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Redazione ufficio stampa

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Il 3GPP ha completato a marzo 2022 le specifiche tecniche della tecnologia 5G via satellite. Questo è il prossimo passo nell’evoluzione delle comunicazioni mobili via satellite per utilizzare il proprio smartphone ovunque, anche in aree non coperte da alcuna rete cellulare “terrestre”. Già oggi sono disponibili soluzioni di comunicazione broadband da satellite in ambito residenziale o business e alcune soluzioni proprietarie per inviare messaggi di emergenza da telefonini commerciali.
La specifica del 5G via satellite apre un nuovo ecosistema che sfrutta le economie di scala dei sistemi cellulari terrestri. TIM, che già offre una soluzione di connettività residenziale via satellite a clienti in aree remote, è fortemente attiva nell’ambito di progetti finanziati dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per sperimentare soluzioni pre-commerciali e quindi mettere a portafoglio questi servizi.

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5G from space

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Spesso nei film di avventura si vede l’agente segreto utilizzare un telefono satellitare per comunicare dai posti più remoti del mondo. Questo potrebbe non essere più un privilegio per pochi con l’avvento del 5G via satellite. Infatti, anche in Europa una copertura totale del territorio mediante tecnologia radiomobile non può essere garantita e spesso la vita degli escursionisti in aree remote è a rischio per l’assenza di comunicazioni. Per esempio, il Soccorso Alpino ha indicato che il numero di interventi nel 2019 ha superato quota 10.000 ed è cresciuto del 7% rispetto al 2018 [1]. La possibilità di comunicare tempestivamente e ovunque potrebbe quindi salvare molte vite.
Questa esigenza ha spinto molti produttori di smartphone a fare annunci relativi alla possibilità di comunicare almeno in modo limitato via satellite utilizzando soluzioni pre-5G, come quanto dichiarato da Apple sulla possibilità di alcuni modelli di inviare messaggi utilizzando la rete satellitare Globalstar [2]. Chiaramente, le applicazioni del 5G via satellite non si limitano ai servizi di emergenza ma permettono di offrire una molteplicità di servizi sia per clienti consumer sia business, come ad esempio in ambito agricoltura, operazioni minerarie, logistica, tracciamento delle merci ma anche intrattenimento a bordo di navi ed imbarcazioni. Il vantaggio del 5G rispetto alle soluzioni già esistenti è la disponibilità di uno standard comune, che permette di comunicare utilizzando costellazioni diverse e terminali di fornitori diversi, sfruttando quindi le economie di scala dei sistemi cellulari terrestri. Inoltre, uno degli obiettivi del 5G via satellite è quello di permettere comunicazioni voce e dati con terminali di piccole dimensioni, idealmente i nostri smartphone senza necessità di adattamenti ad-hoc. Questo articolo riassume alcune delle ultime tendenze relative alle comunicazioni via satellite e fornisce lo stato della standardizzazione del 5G NTN (Non-Terrestrial Networks). Infine, sono illustrate alcune delle attività di ricerca che TIM effettua in collaborazione con altri partner industriali.

Soluzioni pre-5G

TIM già offre una soluzione di connettività residenziale via satellite [3], sfruttando la capacità messa a disposizione dal satellite Konnect di Eutelsat (Fig.1). Negli ultimi mesi sono stati molti gli annunci di lanci di satelliti per comunicazioni personali in ambito broadband fisso e di supporto di comunicazioni via satellite, seppur limitate, da parte di smartphone commerciali. 

