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Oltre i numeri

Oltre i dati che misurano ogni fenomeno, ci sono informazioni e fatti. I numeri della rete TIM raccontano non solo lo stato dell’arte delle nostre infrastrutture, ma parlano anche di come cambiano le abitudini degli italiani attraverso la trasformazione digitale.

23/07/2020 - 15:17

La rete TIM

Fotografata attraverso oltre 10.000 dati, 107 mappe provinciali e oltre 30 infografiche, il sito La Rete per l'Italia è un flash sulle infrastrutture del Paese a settembre 2020.

I dati, ancor più le infografiche, raccontano l’uso della tecnologia da parte degli Italiani, le ricadute di scelte di sviluppo infrastrutturale a livello nazionale, le tracce del piano industriale della nostra azienda.     

I numeri riflettono anche, ovviamente, l’impatto del Covid-19, aiutandoci a comprendere lo scenario completamente diverso che potremmo ritrovare al termine dell'emergenza. Nel prossimo New Digital Normal, infatti, i bisogni e le aspettative digitali degli italiani potrebbero essere molto diversi da quelli che avevano prima della crisi pandemica.

Le differenze fra il Nord e il Sud del paese

La copertura nazionale con la rete fissa in banda ultralarga ha raggiunto l’82,4% delle case, che corrisponde a circa l’87% delle famiglie che utilizzano una linea fissa: TIM continuerà anche nei prossimi mesi ad intensificare i propri programmi di cablaggio per portare entro dicembre 2020 la fibra al 90% delle famiglie che utilizzano la rete fissa, concentrando i propri sforzi prevalentemente nelle zone rurali o a bassa densità abitativa del Paese. In particolare, i comuni che entro l’anno verranno raggiunti dalla banda ultralarga saranno oltre 5.000, con l’obiettivo di abilitare alla vita digitale circa il 75% delle famiglie residenti nelle “aree bianche” che hanno una linea fissa attiva.

Il dato nelle regioni meridionali è più alto della media nazionale: Sicilia e Puglia intorno al 90%, Calabria Calabria all’89% e Campania intorno all’86%. È il risultato degli interventi che abbiamo realizzato nel corso degli anni a partire dai bandi Eurosud,  insieme a quelli messi in atto nel 2020 durante l’emergenza sanitaria per contrastare gli effetti del lockdown. Grazie a questa disponibilità di rete la crescita del traffico dati medio per linea attiva nelle province del mezzogiorno rispetto alle altre è stata maggiore sin dal 2018.

Oggi nelle Top Ten delle province a maggior traffico dati medio per linea attiva su rete fissa, il Sud, come gli scorsi anni, si conferma in testa.

La classifica resta invariata pre e post Covid, nonostante l'aumento esponenziale del traffico e il suo spostamento dagli uffici alle abitazioni, per effetto del lavoro da casa e della scuola digitale. Questo significa che siamo di fronte a un dato strutturale, legato a abitudini di consumo e comportamenti di utilizzo digitale diversi fra province, e anche a altri fattori.

Per esempio la dimensione del nucleo familiare: più grande è la famiglia, più sono le persone che si connettono alla rete, quindi le famiglie numerose, più comuni al Sud, effettuano maggiore traffico.   

In più al Sud la percentuale delle linee ultrabroaband sul totale delle linee broadband è più alta: circa 6-8 linee a banda ultralarga ogni 10 linee a banda larga, rispetto a  3-6 linee ogni 10 altrove.  Maggiore è questo rapporto più elevato è il consumo di traffico, perchè la banda ultralarga migliora la qualità dei servizi e ne abilita nuovi, stimolandone l'uso. Anche allargando il raggio di osservazione oltre la rete TIM, si giunge alla stessa conclusione: nel Sud la tendenza a passare dall'Adsl alla fibra è più comune rispetto al resto d’Italia.

