Gruppo TIM
Gruppo TIM

TIM: il Consiglio di Amministrazione approva la relazione finanziaria al 30 settembre 2021

RICAVI DEL GRUPPO STABILI NEI PRIMI NOVE MESI

LINEE FISSE STABILI, ULTRA BROADBAND IN FORTE CRESCITA GRAZIE ALL’OFFERTA TIMVISION

CHURN IN FORTE MIGLIORAMENTO SIA SUL FISSO SIA SUL MOBILE

CRESCITA A DOPPIA CIFRA PER TUTTE LE DIGITAL COMPANIES DEL GRUPPO

PER TIM BRASIL RICAVI ED EBITDA IN CRESCITA

SCENDE IL DEBITO DEL GRUPPO: -€ 3,3 MLD YOY E -€ 1,2 MLD DA FINE 2020

AGGIORNATA LA GUIDANCE 2021. I NUOVI RANGE RIFLETTONO I COSTI DI START-UP DELLE NUOVE INIZIATIVE STRATEGICHE E LE CONDIZIONI DI MERCATO

27/10/2021 - 22:20

  • Ricavi a € 11,4 mld nei nove mesi (-0,4% YoY organico)
  • EBITDA organico: € 4,9 mld nei nove mesi (-4,4% YoY)
  • Indebitamento Finanziario Netto After Lease: € 17,6 mld (-€ 3,1 mld YoY)
  • Risultato netto € 0,2 miliardi nel terzo trimestre, € 0,3 miliardi nei nove mesi escludendo l’impatto delle partite non ricorrenti (0,02 miliardi incluse le partite non ricorrenti)
  • Accelera la realizzazione del piano ‘Beyond Connectivity’, che sta trasformando TIM nell’operatore di riferimento per la trasformazione digitale del Paese:
  • TIM si candida, insieme a CDP, Leonardo e Sogei, alla gestione del Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura per servizi cloud della Pubblica Amministrazione
  • Accelera Fibercop che nei primi nove mesi ha incrementato la copertura FTTH del 22% e portato la banda ultralarga a quasi il 94% delle linee fisse
  • TIM è entrata a far parte del nuovo indice MIB®️ ESG lanciato da Euronext e Borsa Italiana, il nuovo paniere dedicato alle aziende Blue chip quotate in Italia che adottano le migliori pratiche in ambito sociale, ambientale e di governance (ESG)
  • Lanciata Magnifica, il nuovo portafoglio di offerte modulari che offrono la connettività più potente, stabile e sicura di sempre, con un servizio di assistenza dedicato
  • Nel CdA odierno si è discusso, in vista della preparazione del nuovo Piano Strategico, di possibili iniziative di riorganizzazione del Gruppo che mirino a valorizzare gli  asset e business aziendali.
  • Il CdA ha preso atto con favore, invitando l’Amministratore Delegato a proseguire nell’analisi

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi oggi sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato la Relazione Finanziaria al 30 settembre 2021.

Nel terzo trimestre è proseguita, con il lancio dell’offerta calcio e l’arricchimento del palinsesto di TimVision, l’azione di stabilizzazione e rilancio del business domestico ed è stata impressa un’accelerazione alla costruzione della nuova fase di crescita legata ai mercati adiacenti, in particolare quelli dei contenuti e dei servizi innovativi per la clientela business.

In crescita a doppia cifra tutte le “digital companies” del gruppo: Noovle, Olivetti, Telsy.

Sul core business della connettività, in un contesto competitivo che ha portato diversi operatori del mercato a focalizzarsi su prezzi e sconti, TIM cambia passo e imprime una svolta, con il lancio di nuove tariffe che hanno l’obiettivo di spostare il focus del mercato dalla competizione sul prezzo alla qualità del servizio offerto.

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2021 si è ridotto di 3,3 miliardi di euro YoY (3,1 miliardi di euro su base After lease), attestandosi a 22,2 miliardi di euro (17,6 miliardi di euro su base after lease).

Ulteriori progressi significativi sono stati registrati nell’implementazione delle iniziative strategiche:

 

  • Polo Strategico Nazionale: TIM insieme a Cassa Depositi e Prestiti, Leonardo e Sogei ha presentato la proposta di partnenariato pubblico-privato per la creazione del Polo Strategico Nazionale (PSN). Il progetto, in buona parte finanziato dal PNRR, mira a fornire infrastrutture e servizi Cloud alla Pubblica Amministrazione, mettendo a fattor comune le competenze distintive dei soci e le migliori tecnologie italiane e internazionali, garantendo un maggior livello di efficienza, sicurezza e affidabilità nel trattamento dei dati. L’iniziativa prevede, in caso di aggiudicazione al soggetto promotore e a seguito di una gara indetta dalla Pubblica Amministrazione, la costituzione di una NewCo con una quota del 20% detenuta da CDP, del 25% da Leonardo, del 10% da Sogei e del 45% da TIM. In base a questo schema la NewCo fornirebbe servizi e infrastrutture alla Pubblica Amministrazione acquisendoli prevalentemente dai soci industriali.
  • Sviluppo offerta convergente e TimVision: a luglio è stata lanciata la nuova offerta TimVision che offre il meglio del calcio nazionale e internazionale insieme ai migliori contenuti di cinema e intrattenimento. L’offerta calcio è destinata a un bacino potenziale di utenza di circa 5 milioni di famiglie, fino allo scorso campionato di calcio prevalentemente su satellite, con l’obiettivo di accelerare il passaggio alla banda ultralarga e quindi la digitalizzazione del Paese. Già nel terzo trimestre si sono registrati i primi effetti positivi, che hanno portato a un ulteriore miglioramento nella crescita delle linee ultrabroadband di TIM e a una fortissima riduzione del tasso di abbandono.

 

  • Rete in fibra: prosegue l’attività di sviluppo della rete FTTH della nuova società FiberCop, che ha aumentato le unità immobiliari FTTH del 22% in 9 mesi, oltre a portare la banda larga a quasi il 94% delle linee fisse. In agosto è inoltre stato firmato un accordo che definisce la partecipazione di Iliad al progetto di coinvestimento su rete FiberCop. L’adesione di Iliad fa seguito a quella di Fastweb e a quella in fase di finalizzazione con Tiscali, a conferma della validità del progetto di coinvestimento, al vaglio di AGCom, e del piano di FiberCop che assicurerà la copertura FTTH al 75% delle aree grigie e nere del Paese entro il 2025. TIM offrirà inoltre a Iliad l’accesso alla rete primaria in fibra.
 
  • Noovle: in linea con gli obiettivi di piano (ricavi cloud nel terzo trimestre +25% YoY) lo sviluppo del business del cloud e dei data center, grazie all’azione di Noovle e alla partnership con Google Cloud. Siglato accordo di collaborazione tra TIM, Oracle e Noovle per offrire servizi multicloud alle organizzazioni e alle imprese del settore pubblico in Italia.

 

  • Lanciata a fine ottobre Magnifica, il portafoglio di offerte ultra-broadband più performanti nel mercato italiano con velocità fino a 10 Gbps in download e 2 Gbps in upload grazie alla fibra di TIM. La soluzione tecnologica TIM TS+ garantisce una connessione potente, stabile e sicura in ogni ambiente della casa grazie al WiFi6 abbinato alla certificazione dei tecnici TIM, all’ottimizzazione del segnale e al servizio Safe Web. Magnifica prevede anche un’assistenza dedicata con accesso prioritario al Servizio Clienti 187 e ai negozi TIM. In questa prima fase di sperimentazione l’offerta è disponibile, per la prima volta in Italia, in 11 città.

 

Andamento del terzo trimestre 2021

Prosegue la stabilizzazione dei ricavi da servizi nel segmento del fisso a cui si affianca un sensibile miglioramento dei ricavi da servizi del mobile. Migliora, inoltre, il tasso di abbandono (‘churn’) sia nel fisso (3,0%, dopo il 3,4% del secondo trimestre e il 4,0% dell’anno precedente), sia nel mobile dove ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 14 anni (3,6%, a fronte del 5,2% dell’anno precedente), invertendo l’andamento tipico della stagione estiva.