Figura 1: Soluzione TIM Premium SAT

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Queste soluzioni sono tipicamente basate sull’impiego di infrastrutture satellitari realizzate in orbite più basse di quella geostazionaria (GEO, Geostationary-Earth Orbit), a circa 36.000 Km dalla Terra), denominate Medium-Earth Orbit (MEO, a circa 8.000 Km) e Low-Earth Orbit (LEO, tra i 500 e i 1.200 Km). La realizzazione di queste costellazioni è stata sostenuta dalla convergenza di una serie di fattori incentivanti, come la riduzione dei costi di produzione, lancio di satelliti e la massiccia mole di investimenti pubblici e privati confluiti in questo settore, considerato ad alto potenziale. L’impiego di tecnologie trasmissive sempre più in linea con quelle utilizzate nei sistemi radiomobili di ultima generazione come massive MIMO e beamforming, unite all’uso di orbite non-GEO, ha creato le condizioni per applicazioni broadband fisso via satellite o per comunicazioni a basso throughput dirette verso smartphone. Infatti, le prestazioni per il cliente in ambito fisso sono assimilabili a quelle di una connessione broadband grazie alla minore latenza e all’utilizzo di frequenze millimetriche (bande V e Ka), in grado di incrementare notevolmente la banda disponibile rispetto alle connessioni satellitari GEO. Inoltre, l’impiego di tecniche trasmissive di nuova generazione permette di ridurre la dimensione del terminale utente, fino ad arrivare a quella di uno smartphone, abilitando comunicazioni a basso throughput, ideali per servizi di emergenza. Le stesse funzionalità tecniche sono utilizzate anche per realizzare soluzioni di connettività di tipo Internet of Things, utilizzando sia tecnologie standard come NB-IoT o proprietarie come Sigfox e LoRa, con apparati radio molto contenuti a bordo di satelliti di dimensioni ridotte (pico/nano satelliti), denominati cubesat per la loro caratteristica composizione modulare a cubetti di 10 centimetri di lato e peso inf eriore ai 2 Kg. I servizi di comunicazione possono essere realizzati su un’unica o su più costellazioni, ad esempio LEO e GEO che si interfacciano tramite link laser, per capitalizzare le potenzialità di ciascuna infrastruttura, tipicamente capacità e latenza dei satelliti LEO e la copertura dei GEO. In ambito fixed-broadband le iniziative più concrete le stanno realizzando SES Networks in orbita MEO e SpaceX e Oneweb su LEO. Si tratta di costellazioni di satelliti che offrono copertura globale e prestazioni single-user di almeno decine di Mbps e che hanno raggiunto o quasi la copertura globale, siglando anche i primi contratti commerciali di fornitura del servizio. In orbita MEO sono sufficienti decine di satelliti, mentre avvicinandosi alla superficie terrestre il numero di satelliti aumenta a centinaia come nel caso di Oneweb, che si posiziona a 1.200 Km, e migliaia o addirittura decine di migliaia nel caso di SpaceX che dispiega i suoi satelliti sempre più vicino alla Terra. Proprio la riduzione della distanza dagli utenti finali ha permesso a SpaceX di realizzare una soluzione di connettività diretta verso smartphone commerciali 5G per servizi di emergenza (messaggistica), che testerà nel corso del 2023 sulla rete a 1.900 MHz di T-Mobile [4]. Anche Apple ha indicato che il modello iPhone 14 supporterà comunicazioni di emergenza utilizzando un protocollo radio proprietario [5] e riservando l’85% della capacità messa a disposizione dal sistema Globalstar. TIM Brasil ha annunciato un accordo con AST Spacemobile, società supportata tra gli altri da Vodafone e Rakuten, per la fornitura di connettività 4G su smartphone in aree rurali del Brasile attraverso il proprio satellite pre-commerciale BlueWalker 3 in orbita dal 2022 [6]. Sebbene la tecnologia sviluppata da AST sia proprietaria, non è richiesta alcuna modifica agli smartphone in commercio, così come previsto dalla soluzione realizzata dalla società Lynk, che prevede di utilizzare una rete di circa 30 minisatelliti LEO da dispiegare in questi anni per fornire in vari paesi, in partnership con le telco locali, servizi di messaggistica agli smartphone [7]. Lo scenario è in rapida evoluzione con nuovi attori, anche di rilievo come Amazon, che vogliono entrare in questo mercato, e possibili integrazioni tra di essi con lo scopo di realizzare servizi più evoluti basati su infrastrutture multi-orbita o di presidiare sia il mercato broadband sia quello IoT.

