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TIM: Il Consiglio di Amministrazione approva l’Informativa Finanziaria al 30 settembre 2022

Risultati organici:

RICAVI DA SERVIZI A LIVELLO DI GRUPPO IN CRESCITA DELLO 0,5% NEI PRIMI NOVE MESI A € 10,8 MLD E DEL 3,0% YoY A € 3,7 MLD NEL TERZO TRIMESTRE

EBITDA ORGANICO DI GRUPPO PARI A € 4,5 MLD NEI NOVE MESI, TREND IN MIGLIORAMENTO NEL TERZO TRIMESTRE

ULTERIORE ACCELERAZIONE DI TIM BRASIL CON RICAVI DA SERVIZI ED EBITDA IN CRESCITA RISPETTIVAMENTE DEL 18,4% E DEL 16,2% NEI NOVE MESI E DEL 24,7% E 24,5% NEL TERZO TRIMESTRE

■ Raggiunto il 90% del target di contenimento dei costi per l’intero 2022

■ Solida posizione di liquidità: incassati nel trimestre € 1,3 mld dalla cessione della quota indiretta in Inwit e € 2 mld del finanziamento garantito da SACE

■ Indebitamento Finanziario Netto After Lease pari a € 20,1 mld dopo l’esborso di € 1,7 mld per il pagamento dell’ultima tranche dello spettro 5G in Italia

09/11/2022 - 19:23

Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi oggi sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato l’Informativa Finanziaria al 30 settembre 2022.

I risultati di Gruppo nel terzo trimestre, durante il quale è proseguita l’azione di stabilizzazione e di rilancio del business domestico e l’accelerazione dello sviluppo di TIM Brasil, sono pienamente in linea con i target per l’esercizio 2022 che erano stati in parte rivisti al rialzo lo scorso agosto (EBITDA organico di Gruppo ‘high single digit decrease’ da ‘low teens decrease’, EBITDA After Lease di Gruppo ‘low teens decrease’ da ‘mid to high teens decrease’).

In particolare, rispetto al terzo trimestre 2021, a livello di Gruppo i ricavi totali sono in crescita dell’1,1% YoY a 4,0 miliardi di euro (-1,4% YoY nel secondo trimestre e -4,5% YoY nel primo), i ricavi da servizi aumentano per il secondo trimestre consecutivo (+3,0% YoY a 3,7 miliardi di euro, +1,0% YoY nel secondo trimestre e -2,5% YoY nel primo trimestre) grazie al contributo positivo sia del Business Domestico sia del Brasile. In Italia è proseguita la strategia di posizionamento premium ‘Value vs. Volume’ che ha visto limitare al massimo le attività promozionali e che ha contribuito a una maggiore razionalità del mercato sia fisso sia mobile, in Brasile è proseguita l’integrazione degli asset di Oi e la strategia di crescita organica nel fisso.

L’EBITDA di Gruppo rallenta la crescita negativa (-6,5% YoY a 1,6 miliardi di euro, -8,5% YoY nel secondo trimestre e -13,3% YoY nel primo trimestre), nonostante il trimestre luglio-settembre 2021 avesse beneficiato di partite non ricorrenti. In particolare, l’EBITDA della Business Unit Domestic è stato pari a 1,1 miliardi di euro (-16,2% YoY) e quello di TIM Brasil è risultato pari a 0,5 miliardi di euro. La flessione dell’EBITDA organico della Business Unit Domestic (-16,3% YoY) oltre che alla riduzione dei ricavi, è legata alla crescita dei costi operativi (+2,5% rispetto al terzo trimestre 2021), dovuta principalmente a un aumento dei costi del personale, che nel terzo trimestre 2021 erano stati influenzati da benefici che non si sono ripetuti nell’esercizio corrente nonché da un maggior numero di giornate di solidarietà.

 

L’EBITDA After Lease si è attestato a 1,3 miliardi di euro (-11,2% YoY): 1,0 miliardi di euro a livello di Business Unit Domestic (-18,0% YoY) e 0,3 miliardi di euro per TIM Brasil (+14,3% YoY).

 

Nel corso del trimestre sono inoltre proseguite le azioni di contenimento dei costi volte ad aumentare il livello di efficienza strutturale di TIM Domestic (‘Piano di Trasformazione’, target cumulato di riduzione dei cash cost di 1,5 miliardi di euro entro il 2024 rispetto all’andamento inerziale). Al 30 settembre, la riduzione dei costi operativi rispetto al trend inerziale è stata pari a circa 270 milioni di euro, il 90% circa del target fissato per il 2022.

È inoltre proseguita l’attenta gestione del rischio legato alla crescita dei costi dell’energia (come specificato nel paragrafo ESG) che consentirà di limitare l’impatto atteso per l’intero esercizio 2022 a una crescita ‘mid single digit’ e che prevede delle azioni di contenimento dei consumi nel corso del 2023 a fronte dell’incremento previsto per l’espansione della rete e dei Data Center.

L’indebitamento finanziario netto after lease al 30 settembre 2022 si attesta a 20,1 miliardi di euro, in aumento di 2,5 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021. L’indebitamento finanziario netto è pari a 25,5 miliardi di euro, in aumento di 3,3 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021.

A supporto della propria posizione di liquidità, nel mese di agosto TIM ha incassato 1,3 miliardi di euro dalla cessione della quota indiretta in Inwit e nel mese di luglio 2 miliardi di euro relativi al finanziamento sindacato con primarie banche nazionali ed internazionali che beneficia della garanzia SACE.

L’Equity free cash flow dei nove mesi è negativo per 235 milioni di euro su base after lease (positivo per 261 milioni di euro l’equity free cash flow).

 

Sul fronte delle iniziative strategiche, di seguito un aggiornamento del piano presentato lo scorso 7 luglio in occasione del Capital Market Day, che ha come obiettivo il superamento dell’integrazione verticale attraverso la separazione degli asset infrastrutturali di rete fissa (NetCo) dai Servizi (ServiceCo con TIM Consumer, TIM Enterprise e TIM Brasil) e la riduzione dell’indebitamento attraverso operazioni di trasferimento e valorizzazione di alcuni asset.

Per ciascuna delle quattro entità si riporta una sintesi dei parametri di performance:

 

  • TIM Consumer ha registrato ricavi totali e ricavi da servizi in calo rispettivamente del 9,6% YoY e del 7,4% YoY nei nove mesi, con un miglioramento nel terzo trimestre (-8,6% YoY e -6,0% YoY rispettivamente).

Positivo l’andamento dei trend operativi nel trimestre, con un tasso di disattivazione dei clienti (churn) in netto calo sul fisso e sul mobile, dove ha registrato il livello più basso di sempre.

Sono proseguite le iniziative volte a implementare la strategia di posizionamento premium ‘Value vs. Volume’, tra cui il lancio di un nuovo portafoglio di offerta che include la prima connessione a 10 Gbps disponibile sul mercato italiano e il re-pricing selettivo della customer base fissa e mobile, con un beneficio atteso di circa 50 milioni di euro a regime. Mentre le attività di re-pricing proseguiranno nei prossimi trimestri, entro fine anno sarà introdotto nei nuovi contratti un meccanismo di indicizzazione dei prezzi all’inflazione.

TimVision, nel terzo trimestre, ha registrato una crescita nel numero complessivo dei clienti (+2% YoY) e di quelli che hanno sottoscritto il pacchetto Calcio (+44% YoY), nonostante la rinuncia da parte di TIM all’esclusiva nella distribuzione della Serie A a seguito della rinegoziazione dell’accordo con DAZN.

 

  • TIM Enterprise nei nove mesi ha confermato una crescita superiore a quella del mercato con un incremento dei ricavi totali e dei ricavi da servizi rispettivamente del 5,9% YoY e dell’8,8% YoY (+5,5% YoY e +7,4% YoY rispettivamente nel terzo trimestre).

Il mix dei ricavi nei nove mesi ha mostrato un andamento in linea con le attese:

·       Connettività (-4% YoY)

·       Cloud (+56% YoY)

·       IoT (+7% YoY)

·       Security (+35% YoY)

Nel loro complesso, i servizi ICT hanno generato il 56% dei ricavi complessivi rispetto al 51% nei primi nove mesi del 2021.

Migliora ulteriormente la visibilità sulla crescita futura che sarà trainata, tra gli altri, dal contributo del Polo Strategico Nazionale (ricavi cumulati attesi pari a 1,1 miliardi di euro in 13 anni), dalla recente aggiudicazione delle gare ‘Scuole Connesse/Sanità Connessa’, dalle trattative in corso per un valore complessivo di 0,6 miliardi di euro e dai contratti con le Pubbliche Amministrazioni in corso di attivazione per un valore complessivo di 1,1 miliardi di euro.

 

  • NetCo ha riportato ricavi totali e ricavi da servizi in calo rispettivamente del 4,8% YoY e del 3,8% YoY nei nove mesi, con un miglioramento nel terzo trimestre (-2,6% YoY e -2,7% YoY rispettivamente). La riduzione è dovuta principalmente a transazioni one-off contabilizzate nel primo semestre dell’anno scorso che hanno avuto un impatto di circa 3,2 punti percentuali sulla riduzione dei ricavi totali e di 1,7 punti percentuali su quella dei ricavi da servizi.

Al 30 settembre, NetCo gestiva 16 milioni di accessi fissi (di cui oltre 71% in tecnologie FTTx) con una quota di mercato dell’82% e una copertura in FTTx superiore al 94% delle linee attive (oltre 57% con velocità superiore a 100 Mbps). Le unità tecniche raggiunte con tecnologia FTTH erano 7,2 milioni, pari a una copertura di circa il 29%, in crescita di 4 punti percentuali rispetto a fine 2021.

Nel mese di ottobre AGCom ha avviato una consultazione pubblica volta a stabilire i prezzi regolati nel mercato Wholesale per il 2023. Le nuove tariffe, che prevedono una riduzione per i servizi di accesso in fibra e un aumento per quelli in rame, puntano a incentivare la migrazione alla fibra e a ridurre il significativo gap tra i prezzi regolamentati per il rame nel mercato italiano rispetto ai principali paesi europei.

Sempre nel mese di ottobre, AGCom ha approvato l’avvio di un market test della durata di 30 giorni sul meccanismo di indicizzazione dei prezzi introdotto da TIM nell’ambito dell’Offerta di coinvestimento.

