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Lo Smart Working e gli strumenti di flessibilità

Implementiamo un modello di lavoro che integra produttività, benessere e sostenibilità.

 

In Italia abbiamo sperimentato lo Smart Working (1) con 9 mila dipendenti per la prima volta nel 2016, un anno prima che entrasse in vigore la legge che ne regola il funzionamento.

Nel 2018 i lavoratori erano già 13 mila e nel 2019 sono diventati 21 mila. Nel periodo di emergenza pandemica, oltre 30 mila dipendenti hanno potuto lavorare da remoto.

(1) Per Smart Working si intende la modalità di lavoro adottata dal Gruppo per garantire flessibilità nella prestazione lavorativa (anche a livello di orari) e consentire alle nostre persone di lavorare da casa.

Lo Smart Working nel 2022

 

Nel 2022, il modello è stato applicato in modo flessibile per far fronte alle necessità del contesto (es. chiusura sedi da gennaio a marzo e ad agosto 2022 e numero variabile di giorni di Smart Working negli altri mesi).

La scelta di adesione è volontaria a tutela delle specifiche situazioni personali. 
Nel 2022 il tasso di adesione è stato pari al 96% degli aventi diritto.
Il modello garantisce il diritto alla disconnessione e prevede l’orario flessibile dalle 8.00 alle 20.00 con due ore di compresenza al mattino e due al pomeriggio.
La riorganizzazione degli spazi di lavoro in ufficio segue il modello del desk sharing su prenotazione e prevede zone “relax” e sale riunioni condivise.

  • circa 25.000 dipendenti coinvolti
  • 60 giorni pro capite di Smart Working legati al contesto pandemia + 78 giorni pro capite di Smart Working grazie al nostro modello organizzativo
  • 235 ore pro capite di spostamento casa-ufficio evitate
  • 50.100 tCO2eq emissioni totali evitate(2) corrispondenti a 7.000 giri della terra in auto oppure oltre 97.600 alberi che assorbono CO2 per 30 anni di vita 

L’accordo prevede, in aggiunta alle tutele già previste dai precedenti accordi sindacali (es. donne in gravidanza, neo-mamme e papà, rientro in servizio da una malattia di oltre 30 giorni, ai colleghi oggetto di trattamenti chemio, immuno e radio-terapici) nuove e ulteriori tutele per coloro che assistono familiari con disabilità grave e per dipendenti con gravi disagi.

Inoltre, per gli under 35 e per il personale che appartiene a specifiche strutture e/o che presentino esigenze di natura tecnico organizzative o di sperimentazione di nuove attività, è prevista la possibilità di modulare la prestazione lavorativa con maggiore flessibilità.

(2) Per il calcolo, sono stati utilizzati i seguenti dati: numero di dipendenti (escluso Telecontact), numero giorni di apertura delle sedi, numero giorni di Smart Working, dati delle utenze (energia elettrica, gas metano, gasolio, acqua, servizi di pulizia), mobilità casa-lavoro dei dipendenti (risultati di una survey interna).  Il calcolo è stato eseguito da Rete Clima, ente non profit specializzato nella promozione della sostenibilità nelle organizzazioni, tramite l’utilizzo di fattori di emissioni provenienti dalla banca dati Ecoinvent 3.9.

I principali strumenti di flessibilità

 

La  categoria dei dipendenti  “quadri”, in ragione di  un rapporto fiduciario con l’azienda orientato al raggiungimento dei risultati, godono di un’ampia flessibilità nello svolgimento della prestazione, attestando la presenza sul luogo di lavoro con un’unica timbratura giornaliera. Questi lavoratori, pertanto, possono “flessibilizzare” la propria prestazione lavorativa coniugando le esigenze organizzative con quelle personali nel rispetto delle 36 ore settimanali contrattualmente previste.

Per il personale del Caring sono previste misure di flessibilità come:

  • flessibilità in ingresso: ai lavoratori è riconosciuta la facoltà di compensare il ritardo nella stessa giornata nella misura massima di 29 minuti giornalieri, 170 minuti mensili per un totale di 11 episodi
  • franchigia: i lavoratori hanno la possibilità di giustificare i ritardi in ingresso attraverso una franchigia mensile di 35 minuti per un massimo di 14 minuti al giorno
  • lavoratrici gestanti: a fronte di specifica richiesta, le colleghe interessate possono essere inserire in una turnazione compresa nell’arco orario 9-18.30
  • mamme part time: le colleghe, madri di bambini in età prescolare al termine del periodo di allattamento possono richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale al 75% per un periodo massimo di  un anno eventualmente prorogabile con utilizzo di specifici turni.