Lo standard 5G via satellite

L’integrazione della connettività via satellite nelle reti 5G è stata studiata dal 3GPP sotto il nome Non-Terrestrial Networks (NTN) nell’ambito delle Release 15 e 16 a partire dal 2017 [8, 9, 10, 11]. Questi studi hanno portato al completamento delle specifiche tecniche nell’ambito della Release 17, formalmente completata a marzo 2022 (functional freeze), con disponibilità di prodotti a standard verosimilmente a partire da fine 2023. In particolare, il 3GPP in aggiunta ai terminali V-SAT ha specificato il supporto di device di tipo handheld e IoT (NB-IoT e eMTC) per abilitare use case quali agricoltura, trasporti, logistica, ecc. Lo standard supporta tutte le tipologie di costellazioni satellitari (LEO, MEO, GEO), anche se molto lavoro è stato dedicato per supportare le costellazioni non GEO, in quanto più sfidanti dal punto di vista tecnico. Nell’ambito degli studi di fattibilità, sono state analizzate le necessarie modifiche dei protocolli radio NR (New Radio) per tenere conto delle peculiarità del sistema. Per esempio, occorre tener conto del fatto che la cella può essere di larghe dimensioni (anche centinaia di km.) e può “muoversi” a causa del movimento del satellite. Questo comporta un significativo effetto doppler ed una latenza che può variare di molto tra User Equipment (UE) a bordo cella e UE a centro cella. Questi fattori devono essere compensati per garantire il corretto funzionamento del sistema. Inoltre, la latenza può essere significativamente maggiore rispetto alle reti terrestri: 272.4 ms one way per GEO e maggiore di 14.2 ms per non GEO. Altro fattore caratterizzante è la potenza limitata sia nel device (specie se handheld) sia a bordo satellite. L’analisi delle diverse architetture (per esempio, l’utilizzo di satelliti di tipo trasparente o rigenerativo) ha portato alle seguenti conclusioni per la R elease 17:

  • utilizzo di satelliti di tipo trasparente;
  • accesso radio di tipo Frequency Division Duplex (FDD) nelle bande FR1 (410 MHz – 7125 MHz);
  • tutti i terminali devono supportare i sistemi di localizzazione GNSS (Global Navigation Satellite System).

Le seguenti bande FDD per reti NTN sonosupportate in Release 17:

  • N256: UL 1980 MHz – 2010 MHz; DL 2170 MHz – 2200 MHz;
  • N255: UL 1626.5 MHz – 1660.5 MHz; DL 1525 MHz – 1559 MHz.

Figura 2: Architettura della rete 5G via satellite – satellite di tipo trasparente [11]

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Fig.2 riporta l’architettura della rete 5G via satellite, in caso di utilizzo di satellite di tipo trasparente. Come si può osservare dalla figura, l’architettura specificata aggiunge alla rete terrestre due nuove componenti, che agiscono come un’estensione della stazione radio base (gNB): Gateway e satellite. Il satellite agisce come un puro amplificatore del segnale ricevuto da UE o dal gateway, senza operare alcuna operazione di demodulazione o decodifica. Il gateway è la stazione di terra che trasmette/riceve il segnale al/dal satellite da/verso il gNB. Il gateway è normalmente una stazione di terra operante con antenne a larga apertura (anche alcuni metri).

Figura 3: Connettività con il satellite – satellite di tipo trasparente [11]

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La Fig.3 illustra come i diversi elementi comunicano con il satellite. Sono previsti due link: service link (tra UE e satellite) e feeder link (tra gateway e satellite). Ciascuno di questi link utilizza frequenze diverse in modalità FDD per uplink e do wnlink. Il supporto di sistemi di localizzazione GNSS permette ai device di relazionarsi rispetto al satellite e quindi di puntare il segnale nella direzione corretta in caso di antenne direttive. Infatti, i parametri orbitali delle costellazioni (effemeridi) sono noti e possono essere forniti allo UE. Questo è particolarmente utile nel caso di handover tra due satelliti LEO, come illustrato in Fig.4. Infatti, nel caso di satelliti non GEO, il satellite sorge e tramonta rispetto ad un device (anche stazionario) nell’arco a volte di pochi minuti. Più è bassa l’orbita e più sar à veloce il passaggio.