Infine, per quanto riguarda il processo di integrazione delle reti di TIM e Open Fiber, lo scorso 29 ottobre TIM ha reso noto di aver siglato con CDP Equity (CDPE), società interamente partecipata da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Teemco Bidco S.à.r.l., società lussemburghese controllata da uno o più fondi gestiti da Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (KKR), Macquarie Asset Management (Macquarie) e Open Fiber un accordo di modifica del protocollo di intesa non vincolante (Memorandum of Understanding) relativo al progetto di integrazione tra le reti di TIM e Open Fiber, sottoscritto lo scorso 29 maggio, che ne proroga l’efficacia al 30 novembre 2022, fatta eccezione per gli obblighi di esclusiva che vengono meno a far data dal 31 ottobre.

 

  • TIM Brasil ha registrato nei nove mesi ricavi totali e ricavi da servizi in crescita rispettivamente del 18,5% YoY e del 18,4% YoY e un EBITDA in aumento del 16,2% YoY. Nel terzo trimestre si è riscontrata un’ulteriore accelerazione nella crescita dei ricavi da servizi (+24,7% YoY), dell’EBITDA (+24,5% YoY) e della generazione di cassa operativa (EBITDA-Capex +36% YoY) grazie a una solida performance organica e agli asset di Oi che, essendo stati integrati a partire da maggio, per la prima volta hanno contribuito per un intero trimestre.

Numerosi i fattori che hanno sostenuto la performance, tra cui l’integrazione degli asset mobili di Oi che procede in linea con le aspettative (già migrati 2,3 milioni di clienti), le azioni di re-pricing della customer base, il vantaggio competitivo sul 5G (TIM Brasil è leader nella copertura 5G) e la riduzione della tassa ICMS (imposta sulla circolazione delle merci e dei servizi) che sta sostenendo la domanda dei consumatori finali.

 

PRINCIPALI INDICATORI OPERATIVI DOMESTIC

 

Nel terzo trimestre il tasso di abbandono (‘churn’) nel segmento mobile si è portato ai livelli più bassi degli ultimi 16 anni (3,1%, -0,5pp YoY) ed è migliorato anche nel fisso (2,9%, -0,1pp YoY).

Il numero complessivo delle linee mobili di TIM si è attestato a 30,5 milioni, in crescita rispetto al trimestre precedente di 88 mila unità. In un mercato che rimane competitivo nella parte a minor valore (clientela low-spending), prosegue il trend di stabilizzazione della base clienti: nella ‘mobile number portability’ (ovvero il flusso verso altri operatori) TIM registra il miglior risultato tra gli operatori infrastrutturati con un saldo netto pari a -42 mila linee. Al tempo stesso il settore vede il flusso delle portabilità ridursi complessivamente di oltre il 5% YoY, a dimostrazione del raffreddamento della competizione nella parte a maggior valore (clientela high-spending).

Pur in assenza del piano voucher per i clienti Consumer che aveva avuto un impatto positivo anche sulle performance del terzo trimestre 2021, l’andamento delle linee fisse è in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti (-59 mila). In aumento del 6,2% YoY il ricavo medio dei clienti retail (ARPU BB+ICT). Nel terzo trimestre sono state attivate oltre 100 mila nuove linee retail e wholesale a banda ultralarga, raggiungendo 10,5 milioni di unità con un incremento di oltre l’8% YoY.

 

Highlights finanziari

(milioni di euro) - dati reported

3° Trimestre

2022

3° Trimestre

2021

Variazioni %

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni %

 

(a)

(b)

(a-b)

(a)

(b)

(a-b)

Ricavi

3.972

3.797

4,6

11.529

11.340

1,7

EBITDA(1)

1.287

1.596

(19,4)

3.945

4.349

(9,3)

EBITDA Margin(1)

32,4%  

42,0%   

(9,6)pp

34,2%  

38,4%   

(4,2)pp

EBIT(1)

41

456

(91,0)

438

940

(53,4)

EBIT Margin(1)

1,0%  

12,0%  

(11,0)pp

3,8%  

8,3%  

(4,5)pp

Utile (perdita) del periodo attribuibile ai Soci della Controllante

(2.245)

139

(2.728)

(10)

Investimenti industriali & spectrum

856

912

(6,1)

2.762

2.720

1,5

 

 

 

 

30.9.2022

31.12.2021

Variazione assoluta

 

 

 

(a)

(b)

(a-b)

Indebitamento finanziario netto rettificato

 

 

 

25.504

22.187

3.317

(1)    Per i relativi dettagli si rimanda a quanto riportato nel capitolo “Indicatori alternativi di performance”.

 

Risultati organici (1)

(milioni di euro) - dati organici

3° Trimestre 2022

3° Trimestre 2021

Variazioni %

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni %

 

(a)

(b)

 

(a)

(b)

 

RICAVI TOTALI

3.972

3.930

1,1

11.529

11.712

(1,6)

Domestic

2.919

3.083

(5,3)

8.673

9.306

(6,8)

Brasile

1.061

853

24,4

2.880

2.426

18,5

Altre attività, rettifiche e elisioni

(8)

(6)

(24)

(20)

RICAVI DA SERVIZI

3.720

3.613

3,0

10.750

10.692

0,5

Domestic

2.694

2.791

(3,5)

7.977

8.356

(4,5)

o/w Wireline

2.020

2.102

(3,9)

6.096

6.410

(4,9)

o/w Mobile

802

821

(2,2)

2.281

2.361

(3,4)

Brasile

1.034

828

24,7

2.797

2.356

18,4

Altre attività, rettifiche e elisioni

(8)

(6)

(24)

(20)

EBITDA

1.589

1.700

(6,5)

4.539

5.008

(9,4)

Domestic

1.085

1.295

(16,2)

3.215

3.871

(16,9)

Brasile

506

406

24,5

1.332

1.144

16,2

Altre attività, rettifiche e elisioni

(2)

(1)

(8)

(7)

EBITDA After Lease

1.313

1.479

(11,2)

3.785

4.362

(13,2)

Domestic

958

1.169

(18,0)

2.834

3.490

(18,8)

Brasile

357

311

14,3

959

879

8,9

Altre attività, rettifiche e elisioni

(2)

(1)

(8)

(7)

CAPEX (al netto delle licenze per telecomunicazioni)

846

936

(9,6)

2.682

2.562

4,7

Domestic

660

765

(13,7)

2.068

1.990

3,9

Brasile

186

171

9,0

614

572

7,3

(1)          I risultati organici escludono le partite non ricorrenti e la base comparabile è calcolata al netto dell’effetto di conversione dei bilanci in valuta e della variazione del perimetro di consolidamento.

(milioni di euro) - dati reported

3° Trimestre 2022

3° Trimestre 2021

Variazioni %

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni %

 

(a)

(b)

 

(a)

(b)

 

Equity Free Cash Flow

(77)

97

261

460

(43,3)

Equity Free Cash Flow After Lease

(251)

(61)

(235)

28

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato (2)

 

 

 

25.504

22.164

15,1

Indebitamento Finanziario Netto After Lease(2)

 

 

 

20.100

17.613

14,1

CONTRATTI COMPLESSI

Come dettagliato nella Relazione Finanziaria 2021, alcuni contratti per l'offerta di contenuti multimedia connessi alle partnership in essere, fra cui quella fra TIM e DAZN, hanno evidenziato un margine complessivo lungo l’intera durata contrattuale negativo, con la necessità di effettuare un accantonamento per complessivi 548 milioni di euro per l'iscrizione al 31 dicembre 2021 di un Fondo Rischi contrattuali per contratti onerosi.

A partire dal 2022, l’utilizzo del citato Fondo lungo la durata contrattuale consente di compensare la componente negativa del margine (EBITDA) - riferibile sia all’andamento operativo dei business sia agli impegni in termini di corrispettivi che TIM è contrattualmente obbligata a riconoscere alle controparti - rilevando per il business dei contenuti una marginalità operativa (organica) nulla.

Si segnala inoltre che nel mese di agosto 2022 TIM e DAZN hanno raggiunto un accordo che – modificando le pattuizioni precedentemente in essere – consente a DAZN di distribuire i diritti del calcio per la visione delle partite del Campionato di Serie A TIM tramite qualsiasi terza parte, superando il previgente regime di esclusiva a favore di TIM. TIM ha informato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del raggiungimento del nuovo accordo. Il nuovo assetto contrattuale non genera impatti sui clienti TIM, che continuano a fruire delle partite attraverso TimVision, la piattaforma streaming più vantaggiosa e ricca di contenuti sul mercato. Al contempo si è raggiunto l’obiettivo di distribuire i diritti su una pluralità di piattaforme nell’ottica di realizzare un modello economico maggiormente sostenibile e soggetto a minore volatilità.

La valutazione del Fondo contratti onerosi tiene conto del nuovo scenario. Il Fondo al 30 settembre 2022 ammonta a 213 milioni di euro.

Di seguito si evidenzia:

  • l’ammontare utilizzato del Fondo rischi a fronte del margine negativo; 
  • l’ammontare della marginalità organica complessiva (EBITDA organico) in assenza dell’utilizzo del Fondo rischi per contratti onerosi.

(milioni di euro)

1.1 - 30.9. 2022

 

Gruppo TIM

Business Unit Domestic

EBITDA ORGANICO (incluso l'utilizzo del Fondo rischi contratti onerosi)

4.539

3.215

 - Utilizzo del Fondo rischi contratti onerosi a fronte del Margine negativo

(338)

(338)

EBITDA ORGANICO (escluso l'utilizzo del Fondo rischi contratti onerosi)

4.201

2.877

L’importo di 338 milioni di euro rappresenta il margine negativo a fronte del quale è stato utilizzato il fondo. Per la quota relativa al contratto calcio con DAZN tale importo comprende sia l’andamento operativo del business sia la componente legata ai corrispettivi che TIM è contrattualmente obbligata a riconoscere a DAZN, oggetto di registrazione al termine di ciascuna stagione calcistica (30 giugno di ciascun anno), contestualmente all’utilizzo del relativo Fondo accantonato.

Sotto il profilo finanziario, il margine negativo coperto dal Fondo rischi, comporta un pari impatto sulla Posizione Finanziaria Netta e sui flussi di cassa. ​Per il contratto DAZN, TIM è contrattualmente obbligata a versare rate anticipate relative a ciascuna annualità (1° luglio-30 giugno, corrispondente a ciascuna stagione di campionato).