Però, se è vero che la disponibilità, cioè la copertura nel Sud della banda ultralarga è in proporzione più alta che altrove, la platea di chi partecipa al mondo digitale resta ancora esigua. Per aiutare a superare le distanze culturali e a diffondere le competenze digitali fra tutti gli Italiani in TIM è nata Operazione Risorgimento Digitale, una grande scuola di internet, online e gratuita.

 

La strategia delle grandi partnership 

Fra le operazioni strategiche concluse in questi mesi rientra l’accordo con Vodafone per la condivisione dell’infrastruttura di rete mobile passiva e la fusione di Vodafone Towers nella nuova INWIT. E’ nata così la più grande towercompany italiana, con 22 mila torri, dislocate capillarmente su tutto il territorio. Una copertura infrastrutturale a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni che permetterà un’accelerazione nella diffusione del 5G.  

I Data Center sono al centro della nostra attenzione. Lì risiedono i servizi cloud, il cui sviluppo, con soluzioni fortemente innovative, è l’obiettivo anche della nostra partnership con Google Cloud. Oggi ci sono 32.000 server operanti nei nostri Data Center, che diventeranno sempre più moderni e green. Infrastrutture più efficienti porteranno anche a un risparmio energetico, per il Gruppo e per i clienti che usufruiscono delle nostre piattaforme e dei nostri servizi, in linea con i nostri obiettivi strategici di usare meno energia e più pulita. 

Lo scorso 31 Agosto, infine, il Consiglio di Amministrazione di TIM ha dato mandato all’Amministratore Delegato di sottoscrivere l’intesa con KKR Infrastructure e Fastweb per la costituzione di FiberCop, la NewCo in cui verranno conferite la rete secondaria di TIM (dall’armadio di strada alle abitazioni dei clienti) e la rete in fibra sviluppata da FlashFiber, la joint-venture partecipata da TIM (80%) e Fastweb (20%). Fibercop rappresenta il primo passo per la realizzazione di una società della rete digitale italiana in fibra, che rappresenta un punto di svolta per le telecomunicazioni del Paese, consentendo a TIM, Fastweb e agli altri operatori di co-investire completando i piani di copertura nelle aree nere e grigie del Paese e accelerando l’adozione dei servizi Ultra-Broadband (UBB).

L’impatto dell’emergenza sanitaria

Molto è stato scritto sull’accelerazione che l’emergenza ha dato alla digitalizzazione del paese, sull’improvviso cambio di velocità di fenomeni come lo smart working o la scuola digitale, con la conseguente pressione a cui una azienda di tlc come la nostra è stata sottoposta. Per questo qui ricordiamo solo alcune cose, aiutati dalle infografiche.

Per rispondere all'enorme domanda di connessione da parte di cittadini e imprese di tutto il territorio, grazie all’intervento legislativo del Governo e a un accordo con Infratel, abbiamo ampliato la copertura di rete anche nelle “aree biancherealizzando complessivamente 11.700 armadi  con tecnologia “Fiber to the Cabinet” (fibra + rame), raggiungendo oltre 4.800 comuni con nuovi collegamenti a banda ultra larga fissa

La nostra infrastruttura in questa occasione si è dimostrata “resiliente cioè capace di adattarsi in pochissimo tempo all’impatto del lockdown – quando nel giro di poche settimane il traffico sulla rete fissa è più che raddoppiato -, sia in termini di strutture che di sistemi, anche grazie agli adeguamenti realizzati dai nostri ingegneri e tecnici in tempi velocissimi. 

Anche la rete broadband mobile ha retto bene il carico eccezionale dell’emergenza, accentuato dal fatto che nel nostro paese è molto alta la percentuale dei cosiddetti “mobile only”,  cioè i clienti che usufruiscono dei servizi in banda larga e ultralarga esclusivamente attraverso la rete mobile: quasi 1 su 4. Merito della copertura: oltre il 99% della popolazione con la rete 4G e 4G plus (pari a oltre il 97% dei comuni), 104 province su 107 coperti per oltre il 90%.

 

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Dati,in formato open data(file excel),mappe,infografiche del Netbook,su

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