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Redazione ufficio stampa

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Vorrei aprire questo editoriale con una provocazione: il settore delle Telecomunicazioni e quello ICT aiutano a ridurre l’impatto energetico sul pianeta. Già perché 1 ora di videoconferenza in alta qualità emette meno CO2 di 1 solo km di viaggio in automobile. Se pensiamo ad esempio a 10 persone che si incontrano in video invece che a valle di uno spostamento aereo, il risparmio stimato è ben d i 5.000 v olte la CO2 emessa! Tuttavia, secondo uno studio del 2021 le TLC e il mondo ICT consumano dal 5% al 9% dell’intera produzione di energia elettrica a livello mondiale; la sola componente TLC, secondo GSMA, vale il 2-3%. La crescita dell’uso delle tecnologie digitali è tale che se non si agisce in maniera efficace e proattiva, il settore arriverà nel 2030 a consumare ben il 20% dell’energia elettrica prodotta nel mondo.
Per noi di TIM, però, l'impegno verso la sostenibilità ambientale è tale che non potevamo non raccogliere la sfida di lavorare sempre più per raggiungere il traguardo delle “emissioni-zero”, come previsto dalla legge europea sul clima.
Per questo già dal 2020 abbiamo avviato politiche sostenibili sia sui consumi che sugli acquisti di energia: un programma di progressiva decarbonizzazione delle attività della filiera produttiva industriale, di efficientamento dei consumi energetici degli asset, di ricorso crescente a fonti di energia rinnovabile per l’alimentazione dei nodi di rete, anche con energia autoprodotta, e di promozione di modelli circolari per ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse di rete.
Nel 2022, a fronte di una sostenuta crescita del traffico voce, dati mobile e fisso e delle attività dei Data Center, siamo riusciti a contenere l’incremento del consumo totale di energia per combustibili, gas ed energia elettrica: un traguardo raggiunto attraverso l’uso di tecnologie che hanno consentito migliori prestazioni a parità di risorse energetiche. Anche i nostri uffici e i Data Center sono stati ripensati per dismettere quegli spazi e quelle tecnologie non più funzionali, in modo da ridurre i costi e i consumi energetici; abbiamo, infatti, realizzato i Data Center «Public Cloud» con criteri ecosostenibili, impiegando materiali privi di contaminanti, pitture ecologiche, oltre che sistemi di illuminazione che riducono l’inquinamento luminoso. Siamo intervenuti anche sui Data Center «Core», con un risparmio energetico medio di circa 2,8 GWh/a; continuiamo ad ottimizzare il raffrescamento e l’illuminazione delle sale, per rinnovare i sistemi di continuità (UPS) e gli impianti di condizionamento, oltre che intervenire sulle infrastrutture informatiche. Grazie a tutto ciò nel 2022 abbiamo ottenuto un risparmio medio di circa 13,5 GWh/a.
La nostra trasformazione sostenibile passa anche attraverso una precisa strategia di acquisto energetico: in TIM potenziamo sempre di più l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili e investiamo nell’autoproduzione, con l’obiettivo di arrivare al 100% di energia elettrica green entro il 2025. Infatti, oggi l’energia elettrica che serve alle nostre centrali e ai Data Center in gran parte viene acquistata e solo in piccola parte autoprodotta dagli impianti di trigenerazione, da gruppi elettrogeni e dagli impianti fotovoltaici, tanto che abbiamo avviato un piano di installazione di 14 impianti fotovoltaici per una potenza di circa 0,7 GWp. Teniamo conto che nel 2022 l’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili ha rappresentato ben il 61% dell’energia elettrica complessiva del Gruppo.
Forti di questo impegno, dedichiamo questo Notiziario Tecnico ad approfondire le nostre soluzioni tecniche per rendere TIM sempre più green. 



                                                                                                                       Elisabetta Romano
                                                               
Chief Network, Operations & Wholesale Office, TIM