Con riferimento ai contratti pluriennali di contenuti multimedia che in alcuni casi impegnano TIM a riconoscere alla controparte corrispettivi a titolo di minimo garantito, occorre richiamare come la valutazione di tali contratti e la stima dei costi ad essi associati è soggetta a numerose incertezze che includono fra gli altri dinamiche di mercato, pronunciamenti delle autorità regolatorie del mercato, sviluppo delle nuove tecnologie a supporto del servizio. Tali stime vengono riviste periodicamente sulla base dei dati consuntivati al fine di assicurare che il dato previsionale rimanga nell’ambito di range ragionevolmente prevedibili. Non tutti i fattori citati sono sotto il controllo della società, potrebbero pertanto impattare anche in maniera significativa sulle previsioni future circa l’andamento dei contratti stessi, l’importo di marginalità (positiva o negativa) stimato, i flussi di cassa che verranno generati.

 

Diritti d'uso frequenze 5G in Italia

Il 30 settembre 2022 TIM ha corrisposto la quinta e ultima rata, pari a 1,7 miliardi di euro, dei complessivi 2,4 miliardi di euro dovuti in ottemperanza agli impegni assunti dalla Società a seguito dell’aggiudicazione dei diritti d'uso delle bande di frequenza di telefonia mobile di cui alla "Gara 5G", posta in essere nel 2018 dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

In dettaglio:

a ottobre 2018, ad esito di una gara pubblica cui hanno partecipato i 5 operatori mobili italiani (Iliad, Fastweb, TIM, Vodafone e Wind3), TIM si è aggiudicata i diritti d’uso su tutte le bande messe all’asta. In particolare, TIM è risultata aggiudicataria di 2x10 MHz in banda 700 MHz (blocchi disponibili dal 1° luglio 2022), 80 MHz banda 3,6-3,8 GHz e 200 MHz in banda 26 GHz (entrambe le bande disponibili dal 1° gennaio 2019).

L’importo totale di aggiudicazione è stato di 2,4 miliardi di euro, da pagare in cinque rate annuali, in accordo con le previsioni di incasso della legge di Bilancio 2017, così suddivise:

(euro)

2018

2019

2020

2021

2022

Totale

Telecom Italia S.p.A.

477.473.285,00

18.342.110,83

110.052.665,01

55.026.332,50

1.738.485.952,

97

2.399.380.346,32

A seguito del pagamento dell’ultima rata il MiSE, in data 4 ottobre 2022, ha comunicato alle banche garanti lo svincolo definitivo delle fideiussioni a suo tempo costituite a garanzia degli obblighi di pagamento.

Le frequenze 5G consentono a TIM, unitamente alle altre bande di frequenza già in suo possesso,  di coprire tutti i casi d’uso previsti dall’International Telecommunication Union (ITU) per il 5G (IMT-2020 5G), soddisfacendo così le esigenze del mondo, in fortissima crescita, del IoT grazie alla possibilità di gestire contemporaneamente migliaia di connessioni, dell’Industry 4.0 grazie alle latenze bassissime,  dell’entertainment grazie alle elevate velocità di trasmissione sopra i 2 Gbps ed infine delle applicazioni automotive e mission critical (Public Safety e Public Protection/ Disaster Releif) grazie all’elevata affidabilità delle connessioni.

Va messo in evidenza che TIM, nella banda 3,4-3,8 GHz è l’unico operatore mobile italiano a disporre di 100 MHz (20 MHz in banda 3,4-3,6 GHz e 80 MHz in banda 3,6-3,8 GHz) e quindi in grado di offrire throughput e latenza significativamente migliori dei competitor nazionali.

Il valore dei diritti d'uso sulle bande di frequenza 5G (in Italia) e le relative vite utili al 30 settembre 2022 sono così dettagliate:

 

Valore di acquisizione

Valore residuo al 30.9.2022

Vita utile

Scadenza

 

(milioni di euro)

(milioni di euro)

 

 

Banda 700 MHz

                         680 

                    669 

15 anni e  6 mesi

31.12.2037

Banda 3600-3800 MHz

                      1.686 

                  1.353

19 anni

31.12.2037

Banda 26 GHz

                           33 

                      27

19 anni

31.12.2037

 

                      2.399 

                 2.049 

 

 

Performance ESG

Nel Piano Strategico 2022-2024, TIM ha rafforzato i propri impegni ambientali, sociali e di governance introducendo nuovi e più ambiziosi obiettivi ESG.

TIM Domestic

 

■       AMBIENTE

Nel corso del terzo trimestre è proseguita l’attività di efficientamento del consumo dell’energia operando in modo specifico su infrastrutture di rete e data center grazie ad operazioni di decommissioning degli impianti meno efficienti.

Ad oggi TIM ha completato in tutta Italia lo spegnimento del servizio 3G sulla rete mobile, riducendo a regime le emissioni complessive del 4,3%.

Per contenere il consumo energetico all’interno degli uffici, TIM ha inoltre promosso una campagna di sensibilizzazione delle proprie persone per incoraggiare comportamenti virtuosi con un decalogo che indica le “dieci abitudini per un ufficio sostenibile”.

L’insieme di queste attività contribuisce ad un’attenta gestione del rischio legato alla crescita dei costi dell’energia, limitando l’impatto atteso sul loro aumento per l’intero esercizio 2022 e contribuendo al contenimento delle emissioni di CO2 come da Piano.

Nel terzo trimestre prosegue come da Piano l’approvvigionamento di energia green grazie all’accordo di PPA (Power Purchase Agreement) con ERG e al programma di acquisto di Garanzie di Origine[1].

È stato poi avviato il servizio carpooling per i dipendenti TIM su alcune sedi, per valutarne un’estensione del servizio all’intero territorio sulla base dei risparmi attesi di carburante e delle emissioni di CO2, in considerazione del fatto che questa iniziativa può contribuire al raggiungimento del target di Piano di Scope 3 che prevede il -47% di CO2 al 2030.

Sempre con riferimento all’obiettivo di Scope 3, nel terzo trimestre TIM ha stipulato una partnership con Eni sul progetto Open-es[2] con l’obiettivo di rilevare le performance di sostenibilità dei propri fornitori, rafforzare il processo di qualificazione con standard ESG di mercato e costruire percorsi condivisi di crescita in questo ambito.

Infine, nel corso del terzo trimestre, TIM è entrata a far parte della European Green Deal Coalition, l'alleanza formata dai leader europei del settore ICT con il sostegno della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, che mira a valorizzare il ruolo centrale della digitalizzazione nella riduzione delle emissioni di CO2 attraverso tecnologie innovative a basso impatto ambientale.

 

■       SOCIAL

Sviluppo digitale

L’obiettivo di TIM è traghettare il sistema imprenditoriale italiano verso un percorso di trasformazione che porti più efficienza, sicurezza, velocità nei cambiamenti e meno sprechi di risorse per minimizzare l’impatto sull’ambiente.

Con l’acquisizione di Mindicity, TIM Enterprise conferma il suo focus sullo sviluppo delle Smart city, realizzando un vero e proprio strumento di intelligenza urbana utilizzabile da tutte le amministrazioni italiane e capace di migliorare la mobilità e la sicurezza delle città.

TIM ha lanciato a fine ottobre la “TIM Smarter City Challenge”, insieme a Banca Intesa ed Edison, con l’obiettivo di individuare soluzioni verticali per arricchire la piattaforma a beneficio di imprese, PA e cittadini.

Nel trimestre prosegue il piano di realizzazione relativo a scuole e sanità connesse, due gare previste dal PNRR che TIM si è aggiudicata.

Sono partite le attività del Polo Strategico Nazionale, la società di progetto partecipata da TIM, Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti e Sogei che entro fine anno doterà il nostro Paese di una infrastruttura cloud efficiente, affidabile e sicura grazie alla quale gli enti pubblici potranno digitalizzarsi per semplificare la burocrazia e offrire ai cittadini servizi di maggiore qualità.

Il Polo Strategico Nazionale è una delle principali attività promosse dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito della prima missione del PNRR ed ospiterà i dati e i servizi critici e strategici delle Pubbliche Amministrazioni Centrali, delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) e delle altre Pubbliche Amministrazioni locali. Le Amministrazioni potranno inoltre scegliere il Polo Strategico Nazionale anche per la gestione dei dati ordinari.

 

Connettività

Al 30 settembre 2022 oltre il 94% dei clienti su rete fissa TIM è raggiunto dalle reti FTTH o FTTC a livello

nazionale; nelle aree bianche tale percentuale si attesta al 76%. Prosegue, inoltre, la crescita della copertura FTTH di TIM che ha raggiunto circa il 29% delle unità immobiliari.

La rete 4G di TIM copre oltre il 99% della popolazione nazionale, mentre la rete 5G di TIM al 30 settembre 2022 ha raggiunto 261 Comuni.

Nei primi nove mesi del 2022 il volume di dati gestito sulla rete ultra-broadband mobile di TIM è cresciuto del 31,4% rispetto ai primi nove mesi del 2021.

 

Data Center

Noovle, cloud company del Gruppo TIM e Società Benefit, dispone di 16 Data Center realizzati secondo i massimi livelli di sicurezza, protezione, operatività ed efficienza energetica che hanno gestito un volume di dati che al 30 settembre risulta pari a 79,5 Pbyte continuamente ottimizzato grazie a operazioni di efficientamento che consentono di utilizzare in ogni momento la minor quantità di risorse informatiche senza incidere sull’erogazione dei servizi.

 

■       GOVERNANCE

Nel terzo trimestre TIM ha avviato un importante processo di digitalizzazione dei processi di rendicontazione del bilancio non finanziario. Va avanti inoltre il deployment della tassonomia europea secondo le modalità previste dai tavoli europei.

Nel corso dell’ultimo Comitato endoconsiliare di Sostenibilità è stata approvata la lista dei nuovi temi di impatto ESG da considerare per le attività di rendicontazione e per la focalizzazione delle attività ESG del 2023.

Nel corso del 2022 è stata avvita l’attività di riorganizzazione dei Consigli di Amministrazione per incrementare il numero di donne. Nell’ultimo trimestre sono stati rinnovati i Board di Tim Retail, Telsy e Olivetti, portando il numero di consigliere donne ad oltre il 60%.