Il numero complessivo delle linee mobili di TIM si è attestato a 30,5 milioni, in crescita rispetto al trimestre precedente di 155 mila linee. Nonostante il mercato rimanga competitivo nella parte a minor valore (clientela low-spending), il dato di ‘mobile number portability’ complessivo (ovvero il flusso di clienti tra operatori) registra un significativo calo rispetto all’anno precedente (-31% YoY), attestandosi a 2,3 milioni di linee, configurandosi come il terzo trimestre più basso degli ultimi 10 anni. Continua lo sviluppo della rete mobile 5G, che è stata premiata come la più veloce d’Europa da Opensignal.

Nel fisso, grazie all’offerta calcio e alle azioni commerciali e di miglioramento della copertura, si conferma una stabilizzazione delle linee e si è registrato in particolare un significativo incremento delle linee ultrabroadband, che hanno raggiunto i 9,7 milioni, di cui 5,1 retail con una crescita di 652 mila linee nei primi 9 mesi (1.050 mila linee incluso wholesale).

I ricavi di Gruppo nel trimestre si sono attestati a 3,8 miliardi di euro (-2,1% YoY), mentre i ricavi da servizi sono stati pari a 3,5 miliardi di euro, con un trend rispetto all’anno precedente (-1,4%) in miglioramento rispetto al trimestre precedente (-1,7% YoY).

Continua la crescita dei ricavi legati ai servizi innovativi “beyond connectivity”, con il cloud che segna un incremento record (+25% YoY nel trimestre) e il totale dei ricavi ICT in crescita del 13,3% nonostante lo slittamento di alcuni progetti al quarto trimestre.

Nel Wholesale (internazionale e domestico) i ricavi da servizi di telefonia fissa nel terzo trimestre 2021 sono cresciuti del 1,4% YoY.             

In Brasile crescono i ricavi da servizi (+4,2% YoY), beneficiando della strategia focalizzata sul valore che ha comportato un importante incremento del ricavo medio per utente (ARPU).  

L’EBITDA organico di Gruppo nel trimestre si è attestato a 1,7 miliardi di euro (-5,9% YoY), quello della Business Unit Domestic a 1,3 miliardi di euro (-8,3% YoY) e quello di TIM Brasil a 0,3 miliardi di euro (+4,4% YoY). Tali valori sono stati condizionati dai costi di start up nei mercati adiacenti e dal confronto con il terzo trimestre 2020. che aveva beneficiato di una serie di risparmi di costo legati al COVID 19.

L’EBITDA After Lease di Gruppo si è attestato a 1,5 miliardi di euro (-7,6% YoY): 1,2 miliardi di euro a livello domestico (-9,2% YoY).

A livello di Gruppo, gli investimenti si sono attestati a 0,9 miliardi di euro, in linea con gli obiettivi di piano e con un trend in aumento (+21% YoY escluse licenze) legato sia al rallentamento imputabile al COVID 19 nel terzo trimestre 2020, sia all’anticipazione di investimenti del quarto trimestre 2021. E’ cambiato il mix degli investimenti, ora prevalentemente dedicati alla crescita sia in Italia (reti in fibra, Cloud & Data center, partnership con DAZN), sia in Brasile.

Il risultato netto attribuibile ai Soci della Controllante si è attestato a 0,2 miliardi di euro nel trimestre.

 

Risultati organici (1)

(milioni di euro)

3° Trimestre 2021

3° Trimestre 2020

Variazioni %

1.1 - 30.9

 2021

1.1 - 30.9 

2020

Variazioni %

 

 

comparabile

 

 

comparabile

 

 

(a)

(b)

 

(a)

(b)

 

RICAVI TOTALI

3.836

3.918

(2,1)

11.403

11.449

(0,4)

Domestic

3.111

3.214

(3,2)

9.344

9.498

(1,6)

Brasile

731

710

2,8

2.079

1.974

5,3

Altre attività, rettifiche e elisioni

(6)

(6)

(20)

(23)

RICAVI DA SERVIZI

3.484

3.532

(1,4)

10.330

10.528

(1,9)

Domestic

2.780

2.856

(2,7)

8.331

8.634

(3,5)

o/w Wireline

2.090

2.145

(2,5)

6.385

6.502

(1,8)

o/w Mobile

821

846

(3,0)

2.361

2.543

(7,2)

Brasile

710

682

4,2

2.019

1.917

5,3

Altre attività, rettifiche e elisioni

(6)

(6)

(20)

(23)

EBITDA

1.669

1.773

(5,9)

4.886

5.112

(4,4)

Domestic

1.322

1.441

(8,3)

3.913

4.186

(6,5)

Brasile

348

334

4,4

980

932

5,2

Altre attività, rettifiche e elisioni

(1)

(2)

(7)

(6)

EBITDA After Lease

1.462

1.581

(7,6)

4.278

4.535

(5,7)

Domestic

1.196

1.317

(9,2)

3.532

3.809

(7,3)

Brasile

267

267

753

732

2,9

Altre attività, rettifiche e elisioni

(1)

(3)

(7)

(6)

CAPEX (al netto delle licenze TLC)

912

755

20,8

2.480

1.955

26,9

Domestic

765

617

24,0

1.990

1.574

26,4

Brasile

147

138

5,4

490

381

28,8

(milioni di euro)

3° Trimestre 2021

3° Trimestre 2020

Variazioni %

1.1 - 30.9

 2021

1.1 - 30.9 

2020

Variazioni %

 

(a)

(b)

 

(a)

(b)

 

Equity Free Cash Flow

97

688

(85,9)

460

1.666

(72,4)

Equity Free Cash Flow After Lease

(61)

462

28

993

(97,2)

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato (2)

 

 

 

22.164

25.469

(13,0)

Indebitamento Finanziario Netto After Lease(2)

 

 

 

17.613

20.741

(15,1)

Nel mese di luglio il Gruppo ha provveduto a modificare la propria guidance a seguito dell’inclusione dei costi di startup del calcio e della mancata attivazione dei voucher. Il forecast completo effettuato partendo dai dati del 30 settembre, che tengono conto dei costi e investimenti di startup di alcune attività e del deterioramento del mercato, ha portato a una revisione della guidance, come riportato a pag. 18.

 

LE INIZIATIVE DI TIM PER LA DIGITALIZZAZIONE DEL PAESE E DI SOSTEGNO IN SEGUITO ALL'EMERGENZA COVID-19

TIM prosegue il suo piano per la digitalizzazione del Paese e, con l’obiettivo di rispondere fattivamente alle esigenze emerse con la pandemia di Covid-19, porta avanti ulteriori iniziative a supporto di cittadini, aziende e istituzioni. Di seguito le principali azioni che sono proseguite nei primi nove mesi dell’anno.

 

Interventi di copertura in fibra

  • Tra gennaio e settembre del 2021 sono stati realizzati 5.880 cabinet portando il totale dei Comuni che da marzo 2020 hanno beneficiato di interventi di copertura in fibra a circa 4.200.

Scuola e competenze digitali

  • Prosegue l’attività di "Operazione Risorgimento Digitale", la grande alleanza promossa da TIM e oltre 40 partner di eccellenza del settore pubblico, privato e del no-profit, per ridurre il digital divide e superare il ritardo rispetto agli altri Paesi europei nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Ad oggi sono state formate oltre 60.000 persone, gestite 60.000 richieste di supporto per l’utilizzo delle tecnologie e sono state realizzate iniziative di sensibilizzazione che hanno raggiunto oltre 1 milione di persone.
  • Lanciato il 30 settembre il progetto KidsVille, in partnership con Junior Achievement Italia, un programma di educazione alla cittadinanza e allo sviluppo di life skill pensato per i bambini e le bambine, dalla scuola dell’infanzia fino alla primaria, e per genitori ed insegnanti. Il percorso si focalizza su tre aree: la vita nella comunità, la sostenibilità ambientale e il mondo digitale.

Clienti

  • Prosegue E-learning card, l’offerta a disposizione di tutti i clienti prepagati di telefonia mobile TIM che consente di navigare sulle principali piattaforme di e-learning senza limiti e costi. In totale sono 240.387 le E-learning card attivate tra il 15 maggio 2020 (lancio dell’iniziativa) ed il 30 settembre 2021 e 48.957 le nuove attivazioni registrate nel periodo gennaio-settembre 2021.