Con riferimento ad alcuni specifici ambiti organizzativi individuati con le Organizzazioni Sindacali, è prevista inoltre la possibilità di attivare un conto ore individuale che consente di compensare, entro limiti prestabiliti, le ore straordinarie riducendo la prestazione lavorativa nei 4 mesi successivi.

Inoltre, come ulteriore strumento di flessibilità, il Gruppo prevede la possibilità di avviare modalità di lavoro part-time.[K1]

I lavoratori dispongono inoltre di diverse tipologie di permessi, a seconda del livello inquadramentale e delle esigenze:

  • Permessi solidali: ogni lavoratore può cedere a titolo gratuito e definitivo a un altro collega che ne ha bisogno e che ha terminato le proprie ferie o permessi, da un minimo di 30 minuti ad un massimo di 15 ore e 16 minuti dei propri cosiddetti  permessi ex-festività, e fino a due giornate di ferie
  • Permessi a recupero per il mese di dicembre: sono previste fino a 8 ore totali (riproporzionate per i part-time) da recuperare entro il 31 gennaio dell’anno successivo per il personale fino a livello 5S e per quello operante in archi di turnazione che al 30 novembre hanno esaurito completamente le spettanze di ferie e permessi
  • Permessi a recupero per motivazioni varie: sono previste 24 ore annuali (riproporzionate per i part time) per il personale fino al livello 5S e per quello operante in archi di turnazione, indipendente dal livello inquadramentale. Non è previsto un limite mensile e il recupero va fatto entro il trimestre solare di competenza (fino al 31 gennaio per l’ultimo trimestre dell’anno)
  • Permessi mamma e papà: sono concesse 150 ore annuali (riproporzionate per i part-time) per il personale fino al livello 5S con figli fino a 11 anni. Fruizione mensile fino a 14 ore (riproporzionate per i part time) e recupero entro il trimestre solare di competenza (fino al 31 gennaio per l’ultimo trimestre dell’anno). I genitori entrambi dipendenti TIM possono fruire contemporaneamente dei permessi, purché cumulativamente non superino il monte ore spettante
  • Permessi per corsi di preparazione parto: sono concessi alle lavoratrici e ai lavoratori, inquadrati fino al livello 5S e fruibili a decorrere dal sesto mese di gravidanza
  • Permessi allattamento: al fine di facilitare e garantire la possibilità alle madri l’allattamento dei propri figli, sono previste due ore al giorno di permesso (da utilizzare consecutivamente oppure spezzate per le madri fino al compimento di un anno di vita del proprio figlio)
  • Permessi studio: sono previsti cinque giorni di permesso annuale (riproporzionati per i part-time) per dipendenti iscritti all’università, da recuperare entro il 31 dicembre dell’anno di fruizione.

Congedi

 

Come previsto dalle leggi specifiche italiane e brasiliane, i dipendenti del Gruppo hanno tutti lo stesso diritto di fruire del congedo parentale. A tal proposito, riportiamo di seguito un approfondimento relativo ai congedi previsti per la maggior parte della popolazione del Gruppo, ovvero i dipendenti presenti in Italia.

Congedo parentale

In linea generale, con riferimento alla totalità della popolazione aziendale in Italia, il Gruppo prevede la possibilità di fruizione del congedo parentale retribuito per il caregiver familiare richiedente per un totale di 20 giorni lavorativi (4 settimane, di cui 2 settimane oltre i requisiti minimi di legge previsti dalla Legge di Bilancio 2021).

Altre forme di congedo:

  • congedo matrimoniale: Al lavoratore non in prova che contragga matrimonio sarà concesso un permesso retribuito di quindici giorni consecutivi, da fruire di norma entro trenta giorni dalla celebrazione del matrimonio.
  • congedi per eventi e cause particolari (oltre il congedo parentale): Il lavoratore ha diritto ad un periodo di congedo per i gravi motivi familiari e per prendersi cura della propria famiglia anagrafica espressamente indicati dalle richiamate disposizioni di legge, relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica e dei soggetti di cui all’art. 433 del Codice Civile anche se non conviventi, nonché dei portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado, anche se non conviventi. Tale congedo, utilizzabile in modo continuativo o frazionato, non potrà essere superiore a due anni, computati secondo il calendario comune, nell’arco dell’intera vita lavorativa.
  • congedo per le donne vittime di violenza di genere: La lavoratrice inserita in percorsi di protezione relativi alla violenza di genere può chiedere così come previsto dall’art. 24, D.Lgs. n. 80/2015, un congedo retribuito della durata massima di tre mesi, nonché chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.