Per quanto riguarda gli indici  ESG , ad agosto TIM è stata  confermata da Ecovadis, piattaforma internazionale di valutazione di sostenibilità aziendale di supply chain, nella top list delle aziende valutate; mentre a settembre da Refinitiv Diversity & Inclusion,  uno dei principali indici di riferimento per gli investitori sostenibili, come il primo gruppo nel settore delle telecomunicazioni e la prima azienda in Italia e in Sud America (tramite TIM S.A.) per le politiche di inclusione e promozione della diversity.

 

BRASILE

 

■       Connettività

TIM Brasil si è impegnata pubblicamente a estendere la connettività 4G a tutti i comuni del Brasile entro il 2023. A settembre, la percentuale di copertura era pari al 92,6%. L'operatore inoltre continua l'espansione della copertura della rete mobile 5G nel Paese. Alla fine del terzo trimestre, 22 capitali dispongono già del segnale 5G di TIM.

■       Settore agroalimentare

Dal 2020, TIM fa parte dell'associazione ConectaAGRO, che mira a promuovere la diffusione dell'utilizzo di Internet nelle varie regioni agricole e rurali del Brasile. Nel 2022, TIM Brasil ha raggiunto oltre 7 milioni di ettari di copertura 4G nelle aree rurali e ha stretto una partnership con Agtech Garage, l'hub di start-up di LATAM AgriBusiness, per la rete 5G nell'industria agroalimentare. Ad agosto, la società ha annunciato il primo progetto 4G TIM sul campo nello stato di Minas Gerais, grazie a una partnership con Usina Santa Vitória Açúcar e Álcool, un'azienda di riferimento nel settore dello zucchero e dell'etanolo. La partnership con TIM porterà la copertura 4G a 160 proprietà del complesso e alle comunità vicine, raggiungendo oltre 37.000 ettari di produzione di canna da zucchero, a beneficio di circa 20.000 abitanti e 1.500 dipendenti.

■       Servizi digitali e partnership

Grazie a TIM Brasil è stato creato il primo Marketplace IoT del Brasile, con soluzioni per agribusiness, smart city, utenze elettriche e Industria 4.0. Inoltre, per promuovere l'innovazione attraverso la tecnologia 5G, TIM Brasil ha inaugurato il 5G HUB, in collaborazione con Cubo Itaú, uno dei più importanti centri per l'imprenditorialità tecnologica in America Latina.

■       Competenze digitali

TIM Brasil si prefigge come obiettivo la formazione di più di 5.000 dipendenti sulle competenze digitali entro il 2023, soprattutto attraverso Journey to Cloud e Agile Journey. A settembre sono già stati formati 3.814 dipendenti.

 

[1] I dati relativi ad approvvigionamento ed efficientamento verranno comunicati a chiusura di anno

[2] Open-es, lanciata ad inizio 2021 da Eni in collaborazione con Boston Consulting Group e Google Cloud, conta oggi più di 7.600 imprese da 66 settori industriali differenti impegnate nel percorso di misurazione, miglioramento e condivisione delle performance ESG.

 

 

Premessa

TIM redige e pubblica in via volontaria le informazioni finanziarie periodiche riferite al primo e al terzo trimestre di ciascun esercizio, nell’ambito di una policy aziendale di regolare informativa sulle performance finanziarie e operative rivolta al mercato e agli investitori, in linea con le migliori prassi di mercato.

I dati consolidati inclusi nelle informazioni finanziarie periodiche al 30 settembre 2022 del Gruppo TIM sono stati predisposti in conformità ai principi contabili internazionali IFRS emessi dall'International Accounting Standards Board e omologati dall’Unione Europea (definiti come “IFRS”); detti dati non sono sottoposti a revisione contabile.

I criteri contabili e i principi di consolidamento adottati sono omogenei a quelli utilizzati in sede di Bilancio Consolidato del Gruppo TIM al 31 dicembre 2021 ai quali si rimanda, fatta eccezione per le modifiche ai principi contabili emesse dallo IASB ed in vigore a partire dal 1° gennaio 2022.

Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance.

In particolare, gli indicatori alternativi di performance si riferiscono a: EBITDA; EBIT; variazione organica e impatto delle partite non ricorrenti sui ricavi, sull’EBITDA e sull’EBIT; EBITDA margin e EBIT margin; Indebitamento finanziario netto contabile e rettificato; Equity free cash flow. A seguito dell’adozione dell’IFRS 16, inoltre, il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance: EBITDA After Lease (“EBITDA-AL”), Indebitamento finanziario netto rettificato After Lease, Equity free cash flow After Lease.

In linea con gli orientamenti dell’ESMA sugli indicatori alternativi di performance (Orientamenti ESMA/2015/1415), il significato ed il contenuto degli stessi sono illustrati in allegato ed è anche fornito il dettaglio analitico degli importi delle riclassifiche apportate e delle modalità di determinazione degli indicatori.

Come descritto nel Bilancio consolidato 2021 del Gruppo TIM, nel corso del quarto trimestre dell’esercizio 2021, TIM ha effettuato alcuni affinamenti relativi alla contabilizzazione di taluni accordi commerciali aventi ad oggetto la vendita di beni con consegna differita. Tali affinamenti hanno comportato per il primo, secondo e terzo trimestre dell’esercizio 2021 la rideterminazione della distribuzione temporale dei ricavi e degli acquisti di materie e servizi. In relazione a quanto sopra, si è provveduto alla rideterminazione dei dati economici dei primi nove mesi e del terzo trimestre dell’esercizio 2021 qui esposti a fini comparativi.

Si segnala, infine, che il capitolo “Evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2022” contiene dichiarazioni previsionali (forward-looking statements) riguardanti intenzioni, convinzioni o attuali aspettative del Gruppo in relazione ai risultati finanziari e ad altri aspetti delle attività e strategie del Gruppo. Il lettore del presente comunicato non deve porre un indebito affidamento su tali dichiarazioni previsionali, in quanto i risultati consuntivi potrebbero differire significativamente da quelli contenuti in dette previsioni come conseguenza di rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del Gruppo. Per maggiori dettagli, si rimanda a quanto illustrato nel capitolo “Principali rischi e incertezze”, nonché nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2021, in cui sono dettagliatamente riportati i principali rischi afferenti all’attività di business del Gruppo TIM che possono incidere, anche in modo considerevole, sulla capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

 

PRINCIPALI VARIAZIONI DEL PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO DEL GRUPPO TIM

Le principali variazioni del perimetro di consolidamento dei primi nove mesi del 2022 sono state le seguenti:

  • Cozani RJ Infraestrutura e Rede de Telecomunicações S.A. (entrata nel perimetro della Business Unit Brasile): in data 20 aprile 2022, TIM S.A. (società brasiliana controllata del Gruppo TIM), ha acquisito il 100% del capitale sociale di Cozani, società in cui è confluito il ramo d'azienda relativo alla quota parte delle attività, dei diritti e degli obblighi di telefonia mobile di Oi Móvel - Em Recuperação Judicial;
  • Mindicity S.r.l. (entrata nel perimetro della Business Unit Domestic): in data 30 maggio 2022 Olivetti S.p.A. ha acquisito il 70% del capitale sociale della società. Mindicity gestisce una piattaforma software e attività nell'ambito delle Smart City;
  • Movenda S.p.A. (entrata nel perimetro della Business Unit Domestic): nel mese di luglio 2022 TIM S.p.A, ha acquisito il 100% del capitale sociale della società. Movenda offre soluzioni di Digital Identity. In data 29 settembre 2022 il Consiglio di Amministrazione di TIM S.p.A. e l'Assemblea degli Azionisti di Movenda S.p.A. hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Movenda S.p.A. in TIM S.p.A. con decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° luglio 2022;
  • Daphne 3 S.p.A. (uscita dal perimetro della Business Unit Domestic): in data 4 agosto 2022 TIM S.p.A. ha ceduto il 41% del capitale sociale della holding Daphne 3, che detiene una partecipazione del 30,2% in Infrastrutture Wireless Italiane ("INWIT") a un consorzio di investitori guidato da Ardian.

Si segnala inoltre:

  • Polo Strategico Nazionale S.p.A.: in data 4 agosto 2022 è stata costituita la società, di cui TIM S.p.A. detiene il 45% del capitale sociale, che si occupa della progettazione, predisposizione, allestimento e gestione dell'infrastruttura per l’erogazione di soluzioni e servizi cloud per la Pubblica Amministrazione.

 

Nei primi nove mesi del 2021 le principali operazioni societarie erano state le seguenti:

  • Noovle S.p.A. (Business Unit Domestic): dal 1° gennaio 2021 è divenuto efficace il conferimento a Noovle S.p.A. del ramo di azienda di TIM S.p.A. costituito dalle attività e passività e dal personale dipendente riconducibili all’erogazione di servizi relativi al Cloud e Edge Computing;
  • FiberCop S.p.A.; Flash Fiber S.r.l. (Business Unit Domestic): dal 31 marzo 2021 è divenuto efficace il conferimento a FiberCop S.p.A. del ramo di azienda di TIM S.p.A. costituito dall’insieme di beni, attività e passività e rapporti giuridici organizzati funzionalmente per la fornitura di servizi di accesso passivi mediante la rete secondaria in rame o fibra. Al tempo stesso si è concluso l’acquisto da parte di Teemo Bidco, società indirettamente controllata da KKR Global Infrastructure Investors III L.P., del 37,5% di FiberCop da TIM e Fastweb ha sottoscritto azioni FiberCop corrispondenti al 4,5% del capitale della società, mediante conferimento della quota detenuta in Flash Fiber, che è stata contestualmente incorporata in FiberCop;
  • TIM Tank S.r.l. (Altre attività): in data 1° aprile 2021 è stata fusa in Telecom Italia Ventures S.r.l. con effetti contabili e fiscali retroattivi al 1° gennaio 2021;
  • Telecom Italia Trust Technologies S.r.l. (Business Unit Domestic): con decorrenza 1° aprile 2021 la partecipazione nella società è stata conferita da TIM S.p.A. a Olivetti S.p.A.;
  • TIM S.p.A. (Business Unit Domestic): in data 30 giugno 2021 è stata perfezionata l’operazione di acquisizione delle Business Unit di BT Italia che offrivano servizi ai clienti della Pubblica Amministrazione e ai clienti Small & Medium Business (SMB) ovvero alle piccole e medie imprese. L'operazione di acquisizione ha incluso anche le attività di supporto ai clienti della Business Unit SMB fornite da Atlanet, il Contact Center BT di Palermo;
  • TIM Servizi Digitali S.p.A. (Business Unit Domestic): società costituita in data 30 luglio 2021; la società ha come oggetto sociale le attività di realizzazione e manutenzione di impianti per la fornitura di servizi di telecomunicazioni; a tale proposito si segnala che nel mese di settembre 2021 la società ha stipulato con Sittel S.p.A. un contratto per l’affitto di un ramo d’azienda consistente nelle attività di construction, delivery e assurance di reti e impianti di telecomunicazione;
  • Panama Digital Gateway S.A. (Business Unit Domestic): società costituita a luglio 2021 per la costruzione di un hub digitale che si propone come snodo di riferimento per tutto il Centro America, la regione andina e i Caraibi;
  • Staer Sistemi S.r.l. (Business Unit Domestic): società acquisita da Olivetti S.p.A. in data 30 settembre 2021. La società ha come oggetto sociale lo svolgimento di attività connesse all'iter di produzione e commercializzazione di programmi e sistemi elettronici ed attività connesse ad impianti di efficientamento energetico.