Dipendenti

  • Prosegue la campagna di screening per la prevenzione del contagio da Covid-19 tramite l’effettuazione di test sierologici e antigenici rapidi per tutti i dipendenti TIM, con la collaborazione di Assilt.
  • Sono state previste specifiche modalità per la gestione di eventuali casi di accertata o sospetta positività al Covid-19, oltre ad una specifica copertura assicurativa per i propri dipendenti in caso di ricovero a seguito di contagio.
  • Prosegue il lavoro agile con oltre 33.000 dipendenti in smart-working alla data del 30 settembre 2021. Pianificate le attività per il rientro in sede in piena sicurezza, anche mediante la sottoscrizione di specifici accordi con le Organizzazioni Sindacali.

TIM Brasil (selezione delle principali iniziative)

  • Il 76% dei dipendenti, compresi gli addetti ai Call Center, hanno avuto accesso al lavoro a distanza. Il programma si è rivelato vincente e continuerà a funzionare da remoto anche dopo la fine della pandemia.
  • Monitoraggio e controllo statistico, da parte della Direzione Salute e Sicurezza, dei casi accertati di Covid-19 tra dipendenti e terzi allocati nei negozi di proprietà TIM.
  • Estensione della validità dei crediti fino a 20 reais per 60 giorni a sostegno dei clienti prepagati a basso reddito.
  • Accesso all'applicazione Coronavirus del sistema sanitario SUS e al sito del Ministero della Salute senza consumo del plafond dati Internet.
  • Primo operatore in Brasile a stabilire una partnership tecnologica a supporto della lotta al Covid-19 per l'applicazione della metodologia di analisi dei dati anonimi aggregati.
  • Rese prioritarie dall’azienda le esigenze degli abbonati corporate dell'area governativa, cercando di garantire il più alto livello possibile di disponibilità di risorse, in particolare per le istituzioni sanitarie e gli ospedali.
  • Partnership tra gli operatori brasiliani per creare un piano internet a costi ridotti per i governi (federali, statali e comunali), con l'obiettivo di offrire accesso gratuito a Intenet agli studenti delle scuole pubbliche su piattaforme di e-learning.
  • Partecipazione alla campagna di match-funding Salvando Vidas, della Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale (BNDES), con la donazione di 500.000 reais per l'acquisto di materiale medico e ospedaliero, attrezzature e altre forniture necessarie nella lotta al Covid-19.
  • Instituto TIM ha rinnovato il proprio sostegno alla Campagna Gesto Solidário, promossa da Instituto Biomob, per ulteriori sei mesi di donazione di oltre 1.700 cesti alimentari di base a 600 famiglie socialmente vulnerabili in diverse comunità dello stato di Rio de Janeiro.
  • Proseguono le iniziative di apprendimento strutturato per i dipendenti con contenuti su temi legati alla              pandemia, come pratiche di lavoro a distanza, benessere e salute mentale e protocolli di condotta.
  • Prosegue il servizio di consegna a domicilio di strumenti di lavoro e prodotti benefit, eliminando la necessità di recarsi presso la sede di TIM. Migrato l'accesso al piano sanitario su carte digitali al 100%.
  • Prosegue l’attività di indagine per la mappatura di dipendenti e familiari nei gruppi ad alto rischio e la conduzione di test Covid-19, soprattutto nei negozi.

 

PERFORMANCE NON FINANZIARIA

Nel corso dei primi nove mesi si sono rafforzati gli impegni in ambito sociale, inclusi nel Piano Strategico 2021-2023, grazie alle iniziative messe in campo per la digitalizzazione del Paese e per contrastare l'emergenza Covid-19 che ha colpito l’Italia e i Paesi in cui operiamo. Oggi più che mai le infrastrutture e il lavoro delle persone di TIM si confermano fondamentali per accelerare il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.

A inizio gennaio 2021, il Gruppo ha allineato le proprie fonti di finanziamento al Piano Strategico che pone gli obiettivi ESG al centro della propria strategia di sviluppo, collocando, con grande successo, il primo Sustainability Bond di TIM per un miliardo di euro. Nel periodo TIM ha mantenuto la presenza nei principali indici e rating di sostenibilità.

Inoltre, la governance della sostenibilità si è ulteriormente rafforzata con l’istituzione di un Comitato Endoconsiliare di Sostenibilità presieduto dal Presidente del Gruppo TIM che ha il compito, tra l’altro, di accelerare l’implementazione degli impegni in ambito sociale, ambientale e di governance (ESG), inclusi nel Piano Strategico.

 

I risultati del terzo trimestre 2021 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante il webcast e audio conferenza il 28 ottobre 2021. L'evento avrà inizio alle 14:00 (ora italiana). Alla presentazione seguirà una sessione di Q&A. I giornalisti potranno seguire telefonicamente e via web lo svolgimento della presentazione, senza facoltà di effettuare domande, collegandosi al numero +39 06 33444 seguendo le indicazioni per conferenze assistite oppure collegandosi al seguente link . Le slide della presentazione saranno disponibili al link

 

TIM redige e pubblica in via volontaria le informazioni finanziarie periodiche riferite al primo e al terzo trimestre di ciascun esercizio, nell’ambito di una policy aziendale di regolare informativa sulle performance finanziarie e operative rivolta al mercato e agli investitori, in linea con le migliori prassi di mercato.

I dati consolidati inclusi nelle informazioni finanziarie periodiche al 30 settembre 2021 del Gruppo TIM sono stati predisposti in conformità ai principi contabili IFRS emessi dallo IASB e recepiti dalla UE; detti dati non sono sottoposti a revisione contabile.

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio Consolidato del Gruppo TIM al 31 dicembre 2020 ai quali si rimanda, fatta eccezione per le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance. In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica e impatto delle partite non ricorrenti sui ricavi, sull’EBITDA e sull’EBIT; EBITDA margin e EBIT margin; indebitamento finanziario netto contabile e rettificato; Equity Free Cash Flow. A seguito dell’adozione dell’IFRS 16, inoltre, il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance:

  • EBITDA adjusted After Lease (“EBITDA-AL”), calcolato rettificando l’EBITDA Organico al netto delle partite non ricorrenti, degli importi connessi al trattamento contabile dei contratti di leasing secondo l’IFRS 16;
  • Indebitamento finanziario netto rettificato After Lease, calcolato escludendo dall’Indebitamento finanziario netto rettificato le passività nette connesse al trattamento contabile dei contratti di leasing secondo l’IFRS 16;
  • Equity Free Cash Flow After Lease, calcolato escludendo dall’Equity Free Cash Flow i fabbisogni relativi ai canoni di leasing.

In linea con gli orientamenti dell’ESMA sugli indicatori alternativi di performance (Orientamenti ESMA/2015/1415), il significato e il contenuto degli stessi sono illustrati in allegato ed è anche fornito il dettaglio analitico degli importi delle riclassifiche apportate e delle modalità di determinazione degli indicatori.

Si segnala, infine, che il capitolo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2021” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali, in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo. Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto illustrato nel capitolo “Principali rischi e incertezze”, nonché nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2020, in cui sono dettagliatamente riportati i principali rischi afferenti all’attività di business del Gruppo TIM che possono incidere, anche in modo considerevole, sulla capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TIM

Le principali operazioni societarie intervenute nei primi nove mesi del 2021 sono state le seguenti:

