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Con le startup di TIM WCAP la cultura è smart

Si moltiplicano le soluzioni per un accesso più facile e intelligente al nostro patrimonio artistico e culturale. E l’open innovation favorisce lo sviluppo di applicazioni di uso immediato e a portata di tutti.

27/07/2020 - 12:30

Di musei virtuali e piattaforme digitali si parla da anni, anche se mai come negli ultimi mesi è diventato un tema di stringente attualità. Da quando i nostri spostamenti e la vita negli spazi pubblici sono stati limitati per causa di forza maggiore, il tema della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le nuove tecnologie è all’ordine del giorno. Le startup di TIM WCAP esplorano questo territorio già da anni. Sfruttando il metodo dell’Open Innovation, integrando competenze non solo tecniche ma anche umanistiche, hanno creato soluzioni e servizi che sono già a disposizione dei cittadini e dell’ecosistema culturale.

 

 

Una delle più interessanti è TtattàGo, servizio ideato e sviluppato da AMV Idealab. Si tratta di un’assistente digitale che si propone di valorizzare il patrimonio enogastronomico, storico-culturale e naturalistico. Partendo dalle richieste degli utenti, e dalla loro geolocalizzazione, individua e suggerisce in tempo reale cosa fare, vedere e mangiare nelle loro immediate prossimità.

 

 

Altre applicazioni esplorano il ruolo degli strumenti digitali nella divulgazione dell’arte e della cultura, superando il concetto dei musei online. Una di queste è sicuramente ArtPlace, che si propone di far ripartire il settore del turismo attraverso la valorizzazione delle eccellenze italiane in campo artistico, culturale ed enogastronomico. Uno dei tratti distintivi della piattaforma è la possibilità di utilizzare i Beacon, cioè dei piccoli trasmettitori che alcuni musei o esercizi commerciali collocano nei pressi di opere d’arte o altri oggetti di interesse, e che permettono di visualizzare sullo smartphone tutta una serie di informazioni supplementari.

 

 

I giorni del lockdown hanno aumentato l'interesse verso i cosiddetti “Tour Virtuali”, che alcune istituzioni museali hanno promosso durante la crisi. Grazie all’esperienza maturata nella partnership con Skylab studios,  Stargraph è in grado di offrire progetti in mixed reality e trasformare l’esperienza di vivere l’arte in maniera immersiva, visitando un museo sia in digitale sia dal vivo, raccogliendo i dati dei visitatori e creando nuove opportunità di business e fruizione.

 

 

Altre start-up si concentrano sulla soluzione del problema di avvicinare l’arte alle categorie disabili, permettendone forme particolari di fruizione. Tooteko sfrutta le tecnologie per l’esplorazione tattile, integrandole con i dati audio, in modo da rendere l’esperienza il più possibile realistica anche per i non vedenti e gli ipovedenti. La piattaforma offre inoltre servizi integrati su misura per soddisfare le esigenze di ogni museo “inclusivo”: dall'architettura solida, al design personalizzato, allo sviluppo di mondi immersivi e virtuali pensati per queste categorie di visitatori.

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