 

RISULTATI DEL GRUPPO TIM PER I PRIMI NOVE MESI DEL 2022

I ricavi totali del Gruppo TIM dei primi nove mesi del 2022 ammontano a 11.529 milioni di euro, +1,7% rispetto ai primi nove mesi del 2021 (11.340 milioni di euro). Escludendo i ricavi delle attività mobili del gruppo Oi acquisite in Brasile i ricavi consolidati ammonterebbero a 11.349 milioni di euro.

L’analisi dei ricavi totali dei primi nove mesi del 2022 ripartiti per settore operativo in confronto ai primi nove mesi del 2021 è la seguente:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica esclusi non ricorrenti

Domestic

        8.673

          75,2

        9.281 

          81,8 

         (608)

          (6,6)

                (6,8)

Brasile

        2.880 

          25,0 

        2.079 

          18,3

           801 

          38,5 

                18,5

Altre attività

             —

             —

             —

             —

             —

 

 

Rettifiche ed elisioni

(24)

(0,2)

(20)

(0,1)

             (4)

 

 

Totale consolidato

      11.529 

        100,0 

      11.340 

        100,0 

           189 

            1,7

                 (1,6)

La variazione organica dei ricavi consolidati di Gruppo è calcolata escludendo l’effetto delle variazioni dei tassi di cambio[1] (+372 milioni di euro), nonché eventuali componenti non ricorrenti.

I ricavi del terzo trimestre 2022 ammontano a 3.972 milioni di euro (3.797 milioni di euro nel terzo trimestre 2021).

L’EBITDA del Gruppo TIM dei primi nove mesi del 2022 è pari a 3.945 milioni di euro (4.349 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, -9,3% in termini reported, -9,4% in termini organici). Escludendo i risultati delle attività mobili del gruppo Oi acquisite in Brasile l'EBITDA consolidato ammonterebbe a 3.843 milioni di euro.

Il dettaglio dell’EBITDA e dell’incidenza percentuale del margine sui ricavi ripartiti per settore operativo dei primi nove mesi del 2022 in confronto con i primi nove mesi del 2021 sono i seguenti:

 

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

peso %

 

peso %

assolute

%

% organica esclusi non ricorrenti

Domestic

        2.641 

          66,9 

        3.379

           77,7

         (738)

         (21,8)

               (16,9)

% sui Ricavi

          30,5

 

          36,4

 

 

(5,9)pp

(4,5)pp

Brasile

         1.315

          33,3

           977

          22,5

           338 

          34,6 

                 16,2

% sui Ricavi

          45,6 

 

          47,0

 

 

(1,4)pp

(1,0)pp

Altre attività

           (11)

          (0,2)

             (6)

          (0,2)

             (5)

 

 

Rettifiche ed elisioni

             — 

             — 

             (1)

             — 

               1

 

 

Totale consolidato

        3.945 

        100,0 

        4.349 

        100,0 

         (404)

           (9,3)

                 (9,4)

L’EBITDA organico al netto della componente non ricorrente si attesta a 4.539 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi del 39,4% (5.008 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, con un’incidenza sui ricavi del 42,8%).

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2022 sconta oneri netti non ricorrenti per complessivi 594 milioni di euro principalmente connessi a costi del personale per processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale (pari a 548 milioni di euro principalmente per accantonamenti ed oneri correlati alle uscite di personale dirigente e non dirigente, previste anche in base all’applicazione dell’art. 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92 ed all’ex-art. 41, comma 5bis, d.lgs. n. 148/2015, come da accordi siglati, nel periodo giugno-settembre 2022 con le OO.SS. e riferiti interamente alle società italiane della business unit Domestic) nonché a oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti e ad accantonamenti e oneri per contenziosi, a sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate.

Nei primi nove mesi del 2021 il Gruppo TIM aveva registrato oneri non ricorrenti per complessivi 493 milioni di euro principalmente relativi a costi del personale connessi a processi di riorganizzazione/ristrutturazione aziendale oltre ad accantonamenti per contenziosi, transazioni, sanzioni di carattere regolatorio e potenziali passività ad essi correlate, oneri connessi ad accordi e allo sviluppo di progetti non ricorrenti nonché oneri connessi all'emergenza Covid-19 principalmente per accantonamenti relativi alla gestione dei crediti di una parte della clientela.

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

               3.945 

                4.349 

            (404)

                (9,3)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

                   166 

             (166)

 

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

                  594 

                   492 

               102 

 

Effetto conversione Oneri/(Proventi) non ricorrenti in valuta

 

                       1

                 (1)                

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

               4.539 

                5.008 

             (469)

                (9,4)

% sui Ricavi

                 39,4

                  42,8

(3,4)pp

 

L’effetto della variazione dei cambi è principalmente relativo alla Business Unit Brasile.

L’EBITDA organico escluso l'utilizzo del Fondo rischi contratti onerosi dei primi nove mesi del 2022 è pari a 4.201 milioni di euro.

L’EBITDA del terzo trimestre 2022 ammonta a 1.287 milioni di euro (1.596 milioni di euro nel terzo trimestre 2021).

L’EBITDA organico al netto della componente non ricorrente del terzo trimestre 2022 è pari a 1.589 milioni di euro (1.700 milioni di euro nel terzo trimestre 2022).

L’EBIT del Gruppo TIM dei primi nove mesi del 2022 è pari a 438 milioni di euro (940 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021).

 

[1]  I tassi di cambio medi utilizzati per la conversione in euro (espressi in termini di unità di valuta locale per 1 euro) sono per il real brasiliano pari a 5,46570 nei primi nove mesi del 2022 e a 6,37804 primi nei nove mesi del 2021; per il dollaro americano sono pari a 1,06408 nei primi nove mesi del 2022 e a 1,19616 nei primi nove mesi del 2021. L’impatto della variazione dei tassi di cambio è calcolato applicando al periodo posto a confronto i tassi di conversione delle valute estere utilizzati per il periodo corrente.

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 1.032 milioni di euro (1.486 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021) con un’incidenza sui ricavi del 9,0% (12,7%nei primi nove mesi del 2021).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue: 

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

                  438 

                   940 

             (502)

              (53,4)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

                     53 

               (53)

 

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

                  594 

                   492 

               102 

 

Effetto conversione Oneri/(Proventi) non ricorrenti in valuta

 

                       1

                 (1)                

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

               1.032 

                1.486 

             (454)

              (30,6)

Gli altri proventi (oneri) da partecipazioni ammontano a 174 milioni di euro (12 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021) e si riferiscono principalmente alla plusvalenza netta connessa alla cessione, intervenuta ad agosto 2022, del 41% del capitale sociale della holding Daphne 3, che detiene una partecipazione del 30,2% in Infrastrutture Wireless Italiane ("INWIT").

Nei primi nove mesi del 2022 la voce imposte sul reddito è negativa per 2.109 milioni di euro (positiva per 43 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021).

Il Consiglio di Amministrazione di TIM del 9 novembre 2022 ha deliberato la revoca del riallineamento dell’avviamento, come consentito dalla Legge di Bilancio di previsione dello Stato italiano per l'anno finanziario 2022 e come dettagliato nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato il 29 settembre 2022.

In particolare la Società - preso atto della pubblicazione nel citato Provvedimento di tempi, condizioni e modalità operative per l’effettuazione della revoca - ha operato una valutazione di convenienza economico finanziaria e ha considerato prioritario rafforzare nell'anno in corso e nei successivi il percorso di investimenti a carattere industriale per il sostegno dei diversi ambiti di business, che si pongono quale alternativa rispetto all’impiego finanziario correlato al pagamento dell’imposta sostitutiva sul riallineamento.

Non sussistendo pertanto più i presupposti alla base dell’iscrizione delle Attività per imposte anticipate, esse sono state interamente stralciate, per un importo netto di 1.964 milioni di euro, così dettagliato:

  • onere di -2.656 milioni di euro per lo stralcio delle attività per imposte anticipate di TIM S.p.A.:
    • nel Bilancio al 31 dicembre 2020 di TIM S.p.A. erano state iscritte imposte differite attive (Deferred Tax Asset) per un importo pari a 6.569 milioni di euro a fronte del riconoscimento fiscale di maggiori valori iscritti in bilancio ai sensi del D.L. 104/2020 art. 110, co. 8 e 8 bis, che stabiliva in 18 anni, a partire dal 2021, la deducibilità dell'ammortamento fiscale del valore riallineato, a fronte di una imposta sostitutiva pari al 3% del valore riallineato (692 milioni di euro, da versare in 3 rate annuali di pari importo);
    • nel Bilancio al 31 dicembre 2021 era stata effettuata una parziale svalutazione per un importo pari a          -3.913 milioni di euro, principalmente connesso all’allungamento a 50 anni del periodo di assorbimento del Tax asset, introdotto dall’art. 160 della Legge di Bilancio per il 2022 (L. 234/2021) e alla mutata valutazione circa la distribuzione temporale della recuperabilità delle attività per imposte anticipate di TIM S.p.A.;
  • provento di 692 milioni di euro per lo storno dell’imposta sostitutiva che era stata stanziata per il riallineamento; in dettaglio iscrizione di un credito di 231 milioni di euro relativi alla prima rata, versata il 30.06.2021 e storno di un debito per 461 milioni di euro per la seconda e la terza rata che non verranno versate a seguito dell’esercizio della revoca del riallineamento. La prima rata, come previsto dal Provvedimento, verrà recuperata finanziariamente compensandola con i futuri versamenti di imposta effettuati con il "modello F24", che la Società eseguirà successivamente alla presentazione della dichiarazione integrativa (entro il 28 novembre 2022) in cui sarà formalizzata la revoca del riallineamento.