  • Noovle S.p.A. (Business Unit Domestic): dal 1° gennaio 2021 è efficace il conferimento a Noovle S.p.A. del ramo di azienda di TIM S.p.A. costituito dalle attività e passività e dal personale dipendente riconducibili all’erogazione di servizi relativi al Cloud e Edge Computing e all’affitto degli spazi, anche virtuali, offerto anche attraverso una rete dedicata di Data Center;
  • FiberCop S.p.A.; Flash Fiber S.r.l. (Business Unit Domestic): dal 31 marzo 2021 è efficace il conferimento a FiberCop S.p.A. del ramo di azienda di TIM S.p.A. costituito dall’insieme di beni, attività e passività e rapporti giuridici organizzati funzionalmente per la fornitura di servizi di accesso passivi in rame o fibra, ad uso di TIM e a servizio di other authorized operators (OAO), mediante la rete secondaria (c.d. "ultimo miglio"). Al tempo stesso si è concluso l’acquisto da parte di Teemo Bidco, società indirettamente controllata da KKR Global Infrastructure Investors III L.P., del 37,5% di FiberCop da TIM e Fastweb ha sottoscritto azioni FiberCop corrispondenti al 4,5% del capitale della società, mediante conferimento della quota detenuta in Flash Fiber, che è stata contestualmente incorporata in FiberCop;
  • TIM Tank S.r.l. (Altre attività): in data 1° aprile 2021 è stata fusa in Telecom Italia Ventures S.r.l. con effetti contabili e fiscali retroattivi al 1° gennaio 2021;
  • Telecom Italia Trust Technologies S.r.l. (Business Unit Domestic): con decorrenza 1° aprile 2021 la partecipazione nella società è stata conferita da TIM S.p.A. a Olivetti S.p.A.;
  • TIM S.p.A. (Business Unit Domestic): in data 30 giugno 2021 è stata perfezionata l’operazione di acquisizione delle Business Unit di BT Italia che offrono servizi ai clienti della Pubblica Amministrazione e ai clienti Small & Medium Business (SMB) ovvero alle piccole e medie imprese. L'operazione di acquisizione include anche le attività di supporto ai clienti della Business Unit SMB fornite da Atlanet, il Contact Center BT di Palermo;
  • TIM Servizi Digitali S.p.A. (Business Unit Domestic): società costituita in data 30 luglio 2021; la società ha come oggetto sociale le attività di realizzazione e manutenzione di impianti per la fornitura di servizi di telecomunicazioni; a tale proposito si segnala che nel mese di settembre 2021 la società ha stipulato con Sittel S.p.A. un contratto per l’affitto di un ramo d’azienda consistente nelle attività di “construction”, “delivery” e “assurance” di reti e impianti di telecomunicazione;
  • Panama Digital Gateway S.A. (Business Unit Domestic): società costituita a luglio 2021 per la costruzione di un hub digitale che si propone come snodo di riferimento per tutto il Centro America, la regione andina e i Caraibi;
  • Staer Sistemi S.r.l. (Business Unit Domestic): società acquisita da Olivetti S.p.A. in data 30 settembre 2021. La società ha come oggetto sociale lo svolgimento di attività connesse all'iter di produzione e commercializzazione di programmi e sistemi elettronici ed attività connesse ad impianti di efficientamento energetico.

Si segnala inoltre:

  • TIMFin S.p.A.: il 14 gennaio 2021 è stata iscritta all’Albo degli Intermediari Finanziari ex art. 106 TUB.

Nei primi nove mesi del 2020 le principali variazioni del perimetro di consolidamento erano state le seguenti:

  • Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A. (INWIT) (Business Unit Domestic): il 31 marzo 2020 si è perfezionata la fusione mediante incorporazione di Vodafone Towers S.r.l. in INWIT S.p.A.. Tale operazione, che ha consentito la nascita del primo Tower Operator italiano, ha comportato la diluizione, da parte del Gruppo TIM, della partecipazione nel capitale di INWIT dal 60% al 37,5%; pertanto, dal 31 marzo 2020 la partecipazione in INWIT S.p.A. è valutata con il metodo del patrimonio netto. A decorrere dal Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2019 e sino al perfezionamento della fusione sopracitata INWIT S.p.A. è stata presentata come “Asset posseduto per la vendita (Asset held for sale)”; pertanto i dati economici e i flussi finanziari consolidati dei primi nove mesi del 2020 del Gruppo TIM includono i dati del primo trimestre 2020 di INWIT S.p.A. al netto degli ammortamenti del periodo, come richiesto dall’IFRS 5. Si segnala inoltre che nel corso dell'esercizio 2020 sono stati ceduti ulteriori pacchetti azionari pari al 7,3% del capitale sociale di INWIT. Al 30 settembre 2021 la partecipazione del Gruppo TIM in INWIT è pari al 30,2%;
  • Noovle S.r.l. (Business Unit Domestic): in data 21 maggio 2020 TIM S.p.A. ha perfezionato l’acquisizione del 100% delle quote di Noovle S.r.l., società italiana di consulenza ICT e system integration specializzata nella fornitura di progetti e soluzioni cloud e tra i principali partner di Google Cloud nel mercato italiano;
  • Daphne 3 S.p.A. (Business Unit Domestic): società costituita in data 24 luglio 2020; la società ha come oggetto sociale l’assunzione, la detenzione, la gestione e la disposizione di partecipazioni in INWIT – Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.;
  • TIM My Broker S.r.l. (Business Unit Domestic): società costituita in data 4 agosto 2020; la società ha come oggetto sociale lo svolgimento in via prevalente dell’attività di intermediazione assicurativa di cui all’art. 106 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 e successive modifiche e/o integrazioni.

Si segnala inoltre:

  • TIM Participações S.A. (Business Unit Brasile): nel mese di settembre 2020 è divenuta efficace la fusione per incorporazione in TIM S.A.;
  • TN Fiber S.r.l. (Business Unit Domestic): è stata fusa in TIM S.p.A. in data 30 settembre 2020 con effetti fiscali retroattivi al 1° gennaio 2020;
  • TIMFin S.p.A.: il 3 novembre 2020 Banca d’Italia ha autorizzato TIMFin all’esercizio dell’attività di concessione dei finanziamenti nei confronti del pubblico ai sensi degli articoli 106 e seguenti del TUB. L’iscrizione all’Albo degli Intermediari finanziari è stata subordinata all'adempimento di alcuni vincoli operativi.

 

RISULTATI DEL GRUPPO TIM PER I PRIMI NOVE MESI DEL 2021

I ricavi totali del Gruppo TIM dei primi nove mesi del 2021 ammontano a 11.403 milioni di euro, -2,2% rispetto ai primi nove mesi del 2020 (11.657 milioni di euro), in termini organici -0,4%.

L’analisi dei ricavi totali dei primi nove mesi del 2021 ripartiti per settore operativo in confronto ai primi nove mesi del 2020 è la seguente:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica esclusi 

Domestic

9.344

81,9 

9.472 

81,3 

(128)

(1,4)

(1,6)

Brasile

2.079

18,2 

2.208

18,9 

(129)

(5,8)

5,3

Altre Attività

— 

— 

— 

— 

— 

 

 

Rettifiche ed elisioni

(20)

(0,1)

(23)

(0,2)

 

 

Totale consolidato

11.403

100,0 

11.657 

100,0 

(254)

(2,2)

(0,4) 

La variazione organica dei ricavi consolidati di Gruppo è calcolata escludendo l’effetto negativo delle variazioni dei tassi di cambio[1] (-243 milioni di euro), le variazioni del perimetro di consolidamento (INWIT) (-3 milioni di euro) nonché le componenti non ricorrenti. In particolare, i primi nove mesi del 2020 scontavano rettifiche di ricavi non ricorrenti per -38 milioni di euro connesse alle iniziative commerciali di TIM S.p.A. a supporto della clientela per il contrasto dell’emergenza Covid-19.

I ricavi del terzo trimestre 2021 ammontano a 3.836 milioni di euro (3.898 milioni di euro nel terzo trimestre 2020).

L’EBITDA del Gruppo TIM dei primi nove mesi del 2021 è pari a 4.394 milioni di euro (5.118 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020,-4,4% in termini organici).

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi ripartiti per settore operativo dei primi nove mesi del 2021 in confronto con i primi nove mesi del 2020 sono i seguenti:

 

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica esclusi 

Domestic

3.424 

77,9 

4.081 

79,7 

(657)

(16,1)

       (6,5)

% sui Ricavi

36,6 

 

43,1 

 

 

  (6,5)pp

 (2,2)pp

Brasile

977 

22,2 

1.043 

20,4 

(66)

      (6,3)

          5,2 

% sui Ricavi

47,0 

 

47,2 

 

 

   (0,2)pp

0,0pp

Altre Attività

(6)

(0,1)

(7)

(0,1)

 

 

Rettifiche ed elisioni

(1)

— 

— 

(2)

 

 

Totale consolidato

4.394 

100,0 

5.118 

100,0 

(724)

(14,1)

(4,4)

L’EBITDA organico al netto della componente non ricorrente si attesta a 4.886 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi del 42,8% (5.112 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020, con un’incidenza sui ricavi del 44,7%).

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2021, che include il miglioramento dei costi contrattuali differiti legati alla riduzione del churn, sconta oneri netti non ricorrenti per complessivi 492 milioni di euro principalmente relativi a costi del personale connessi anche all'applicazione dell'art. 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92, come definita negli Accordi sindacali siglati tra alcune società del Gruppo, inclusa la Capogruppo TIM S.p.A., e le Organizzazioni Sindacali. Gli oneri non ricorrenti includono altresì accantonamenti per contenziosi, transazioni, sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate, oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti nonché oneri connessi all’emergenza Covid-19 (20 milioni di euro) principalmente per accantonamenti relativi alla gestione dei crediti di una parte della clientela.