Figura 4: Mobilità tra satelliti [12]

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Nell’ambito della Release 18 (functional freeze previsto per dicembre 2023) sono previste attività per la gestione di scenari con copertura non continua nel tempo (ovvero in caso in cui la costellazione non GEO non sia stata completata e quindi i satelliti siano visibili solo per una percentuale del tempo), l’ottimizzazione di procedure di mobilità (inclusa la mobilità tra reti terrestri e NTN) e l’utilizzo di frequenze maggiori di 10 GHz.

Progetti di ricerca

Il processo di innovazione tecnologica legato alla convergenza di reti 5G e satellitari è stato portato avanti attraverso una serie di progetti di ricerca internazionali, tipicamente sviluppati da partenariati pubblici e privati, sia di carattere innovativo che per lo sviluppo di soluzioni orientate al mercato.
TIM già da anni è attiva su questo fronte, presidiando entrambe le tipologie di progetto nella convinzione che sia fondamentale realizzare sinergia tra le due infrastrutture nell’ottica di fornire nuovi servizi e di migliorare la qualità e l’affidabilità di quelli esistenti. In ambito innovativo, TIM riveste un ruolo di rilievo nel progetto DINoS5G, un progetto co-finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) finalizzato alla prototipazione e testing di una piattaforma di comunicazione basata su infrastruttura ibrida 5G e satellitare per il trasporto efficiente ed affidabile del traffico di diagnostica delle ferrovie di RFI (prime contractor del progetto), a supporto di un applicativo di predictive maintenance dell’infrastruttura ferroviaria. Il progetto prevede che per ogni richiesta di invio di dati diagnostici verso il server, ci sia un’entità, denominata Edge Node, che decida se affidare il traffico alla rete 5G o al satellite incrociando i requisiti applicativi ricevuti dall’endpoint applicativo e la disponibilità di risorse di rete su 5G e satellite, ricavate dai rispettivi sistemi di management di rete (NMS).
Per abilitare queste interazioni è stata realizzata una catena di integrazione con alcuni sistemi NMS 5G e satellitare per mezzo di apparati di rete messi a disposizione e customizzati allo scopo da TIM. A questo importante progetto è dedicato una scheda di approfondimento, curato da RFI. Un altro progetto che vede il coinvolgimento TIM è “Cubesat for 5G applications – Demonstration mission”. Il progetto, finanziato interamente da ESA, vede il coinvolgimento di piccole e medie imprese italiane sotto la guida di Tyvak International [13] e prevede l’assemblaggio e la messa in orbita di un cubesat e la realizzazione di un gateway e di un terminale d’utente per dimostrare le funzionalità del protocollo standard 5G via satellite (Vedi scheda di approfondimento: ARTES 5G “CUBESAT FOR 5G APPLICATIONS–DEMONSTRATION MISSION”). TIM è attiva anche in alcuni progetti cofinanziati da ESA ed orientati al mercato (WISE, 5G Sensor@sea e 5G MASS), dove si sviluppano soluzioni di connettività basate su infrastruttura satellitare e radiomobile per use case di interesse del Cliente, tipicamente Partner principale del progetto.

Conclusioni

La possibilità di connettersi da qualunque località sulla Terra, persino con il proprio smartphone, è ormai vicina alla realtà grazie a soluzioni proprietarie, ma soprattutto allo standard 5G via satellite. Questo apre nuove opportunità di mercato sia per servizi di emergenza, ma anche per intrattenimento e per applicazioni di tipo IoT ed industriali. Si tratta dunque di un nuovo mercato che TIM sta presidiando attivamente grazie a numerosi progetti di ricerca co-finanziati da ESA, con l’obiettivo di investigare le opportunità e le sue sfide tecniche.

Acronimi

CDU      Central Data Unit

eMTC    enhanced machine-type communication

FDD       Fequency Division Duplex

FR1         Frequency Range 1

GEO      Geostationary-Earth Orbit

gNB       gNodeB (stazione radio base NR)

GNSS    Global navigation satellite system)

IoT         Internet of Things

LDU      Local Data Unit

LEO      Low-Earth Orbit

MEO     Medium-Earth Orbit

MIMO   Multiple Input Multiple Output

NB-IoT   NarrowBand IoT

NMS      Network Management System

NR        New Radio

NTN     Non-Terrestrial Networks

UE        User Equipment