Il Risultato netto dei primi nove mesi del 2022 attribuibile ai Soci della Controllante registra una perdita di -2.728 milioni di euro (-10 milioni di euro nei primi nove del 2021); escludendo l'impatto delle partite non ricorrenti il risultato netto dei primi nove mesi del 2022 è pari a -361 milioni di euro (nei primi nove del 2021 era positivo per 310 milioni di euro).

Il personale del Gruppo TIM al 30 settembre 2022 è pari a 51.906 unità, di cui 42.341 in Italia (51.929 unità al 31 dicembre 2021, di cui 42.347 in Italia).

Nei primi nove mesi del 2022 gli investimenti industriali e per licenze di telefonia mobile/spectrum sono pari a 2.762 milioni di euro (2.720 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021).

Gli investimenti industriali sono così ripartiti per settore operativo:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazione

 

 

peso %

 

peso %

 

Domestic

           2.148 

77,8

           2.230 

82,0

(82)

Brasile

              614 

22,2

              490 

18,0

124

Altre attività

                —

                —

Rettifiche ed elisioni

                — 

                — 

Totale consolidato

           2.762

100,0

           2.720 

100,0

42

% sui Ricavi

24,0

 

24,0

 

0,0pp

In particolare:

  • la Business Unit Domestic presenta investimenti industriali per 2.148 milioni di euro (comprensivi di 80 milioni di euro per acquisizioni di licenze di telecomunicazioni) con un decremento di 82 milioni di euro rispetto ai primi nove del 2021, principalmente connesso allo sviluppo delle reti FTTC/FTTH; 
  • la Business Unit Brasile ha registrato nei primi nove del 2022 investimenti industriali per 614 milioni di euro (490 milioni di euro nei primi nove del 2021). Escludendo l'impatto dovuto alla dinamica dei tassi di cambio (+82 milioni di euro), gli investimenti industriali sono sostanzialmente stabili rispetto ai primi nove del 2021.

 

Il flusso di cassa della gestione operativa (Operating Free Cash Flow) di Gruppo dei primi nove mesi del 2022 si attesta a -1.128 milioni di euro: alla generazione di cassa operativa, positiva per 1.089 milioni di euro, si sono contrapposti il citato pagamento dell'ultima tranche del diritto d'uso delle frequenze 5G in Italia (1.738 milioni di euro) nonché altri pagamenti per l’acquisizione di diritti d’uso di frequenze per servizi di telecomunicazioni in Brasile e in Italia per 479 milioni di euro. Nei primi nove mesi del 2021 l’operating free cash flow era positivo per 1.083 milioni di euro (+1.378 milioni di euro la generazione di cassa operativa cui si erano contrapposti 295 milioni di euro per l’acquisizione di diritti d’uso di frequenze per servizi di telecomunicazioni).

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 25.504 milioni di euro al 30 settembre 2022, in aumento di 3.317 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2021 (22.187 milioni di euro). Nonostante un positivo flusso di cassa derivante dalla gestione operativa-finanziaria, l’incremento dell’indebitamento è ascrivibile:

  • all’acquisizione in Brasile delle attività mobili del gruppo Oi, per complessivi 1.741 milioni di euro;
  • al pagamento di frequenze di telecomunicazioni e di impegni correlati in Italia e in Brasile per 2.217 milioni di euro;
  • all’impatto contabile di rinegoziazioni di contratti di lease IFRS16, 728 milioni di euro al netto dei contratti di lease IFRS16 considerati nel valore di acquisizione di Oi (557 milioni di euro);

a parziale copertura, si evidenzia la cessione del 41% ed il conseguente deconsolidamento della holding Daphne 3, che detiene una partecipazione del 30,2% in Infrastrutture Wireless Italiane ("INWIT"), per complessivi 1.184 milioni di euro.

Per una migliore comprensione dell’informativa, nella tabella che segue sono illustrate le diverse modalità di rappresentazione dell’Indebitamento Finanziario Netto:

(milioni di euro)

30.9.2022

31.12.2021

Variazione

 

(a)

(b)

(a-b)

Indebitamento Finanziario Netto contabile

                     25.499 

                      22.416 

3.083

Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie

                              5

                         (229)                        

234

Indebitamento Finanziario Netto rettificato

                     25.504 

                      22.187

3.317

Leasing

                      (5.404)

                      (4.614)

(790)

Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease

                     20.100 

                      17.573

2.527

L’Indebitamento Finanziario Netto contabile al 30 settembre 2022 è pari a 25.499 milioni di euro, in aumento di 3.083 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2021 (22.416 milioni di euro). Lo storno della valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie registra una variazione di 234 milioni di euro sostanzialmente a seguito del maggior impatto dell'incremento dei tassi di interesse Euro rispetto ai tassi USD, che ha l’effetto di rivalutare le coperture in cash flow hedge. Tale variazione è rettificata nell’Indebitamento Finanziario Netto contabile non avendo effetti monetari.

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato - After Lease (al netto dei contratti di lease), metrica adottata dai principali peers europei, al 30 settembre 2022 risulta pari a 20.100 milioni di euro, in aumento di 2.527 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2021 (17.573 milioni di euro).

 

Al 30 settembre 2022 l’indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 25.504 milioni di euro, in aumento di 850 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2022 (24.654 milioni di euro). La variazione in aumento è sostanzialmente indotta dal pagamento dell’ultima rata afferente alla licenza 5G in Italia (1.738 milioni di euro) ed all’impatto contabile della rinegoziazione di contratti di lease IFRS16 (192 milioni di euro): a parziale copertura dei fabbisogni la cessione del 41% ed il conseguente deconsolidamento della holding Daphne 3, che detiene una partecipazione del 30,2% in Infrastrutture Wireless Italiane ("INWIT"), per complessivi 1.184 milioni di euro.

(milioni di euro)

30.9.2022

30.6.2022

Variazione

 

(a)

(b)

(a-b)

Indebitamento finanziario netto contabile

                     25.499 

                     24.680 

819

Storno valutazione al fair value di derivati e correlate passività/attività finanziarie

                              5

                           (26)

31

Indebitamento finanziario netto rettificato

                     25.504 

                     24.654 

850

Così dettagliato:

 

 

 

Totale debito finanziario lordo rettificato

                      32.671

                     30.188 

2.483

Totale attività finanziarie rettificate

                      (7.167)

                      (5.534)

(1.633)

Il margine di liquidità disponibile per il Gruppo TIM è pari a 9.261 milioni di euro ed è calcolato considerando:

  • la "Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti" e i "Titoli correnti diversi dalle partecipazioni" per complessivi 5.261 milioni di euro (9.153 milioni di euro al 31 dicembre 2021), comprensivi anche di 306 milioni di euro di pronti contro termine scadenti entro novembre 2022;
  • l’ammontare della Sustainability-linked Revolving Credit Facility pari a 4.000 milioni di euro, totalmente disponibile.

Tale margine consente una copertura delle passività finanziarie (correnti e non) di Gruppo in scadenza per i prossimi 21 mesi.

Si segnala che le cessioni di crediti commerciali pro soluto a società di factoring perfezionate nei primi nove del 2022 hanno comportato un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto rettificato al 30 settembre 2022 pari a 1.020 milioni di euro (1.536 milioni di euro al 31 dicembre 2021; 1.504 milioni di euro al 30 settembre 2021).

I RISULTATI DELLE BUSINESS UNIT

Domestic

I ricavi della Business Unit Domestic ammontano a 8.673 milioni di euro, in diminuzione di 608 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-6,6%). In termini organici si riducono di 633 milioni di euro (-6,8% rispetto ai primi nove mesi del 2021).

I ricavi da Servizi stand alone ammontano a 7.977 milioni di euro (-354 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021, -4,2%) e scontano gli impatti del contesto competitivo sulla customer base nonché una riduzione dei livelli di ARPU; in termini organici, si riducono di 379 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-4,5%).

In dettaglio:

  • i ricavi da Servizi stand alone del mercato Fisso sono pari, in termini organici, a 6.096 milioni di euro, con una variazione negativa rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-4,9%) dovuta prevalentemente alla diminuzione degli accessi dei livelli di ARPU ed alla presenza nei primi nove mesi del 2021, di transazioni non ripetibili sul segmento Wholesale, parzialmente compensata dalla crescita dei ricavi da soluzioni ICT (+175 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021, +20,1%);
  • i ricavi da Servizi stand alone del mercato Mobile sono pari a 2.281 milioni di euro (-79 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021, -3,4%) principalmente per effetto della contrazione della customer base connessa a linee Human e dei livelli di ARPU.

 

I ricavi Handset e Bundle & Handset, inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari, in termini organici, a 696 milioni di euro nei primi nove mesi del 2022, in diminuzione di -254 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021, in maggior parte attribuibile al comparto Fisso.

Relativamente ai segmenti di mercato della Business Unit Domestic si segnalano le seguenti dinamiche rispetto ai primi nove mesi del 2021:

  • Consumer (il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme dei servizi e prodotti di fonia e internet gestiti e sviluppati per le persone e le famiglie nel Fisso e nel Mobile, dalla telefonia pubblica, dalle attività di caring e gestione amministrativa dei clienti; è inclusa la società TIM Retail, che coordina l’attività dei negozi di proprietà): in termini organici, i ricavi del segmento Consumer sono pari a 3.553 milioni di euro (-424 milioni di euro, -10,7%) e presentano un andamento, rispetto ai primi nove mesi del 2021, che sconta l’impatto dello sfidante contesto competitivo. La dinamica osservata sui ricavi complessivi è presente anche sui ricavi da servizi, che sono pari a 3.192 milioni di euro, con una diminuzione di 271 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-7,8%).  In particolare:
  • i ricavi da Servizi del Mobile ammontano, in termini organici, a 1.421 milioni di euro (-89 milioni di euro, -5,9% rispetto ai primi nove mesi del 2021). Permane l’impatto della dinamica competitiva seppur con una minore riduzione della customer base calling; in riduzione i ricavi da traffico entrante per la progressiva riduzione delle tariffe di interconnessione;
  • i ricavi da Servizi del Fisso ammontano, in termini organici, a 1.789 milioni di euro (-190 milioni di euro, -9,6% rispetto ai primi nove mesi del 2021), prevalentemente per effetto della riduzione dei livelli di ARPU e della minore customer base che nei primi nove mesi del 2021 beneficiava dei programmi di incentivazione del Governo, quali il riconoscimento dei voucher per redditi ISEE inferiori a 20.000 euro. Si evidenzia la crescita dei clienti UltraBroadBand.