Nei primi nove mesi del 2020 il Gruppo TIM aveva registrato oneri netti non ricorrenti per complessivi 176 milioni di euro (già al netto della variazione di perimetro di 5 milioni di euro) di cui 89 milioni di euro ricollegabili all’emergenza Covid-19 in Italia. I primi nove mesi del 2020 scontavano altresì oneri non ricorrenti connessi principalmente a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale ed accantonamenti per contenziosi, sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate nonché oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti.

 

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2021

1.1 - 30.9

 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

4.394 

5.118 

(724)

(14,1)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

(113)

113 

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

 

(69)

69 

 

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

492 

176 

316 

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

4.886 

5.112 

(226)

(4,4)

% sui Ricavi

42,8 

44,7 

 

(1,9)pp

L’EBITDA del terzo trimestre 2021 ammonta a 1.624 milioni di euro (1.720 milioni di euro nel terzo trimestre 2020).

L’EBITDA organico al netto della componente non ricorrente del terzo trimestre 2021 è pari a 1.669 milioni di euro (1.773 milioni di euro nel terzo trimestre 2020).

 

L’EBIT del Gruppo TIM dei primi nove mesi del 2021 è pari a 985 milioni di euro (1.627 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 1.477 milioni di euro (1.696 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020) con un’incidenza sui ricavi del 13,0% (14,8% nei primi nove mesi del 2020).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue: 

(milioni di euro)

1.1 - 30.9 

2021

1.1 - 30.9

 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

985 

1.627 

(642)

(39,5)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

(34)

34 

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

 

(73)

73 

 

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

492 

176 

316 

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

1.477 

1.696 

(219)

(12,9)

L’effetto della variazione dei cambi è sostanzialmente relativo alla Business Unit Brasile.

L’EBIT del terzo trimestre 2021 ammonta a 484 milioni di euro (585 milioni di euro nel terzo trimestre 2020).

L’EBIT organico al netto della componente non ricorrente del terzo trimestre 2021 è pari a 529 milioni di euro (631 milioni di euro nel terzo trimestre 2020).

L’utile netto dei primi nove mesi del 2021 attribuibile ai Soci della Controllante si attesta a 22 milioni di euro (1.178 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020); escludendo l'impatto delle partite non ricorrenti l’utile netto dei primi nove mesi del 2021 è pari a 342 milioni di euro (870 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020).

Il personale del Gruppo TIM al 30 settembre 2021 è pari a 52.190 unità, di cui 42.565 in Italia (52.347 unità al 31 dicembre 2020, di cui 42.680 in Italia) con un decremento di 157 unità rispetto al 31 dicembre 2020 (in Italia -115 unità). Rispetto al 30 settembre 2020 la riduzione è stata di 290 unità.

Nei primi nove mesi del 2021 gli investimenti industriali e per licenze di telefonia mobile/spectrum sono pari a 2.720 milioni di euro (2.006 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020).

Gli investimenti industriali sono così ripartiti per settore operativo:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

Domestic

2.230 

82,0

1.580 

78,8

650

Brasile

490 

18,0

426 

21,2

64

Altre Attività

— 

— 

Rettifiche ed elisioni

— 

— 

Totale consolidato

2.720 

100,0

2.006 

100,0

714

% sui Ricavi

23,9

 

17,2

 

6,7pp

In particolare:

  • la Business Unit Domestic presenta investimenti industriali per 2.230 milioni di euro, +650 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, incremento dovuto principalmente allo sviluppo delle reti FTTC/FTTH e al pagamento delle licenze (240 milioni di euro), verso il MISE, per la proroga dei diritti d’uso relativi alle frequenze (2100 MHz);
  • la Business Unit Brasile ha registrato nei primi nove mesi del 2021 investimenti industriali per 490 milioni di euro (426 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020). Escludendo l’impatto dovuto alla dinamica dei tassi di cambio (-45 milioni di euro), gli investimenti industriali sono aumentati di 109 milioni di euro e sono principalmente finalizzati al rafforzamento dell’infrastruttura della rete UltraBroadBand mobile ed allo sviluppo del business fisso BroadBand di TIM Live.

 

Il flusso di cassa della gestione operativa (Operating Free Cash Flow) di Gruppo dei primi nove mesi del 2021 è positivo per 1.083 milioni di euro (2.374 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020), ovvero 1.378 milioni di euro (2.484 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020) al netto di 295 milioni di euro (110 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020) pagati per diritti d'uso di frequenze per servizi di telecomunicazioni.

 

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 22.164 milioni di euro al 30 settembre 2021, in diminuzione di 1.162 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 (23.326 milioni di euro). La riduzione indotta dalla generazione di cassa operativa, ottenuta anche con ottimizzazione del capitale circolante, e dalla conclusione dell’acquisto da parte di KKR Infrastructure del 37,5% di FiberCop da TIM per un controvalore di 1.759 milioni di euro, è stata parzialmente contenuta dai pagamenti dei dividendi (354 milioni di euro), della sanzione (116 milioni di euro) connessa al procedimento Antitrust A514 (presunto abuso di posizione dominante nei mercati dei servizi di accesso wholesale e dei servizi retail della rete fissa BL e BUL), dell’imposta sostitutiva del valore allineato dell’attivo (231 milioni di euro) e per la proroga dei diritti d’uso delle frequenze in banda 2100 Mhz (240 milioni di euro), nonchè della rata afferente alla licenza 5G (55 milioni di euro).

Per una migliore comprensione dell’informativa, nella tabella che segue sono illustrate le diverse modalità di rappresentazione dell’Indebitamento Finanziario Netto:

(milioni di euro)

30.9.2021

31.12.2020

Variazione

 

(a)

(b)

(a-b)

Indebitamento Finanziario Netto contabile

22.492 

23.714 

(1.222)

Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie

(328)

(388)

60

Indebitamento Finanziario Netto rettificato

22.164 

23.326 

(1.162)

Leasing

(4.551)

(4.732)

181

Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease

17.613 

18.594 

(981)

L’Indebitamento Finanziario Netto contabile al 30 settembre 2021 è pari a 22.492 milioni di euro, in diminuzione di 1.222 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 (23.714 milioni di euro). Lo storno della valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie registra una variazione di 60 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 sostanzialmente a seguito dell’incremento dei tassi di interesse Euro, che ha l’effetto di rivalutare le coperture in cash flow hedge. Tale variazione è rettificata nell’Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti monetari.

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease (al netto dell’impatto di tutti i lease), metrica adottata dai principali peer europei, al 30 settembre 2021 risulta pari a 17.613 milioni di euro, in diminuzione di 981 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020 (18.594 milioni di euro).

Nel terzo trimestre del 2021 l’indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 22.164 milioni di euro in aumento di 92 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2021 (22.072 milioni di euro): la positiva generazione di cassa derivante dall'attività operativa è stata assorbita dalla gestione finanziaria, dalla distribuzione di riserve di Daphne 3 (42 milioni di euro) e dal pagamento della rata afferente alla licenza 5G (55 milioni di euro).

(milioni di euro)

30.9.2021

30.6.2021

Variazione

 

(a)

(b)

(a-b)

Indebitamento finanziario netto contabile

22.492 

22.327 

165

Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie

(328)

(255)

(73)

Indebitamento finanziario netto rettificato

22.164 

22.072 

92

Così dettagliato:

 

 

 

Totale debito finanziario lordo rettificato

29.107 

29.395 

(288)

Totale attività finanziarie rettificate

(6.943)

(7.323)

380

Il margine di liquidità disponibile per il Gruppo TIM è pari a 9.820 milioni di euro ed è calcolato considerando:

  • la "Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti" e i "Titoli correnti diversi dalle partecipazioni" per complessivi 5.820 milioni di euro (5.921 milioni di euro al 31 dicembre 2020), comprensivi anche di 215 milioni di euro di pronti contro termine scadenti entro marzo 2022;
  • l’ammontare della Sustainability-linked Revolving Credit Facility pari a 4.000 milioni di euro, totalmente disponibile.

Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie (correnti e non) di Gruppo in scadenza per i prossimi 30 mesi.

Si segnala che le cessioni di crediti commerciali pro soluto a società di factoring perfezionate nei primi nove mesi del 2021 hanno comportato un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto rettificato al 30 settembre 2021 pari a 1.504 milioni di euro (1.970 milioni di euro al 31 dicembre 2020; 1.585 milioni di euro al 30 settembre 2020).

