
ottiene un servizio simile a ULL senza la necessità di installare propri apparati presso le Centrali Locali. E’ tecnicamente simile alla
Carrier Preselection (CPS) e ne differisce commercialmente in quanto il cliente finale non è abbonato al servizio di accesso
dell’operatore dominante, né riceve fatture da questo ultimo; ciò permette agli operatori alternativi di fornire ai clienti entrambi i
servizi di accesso e traffico e di produrre una singola fattura relativa ad entrambi i servizi.
WTTX (Wireless to the X)
WTTx è una soluzione di accesso a banda larga basata su 4G e 4.5G, che utilizza il wireless per fornire accesso a banda larga simile
alla fibra per uso domestico.
xDSL (Digital Subscriber Line)
Tecnologia che sfrutta le normali linee telefoniche e racchiude diverse categorie come ADSL (Asymmetric DSL), HDSL (High-data-
rate DSL) e VDSL (Very high bit rate DSL) ed eVDSL (enhanced Very high bit rate DSL). Con tale tecnologia il segnale digitale va ad
occupare frequenze elevate per cui il tasso di trasferimento dei dati è maggiore.
XR (eXtended Reality)
Estensione della realtà mediante dispositivi che abilitano AR, VR, MR e tutte le loro combinazioni.
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NOTIZIE UTILI
La Relazione Finanziaria Annuale 2025 può essere consultata accedendo ai siti www.gruppotim.it/it/investitori/report-
presentazioni/report-finanziari.html e www.gruppotim.it/en/investors/reports-presentations/financial-reports.html.
La Relazione annuale sul Governo Societario e la Relazione sulla remunerazione possono essere consultate accedendo
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