I ricavi Handset e Bundle & Handset del segmento Consumer sono pari a 362 milioni di euro, in riduzione di 154 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-29,8%), il delta è principalmente dovuto al termine del programma voucher fase 1 con la riduzione delle vendite di PC e Tablet.

 

  • Business (il perimetro di riferimento è costituito dall’insieme dei servizi e prodotti di fonia, dati, internet e soluzioni ICT gestiti e sviluppati per la clientela delle PMI (Piccole e medie imprese), SOHO (Small Office Home Office), Top, Public Sector, Large Account ed Enterprise nel Fisso e nel Mobile. Sono incluse le società: Olivetti, TI Trust Technologies e Telsy e il gruppo Noovle): in termini organici, i ricavi del segmento Business sono pari a 2.946 milioni di euro (-35 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021, -1,2%, di cui +0,9% per la componente dei ricavi da servizi stand alone). In particolare:
    • i ricavi totali del Mobile evidenziano una performance organica negativa rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-1,1%) dovuta al contributo negativo dei ricavi da servizi stand alone (-0,8%);
    • i ricavi totali del Fisso in termini organici hanno subito una variazione di -29 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-1,2%) generata dalla riduzione dei ricavi da vendita; i ricavi da servizi mostrano infatti una crescita dell’1,3%, principalmente trainati dall’incremento dei ricavi da servizi ICT.
  • Wholesale National Market (il perimetro di riferimento è costituito dalla gestione e sviluppo del portafoglio dei servizi wholesale, regolamentati e non, diretti agli operatori di telecomunicazioni del mercato domestico sia del Fisso che del Mobile, e degli MVNOs. Sono incluse le società: TI San Marino e Telefonia Mobile Sammarinese): il segmento Wholesale National Market presenta nei primi nove mesi del 2022 ricavi pari a 1.459 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai primi nove mesi del 2021 di -141 milioni di euro (-8,8%), con una performance negativa dovuta prevalentemente alla presenza, nei primi nove mesi del 2021, di transazioni non ripetibili.
  • Wholesale International Market (in tale ambito sono ricomprese le attività del gruppo Telecom Italia Sparkle che opera nel mercato dei servizi internazionali voce, dati e internet destinati agli operatori di telecomunicazioni fisse e mobili, agli ISP/ASP (mercato Wholesale) e alle aziende multinazionali attraverso reti proprietarie nei mercati Europei, nel Mediterraneo e in Sud America): i ricavi dei primi nove mesi del 2022 del segmento Wholesale International Market sono pari a 723 milioni di euro, in crescita (+4 milioni di euro, +0,6%) rispetto ai primi nove mesi del 2021, per effetto dell'andamento positivo dei tassi di cambio. Nel mix di ricavi si registra una crescita dei ricavi dati (ad alta marginalità) a cui si affianca una strategia di riduzione dei ricavi voce (bassa marginalità) che permette di salvaguardare il margine complessivo.

L’EBITDA dei primi nove mesi del 2022 della Business Unit Domestic è pari a 2.641 milioni di euro, (-738 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021, -21,8%), con un'incidenza sui ricavi pari al 30,5% (-5,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2021).

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente, si attesta a 3.215 milioni di euro, (-656 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021 -16,9%). In particolare, l’EBITDA dei primi nove mesi del 2022 sconta partite non ricorrenti per 574 milioni di euro, mentre i primi nove mesi del 2021 scontavano un impatto complessivo di 489 milioni di euro di partite non ricorrenti, di cui 20 milioni di euro ricollegabili all'emergenza Covid-19 in Italia.

L’EBITDA organico, al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

               2.641 

                 3.379

             (738)

              (21,8)

Effetto conversione bilanci in valuta

 

                       3

                 (3)

 

Oneri/ (Proventi) non ricorrenti

                  574

                   489 

                85 

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

               3.215

                 3.871

             (656)

              (16,9)

L’EBITDA del terzo trimestre 2022 è pari a 787 milioni di euro (-463 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2021, -37,0%)

L’EBITDA organico escluso l'utilizzo del Fondo rischi contratti onerosi dei primi nove mesi del 2022 è pari a 2.877 milioni di euro.

L’EBIT nei primi nove mesi del 2022 della Business Unit Domestic è pari a 40 milioni di euro, (-591 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021), con un’incidenza sui ricavi pari al 0,5% (-6,3 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2021).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente si attesta a 614 milioni di euro (-506 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2021, -45,2%) con un’incidenza sui ricavi del 7,1% (in riduzione di 4,9 punti percentuali rispetto al 12,0% dei primi nove mesi del 2021).

L’EBIT organico, al netto della componente non ricorrente, è calcolato come segue:

(milioni di euro)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

                   40 

                   631 

             (591)

              (93,7)

Oneri/ (Proventi) non ricorrenti

                  574

                   489 

                85 

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

                  614 

                1.120 

             (506)

              (45,2)

L’EBIT del terzo trimestre 2022 è pari a -106 milioni di euro (-441 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2021).

Il personale al 30 settembre 2022 è pari a 42.578 unità (42.591 unità al 31 dicembre 2021).

 

Brasile (cambio medio real/euro 5,46570)

I ricavi dei primi nove mesi del 2022 della Business Unit Brasile (gruppo TIM Brasil) ammontano a 15.706 milioni di reais (13.259 milioni di reais nei primi nove mesi del 2021, +18,5%) in accelerazione rispetto ai livelli registrati a partire dal terzo trimestre 2021. Escludendo i ricavi delle attività mobili del gruppo Oi (Cozani, acquisita il 20 aprile 2022), i ricavi dei primi nove mesi del 2022 sono pari a 14.756 milioni di reais.

L'accelerazione è stata determinata dai ricavi da servizi (15.250 milioni di reais rispetto ai 12.877 milioni di reais nei primi nove mesi del 2021, +18,4%) con i ricavi da servizi di telefonia mobile in crescita del 19,2% rispetto ai primi nove mesi del 2021. Questa performance è riconducibile principalmente al recupero continuo dei segmenti pre-paid e post-paid. I ricavi da servizi di telefonia fissa hanno mostrato una crescita del 7,1% rispetto ai primi nove mesi del 2021, determinata soprattutto dal ritmo di espansione di TIM Live.

I ricavi da vendite di prodotti si sono attestati a 456 milioni di reais (382 milioni di reais nei primi nove mesi del 2021).

I ricavi del terzo trimestre 2022 ammontano a 5.611 milioni di reais, in crescita del 24,4% rispetto al terzo trimestre 2021 (4.512 milioni di reais). Escludendo i ricavi di Cozani, i ricavi del terzo trimestre 2022 crescono di 555 milioni di reais (+ 12,3%).

L’ARPU mobile dei primi nove mesi del 2022 è stato di 25,9 reais, in linea con il dato registrato nei primi nove mesi del 2021 grazie al generale riposizionamento verso il segmento post-paid e a nuove iniziative commerciali volte a promuovere l'utilizzo dei dati e la spesa media per cliente che compensano la riduzione dell'ARPU connessa all'acquisizione della base clienti del gruppo Oi.

Le linee mobili complessive al 30 settembre 2022 sono pari a 68,8 milioni, +16,7 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 (52,1 milioni) principalmente a seguito dell'acquisizione della base clienti di Cozani. L'incremento complessivo è relativo al segmento pre-paid per +9,9 milioni e al segmento post-paid per +6,8 milioni, anche per effetto del consolidamento in atto sul mercato delle seconde SIM. Al 30 settembre 2022 i clienti post-paid rappresentano il 43,1% della base clienti (43,9% a dicembre 2021).

Le attività BroadBand di TIM Live hanno registrato, al 30 settembre 2022, una crescita netta positiva della base clienti di 23 mila unità rispetto al 31 dicembre 2021. Inoltre, la base clienti continua a concentrarsi nelle connessioni ad alta velocità, con più del 50% che supera i 100Mbps.

L'EBITDA dei primi nove mesi del 2022 ammonta a 7.169 milioni di reais (6.232 milioni di reais nei primi nove mesi del 2021, + 15,0%) e il margine sui ricavi è pari al 45,6% (47,0% nei primi nove mesi del 2021).

L'EBITDA dei primi nove mesi del 2022 sconta oneri non ricorrenti per 94 milioni di reais principalmente connessi allo sviluppo di progetti non ricorrenti e processi di riorganizzazione aziendale.

L'EBITDA organico al netto della componente non ricorrente è in crescita del 16,2% ed è calcolato come segue:     

(milioni di reais)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBITDA

               7.169

6.232

937

15,0

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

94

21

73

 

EBITDA ORGANICO esclusa componente non ricorrente

               7.263

6.253

1.010

16,2

La crescita dell'EBITDA è attribuibile ai maggiori ricavi oltre che al consolidamento di Cozani (537 milioni di reais).

Il relativo margine sui ricavi, in termini organici si attesta al 46,2% (47,2% nei primi nove mesi del 2021).

L’EBITDA del terzo trimestre 2022 è pari a 2.657 milioni di reais, in crescita del 23,8% rispetto al terzo trimestre 2021 (2.146 milioni di reais).

Al netto degli oneri non ricorrenti il margine sui ricavi del terzo trimestre 2022 si attesta al 47,8% (47,7% nel terzo trimestre 2021).

L'EBIT dei primi nove mesi del 2022 è pari a 2.242 milioni di reais (2.011 milioni di reais nei primi nove mesi del 2021, +11,5%).

L'EBIT organico al netto della componente non ricorrente si attesta nei primi nove mesi del 2022 a 2.336 milioni di reais (2.032 milioni di reais nei primi nove mesi del 2021) con un margine sui ricavi del 14,9% (15,3% nei primi nove mesi del 2021).

L'EBIT organico al netto della componente non ricorrente è calcolato come segue:

(milioni di reais)

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

EBIT

               2.242

2.011

231

11,5

Oneri/(Proventi) non ricorrenti

94

21

73

 

EBIT ORGANICO esclusa componente non ricorrente

               2.336

2.032

304

15,0

L’EBIT del terzo trimestre 2022 è pari a 793 milioni di reais (755 milioni di reais nel terzo trimestre 2021).