 

I RISULTATI DELLE BUSINESS UNIT

Domestic

I ricavi della Business Unit Domestic ammontano a 9.344 milioni di euro, con una variazione di -128 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020 (-1,4%). In termini organici si riducono di 154 milioni di euro (-1,6% rispetto ai primi nove mesi del 2020); in particolare, i ricavi dei primi nove mesi del 2020 scontavano partite non ricorrenti per 38 milioni di euro, principalmente riferiti a rettifiche di ricavi connesse a iniziative commerciali di TIM S.p.A. a supporto della clientela per il contrasto dell’emergenza Covid-19.

I ricavi da Servizi stand alone ammontano a 8.331 milioni di euro (-282 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, -3,3%) e scontano gli impatti del contesto competitivo sulla customer base nonché una riduzione dei livelli di ARPU; in termini organici, al netto della sopra citata componente non ricorrente, essi si riducono di 303 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020 (-3,5%).

In dettaglio:

  • i ricavi da Servizi stand alone del mercato Fisso sono pari, in termini organici, a 6.385 milioni di euro, con una variazione rispetto ai primi nove mesi del 2020 di -1,8% dovuta prevalentemente alla diminuzione degli accessi e dei livelli di ARPU nel segmento Consumer, che si riflette anche nell’andamento dei ricavi da servizi broadband (-64 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, -3,7%), compensata dalla crescita dei ricavi da soluzioni ICT (+172 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, +23,7%);
  • i ricavi da Servizi stand alone del mercato Mobile sono pari, in termini organici, a 2.361 milioni di euro (-182 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, -7,2%) principalmente per effetto dei livelli di ARPU e della contrazione della customer base.

I ricavi Handset e Bundle & Handset, inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari, in termini organici, a 1.013 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, con un incremento di 149 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, in maggior parte attribuibile al comparto Fisso.

Relativamente ai segmenti di mercato della Business Unit Domestic si segnalano le seguenti dinamiche rispetto ai primi nove mesi del 2020:

  • Consumer: il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme dei servizi e prodotti di fonia e internet gestiti e sviluppati per le persone e le famiglie nel Fisso e nel Mobile e dalla telefonia pubblica; attività di caring, supporto al credito operativo, loyalty e retention, attività di vendita di competenza e gestione amministrativa dei clienti; è inclusa la società TIM Retail, che coordina l’attività dei negozi Flagship. In termini organici, al netto della citata componente non ricorrente, i ricavi del segmento Consumer sono pari a 4.156 milioni di euro (-226 milioni di euro, -5,2%) e presentano un andamento, rispetto ai primi nove mesi del 2020, che sconta l’impatto dello sfidante contesto competitivo e una maggiore disciplina dei processi commerciali. La dinamica osservata sui ricavi complessivi è presente anche sui ricavi da servizi stand alone, che sono pari a 3.577 milioni di euro, con una variazione di -328 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020 (-8,4%).  In particolare:  
  •  i ricavi da Servizi stand alone del Mobile sono pari, in termini organici, a 1.625 milioni di euro (-140 milioni di euro, -7,9% rispetto ai primi nove mesi del 2020). Permane l’impatto della dinamica competitiva seppur con una minore riduzione della customer base calling; in riduzione i ricavi da roaming e quelli da traffico entrante per la progressiva riduzione delle tariffe di interconnessione;
  •  i ricavi da Servizi stand alone del Fisso sono pari, in termini organici, a 1.979 milioni di euro (-185 milioni di euro, –8,6% rispetto ai primi nove mesi del 2020), prevalentemente per effetto della riduzione dei livelli di ARPU e della minore Customer Base, che nel corso dei primi nove mesi del 2021 ha avuto un calo in progressiva attenuazione. Si evidenzia la crescita dei clienti BroadBand, in particolare gli Ultra BroadBand.

I ricavi Handset e Bundle & Handset del segmento Consumer sono pari a 578 milioni di euro, con +102 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020 (+21,3%). L’incremento è dovuto, principalmente, alle vendite del programma voucher PC sul fisso e al minore impatto delle restrizioni per emergenza sanitaria Covid-19 rispetto al lockdown 2020.

  • Business: il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme dei servizi e prodotti di fonia, dati, internet e soluzioni ICT gestiti e sviluppati per la clientela delle PMI (Piccole e medie imprese), SOHO (Small Office Home Office), Top, Public Sector, Large Account ed Enterprise nel Fisso e nel Mobile. Sono incluse le società: Olivetti, TI Trust Technologies, Telsy e il gruppo Noovle. In termini organici, al netto della citata componente non ricorrente, i ricavi del segmento Business sono pari 2.981 milioni di euro (-30 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, -1,0%, di cui -1,9% per la componente dei ricavi da servizi stand alone). In particolare:
  • i ricavi totali del Mobile evidenziano una performance organica negativa rispetto ai primi nove mesi del 2020 (-2,9%), legata alla componente dei ricavi da servizi stand alone (-6,9%) e al trend dell’ARPU;
  • i ricavi totali del Fisso in termini organici hanno subito un lieve peggioramento di 10 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020 (-0,4%) come anche i ricavi da servizi (-0,3%) nonostante l’incremento dei ricavi da servizi ICT.
  • Wholesale National Market: il perimetro di riferimento è costituito dalla gestione e sviluppo del portafoglio dei servizi wholesale, regolamentati e non, diretti agli operatori di telecomunicazioni del mercato domestico sia del Fisso che del Mobile. Sono incluse le società: TI San Marino e Telefonia Mobile Sammarinese. Il segmento Wholesale National Market presenta nei primi nove mesi del 2021 ricavi pari a 1.484 milioni di euro, in aumento rispetto ai primi nove mesi del 2020 di +88 milioni di euro (+6,3%), con una performance positiva guidata prevalentemente dalla crescita degli accessi trainata dal comparto Ultra BroadBand.
  • Wholesale International Market: in tale ambito sono ricomprese le attività del gruppo Telecom Italia Sparkle che opera nel mercato dei servizi internazionali voce, dati e internet destinati agli operatori di telecomunicazioni fisse e mobili, agli ISP/ASP (mercato Wholesale) e alle aziende multinazionali attraverso reti proprietarie nei mercati Europei, nel Mediterraneo e in Sud America. I ricavi dei primi nove mesi del 2021 del segmento Wholesale International Market sono pari a 719 milioni di euro, con un incremento di 15 milioni di euro (+2,1%) rispetto ai primi nove mesi del 2020.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2021 della Business Unit Domestic è pari a 3.424 milioni di euro, (-657 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, -16,1%).

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 3.913 milioni di euro, (-273 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020 -6,5%) con un'incidenza sui ricavi pari al 41,9% (-2,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2020). In particolare, l’EBITDA dei primi nove mesi del 2021 sconta un impatto complessivo di -489 milioni di euro di partite non ricorrenti, di cui -20 milioni di euro ricollegabili all’emergenza Covid-19 in Italia. Inoltre, gli oneri non ricorrenti includono oneri connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale, accantonamenti per contenziosi, transazioni, sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate nonché oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti.

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

3.424 

4.081 

(657)

(16,1)

Effetto conversione bilanci in valuta

— 

(2)

 

Effetto variazione perimetro di consolidamento

— 

(69)

69 

 

Oneri/ (Proventi) non ricorrenti

489 

176 

313 

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

3.913 

4.186 

(273)

(6,5)

L’EBITDA del terzo trimestre 2021 è pari a 1.278 milioni di euro (-119 milioni di euro rispetto al 2020, -8,5%).

L’EBIT dei primi nove mesi del 2021 della Business Unit Domestic è pari a 676 milioni di euro, (-636 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020), con un’incidenza sui ricavi pari al 7,2% (-6,7 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2020).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 1.165 milioni di euro (-250 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, -17,7%) con un’incidenza sui ricavi del 12,5% (14,9% nei primi nove mesi del 2020). L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

676 

1.312 

(636)

(48,5)

Effetto variazione perimetro di consolidamento

— 

(73)

73 

 

Oneri/ (Proventi) non ricorrenti

489 

176 

313 

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

1.165 

1.415 

(250)

(17,7)

L’EBIT del terzo trimestre 2021 è pari a 363 milioni di euro (-116 milioni di euro rispetto al 2020, -24,2%).

Il personale è pari a 42.811 unità (42.925 unità al 31 dicembre 2020).

 

Brasile (cambio medio real/euro 6,37804)

I ricavi dei primi nove mesi del 2021 della Business Unit Brasile (gruppo TIM Brasil) ammontano a 13.259 milioni di reais (12.590 milioni di reais nei primi nove mesi del 2020, +5,3%) in accelerazione rispetto ai livelli registrati a partire dal terzo trimestre 2020.

L'accelerazione è stata spinta dai ricavi da servizi (12.877 milioni di reais rispetto a 12.224 milioni di reais nei primi nove mesi del 2020, +5,3%) con i ricavi da servizi di telefonia mobile in crescita del +5,0% rispetto ai primi nove mesi del 2020. Questa performance è riconducibile principalmente al recupero continuo dei segmenti pre-paid e post-paid. I ricavi da servizi di telefonia fissa hanno mostrato una crescita del 9,8% rispetto ai primi nove mesi del 2020, determinata soprattutto dal ritmo di espansione di TIM Live.

I ricavi da vendite di prodotti si sono attestati a 382 milioni di reais (366 milioni di reais nei primi nove mesi del 2020, +4,4%).

I ricavi del terzo trimestre 2021 ammontano a 4.512 milioni di reais, in crescita del 2,8% rispetto al terzo trimestre 2020 (4.388 milioni di reais).

Nei primi nove mesi del 2021 l’ARPU mobile è stato di 25,9 reais, in crescita rispetto al dato registrato nei primi nove mesi del 2020 (24,2 reais) grazie al generale riposizionamento verso il segmento post-paid e a nuove iniziative commerciali volte a promuovere l'utilizzo dei dati e la spesa media per cliente.

Le linee mobili complessive al 30 settembre 2021 sono pari a 51,6 milioni, +0,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2020 (51,4 milioni). Questa variazione è principalmente riconducibile al segmento post-paid (+0,6 milioni), parzialmente compensata dall’andamento nel segmento pre-paid (-0,4 milioni), anche per effetto del consolidamento in atto sul mercato delle seconde SIM. A settembre 2021 i clienti post-paid rappresentano il 43,4% della base clienti, con un incremento di un punto percentuale rispetto a dicembre 2020 (42,4%).

Le attività BroadBand di TIM Live hanno registrato, nei primi nove mesi del 2021, una crescita netta positiva della base clienti di 29,8 mila unità, +4,6% rispetto al 31 dicembre 2020. Inoltre, la base clienti continua a concentrarsi nelle connessioni ad alta velocità, con più del 50% che supera i 100Mbps.

L'EBITDA dei primi nove mesi del 2021 ammonta a 6.232 milioni di reais (5.946 milioni di reais nei primi nove mesi del 2020, + 4,8%) e il margine sui ricavi è pari al 47,0% (47,2% nei primi nove mesi del 2020).

L'EBITDA dei primi nove mesi del 2021 sconta oneri non ricorrenti per 21 milioni di reais principalmente connessi allo sviluppo di progetti non ricorrenti.

L'EBITDA organico al netto della componente non ricorrente è in crescita del 5,2% ed è calcolato come segue:

(milioni di reais)

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

6.232 

5.946

286

4,8

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

21

21

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

6.253 

5.946

307

5,2

La crescita dell'EBITDA è attribuibile alla crescita dei ricavi e all'efficienza del controllo dei costi.

Il relativo margine sui ricavi, in termini organici si attesta al 47,2% (47,2% nei primi nove mesi del 2020).

L’EBITDA del terzo trimestre 2021 è pari a 2.146 milioni di reais, in crescita del 4,0% rispetto al terzo trimestre 2020 (2.063 milioni di reais).

Al netto degli oneri non ricorrenti il margine sui ricavi del terzo trimestre 2021 si attesta al 47,7% (47,0% nel terzo trimestre 2020).

L'EBIT dei primi nove mesi del 2021 è pari a 2.011 milioni di reais (1.827 milioni di reais nei primi nove mesi del 2020, +10,1%).

L'EBIT organico al netto della componente non ricorrente si attesta nei primi nove mesi del 2021 a 2.032 milioni di reais (1.827 milioni di reais nei primi nove mesi del 2020) con un margine sui ricavi del 15,3% (14,5% nei primi nove mesi del 2020).

L'EBIT organico al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di reais)

1.1 - 30.9

 2021

1.1 - 30.9

 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

2.011 

1.827

184

10,1

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

21

21

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

2.032 

1.827

205

11,2

L’EBIT del terzo trimestre 2021 è pari a 755 milioni di reais (683 milioni di reais nel terzo trimestre 2020).

Al netto degli oneri non ricorrenti l’EBIT margin del terzo trimestre 2021 è pari al 16,9%, (15,6% nel terzo trimestre 2020).

Nel corso dei primi nove mesi del 2021 il tasso di cambio puntuale utilizzato per la conversione in euro del real brasiliano (espresso in termini di unità di valuta locale per 1 euro) è passato da 6,37680 al 31 dicembre 2020 a 6,29828 al 30 settembre 2021. Ciò ha determinato, tra gli altri, un aumento di circa 8 milioni di euro del valore dell’avviamento attributo alla Cash Generating Unit Brasile espresso in euro.

Il personale è pari a 9.366 unità, in riduzione di 43 unità rispetto al 31 dicembre 2020 (9.409 unità).

INDICATORI AFTER LEASE

Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance. In particolare, a seguito dell’adozione dell’IFRS 16, il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance:

EBITDA ADJUSTED AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

3° Trimestre

2021

3° Trimestre

2020

Variazioni

1.1 - 30.9

 2021

1.1 - 30.9

 2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO  esclusa componente non ricorrente

1.669 

1.773 

(104)

(5,9)

4.886 

5.112 

(226)

(4,4)

Canoni per leasing

(207)

(192)

(15)

(7,8)

(608)

(577)

(31)

(5,4)

EBITDA adjusted After Lease (EBITDA-AL)

1.462 

1.581 

(119)

(7,6)

4.278 

4.535 

(257)

(5,7)

EBITDA ADJUSTED AFTER LEASE DOMESTIC

(milioni di euro)

3° Trimestre

2021

3° Trimestre

2020

Variazioni

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

1.322 

1.441 

(119)

(8,3)

3.913 

4.186 

(273)

(6,5)

Canoni per leasing

(126)

(124)

(2)

(1,6)

(381)

(377)

(4)

(1,1)

EBITDA adjusted After Lease (EBITDA-AL)

1.196 

1.317 

(121)

(9,2)

3.532 

3.809 

(277)

(7,3)

EBITDA ADJUSTED AFTER LEASE BRASILE

(milioni di euro)

3° Trimestre

2021

3° Trimestre

2020

Variazioni

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazioni

 

 

 

assolute

%

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO  esclusa componente non ricorrente

348 

334 

14 

4,4 

980 

932 

48 

5,2

Canoni per leasing

(81)

(67)

(14)

(20,9)

(227)

(200)

(27)

(13,5)

EBITDA adjusted After Lease (EBITDA-AL)

267 

267 

— 

— 

753 

732 

21 

2,9

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

30.9.2021

31.12.2020

Variazione

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato

22.164 

23.326 

(1.162)

Leasing

(4.551)

(4.732)

181 

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato - After Lease

17.613 

18.594 

(981)

EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

3° Trimestre

 2021

3° Trimestre

 2020

Variazione

1.1 - 30.9

2021

1.1 - 30.9

2020

Variazione

Equity Free Cash Flow

97

688

(591)

460

1.666

(1.206)

Leasing

(158)

(226)

 

(432)

(673)

241

Equity Free Cash Flow After Lease

(61)

462

(523)

28

993

(965)

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2021 

Aggiornata la guidance 2021. I nuovi range riflettono i costi di start-up delle nuove iniziative strategiche e le condizioni di mercato

Guidance Piano 2021-2023 (19 luglio 2021) al tasso di cambio 5.9 REAIS/EURO

POST-accordo TIM-DAZN, PRE acquisizione di parte del business mobile di Oi e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), fatta eccezione per il piano vouchers (precedente al PNRR)

Guidance Piano 2021-2023 (27 ottobre 2021) al tasso di cambio 6.3 REAIS/EURO

POST-accordo TIM-DAZN, PRE acquisizione di parte del business mobile di Oi e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), fatta eccezione per il piano vouchers (precedente al PNRR)

EVENTI SUCCESSIVI AL 30 SETTEMBRE 2021

Non sono intervenuti eventi di rilievo dopo il 30 settembre 2021.