Al netto degli oneri non ricorrenti il margine sui ricavi del terzo trimestre 2022 è pari al 14,5%, (16,9% nel terzo trimestre 2021).

Il personale al 30 settembre 2022 è pari a 9.316 unità (9.325 unità al 31 dicembre 2021).

INDICATORI AFTER LEASE

Al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo TIM utilizza, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, alcuni indicatori alternativi di performance. In particolare, a seguito dell’adozione dell’IFRS 16 il Gruppo TIM presenta i seguenti ulteriori indicatori alternativi di performance:

 

EBITDA AFTER LEASE GRUPPO TIM

 

(milioni di euro)

3° Trimestre

2022

3° Trimestre

2021

Variazioni

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO  esclusa componente non ricorrente

           1.589 

           1.700 

     (111)

      (6,5)

           4.539 

           5.008 

    (469)

(9,4)

Canoni per leasing

             (276)

             (221)

       (55)

    (24,9)

             (754)

            (646)

     (108)

(16,7)

EBITDA After Lease (EBITDA-AL)

            1.313

            1.479

     (166)

    (11,2)

            3.785

           4.362 

     (577)

(13,2)

EBITDA AFTER LEASE DOMESTIC

(milioni di euro)

3° Trimestre

2022

3° Trimestre

2021

Variazioni

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO  esclusa componente non ricorrente

           1.085 

            1.295

     (210)

  (16,2)

            3.215

            3.871

     (656)

(16,9)

Canoni per leasing

              (127)             

             (126)

         (1)        

   (0,8)

             (381)

             (381)

        —

EBITDA After Lease (EBITDA-AL)

              958 

           1.169

     (211)

(18,0)

           2.834 

           3.490 

     (656)

(18,8)

EBITDA AFTER LEASE BRASILE

(milioni di euro)

3° Trimestre

2022

3° Trimestre

2021

Variazioni

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazioni

 

 

 

assolute

%

 

 

assolute

%

EBITDA ORGANICO  esclusa componente non ricorrente

              506 

              406 

      100 

   24,5 

            1.332

           1.144 

      188 

16,2

Canoni per leasing

             (149)

               (95)

       (54)

  (56,8)

             (373)            

             (265)

     (108)

(40,8)

EBITDA After Lease (EBITDA-AL)

              357

              311

       46 

   14,3 

              959 

              879 

       80 

8,9

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

30.9.2022

31.12.2021

Variazione

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato

                   25.504 

                   22.187

                     3.317

Leasing

                   (5.404)

                    (4.614)

                      (790)

Indebitamento Finanziario Netto Rettificato - After Lease

                  20.100 

                   17.573

                     2.527

EQUITY FREE CASH FLOW AFTER LEASE GRUPPO TIM

(milioni di euro)

3° Trimestre

 2022

3° Trimestre

 2021

Variazione

1.1 - 30.9

 2022

1.1 - 30.9

 2021

Variazione

Equity Free Cash Flow

(77)

                97

(174)

261

              460 

(199)

Variazione contratti di Leasing (quota capitale)

(174)

             (158)

(16)

(496)

             (432)

(64)

Equity Free Cash Flow After Lease

(251)

              (61)

(190)

(235)

               28 

(263)

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE PER L’ESERCIZIO 2022

La guidance comunicata nella Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2022 del Gruppo TIM è confermata.

 

EVENTI SUCCESSIVI AL 30 SETTEMBRE 2022

TIM: siglato l'accordo per la proroga del Memorandum of Understanding con CDP Equity, Macquarie, KKR e Open Fiber

Si veda il comunicato stampa diffuso in data 29 ottobre 2022.

 

 

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

Il governo dei rischi rappresenta uno strumento strategico per la creazione di valore.

Il Gruppo TIM ha adottato un Modello di Risk Management in continua evoluzione, allineato con normative e standard internazionali, per consentire di individuare e gestire i rischi in modo omogeneo all’interno delle società del Gruppo, evidenziando potenziali sinergie tra gli attori coinvolti nella valutazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.

Il processo Enterprise Risk Management è progettato per individuare eventi potenziali che possono influire sull’attività d’impresa, per gestire il rischio entro limiti accettabili e per fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali.

Il Modello di Enterprise Risk Management adottato dal Gruppo TIM

  • individua i rischi, sia endogeni che esogeni, analizzando il contesto di business, gli obiettivi del Piano Industriale ed i Business Plan dei progetti di investimento più significativi;
  • valuta i rischi non solo singolarmente, ma anche in un’ottica di portafoglio (analisi delle correlazioni);
  • aggiorna, in collaborazione con i Risk Owner, l’insieme complessivo dei rischi ai quali è esposto il Gruppo monitorando eventuali variazioni e/o nuovi scenari di contesto (macroeconomico, regolatorio, ecc.). L’evoluzione prevedibile della gestione per l’esercizio 2022 potrebbe essere influenzata da rischi e incertezze dipendenti da molteplici fattori, molti dei quali sono al di fuori della sfera di controllo del Gruppo.

In tale ambito, si evidenzia il perdurare del conflitto Russia-Ucraina e i possibili incrementi dei costi connessi alle pressioni inflattive. Inoltre, a titolo non esaustivo si richiamano i seguenti ulteriori fattori: il cambiamento del contesto di mercato, l’ingresso di nuovi potenziali competitors in ambito fisso e mobile, l’avvio di procedimenti da parte delle Autorità e i conseguenti ritardi nell’implementazione delle nuove strategie, gli adempimenti connessi all’esercizio dei Poteri Speciali da parte del Governo (Golden Power) con effetti da valutare in termini di scelte strategiche e di sviluppo temporale degli obiettivi di Piano.

Rischi connessi ai fattori macroeconomici

La situazione economico-finanziaria del Gruppo TIM, ivi compresa la sua capacità di sostenere il livello atteso dei flussi di cassa e la marginalità del business, dipende dall’influenza di molteplici fattori macroeconomici come la crescita economica, la fiducia dei consumatori, i tassi di interesse, l’aumento del tasso di inflazione e dei tassi di cambio dei mercati in cui è presente.

A questi fattori si aggiungono le incertezze collegate all’evolversi della guerra in Ucraina e la trasformazione strutturale dei mercati energetici.

Le aspettative di crescita del PIL italiano nel 2022 sono state riviste al rialzo (chiusura di anno prevista superiore al 3%) considerando il buon risultato del secondo trimestre (+1,1% sul trimestre precedente, +4,7% rispetto al secondo trimestre 2021) raggiunto grazie al contributo positivo del settore manifatturiero e del turismo, per contro, il protrarsi della guerra in Ucraina e l’andamento dei prezzi delle materie prime largamente al di sopra dei livelli medi, avrà un impatto negativo sui prossimi mesi per i quali è prevista una contrazione dell’attività economica.

Quest’ultima è conseguenza degli alti livelli di inflazione (7,3% medio annuo) non più limitata soltanto al settore energetico che sta riducendo il potere di acquisto e il valore degli asset finanziari delle famiglie ed imprese e che ha portato la BCE ad alzare i tassi d’interesse sui prestiti. Lo scenario ipotizzato non contempla una recrudescenza del virus Covid-19, ulteriori picchi nei prezzi delle materie prime ed un’estensione della guerra in Ucraina.

L’incremento dei prezzi del gas naturale e del petrolio greggio colpiscono l’industria europea, soprattutto i settori più energivori. Lo shock dell’offerta energetica ha evidenziato la dipendenza dei paesi europei dalle fonti di energia fossili. Si aggiungono inoltre rischi di instabilità finanziaria di imprese e banche dipendenti da investimenti fatti nei settori energetici.

In ragione degli esiti incerti della guerra in Ucraina e del perdurare delle pressioni sui prezzi del settore energetico, l’inflazione nel breve periodo dovrebbe mantenersi su livelli elevati.

I consumi hanno registrato una buona performance nel secondo trimestre 2022 (+2,6% rispetto al primo trimestre, +5,6% rispetto al secondo trimestre 2021) grazie al settore servizi; tuttavia, non si attende un livello dei consumi ai livelli pre Covid-19 prima del secondo semestre 2025. Le conseguenze future del conflitto tra Russia e Ucraina sull’equilibrio politico ed economico mondiale sono in evoluzione e allo stato difficilmente prevedibili nella loro interezza. L'Unione Europea e molti altri paesi hanno imposto delle sanzioni economiche nei confronti della Russia e della Bielorussia, con riferimento ad alcuni settori economici-finanziari e nei confronti di alcune persone fisiche e giuridiche vicine al Governo russo. Ulteriori sanzioni potranno essere introdotte nei prossimi mesi.

Per il Gruppo TIM, in particolare per Telecom Italia Sparkle, potranno esserci ricadute nelle relazioni commerciali, nell'incasso di crediti commerciali e negli assets presenti nel paese, la cui valorizzazione, pur dipendente dagli sviluppi del conflitto, è ritenuta, al momento, non significativa.

Con riferimento al costo dell’energia, va segnalato che il Gruppo TIM ha implementato un programma di coperture che, sul perimetro domestico, hanno consentito di coprire con anticipo la maggior parte dei fabbisogni 2022 e buona parte di quelli 2023.

Anche per il Brasile le previsioni di crescita per il 2022 sono state riviste al rialzo (2,7%) ma in generale il Brasile risente del rallentamento dell’economia globale, in particolare USA e Cina.

Il secondo trimestre ha registrato una buona performance grazie agli investimenti dei privati e ai consumi. In calo le esportazioni (-3,5% rispetto al primo trimestre) e in crescita le importazioni (+7,6% rispetto al primo trimestre). La politica monetaria restrittiva sta facendo recuperare credibilità alla moneta brasiliana (il real ha registrato una crescita del 16% nei confronti del dollaro) ma l’inflazione rimane superiore al 10% penalizzando il potere di acquisto delle famiglie e determinando il rischio di una brusca riduzione della domanda aggregata.

Un punto di particolare attenzione merita l’impatto che l’attuale contesto geopolitico può far registrare sulla supply chain. In particolare, uno scenario inflattivo dei costi dell’energia può incidere sui costi di trasporto e su quelli delle materie prime. Inoltre, il protrarsi del lock-down cinese ha causato la congestione dei principali porti, l’aumento dei tempi medi di consegna e difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni materiali e apparati necessari allo sviluppo della rete e di alcuni contratti.

 

 

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Adrian Calaza Noia, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art. 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili. 

 

 

 

Roma, 9 novembre 2022

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