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

Il governo dei rischi rappresenta uno strumento strategico per la creazione di valore.

Il Gruppo TIM ha adottato un Modello di Risk Management in continua evoluzione, allineato con normative e standard internazionali, per consentire di individuare e gestire i rischi in modo omogeneo all’interno delle società del Gruppo, evidenziando potenziali sinergie tra gli attori coinvolti nella valutazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.

Il processo Risk Management è progettato per individuare eventi potenziali che possono influire sull’attività d’impresa, per gestire il rischio entro limiti accettabili e per fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali.

Il Modello di Risk Management adottato dal Gruppo TIM

  • classifica i rischi sulla base del loro impatto in Strategici (derivanti dalla evoluzione dei fattori sottostanti le principali assunzioni utilizzate per lo sviluppo del Piano Strategico) e Operativi (derivanti dall'evoluzione dei fattori di rischio, sia endogeni che esogeni, che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi di business);
  • valuta i rischi non solo singolarmente, ma anche in un’ottica di portafoglio rischi (analisi delle correlazioni);
  • individua e aggiorna l’insieme complessivo dei rischi ai quali è esposto il Gruppo mediante l’analisi del Piano Industriale, il monitoraggio del contesto di riferimento (macroeconomico, regolatorio, ecc.), un monitoraggio ciclico con i Risk Owner al fine di intercettare eventuali variazioni e/o nuovi scenari di rischio, analisi specifiche sui rischi a cui possono essere esposti gli asset aziendali.

L’evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2021 potrebbe essere influenzata da rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

In tale ambito, si evidenzia l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19. Inoltre, a titolo non esaustivo si richiamano i seguenti ulteriori fattori: il cambiamento del contesto di mercato, l’ingresso di nuovi potenziali competitors in ambito fisso e mobile, l’avvio di procedimenti da parte delle Autorità e i conseguenti ritardi nell’implementazione delle nuove strategie, gli eventuali vincoli connessi all’esercizio dei Poteri Speciali da parte del Governo (Golden Power) con effetti - al momento non prevedibili - in termini di scelte strategiche ed in termini di sviluppo temporale degli obiettivi triennali già annunciati che possono comportare, per alcuni di essi, una progressione temporale diversa rispetto alla tempistica inizialmente prevista o il relativo raggiungimento con percorsi nuovi e più articolati.

Rischi connessi ai fattori macroeconomici

La situazione economico-finanziaria del Gruppo TIM dipende dall’influenza di molteplici fattori macroeconomici come la crescita economica, la fiducia dei consumatori, i tassi di interesse e i tassi di cambio dei mercati in cui è presente.

Nel secondo trimestre 2021 l’Italia ha registrato un incremento del PIL dello +2,7% rispetto al primo trimestre 2021 e +17,3% rispetto al secondo trimestre 2020 (il più colpito durante l’emergenza sanitaria). L’allentamento delle restrizioni ha migliorato il clima di fiducia di imprese e famiglie e il contributo positivo alla crescita proviene soprattutto dalla spesa delle famiglie (+3,7% rispetto al trimestre precedente). I consumi delle famiglie hanno registrato un +5% rispetto al trimestre precedente premiando i servizi (+9,5%) e i beni semidurevoli (+4,5%), entrambi penalizzati dalle misure restrittive. In lieve ripresa anche gli acquisti dei beni durevoli (+0,6%) e non durevoli (+0,7%) meno penalizzati dalla pandemia. I beni durevoli sono l’unica componente dei consumi ad essere ritornata nel secondo trimestre 2021 ai livelli di spesa pre-crisi. I consumi delle famiglie dovrebbero raggiungere i livelli pre-crisi non prima della seconda metà del 2023. Infatti, nonostante il recupero dei redditi disponibili la propensione al consumo tende ad avanzare lentamente a causa dell’impatto delle tensioni inflazionistiche (aumento dei prezzi del settore energetico).

Le esportazioni in volume sono cresciute del 3,4% rispetto al trimestre precedente superando il livello pre-crisi in anticipo rispetto a Francia e Germania ma cresceranno lentamente nel secondo semestre a causa delle difficoltà di approvvigionamento di alcuni settori produttivi.

Il quadro globale è caratterizzato da una ripresa del commercio mondiale ma tra gli elementi che caratterizzano il ciclo economico mondiale ci sono i rischi collegati all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei noli marittimi, alla sostenibilità economica delle strategie di ripresa da adottare e al rallentamento della produzione in alcuni comparti con impatti nella catena mondiale del valore. Per l’Italia si prevede una crescita del PIL sia nel 2021 (+6%) sia nel 2022 (+3,8%). Tali scenari incorporano gli effetti della progressiva introduzione degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’effettiva capacità di realizzazione delle misure programmate, il controllo della pandemia nella stagione autunno-invernale e il completamento della campagna vaccinale rappresentano gli elementi principali per la ripresa economica e sociale.

Le misure di contenimento dei contagi e di sostegno al reddito delle famiglie varate dal governo italiano, oltre ad aver avuto ricadute positive sul lato della domanda, hanno determinato un significativo aumento del debito pubblico che si è attestato al 156% del PIL nel 2020 con un aumento di 21 p.p. rispetto al 2019. Le previsioni stimano una stabilità del rapporto debito/PIL a fine anno. Anche nel 2021 i conti pubblici sono stati condizionati da importanti stanziamenti di bilancio (ca. 100 miliardi di euro) destinati a contrastare gli effetti recessivi della crisi.

In ripresa il mercato del lavoro che ha recuperato i livelli pre-crisi sia con l’aumento dei contratti a termine che quelli permanenti per la contestuale riduzione del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG). Per la zona euro le previsioni attuali indicano un'inflazione al 2,2% nel 2021 e all'1,8 % nel 2022.

L’evoluzione della situazione sanitaria mondiale legata al Covid-19 e il completamento della campagna vaccinale sono elementi fondamentali per il perdurare di una ripresa economica e sociale nazionale ed internazionale.

In Brasile, dopo tre anni di modesta crescita, il declino del PIL del 4,1% nel 2020 è stato influenzato significativamente dall’emergenza pandemica Covid-19 e dalle restrizioni imposte per contenerne la diffusione, dal lock-down e dalle misure di distanziamento sociale che hanno determinato una generale contrazione commerciale ed economica, soprattutto se confrontata con la crescita dell’1,1% del 2019.

Dopo un devastante primo semestre 2020 quando la pandemia ha portato alla chiusura delle attività commerciali, alle forti restrizioni nella circolazione e ad un considerevole deflusso dei capitali, già iniziato nel 2019, lo scenario nel secondo semestre è cambiato. Il graduale alleggerimento delle misure restrittive nella circolazione e di distanziamento sociale per ridurre la trasmissione del Covid-19, il ritorno alle attività economiche e il supporto finanziario del governo hanno contribuito ad un lieve recupero registrato nel secondo semestre 2020. L'anno 2020 non ha recuperato il livello di attività della fine del 2019, ma l’impatto è stato inferiore rispetto alle aspettative iniziali.

Nel primo semestre 2021, con l’avanzamento del piano vaccinale e la graduale riapertura delle attività economiche il PIL è cresciuto dell’1,1%, al di sopra delle aspettative di mercato. Con il risultato del primo trimestre, il PIL Brasiliano è ritornato ai livelli del quarto trimestre 2019, periodo pre-pandemia, ma è ancora al di sotto del 3,1% rispetto al valore più alto raggiunto nel primo trimestre 2014. Nonostante le buone prospettive future, non è ancora possibile prevedere quando il Brasile tornerà al livello pre-crisi.

All’inizio del secondo semestre 2021, la minaccia di una grave crisi energetica ha cominciato a entrare nell'agenda del Brasile. Tuttavia per TIM Brasil il rischio è sotto controllo, considerando che la maggior parte dei contratti energetici è a lungo termine e non risentiranno di eventuali variazioni tariffarie che potranno essere applicate. Inoltre TIM Brasil sta adottando misure per ridurre i consumi strutturali in maniera preventiva.

 

 

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Giovanni Ronca, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art.154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

 

Roma, 27 ottobre 2021

Allegati

Comunicato Stampa

842 KB

Scarica gli allegati

1076 KB